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Saturday October 21st 2017

LA BATTAGLIA DEI SIMBOLI

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MASADA N° 1436 16/1/2013 LA BATTAGLIA DEI SIMBOLI

La corruzione ci costa 60 miliardi – Il Pd chiede alla lista Ingroia di suicidarsi – Uso di un’altra parolaccia: la desistenza- La Chiesa e lo smercio dei voti -Addio Tav, non servi più – Arresti clamorosi di Parma – Bufera sulla Lega: inchiesta sulle quote latte – Crisi dell’auto e auto elettriche – Il Ppe tenta di cacciare Berlusconi – Abbiamo 169 simboli di partito. E il mondo ride di noi – Volontari di Rosarno – Gli impresentabili in tutti i partiti– Storia del simbolo farlocco del M5S

« Sono felice di spendere la mia vita a saldare la terra con il cielo » (Don Luigi Ciotti)

Credere nei sogni
e seguirli nel cammino
architettare amore
contro strutture di morte
e mangiatori di cadaveri
creare il pane dove non c’è
negare il brutto
illuminando di bellezza
niente dichiarazioni programmatiche
solo affermazione di diritti
niente atti di ostilità
solo viaggi d’amore
niente paura delle piazze
solo tuffi da rockstar
ridere piangere pensare
correre e tuffarsi nel mare
e nelle basi deserte
orfane di armi e veleni
ascoltare musica di campanelle

pecore al pascolo
nell’erba tornata sorella…

Mary
.
LA CORRUZIONE CI COSTA 60 MILIARDI
Repubblica

A trascinare il paese nel profondo della crisi contribuisce un macigno che ci costa 60 miliardi di euro l’anno: la corruzione. Con quelli si potrebbero azzerare gli interessi sul debito pubblico. O dotare le città di un trasporto pubblico degno di questo nome (costa 14 miliardi), proteggerci da frane e alluvioni (2,5 miliardi), mettere in sicurezza gli edifici scolastici (10 miliardi), cancellare l’Imu sulla prima casa (3 miliardi), coprire il costo degli ammortizzatori sociali (20 miliardi).


Per questo Libera e Gruppo Abele (Don Ciotti) hanno promosso ‘Riparte il futuro’, una grande campagna di mobilitazione online per chiedere ai candidati al Parlamento un impegno contro la corruzione con l’adesione a 5 punti.
Dovrebbero mettere in rete il proprio curriculum vitae, il proprio reddito e patrimonio, l’eventuale presenza di conflitti d’interesse, la propria situazione giudiziaria. E l’impegno diretto a riformare nei primi 100 giorni della nuova legislatura l’art. 416 ter del Codice penale, la norma che considera corruzione solo il passaggio di denaro dal rappresentante pubblico al corruttore mafioso, trascurando i favori, le raccomandazioni, le informazioni privilegiate sugli appalti in cambio di voti, la garanzia dalla repressione. Tutti atti che permettono l’accesso
dei clan criminali alla vita economica e sociale del Paese.
a campagna ha per simbolo un braccialetto bianco con la scritta #100 giorni che i candidati firmatari indosseranno per i primi cento giorni della nuova legislatura.
La corruzione mina la credibilità e l’affidabilità dell’Italia agli occhi del mondo, diminuendo l’afflusso di investimenti stranieri (che è un terzo di quelli della Francia), tagli ai capitali da investire di 40 miliardi, che corrispondono a migliaia di posti di lavoro e a ulteriore crescita per il nostro Paese. La corruzione inquina i processi della politica e dell’economia, minaccia il prestigio e la credibilità delle istituzioni, sottrae risorse alla comunità, corrode il senso civico e la cultura della democrazia. Il nuovo Parlamento deve bloccarla, ma ci sono nomi che, se venissero confermati, sarebbero un brutto segno per il Paese. In Francia, Spagna e Germania ci sono norme che chiedono a chi viene eletto la totale trasparenza, in Italia solo il 40% dei parlamentari ha autorizzato la pubblicazione online della propria dichiarazione dei redditi.

IL PD CHIEDE ALLA LISTA INGROIA DI SUICIDARSI
Sergio Cararo

Il Pd è ormai avviluppato nella sua dannazione. Sarà il primo partito ma non vincerà le elezioni o meglio non sarà in grado di governare contando solo sulle proprie forze e su quelle dei suoi satelliti. Lo si capisce dalla faccia scura di Bersani, emerge dai sondaggi, si conferma nella diavoleria del “porcellum” che rende il Senato il “luogo” dell’ingovernabilità. E dentro la dannazione il Pd comincia a menare fendenti. Da un lato rassicura i mercati finanziari e i poteri forti con le interviste di Bersani e Fassina al Washington Post e al Financial Times, dall’altro chiede alla lista alla sua sx – Rivoluzione Civile – di suicidarsi proprie nelle regioni, Sicilia, Campania e Lombardia, dove questa sembra poter raccogliere maggiori consensi. Ma andiamo per ordine.
Bersani, nell’intervista rilasciata al Washington Post conferma il patto di collaborazione con Monti dopo le elezioni e offre garanzie ai mercati finanziari. Annuncia “la firma di un patto per le riforme e la ricostruzione del paese” con Monti e poi, rivolgendosi direttamente agli investitori, Bersani afferma che “I mercati non hanno nulla da temere, a patto di accettare la fine dei monopoli e posizioni dominanti”. Non solo. “Capisco quanto strano possa sembrare di vedere la sx italiana aprire i mercati” aggiunge Bersani, “ma questo deriva dal fatto che in Italia la dx non ha una tradizione di libero mercato, tende a dare più potere allo Stato ed è più fortemente influenzata dalle lobby professionali”.
Specularmente, quello che veniva ritenuto il dirigente del Pd più critico verso Monti, Fassina, in un’intervista al quotidiano economico britannico Financial Times conferma che non verranno smontate le leggi varate da Monti – inclusa l’odiosa legge Fornero – e assicura che il Pd non rimetterà in discussione il Fiscal Compact né il pareggio di bilancio in Costituzione, ma che farà leva sull’Europa per le politiche di sviluppo, aprendo anche all’ipotesi del super-commissario al bilancio lanciato dalla Germania.
Sia Bersani che Fassina confermano dunque che l’agenda Monti – riassumibile nel “dovete morire prima” – resterà intatta e il Pd conferma a tutto campo che dopo aver sostenuto il governo Monti e le sue misure antisociali, continuerà sulla stessa strada e con lo stesso interlocutore anche dopo le elezioni e nonostante un eventuale successo elettorale.
Spingendo l’acceleratore sull’alleanza col Monti e sull’ubbidienza completa ai diktat della Bce i dirigenti del Pd riservano al loro alleato Vendola il ruolo di utile idiota, e non a caso i sondaggi continuano a dare Sel in calo. E di fronte alle rilevazioni che non danno per spacciata la lista di Ingroia, Bersani si dimostra sempre più irritato per lo scarso successo della copertura a sx che Sel doveva assicurare alla coalizione. Anzi, certe esternazioni in qualche modo obbligate di Vendola (se deve “coprire” a sx deve dire qualcosa “di sx”) vengono liquidate come inopportune boutades. Il giovane Vendola, lo ha detto Bersani, deve occuparsi solo di diritti civili ed ecologia, per cui le sue incursioni sul terreno dei contenuti futuri e delle alleanze non sono previste né gradite.
Ma, si sa, chi va a dx deve sempre e comunque coprirsi anche a sx. E se Vendola si rivela poco efficace, ci prova uno dei più aciduli dirigenti a rilanciare l’eterno ricatto del voto utile e della minaccia di una vittoria della dx. Il problema del «voto utile» al Senato per la sx lo ha segnalato il capogruppo del Pd Dario Franceschini che – dopo settimane di inviti al dialogo respinti – si è rivolto direttamente ad Antonio Ingroia, leader della lista Rivoluzione Civile, invitandolo a fare un passo indietro «almeno in Campania, Sicilia e Lombardia» per non compromettere la vittoria di Bersani e Vendola in tutte e due le Camere. Qualcuno ha evocato una parola maledetta come “desistenza” (a riascoltarla tornano alla mente la faccia di Bertinotti e le conseguenze disastrose per la sx ex-parlamentare). In pratica ha invitato Rivoluzione Civile a suicidarsi nelle regioni dove, secondo i sondaggi, potrebbe raccogliere maggiori consensi anche al Senato.
Al momento Ingroia e i suoi alleati giudicano «irricevibile la proposta del Pd» soprattutto dopo il ripetuto rifiuto di Bersani di fare entrare nella coalizione la nuova formazione. “Io non ho ricevuto nessuna richiesta da Bersani in questo senso” ha detto Ingroia, ospite di ’Otto e mezzo’, commentando un possibile accordo di desistenza con il Pd. “Non mi pare che ci siano in questo momento presupposti per un accordo di questo tipo, parlare di patti di desistenza mi pare prematuro”, ha spiegato Ingroia che però ha aggiunto: “Certamente per noi l’avversario, il pericolo politico, sono l’affermarsi dei principi contenuti nel berlusconismo e nel montismo”. L’acidulo Franceschini ha provato a smentire confermando però l’approccio. “Nessuna proposta di patto e nessuna desistenza. Le cose che ho detto a Orlando sono le stesse che ho detto pubblicamente in due interviste. Mi pare fin troppo evidente come non vi sia alcun spazio per una qualsiasi forma di accordo politico con la Lista Ingroia, anche per rispetto delle legittime ma profondamente diverse posizioni politiche tra noi e loro” dice Franceschini. “Per come è fatta la legge elettorale al Senato, nelle regioni in bilico, come Lombardia, Sicilia e Campania, la presenza della Lista Ingroia rischia di far vincere la dx, rendendo il Senato ingovernabile”. Un ragionamento non certo nuovo di zecca ma che negli anni si è dimostrato micidiale nei risultati.
Il meno peggio è stato un attore protagonista della dannazione e della sconfitta culturale, ideologica e politica della sx ex parlamentare. Eppure non è escluso che dentro Rivoluzione Civile qualcuno provi a mercanteggiare su questo terreno. Secondo La Repubblica, Di Pietro ci vorrebbe pensare prima di liquidare la proposta indecente e poi c’è la pattuglia degli “amendoliani” di Diliberto, che nel parlare a sx per andare a dx sono specialisti consolidati.
Ma su Di Pietro pesa anche un’altra vicenda che sta suscitando discussione nelle file dei sostenitori di Rivoluzione Civile. Infatti secondo il Corriere della Sera, nella lista per la Camera in Lombardia 1 (la circoscrizione di Milano e della Brianza) per Rivoluzione Civile Antonio Di Pietro dovrebbe essere candidato al 3° posto (dopo lo stesso Ingroia e una donna). Ma se così fosse verrebbe tagliato fuori un altro “highlander” della politica, Vittorio Agnoletto, esponente milanese del movimento “Cambiare si può”. Tra l’altro Agnoletto è stato uno dei pochissimi promotori – solo 7 su 70 – che si era detto d’accordo nel fare la lista con Ingroia, gli altri hanno invece preso le distanze. Se la notizia fosse confermata si aprirebbero nuovi e gravi problemi di comunicazione tra l’ex pm di Palermo e i settori che si battono da 11 anni per la verità e la giustizia su Genova. Agnoletto ha sostenuto la battaglia contro l’allora capo della polizia De Gennaro e i vertici del Viminale protagonisti delle violenze contro i manifestanti, commettendo e coprendo gli abusi di cui sono stati riconosciuti colpevoli dalla Cassazione numerosi funzionari di polizia. Ma come si sa, anche in certi ambienti progressisti il solo “nominare” De Gennaro significa evocare spettri che vanno rimossi e silenziati. Vogliamo sperare che non sia così. Dobbiamo anche augurarci che non sia cosi?

