WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Saturday August 19th 2017

IL CAMBIO DELLA GUARDIA

1a43ce6782ea218745a321d54e52e0e9

MASADA n° 1446 21/2/2013 IL CAMBIO DELLA GUARDIA

Il nuovo presidente dello IOR è un avvocato esperto in vendite militari –I giornali riscoprono Grillo – Nato il fondo per i parlamentari ‘in crisi’ – Favia come Giuda – Oscar Giannino: falso ma non d’autore – Grillo e i sindacati – Equitalia e gli evasori- Abolire le Province – Le speculazioni delle società di rating e gli scandali bancari – Berlusconi difende le tangenti – L’assessora di Mira ci ha provato – Analisi del Monte dei Paschi di Siena- L’impero papale vacilla Le condizioni tragiche delle carceri italiane, le peggiori d’Europa

“Sperare vuol dire rischiare la delusione. Ma il rischio va affrontato perché il massimo rischio nella vita è di non rischiare mai. Soltanto chi rischia è libero.”
MAX
..
“Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri”
Don Lorenzo Milani

IL NUOVO PRESIDENTE DELLO IOR E’ UN AVVOCATO ESPERTO IN VENDITE MILITARI

Ci ha stupito e ci rammarica la decisione di affidare la nuova presidenza dello IOR all’avvocato Ernst von Freyberg, presidente della Voss Schiffswerft und Maschinenfabrik una società di Amburgo attiva nella cantieristica navale civile e militare”. Lo affermano p. Efrem Tresoldi (direttore di Nigrizia), p. Mario Menin (direttore di Missione Oggi) e p. Alex Zanotelli (direttore di Mosaico di pace), le tre riviste promotrici della Campagna di pressione alle “banche armate” che dal 2000 svolge un attento monitoraggio delle operazioni di finanziamento e di sostegno al commercio di armamenti da parte degli istituti di credito.
La scelta di nominare al vertice dello IOR il presidente di un’azienda produttrice di navi anche militari, ci appare lontana da quanto affermato da Benedetto XVI nel suo primo messaggio per la Giornata mondiale della pace (1 gennaio 2006) in cui evidenziava «con rammarico i dati di un aumento preoccupante delle spese militari e del sempre prospero commercio delle armi, mentre ristagna nella palude di una quasi generale indifferenza il processo politico e giuridico messo in atto dalla Comunità Internazionale per rinsaldare il cammino del disarmo»
La nomina in un momento come questo nel quale papa Benedetto XVI ha pubblicamente annunciato la sua rinuncia al suo ministero ci appare come una pesante ipoteca per il suo successore: anche la conferma, in questo delicato momento, dell’incarico agli altri quattro membri del Consiglio di Sovrintendenza dello IOR, ci sembra inopportuna per favorire quel rinnovamento dell’Istituto per le Opere di Religione tanto auspicato da ampi settori del mondo cattolico e non solo.
Ci auguriamo inoltre che la Santa Sede decida di interrompere ogni legame con la Deutsche Bank Italia, l’istituto bancario che fino al recente blocco da parte della Banca d’Italia ha gestito il sistema bancomat all’interno del Vaticano. La Deutsche Bank, infatti, è l’istituto di credito che più di ogni altro ha offerto servizi alle industrie militari italiane per esportazioni di armamenti incassandone cospicui compensi di intermediazione: solo nell’ultimo quinquennio queste operazioni ammontano ad oltre 3 miliardi di euro che fanno di Deutsche Bank la banca più armata d’Italia. E va segnalato che, a differenza di tutte le banche italiane e di gran parte di quelle estere operative nel settore militare, Deutsche Bank non ha mai definito una direttiva rigorosa e trasparente riguardo ai servizi finanziari che offre alle industrie militari e alle esportazioni di armamenti.
Sentiamo oggi più che mai attuale, nel suo cinquantesimo anniversario, l’Enciclica Pacem in terris (11 aprile 1963) in cui papa Giovanni XXIII affermava che «giustizia, saggezza e umanità domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti»”

Video dello Straordinario Discorso del Premio Nobel Dario Fo a Milano Per Il Movimento 5 Stelle

http://commentandolestelle.blogspot.it/2013/02/video-del-discorso-di-dario-fo-milano.html

Claudio Martinotti Doria

I nostri politici non hanno nulla da dire, sono aridi, privi di idee, programmi, capacità, prospettive, motivazioni che non siano venali, sono pieni di sé, autoreferenziali, sono intrisi di protervia ed ignoranza. E’ inevitabile che insultino gli avversari e gli elettori, non avendo argomenti validi da proporre.
Adesso sono terrorizzati dal movimento di Grillo, perché sanno che il 90% di loro rimarrà senza le rendite da posizione che avevano in precedenza …
Ringraziamo Grillo ed i suoi se molte centinaia di migliaia di giovani sono ancora rimasti in questo paese, altrimenti destinato alla desertificazione delle intelligenze e dei talenti, ed inoltre, pochi politici lo hanno capito, il M5S ha evitato la deriva violenta ed autoritaria del paese, come sta accadendo in Grecia, dove Alba Dorata distribuisce cibo alla popolazione affamata e soddisfa i desideri viscerali e pregiudiziali, ed alle prossime elezioni prenderà un valanga di voti .. Quanti conflitti sociali ha evitato il M5S?.

I GIORNALI RISCOPRONO GRILLO
Massimo Fini

Man mano che ci si avvicina alla data delle elezioni i rappresentanti dei partiti, che per settimane hanno passeggiato in tutti i talk show senza farne mai cenno se non con riferimenti generici al ‘populismo’ e all”antipolitica’, ma guardandosi bene dal nominarlo, e i giornali legati al sistema, cioè quasi tutti, si accorgono che esiste ‘anche’ Beppe Grillo. Dopo mesi di un prudente silenzio il Corriere gli ha dedicato, oltre a un editoriale di Battista, contorto e ambiguo come quasi tutto ciò che scrive Battista (o Ferrara), due intere pagine all’interno del giornale dove si viene a sapere, fra l’altro, che il M5S raccoglie il 30% dei consensi fra i giovani dai 18 ai 23 anni. Anche nei talk show più ossequiosi al Potere, tipo ‘Porta a Porta’, non ci si può più esimere dal parlare di Grillo.
Questa improvvisa attenzione dice che i partiti hanno una fifa blu, temono che i loro piani abbiano fatto i conti senza l’oste. E lo coprono di insulti e anche questo è un segno di paura. Da sx gli danno del ‘fascista’ (Manconi), dal centro dello ‘sfascista’ (Monti), a dx hanno scoperto che è un pericoloso comunista (B:«Abbiamo scoperto che moltissimi dei suoi candidati vengono dai centri sociali e dai No Tav»). Ma le accuse più ricorrenti sono, naturalmente, quelle di ‘populismo’, di ‘antipolitica’, di ‘dispotismo’ all’interno del suo movimento. Che cosa sia il ‘populismo’ non l’ho mai ben capito. Il Palazzi lo definisce «atteggiamento genericamente democratico e socialista, senza solide basi dottrinali». Mi piacerebbe sapere quale partito ha oggi «solide basi dottrinali». Il Pdl del «delinquente naturale» B (cosi’ lo ha definito la sentenza del Tribunale di Milano sui diritti Mediaset)? Il Pd dove c’è tutto e il suo contrario? Il neopartito dell’ex magistrato Ingroia? Il micropartito Fratelli d’Italia dell’inguardabile La Russa? Battersi contro costoro e affini, e i loro vassalli, valvassini e valvassori, fra cui ci sono i 9/10 del giornalismo italiano, che hanno semidistrutto, economicamente, socialmente e moralmente, il nostro Paese in 30 anni di malefatte di ogni genere, non è ‘antipolitica’, è, al contrario, fare politica contro ‘questa’ politica. Infine il ‘dispotismo’ è necessario a un movimento rivoluzionario allo stato nascente, quale quello di Grillo è sia pur con modalità pacifiche. I partiti, invece di demonizzarlo, dovrebbero dirgli grazie.Perchè senza 5 Stelle ci sarebbe un’astensione che sfiora il 70% e risulterebbe evidente che 2 italiani su 3 non credono più alla truffa della democrazia rappresentativa. Ma soprattutto Grillo convoglia nel suo movimento, in qualche modo istituzionalizzandola e innocuizzandola, una rabbia montante che potrebbe esplodere, in qualsiasi momento, nelle forme più violente.

NATO IL FONDO PER I PARLAMENTARI IN CRISI
Adriano Fontanot

Ieri il senato della repubblica ha approvato con 257 voti a favore e 165 astenuti il disegno di legge del senatore Cirenga che prevede la nascita del fondo “per i parlamentari in crisi” creato in vista dell’imminente fine legislatura, dotazione di 134 miliardi per tutti gli “onorevoli”che non troveranno lavoro nell’anno successivo, questo alla faccia dei pensionati che tirano la carretta ed ai malati di SLA che devono pagarsi le cure.

FAVIA COME GIUDA

Ora che Ingroia gli ha offerto i 30 denari
eliminando Agnoletto e dando a lui il suo posto a Milano
Favia porta a termine il suo tradimento
diffondendo altre calunnie
e pensando così di giustificare se stesso
così tutti vedranno bene quanto vale
e lo scaricheranno alla prima occasione
perché nessuno stima i traditori, che oggi tradiscono il tuo nemico ma domani possono tradire te
Ma Ingroia con questo non ha scaricato solo Agnoletto, che era un combattente per la pace e la giustizia
ha dato uno schiaffo a tutti quelli che lo stimano per il suo lavoro lungo una vita a fianco del bene e a difesa dei tossicodipendenti,
preferendogli un pivello ambizioso che non sa nemmeno tenere a posto la bocca né mantenersi fedele a una causa
e solo per fare un dispetto a Grillo
Non sono questi segni di buona condotta etica
ma fanno scadere Ingroia al rango di Berlusconi che ha comprato Razzi come Scilipoti, niente morale, niente rispetto umano, niente dignità, premio ai traditori e una superficialità senza pari.

