WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Monday September 25th 2017

I CRISTALLI

MASADA n° 1439 1/2/2013 I CRISTALLI

Viviana Vivarelli

“Il mondo è una danza
in cui ‘io’ danzo
e ‘il cristallo’
e ambedue danziamo insieme”.

Usando la metafora dell’energia, possiamo dire che tutto è ‘Energheia’, ovvero attività, mutamento, movimento, onda e vibrazione.
Il mondo è un oceano vibrazionale in cui ogni cosa danza con le altre.
Questo danzare insieme è sincronico, cioè guidato da una intenzione intelligente che lega ogni cosa alle altre.
Il mondo è una immensa danza sincronica, dove l’atto è il senso e il senso è l’atto.

Usando la metafora dei campi di forze, potremmo dire che ogni cosa è una complessità di campi elettro-magnetici, o forse dovremmo semplicemente dire ‘vitali’, una stella come una pianta, un sistema planetario come una cellula.
Lo stesso atomo è un insieme di campi di forze, una totalità di vibrazioni rotanti, da cui possiamo astrarre il teorico e statico concetto di materia. Ma nulla al mondo è realmente materia oppure, come dicono in India, tutto lo è allo stesso modo dello spirito, in quanto è azione, in quanto tutto, materia e spirito, è vibrazione.
La materia è il riflesso definito di una prospettiva sensoriale, ma l’essere in quanto vibrazione va al di là dell’apparenza fenomenica di qualcosa in quanto materiale o immateriale.
Coi termini di campo possiamo cogliere la vita pulsante nel suo eterno fluire.
Così ogni esistente è un campo radiante, in quanto le vibrazioni non sono chiuse in esso e imprigionate, ma comunicano, irradiando energia, con altri campi di forze.
Se impongo una mano su una pianta, la mia energia interferisce con la sua e io posso aumentare il suo vigore e la sua bellezza, aiutando la sua crescita sana, ristabilendo il suo equilibrio; e se è una rosa, il mio campo radiante allontanerà i suoi nemici, gli afidi. Se il mio campo è ancora più forte, e sono una sensitiva, l’imposizione della mano su una parte umana malata può arrestare o far regredire la malattia, ristabilire l’equilibrio. Io, sensitivo, sono in grado di estendere il mio equilibrio attorno a me, ristabilendo nuovi equilibri.
Anche senza essere sensitivi, tutti abbiamo la possibilità di lavorare con l’energia, usando oggetti semplici e spesso poco costosi, i cui campi di forza sono straordinari: i cristalli.

I cristalli sono oggetti meravigliosi che non finiscono mai di stupire e che cominciano ad essere studiati ora anche dagli scienziati occidentali.
La prima cosa che ci colpisce in un cristallo o in una pietra è il colore.

Il raggio di luce bianca contiene in realtà tutti i colori, lo spettro della luce ci dà il dispiegarsi di infinite onde cromatiche, ognuna di lunghezza e frequenza diversa. Ogni onda luminosa viene ricevuta dagli organi sensori dell’occhio come una sfumatura diversa di colore.
Se un rubino ci sembra rosso, è perché quando il raggio di luce cade su di esso, la pietra assorbe tutte le radiazioni meno quella rossa, l’onda rossa rimbalza, il rubino irradia luce rossa, un’onda bassa e lenta, che inferisce col nostro campo elettromagnetico. Una zaffiro blu irradia luce blu, una radiazione stretta e frequente. Uno smeraldo verde ci manda un’onda di tipo intermedio.
Ogni Chakra è la porta di alimentazione di un piano di forze, di una configurazione dell’energia, che vibra a suo modo, ognuno di noi è la risultante di un insieme di campi vibranti. Ogni campo è in risonanza con una certa lunghezza d’onda, i miei sensi possono percepirla come suono, colore, calore, emozione, volizione… La relazione tra campi può aversi anche senza percezione sensoriale, senza la traduzione dei sensi.
I 7 Chakra principali corrispondono a 7 colori principali, per ognuno di essi ci saranno dei cristalli corrispondenti.

Per individuare i cristalli di cui possiamo avere bisogno occorre rivolgersi a un esperto, ma possiamo anche seguire il nostro intuito e scegliere quello che più ci piace.
Andate in un negozio di minerali, guardate le pietre, sentite se qualcuna vi attira particolarmente, prendetela in mano, ascoltate la vostra sensazione, scegliete la pietra che più vi piace. Quella è la vostra gemma, il vostro amico.
Il primo motivo per cui scegliamo un cristallo o una pietra o per cui essi agiscono su di noi è il colore, la radiazione non assorbita dall’oggetto ma rifratta . Scegliendo un colore ci sintonizziamo su una vibrazione. Un berillo rosso rimanderà radiazione rossa. Un diamante bianco rimanderà tutte le vibrazioni della luce. Venire a contatto con una gemma significa innanzitutto interagire con le sue radiazioni.
Il colore è un’onda di energia. Tenere in mano o sulla pelle, per esempio, un topazio giallo significa ricevere onde di energia luminosa gialla, cioè onde che hanno una precisa frequenza e che riguardano un preciso sistema funzionale, in questo caso quello del 3° chakra o “solare” (ombelico) giallo come il sole. Il topazio irradierà onde con una certa frequenza e lunghezza che entreranno in risonanza con un preciso campo di forze della mia struttura aurica. Il topazio attiverà la mia volontà, la mia azione, mi renderà intraprendente scioglierà le mie paure e inibizioni.

Seguendo il libro “La danza dei maestri Wu Li”, di Gary Zukav, che ha vinto il l’American Book Award for Science, definizamo ogni esistente “una trama organica di energia“, uno schema vivente. Questo non vale solo per piante o animali ma ogni cosa, anche per i cristalli e le pietre che sembrano materiali inerti. I microscopi nucleari ci mostrano un cristallo come un’architettura mirabile, una simmetria precisa e raffinata, in cui elettroni si muovono continuamente partendo dalle interne strutture atomiche, via via che il cristallo riceve informazioni dall’esterno sotto forma di calore o di movimento; egli è pertanto capace di accoglierle in una propria memoria, in una propria struttura informativa, e di rispondere ad altri schemi di energia organica con grande sensibilità e prontezza. Onde che parlano ad onde.
Nella teoria corpuscolare tutto è formato da atomi, e un atomo è un piccolo sistema in movimento, in cui abbiamo un nucleo formato da protoni e neutroni attorno a cui girano elettroni così piccoli e lontani che sono come moscerini in una cattedrale, ma queste particelle non sono che “cariche elettriche”, prive di massa, e una carica elettrica è come un piccolo fulmine, un guizzo di energia rotante. Nella teoria ondulatoria l’energia è vista come flusso di onde, movimento. La materia scompare come fenomeno illusorio.
Un cristallo è una danza molto programmata di cariche elettriche, un sistema dinamico che tende a creare configurazioni programmate.

Le proprietà elettriche delle pietre sono incredibili.
Quando qualcosa conduce elettricità, cioè fa correre gli elettroni, si dice che è “un buon conduttore”, come il rame; quando ostacola il passaggio di elettricità si dice che è un “cattivo conduttore”, come la porcellana. Ma un cristallo fa entrambe le cose, può trattenere energia e rilasciarla con grande esattezza, in modo ciclico, è un ricetrasmettitore di energia. Questa doppia capacità si chiama piezoelettrica (piezo in greco vuol dire pressione, piezein=premere, stringere). Basta tenere in mano un cristallo, un quarzo per es., ed esso trattiene o rilascia cariche elettriche, cioè elettroni, pulsando come un cuore, vibrando in maniera ritmica.
Questa proprietà è stata sfruttata per es. per fare orologi (al quarzo, con rubini…) o computer che usano il silicio o i cristalli liquidi.
C’è un centro americano dove si progettano e costruiscono i computer dell’IBM, è Silicon Valley.

I primi computer elaboravano informazioni secondo un codice binario elettrico (acceso, spento), basato su diodi o valvole; ora la stessa cosa può essere fatta con cristalli. I computer diventano sempre più piccoli, la velocità di operazione e la memoria sempre più grandi. Silicon Valley ha preso questo nome perché la straordinaria sostanza che viene studiata qui è il silicio. Il silicio è carbonio, anche il quarzo è silicio, biossido di silicio, e anche il diamante lo è e persino il nostro corpo è per un 20% carbonio.
Grazie al silicio, il computer è in grado di immagazzinare informazioni in tempi rapidissimi con hardwar sempre più ridotti. Ovunque la tecnologia moderna utilizza le caratteristiche dei cristalli.

Il silicio è la cosa più banale che conosciamo: la sabbia, un elemento chimico del gruppo del carbonio, che, dopo l’ossigeno, è la cosa che abbonda di più sulla crosta terrestre. Certe foglie taglienti contengono silicio come il guscio di certi insetti, persino il nostro corpo ha alcune cellule silicee. In natura il silicio non è puro, ma nei laboratori si riesce ad ottenere del silicio purissimo in cristalli, che vengono usati per i transistor, le batterie solari ecc. Col silicio si fanno i siliconi presenti nell’industria edilizia un po’ dappertutto, vernici, pavimenti, colle, rivestimenti, tessuti, mobili ecc. Con sabbie silicee si fa il vetro, il cristallo…

Nei cristalli l’energia appare come uno schema spaziale esattissimo e simmetrico di atomi, legato in un equilibrio armonico, all’interno del quale si muovono le particelle subatomiche come entro minuscoli sistemi planetari. Col microscopio nucleare vediamo le architetture dei cristalli, in cui si ripetono forme fisse, pieni e vuoti.
Se il mandala era una simmetria di forma e il mantra una simmetria di suono, il cristallo è una simmetria di struttura. Questa simmetria di struttura fa del cristallo un potenziale elettrico multiplo, per cui esso, in ogni sua unità base, agisce come un centro ricevente e trasmittente di energia. Questa viene in parte ceduta quando il cristallo è stimolato, per es. col calore, e le sue unità coreografiche cambiano la loro danza.

Quando scaldo un quarzo nella mano, il calore della mia pelle allenta i legami molecolari del centro del cristallo che libera elettroni, il cristallo cioè mi rilascia cariche elettriche che entrano nei miei campi elettromagnetici modificandoli. In tal modo si esercita la sua capacità irradiante. Così il cristallo interagisce con me, mi comunica informazioni. Fa questo modificando gli allineamenti dei suoi atomi e delle sue particelle subatomiche, cioè modificando le sue strutture, per esempio il nucleo o cuore cambia stato, passa dallo stato gassoso a quello liquido, cedendo elettroni, o all’inverso ne acquista, modificando quindi il suo potenziale elettrico. Questa capacità di cedere e acquistare elettroni cioè cariche elettriche è la proprietà piezoelettrica di cui abbiamo parlato. In questo modo il cristallo vive, comunica, interagisce.

Negli ultimi 30 anni gli scienziati si sono accorti delle incredibili proprietà di comunicazione dei cristalli e hanno prodotto un numero strabiliante di scoperte e invenzioni legate ad essi.
Citiamo tra tutti MARCEL VOGEL, che ha lavorato per 27 anni all’IBM, studiando i cristalli liquidi e le loro radiazioni, e in particolare il silicio che costituisce la memoria dei chip (componenti elettronici integrati), arrivando a 100 brevetti. Ricordiamo che il quarzo è biossido di silicio. Il quarzo ha una forte capacità piezoelettrica, cioè basta toccarlo o esercitare una pressione, perché rilasci elettricità.

Tenere in mano UN QUARZO IALINO è un’esperienza molto strana, si sente a poco a poco la sua energia che interagisce con la nostra, il cristallo all’inizio è freddo, poi il calore della mano lo scalda finché diventa caldissimo e, a poco a poco, il suo nucleo si scioglie e comincia a vibrare, a pulsare come un cuore vivente. Quando questo fenomeno avviene, il quarzo cede alla mano alcuni dei suoi elettroni ed essi rigenerano la nostra energia, come se noi fossimo pile scariche che vengono ricaricate da una batteria più potente. Gli elettroni fluiscono sempre dal polo carico verso quello scarico.

Per ovviare al fatto che il cristallo si impoverisce di cariche basta metterlo al sole oppure tenerlo per un minuto sotto acqua corrente, esso si rigenera e torna di nuovo in grado di donare energia. Se una pranoterapeuta tiene al collo un laser di quarzo, si opera un ricambio tra l’energia del cristallo e la sua, rigenerando ciò che il pranoterapeuta perde con la cura, e la cessione di elettroni può essere così rapida che il cristallo non riesce più a rigenerarsi e comincia a forarsi nel suo interno, finché non diventa cavo e vuoto come un bossolo e a quel punto va sostituito.
Il QUARZO IALINO è comunemente detto CRISTALLO DI ROCCA. Per quanto sia potente, non costa molto, perché è frequente in natura, eppure i popoli più antichi conoscevano i suoi poteri. Nelle grotte segrete della magia australiana, gli aborigeni trasformavano l’energia degli iniziati sciamani attraverso il potere del quarzo, in Africa si favoleggia di intere grotte di quarzo dove gli uomini medicina apprendevano l’arte dell’energia. Una leggenda dice che i sacerdoti di Atlantide usavano grotte naturali di quarzo come stanze di guarigione e per potenziare i loro poteri.
Dovremmo avere tutti un quarzo bianco, che rifrange tutte le frequenze, alimentando tutte le energie, tutti i nostri piani funzionali. Il quarzo copre l’intero spettro cromatico, così è buono per tutti i chakra, li sblocca e riequilibra tutte le energie. Viene usato da tempi antichissimi per la meditazione, per amplificare l’energia degli sciamani, per guarire i malati, per eliminare le tossine, per purificare corpo e mente.

