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Sunday August 20th 2017

GRAFOLOGIA


(La firma di Adolf Hitler)

MASADA N° 1476 – 27/7/2013 GRAFOLOGIA

Prof. Viviana Vivarelli

Le parole che contengono la terminazione ‘logia’ indicano gli studi o scienze, per cui la grafologia è la scienza della scrittura. Le parole che contengono la terminazione ‘manzia’ indicano le pratiche esoteriche, per cui la ‘grafomanzia’ è la preveggenza mediante la scrittura. Spesso le due scienze si confondono, in quanto guardare una grafia significa anche entrare in contatto con l’energia dello scrivente, e probabilmente PADRE GIROLAMO MARIA MORETTI, creatore della grafologia italiana, esercitò insieme una scienza psicologica e una capacità da sensitivo, egli era uno studioso ma aveva anche percezioni particolari e attinse molte delle sue regole dalla sua parte irrazionale.


Moretti era un frate francescano, nato nel 1879 e morto nel ’63, che applicò tutta la sua vita alla studio della scrittura, scrivendo i primi libri sull’argomento che fossero mai stati scritti in Italia, per cui a buona ragione viene considerato il padre della grafologia italiana. Diceva che la grafologia era una scienza sperimentale e ne fissò i principi e le regole attraverso migliaia di esperimenti e osservazioni di pratica clinica. E’ da dire però che la grafologia in Italia non è mai assurta a scienza vera e propria. Tuttavia, grazie alla precisione di Moretti e al fatto che era un frate, la Chiesa accettò la grafologia, malgrado fosse anche un mantica, mentre non accettò altre mantiche che furono messe al bando.
La grafologia può essere usata in modo pseudo-scientifico o in modo divinatorio, grazie a una immedesimazione che il grafologo compie con l’energia dello scrivente, assumendo come proprio il gesto grafico e immedesimandosi in lui.
Possiamo considerare delle righe di scrittura come uno spartito dove ognuno scrive la propria musica. Il sensitivo quella musica la sente intimamente, in quanto entra nello spirito di chi scrive. La tecnica certamente aiuta ma da sola non basta se manca l’immedesimazione psichica. Questa per alcuni è naturale, per una sorta di percezione immediata, altri ci arrivano con l’esercizio e l’apertura progressiva dell’intuizione che nella grafologia resta sempre fondamentale. Quello che secondo me è importante, al di là delle regole, si chiama EMPATIA, e indica la corrispondenza con l’altro, il “sentirsi dentro di lui”, l’entrare in sintonia con la sua lunghezza d’onda, usando la grafia come ponte tra la due interiorità.
Nel contatto psichico, da una parte si vede il saggio grafico dall’esterno, dall’altra si entra nello spirito dello scrivente quasi in modo telepatico, unendo energia con energia. Per questo sarebbe opportuno osservare l’altro mentre scrive immedesimandosi nel suo gesto grafico.
Per me che seguo il pensiero di Jung, l’approccio con l’altro è immediato e lo scopo è quello di aiutarlo nel suo processo di individuazione, aiutarlo a riconoscere ciò che è, affinché adempia meglio al compito sociale per cui è nato.
La grafologia come scienza si basa sul fatto che il sistema nervoso agisce in modo diverso per ognuno e trasmette alla mano impulsi molto individuali dell’energia, che danno a ogni scrittura il suo carattere unico, manifestando la forza muscolare e nervosa, il tono di salute, la volontà, le emozioni, gli affetti ecc.. Fare grafologia vuol dire sentire empaticamente che cosa questa persona è, cosa vuol fare, se è felice o no, quali sono i suoi problemi e i suoi impedimenti, quali i suoi scopo e fini.
La grafologia deve essere praticata non come una indagine o un esame, ma come un atto propizio di aiuto affinché l’altro si riconosca e si liberi, raggiungendo meglio i suoi obiettivi. Il grafologo ha il compito di aiutare l’altro a credere in sé, a riconoscersi e a migliorarsi.

In Italia abbiamo un diploma in grafologia, che si consegue dopo 3 anni di corso a Urbino (nei fine settimana) o a Milano, in cui si devono superare molti esami, e, dopo il diploma, prendere una specializzazione (per es. in grafia infantile o in sintonia di coppia) e fare poi un numero considerevole di esercizi. i Diplomi di Urbino e di Milano solo gli unici attestati validi. I corsi che trovate in giro non rilasciano documenti di alcun valore. Se non volete andare a Urbino, potete frequentare i due anni di grafologia ristretta presso i domenicani di Bologna, però non vi daranno un diploma ufficiale ma solo un attestato di frequenza, anche se i professori sono gli stessi di Urbino, in quanto sarete solo uditori senza passare esami.
Non esiste un albo ufficiale dei grafologi e il diploma in grafologia ha scarso valore legale. Malgrado ciò, i grafologi possono essere consultati dei tribunali, nei consultori famigliari, presso le sedi di polizia o nei centri di orientamento professionale o di lavoro psicologico sulla coppia. Si possono fare perizie grafologiche, per es. a fini legali, per convalidare un testamento olografo o la firma su un assegno o una lettera minatoria, o per completare una anamnesi relativa a disturbi mentali o per fare perizie richieste dalla legge per altro scopi, in quanto possiamo falsare i nostri gesti, possiamo farci una plastica facciale, ma difficilmente riusciremo a contraffare la nostra grafia.