OSCAR GIANNINO: FALSO MA NON D’AUTORE

Scoperto dal compagno di partito Zingales che erano false le due lauree in economia e il famoso master di Chicago, Oscar Giannino annuncia: chi sbaglia paga, mi dimetto.
Si dimette da presidente, però resta candidato del suo partito. L’estrema buffonata italiana. Una presa in giro colossale,che però ha il merito di far scrivere paginate ai soliti giornalai. Ci sono persino sondaggi se ha fatto bene o no! All’estero si faranno somme risate. Nei paesi seri se uno si dimette, si dimette e basta, sparisce proprio dalla politica, non resta candidato ‘a prescindere’. Ma qui, se uno si pente e solo quando è scoperto, rilascia solo interviste senza perdere gli utili. Mai rimetterci in qualcosa! Fare un po’ di scene sì, ma senza mollare l’osso.
Sento che qualcuno lo derideva perché era vestito come un pagliaccio. Mai che uno si sdegnasse per aver sostenuto, come Veronesi, che il nucleare fa bene, e pure 5 giorni dopo Fukushima, quando persino il Giappone e la Germania lo declinavano, o per aver mandato falsi reportage ‘dal posto’ sulle centrali giapponesi senza muoversi da casa, o aver detto che il piano delle maggiori banche americane e del club Bilderberg era “pura fantascienza”, o essersi presentato come un partito nuovo e democratico quando era sostenuto da Confindustria e propugnava un ultraliberismo ormai fallito!
La sua carriera politica era partita sotto Giorgio la Malfa, ma della sua serietà e integrità aveva preso proprio poco.
In questo strano paese ci sarà sempre qualcuno che lo apprezza, gente che ama i facili imbonitori e i venditori di pentole senza coperchio. Lo metteremo tra gli altri buffoni, gli Scilipoti, Paniz, La Russa, Bossi, Minetti, Salvini, Borghezio, Santanchè, Fornero, Berlusconi, Gasparri… Siamo un paese di pagliacci che non fanno ridere, comici loro malgrado, di umor nero. Ma i danni che fanno non fanno ridere nessuno.
Resta il problema, oltre il master, delle due lauree. Da quel che ha detto, c’è il sospetto che non abbia mai preso neanche quelle. Mai che i giornalisti controllino qualcosa, dal catasto ai titoli di studio! E sarebbero questi i famosi ‘esperti’ che dettano legge in materia economica??!! E per fortuna che non dovevano entrare in parlamento persone della società civile perché sarebbero state ‘inesperte’!! E avanti così, di balla in balla, di truffa in truffa, in questo paese ridicolo ma tragico.
.
Gli estimatori di Giannino tentano invano di salvarlo, attribuendogli una dignità, in quanto ha riconosciuto di non avere i titoli millantati, ma la dignità non esiste, visto che ha dovuto ammettere solo dopo essere stato smascherato. Allora ogni mafioso preso con le mani in sacco dovrebbe avere la stessa dignità. Come si è visto, ha dovuto ammettere l’evidenza solo dopo che era stato scoperto, mentre il suo amico Boldrini ha continuato a difenderlo stupidamente anche dopo lo scandalo. Il fatto è che su quei titoli accademici inventati Giannino ha costruito una carriera ed è a causa di quelli che è diventato famoso e ricercato. Ed è grazie a quei titoli inesistenti che ha fatto parte del Comitato SCIENTICO della Fondazione Italia USA , una delle maggiori , senza nessuna laurea e senza essere un imprenditore. Che di economia non capisse niente, lo si poteva vedere dal suo scontro con Messora e Barnard in cui bocciò ogni argomentazione come “fantascienza”. Evidentemente mentre gli altri avevano prove avvalorate, Giannino non sapeva cosa rispondere e la buttò in caciara.
Ma la laurea inventata è la bugia meno grave rispetto alle cifre scandalose che diede in TV a favore del nucleare. Mentì per difendere gli affarismi di B, allo stesso modo di Nico Testa, minimizzando il pericolo: “0,014 morti per incidenti nucleari civili” e continuò a negare con perfetta faccia tosta anche 5 giorni dopo Fukushima. Che fosse propenso a mentire lo si era capito quando aveva scritto un articolo sui reattori di Fukushima dicendo di essere sul posto, mentre non era nemmeno uscito dalla sua casa di Torino. Resta vergognoso l’insieme dei giornalisti italiani che non solo non è capace di fare scoop, ma nemmeno un minimo di controlli d’archivio sui dati dei personaggi famosi, come si è visto anche nel caso della calunnia di Report sulle case di Di Pietro in cui non ci fu un solo giornalista che si degnasse di verificare i dati catastali. Sarebbero da cacciare tutti dall’ordimne dei giornalisti e sarebbe da cancellare come inutile l’ordine stesso. Il fatto è che ora per legge non può dimettersi dal suo partito FARE, così se il suo partito sarà votato, sarà eletto come primo nome della lista, entrerà in Parlamento, godrà di ogni forma di tutela e immunità, sarà stipendiato come deputato con soldi non rendicontabili, avrà i rimborsi pubblici e pure un vitalizio, tutto a spese nostre, a riprova ulteriore che in Italia il reato paga. Così aumenterà la schiera di delinquenti, pluri-indagati, collusi con la mafia, prescritti e condannati, tutti rigorosamente impuniti. E ciò perché nemmeno in 14 mesi i cari partiti italiani hanno voluto cambiare una virgola del porcellum e delle leggi elettorali o hanno voluto fare una legge anticorruzione, mentre in periodo elettorale si spanciano in promesse fasulle che sanno benissimo di non attuare mai.
.
Da nonciclopedia
Giannino difendeva l’ultraliberismo dei repubblicani americani e lo voleva esportare anche in Italia. Sintetizzando in forma ironica, i cardini di questo bel sistemone creato da ricchi ad usum pecuniae sono tre:
I soldi non sono solo una merce di scambio, ma La unità di misura: di tutto.
Ciò che non è illegale, è morale. Si può fare tutto quello che non è espressamente vietato: al diavolo le convenzioni sociali, si vive una volta sola
Chi ha più soldi vince. Un po’ stringato, ma il succo è quello.
All’apparenza, sembra una riedizione della vecchia legge della giungla. Nella giungla, è noto, tutti gli animali della stessa specie partono dalle stessi condizioni, sin da piccoli. E sopravvivono i più forti.
«Va bene la meritocrazia, però per quelli con genitori ricchi è diverso.
Meritano di partire in vantaggio. Sennò a cosa serve produrre ricchezza?» (se la ricchezza non ce l’hai, procura di averla smerciando carte false).
«E poi, i figli degli operai che vogliono diventare avvocati, per dire, mi sanno tanto di esibizionisti. Stiano al loro posto, quei maleducati.»(Da nonciclopedia)
Come diceva Berlusconi: “Non vorrete mica che il figlio dell’operaio sia laureato come quello dell’avvocato!”
..
Sempre da nonciclopedia:
L’esordio nel 2001, con: “No luogo.Come essere fuori luogo in qualsiasi contesto”; la risposta tardo-neoliberale alla no-global Naomi Klein. Si segnalano inoltre
“Come abbinare i calzini col colore dei baffi. Trattato di economia politica in forma breve”
“I poveri hanno torto. Perché essere poveri è essere pigri”, un inno all’iniziativa imprenditoriale in tutte le sue forme, lecite e non.
Una delle ragioni per cui le centrali elettronucleari costano tanto, è
proprio la sicurezza: ma come si vede sono soldi ben spesi.
( Da Fukushima mon amour, testi di Oscar Giannino.)
.
Giannino si è inventato un curriculum, ma prima di lui Bossi una nazione e Berlusconi una nipote (Spinoza)
e Bersani addirittura si è inventato che il Pd sia un partito popolare di sinistra
e Monti che a forza di austerity si progredisce!
Non c’è che dire: siamo un paese di idioti, ballisti ed inventori!
.
Triplozero
Nuova svolta nel nome del partito, da “Fare per fermare il declino” a “Contraffare per fermare il declino”.
..
Come disse bene Vergassola :
“mente sapendo di Smentire…!!”
..
Gramellini
Certo, in Germania due ministri si sono dimessi per laurea taroccata. Ma io dico: con tutti i guai e i cialtroni che noi abbiamo, è questo il problema? Bugie che somigliano all’omeopatia: in piccole dosi per difendersi dalle bugie più grandi. Ieri il primo che ha dato del bugiardo a Giannino è stato uno che per fermare il proprio declino ha fatto votare dal Parlamento che Ruby era la nipote di Mubarak.
..
Il problema più grave, poi, non è nemmeno questo, ma che in una situazione economica e morale gravissima come quella del nostro Paese, con un liberismo del Fm e della Bce che ci sta ammazzando, abbia anche qualche credibilità:
-un Giannino che propaga i principi dell’ultraliberismo della dx repubblicana americana già sconfitto in America che chiede meno Stato e più privato
-un Monti servo del sistema finanziario che fa solo gli interessi delle banche
-un Bersani che gira l’Europa spergiurando che applicherà l’agenda Monti improntata al più bieco liberismo e che addirittura si fa sostenere l’immagine ripescando Prodi, quando Prodi, Monti e Draghi vengono tutti e tre dalla famosa banca USA col compito di traghettare l’Italia dalla democrazia al servaggio assoluto sotto il potere finanziario.

IN 14 MESI NEMMENO QUESTE SPESE HANNO RIDOTTO

Di fronte alle spese spropositate per mantenere in Italia il presidente della repubblica (1200 dipendenti, 240 milioni, 4 volte Buchingam palace) e il capo del governo (8000 dipendenti, 8 volte gli Stati uniti,350 milioni) ricordiamo che in una democrazia diretta queste due cariche possono non esistere.
In Svizzera, il Presidente della Confederazione non è – come il Cancelliere federale in Austria o quello tedesco – il capo del governo. Secondo la Costituzione elvetica, la nazione non deve avere né un capo di Stato, né un capo del governo. Tutte le funzioni che competono a questi due organi negli altri paesi sono svolte dal Consiglio federale come collegio. In quanto presidente del Consiglio federale, il suo voto è determinante in caso di parità durante una votazione.
Il baraccone politico italiano è calcolato in un milione e 300.000 parassiti.
Ci costano almeno 20 miliardi ogni anno, a cui dobbiamo aggiungere 70 miliardi almeno di ruberie e truffe e atti corruttivi vari, per un ammontare di 90 miliardi buttati, che in una democrazia diretta sarebbero tagliati all’osso permettendo la ripresa di 60 milioni di cittadini e la salvezza del Paese.
.
GLI ULTIMI IMPRESENTABILI

Nicolò Mardegan, Pdl, consigliere regionale, rinvio a giudizio per falso in atto pubblico per aver convalidato 926 firme false nella lista Formigoni.

Fabio Altitonante, Pdl, ex assessore provinciale al patrimonio edilizio, coinvolto nell’inchiesta “Parco sud” sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia.
Alessandro Colucci, Pdl, eletto con voti chiesti alla mafia e rapporti col boss Salvatore Morabito.
Andrea La Penna, Fratelli d’Italia, sotto processo per minacce a vicini di casa
Milena Bertani, sostenitrice di Ambrosoli, arrestata per maneggi sugli appalti, mentre era assessore regionale ai lavori pubblici.

CHI MANCA, CHI SPRECA
Viviana Vivarelli

Vicino a casa avevo un rottamaio,un gran campo con capannone dove ogni mattina arrivavano camion e camion a scaricare mobili e altro.
La cosa folle è la quantità mostruosa di roba che arrivava dagli enti locali e dalle banche:appena c’è uno nuovo in provincia, comune, regione o altro ufficio pubblico,la prima cosa che fa è cambiare arredamento e buttare tutto quello che trova, lo stesso fanno le banche che tanto coi soldi nostri possono espandersi in lussi infiniti. Al campo arrivava di tutto, lussuose scrivanie in legni pregiati,poltrone da ufficio, armadi, schedari, ma anche elettrodomestici, tv ecc. ,addirittura roba ancora imballata! Il campo era meta di persone di ogni tipo, extracomunitari, poveri e non solo, anche gente comune che si portava a casa per 1 o 2 euro oggetti di pregio o metteva su casa, poi rivenditori, piccoli antiquari ecc. C’era un riciclo enorme attorno a questo rottamaio.
Ma bastava vedere cosa veniva buttato via dalla politica per capire lo spreco infinito, orribile, disgustoso di questi miserabili parassiti che usano denaro pubblico buttandolo in inutilità nel momento stesso in cui appoggiano progetti di azzeramento del welfare per mancanza di soldi. Arrivavano poi ogni mattina interi camion pieni dei mobili della casa di qualche anziano passato a miglior vita, poi arredamenti di negozi o fabbrichette fallite, e c’era di tutto, letti, armadi, poltrone.. A Firenze oggetti così sono amministrati da Mani Tese per raccogliere fondi per il terzo mondo.
Questo campo era proprietà del parroco che destinava il ricavato alla casa della carità, che accoglieva disabili molto gravi, poi il parroco ha chiuso tutto perché ha pensato che poteva fare più soldi costruendoci delle palazzine. Ma è stato trasferito e il suo progetto di edilizia speculativa si è interrotto. E ora tanta gente che lì trovava mille cose che potevano essere usate ancora è rimasta senza aiuto.
Io ho visto questo ma chi lavora negli ospedali, negli uffici pubblici, nelle caserme… può testimoniare di un spreco infinito, aberrante,senza controlli.
.
Da Sauro:
Ascolta questo brano di J.S. BACH, piano, concerto in F minore, largo.



TRAVOLTI DA UN INSOLITO TSUNAMI NEL FREDDO MESE DI FEBBRAIO

Paolo De Gregorio

Facciamo un riepilogo col profilo dei tre maggiori partiti, PD, Pdl, Lista Monti, profondamente uniti non solo dall’ultimo anno di governo tecnico, ma nell’insultare il movimento di Grillo come “pericolo per la democrazia, “fascista del web”, “antipolitica”, “populista” e via insultando e denigrando.
Oggi Bersani, quello che con grande intuito per le persone oneste, aveva scelto Penati come collaboratore, un po’ preoccupato dalle piazze riempite dal “comico populista”, fa capire in modo subdolo, ricorrendo al termine inglese “scouting”, che dopo le elezioni il suo partito cercherà di reclutare parlamentari grillini, sottraendoli al loro misero destino di essere eterodiretti dal loro capo, per entrare nel paradiso “piddino”, dove sei veramente eterodiretto da una ristretta nomenklatura inamovibile, non decidi nulla e sei in Parlamento solo a schiacciare bottoni.

Questa subdola strategia ha qualche possibilità di riuscita perché siamo in presenza di un grande apparato, con molti soldi a disposizione, che ha sempre esercitato la pratica della infiltrazione che viene tenuta “in sonno” e usata per fare danni pesanti al momento giusto, come il caso Favia insegna.
Vorrei ricordare a quegli elettori nostalgici della “sx sparita”, che pensano al “voto utile” al PD, di ricordare fatti incontrovertibili della storia recente: a che serve essere andati al governo se non si è toccato il dittatoriale polo mediatico con una legge sul conflitto di interessi, non si è rinunciato alle missioni di guerra, il governo D’Alema nel 1998 per primo firmò l’ordine di acquisto dei cacciabombardieri americani F35 seguito dalla firma di tutti i Presidenti del Consiglio fino ad oggi, in una impressionante omologazione tra dx e falsa sx.

L’ultimo fatto, il più clamoroso, che dovrebbe togliere per sempre la pretesa del PD di essere considerato un partito di sx è stato quello di appoggiare un “governo tecnico”, con B fuori gioco e con la vittoria in tasca, per pura vigliaccheria, abbandonando le classi popolari sotto il tacco di Monti e della Fornero.
Dare il voto a questo partito pensando di dare un voto utile o di sx è totalmente irrazionale, fuori della realtà poiché il PD oggi è un partito di centro, governativo, atlantico, amico del Vaticano, che di fronte alla crisi economica e morale non sa che pesci pigliare e si affida alle banche e ai mercati, esattamente come i suoi finti competitori B e Monti.
Noi oggi in Italia non abbiamo uno scontro tra dx e sx, ma fra tre partiti di centro che sgomitano per prendere un potere che gli serve per coprire le proprie malefatte, condizionare la magistratura, controllare i media, affidare il potere reale alle banche e alle elites economiche capitaliste.

Per la prima volta oggi abbiamo una alternativa, che si rivolge concretamente alla spina dorsale della nostra economia che è la piccola e media impresa, che si rivolge ai disoccupati e ai precari, alla cittadinanza attiva e informata, che vuole una politica nuova basata sulla partecipazione e sulle leggi di iniziativa popolare, che considera deputati e senatori dei semplici portavoce a termine dopo due legislature, incensurati e senza immunità parlamentare.
Noi tutti dobbiamo capire che chi si oppone a questa prospettiva di nuove regole di salute pubblica, ben definite nero su bianco nel programma del M5S, è contrario alla democrazia, nel suo significato etimologico e autentico. Oggi viviamo sotto il potere di oligarchie, i famosi poteri forti (banche, Confindustria, CASTA politica, massoneria, Vaticano, mafie, monopoli mediatici), che hanno tutto il potere, il denaro e si muovono solo nella direzione di conservare la situazione attuale.
Non è consentito, a coloro che desiderano cambiare le regole del gioco per avvicinarsi alla democrazia, né astensionismo, né scetticismo, né fatalismo, il futuro se lo devono conquistare.

GRILLO E I SINDACATI
Mario P.