ORA E SEMPRE DESISTENZA
Marco Travaglio

Il Pd gradirebbe che Rivoluzione Civile di Ingroia, Di Pietro & C. ritirasse i suoi candidati in Lombardia, in Campania e in Sicilia, cioè nelle 3 regioni decisive per assicurare al primo classificato la maggioranza non solo alla Camera, ma anche al Senato….Al momento della sua entrata in politica, Ingroia si appellò alle forze ritenute più vicine, cioè al Pd e a Grillo, per dialogare sui programmi ed eventuali alleanze. Grillo rispose che non era interessato, ma rispose: stima per la persona di Ingroia, ma non per il suo ruolo di “foglia di fico” dei vecchi partiti che aderiscono alla sua lista. Bersani nemmeno gli rispose al telefono, anzi sguinzagliò i giannizzeri ad attaccare Ingroia come portatore di un non meglio precisato “giustizialismo” e di una fantomatica “guerra al Quirinale” (che non è mai esistita). Pensavano, gli strateghi che Rivoluzione Civile fosse un pelo superfluo da ignorare o almeno snobbare. Naturalmente è così: vedi i sondaggi, che danno il movimento sopra il 5%, quanto basta già ora per superare il quorum d’accesso alla Camera. E per ridicolizzare il famoso Casini, noto frequentatore di se stesso e di parenti stretti, per anni inseguito dai geni piddini che l’avevano scambiato per un trascinatore di folle oceaniche. Ora, Rivoluzione Civile ha al 1°punto la questione morale e al 2° quella sociale… E anche il Pd, a parole. Nei fatti, però, dietro alla foglia di fico di alcuni sindacalisti, schiera l’ex dg di Confindustria, Galli, e il professor Dell’Aringa, che considerano la Fornero una blanda mammoletta. E, dietro alla foglia di fico di Grasso, candida condannati, imputati, indagati, portatori di conflitti d’interessi e amici degli amici. Soprattutto in Campania e in Sicilia, cioè in 2 delle 3 regioni dove Ingroia dovrebbe accettare la desistenza. Che cos’è, uno scherzo? Domani, finalmente ma con comodo, dovrebbero riunirsi i garanti, la celebre Commissione di Garanzia, presieduta da Luigi Berlinguer, che da un mese sfugge alle domande del nostro giornale sugli impresentabili che il suo illustre sinedrio dovrebbe cancellare dalle liste a norma di Codice etico. Prima che ne escano con la solita furbata da magliari, è bene sapere che non sono chiamati a giudicare reati (semmai a prendere atto dei reati già accertati dalla magistratura), ma comportamenti. Quale credibilità può avere il Pd sulla lotta alla corruzione se candida Antonio Luongo, rinviato a giudizio per corruzione? E sulla lotta ai reati finanziari, con Nicodemo Oliverio, imputato per bancarotta fraudolenta? E sulla trasparenza amministrativa, se candida Antonio Papania, che ha patteggiato una condanna per abuso d’ufficio, e Andrea Rigoni, condannato e poi prescritto per i lavori fuorilegge in casa sua, e Nicola Caputo, indagato per truffa e peculato nell’inchiesta napoletana sui rimborsi d’oro? E che senso ha proibire nel Codice etico la “gestione clientelare del potere”, le logiche di “scambio”, i “conflitti d’interessi” e gli “incarichi a familiari”, e poi candidare il re del clientelismo e delle amicizie mafiose di Enna, Vladimiro Crisafulli (per giunta indagato per abuso), e il principe della parentopoli e dei conflitti d’interessi a Messina, Francantonio Genovese? Con che faccia si chiede a Ingroia di farsi gentilmente da parte e di ritirare i suoi candidati puliti per far eleggere questi gigli di campo? Poi, naturalmente, tutti contro Santoro perché resuscita Berlusconi. Lui.

Dario segnala:
ADDIO TAV, NON SERVI PIU’
Alessandra Fava

Un documento di Rete ferroviaria italiana spiega che la Torino-Lione è diventata superflua. Il 1° motivo per farla era di permettere il passaggio dei carri merci più grandi, quelli alti 4 metri, ma è stata fatta una modifica del Frejus che ora ne permette il passaggio. Perciò ”la Torino-Lione non serve più.
“La certezza viene da un documento di Rfi scoperto durante una ricerca di dati sui carri Modalohr, (visibile su http://site.rfi.it/quadroriferimento/files/1462-29-5-12.pdf) e contenente disegno e misure della nuova sagoma della linea del Frejus registrata dal 29 maggio 2012. Esso testimonia che le limitazioni che impedivano di caricare su treno i camion standard, alti 4 metri, non ci sono più. La notizia sui media è passata in sordina o non è passata affatto, ma ora l’AFA, la società che effettua il servizio di “autostrada viaggiante” tra Orbassano ed Aiton, fornisce un servizio simile a quello disponibile nei tratti Novara-Sempione-Loetschberg-Freiburg e Trento-Brennero-Regensburg, fino ad ora sbandierato dai si-tav come l’obiettivo da raggiungere. Il risultato è frutto anche di un progresso tecnologico: l’utilizzo dei recenti carri francesi Modalohr, che sfruttano meglio lo spazio in altezza guadagnando circa 16 cm rispetto ai carri utilizzati da svizzeri ed austriaci per effettuare lo stesso tipo di servizio. Un’ulteriore dimostrazione che investire in tecnologia paga, sicuramente di più che fare dei buchi nelle montagne.”
Per di più ci sono gli esempi virtuosi della Svizzera e dell’Austria…
“Virtuosi a casa loro ma dannosi a casa d’altri. Svizzera ed Austria sono piccoli paesi di transito che risolvono un loro problema complicando la vita ai paesi confinanti. Volendo diminuire la pressione del trasporto merci sulle loro strade, svizzeri ed austriaci caricano su treni speciali i camion che arrivano ad un loro confine, ad esempio quello tedesco, e li trasportano fino al confine opposto, nell’esempio quello italiano. Ma alla fine del viaggio, a Novara o a Trento, quei camion vengono rimessi sull’asfalto, andando ad intasare le autostrade italiane. Quella che l’Europa considera una prassi virtuosa fa sì che un camion che va da Amburgo a Bari percorra su ferrovia meno di 500 km su un totale di 2000. Per contro una cassa mobile caricata ad Amburgo arriva fino a Bari percorrendo l’intero tragitto su treno, sulle ferrovie che ci sono, senza dover costruire nuovi tunnel e risolvendo con minor impatto ambientale il problema di svizzeri ed austriaci. Questo semplice confronto è sufficiente a ribaltare l’accusa di favorire il trasporto stradale che i si-tav fanno ai no-tav.”
Purtroppo la lobbie degli autotrasportatori in Europa è fortissima, in grado di bloccare un continente con una serrata. La Tav conviene a loro, alla lobby dei costruttori (vedi COOP)e a chi si occupa di movimento terra (vedi mafia). Preoccupa il fatto che importanti politici italiani favorevoli alla cosiddetta Tav siano in qualche modo legati, ad esempio, al gruppo Gavio che si occupa di autotrasporto e, attraverso Impregilo, di costruzioni. Preoccupa ancora di più il fatto che il deposito in cave di pianura di molti milioni di metri cubi di terra da scavo provenienti dai tunnel della Tav rappresentino un’occasione d’oro per chi ha dei rifiuti da smaltire illegalmente. Preoccupa infine che politica e media non dicano nulla al riguardo.
“Chi porta quell’argomento sarebbe più credibile se prima parlasse di recupero di energia elettrica in discesa ed in frenata, cosa che, ad esempio, viene fatta sistematicamente in Svizzera. Portare un peso in alto richiede energia, ma, come l’acqua nelle centrali idroelettriche, il peso può generare energia scendendo verso il basso. Al momento, per quanto ne so, sulle linee ferroviarie italiane il recupero dell’energia avviene molto limitatamente, quasi esclusivamente nel traffico passeggeri. Anziché investire in tunnel occorre investire in quel campo.”
“L’Europa dovrebbe correggere l’errore di fondo di aver sposato la cosiddetta Tav/Tac, nonostante il fatto che alta capacità e alta velocità siano tecnicamente incompatibili. Troppa la differenza di velocità, troppa diversità nelle destinazioni, troppo pesanti i treni merci per linee costruite per i 300 kmh. La Tav/Tac deriva dall’influenza delle lobbies sulla politica, dal voler adattare al traffico merci succulenti progetti nati per il trasporto passeggeri e non più giustificati da volumi di traffico sufficienti. L’Europa deve spostare i finanziamenti dal trasporto stradale a quello ferroviario. In un’Europa dove quasi sempre le aziende distano troppi km dal centro intermodale più vicino, le infrastrutture che servono non sono tunnel, ma strumenti e luoghi in grado di rendere più rapido e meno costoso il trasbordo delle merci tra strada a ferrovia. In questo scenario dichiararsi si-tav pretendendo di essere a favore del trasporto merci in ferrovia è solo più un atto di fede, buono solo per i politici meno informati.”

leggi
http://noterzovalico.wordpress.com/

http://noterzovalico.wordpress.com/2012/11/30/scalpella-oggi-scalpella-domani-si-sono-scalpellati-anche-la-tav/

Se una cosa non serve più
E tutta l’Europa dice che non serve più
E la vogliono fare per forza solo le Coop del cemento del Pd, le imprese truffaldine abituate a triplicare i costi e la ‘ndrangheta che ha l’appalto del trasporto sterro, ostinarsi a negare l’evidenza lo può fare solo un delinquente o un maniaco mentale.

ARRESTI CLAMOROSI A PARMA
Da Repubblica

Arresti clamorosi a Parma da parte dalla Guardia di Finanza condotta per conto della Procura. Arrestati il consigliere regionale del Pdl Luigi Giuseppe Villani, l’ex sindaco di Parma Pietro Vignali, l’ex presidente della società partecipata comunale Stt Andrea Costa e l’editore del quotidiano Polis e presidente del cda di Iren Emilia Angelino Buzzi. Mi raccomando, continuate a esaltare la Lega che si allea a questi delinquenti! Continuate a votare per B! E continuate ad attaccare il M5S, che ci fate proprio una bella figura!
Dalle prime informazioni risulta che i 4 “hanno tenuto costantemente, nel corso di più anni, una condotta fraudolenta finalizzata ad accumulare ingenti ricchezze da destinare ad usi strettamente privati”, tra cui il “finanziamento della campagna elettorale per le elezioni amministrative di Parma del 2007”, il “controllo della stampa locale” e la “fidelizzazione della popolazione parmense e non ad un particolare ‘movimento’ politico anche al fine di una eventuale candidatura alle successive elezioni politiche nazionali”. 17 indagati. Sequestrati beni per circa 3,5 milioni di euro e disposto il sequestro di beni mobili ed immobili.
Questi arresti seguono la bufera di Green Money 2, l’inchiesta anti-corruzione della Procura di giugno 2011: arrestati diversi dirigenti comunali molto vicini all’allora sindaco Vignali, tra cui il capo della polizia municipale Giovanni Maria Jacobazzi. A settembre era stata la volta dell’operazione Easy Money e in manette era finito l’assessore alla Scuola Giovanni Paolo Bernini, per tangenti legate alle mense scolastiche.

BUFERA SULLA LEGA. INCHIESTA SULLE QUOTE LATTE

Va male per la Lega! La Guardia di Finanza di Milano ha perquisito le sedi della Lega Nord a Milano e Torino nell’ambito dell’inchiesta per bancarotta e corruzione con al centro presunte irregolarità sulle quote latte. Anche Bossi, Maroni e Calderoli erano presenti.
I finanzieri hanno portato via materiale cartaceo e informatico nell’ambito dell’inchiesta partita, nei mesi scorsi, dal crac della cooperativa milanese ‘La Lombarda’, travolta da un buco da 80 milioni di euro. Oltre alla bancarotta, gli inquirenti ipotizzano anche la corruzione: si sospetta di presunti versamenti di mazzette a funzionari pubblici e politici per interventi, sia ministeriali sia legislativi, a favore degli agricoltori per ritardare i pagamenti sulle quote latte da versare all’Unione europea.
L’inchiesta nasce dalla bancarotta della cooperativa di agricoltori milanesi e poi è arrivata anche in Piemonte. In passato sono stati sentiti a verbale dal pm anche gli ex ministri Giancarlo Galan e Luca Zaia, oltre all’ex presidente dell’Agenzia per le erogazioni per l’agricoltura, Dario Fruscio, all’ex capo di gabinetto del ministero delle Politiche agricole, Giuseppe Ambrosio, e a Renzo Bossi. Gli inquirenti stanno indagando in particolare sui rapporti commerciali fra ‘La Lombarda’ e altre società.

I LEGHISTI E LE QUOTE LATTE

Un Ex parlamentare della Lega è già stato condannato a pagare 203 milioni di euro, cioè il totale delle multe per le quote latte non versate allo Stato dalle Cooperative Savoia dal 1996 al 2001. Un danno allo Stato e all’Ue che la Procura regionale della Corte dei Conti ha chiesto a Giovanni Robusti, Lega Nord, portavoce dei Cobas del latte e amministratore delle Coop Savoia, e ad altri 33 amministratori di queste diverse cooperative del Cuneese. Un risarcimento elevatissimo, quantificato dal procuratore regionale Piero Floreani insieme alla Guardia di Finanza pari all’importo della truffa e al risparmio che i produttori di latte – associati in un complesso sistema – avrebbero ottenuto non versando le sanzioni per l’eccessiva produzione all’Agea e quindi all’Unione europea.
Questa organizzazione leghista attorno alle quote latte è stata definita dal giudice “un sistema fraudolento a danno dell’Ue e dello Stato italiano”, un “sistema illecito finalizzato ad eludere il sistema delle quote latte”. Ma il caro Cota non ha voluto che la Regione Piemonte si costituisse parte civile e pretendesse i risarcimenti per non danneggiare la Lega.
Ora manca solo la Cassazione.
Davvero una bella figura per un partito che si era presentato nemico di Roma ladrona!
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Quote latte…..vedrete quando i Finanzieri arriveranno alle quote trote…
klaus k.

CRISI DELL’AUTO E AUTO ELETTRICHE
Luca Aterini

Il mercato dell’auto è fortemente in crisi. Le immatricolazioni nel 2012 sono diminuite del 19,79%, tornando al livello del 1979.
Fiat conquista un +0,2% nella fetta di nuove immatricolazioni in Italia ma è sempre meno legato al territorio nazionale: è Oltreoceano che macina record di vendite e piazza sul mercato più di 2/3 della produzione, per cui ha deciso di acquistare un altro 3,3% della Chrysler, superando quota 65%.
Sebbene realizzi sul territorio italiano soltanto 1/8 delle proprie vendite, Fiat resta importante: nel 2012, il 29,6% delle auto immatricolate erano Fiat. Ma in termini di mobilità sostenibile, Fiat non pensa minimamente all’auto elettrica
Eppure, pochi giorni c’è stato l’avviso di un accordo tra due giganti nazionali, Eni ed Enel, per l’introduzione di colonnine di ricarica per le auto elettriche direttamente nei benzinai già a marzo e il loro potenziale è enorme: Eni ha 4.700 stazioni di servizio di cui 127 in autostrada, un numero impressionante di spazi disponibili, considerando che l’Enel fino a oggi ha montato in Italia solo 800 colonnine pubbliche di ricarica.
Ma nemmeno questo servirà a diffondere l’auto elettrica.
Infatti la ricarica rapida secondo Enel è già diversa rispetto a quella proposta dai Giapponesi, incompatibile con quella installata a bordo delle vetture elettriche più vendute, come Nissan Leaf, Peugeot iOn, Citroën CZero.
A oggi i veicoli elettrici soffrono solo la questione batteria e ricarica, dal momento che il motore elettrico è già una macchina quasi perfetta con oltre il 95% di rendimento (contro il 25/30% di un’auto tradizionale), per cui sono tante le aziende impegnate a livello mondiale sullo stesso obiettivo. Ma in Italia la ricarica è stata affidata purtroppo ai produttori di colonnine e di energia i quali ad oggi ne hanno “imposti” ben 5, ognuno incompatibile con gli altri,e con connettore diverso.Così si aumentano solo i costi, facendo la fortuna di pochi e frenando lo sviluppo
Chi guida veicoli elettrici oggi vuole poter scegliere di caricare in maniera lenta quando ne ha il tempo e rapida quando ne ha l’esigenza, con una rete di ricarica diffusa in maniera capillare ma intelligente, smart come le reti che la serviranno. Intanto il profilo legislativo è ancora zoppo…
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Commento di Napoleone

Non illudiamoci che le auto ibride al momento siano la soluzione definitiva, anzi le sconsiglio, il grosso problema dell’energia elettrica sta solo nella suo stoccaggio, la corrente si fa con tutto: aria, sole, idrico..ecc.
Chiedete ad un concessionario quanto costano le batterie al momento che si esauriscono, poi mi fate sapere.
Io avevo un Piaggio MP 3 Hybrid 300..peso in ordine 450 kg.. prezzo di listino 8500 euro!! Non ho mai osato chiedere quanto costavano le batterie!
Per i carrettini elettrici quelli che usano l’invalidi a 4 ruote (taglia XXL) peso intorno ai 140 kg..il costo del “pacco” si aggira intorno ai 700 euro e anche se sono al litio non è che hanno una vita molto lunga. Figuriamoci quelle di una macchina.. auguri..! Poi c’è comunque lo smaltimento…il maggior peso dell’auto ecc.
Tanto vale prendersi un auto a gpl o metano, inquinano pochissimo. il gas non produce polveri sottili pm 10, il peso dell’auto aumenta di pochissimo, le prestazioni calano di qualche cavallo, vanno benissimo tutte le cilindrate, bassa manutenzione..c’è solo da sostituire il filtro gas al tagliando, costo carburante basso. Le centraline elettroniche garantiscano un ottimo funzionamento del motore a tutti i regimi, grazie al controllo del rapporto stechiometrico controllato elettonicamente. Grande autonomia, il costo dell’auto varia di 1000-1500 euro..accettabile.. il serbatoio gas è valido per 10 anni.
Attualmente le case costruttrici le istallano solo su alcuni modelli.. SUbaru ad esempio le istalla di serie su tutta la propria gamma e anche con cambio automatico.
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IL PPE TENTA DI BUTTAR FUORI BERLUSCONI
VV

Berlusconi tenta di vendersi come il vero leader dei moderati, ma i suoi processi e i suoi attacchi a Monti hanno finito col renderlo inviso al Partito Popolare europei, nel cui seno sorgono molte voci che ne chiedono l’espulsione.
Cercando un favore che non c’è, B arriva a candidare Draghi al Quirinale, ma Draghi, che è stato eletto presidente della Bce per 8 anni, disdegna la sua offerta e il Ppe dichiara che la presenza di B nel suo seno e il suo contrasto con Monti sono “imbarazzanti” (Daul). Probabilmente si pensa ad un processo di espulsione di B dal Ppe perché i processi di B e la linea da lui impressa alla sua campagna elettorale non sono compatibili con i principi e la politica dei moderati europei e B viene percepito come un corpo estraneo.
B intanto continua i suoi attacchi a Monti che chiama assurdamente “protesi della sx”, mentre attribuisce la sua condanna all’essere di nuovo disceso in campo, quando al contrario sono fatti e date a provare che è stata proprio la condanna e far scattare la sua reazione.
Continua intanto i suoi folli attacchi ai giudici chiamati “mostruose macchine di diffamazione”, mentre accusa la Bocassini di sprecare “ingenti risorse dello stato su un’accusa inesistente” in merito al caso Ruby. Accusa la sx di “brogli che ci hanno fatto perdere le elezioni del 2006: “Hanno truccato tutte le schede bianche e poi hanno vinto”. Attacca Ingroia. E ribadisce la sua intenzione di fare il ponte di Messina “per unire l’Italia” , probabilmente per vendersi di nuovo come referente di un progetto che ha unificato, in nome dell’interesse, le tre mafie.
I suoi tentativi sconnessi di attirare l’attenzione e stravolgere la verità lo fanno sembrare ormai un povero disgraziato in agonia che maschera la disperazione alternandosi tra una finta allegria e una rabbia vera. E’ pietoso!
E non meno pietosa quella Lega che si attacca a lui come a una ciambella di salvataggio, senza avvedersi che quella ciambella è fatta di piombo e li tirerà a fondo entrambi.
E la Chiesa? Possibile che dobbiamo trovarla sempre schierata col peggio?!
..
HABEMUS 169 SIMBOLI DI PARTITO. E IL MONDO RIDE DI NOI
Viviana Vivarelli

Se dovessero stamparli tutti, solo per le schede se ne andrebbe mezza Amazzonia.
Gli Italiani inghiottono questa ulteriore prova di civiltà. L’economia andrà male ma sull’idiozia politica siamo primi al mondo.
E per fortuna che dal bipolarismo siamo saltati al tripolarismo, sennò quanti ne presentavano?
Il commento migliore è di Morriso:
“Volevo presentare il mio simbolo del Partito dei Ritardatari, ma quando sono arrivato erano già andati tutti via.”
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VOLONTARI DI ROSARNO

Tendopoli di San Ferdinando (zona industriale di Rosarno di fianco ad un magazzino sequestrato): nonostante i posti formalmente a disposizione siano 280-300, al momento la tendopoli ospita almeno un migliaio di persone, quasi tutti africani sub-sahariani. Accanto alla tendopoli si è sviluppata una baraccopoli, dove vivono probabilmente un centinaio di uomini in condizioni estremamente precarie. Alla baraccopoli e nei dintorni si sta strutturando un’economia informale (cibo, vestiti, torce, acqua calda ecc.). La Caritas distribuisce le colazioni e a volte le cene ma gli occupanti spesso cucinano in modo autonomo. Anche dentro la tendopoli ‘ufficiale’ c’è uno spaccio alimentare. Si celebrano funzioni cristiane sia autogestite dagli abitanti che dai gestori. Nella baraccopoli è stata costruita una struttura adibita a ‘moschea’. Chi vuole accedere alla tendopoli per viverci viene registrato, ma non sono necessari documenti in regola. Pare che i gestori della tendopoli chiedano cifre intorno ai 180-200 euro per accompagnare gli abitanti alla questura per il rinnovo dei permessi.
I braccianti raccontano di lavorare poco, una media di 6 giorni su 15. La paga è di circa 20 € al giorno (al netto delle spese di trasporto che sono circa 4 €). Come per il ghetto di Rignano, alcuni arrivano dal nord dove hanno perso il lavoro, altri dai centri di accoglienza dell’emergenza nordafrica, ed altri ancora erano già inseriti nel circuito bracciantile stagionale. Ci sono (in minoranza) persone stanziali che lavorano in agricoltura durante tutto l’anno (potatura, sistemi di irrigazione ecc.). Pare che molti abbiano i documenti, ma pochissimi hanno i contratti, che sono comunque spesso fasulli. Le squadre sono organizzate da caporali oppure, il reclutamento avviene direttamente in piazza, e coinvolge sia gli africani che i comunitari (bulgari e rumeni). Spesso le squadre sono organizzate dai commercianti piuttosto che dai produttori (il commerciante è il proprietario di un magazzino di deposito degli agrumi che acquista arance e mandarini direttamente sulla pianta dal contadino occupandosi poi della fase di raccolta), per poter garantire una distribuzione costante. Sono i commercianti a stabilire il prezzo di acquisto delle clementine è attualmente di circa 12 centesimi/kg (mentre per le arance 5cent/kg) quando i costi di produzione si attestano sui 27 centesimi, esclusa la raccolta. In molti casi le terre sono state abbandonate e la raccolta non avviene per nulla. Se fino al 2008 di fatto la produzione era mantenuta tramite i sussidi europei, al momento i sussidi esistono ancora ma i parametri sono cambiati al ribasso e le previsioni di mercato sono pessime. Ci sono stati tentativi, piuttosto fallimentari, di differenziare la produzione.
Africalabria: le attività dell’associazione consistono nella scuola di italiano dentro Rosarno, presso la sede dell’associazione ‘Omnia’, e in una presenza alla tendopoli con distribuzione periodica di indumenti e coperte che ha l’obiettivo di allacciare e mantenere i rapporti con gli abitanti. Tra i membri dell’associazione ci sono alcuni abitanti ed ex abitanti della tendopoli stessa e lavoratori africani che vivono nella zona, oltre a calabresi.
Abbiamo deciso di partire proponendo uno spazio sociale collettivo nella baraccopoli attraverso una scuola e una radio più o meno
Radio senza fili
Scuola di italiano
Ciclofficine
Incontri formativi su documenti, lavoro, sicurezza…
La complessità del territorio richiede elasticità mentale e una buona dose di umiltà.
Abbiamo incontrato una serie di realtà che lavorano sul territorio e che si occupano di immigrazione per coordinarsi con gli sportelli attivi nella zona (ufficio immigrazione e ambulatori stp, emergency)
A chiunque vede un posto come la tendopoli e il ghetto di San Ferdinando, o i casolari in cui vivono i lavoratori stranieri, viene da chiedersi: perché? Perché i braccianti africani, come quelli rumeni o bulgari, per lavorare devono vivere in queste condizioni? Perché tutti lavorano in nero, per 9 ore di fila? Per ogni cassetta di arance, un lavoratore guadagna 50 centesimi di euro, ma la stessa quantità di arance al supermercato costa 24 euro. Il lavoro degli stranieri in Italia può essere sfruttato perché le leggi sull’immigrazione creano un sistema dove i lavoratori immigrati senza permesso di soggiorno non hanno nessun diritto. Ma anche chi ha il permesso è sfruttato, perché il permesso è spesso legato ad un contratto di lavoro, e i lavoratori stranieri sono costretti ad accettare condizioni disumane per mantenere il lavoro e quindi i documenti.
Per il lavoro agricolo esistono dei contratti. Ma i contratti sono rari, e spesso, anche quando ci sono, sono falsi o non rispettano le regole. La paga minima è di 46 € al giorno. Il padrone deve dare ai braccianti stagionali un posto dove dormire e mangiare, pagare la liquidazione e rimborsare il viaggio per chi arriva da fuori. Il padrone deve anche pagare i contributi, che servono ad es. per poter avere la malattia pagata. Con 51 giornate di lavoro regolare all’anno il lavoratore ha diritto al sussidio di disoccupazione. Ma le giornate di lavoro spesso non sono segnate e quindi il lavoratore perde i suoi diritti. Per essere assunti regolarmente, bisogna iscriversi ai centri per l’impiego.
La crisi economica e le politiche del governo italiano stanno peggiorando la situazione per tutti, e i primi a pagare sono spesso gli immigrati, che sono i più isolati e ricattabili. Però anche gli italiani, soprattutto in regioni come la Calabria, subiscono gravi condizioni di sfruttamento e isolamento, e spesso questo crea conflitti con gli stranieri. Ma il razzismo è, anche questo, uno strumento di divisione che permette lo sfruttamento e l’impoverimento di tutti. Negare i diritti ad alcuni lavoratori vuol dire attaccare i diritti di tutti i lavoratori, perché se il padrone può dare a qualcuno una paga da fame, si abbassano le paghe per tutti.
La nostra rete, ‘Campagne in lotta’, è fatta di militanti, contadini, braccianti, lavoratori precari, studenti. Crediamo che sia importante parlare delle condizioni in cui stranieri e italiani sono sempre di più costretti, e di come cercare di affrontarle insieme.

www.campagneinlotta.org, campagneinlotta@gmail.com 3931621686

GLI IMPRESENTABILI DEL PD

Ma come fanno quello del Pd a credere che Bersani sia una persona onesta, quando candida una bella fila di impresentabili?
Crisafulli Mirello,rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e amico del boss di Enna (raccontiamo qui la sua storia)
Nicodemo Oliverio in Calabria, capace di raccogliere oltre il 90% di preferenze alle primarie di Crotone, rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta
Antonio Papania, in Sicilia, che 10 anni fa ha patteggiato una pena a due anni per abuso d’ufficio
Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, prescritto per una vicenda di sversamento rifiuti, imputato per peculato e indagato per abuso d’ufficio
In Abruzzo Giovanni Lolli, prescritto per favoreggiamento
Ancora in Sicilia Francantonio Genovese, indagato per abuso d’ufficio
In Basilicata, Antonio Luongo, imputato per corruzione nell’inchiesta Iena 2 su mafia, affari e politica
In Toscana Andrea Rigoni, prescritto dopo una condanna in primo grado a 8 mesi di reclusione per abuso edilizio sul monte di Porto Azzurro nell’isola d’Elba
Ludovico Vico, intercettato dai magistrati che indagano sull’Ilva mentre al telefono con Girolamo Archinà (l’uomo che gestiva le relazioni istituzionali dell’azienda) dice “doveva sputare sangue” a proposito del collega Della Seta, deputato Pd contrario al decreto Salva-Ilva del 2010.

GLI IMPRESENTABILI DEL PDL

E non ci si consola vedendo che il Pdl fa anche peggio!
Al Senato ecco Nicola Cosentino, referente istituzionale del clan dei Casalesi da almeno un decennio, il cui nome compare in svariate inchieste, rinviato a giudizio in due procedimenti per concorso in associazione camorristica e corruzione
Luigi Cesaro, ex presid. della Provincia di Napoli. Già coinvolto negli anni 80 in un’inchiesta sulla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, condannato in 1° grado, assolto in Appello e dalla Cassazione. Cesaro aveva confermato ai giudici i rapporti personali con vari esponenti della Camorra. Oggi risulta indagato per i suoi presunti rapporti con il clan dei Casalesi
Marco Milanese, deputato uscente ed ex consigliere di Giulio Tremonti, imputato per corruzione
Solo nelle liste di Gianfranco Miccichè
Marcello Dell’Utri, grande consigliori di B e suo referente con la mafia dagli anni 70.Ha patteggiato una condanna per false fatture e frode fiscale, ed è stato condannato a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, imputato nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia
Denis Verdini, coordinatore nazionale del partito: false fatture, mendacio bancario, appalti G8 L’Aquila, associazione a delinquere e abuso d’ufficio
Americo Porfidia, rinviato a giudizio per tentata estorsione e favoreggiamento a un clan camorristico, e Raffaele Fitto (già parlamentare europeo, governatore della Puglia e ministro), imputato per corruzione, peculato e abuso d’ufficio.
Giampiero Catone, condannato in 1° grado a 8 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata
Luciano Moggi (5 anni in 1° grado per associazione a delinquere)
Emilio Fede, rinviato a giudizio per induzione e favoreggiamento della prostituzione
Antonio Angelucci, re delle cliniche laziali (indagato per associazione a delinquere e truffa)
Massimo Maria Berruti (condannato a 8 mesi per favoreggiamento)
Giulio Camber (pregiudicato per millantato credito)
Antonio D’Ali (rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa)
Antonio Del Pennino (due patteggiamenti e una prescrizione)
Mario Landolfi (ex ministro, imputato per concorso in corruzione e truffa, con l’aggravante di aver favorito il clan dei Casalesi)
Altero Matteoli (imputato per favoreggiamento)
Domenico Nania (condannato per lesioni personali, prescritto per peculato)
Salvatore Sciascia (condannato per tangenti alla Guardia di Finanza).

http://it.ibtimes.com/articles/41079/20130113/elezioni-2013-impresentabili-pd-pdl-condannati.htm#ixzz2I2VfDG6t

https://mail.google.com/mail/u/0/?ui=2&ik=5b84ab5f64&view=att&th=13c39e7bbd283e5a&attid=0.1&disp=inline&safe=1&zw

GLI IMPRESENTABILI DELLA LEGA
Mario A

Speciale Lega Nord 2008 – 2013. (Parlamentari)
BOSSI Umberto
– Ex Ministro delle Riforme e fondatore della Lega Nord – Condanna definitiva a 8 mesi per tangenti, (la maxi-tangente Enimont.) Altre condanne per istigazione a delinquere, poi depenalizzate dal governo Berlusconi.
BALLAMAN Edouard
– Condannato a 1 anno per peculato d’uso ( massiccio uso improprio dell’auto blu a finida presidente del consiglio reg. del Friuli V.Giulia). E’ stato interdetto dai pubblici uffici per un anno.
CASTELLI Roberto
– Ex Ministro della Giustizia. Per aver portato al ministero della Giustizia un amico grossista di pesce surgelato in veste di «superconsulente per l’edilizia carceraria» a botte di 100 mila euro l’anno, è stato condannato in sede civile (con condanna incorporata della Corte dei Conti a restituirli) per consulenze ingiustificate
In sede penale nel 2007 si salva grazie al Senato e all’immunità totale .
PINI Gianluca
– Imputato per millantato credito. Avrebbe richiesto e ottenuto la cifra di 15mila euro da parte di un avvocato forlivese in cambio dell’impegno ad assicurargli la promozione all’esame per l’abilitazione alla professione. E’ indagato anche per appropriazione indebita e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Avrebbe usato lo scudo fiscale per far rientrare in Italia dalla Repubblica di San Marino 400mila euro precedentemente sottratti al fisco.
Fu tra i parlamentari che in Parlamento votarono a favore dello “scudo fiscale”, a suo tempo“
E’ stato anche il promotore della legge sull’inasprimento della responsabilità civile dei giudici.
Un altro caso.
RAINIERI Fabio
– Imputato per false fatture a Parma
CROSIO Jonny
– Imputato a Sondrio per turbativa d’asta, concussione, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio con altri 20 imputati, nell’ambito di una speculazione edilizia nell’ambito di una speculazione edilizia
GRASSANO Maurizio (ora PDL) – Ex presidente del consiglio comunale di Alessandria per la Lega Nord, fu arrestato nel settembre 2009, e condannato nel 2011 a 4 anni per truffa aggravata ai danni del Comune di Alessandria
Entrato in parlamento nel 2010 dopo l’elezione di Cota a Governatore del Piemonte
In concorso con il titolare della sua azienda, gonfiando la propria busta paga, fatta arrivare fino a 12.000 euro mensili, avrebbe truffato al Comune 760.000 euro nel periodo tra il 2003 e il 2008 (per legge, nei casi di “impegni istituzionali”, l’ente locale rimborsa al datore di lavoro la quota oraria di retribuzione dovuta al dipendente)
Lo stipendio del Grassano all’inizio era “normale”, ma è andato via via decuplicandosi nel tempo, suscitando i primi accertamenti della Guardia di Finanza che avrebbe avuto la prova che questo improviso exploit derivava in realtà da un accordo tra Il Grassano e il suo titolare della Vega, settore verniciatura, che faceva figurare un compenso gonfiato.
E’ attualmente sotto processo anche per falso e tentata truffa.
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I seguenti soggetti qui elencati, in qualsiasi altro paese d’Europa avrebbero dovuto dimettersi da ogni carica pubblica.
In Italia no.
Continuano tuttora a ricoprire seggio, funzioni e lauto stipendio.
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MASSIMO FINI E IL TRASFORMISMO

In un articolo contro Alberoni,il maestro delle banalità, che poteva dire tutto di qualcosa e poi successivamente l’esatto contrario, insultando ogni volta convincente, Massimo Fini scriveva:
“In realtà il prototipo-Alberoni si inserisce in uno dei due grandi filoni del trasformismo intellettuale italiano: quello di chi, dopo aver fatto di tutto per tenerle chiuse,sfonda le porte aperte dagli altri. L’ altro filone è quello del «pentitismo», che ha caratteristiche solo in apparenza diverse perché il «pentito» riconosce gli errori di ieri solo per poter continuare a dare lezione agli altri. Comunque sia il trasformista italiano ha questo di particolare: che non si accontenta di passare, al momento opportuno, nel campo avverso, ma suole, come dire, «scavalcare a sx» gli avversari di ieri. Diventa, per dirla con Nenni,«il più puro dei puri» che epura tutti gli altri. Insomma, anche come trasformista è un estremista. Ciò spiega, tra le altre cose, lo straordinario caso di 40 milioni di italiani fascisti che divennero, in un sol giorno, 40 milioni di antifascisti cosi intransigenti e settari da sembrare dei fascisti (da cui la memorabile frase di Mino Maccari: «I fascisti si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti». E viene l’amaro sospetto che non ci sia speranza per le buone cause. Le buone cause possono essere solamente quelle perdute. Altrimenti vengono inesorabilmente impugnate e sventolate come bandiere vittoriose da chi, avendole in ogni modo avversate, se ne appropria e le usa proprio contro coloro che per esse si erano battuti”.

Bellissima la frase di Mino Maccari, un uomo molto arguto che era pittore e giornalista
Disse anche:

Giovani non si nasce, si diventa.

L’attività del cretino è molto più dannosa dell’ozio dell’intelligente.

Ogni imbecille tollerato è un’arma regalata al nemico.

LA CHIESA E LO SMERCIO DEI VOTI
Viviana Vivarelli

La Chiesa cattolica ovvero il Vaticano ha rubato dalle nostre tasche 3 miliardi di tasse non pagate su immobili commerciali dal 2007,
a cui si aggiungano altri regali
-il meccanismo dell’8 per mille voluto da Tremonti nel 1985 per dare alla Chiesa una cifra a forfait (mai calcolata esattamente) che la privilegia con una quota fissa senza nemmeno tener conto delle altre chiese o delle reali intenzioni dei contribuenti e dandole anche una parte della quota di chi non esprime preferenze
-la posizione sempre di Tremonti sugli scandali Ior con milioni depositati contro le norme antiriciclaggio per cui lo Ior esce dalla lista bianca internazionale delle banche in regola
-o il regalo fatto sempre da questo Ministro di non pagare per il consumo annuo di 5 milioni di metri cubi di acqua,o la depurazione delle acque del Vaticano a spese del Comune di Roma, anzi la sua finanziaria del 2004 ha stanziato 25 milioni per il 2004 e di 4 a decorrere dal 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di acque proprio
-o il Decreto collegato alla Finanziaria 2006, per cui tutte le confessioni religiose che hanno stipulato intese con lo Stato e tutte le organizzazioni no-profit sono esentate dal pagamento dell’Ici anche per gli immobili commerciali
-o il bel comportamento della Gelmini (molto elogiata da Monti), che ha tagliato in 3 anni 8 miliardi all’istruzione, senza toccare però i finanziamenti alle scuole private, anzi raddoppiando questi per il 2011 fino ad arrivare a 245 milioni di euro (finanziaria del 2011)
-poi c’è la disuguaglianza degli insegnanti di religione, pagati dallo Stato ma scelti dal vescovo e con maggiori diritti rispetto agli insegnanti di Stato, a cui si devono aggiungere i preti negli ospedali e nell’esercito, questi fanno addirittura carriera militare
Monti continua la serie dei regali per comprarsi l’appoggio della Chiesa, mette 17 milioni in finanziaria per 2 ospedali cattolici, liquida la tassa sugli immobili commerciali della Chiesa (contro le sanzioni dell’Europa, che lo vieta), regala 223 milioni alle scuole private e 200.000 euro alla basilica di San Francesco.
E fa promesse barbariche di leggi contro i gay o contro le donne.
Ma in quale Stato civile avviene questo?
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La sessualità è una caratteristiche naturale degli esseri viventi. Altrimenti perché il Creatore ne avrebbe dotato tutte le specie? E perché l’avrebbe corredata di piacere?
Le religioni ne hanno sempre capito l’importanza e hanno da sempre regolamentato le 2 principali pulsioni umane: il cibo e il sesso, per tenere aggiogati gli uomini.
Nel tempo, i divieti basati sul cibo per il cristianesimo hanno perso importanza, ma sul sesso la Chiesa ha costruito un immane sistema di potere.
La Chiesa ha preteso che sulla sessualità si formassero vari tabù e che l’uomo snaturasse le proprie caratteristiche naturali, perché così aveva in mano un potente strumento di potere, giuridico e morale su tutti, cittadini e governi e confermava la sua superiorità sullo Stato.
Controllare la sessualità e decidere sulle leggi della famiglia e le modalità dei rapporti tra sessi ha dato alla Chiesa un potere immenso sull’uomo. Il potere su tutto: il pensiero, il volere, l’amore, il giudizio, la famiglia, la subordinazione della donna, l’emarginazione dei diversi sessuali, i rapporti tra generi, la fecondazione, la nascita..
Con questo strumento formidabile la Chiesa ha statuito una gigantesca gerarchia basata sul genere, a capo della quale ha messo i propri maschi, emarginando illecitamente più di metà degli esseri umani: le donne, i gay, i trans… con influenze pesantissime sui costumi, le consuetudini, il modo di pensare, le leggi, il trattamento dei bambini…e una iniquità profonda che è stata giustificato nel nome di Dio, commettendo con questo una infamia di proporzioni smisurate che ha penalizzato ed emarginato metà del genere umano.
A se stessa, la Chiesa ha imposto divieti contro natura ancora più smisurati, concedendo, però, ai trasgressori una misericordia ben maggiore di quella concessa agli altri, a comprovare il diverso trattamento tra chi è dentro la Chiesa e chi è fuori e avallando con questo una ulteriore infamia.
Tutti gli imperativi che sono discesi da questi divieti sono serviti al suo potere.
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LA GUERRA DEI SIMBOLI
Viviana Vivarelli

E poi dicono che in Italia ci sono dei cambiamenti!
Alle scorse elezioni i simboli elettorali furono 200.
In queste 169.
L’esatto ritratto del nostro paese. Nemmeno in Bosnia-Herzegovina alle prime elezioni dopo la guerra.
Sempre avanti! Verso l’infinito!
Pure le mazzette non sono più quelle più piccole di una volta!
E anche il Vaticano segna un forte avanzamento in ruberie! Come i tesorieri di tutti i partiti
Come al solito, poi, la politica italiana è stata sommersa dalla satira.
Due cronometri con l’ora della Corte d’Appello di Roma, manco fosse Greenwich!
L’umanità consegnata a simboli farlocchi. I politici pure. Con ammucchiata identica. Ugualmente ingloriosa.
Si falsificano i simboli, figuriamoci i politici! Anzi in parlamento proposto un tariffario. Come alla buvette.
Tra i 169 simboli presentati:
‘Io non voto’ (ma come fai a votare se voti che non voti?)
Poi c’è il simbolo ‘Per’, ma per che cosa?
Un partito parla a nome delle staminali d’Italia (ma, non essendo nate, come possono votare?), Il simbolo è forse di quel Carlo Casini, assatanato propulsore di quel Movimento per la Vita ?
Poi c’è ‘Forza evasori’
Vari ’Forza Roma’, ‘Forza Lazio’… ma Forza Pescara mai?
Un ‘Movimento bunga bunga’ (sfigati speranzosi?)
Manca “Forza viagra” per chi non ce la fa.
Tra i 16 simboli non ammessi, c’è anche “Come ci hanno ridotto”: evocativo, ma soprattutto bipartisan, se si pensa che 20 anni fa eravamo alla pari delle 7 maggiori potenze del mondo e ora, dopo 8 anni di governi di B e 8 del csx…..

Intanto Monti spiega con l’aiuto di una infografica come sarà il 2013 in Italia?

STORIA DEL SIMBOLO FARLOCCO DEL M5S

Per chi abbia ancora interesse sapere come funzionano le cose in Italia, riassumo ciò che scrive Messora di byoblu
http://www.byoblu.com/post/2013/01/14/Storiaccia-del-deposito-dei-simboli-elettorali-Ricapitoliamo-i-fatti.aspx

…questo tizio, Foti, riesce ad arrivare prima.. si sospetta sia stato imbeccato dall’interno e deposita un marchiosimile a quello del M5S, identico ma senza il nome Grillo…più o meno nello stesso punto della coda si vede anche Max Loda che si pronuncerà a nome dei pirati italiani. Grillo, quando si accorge che il suo simbolo è stato taroccato, diventa isterico, parla di golpe, di fine della democrazia. In effetti, nonostante il ricorso dei suoi legali, c’è stata fino all’ultimo la possibilità che l’ufficio elettorale ammettesse il simbolo farlocco e costringesse il M5S a cambiare il suo. Il che sarebbe stato uno smacco colossale. Questa possibilità, nonostante le rassicurazioni della Cancellieri, è stata ritenuta più che fondata anche da molti giuristi (vd Corriere e Repubblica). Il marchio di Grillo è stato registrato da notaio, ma questo tipo di registrazioni ha solo un valore commerciale e per esso le procedure legali avrebbero tempi troppo lunghi. Inoltre, essendo la legge in questo Paese sommamente interpretabile, al punto che due giudici diversi possono scrivere sentenze diverse sullo stesso identico caso (a differenza di quanto accade nei paesi anglosassoni in regime Common Law), le circostanze in cui Foti è riuscito a depositare per 1° il simbolo possono alimentare il sospetto che vi sia dietro una volontà politica, nel qual caso ci potrebbero essere interpretazioni sconfortanti.
Simboli farlocchi sono stati depositati anche per Ingroia e Monti. Ma quello del M5S desta più scalpore perché Ingroia viene dato al 4% ma il M5S rischia di essere la terza o seconda forza politica del Paese. E Monti ha dalla sua tutto il sistema. Se il Viminale chiedesse di modificare il simbolo del M5S, sarebbe grave, visto che la maggior parte degli Italiani non legge i giornali o frequenta i blog. ..La competizione elettorale ne verrebbe falsata, per questo Grillo grida che in queste condizioni rinuncerebbe a partecipare. Certo, in tal caso, la responsabilità della rabbia di milioni di italiani ricadrebbe su chi fosse responsabile di un tale scempio della volontà popolare. Sarebbe come usare un lanciafiamme su un distributore di benzina.

Messora dice poi di aver ricevuto una email apparentemente proveniente da Anonymous…hacker anonimi, organizzati secondo un modello non rigido, che permette loro di fare azioni individuali, non sempre condivise. In precedenza c’è stato un attacco proprio al blog di Grillo, prima rivendicato da Anonymous, poi rinnegato. Il fatto è che sotto questo nome di muovono vari gruppi. Dopo alcuni giorni di polemica, sembra sia venuto fuori che l’attacco fosse in realtà stato portato avanti da un gruppo di hacktivist che agiscono in maniera indipendente.
Trovo sul web dei piani per “affossare” il M5S con dichiarazioni concordate e giornalisti disponibili a fare da cassa di risonanza. Uno scenario molto grave, perché modificare il consenso elettorale artificiosamente è un reato affine a quello dell’eversione e dunque, nei tempi stretti in cui si decidono le sorti di una campagna elettorale, è fondamentale fare chiarezza sulla loro reale consistenza… Ricerche mostrano che il messaggio è partito da un servizio di mail anonime registrato su un server GoDaddy che si trova a Singapore. E’ “un servizio fatto bene, che rimanda a un sacco di proxy, ci vorrebbero mesi di lavoro per risalire al vero ip di partenza”. Evidentemente il mittente sa il fatto suo. Lo svolgimento corretto delle elezioni è la base stesso della democrazia. Se le elezioni dovessero risultare falsate, i risultati sarebbero catastrofici.
Una denuncia alle autorità competenti potrebbe portare ad accertamenti, ma fuori tempo massimo. Ricorrere alla polizia postale è utile per accertare i fatti e rinforzare la stabilità delle istituzioni democratiche. Messora decide di pubblicare quello che ha trovato e il suo server si blocca di colpo, un costoso server, con una banda massima di 10Mbps e che, in passato, ha affrontato condizioni di carico intenso, anche proveniente dal primo blog italiano, manifestando eventualmente alcuni rallentamenti, ma senza mai arrendersi. Invece ieri sera, poco dopo le 19, improvvisamente arriva un crollo verticale e definitivo, che non si era mai manifestato prima nonostante 6 anni di onorata attività. I tecnici di Aruba non ne venivano a capo.Si trattava di uno swicth mai apparso .
Grazie alla pubblicazione di conversazioni tra un’esponente del Partito Pirata e l’uomo che ha depositato il falso simbolo del M5S, Messora chiarisce all’opinione pubblica che c’è un partito pirata vero e ce n’è un altro falso, e che quello vero ha postato un comunicato stampa che è estraneo alla manipolazione del logo elettorale e è una vittima dello stesso gruppo, come il M5S.
Si apprende anche di un certo Manuel Marco Marsili, cui un’ordinanza del Tribunale di Milano datata 30 marzo 2012 inibisce l’uso dei nomi “Partito Pirata, Pirateparty e/o Pirate Party”, nonché l’utilizzo del segno grafico, con un passato molto fitto di militanza politica in varie formazioni, dai Verdi, all’IdV alla Lega.
Nonostante l’ordinanza, Foti e Max Loda si mettono in coda davanti al Viminale, pronti a depositare simboli come quello del Partito Pirata, di Antonio Ingroia e del M5S, e riescono a battere tutti sul tempo. Il Viminale è stato in mano a Maroni fino all’insediamento del governo tecnico, e potrebbe essere proprio questo il “gancio” che gli consente di essere al momento giusto nel posto giusto, visto che con la Lega ha ricoperto prima incarichi importanti in Regione Lombardia, e poi la stessa è diventata cliente della sua Elimar Multimedia. Ma queste sono solo illazioni. Abbiamo poi appreso sbigottiti della pubblicazione online di immagini di conversazioni tra Marsili e Foti che racconterebbero di accordi tra Marsili e Foti per affondare il M5S, concordando per i giornalisti versioni di comodo e studiando a tavolino reazioni di indignazione preconfezionate, inviando foto per dimostrare la vicinanza di Foti a Grillo, e sostenendo che il logo farlocco del M5S apparteneva a loro dal 2007, depositato all’Agenzia delle Entrate. Ma qui c’è un particolare, poco noto, che rende impossibile che il deposito di quel logo possa essere avvenuto nel 2007: il simbolo e lo stesso nome del M5S sono stati pensati da Grillo e Casaleggio solo nel 2009.
In quanto alla foto di Foti dietro a Grillo che nemmeno gli fa caso è stata scattata la notte che Grillo ha passato davanti al Viminale: al minuto 36 di questo video si inizia infatti a vedere Foti dietro a Grillo, vestito esattamente uguale, e al minuto 50:11 si vede esattamente l’autore dello scatto. Complimenti!
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FILASTROCCA PER GRANDI E PICCINI
Nino Funedda

La marcia di liberazione
è cosparsa di rose
di piccole cose
persone sorridenti
e amici e parenti
e poi niente grugni
ne alzate di pugni
parole cordiali
e niente pugnali
si sale alla vetta
insieme senza fretta
facendo il lavoro
come fa l’artigiano
bene e pian piano
sapienza secolare
per il lungo durare
suona un violino
cinque stelle ci salutano

col nuovo mattino
e sono belle
son volti e persone
usciti di prigione
con dignità
perché il futuro
è pane e onestà.

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La taranta, l’inno della rete

RIDIAMARO : – )

Camillo Sesmoulins
Alla domanda:”Papà cosa vuol dire democrazia ?”
Il padre così rispose:”La democrazia è un sistema di governo nel quale tutti partecipano col voto al processo politico”.
“Papà,noi partecipiamo al processo politico?”
Il padre senza esitazione rispose:”Certo che a quel processo partecipiamo!siamo la parte lesa”.
(Rielaborazione di una vignetta di Altan)
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MICROSATIRA DI ALBERTO

Monti lancia lo slogan ”L’Italia che sale”. Monti scenda, cazzo.
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Dopo “Monti per l’Italia” presentato il simbolo “Italiani munti da Monti”.
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Con Monti abbiamo avuto l’epoca delle vacche magre, con Berlusconi avevamo avuto quello delle vacche.. e basta.
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Elezioni, i sondaggi danno la nuova coalizione Berlusconi-Santoro vincente sul PD.

Grillo: «Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno». Così tenero che si taglia con un pizzino.
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Gesù faceva resuscitare i morti. Monti ha iniziato con Fini e Casini
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Berlusconi invece il solito egoista! Si autocertifica, si autocandida, si autoreferenzia. Si autore resuscita.
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Dopo “Vita di Pi” esce al cinema “Vita di emme”, ispirato agli italiani che non arrivano a fine mese
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IO:
Ma dopo la distruzione delle intercettazioni a Napolitano, gli distruggeranno anche i pizzini?
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Che bel Paese! Tutto mafia, coca e chiesa!
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Jordan
Il simbolo della Lega: “Scusate le linee tremolanti ma lo abbiamo disegnato sul gommone, di ritorno dall’Albania dove avevamo ritirato le lauree in Ingegneria e Fisica Spaziale”
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Giovbott
Tante liste civetta ma solo una lista di allocchi (leghisti)
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Sarà stata la grappa?
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Elendil85
Trovata la soluzione per un simbolo finalmente accettabile: Lega TreMaroni

Eppure ci sarebbe stato un simbolo che li sbaragliava tutti: FORZA MAFIA!
Avevamo anche uno sponsor d’onore, non dico quale, ma basta dire che ha ottenuto di far distruggere tutte le sue intercettazioni. Più mafioso di così!?
E’ proprio vero che in Italia la democrazia è una parentesi rosa tra la parola interesse e la parola potere.
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Bruno
Se invece di ‘Ritardatari’ avesse scritto ‘Ritardati’, l’avrebbero accettato immediatamente senza esitazioni!
.
Io:
Il ‘sobrio’ Monti fa la sua presentazione all’Hotel Plaza. Guarda caso è proprio quello del gaio de Michelis. E i nani e le ballerine?
.
Da twitter:
Non ho capito se nel logo di Monti la bandiera si strozza o fa le convergenze parellele.
.
Monti si può considerare un politico italian style: ha convocato una conferenza stampa che non prevedeva le domande dei giornalisti.

Ellas vacca
Agenda Monti:
“Cambiare l’Italia?”
Possibilmente col Canada.
.
Citazioni da Travaglio:
Berlusconi: “Dell’Utri è una persona onesta: è cattolico e ha 4 figli”.
Anche Riina, mi pare.
.
Pisanu, presidente commissione antimafia:
“Sembra logico parlare più che di una trattativa sul 41 bis di una tacita e parziale intesa.”
Insomma fu un colpo di fulmine.
.
Il Grasso in bocca: “Sulla candidatura di Crisafulli nel Pd non ho nulla da dire”
(Piro Grasso, già procuratore nazionale antimafia)
Nenti vitti, nenti sacciu.
.
Candido come la neve.
“Non candido inquisiti” (Berlusconi prima di candidare Moggi e Dell’Utri).
Solo condannati.
.
La battuta storica di Schettino:
“Era buio, sono caduto dentro una scialuppa di salvataggio”.
.
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