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Monday June 26th 2017

IL GRANDE SERPE

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MASADA n° 1972 17-6-2013 IL GRANDE SERPE
Il caso Gambaro – Pd + Pdl. Il Grillo è servito- Cremaschi: Si scrive Pd, si legge pentapartito -Becchi e la Gambaro – Adele Gambaro è un fake – Daniele Martinelli e la Lega – Zac: I dati confermano il peggioramento della crisi – Gli idoli del profitto e del consumo – La crisi corre ma la Casta ingrassa – Ultimi in Europa – Chiara Saraceno e il reddito di cittadinanza – Un’altra stangata di aumenti di tasse – Quando si guadagna in televisione – Rivoluzione in Turchia – M5S, un passo alla volta – Offese leghiste a Cécile Kyenge – Leggendo i dati di Bankitalia- La moglie di D’Alema e Licio Gelli

Più che i toni alti di Grillo, sono demoralizzanti i toni bassi di molti parlamentari.
(Maria)
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Ma in che stato hanno ridotto uno stato che Stato
non è mai stato?
P.S.
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Vive sepolto chi si consegna ad altri
Non potrò una volta da me sciogliere le mie mani?

(F. Pessoa)
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Il grande serpe è sempre mezzo sveglio
Disteso in fondo all’abisso del mondo, attorcigliato

(Ezra Pound)

Dicono che c’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare…
ma che quel sogno era il sogno di tutti.

(Viviana)
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LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

Difenderò la tua libertà di dire quello che vuoi
ma dipende
se tu dici delle menzogne e mi butti addosso delle infamie
se difendi il male e stai dalla parte dei malvagi
se aiuti i corrotti, i pedofili, i razzisti, i despoti, gli ossessi
se elogi il reato e attacchi i buoni
se difendi il capitale e annienti i poveri
se vuoi abolire la democrazia e annullare lo stato sociale
se crei uno stato solo per i tuoi interessi, calpestando i diritti dei cittadini
se parli come un pazzo tentando di farmi del male
se attacchi il gruppo a cui appartieni, rifiuti le sue regole e la etica
fai del male ai tuoi compagni, ti metti dalla parte dei loro nemici
lo aiuti ad abbatterlo
dubito che difenderò quello che dici e il tuo diritto a dirlo

(Viviana)

Ogni libertà ha le sue regole e i suoi limiti.
La costituzione italiana (art. 21) ci dice che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione“.
Tutti gli Stati democratici conoscono questa libertà, ma tutti gli Stati democratici la regolano e la limitano, vietando, per esempio, violazioni che riguardino il buon costume o l’etica professionale o gli obblighi inerenti a una carica, vietando l’apologia di reato, l’ingiuria, la diffamazione, la propagazione del falso, ciò che nuoce alla reputazione di un singolo o di un gruppo (come nel caso della Gambaro).
Ci sono violazioni alle regole sulla libertà di espressione che coinvolgono la magistratura e si situano nel penale.
Nel caso di forme di espressione che rechino danno alla società in cui si lavora o al gruppo politico a cui si appartiene, ciò può comportare la dismissione del soggetto che danneggia come elemento lesivo dell’insieme.

Albanesi scrive:
Ogni libertà ha i suoi limiti o si converte in un atto lesivo. Non è vero che “un Paese è tanto più civile quanto meno limita la libertà d’espressione”. Un’eccessiva e incontrollata libertà d’espressione è proprio contraria alla civiltà. Pensiamo al reato di diffamazione: io non posso andare in giro a sostenere che Tizio o Caio sono ladri se non ho prove, la mia libertà d’espressione è limitata proprio per una questione di civiltà. Pensiamo ai pedofili: si riuniscono in un gruppo e pretendono di divulgare la loro filosofia di vita sui media, Internet compresa: dubito che un genitore riterrebbe questa libertà d’espressione un segno di civiltà. Dubito anche la pedofilia o il razzismo o l’elogio della guerra siano atti civili e possano essere presentato come ‘un credo’!!
Se vedo un uomo nudo per strada che si masturba, a me non fa né caldo né freddo, ma è dura sostenere che “deve essere lasciato libero di esprimersi”.
Cerchiamo di non vivere di utopie, ma chiediamoci quale sia il limite della libertà d’espressione. Non possiamo usare la libertà di espressione contro il gruppo a cui apparteniamo. Quella di un pedofilo, un neonazista, un fondamentalista islamico, un razzista, uno xenofobo, un misogino .. non è libertà, è reato.

Maria Pia Caporuscio
La libertà non è fare il proprio comodo, in questo caso si tratta di negazione della libertà, ossia sopraffazione. La libertà” deve servire gli altri e giovare agli altri.
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Viviana

Chi non è d’accordo col movimento o partito a cui appartiene e che lo ha fatto arrivare alla carica che ricopre, ha il DOVERE MORALE di andarsene da quel gruppo, dovere morale verso l’insieme più ampio e verso i suoi elettori di cui ha tradito la fiducia.
Scilipoti o Razzi o de Gregorio o il senatore Grillo non hanno compiuto atti che riguardassero la loro fede ideale o il loro dovere morale, si sono venduti per denaro e dunque non fanno testo, sono degli scellerati e basta.
In quanto alla Gambaro, aveva ogni diritto di esprimere le proprie critiche all’interno del suo gruppo, cosa che non ha fatto, ha invece arrecato un grave danno al Movimento facendo le sue critiche ai giornalisti, cosa che a nessuno è permessa e che comporta normalmente l’espulsione da qualsiasi Movimento o partito, per la regola elementare che è gravemente scorretto stare in una carica e danneggiare chi ti ci ha portato.
In primo luogo la Gambaro ha offeso noi elettori 5stelle e se davvero pensa quello che ha detto e ritenga di dover danneggiare il Movimento così, per correttezza dovrebbe andarsene. Questo sarebbe richiesto da qualsiasi partito democratico come regola prima della propria sopravvivenza.
Del resto le cose che ha detto sono state molto poche, anche se grazie ai giornalisti iene hanno suscitato un vespaio. A me basterebbe che ne chiedesse scusa. In caso contrario non vedo perché dovrebbe restare nella sua carica dentro un Movimento di cui sparla.

Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d’essere niente.
A parte questo, ho in me

tutti i sogni del mondo.
(F. Pessoa)
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PD+PDL: IL GRILLO E’ SERVITO
Paolo De Gregorio

Sento dire che è ingiusto prendersela con gli elettori italiani perché hanno penalizzato il 5stelle giudicandolo implacabilmente, dopo solo due mesi e mezzo di opposizione parlamentare, unico partito ad aver restituito allo Stato 42 milioni di finanziamento pubblico alla politica, unico partito che si è reso disponibile all’applicazione della legge 361 del 1957 per l’ineleggibilità di Berlusconi, unico partito pronto a votare in aula per l’abrogazione del “Porcellum” e far riemergere la vecchia legge elettorale detta “Mattarellum” che almeno non è incostituzionale.
Invece io me la prendo proprio con gli elettori, a cominciare da quel 50% che non è andato a votare, e soprattutto con quegli imbecilli che hanno votato PD, un partito la cui parola vale zero, capace di prendere in giro gli elettori al punto di fare esattamente il contrario di ciò che aveva promesso in campagna elettorale (mai al governo con B) offrendo uno spettacolo politico in cui le elezioni appaiono veramente inutili e il “popolo sovrano” una illusione per i gonzi.
Non solo, ma i responsabili maggiori dello sfascio e della crisi, i falsi antagonisti PD e PDL, sono soprattutto impegnati a spaccare il Movimento di Grillo, promettendo soldi e ricandidature, contando su infiltrati e fragilità umane, manovra che sarebbe impossibile se esistesse una norma di legge che impedisce durante la legislatura il passaggio da un partito ad un altro, in nome del rispetto della volontà degli elettori, che dovrebbe essere prevalente sulle scelte personali del singolo eletto.
Ma lo spettacolo più immondo degli elettori imbocconi e sudditi ce l’ha dato la campagna elettorale di B, vissuta comodamente nelle sue televisioni e in quelle compiacenti della RAI, in cui, due promesse farlocche e prive di copertura economica, l’abolizione dell’IMU, addirittura la restituzione di quella già pagata, la cancellazione dell’aumento dell’IVA, e una velata promessa di condono edilizio, lo hanno fatto passare in poche settimane dal 10 al 25% dei consensi, resuscitandolo per l’ennesima volta.
Questi sono gli italiani, non tutti forse, ma in maggioranza infinocchiati da PDL e PD, che sono così furbi da mandare al potere chi li ha messi nei guai, con la complicità attiva di Re Napolitano,e si dimenticano di punire i protagonisti di 20 anni di fallimenti, di ruberie, di malgoverno, di sprechi, dove il debito pubblico è sempre aumentato e il suo costo blocca qualsiasi possibilità di ripresa.
Nell’immediato, il cemento del governo dell’inciucio è rappresentato dall’obiettivo di espellere dalle istituzioni parlamentari il corpo estraneo che si chiama M5S, con ogni mezzo, affinché la politica rimanga “cosa loro”, ben chiusa nel Palazzo e negli studi televisivi, foraggiata dallo Stato e dalle lobby private, impermeabile alle esigenze di disoccupati, senza casa, pensionati al minimo, problemi che nessuno vuole più affrontare.
La cosa triste è che questa lotta senza quartiere al M5S sta avendo successo e rialzarsi sarà dura. Italiani “brava gente”!

E’ vietato fare apologia di reato e il razzismo è un reato perseguibile penalmente.
Odiare altri uomini per il colore della pelle o l’etnia o la religione non è un credo, è un abominio. Le leggi naziste non erano un credo, erano un abominio.
La legge Mancino punisce il razzismo come un reato, e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali. La legge punisce anche l’utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici.
La Convenzione internazionale contro la discriminazione razziale, New York 1966, è stata recepita dall’ordinamento italiano nel 1975
Essa dichiara che “gli stati membri sono convinti che qualsiasi dottrina di superiorità fondata sulla distinzione tra le razze è falsa scientificamente, condannabile moralmente ed ingiusta e pericolosa socialmente, e che nulla potrebbe giustificare la discriminazione razziale, né in teoria né in pratica, così che gli stati sono risoluti ad adottare tutte le misure necessarie alla rapida eliminazione di ogni forma e di ogni manifestazione di discriminazione razziali nonché a prevenire ed a combattere le dottrine e le pratiche razziali”.
“Gli Stati contraenti condannano ogni propaganda ed ogni organizzazione che s’ispiri a concetti ed a teorie basate sulla superiorità di una razza o di un gruppo di individui di un certo colore o di una certa origine etnica, o che pretendano di giustificare o di incoraggiare ogni forma di odio e di discriminazione razziale”.

ANNA E PAOLO BECCHI E LO ‘SCANDALO’ DELLA GAMBARO

I giornali gridano allo scandalo per il “caso” della Senatrice Gambaro. Dopo la comunicazione annunciata da Crimi e Morra della prossima riunione del gruppo parlamentare del M5S per valutare la «proposta di cessazione dell’appartenenza al gruppo parlamentare» si tornerà – su stampa e televisioni – ad accusare il M5S di assenza di democrazia interna, e Grillo di essere un “dittatore” che non ammette, all’interno del “suo” movimento, né opposizioni né dissensi. Ma cosa c’entra la democrazia interna al MoVimento con il “caso” Gambaro? La Senatrice, eletta nelle fila del M5S, rilascia un’intervista in tev in cui dichiara che «il problema del Movimento è Grillo» «stiamo pagando i toni e la comunicazione di Grillo, i suoi post minacciosi, soprattutto quelli contro il Parlamento. Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto». Si tratta di dichiarazioni politicamente molto decise, di una presa di posizione chiara e radicale contro chi è e resta il capo politico del MoVimento. La domanda, allora, non è se nel M5S vi sia spazio per il dissenso, la dialettica interna, la critica, quanto piuttosto il chiarire una volta per tutte la questione fondamentale del rapporto tra capo politico, MoVimento e gruppi parlamentari. La Senatrice non ha espresso dissenso verso questioni politiche discusse dal gruppo, ma ha indicato in Grillo la causa della perdita di consensi del MoVimento nell’ultima tornata elettorale. Ora, avrebbe potuto esprimere chiaramente la sua critica all’interno del gruppo e invece ha deciso di farlo pubblicamente in un’intervista concordata, proprio quando il giorno prima in una lunga riunione congiunta dei gruppi di Camera e Senato si era sottolineata l’importanza di evitare di dare in pasto opinioni di dissenso ai giornalisti, sempre pronti a contribuire al gioco del massacro. La Senatrice, insomma, è andata contro un principio etico valido per qualsiasi forza politica, il quale impone la lealtà verso i propri compagni e il rispetto delle decisioni prese insieme. Ma vi è un aspetto ulteriore e decisivo per il M5S: una portavoce non può parlare a titolo personale. La differenza sostanziale tra il MoVimento e i partiti politici tradizionali consiste nel fatto che deputati e senatori sono infatti solo i portavoce del MoVimento nel Parlamento. La questione cruciale allora è anche se con quello che la Senatrice ha detto abbia espresso la voce del MoVimento. Lei non ha violato in modo esplicito regole del Codice di comportamento, ma ci sono regole più alte di quelle scritte nei codici: ha violato la fiducia che il MoVimento aveva riposto in lei. Alla decisione di indire una riunione dei parlamentari 5 Stelle per decidere della proposta di espulsione si è giunti dopo che Grillo aveva invitato la Senatrice a uscire dal M5S e la Gambaro, aveva dichiarato: «Non ho assolutamente intenzione di passare al Gruppo Misto. Io sono ancora nel M5S e ci rimango finché’ non dovessero decidere di espellermi». Questo muro contro muro non ha alcun senso, se non quello di danneggiare ulteriormente l’immagine del MoVimento. Se un membro del gruppo parlamentare del M5S non ne condivide più le scelte, non si capisce perché non dovrebbe spontaneamente dimettersi. La stessa Senatrice Gambaro, del resto, aveva qualche mese fa dichiarato: “Penso ad un Parlamentare che nel caso non fosse più in sintonia con il M5S, grazie al quale è stato eletto, la sua base, i suoi principi, semplicemente si debba dimettere”. E ora si presenta in televisione, da sola, attaccando il capo del MoVimento e dichiarando che non se ne andrà. Non ha leso non solo Beppe Grillo ma l’immagine del M5S in quanto tale. Ed è dunque il MoVimento che deve decidere sulla espulsione della senatrice. Si vorrebbe sempre evitare un’espulsione, una decisione in ogni caso difficile e sofferta, ultima ratio a cui ricorrere. Eppure è la stessa Gambaro ad a imporre questa scelta, e hanno ragione Crimi e Morra a rammaricarsi del fatto che «invitare alla coerenza e al rispetto del patto elettorale sul quale si fonda ogni responsabilità politica nei confronti dei cittadini, sia per alcuni così impegnativo da rispettare». Qui non c’entra la democrazia interna, ma il fatto che la Senatrice, per usare le sue parole, non è più «in sintonia con il M5S.
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ANCHE ADELE GAMBARO E’ UN FAKE
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FAKE = persona che si spaccia per ciò che non è, tenta di arrecare un danno a qualcuno e indubbiamente fa un danno inestinguibile a se stesso, in quanto la sua immagine ne risulta per sempre adulterata, perché chi oggi rinnega te, domani rinnegherà qualcun altro e dunque ha perso la dignità per sempre. Così la Gambaro, mentre tenta di sporcare l’immagine di Grillo, sporca irrimediabilmente la propria reputazione.
Perché uno è un Fake? Per ambizione, per denaro, per viltà, per doppiogiochismo, perché è stato scoutizzato da qualcuno, perché ha ricevuto delle laute offerte sottobanco, per avere una visibilità mediatica, per utilizzare il posto per cui è stato votato per fini personali, per cattiveria, per eccesso di individualismo, per basso livello etico…
Lo abbiamo ormai capito benissimo che alcuni si sono spacciati per 5stelle mentre non lo erano e hanno usato il Movimento come un trampolino per entrare in Parlamento sembrando loro una strada molto più facile che fare la gavetta in altri partiti.
Questo pericolo era stato messo in conto e in qualche modo era fisiologico. Ed è fisiologico anche che i partiti ci vadano a nozze e eccedano nell’utilizzo mediatico perverso dei transfughi per dare contro al M5S, che ormai è l’unico movimento popolare democratico di questo Paese, e li usino pregiudizialmente dal momento che non hanno altro a cui attaccarsi e che, amplificando questo scandalo ben oltre quanto è stato fatto con altri devianti, riescono ad allontanare l’opinione pubblica dagli scandali ben più gravi in cui sono immersi e che costano a questo disgraziato Paese ogni sopravvivenza e ogni speranza di onestà.
In effetti tutto questo era prevedibile, anzi, vista la mole massiccia di parlamentari 5 stelle, trovo che avere 4 o 5 o 6 Giuda opportunisti e traditori, sia addirittura una percentuale bassa, al di sotto della soglia fisiologica.

DANIELE MARTINELLI E LA LEGA

La Lega, ormai morente, rimarrà negli annali come partito di replicanti calati nella parte di “scemi del villaggio” che in 20 anni di presenza nelle istituzioni ha portato il Bel Paese sull’orlo del coprifuoco. Piegata a 90° da B, dopo i lingotti d’oro, i famigli a paghetta, i fallimenti bancari e le mariuolate immobiliari in Croazia, la politica del ventennio leghista ha lasciato qua e là metastasi di arretratezza. Come una capra prona e obbediente, la Lega collusa con B, nel giro di 15 anni ha pensionato la secessione del Nord e assecondato i capricci di un piduista traghettando l’Italia assieme alla Padania verso un orizzonte di guerra civile tra poveri. Lo sfascio sociale è stato raggiunto a forza di ingolfare la giustizia, di proteggere corporazioni e apparati, e a forza di favorire gli evasori fiscali depenalizzando i reati connessi (assieme all’alleato di Arcore condannato in appello per l’elusione di 368 milioni di dollari). La Lega è l’unico partito del Nord che non ha contrastato camorre e mafie del Sud salvando in parlamento inquisiti come Nicola Cosentino o condannati come Marcello Dell’Utri. L’ultimo trionfo dell’ipocrisia, i leghisti l’hanno agguantato con la nomina del leghista-secessionista Giacomo Stucchi a presidente del Copasir, il comitato che sovrintende i servizi segreti a salvaguardia dell’integrità nazionale. (!!)
Per il resto, panzane razziste e ordinanze fasciste sono da sempre i requisiti preferenziali per sindaci leghisti smaniosi di concorrere all’accesso in parlamento. Chi per liste White Christmas, chi per apartheid sugli autobus, chi per saluti romani, chi per le residenze “a reddito”, chi per i soli padani splendenti su scolari a digiuno forzato, la Lega ha estorto voti eccitando gli animi dei suoi militonti sulla pelle di immigrati e zingari, innocui come quegli scemi del villaggio che starnazzano frasi sconclusionate. Mentre la ventennale pantomima leghista del parlar d’altro (minareti e dialetti) non è andata oltre a tracotanti minacce e goffi dietrofront, mafia e ‘Ndrangheta si sono contese lo scettro di prime aziende italiane. Non a caso, tra le metastasi di arretratezza radicate nel territorio, ci sono sindaci come quello bergamasco di Ponteranica che mantengono le promesse fatte in campagna elettorale: Cristiano Aldegani ha rimosso la targa di Peppino Impastato dalla biblioteca comunale “per motivi politici” pur sapendo che Impastato fu ucciso dalla mafia per la sua attività di giornalista d’inchiesta.
Nell’attesa di qualche candidatura di rilievo per intercessione dell’onorevole porcellum Calderoli come premio all’arretratezza leghista, il sindaco Aldegani cerca ulteriore visibilità con un’ordinanza in cui vieta riunioni politiche nel bocciodromo comunale. Va da sé che il locale in questione era il principale punto di ritrovo provinciale degli attivisti del M5S stelle. Che ora dovranno trovarsi un luogo diverso. Chissà, magari nel famoso pratone del villaggio di Pontida?

SI SCRIVE PD, SI LEGGE PENTAPARTITO
Giorgio Cremaschi (pres. FIOM)

Come mai il Pd come forza politica macina successi, mentre come forza di governo ha solo fallimenti?
Il Pd ha realizzato alle amministrative un vero e proprio sfondamento, non riconducibile ad altri successi del passato. Galleggiando sapientemente sulla sfiducia di una metà dell’elettorato, che in parte ha già disinvestito il voto di protesta sui 5 Stelle. Approfittando della disgregazione in atto nella dx, a cui basta sempre meno il soccorso di B. Usufruendo della lunga dissoluzione della sx radicale, nonché del solido appoggio di CGIL CISL UIL e Confindustria, il Pd si è posto al centro di un sistema che controlla quasi completamente la scena politica ufficiale, attraendo forze a dx nel mondo dei poteri economici e della Chiesa. A sx ha riassorbito Vendola, Landini e persino settori dei centri sociali. E con questo ha stravinto le amministrative. Ma ha ben poco a che vedere con il vecchio Pci. Non è un caso che il segretario del partito sia un ex socialista, il presid. del consiglio un democristiano, così come lo è il possibile leader alternativo.
La dialettica interna al Pd non ha nulla a che vedere con quella interna ai vecchi partiti di sx, è un incrocio di alleanze e contenuti intercambiabili tra loro a seconda delle cordate che si costruiscono, e dei vari leader, così che ha quasi integralmente occupato lo spazio del vecchio pentapartito. Un pentapartito che sfonda a sx e spinge ai margini le dx e le sx che vogliano restare incompatibili, mentre opera per la distruzione del M5S.
Così B, nonostante voglia stare all’opposizione, sta al governo e Sel e la Lega, nonostante siano alla opposizione, si comportano come se fossero al governo.
Così il sistema Pd dilaga elettoralmente e la dx crolla. Ora ci si accinge persino a riformare la Costituzione per adeguarla al potere vincente con la “grande riforma presidenzialista”, che non riuscì a Craxi. Eppure i risultati economici del Pd sono pessimi. La politica economica del governo di larghe intese sta già fallendo non solo e non tanto perché la disoccupazione di massa si espande senza freni. È evidente che essa è anche il prodotto voluto delle politiche economiche di austerità e i governanti che le attuano sanno benissimo che esse cancellano posti di lavoro e non creano nuovo sviluppo. I dati economici sono sempre peggiori mente aumenta la caduta delle esportazioni. Si tende a deprimere il lavoro per averlo sempre più flessibile e a basso prezzo. Si lascia andare in malora il sistema industriale e produttivo. Si distrugge stato sociale per far fronte al debito e attirare capitali Esteri…Si restringe tutto il sistema per vendere di più all’estero, e poi si scopre che tutti i paesi stanno facendo la stessa cosa e quindi proprio le esportazioni cadono. E a causa della recessione senza fine il debito pubblico, la cui insostenibilità ci spiega Napolitano ci obbliga all’austerità, il debito pubblico aumenta. Tra chiacchiere e battute la classe manageriale che ci governa ci porta alla rovina senza neppure accennare a fare qualcosa di diverso. Tutti vincoli europei sono intoccabili, anche se poi se ne lamenta il peso e la politica di austerità continua a mietere le sue vittime. Non c’è luce in fondo al tunnel e le speranze alimentate dal palazzo servono solo a tener buone le persone. Si precipita nella crisi con crescente velocità. Il sistema PD è diventato il centro motore di tutte queste politiche fallimentari e della loro inevitabilità. D’altra parte la dx
si occupa di giudici, CGIL CISL UIL di non si sa cosa, e una forte sx anticapitalista e anti austerità che sappia proporre alternative, in Italia non c’è a differenza di altri paesi d’Europa. Così la vittoria del PD per la metà del paese che va ancora a votare, diventa, al di là delle buone intenzioni di tanti, lo specchio di un declino. Il PD oggi non è il partito del cambiamento, ma quello della rassegnazione. Fin quando andremo avanti così? Fino al collasso drammatico della crisi, o la ripresa del conflitto sociale e politico contro l’austerità? Meglio darsi da fare per la seconda che rassegnarsi ad aspettare la prima.
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Blogger
La situazione è chiara. I vertici del Pd rispondono a direttive che provengono dall’alta finanza internazionale e all’interno riescono a raccogliere consensi grazie ad un tessuto sociale completamente dissolto dove ognuno pensa solo al proprio misero tornaconto personale. Vedere personaggi che ancora parlano della loro tessera del pci che si inorgogliscono sui temi della resistenza e della pace e che poi votano Pd è la più deprimente storia del nostro paese

ZAC – I DATI CONFERMANO IL PEGGIORAMENTO DELLA CRISI

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. I media continuano a propinarci della balle, mentre i dati macroeconomici li sbugiardano costantemente. Ma quale ripresa? Sono dati forniti dalla Banca d’Italia, e non da qualche economista marxista. In un mese il debito pubblico è salito di 6,5 miliardi, eppure le tasse in un mese sono aumentate di 29,2 miliardi, +3,9 %. Cresce la quota dei titoli di Stato italiani in mano di investitori stranieri, 35% del totale a quota 725,3 miliardi, livello mai più toccato dal 2011. Sono numeri che dovrebbero far trasalire! Sono ormai 5 anni che ci costringono ad una vita misera ed infame, disoccupazione, licenziamenti, fabbriche che chiudono, servizi pubblici sempre più scadenti e sempre meno. Gente che si ammazza perché non ce la fa a campare, giovani che non hanno un futuro, una generazione e anche la prossima che salta, che è come se non ci fosse stata nella vita sociale ed economica di questo paese. Tutto questo in nome dei sacrifici ‘necessari’ per la crescita e lo sviluppo futuro che puntualmente ci viene promesso sempre più in là, mentre i numeri indicano invece che il debito aumenta, che i nostri creditori sono sempre più esteri, che il paese complessivamente si impoverisce e che ci vorranno decenni a livello di crescita da boom economico per poter paragonarci al periodo pre-crisi.
Nonostante tutto questo, il massimo che ci viene prospettato è il semipresidenzialismo, e la detassazione dei giovani occupati, con i sindacati che a 90° accettano tutto, e con poliziotti che picchiano e torturano, uccidono e vengono assolti, ammazzano e vengono riconosciuti innocenti. E il sindacato (sic) di poliziotti che querela e denuncia Ilaria Cucchi per aver affermato che un corpo coperto da l’ecchimosi non si procurano cadendo dalle scale. Ormai le bugie, i depistaggi, le menzogne, le impunità le cose più vergognose ed infamanti. Ce lo dicono apertamente: ”Noi siamo noi e comandiamo e voi non siete un cazzo”.

GLI IDOLI DEL PROFITTO E DEL CONSUMO
GIORGIO NEBBIA

Il Papa ha detto che non è possibile custodire la Terra se, non solo le sue risorse, ma addirittura le donne e gli uomini “sono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo”, alla “cultura dello scarto”. Le ricchezze della creazione non sono di una persona, o di una impresa economica, o di un singolo paese, ma sono “doni gratuiti di cui avere cura”, destinati ad alleviare soprattutto “la povertà, i bisogni, i drammi di tante persone”. Il dramma più grave consiste nel fatto che un miliardo di persone manca di cibo sufficiente, in ogni parte di un mondo dominato dallo scarto, dallo spreco e dalla distruzione di alimenti. “Il consumismo, ha detto il Papa, ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo. Ricordiamo, però, che il cibo che si butta via è come se venisse rubato dalla mensa di chi è povero”.
La violenza contro le risorse naturali è violenza contro gli altri esseri umani, contro il prossimo vicino, contro il prossimo lontano nello spazio e contro il prossimo del futuro che erediterà un mondo impoverito per colpa degli sprechi di oggi, dei paesi ricchi e egoisti. L’ecologia spiega bene l’origine della fame di troppi esseri umani: gli alimenti umani diventano disponibili attraverso un complesso e lungo ciclo che comincia dai raccolti di vegetali: patate, cereali, piante contenenti oli e grassi. Dei vegetali di partenza solo una parte, meno della metà, diventa disponibile sotto forma di alimenti e di questi una parte va perduta, per le cattive condizioni di conservazione e di trasporti dai campi e dalle fabbriche ai mercati.
Una parte delle vere e proprie sostanze nutritive viene destinata alla zootecnia che ”fabbrica” alimenti animali ricchi di proteine pregiate con forti perdite: occorrono circa 10 chili di vegetali per ottenere un chilo di carne; il resto va perduto come escrementi, come gas della respirazione degli animali da allevamento e come scarti della macellazione. Nei paesi industriali gli alimenti vegetali e animali, prima di arrivare sulla nostra tavola o nel nostro frigorifero, passano attraverso una lunga catena che comprende il trasporto attraverso i continenti o gli oceani, poi attraverso processi industriali di conservazione, trasformazione, inscatolamento, ciascuno con rilevanti perdite di sostanze nutritive che diventano scarti da smaltire come rifiuti.
Poi gli alimenti passano attraverso il sistema della distribuzione, anch’esso caratterizzato da sprechi, si pensi alle merci invendute o deteriorate o che superano i limiti di scadenza, che diventano anch’esse scarti e rifiuti. Alla fine le sostanze nutritive, stimabili in un quarto di quelle che la natura aveva prodotto, arrivano a casa nostra o ai ristoranti e anche qui si hanno altri scarti e sprechi: in media, nel mondo, 100 chili per persona all’anno. Indagini della FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, indicano in 1,3 miliardi di tonnellate all’anno il peso degli alimenti complessivamente sprecati, un terzo di quelli disponibili, circa un decimo delle sostanze nutritive, caloriche e proteiche, che la natura aveva prodotto con i suoi cicli ecologici.
Lo spreco alimentare è accompagnato da spreco di acqua, quella che l’intero ciclo del cibo richiede per l’irrigazione e per i processi di trasformazione: l’agricoltura infatti assorbe circa 10.000 miliardi di metri cubi di acqua all’anno, una quantità enorme se si pensa che l’acqua dolce disponibile nel ciclo naturale ammonta a 40.000 miliardi di metri cubi all’anno
Non solo; l’enorme massa di scarti e rifiuti agricoli e alimentari si trasforma nei gas anidride carbonica e metano che sono responsabili del continuo, inarrestabile peggioramento del clima. Una grande battaglia scientifica e culturale per comportamenti rispettosi “del prossimo”, per diminuire gli sprechi alimentari, assicurerebbe acqua e cibo a chi ne é privo. La chimica e la microbiologia applicate agli scarti alimentari consentirebbe di ricavarne sostanze adatte per altri usi umani, con minori inquinamenti e minore richiesta di risorse naturali scarse: una ingegneria e merceologia della carità al servizio dell’uomo.

La salvezza, insomma, va cercata in un “serio impegno di contrastare la cultura dello spreco e dello scarto”, di “andare incontro ai bisogni dei più poveri”, di “promuovere una cultura della solidarietà”. “Ecologia umana ed ecologia ambientale camminano insieme”. Sono le parole del Papa che è anche un chimico.
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Bellissimo video con la Gruber Tomaso Cerno dell’Espresso e Dario Fo
Finalmente una difesa del M5S e di Grillo

LA CRISI CORRE MA LA CASTA INGRASSA
Viviana Vivarelli

Il debito pubblico aumenta. Ad aprile ha raggiunto i 2.041 miliardi. Eppure crescono le entrate fiscali. Gli investitori stranieri hanno in mano il 35% dell’indebitamento italiano, che allunga la sua ‘vita media’ a 7 anni. Il fabbisogno della Pubblica Amministrazione è cresciuto di mezzo miliardo nei primi 4 mesi dell’anno nel paradosso dell’aumento delle tasse e del taglio dei servizi. La crescita del debito pubblico non si ferma, ma la Casta non ci pensa nemmeno a tagliare le proprie spese superflue che la rendono la più pagata d’Europa e il Pd ha pure la faccia di proporre un aumento del 24% degli stipendi dei parlamentari! E nessuno pensa a mettere una patrimoniale sui ricchi o un tetto alle superpensioni o ai superstipendi dei protagonisti televisivi o dei commessi e delle stenografe del Parlamento.
Chi ha, ha sempre di più e a chi non ha viene tolto anche quello che ha.
E’ questo il governo delle larghe intese?
E’ a questo che mirano Pd e Pdl? Impoverire sempre di più i poveri senza togliere un euro ai troppo ricchi? Il papa tuona con chi attacca i poveri ma non ci pensa nemmeno a rifiutare i lauti regali del Governo italiano che ancora una volta non gli prende l’IMU “perché Monti SI E’ DIMENTICATO DI STAMPARE I MODULI!!!!!!
Tra le tante ignobiltà di questo paese, una delle più schifose, alla quale sarebbe possibile rimediare nel tempo necessario per approvare una legge composta da 4 righe di testo, è quella delle mega pensioni. Sono 100.000 i “super-pensionati” e ci costano ben 13 miliardi di euro l’anno. La pensione più ricca d’Italia è quella di Mauro Sentinelli, ex manager e ingegnere elettronico della Telecom, che prende 90.246 euro al mese, 3008 euro al giorno, più i gettoni di presenza come membro del Consiglio di Amministrazione di Telecom e Presidente del Consiglio d’Amministrazione di Enertel Servizi Srl. E’ vero che almeno ha lavorato e fatto carriera, a differenza dei tanti che prendono 20-30.000 euro al mese per aver scaldato le poltrone del parlamento. Pensioni così alte non dovrebbero nemmeno esistere.
Tra i politici il pensionato più pagato è Ciampi, che cumula 30 mila euro/mese di pensione Bankitalia con 4000 euro dell`Inps ed i 19.054 euro dell`indennità da parlamentare = 53 mila euro al mese! Scalfaro, oltre all`indennità di palazzo Madama (19.054) prende 4.766 euro netti al mese dall`InPdap per avere esercitato l`attività di magistrato per tre anni (dal 1943 al 1946). Lamberto Dini incassa 18 mila euro da Bankitalia, 7000 dall`Inps e 19.054 dal Senato. Giuliano Amato cumula 22.048 euro mese dall`InPdap coi 9.363 che gli da il Parlamento. Quest’ultimo, ospite della trasmissione “Otto e mezzo” alla domanda “se è disposto a ridursi la pensione” ha risposto che “non ha capito la domanda…” è proprio vero, certe cose i politici non solo non vogliono sentirle, ma non ci riescono nemmeno…
Ma anche i dipendenti delle Camere, persino stenografi e barbieri prendono cifre da capogiro e pensioni corrispondenti.
Ma ci vorrebbe tanto a mettere un tetto massimo alle pensioni e avere così quegli 8 o 10 miliardi che Letta spergiura di non sapere come trovare e per cui ci aumenterà nuovamente le tasse?
E magari usare quei 10 miliardi per aumentare le pensioni minime che non permettono la sopravvivenza? Soldi che immessi nel sistema costituirebbero quel volano utile alla ripresa.
Perché la stampa non parla dei tagli equi e giusti che si potrebbero fare sulla Casta, invece di scrivere titoloni sulla Gambaro o gente come Favia?
In realtà una proposta di legge era stata fatta per ridurre del 5% le pensioni più alte ma la Consulta si è affrettata a dichiarare che era incostituzionale, perché ovviamente nelle pensioni più alte ci sono anche quelle dei gradi più alti della Magistratura. Chissà perché, invece, quando si interviene attaccando, con le tasse o come si è fatto con gli esodati, le pensioni o i diritti acquisiti di altre categorie, dalla Corte Costituzionale esce solo un grandissimo silenzio!
Intanto il Governo dice che mancano 8 miliardi in cassa per cui deve aumentare l’Iva e non può togliere l’Imu, e, come non bastasse, Enrico Letta, zitto zitto, ha aumentato altri 7 F-35 e ha fatto crescere di 6.450 le auto di Stato, mentre il Pd ha proposto addirittura, con la massima faccia di tolla, l’aumento del 24% degli stipendi degli onorevoli. Intanto si apre una nuova guerra in Mali e non si ritirano le truppe che abbiamo in Irak e Afghanistan!
E avanti così! A senso unico verso la totale autodistruzione!
E col voto e l’assenso di tanti imbecilli che più imbecilli non si può!

Ah, dimenticavo: Maroni, dopo aver promesso e giurato che avrebbe fatto un congresso per un ricambio del segretario della Lega Nord, di ha ripensato e ha annunciato che nessun ricambio si farà, e che resterà sempre lui capo di tutto. Ci manca che renda la sua carica ereditaria come voleva fare Bossi!
Ma, ovviamente, la mancanza di democrazia i giornalisti la vedono solo nel M5S. Nelle cariche a vita di Berlusconi, Maroni o Bossi, Napolitano, no!
C’è un’unica regola che vale in Italia: “Il potere è mio e guai a chi me lo toglie!”
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ULTIMI IN EUROPA
Viviana Vivarelli

Se la crescita e il progresso dipendono da scuola e ricerca, i nostri Governi li odiano tanto da farci diventare ultimi in Europa per spesa pubblica destinata alla scuola e alla cultura, abbiamo dietro solo la Grecia. Spendiamo solo l’1,1% a fronte del 2,2% dell’Ue.
-L’Italia ha meno laureati del resto d’Europa, siamo battuti persino da Romania, Grecia, Portogallo e Slovacchia.
-L’Italia è ultima in Europa per connessione ottica. Solo il 14% delle abitazioni italiane sono raggiunte da una connessione in fibra ottica con velocità di almeno 30 Mbps. La media europea è il 53,8%.
-L’Italia era il Paese primo per la manifattura nel mondo. Adesso, grazie ai Governi scellerati degli ultimi 20 anni, siamo ultimi in Europa dove un tempo eravamo secondi. In Germania e Francia il settore è in ripesa, solo noi andiamo indietro e le ultime tasse di Letta non miglioreranno la situazione.
-L’Italia è ultima in Europa nella marcia verso una maggiore efficienza energetica. Tra i 105 Paesi analizzati, si posiziona al 46° posto, dietro a tutti principali Paesi europei, scontando un basso livello di crescita economica, carenza di infrastrutture, difficoltà legate al caro prezzi energetico
-L’Italia è ultima in Europa per tempi dei pagamenti, 180 giorni, la media europea è 61.
-L’Italia è ultima in Europa per informazione libera e pluralista e presenta giornali embedded e una televisione di Stato succube del regime che manipola i cittadini come non avviene da nessuna parte nei Paesi civili.
-L’Italia è prima in Europa per corruzione politica, per mafia, per P2, per complotti di Stato, per attacchi alla democrazia, per cinismo verso i poveri, per brogli elettorali, per governi corrotti, per criminalità di Stato, per collusioni pubbliche col crimine, per lunghezza e farraginosità dei processi, per media servili e disinformanti, per evasione fiscale, per inefficienza politica, per parassitismo della casta, per protezione ai più ricchi …

Ma possibile che ci sia ancora chi vota per questi ‘signori’!???
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REDDITO DI CITTADINANZA
Chiara Saraceno

Sempre più il diritto alla sussistenza viene concepito come diritto costituzionale. Come osserva Rodotà, il diritto all’esistenza appare netto nelle Costituzioni moderne, la cittadinanza dovrebbe essere patrimonio di diritti inalienabili della persona in quanto tale. Diritti non solo a «sopravvivere», ma ad esistere. E’ quanto ha dichiarato la Corte Costituzionale tedesca, dichiarando parzialmente incostituzionale la riforma dell’assistenza del 2000 che individuava le soglie massime di sostegno economico per i poveri. Ma il diritto all’esistenza non é ancora diventato un diritto inalienabile per i governanti di turno, neppure come garanzia per i poveri. Eppure è chiaro che la disoccupazione crescente non dipende dalle scelte dei disoccupati. Si continua a pensare che i poveri debbano essere continuamente stimolati, attivati, per meritarsi un qualche sostegno. Da questo punto di vista, sono paradossali le misure di sostegno al reddito come aiuto ai disoccupati in cambio di lavoretti, proprio mentre il lavoro sparisce. Allo stesso tempo, l’indebolimento, il mancato investimento, o la mercatizzazione di taluni beni pubblici – dalla scuola alla sanità – rischia di ridurre anche lo stato sociale.
Il fatto è che per alcuni non conta l’uomo come esistente, lo considerano solo come strumento finalizzato al lavoro, secondo una logica capitalista. Ma un uomo vale in quanto esiste, non in quanto produce profitto. Egli è un valore intrinseco, non strumentale.

(Chiara Saraceno è una delle sociologhe italiane di maggior fama. Importanti i suoi studi sulla famiglia, sulla questione femminile, sulla povertà e le politiche sociali. Ha ricoperto numerosi incarichi accademici, anche a livello internazionale, e istituzionali in Italia. Ha partecipato a due commissioni parlamentari sugli studi sulla povertà.()

UN’ALTRA STANGATA DI AUMENTI DI TASSE
Viviana Vivarelli

Monti non ci ha dato nulla di buono, solo leggi esose, una raffica di tagli ai servizi pubblici, stangate e tasse insopportabili che fanno di noi il Paese più tassato d’Europa, tagliano la competitività, penalizzano tutti, portano solo disoccupazione e miseria. Ma Enrico Letta non è da meno e ci regala ogni sorta di aumenti, dalla bolletta del gas al pedaggio autostradale, dall’acqua alle già salatissime multe, dal canone Rai all’Rc auto, per cui pagheremo altri 1500 euro in più all’anno per famiglia, aumentando la miseria del Paese. Mentre non si decide di tagliare i superstipendi o le spesse immani della Casta o le armi, a luglio l’Iva passerà dal 21 al 22%, rendendo anche meno competitive le nostre aziende che si rifaranno aumentando i prezzi più che proporzionalmente e introducendo una nuova tassa in un sistema dove mai nessun aumento fiscale è stato ritirato.
E a peggiorare le cose arrivano tasse nuove: l’Ivie sugli immobili all’estero, la Tares: nuova enorme tassa sui rifiuti +25%. La pressione fiscale salirà dal 44,7% al 45,3%. Record assoluto. Sai che ripresa!
La bolletta del gas +1,7% = 22 € l’anno.
Autostrade +2,91%, su rete Aspi + 3,47%.
Aeroporti da 16 a 26,50 euro.
Rifiuti: Tares + 64 euro.
Poste + 10 centesimi i francobolli per le lettere,+ 30 le raccomandate .
Rai il canone passa da 112 a 113,5 euro.
Conti depositi e buoni postali: l’imposta di bollo passa dallo 0,10 allo 0,15%
Acqua + 26 euro l’anno a famiglia.
Multe + 5,9% .
Rc Auto + 61 euro .

E lo sviluppo? L’aiuto ai giovani? I progetti contro la disoccupazione? Quelli sono stati strombazzati nella famosa politica degli annunci che ormai perdura da 20 anni e che con Monti ha conosciuto la sua fase più infame, annunciati e subito dimenticati. La politica di Berlusconi/Letta non è diversa da quella di Monti: fare promesse che non si mantengono e portare il Paese alla disperazione. E’ inutile che il Fondo Monetario annunci che l’austerity era una ricetta sbagliata che tronca ogni ripresa. E’ inutile che USA e Europa si stiano riprendendo, solo noi in mano a questi incapaci andiamo costantemente indietro e siamo ormai gli ultimi degli ultimi. Pd/Pdl hanno deciso così. Se non è stupidità è perversione. Ma i titoloni di testa dei media di che parlano? Dei problemini di Grillo!!!?? Mentre il Paese muore in mano a cinici egoisti incapaci di governarlo e risanarlo, i media si occupano solo di bischerate per distrarre l’opinione pubblica e gli insipienti e i cloni continuano pure a votarli !!??

QUANTO SI GUADAGNA IN TELEVISIONE

Fazio 2.000.000 euro
Vespa 1.200.000 euro
Floris 550.000 euro
Gabanelli 250.000 euro
Berlinguer 200.000 euro
Dandini 700.000 euro
Clerici 1.500.000 di euro
Conti 1.400.000 di euro
Giusti 500.000 euro

RAI: 12.500 dipendenti, 1.700 giornalisti, un miliardo di stipendi….
Corri a pagare il canone che sennò restano senza !!!
Vorrai mica che questi signori vogliano i partiti fuori dalla RAI ?

RIVOLUZIONE IN TURCHIA
Ricevo da U

Sarebbero almeno 6 gli agenti della Polizia turca che si sarebbero tolti la vita nella prima settimana di scontri in tutto il paese. Lo dice il segretario generale del sindacato di polizia Emniyet-Sen, Faruk Sezer, al quotidiano Hurriyet (e nel frattempo i suicidi potrebbero essere aumentati). Le cause di una tale ondata di suicidi andrebbe ricercata nei turni massacranti di lavoro ai quali sarebbero sottoposti gli agenti mobilitati dal governo contro le proteste, turni che si protraggono anche per 120 ore consecutive. “La violenza dei poliziotti alla fine è il riflesso della violenza subita dalla polizia, con poliziotti sottoposti a turni di 120 ore senza interruzione e costretti a mangiare alimenti marci”.
Migliaia di poliziotti sono stati trasferiti dalle regioni più tranquille alle città dove più forte è stata la mobilitazione popolare contro il governo. Secondo alcune testimonianze rimangono in servizio per giorni senza mai rientrare nelle caserme, dormono su pezzi di cartone sulle panchine o addirittura sui loro scudi, nei parchi, in attesa degli ordini di attacco. Ed evidentemente sfogano la propria frustrazione, invece che contro i loro ufficiali e i responsabili politici, contro i manifestanti. Ma in verità i metodi che oggi sono sotto gli occhi di tutti sono quelli usati da sempre dagli apparati di sicurezza turchi contro curdi, sindacalisti, militanti di sinistra, femministe. “Trattare così la polizia è come tradire il paese” ha detto Sezer, rivelando un malessere che potrebbe rappresentare un freno alla strategia del muro contro muro di Erdogan. Che, non è un segreto, deve fronteggiare già un malessere ancora maggiore all’interno delle Forze Armate, da anni sottoposte a pressioni ed epurazioni da parte dell’Akp. Nei primi giorni della rivolta contro il governo soprattutto a Istanbul sono stati segnalati episodi durante i quali alcuni militari hanno pubblicamente solidarizzato con i manifestanti o addirittura si sono frapposti tra questi e la polizia.
N.B.
E’ noto come la tecnica principale per rendere più aggressivi i poliziotti consista nel trattenerli a lungo sul campo.
(Ed è questo il Paese che gli Stati uniti volevano far entrare in Europa assieme a Israele? E per cui Berlusconi si spese all’Ue?)

LA RIVOLTA A ISTAMBUL

Doriana Goracci

Una guerra cominciata con l’annunciato sterminio di 600 alberi a Gezi Park a Istanbul e per tante altre Loro ragioni che va avanti con il “pugno di ferro”. Il Presidente turco Erdogan ha dichiarato: “Segheremo gli alberi di quel parco, saranno ripiantati in un altro posto”. D’ora in poi sarà “tolleranza zero” con i manifestanti antigovernativi. “Questa questione è finita. Dall’ Ansa “Nuovi incidenti si registrano a piazza Taksim, dove la polizia è di nuovo intervenuta contro gruppi di manifestanti. Gli agenti hanno attaccato con lacrimogeni e cannoni ad acqua piccoli gruppi di persone che hanno lanciato sassi. La polizia mantiene il controllo di Taksim. Centinaia di manifestanti pacifici occupano sempre il vicino Gezi Park.”
A noi appare strana questa tenacia di mantenersi in piazza, malgrado la violenza estrema fin dalle prime battute, dimostrata dalla polizia, malgrado le centinaia e centinaia di arresti, più di mille feriti, tre giovani vite finite.
“Gezi Park è un parco, non una zona di occupazione” ha detto. Erdogan ha anche affermato che i manifestanti di Gezi “sono usati per rovinare l’economia della Turchia” e ha nuovamente accusato le lobby finanziarie e la stampa estera di attaccare il paese. La polizia in tenuta anti-sommossa è entrata in forze in piazza Taksim a Istanbul. Decine di agenti, con l’appoggio di blindati con cannoni ad acqua, hanno attaccato le barricate intorno alla piazza, facendo un uso massiccio di lacrimogeni per disperdere i pochi manifestanti sul posto.
Su Facebook seguo i reportage di Nar Photos: 15° giorno di resistenza al Gezi Park, resistenza turca riot polizia attacchi attraverso barricate sparando gas lacrimogeni, proiettili di gomma e idranti, a centinaia i manifestanti a Piazza Taksim”
Simonetta Zandiri aggiunge con un chiarissimo e recentissimo video che 20 avvocati che protestano, per l’uso eccessivo della violenza, vengono a loro volta, arrestati:

http://www.milliyet.tv/video-izle/Caglayan-Adliyesi-nde-polis-mudahalesi-nYPunUty07q4.html

Noam Chomsky ha chiesto al mondo di reagire e non lasciare sola la società turca con un video in cui invita alla resistenza attiva.
Cantavano Bella Ciao i giovani turchi a giugno del 2011 Cosa è cambiato?
Io posso solo condividere tutto con voi e vi chiedo di fare quanto vi è possibile, perché i Media siamo anche noi. E ora Musica dal Gezi Park, solo pochi giorni fa c’ era l’ Orchestra turca della Filarmonica a suonare e un mare infinito di gente mossa da amore per la Libertà e la Vita continua a resistere.

VIDEO E FOTO SU
http://www.reset-italia.net/2013/06/11/erdogan-tolleranza-zero-resistenza/#.Ubcq0uug5FQ
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UNA LETTERA DA ISTANBUL
Bernardo scrive:
Questa lettera mi ha fatto piangere e gioire: ve la inoltro perché …spero faccia altrettanto a voi ! Ho tagliato alberi nei gg. scorsi chiedendo loro scusa, dicendogli a cosa sarebbero serviti e …ringraziandoli per il loro silenzioso (almeno alle mie orecchie non abbastanza sensibili) sacrificio. Quello che sento con sempre più forza è la necessità di imparare a prestare attenzione a quello che facciamo e quindi al come/perché lo facciamo: vedo troppa fretta, superficialità e sento sempre più pressante il bisogno di rallentare per prestare più attenzione a quello che vivo momento per momento …non solo con piante ed animali …anche con gli umani ! Non si può costruire un nuovo mondo/società se non cambiamo noi …se non lavoriamo su noi stessi …momento per momento …ed ho bisogno di aiuto, di altri che cercano di fare il loro percorso con le stesse intenzioni.
Un GRAZIE immenso a questi bambini-donne-uomini turchi …a chi ha scritto questa lettera ed a chi me l’ha inviata: altri modi sono possibili …usciamo dai vecchi schemi se vogliamo il nuovo veramente.
PS: Anche da noi i media mentono ed occultano/travisano/distorcono e …non solo sulle vicende turche!
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Ciaoo Pietro :))
Che bello risentirci, sopratutto in questo periodo. Probabilmente hai sentito cosa stiamo combinando in Turchia 🙂 “ Un albero si é tagliato, un popolo si é svegliato” :))
Credo che ti sei già abbastanza informato della rivolta.. perché e dove é cominciato? Cosa ha detto Erdogan? Cosa ha fatto il governo? What about la polizia e lacrimogeni?…ecc..
Personalmente a me non interessa molto politicamente cosa succede, tanto anche loro sono al momento in shock, non se la aspettavano un movimento cosi, perciò non riescono nemmeno gestire bene la situazione, continuano a dire cazzate:)
Ti posso dire che davvero viviamo dei momenti storici e magici, nonostante i feriti, gli arrestati e lacrimogeni che respiriamo da giorni, questo non é movimento né politico né ideologico, é un movimento umano, non ha nemmeno un leader né gruppo, é un movimento del popolo, di ogni cultura e di tutti tipi di persone, i giovani, i vecchi, dai 7 ai 70 anni, casalinghe, lavoratori, studenti, comunisti, nazionalisti, politici, apolitici, le donne con la coperta, giovani alternativi, artisti, dottori, avvocati… tutti, tutti sono in strada insieme spalla a spalla. Davvero tutto il popolo turco sta fuori da 5 giorni in varie città, quelli che stanno a casa battono le pentole e fischiano dalla finestra 🙂
C’é un atmosfera incredibile, ci siamo uniti come Uno, pure gli ultrà delle squadre di calcio del galatasaray, fenerbahçe, beşiktaş… li puoi vedere insieme mano per mano in piazza:) ci sono delle foto in cui puoi vedere i nazionalisti con quelli di sinistra, le donne con il burqa insieme ai membri dell’associazione di gay-lesbians LGBT, i kurdi insieme ai kemalisti (un gruppo di rivoluzionari islamici) entrano in piazza mentre tutti gli altri gli applaudono… mai visto un mix cosi!!! 🙂
C’é un aria come se ci siamo innamorati come popolo:) da giorni che combattiamo con la polizia.. e devi vedere che solidarietà, come ci sosteniamo, come ci muoviamo insieme, come ci amiamo! Quando ci vediamo, ci guardiamo nei occhi e ci sorridiamo anche se non ci conosciamo, come se in fondo sappiamo il piano di tutto quello che facciamo e ci mandiamo un piccolo saluto, davvero é difficile da descrivere, bisogna respirarla…
Non so se lo sai, i media di questa rivolta non hanno fatto vedere niente.. il movimento lo diffondiamo tramite social media, twitter e facebook.. anche questo é stato splendido e ci ha fatto unire di più.
In questi giorni siamo stati triste, arrabbiati, stanchi ma ancor di più siamo fieri, felici, liberi e forti di quello che proviamo e viviamo insieme. Se vedi in internet circolano continuamente messaggi tipo: “Amici per favore questo un movimento indipendente del popolo per la pace, per la vera democrazia, per l’unità, per la natura… non é un movimento di una partita né di un’ ideologia… attenti ai provocatori… state lontani dalla violenza…” il nostro obiettivo non é stare contro, anzi cerchiamo più possibile di unirci…. questa rivolta, la vogliamo fare con l’amore e gioia in un atmosfera pacifista… pensa che da giorni durante la notte combattono con la polizia respirando un sacco di lacrimogeni e dopo verso la mattina raccolgono l’immondizia e puliscono le strade 🙂 Oggi per esempio c’era un aria di festa, hanno fatto lo yoga e dei concerti, hanno piantato i fiori, hanno costruito una biblioteca con le pietre del marciapiede e hanno portato i fiori ai poliziotti…
Non puoi immaginare quanta creatività e umorismo c’è in questo movimento, non ce la aspettavamo neanche noi, davvero troviamo delle vie molto originali e creative per protestare sia Erdogan, il governo e la polizia che la media. Sono spiazzati davanti all’intelligenza e all’umorismo:) Leggo da giorni twitter e facebook per ore e ore, non ho mai riso cosi tanto nella mia vita :))) anche la vecchia generazione é molto perplessa: dicono woow questi giovani sono meravigliosi invece noi pensavamo che non si alzavano dal computer e che fossero apolitici 🙂
In poche parole questo é un movimento di nuova era, nuova coscienza, é realizzato dai giovani starseeds 🙂 e ispirato dal movimento occupylove.. e guarda che é iniziato tutto da un albero. Dimmi che non é ironico?… Né da una legge, né da un discorso politico.. é iniziato da un albero! Secondo me anche questo dice tutto…
Perciò io credo che questo movimento non rimarrà solo dei turchi, si diffonderà in tutto il mondo, già abbiamo molto sostenitori all’estero perché in quasi tutto il mondo la situazione é la stessa e tutti noi ci dobbiamo risvegliarci e ricordarci chi siamo davvero.
A dirti la verità io soprattutto quando sono tornata dall’Italia a İstanbul sentivo e dicevo sempre che la Turchia e soprattutto İstanbul avranno un ruolo molto importante per la nuova, per la sua posizione geografica (tra Asia e Europa) e ancor più per lo spirito dell’Anatolia e il seme che ci ha lasciato Atatürk.. ma non potevo immaginare che sarebbe accaduto tutto questo:) ora non so cosa succederà nei prossimi giorni, ma credimi che siamo contentissimi di quello che abbiamo realizzato, personalmente io non posso neanche descrivere i sentimenti che ho provato in questi giorni.
E secondo me anche Erdogan fa parte del nostro progetto per la nuova coscienza e posso dire che fa benissimo il suo ruolo, e quasi ringraziamo lui che ci ha fatto vivere questa esperienza 🙂 per esempio il giorno dopo della nascita del movimento lui ha fatto un discorso in cui non ha fatto neanche un passo indietro, ha cercato di vederci come un piccolo gruppo marginale e sostenuto dai partiti dell’opposizione e dicendo un sacco di falsità, il suo modo brutale ha provocato molto di più il popolo, un discorso cosi surreale che ci ha fatto pensare che fosse totalmente impazzito. Pensa che alla gente diceva che eravamo molto tranquilli ed era preoccupata per la situazione prima del suo discorso, ma dopo averlo ascoltato ci siamo subito trovati in piazza 🙂 Poi ha censurato i media per non trasmettere in tv,ha fatto usare un sacco di lacrimogeni alla polizia contro il popolo.. Se invece avesse fatto un discorso per calmare il popolo e accettava quello che chiedevamo, non saremmo arrivati a questo punto, e rimaneva solo una manifestazione per un piccolo parco 🙂 Invece ora é una rivoluzione 🙂 e si è riflessa al mondo.. perciò io ringrazio a lui e credo che anche se non lo sa, ci ha aiutato moltissimo 🙂 C’é una battuta che si circonda su internet “solo per questo motivo lui merita il Nobel per la pace” 😀
Quando puoi guarda questo link:

http://occupygezipics.tumblr.com/

con amore, un abbraccio!!
devin
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M5S, UN PASSO ALLA VOLTA

Post di Chiara
http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=275

Ai miei figli dico sempre di essere contenti dei risultati raggiunti, anche se minimi, ma di non accontentarsi mai. La cosa, che può a prima vista sembrare paradossale, è in realtà piuttosto banale: se ti accontenti non hai lo stimolo per andare oltre, e se non sei contento ti manca la forza. Da questo deriva che se ci si propone il raggiungimento di grandi obiettivi in tempi brevi, non si riesce a valutare oggettivamente i risultati parziali, e la delusione per l’aver mancato il risultato finale rischia facilmente di distruggere qualsiasi aspettativa.
Il metodo che cerco di far passare è quindi quello del miglioramento continuo, fatto di piccoli passi avanti, piuttosto che della ricerca di un risultato eccezionale.
Senza bisogno di scomodare psicologi o pedagoghi, penso che tutto questo sia abbastanza scontato per chi abbia un po’ di buon senso. Eppure quello a cui assistiamo da dopo le elezioni mi dice che forse la cosa non è così scontata. Mi riferisco all’atteggiamento dei sostenitori del M5S.
“Facciamo una semplice analisi. Quali sono i risultati raggiunti dal movimento di Grillo?
Ha presentato proprie liste in tutte le circoscrizioni;è risultato il 2° partito per voti complessivi e il 1° in Italia;ha eletto 162 parlamentari;ha ottenuto alcune cariche tra cui la presidenza della commissione di vigilanza sulla RAI. Senza valutare gli aspetti più politici: essere diventato un interlocutore politico di 1°piano,poter partecipare in prima persona alla vita delle istituzioni pubbliche, presentare direttamente i propri progetti di legge,aver finalmente portato in Parlamento una forza di opposizione autentica.. sono risultati non quantificabili come i precedenti ma non per questo meno importanti.
Chi pensa che questi risultati siano di poco conto è evidentemente scollegato dalla realtà, e ha problemi seri. Nella nostra storia,l’unico caso paragonabile a ciò che ha fatto il M5S in questi mesi è l’ingresso in politica di Berlusconi nel 1994. Con 2 differenze importanti che aumentano ulteriormente il valore dell’impresa compiuta da Grillo: B aveva già forti legami con il mondo della politica(Craxi,mafia e P2),anche se operava dietro le quinte,per cui non si trattava di un vero esordio;inoltre spese una quantità di denaro impressionante per raggiungere il risultato (e poi mantenerlo).
Il problema è che nell’universo dei sostenitori del movimento c’è molta delusione. Non parlo di chi auspicava l’accordo di governo col PD: questi non hanno evidentemente capito granché del movimento e dei motivi che lo hanno fatto nascere. Parlo invece di chi si aspettava la rivoluzione totale,la spallata definitiva che avrebbe abbattuto il sistema,la conquista piena del potere, la possibilità di imporre agli altri le proprie regole. Un obiettivo che è riduttivo definire ambizioso;nonostante questo ci si è arrivati molto vicino,ben oltre le più rosee aspettative. Gridare al fallimento per questo mi pare ridicolo.
Del resto si è scelto di seguire la strada maestra, di partecipare accettando le regole di quello stesso sistema che si vuole abbattere; motivo per cui quelle regole ora vanno seguite e non ha senso lasciarsi andare perché il sistema si difende. Fa incazzare, ma è nella natura delle cose, e si sapeva da prima. Gli eiaculatori precoci, i fautori del “tutto e subito”, possono accomodarsi in piazza, luogo più adatto al tipo di rivoluzione che intendono fare, ammesso e non concesso che ne siano all’altezza…….
Chi mi conosce sa che non sono un sostenitore del M5S: non mi piace Grillo e non mi piace il suo movimento. Questo però non mi impedisce di vedere gli aspetti positivi che rappresenta e la forza dirompente che può avere se sarà capace di crescere liberandosi dei tanti difetti di gioventù che ancora lo affliggono. Se ogni adolescente che conclude il primo rapporto troppo velocemente avesse rinunciato al sesso, ci saremmo estinti da un pezzo.”

OFFESE A CECILE KYENGE
MARGINALIA scrive:

Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha annunciato durante una trasmissione Rai che la leghista Dolores Valandro – che qualche giorno fa aveva scritto nel suo profilo fb, riferendosi a Cécile Kyenge: “ma mai nessuno che se la stupri… -, sarà espulsa poiché “Nei grandi numeri la persona che si comporta in maniera scorretta c’è, ma non rappresenta un gruppo o una linea di pensiero”. Peccato per Tosi che, al di là delle sue dichiarazione e speranze, abbiamo perfettamente memoria della “linea di pensiero” celodurista del suo partito e del tipo di cultura sessista e razzista che questa ha contribuito a consolidare in Italia in questi anni. Sappiamo anche che per tutta una variegata galassia di destra (verso cui alcune delle sue espressioni lo stesso Tosi ha mostrato spesso “simpatia” politica) non è insolito evocare lo stupro per scopi educativi / punitivi. L’espulsione di Dolores Calandro non serve a cancellare questa cultura e neanche è sufficiente ad interrompere la spirale di odio potenzialmente innescata dalla sua frase. Solidarietà a Cécile Kyenge !
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POLITICA TRA RIFIUTO E FOLLIA
Paolo De Gregorio

Oggi la politica assomiglia sempre più ad una gabbia di matti dove, se usi la logica, la ragione, ma anche solo il buon senso, finisci per non capirci nulla e alla fine vai ad ingrassare le file degli astenuti.
I ballottaggi di ieri, 10 giugno, hanno premiato un partito, il PD, che nella recente elezione del Presidente della Repubblica si era mostrato diviso, incapace di convergere sul nome di Rodotà che significava spalancare le porte ad una trattativa del M5Sstelle, un partito che si è messo sotto le scarpe la volontà degli elettori a cui era stato promesso che non vi sarebbero stati accordi di governo insieme al PDL, un partito su cui pesa lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena e l’assenza di ogni traccia di appartenenza alla sinistra, un partito che ha appoggiato la candidatura a primo ministro di un ex-democristiano DOC come Enrico Letta.
Lo sconfitto, il PDL, che veniva dato dai sondaggi in prepotente rimonta, ammette la sconfitta con la seguente demenziale giustificazione: “senza Berlusconi non siamo credibili”, offrendo ai cittadini italiani la triste consapevolezza di un partito proprietario, dittatoriale che, come avviene nei regimi autoritari, non crea una classe dirigente di livello. Tutti i piccoli dittatori si circondano solo di servi e di mediocri.
Ma poi bastano20 giorni di propaganda a edicole e reti unificate che gli italiani rivotano il grande statista che aveva capito prima di tutti che la crisi era ormai alle spalle con ristoranti e aeroporti pieni.

L’altro sconfitto, incredibile a dirsi, è il M5Stelle, l’unico partito che ha mantenuto fede all’impegno elettorale di non allearsi né col PDL né col PD, perché ritenuti responsabili della crisi e dell’appoggio al governo Monti, l’unico partito ad aver rinunciato ai 42 milioni di euro dei “rimborsi elettorali”, e che secondo tutti i liberi giornalisti in due mesi di opposizione doveva cambiare il mondo.
Oggi è già un complimento chiamare i giornalisti pennivendoli, essi sono sì al soldo del capitale e della politica, ma in più ci mettono la cattiveria e l’odio per chiunque metta in discussione il loro ruolo, la RAI lottizzata, e verso il M5S la lotta è senza quartiere.
Questi grandi professionisti della penna e della libertà, compatti come in una dittatura, omettono di ricordare che il M5S ha offerto al PD due passaggi smarcanti che potevano sottrarlo al ruolo mediocre di inciucista degli ultimi 20 anni che, nella realtà omessa, sono stati questi:
1)-Si è offerto al PD di votare per l’eliminazione del “Porcellum” tornando al vecchio “Mattarellum” e ciò è stato rifiutato con la minima pubblicità possibile
2)-è stato offerta al PD la possibilità di rendere ineleggibile Berlusconi applicando la legge 361 del 1957 e ciò è stato rifiutato
Per entrambe le operazioni vi erano i numeri vincenti, invece i media unificati sono riusciti a far passare il M5S come congelato e bloccato sul fronte del NO e Bersani come un volenteroso aperturista a Grillo.
Qui si tratta di capire se la salute mentale degli italiani non sia stata minata dalla cocaina che scorre a fiumi, dai videopoker, dall’alcol, dai film e dalla musica che inneggiano solo alla violenza, dalla cultura mafiosa, dal disprezzo per l’ambiente, dalla disperazione per la disoccupazione, dall’assurdo che si trovano cento miliardi di euro per i bombardieri e non si trovano i soldi per un reddito di cittadinanza.
..
ZAC
Leggendo i dati Bankitalia

Dallo studio di Bankitalia si legge che:
Hanno perso quota le retribuzioni reali in tutti i comparti ma nell’industria in senso stretto il calo è stato più contenuto con appena 240 € persi in media, mentre in agricoltura si sono persi oltre 400 € e nei servizi oltre 600 (nel comparto sono i dipendenti pubblici). Le retribuzioni reali scendono anche nella sanità e assistenza sociale (da 28.141 a 27.138), nel commercio (da 23.358 a 23.014) e nei servizi di alloggio e ristorazione (da 19.942 a 19.525). In sostanza i salari e stipendi sono calati nel 2012 dell’1,9 % in termini reali. La povertà avanza in un solo senso (solo la Zanicchi dice che l’Italia è ancora un paese ricco. Dipende chiaramente dalla gente che si frequenta). Non basta citare la crisi. Tutti ci ripetono la stessa solfa. E ci crediamo ormai! Poi arrivano questi dati. La crisi è più grave di quella del ’29.
Ma se confrontiamo questi dati con quelli delle entrate tributarie delle rendite finanziaria si nota che le entrate di carattere finanziario hanno chiuso il 2012 in positivo aumentando del 46,8% (3,5 miliardi in più). Imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale: 3,1 miliardi di euro, pari a +52,2%; ritenute su interessi e premi corrisposti da istituti di credito: 2 miliardi, +285,9%; imposta sostitutiva su interessi e premi su obbligazioni e titoli similari: 641 milioni pari a +14,5%. Quindi da un lato la perdita secca di salari e stipendi, cioè lavoro dipendente, dall’altra aumento delle rendite finanziarie. Allora per chi è la crisi? Chi la sta pagando Chi ci rimette e chi ci guadagna? L’Italia ricca, per dirla alla Zanicchi, dove sta?
..
LA MOGLIE DI D’ALEMA E LICIO GELLI

Non bastavano i rapporti tra D’Alema e l’Opus dei e il Vaticano che lo nominava vice conte, ora saltano fuori anche celebrazioni che la moglie di D’Alema ha fatto a Licio Gelli!!
Ricevo e pubblico:

Cara Viviana, non dimentichiamo i rapporti tra la signora D’Alema e il Gran Maestro della P2, Licio Gelli. Ho salvato l’articolo ormai introvabile sul Web.
Maria Rosa

LINDA GIUVA (moglie di D’Alema)
Oltre un centinaio fra esponenti della cultura e della sinistra pistoiese hanno espresso il loro fermo dissenso rispetto alla scelta di inserire nell’archivio di stato il patrimonio documentale donato da Licio Gelli. La sezione “Documenti” si compone di carte, materiale a stampa, oggetti e foto relativi alle vicende personali e alle attività svolte da Gelli: quella politico-imprenditoriale e quella letteraria. Nella seconda sezione, denominata “Oggetti”, si conservano doni particolari ricevuti da Gelli, o cimeli come le macchine da scrivere. Nella terza, intitolata Libri, sono riunite antiche pubblicazioni come la Bibbia illustrata dalle litografie di Salvator Dalì del 1964.
Il Comune di Pistoia – si legge nel documento di protesta – decorato con medaglia d’argento conferita per il contributo offerto alla guerra di liberazione, ha deciso di offrire il proprio patrocinio ad una iniziativa della Sovrintendenza Archivistica per la Toscana e dell’Archivio di Stato di Pistoia, promossa l’11 febbraio a seguito della donazione del proprio archivio e collezione, disposta da Licio Gelli, noto esponente del regime fascista, doppio e triplogiochista durante la Resistenza, capo della loggia P2, redattore del sedicente piano di rinascita democratica. Una scelta sbagliata e gravemente lesiva della storia della città e del suo territorio provinciale, scrivono i firmatari del documento, fra cui esponenti dell’Arci e di Libera, i quali sottolineano come la scelta del Comune di Pistoia sia del tutto estranea alla storia della città e rappresenti un cedimento politico gravissimo che, grazie ad un tempismo inquietante che lascia esterrefatti, viene a collocarsi nel pieno della battaglia politica per la difesa della costituzione repubblicana. Rincarano poi la dose sulla presenza alla cerimonia di Linda Giuva D’Alema, relatrice del convegno insieme allo storico della massoneria Aldo Mola,intimo di Gelli al punto che ne sta scrivendo la biografia. Ci sembra necessario ed urgente che gli organismi dirigenti provinciali dei partiti del csx si pronuncino chiaramente su questa vicenda.
I Ds, invece, sono andati avanti per la loro strada. Linda Giuva, nel suo intervento all’incontro di presentazione ha fatto riferimento ad una vera e propria sfida per gli archivisti che dovranno impegnarsi a restituire il contesto documentario all’interno del quale l’archivio si è formato, a svelare le logiche che ne hanno guidato la sedimentazione, la selezione e il montaggio.
Nelle 33 buste presenti all’ interno della prima sezione si ritrovano in ordine cronologico foto, documenti, tessere, passaporti, lettere, stellette ed alamari. Tutti cimeli collegati alle vicende personali di Gelli e a quelle di stretti familiari come il fratello Raffaello, morto in Spagna combattendo con le truppe di Franco. 80 sono i faldoni che contengono la monumentale rassegna stampa dal 1981 al 1999: vi si trovano articoli sulle vicende del Banco Ambrosiano, della P2, della strage di Bologna, del caso Moro ed altri misteri della storia italiana rimasti irrisolti. Presenti inoltre le interviste rilasciate da Licio Gelli tra il 1981 e il 2004 ma soprattutto 11 buste pari a quasi duemila fascicoli intestati a singoli corrispondenti o a specifiche questioni, che conservano il carteggio tra Gelli e varie personalità della politica, della cultura, del giornalismo e del mondo economico, dagli anni ‘70 del secolo scorso sino ai giorni nostri? Inoltre, i volumi contenenti gli atti della commissione parlamentare di inchiesta sul caso Sindona e di quella sulla loggia massonica P2. Non mancano poi le migliaia e migliaia di pagine relative all’opera letteraria di Gelli.

Rita Pennarolahttp://www.foonews.info/it-politica/9586695-linda-giuva-moglie-di-massimo-dalema.html

RIDIAMARO :- )

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La Lega perde Traviso. E’ finita un’era: quella del paleolitico.
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La Lega: “Una batosta che può far bene”. Alla civiltà di sicuro.
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Povera ricca Lega! Bossi come vi ha creato, vi ha dimezzato. Maroni vi ha annientato.
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Vedo sparir lontana,
però chissenefrega
la cellula padana,
che un giorno fu la Lega.
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Cucù e la Lega non c’è più.
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La Lega ormai ha radici solo dove ha sempre investito: in Tanzania.
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Che ne dici di un nuovo formaggio della Lega? Lo sgrana padania.
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E’ morto Andreotti, famoso per il suo senso dell’humor. Ci resta il suo motto: “Mafia? Quale mafia?”.
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