Marcel Vogel ha studiato il quarzo per l’IBM per 27 anni, poi ha costituito una società di ricerche a San Josè, per proprio conto, per continuare a studiare i cristalli, in particolare il quarzo, su un ambito allargato oltre i computer.
Il cristallo comunica mandando o ricevendo impulsi elettrici. E’ un piccolo generatore di energia. Vogel applica al cristallo degli elettrodi di rame, come fosse un cervello, e misura l’elettricità che esso irradia con un Voltometro. Il cristallo è sensibilissimo; come egli avvicina la mano al cristallo questi risponde e la lancetta del Voltometro sale, se tocca il cristallo sale rapidissima, ma persino se egli è vicino al cristallo e lo pensa il cristallo risponde, come se il cristallo reagisse all’attività elettrica del cervello. La nostra onda mentale arriva al cristallo e produce un’onda di risposta. Le ricerche di Vogel hanno dimostrato che il cristallo entra in risonanza con l’energia dell’uomo, con i suoi campi elettromagnetici, può accumulare informazioni, come se gli raccontassimo i casi nostri con linguaggio energetico, ha una memoria, può amplificare le nostre energie o allinearle se sono disarmoniche, come un buon amico che se siamo alterati ci rassicura e calma.
Quello che le antiche teorie metafisiche indiane, l’antica Ayurveda, hanno detto da sempre trova qui la sua conferma.
Vogel è uno scienziato creativo. L’unità cristallina è come una centralina di energia, più unità aumentano il potenziale, ma è importante anche la direzione o orientamento dell’unità, così come l’orientamento di una sonda o di un radar. Vogel sfaccetta i cristalli secondo particolari orientamenti, in genere più alto è il numero delle facce e più energia può essere immagazzinata o rilasciata dal cristallo.

Pensiamo a un diamante e al lavoro che il gioielliere di Amsterdam deve fare sulle pietre grezze per togliere le scorie e aumentare l’indice di rifrazione. L’arte di sfaccettare la gemma la potenzia non solo in luce e in bellezza ma anche in energia. Il numero delle facce non è casuale, come non è casuale la forma o l’orientamento di una antenna parabolica. La sfaccettatura di un cristallo determina l’orientamento e la potenza delle sue onde di emissione.
Vogel usa quarzi a 8 o 13 facce perché questi numeri lo attraggono, l’8 riporta all’ottava musicale o cromatica.

I 7 colori dell’iride formano un’ottava cromatica, come le sette note formano un’ottava musicale, che va dal do inferiore al do superiore. Abbiamo una circolarità tra l’ultima e la prima, o meglio si passa da un DO inferiore a un DO superiore che ripete la scala di un’ottava più alta, il primo DO è il 1° gradino della 1° scala, il 2° DO è il 1° gradino della seconda scala, abbiamo così una crescita a spirale. 13 è numero alchemico. Queste sono le polarizzazioni migliori per un quarzo.
Vogel prende un cristallo a 13 facce e dirige la punta verso il palmo di una mano, se lo muove in senso antiorario (come è il giro della Terra) la mano riceve calore e si sprigiona un forte odore, e la mano prende a vibrare, come se avesse ricevuto una leggera scarica elettrica di cui si sente l’odore di ozono. Questa scarica elettrica per quanto debolissima è terapeutica, riarmonizza le onde squilibrate e riporta la salute.

In civiltà antichissime i guaritori hanno da sempre usato i cristalli come antenne o amplificatori per diagnosticare, curare e guarire, dirigere l’energia benefica del prana, aumentarne la portata. Il cristallo crea dei campi elettromagnetici che possono essere diretti verso il corpo per riequilibrare le energie turbate che producono la malattia. Non solo la riarmonizzazione può avvenire a livello fisico, ma accadono fatti sensazionali anche a livello affettivo-emozionale. Per esempio usando uno smeraldo a livello cardiaco (verde) o un topazio giallo a livello del plesso solare, o un quarzo ialino, con adeguato stato di rilassamento e respirazione lenta e profonda, si possono evocare i ricordi negativi e traumatici che hanno prodotto le tensioni e scioglierli, liberando al contempo la parte fisica dai suoi disturbi.

Vogel ha scoperto che il cristallo accelera la maturazione del vino: attorcigliando una vite attorno a un grosso cristallo, si ottiene uva che dà subito vino vecchio senza aspettare 3 o 5 anni. Il cristallo realizza prima le potenzialità di un organismo vivente, accelera il suo processo evolutivo, agisce sul suo tempo di attuazione. Un giorno forse anche l’uomo riuscirà a diventare come un cristallo, a prendere cioè e a rilasciare energia, così da autoguarirsi.

Nel massaggio SHA TZU o nell’imposizione delle mani il guaritore attua una diversa distribuzione dell’energia, convogliandola da una parte dove è in eccesso a una dove è in difetto. Il dolore, la malattia sono il risultato nella nostra sensibilità di questo squilibrio. Spesso il guaritore è uno che ha energia in eccesso e la scarica nella terapia curando anche se stesso.

Nei laboratori di San Josè, Vogel è riuscito a caricare un cristallo e a far oscillare le cariche nel suo nucleo, introducendo in esso un programma preciso. Avvicinando un cristallo di quarzo a una cultura di cellule si constata che il loro metabolismo cambia, perché anche nei centrioli cellulari sono presenti atomi di silicio che entrano in risonanza con il silicio dei cristalli di quarzo. Ma anche nel corpo umano ci sono cellule esagonali di silicio. E’ come se avessimo dei chip che comunicano tra loro, una specie di Internet cosmica naturale. Per esempio un quarzo abbastanza grande riesce a depurare un ambiente per un raggio di 10 m.

Persino una comune bacinella di acqua e sale (cristalli di cloruro di sodio), posta in una stanza, interagisce con l’aria di quella stanza purificandola e può addirittura ribollire e cambiare colore quando avrà assorbito abbastanza impurità.

Se la cultura cellulare esposta al quarzo è disarmonica, l’inferenza coi campi magnetici del quarzo la guarisce, il cristallo migliora la vibrazione elettrica delle cellule, le risana. La terapia avviene secondo il fenomeno della “risonanza”.
I campi elettromagnetici del quarzo funzionano come un direttore d’orchestra che sintonizza i suonatori. E’ lo stesso fenomeno per cui, se faccio vibrare un diapason, anche un secondo diapason inerte vibra secondo la frequenza del primo o, se in una stanza suono un pianoforte, anche la tastiera di un secondo pianoforte comincia a vibrare.