Diciamo anche che la grafologia italiana è diversa da quella francese o tedesca, per cui, se comprate un libro di grafologia, accertatevi che sia di scuola italiana. E’ da notare, comunque, che la massificazione culturale esistente nelle scuole tedesche e americane produce standard grafici abbastanza simili, senza l’accentuata personalizzazione degli Italiani.
Non esiste una grafologia americana anche perché, dato il forte condizionamento personale, gli Americani scrivono quasi tutti allo stesso modo.

La grafia è una energia in cammino, una energia che si manifesta in forma lineare e dice moltissime cose di noi, alcune caratteriali e genetiche, altre legate al momento in cui scriviamo. La grafia è una linea energetica interpretabile, così come lo è un elettrocardiogramma o un elettroencefalogramma.
La grafologia manifesta ciò che siamo in modo molto preciso, indicando la nostra energia, il ritmo, l’orientamento ecc. E’ una metafora grafica del nostro modo di essere, sia organico che psichico, per cui dà indicazioni sulla nostra salute, la cultura, il carattere, l’approccio col mondo o con gli altri, le predisposizioni personali ecc. Non ci dice però l’età né il sesso né l’aspetto fisico.

In genere noi non scriviamo sempre allo stesso modo, anche se alcuni presentano notevoli variazioni da uno scritto all’altro, e la nostra scrittura può cambiare fortemente per un lutto, una malattia, una crisi ecc. Per cui sarebbe meglio avere più fogli scritti della stessa persona in tempi diversi.

Per un saggio grafico, il formato ideale è quello di un blocchetto bianco ½ A4, scrivendo in corsivo con una biro e mettendo giù un testo di alcune righe in cui compaiano tutte le lettere maiuscole e minuscole. Non si analizza lo stampatello, perché permette meno rilevazioni.

Padre Moretti è un personaggio molto interessante con alcuni caratteri che ricordano Padre Pio. Era molto sensibile e intuitivo ed era un sensitivo naturale. Ebbe la vocazione religiosa a 15 anni come Padre Pio e come lui nacque povero. Entrò nei francescani e insegnava in un piccolo paese di montagna. A 26 anni manifestò un profondo interesse per le corrispondenze tra i tratti grafici e il carattere e ne fece una vera e propria scienza, elaborando tutte le regole principali, per cui visse la sua vita come una missione indirizzata a questo scopo. Psicologo intuitivo e naturale, non ebbe mai maestri e fu lui maestro agli altri. Esaminò centinaia di migliaia di scritture.

Il trattato di grafologia di Moretti del 1930 è un’opera fondamentale e la scuola di Urbino si rifà essenzialmente ad esso, mentre la scuola di Milano segue Marco Marchesan.

Appena chiedete a qualcuno di scrivere, la prima cosa che dirà è che non ha una bella scrittura, ma la cosa interessante in grafologia è l’originalità, mentre la scrittura che è considerata bella secondo i saggi calligrafici indica omologazione e scarsa personalità. Grafologicamente parlando, è una scrittura ‘brutta’.

La prima cosa che osserveremo è se lo scritto è ARMONICO O DISARMONICO.
Una grafia armonica è di grandezza media, di pressione media, tracciata con una certa regolarità di segno, comprensibile e chiara, rotonda, senza bastoni, pugnali, angoli acuti, svolazzi, paraffi, macchie o sgorbi, con la firma abbastanza uguale al testo, senza vocali aperte sotto, di moderata inclinazione a destra, senza eccessi o difetti di alcun tipo, con alcune lettere differenziate rispetto al modello scolastico, con aste verticali abbastanza alte e un tracciato che non sale e non scende ma è abbastanza regolare sul rigo.

Ricordiamo che la scrittura viene insegnata a scuola in un certo modo e poi, via via, cambia con la crescita e la formazione della personalità. Quindi non è facile esaminare la scrittura di un bambino che non è ancora formato e risente dei modelli scolastici, ma non è facile nemmeno interpretare la grafia di un anziano poco scolarizzato o che non ha l’abitudine di scrivere.

Alle elementari io presi presto a scrivere in modo inclinato e tenendo il foglio sghembo e fui rimproverata per questo. L’insegnante successiva permise tuttavia che mi esprimessi a mio modo e una buona maestra dovrebbe rispettare in una certa misura la caratterizzazione che il bambino dà a quello che scrive, in quanto, come per il disegno, il suo modo esprime la sua personalità.

Il fatto che in Germania o in America tutti scrivano allo stesso modo fa intuire una forte omologazione dei modi di pensare che è il contrario della libertà e della creatività. Un Americano manifesta una forte massificazione; l’Italia, invece è un Paese molto individuale ma anche molto anarcoide.
Anche la grafia di un adolescente risente della sua fase evolutiva, per cui, per esaminarla, occorrerebbe conoscere la psicologia dell’adolescenza. Le ragazzine, per es. dai 13-14 anni, scrivono tutte allo stesso modo, con una grafia gonfia e inanellata, che si chiama ‘a ghirlanda’.

LO SPAZIO

La pagina bianca è lo spazio in cui l’uomo si muove. Così come si pone la grafia sul foglio, si muove l’uomo nel suo ambiente. Il timido scrive con delicatezza. Il violento incide il proprio segno sul foglio tanto da segnarlo anche nel rovescio. L’isterico, il rabbioso lo buca. Chi è sicuro di sé, scrive in modo grande e ampio. L’introverso e l’insicuro scrivono con lettere piccole e poco riconoscibili, chiuse in se stesse. Chi ha molta energia ha un tratto forte e sicuro, chi ne ha poca, per depressione, carattere, malattia o lutto, ha un segno fievole e rotto, sottile, evanescente e poco comprensibile.

Si guarda in particolar modo la grafia come un disegno per vedere se è armonica. Una grafia è armonica se è chiara, leggibile, senza eccessi, né troppo grande, né troppo piccola, non piegata troppo a destra, non piegata a sinistra, senza angoli, clave o spade, con la firma uguale al testo, senza maiuscole esagerate, paraffi, sottolineature, sbavature, macchie, ma con un tratto abbastanza uguale, con belle aste superiori e linee tondeggianti…

Se la persona lascia troppo spazio bianco attorno al suo scritto, è timida,
Se occupa tutto lo spazio è troppo sicura e invasiva.

MARGINI

Il margine sinistro rappresenta il passato, la madre, le radici, la tana, il luogo di origine. Se si scrive attaccati al margine sinistro, si è ancora attaccati alla madre, alla famiglia di nascita, al luogo di origine. L’emancipazione non è avvenuta, l’indipendenza e l’autonomia non sono state realizzate.
Se il margine sinistro è grande e netto, si cerca di emanciparci dal passato, di staccarsi dalla famiglia originaria. Può darsi che ci sia stata una forte necessità di separarsi dal passato, di chiudere una porta sopra quello che è stato, di dimenticare.

Il margine destro rappresenta il padre, il futuro, il progetto, il domani..
Se è discontinuo con un grande spazio bianco, il soggetto non ha idea di cosa fare del suo futuro. Se la grafia si lancia verso lo spazio destro, è, al contrario, pieno di progetti.

ANDAMENTO DELLA SCRITTURA

Quando scriviamo, il modo con cui ci incliniamo indica come andiamo verso gli altri. Chi è troppo rigido e verticale non sarà un tipo amabile socievole, chi si piega verso sinistra avrà un atteggiamento di repulsa e ostilità, negativo verso il mondo, per cui la grafia migliore, specie in un insegnante, in un medico o uno psicologo sarà leggermente inclinata verso destra, ma non troppo, perché una grafia troppo destrorsa indica sentimenti eccessivi che prendono il posto della ragione.

SCRITTURA VERTICALE

Dovremmo disegnare con una matita sottile delle aste al centro delle lettere per vedere da che parte vanno, se sono dritte, se piegano a destra o se piegano a sinistra.

Più la grafia si piega in avanti, più la persona apre gli impulsi del cuore, è socievole, estroversa, aperta agli altri. In genere la donna è un po’ più piegata a destra dell’uomo. Chi si muove verso gli altri in modo amichevole, chi dona il suo cuore, è socievole e cordiale ha una grafia che si piega leggermente in avanti, cosa desiderabile per es. in un insegnante infantile. Ma anche qui cerchiamo l’equilibrio e rifiutiamo gli eccessi. Una grafia troppo destrorsa è un soggetto troppo impulsivo e aperto alle passioni, senza controllo e dunque poco affidabile e volubile.
Le persone rigide, severe e dure scrivono in modo eccessivamente verticale come se stessero sull’attenti. Se poi presentano anche delle punte e dei pugnali, sono tipi decisamente duri e poco simpatici.

