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Saturday August 19th 2017

LE LARGHE INTESE

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MASADA n°1457 25-4-2013 LE LARGHE INTESE

Hanno ucciso il 25 aprile – ..se questo è un Pd – Vergogne – Enrico Letta, un nome perfettamente prevedibile – Dopo Monti, un altro uomo Bilderberg a Palazzo Chigi –La Trilaterale – Perché hanno scelto il giovane Enrico – Il VeDrò – Rimandato il processo Berlusconi – Un patto immorale e dissennato – I voti persi in Friuli – I successi del M5S – Un Pd in frantumi – Rodotà e Napolitano – Un disastro politico e istituzionale – Bill Clinton e l’abrogazione della legge bancaria Glass-Steagall- Come nasce una crisi: l’economia di carta – La deflazione e la Grecia

Mariuccia Rollo

Non riesco a sopportare la loro vista in televisione. E’ come quando vedo un topo e di scatto mi devo girare dall’altra parte. Per quanto tempo ancora?
..
25 aprile 1945, liberazione dell’Italia dai nazifascisti
25 aprile 2013, vendita dell’Italia alla P2

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Hanno fatto scadere tutto in vuoto nominalismo.
Fascismo/antifascismo.
Hanno eccitato la gente affinché si scannasse per qualcosa che un tempo era un valore per cui si poteva dare la vita ma che nelle loro teste si è trasformata in una coppia di nomi vuoti, un pretesto di immagine.
L’antica opposizione è diventata una menzogna, una maschera che nasconde una spartizione del potere e una collusione di intenti dove non si distingue destra da sinistra.
“Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus” “La rosa che era, ora esiste solo nel nome, noi possediamo soltanto nudi nomi”
Ci hanno lasciato i nomi, come pretesto fazioso, mentre nei loro turpi convegni ogni divisione è sparita in un patto comune, in una collusione schifosa, ogni significato si è estinto, ed è morto ogni valore che non sia quello delle finanze e del potere.
Un tempo c’è stato il 25 aprile.
Oggi resta solo una bestemmia sopra quelli che combatterono e morirono per darci la libertà.

BEPPE GRILLO

Nella nomina a presidente del Consiglio di un membro del Bilderberg, il 25 aprile è morto,
nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento il 25 aprile è morto,
nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano il 25 aprile è morto,
nella dittatura dei partiti il 25 aprile è morto,
nell’informazione corrotta il 25 aprile è morto,
nel tradimento della Costituzione il 25 aprile è morto,
nell’inciucio tra il pdl e il pdmenoelle il 25 aprile è morto,
nella rielezione di Napolitano e il passaggio di fatto a una Repubblica presidenziale il 25 aprile è morto,
nell’abbraccio tra Bersani e Alfano il 25 aprile è morto,
nella mancata elezione di Rodotà il 25 aprile è morto,
nella resurrezione di Amato, il tesoriere di Bottino Craxi, il 25 aprile è morto,
nei disoccupati, nelle fabbriche che chiudono, nei tagli alla Scuola e alla Sanità il 25 aprile è morto,
nei riti ruffiani e falsi che oggi si celebrano in suo nome il 25 aprile è morto,
nel grande saccheggio impunito del Monte dei Paschi di Siena il 25 aprile è morto,
nel debito pubblico colossale dovuto agli sprechi e ai privilegi dei politici il 25 aprile è morto,
nei piduisti che infestano il Parlamento e la nazione il 25 aprile è morto,
nelle ingerenze straniere il 25 aprile è morto,
nella perdita della nostra sovranità monetaria, politica, territoriale il 25 aprile è morto,
nella mancata elezione di Rodotà il 25 aprile è morto,
nella Repubblica nelle mani di Berlusconi, 77 anni, e Napolitano, 88 anni, il 25 aprile è morto,
nei processi mai celebrati allo “statista” Berlusconi il 25 aprile è morto,
nella trattativa Stato – mafia i cui responsabili non sono stati giudicati dopo vent’anni il 25 aprile è morto,
nel milione e mezzo di giovani emigrati in questi anni per mancanza di lavoro il 25 aprile è morto,
nell’indifferenza di troppi italiani che avranno presto un brusco risveglio il 25 aprile è morto.
Oggi evitiamo di parlarne, di celebrarlo, restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti.
Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere.

Massia Ellecibò cita:
….SE QUESTO E’ UN “PD”…

Pillole di coerenza…:
25 gennaio 2013 :
Dichiarazione vice segretario PD Enrico Letta
rivolgendosi a Mario Monti:
“Stupiti della sua apertura al Pdl e ai suoi atteggiamenti populisti e anti europei”
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22 febbraio 2013:
PierLuigi Bersani:
“Per costruire insieme l’Italia giusta, non dobbiamo avere la memoria corta e dimenticarci i danni provocati dalla destra in questi interminabili anni al governo del Paese, a partire dalla legge Bossi-Fini, Maroni-Berlusconi, dai respingimenti in mare dei profughi, dalla richiesta ai medici di denunciare i malati irregolari e altro ancora”
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marzo 2013:
Pier Luigi Bersani, intervistato dal Tg2:
“Un ex ministro della Giustizia che occupa degli uffici giudiziari è un fatto sconvolgente che non ha precedenti. Una ferita gravissima”
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Marzo 2011:
Oltre Arcore, c’è la dignità dell’Italia.
Manifestazione a Piazza di Pietra con il segretario nazionale del PD PierLuigi Bersani per la campagna “Berlusconi dimettiti”
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7 Marzo 2013 – Bersani: “accordo con Pdl? Ipotesi impossibile e impresentabile, poi “Giustizia e sentenze vanno rispettate, non insultate. Berlusconi irresponsabile”
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Matteo Orfini – Resp.le Cultura e Informazione Pd- 27.03.2013:
“Né ora né mai un esecutivo con il Cavaliere”
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25 marzo 2013:
Stefano Fassina, Responsabile Economia e Lavoro Pd:
“Un esecutivo con il Pdl è impensabile e NON risponde a quanto detto ai cittadini. Il Pdl non può sostenere un governo di cambiamento e questa prospettiva rischia di allargare il solco tra i cittadini e le istituzioni democratiche”
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29 marzo 2013:
Dichiarazione del presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda:
“ con Pdl? Molto difficile, distanti anni luce”
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3 Aprile 2013:
Laura Garavini (PD) in un’intervista con la radio tedesca
“Impossibile un Governo del cambiamento, per un’Italia onesta, insieme a Berlusconi”
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22 Aprile 2013:
Mineo: è impossibile trattare con Berlusconi, lui vuole solo il baratto
COMPLIMENTI !
….
L’Italia ha il record europeo di evasione fiscale, 180 miliardi l’anno!
(Poi uno si chiede dove si troverebbero i soldi per il reddito minimo di cittadinanza!!??)

VERGOGNE
Viviana Vivarelli

E ora il Pd farà il Governo con un malfattore, che per frode fiscale è stato condannato a 4 anni di carcere, all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, e all’interdizione dagli uffici direttivi delle imprese per 3!
Il massimo della vergogna!
Non si chiedono i piddioti, davanti a quel patto col delinquente Berlusconi, quali reati il Pd vuole nascondere?
Anche le truffe del Monte dei Paschi di Siena saranno bruciate dalla Cassazione come è stato fatto con le intercettazioni di Napolitano che cominciavano a scoperchiare l’infame patto Stato- Mafia?
E ancora avete la faccia di difendere costoro?

ENRICO LETTA, UN NOME PERFETTAMENTE PREVEDIBILE
Viviana Vivarelli

Il 12 novembre del 2012 vi dissi che Bersani sarebbe stato sostituito da Enrico Letta. In quel giorno il club Bilderberg dell’alta finanza mondiale, che considera la nostra democrazia un giocattolino per i suoi giochi di potere e i nostri politici i suoi burattini, si riunì a Roma con alcuni membri del governo Monti e chiamò come ospite Enrico Letta, unico del Pd, non Bersani, udite, che era segretario del partito primo allora in Italia, ma proprio il suo vice. E questo era un chiaro segno che Enrico Letta era entrato nei giochi dei poteri forti e che sarebbe stato il futuro capo del Governo, come poi è stato.
Monti e la Fornero ci farfugliarono allora, da quei mentitori inveterati che sono, che si trattava solo di una cena della Telecom, ma il consesso degli invitati non poteva trarre in inganno, erano i 130 più potenti del mondo, quelli che decidono le sorti dell’economia e della politica mondiale. Furono invitati, dall’Italia: Ignazio Visco, governatore della Banca Centrale, la Fornero, Monti, Passera e Profumo, poi Mauro Moretti ex sindacalista della Cgil, Angelo Cardani presidente di Agcom, Fulvio Conti dell’Enel, Anna Maria Tarantola presidente della Rai, Federico Ghizzoni amministratore delegato di Unicredit, Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, Franco Barnabè di Telecom Italia, Alberto Nagel ad di Mediobanca, Enrico Cucchiani di Mediaintesa e Rodolfo de Benedetti del Gruppo Cir. Teneteli d’occhio perché saranno loro che foggeranno l’Italia secondo la depredazione dei potentati finanziari che impongono il neoliberismo ai paesi deboli. Lo hanno fatto con la Grecia (riunione di Atene), con la Spagna (riunione di Madrid) e nel novembre scorso con Roma, segno evidente che noi siamo il Paese che sarà svenduto prossimamente.
E questa svendita, rispetto a quella fatta del Paese a Berlusconi, è anche peggio.
E’ stato tutto deciso 5 mesi fa, le sceneggiate successive sono state solo la preparazione di qualcosa con cui la democrazia non ha niente a che fare.

Ma non vedete che questa è la vittoria della P2?
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ENRICO LETTA: DOPO MONTI UN ALTRO UOMO BILDERBERG A PALAZZO CHIGI
Marco Giubilei

http://www.mondoinformazione.com/notizie-italia/enrico-letta-bildenberg/103041

Enrico Letta. Diventato ministro a soli 32 anni, il più giovane ministro nella storia italiana, con delega alle Politiche Comunitarie nel 1°Governo D’Alema, poi Ministro dell’Industria nel Governo D’Alema II e nel successivo Governo Amato II (guardate come i destini di D’Alema, Amato, Prodi e Letta si intrecciano!). Eletto al Parlamento Europeo nel 2004, ha lasciato l’incarico 2 anni dopo per diventare sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel Governo Prodi, succedendo nel ruolo proprio allo zio Gianni, cui tra l’altro “restituirà” l’incarico nel 2008 realizzando una alternanza “dinastica” unica nella storia della Repubblica Italiana. Dal 2009 fino a pochi giorni fa è stato vicepresidente del Partito Democratico.
Enrico Letta fa parte di importanti organismi internazionali ed è strettamente legato al premier uscente Mario Monti.
Enrico Letta è, come Mario Monti, membro del comitato esecutivo dell’ASPEN ISTITUTE e del comitato europeo della Commissione TRILATERALE. Lo scorso anno a Chantilly (Virginia, USA) ha partecipato per la prima volta nella sua fulminea carriera politica alla riunione del Gruppo Bilderberg. Alla riunione 2012 del Gruppo Bilderberg, a Roma, in rappresentanza dell’Italia, hanno partecipato insieme ad Enrico Letta anche Franco Bernabé (Telecom Italia), Fulvio Conti (ENEL), John Elkann (FIAT) e la giornalista e ex eurodeputata Lilli Gruber.
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ASPEN INSTITUTE, COMMISSIONE TRILATERALE, GRUPPO BILDERBERG: 3 legami fortissimi con il predecessore Mario Monti e 3 gruppi internazionali, spesso additati come causa oscura di molti dei “mali” economici attuali…c’è materiale in abbondanza per tutti gli appassionati di teorie del complotto.
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LA TRILATERALE

La Commissione Trilaterale è un gruppo operativo di potere sopra i partiti, fondato nel 1973 da David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e altri dirigenti, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski. La Trilaterale annovera più di 300 membri, uomini d’affari, politici, intellettuali, provenienti dall’Europa, dal Giappone e dall’America del Nord per una cooperazione più stretta tra queste tre aree. Ha la sua sede sociale a New York. Succede al fallimento del Council on Foreign Relations, la cui politica estera era diventata impopolare dopo il fallimento della guerra del Vietnam
Lo scopo della Trrilaterale è di entrare nei governi per fare gli interessi di un gruppo di magnati e capitalisti di estrema destra neoliberista.
Presidenti del gruppo europeo
Jean-Claude Trichet (2011-)
Mario Monti (2010-2011)
Peter Sutherland (2001-2010)
Otto Graf Lambsdorff (1992-2001)
Georges Berthoin (1976-92)
Max Kohnstamm (1973-76)
Si propongono un grande progetto di dominio del mondo in cui siano distrutti tutti i successi ottenuti dai movimenti per i diritti dei popoli, dei cittadini e dei lavoratori, distruggendo la democrazia e assoggettandola al potere dei tecnocrati.

Lalla segnala:
PERCHE’ HANNO SCELTO IL GIOVANE ENRICO
(Luca Sappino, Espresso on line)

La scelta di Enrico Letta per il governo delle ‘larghe intese’ è dovuta a un incrocio di motivi
Prima di tutto per il veto su Renzi, dovuto a 2 concause.
B ha avuto paura che, una volta diventato premier, Renzi conquistasse una visibilità mediatica troppo alta riuscendo ad attrarre una parte dell’elettorato Pdl. Sondaggi alla mano, ora è tranquillo: il Pdl è in testa, il Pd in calo. Ma con Renzi premier, la tendenza si sarebbe potuta invertire. Di qui il suo ‘no’
La 2a concausa è il gruppo dirigente del vecchio Pd, ormai orfano di Bersani. I vari Fioroni, Finocchiaro, Bindi, D’Alema ecc. 3 mesi fa erano abbastanza sicuri di tornare al governo o su poltrone Ue con la vittoria elettorale. Poi le cose sono andate diversamente. Hanno sperato comunque in un governo Bersani, poi si sono spostati verso le ‘larghe intese’. Ma sapevano benissimo che in un eventuale esecutivo guidato da Renzi non avrebbero trovato posto. Troppo deciso, Renzi, nel volerli ‘rottamare.’ E troppo bisognoso di una acquistare credibilità come uomo nuovo. Loro, i vecchi capi del Pd, sanno benissimo di essere all’ultimo giro. Dopo questa legislatura per loro c’è il nulla. Appoggiare Renzi significava il prepensionamento.
Ma Amato, perché no?
Il suo nome è girato moltissimo. Uomo gradito alla Ue, già ben conosciuto in tutti gli ambienti internazionali. Ma pur sempre un reperto della Prima Repubblica. Un uomo di 75 anni entrato in Parlamento 30 fa esatti, sul carro di Craxi di cui era suggeritore e stretto collaboratore. Uno che è stato (Palazzo Chigi a parte), sottosegretario, ministro del Tesoro e ministro degli Interni. Uno di cui gli italiani non più ragazzini hanno memoria per il raid notturno sui conti in banca. E che i più giovani invece conoscono per la mostruosa sommatoria di pensioni e vitalizi di cui gode.
Insomma, oltre ogni ”accettabilità mediatica” perfino per l’attuale Pd. Toppo lontano da quel «governo di rinnovamento» che i democratici hanno tanto sbandierato, indipendentemente dalle alleanze. Tra l’altro Amato a questo giro non è stato eletto da nessuno – nemmeno in un listino bloccato.
Di qui la convergenza sul ‘giovane’ Enrico Letta, 47 anni. Altrettanto gradito ai ‘poteri forti’ nazionali e internazionali – dal Vaticano e da Washington – per non parlare di quelli economici, mediatici e finanziari.
Una rete di rapporti molto vasta e articolata che Letta ha intessuto soprattutto attraverso VeDrò, ‘think tank’ da lui fondato che mette insieme personalità di diversa provenienza politica e che si ritrova ogni estate, in salsa pop a Drò, sul lago di Garda, dove a fine agosto si riuniscono in plenaria per 3 giorni di presentazioni, feste e dibattiti, i «vedroidi» Gente bipartisan. Esattamente come richiesto da Napolitano. A VeDrò si parla, si lavora e si tessono relazioni. Sono assidui frequentatori Antonello Piroso, Antonio Polito, Oscar Giannino e Andrea Vianello, il direttore di Rai3. Poi ci sono Myrta Merlino e Gaia Tortora di La7. Poi Mauro Moretti, numero 1 delle Ferrovie, Corrado Passera, Chicco Testa e Nicola Maccanico, direttore generale della Warner Bross. Tra gli imprenditori, Luisa Todini, Gian Luca Rana e Domenico Procacci. Due anni fa, in una memorabile esibizione, Fedele Confalonieri allietò i presenti suonando il pianoforte.
VeDrò però è anche il luogo dei direttori delle relazioni esterne: Gianluca Comin, dell’Enel, Andrea Prandi, dell’Edison ed Enrica Minozzi, dell’Eni.
Poi, ovviamente, ci sono i politici, «parte del nostro network» Angelino Alfano, Giulia Bongiorno, Ivan Scalfarotto, Paola De Micheli, Della Vedova, la Gelmini, Giancarlo Giorgetti, Roberto Gualtieri, Maurizio Lupi, Marco Meloni, Alessia Mosca, Andrea Orlando, Renata Polverini, Laura Ravetto, Flavio Tosi e Matteo Renzi. Poi ci sono Francesco Boccia (un lettiano di ferro, onorevole Pd) e Nunzia De Girolamo (onorevole Pdl), marito e moglie: il simbolo più chiacchierato delle larghe intese.
Lo schema è quello di Nino Andreatta che già nel 1976 mise insieme politici e imprenditori (Umberto Agnelli e Urbano Aletti, tra gli altri), nell’Arel, l’Agenzia Ricerche e Legislazione: una VeDrò per nulla pop, ancora in attività, e di cui Enrico Letta è oggi Segretario generale.
Le larghe intese sono anche internazionali: uomini e donne delle ambasciate, delle università e degli istituti di cultura esteri, soprattutto di Francia e Stati Uniti.
Enrico Letta è anche membro della Trilateral e nel 2012 ha partecipato alla riunione del gruppo Bildelberg a Chantilly, in Virginia. Il suo amico Lapo Pistelli, nel 2006 lo chiamò “l’Amato del Duemila» perché «è dentro tutti i giochi. In quelli di Prodi e in Veltroni, in quelli di D’Alema e di Casini. Addirittura in quelli di Tremonti». Mai ritratto fu più azzeccato.
Sponsor dell’ultima convention “vedroide” sono stati Enel, Eni e Telecom. Nonostante ciò, il prezzo rende molto esclusiva la festa: per partecipare si paga caro. La rete in cui ci si tuffa, però, è buona per ogni occasione, che vinca la dx o la sx. Se vincono entrambe, figurarsi!