Un cristallo è una struttura di molecole sospese nello spazio, quello schema pluridimensionale è la sua identità, il suo DNA, il suo codice. E’ un’architettura di luci, una danza vivente, una sinfonia sospesa mirabilmente nell’aria, la sua armonia è una polifonia di suoni, una disposizione interattiva di frequenze, una simmetria di vita.
Quando una coscienza del byos, ovvero qualunque schema organico, contatta quella unità, si crea un effetto di risonanza, e la coscienza si imbeve della stessa simmetria. Abbiamo la sincronia del vivente.

La proprietà di interagire con quell’energia condensata che noi chiamiamo cristalli è nota in Oriente da migliaia di anni. La medicina più antica che esista è quella indiana e si chiama AYURVEDA, (ayur vuol dire “vita”, Veda scienza, dunque “scienza della vita”). L’AYURVEDA cura l’uomo integralmente, in tutti i suoi livelli e non solo nel livello organico materiale, ma in quelli più sottili e strutturanti, ovvero nel programma del vivente. Essa usa nelle sue terapie anche le gemme.

Noi consideriamo un cristallo una struttura interessante ma non pensiamo che interagisca con noi. Ma nella visione dell’universo che abbiamo via via delineato, anche il cristallo non è che energia in movimento che comunica con noi che siamo a nostra volta energia in movimento.

Anche nella visione atomica corpuscolare, il cristallo appare come un insieme di rapidissimi movimenti di elettroni attorno a un nucleo, che possono reagire alla luce, al calore, alla pressione, alla presenza fisica e mentale. Questo dinamismo può costituire coreografie diverse, per cui diciamo che secondo l’organizzazione, l’energia può assumere uno stato gassoso, liquido, solido, elettromagnetico o radiante, plasmico (plasmica è l’energia del sole o delle radiazioni termonucleari)…
Ogni unità organica è energia, configurazione che comunica con l’energia di altre unità e con l’energia esterna. L’unità che chiamiamo uomo è, secondo gli Orientali, l’unione di almeno 7 tipi di organizzazione energetica (=AURA) e la loro alimentazione avviene attraverso quelle porte che sono i Chakra. Possiamo considerare l’uomo una continua radiotrasmittente che riceve e trasmette onde, i Chakra sono gli alimentatori e i convertitori di queste onde. Essi sono in numero enorme, come infiniti turbini o vortici e alimentano particolarmente i sistemi nervosi in corrispondenza della colonna vertebrale.

Mentre l’Occidente distingue MATERIA e NON MATERIA, in Oriente tutto è una sola cosa, il cui nome è indifferente, un flusso continuo che si struttura nelle infinite variegazioni del reale e che noi chiamiamo ENERGIA, attività.
In questa non c’è differenza sostanziale tra corpo, pensiero, affetto, spirito, forza. La salute dell’intero dipende dall’equilibrio tra energia emessa e ricevuta, e dall’armonia del movimento. Nessun uomo può separare i suoi movimenti di energia dalle onde dell’universo, ma tutto è comunicante. Noi siamo sistemi dinamici aperti e interconnessi non solo a ciò che ci circonda da vicino ma anche a ciò che è lontano come i corpi celesti. C’è un preciso rapporto tra corpi celesti e pietre, la gemma o il cristallo rappresentano in piccolo il tot di energia che un pianeta rappresenta in grande, per questo astrologia e medicina sono connesse. L’AYURVEDA considera determinante l’influenza dei pianeti, del sole e della luna, da cui arrivano raggi cosmici, cioè onde particolari che interferiscono con noi. Ogni corpo celeste è il centro di propulsione di onde elettromagnetiche che possono perturbare variamente le nostre. Come ogni cristallo ha il proprio codice vibrazionale, così anche ogni corpo celeste è fonte di una precisa qualità di energia che si irradia in onde di una certa qualità, che arrivano sulla terra e interagiscono coi nostri campi e ciò è in misura maggiore quanto più quel corpo celeste è in certe posizioni o la sua energia si somma a quella di altri. Di qui l’enorme interesse in India, in Cina e soprattutto in Tibet per l’astrologia connessa alla medicina, l’astrologia è una vera e propria fisica vibrazionale del cosmo, in veste metaforica e simbolica con risvolti pratici.
Questi fenomeni hanno un fondo molto più serio di quello che si crede. Basta pensare agli influssi dei cicli lunari o ai fenomeni che si determinano sulla Terra in concomitanza con l’accrescersi delle macchie solari che provocano vere tempeste magnetiche, con varianze climatiche e movimenti tellurici.
Queste interferenze di radiazioni cosmiche con la nostra energia costituiscono quello schema simbolico e analogico che è l’astrologia. Per questo il medico indiano è anche astrologo e prescriverà le sue medicine solo dopo avere cercato il quadro astrale completo del paziente, perché lo considera non solo una unità globale, ma anche il centro di interferenze a livello planetario, in un ecosistema interattivo che comprende l’intero sistema. I corpi celesti sono anch’essi pietre che irradiano frequenze. Corpi celesti e gemme si corrispondono.

Quando un uomo nasce, la sua energia si costituisce all’interno di un flusso vibrazionale cosmico che crea una tipizzazione di campo, cioè struttura la danza personale dell’energia.
Per es. un Ariete sarà un danzatore focoso, un Toro cercherà di radicarsi sulla terra. L’astrologia individua 12 fasce vibrazionali tipiche, o qualità d’onda, su 4 note fondamentali: Acqua, Terra, Aria, Fuoco. Ad esse gli Indiani aggiungono l’Etere, e i Cinesi il Metallo o Legno.
Tra le medicine indiane ci sono le gemme, che possono essere usate per contatto sulla pelle o ingerite triturate o sciolte in liquidi. E le gemme saranno consigliate anche in accordo all’oroscopo, perché ogni segno zodiacale ha la sua pietra o il suo metallo e ogni pietra esercita una precisa influenza su certe perturbazioni del corpo o della mente.

I cristalli sono concentrazioni di energia che producono precisi colori e precise forme, secondo la particolare vibrazione.

In terapia parleremo indifferentemente di pietre, cristalli e metalli.

Nel sistema indiano ci sono 5 componenti fondamentali di tutte le cose: ARIA, ETERE, TERRA, FUOCO, ACQUA, che si compongono variamente dando luogo a difetti o eccessi, questi squilibri di energia si dicono DOKSA (doscia).
Il medico ayurvedico considera 3 difetti energetici fondamentali dell’uomo: vento, fuoco e acqua, tre DOKSA: VATA, PITTA, KAPHA (cafa).
Ogni individuo è unico per la combinazione di diverse Doksa. Avere Vata significa avere carenza di una precisa energia simile al vento, il farmaco compensa l’energia mancante che causa debolezza prima e poi malattia. Le tre forze difettose o Doksa sono a loro volta costituite da terra, acqua, aria, fuoco ed etere (es. VATA=etere+aria; PITTA=fuoco+acqua; KAPHA=acqua+terra). Su un piano mentale esse sono: movimento, luce e inerzia. Il medico ayurvedico sente lo squilibrio delle tre forze palpando i due polsi secondo tre livelli di profondità e ottenendo 350 risposte diverse, che gli permettono la diagnosi. La teoria del Tridoksa regola tutta la medicina indiana.