Da non molto tempo sono un collaboratore volontario di uno dei tre più importanti sindacati d’Italia e allo stesso tempo un futuro elettore del Movimento 5 stelle alle prossime elezioni. Come ogni persona di buon senso condivido quasi totalmente le considerazioni e il giudizio che Beppe da riguardo le tematiche quotidianamente affrontate sul suo blog che siano economiche, morali, politiche, ambientali etc.
Allo stesso modo ho considerato le affermazioni che egli ha fatto sui sindacati valide e soprattutto molto opportune, e vorrei spiegare il perché in questa breve mail facendo anche delle piccole precisazioni e osservazioni. Innanzitutto, se penso di aver interpretato bene le parole di Beppe, lui non ha mai parlato di “eliminare i sindacati” ma ha piuttosto prospettato una futura società in cui gli operai diventino“proprietari” delle aziende, conseguenza per cui i sindacati non avrebbero più motivo di esistere (anche se resterebbero comunque per rappresentare i dipendenti pubblici). Per quanto i giornali abbiano potuto alzare falsi polveroni sul caso, su questo anche Angeletti ha convenuto con Grillo (ha infatti dichiarato: “trasferiamo la proprietà delle aziende ai lavoratori, e il sindacato sarà inutile”). Nel senso che se i dipendenti riuscissero una volta per tutte a far parte delle aziende, il ruolo dei sindacati sarebbe fortemente ridimensionato. Questa sarebbe oggettivamente una grandissima vittoria per i lavoratori e per la società, e quindi una prospettiva fortemente auspicabile dai sindacalisti (almeno per quelli onesti). Penso, e lo dico sinceramente, che i sindacati abbiano avuto non tanto delle responsabilità in questo sfacelo, perché i sindacati non hanno mai avuto poteri di governo, ma che abbiano commesso, anche in malafede, dei grossi errori questo è certamente evidente (vedi Fondi Pensione, caso Fiat, etc). Penso che, nonostante non faccia parte della Fiom, di Landini in Italia ce ne vorrebbero centinaia, perché è stato l’unico che abbia realmente difeso a livello nazionale i lavoratori. Come in ogni ambiente esistono infatti anche nel campo della rappresentanza dei lavoratori, sindacalisti onesti e in gamba, e sindacalisti scaltri e in malafede. I sindacati però non sono solo Bonanni, Angeletti e Camusso. Ci sono infatti tanti piccoli sindacalisti che operano sul territorio che pur non guadagnando nulla, perdono tempo dietro carte bollate e una burocrazia assurda per far valere dei diritti a lavoratori spesso addirittura ignari di ciò che per legge gli è dovuto. Penso che dei sindacati ce ne sarà ancora bisogno, almeno finché il sistema welfare e la disciplina sui contratti di lavoro in Italia non verrà modificata, perché attualmente è una giungla, ed è davvero difficile per chi non è specializzato in queste tematiche affrontare e approcciarsi da solo a queste questioni. Penso inoltre che se non ci fosse attualmente l’assistenza sindacale, le persone dovrebbero rivolgersi ai consulenti del lavoro, cosa che comporterebbe a pensionati e lavoratori un più oneroso esborso economico. Penso che i sindacati avrebbero dovuto fare di più per difendere la società dal lavoro nero e dalla globalizzazione e la delocalizzazione, il vero cancro di Stati quali il nostro, e che la struttura organizzativa sia poco trasparente e spesso di tipo familiare (come ogni settore in Italia). Penso che non sia stato solo un problema di malafede, ma anche di conoscenze e competenze, dato il basso livello culturale che ho riscontrato all’interno dell’organizzazione (pochi sindacalisti hanno una laurea, gli stessi segretari dei tre più importanti sindacati italiani non sono laureati). Penso che per quanta brava gente ci sia che lavori onestamente (ne ho vista tanta) ce ne sia altrettanta che si vende per un pugno di lenticchie e che non tuteli come dovrebbe i lavoratori. Sono poi inorridito dal comportamento dei patronati all’estero come testimoniato dal blog di Beppe Grillo. Penso davvero che Grillo abbia ragione quando parla di un sindacato in Italia troppo ambiguo e vetusto, e apprezzo tanto che abbia lanciato un appello e una sfida al cambiamento e al rinnovamento anche di questo importante e fondamentale organismo associativo. Io come tanti altri giovani approcciatisi al mondo del sindacato condividiamo le affermazioni di Beppe, accettiamo la sfida … siamo pronti,quindi, dall’interno, a cambiare una volta per tutte anche qui le cose.

EQUITALIA E GLI EVASORI
Viviana Vivarelli

Quando Grillo mette nel programma l’abolizione della perversa Equitalia Ingroia strilla che Grillo aiuta gli evasori.
Oggi il fisco ha contestato a un artigiano di essere moroso di ben 20 euro, in realtà li ha pagati ma non trova la ricevuta e per questo è stato condannato ad un mese di carcere o al pagamento di 4.000 euro, 20 volte quello che che non riesce a certificare.
Ricordo che il fisco chiese 112 milioni di lire a Valentino Rossi che era moroso per 44 milioni, ma poi si accordarono e Valentino ci guadagnò perché al posto di 44 milioni ne dette solo 30.
Nulla si sa invece dei due stilisti Dolce &Gabbana che nel 2004 dovevano al fisco un miliardo di lire. Gli anni sono passati in assoluto silenzio.
E a quanto è stato condannato B per tasse non pagate ed evasioni varie che ne fanno il più grande evasore d’Italia? Non è dato saperlo.
In quanto ai gestori delle slot machine che dovevano al fisco 98 miliardi, mi pare che nessuno sia andato in carcere, anzi lo Stato ha dato loro un premio di 285 milioni di euro per buona produttività!
Questa è Equitalia!
Forse Ingroria potrebbe fare a meno di strillare delle emerite sciocchezze!
.
ABOLIRE LE PROVINCE
Viviana Vivarelli

Un anno fa la lettera della Bce a B prima e Monti poi chiedeva di eliminare le Province.
Sono enti inutili e ci costano dai 13 ai 17 miliardi l’anno.
Se pensiamo al danno imposto con l’IMU alle famiglie per soli 4 miliardi che poi sono stati quasi regalati al Monte dei Paschi, si capisce quanto sia perversa l’ostinazione dei partiti, in primis della Lega, a volerle mantenere per forza con un simile dispendio. Ma i partiti hanno nelle Province le loro mangiatoie preferite.
Le Province sono 110 e mantengono una popolazione parassitaria di 3000 persone.
Nessun Paese occidentale ce l’ha. Solo l’Italia per la gloria dei partiti e la loro fame infinita di soldi pubblici.
Delle 110 province italiane, 40 sono governate dal Pd, 36 dal Pdl, 13 dalla Lega, 5 dall’Udc, 2 dall’Mpa,14 dalle forze locali e minori.
L’abolizione delle Province comporterebbe un risparmio strutturale immediato da 13 a 17 miliardi l’anno.Anche diminuendoli per il carico di impiegati che passerebbero ad altri enti,con i soldi guadagnati ci saremmo potuti risparmiare l’IMU e i tagli sulla sanità pubblica e la scuola.
Le Province sono enti inutili in quanto le loro funzioni possono essere svolte da Comuni o regioni senza necessità degli attuali e costosi organi elettivi e la moltiplicazione delle cariche politiche.
Dovevano essere soppresse alcuni decenni fa con la istituzione delle Regioni a statuto ordinario che di fatto andavano a coprire del tutto le funzioni avute fino a quel momento dalle Province, ma sono rimaste come tutti gli enti inutili italiani a mo’ di mangiatoie partitiche.
Sono Enti Dannosi che causano anche costi indiretti moltiplicando la burocrazia con una pluralità inutile di passaggi burocratici, con relativi costi istruttori e ritardi, legati anche alla necessità di giustificare in qualche modo la propria esistenza. Uno Stato moderno dovrebbe essere agile e snello, in Italia invece la burocrazia è stata moltiplicata in modo paralizzante e scandaloso.

Questo articolo è di estremo interesse. Spero proprio che tu lo legga.

LA SPECULAZIONE DELLE SOCIETA’ DI RATING E GLI SCANDALI BANCARI
Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it

La società di rating Standard & Poor’s, a causa delle sue valutazioni, idonee alla speculazione, ha contribuito ad accelerare la crisi dell’Italia, perciò è indagata dalla procura di Trani; anche il dipartimento di giustizia americano e alcune procure statali hanno iniziato una causa di responsabilità civile, mettendo sotto accusa la Standard & Poor’s, a causa dei suoi rating sui mutui concessi prima del 2008, ignorando la pericolosità dei derivati relativi, poi collocati tra privati ed enti pubblici.
L’amministrazione Obama vuole agire contro Standard & Poor’s, chiedendo 5 miliardi di dollari di risarcimenti, per aver dato giudizi favorevoli alle obbligazioni legate ai mutui subprime, cioè per aver favorito la vendita di titoli spazzatura e la cartolarizzazione dei mutui subprime; però l’operazione di collocamento è stata gestita da banche d’affari, come la Lehman Brothers, ora fallita. Nell’anno 2007 rating favorevoli a questi titoli erano stati dati anche dalle agenzie di rating Moody’s e Fitch, procurando danni al sistema finanziario per miliardi di dollari.
Pertanto l’Europa progetta la creazione di una società europea privata di rating, che dovrebbe essere indipendente e non pubblica; le società di rating non dovrebbero agire nella discrezionalità, dovrebbero essere soggette a controllo pubblico, non devono cadere nel conflitto d’interesse e nella corruzione (che non esiste solo in Italia); solo così possono essere indicatori obiettivi di rischio e di solvibilità. Ricordiamo che le società di revisione dei bilanci delle imprese private erano pagate dai revisionati, davano giudizi sulle società, però alcune società da loro certificate come ottime, fallirono; le frodi non avvengono solo in Italia.
Sulla crisi del MPS, il 13.10.2008 la polizia tributaria di Milano ha indagato sull’esistenza della banda del 5% di provvigioni pagate sulle operazioni sospette con l’estero fatte della banca; secondo alcuni calcoli, a causa delle perdite per l’acquisto di Antonveneta, per i fidi non onorati e sui derivati in genere, MPS ne avrebbe una perdita di 730 milioni euro; non sembra molto, considerato il regalo fatto di 3 miliardi di euro alla banca Santander e ai dirigenti mediatori. Perciò il governo insiste ad affermare che la terza banca del paese è sana; probabilmente la perdita è superiore e anche il bilancio di MPS è un mistero, con 730 milioni di euro di perdita questa banca non andrebbe in dissesto.
La filiale londinese della banca Morgan, operando in trading con derivati o CDS e Swap, ha procurato una perdita di oltre 6 miliardi di sterline alla sede americana; gli Swap sono assicurazioni o scommesse contro il rischio di fallimento di stati, con possibilità di perdite su titoli di stato: I titoli in questione erano anche italiani, però gli swap sul fallimento dell’Italia si sono fatti anche senza possedere titoli italiani, cioè scommettendo allo scoperto.
Cipro è un paradiso fiscale, che accoglie capitali russi e di altri paesi dell’est da riciclare, il 20% della sua raccolta era investito in titoli di stato greci, perciò le banche cipriote sono state colpite dalla crisi greca e Cipro ha chiesto aiuti esteri per circa 10 miliardi di euro; Mosca ha prestato 2,5 miliardi di euro e altri miliardi dovrebbero arrivare dall’Europa. In cambio, la Germania chiede al governo cipriota misure di austerità e privatizzazioni, i tedeschi non vogliono fare sacrifici per proteggere i capitali della criminalità organizzata russa, però anche in Germania si riciclano capitali della mafia italiana e i tedeschi non se ne lamentano; Draghi chiede sacrifici, ma è disposto ad aiutare l’isola.
Negli ultimi due anni, la BCE da Francoforte ha elargito a banche bisognose, a tasso stralciato, oltre mille miliardi di euro, dei quali 270 destinati all’Italia, questi soldi non si sono riversati nell’economia e le banche hanno anche ridotto il personale e altro lo ridurranno a breve; prima del caso MPS, c’era stato quello dei bond Cirio, Parmalat e Argentina, inoltre, con i fondi d’investimento, erano stati rifilati ai risparmiatori quote di azioni di società in dissesto, già possedute dalle banche.
Il conflitto d’interesse esiste anche in banca, perché le banche finanziano, a tasso di favore, società importanti di cui sono azioniste, lo stato non controlla perché i partiti hanno il dogma dell’indipendenza delle banche e soprattutto delle banche centrali; però le banche controllano lo stato e finanziano i partiti; la vera politica si fa nei salotti e con i patti di sindacato nelle grandi industrie, il parlamento conta poco, non solo perché espropriato dei suoi poteri dal governo, con i suoi decreti.
La BCE è il fulcro dell’eurosistema del quale fanno parte le banche centrali europee, le banche dei paesi aderenti si procurano liquidità nel mercato interbancario dell’area euro, sempre che le banche siano disposte a concederlo, perché quando la liquidità è scarsa, le banche sono restie a farsi credito anche tra loro. Secondo Draghi, la ripresa ci sarà alla fine del 2013, intanto, a causa del dissesto bancario, s’invocano maggiori controlli sulle banche centrali e sulle banche ordinarie da parte delle banche centrali.
La BCE ha lasciato allo 0,75% il tasso pronto contro termine per le banche e il tasso marginale overnight all’1.5%; il tasso overnight è un tasso sui depositi con scadenza un giorno ed è assistito da garanzie in titoli, invece il tasso euribor ha scadenza da una settimana a 12 mesi e corrisponde al libor di Londra. La BCE influenza i tassi interbancari con operazioni di mercato aperto e con tassi di riferimento, le prime prevedono compravendite di titoli, con creazione o distruzione di base monetaria; la BCE fa operazioni di mercato aperto con aste a scadenza bisettimanale.
In Usa esiste un’alleanza tra servizi segreti, Pentagono, governo e Wall Street, i consolati Usa dislocati all’estero si adoperano per favorire l’afflusso di capitali esteri in Usa, anche di provenienza mafiosa; mentre in Italia il riciclaggio della mafia è ostacolato, in Europa settentrionale e Usa è tacitamente appoggiato. I servizi esteri americani vendono informazioni economiche e sui contratti esteri e perciò influenzano indirettamente il corso delle valute e dei titoli.
Questi servizi si occupano anche della difesa dei brevetti nazionali e dei manager e politici nazionali, cooperando anche con servizi segreti privati, nel mondo esistono anche polizie ed eserciti privati; la Kroll americana è il servizio segreto di Wall Street. La Francia, allertata dai suoi servizi, per motivi di sicurezza, ha impedito l’accaparramento estero dell’ente elettrico francese; in passato, l’ha fatto anche per altre importanti società, solo l’Italia è stata contagiata dalle privatizzazioni a tutto campo; un altro paese che svende il suo patrimonio industriale è l’Inghilterra, la borsa italiana è federata con quella di Londra.
Stati Uniti, Turchia, Arabia, e Qatar forniscono assistenza umanitaria e armi ai ribelli siriani, i gruppi che ricevono più aiuti sono, come avvenne in Afghanistan, quelli di orientamento Jihadista, spesso addxti in Turchia, che si lamenta delle provocazioni militari del governo siriano; se questa assistenza non sortirà la caduta di Assad, presto potrebbe intervenire militarmente la Turchia e bisognerà vedere la reazione dell’Iran che sostiene Assad. Le guerre che si espandono sono sempre occasione di buoni affari, per petrolio, armi e droga, inoltre, i capitali fuggono da dove c’è la guerra e vanno dove ce n’è bisogno.
Il neoliberismo voleva far dimagrire lo stato e ha favorito la crisi, aveva promesso l’autoregolamentazione del mercato, ma ha ridotto stato sociale, protezione del lavoro e ha favorito le privatizzazioni; ha favorito la circolazione di merci, capitali e lavoro, senza barriere protezionistiche, poi la speculazione finanziaria ha fatto il resto. Suo antesignano è stato Milton Friedman, con i suoi discepoli Reagan, Thatcher e oggi l’Unione Europea e il Vaticano. Questo processo economico ha favorito disuguaglianza, povertà e disoccupazione, poi i capitalisti arricchitisi hanno potuto cimentarsi, con maggior forza, nel mercato della speculazione.
La maggiore produttività del lavoro non si poteva raggiungere con la servitù, perché nel feudalesimo il posto di lavorio era sicuro e il lavoratore non poteva essere cacciato, ma si può raggiungere con il lavoro salariato, soprattutto flessibile, cioè quando il lavoratore può essere facilmente licenziato e perciò è più soggetto al ricatto; la flessibilità del lavoro ne favorisce lo sfruttamento. Monti vuole deregolamentare il lavoro, ridurre lo stato sociale, aumentare le pensioni private e dare maggiore impulso al volontariato, però oggi anche le cooperative coltivano subdolamente il caporalato e collaborano alla sospensione dei diritti di lavoratori. In Italia, a causa del maggiore costo dell’energia e delle maggiori imposte, l’inflazione cresce più che negli altri paesi europei, mentre i salari netti sono più bassi; rivedere la struttura dei costi e dei prezzi interni non significa solo contenere i salari, ma rivedere anche il sistema delle tariffe e delle imposte.
In questi giorni abbiamo appreso delle tangenti pagate da Finmeccanica, produttrice di armi, e dall’Eni in India e Algeria, queste cose le fanno tutte le grandi multinazionali che operano con l’estero, anche se le leggi degli stati non le permettono; al tempio di Craxi le imprese italiane avevano, a tale scopo, fondi neri all’estero. In generale, nei rapporti con l’estero, la tangente è chiamata, con un po’ d’ipocrisia, compenso di mediazione, i beneficiari sono sempre politici e dirigenti; i corrotti e i corruttori non sono solo italiani, come sostiene chi vuole distruggere l’Italia, una volta si diceva che anche i mafiosi erano solo gli italiani, in realtà anche la mafia, di diverse etnie, esiste in tutto il mondo.
Adesso c’è il rischio che i dirigenti algerini e quelli indiani, messi in piazza, disdicano i contratti di fornitura con l’Italia, queste rivelazione fanno quindi danno all’Italia; l’Eni e Finmeccanica, travolte dallo scandalo, sono crollate in borsa, perciò, in caso di privatizzazione, costeranno meno, anche questo potrebbe essere un complotto; però c’è chi non crede ai complotti, per coerenza, non dovrebbe credere nemmeno alle truffe e ai bluff nel gioco del poker. I complotti nascono all’interno del potere e dove esistono grandi interessi, favoriscono congiure di palazzo, cambi di dinastie, di proprietà e di partiti al potere; tra i partiti ce ne sono sempre di quelli più favorevoli a collaborare con lo straniero, cioè a vendersi a esso, del resto si vendono anche ai compatrioti e il parlamento sembra un grande supermercato.
In questi giorni Monti e Bersani usano spesso, in tono dispregiativo, il vocabolo “populismo”, diretto contro avversari politici; la semantica studia l’evoluzione nel significato delle parole, ai primi del novecento il partito populista era un partito popolare che reclamava le riforme. In Russia i populisti erano il partito dei contadini; questi populisti avevano fede nella religione, ma volevano la riforma agraria, cioè la distribuzione delle terre; cioè desideravano la roba d’altri, a danno di aristocratici e vescovi, che la possedevano. I populisti furono sconfitti da Lenin che voleva statalizzare le terre.
Da diversi anni i cattolici sono presenti a dx, centro e sx dello schieramento parlamentare italiano, sono in libera uscita dal centro democristiano e sono corteggiati da vari partiti; a causa degli scandali di B e del fatto che è detestato dall’Europa, il Vaticano, che è un centro finanziario mondiale e un paradiso fiscale, ha deciso di scaricare B e di appoggiare Monti, continuando però a dare credito al centro politico di Casini.
Però gli scandali sessuali, economici e giudiziari di B sono comuni anche al Vaticano e agli altri centri di potere, il bue non dovrebbe mai dare del cornuto all’asino; il Vaticano, soccorso dalla Germania e dalla BCE di Francoforte, vuole recuperare le perdite delle sue banche e delle sue cliniche private, dove sono stati tanti gli episodi di corruzione, facendone pagare il conto agli italiani, in passato è già accaduto con il Banco di Roma e con il Banco Ambrosiano; il Banco di Roma faceva prestiti di favore agli amici e stampava denaro falso.
Vaticano ed episcopato, per ragione d’interesse, non sono sempre in sintonia, tra episcopato e santa sede è sempre esistita una certa rivalità, come tra aristocratici e monarchia; però il cardinale Bagnasco, presidente della conferenza episcopale, con mossa politica, a causa della diaspora dei cattolici, ha detto che la chiesa non si schiera per un partito; del resto, i cattolici hanno diverse teste e non hanno il pensiero unico. Però Bagnasco ha detto che con Monti l’Italia ha recuperato una credibilità internazionale che, si dice, non aveva per colpa di B e, in generale, della sua classe politica; secondo me, da tanti anni, a parte i nostri difetti, i mercati hanno operato per affossare l’Italia, Monti è al servizio di questi mercati.
Bagnasco ha ribadito che per la chiesa esistono sempre principi non negoziabili, sui quali, i cattolici, malgrado le divisioni, sono tenuti a pensarla alla stessa maniera; è da tenere in conto che, malgrado le rivalità tra Vaticano ed episcopato, quando il laicato cattolico chiede più autonomia dalla gerarchia vaticana, va a colpire anche l’episcopato più conservatore. B ha fatto diversi favori alla chiesa, valorizzando la scuola privata e concedendole privilegi fiscali e sovvenzioni, ma ora il Vaticano si aspetta di più da Monti.
La chiesa afferma di essere sempre portatrice della dottrina sociale della chiesa, però dovrebbe esplicitare come ridurre le differenze sociali, visto che la sua larga proprietà non deve essere toccata; il suo atteggiamento dipende dal fatto che è la più grande proprietaria d’Italia e perciò guarda caso, un comandamento invita a non desiderare la roba degli altri. Comunque, Monti, criticato da Bagnasco, ha delegato i temi etici al parlamento, il quale però su questo tema è paralizzato, perché è sempre timoroso di offendere il Vaticano.
Intanto nomi prestigiosi del mondo cattolico, sensibili al richiamo della chiesa e volendo continuare a fare carriera, sono affluiti verso il centro di Casini e Monti; però i cattolici esistono anche nel PDL e nel PD, che perciò scansa i temi laici; i post comunisti corteggiano accanitamente la chiesa, anche con concessioni vergognose, archiviando il concetto di stato laico. Oggi in Italia la dx è guelfa, il centro è clericale e la sx è papista.
I cattolici esistono anche tra grillini e leghisti, la lega, quando attaccava Roma ladrona, voleva ignorare che a Roma comandava il papa e non il governo, di qualunque colore esso fosse; l’Italia è il giardino del Vaticano e ancora oggi la chiesa è in guerra con la modernità, la democrazia, la laicità e la sovranità popolare; è arroccata nella difesa dei suoi interessi e dei suoi privilegi, però le differenze culturali dei suoi uomini, quando l’ignoranza era diffusa, sono state una ricchezza per le nazioni; penso a quei sacerdoti che, per le loro idee rivoluzionarie e vicine al mondo moderno, furono emarginati dalla chiesa.
Ci sono sempre cento ragioni per fare la rivoluzione, ma le rivoluzioni, per colpa dei rivoluzionari, non sono mai riuscite; ad ogni buon conto, la chiesa mette le mani avanti e non vuole cambiamenti di paradigmi, difende i suoi interessi, fa la morale e preferisce predicare; con la predica e la propaganda si abusa della credulità popolare, la promessa elettorale, la promessa commerciale e la promessa del regno di Dio obbediscono allo stesso impulso, cioè abusano della credulità popolare. I sacerdoti sono i buoni pastori che devono guidare il loro gregge, il quale va protetto e curato, perché poi deve essere munto e tosato. La religione è sempre stato un grande strumento di governo, ancora oggi Putin in Russia ha fatto un patto d’acciaio con la chiesa ortodossa.
La vecchia classe politica, sempre in baruffa, assieme alla televisione, si prodiga nelle solite lodi del papa e afferma che le dimissioni di Benedetto XVI sono state determinate solo dalla sua stanchezza, in fondo è anche vecchio; in realtà, gli occhi del papa celavano una sensazione di paura. Gli sviluppi del caso Vatileaks, cioè la fuga di documenti riservati vaticani, riguardanti scandali finanziari e riciclaggio di denaro sporco, le ostilità verso il papa di settori della curia, un rapporto segreto consegnato al papa, i preti pedofili, i buchi di bilancio d’istituti cattolici, cliniche private cattoliche e banche cattoliche, le ambizioni di alcune persone, i conflitti interni al Vaticano e gli interessi censurabili, le trame del Nuovo Ordine del Mondo o governo globale, l’insufficienze del papa su materie sensibili interessanti il mondo moderno; tutti questi fatti hanno alimentato una guerra sotterranea il cui risultato sono state le dimissioni del papa.
Queste vicissitudini sono avvenute anche con papi dei secoli precedenti e, a causa della lotta per il potere all’interno del Vaticano, diversi papi furono avvelenati; come accade nei complotti, mandanti erano uomini della curia, collegati a potenze straniere, nelle corti delle monarchie accadevano le stesse cose; come ha fatto Benedetto XVI, nel medioevo, principi e vescovi, per salvarsi dai persecutori e dalle potenze, spesso si chiudevano in convento.

BERLUSCONI DIFENDE LE TANGENTI COME NECESSARIE

Sauro mi scrive:
Ma perché io devo fare un corso sulla corruzione, bello tosto, dove alla fine devo anche superare un test, che non posso “non superare”, e il signor B va in una trasmissione in tv e si permette di dire questo:

http://video.repubblica.it/dossier/scandalo-finmeccanica-orsi-arresto/B-all-estero-si-devono-pagare-commissioni/119418?video=&ref=HRER1-1

(Lui sostiene che non si tratta di reati, che sono commissioni che si devono pagare in quei paesi: ho appena terminato il corso, questo genere di trattativa rientra perfettamente nella corruzione!). Si studiasse la legge! Ma è assurdo! Inammissibile!
Questo è un paese assurdo, dove io devo assolutamente superare un corso sulla corruzione, pena rilievi e possibili ripercussioni sulla mia carriera personale, ed un candidato alle elezioni politiche si permette di dire a dir poco castronerie sullo stesso argomento??!? Ma come è possibile, tutto questo?
La corruzione è un atto immorale e contrario all’etica, visto troppo spesso come un atto che non causa vittime. La Banca Mondiale stima che ogni anno vengano versate tangenti per oltre mille miliardi di dollari.
Molti sostengono che la corruzione sia un normale aspetto della vita, l’unico modo per fare affare in alcuni paesi, e che la rinuncia alle tangenti comporti la perdita di contratti a favore di concorrenti meno rigorosi.
“La corruzione mina la democrazie e le regole di legge, conduce a violazioni dei diritti umani, distorce i mercati, erode la qualità della vita e agevole il prosperare delle criminalità organizzata, del terrorismo e di altre minacce alla sicurezza dei popoli…La corruzione è un elemento chiave delle condizioni di scarso rendimento economico e un notevole ostacolo alla riduzione della povertà e dello sviluppo”. (Kofi Annan, ex Segretario Generale delle Nazioni Unite. Non un pisquano qualsiasi).
E B sarebbe un fautore del libero mercato, del liberismo?
P.s.: per inciso, la normativa internazionale e la normativa aziendale interna vietano sempre e categoricamente la corruzione, anche a costo di perdere la commessa e/o l’affare.
.
L’ASSESSORA DI MIRA CI HA PROVATO

Mira è un comune dove il M5S ha vinto e ha messo come sindaco un bravissimo giovanotto molto pulito e efficiente, per questo la denuncia di un suo assessore è stata come il cacio sui maccheroni dei nemici di Grillo. Il fatto è che il sindaco di Mira ha risistemato il consiglio, togliendo l’assessorato al turismo e ambiente a una assessora all’8° mese di gravidanza e grave assenteista. Scandalo su tutti i giornali; lesi i diritti di una madre! Il fatto è che nessuno ha estromesso nessuno e che il sindaco di Mira resta un giovane serio e delizioso. La signora in questione di lavori ne ha un po’ troppi: è avvocato, ha 2 studi legali, è docente di un corso universitario e cura un dottorato. Ha sempre detto di avere poco tempo per lavorare in Comune e ultimamente le sue assenze sono diventate eccessiva (19 assenza su 20 sedute), per cui il Comune ha discusso se dare a un altro il suo incarico di assessore all’ambiente e allo sport, tanto più che il prossimo mese la signora partorisce e starà via altri 3 mesi. Non essendo il ruolo dell’assessore un lavoro dipendente e non avendo avuto lei la volontà di accettare il fatto che non avrebbe potuto svolgere il suo compito, cosa avrebbe dovuto fare il sindaco? Lasciare scoperta tale funzione per almeno un anno? E se nella stessa situazione fossero stati che ne so altri 5 assessori cosa avrebbe dovuto fare? Fermare l’attività di un comune di 40 mila persone? Ma i giornalisti hanno speculato sulla situazione, accusando il sindaco di calpestare i diritti di una madre e delle donne in genere, accusa un po’ assurda visto che il M5S ha una folta rappresentanza femminile e candidate in posizioni di assoluta rilevanza (come in Lombardia, dove una donna è candidata alla presidenza della Regione).
Ora, una cosa è il diritto a mantenere un posto di lavoro e il relativo stipendio così da non perderlo per la maternità e un’altra è il diritto di un Comune ad essere gestito avendo tutti i suoi assessorati con persone presenti e non assenti, c’è poi un 3° diritto che è quello del nascituro, per cui la legge prevede che la partoriente stia a casa due mesi prima del parto e tre dopo.
La signora era stata messa a capo dell’assessorato sport e ambiente,ma era già stata assente 19 volte su 20,dava l’impressione di non occuparsi del suo lavoro ma non per cause legate alla gravidanza, proprio perché di lavori ne ha tre, e il troppo stroppia. Mi pare che dovrebbe conservare il suo diritto allo stipendio anche in maternità ma non che possa pretendere che il suo posto resti vacante per il tempo in cui non è in grado di coprire la sua carica. E il Comune di Mira poteva fare a meno dell’assessore ambiente e sport per tutto quel tempo?
Questi sono diritti conquistati per il bene della donna e del bambino. E valgono anche per un assessore. Ma fare l’assessore non è come fare un lavoro. E’ un’occupazione pubblica a tempo e scopo. Non è una assunzione a tempo indeterminato. Per cui non credo che la signora abbia il diritto che invoca, non ha subito nemmeno un licenziamento, perché qui abbiamo una carica politica non una assunzione. E la sua pretesa mi pare tirata con le molle tanto per far casino. In una carica politica se uno non può occuparsi di ciò che gli è stato affidato per il bene della collettività, mi sembra giusto che lasci a un altro, perché la funzione pubblica passa avanti e non può essere disertata. E bene ha fatto il sindaco di Mira a dare a un altro le responsabilità che lei non poteva seguire

IL MONTE DEI FIASCHI DI SIENA
Moreno Pasquinelli

Sul fallimento di fatto della terza banca italiana (dal 2011 ai primi 9 mesi del 2012 Mps ha accumulato 6,2 miliardi di perdite) abbiamo già detto.
Lo Stato, con un prestito complessivo di 3,9 miliardi, si appresta a salvarla, per riconsegnarla, ammesso che ciò basti a sanarla, al sistema privato. Il caso Mps è talmente grande e gravido di conseguenze letali che vale la pena tornarci su, attenendosi alla realtà dei fatti e ad una corretta interpretazione dei dati forniti dagli stessi banchieri.
1°: il problema della vigilanza
Pur di tenere fede alla leggenda secondo cui il “sistema bancario italiano è sano” i banchieri, assecondati da media e politicanti compiacenti, vogliono farci credere che il casino scoppiato Mps non sia indice di un male sistemico ma dipenda da due fattori: dalle interferenze della “politica” [ha ragione Brancaccio, semmai è l’esatto opposto: la “politica” ha lasciato mano libera ai banchieri] :il comportamento “irresponsabile” di dirigenti malandrini. Che alcuni di questi hanno operato in combutta per depredare la banca di cui erano funzionari, è un fatto acclarato, ed è del resto prassi consolidata nel girone infernale del capitalismo casinò —come mostrano i tanti scandali finanziari, anzitutto quelli venuti alla luce nel tempio della finanza speculativa, la City londinese.
Ora, ammesso e non concesso che le cose stiano così, dov’erano le Autorità di vigilanza, anzitutto, oltre alla Consob, la Banca d’Italia —che al tempo dei misfatti era governata da Mario Draghi? Ad insabbiare la verità sono intervenuti in successione il Ministro dell’Economia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e addirittura lo stesso capo della Bce. Come si dice: excusatio non petita accusatio manifesta. I vertici Mps, ci dicono, avrebbero presentato carte truccate. Ma come? Non dovrebbe essere che chi vigila è appunto tenuto verificare la correttezza della documentazione prodotta dal soggetto su cui s’indaga? La ragione di tante “sviste” si chiama conflitto d’interessi: la Banca d’Italia è infatti gestita dagli stessi banchieri privati che oltre ad aver voluto per ben due mandati Giuseppe Mussari a capo dall’Associazione bancaria italiana (Abi), si scambiano incarichi e poltrone nei consigli di amministrazione di banche, assicurazioni, grandi aziende, organismi di controllo… e Consigli dei ministri.
Bankitalia, nella sua azione di copertura dei vertici Mps, si spinse ben oltre. Perfettamente a conoscenza che Rocca Salimbeni —come risultato multiplo della scalata fallimentare su Antonveneta, del catastrofico affare sui derivati e dell’impennata dei crediti deteriorati — era sull’orlo del default, prestò di nascosto alla banca senese (covert loan) nell’ottobre 2011, ben 2 miliardi. Lo hanno rivelato il 7 febbraio scorso fonti di Bankitalia al Wall Street Journal. Ma andiamo con ordine.
2°: il risiko bancario
Mps, per la prima volta nella sua pluricentenaria storia, andò in rosso nel 2007 quando acquistò Banca Antonveneta pagandola agli spagnoli di Santander 10,3 miliardi. Il fatto è che gli spagnoli, solo due mesi prima l’avevano comprata a 6,6. Per quale ragione il Mps sborsò tre miliardi e mezzo in più per acquistare una banca che ne valeva al massimo 3? Certo in diversi staccarono il pizzo e ci mangiarono sopra: manager corrotti, broker, intermediari finanziari, forse anche cosche politiche.
La verità è che la scalata suicida di Mps era solo la punta di un gigantesco iceberg. Erano gli anni (il decennio a cavallo tra le fine dei ’90 e gli anni 2007-2009) delle privatizzazioni degli istituti assicurativi d delle banche, del loro passaggio da commerciali a banche d’affari, delle grandi concentrazioni monopoliste da cui nacquero ad esempio i mostri Intesa e Unicredit. Come ha affermato un ex-dirigente della banca senese, “se Mps non avesse comprato Antonveneta, sarebbe stata scalata a sua volta”. Un processo di concentrazione monopolistica alimentato dai grandi poteri oligarchici europei e pilotato in Italia dai governi di centro-sx e centro-dx, in nome, appunto, dell’adeguamento ai dogmi liberisti dei Trattati europei.
Erano gli anni dell’euforia affaristica, gli anni in cui si consolidò lo strapotere globale delle banche.
In Italia il loro giro d’affari rispetto al Pil passa dal 156% del 2002 al 189% del 2006, mentre nell’area euro salì addirittura al 300%. Basti pensare che oggi solo la Bce detiene asset che valgono il 50% del Pil dell’eurozona.
L’illusione di una crescita inarrestabile dell’economia capitalistica, fu la causa dell’euforia nei mercati finanziari —lievitazione impazzita dei titoli transati nelle borse, moltiplicazione delle scommesse sui derivati.
Dimentichi della lezione del ’29, ovvero che ogni bolla finanziaria è seguita da inevitabili crack a catena, il capitalismo casinò andò a sbattere il muso contro lo scoppio, negli Usa, della bolla dei subprime. La tempesta finanziaria “perfetta” raggiunse subito l’Unione europea, esasperando i già profondi squilibri causati dalla moneta unica. Scoppiano, prima la bolla dei debiti sovrani dei Piigs e a seguire quella bancaria. Le banche italiane sono quelle che più di tutte le altre dell’eurozona, hanno subito il crollo in quanto a capitalizzazione: da 261 Mld a 59.
3°: il macigno dei crediti inesigibili o in sofferenza
La situazione diventa drammatica col fulmineo sopraggiungere della recessione. Crollano produzione industriale e consumi. Al flusso continuo d’imprese insolventi e incapaci di rimborsare i prestiti si aggiungono anche numerose posizioni di dubbia esigibilità sui mutui ai privati e sui finanziamenti per il credito al consumo. Siccome la recessione colpirà in modo virulento il nostro paese, saranno così le banche italiane (assieme a quelle dei paesi Piigs) a subire il fenomeno dei crediti inesigibili.
Il totale dei crediti deteriorati delle banche italiane è arrivato a quota 198 miliardi, rispetto agli 86 dell’ultimo trimestre 2008 —ogni trimestre oltre 16mila piccole medie imprese finiscono nel girone dei dannati bruciando 3,1 miliardi di crediti verso le banche, e forse altrettanti verso fornitori e dipendenti. Il Mps è la banca che detiene il record di crediti deteriorati rispetto al suo patrimonio.
4°: titoli tossici e debito pubblico
Diventata oramai terza banca d’affari del paese, spalle coperte da Banca d’Italia e governi, Mps, per coprire il colossale buco causato dall’acquisto di Antonveneta, iniziò a scommettere i soldi di risparmiatori e azionisti nella bisca della speculazione finanziaria. I famigerati “derivati”, definiti “armi di distruzione di massa”. Quando va bene offrono guadagni alti, anzitutto ai manager che si elargiscono bonus stellari, ma quando va male si perdono interessi e capitale (spalmati in questo caso su risparmiatori e azionisti). L’area finanza di Mps bruciò così in sole tre mosse sui “derivati” circa 730 milioni.
Il buco di bilancio diventò una voragine. E’ vero che le banche italiane sono state quelle che hanno usufruito meno, rispetto alle sorelle europee, di aiuti di Stato nel biennio di fuoco del 2008-2009. Sarà il combinato disposto della recessione e dello scoppio della crisi del debito sovrano greco (2010-2011) a spingere il sistema bancario italiano sull’orlo del precipizio. Cosa accade infatti? Che le grandi banche internazionali e i fondi speculativi iniziano a sbarazzarsi non solo dei titoli di debito italiani di cui erano primi possessori ma pure delle azioni e delle obbligazioni delle banche e delle aziende italiane.
Sarà la Bce, nell’inverno 2011-12, a salvare il sistema bancario europeo, iniettando nell’interbacario mille miliardi di prestiti all’1% (le due operazioni Ltro —long term refinancing operation). Più di 280 andarono alle banche italiane, tra cui Mps. Moneta sonante che venne in gran parte usata per comprare titoli di Stato italiani tamponando la fuga dei fondi e delle banche estere —com’è noto la Bce non può per statuto acquistare titoli di debito sovrano degli Stati.
Siamo così, come il caso Mps dimostra, difronte ad una evidente, micidiale partita di giro: nel 2012 le banche italiane, rimpiazzati banche e fondi esteri, salvarono lo Stato italiano dal default (e quindi l’euro dal crollo), ora lo Stato restituisce la cortesia tentando di salvare le banche attingendo alle sue proprie traballanti risorse.
5° conclusioni provvisorie
(a) Il sistema bancario italiano, per quanto meno esposto sui titoli tossici degli altri, e per quanto l’uso della leva finanziaria sia più modesto, è uno dei primi candidati al collasso prossimo venturo —salvo una vigorosa ripresa economica generale che non sembra sia all’orizzonte.
Lo è per 5 ragioni fondamentali: 1. l’erosione della sua base patrimoniale; 2. il crollo dei ricavi; 3. la bassa e decrescente capitalizzazione; 4. la montagna dei crediti deteriorati e inesigibili; 5. la quantità enorme di titoli di Stato italiani in pancia che possono subire un deprezzamento al primo stormir di foglie (leggi: rialzo dello spread).
(b) Corruzione, malaffare, aggiotaggio, sono certo fattori importanti nello spiegare il fallimento di fatto di Mps. Ma la malattia è sistemica e ha a che fare con l’ipetrofia finanziaria e speculativa venuta crescendo col sistema di capitalismo casinò, quindi con la trasformazione delle banche commerciali in banche d’affari e il gigatismo bancario che ne è seguito. La finanza è si strettamente connessa all’economia reale —anzitutto quella industriale, la sola che crea nuovo valore— ma rispetto a questa si comporta come un gigantesco parassita: non solo non crea valore, succhia quello esistente per giocarselo nelle bische dei mercati finanziari, con ciò causando enormi squilibri e strozzature nel circuito della circolazione monetaria (credit crunch) che poi amplificano i fattori recessivi.
(c) I fattori di squilibrio nell’eurozona, causati dall’avvento della moneta unica —il drenaggio di capitali da sud verso nord, la spietata guerra commerciale (surplus e disavanzi commerciali) tra i paesi forti (Germania anzitutto) e quelli cosiddetti deboli (Italia anzitutto)— hanno aggravato la recessione italiana e quindi portato le banche nostrane sull’orlo del collasso.
(d) Da questo marasma se ne esce solo con misure radicali: (1) con la nazionalizzazione del sistema bancario e chiudendo la banche d’affari; (2) con la messa sotto controllo pubblico della Banca d’Italia, che deve tornare a finanziare lo Stato; (3) con la cancellazione del debito pubblico posseduto dagli squali della finanza parassitaria globale.
Con queste misure dicono di essere d’accordo in molti oramai, ma di questi molti sono ancora pochi quelli che si rifiutano di tirare la logica conseguenza: la necessità di uscire dall’eurozona e la riconquista della sovranità monetaria. I fatti hanno la testa dura: i pochi aumenteranno e i molti diminuiranno

http://sollevazione.blogspot.it/201…

DIMISSIONI DI RATZINGER. L’IMPERO VACILLA
Paolo De Gregorio

Il “socialismo reale” è fallito per la distanza abissale tra i principi marxisti, che dovevano consegnare tutto il potere al popolo e al proletariato, e la sua realizzazione pratica, che ha visto in tutto il mondo insediare nomenklature inamovibili, tiranniche, capaci di forgiare classi dirigenti di loro replicanti, fino al clamoroso caso della Corea del Nord in cui il socialismo si è trasformato in monarchia ereditaria, con al potere il figlio del precedente leader.
La crisi della Chiesa cattolica oggi, culminata con le irrituali dimissioni del suo capo spirituale e temporale, somiglia molto alla crisi sistemica e di valori del socialismo reale, dove la distanza tra i valori cristiani, dei Comandamenti e dei Vangeli, e la vita economica e politica della Curia e dell’apparato economico, bancario, di opere ad essa connesso, è in realtà una sovrastruttura estranea ai cristiani, appare come una Corte con i suoi cortigiani e i suoi intrighi, dove si mettono in atto operazioni bancarie sporche, dove si combatte aspramente per il controllo dei flussi di denaro, dove si coprono i pedofili e gli scandali, dove si fa apertamente politica con la dx conservatrice a cui si offrono i voti in cambio di utilità e finanziamenti.
Il “cattolicesimo reale” è identico come struttura e come funzionamento al defunto “socialismo reale” e rischia di fare la stessa fine, con la conseguenza non da poco di togliere alla umanità, dopo il fallimento della speranza del socialismo, anche la speranza della forza dell’etica cristiana, calpestata dai suoi massimi rappresentanti e per questo screditati senza appello.
La crisi delle vocazioni, la devianza sessuofobica di moltissimi sacerdoti, la lontananza dei cattolici dal seguire i precetti morali, con aumento esponenziale di separazioni, divorzi, le chiese vuote, per limitarsi alle cose più visibili, testimoniano una ridotta influenza sulla società reale, che non accetta più di farsi guidare da figure screditate e cerca risposte nella laicità, nei diritti, nella tolleranza verso tutte le identità, negli aiuti che la scienza offre per procreare quando lo si desidera, o quando non si desidera più vivere nella sofferenza.
La Chiesa finora ha prosperato sui peccatori, tantissimi, che desiderano una scappatoia alle loro malefatte e la Chiesa gliela offre, ha prosperato tra i pagani che vogliono miracoli per se stessi, per ragioni di salute, per liberarli dalla siccità o pestilenze, offre ai malati un conforto religioso in quanto le sofferenze sarebbero offerte a Dio, ha prosperato sulla ignoranza, ha illuso i poveri che saranno ricompensati nel regno dei cieli, ha condizionato i cervelli nel segno della passività sociale e politica.
Il frutto di questa filosofia è però deludente, basta guardarsi intorno in Italia, culla del cattolicesimo, con il 90% di cattolici ufficiali, in cui non ho mai conosciuto una persona che abbia letto i Vangeli, che conosca a memoria i Comandamenti, e tanto meno uno che si comporta da buon cristiano, non facendo agli altri quello che non vorrebbe fosse fatto a se stesso.
Il messaggio cristiano è chiaro e forte, non ha bisogno di essere interpretato da teologi, non ha bisogno di cerimonie, né ricchi paramenti, né chiese monumentali, non ha soprattutto bisogno di una corte medioevale che fa affari e politica. Ha bisogno di essere testimoniato dalle persone che si definiscono cristiane, con serietà e coerenza, con un rapporto diretto tra la propria coscienza e il divino.
Se passerà questo principio e questo stile di vita la città del Vaticano diventerà un guscio vuoto e sarà la fine di un impero, fallito come tutti gli imperi.

LE CONDIZIONI TRAGICHE DELLE CARCERI ITALIANE
Viviana Vivarelli

L’Italia è stata più volte condannata dalla Corte europea dei diritti umani per le condizioni dei detenuti. L’ultima pochi giorni fa.
Mentre i bocconiani tanto cattolici e amati dal Papa spendevano e spandevano in vitalizi, emolumenti a politici, regali alle banche, esenzioni ai derivati e alle fondazioni, cacciabombardieri e grandi opere dannose e inutili, hanno stipato 66.000 detenuti in 45.000 posti in condizioni di vita inaccettabili e disumane, con un’assistenza sanitaria disastrosa e difese legali da brivido, gente che è stata addirittura ‘dimenticata’ dalla giustizia.
Lo sai che se stipi dei topi sotto un certo spazio impazziscono?
In 12 anni si sono suicidati 2105 carcerati!
Lo sapete cosa vuol dire ammazzarsi per disperazione? Altro che hotel a 5stelle e televisione?! I responsabili di questo misfatto, con l’ex ministro leghista Castelli in testa, dovrebbero essere messi in carcere per qualche annetto per capire di persona le atrocità che hanno fatto.
E aggiungici anche il lungo elenco di carcerati ammazzati di botte o torturati dalle guardie carcerarie. Di questo la relazione europea non fa nemmeno cenno. E la corte europea si occupa del Crocifisso!? Questi sono i veri crocifissi!
Sono passati più di 25 anni dall’entrata in vigore della convenzione Onu contro la tortura, l’Italia l’ha ratificato ma non l’ha mai applicata, non l’hanno fatto i governi di csx né quelli di cdx, così il nostro codice penale non prevede ancora il reato di tortura. E nemmeno il tanto cattolico Monti e le tanto misericordiose Severino e Cancellieri hanno fatto la minima cosa per questo sconcio che ci mette tra i paesi del terzo mondo. E’ accettabile che nel Paese più cattolico d’Europa che è anche sede del papato, nel 2013 avvengano ancora queste cose?
.
http://masadaweb.org

Related Tags:
Next Topic:

Leave a Comment

Della stessa categoria

CORSO. LEGGERE L’UOMO

LEGGERE L’UOMO Se siete di Bologna può interessarvi un CORSO IN 7 LEZIONI IN 7 GIOVEDI’- A PARTIRE DAL 19 [Read More]

I migranti dal mare e gli anziani italiani emigrati in un documentario

Vedi il trailer: https://vimeo.com/140032609 Tra Performance art e cinema del reale, “(A)mare Conchiglie” è  [Read More]

Anziani, erranti, lucciole e migranti come conchiglie alla Biennale di Anzio e Nettuno: è la nuova performance di Kyrahm e Julius Kaiser

Il 13 giugno 2015, poco prima del tramonto (ore 18) sulla spiaggia di Forte Sangallo, per la Biennale di Anzio e [Read More]

Una performance estrema contro la tortura diventa un documentario

Sabato 18 aprile verrà presentato a Teramo il documentario working progress “Dentro/Fuori” di Kyrahm e [Read More]

SE LE REGOLE LE FANNO I LADRI

MASADA n° 1540 13-6-2014 Renzi vuole una legge che annulli le pene fino a 5 anni – In Italia il bicchiere non solo [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 8 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano