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Friday November 24th 2017

UNA DEMOCRAZIA ALLO SFASCIO

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MASADA n° 1443 13/2/2013 UNA DEMOCRAZIA ALLO SFASCIO

Accusa durissima di Di Pietro – Finmeccanica, uno scandalo enorme – Lo Ior è connesso a Finmeccanica, come ad Antonveneta e Monte dei Paschi – 4 fottutissimi miliardi – Il Vaticano e le lotte intestine tra Opus dei e gesuiti – Sulle dimissiono del Papa sarà impossibile sapere la verità – Il fallimento di Ratzinger – Un anno di cambiamenti – Il neoliberismo è un sistema insostenibile – La terza Guerra Mondiale è in corso – L’invasione degli ultraeuropeisti- L’Ue stanzia solo 900 miliardi- E l’Italia ne butta via mille – Ma davvero gli elettori di Bersani e di Monti vogliono azzerare lo stato sociale? – No tunnel Tav Firenze

Siamo coloro che impastano, eppure non abbiamo pane,
siamo coloro che scavano il carbone, eppure abbiamo freddo.
Siamo coloro che non hanno nulla, e stiamo venendo a prendere il mondo “

Tassos Livaditis
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Giorgia Vezzoli

Danzate.
Perché il tempo di battere sul mondo è questo.
Nei giorni dove la violenza e la miseria avvolgono con un strato di fumo spesso le esistenze di tutti, saper scalare le ceneri della storia per salire nei cieli dell’utopia non è fuga, ma urgenza.
Esiste uno speciale tipo di bellezza che si rischiara solo nella tragedia.
E’ quella del miracolo, della terra morbida in cui si immergono le lacrime delle miserie del mondo.
Danzate.
Nasce con voi una generazione di nuove pensatrici, liberate dalle ideologie e dal risentimento.
Danzate.
Perché l’estate è sangue e terra. E’ fuoco e cielo che non risparmia. Ed è già qui.
Su questi piedi scalzi.

ACCUSA DURISSIMA DI DI PIETRO

Denuncio formalmente sul piano politico e istituzionale, e lo farò anche sul piano giudiziario, il presidente del consiglio Monti e il suo governo. Il reato ipotizzato è quello di omissione di atti d’ufficio.
Monti, avvertito formalmente sia dall’IdV che da me personalmente sia per la vicenda Monte dei Paschi di Siena sia per la vicenda della Finmeccanica con ben 42 interventi in Parlamento, tra interrogazioni, mozioni, istanze e interventi in Aula, non solo non ha preso atto delle denunce che noi avevamo fatto e neanche di un esposto alla Corte dei Conti che gli avevamo mandato, ma ha fatto finta di non vedere. Chi è pubblico ufficiale ha obbligo di intervenire per rimuovere atti illeciti. Non averlo fatto vuol dire omissione di atti d’ufficio.
Oggi il presidente Monti ha detto che interverrà per modificare la governance, ma doveva farlo l’anno scorso quando lo abbiamo avvertito. Per un anno s’è girato dall’altra parte come Ponzio Pilato
Che ai vertici di Finmeccanica ci fosse un verminaio che trasudava corruzione da tutte le parti lo sapevano tutti. Lo abbiamo denunciato e urlato più e più volte in Parlamento, ma il governo dei professori ci ha sempre ignorato. Non solo, ne era a conoscenza tutta la stampa. Però nessuno ha scritto niente, nessuno ha chiesto al governo di intervenire. Il caso Orsi è la spia fedele di un intero sistema in cui corruzione, clientela, invadenza della politica e completa assenza di una strategia industriale si intrecciano per tirare a fondo il nostro Paese.
Orsi non occupa quel posto importantissimo per caso, ma perché così ha voluto la Lega. Vi pare possibile che un ruolo così importante per la sorte della nostra economia sia assegnato sulla base della spartizione delle poltrone invece che dell’onestà, della capacità e del merito?
Come amministratore delegato di Finmeccanica, Orsi ha sabotato puntualmente gli interessi dell’Italia senza che i governi Berlusconi e Monti ci trovassero niente da ridire. Ha cercato di svendere Ansaldo Energia cioè di uno dei principali asset strategici italiani, oltretutto in netto attivo, alla concorrenza tedesca prima e coreana poi. Ha depotenziato, in vista di un’altra possibile svendita, Ansaldo STS, anche questa un’ azienda sana e operante in un settore in espansione come il sistema ferroviario nazionale e locale. In compenso ha difeso strenuamente il settore militare che, invece, è in costante perdita (e ha ricevuto altri 45 miliardi). Non c’era nessuna logica che giustificasse una politica così dissennata se non la corruzione e la difesa di interessi diversi da quelli del Paese. Però, il governo Monti e i partiti che lo sostenevano non hanno ritenuto necessario un intervento drastico. Di quali altre prove c’è bisogno per capire che la pietra al collo dell’economia italiana è la corruzione? Quando hanno varato una legge contro la corruzione che invece di combatterli favoriva i corrotti, il governo Monti e la sua maggioranza hanno perpetrato un crimine ai danni dell’Italia con pochi precedenti. Non si può perdere altro tempo in chiacchiere: bisogna ripristinare subito il falso in bilancio, eliminato da B, la concussione per induzione, cancellata da Monti, e introdurre nuove fattispecie di reato come l’autoriciclaggio.
Vincere la corruzione e l’intreccio tra malaffare e politica è questione di vita o di morte perché ne dipende la salvezza o la distruzione della nostra economia.
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FINMECCANICA. UNO SCANDALO ENORME
Viviana Vivarelli

Monte dei Paschi di Siena. Finmeccanica. Scandalo della sanità lombarda. Scandalo dei derivati degli enti locali. Banche a catena presidiate per illeciti. Lo Ior inserito nella black list. L’India che ci mette nelle liste dei paesi banditi. I riciclaggi di fondi neri dello Ior. Un Papa che si dimette. Istituti come Abi, Agicom, Bankitalia, Bce, Consob, ministri e governi, che non vigilano e non dicono il vero, ma proteggono i delinquenti.
Tutti i partiti immersi fino al collo in questi scandali giganteschi di corruzione e tangenti che scuotono il Paese e minacciano di travolgerlo ben peggio di tangentopoli. La Lega c’è dentro più degli altri, trascinando con sé Monti e Draghi.
Tutto si lega. Tutti questi criminali sono collegati tra loro in una rete al cui confronto quella di Penati è una sciocchezzuola.
L’arresto di Orsi può aprire le cateratte di una discarica che travolgerà Maroni e la Lega come tutti gli altri. Le cose vanno avanti da troppo in una omertà pazzesca di media, politica e istituzioni.
Orsi diventa capo di Finmeccanica per volere di Maroni e queste cose non avvengono per caso e che la Lega ora voglia la Lombardia è fuori di testa.
Lo scandalo covava da parecchio tempo e in ambiente bene informato si diceva che Monti cercava di tenerlo nascosto per non esserne travolto. Ugualmente tace Draghi. Ma in questa fogna c’è dentro anche la Banca del Vaticano, maestra nel riciclare denaro nero di mazzette e espulsa perciò dalla lista internazionale delle banche a norma di legge. Purtroppo i memoriali sequestrati all’ex presidente dello Ior Gotti Tedeschi parlano chiaro: c’erano rapporti tra lo Ior e Antonveneta (e dunque il Monte dei Paschi) e tra lo Ior e Finmeccanica. C’è una lotta a sangue tra i cardinali,quelli che vorrebbero finanze più pulite (Bagnasco) e quelli che usano il Vaticano come una società a delinquere, tesa solo a massimare i profitti anche con mezzi illeciti (Bertone). Del resto se lo Ior ha riciclato persino il bottino di assassini come la banda della Magliana,vuol dire che è pronto a tutto.
Se il Papa si è dimesso, ha ceduto alle spinte delinquenziali, altro che motivi di salute!
E in questo inferno c’è l’intero mondo cattolico politico, da Monti a Casini a Riccardi a Formigoni a Comunione e Liberazione! Le reticenze di Monti a denunciare lo scandalo sono proprio dovute al desiderio di nascondere più che poteva la verità per ammanicarsi il mondo cattolico.
Lo schifo è totale.
Ma maggiore è lo schifo di chi lo nega!

Stanno accadendo cose epocali che potrebbero rovesciare molte piramidi di potere, ma i nostri media parlano di fuffa, nella più grande disinformazione che si sia mai vista nella storia italiana, tentando di decentrare la maggiore bomba finanziaria e politica di tutti i tempi in sterili attacchi a Grillo.
Perché si è dimesso il Papa? Quante teste coronate ci sono nell’enorme scandalo che lega le maggiori banche italiane alle mazzette, al Vaticano, allo Ior, ai fondi neri, alle tangenti ai partiti, ai derivati, allo stesso Draghi e a Ignazio Visco, silente governatore di Bankitalia? Quanto c’è dentro questo scandalo Monti che in 14 mesi ha silenziato tutto? Cosa sta succedendo in Vaticano? Quale immensa mole di sporcizia e malaffare sta per venire alla luce?
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COS’E’ FINMECCANICA

La più grande industria italiana della difesa e dello spazio. Ha progressivamente assorbito quasi tutte le aziende italiane attive del settore, espandendosi anche all’estero, specie Usa e Inghilterra. A seguito del processo di privatizzazione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze è diventato il principale azionista con una quota pari al 32,45% della società. I dipendenti sono 60748, il portafoglio ordini è di 39,304 miliardi. Finmeccanica chiude il 2011 con ricavi per 17,318 miliardi.
Pier Francesco Guarguaglini è presidente di Finmeccanica fino al 1º dicembre 2011. Nel 2011, insieme alla moglie Marina Grossi (amministratore delegato di Selex Sistemi Integrati]), viene indagato dalla Procura di Roma per frode fiscale e false fatturazioni per operazioni inesistenti, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti assegnati dall’Enav a Selex Sistemi Integrati. Questo coinvolgimento porta alla sua rimozione dalla presidenza e dal CdA il 1º dicembre 2011. Malgrado questo, gli viene data una buona uscita di 5,5 milioni di euro .
Il successore Giuseppe Orsi, viene designato per l’appoggio di Maroni. Nell’ottobre del 2012 la procura di Napoli apre un’inchiesta sul gruppo per un “preoccupante ricorso da parte di Finmeccanica e società collegate a pratiche corruttive per l’acquisizione delle commesse di governi stranieri”. L’indagine riguarda una fornitura per un ingentissimo importo di navi fregata al Brasile e forniture di elicotteri e armamenti allo Stato di Panama. Orsi è indagato per corruzione internazionale e riciclaggio in riferimento ad un suo presunto tentativo di mediazione nell’affare anche l’ex ministro Claudio Scajola e il suo portavoce. Il 12 febbraio 2013 viene arrestato, per ordine del giudice di Busto Arsizio con l’accusa di corruzione internazionale e tangenti che sarebbero state pagate per chiudere la vendita di 12 elicotteri al governo indiano.
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ENRICO CAROTENUTO

Lo scontro tra le due principali piramidi vaticane giunge finalmente al suo culmine ed esplode sulla scena pubblica, con dimissioni papali che in duemila anni di storia si verificano solo quando la stessa esistenza della Chiesa è messa in pericolo. Una cosa epocale.
La piramide opusdeista, dominante fin dall’elezione di Giovanni Paolo II°, sembra essere uscita sconfitta su tutta la linea, grazie agli uomini della piramide gesuita, che hanno chiuso il cerchio, occupando i gangli del potere economico e politico internazionale, in maniera così efficiente da riuscire a dare, con queste dimissioni, il segnale della vittoria completa.
Forzare le dimissioni papali equivale a dichiarare al mondo intero chi è che comanda. E’ come dire che tutti gli accordi che avevano portato all’elezione di Ratzinger sono nulli. Che una delle parti può permettersi di stracciarli, e pretendere un pontefice dei “loro”. Che ora è tutto da rifare, e tutto deve passare per i nuovi canali, quelli che ora sono “giusti”. Ma non è solo il Papa ad essere travolto dagli “scandali”. Anche gli altri centri di potere economico, finanziario e politico stanno cambiando di mano. La perdita di potere di quell’asse vaticano che vede in Ruini il suo elemento di spicco sembra avere avuto delle conseguenze notevoli: nell’ultimo anno e mezzo, in rapida successione, siano crollati bastioni come Berlusconi e Formigoni (Compagnia delle Opere ed il circuito di CL), colpiti gli ambienti d’alemiani con lo scandalo MPS, scomparsa di Rutelli e Buttiglione, cacciata di Gotti Tedeschi dallo IOR (immischiato anche in MPS), scandalo ENI-Saipem, e ora l’arresto dell’amministratore delegato di Finmeccanica, legato alla Lega e agli ambienti cattolici. Per Finmeccanica hanno usato lo stesso metro di giudizio che per Saipem. I media non dicono nulla, ma il ricambio sta avvenendo rapidamente, nei punti chiave. Un fatto grave può essere che si sia parlato subito della candidatura al soglio pontificio del cardinale Angelo Scola (vicino all’Opus Dei e a Cl), il quale non sembra molto contento che se ne parli così presto: in genere quando è così, significa che la candidatura è bruciata sul nascere… Un genere “chi entra Papa nel conclave, ne esce cardinale…” Ma a noi, cosa cambia, esattamente? Ben poco, anche se dovremmo preoccuparci sempre quando c’è una vittoria così completa, poiché gli spazi di democrazia e di libertà in genere sono maggiori durante gli scontri tra piramidi. Le informazioni circolano di più, e magari a volte escono fuori cose a favore della gente. Comunque si tratta sempre e comunque di una situazione temporanea. E’ nell’ordine delle cose che ci sia, nel tempo, un riequilibrio: è condicio sine qua non del Divide et Impera. Ed è proprio quello il gioco a cui noi dobbiamo sottrarci: non ci dobbiamo far dividere. Non nel nostro intimo personale, non nel nostro rapporto con gli altri. Dobbiamo andare avanti col nostro percorso di crescita interiore individuale, costruire reti, aiutare chi ci è accanto, se possiamo. E’ in fondo questo, quello che temono veramente, e forse è per questo che è stato permesso ad una fazione di sbaragliare l’altra: hanno urgente bisogno di un fronte compatto per affrontare il vero problema della crescita delle coscienze.
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GLI ERRORI DEL PAPA

Marco Politi su IFQ analizza alcuni errori del Papa, la cui popolarità era molto bassa 39% con calo anche di quella della Chiesa (36). 8 anni buttati via quelli del suo pontificato, che non ha risolto nessun problema e ha commesso molti errori, tra la mancata di Auschwitz, l’attacco abominevole agli omosessuali, non aver risolto la questione della comunione per i divorziati e con crollo dei rapporti ecumenici. Per cui, a parte l’enfasi dei media, i cattolici hanno reagito freddamente e in molti si è aperto un processo a Ratzinger. Da tempo troppi pensavano che questo Papa aveva fallito.
Ora crescono le voci di una lotta interna al Vaticano in cui Ratzinger avrebbe avuto la peggio. Ma è una balla anche questa. Il papa può prediligere o allontanare chi li pare. Il suo potere è assoluto. E dare ad altri le sue colpe serve a poco, perché egli è solo nelle sue scelte e nelle sue responsabilità. Se Ratzinger si è scelto cattivi collaboratori, la colpa è tutta sua. E per coloro che lo difendono dicendo che è stato duro con i pedofili, Politi ricorda che però non ha mai emanato il famoso decreto per rendere obbligatorio che i vescovi denuncino i colpevoli. Né ha ordinato che si aprano gli archivi diocesani alla ricerca di denunce insabbiate, che corrispondono a migliaia di vittime inascoltate. “Lo stesso è accaduto con la trasparenza delle finanze vaticane. Nel 2010 il Papa costituì un’alta autorità finanziaria (AIF), dotata di ampi poteri di ispezione non solo dello Ior ma di ogni movimento di denaro nella Santa Sede. Pochi mesi dopo il suo più stretto collaboratore il segretario di Stato cardinale Bertone limita drasticamente le competenze dell’autorità finanziaria, incassando poi i rimbrotti della commissione finanziaria europea Moneyval. Ma Bertone èil suo uomo di fiducia”
“A Regensburg usò una frase di un vecchio imperatore bizantino su Maometto per offendere milioni di musulmani. Ad Auschwitz non si rese conto che non può attribuire solo ad una “banda di criminali” lo scivolamento della Germania nella barbarie nazista. Volando in Africa, non si rende conto che affermare che il preservativo peggiora la diffusione dell’Aids è un affronto alla comunità scientifica e al buon senso di tante suore e missionari, che lo distribuiscono per frenare la pandemia. Ancora poche settimane fa non si rende conto che stringere la mano all’udienza generale alla presidente del Parlamento ugandese, Rebecca Kadaga, che propugna la pena di morte per i gay, è un gesto impensabile mentre monta nelle strade di Roma l’odio anti-gay. Né la semplice lettura delle rassegne stampa gli impedisce di procedere all’annullamento della scomunica del vescovo lefebvriano Williamson, fanatico negatore dell’Olocausto. Glielo hanno tenuto nascosto? ..Le concessioni ai lefebvriani e il disamore dei cattolici. Gli ebrei sono rimasti amareggiati per la riedizione della preghiera del Venerdì Santo nella messa di Pio V, in cui si affaccia nuovamente il tema di una loro cecità rispetto alla venuta di Cristo. I cattolici si sono disamorati per la sua decisione di reintrodurre a tutti i livelli la messa preconciliare. “ E poi l’abbandono del Vaticano II ! Altro che collegialità! Per 8 anni ha deciso invece le strategia fondamentali del suo pontificato in maniera solitaria e autoritaria.
La sua ripetizione ossessiva dei “principi non negoziabili” ha provocato uno scisma sotterraneo, silenzioso ma profondo, all’interno del Popolo di Dio. L’incapacità di reggere con mano ferma una Curia spaccata e dilaniata da forti conflitti interni, l’incapacità di andare a fondo alle denunce di corruzione di monsignor Viganò o di sostenere il presidente dello Ior Gotti Tedeschi nella richiesta di fare certificare da un’agenzia esterna i bilanci della banca vaticana, sono stati il colpo finale”
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BEPPE GRILLO

Dal programma del M5S
Per tagliare c’è solo l’imbarazzo della scelta:

– accorpamento dei comuni sotto i 5.000 abitanti (subito)
– modernizzazione e informatizzazione della macchina dello Stato centrale con un taglio del 30% dei costi (in 5 anni)
– cessazione di ogni missione di pace, in realtà vere missioni militari, all’estero (subito)
– eliminazione Province (subito)
– stop alla costruzione di opere inutili come la Tav in Val di Susa, la Gronda a Genova, la Pedemontana in Lombardia (subito)
– eliminazione contributi all’editoria (subito)
– eliminazione di ogni auto blu tranne per il presidente della Repubblica e del Consiglio (subito)
– eliminazione contributi elettorali ai partiti (subito)
– riduzione di almeno la metà delle consulenze esterne per lo Stato e per gli enti locali (subito)
– Recupero dei 98 miliardi di euro evasi dalle società di slot machines (subito)
– Taglio di 2/3 delle spese del Quirinale (subito)
– Adozione di software open source per la Pubblica Amministrazione (subito)
– Adeguamento stipendi dei parlamentari a media europea (subito)
– Diminuzione del numero parlamentari del 50% (durante la legislatura)
– Rinuncia all’acquisto dei cacciabombardieri F35 (subito)
– Efficienza/risparmi acquisti per la Sanità per un 1/5 della spesa (subito)
– Taglio/vendita di due canali RAI nazionali (subito)
– Taglio Expo 2015 (subito)
– Dimezzamento stipendio e numero consiglieri regionali (subito)
– Taglio delle pensioni sopra i 5.000 euro lordi mensili (subito)

Insieme ai tagli elencati va inserito il reddito di cittadinanza presente in molte nazioni europee, come la Germania, per chi non abbia un lavoro.
Tagliare si può, volare si può.
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Tempo prossimo venturo..
VV

Monti si è dimesso il 20 dicembre
il 28 febbraio si dimetterà il Papa
il 26 febbraio andiamo a votare
il 14 maggio scade Napolitano
a fine febbraio Obama dovrà decidere se alzare per l’ottava volta il tetto del debito o mandare in default gli Stati uniti
poi ci sarà qualche morte improvvisa
qualche cambio secco di regime
una decisione drastica della Cina
qualche asteroide finanziario contro la Bce
L’Inghilterra che si stacca dall’Europa
La Francia che prende posizione anti Ue
a settembre ci saranno le elezioni federali tedesche che licenzieranno la Merkel
I procedimenti penali contro le agenzie di rating statunitensi accusate di truffa cominciano a dilagare
La corsa dei derivati non può essere infinita
Già la Germania ha dichiarato la separazione tra banche di deposito e di investimento e l’Inghilterra la segue, di qui a poco arriverà anche la Francia e i paesi del nord non ci metteranno molto a premere perché l’attuale dittatura del sistema bancario sia limitata
Un gruppo di alto livello guidato dal governatore della banca centrale finlandese Erkki Liikanen chiede la stessa separazione in Europa, per tornare alle regole precedenti il 2008.
Potrebbe essere l’inizio di un cambio di marcia nella riforma bancaria europea e potrebbe indicare qualche freno nella marcia dissoluta dei derivati.
L’allargamento degli scandali bancari porterà a rivedere le attuali politiche favorevoli alle banche a scapito dei cittadini che hanno riversato sulle stesse un migliaio di miliardi dissipati pazzamente in speculazioni senza cervello.
La lobby del sistema bancario potrebbe subire una sconfitta e le politiche antidemocratiche dei vari Monti e Bersani declinerebbero di conseguenza.
Sta declinando Draghi, travolto dallo scandalo del Monte dei Paschi, in cui si rivela chiaramente che la banca d’Italia sotto di lui non vigilò e fu complice. E, se crolla Draghi lo segue la Bce.
Il M5S entrerà in Parlamento con almeno cento delegati.
Nulla sarà come prima.
E ne vedremo delle belle!
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Quanto ha rubato la Lega in Finmeccanica? Sta per scoppiare uno scandalo di proporzioni inaudite che trascinerà la Lega nel fango, data la grandezza dell’inchiesta in corso. Altro che la pulizia delle mele marce con le finite scope!! Poco fa è stato arrestato il presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi. L’ordinanza è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari di Busto Arsizio (Varese) Eugenio Fusco. I reati sono peculato e concussione, più l’accusa di corruzione internazionale per una vendita di 12 elicotteri Agusta Westland al governo indiano. La truffa avrebbe reso mazzette finite poi alla Lega. Si parla di un’operazione truffaldina che ha fruttato 556 milioni di euro. Sono scattate decine di perquisizioni nelle case e negli uffici di alcuni manager. Era stato il responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica dell’era di Pierfrancesco Guarguaglini, Lorenzo Borgogni, a parlare di presunte tangenti, parte delle quali sarebbero finite alla Lega Nord. Maroni aveva già depositato una denunzia per calunnia ma l’inchiesta sta provando che la Lega ci è dentro fino al collo e lo scandalo è enorme perché Finmeccanica controllata dal Tesoro e rischia di travolgere Monti con tutti i partiti. In Borsa il titolo crolla a -14%.
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BEPPE GRILLO

Finmeccanica è il secondo gruppo manifatturiero italiano dopo la Fiat, ha circa 70 mila dipendenti e 17 miliardi di ricavi annui ed è partecipata dal Tesoro per il 32,4%. Le nomine in questo gruppo, fondamentale per la tenuta economica del Paese, non sono state fatte per merito, ma per nomina partitica. “Ogni anno il responsabile delle relazioni istituzionali Lorenzo Borgogni andava nell’ufficio del numero uno, prendeva il “tabellone”, entrava, apriva sulla scrivania la mappa discutendo dei nomi da inserire. Più che una discussione, come ha ricostruito Borgogni al PM, era una ricezione di “ordini dalla politica”. In questa lottizzazione si sono alternati ministri di sinistra e di destra, leghisti e centristi. Borgogni ne parla davanti al sostituto procuratore della procura di Roma il 13 e il 20 dicembre del 2011.
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QUATTRO FOTTUTISSIMI MILIARDI
Da Byoblu
Giovanni Zibordi

Nei report delle banche d’affari sull’Italia (come quello di JP Morgan) sostanzialmente si dice: se i sondaggi mostrano che governeranno Bersani e Monti, allora non ci sono problemi. Ma se indicano che si devono fare nuovi elezioni (o che potrebbe vincere B), il BTP (Buono del tesoro poliennale) crolla ed è il caos. Lo si legge tutti i giorni sul Financial Times e lo ripete quasi ogni giorno Monti, supportato da questo “commissario” UE Olli Rehn citato dai giornali. Questa gente parla molto chiaro. Solo i nostri frivoli talk show, i nostri giornali e i nostri inutili economisti confondono sempre le acque in modo che la gente non noti l’essenziale. Monti, i suoi sponsor alla UE e le banche non si stancano mai di ripetere: “o vi tenete l’austerità, tutta, in blocco, cioè senza neanche pensare di togliere i 4 miliardi dell’IMU dai 714 miliardi di entrate fiscali dello stato, o vi togliamo il supporto della BCE, così le banche estere vi massacrano i titoli di stato”.
Ma pensate un attimo. B ha proposto la riduzione di 4 miliardi, quelli relativi all’IMU, su 714 di tasse che lo stato incassa. 4 su 714. E questi, da Monti alla UE, passando per Giannino e Bersani, per questi 4 fottuti miliardi hanno gridato alla tragedia economico-finanziaria come se Peron o la repubblica di Weimar fossero alle porte. Sul IFQ, per es., Fabio Scacciavillani, che è economista di un fondo di sceicchi del Golfo e fondatore di Fermare il Declino https://www.fermareildeclino.it/articolo/allucinazioni-da-brunetta ha sparato: “La restituzione dell’Imu è ontologicamente impossibile come il sesso tra Minnie e Topolino. Nella Disneyland berlusconiana, uno stato da cui le imprese attendono il pagamento delle fatture per anni, sarebbe in grado di effettuare in pochi giorni un bonifico a decine di milioni di contribuenti, ovviamente senza conseguenze disastrose per la finanza pubblica”. Per questo economista è una fiaba di Disney che uno stato che incassa 714 miliardi l’anno possa rinunciare a 4. E il partito di Giannino è quello di cui molta borghesia manageriale e professionale si fida, perché è stato creato da un gruppo di economisti con cattedra in America. Scacciavillani, i tuoi datori di lavoro nell’Oman avranno comprato BTP per cui vogliono gli interessi e il rimborso alla parità, ma tu prevedi di tornare in Italia o l’hai data per persa e guardi solo che il mercato finanziario sia contento?
Tanto per illustrare per contrasto la follia in cui siamo immersi qui in Italia, stamattina c’era sulla prima pagina del Financial Times che il Giappone aumenta il suo deficit pubblico di altri 2 punti percentuali di PIL, dal 9 all’11% (circa 60 miliardi di euro di deficit in più se fai il cambio con lo yen). Alla faccia delle spread e infischiandosene del mercato finanziario (e nonostante la disoccupazione in Giappone al 5%). E la borsa di Tokio si è così preoccupata che è salita quasi del +4%! In Italia, però, se togli i 4 miliardi dell’IMU (sempre su 714 miliardi che lo stato incassa), lasciandolo con “solo” 710 miliardi l’anno, è finita: affonda il BTP, la credibilità dell’Italia è kaputt!, e con l’Italia affonda anche l’Euro, e poi si incrina l’Eurozona, si esce dall’Europa e si torna in poco tempo al nazionalismo, a Hitler, alle guerre mondiali e infine all’età della pietra (con inversione dei poli magnetici)!!!
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Xander
Questo perché il Giappone possiede la moneta sovrana e come tutti gli stati monetariamente sovrani può decidere di adoperare una spesa a deficit e ampliare il flusso di capitali che circola tra i bilanci settoriali del paese (ossia settore governativo e non governativo). Nessun default, nessuno spread, nessuna disoccupazione, nessuna crisi, nessun Draghi che pompa e abbassa i tassi d’interesse ecc… Noi in Italia, visto che siamo una manica di COGLIONI e abbiamo affidato il paese ad una classe dirigente totalmente collusa (Prodi, D’Alema, Padoa Schioppa, Amato, Monti ecc) e devota ai diktat del mondo finanziario e delle tecnocrazie internazionali, cedemmo questa sovranità per entrare nella fantastica Eurozona. In questo sistema, la moneta (l’Euro) viene immessa direttamente nelle riserve dei mercati di capitali privati (grandi enti assicurativi, banche… privati insomma) da parte della BCE (costituita dalle 17 banche centrali nazionali, anch’esse oramai quasi del tutto privatizzate) e a cui dobbiamo restituire il danaro (con gli interessi!!!). Voi ditemi quale razza di crimine e/o paradosso è questo qui? Mai nella storia, una Nazione ha adoperato moneta non sua. E’ il più grande controsenso della storia dell’umanità… continuiamo a parlare di Monti, Berlusconi, Bersani… qui si continua a guardare il pelo e non ci si accorge della trave che ci sta per arrivare in testa
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RATZINGER. SARA’ IMPOSSIBILE SAPERE LA VERITA’
Paolo De Gregorio

A poche ore dalla notizia delle dimissioni, scorre a fiumi la retorica ufficiale del gesto coraggioso, responsabile, di immenso amore per la Chiesa e via santificando.
Qui si tratta di capire più semplicemente se la decisione è stata presa perché malato e impossibilitato a continuare, cosa che avrebbe tutto il mio rispetto umano e giusta in sé per non ripetere la spettacolarizzazione della lunga agonia del suo predecessore, oppure si tratti di altro.
L’altra possibile origine del gesto del Papa può essere la mancata autorità esercitata per comporre lo scontro all’interno della Curia, con lo scandalo delle informazioni riservate
ioni riservate sottratte dal “corvo”, le allusioni circa un attentato mortale al Pontefice messe in giro dall’arcivescovo di Palermo Romeo, il trasferimento di Monsignor Viganò a nunzio apostolico negli USA, mentre era stato voluto da Ratzinger a segretario del Governatorato, che significava mettere ordine nei conti e toccare interessi economici poco puliti.
Sarà difficile sapere se le dimissioni sono state generate da malattia o da guerra intestina alla Curia, o dalle due cose insieme, ma sta di fatto che questo pontificato è finito e il temuto “pastore tedesco”, falco della ex- Inquisizione, non lascia alcun segno del suo passaggio in Vaticano, né da un punto di vista dottrinale, né di rinnovamento, né di conservazione.
La sola riflessione che mi viene da fare è molto simile a quella di Dom Franzoni, storico oppositore delle gerarchie curiali che testualmente dice: “Ratzinger ha preso atto della propria debolezza a governare i conflitti che stavano esplodendo all’interno della Chiesa, in una furiosa competizione per il potere, che in tempi recenti si erano manifestati con scandali clamorosi”
Personalmente penso che l’unica riforma possibile per una Chiesa cristiana sia l’abolizione della istituzione monarchica assolutista della figura del Pontefice e della sua corte medioevale, anche perché il messaggio cristiano è limpido e forte nei suoi comandamenti, che non hanno bisogno di essere interpretati da nessuno, soprattutto da chi, in nome di Dio, ha inquisito, torturato, ucciso.
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LA CHIESA CROLLA NELLA CORRUZIONE
Viviana Vivarelli

Sono 8 anni che Ratzinger regge il soglio pontificio, con un potere enorme su una massa di un miliardo di cattolici. Aveva dietro di sé il lascito di un papa dolce come Papa Roncalli col suo Concilio Vaticano II che segnava il primo tentativo di dialogo con le altre religioni e di democrazia dentro la Chiesa, e di un papa formidabile come Voitila, votato al dispotismo più assoluto ma monumentale per potere storico e intromissione politica. Ratzinger non ha saputo emulare nessuno dei due e francamente non sappiamo proprio per quale ipocrisia pelosa dovremmo riconoscergli valore.
Ha fallito su tutti i problemi della chiesa: le lotte intestine, l’appoggio politico ai peggiori come Berlusconi, Monti o Romney, il rifiuto dei diritti e della parità delle donne, l’eutanasia, il riconoscimento degli omosessuali, la fecondazione assistita, le staminali, la difesa dei poveri, la sessualità, il divieto di analisi preimpianto, la protezione dei bambini dalla pedofilia, la corruzione dello Ior accusato di riciclaggio e di investimenti nelle multinazionali più efferate, la scelta dei cardinali peggiori, il sostegno a criminali come il cardinale Laghi, l’ultraliberismo…Persino i politici che gli si sono appoggiati sono stati i peggiori mai stati. Un fallimento totale!
Vedere che i giornalai di regime si arrampicano sugli specchi per trovare dei complimenti da fargli, invece che metterlo sotto accusa per il male che ha fatto così da avvertire il successore di non fare altrettanto, è degno di uno schifo difficile persino ad esprimersi.
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Scrive don Paolo Farinella:

..voglio un parlamento rinnovato al 120% (come il Pil)… alle prossime elezioni, nonostante moltissime riserve e infiniti dubbi, voterò in modo disgiunto: al Senato voterò Sel di Vendola, spiegandone i motivi; alla Camera voterò M5S perché lo ritengo un “piede di porco” per scardinare il sistema di rendita che è il parlamento attuale..
Nel mio libro per almeno due volte ho chiesto le dimissioni di Benedetto XVI per fallimento palese come uomo, perché ha dimostrato di non essere in grado di gestire la curia romana col suo vortice d’intrighi, corruzione, scandali e immoralità… Se il papa stesso motu proprio si è dimesso perché non ce la faceva più a svolgere il suo ruolo, ciò significa che il livello del degrado è arrivato a tal punto che solo un gesto forte, «un miracolo», poteva porvi rimedio. Oggi l’esigenza di una grande riforma, non superficiale della Chiesa, è sempre più cogente e necessaria, specialmente «in capite», cioè nella struttura gerarchica che oggi è lo scandalo maggiore dentro il cuore stesso della Chiesa. Gli intrighi medievali e rinascimentali della curia romana non sono finiti. Le dimissioni del papa sono un atto di accusa grave e impotente, come se il papa inerme dicesse: non sono in grado di reggere questa sentina che schizza da ogni parte. Benedetto XVI, specialmente dopo gli scontri delle fazioni contrapposte, avvenuti davanti ai suoi occhi e dopo la constatazione che nemmeno la sua scrivania e il suo studio fossero più sicuri, se qualcuno poteva trafugare documenti, anche riservati, aprì gli occhi e vide. Vide e toccò con mano che la sporcizia, la corruzione, il malaffare, l’inganno e la menzogna erano moneta corrente nella sua Città, nella sua casa, nella Chiesa di Dio
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IL LIBERISMO E’ UN SISTEMA INSOSTENIBILE
Viviana Vivarelli

Il liberismo è un sistema insostenibile. Ci ha messi in un processo di implosione che ci porterà tutti a rovina, ma i partiti sembrano ormai preda della sindrome di Stoccolma e aiutano i nostri carnefici. E’ chiaramente letale il modello ultraliberista, imposto dagli Stati uniti, di un mercato sregolato e selvaggio improntato al consumo come unico parametro di vita, allo strapotere dei più forti come unica regola di operatività e alla trasformazione dell’economia da produzione a speculazione finanziaria, col rafforzamento illecito del sistema bancario a scapito della vita e dei diritti dei popoli. Per quanto tale sistema abbia mostrato al mondo intero la sua perversione, peggiorando la vita di tutti, la follia dei partiti è tale da appoggiarlo, addirittura partendo da quei segretari di partito, come Bersani, che, per radici storiche e ideologiche, del liberismo dovrebbero essere i maggiori nemici.

La sostenibilità è l’unica via per il futuro

Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo di fama mondiale, dice:

Dobbiamo trovare i mezzi per la felicità umana in modi che non comportino il consumare, consumare, consumare; sembra l’unica cosa che riusciamo a fare.
La società dei consumi è ostile, avversa alla sostenibilità: stiamo consumando troppo, esaurendo le nostre risorse naturali, e la crisi del debito è proprio la conseguenza dell’orgia del consumo. Eppure l’unica via da percorrere sembra proprio questa, quella della sostenibilità.

E Andrea Masullo, economista ecologico e direttore del Comitato scientifico di Greenaccord, aggiunge: «L’umanità, grazie ai grandi progressi tecnici del Novecento, aveva creduto di tenere saldamente in mano il proprio futuro ma le molte crisi attuali rendono incerto il suo cammino. Una crisi climatica disastrosa ancora non trova risposte politiche convincenti. Gli ecologi considerano il pianeta in marcia verso la 6° estinzione di massa, causata dall’azione incauta dell’uomo. Una crisi anche sociale poiché i 7 miliardi di abitanti della terra si muovono in un modello di consumo crescente e insostenibile col rischio della scarsità di cibo e materie prime. Le previsioni degli scienziati creano solo allarmi di breve durata, sui quali prevale una irrazionale negazione nell’inerzia quotidiana.
Occorre mettere in discussione il modello di sviluppo che ha portato gran parte dell’umanità a un benessere senza precedenti ma che sta ormai compromettendo la possibilità per le nuove generazioni di vivere il proprio futuro
»
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BEPPE GRILLO

La terza Guerra Mondiale è in corso, non si combatte con le atomiche, e qualcuno la sta vincendo, per ora. E la quarta non si combatterà con le pietre. La finanza internazionale combatte la sua guerra per il predominio, per lo svuotamento delle democrazie e degli Stati. E’ un superorganismo che non rende conto a nessuno, che ha a sua disposizione i media, i politici-camerieri, gli stessi governi. La III Guerra Mondiale non si combatte sul campo di battaglia o con le bombe, ma nelle redazioni dei giornali, nelle televisioni, negli uffici all’ultimo piano delle banche, delle agenzie di rating, delle multinazionali. La notizia non data, la menzogna, il giornalista carismatico, il direttore imposto da poteri finanziari, il sottacere, la demonizzazione delle alternative politiche, la pietrificazione delle idee come se i cambiamenti fossero impossibili, ma soprattutto eversivi, contro un ordine costituito, che, è ormai evidente, si tratta dell’ordine dei cimiteri. La terza guerra mondiale è in corso, nessuno l’ha dichiarata, è una guerra silenziosa, insidiosa. L’informazione è la sua arma invincibile, per ora, la menzogna, l’attacco gratuito e vendicativo, la macchina della merda sempre pronta all’uso da parte di servi ben pagati per la loro entusiasta prostituzione, la guerra totale a chiunque si ponga fuori dal Sistema a livello, locale, regionale, mondiale. Chiunque metta in dubbio la santità, del resto benedetta anche da alti prelati, del Sistema è “anti”, contro, fuori, no global. Il Sistema per reggersi ha bisogno dei suoi vassalli nei singoli Stati, di moderni Qusiling. Hanno nomi diversi in diversi Paesi, ma la stessa identica politica, la stessa matrice dell’informazione di stampo fascista, lo stesso spossesso di ogni volontà popolare, in nome di una globalizzazione che cancella le libertà individuali e la stessa struttura delle nazioni. La guerra è in corso, il primo modo di combatterla è riconoscerla, prendere coscienza che è in atto, che ha addormentato le nostre menti. Questo è il primo passo, credere che un’altra realtà sia possibile. Un risveglio. Un disgelo. Più il Sistema è disvelato, più diventa rabbioso. La bava alla bocca dell’informazione è un ottimo, splendido, magnifico segnale. Nelle prossime due settimane, prima delle elezioni, ne vedremo la faccia peggiore.
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ALESSIO SANTI

La guerra in Europa è la guerra degli spread
Si combatte non coi carri armati o coi missili,
Questa è roba da terzo mondo, riservata ai paesi africani o arabi o nell’Afghanistan dei talebani.
Hanno fatto la guerra agli Stati sovrani con gli spread sui titoli di stato,
con le banche, le finanziarie tutte collegate fra loro e agli hedge funds attaccando il soggetto più debole, l’Europa, che non ha una banca a difenderla, dove la Bce non può sostenere gli stati membri, che sono come i piccoli Staterelli dell’Italia dopo il congresso di Vienna, l’uno contro l’altro la cui alleanza si regge su equilibri precari.
La Merkel detta la linea e se calano le esportazioni nei pigs rimedia con un incremento del suo export sulla Cina e paesi arabi.
L’8% e passa di riduzione export tedesco sui Pigs ha avuto la sua contropartita in un incremento dell’export tedesco nei paesi che una volta si definivano satelliti della Russia, in Cina, in Sudafrica e altri paesi emergenti.
Avendo legato all’euro la seconda manifattura d’Europa, l’Italia che non può più svalutare la propria moneta e essere competitiva, si sta pian piano distruggendo l’industria e le aziende italiane che hanno un carico fiscale doppio rispetto a quelle tedesche col 65% di tasse e balzelli, un costo dell’energia del 30% in più, una burocrazia che ingessa e impedisce le libere iniziative e di dare risposte veloci alle variazioni di mercato.
Mors tua vita mea, l’attacco della finanza ai titoli di stato italiani e i livelli altissimi di spread sono stati salutati con piacere a Francoforte che, prima di fare l’Europa degli stati, vuole ridurre noi italiani e le nostre imprese a vassalli del sistema tedesco, vuole eliminare la concorrenza italiana alle sue imprese in nome di un’Europa che è solo l’’Europa dei banchieri e dei finanzieri targati Goldman Sach e jp Morgan e che hanno fatto credere a tutti, con l’avallo della Merkel e di Monti, che la politica dell’austerity porterà sviluppo e crescita.
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Ferlingot

Altro che elezioni! Si perde tempo con Bersani, Vendola, Berlusconi, Monti, centro, destra & sinistra: il risultato non cambia, perché sono marionette nella mani di un sistema di potere implacabile.
«Le nazioni dell’Europa dovrebbero essere guidate verso il superstato senza che i loro popoli sappiano cosa sta accadendo. Ciò si può ottenere tramite passi successivi, ognuno mascherato da uno scopo economico, ma che porterà alla fine e irreversibilmente alla federazione» parola di Jean Monnet, padre fondatore dell’Unione Europea.
Il Trattato di Lisbona è un crimine contro l’umanità: tra l’altro, ha reintrodotto la pena di morte. Noto anche come Trattato di riforma, firmato per l’Italia da Romano Prodi e Massimo D’Alema il 13 dicembre 2007 (entrato in vigore il primo dicembre 2009), ha apportato ampie modifiche al Trattato sull’Unione europea e al Trattato che istituisce la Comunità europea, ribattezzato Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Rispetto al precedente Trattato, quello di Amsterdam, esso abolisce i “pilastri” della Democrazia Popolare, provvede a togliere la sovranità del Popolo di tutti gli Stati membri e dà potere assoluto a banchieri ladri, criminali ed assassini. Capitolo finale: Eurogendfor, sotto il diretto controllo della NATO.
Mediante il “Trattato di Lisbona” le carte costituzionali dei Paesi europei sono state annullate, compresa la Costituzione repubblicana promulgata nel 1948.
Di conseguenza: venuta meno la norma fondamentale su cui si reggeva la Repubblica italiana, c’è stato un golpe silenzioso, senza spargimenti di sangue ben prima che andasse in onda la farsa del governo di Mario Monti (già al soldo di banche e potentati segreti anglo-americani). Provate a chiedere lumi a qualche costituzionalista italico semplicemente distratto. Il comico Benigni che interpreta la Costituzione a modo suo, ci fa o ci è? Chi l’ha assoldato per recitare un copione adulterato?
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NO TUNNEL TAV FIRENZE

Ricevo e pubblico volentieri la denuncia del Comitato No tav Tunnel di Firenze,folle opera faraonica voluta solo per favorire gli interessi di una Coop edile fallimentare appoggiata dal Pd, per scavare un tunnel devastante che ucciderebbe una città
Si tratta di un progetto orrendo e inutile che interessa Firenze,un tunnel di 7,5 km sotto una delle più preziose e fragili città del mondo,che paralizzerebbe la stessa per un tempo infinito Il Pd dovrebbe abbandonare questo progetto assurdo, ma non lo fa come non abbandona l’assurdità della Tv in Valsusa sempre per favorire le proprie imprese edili e non il Paese
La cosa gravissima non è solo che si intenda porre mano a una aberrazione simile ma che, per interessi di bottega,si siano fatte analisi taroccate da parte di Ferrovie, Ministero dell’Ambiente e autorità politiche. Su questi lavori Tav non c’è nessun serio controllo e si è usato il modello del “general contractor” all’italiana che genera mostri giuridici.
Oltre a ciò la Coopsette che dovrebbe eseguire l’opera è in via di fallimento e il Pd tenta con questo lavoro di riportarla in vita quando è decotta, piena di debiti e inaffidabile
Se si volesse davvero facilitare la mobilità e creare posti di lavoro,si sposterebbe il miliardo e 700.000 euro che le FS ha stanziato per il tunnel (e che come al solito leviterà verso il doppio o il triplo causa mazzette) al potenziamento delle linee in superficie, all’avvio di un servizio di treni metropolitani e suburbani.
Ma certo se il Pd pensa solo all’interesse delle sue Coop, sarà difficile che faccia delle scelte utili ai cittadini.

Intanto vediamo che Monti ha destinato i miliardi che ci vengono dati dall’Europa non in opere di utilità per il Paese, per i giovani, i disoccupati, gli esodati, la scuola o la ricerca, ma per riprendere il progetto altrettanto assurdo e di bottega della Tav in Valdisusa, anche qui per rispondere a interessi particolari di imprese di partito
un’opera che nessuno vuole, né l’Europa, né la Francia.
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Da byoblu
L’INVASIONE DEGLI ULTRAEUROPEISTI

“La guerra è pace”, recita il 1° slogan del Ministero della Verità di Orwell. Non stiamo mica facendo la guerra, stiamo solo esportando la democrazia. “La libertà è schiavitù”, recita il 2°. Ovvero possiamo essere liberi di decidere, sì, ma se lo facciamo sulla base di informazioni sbagliate, tutto si riduce a un’illusione: la libertà di scegliere se andare al macello per il corridoio sx o per quello dx. Per questo “L’ignoranza è forza”, come dice il 3° slogan. L’ignoranza dello schiavo è infatti quella forza, più potente di una catena, che naturalizza l’ingiustizia e legittima l’oppressione. E’ l’inerzia dell’ignorante che non è consapevole dei suoi diritti o che, di più, crede di non poterne neppure avere, diventando così la più formidabile delle garanzie che salvaguardano l’oppressore. Così le vittime finiscono per difendere spontaneamente i loro stessi carnefici.
Il Ministero della Verità, tramite una costante e minuziosa opera di falsificazione, ha come obiettivo la diffusione capillare della propaganda. La propaganda tiene le masse in apnea e consente alle élite di continuare a controllare la società. Il risultato più straordinario di questa strategia è che l’esercito più spietato e feroce al servizio del sistema è quello costituito da volontari, cittadini comuni che si arruolano spontaneamente tra le fila dei più accaniti sostenitori della Verità ufficiale. Costoro si fanno anche delatori, spie, infiltrati, provocatori involontari: la loro stupidità e la mancanza di strumenti intellettuali idonei all’esercizio della critica li rende zombie controllati dagli organi centrali che, come un virus, infettano nuovi individui e ingenerano la convinzione che chiunque non reciti il rosario istituzionale sia un elemento pericoloso, sovversivo o semplicemente ridicolo. Il bisogno dell’uomo medio di far parte del branco, per sentirsi protetto, fa il resto. Del resto, è per questo che nascono gli Stati: per proteggere gli individui, anche da se stessi.
Nel film, “L’Invasione Degli Ultracorpi “, un esercito alieno sbarcava sulla Terra e si impossessava dell’anima degli esseri umani. Un baccello veniva posto nella casa della vittima designata. Quando questa si abbandonava al sonno, nel baccello cresceva una copia identica del suo corpo. Prima del suo risveglio, un nuovo individuo con le sue stesse, identiche fattezze prendeva vita e lo sostituiva in tutto e per tutto: un nuovo essere umano, identico a quello originale ma privo della capacità di provare emozioni e sotto il totale controllo della volontà aliena. Il suo compito era quello di carpire la fiducia dei suoi simili, depositando nuovi baccelli sotto ai letti o negli scantinati dei malcapitati. Doveva identificare gli esseri umani residui, segnalarli e provvedere alla loro trasformazione. Come riconoscerli? Semplice: erano quelli che ancora mostravano segni di una qualche emozione sui lineamenti del viso.
Il Ministero della Verità di Bruxelles sta per fare la stessa cosa. Scandaglierà il web alla ricerca di cittadini resistenti alla propaganda europeista, da ricercarsi nelle sacche residue di euroscetticismo, e manderà i suoi zombie a depositare baccelli. Siete avvisati: ogni vostro articolo, ogni vostro commento, ogni vostro tweet sarà scrutato. E se tra le pieghe delle parole che userete si potrà ravvisare il segno di una qualunque emozione, di un qualsiasi reagente rivelatore di un pensiero critico, agenti pagati con i soldi dei nostri contributi inoculeranno informazioni correttive, semineranno dubbi, instilleranno l’amore per l’istituzione europea e ristabiliranno la corretta propensione per gli Stati Uniti d’Europa e per la Verità.
Il Daily Telegraph è entrato in possesso di proposte di spesa confidenziali e documenti interni che pianificano un blitz propagandistico senza precedenti durante la marcia di avvicinamento alle elezioni europee, nel giugno 2014. La chiave di questa nuova strategia sarà la creazione di “strumenti di monitoraggio dell’opinione pubblica” per “identificare in maniera precoce se un dibattito di natura politica tra i followers dei social media e i blog ha il potenziale di attrarre l’interesse dei media e dei cittadini”.
La spesa per “un’analisi qualitativa dei media” deve essere incrementata di 2 milioni di € e mentre la maggior parte del denaro salterà fuori dai budget esistenti, sarà necessario trovare quasi 1 milione di euro aggiuntivi, nonostante le richieste diffuse di adeguare le spese dell’Ue all’austerity imposta ai paesi membri.
“Un’attenzione particolare deve essere posta ai Paesi che hanno sperimentato un’insorgenza di euroscetticismo”, c’è scritto su un documento confidenziale su cui si è trovato un accordo nel 2012. “I comunicatori delle istituzioni parlamentari devono avere la possibilità di controllare le conversazioni pubbliche e il sentimento popolare in tempo reale, per decifrare gli argomenti più discussi e reagire prontamente, entrando nelle discussioni e influenzandole, per esempio fornendo fatti e schemi per decostruire miti”.
L’addestramento per i dirigenti parlamentari comincerà alla fine di questo mese.
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L’Ue STANZIA 900 MILIARDI
John Buatti

Sono tutti esaltati o perlomeno ci vogliono far credere che dovremmo esserlo!
Hanno raggiunto l’accordo! L”Unione Europea ha deciso di stanziare circa 900 miliardi di Euro spalmati dal 2013 fino al 2020 per I 27 stati membri.
Facciamo dei conti:
900 miliardi diviso 7 anni (che sono gli anni dal 2013 al 2020) ci dà 128 miliardi all’anno, poi questa cifra deve essere divisa tra i 27 Stati membri e abbiamo 4.7 miliardi annui per Stato!
Che cosa ci fai con 4.7 miliardi all’anno?
Non bastano neanche per la bolletta del gas!
Come fanno a far ripartire le Economie Europee con 4.7 miliardi per Stato annui?
E’ una FARSA della UE e di Monti nel nostro caso!.
Ti tengono buono con finti risultati!
Usciamo dall’Euro o pagheremo i loro debiti per il resto della nostra vita!
L’Italia versa alla UE 16 miliardi all’anno e ne riceve 9.3 indietro, cioè regaliamo alla UE 6.7 miliardi ed ora ne riceviamo circa 4.7.
Diamo circa 2 miliardi ANNUI alla UE! Nel 2010 ne abbiamo pagati alla UE 6.7, mentre Monti ci ha detto che dovevamo fare sacrifici per salvarci.
Se avessimo avuto 6.7 miliardi invece di darli in regalo alla UE non sarebbe stato necessario pagare tutte queste tasse inclusa l’IMU negli ultimi 15 mesi.
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E L’ITALIA NE BUTTA VIA MILLE
Viviana Vivarelli

Poiché in un democrazia diretta è il popolo che dovrà dire quale programma vuole, è giusto e necessario che sia il popolo a fare le proposte che di volta in volta ritiene utili per costruire un Paese migliore e che possa discutere liberamente su queste, scambiandosi il massimo di informazioni,e con una consultazione permanente e vincolante, ma è stucchevole che ci siano ancora lamentele se l’attuale programma del M5S non è dettagliato in tutti i suoi punti,proprio perché per sua natura, essendo un’opera in costante svolgimento, adesso questo programma può essere solo abbozzato a larghe linee e non può essere fissato in tutti i suoi punti come fece Prodi, salvo poi tradirlo a man larga.
Ancora più stucchevole e insano è che ci sia ancora chi chiede con quali fondi sarà fatta la ricostruzione democratica del paese, perché a questo punto, se ancora non si è capito quanto è grande la mole di furti, sottrazioni, evasioni, fondi neri, truffe, imbrogli e rapine che questa casta politica ha messo in atto in 70 anni, bisogna essere gravemente menomati o gravemente in malafede.

70 miliardi (ma saranno di più) di corruzione politica
180 miliardi di evasione fiscale
8 regalati al Vaticano
150 di fatturato della mafia
180 di fondi neri nascosti solo in Svizzera senza contare gli altri paradisi fiscali
più di uno di perdita stimata solo per la fuga dei cervelli
e 24 solo per mantenere questa elefantiaca casta politica
45 previsti da Monti per gli F35
17 per le inutilissime Province
abbiamo già 674 miliardi
quanto 33 Finanziarie
e si capisce come la domanda “dove troviamo i soldi?” non è più sopportabile
Ora,negli ultimi 14 mesi,per quanto la crisi mordesse e ci fosse necessità estrema di tagliare su questi 475 miliardi,nulla è stato fatto da Monti assieme a TUTTI i partiti che non hanno ceduto nessuno dei loro privilegi e hanno saputo solo votare aumenti di tasse sulle classi media e bassa, come peggio non si poteva e come qualunque mascalzone avrebbe fatto(B),per cui non occorreva certo scomodare dei bocconiani

Abbiamo già ‘almeno’ 700 miliardi di spese inutili su cui si doveva tagliare, senza contare una enormità di altre nefandezze che fanno lievitare la cifra recuperabile, come i regali a banche e a fondazioni, i furti di denaro pubblico in ogni sorta di ente, la moltiplicazione dei finanziamenti, vitalizi, rimborsi, emolumenti ai partiti, Monti che non tassa i derivati, il regalo delle frequenze, le grandi opere inutili e i costi che lievitano allegramente fino a 10 volte, le imposizioni di Equitalia, i 98 miliardi delle slot machine mentre lo Stato non paga 70 miliardi di conti in sospeso con le imprese, il fisco iniquo e la patrimoniale mai fatta, il catasto mai rivisto, la manomorta pubblica con un eccesso di spese ministeriali e di impiegati inutili e gravosissimi, le regioni a Statuto Speciale, i tetti ai superstipendi, le doppie, triple e persino moltiplicate per 36 (Befera) cariche pubbliche…
Se potessimo quantificare e sommare questi orrori supereremmo i MILLE MILIARDI,quanto ricostruire da capo uno Stato e fare una nuova Svizzera!
Invece per 14 mesi queste nefandezze sono rimaste TUTTE, per volere di TUTTI e collusione di Monti che le sue 59 fiducie le ha dedicate a tagliare diritti e sopravviven<
E ora gli stessi sono qui a giurare che ridurranno le tasse!?
Se non si tagliano gli sprechi, c’è un solo modo per ridurre le tasse: tagliare a zero lo stato sociale! E’ questo che vogliamo?
Lo vuole Monti, lo vorrà Berlusconi, lo vogliono Bersani e Renzi. Ma forse i loro elettori, quelli che fanno le ovazioni nei teatri e fanno salire i sondaggi, non hanno capito bene cosa vuol dire azzerare lo stato sociale:
pagare per intero ogni medicina
e anche il pronto soccorso
non avere più sanità pubblica
morire per una appendicite perché non ti operano se non hai una ricca assicurazione,salvo che nessuno ti assicura se hai più di 60 anni o sei stato operato di tumore o hai malattie croniche o invalidanti
avere scuole pubbliche che fanno schifo
non avere più trasporti pubblici
indennità di disoccupazione,sussidi familiari o aiuti ai poveri
cassa integrazione
cura del territorio
Ma ce la farebbero 10 milioni di poveri? Ce la faremmo tutti?
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L’Italia è stata rovinata vergognosamente dai partiti più corrotti d’Europa.
Se ne sono fregati della sofferenza delle famiglie e dei diritti calpestati. Se ne sono fregati della disoccupazione dei lavoratori e dei giovani condannati a non avere futuro. E dei dolori dei malati e degli anziani a rischio di morire di fame. Se ne sono fregati dell’incuria al territorio e delle imprese che falliscono mille al giorno. E della giustizia sempre calpestata e dei 130.000 processi che vanno in prescrizione e dei 160 miliardi di fondi neri solo in Svizzera e dell’evasione fiscale persistente e spudorata. Se ne sono fregati dei carcerati ammucchiati in celle fatiscenti, che ci fanno la vergogna d’Europa. E di quella democrazia su cui sputano nelle istituzioni e sui media. E di quella Costituzione che dopo 68 anni resta ancora irrealizzata. E di quel fascismo che condannano tanto a parole mentre votano un neofascismo ultraliberista, sordido e indecente, comandato da un cinico Fondo Monetario e da una Banca europea a servizio della finanza.
Se ne sono fregati di quella scuola che era una delle migliori d’Europa e di una sanità che poteva essere un gioiello e che hanno buttato sempre più in basso per divenire da 3° mondo. E di quel lavoro che sta nel 1° articolo della Costituzione come pietra fondante dello Stato e a cui i vari Monti-Bersani-Angeletti-Bonanni-Marchionne-Confindustria vogliono togliere ogni valore.
Solo il 2% degli Italiani accetta ancora questi partiti. E i TROLL che imperversano sui blog lo sanno bene che stanno difendendo una minoranza di gente collusa col crimine. Moltiplicano i loro nick fingendosi una folla, ma sono e restano pochi manutengoli di partiti criminali. Fanno lo sporco gioco di attaccare chi tenta di rovesciare questo sporco regime partitocratico, ma lo sanno che esso ormai si appoggia spudoratamente sulle 3 mafie, sul marcio sistema bancario, sulle cricche peggiori. I TROLL lo sanno di stare dalla parte del vizio e dell’errore. Quello che non sanno è lo schifo che ci fanno!
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DEMOCRAZIA O LEGGE DELLA GIUNGLA?
Paolo De Gregorio

Dal dopoguerra ad oggi la nostra democrazia è in evidente regresso.
Il Referendum monarchia-repubblica finì quasi in un pareggio, e dopo oltre 65 anni i rapporti di forze tra dx e sx non sono per nulla mutati, anche se è improprio oggi parlare per il PDL di dx e per il PD di sx.
Abbiamo invece visto i due partiti popolari usciti dalla lotta di liberazione dal fascismo, la DC e il PCI, profondamente legati al territorio e alle esigenze delle masse popolari (oggi li accuserebbero di “populismo”) trasformarsi piano piano in apparati di potere, sempre più vicini alle oligarchie industriali, finanziarie, massoniche, vaticane, sindacali, mediatiche, foraggiati da imponenti finanziamenti pubblici, con in mano il super controllo di RAI e Mediaset, insomma una mutazione genetica della democrazia.
Dalla morte di Berlinguer, in Italia non vi è più stata una opposizione efficace basata sulla lotta di classe e, in ragione di ciò, gli interessi e i diritti delle classi popolari si sono enormemente ridotti, e mano mano si è affermata la strategia piduista di Licio Gelli fondata sul controllo monopolistico della informazione in mano al piduista Berlusconi, si è arrivati alla spartizione della RAI, e al coinvolgimento della ex-sx ai piani della Nato e degli USA fino alla enormità della guerra alla Serbia sotto il governo D’Alema.
Oggi gli eredi dei due grandi partiti fondatori della Repubblica sono diventati partiti sostanzialmente di centro. Nell’ultimo anno hanno votato insieme tutti i provvedimenti antipopolari di Monti, oggi sgomitano in campagna elettorale, ma è un teatrino e la lotta è solo per il potere, per mantenere privilegi e fare affari.
Il PDL, pur avendo ereditato i voti dei cattolici, non conserva traccia del popolarismo cristiano, è un partito degli affari e degli affaristi e ha portato l’Italia al fallimento, aiutato da una non opposizione che, invece di pensare a difendere gli schiavi salariati, pensava a scalare banche e spremere utilità dal Monte dei Paschi di Siena in combutta con la massoneria.
Le regole che ci vogliono per far finire questa tragedia di distruzione della democrazia sono semplici ed evidenti e non costano nulla:
1)-ineleggibilità dopo due legislature, e i politicanti a vita sono finiti
2)-per evitare, come nel caso di B, che la proprietà delle televisioni si trasformi in potere politico, è fatto divieto ai politici di apparire in televisione, e così saranno costretti a tornare nel territorio del proprio collegio per farsi conoscere
3)-i costi della politica devono essere azzerati, con divieto di fare manifesti e spot radiofonici e televisivi. Tutti i candidati sono liberi di andare porta a porta con il loro programma elettorale scritto o fare comizi in spazi messi a disposizione. gratuitamente dai Comuni. Non vi è dunque bisogno del finanziamento pubblico dei partiti e chi non ha soldi può correre alla pari con chiunque.
4)-nessuno può essere candidato fuori dal territorio in cui deve risiedere da almeno 5 anni, onde evitare che i partiti paracadutino i loro dirigenti dove possono vincere facile, perpetuando la CASTA a danno dei cittadini residenti
5)-una nuova legge elettorale, uninominale a doppio turno, per capirci come quella per eleggere i sindaci, con primarie di partito in cui siano gli iscritti e non le segreterie a stabilire quelli che saranno i candidati
6)-eliminazione del Senato e delle province che, oltre ai costi, sono un ostacolo alla fluidità della amministrazione e alla necessità di avere decisioni rapide e definitive.
Non sarà la “rivoluzione”, ma queste regolette comprensibili per tutti servirebbero molto alla nostra malandata democrazia.
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COMETE

Hanno detto che quest’anno avremo due comete
e che una la vedremo anche di giorno ad occhio nudo
Nei tempi antichi i popoli superstiziosi temevano le comete e dicevano che esse annunciavano sventure gravi, guerre, fame, pestilenze e carestie (e queste ce le abbiamo già),
o la morte di qualche re o imperatore (e ce ne sarebbero parecchi che vorremmo veder sparire).
Ma c’era anche chi vedeva nella cometa l’avvento di un grande eroe che avrebbe salvato il mondo.
Di comete ne arriveranno due
Speriamo che portino cambiamenti felici
o grandi innovatori che mutano il destino degli oppressi
poi se non sono due, va bene anche uno solo.
Per questa volta ci accontentiamo :- )
A meno che il due non indichi che non sarà un eroe ma un popolo eroico
a cambiare il destino di se stesso.
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Viviana Vivarelli

quando tutti gli orpelli saranno spariti
quando il tornaconto,il carrierismo, il potere
la negazione dell’uomo sull’uomo, la verticalità
il luridume
col suo codazzo di pazzi e di imbroglioni
di cortigiani,di guerrafondai, di tromboni,
di prostitute e servi di bottega
quando le illusioni becere,le cianfrusaglie di lustrini di merda, le spalline da usuraio, i ricatti da generale, le medaglie mercenarie, gli oggetti status symbol
e i caravanserragli da fiera che si portano appresso, i comandanti, i ministri, i cortigiani, i clienti, i servi
i cenci, i megafoni, gli stracci di paiettes, i trucchi, gli ombretti, le lacrime di bistro, i finti rossori all’henné,le poltronazze un tanto al chilo, le ballerine oscene, i nani dentro e fuori…
quando tutta la paccottiglia sarà spazzata via

dalla rivoluzione

nel mondo nudo
comincerà, forse, una nuova bellezza
come un fiore
e ci domanderemo cosa è stato
con stupore
e ci parrà di essere usciti da un incubo
..
IRONIE IN RETE

«Benedetto XVI lascia il pontificato. Il ritorno di Berlusconi ha incrinato la sua fede» (Francesco Decollibus)
.
«Vuoi vedere che Silvio si candida per riempire la sedia vacante» (Matteo Castellani Tarabini)
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«Il Papa si dimette il 28. Berlusconi: ‘bisogna spostare le elezioni del nuovo pontefice per non interferire nella campagna elettorale’» (Il triste mietitore)
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«Berlusconi: Non ho mai detto che non avrei fatto il papa» (Riccardo Zambon)
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Il Papa lascia il pontificato dal 28 febbraio. Ma da Arcore non confermano (filippo facci)
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Ardita «mossa a sorpresa del Pd» per distrarre il Cavaliere «verso l’unica poltrona a cui non aveva ancora pensato» (Davide Tarasconi).
.

«Finalmente un autorevole candidato per il governo tecnico». (Luca Bottura)
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Mario Adinolfi: “il papa si dimette proprio nel giorno che per me era l’ultimo da deputato relatore in commissione” (strane coincidenze?)
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Il Papa lascia. Ufficialmente morto il lavoro a tempo indeterminato in Italia» (Luigi Scerre).
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«è il primo dei 4 milioni di posti di lavoro promessi in campagna elettorale… ora ne mancano 3999999» (Fabio Arboit)
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«Oh no. Un’altra campagna elettorale, no!» (Tommaso Giuntella)
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Spinozini

Il Papa si dimette. A meno di una smentita di Berlusconi.

Il Papa si dimette: è stato visto in edicola a comprare La pulce.
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La balena Lovoon mi ricorda l’elettorato del PD: nell’attesa di un qualcosa che non arriva, sbatte continuamente la testa su una scogliera.
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La differenza tra Schettino e Bersani? Schettino ha sbattuto sullo scoglio contro il parere dei passeggeri. Bersani invece lo fa a furor di popolo (Io)
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Che il papa si dimetta da solo non sta bene. Lasciar solo un povero vecchio.. lo accompagnassero Bersani, Monti e Berlusconi!
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Il papa si dimette. Chissà se Vespa ci fa il modellino! (Io)
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Barlusconi: “ Ca.. potevo pensarci prima io!” (Io)
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Questo sì che un coup de scene!
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Pontif-EX
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Il Papa si dimette: il posto fisso è monotono!
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Il primo degli esodati.
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Il papa si dimette, non ha capito che bastava cancellare l’account.
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Aveva paura che lo abbattessero come bin Laden? (io)
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Il papa si dimette. Non gli sarà piaciuto il vino della messa (io)
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Ora, se Dio volesse bene al mondo sprecherebbe un miracolo per far resuscitare Carlo Maria Martini.
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Io tifo per Zanotelli (Io)
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Spero che ora la pianterete con la storia dei prodotti tedeschi che durano tutta la vita.
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Il papa si dimette il 28 febbraio. Notizione della Madonna !!!
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Il Papa lascia per il bene della Chiesa. E restituirà l’8×1000?
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..ma se aveva fatto solo 33 twit ?!
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..non vorrà presentarsi a San Remo ?!
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L’ultima trovata promozionale del guitto nazionale sarà una sua sagoma elettronica parlante tridimensionale, la quale appena un passante si posizionerà davanti (tramite un sensore di rilevamento) elencherà tutte le promesse da lui fatte durante la campagna elettorale e qualche anticipazione sulle prossime
Ma la grande novità è costituita dalla possibilità di registrare le richieste degli elettori, basterà premere un pulsante posto all’altezza dell’inguine, richieste che saranno recepite automaticamente ed aggiorneranno il memo inserito della sagoma e l’elenco delle sue promesse, tenendo conto di quanto suggerito dai suoi fan, cortigiani, tifosi, sudditi e fedeli.
La sagoma è predisposta per autodistruggersi il giorno seguente alle elezioni ..
Claudio
.
http://masadaweb.org

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