Chi scrive inclinando verso sinistra presenta invece dei problemi di socializzazione, come se si ritirasse dal mondo o lo aborrisse. In genere scrivono così gli adolescenti che si sentono in urto con i genitori o gli insegnanti o il mondo intero, e che prediligono abiti neri e atteggiamenti trasgressivi. Scrivono in modo sinistrorso i ribelli, gli anticonformisti, i bastian contrari, le persone difficili e malfidate, chi si mette contro il mondo o rifiuta l’autorità, ma anche chi è troppo chiuso in se stesso.

Dunque:
Grafia troppo diritta tipo manico di scopa e disarmonica = rigidità inflessibilità, giudizi drastici, durezza. Questa persona ha difficoltà a lasciarsi andare agli affetti, non cede a sentimentalismo e li disprezza negli altri. Se poi ci sono angoli, pugnali e bastoni dà l’idea di una persona arida e cattiva, egoista, che disprezza gli altri e vive nel mondo con dispotismo.

Grafia destrorsa e armonica = socievolezza, gentilezza, generosità, altruismo…

Se è troppo inclinata a destra, specie in un uomo, non è affidabile = persona che si infiamma facilmente, si innamora subito di cose e persone e subito dopo si disamora, manca il controllo della ragione sul sentimento, piange e ride facilmente, ma troppo sentimento dà poche certezze. Un partner esageratamente sentimentale può rovinarti la vita o essere un cattivo marito. Certamente un soggetto così cerca la lode, odia la solitudine, è un po’ una banderuola, dà ipersensibilità, facili esaltazioni, reazioni esagerate, infantilismi, gelosie eccessive, scarsa maturità.

Una grafia troppo destrorsa e per di più farfallona, piena di svolazzi e paraffi, con la vocali aperte, sovraccarica, con ricci e gonfiezze = tipo megalomane, vanesio, egocentrico, che crede di essere più di quello che è, che si esalta facilmente e facilmente si deprime, immaturo, teatrale…

Grafia sinistrorsa e disarmonica = asocialità, ribellismo, complessi, spirito critico, inibizioni, diffidenza, imposizione forzata di atteggiamenti esibizionistici di chi ancora non sa cosa vuole, si chiude in posizioni ostinate, va contro corrente, dice di no al mondo, rifiuta l’autorità…. Fino ai 20-30 anni è ancora accettabile, dopo no, perché manifesta dei problemi.

Sinistrorsa e armonica, buona e infantile, tondeggiante = può essere una persona molto timida e insicura che teme il mondo e ha paura degli estranei.

Ci possono essere poi oscillazioni nel corso della riga o dentro la parola stessa. Qui ci sono alternanze, manca la sicurezza di sé, la persona è diversa coi famigliari e gli estranei, può sentirsi impotente di fronte al mondo, avere conflitti interiori, è ora attratta e ora respinta dalle persone. Può essere uno che analizza troppo e poi non conclude (se è piccola e minuta), o che va a scatti, a momenti si esalta e a momenti si deprime, ora si chiude e ora è aperto.
Se ci sono anche occhielli e il ricciolo alto della O, potrebbe essere un nevrotico.

C’è poi una grafia che si chiama CONTORTA, in cui, se tracciamo le aste dell’orientamento delle lettere, abbiamo aste che vanno in tutte le direzioni e si incrociano tra di loro = è come se la persona si contorcesse per guardare in tutte le direzioni, per scrutare dappertutto, con una mania scrupolosa di controllo, uno che critica tutto e tutti, giudica male gli altri e può essere un critico maldicente che sparla di tutti.

Però se abbiamo LARGA TRA LE PAROLE questo spirito di analisi può indicare per es. predisposizione alla meccanica, capacità di trovare subito il pezzo che serve o di capire a volo la connessione tra gli ingranaggi o le parti di un insieme.

GRANDEZZA DELLE LETTERE

Nella grandezza delle lettere manifestiamo l’idea che abbiamo di noi.
Scrive con lettere piccole il timido, il modesto, chi è riservato e schivo.
Scrive con lettere molto grandi e magari con svolazzi e paraffi il vanitoso, l’arrogante, il megalomane, chi è pieno di sé. Insomma, quanto più uno si stima o si sovrastima, tanto più si gonfierà nella scrittura. Un Io ipertrofico userà una grafia esageratamente grande. Un Io debole avrà tratti chiusi e piccoli.
Ricordiamo tuttavia che scrivono con lettere grandi i bambini, i vecchi, chi ci vede poco, chi non è abituato a scrivere, chi ha poca cultura.
Il malato ha in genere una grafia grande e tremolante, il depresso ha una grafia bassa e serpentina, illeggibile. Il bambino scrive con lettere più grandi perché non ha ancora imparato a controllare il suo segno.

LA PRESSIONE

La pressione ci dà l’energia della mano e rappresenta anche il modo con cui ci inseriamo in un ambiente sociale. C’è chi tratta la carta con delicatezza e rispetto, e chi la maltratta con pressione violenta, chi la sporca e chi addirittura la perfora. Il modo stesso con cui muoviamo la mano per scrivere dice se la persona è nervosa o rilassata, perfezionista o sciatta, debole o violenta.
Una grafia lieve e poco marcata può indicare una persona timida, debole, forse malata, insicura e ansiosa, depressa o in lutto. Se la grafia è armonica può essere un sognatore, un poeta, una persona delicata e sensibile, rispettosa degli altri.
Per vedere se una grafia è troppo marcata si guarda il retro del foglio se appare rilevato. In questo caso abbiamo una energia in eccesso che può esplodere con violenza e ira, specie se si cono bastoni, spade, pugnali, scatti grafici, se le lettere sono deformate, se si esce dagli spazi, se la grafia è discontinua.

SPAZIO TRA LE PAROLE O LE LETTERE

Lo spazio tra le parole è proporzionale allo spazio fuori di sé, lo spazio che uno mette tra sé e gli altri. Lo spazio tra le lettere è invece quello interiore, che uno mette tra i suoi pensieri.
Se le lettere sono tutte ADDOSSATE, si hanno pensieri coatti, fissi, ossessivi, stretti l’uno all’altro, in modo paranoico, fissazioni, idee rigide che si ripetono all’infinito in un soggetto che è prigioniero di se stesso.
Ci deve essere aria tra i nostri pensieri, libertà, armonia e questo è indicato da spazio tra le lettere.

La stessa valutazione esce da spazio tra le parole. Per potere valutare l’altro, occorre che tra noi e lui ci sia un certo distacco, che permette un giusto senso critico.

LO SPAZIO TRA LE PAROLE INDICA LA DISTANZA DELL’IO DAL TU
il giudizio esterno, il senso critico.
Per valutare qualcuno, occorre un certo distacco da lui ma non troppo. Se si è troppo coinvolti con qualcuno, per esempio con qualcuno che si ama, non si può valutarlo bene, ma se si è troppo distaccati dall’altro manca ogni empatia, siamo in una situazione di estraneità.

Si prende dunque la lettera ‘o’, così come la scrive il soggetto, e si guardi quante ne entrano tra una parola e l’altra. L’ideale sarebbe che ne entrassero 3. Se ne mettiamo 5, cioè se le parole sono troppo lontane tra loro il soggetto è esageratamente critico verso gli altri, non gli va bene nessuno, è troppo staccato dal mondo e lo respinge, critica tutto e tutti, ha una mente capziosa che lo rende antipatico, e può darsi che viva isolato e sia soggetto a depressione o a turbe psichiche, perché la visione che ha del mondo è negativa e ostile. Questo peggiora se la grafia è piccola e bassa.
Se al contrario non c’è spazio tra le parole, siamo troppo pieni di noi stessi per capire gli altri, ansiosi ed egocentrici, dominati da fissazioni o complessi e dunque incapaci di valutare gli altri con realismo ed equilibrio e capaci solo di opprimerli rubando loro spazio.

LO SPAZIO TRA LE LETTERE INDICA LO SPAZIO TRA LE IDEE

Chi ha idee larghe e generose tra una lettera e l’altra può mettere una o.
Persona spontanea e altruista, affettuosa e espansiva, che ama la sua famiglia e gli amici.
Più lo spazio tra le lettere è stretto, più la persona è egoista, chiusa in sé, avara e ipercritica.
Se lo spazio tra le lettere è eccessivo, abbiamo un passionale, troppo espansivo e prodigo, dal pensiero ardente ma poco stabile.
Le lettere addossate corrispondono a pensieri fissi, idee negative, rovelli mentali, blocchi emozionali, tristezze profonde, angoscia, insonnia

ROTONDA

Una grafia tondeggiante indica bontà e dolcezza, altruismo e benevolenza, tenerezza e generosità.
Al contrario, una scrittura ANGOLOSA significa egoismo, strettezza mentale, cattiveria. Si guardi i particolare la forma inferiore delle vocali: un angolo A, cioè una punta sotto la ‘a’, indica acidità, risentimenti, permalosità…

Qui si nota chiaramente l’angolo A, cioè la A che è acuta sotto.
Più la scrittura è curva e rotonda, più la persona è buona, affettuosa, socievole, aperta, altruista e simpatica, si effonde per gli altri, è sorridente e benevola. Ma non deve essere INTOZZATA, cioè con tratti più o meno forti che indicano una pressione variabile.

Se i tratti discendenti sono più marcati (intozzata 1° modo), cioè preme di più quando il tratto scende verso il basso, per es. Newton e Darwin, l’io è capace di passare dalla teoria alla pratica, dall’ideazione alla realizzazione. Se il segno è intenso può essere tendenza al comando.

L’intozzata primo modo se è larga tra lettere e disuguale metodica indica il buon insegnante. Indica capacità a studiare, a guidare e a insegnare.

L’intozzata secondo modo presenta pasticci, piccole macchie = persona impressionabile e di scarsa salute.

Le variazioni di segno indicano una variazione dell’energia per cui la mano preme in modo alternato sulla carta.

Dice Moretti: “Psicologicamente il movimento indica il passaggio dalla delicatezza alla forza, dalla sottigliezza dello spirito alla concretezza della materia, in una alternanza che, in linea di principio, arricchisce la personalità a tutti i livelli in quanto la materia partecipa pienamente, vibra con le correnti più sottili. Per questo, ad esempio, il segno è indispensabile nelle professioni di cantante, attore, perché rende più espressiva la voce, i sentimenti, le passioni: la bellezza della materia e la ricchezza emotiva del piano fisico vengono sentiti in tutti i loro aspetti e possono essere espressi con maggiore forza. Un intellettuale con questo segno non potrà usare la mente solo in modo unilaterale, staccandola totalmente da altre parti di sé, in quanto volente o nolente il suo radar di senso è all’opera, raccoglie dati relativi alla fisicità, assorbe sensazioni che premono per essere riconosciute. Anche nella diagnostica medica e psicologica è richiesta una notevole sensibilità nei confronti dell’intuizione sensoriale (capacità di cogliere i sintomi fisici o psicologici espressi nel corpo).

Il segno diventa indice di squilibrio quando la variazione di pressione è intensa e subitanea, con uno sbalzo più difficile da essere integrato. Il segno diventa indice di impressionabilità emotiva che costringe l’intera personalità a rispondere immediatamente a queste sensazioni istantanee, violente e passeggere, subito sostituite da altre che a loro volta non lasciano il tempo, la quiete alla mente di interrogarle. Il soggetto, conseguentemente, è caratterizzato da agitazione fisica, reattività squilibrata; prende decisioni repentine dovute a motivazioni che sorgono improvvisamente e altrettanto rapidamente svaniscono, a seconda degli input sensoriali raccolti nel mondo.”

Diciamo che tutti i tipi di angoli sono segni negativi e portano all’egoismo, ai risentimenti, alle vendette…

CI SONO TRE TIPI DI ANGOLI

A: angolo sotto le vocali o le lettere = volontà dura e cattiva, risentimento, reazione a scatto, permalosità, aggressività. La negatività aumenta se la grafia è sinistrorsa.

B: angolo in alto sulle lettere o,p,g,c = tenacia eccessiva e testardaggine, attaccamento alle proprie idee e ai propri progetti, resistenza agli altri, capacità di non farsi scoraggiare, caparbietà. Nell’uomo può portare a organizzazione logistica, comando e direzione.

C: angoli appuntiti qua e là, a e b smussate in ricci, capacità di manipolare gli altri per raggiungere i propri scopi. Scaltrezza e opportunismo, capacità diplomatiche


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ANDAMENTO DEL RIGO

Si può vederlo bene con una squadra.
La scrittura migliore mantiene il rigo o è leggermente ascendente, leggermente destrorsa e rotonda con giusti spazi tra le lettere e le parole.
Immaginate la vita come una linea invisibile su cui camminiamo; se andiamo verso l’alto, siamo contenti, pieni di progetti e idee belle, magari siamo innamorati o speriamo in cose belle. Se saliamo troppo ci stiamo esaltando o siamo megalomani. Se teniamo il rigo in modo rigido, ciò equivale un po’ a scrittura verticale rigida e indica che abbiamo un forte controllo della situazione, siamo ligi alle regole, andiamo dritti al nostro scopo, controlliamo bene le nostre emozioni, portando a termine i nostri compiti.
Se scendiamo dal rigo, andando verso il basso, c’è malinconia, sfiducia, depressione. Se saliamo un po’ e poi scendiamo vuol dire che, quando iniziamo qualcosa, siamo entusiasti, poi, in corso d’opera, ci stanchiamo o perdiamo d’animo. L’inverso accade se scendiamo un po’ subito ma poi risaliamo (scrittura concava)
La malattia e la depressione si legano ad andamenti discendenti.

Se le righe sono dritte e parallele = abbiamo un carattere fermo e risoluto che porta a termine con serietà i suoi compiti. Si dice che la persona ha una ‘buona tenuta’. Comincia un lavoro e poi lo finisce. E’ serio e affidabile, determinato. E’ un buon esecutore. Ha un autocontrollo delle proprie emozioni e una volontà costante. E’ sano e forte, con una buona energia ben controllata.

Se le righe sono parallele ma tutte un poco ascendenti, l’io è in un buon periodo con una buona dose di entusiasmo, ha dei bei progetti in mente, ha coraggio e affidabilità.

Se invece le righe sono tutte discendenti, siamo in depressione, tristezza, sfiducia, paura della vita, energia calante, astenia.

Se comincia diritto e poi comincia a scendere, si tratta di uno che si sfiducia facilmente, comincia le cose, poi si perde di coraggio e deve facilmente alla depressione.

La grafia non dovrebbe essere né esageratamente ascendente né esageratamente discendente. Nel primo caso abbiamo un mitomane, un megalomane, uno che fa castelli in aria e poi non costruisce nulla, si esalta facilmente ma sulla lunga distanza non è affidabile. E’ un presuntuoso, un ballista, uno che promette e poi non mantiene, che comincia i lavori, poi non li finisce.

Ma l’andamento dell’energia lo possiamo vedere anche nella singole lettere, in particolare nella ‘n’ e nella ‘ma’. La ‘M’ di Mussolini, per esempio, parte alta e poi scende, e indica uno che si esalta delle proprie idee e poi non riesce a condurle in porto. Fa grandissimi progetti destinati al fallimento.

Garibaldi

Enrico Letta

Giorgio Napolitano

Michael Jackson

Picasso

Leonardo da Vinci (la firma è leggibile allo specchio)

Brunetta

Mario Monti

Beppe Grillo

Voitila

La Merkel

Una bellissima grafia è quella che sale e scende leggermente, quasi in modo inavvertito, sotto le parole, si chiama SERPENTINA, e indica gli psicologi, chi ha capacità di penetrazione dell’animo altrui, chi ha finezza interpretativa.

GRAFIA ATTACCATA O STACCATA

Si guarda se ogni parola è stata vergata con un colpo solo di penna, senza staccarla dal foglio o se tra le lettere ci sono, invece, delle fratture della linea.
Ciò indica tipi diversi di intelligenza. Noi abbiamo un emisfero adibito al pensiero logico, matematico, scientifico, tecnologico, e un emisfero adibito al pensiero intuitivo, non razionale, visionario, poetico, artistico, mistico…
Chi ha una prevalenza logica scrive con una sola linea. Gli artisti scrivono invece in modo frammentato. Se c’è alternanza, ci saranno capacità duplici.
Scrive tutto attaccato il razionale, il giocatore di scacchi, chi sa fare programmi a lunga scadenza, il filosofo, lo scienziato.
Scrive in modo frammentato il mistico, il poeta, l’artista, il sognatore.
In genere l’ideale è chi scrive staccando la prima lettera e scrivendo poi il resto della parola con un solo tratto, indicando che ha intuizione ma anche logica, con un buon equilibrio tra emisfero destro e sinistro. Comunque, in genere, gli uomini sono addestrati ad usare di più la logica e le donne di più l’intuizione.
Una grafia molto staccata e molto piccola può indicare un eccesso di analisi portato ad esaminare in modo eccessivo ogni dettaglio.

LE TRE FASCE

Possiamo dividere la scrittura in tre fasce, corpo centrale, aste superiori e aste inferiori.
Dovrebbero essere 3 mm, 7 mm, e 11 mm. Con una prevalenza delle aste superiori.
Queste tre fasce le troviamo anche nel viso, nelle falangi delle dita, nel corpo.
E indicano:
-Materia
-Intelletto o concretezza
-Idealità, Fantasia, Creatività e Spirito.
La fascia centrale o media comprende il corpo della parole, e indica il lato quotidiano, contingente, concreto della nostra vita. Se è la fascia prevalente, indica un soggetto pratico, calato nel lavoro di ogni giorno, attento alla concretezza e alla solidità, aderente ai lavori quotidiani, che sta terra terra.
La fascia inferiore riguarda le aste delle p,q,f, g, e simboleggia i primi chakra, gli istinti, le passioni materiali, gli impulsi, la sessualità, la corporeità. Se prevale, questo soggetto dà molta importanza al sesso e al movimento.
La fascia alta comprende le aste superiori della f,l,t e d, e indica la parte intuitiva, idealistica, alta della mente, il sogno, il progetto, la fantasia, l’immaginazione.

In particolare la ‘g’ parla della nostra sessualità. Se il gambino inferiore è grosso e violento, abbiamo una persona sessualmente incline alla violenza. Se è piena ma armonica, ama il sesso e il piacere. Se presenta dei pugnali, degli angoli acuti, è meglio guardarsene. In una donna, una restrizione di questa gamba dice che ha sofferto per amore e le sono restate delle amarezze. Se la g è piccola e graziosa, rotonda, abbiamo una persona che non richiede forti esperienze erotica ma dolcezza e tenerezza. Se la ‘g’ è aperta a sinistra, ci dice che ci sono fantasie e sogni erotici.

LE GAMBETTE FINALI

Quando finiamo una parola con una vocale, facilmente slanciamo in avanti un piccolo tratto Esso indica il modo con cui andiamo verso gli altri. Se è lungo e aggraziato, siamo persone socievoli, che cercano amicizia e ne danno. Se questo gambino è secco e tagliato duramente, i rapporto sociali non sono facili. Peggio se volge verso il basso. Il timido e l’introverso non presentano questi gambetti O addirittura c’è chi li rivolge verso sinistra. Il troppo critico li fa sfilati a spada. Il violento a forma di clava.

Un tratto finale grazioso e verso l’alto

bloccato, secco, dice che gli slanci affettivi sono troncati, la persona
non si fida

se è a punta, indica intelligenza critica

se torna indietro, carattere recessivo, introverso, l’Io tende a chiudersi,
è diffidente e può essere sgarbato perché non si fida

I segni sinistrorsi possono comparire anche nel corpo della scrittura, anche in una vocale o nella ‘d’ o ‘t’.
Si deve sempre guardare se il tratto è fatto in avanti o torna indietro.

SCRITTURA A GHIRLANDA

Frequente nelle ragazze, è una scrittura molto bella che si muove in modo continuo con piccoli archi aperti verso l’alto, E’ rotonda e armonica e indica una persona aperta al mondo e ai suoi simili.

GRAFIA AD ARCATE COPERTE

E’ il contrario di quella precedente, chiusa, a ponti, come se si creasse una difesa.

MAIUSCOLE

Grandi = indipendenza, orgoglio, amore di sé, gusti selettivi, personalità forte
Piccole = modestia, semplicità, mancanza di vanità, riserbo
Stampatello = sono le più belle. Sensibilità, chiarezza, trasparenza, abilità artistica, onestà
All’antica = rispetto per le tradizioni, conservatorismo
A base stretta = persona che sta sulle sue, cautela, scetticismo, permalosità
Ornate = vanità, pretenziosità, ostentazione, esibizionismo
Serrate e strette = timidezza, insoddisfazione, scarso amor proprio, impotenza, debolezza
Troppo grandi = eccessiva fiducia in se stessi, eccentricità, esibizionismo, megalomania, sopravvalutazione di se stesso
Basse e larghe = bassezza, insincerità, attaccamento alle cose materiali
Folgoranti ad angolo brusco = carattere duro, niente mezze misure, vendicatività, dispotismo
Se sottolineano le lettere successive = compiacenza, grande amore di sé, affermazione della propria personalità, tendenza a imporsi e prevaricare
Con curve rientranti = egoismo famigliare, possessività
Inclinate a sinistra = disonestà o ribellismo

FIRMA

La firma è come la persona si presenta agli altri, è la nostra immagine sociale, il modo con cui ci presentiamo al mondo, per cui si guarda se è uguale al testo o diversa. Se è uguale, non ci sono ipocrisie e infingimenti, la persona è come appare. Se è diversa, si guarda se è più forte o meno forte del testo. ‘Persona’ in greco indicava una maschera di argilla o di legno che gli attori mettevano sul volto per presentarsi in scena. Alcuni indossano una vera e propria maschera sociale, per esempio chi svolge pubbliche relazioni o è un venditore o un rappresentante, un politico ecc. Ognuno si atteggia in un certo modo.
Se la firma è destrorsa ma il testo no, il soggetto si presenta amichevole e cordiali ma non lo è. Se è più piccola del testo, si tratta di una persona timida che si chiude davanti agli estranei. Se è più grande del testo abbiamo un orgoglioso, pieno di sé. Se è più complicata, lo scrivente finge di essere di più di quello che è. Se sale più del testo, c’è molta ambizione, desiderio di successo e vittoria. Se scende più del testo, abbiamo un depresso che ha poca fiducia in se stesso.
Per i paraffi, si guarda se sono verso destra o sinistra, alto o basso, e se sono sopra o sotto la firma; se sono rotondi o angolosi.
Chi ha forte immaginazione fa paraffi superiori rotondi e ampi.
La personalità forte sbarra con segni verticali.
Le spirali danno personalità interessanti e indipendenti.
Gli orgogliosi si sottolineano come se si aumentassero di importanza.
Una firma tra due tratti orizzontali si pone come se si desse dei limiti netti.
La croce indica combattività.
Un cattivo segno è dato dai paraffi che tornano a scatto indietro, con angoli a pugnale o bastoni.

In linea di massima, vorremmo che la firma fosse leggibile e senza svolazzi, paraffi o sottolineature. Ma la firma, specie se è fatta spesso o a farla sono artisti, può diventare un logo ed essere incomprensibile apposta.



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