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Tuesday December 12th 2017

TAROCCHI- Lezione 1

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MASADA n° 1461 – 6-5-2013 TAROCCHI- Lezione 1

Mazzo Visconti-Sforza

Storia dei Tarocchi – L’Akasha – Corrispondenze e sincronicità – La Cabalà – I Tarocchi e Jung – I Tarocchi Modiano – La numerologia

(Corso introduttivo ai tarocchi in 3 lezioni. Prof. Viviana Vivarelli)

I Tarocchi sono stati usati e vengono tutt’ora usati anche come carte da gioco, ma li valuteremo come una mantica, un mezzo, cioè, per ‘divinare, indovinare il futuro.
Mantica viene dal greco ‘manein’, delirare, e indica la mente destra o irrazionale, che comanda l’attività che riguarda la poesia, l’arte, la religione, il paranormale…
Il mazzo dei Tarocchi è formato da 78 carte, dove, oltre alle 40 carte tradizionali dei 4 segni, da 1 a 10, e alle 16 carte: Re, Regina, Fante e Cavaliere, compaiono 22 figure simboliche che riguardano la chiaroveggenza: gli Arcani maggiori, mentre le altre carte sono dette Arcani minori. Altri nomi con cui i Tarocchi sono chiamati sono Lame o Trionfi.
Non si sa bene quale sia l’origine dei Tarocchi, ma compaiono nell’Italia nel Nord attorno al 1500, anche si comincia a parlarne nel 1300. Il Rinascimento è un tempo di magia e di astrologia, permeato di simbolismo.

Io ho fatto un corso piuttosto difficile sull’alchimia, che è stata praticata soprattutto nel Rinascimento e che era il tentativo di trasformare la materia bruta, naturale come umana, in oro metallico o oro filosofico, e il linguaggio dell’alchimia si basa essenzialmente su figure simboliche, le stesse figure archetipiche che possono comparire nei nostri sogni.
Non si sa chi abbia inventato i Tarocchi né chi li abbia usati per primo.
Verso il 1700 si disse che erano nati in Egitto ma era il tempo della massoneria che riferiva dati leggendari sulle sue origini che si rifacevano, appunto, all’antico Egitto, altri dicevano che erano di origine ebraica ecc.
Ci sono varie scuole sui Tarocchi e varie simbologie. C’è anche una interpretazione tzigana.
Noi seguiremo una lettura che si basa sul simbolismo di Carl Gustav Jung, un pioniere della psicoanalisi, che è utile anche per interpretare i sogni o l’arte, i miti o i riti, mettendo in correlazione tempi e popoli.
Carlo Gustav Jung fu contemporaneo a Freud ma più giovane di 18 anni e di impronta spiritualista. Creò un sistema filosofico per capire i segni dell’inconscio collettivo, una modalità psichica universale che ci parla attraverso i sogni, l’arte, i miti, le favole, le religioni, l’astrologia e anche i Tarocchi, usando, appunto, dei simboli, secondo una specie di linguaggio universale che esiste in ogni tempo e luogo e che affiora dentro di noi da un inconscio che non appartiene alla nostra psiche individuale, ma affiora da un inconscio remoto universale e collettivo.
Jung studiò questo inconscio che appartiene a tutti i popoli della Terra, esaminando, appunto, i sogni, le opere d’arte, i miti, le favole e i contenuti dei sistemi religiosi.
Io sono una studiosa junghiana e su Jung ho condotto una ricerca durata decine di anni, che ha prodotto un libro di 700 pagine che potete trovare in internet nel mio blog http://masadaweb.org.

I Tarocchi sono formati dunque da 78 carte, dette anche “Lame” o “Ossa della verità”.
Il gruppo degli “Arcani maggiori” è costituito da 22 carte illustrate con figure umane, animali e mitologiche, anticamente chiamate “Trionfi“. Nel Rinascimento i Trionfi erano delle scene allegoriche o dei carri da Carnevale che simboleggiavano i vizi o le virtù ed erano anche il tema di pitture.

C’è anche un’opera del Petrarca, ‘I Trionfi’, dove si cantano alcuni Arcani, come gli Amanti, la Temperanza, la Morte, la Fama (il Giudizio), il Tempo ( l’Eremita), l’Eternità (il Mondo).
I nomi dei vari Arcani sono cambiati nel tempo.
Il gruppo degli “Arcani minori” è formato da 56 carte suddivise nelle 4 serie di semi della tradizione italiana delle carte da gioco: denari, coppe, spade e bastoni (anche se, in alcuni casi, i nomi dei semi si adattano alla tradizione locale). Ogni serie, costituita da 14 carte, che includono 4 figure, definite anche “Onori” o “Carte di Corte” (Fante, Cavaliere, Regina e Re), più, come abbiamo detto, 40 carte numerali.
I Tarocchi furono creati come gioco didattico a sfondo filosofico; in particolare la sequenza dei Trionfi fu pensata per insegnare la dottrina cattolica. A partire dal 1700, cominciando dalla in Francia, i Tarocchi furono usati a scopo divinatorio per la cartomanzia.
Il termine ‘Tarocchi’ compare nel 1300, ma il mazzo più noto è del 1500: i Tarocchi milanesi classificati come Visconti-Sforza. Altri mazzi famosi come quelli Mantegna ecc.

(Mazzo del Mantegna)

Non conosciamo l’etimo della parola ‘Tarocchi’. Potrebbe derivare derivato di Tarot, o Rota, indicando la ruota astrologica o forse si riferiscono alla Torà ebraica, testo sacro simbolico della religione ebraica. In egizio sembra che tar-ro voglia dire “Via Regale.
Molti studiosi confermano che i Tarocchi sono nati in Italia, per via di una citazione del 1442 del Duca di Ferrara. Ma abbiamo un riferimento più antico del 1337 dagli statuti dell’Abbazia marsigliese di San Vittore, perché compaiono in un divieto di usarli insieme ai dadi e agli scacchi, siccome che ci furono molte ordinanze religiose che proibivano questi giochi dentro le mura dei monasteri.
In ogni caso, il mazzo Visconti è al momento il più antico conosciuto e viene conservato nella Biblioteca dell’Università di Yale (Connecticut).

Un mazzo simile incompleto è alla Pinacoteca di Brera a Milano. In entrambi i casi tutte le carte sono miniate col fondo in foglia d’oro o d’argento e lavori di punzonatura. E si pensa che il loro prezzo fosse altissimo.
Di questi mazzi Visconti-Sforza si dice che ce ne fossero 15. Sono delle vere opere d’arte disegnate per i Signori di Milano e fatte di materiale prezioso; si ipotizza che rappresentino membri delle famiglie Visconti e Sforza, che governarono Milano e la Lombardia dopo il 1200.
Questi Tarocchi furono dipinti dal pittore di corte Bonifacio Bembo.
Ci sono altri mazzi celebri, tutti incompleti, sia per la fragilità della carta, che per i roghi della Chiesa che li vietava.
Sul mazzo Visconti-Sforza compaiono i simboli araldici della famiglia (un sole raggiante; tre anelli con diamanti intrecciati; il biscione), che, con scarsa modestia, fu il simbolo preso inizialmente da Berlusconi per i suoi supermercati.

Via via nel tempo gli Arcani cambiarono le loro figure.
A volte i Tarocchi venivano commissionati agli artisti per regalarli come dono nuziale, mettendo l’emblema dei due sposi sulla carta degli amanti.
Con l’invenzione della stampa, nacquero mazzi di Tarocchi meno costosi e più rozzi che venivano usati per giocare ma non conosciamo le regole del gioco che sono state reinventate in tempi recenti.
La Chiesa condannava tutti i giochi, tanto che persino San Bernardino da Siena fece a Bologna nel 1423 un famoso sermone, dopo cui fu acceso un rogo per bruciare mazzi di carte, dadi e altri giochi.
Oltre che per giocare, i Tarocchi venivano utilizzati come giochi di abilità verbale. Nelle lunghe serate a corte, si facevano gare per comporre frasi e sonetti sui vari Arcani.
Più tardi i Tarocchi ebbero un uso esoterico, relativo alla chiaroveggenza, con la teoria che rappresentassero un testo di saggezza in immagini. Questa concezione si mescola nel 1700 alla simbologia massonica.

Gli strumenti usati come mantica per divinare sono sempre stati molti fin dai tempi più antichi.
Nell’antico Tibet si divinava fissando le acque dei laghetti montani ed era così che alla morte del Dalai Lama i medium cercavano segni per individuare il bambino in cui si era incarnato il Dalai Lama defunto.
C’è poi la lettura nei fondi del caffè. Quella tirando delle ossa o delle conchiglie. L’i Ching cinese si basava anticamente su una scapola di pecora che veniva buttata nel fuoco e di cui si esaminavano le crepe, più tardi fece l’estrazione da un mazzo di 64 stami di Achillea, che era una pianta sacra. I druidi, sacerdoti degli antichi Celti, tiravano le rune, segni magici incisi su pezzetti di legno. Gli Etruschi esaminavano le viscere gli animali sacrificati e in particolare il fegato.
Di tutte queste mantiche non conosciamo le interpretazioni, l’unica che è arrivata fino a noi è l’I Ching che possiamo fare da soli, seguendo la traduzione del testo di Richard Wilhelm che troviamo in Astrolabio, con prefazione di Jung.
Nostradamus, che scrisse quartine con le previsioni della storia europea dal 1.550 fino al 3.797,entrava in trance fissando l’acqua in un bacile di ottone alla tremula luce di una candela (idromanzia).

Alphonse Louis Constant, alias Eliphas Lévi (1816-1875) propose una versione “esoterica” del Carro, della Ruota di Fortuna e del Diavolo. Collegò i 22 Arcani Maggiori con l’alfabeto ebraico (che consta appunti di 22 lettere) e con la mistica ebraica, descrisse gli Arcani maggiori mediante la Cabalà (testi esoterici profondi dell’ebraismo) e li considerò le chiavi dell’universo. Ventidue è la circonferenza, approssimata per leggero difetto, di un cerchio il cui diametro è 7, che per gli Ebrei è uno dei numeri-chiave dell’universo. Ci sono anche 9 vocali, ma nella scrittura ebraica non compaiono. La Cabalà afferma che le 22 lettere dell’alfabeto ebraico sono ’i suoni di Dio’, le vibrazioni o suoni creatori che preesistevano alla stessa creazione del mondo. Ogni lettera è uno strumento attraverso cui Dio creò una parte del mondo. Tramite opportune combinazioni di lettere, Dio fece ogni cosa spirituale e materiale. C’è una analogia con i suoni dell’alfabeto sanscrito, che sono anch’essi i suoni-forma con cui Dio ha creato ogni cosa. Lo studio delle 22 lettere occupa un vasto settore nella Cabalà. Ogni lettera ha una forma visibile; un nome (per es. Beit significa ‘casa’) e un valore numerico (da 1 a 400). Ognuno di questi tre elementi può essere studiato su piani diversi, dato che le lettere si estendono dal livello Divino fino a quello materiale. Ogni lettera dunque può essere uno strumento di meditazione. Un induista direbbe che ogni lettera è un suono (Mantra), un disegno (Yantra) e un insegnamento morale (Tanta).
Nella Cabalà ebraica Dio è ‘Luce senza Limiti’ e i modi o strumenti con cui Egli crea il mondo sono 10 e sono chiamati Sephirot, sono i rami dell’Albero della Vita, e sono anche le fasi che dobbiamo attraversare per arrivare a Dio. Le Sephirot corrispondono anche a colori o virtù morali. Ma anche a livelli dell’Essere. Ricordo una madre che aveva perso il figlio ventenne e che cercava disperatamente di comunicare con lui e in un messaggio lui le rispose: “Non posso parlare con te, perché sono in un’altra Sephirot”, parola che lei non conosceva. Le Sephirot nella Cabalà ebraica sono i 10 strumenti di Dio, le modalità con cui Egli crea il mondo, solo ‘luci increate’, emanazioni divine che si riflettono in emozioni o stati morali.