Come già vedemmo la medicina cinese, anche quella indiana è analogica, cioè legge tutto l’universo secondo analoghi schemi strutturali; la medicina occidentale invece è analitica, cioè isola sintomo o causa o farmaco come separato dal tutto. La medicina orientale è fondamentalmente olistica, globale, ha una lettura integrale dell’universo e vede ogni sua parte come cellula del tutto. La scienza occidentale ha invece frammentato ogni entità vivente in parti sempre più piccole perdendo di vista l’insieme.
Da migliaia di anni i medici indiani usano gemme e metalli con fini terapeutici, sia sotto forma di ceneri lavorate a caldo, sia come polveri pestate e freddo. Anche per loro il ferro per esempio è buono per l’obesità, l’anemia, le malattie epatiche, il cuore e l’asma bronchiale.
I cristalli sono considerati energia planetaria condensata. Ogni uomo, nascendo, viene influenzato da una precisa vibrazione cosmica, che costituisce la sua nota predominante.
Chi, per esempio è un Ariete, ha energia di una particolare vibrazione corrispondente al rosso, al ferro, a Marte ecc.
In un test dei colori il primo colore che gli verrà in mente sarà il rosso, e amerà il ferro, però se in lui c’è troppo rosso, troppa aggressività, non sopporterà troppo rosso nell’arredamento o nell’abbigliamento e, per compensazione, amerà dormire in camere dalle pareti verde chiaro. E se ha troppa PITTA=Fuoco, odierà l’acqua e soffrirà malattie di acqua (artrosi, ritenzione idrica), perché l’acqua spegne il fuoco, per lo stesso motivo non andrà d’accordo con i segni d’acqua, invece amerà il vento che si sposa bene col fuoco e il movimento.
Curare con una gemma, come curare con un colore o una nota musicale, costituisce un modo di riarmonizzare l’energia compromessa.

Negli ultimi anni l’Occidente ha scoperto molte importanti funzioni dei cristalli, le loro pulsazioni ritmiche scandiscono il tempo dell’energia, e vengono usate negli orologi che utilizzano il quarzo o i rubini, come negli strumenti di precisione, come nei computer che funzionano con cristalli liquidi. All’interno del cristallo del rubino gli elettroni possono rimbalzare come in un cannone, creando un movimento continuo in cui la luce crea un raggio potentissimo, detto LASER, con cui possiamo compiere operazioni chirurgiche delicatissime, tagliare tessuti o incollarli.

Cos’è un cristallo? La parola cristallo vuol dire ghiaccio, dal greco krystallos=acqua gelata, kryos=gelo, acqua in cristalli, il fiocco di neve è già ghiaccio e pensate alla sua unicissima forma. Il cristallo è un blocco solido naturale in forma poliedrica, cioè ripete una struttura fissa in ogni sua parte, per esempio un prisma o una piramide..
Dal punto di vista corpuscolare il cristallo è un’architettura regolare di atomi nello spazio. Il quarzo per esempio è un insieme di atomi di silicio, ossigeno e idrogeno disposti a traliccio. Questi atomi hanno tra loro un legame molto debole, per cui, agitando un quarzo o scaldandolo nella mano, esso lascia andare degli elettroni. In posizione di riposo ne acquista dei nuovi. L’elettrone è una carica elettrica, che è il correlato, in una teoria corpuscolare, di un’onda di energia, dunque i cristalli ricevono e rilasciano continuamente energia. Essi possono agire come armonizzatori o amplificatori dell’energia umana. Disponendo per esempio tre cristalli prescelti attorno al corpo umano sdraiato e rilassato si può creare un campo energetico particolare.

Ogni cristallo è più potente se non è tagliato, lavorato, ma se è “terminato”, cioè mostra la sua formazione cristallina naturale e non ha inclusioni o impurità.
Fino a 31° e mezzo il cuore del cristallo è gassoso, scaldandolo diventa liquido. Quando lo si mette sulla pelle, si scalda e passa da uno stato all’altro, cedendo particelle di energia.
Le pietre vengono portate da tempo immemorabile a contatto della pelle, per esempio incastrate nell’ombelico nelle odalische, o attaccate al naso con anelli come India, o appese alle orecchie o sul petto, lasciate a ciondolo sulla fronte o sul petto, o portate al dito. Non c’è solo un motivo estetico ornamentale, ma un preciso valore terapeutico.
Per esempio le donne indiane mettono un anello d’argento sul dito centrale del piede perché la sua energia regoli il flusso mestruale.
I cristalli possono essere anche usati come fanno i Nativi d’America inseriti in un sacchettino di stoffa bianca (seta) al collo o in tasca. Le pratiche sciamaniche e religiose più antiche usano le pietre da tempo immemorabile e rigenerano i cristalli mettendoli sotto il getto di una sorgente o di una cascata almeno per un minuto o esponendoli al sole. I cristalli possono essere purificati anche lasciandoli a bagno una volta la settimana in acqua e sale. Anche il sale, cloruro di sodio, è una sostanza cristallina, che può smagnetizzare. Fare un bagno in acqua e sale (sale grosso messo in un sacchetto di cotone) fa molto bene, purifica e rigenera, ma fare il bagno con un rubino è anche meglio. E poi, per dormire bene e ricordare i sogni, basta mettere della fluorite sotto il cuscino.
I cristalli o le gemme si ripongono in una scatola di legno (scrigno).

In genere tra i cristalli e i chakra c’è una corrispondenza che può essere vista anche nella vibrazione del colore. I cristalli rosa o rossi curano la sessualità, le pietre verdi o rosa, l’affettività, quelle azzurre la mente.
Per esempio: 1°chakra=ematite, 2°=corniola; 3°=topazio arancione; 4°=smeraldo; 5°=lapislazzulo; 6°=zaffiro blu= 7° =quarzi erkimer.

Il QUARZO IALINO o cristallo di rocca è l’amplificatore energetico per eccellenza e può riequilibrare ogni chakra, è un governatore dell’energia. Essendo bianco, riflette tutte le onde luminose. Basta porlo sopra un chakra e restare in stato di rilassamento. Ovviamente il cristallo da solo può fare poco, la sua influenza è molto leggera, ma cresce col rilassamento e la meditazione, quando apriamo i nostri centri di ricezione. Qualsiasi terapia vogliamo fare, la quiete e la meditazione aumenteranno i suoi effetti.

I cristalli ovviamente hanno un effetto relativo, per avere effetti potenti bisognerebbe infilare la testa in un enorme quarzo, il che è impossibile.
Ci sono molte varietà di quarzo, una per chakra:
1°= quarzo con tormalina nera

2° = quarzo fumé

3° = citrino (o giallo)

4° = rosa

5°= ialino

6°=ospitante

7°= quarzo ametista o rutilato.

Si appoggia la gemma sul vortice energetico della stessa frequenza e si respira con calma, lentamente, visualizzando come luce colorata l’effetto della gemma; per ogni chakra si visualizza una spirale in senso orario, solo nel chakra della gola il movimento deve essere pensato antiorario. In tal modo si riarmonizzerà il campo energetico globale, l’aura, sciogliendo i blocchi energetici che causano le malattie.

L’essere umano ha una corrispondenza incredibile con i cristalli e con i metalli perché i minerali esistono anche all’interno del nostro corpo, noi siamo composti per il 70% di acqua (dunque idrogeno e ossigeno), per un 20% di carbonio, e per il resto di minerali, ferro, calcio, potassio, magnesio….. I cristalli non ci sono estranei, fanno parte di noi.

Nel nostro corpo ci sono cellule esagonali di silicio, e se siamo depressi possiamo ristabilirci con magnesio (Mag2), se vogliamo migliorare il nostro sistema immunitario contro cancro o leucemia possiamo prendere compresse di magnesio e potassio, che sono ricostituenti della cellula, nella ghiandola pineale abbiamo magnetite, se siamo anemici facciamo una cura di ferro. Quando siamo carenti di un minerale, abbiamo patologie da carenza.

La magnetite è un ossido di ferro con capacità magnetiche, la calamita naturale per es. è un magnete permanente, cioè produce un campo magnetico. Il magnetismo è una particolare forza. Un ago di acciaio messo a contatto con un magnete naturale ne assume le proprietà e se viene messo un piano si gira puntando alla stella polare o Nord. Se metto un ago magnetizzato vicino a un corso d’acqua esso è sensibile al campo di forze emesso dall’acqua, al suo campo di induzione magnetica.
Ma anche l’elettrone è come una piccola calamita naturale a causa di due movimenti, il movimento attorno a se stesso o spin, e quello lungo la sua orbita.
Se applichiamo vicino a un corpo un campo magnetico, turbiamo il suo campo di forze.
Lo vediamo chiaramente quando mettiamo un oggettino di ferro vicino a una calamita, ma il fenomeno è sempre presente. Elettronica e elettrotecnica nascono proprio dagli studi fatti su queste perturbazioni.

Per i primi tre chakra usiamo cristalli dai colori caldi dal rosso al giallo, le nostre nonne usavano per esempio IL GRANATO di color rosso cupo, che non mancava mai sul vestito della sposa, e anche le donne indiane credono ai suoi poteri di cicatrizzazione (ristabilimento dei tessuti) e di cura della sessualità. (La Lucia dei Promessi sposi quando si veste per le nozze si mette al collo una collana di granati alternati a bottoni d’oro).

Dalla Birmania e dalla Tanzania viene il RUBINO, rosso o rosa, costoso perché raro in natura, una pietra molto forte, che porta vittoria, talismano per chi vuole raggiungere mete importanti, pietra di chi è nato sotto il segno dell’Ariete ed è ambizioso e audace, fiamma eterna, fuoco. Sta al margine inferiore dello spettro cromatico, pietra del primo chakra, chakra sacrale o radice, perché riguarda la base della vita, la vitalità, la sopravvivenza, il radicamento. Il rubino è come una goccia di sangue, e per questo attiene alla vitalità. Il rubino è rosso perché contiene cromo, se facciamo il bagno mettendo nell’acqua un rubino migliorerà il nostro vigore e ne beneficerà il sistema circolatorio. Il voltaggio del rubino è altissimo, e nel 1960 si è scoperto che all’interno di un rubino purissimo i fotoni (particelle di luce) rimbalzano come palline di ping pong avanti e indietro, ognuna con la sua onda, amplificandole con specchi le varie onde entrano in fase, amplificandosi e ciò produce una energia potentissima, un raggio di luce continua, IL LASER, non più luce a pacchetti ma continua con applicazioni straordinarie.
Il laser è entrato ormai nella nuova medicina, è uno strumento nuovo che tocca la fisica quantistica, mentre la vecchia medicina è legata alla chimica o alla meccanica (chirurgia) e si usa anche nell’arte della bellezza. Col laser per es. si fa il lifting, cioè il ringiovanimento dei tessuti con l’abrasione degli strati più vecchi della cute e ora si comincia a sperimentare anche la liposuzione.

Il RUBINO riguarda il chakra del cuore ma più propriamente la KUNDALINI, l’energia massima. Rosse sono anche le CORNIOLE e i GRANATI. La CORNIOLA è una varietà do calcedonio, buona per gli organi riproduttivi e va portata all’anulare della mano sinistra (dito femminile, perché la generazione è collegata con la nostra parte materna).

Per la fascia gialla abbiamo l’AMBRA che non è proprio una pietra o un cristallo, ma un fossile, resina di alberi di migliaia di anni fa, diventata dura e trasparente e che presenta a volte per inclusione fili d’erba o piccoli insetti. Essa è stata usata in tempi antichissimi per propiziare la sessualità, ma è buona anche per cistifellea, milza, pancreas, intestino tenue, cioè il sistema alimentato dal terzo chakra.
Essendo organica, interagisce molto rapidamente con l’organismo umano.

Giallo è anche IL QUARZO CITRINO (cioè giallo limone), molto potente per il fegato e le sue patologie (calcoli ecc.), che aiuta a disintossicarsi nel corpo e nella mente e fa venire la pelle bella, aiuta dunque sia nel caso di fegato infiammato sia per la depressione, perché fegato e umore sono collegati, o IL TOPAZIO GIALLO che si trova solo in Brasile e cura i disturbi circolatori, l’insonnia, le paure, le tensioni emotive, le idee fisse, la mancanza di iniziativa. Il topazio giallo si mette al collo montato su oro, rende saggi e distaccati verso il passato. Rigenera i tessuti ed è detto perciò la pietra della giovinezza.

Per il 4° chakra (cardiaco) possiamo usare LO SMERALDO, che è berillo, e sappiamo che la luce verde è la parte dello spettro solare più interessante, quella legata al processo di vita delle piante. Lo smeraldo è la pietra della primavera, della vita che nasce, dell’amore, del benessere. Nel nostro sistema dei chakra, essa corrisponde alla frequenza della vibrazione cardiaca, unica nel suo genere e mediatrice tra la fascia dei rossi e quella degli azzurri. Lo smeraldo è dunque adatto ai turbamenti affettivi come alle patologie cardiache, stimola l’attività linfatica, rafforza la memoria e la purifica, in modo che sappia superare i cattivi ricordi, si dice che arresti la caduta dei capelli. Disintossica reni e cistifellea. Aiuta il sistema immunitario. Porta gentilezza e tranquillità. Si amplifica se posto sopra un piattino di rame. In meditazione sviluppa la chiaroveggenza.
Belli gli smeraldi dello Zimbawe, dal Madagascar vengono invece cristalli troppo forti quasi blu. Dovremmo avere un “green brain”, una mente verde, come c’è una Green Peace, il movimento ambientalista, i cui eroi sono detti, non a caso “i guerrieri dell’arcobaleno”.

Per il cuore vanno bene anche le pietre rosa come LA TORMALINA ROSA (le tormaline sono di vario colore), che tonifica il cuore e lo addolcisce, favorisce il sonno, libera da comportamenti impulsivi, dona capacità di tenerezza.

Buono anche IL QUARZO ROSA, che purifica l’ambiente, aumenta l’autofiducia, rilascia sensi di colpa.

Interessante è LA MALACHITE, sempre verde, che costa assai meno dello smeraldo, e equilibra i due emisferi cerebrali, protegge dalle radiazioni e espelle plutonio. Regolarizza il ciclo femminile e rigenera i tessuti. Va usata sulle mani, funziona di più abbinata a un turchese, invece diventa tossica con un diamante.

Come si vede più pietre messe insieme producono onde che possono essere in sintonia e dunque amplificarsi oppure annullarsi o produrre risultati nocivi.
Passando alla fascia alta, della testa, useremo pietre azzurre.
Per il 5° chakra (gola) va bene LO ZAFFIRO, pietra bellissima di gran pregio, che è un corindone come il rubino ma di colore blu. Anch’esso, cambiando temperatura, modifica la tenuta degli elettroni e nel suo cuore passa dallo stato solido a quello liquido, in questo passaggio comincia a pulsare e a emettere onde di energia. Queste onde allineano le frequenze del quinto chakra (gola), il luogo dove permettiamo ai contenuti interni (affettivi e intuitivi) di emergere e diventare comunicabili. Essi non possono uscire in forma aggressiva o depressiva ma devono purificarsi e sublimarsi. Lo zaffiro dunque purifica gli affetti, migliora la comunicazione, permette una espressione armonica, affina l’intuizione. L’ideale sarebbe portare un pendaglio di zaffiro al collo, a contatto con la pelle, lavando spesso la pietra o esponendola al sole, perché la pietra assorbe le nostre negatività e perde via via potere. Lo zaffiro aiuta anche a curare i disturbi articolari, le sciatiche, i reumi e il nervosismo, che manifestano tutti la nostra affettività tradita, e la vista. Aiuta la meditazione. E’ considerato un forte antidepressivo e combatte l’insonnia.

Buona per la gola e la parola è anche L’ACQUAMARINA, per chi non sa esprimere parole e sentimenti, sblocca la timidezza, aiuta coloro che si muovono male socialmente, con fobie e timori. Ed è indicata per tutti i problemi respiratori come asma e riniti.

(Non usate invece IL TOPAZIO BLU, che viene reso blu con bombardamenti di elettroni, per cui è un po’ negativo e contaminato).

Per la fascia degli occhi (6° chakra) va bene L’OPALE, pietra metamorfica, opalescente, che prende diversi colori con iridescenze cangianti. L’opale arlecchino ha come base l’azzurro e il bianco, quello nero cangia in verde e rosso, per questa sua qualità l’opale comunica con molti chakra contemporaneamente, aiuta la vista, tanto che basta passarsi un opale davanti agli occhi per rendere lo sguardo vivace e bello. Cura le articolazioni, stimola il cuore, attiva le funzioni vitali. Purifica l’aura e permette di abbandonare le negatività, come l’invidia, l’avidità, la paura. Nei tempi antichi l’opale era una delle pietre più preziose, oggi ha perso un po’ la sua attrazione.

Infine per il 7° chakra è buona L’AMETISTA, pietra violetta, che aiuta la meditazione ed è considerata il dottore di tutte le pietre. L’ametista è un quarzo molto bello, è chiamata ‘la pietra dell’anima’ e ha poteri incredibili. E’ la “pietra dei maghi”, maghi e sciamani nei tempi antichi si vestivano spesso di viola. Va usata nella giusta misura, ed esalta l’emisfero destro o intuitivo, il sistema endocrino, l’ipofisi. Ci insegna la spiritualità, la saggezza, la meditazione, la liberazione dall’orgoglio e dall’egoismo. Aiuta anche a liberarci dagli eccessi di ciò che introduciamo nel corpo come cibo, alcool, droga, fumo, prevenendo le intossicazioni. Ce n’è una gran quantità in Sudamerica, nello Zambia ha una tonalità viola vivo.

IL QUARZO AMETISTA è violetto perché accoglie ferro, il violetto è l’ultimo colore dello spettro, la sua onda è quella che ha la frequenza più alta e noi sappiamo che a ciò corrisponde un’altissima energia, quella delle onde mentali che sono mosse dal 7° chakra, un vortice che sale dalla sommità della nostra testa (area coronale) e che alimenta il sistema limbico. Le sue vibrazioni raggiungono la nostra parte mentale e attivano tutti e due gli emisferi cerebrali. E’ chiamato “pietra triste”, e il viola anche nei paramenti cristiani è segno di penitenza. Questo colore esprime l’esame di coscienza, quello che aiuta a vedersi per come si è, l’autocritica col riconoscimento dei propri difetti. La chiesa usa il viola come segno di penitenza, anche nei paramenti sacri. Ma l’AMETISTA aiuta anche a moderare gli eccessi come l’alcool. AMETISTA era una ninfa di Bacco, nella mitologia nulla è casuale. L’alcool come le varie droghe, sono vie di fuga, nascondimenti che impediscono di vedere la propria realtà per ciò che è, creando realtà virtuali, fittizie. Creano false visioni di noi stessi e emozioni amplificate ma non buone. L’AMETISTA montata su argento amplifica i suoi poteri. Ma ricordiamo che le ametiste orientali in realtà sono rubini.

Anche l’AGATA BLU ha poteri simili.

Di un viola chiaro è LA FLUORITE (ma c’è anche di altri colori) che fa bene alle ossa, alle artriti, e viene usata nell’acqua del bagno. Questo grazioso cristallo concilia anche il sonno, messo in direzione del nord dove allineeremo anche il nostro capo ci darà buoni sogni e ce li farà ricordare.

Anche IL LAPISLAZZULO (=pietra blu) cura la gola, l’asma, l’ansia e la tiroide. Un lapislazzulo a piramide messo in frigo lo depura.

Una delle pietre più forti è IL DIAMANTE, che è un quarzo più potente. Il diamante può essere di varie sfumature ma il diamante bianco è il più forte perché contiene tutti i colori, esso entra dunque in relazione con tutti i chakra e in particolare col 7°, la mente superiore, per questo un diamante è il regalo più bello che si possa fare a una innamorata. E’ il purificatore per eccellenza, il cristallo che elimina ogni impurità.
Il diamante è un ottaedro formato da due piramidi sovrapposte, di carbonio purissimo. Il diamante è carbone, dunque legno, di antichissimi alberi rimasto sotto terra e sottoposto a una pressione enorme, che lo ha portato ad altissime temperature purificandolo. Più il diamante è puro, cioè privo di inclusioni e chiaro, più ha valore. Il diamante può essere bianco, rosa, verdolino, giallo, azzurrino. Ma spesso contiene gas come azoto o boro o inclusioni, cioè macchie nere sempre a forma piramidale doppia, perché un cristallo ha una forma fissa che si ripete nel suo interno, nelle sue parti e persino nelle sue cavità. Le inclusioni sono vuoti, cavità non cristallizzate, spazi bui. La cellule base di un diamante ha sempre forma di ottaedro (una piramide sopra, una piramide sotto, dunque otto spigoli). Come in un ologramma la parte ripete il tutto. L’ologramma è una immagine tridimensionale in cui la più piccola parte contiene le informazioni globali dell’intero, il microcosmo ripete il macrocosmo.
Il diamante vibra nell’area coronale, 7° chakra, sopra la testa (come il quarzo bianco, che ne è un surrogato meno costoso), e influenza il sistema nervoso globale. Il bianco, colore della purezza, rappresenta il chakra più alto, che può essere visto sia come violetto che come bianco, colore che contiene tutti i colori, per questo viene chiamato “il loto dai mille petali” o loto bianco, infatti il prisma scompone il raggio di luce in tutti i colori. E’ la pietra del “vedere lontano”, della saggezza. Esalta la mente e allontana le negatività, le idee nere, dà calma, purezza e fedeltà.
Il diamante nasce dal sonno del carbone, è dunque simbolo del risveglio totale, dalla nerezza alla luce. Nella scala delle pietre è la prima per durezza.

Per la buona salute va bene anche una pietra nera come LA TORMALINA NERA, pietra elettromagnetica che toglie le radiazioni negative, per esempio aiuta chi lavora troppo al computer. Buona se messa sull’osso sacro.

Per quanto le piccole pietre e i piccoli cristalli di cui possiamo disporre non abbiano che una incidenza piccola sul nostro essere, non ci si può riempire di pietre, così come non si può riempire di medicine. Le pietre interagiscono tra loro a volte bene e a volte male. E interagiscono anche con i metalli su cui sono montate. Ci sono molti libri che consigliano il giusto uso delle pietre e la loro simbologia. In linea di massima possiamo portare una pietra per volta e sceglierla secondo la nostra attrazione, senza abbinamenti zodiacali, secondo il colore che ci piace di più. Tocchiamo la pietra o il cristallo e sentiamo se ci fa piacere tenerlo in mano. Il nostro intuito sarà meglio di molti libri.

Oppure facciamo un test muscolare: con una mano teniamo la pietra in mezzo al petto, e teniamo l’altro braccio teso. Un amico cercherà di abbassare il braccio, se lo fa con facilità, la pietra non aumenta la nostra energia.

Imparate dunque ad amare i cristalli e a comunicare con essi. Ci sono pietre che costano moltissimo come il diamante, ma altre le portiamo a casa con pochi euro e sono sempre belle da guardare. Se ci rilassiamo anche davanti a un televisore, teniamo in mano o sulla pelle una pietra con cui siamo in rispondenza, è una terapia facile e piacevole e dai sicuri risultati. Curiamo le nostre pietre come curiamo le nostre piante, con acqua e sole, e ristabiliamo anche attraverso le loro strutture di luce la comunicazione con l’universo.
..

Aggiungo come curiosità una nota sui famosi teschi di cristallo, riprendendola da un Masada sullo sciamanesimo.

Ritroviamo il motivo dei cristalli di rocca in tutto il mondo, Sudamerica, Malacca ecc. E c’è una simbologia di potere collegata a 13 teschi di quarzo, a mandibola fissa o mobile, ritrovati in Amazzonia, che venivano probabilmente usati a scopo divinatorio.
Il primo fu trovato nel 1927 nelle rovine maya del Guatemala, pesa 5 kg ed e’ lungo 18 cm. Fu scolpito lungo l’asse principale del cristallo con una tecnica estremamente avanzata che sfrutta l’asse di simmetria su cui si sistemano gli atomi e che abbassa notevolmente la possibilità di frantumare il pezzo. Sulla superficie del teschio non c’era la più minima e microscopica graffiatura.
La leggenda parla di 13 teschi e dice che quando saranno riuniti in un solo luogo finirà il mondo, oppure (è l’altra versione della leggenda Maya) essi trasmetteranno all’uomo tutta la loro conoscenza e avremo un mondo nuovo con uomini nuovi.

Uno di questi teschi di cristallo è posseduto da Anna Mitchell-Hedges ed è antico di 3600 anni. Un altro è al British Museum. Un terzo al Musée de l’Homme di Parigi, un 4° a Washington, un 5° è della famiglia Parks, sempre scoperto in Guatemala e che si chiama di ametista perché è di quarzo viola, ma ce ne sono altri. Sono detti anche ‘teschi del destino’ e gli indigeni li collegano alla malattia e alla morte, come se il loro potere fosse tanto benefico quanto malefico.
Il mistero su come siano effettivamente create queste fedeli riproduzioni anatomiche non è mai stato risolto.
Com’è stato possibile creare simili oggetti? E qual’è il loro scopo? Gli esperti non hanno saputo dare una spiegazione chiara e plausibile a nessun interrogativo.
Certo è che il quarzo è un minerale curioso che è in grado di risuonare, trasmettere, amplificare, immagazzinare, mettere a fuoco e strutturare l’energia. Ed è capace di entrare in contatto telepatico con la mente umana. Questi teschi potrebbero, dunque, ipoteticamente, contenere realmente delle informazioni, allo stesso modo dei cristalli liquidi dei nostri pc.
..
http://masadaweb.org

Related Tags:
Previous Topic:

Leave a Comment

Della stessa categoria

L’ASINO

Ha orecchie lunghe perchè non sa contare e per distinguersi dal padrone Unique Post [Read More]

UN ANNO DI GRANDE REALIZZAZIONE E POSIVITA’ A TUTTI MASADA VIVIANA Unique Post [Read More]

BUON NATALE DA MASADA

MASADA E VIVIANA VI FANNO TANTI AUGURI PER QUESTO NATALE E PER IL PROSSIMO ANNO NUOVO CHE VOGLIAMO TUTTI SIA BELLISSIMO [Read More]

MASADA n° 1787 4-9-2016 GLI AFORISMI DI LIA CELI

MASADA n° 1787 4-9-2016 GLI AFORISMI DI LIA CELI Blog di Viviana Vivarelli Lia Celi è una giornalista e scrittrice [Read More]

Il povero Merola

+++++Ma come faranno i bolognesi a votare anche al ballottaggio un sindaco ubriacone e inetto come Merola che arriva [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 5 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano