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Monday June 26th 2017

DEMOCRATICI NON SI NASCE

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MASADA n° 1452 23/3/2013 DEMOCRATICI NON SI NASCE

La politica che parla del nulla – La crisi di Cipro minaccia i nostri risparmi – Cleptocrazia – Debiti – Ennesima manifestazione No Tav in Val di Susa. Partecipano i neoletti del M5S – Scalfari, il padre che non c’è – Appoggiare o no il Pd – Bes 2013: dati sul benessere equo e sostenibile in Italia – Massoneria ed Europa – Dalla sobrietà al francescanesimo – Una indennità ai politici trombati – Travaglio su Grasso – Grillo e la privacy – Arrestare Berlusconi! – Buon tempo a 5 stelle – Youdem – Gli strapagati funzionari del Pd – A che punto siamo coi rimborsi elettorali?

La realtà non sopporta di essere guardata negli occhi…
Gianluca
..
L’utopia vivente
Viviana Vivarelli

Nella democrazia non si nasce
la democrazia non è un’eredità
la democrazia è un compito
“work in progress”
E’ il NOSTRO compito

Democratici non si nasce per DNA o storia
tradizione o cultura
la democrazia si costruisce
e democratici si diventa

La democrazia è il premio
di chi opera in prima persona
impegnando tutto se stesso
per il bene di tutti

Ma arrendersi alla dittatura
con falsi alibi del se e del ma
è come morire
prima di essere nati.

.
In fondo l’unione PD e PDL non è altro la regolarizzazione di un rapporto clandestino che dura da 20 ANNI”.
Italiano incazzato
..
…ma ce ne fosse uno della casta che chiedesse scusa”.
Italiano incazzato

Er monno nostro

N’amica mia ‘ncazzosa e a me sì cara
Me dice un giorno :”Me gireno, me gireno !”,
“Capisco” je risposi” e come no !?
A me me fumeno che paro drent’ar forno !”.
So’ giorni faticosi, annamo bbene!,
‘nze capisce gnente indove andremo,
né se riusciamo a riveninne fòra!
Tutti che strilleno ner buio più totale,
chi spigne a destra chi spigne poi a sinistra,
speriamo solo de diventà de gomma
che armeno ar fonno ce rispignemo sù.
Li fij nostri che non so’ abbituati,
che ‘n sanno ‘a storia de st’umanità,
ce guardeno co’ l’occhi spalancati…
“Tiè, a mamma, tiè, te faccio un bel regalo,
la vedi questa…? E’ fatta pe’ zappà !
La laurea te l’appenni ‘n faccia’ar muro,
aricomincia tu, che io ho sbaiato,

adesso è l’ora che uscimo da ‘sto sogno,
guardamo avanti e annamo a lavorà.
Li sòrdi so’ finiti, er monno no,
per te comincia adesso, è tanto bello!
Bisogna solo rispettallo un po’,
trattallo con amor, come ‘n fratello
.

M. Carla Renzi

LA POLITICA CHE PARLA DEL NULLA
Paolo De Gregorio

Ciò che mi dà più fastidio di tutta la vecchia politica, che è sempre più urgente rottamare, è l’imprendibilità anguillesca dei suoi dirigenti, che la mattina affermano che con l’avversario politico non prenderanno nemmeno un caffè, mentre la sera sono già pronti a qualsiasi accordo, senza rendere conto a nessuno della propria giravolta.
La cosa è possibile perché i politici non si scontrano su programmi, riforme, regole nuove da introdurre, ma vogliono solo spartirsi il potere, restare nel gioco e per questo sono disposti a tutto, anche quando perdono la faccia e ogni credibilità.
Osserviamo il comportamento di Bersani, che già un mese fa puntava su un accordo con Grillo da lui ritenuto possibile, alternando minacce e blandizie, bastone e carota, pilotando scissioni e divisioni nel M5S, e miseramente fallito di fronte alla fermezza di chi gli ha semplicemente chiesto: rinuncia al finanziamento pubblico ai partiti e poi parliamo.
Silenzio di tomba per non essere costretti ad amplificare l’eco della proposta.
Orbene, una persona onesta, di fronte ad una valutazione sbagliata, ad un errore di strategia, offre le proprie dimissioni e lascia spazio ad uno come Renzi, che già da tempo affermava di non voler inseguire Grillo ma trattare con il PDL.
Se io fossi stato Napolitano non avrei mai dato l’incarico a Bersani semplicemente per non perdere tempo in riti inutili, visto che un governo può essere fatto solo attraverso un accordo tra PD e PDL, e il dirigente che si è espresso in questo senso è Renzi, e Bersani non farà che buttare tempo e ritardare l’insediamento di un governo, qualunque esso sia.
Il M5S ha bisogno di farsi le ossa con una tenace opposizione al governo dell’inciucio, avrà modo di indicarne l’immobilismo per i veti incrociati di chi rappresenta interessi diversi, crescerà nella considerazione degli italiani, farà conoscere sempre di più il suo programma, i suoi metodi di partecipazione dei cittadini e al momento giusto dovrà chiedere la maggioranza assoluta per un governo di vero cambiamento.
Non so se si tratterà di mesi o di anni, ma se si continua con coerenza e fermezza, e si cresce nelle iniziative sul territorio, per i politicanti e inciucisti è finita.

LA CRISI DI CIPRO MINACCIA I NOSTRI RISPARMI

La crisi di Cipro dovrebbe spaventare gli Italiani. Appena si è profilato il default, le banche tedesche, per riprendere i loro capitali investiti nelle banche cipriote, hanno subito imposto un prelievo forzato di 5,8 miliardi sui conti correnti dei Ciprioti, anche su quelli sotto i 20.000 €, con l’assenso della Bce, che ormai serve solo a garantire gli interessi tedeschi. Inizialmente hanno chiesto una tassa di 6,75% per i conti tra 20.000 e 100.000 € e del 9,9% per i depositi oltre i 100.000 €.
Le banche cipriote hanno chiuso gli sportelli per dieci giorni ma non hanno potuto impedire la corsa ai bancomat. In Italia, nelle mani di gente come la cricca finanziaria di Monti o un Bersani che ripete che porterà avanti l’Agenda Monti anche senza Monti, l’Italia andrà sempre peggio e i nostri risparmi sono a grave rischio.
Dapprima il Parlamento di Cipro ha detto di no alla imposizione di un prelievo forzato della Bce (che ormai si profila come una succursale delle Bundesbank), di fronte a un’Italia della partitocrazia che per 16 mesi ha ubbidito “senza se e senza ma” a qualsiasi aberrazione chiesta da Monti, dalla Bce e dal Fondo monetario, e con un Bersani che si è messo contro Hollande quando chiedeva di rivedere le regole della zona euro, mentre scherniva Grillo quando chiedeva la stessa cosa, e con questi governanti non possiamo certo sperare in una difesa dei partiti ai nostri risparmi. Ormai quanto Bersani sia succube agli ordini del potere finanziario e sia l suo ‘utile idiota’ lo abbiamo visto anche troppo.
Così ho tolto i pochi soldi che ho dal conto corrente mettendoli in certificati di deposito, sperando che siano più sicuri da una possibile rapina dello Stato, ma la situazione è molto grave e l’invito di Grillo a rivedere al più presto i patti della zona euro sono più seri che mai!
Così non si può andare avanti e chi finora ha ridicolizzato Grillo nella sua richiesta di rivedere le regole che ci uniscono al fallimentare carro europeo dovrebbe ricredersi, almeno per salvare se stesso!
Più tardi la Bce è riuscita a forzare l’opposizione del governo cipriota e ora si parla di un prelievo forzoso addirittura accresciuto, che può arrivare al 15 % sui conti superiori ai 100.000 euro. Come a dire, che se hai sul conto corrente 100 milioni, lo Stato te ne può prendere 15 di forza.
Cipro è un paradiso fiscale a bassa tassazione tra o più popolari d’Europa, dove confluiscono molti capitali della mafia russa, non a caso Bossi (su consiglio di due ‘consulenti’ della ‘ndrangheta) aveva investito qui 1,2 milioni di euro di rimborsi elettorali sottratti dalle casse del partito.
Pare di capire che i soldi neri sottratti al fisco o ottenuti con mezzi illeciti finalmente possono essere colpiti anche nei paradisi fiscali. La Russia che in un primo momento si era opposta al prelievo forzato, poi si è defilata. Non solo. Verrà istituito un ”fondo di solidarietà” che comprende ‘asset’ statali, fondi pensionistici e i beni immobiliari di Stato e Chiesa greco-ortodossa e verrà fornito al governo il potere di imporre restrizioni sui movimenti dei capitali depositati nelle banche per evitare fughe alla prevista riapertura delle banche. Il paradosso totale è che, a questo punto, la Grecia va in soccorso a Cipro e compera 3 banche: la Banca di Cipro, la Laiki Bank e l’Hellenic Bank, con una operazione da circa 350 milioni di euro.
Povero aiuta fallito. Tutto da ridere.
Mentre la cara Unione Europea mostra una volta di più che è una organizzazione prettamente finanziaria nata per proteggere le banche e che, anche in questo caso, per salvarle, non vede di meglio che torchiare i cittadini. Se qualcuno avesse ancora l’illusione in una Europa dei popoli, farebbe bene a togliersela di testa prima possibile.

Sauro segnala:
ADESSO ABBIATE PAURA
Benetazzo

La exit strategy pianificata dalla Troika per il salvataggio di Cipro spiana la strada a quelle che potrebbero essere le metodologie di risanamento attuabili anche per l’Italia: i 10 miliardi di euro necessari per dare ossigeno all’economia cipriota arriveranno grazie a prelievi una tantum sui depositi a vista dei correntisti bancari: 6,5% sino a 100.000 euro e 9,9% oltre questa soglia, inutile pensare di portare via il proprio denaro in quanto le banche hanno l’ordine di bloccare i fondi per evitare la fuga dei capitali all’estero. Sono costretti a pagare l’imposta anche i non residenti che hanno depositi presso banche cipriote. E il gettito fiscale scaturirà soprattutto dai conti dei non residenti i quali hanno sfruttato per anni le caratteristiche distintive del sistema bancario cipriota (considerato un rinomato centro di riciclaggio finanziario, soprattutto dalla criminalità russa).
Le varie forze politiche uscite vincenti dall’ultima tornata elettorale, incuranti della scenario socioeconomico che contraddistingue la nazione, continuano a dare dimostrazione di puerili azioni dimostrative o di atti di sabotaggio politico contro questa o quella parte politica o istituzionale. Non vi è nessuno che sia in grado di proporre sul piano della credibilità operativa un programma di cambio della politica economica che ha contraddistinto l’Italia in questi ultimi 10 anni. A sentire il PD, il PDL ed anche il M5S sembra che la priorità siano i tagli ai costi della politica, il dimezzamento dei parlamentari, la legge sul conflitto di interessi, la riforma elettorale ed il finanziamento pubblico dei partiti. Personalmente parlando, ma chi se ne frega in questo momento critico del finanziamento ai partiti, si tratta di far risparmiare appena 90 milioni all’anno su un bilancio di oltre 800 miliardi ! Governare ed amministrare è un mestiere piuttosto difficile, che non si esercita in base a presunzioni di onestà e trasparenza, ma solo per constatazioni di capacità e per risultati raggiunti.
(Benetazzo è scettico circa le nuove leve che reputa incompetenti). Continuo ad essere un fiero credente del commissariamento finanziario sovranazionale del Paese, come unico modo per poter avviare un processo di risanamento nazionale, prima che si arrivi al default. Adesso abbiate paura, soprattutto dopo le esternazioni della Bundesbank riguardo al rischio paese. Senza riforme, niente aiuti. Sapete quali saranno le riforme che chiederanno prima di prestare il denaro, riforme che questo Parlamento e forse anche quello futuro non saranno mai in grado di implementare senza il ricatto sovranazionale ? Mercato del lavoro dinamico e flessibile, assunzione e licenziamento stile modello scandinavo, remunerazione della manodopera attraverso gabbie salariali desindacalizzate, accentramento e snellimento dei costi di spesa per la pubblica amministrazione, indicatori di performance per i dipendenti pubblici, limitazioni all’assistenza sanitaria di base, accorpamento amministrativo degli enti locali. Insomma tutto quello che servirà per diminuire il bilancio di spesa della macchina statale italiana. Sperando comunque che intanto questo possa bastare, prima di arrivare ai tanto antipatici e dannosi prelievi coatti sui depositi bancari degli italiani.

Sauro segnala
CIPRO. UN ALTRO PASTICCIO EUROPEO
Angelo Baglioni (docente di economia alla Cattolica)

Il salvataggio di Cipro avviene nel segno dell’improvvisazione. Discutibile la decisione di penalizzare i piccoli risparmiatori. Occorrono regole chiare di gestione delle crisi bancarie e maggiore uniformità nella supervisione. Non saremmo a questo punto se avessimo già l’unione bancaria.
L’ultima riunione dell’Eurogruppo (15 e 16 marzo) ha approvato il piano di salvataggio per Cipro. Prevede aiuti europei per 10 miliardi di euro. Come Contropartita, i governi europei (insieme a Bce e Fmi) hanno imposto al governo di Cipro alcune condizioni. La prima è l’aggiustamento fiscale, pari al 4,5 % del Pil, ottenuto in parte con un aumento dell’aliquota fiscale corporate dal 10 al 12,5 %. La seconda è il coinvolgimento del settore privato: ai depositanti delle banche cipriote verrà imposta una tassa una tantum del 6,75 % per i depositi fino a 100mila euro, del 9,9 per cento oltre quella soglia. È previsto anche il coinvolgimento dei detentori di obbligazioni subordinate (junior). Il settore bancario dovrà essere ristrutturato, riducendone la dimensione oggi spropositata rispetto all’economia dell’isola: le attività bancarie hanno raggiunto un ordine di grandezza pari a oltre 8 volte quello del Pil. L’accordo dovrà essere approvato dalle singole nazioni dell’area euro, affinché il Fondo di stabilità europeo (Esm) possa formalizzare la decisione di intervento (entro la fine di aprile, secondo la previsione dello stesso Eurogruppo).
Come si è arrivati a questo punto? Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un caso di cattiva supervisione bancaria. Le autorità cipriote hanno lasciato che alcune banche del paese assumessero una dimensione tale da non essere in grado di gestirne un eventuale dissesto con le proprie forze. Hanno lasciato che attraessero molti depositi da altri paesi, tra cui Grecia e Russia. Cosa più grave, sembra che abbiano trascurato di controllare la provenienza di questi capitali, tanto che l’Eurogruppo ha preteso una valutazione esterna del rispetto della normativa antiriciclaggio come parte delle condizioni del prestito. Hanno lasciato che le banche cipriote si esponessero pesantemente al rischio-Grecia, subendo poi il contraccolpo dell’altro “coinvolgimento del settore privato”: quello che ha decurtato il valore dei titoli di Stato greci di oltre il 50 per cento.
Adesso, giustamente l’Eurogruppo pretende che il costo del salvataggio non ricada interamente sulla solidarietà dei contribuenti europei. Un salvataggio completo e senza costi per chi ha generato questa situazione avrebbe l’ovvio inconveniente di produrre azzardo morale. Tuttavia, il modo in cui si è arrivati al coinvolgimento del settore privato desta qualche perplessità. Imporre un prelievo sui depositi al di sotto dei 100mila euro toglie credibilità alla assicurazione dei depositi. La direttiva europea in materia richiede a tutti i paesi membri di assicurare completamente i depositi fino a quella soglia. Cosa potranno pensare adesso i depositanti europei di fronte a un provvedimento delle autorità europee che smentisce tale principio? Ricordiamoci che l’assicurazione dei depositi e altre istituzioni, come il prestito di ultima istanza da parte della banca centrale, sono volte a stabilizzare il comportamento dei risparmiatori, evitando fenomeni di panico collettivo. Ma l’obiettivo richiede la assoluta credibilità di quelle istituzioni. Creare un pericoloso precedente potrebbe rivelarsi costoso in futuro, aumentando la fragilità dei sistemi bancari in altri paesi europei, soprattutto in quelli candidati a ricevere l’assistenza finanziaria dello Esm (oltre a gettare immediatamente nel caos le banche cipriote). Perciò sarebbe stato opportuno evitare di colpire i piccoli depositanti. Per fare tornare i conti, si poteva avere la mano più pesante sui depositi di maggiore dimensione e sugli obbligazionisti non subordinati (senior), che invece non sono stati colpiti.
I governanti europei si sono affrettati a dichiarare che il caso di Cipro è unico e irripetibile. Peccato che lo avessero già detto anche quando (un anno fa) hanno imposto pesanti perdite ai detentori di titoli di Stato greci: non solo alle banche, ma anche ai piccoli risparmiatori. Peraltro, anche in Irlanda alcuni detentori (al dettaglio) di obbligazioni bancarie si sono visti decurtare drasticamente il valore del loro investimento. Insomma, il coinvolgimento dei risparmiatori privati nei piani europei di assistenza finanziaria sta diventando la regola, non l’eccezione.
Il coinvolgimento del settore privato non è di per sé sbagliato. Anzi, è necessario per evitare azzardo morale e per limitare i costi dei salvataggi per i contribuenti. Il punto è che dovrebbe avvenire all’interno di regole chiare e uniformi, che diano certezza agli investitori. Al contrario, la gestione caso per caso genera confusione e mina la credibilità delle istituzioni che tutelano i risparmiatori. Per questo bisogna accelerare le tappe verso l’unione bancaria europea. Primo, consentirebbe una maggiore uniformità delle pratiche di supervisione, evitando casi di leggerezza come quello cipriota. Secondo, permetterebbe di disporre di un quadro chiaro di gestione delle crisi bancarie, con una autorità europea chiamata ad applicarle. Solo così si eviterà l’improvvisazione che ha caratterizzato finora gli interventi europei di assistenza finanziaria. Peccato che il cammino verso l’unione bancaria, dopo un rapido avvio l’anno scorso, sia rallentato: anche l’ultimo vertice del Consiglio europeo non è stato incoraggiante da questo punto di vista.
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Ultima notizia al 25/3/2013: Cipro, via libera europea al piano di salvataggio
Non toccati i depositi sotto 100mila euro
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CLEPTOCRAZIA

Espressione denigratoria per un governo che ha alto livello di corruzione e di uso del potere per gli scopi e gli interessi personali dei governanti
Secondo Vittorio Bobba: governo di ladri, termine informale peggiorativo per indicare una forma di governo che è il culmine della corruzione politica, dove il governante e i suoi accoliti usano i meccanismi di governo per tassare pesantemente la popolazione allo scopo di ammassare fortune personali.I Cleptocrati possono impiegare diversi metodi (riciclaggio di denaro,conti bancari anonimi, falso in bilancio ecc) per proteggere e nascondere i loro guadagni illeciti.
Le Cleptocrazie tendono a essere stabilmente instabili. Ovvero, si ha una successione di ladri che si susseguono scalzando i predecessori, senza risolvere i veri bisogni del popolo. Haiti ne è un esempio, ma pure lo Zaire, l’Indonesia di Suharto, l’Iraq di Saddam, l’Jugoslavia di Milošević e la Romania di Ceausescu.
Ma anche l’Italia è in buona posizione.
Secondo Wikipedia, ‘Repubblica delle banane’ è un’espressione dispregiativa che sta a indicare una nazione politicamente instabile, in mano a multinazionali e governata da un’oligarchia ricca e corrotta. Il termine è entrato nel linguaggio quotidiano per indicare un regime dittatoriale e instabile, dove le consultazioni elettorali sono pilotate, la corruzione è ampiamente diffusa così come una forte influenza straniera (che può essere politica o economica).
Roberto Moro scrive: “Come ogni organizzazione statuale, l’Italia conosce il fenomeno della corruzione, ma è il suo dilagare, la sua natura strutturale, la sua enfasi che pone problemi di analisi e interpretazione. La democrazia repubblicana, fragile e incompiuta costituzionalmente, ha convissuto da sempre con la corruzione. Il suo radicarsi nei comportamenti collettivi è però un trend, una linea di tendenza che ha ormai sconvolto l’assetto istituzionale e le regole della civile convivenza,più
di recente è divenuta un vero e proprio “sistema paese”

È in forza della corruzione e della battaglia contro la corruzione che è entrata in crisi irreversibile la Prima Repubblica, ed è in forza della corruzione che si è retta la Seconda Repubblica. Il sistema politico ne è attore e vittima al tempo stesso ed è all’ombra di un patto tra potere e corruzione che si è giunti al limite della catastrofe economica e civile.

ALESSIO SANTI

Volevano amministrare lo Stato come se fosse una ditta questi professori bocconiani da strapazzo, dalla Fornero a Monti a Passera a Profumo.
Ma se la prima ha fatto la riforma delle pensioni non calcolando neanche che rimanevano fuori 300.000 nostri concittadini, 300.000 esodati senza pensione e senza stipendio dal lavoro?
Sono dei criminali al servizio della finanza massonica che li ha messi lì per tappare i buchi miliardari delle banche, come il Monte dei Paschi di Siena, che facevano perdite e distribuivano utili agli azionisti, da Caltagirone al Pd di Siena e di Roma, coi bilanci truccati dei derivati.
Questo fascismo finanziario dà agli azionisti delle banche i miliardi che toglie, euro dopo euro, ai cittadini e alle imprese, ormai quasi tutte sulla soglia del fallimento per mantenere privilegi inconcepibili e caste intoccabili.

DEBITI
Mario Mario

Che strana ditta è lo “Stato Italiano”. Una ditta che si indebita di 30 miliardi di euro al mese, 1 miliardo al giorno, 41,66 milioni di euro all’ora, 700 mila euro al minuto, 10 mila euro al secondo…
Una ditta strana! I dirigenti della quale si svegliano al mattino alle 8:00 e hanno già 320-350 milioni di euro di debiti! Poi timbrano si fanno il caffè, se la discutono su come fare a pagarsi i 200 mila euro di stipendio annuo e già è arrivata l’ora di pranzo e i milioni di debito della giornata sono arrivati a 500!!
Il primo mese dell’anno di questa azienda è riservato a indebitarsi per pagare i dirigenti = 30 miliardi di euro tondi tondi!!
Poi il secondo mese serve per pagare i dipendenti, e poi il resto è tutto di guadagnato! Di guadagno?? Eh sì, sono soldi che si possono utilizzare per gli amici, gli amici degli amici….diciamo 2-300 miliardi di euro per aggiustare tutti i buchi regalini compresi!
Lavoro? Lavoro la ditta Stato Italiano??? Ma sei fuori???? Lavoro è un diritto dei cittadini, non sia mai che un tale diritto sia a carico della ditta “Stato italiano”!! La ditta Stato Italiano fa lavorare gli altri, gli ingegneri svizzeri, austriaci, francesi per la famosa TAV e i manovali rumeni, ucraini,….Stato Italiano la ditta RE MIDA! La ditta che trasforma in oro la i debiti, il debito in credito, il debito in denaro sonante! Sei un cittadino normale e hai un debito? IMPICCATI!! Sei un dirigente della ditta Stato italiano re Mida? Indebitati e risolvi tutto!! La ditta Stato italiano ha un esercito di esattori per fare tutto, gli Equitaliani pronti a scattare, guardie di ogni tipo! Bilancio?? La ditta Stato italiano ha un diritto particolare e può anche allargare il deficit e può mettere a debito qualsiasi sofferenza persino il fatto che faccia qualcosa!

IPR MARKETING

Pd e M5S sono appaiati nelle intenzioni di voto degli italiani perdono entrambe un punto percentuale rispetto al risultato delle elezioni politiche e si assestano a un livello di gradimento pari al 24,5%. Il Pdl cresce rispetto al 21,6% ottenuto alla urne e si attesta al 23,5% portando la sua coalizione al 31%.
Chi perde in maniera più consistente è la coalizione di centro con un Futuro e Libertà al di sotto dell’1% e un’Unione di centro che scende all’1,5%; Scelta Civica di Monti scende dall’8,3% al 6,8% portando nel complesso la coalizione all’8,8% (dal 10,6% ottenuto alle elezioni).
Crescono gli dal 25% delle politiche al 30% con una percentuale di indecisi pari al 13%.
..
C’è chi critica il M5S per non avere ancora fatto proposte di legge, mentre i partiti ne hanno presentate a centinaia

Scrive Demis:
bene, vediamo alcune di quelle fatte dagli altri allora:
Cirielli (fratelli d’Italia): Istituzione del Principato di Salerno (perché no? Come c’è quello di Monaco!)
Burtone(PD): Grassano città nazionale del presepe (con questa 1000 posti di lavoro in più)
Divina (Lega): Le norme per la tutela televisione di strada (???chi sa cosa vuol dire?)
Brambilla(PDL): Gli equini come animali da affezione (mi sta bene, ma un cavallo mi costa più dell’imu…)
Pino Visicchio (Democratico): istituzione della giornata del rifiuto della povertà (sei povero? Tirati su, oggi è la giornata del rifiuto,spenderemo tanti soldi pubblici in gazebo per ricordartelo)
Non so..serve aggiungere altro?
.
Viviana
Prima di tutto è meglio la qualità della quantità.
Il giorno dopo che il 97 % degli elettori aveva detto No alle privatizzazione dell’acqua, il prode Bersani si affrettò a proporre una nuova legge che affidava alle società private la gestione dell’acqua pubblica, tanto zelo legislativo è di per sé encomiabile? Il governo di Berlusconi è stato prodigo di decreti legge e di voti alla fiducia e non da meno è stato Monti. Se qualcuno crede che una congerie di pessime leggi valga di più di poche leggi ma buone, è proprio fuori di cervello. Sarebbe come dire che l’Italia che ha 150.000 leggi è governata meglio della Francia che ne ha 7.000 e della Germania che ne ha 5.000 o dell’Inghilterra che ne ha 1.000.
In Italia ci sono 230.000 avvocati, è allora meglio della Francia che ne ha 10.000?
In secondo luogo, i 160 del M5S sono al loro 3° giorno di governo, il Pd ha dietro di sé 65 anni di attività politica. Posso immaginarlo quante pessime leggi avrà già pronte nel cassetto, le sue, più tutte quelle suggerite dal ‘padrino’ Mario Monti. Francamente preferiremmo che ne facesse di meno e le pensasse di più.

ENNESIMA MANIFESTAZIONE NO TAV IN VAL DI SUSA
PARTECIPANO I NEOELETTI DEL M5S

Viviana

Se qualcuno si informasse prima di scrivere delle sciocchezze sarebbe meglio. E chi scrive a favore della TAV in Val di Susa risulta sempre e comunque ignorante dei fatti .
Sono 20 anni che gli abitanti della valle dicono di no a quest’opera assurda, la Francia non la vuole, l’Europa l’ha scaricato e dunque non ci metterebbe un euro, mancano i soldi per farla oggi peggio di ieri, le direttrici di traffico sono altre, la linea è solo per le merci e non per i passeggeri, per le merci la ferrovia già esistente è sottoutilizzata e basta e avanza anche perché di merci ne viaggiano sempre meno e preferiscono altre vie, in più dentro un tunnel non si può usare l’alta velocità per motivi di sicurezza, per cui avremmo 57 km di bassa velocità, altro che TAV! Senza parlare dei lavori che bloccherebbero la valle per 20 anni e la inquinerebbero di uranio, vista la qualità del monte da traforare che è peggio di una bomba atomica.
Non esiste opera pubblica che abbia avuto un No deciso e costante come questa! Loro lo sanno benissimo che non la faranno mai e che non ci sono i 20 miliardi per farla.
Ma c’è chi ha promesso appalti alla mafia (sui trasporti di materiali per es.) e in cambio ha avuto voti e ha lusingato le Coop del cemento, come ha fatto per il ponte di Messina.
E finché continueranno a dire che quei lavori si faranno e quegli appalti ci saranno, quei voti continueranno ad esserci.
Lo sapete che la ‘ndrangheta ha il monopolio sul trasporto dei materiali di sterro? Trasporto che durerà qualcosa come 20 anni se l’opera si farà. Avete idea di quale business sia questo?
Lo sapete che negli atti del maxiprocesso Minotauro condotto da Caselli contro 140 esponenti delle cosche della ‘ndrangheta in Piemonte si parla di intercettazioni telefoniche su uno scambio di favori tra un pezzo grosso del Pd e la ‘ndrangheta per avere voti per Fassino promettendo appalti proprio sulla Tav in Valsusa?
Ed è con questa gente che ci volete fare alleare????
Sarebbe l’ora che i piddioti addestrati come pappagalli la smettessero di dire scemenze, come che la Tav in Val di Susa ci serve, la vuole l’Europa o la vuole la Francia.
La Tav in Val di Susa è stata bocciata sia dalla Francia che dall’Europa.
Non solo non ci serve, soprattutto in questo momento perché le merci da quel lato non hanno nessuna intenzione di passare né ora né mai, e non solo Francia e Europa hanno bocciato l’opera e non daranno un euro, ma ci sono solo due forze che la vogliono a tutti i costi, fregandosene delle conseguenze e pensando solo al loro sporco interesse:
-la Coop del cemento del Pd (che ha avuto l’appalto per la costruzione della base militare americana di Vicenza ed era anche dentro gli appalti del ponte di Messina)
-e la ‘ndrangheta, che in Piemonte ormai la fa da padrona e che avrebbe l’appalto del trasporto per 20 anni dei materiali di scarico.

http://www.byoblu.com/post/2012/03/01/Ecco-la-ndrangheta-che-vuole-la-TAV-in-Val-di-Susa.aspx

SCALFARI, IL PADRE CHE NON C’E’
Viviana Vivarelli

Sì, ho riso molto, leggendo l’ultimo editoriale di Scalfari (http://www.repubblica.it/politica/2013/03/24/news/il_padre_che_non_c_e_il_paese_impaurito-55236667) e vedendo come scopriva le recondite voglie. Un mondo nuovo avanza. E dov’è Scalfari, il grande Padre della repubblica, in quel mondo? Scalfari non c’è. E allora il meschino scrive questo articolo disperato, che è un vero lapsus freudiano, una rivelazione impudica del suo inconscio. E’ chiaro che proponeva se stesso come Presidente della Repubblica. Non capisce più la realtà da un pezzo, si sente scavalcato dagli eventi, sbaglia tutte le sue valutazioni, fa parte di un sistema marcio di cui non capisce le colpe e che vorrebbe tenere in piedi come un morto che cammina, e lamenta, come il padre del complesso di Edipo, che il figlio non lo riconosca più come padre e si sottragga al suo imperio. Soffre nell’intuire l’emancipazione mentale ed etica di un Paese che non tollera più di stare sotto la tutela di influenzatori come lui, un Paese che, anche grazie ai suoi ottusi consigli, è andato verso la rovina totale. E allora si lamenta che i figli non rispettano più i padri, come se la tutela patriarcale dovesse andare avanti in eterno, impedendo alle nuove generazioni di provvedere a se stesse nei modi che loro stesse creano, creando futuro. Quel lamento sul potere perduto è la confessione più squallida che potevamo vedere su un vecchiume che non accetta di cedere lo scettro al tempo. Scalfari è sorpassato da tempo, Scalfari è un morto che parla, e nessuno lo ascolta, perché il futuro gli è passato avanti e lui era cos’ reso dallo specchio di se stesso da non vederlo. Ma in questo articolo comincia, tristemente, a rendersene conto.
Io sono vecchia e su Repubblica ci sono cresciuta, è stato il mio giornale politico di riferimento molto meglio del Corriere o di qualsiasi quotidiano e Scalfari è stato per me una guida per moltissimi anni. Repubblica è ancora il primo giornale che leggo al mattino nella rassegna della stampa on line. Io non voglio togliere al grande Scalfari l’importanza o la gloria che ha meritato un tempo. Dico solo che ormai per questo Paese rappresenta solo un bagaglio a perdere, da diversi anni è invecchiato, non capisce più molto di quel che accade, ha sempre clamorosamente toppato sulle valutazioni del M5S e ha continuato testardamente a puntare sul Pd, ignorando completamente le sue debolezze, le sue deviazioni e i suoi errori per partigianeria.
Ma la verità non è fanatica e deve dire pane al pane. Il pane è un ottimo alimento, ma se insistono a dartelo da mangiare anche quando è muffo, non è più un buon alimento, diventa nocivo.

C’è pure chi nega che il M5S sia il 1° partito in Parlamento!

Il Pd deve ringraziare Vendola che non si è staccato mettendosi con Ingroia, malgrado tutti i voltafaccia che Bersani gli ha fatto preferendogli Monti e perfino Casini nella caccia ai fantomatici ‘moderati’ che esistono solo nella sua testa (forse l’1,8 di Udc?), essendo egli un povero di spirito che sbaglia tutto quello che fa e,se non avesse uno zoccolo duro di anziani disinformati fedeli al voto, nell’ignoranza totale dei fatti, sarebbe sparito per sempre dalla politica come meriterebbe per la sua incapacità e per aver venduto il Paese alla depredazione dell’alta finanza internazionale in quel suicidio collettivo che è stato il governo Monti, il peggiore governo che l’Italia abbia mai avuto!
Il fatto che Bersani dovrà prima o poi considerare è che ha vinto di poco come coalizione, ma che la prima forza in Parlamento è il M5S.
Non guardo nemmeno i sondaggi che danno il Pd in calo e il M5S in tenuta.
Alle politiche 2013, (dati wikipedia) il M5S ha preso 8.689.458 voti, il Pd ne ha presi 8.644.523. Il che vuol dire che il Pd ha preso 44.935 voti meno del M5S. E questo divario non farà che aumentare.

APPOGGIARE O NO IL PD
Viviana Vivarelli

Certo se Bersani fosse stato Crocetta, le cose sarebbero state diverse. Ma Crocetta non avrebbe mai offeso il M5S come ha fatto Bersani con tutti i suoi media e i suoi TROLL, si sarebbe comportato in maniera diversa, avrebbe portato rispetto a 8 milioni e 700 mila Italiani senza chiamarli fascisti, avrebbe seguito seriamente, e non in modo fumoso e indefinito, le richieste del M5S, che sono ragionevoli e finalizzate a una migliore onestà, equità e pulizia per il bene di tutti, non avrebbe inciuciato con Berlusconi per anni, non si sarebbe venduto alla finanza internazionale, non avrebbe chiamato Monti e votato tutte le sue leggi iperliberiste. Ma Bersani non è Crocetta, ha sempre sbagliato e continua a sbagliare. Come fai ad allearti con uno che ti calunnia ogni momento e manda bande di TROLL sul tuo blog??
Mettete Crocetta al posto di Bersani e cominceremo a ragionare!

Mi pare che il M5S sia stato molto chiaro:
ha presentato un elenco di 20 punti perfetti e indiscutibili che farebbero il bene di questo Paese, e non il vantaggio di qualche bottega.
Uno come Crocetta li avrebbe sottoscritti.
Uno ambiguo e falso come Bersani è rimasto sul vago e non ha dato alcuna garanzia di affidabilità, nel frattempo ha continuato a brigare con la Lega o Monti per averne l’appoggio. Dovrebbe essere chiaro che qualunque pastrocchio fatto per ripagare la Lega o Monti sarebbe totalmente da respingere come male per questo Paese. E di male ne hanno fatto già abbastanza!
Bersani è un perdente di natura e non è affidabile. E’ uno che ha rifiutato il referendum sull’acqua e solo quando ha visto che i no alla privatizzazione aumentavano si è furbescamente avvicinato ai referendari, ma, con tutto che il referendum è passato col 97% dei no alla privatizzazione, IL GIORNO DOPO Bersani era di nuovo lì con una proposta legislativa che dava la gestione dell’acqua alle società private!!??
E’ totalmente inaffidabile! Ma come fai a sostenere uno così?
Mettete Crocetta al posto di Bersani e la situazione si sblocca.

Più stupidi ancora di quelli che hanno votato Bersani sono quelli che hanno votato Renzi
Renzi è come la Vanna Marchi, è un venditore imbroglione che sa acciuffare il consenso della gente come qualsiasi furbo parolaio. Ma basta leggere il suo programma in 100 punti per vedere che è più fascista di Monti, vuole la privatizzazione totale di beni e servizi pubblici. Vuole l’abolizione dello statuto dei lavoratori e dello stato sociale. Ma come si può pensare di affidare l’Italia a un tipo simile? E poi si ha la faccia di dire che sono i 5stelle i fascisti! Cosa ne hanno fatto di un partito che era il secondo partito di sinistra d’Europa? Che cosa ne hanno fatto dell’eredità etica e sociale di Berlinguer, di Ingrao, Pertini, Gramsci? L’hanno venduta al mercato per un piatto di lenticchie?

Nei fatti, appena i 16 senatori 5stelle hanno votato Grasso, il M5S ha avuto un crollo nei sondaggi. Chi ha votato il M5S lo ha fatto perché voleva abbattere i partiti. Se il M5S si alleasse a uno di essi, verrebbe meno al primo e fondamentale principio per cui è stato votato e si suiciderebbe da solo.

I 20 PUNTI DI GRILLO RISUONANO DAL QUIRINALE
Paolo De Gregorio

Sarò un po’ ritardato, ma non capisco perché il Presidente della Repubblica non affidi al partito italiano che ha preso più voti il mandato di formare un nuovo governo, che poi è l’unico partito che si presenta con i suo 20 punti di programma, a fronte di una indecente ambiguità e genericità di tutti gli altri partiti.
Ci piacerebbe tantissimo osservare il PD mentre spiega perché questi 20 punti non vanno bene, anche se votati dai cittadini, mentre i suoi fumosi 8 punti sono un papocchio inventato a tavolino, dopo le elezioni, con la speranziella e la tattica di dividere i grillini.
Se il Pd avesse veramente a cuore la famosa governabilità e volesse veramente una svolta per liquidare inciuci e berlusconismo, potrebbe semplicemente appoggiare e dare la fiducia al M5S e al suo programma, riconoscendo il più notevole fenomeno politico dal dopoguerra ad oggi, creato da incensurati, senza soldi, che si sono fatti largo con le loro proposte sul territorio, abbandonato dai partiti chiusi nel Palazzo e negli studi televisivi.
Mi ha dato una grande gioia sentire i portavoce del Movimento, all’uscita dal colloquio con Napolitano, scandire dal più alto dei colli di Roma il proprio programma, senza retorica, con tranquilla fermezza, con la puntigliosità di chi vuole rispettare la volontà degli elettori.
Bersani è in un vicolo cieco: il M5S non gli darà la fiducia, non gli resta che la carta suicida di accettare la “concordia nazionale” di B, ma credo che Renzi sia il più adatto a compiere questo passo.
Chi si illudeva di smacchiare i giaguari e mettersi in tasca gli “ingenui” grillini credo che sia a fine carriera, e sarà ricordato come un debole che, dopo le dimissioni del Caimano, ha avuto paura di vincere le elezioni, e ci ha regalato un anno abbondante di mascalzoni tecnici che non hanno risolto un solo problema, ma hanno peggiorato molto il tenore di vita delle classi subalterne.

BES 2013: DATI SUL BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE IN ITALIA
Roberto Meregalli – peacelink

Ogni giorno è difficile e ogni mattina nuove “cifre” mettono nero su bianco queste difficoltà: il Pil del quarto trimestre 2012 è sceso del 2,7% in Italia, dopo essere calato dell’1,3%, del 2,3% e del 2,4% nei precedenti trimestri; il dato della disoccupazione è stato definito “agghiacciante” anche dal presidente di Confindustria Squinzi, ormai in pressing quotidiano per ottenere i pagamenti arretrati della pubblica amministrazione alle imprese.
Anche i numeri “meno ortodossi”forniti alcuni giorni fa da Cnel ed Istat nella prima edizione di “Benessere equo e sostenibile in Italia” (Bes 2013, http://www.misuredelbenessere.it), un tentativo di misurare il nostro Paese con indicatori diversi da quello del reddito generato, misurano un Paese “grigio”. Per fortuna emergono anche molti dati positivi come l’aumento costante della vita media, il miglioramento nel trattamenti dei rifiuti, la riduzione delle emissioni climalteranti, l’aumento della quantità di energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili e della percentuale di energia primaria consumata proveniente da rinnovabili (meglio della Germania), l’aumento del numero di asili nido.
Ma ci sono molti dati negativi, primo fra tutti quello di un Paese che “non è ancora in grado di offrire a tutti i giovani la possibilità di un’educazione adeguata”; ad es., la quota di persone di 30-34 anni che hanno conseguito un titolo universitario è del 20,3% in Italia a fronte del 34,6% della media europea. Siamo davvero un brutto paese per i giovani: la percentuale di quelli in età compresa fra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano dal 19,5% del 2009 è salita al 22,7% nel 2011 e i dati di fine 2012 sono ancora peggiori (ben oltre il 30%). Dopo la Spagna siamo il paese europeo che presenta la più forte esclusione dal lavoro dei giovani ed infatti è difficile sui treni dei pendolari non sentire giovani che parlano di andarsene altrove.
Parlando di lavoro, il tasso di occupazione è sceso dal 63% del 2008 al 61,2% del 2011 nella classe 20-64 anni. I soldi sono sempre più nelle tasche di pochi: “La disuguaglianza dei redditi in Italia è superiore alla media dei Paesi OCSE, più elevata che in Spagna ma inferiore che in Portogallo e nel Regno Unito. Nel 2008, il reddito medio del 10% più ricco degli Italiani era di 49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro) indicando un aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1 di metà degli anni Ottanta.” (OECD 2011, Divided We Stand: Why Inequality Keeps Rising)
Un dato più volte sottolineato dalla Banca d’Italia: “La distribuzione della ricchezza è caratterizzata da un elevato grado di concentrazione: molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza; all’opposto, poche famiglie dispongono di una ricchezza elevata. Alla fine del 2010 la metà più povera delle famiglie italiane deteneva il 9,4% della ricchezza totale, mentre il 10 % più ricco deteneva il 45,9 % della ricchezza complessiva”.
Ci difendiamo dalla crisi per lo più in famiglia, perché “intorno alla famiglia si sviluppa una rete di relazioni con parenti non conviventi e amici che svolge un ruolo fondamentale nella dotazione di aiuti sui quali individui e famiglie sono abituati a contare”. Ma abbiamo paura degli “altri”, del resto della società verso la quale emerge una profonda diffidenza: “Nel 2012 solo il 20% delle persone di 14 anni e più ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia”, facendo dell’Italia uno dei paesi Ocse con i più bassi livelli di fiducia verso gli altri, soprattutto a confronto con paesi quali la Danimarca e la Finlandia, dove la quota di persone che esprime tale fiducia raggiunge il 60%. Sarà per questo che sul piano politico non esiste rinnovamento sul fronte della fiducia e del rispetto per la parte “avversaria”? Per cui ogni nuovo arrivato si ritiene “quello giusto” e ignora il resto del paese considerandolo indegno di stretta di mano?
Il rapporto prosegue parlando di in un Paese colmo di opere d’arte e di luoghi incantevoli: “Tuttavia, il patrimonio storico e artistico soffre, oltreché delle contenute risorse economiche destinate al settore (la spesa pubblica che l’Italia destina alle attività culturali è pari allo 0,4% del Pil), di un insufficiente rispetto delle norme (oltre 15 abitazioni abusive ogni 100 costruite legalmente) e di una non puntuale azione di controllo da parte delle Amministrazioni: il paesaggio è minacciato da una continua e spesso incontrollata espansione edilizia”.
Se è vero che le emissioni atmosferiche di sostanze inquinanti sono diminuite in Italia più che nella maggior parte degli altri Paesi OCSE, è purtroppo vero che oltre metà delle 30 città europee più inquinate si trovano da noi; e viviamo in mezzo a 5.000 siti contaminati da bonificare a cui vanno aggiunti altri 10 mila siti minori a livello regionale.
Inquinamento, degrado e cementificazione forse spiegano perché un paese con una densità di opere d’arte da far paura è oggi al 26° posto nella classifica relativa alla competitività turistica, ed è 18° nella classifica esclusivamente europea, penultima fra i paesi dell’Europa Occidentale.
Un Paese piegato da un debito perverso che cresce per effetto dell’usura dei tassi di interesse alimentati dalle valutazioni a senso unico delle agenzie di rating che misurano “il grado di spremitura” di una nazione.
Dopo le elezioni lo spread (BTP/Bund) è salito, il Tesoro ha venduto tutti i 7,75 miliardi di euro di BoT a un anno ma solo aumentando il rendimento, il tasso di collocamento è infatti salito all’1,20% rispetto all’1,09% di febbraio. Al contrario i tassi dei “bot spagnoli ”hanno registrato un calo, certificando l’aumento di fiducia verso lo stato spagnolo rispetto alla perdita per il nostro. E questo significa che aumenta il debito a carico del bilancio dello Stato che copriamo con le “nostre” entrate fiscali.
I dati di questo Bes 2013 e i quotidiani drammi di chi ha perso lavoro, delle imprese che chiudono, dei negozi che scompaiono lasciando posto – se va bene – a “compro oro” e slot machine, devono essere i suggeritori del programma del nuovo (impossibile?) governo:
– misure fiscali per ridurre le diseguaglianze e reddito di cittadinanza per garantire i bisogni essenziali di tutti e che sia garantito il diritto a non dover fare elemosina
-riduzione delle spese inutili: F35, infrastrutture inutili (TAV e autostrade varie in giro per l’Italia)
-misure per garantire credito alle imprese in modo da evitarne la chiusura
-investimenti in arte/turismo, ricerca/scuola, agricoltura, bonifiche, efficienza energetica, rinnovabili per ridurre al minimo il deficit di circa 80 miliardi nella bilancia dei pagamenti, per ridurre le emissioni climalteranti, per la salute di tutti)
Certo per ipotizzare tutto questo occorre una straordinaria politica estera perché le regole del nostro “cortile” sono in gran parte regole del “quartiere Europa” e del paese mondo. Il rispetto per la gravità del momento che viviamo impongono di lasciar perdere gli slogan vuoti di contenuto, le proposte (euro/non euro, debito/no debito) vanno dettagliate in percorsi e schedulazioni altrimenti sono prese in giro o specchietti per le allodole.
Come trasformare una mera unione monetaria in una unione politico-economica? Quali controlli e vincoli mettere in atto per far sì che sia più conveniente investire denaro in attività produttive piuttosto che in speculazioni finanziarie? Quali proposte per contrastare la fuga di capitali nei paradisi fiscali? Perché se non si risolve questo problema ci si condanna al massimo alla sopravvivenza, non alla vita.
Da un parlamento pieno di facce nuove urgono proposte concrete e dettagliate su questi punti per dare fiducia, speranza e possibilità di reddito ad un Paese stremato. Al momento è invece deprimente il teatrino verbale che sembra svolgersi su un piano diverso da quello delle statistiche appena citate. Forse ci vorrebbe più rispetto per tutti coloro che hanno votato e per tutti quelli che non lo hanno fatto, la gran parte era ed è accomunata dalla stessa voglia di vivere un futuro migliore e la politica è la capacità di comprendere un Paese, vederne le diversità e riuscire a produrre proposte inclusive che trasformino i singoli egoismi in un “egoismo paese”, in un “amor proprio”.
Finché continueremo a vedere gli altri senza fiducia, senza quel rispetto che invece esigiamo per noi, non avremo alcun rinnovamento e “contare le caramelle” sarà davvero poca e risibile cosa.

http://www.martinbuber.eu/comm_econ/newsletter/Ogni%20giorno%20%C3%A8%20difficile2.pdf

MASSONERIA ED EUROPA
Daniele Martinelli

(Blogger scelto come responsabile della comunicazione del gruppo parlamentare alla Camera del M5S, consulenza e realizzazione di articoli, video, post e comunicati da diffondere quasi unicamente per internet, rifiutando i media italiani)
http://www.danielemartinelli.it/

“Gad Lerner contesta l’affermazione:”L’ingresso dell’Italia nell’euro è frutto di una mossa massonica“.
La massoneria è un’attività di persone influenti nel tessuto sociale che perseguono obiettivi non sanciti da volontà popolare. L’ingresso dell’Italia nell’euro non è stato frutto di una decisione referendaria, o di una consultazione popolare. E’ stata un’operazione elitaria di un gruppo ristretto di uomini di governo in combutta con un gruppo di banchieri. Se la parola massoneria spaventa, usiamo “consorteria“, o “conventicola“. Ci hanno martellato per anni, a cominciare da Prodi, con mantra del tipo “meno male che l’Italia, nell’euro, è salva“. Quel che vediamo oggi, senza avere in dote “autorevolezza in materia economica e geopolitica“, è che, da quando è scomparsa la lira il debito pubblico alle stelle, il costo della vita è insostenibile, manca la liquidità, si tagliano i servizi primari ai cittadini per onorare interessi su interessi, si commissariano gli Stati con sottrazione di sovranità nazionale, si restringe il credito, i capitali fuggono nei paradisi fiscali ecc. ecc.
Cos’è questa, se non un’azione criminale di stampo massonico mirata a portarci in rovina?”

DALLA SOBRIETA’ AL FRANCESCANESIMO
Daniele Martinelli

Dalla sobrietà di Monti si è passati al francescanesimo. Tutti fanno qualche gesto: il Papa in saio senza croci d’oro, la neopresidente della Camera Boldrini senza scorta Napolitano a piedi… Grasso ha avuto l’appoggio di una dozzina di senatori del M5S: quanto è bastato per spargere la disintegrazione dell’unità del movimento e dipingere Grillo nelle vesti di imam che lancia fatwe agli eletti. Ilvo Diamanti di Repubblica, parla di grillini “vulnerabili alle tentazioni e ai privilegi del potere“.. i pennivendoli prefigurano forme deviate di scilipotismo grillesco grazie a un presunto “geniale” Bersani, che in realtà ha dovuto allontanare i soliti nomi di apparato (Franceschini e Finocchiaro) dalle presidenze delle Camere per sperare di dar vita a un governo che possa durare lo spazio di una stagione. Il Pd, lo sanno anche loro, è un partito in affanno, in lotta con la propria agonia. Il Pdl è per sua natura un postribolo di invertebrati devoti al dio artificiale di Arcore. Pronto a qualunque forma di incesto pur di affacciarsi nelle istituzioni. Monti e i suoi 4 gatti, per rimanere aggrappati al relitto della Merkel, hanno gettato la spugna della sobrietà. Hanno ripescato Boccadirosa Casini per arruolarlo coi berlusconiani in cerca di accordi insani. Risuscitato in parlamento benché non lo abbia votato nessuno, è lui il virus resistente a qualunque flop che infetta i montiani più puri. Quelli che hanno già dimenticato l’antieuropeismo di Berlusconi e la sua avversione per la cancelliera tedesca “culona inchiavabile“. Tutti appiattiti su una tavola di trattative. Eccola qui la graniticità al voltagabbanismo. Eccola qui l’incrollabile fede alla prostituzione politica che non trova spazio in prima pagina.
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L’Italia è al 67° posto al mondo per libertà di informazione
Ma questi giornalisti, quando sono scansati da Grillo e dai 5stelle, perché non si fanno un bell’esamino di coscienza?
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Siamo così democratici che è stato eletto anche Scilipoti!
Anche chi vende se stesso deve avere la sua rappresentanza!

UNA INDENNITA’ AI POLITICI TROMBATI

Uno degli obbrobri italiani è che il Parlamento non si è nemmeno preoccupato di congelare i prossimi “premi” che il Monte dei Paschi di Siena (protettissimo dal Pd) si darà, malgrado lo scandalo e l’enorme buco nero che ha risucchiato l’odioso tassa dell’IMU e per cui lo Stato ha “prestato 3,9 miliardi di euro.
In cambio, il Parlamento è stato molto attento a dare una “indennità” (?) ai propri politici trombati, super indennità e maxi liquidazioni per i politici che già hanno svolto dei mandati e non sono stati rieletti. Insomma fanno bottino anche quando sono cacciati.

Liquidazione degli esclusi: Fini: 250mila, Marini: 174mila, Miccichè:158mila, Bocchino 141mila, Adornato:122mila, Paniz:100mila, Bonino:60mila, Di Pietro: 58mila, Perina: 58mila, Bongiorno: 41mila

Liquidazione dei pensionati volontari: D’Alema: 217mila, Livia Turco: 217mila, Pisanu: 157 mila, Dell’Utri: 141mila, Scajola: 141mila, Rutelli: 100mila,Castagnetti: 100mila,Veltroni: 41 mila

Questo il nostro obolo per i poveri politici disoccupati che evidentemente non conoscono crisi… Queste sono le leggi di tutela della casta politica del nostro paese: un insulto alla povertà degli italiani!

VIDEO DI TRAVAGLIO SU GRASSO

GRILLO E LA PRIVACY
Daniele Martinelli

Lo tsunami grillino sulle Camere ha destabilizzato un sistema fatta di zuppa o pan bagnato. I 163 del M5S hanno scombinano i piani del bipolarismo fritto.
Non si era mai visto che un leader politico fosse fotografato e ripreso così a casa sua. Della villa di Grillo, i media hanno diffuso tutto e di più. Immagini esterne, dettagli sulle persiane, panoramiche del giardino col figlio minorenne… Della casa di Bersani, che vive a Piacenza in via Campesio e di quella di Berlusconi, che vive ad Arcore in via San Martino, invece non ci sono immagini, né postazioni di decine di reporter. Anzi, al contrario, quando il fotografo Zappadu immortalò le vacanze sarde e nudiste di B alla Certosa, tra cerbiatte in topless e politici europei (vedi Topolanek in erezione), fu subito preso, con sequestro di macchine fotografiche e finì sotto processo. B tuonò contro l’invasione della privacy, violata persino “per le foto dell’imbarcazione coi figli e nipoti” che dal mare (demaniale) attraccava al porticciolo di villa Certosa. Fiumi di polemiche per la sicurezza violata. Facci parlò di “persecuzione mediatica” stimolando la difesa del garante. Anche Casaleggio è stato “setacciato”. Le reti Mediaset hanno trasmesso addirittura un servizio con le immagini del citofono accompagnate dal sottofondo di “Profondo rosso”. Un servizio come quello sui calzini turchesi del giudice Mesiano? Quello che impose a Fininvest di rimborsare con 750 milioni il danno cagionato a De Benedetti per la corruzione di giudici sulla Mondadori.
Per le vite e le privacy straviolate di Grillo e Casaleggio, non ho ancora sentito nessun Garante spendersi in difesa dei due cittadini, garanti del movimento politico più rivoluzionario dell’epoca recente né ho letto editoriali che denunciano persecuzioni mediatiche. Al contrario, leggo, strane difese di Grillo da parte di Jim O’Neil, presidente dell’Unità di Gestione di Goldman Sachs, banca che Grillo ha più volte attaccato e partito che lo imitano. Insomma, vedo segnali un po’ inquietanti in questo Paese marcio. Perciò spero che Grillo e Casaleggio prendano qualche precauzione in più per la loro sicurezza. In pochi giorni sono diventati cruciali per le sorti non solo dell’Italia. Ma persino dell’Europa.

ARRESTATELO!
Lucio Galluzzi
http://www.bellaciao.org/it/spip.php?article32830

Davvero non so a chi ci si debba rivolgere per far arrestare questo essere vergognoso, che non solo ha reso l’Italia bordello agli occhi della Comunità Internazionale, che non ce la fa ad arrendersi all’evidenza del proprio fallimento di uomo, politico, marito, personaggio pubblico; ma continua imperterrito a gettare merda sulle Istituzioni, fregandosene altamente dei Codici.
Che sia malato psichiatricamente è assodato dai tempi delle dichiarazioni pubbliche di Veronica Lario, come pure è palese che è circondato da un manipolo di poveretti/e, leccaculi, gentaglia buona solo alla merditocrazia e alla mitomania, poltronisti e deficienti, troie e vigliacchi che nulla hanno a che spartire con il senso dello Stato e della Cosa Pubblica.
Chi bisogna interpellare perché ce lo tolga dalle palle?
Perché è davvero incredibile che nessuno sia riuscito a sbatterlo in una cella come merita da tempo, da anni.
La Legge è uguale per tutti solo sulla carta.
Di fatto questo abbozzo d’essere vivente si permette qualsiasi cosa insulsa: strafottente, violento, pericoloso per la società civile, bugiardo all’infinito, processo dopo processo ne esce sempre “indenne”, vuoi per una prescrizione o un indulto, il vattelapesca che si inventano i suoi avvocati/parlamentari/maggiordomi/servi.
Ora è chiaro che non costituiscono reato la follia clinica, la sindrome di Peter Pan, la sessuomania più ridicola, la mania di persecuzione, il delirio d’onnipotenza, il credersi reincarnato dal padreterno; ma l’insulto pubblico sì, quello è reato, soprattutto se rivolto alle Istituzioni della Repubblica e reiterato nel tempo.
Questo è un breve riassunto delle farneticanti dichiarazioni che il tizio riserva alla Magistratura:
“Quando vedo davvero il signor Giuliotti o Bolzetti che invoca mani pulite per noi, beh ad un certo punto non ce la faccio più; arriveranno le mani pulite: per loro!” [1993]:
“Hanno lavorato sulla presunzione, su una illazione, contro il presidente del Consiglio, contro il loro Paese; questa non è una Repubblica dei Giudici! Questa è la Repubblica di Giustizieri!” [aprile 1995];
“Non è ammissibile che un cittadino non si possa rivolgere alla massima espressione della Magistratura, la Corte di Cassazione, per far presente che un giudizio contro quel cittadino stesso è viziato perché magari gli ha fregato la fidanzata al magistrato stesso… a noi succede perché siamo tombeur des femmes… mai agli amici, ma fregare la fidanzata ad un magistrato sì… questo è decente.” [9 ottobre 2002];
“Questi giudici sono doppiamente matti. Per prima cosa perché lo sono politicamente e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi avere delle turbe psichiche, se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana.” [4 settembre 2003];
“Lo Stato che sogniamo è quello dove i Giudici non possono essere adoperati per cercare di eliminare gli avversari politici… e anche uno Stato dove questi stessi giudici non ’devono’ garantire l’impunità a chi sta dalla parte loro, dalla parte rossa, dalla parte della sinistra, che ne commette di tutti i tipi e la scampa sempre e comunque.” [26 marzo 2006];
“… E’ assurdo che mentre questa persona lavora giorno e notte [lui, NdA], ci siano dei funzionari, dei dipendenti, degli impiegati dello Stato, pagati coi soldi dei cittadini, che tramino contro il presidente del Consiglio che lavora per tutti gli italiani: è un’infamità! Ed è un’infamità che si usino questi mezzi per convincere i cittadini a scegliere un altro voto durante la campagna elettorale… Infami magistrati!”; [6 aprile 2006];
“I Giudici e i PM ideologicizzati che mi chiamano in udienze sono metastasi della nostra democrazia… fino al 2006 sono 789 PM e Magistrati che si sono interessati di me, con il fine di sovvertire il voto degli Italiani.” [25 giugno 2008];
“Quando con delle sentenze basate sul ribaltamento della realtà si vuole ribaltare la decisione popolare e si vuole sostituire chi è stato eletto dal popolo, questa si chiama con una parola sola: volontà eversiva ed eversione”. [6 aprile 2009, L’Aquila, durante il sopralluogo all’ospedale danneggiato];
“Se dovessi dire quello che penso io dei grumi eversivi che ci sono dentro la Magistratura, ne verrebbe fuori una gran discussione…” [29 maggio 2009];
“Non voglio vedere la volontà popolare sovvertita da chi, infiltrandosi nella magistratura, usa la magistratura italiana per sovvertire la democrazia.” [28 giugno 2009];
“L’anomalia italiana sono i PM comunisti e i giudici comunisti di Milano, ed è solo perché da quando sono sceso in politica sottraendo il potere ai comunisti, mi hanno aggredito con 103 procedimenti ed indagini, 36 processi, mi hanno messo in più di 2.500 udienze…” [27 ottobre 2009];
“La Magistratura è una forza eversiva che attenta alla vita del Governo e rischia di portare il Paese sull’orlo della guerra civile.” [29 novembre 2009] ;
“In Italia non esiste l’immunità parlamentare e si è formato via via nella sinistra un partito dei Giudici, non riuscendo la sinistra che è allo sbando ad aver ragione… cerca di aver ragione ’del’ centro destra attraverso i processi… Sono stato investito da una serie di 103 procedimenti, 913 Giudici si sono interessati di me, 597 visite della Polizia Giudiziaria e della Guardia di Finanza, 2.520 udienze… credo sia il record universale della Storia; pro soltanto assoluzioni, perché, per fortuna è una parte dei Giudici che sta con la sinistra, poi soprattutto i Giudici di secondo e terzo livello sono Giudici veri come negli altri Paesi… in Italia il Parlamento fa le Leggi, ma se queste Leggi non piacciono ai Giudici del partito della sinistra, il partito dei Giudici della sinistra si rivolge alla Corte Costituzionale, che ha 11 componenti su 15 che appartengono alla sinistra perché nominati dai presidenti della Repubblica, perché purtroppo abbiamo avuto tre Presidenti della Repubblica consecutivi tutti e tre di sinistra, quindi da organo di garanzia, la Corte Costituzionale si è trasformata in organo politico e abroga le Leggi fatte dal Parlamento. La sovranità è passata dal Parlamento al partito dei Giudici.” [10 dicembre 2009, intervento al Parlamento Europeo];
“I miei avvocati mi dicono che mi troverei di fronte a dei plotoni d’esecuzione e non a delle Corti giudicanti…” [19 gennaio 2010];

Negli anni il poveretto ha continuato sempre con lo stesso tono, fino a giungere all’ultima offesa:
“All’interno della magistratura c’è una parte che ha formato una specie di associazione a delinquere che usa il potere giudiziario a fini politici: è una magistratocrazia.” [18 marzo 2013]

Quanti reati ci sono in tutti questi insulti alla Magistratura? Reati ancora più pesanti perché commessi da un allora Presidente del Consiglio ed oggi da un rappresentante del Parlamento italiano che dovrebbero essere puniti in misura maggiore, perché il tizio in causa non è un normale cittadino.
Allora, alla fine, sono scontate alcune domande: ma perché non lo arrestate?
Chi lo impedisce? Quale Legge speciale lo protegge? Perché così tanto “rispetto” devozionale quando la LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI?

BUON TEMPO A 5 STELLE
Viviana Vivarelli

Non è il momento di fare post disfattisti o timorosi. Tutto sta andando bene e meglio di quanto mai sperassimo
Pochi mesi chi ipotizzava 100 parlamentari 5stelle veniva preso in giro. Oggi ne abbiamo 164!! Siamo solo ai primi giorni di legislatura, rilassiamoci!
Anche quando il M5S sembra che non faccia mentre si sta preparando, gli effetti della sua sola presenza in Parlamento sono immani. Il Pd ha perso 3 milioni e mezzo di voti, un terzo del suo elettorato, il Pdl ha perso ha perso 6 milioni e 297 mila voti, metà del suo elettorato, la Lega ha perso 1.634.387 voti, metà del suo elettorato, il M5S che ha preso 8.784.499 per la Camera, Monti sconfitto e rimasto con pochissimi voti e la chiara dimostrazione che gli Italiano dicono un fragoroso ‘NO’ alla sua Agenda, a questo tipo di euro, alla Bce e al Fm, contro le aspettative di Monti, Bersani e quanti in questi vergognosi 16 mesi hanno votato tutto “senza se e senza ma”, distruggendo il Paese.
Abbiamo per la prima volta alle Camere due eletti fuori dai partiti, segretari costretti a mettere in un canto i loro beniamini e a rivedere i loro programmi, politici che si diminuiscono lo stipendio e giurano che lavoreranno 5 giorni alla settimana come tutti gli Italiani e non 4 al mese come facevano prima, Berlusconi che non sa più che pesci prendere dalla rabbia… E quando mai si erano viste cose simili?

YOUDEM

Youdem è la televisione del Pd, creata nel 2008. La sua direttrice guadagna 90.000 euro al mese! È il primo canale televisivo di parte fondato da un partito politico italiano, su progetto di Gentiloni, che nel 2° governo Prodi era ministro delle comunicazioni. Gentiloni non ci ha dato la banda larga, come avrebbe qualunque Paese civile, ma si è preoccupato di dare una televisione al suo partito.
Oltre al famigerato patto con cui d’Alema-Violante regalarono le televisioni private a Berlusconi, impedendo l’applicazione di un veto legislativo già esistente, e permisero il suo monopolio sulla Rai, ricordiamo il baratto tra Veltroni e Berlusconi, che accantonò il rastrellamento da parte della Fininvest, poi (Mediaset) delle frequenze e del pubblico delle televisioni locali in cambio di Rai 3.
Qualcuno ricorda su quale canale è Youdem? Qualcuno la guarda?
Le risposte dovrebbero fioccare, visto quanti piddioti hanno invaso il blog di Grillo con un martellamento che non ha l’eguale.

GLI STRAPAGATI FUNZIONARI DEL PD

Quante persone sono ‘pasturate’ dal Pd? Questo partito ha 198 funzionari a libro paga, per 12 milioni e 820mila euro l’anno:circa 64mila ognuno.
C’è appena stato uno scandalo perché l’ambiziosissimo Renzi, che nella facciata si finge amico di Bersani ma gli sta dietro pronto a fargli le scarpe, ha commissionato un dossier proprio sulla quantità immane di funzionari strapagati del Pd, che subito l’Espresso ha fatto propria con l’aiuto delle malignità di Dagospia che ha soffiato sul fuoco.

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1202056/Giallo-sulle-cifre-del-dossier-di-Renzi—il-tesoriere-del-Pd—E–una-patacca—.html

Se la direttrice dell’oscuro Youdem tv guadagna 90.000 € l’anno, c’è da dire che anche il capo segreteria di Bersani ne guadagna 90.000.

http://www.gadlerner.it/2013/03/12/dagospia-divulga-il-dossier-che-avvelena-il-pd-2

http://www.reggionline.com/notizie/2013/03/12/ecco-tutti-i-costi-del-partito-democratico_30051#.UUquo1f5KO4

A CHE PUNTO SIAMO COI RIMBORSI ELETTORALI?
Viviana Vivarelli

Ma vi pare che questa gente rinunci ai rimborsi elettorali (solo il Pd si cucca 57 milioni l’anno!) e applichi finalmente il No al 90,3 % che gli Italiani hanno dato nel referendum per bocciarli, referendum che Grillo vorrebbe finalmente applicato nel rispetto democratico della volontà degli elettori che finora sono stati bellamente frodati. Qualcuno dice che ora non è la cosa più importante. Lo è, lo è, perché segnerebbe la fine di un abuso, di un sopruso e di una negazione della volontà popolare, che vanno avanti da mezzo secolo e che sorreggono la più corrotta classe politica europea.
Dal 1994, i partiti italiani hanno incassato 2,25 miliardi, un furto che non esiste in nessun Paese europeo.
Grillo ha rinunciato alla propria quota di rimborsi per le elezioni 2013: 42,7 milioni, mentre il Pd incasserà 45,8 milioni e il Pdl 38.
Il M5S farà come ha già fatto in Sicilia dove l’hanno restituito senza tanti giri di parole, mantenendo la parola data alle elezioni. Gli altri promettono… per il futuro, come quello che diceva: “Sono a dieta! Comincio l’unedì”.
Sui rimborsi elettorali il più grottesco è il Pdl che nel suo programma elettorale promise l’azzeramento del finanziamento pubblico ai partiti, peccato che poi nei fatti i programmi di B siano costantemente dimenticati!
Contraria anche la Lega Nord, che quando nel luglio scorso fu approvata la legge 96, ultimo atto nella storia parlamentare dei rimborsi, si astenne. Poi però i suoi rimborsi li prende e Bossi ne faceva pure un uso privato e famigliare.
E’ vero che una legge ha dimezzato le cifre, che nel 2011 erano di 182 milioni (tra politiche, regionali ed europee) e nel 2012 scesero a 91. Una legge fortemente voluta dal trio Alfano-Bersani-Casini (il famoso ABC) che volle il taglio del 50% dei rimborsi ai partiti, bilanci controllati e tesorieri “trasparenti”, tetti di spesa e sanzioni. Votò a favore la maggioranza del Pdl, ma non tutti: ad es. la Bertolini e Stracquadanio (qualche mese dopo usciti dal partito) volevano abolire i rimborsi del tutto. Ma furono bocciati come l’emendamento leghista analogo.
L’ultimo paradosso è che gli unici tra i partiti ad essere riusciti ad abolire i finanziamenti pubblici sono oggi fuori dal Parlamento: i Radicali, che nel 1993, sull’onda di Tangentopoli, promossero un referendum abrogativo appoggiato dal 90,3% degli italiani. Ma che venne aggirato dalla legge 515 del 1993 che inventò il “contributo per le spese elettorali” addirittura maggiorato.
Il Pd sulla carta è il più affezionato allo strumento introdotto 39 anni fa dal DC Piccoli, con la legge 195, che fu approvata in 16 giorni col consenso di tutti i partiti, tranne i Liberali.
Bersani si difende dicendo che, senza i soldi ai partiti, vincerebbero i miliardari, e infatti vedi la Merkel o Lula o Chavez o l’uruguaiano Pepe Mujica!!! Oppure da noi Berlusconi.
..
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