Alcuni (come l’esoterista ottocentesco Papus) collegarono i 22 Arcani maggiori alle 22 Sephirot della Cabalà. L’occultista Aleister Crowley cambiò i nomi, i disegni e il significato. Questo per dire che figure e significati cambiarono nel tempo.
Non sappiamo come veniva usato il mazzo dei Tarocchi: più che carte da gioco i Tarocchi del Mantegna sembrano un’opera didattica e pedagogica, cosa tutt’altro che rara in epoche dove la diffusione delle idee non aveva la velocità e le modalità odierne.
Il contenuto simbolico e filosofico doveva stimolare il giocatore a un’ascesa verso la perfezione, simile al viaggio di Dante dall’Inferno al Paradiso.

Molti pittori famosi si sono esercitati sui Tarocchi. Tra gli altri Guttuso e Dalì ma anche Dario Fo.

Pino Settanni

Renato Guttuso

Salvator Dalì (Purtroppo i Tarocchi di Dalì sono solo estetici. Non attingono alla simbologia universale, come del resto nemmeno i suoi quadri, e rivelano solo il mondo estetico e di squisita fattura ma sconnesso e delirante del suo autore).

A Garavicchio presso Capalbio c’è un fantastico Giardino dei Tarocchi, opera di Niki de Saint-Phalle.

A Riola, in provincia di Bologna c’è un Museo dei Tarocchi.

Tarocchi di Dario Fo

GLI ARCANI MAGGIORI

Dio è l’insieme delle energie dell’Universo. La natura ha posto in noi le forme dell’Energia. L’Energia ha i suoi modi di presentarsi nel corpo o nella mente.
L’energia si manifesta nel corpo come ISTINTI, reazioni automatiche come la fame, la paura, il sesso ecc. L’energia si manifesta nella psiche come ARCHETIPI, pensieri simbolici.
Per esempio ‘l’energia che nasce’ è rappresentata ovunque nel mondo dal bambino; l’energia della vita è rappresentata ovunque da un albero sempreverde come l’abete natalizio ecc., ‘l’energia che risorge’ è simboleggiata dal Cristo o dalla fenice o dall’uovo (si pensi alla Pasqua) o da simboli simili.
Nei riti, nelle feste sacre, nel culto, nei miti… noi celebriamo gli archetipi attraverso vari simboli: l’ostia, il presepe, Gesù Bambino, le candele, le uova pasquali ecc. I simboli rappresentano in forma visibile gli archetipi, forme antichissime in cui l’Energia appare all’anima: la maternità, la nascita, la morte, la trasformazione…..

I Tarocchi sono simboli figurati che rappresentano archetipi. Rappresentano, dunque, i tanti modi dell’energia della vita che si manifestano attraverso simboli tramandati nel tempo che appartengono a tutte le culture. Essi si possono presentare a noi anche attraverso i sogni. Se sogniamo un bambino, vuol dire che sono in arrivo cose nuove. Se sogniamo un impiccato, ciò significa sacrificio.
Secondo Jung, questi simboli vengono da una parte di noi molto profonda che è uguale in tutti gli uomini della Terra e si chiama ‘Inconscio Collettivo’.

Per es. la carta della TORRE, n° 16, raffigura il crollo di energie superbe, che sfidano il cielo, la presunzione dell’uomo che si crede più potente di Dio, come avvenne per la Torre di Babele della Bibbia (la Bibbia parla poco di fatti storici, indica piuttosto archetipi sempre viventi). La Torre dunque è l’arroganza umana che sfida il cielo e viene punita.

LE STELLE, il n° 17, indica, invece, la possibilità di essere aiutati dal Cielo, dalla luce dello Spirito, e di seguire giusti insegnamenti, dunque prefigura un modo di vivere in cui tutto è in ordine, le cose vanno bene, la fonte della vita scorre, il grano è maturo, perché c’è la protezione divina, le stelle sono su di noi, e si è in armonia con l’energia sacra.

Trarre un arcano (estrarre una carta) significa proiettare il nostro essere e la nostra condizione attuale in un insieme di simboli che rappresentano la nostra energia. Dunque l’Arcano è un modo per fare meditazione su ciò che siano e ciò che ci accade, per riflettere, imparare e anche correggerci. Per cui i Tarocchi possono essere un metodo di meditazione.

Teniamo sempre presente che il destino non è immutabile, tutto ciò che arriva può essere migliorato, se solo comprendiamo i segni del Cielo e li seguiamo, se solo impariamo a stare sulla giusta strada.
E’ facile vedere che, se traiamo più mantiche, esse si corrispondono, con parole diverse dicono la stessa cosa; per questo quando faccio un incontro, incrocio più mantiche ed esse rivelano, sia pure con parola diverse, lo stesso significato.
Per esempio, se escono le stelle nei Tarocchi (aiuto superiore), le rune possono dare Ansuz, la runa messaggera che indica un dono dal cielo, e l’I Ching può costruire l’esagramma 1 che indica aiuto divino. I simboli sono diversi ma il significato è lo stesso.
C’è connessione tra la stesa dei Tarocchi o il lancio delle monete nell’I Ching o l’estrazione di una runa, in quanto, come si crede nel mondo taoista e come credono tutte le religioni antiche, l’universo è un grande pensiero dove “tutto è connesso“. Come dicono i canti dei pellerossa Lakota, “tutto si lega insieme”.
Noi vediamo gli eventi, non vediamo i legami, ma, se avessimo la saggezza, vedremo che tutto è legato insieme, Tutto è Uno.
Nel Taoismo, come nel tantra yogico, come nella psicoanalisi di Jung, tutto ciò che accade nel mondo avviene secondo un principio di sincronicità, per cui noi incontriamo ciò che siamo; le carte vengono mescolate e scelte dal consultante, è lui che proietta sulle carte la sua energia e vi si manifesta, perché se egli sceglie certe carte e non altre, ciò non è casuale ma avviene secondo una ragione precisa che lo riguarda e in quelle carte egli proietta il suo destino, fermo restando che egli, entro certi limiti, lui stesso può cambiare il suo destino o può essere salvato dalla Grazia.
Le mantiche (sistemi di divinazione) presuppongono che l’universo non sia casuale ma intelligente e sincronico, cioè portatore di significati analoghi, ricco di corrispondenze, sincronico. Le corrispondenze non sono che gli stessi significati che si manifestano in forme diverse.
Il principio fondamentale è che tutto è collegato e che, ad ogni passo, in ogni atto, noi sempre incontriamo noi stessi.
C’è una segreta corrispondenza delle cose tra loro, c’è un legame arcano e una correlazione tra noi e le cose che incontriamo. Ogni cosa in cui ci imbattiamo, anche una stesa di carte, può essere un segno che ci corrisponde e vibra della nostra stessa vibrazione, dunque parla di noi e ci parla.
C’è anche una spiegazione fisica a questa corrispondenza. Possiamo dire che il mondo è come un ologramma, se anche lo divido in parti, ognuna conserva le proprietà dell’intero. In fisica si sa che se un sub particella viene divisa in due parti, le due parti restano collegate come se ci fosse un rapporto gemellare o telepatico tra loro, come avviene tra due gemelli. Se effettua una rotazione una, lo effettua anche l’altra. Se si dà una dose di calore a una, reagisce al calore anche l’altra. Immaginiamo ora l’universo e pensiamo che derivi da una sola particella che poi si è divisa e divisa ancora. Ogni particella finale è legata indissolubilmente a tutte le altre e, come la frazione dell’ologramma, è in grado, in determinate situazioni di rinvenire in sé le conoscenze che ogni altra possiede. Questo rende possibili molti fenomeni paranormali, e anche le mantiche.

Oltre a questa corrispondenza, diciamo così, ab origine, c’è poi una corrispondenza tra noi e ciò che ci accade. Poiché siamo noi stessi l’origine di ciò che ci accade, se vibriamo in modo positivo ci verranno incontro persone e fatti positivi; se vibriamo in modo negativo incontreremo mali e sciagure. Se siamo aggressivi, provocheremo aggressività nel mondo. Se siamo centrati e armonici produrremo e attireremo armonia e pace.
Il nostro compito è dunque vibrare in armonia con l’universo, essere docili e ricettivi, ottimisti e attivi, e muoverci sempre per il bene, così incontreremo il bene.
Le carte sono la rappresentazione per immagini della nostra vita. Come scegli le tue carte, così scegli la tua vita, scegli anche quando ti sembra di essere scelto. Anche quando sembra di subire una sorte maligna, non facciamo incontrare ciò che noi stessi si siamo dati prima di nascere, per uno scopo superiore che in genere non vediamo, perché ogni cosa che ci accade non è mai casuale ma è sempre finalizzata a una conoscenza, anche il dolore, la malattia, la sofferenza e la morte.
Chi ha paura dei furti, attirerà i ladri. Chi giudica, sarà giudicato. Ci non perdona non sarà perdonato. Se sarai pieno di amore, attirerai l’amore. Se porterai nel mondo gioia, attirerai gioia, come una calamita. Tutto ciò che siamo si riverbera attorno a noi e richiama cose simili. Così come la vibrazione di un diapason attira i suoni corrispondenti.

I Tarocchi, come abbiamo detto, sono 78, e sono detti LE OSSA DELLA VERITA’, perché ognuno ha la sua verità. Quando li incontriamo, riconosciamo la nostra verità.
22 sono gli Arcani Maggiori da 0 a 21, i segreti, che rappresentano i grandi eventi della vita. Gli Arcani minori diranno invece piccoli fatti della vita.
Gli Arcani maggiori sono le grandi prove che ci fanno crescere e sviluppare verso il meglio, i grandi passaggi esistenziali. In genere la carta è buona se dritta, meno buona se rovesciata. Però nessuna carta è in sé buona o cattiva; come le prove della vita, tutto serve per imparare. Ogni cosa ci è data affinché progrediamo, perché la legge della vita è farci divenire conoscenti e coscienti.
La meditazione sui Tarocchi è un atto rituale, che ci mette in contatto con un piano profondo della psiche, dove non ci sono passato, presente e o futuro, ma tutto è qui ora, come nel grande piano akashico. In India si pensa che l’Akasha sia un livello dell’essere dove non esistono le scansioni del tempo ma tutto è qui adesso. L’Akasha è la conoscenza universale, il grande archivio del mondo. I Celti lo chiamavano Mimir, e lo immaginavano come un pozzo o una fonte, la fonte dell’eterna saggezza, la conoscenza di tutte le cose.

Per entrare in contatto con questo ‘tempo senza tempo’ non bastano le mantiche, che sono solo uno strumento esterno, ma occorre la ‘mente laterale’, uno spostamento della mente che esce dai binari del conosciuto per aprire ‘il terzo occhio’.
Io posso insegnarvi la tecnica delle mantiche, ma non posso insegnarvi ad entrare nella mente laterale, che richiede una destrutturazione dell’Io e una specie di fuoruscita dall’identità personale. Si tratta di un movimento ‘laterale’ della mente che, una volta che si è riusciti a farlo, si può ripetere a piacere. Ma non so come sia possibile creare quel primo passo che rende facile la chiaroveggenza. Essa si manifesta per forza propria e per grazia speciale. E’ una specie di distacco dall’Io, come uno spostamento da un livello di frequenze mentali a un altro. E’ come entrare in un’altra mente che non è la nostra mente ma vede “al di sopra” tutte le cose ed è capace di entrare nell’archivio di conoscenze del consultante.
Tuttavia, anche se questo tipo di sguardo non è insegnabile, può darsi che l’uso delle mantiche lo ispiri. E’ tuttavia qualcosa che scatta da sé e che non si può forzare col desiderio, anzi il desiderio e la volontà lo impediscono.
E’ un altro sguardo che si attiva proprio distaccandosi totalmente dal desiderio e della volontà. Per arrivarci occorre la ‘mente vacua’ di cui parlano gli Induisti, una destrutturazione dell’Ego, un distacco da se stessi che implica uscire dalla propria identità e diventare alieni a se stessi, quasi si fosse uno strumento cavo che non produce pensiero ma lo riceve. La Natura non sopporta il vuoto e tende a riempire qualunque vuoto si formi, per cui, se riuscite a produrre ‘la mente vuota’, la Natura la riempirà di conoscenze, intuizioni, visioni…
La ‘mente vuota’ significa cambiare frequenza mentale, andare in ‘alfa’, onde mentali bassissime, tipiche della meditazione, del dormiveglia, del rilassamento profondo, per cui ci si può esercitare con lo yoga o la meditazione trascendentale.
Fate 5 minuti almeno al giorno di rilassamento fisico e mentale usando le tecniche yoga. Se riuscite a arrivare allo stato alfa, di non pensiero, avrete forti miglioramenti sul piano dell’energia, un aumento dello stato di calma, della creatività, dell’intuizione.. il metodo è ottimo per sanare stati di angoscia o depressione, migliora la memoria, rende più agile l’intelligenza e la migliora nella risoluzione dei problemi. Al contrario, l’indebolimento degli stati Alfa rendono più rigidi nella soluzione dei problemi e aumentano gli stati di disagio e di angoscia. Lo stato Alfa è ciò che gli orientali intendono per ‘meditazione’, un grande strumento di benessere per la mente e per il corpo, fondamentale per l’esplicarsi di attività paranormali.

Dunque i 22 Arcani maggiori sono molto interessanti perché la loro simbologia è eterna ed essi rappresentano ‘il viaggio dell’anima’.
La filosofia junghiana nasce dalle esperienze interiori di un grandissimo uomo che non era solo un filosofo ma anche un visionario, perché era un medium e un sensitivo. Le sue esperienze, dunque, non erano solo di tipo intellettuale ma psichico, nel senso che egli provava determinate cose che per lui erano più importanti degli eventi materiali.
Jung era uno strano personaggio, capace di chiaroveggenza e di profezia, che parlava col proprio angelo e con la propria anima a cui scriveva delle lettere, un uomo che aveva delle visioni e le raccontava. Jung sta nei libri di filosofia e viene considerato uno dei maggiori filosofi oltre che analisti della nostra epoca, ma il suo pensiero non è solo una filosofia, è un atto esperienziale. Jung era un medium, era capace di chiaroveggenza e profezia e aveva sogni premonitori. Si interessò sempre moltissimo alle mantiche, prediligendo l’I Ching, ma ai suoi tempi si sapeva poco dei Tarocchi, che erano screditati, mancava tutta la ricca documentazione che è stata raccolta nel nostro tempo, per cui i suoi accenni ai Tarocchi sono scarsi. Anche per i Tarocchi parla di ‘sincronicità’, eventi fisici e psichici che compaiono insieme e hanno lo stesso significato, per es. uno muore e il suo orologio si ferma. Tutti gli eventi che accadono nello stesso istante, sono per ciò stesso collegati fra loro da vincoli misteriosi di natura non causale. Quindi, chi consulta i tarocchi, ha una lettura che riflette ciò che sta accadendo nello stesso tempo.
Scrive Jung: “La sincronicità considera la coincidenza degli eventi in spazio e tempo come significante qualcosa di più d’un mero caso, cioè di una peculiare interdipendenza di eventi oggettivi tra di loro, come pure fra essi e le condizioni soggettive (psichiche) dell’osservatore o degli osservatori”.
E purtroppo il cattolicesimo è una religione dispotica e totalitaria che esige il monopolio dello Spirito. Per questo, mentre in Oriente, i sapienti si sono correlati alle religioni, in Occidente la Chiesa di Roma ha fatto una epurazione totale di tutto quello che non dominava. Ecco perché l’Inquisizione ha bruciata maghi e alchimisti e tutt’oggi la lettura dei Tarocchi è vietata e, per la Sacra Rota, può essere causa di annullamento del matrimonio.
Malgrado questo divieto, lo studio dei Tarocchi è avanzato soprattutto dal secondo dopoguerra e oggi molti usano l’approccio junghiano, considerando gli Arcani maggiore Nel 1933, Jung parlò dei Tarocchi in un seminario sull’immaginazione attiva:
Un altro strano campo di esperienze occulte in cui appare l’ermafrodito è il tarocco. Questo è un insieme di carte da gioco, originariamente usate dagli zingari – ci sono esemplari spagnoli, se ricordo bene, – che risalgono al 15° secolo. Queste carte sono realmente all’origine del nostro mazzo di carte, in cui il rosso e il nero simboleggiano gli opposti, e la divisione in quattro – fiori, picche quadri e cuori – appartiene anch’essa al simbolismo dell’individuazione. Esse sono immagini psicologiche, simboli con cui si gioca, come l’inconscio sembra giocare con i suoi contenuti. Esse si combinano in certi modi, e le differenti combinazioni corrispondono al giocoso sviluppo degli eventi nella storia dell’umanità. Le originali carte del tarocco consistono delle carte ordinarie da gioco, il re, la regina, il cavaliere, l’asso ecc, – però le figure sono in qualche modo differenti – e inoltre, ci sono 21 carte sulle quali ci sono simboli, o raffigurazioni di situazioni simboliche. Per es., il simbolo del sole o il simbolo dell’uomo appeso per i piedi, o la torre colpita dal fulmine, o la ruota della fortuna, e così via. Queste sono una sorta di idee archetipiche, di natura differenziata, che si mescolano ai componenti ordinari del flusso dell’inconscio, e perciò è adatto ad un metodo intuitivo che ha lo scopo di comprendere il flusso della vita, forse anche predire eventi futuri, eventi che si presentano alla lettura delle condizioni del momento presente. É in tal modo analogo all’ I Ching, il metodo divinatorio cinese che permette quanto meno una lettura della condizione presente. Vedete, l’uomo sempre ha sentito la necessità di trovare un accesso attraverso l’inconscio al significato di una condizione presente, perché c’è una sorta di corrispondenza o somiglianza fra la condizione prevalente e la condizione dell’inconscio collettivo. Ora nel tarocco c’è una figura ermafroditica chiamata il diavolo. Ciò sarebbe in alchimia l’oro. In altre parole, un tentativo come l’unione degli opposti appare alla mentalità Cristiana come diabolico, qualcosa di malvagio che non è permesso, qualcosa che appartiene alla magia nera”.

Jung scrisse: “Se si vuole formare una raffigurazione del processo simbolico, la serie di immagini trovate nell’alchimia sono buoni esempi… sembra anche come se l’insieme d’immagini nel tarocco fossero discese a distanza dagli archetipi della trasformazione, un punto di vista che è stato confermato per me da una lezione molto illuminante del professor Bernoulli. Il processo simbolico è un’esperienza in immagini e di immagini. Il suo sviluppo generalmente si presenta come una struttura enantiodromica come il testo dell’I King, e così presenta un ritmo di negativo e positivo, perdita e guadagno, oscurità e luce” (enantiodromia vuol dire ‘corsa contrapposta’, termine greco usato da Jung per significare “cose che mutano nel loro opposto”).
Nel 1950 Jung assegnò ad ognuno dei 4 membri del suo Circolo di Psicologia un “metodo intuitivo, sincronistico” di ricerca. Hanni Binder doveva svolgere ricerche sul tarocco, basandosi sull’Antico Tarocco di Marsiglia di Grimaud, ma non ci furono risultati soddisfacenti.
Marie-Louise von Franz, la sua allieva più nota, scrisse: “Jung suggerì di investigare casi in cui si poteva supporre che lo strato archetipico del subconscio è costellato – a seguito di un grave incidente, per esempio, o nel mezzo di una situazione di conflitto o di divorzio – invitando le persone a imbarcarsi in una procedura divinatoria: gettando l’I Ching, stendendo i tarocchi, consultando il calendario divinatorio messicano, facendo una lettura dei transiti oroscopici o una lettura geomantica. Se l’ipotesi di Jung è accurata, i risultati di tutte queste procedure dovrebbero convergere…” Insomma usava più mantiche, così da far convergere più risposte che, in base al principio di sincronicità, avrebbero detto la stessa cosa. Jung chiamava le risposte dei vari oracoli “nubi di cognizione”, frammenti confusi di conoscenza, che, messi insieme, avrebbero dato la “conoscenza assoluta”. “Nubi di cognizione” è un termine Yoga e Jung usava lo yoga per fare meditazione e anche per entrare nell’inconscio profondo, dove era la conoscenza universale: “Queste immagini, da parte di un “ego più o meno conscio” si chiamano ‘nubi di cognizione’ perché mancano di focalizzazione e dettagli precisi. Così, la realizzazione di significato deve essere “una esperienza viva che tocca il cuore proprio come la mente”.
La Von Franz scrive: “Le immagini archetipiche di sogno e le immagini dei grandi miti e delle grandi religioni hanno ancora intorno a sé un po’ della natura “nebulosa” di conoscenza assoluta, nella misura in cui sembrano contenere più di ciò che possiamo assimilare consciamente, anche per mezzo di interpretazioni complesse. Esse mantengono sempre una qualità ineffabile e misteriosa che sembra rivelarci più di ciò che possiamo realmente conoscere”.
Sappiamo che nel suo istituto di Zurigo Jung e i suoi allievi fecero vari esperimenti con le mantiche col metodo degli archetipi e usando il concetto della sincronicità. Si studiarono l’astrologia, la geomanzia, i Tarocchi, l’I Ching. Ma non ci furono grandi risultati che potessero presentarsi scientificamente, in particolare Jung non riuscì a trovare una corrispondenza tra i 4 semi delle carte e le 4 facoltà dell’individuazione: sensazione, sentimento, intuizione e pensiero. Tuttavia Jung considerò i Tarocchi come ‘archetipi di trasformazione’, mezzi cioè che ci potevano insegnare come diventare. Erano un mezzo per collegarci all’inconscio collettivo, mediante queste “nuvole di cognizione” usando l’intuizione profonda, il legame che ci lega a ogni persona, la chiaroveggenza, la conoscenza degli Archetipi universali.

La filosofia junghiana ha molti contatti con le filosofie indiane. Secondo Jung, noi non abbiamo solo questa vita: essa è solo una delle tante che ci sono concesse, noi abbiamo molte esistenze, una colla di vite, la morte sarà solo un passaggio molto dolce da una esistenza a un’altra, perché in realtà non esiste alcuna morte intesa come fine di tutto. Nel momento cruciale, noi percorreremo un tunnel a grande velocità attirati da una forte luce dolcissima d’amore, ma quello è il tunnel della nascita, è come una scura vagina che si apre alla luce, vi passeremo velocemente attratti da una grande forza d’amore e saremo pieni di desiderio e nasceremo poi di nuovo forse in dimensioni più libere di questa. Forse nasceremo ancora come uomini o forse come creature di altri mondi.
Se siamo molto legati ai nostri cari, possiamo persino rinascere vicino a loro e conoscerli di nuovo in altre forme. Ma non c’è nulla di cui aver timore. Qui siamo come bambini all’asilo, le cose che ci turbano ora sono cose da bambini, un giorno saremo in una vita più avanzata e sorrideremo dei nostri ricordi e capiremo che ogni cosa aveva un senso e che niente era male in assoluto, nemmeno la malattia o la morte.

Paolo, nella lettera ai Corinzi, dice:
Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che ero da bambino l’ho abbandonato.
Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anche io sono conosciuto
.”
Morire sarà come rinascere a una conoscenza più grande.

Bisogna dunque meditare sugli Arcani come su un mandala. Solo così si libera la conoscenza superiore. Bisogna guardare con calma ogni figura e i suoi particolari, unendola alle figure vicine, profondamente rilassati, così da aprire il sesto senso, la chiaroveggenza, che ognuno ha nascosto nel suo profondo e che desidera solo farsi conoscere. La tecnica ci serve solo agli inizi per accendere l’intuizione profonda, poi le carte parleranno da sole.
C’è una simbologia che vi insegnerò, tenendo presente, tuttavia, che ogni cosa che diremo sarà una convenzione, e che, quando si apre la chiaroveggenza, le carte saranno solo un indizio, ma una intuizione superiore ci farà notare di ogni Arcano quello che interessa e trascurare il resto. Per cui saremo noi gli interpreti interiori e non saranno le carte a esprimere significati.
Per lo stesso motivo, le regole della stesa possono essere cambiate, non c’è nulla di tassativo e determinato. Possiamo essere noi i creatori delle regole e tirare le carte secondo il modello o il significato che vogliamo loro dare.

I Tarocchi più famosi sono quelli di Oswald Wirth, vissuto tra la seconda metà dell’ottocento e i primi del novecento, occultista e massone che partendo dai Tarocchi di Marsiglia, operò una variazione su colori e simboli collegando ogni Arcano maggiore a una lettera ebraica, secondo lo schema ideato da Eliphas Levi e interpretando i simboli con l’aiuto dell’alchimia e della simbologia massonica. Per Wirth la divinazione era da intendersi come un sacerdozio e il divinatore doveva uscire da se stesso come nella profondità di un rito. Il suo padre spirituale fu il grande occultista Stanislas de Guaita, che gli disse di ridisegnare i Tarocchi secondo la loro purezza simbolica.
Quando si riesce a far parlare i simboli, essi superano in eloquenza qualunque discorso, poiché permettono di ritrovare la Parola Perduta, cioè l’eterno pensiero vivente del quale sono l’espressione enigmatica. Se si decifrano i geroglifici della profonda saggezza muta, comune ai pensatori di tutte le età, si possono trarre dalle religioni, dai miti e dalle finzioni poetiche nozioni concordanti relative ai problemi che si ripropongono sempre allo spirito umano“.

Io invece ho scelto per i principianti qualcosa di molto facile: le carte Modiano, perché sono le più facili da trovare e le meno costose, si possono comprare in ogni tabaccheria ovunque. Sono facili, hanno i simboli e i colori giusti e hanno un significato positivo al dritto, negativo in genere al rovescio.
Per cui già dalla posizione della carta rispondono alla domanda che richiede un SI’ o un No. Sì, se le estraiamo al dritto, No se lo facciamo al rovescio. E’ per questo e per altri motivi che è molto difficile leggere le carte a se stessi.
Indicheremo i significati generali delle carte, ricordando che valgono solo per il dritto. Se la carta esce capovolta,le buoni qualità di cui si parla sono messe a rischio e possiamo avere il loro contrario.
Il significato della carta può anche essere minacciato dalle carte vicine.
Le carte che con la loro vicinanza peggiorano il significato sono in genere il Mago 1, l’Eremita 9, la Morte 13, il Demonio 15, la Torre 16, la Luna 18 e qualche volta l’Appeso 12.

Cerchiamo di spiegare i simboli di ogni carta, ma nella lettura essi non saranno presi in considerazione tutti, solo quello o quelli su cui in quel momento la ‘seconda attenzione’ vorrà soffermarsi. Gli altri saranno trascurati. Quindi ricordate che ciò che conta è seguire l’intuizione profonda più della tecnica. Perciò ogni stesa di carte avrà una sua lettura unica nel tempo e nessuna carta sarà letta allo stesso modo. Le carte sono degli indicatori esterni ma il significato vero si accende nella mente chiaroveggente in modo quasi indipendente dalle carte.

Numeri, colori e simboli hanno forti significati universali. Ciò che diciamo vale anche per i sogni.
I numeri sono simboli eterni dell’universo. I colori sono le energie primordiali della natura. La materia è composta da particelle vibranti con specifiche lunghezze d’onda, il colore è luce che vibra, e, ad ogni tipo di variazione, ad ogni lunghezza d’onda, ad ogni vibrazione dell’energia, corrisponde un dato colore, un suono e un significato.

NUMERI

I numeri nella lettura esoterica non sono cifre che indicano una quantità, ma simboli. Jung li chiama ‘simboli unificatori’, intendendo che essi unificano degli opposti, e contengono una ricchezza di significati. Un simbolo unificatore ha una ricchezza psichica potente e compare nei sogni come un attivatore di energia.

L’UNO sei tu, ma è anche l’inizio, il principio della creazione, l’autonomia, la determinazione, la fantasia, l’inventiva, l’origine delle cose, la creatività, la genialità. Uno è l’uomo in piedi, eretto, attivo.

DUE è la coppia, il numero pari, ma anche la donna, la madre, la terra, la fecondazione, la ricettività, lo Ying cinese. In genere è riferito all’elemento femminile, dunque all’affettività.

TRE è l’uomo, il numero dispari, il maschio, l’attività, il cielo, la creazione, il Padre, lo Yang cinese. Nelle fiabe tutti gli atti magici sono ripetuti tre volte. Nei Tarocchi però il tre può indicare proprio un gruppo di tre persone. Nel Cristianesimo il Dio supremo è una Santissima Trinità, è Uno in tre persone.
La Trinità è rappresentata da un triangolo o da tre cerchi allacciati tra loro.
Tre sono gli stati delle cose: minerale, vegetale e animale. Tre le aggregazioni della materia: solido, fluido e gassoso. Tre le coordinate fondamentali: altezza, lunghezza e altezza. Tre i colori base: rosso, giallo e blu, e tutti gli altri possono venire dalla loro mescolanza.
Per questo in ogni cultura il 3 è numero sacro e nella magia gli scongiuri si pronunziano 3 volte. Per es. la benedizione medievale dei 3 fiori diceva “Sulla tomba di Nostro Signore crescevano tre rose. La prima soave. La seconda misericordiosa. La terza ferma il sangue”
E uno scongiuro contadino contro l’epilessia che veniva scritto sulle case si rifaceva ai 3 re Magi e diceva: “Gasparre possa guidarmi, Baldassarre possa condurmi, Melchiorre proteggermi. E tutti insieme portarmi alla vita eterna. Amen”

QUATTRO è la casa, il quadrato, il cubo, la solidità, la certezza, la materia, la praticità

CINQUE è la famiglia, l’unione di 2 e 3, uomo e donna, dunque il matrimonio, il microcosmo famigliare, la cellula dell’universo sociale..

SEI è 3+3, il cosmo, il macrocosmo o universo totale, ma è anche una componente di 666, il numero della Bestia ovvero del diavolo, e in genere indica qualcosa di negativo, una imperfezione, un difetto, un ostacolo, una opposizione…

SETTE
è il numero sacro che ricorre continuamente nella Bibbia: i sette peccati capitali, perdona 70 volte 7, i sette gradini del tempio di Salomone ecc., il candelabro a 7 braccia, i sette giorni della settimana ecc., è una misura temporale che indica qualcosa che non dipende da noi ma è dato dal destino nella sua forma completa. Dio crea il mondo in 6 giorni, il settimo si riposò. Il 7 indica un passaggio, una trasformazione, e dunque uno stato di ansia perché si passa dal noto all’ignoto.

OTTO è l’infinito, è il lemniscata, il Tutto, l’Intero, l’Essere, un numero portafortuna in tutte le tradizioni perché simboleggia l’equilibrio cosmico. E’ detto IL GIUSTO perché è due volte quattro, binomio umano più binomio divino. L’otto è un numero rituale che ha a che fare con la perfezione divina. Può comparire sul capo del personaggio come un otto sdraiato o nella forma a otto del suo cappello.
La ruota della fortuna ha 8 raggi. Per i Babilonesi 8 è il numero del Paradiso. Negli zigurrat (piramidi) che hanno 7 gradini, il dio abitava l’ottavo gradino. Nel mondo ebraico Noè mette in salvo sull’arca 8 uomini, e la purificazione del Tempio durava 8 giorni. Il neonato ebreo era circonciso 8 giorni dopo il parto, invece in Turchia lo è al compimento dell’ottavo anno. Otto sono le Beatitudini di cui parla Cristo. Nei chakra indiani i livelli umani sono sette, il settimo è già un po’ oltre l’uomo e indica il mondo delle energie sottili, i fantasmi, l’ottavo chakra indica il livello divino.
In due giorni con data “8” si festeggia la Vergine, 8 settembre e 8 dicembre.
Ottagonali sono le fonti del Battesimo. L’arcangelo Michele appare sulla terra l’8 di maggio, e porta una bilancia dove pesa il bene e il male di ogni defunto, come l’equivalente del dio egizio Anubi (come appare sulla scatola dei Tarocchi Modiano).

NOVE è la perfezione, 3 x 3, la trinità al quadrato, il numero sacro di Dante, l’esoterismo, l’occulto, le conoscenze segrete e misteriche.

DIECI è la totalità e vita, unione di Essere e non Essere. E’ la somma dei primi 4 numeri. 1+2+3+4.

Facciamo ora un piccolo esercizio con l’aiuto della NUMEROLOGIA.
Scrivete la vostra data di nascita e sommate le cifre, sommate tra loro anche le cifre del numero che viene, finché non avete una cifra tra uno e 22 e cercate l’Arcano maggiore corrispondente.
QUELLO E’ IL VOSTRO ARCANO=il vostro destino, ciò che vi aspetta indipendentemente dalle scelte e dalla volontà.

A B C D E F G H I L M N O P
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14

Q R S T U V Z
15 16 17 18 19 20 21

SCRIVETE ora IL VOSTRO NOME e trasformate in cifre le sue lettere, sommatele e sommate ancora finché non avete una cifra tra 1 e 22, altrimenti sommate ancora, per es. 23 2+3=5.
L’Arcano corrispondente indicherà dove troverete le maggiori prove o le maggiori soddisfazioni.

IL COGNOME= l’eredita’ del passato o le prove karmiche

NOME + COGNOME = le cose che possiamo portare a termine

SOMMA TOTALE DI NOME PIU’ COGNOME PIU’ DATA= la strada da seguire

Prendete ora la DATA di nascita: es. 8-7-1952
giorno 8; mese 7; anno 1952, la somma di tutte le cifre è 17, 7+1=8

sottraggo i primi due numeri 8-7 = 1
sottraggo dalla somma il secondo 17-7=10
il dieci indica gli ostacoli piccoli da superare
Sottraggo questi due numeri
10-1=9 (il nove indica gli ostacoli grandi da superare)
Cerca i numeri corrispondenti negli Arcani maggiori.

PER COMINCIARE

I modi per usare i Tarocchi sono infiniti. Qua ne diciamo solo uno. Puoi anche inventarne tu. Come puoi dire: questa carta è l’amore, questa carta è il lavoro ecc. Puoi anche indicare una carta come ‘il consultante’.
Scegli un posto al tavolo dove stai bene, se è possibile mettiti rivolto al Nord. Per scoprire un posto favorevole, testa due o più luoghi, tenendo attaccato alla mano destra un sacchetto con dentro un peso (anche 3 kg di patate) e tenendo il braccio teso, alzalo lateralmente e prova dove senti di avere più forza. Se sei su un punto geopatogeno, il braccio diventerà debole.
Evita di leggere le carte durante i temporali.
Metti il consultante accanto a te sul lato vicino del tavolo (averlo di fronte crea antagonismo). Sistema i Tarocchi in modo che siano tutti dritti. Faglieli mescolare e fagli deporre sul tavolo il mazzo col dorso in alto. Fagli sollevare parte del mazzo. Giralo in modo da capovolgere le carte e fagliele mescolare ancora.
Crea la stesa (come in figura ma tenendo le carte girate).

Fagli estrarre delle carte con la mano sinistra (la mano del cuore) prendendole dall’alto e senza capovolgerle.
Prendi le carte così come sono estratte e fai una fila di 8,
sotto una fila di 7 e sotto una fila di 3.
Decidi che le prime 3 carte solo il passato. La quarta carta è il momento presente o il consultante così com’è oggi. Le altre carte copriranno il tempo di un anno e le ultime 3 saranno le più lontane nel futuro e dunque più a rischio. Osserva quali semi si presentano di più. Se saranno Cuori, il problema principale sarà l’amore, se saranno Fiori il denaro, Quadri indicano ritardo nella realizzazione dei desideri, indifferenza, affanni e, per finire, le Picche indicano sofferenza, lotta, affanni.

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