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/04/24/perche-hanno-scelto-il-giovane-enrico/#more-18730

Cecilia segnala
RIMANDATO IL PROCESSO BERLUSCONI
Da ilfattoquotidiano.it

La Consulta prende tempo sul processo Mediaset.
Con una decisione inusuale, la Corte Costituzionale ha fissato a data da destinarsi la camera di consiglio al termine della quale si stabilirà, di fatto, se il dibattimento che ha visto Berlusconi condannato in primo grado a quattro anni può continuare o debba ricominciare da capo. E se la Consulta finisse per dare ragione al leader del Pdl, l’intero caso sarebbe destinato a prescrizione certa e il Cavaliere avrebbe risolto metà dei suoi problemi giudiziari.
Tra i giudici della Consulta, anche Sabino Cassese, amico intimo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del figlio Giulio, che appena 32enne era già docente universitario di diritto all’Università di Roma. Se la Consulta darà ragione al Cavaliere, i giudici di Appello dovranno, probabilmente, annullare la sentenza di primo grado. Risultato: niente carcere e niente rischi di interdizione dai pubblici uffici. E agibilità politica.
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UN PATTO IMMORALE E DISSENNATO
MAURIZIO VIROLI
prof.di storia del pensiero politico all’Università di Princeton

No! Il voto delle Camere riunite che ha eletto Napolitano non ha offeso la democrazia, ha ferito gravemente valori molto più importanti delle regole democratiche, vale a dire lo spirito repubblicano, e quel poco di coscienza civile che cerca faticosamente di sopravvivere in questo disgraziato paese che fa di tutto per farsi odiare dalle persone oneste e amare dai delinquenti. Lo spirito repubblicano è quella particolare grandezza d’animo che sollecita i cittadini a porre il bene comune al di sopra degli interessi individuali e particolari. Ma i parlamentari che hanno rifiutato Rodotà habnno posto sopra ogni cosa il loro interesse privato. Perché i servi di Berlusconi non abbiano votato per Rodotà è ovvio, sarebbe stato come aspettarsi che un capo mafioso volesse uomini della tempra di Falcone e Borsellino ministri dell’Interno. Ma quale considerazione può aver spinto i deputati e i senatori del Pd alla loro scelta se non la caparbia e cieca determinazione di tutelare (male) il loro interesse di parte contro il movimento di sdegno per la politica degli intrighi e degli accordi con B?
Non è stata soltanto una decisione immorale, è stata una scelta dissennata. Con un solo voto hanno: 1) distrutto il Pd senza possibilità di riscatto perché troppa è la vergogna di cui si sono coperti; 2) rafforzato ulteriormente B rendendolo uno dei perni dell’equilibrio istituzionale e aprendogli la via per il ritorno al governo; 3) creato le condizioni affinché Grillo guadagni altri consensi; 4) indebolito l’istituzione della Presidenza della Repubblica che non è più ora potere neutrale di garanzia, ma forza di parte
E tutto questo alla vigilia della Festa della Liberazione che aprì la strada alla nascita della Repubblica e alla Costituzione. Allora uomini e donne di diverse convinzioni politiche e ideologiche trovarono la saggezza per operare insieme per il bene comune dell’Italia. Oggi il Pdl e il Pd il bene comune lo hanno messo sotto i piedi, con il sorriso compiaciuto e beffardo del vecchio padrone che non ha mai fatto mistero di ammirare Mussolini.

I VOTI PERSI IN FRIULI
vv
Il voto in Friuli è stato contrassegnato da un enorme astensionismo. Un elettore su 2 non ha votato.
Quando uno è arrabbiato ma ha della speranza vota M5S.
Quando l’amarezza e il rifiuto sovrastano, non vota affatto.
Metà dell’elettorato del Friuli Venezia Giulia ha manifestato una disperazione senza speranza.
E questo è grave, al di là dei risultati per il M5S che ha perso 93.000 voti.
E persino quelli che dicono di aver vinto denunciano perdite pesanti dell’elettorato.
Il Pd ha perso rispetto alle precedenti politiche 72.000 voti. Il Pdl ha perso 54 mila voti e rispetto al 2008 ha perso 110.000 voti (gli elettori in tutto erano 1.099.334 elettori)
Questa disperazione senza speranza è il nemico che dobbiamo combattere e possiamo combatterlo solo con l’informazione.

Chiedo: quanti degli elettori del Friuli avrebbero ancora votato per il Pd o per il Pdl se avessero saputo dell’infame patto di alleanza del Pd col Pdl?

I SUCCESSI DEL M5S
Viviana Vivarelli

Ma come?
Abbiamo un Movimento che in brevissimo tempo, e avendo contro tutto il sistema partitico e mediatico, ha convinto un Italiano su 4 che creare un Nuovo Mondo è possibile
Che ha scombinato il gioco di tutti i partiti nel Paese coi politici più corrotti d’Europa
Che ha segnato la scomparsa di almeno 5 partiti minori costringendo quelli maggiori a rivelare in inciucio che va avanti da 20 anni.
Un Movimento che sta cambiando il modo di pensare della gente e sopratutto il modo di pensare la democrazia e i rapporti tra i cittadini e il Potere.
Che sta cominciando ad influenzare la stessa Europa, proponendo un modello diverso di Costituzione e di democrazia.
Un Movimento che smaschera gli espedienti di un sistema neoliberista iniquo e devastante.
Che rivela un complotto occulto ai danni dei cittadini, della democrazia e della giustizia sociale.
Che apre gli occhi agli elettori e fa loro desiderare un rovesciamento totale delle istituzioni e l’abbattimento del sistema falsamente democratico con cui una oligarchia al servizio di poteri finanziari si è impossessata dello Stato..
E di fronte a tutti questi risultati eclatanti c’è ancora chi la faccia di dire che il M5S non ha fatto NULLA??????

Siamo in mezzo a una propaganda menzognera che ignora i fatti e li distorce
Non può essere permesso ad altri di dire questa balla che il M5S ha fatto poco, che teneva per le palle Bersani e altre fesserie simili! E’ un affronto all’intelligenza e non è nemmeno segno di furbizia ma solo di calunnia!
Nei fatti, Bersani E TUTTI I PARTITI hanno vietato qualsiasi contatto in Parlamento col M5S, tanto che i 5stelle lamentano una vera apartheid, essendo stati ‘isolati’ da tutti!
Il M5S è stato respinto da tutti i giochi che sono stati fatti.
C’è stato un solo incontro obbligatorio per legge e del tutto vano con Napolitano e Bersani.
Entrambi hanno chiesto GRATIS i voti del M5S senza impegnarsi a NULLA in cambio!
I 20 punti programmatici di Grillo sono stati respinti in blocco.
Le 14 proposte di legge dei 5stelle sono state ignorate.
Persino la proposta di Rodotà che era uno della loro parte è stata respinta, per manifestare nel modo più chiaro che il Pd non accettava nulla da parte M5S e gli si opponeva in tutto.
E, malgrado il M5S sia il 1° partito in Italia alla Camera e abbia dietro di sé quasi 9 milioni di elettori, in Parlamento e da Napolitano, è stato del tutto IGNORATO!
-sia nella nomina dei 2 presidenti delle Camere
-che nella nomina dei famosi 10 saggi
-che nel rifiuto illegale delle Commissioni
-e adesso nella formazione di questo illegittimo Governo di cui non farà parte,
Governo, dove invece saranno sentiti sia Berlusconi che è 3° dietro al M5S che Monti che ha addirittura il 4% dei voti, mentre il vice del segretario di quel Pd (che non ha nemmeno la maggioranza al Senato e ce l’ha alla Camera solo grazie al porcellum e ora ce l’ha anche meno dopo il distacco di Sel) si permette di fare un Governo di inciucio!
Siamo nella lesione profonda di ogni criterio democratico e costituzionale, sancito dalla ‘strana’ rielezione di Napolitano,che non è esattamente nella norma.
E se di tutto questo volete incolpare il M5S o siete dei TROLL prezzolati o siete degli imbecilli!
..
Lcardinali
Quindi, aiutatemi a capire, il PD sta per allearsi con un imputato sotto processo per aver comprato deputati dell’opposizione e per induzione alla prostituzione minorile….è tutto giusto?

UN PD IN FRANTUMI
Da byoblu
Valerio Valentini

Il Pd che va in frantumi a causa della sua delirante ostinazione a non votare Rodotà è la foto perfetta della sx italiana: morta per aver rinunciato a se stessa, autocondannata alla morte per asfissia perché ha abdicato alla propria ideologia.
Ma chiamare Renzi è come dire che deve uccidersi definitivamente. E non perché Renzi sia di dx, o addirittura il nuovo B. Semmai, incarna l’uomo della sx dell’era B, cioè una non-sx.
Ma, prima di “rifondarsi”, la sx deve chiedersi a quali ideali deve ispirarsi. Altrimenti resta a una lotta tra bande, una faida combattuta a suon di tradimenti, menzogne e franchi tiratori.
“In Italia per 100 anni la sx è stata il marxismo”, spiega Andrea Graziosi, uno dei massimi studiosi italiani di storia sovietica. “Quando si è scoperto che non funzionava, dopo la caduta del Muro di Berlino e il collasso dell’URSS, molti sono restati di sx in nome dei buoni sentimenti”. È stato li che è nata la crisi, la sx si è avvitata su se stessa, non sapendo trovare nuove idee in grado di cambiare la società opponendosi alla visione del mondo della dx. La sx ha così accettato un mondo assurdo in cui la globalizzazione era un tabù immodificabile e in cui il capitalismo ultraliberista scellerato subordinava la politica. Così è diventata una copia sbiadita della dx. In Italia, in più, ha accettato il mondo surreale e osceno di B, che ha elogiato le caratteristiche peggiori dell’italiano medio. Nessuno si è più sentito in colpa di essere pigro, irrispettoso delle regole, egoista, poco informato, maschilista e incoerente, perché B faceva sfoggio di questi vizi in maniera orgogliosa
E la sx ha acconsentito. E illudendosi di poter sconfiggere il nemico con le sue stesse armi, s’è adattata, ha inseguito anch’essa il mito di ricchezza, spregiudicatezza, arrivismo e affarismo. Diventando così berlusconiana.
Oggi dovrebbe esserci una nuova rinascita. Ma i capetti attuali non capiscono la necessità di dare alle persone una speranza in un mondo diverso, in una società nuova. Radicalmente differente. Ma non può nascere nulla tra le vecchie muffe o le nuove (Renzi). Occorre che le forze migliori del csx e alcune frange di Sel rovescino il banco e. spodestino chi, fino ad oggi, ha inanellato una seria sconcertante di fallimenti. Per far questo però, quei giovani dovrebbero finalmente decidersi ad uccidere, politicamente, i propri padri. E non a continuare, come la sx ha sempre fatto negli ultimi 20 anni, a scannarsi tra fratelli
..
Bellissimo il Crozza di Ballarò del 23 aprile 2013

Francesca
Un proverbio ungherese dice: “chi s’immischia alla crusca, sarà divorato dai maiali” – ecco spiegato perché è giusta la scelta del M5S di non partecipare ai talk show televisivi 🙂
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Flavio Zenari

E’ tipico dei delinquenti attribuire le proprie colpe agli onesti è la tecnica del capovolgimento dei ruoli e delle responsabilità, il mafioso che accusa il giudice di persecuzione nei suoi confronti!
Se non si ferma l’arroganza del potere e non si blocca questa follia collettiva rischiamo di finire in breve tempo a sbranarci l’un l’altro per le strade di questo, un tempo, bel paese.
Si sta avvicinando la resa finale dei conti, si sente da lontano il sopraggiungere di un “Annus horribilis” e l’annunciarsi con trombe e tamburi del “Dies Irae”, il tempo incalza e divora di giorno in giorno ogni nostra residua possibilità di sopravvivenza e di speranza. Abbiamo bisogno estremo di uomini capaci coraggiosi leali ed onesti per invertire la rotta che trascina la nostra barca nel vortice del “maelstrom”.
Italiani svegliate le vostre coscienze assopite! Prendete posizione! Basta blaterare! Agite con intelligenza non con l’istinto! Non lo dovete fare per voi ma per i vostri figli ed i vostri nipoti e per coloro che hanno dato la vita per regalarci libertà e democrazia!

Paolo
Se M5S avesse proposto Gesù Cristo come presidente della repubblica:
il PDL avrebbe detto che era troppo giustizialista,
il PD che era troppo di sx
Monti avrebbe detto che non basta dare a Cesare quel che è di Cesare, ma anche quello che non è di Cesare.
L’Europa avrebbe detto che non fa parte dell’Euro.
Gli USA avrebbero detto che era un terrorista integralista.
Sapendo questo 2000 anni fa, Gesù Cristo ha preferito mettersi in croce.
Spero che i cattolici non si offendano. Io non mi offendo per tutte le cappellate che dicono.

Francesco cita
ESTRATTO DA DAGOSPIA SU NAPOLITANO

Qualche irriducibile frequentatore di piazze o (Dio non voglia) della Rete avrebbe preferito vedere, al posto di Sua Castità, un uomo libero come Stefano Rodotà. Ingenui. Mai un moralista di tal fatta avrebbe potuto raggiungere lo scranno più alto di Montecitorio senza essere abbattuto a pallettoni dagli unici autorizzati rappresentanti della volontà popolare. Basti pensare che l’incauto giurista, nel 1991 quand’era presidente del Pds, osò financo apporre la sua prefazione a un libro, Milano degli scandali di Barbacetto e Veltri, che anticipava le indagini di Mani Pulite sulla corruzione trasversale Dc-Psi-Pds.
Fu ipso facto deferito ai probiviri del partito su richiesta di alcuni protagonisti del libro, essendo venuto meno al dovere di omertà mafiosa verso i compagni che rubano. La procedura fu poi – per così dire – superata dagli eventi: i protagonisti del libro erano quasi tutti in galera e certi viri erano tutt’altro che probi.
Ma il reprobo fu comunque punito come meritava: candidato del Pds a presidente della Camera, fu battuto da Napolitano, già protagonista di epiche battaglie contro la “questione morale” di Berlinguer e comprensibilmente leader dei miglioristi filo-craxiani, ribattezzati a Milano “piglioristi” per le mirabili arti prensili di alcuni di essi (il loro giornale, Il Moderno, era finanziato da Berlusconi, Ligresti, Gavio e altri gentiluomini).
Pochi mesi dopo i magistrati di Napoli arrestavano per tangenti il manager Fininvest Maurizio Iapicca, sequestrandogli un quadernetto con la lista dei politici “vicini” al gruppo B.: tra questi campeggiava il nome di Giorgio Napolitano. Il che rende gli applausi, le standing ovation, le ola e i “meno male che Giorgio c’è” di ieri vieppiù meritati.

UN DISASTRO POLITICO E ISTITUZIONALE
CARLO PATRIGNANI (Repubblica)

Il Pd, scosso dal Monte Paschi di Siena, implode, ridotto in mille pezzi e Bersani si dimette, schiacciato tra i veti e i ricatti incrociati interni e i poteri forti. Napolitano richiamato come salvatore farà un governo di cdx alla vigilia di una crisi finanziaria ed economica terribile.
L’economista Bruno Amoroso: “Non si vede contrasto al disastro politico ed istituzionale, dopo che si è impedito il dialogo con il M5S per eleggere Rodotà. È stata un’occasione persa! E proprio quando arrivano guai economici seri e un attacco economico spaventoso, 500 volte superiore a Cipro. Chiusa in blocco la strada a Rodotà, Napolitano ci darà un altro governo tecnocratico che gestirà, sull’onda dell’emergenza, la crisi finanziaria, economica e politica del sistema. Tenere fuori il M5S, non coinvolgerlo nelle scelte, è un suicidio. Perché, se finora la disperazione e il disagio crescenti hanno portato la gente a votare per Grillo,ci può essere l’esplosione in altre malaugurate direzioni!
Con Rodotà si è persa l’occasione per raddrizzare il sistema e rasserenare il Paese. Hanno vinto i poteri forti come la Chiesa e la Trilaterale che vuole un Nuovo Ordine Economico Internazionale con più tecnocrazia e meno politica. Faccio notare che per la prima volta nella storia due membri della Trilaterale sono diventati i primi ministri di due nazioni: la Grecia e l’Italia. Monti era il presidente europeo della Trilaterale. Ma quando gli uomini della Trilaterale occupano il potere fanno le loro strategie politiche con o senza il consenso del popolo”.
La Trilaterale (dice l’economista Giorgio Ruffolo) ha influenzato il pensiero politico al tempo dei due shock petroliferi del ’70 nel segno inequivocabile di imposizione del pensiero unico: il neoliberismo.
Amoroso concorda: “Siamo davanti ai soliti giochi, al brodo della politica mentre il Paese soffre terribilmente. Mi auguro che il Pd imploda, anzi deve implodere!”

Paul Krugman il 15 aprile:
“Quando ammetteremo tutti che l’euro è un fallimento? La risposta, naturalmente, è mai. Troppa storia, troppe dichiarazioni, troppo ego sono stati investiti da chi è coinvolto nel progetto moneta unica per ammettere che forse è stato un errore. Perfino se il progetto termina in un disastro totale, insisteranno che non è vero che l’euro non è risultato adeguato all’Europa: l’Europa non è risultata adeguata all’euro”.

Uber manda
MA BILL CLINTON POTEVA NON FIRMARLA QUELLA LEGGE?
Lorella Presotto-Massimo Lodi Rizzini
http://quiliberaitalia.blogspot.it/2012/07/glass-steagall-act-di-l-presotto-e-m.html

(Cos’è che determina il fallimento delle PMI?
I pagamenti ritardati e il mancato credito dalle banche. Ma perché le banche non danno più credito? Per qualcosa che nasce in USA.)

Nel 1999 Clinton abrogò la legge bancaria GLASS-STEAGALL con le sue misure per contenere la speculazione degli intermediari finanziari e i panici bancari.
Essa istituiva la Federal Deposit Insurance Corporation per garantire i depositi e prevenire eventuali corse allo sportello e ridurre il rischio di panici bancari.
E introduceva una netta separazione tra banche di deposito e banche di investimento per cui le relative attività non competevano allo stesso intermediario, così da evitare che il fallimento dell’intermediario comportasse anche il fallimento della banca tradizionale, impedendo che l’economia reale fosse direttamente esposta al pericolo di eventi negativi prettamente finanziari.
Ma Clinton abrogò questa legge, aprendo alla crisi attuale e liberò la speculazione infame sui derivati che inquinò maggiormente il mondo della finanza. L’insolvenza nel mercato dei mutui subprime scatenò immediatamente una crisi di liquidità che si trasmise all’attività bancaria tradizionale,che era mescolata all’investimento immobiliare.
Fin dagli anni 80, il sistema bancario aveva cercato di convincere il Congresso ad abrogare il Glass-Steagall Act perché, secondo il dogma neoliberista, se si tolgono regole alla finanza, ci sarà più benessere.
Nel 1999, il Congresso a maggioranza repubblicana approvò una nuova legge bancaria promossa che fu promulgata da Clinton: il Gramm-Leach-Bliley Act che abrogava ilGlass-Steagall Act. Così i gruppi bancari poterono esercitare sia l’attività bancaria tradizionale che quella speculativa.
Il Glass Steagall Act che era stato introdotto da Roosvelt, ha protetto gli Stati Uniti, e di conseguenza gli altri paesi del mondo, dal 1933 al 1999 dalle bolle speculative.Tutto precipitò con la sua abrogazione.
Il Glass Steagall Act regolamentava la separazione tra le banche di carattere commerciale, ovvero quelle che investivano nell’economia reale, e che andavano protette dagli Stati, da quelle di carattere finanziario speculativo, che in caso di default venivano abbandonate a se stesse.
Perché Clinton ha sottoscritto la scellerata abolizione del Glass Steagall Act? Perché era sostenuto dalla lobby finanza speculativa internazionale. I suoi membri erano contemporaneamente proprietari di azioni di banche di carattere commerciale.
L’investimento di una banca di carattere commerciale in un progetto di economia reale, es. il finanziamento di un’attività imprenditoriale, porta a dei risultati di guadagno con tempi di medio-lungo termine. Viceversa, l’attività speculativa sui mercati ha una resa immediata, continuamente ripetibile, con la possibilità di aumentare sempre più i profitti derivanti dalla speculazione. Quindi perché investire in un progetto di economia reale, quando é possibile in una sola giornata guadagnare una somma ben superiore?
Con l’annullamento del Glass Steagal Act é venuta meno la separazione tra investimento reale e azione speculativa.
In Italia c’erano molti istituti di credito, anche piccoli, a gestione territoriale, in cui il Direttore aveva facoltà di concedere prestiti, finanziamenti, scoperti di conto, ecc.
Dal 1999, subito dopo la cancellazione del Glass Stegal Act, sono iniziati “gli accorpamenti” di tutti gli istituti di credito, banche di una certa dimensione ne hanno inglobate di più piccole, e la gestione da territoriale, si é trasformata in globalizzata. I Direttori di Agenzia sono stati spogliati del potere di concedere crediti, potere che é stato accentrato. In tal modo tutti i risparmi degli italiani sono confluiti in un unica cassa. La banca a causa della forte richiesta di capitali da investire in borsa, resta con i caveau vuoti e non ha più soldi da investire nell’economia reale, quindi non concede più crediti a famiglie e imprese.
L’organo legislativo dello Stato, il Parlamento, è stato incapace non solo di opporsi, ma anche di dare una regolamentazione nazionale che potesse obbligare le banche a continuare ad investire perlomeno una parte dei capitali nell’economia reale.
Sono stati revocati crediti e non ne sono stati concessi di nuovi. Ciò ha provocato un collasso delle imprese, un aumento delle procedure concorsuali (liquidazioni, fallimenti), e conseguenti tagli di occupazione. Il collasso ha aggredito le famiglie, che private di reddito, in alcuni casi dell’unico reddito, non hanno più potuto far fronte al pagamento dei propri debiti, per es. il mutuo per la casa, o il pagamento di tributi, subendo di conseguenza pignoramenti da parte di banche e Stato.
A questi danni si é aggiunta la beffa: i provvedimenti normativi di salvaguardia degli istituti di credito.
Gli italiani finanziano le banche attraverso i loro depositi, e quando queste compiono azzardi speculativi e subiscono perdite, sono costretti a ripagare i debiti di quest’ultime al fine di evitare il loro il fallimento.
Ci viene detto che il sistema bancario è irrinunciabile e va difeso, ma a difendere gli italiani chi ci pensa?
Il sistema speculativo galleggia su una bolla che “vale” 1.000.000 di miliardi di dollari (15-20 volte il PIL mondiale), niente e nessuno potrà ripagare anche solo la decima parte di questa marea speculativa, inutile tentare di salvare banche e mercati, non esiste al mondo tutta la ricchezza necessaria.
Si può e si deve fare a meno di mercati e speculatori, o meglio regolamentare il sistema creditizio che in ogni caso deve essere basato su una netta separazione delle attività bancarie, il Glass-Steagall Act.

COME NASCE UNA CRISI: L’ECONOMIA DI CARTA
Massimo Lodi Rizzini
http://quiliberaitalia.blogspot.it/2012/07/glass-steagall-act-di-l-presotto-e-m.html

“Proprio come accadde in Europa dal 1992 in poi, negli USA del dopo McKinley (il presidente assassinato perché portava avanti progetti di sviluppo infrastrutturale: ferrovie, strade, centrali elettriche, dighe, canalizzazioni ecc.), ci furono 3 decenni di politiche ecologiste-liberiste iniziate da Roosevelt e portate avanti da tutti i presidenti succedutesi, compresa la nascita (incostituzionale) del sistema delle Federal Reserve banks. Ovviamente la distruzione del concetto di Stato Sovrano proseguì con le solite politiche di privatizzazione, deregolamentazione e liberalizzazione; gran parte del bene pubblico (infrastrutture) venne svenduto ai privati (Rockefeller, Mellon, Astor, Vanderbildt, Morgan, Bush, tanto per citarne alcuni) che lo utilizzò per montare bolle speculative finanziarie.
Ovviamente presero il controllo delle infrastrutture per fare cassa (soldi veri) e senza avere alcuna intenzione di espanderle attraverso investimenti e innovazioni tecnologiche. Le infrastrutture richiedono infatti ingenti finanziamenti iniziali e non rendono utili nel breve periodo, ecco perché in una sana economia le infrastrutture devono tutte rimanere sotto il controllo statale, perché sono un servizio, sono la civiltà, e non si possono fare utili diretti sulle infrastrutture. Pertanto grandi zone degli USA piombarono o rimasero nella povertà per mancanza di sviluppo (e manutenzione) infrastrutturale.
Solo nei grandi centri abitati ci fu espansione, ma solo perché il gran numero di utenti poteva garantire il flusso monetario che faceva gola alla speculazione dei privati.
Questo per capire come mai ci fu la bolla speculativa che scoppiò nel 1929, perché allora come oggi l’economia reale venne dimenticata.
Lo Stato non finanziò più le grandi opere e questo demolì la capacità industriale, i privati montarono una serie di bolle speculative, la follia borsistica si diffuse nella grande massa (il parco buoi) ma tutto quello che si produsse fu un mare di carta senza più alcun contatto con la realtà fisica.
Inoltre, proprio come oggi, le banche commerciali, quelle che hanno sportelli e che dovrebbero occuparsi di depositi e prestiti, furono fagocitate dalla banche d’affari (speculazione pura) e, siccome i depositi dei clienti furono usati per attività speculative, il credito venne a mancare, niente più soldi per l’imprenditoria quindi, perché concedere prestiti e mutui a basso tasso di interesse e per un lungo periodo rendeva meno soldi che scommettere in borsa. Era questo infatti il pensiero dominante, proprio come oggi!
Però l’economia di carta non può reggere all’infinito e prima o poi le bolle scoppiano lasciando in malora il famoso parco buoi, ma non solo, anni e anni di abbandono dell’economia reale fa sì che tutte le attività produttive siano spazzate via e quelle poche che rimangono non sono in grado di mantenere un livello di civiltà accettabile: niente soldi per la sanità, per la giustizia, per la sicurezza, per l’istruzione, per le infrastrutture essenziali come strade, ferrovie, centrali elettriche, ponti eccetera. Il mondo civile crolla improvvisamente e decine di milioni di poveri piombano in una condizione di miseria medioevale.
Quando Roosevelt vinse le elezioni, si trovò di fronte l’apocalisse, una nazione in rovina, milioni di poveri, disoccupati, senza prospettive. Per fortuna durante il periodo iniziale della sua malattia, ebbe l’occasione di leggere la corrispondenza tra un suo avo ed Alexander Hamilton, il primo segretario al Tesoro degli USA, l’ideatore, assieme a Benjamin Franklin, del Sistema Americano di Economia Politica (sistema creditizio) che si oppone al sistema britannico usuraio e speculativo (sistema monetarista in uso anche oggi).
Con quella impostazione, non appena entrò alla Casa Bianca, istituì una commissione di inchiesta sulle attività speculative e trascinò alla sbarra gli speculatori che subirono le giuste condanne.
Fece inoltre predisporre una legge per la separazione bancaria, il Glass Steagall Act, le banche commerciali (depositi e prestiti) potevano godere della protezione statale in caso di necessità, ma dovevano venire rigidamente regolamentate; mentre le banche d’affari (speculative) in caso di problemi sarebbero lasciate fallire senza alcun aiuto pubblico, visto che la loro attività non riveste nessun interesse per il bene comune.
Riordinato il sistema bancario, poté ordinare credito pubblico per le grandi opere infrastrutturali (ad es. la Tennessee Valley Authority). In questo modo il New Deal trasformò gli USA devastati da decenni di speculazione liberista in una sana e forte economia agroindustriale, così potente che riuscì a fornire, 10 anni più tardi, materiale bellico, logistico, alimentare, farmaceutico ed industriale a tutti gli alleati, rendendo così possibile la vittoria contro il nazifascismo.
Ecco perché sarebbe fondamentale ripristinare oggi la Glass-Steagall.
..
Inutile sottolineare che l’abolizione del Glass Steagall Act é la causa principale della degenerazione dell’attività bancaria in pura speculazione, che ha portato al demenziale e incontrollato uso di strumenti finanziari che hanno originato la crisi che stiamo vivendo.
Recentemente il ripristino del Glass Steagall Act ha trovato terreno favorevole in Gran Bretagna, dove si pensa che non sia più tollerabile che Obama rimanga in carica.
Non solo, ma il gruppo Londinese é giunto alla conclusione che “il sistema é già saltato” , e che é urgente agire al fine di salvaguardare gli interessi britannici, e dunque rimuovere Obama. La questione reale che però sta dietro la rimozione di Obama, è che lui, Geithner e Bernanke sono i maggiori ostacoli per il ripristino immediato del Glass-Steagall.

http://quiliberaitalia.blogspot.it/2012/07/glass-steagall-act-parte-seconda-di-l.html

Sauro manda
IN GRECIA ARRIVA LA DEFLAZIONE

Dopo 45 anni, per la prima volta nel mese di marzo in Grecia l’indice dei prezzi è sceso dello 0,2% su base annua, dopo una crescita di appena lo 0,1% di febbraio. E’ ancora presto per usare la brutta parola DEFLAZIONE, perché per poterne parlare bisogna che i prezzi mostrino un trend in discesa per un periodo prolungato. Tuttavia, se non ci siamo già, ci siamo quasi.
Cosa è la deflazione? Non si tratta solo dell’opposto dell’inflazione, bensì di una tendenza alla discesa dei consumi, dei salari, della produzione e del pil. Se l’inflazione è un male, la deflazione fa altrettanto male, forse peggio, perché sintomo di un’economia in caduta libera. Non a caso il termine deflazione è legato alla Grande Depressione del ’29.
Crisi della Grecia: tutti gli indicatori sono in continuo peggioramento
Atene vive il 6° anno consecutivo di recessione, avendo già perso oltre un quarto del pil raggiunto nel 2007. I disoccupati sfiorano il 30% della popolazione lavorativa, chi lavora ha bassi salari e i dipendenti pubblici si sono visti decurtare la busta paga, così come i pensionati. Ciò ha portato inevitabilmente a una caduta dei consumi, della produzione (-3,9% quella industriale a febbraio su base annua, dopo il -4,2% di gennaio), degli investimenti e del pil. Per forza di cose i prezzi iniziano a scendere, per effetto della legge della domanda e dell’offerta. Ciò sembra un bene ma la tendenza è pericolosa e si potrebbe incappare in quella che gli economisti definiscono da circa un ventennio la “trappola della liquidità” del Giappone. Cosa accade, infatti, se i prezzi scendono? I consumatori trovano conveniente ritardare gli acquisti, perché in futuro costeranno di meno. Ma così facendo provocheranno a loro volta stagnazione o anche recessione, anche perché le imprese cercheranno di anticipare la produzione, per non vendere a prezzi inferiori. Risultato? L’economia si stabilizza in una fase di perenne sovrapproduzione e il caso del Giappone dimostra come non sia affatto semplice uscirne. Le forti dosi di spesa pubblica (peraltro, impensabili in Grecia o nel resto dell’Eurozona) e le maxi-iniezioni di liquidità in circolazione non hanno portato ad alcun risultato (Giappone brinda all’”Abenomics” ma l’economia pompata è rischiosa).
Che rischi corre il nostro paese?
Il timore degli economisti è che altri Paesi dell’Area Euro possano seguire la via della deflazione alla greca, forse anche in termini strutturali. Si fa presente che Italia e Giappone hanno una popolazione che invecchia progressivamente. E sappiamo che gli anziani sono maggiormente propensi al risparmio, piuttosto che al consumo. E un abbassamento generali dei consumi per cause demografiche sarebbe la causa principale della deflazione nipponica, che rischia di arrivare anche in Europa.
Il Fondo Monetario ha espresso preoccupazione per la rapida contrazione del credito delle banche alle imprese e alle famiglie in Italia e Spagna. Una forte discesa dei prestiti, che nel nostro Paese è sotto gli occhi di tutti da almeno un anno e mezzo, potrebbe portare a spinte deflazionistiche, attraverso la compressione degli investimenti, della produzione, dell’occupazione e dei consumi.
Per questo, il caso Grecia è attentamente monitorato, tanto che si potrebbe discutere oggi stesso al G20 finanziario del rischio che tutta l’Eurozona possa cadere nella deflazione. A poco vale che la Troika avesse previsto prezzi stabili o possibilmente pure in lieve discesa per Atene, come conseguenza delle politiche di austerity. Una volta iniziata la tendenza si potrebbe innescare un meccanismo dal quale sarà poi molto difficile uscire.

RIDIAMARO :- )

Spinoza
Enrico Letta: “Sento un peso sulle spalle superiore alle mie capacità”.
Dev’essere un capello.
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Marco Mangelli
Se Renzi è la risposta, allora è la domanda che è sbagliata!!!
.
http://masadaweb.org

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