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Friday August 18th 2017

L’INTERESSE E L’IDEALE


MASADA n° 1421 25/11/2012 L’INTERESSE E L’IDEALE

Il genocidio della Palestina – Moni Ovadia – L’articolo di Odifreddi censurato da Repubblica – Sperequazione di forze – Fermate questa strage di bambini – Quanto vale ogni bomba su Gaza -Le multinazionali alla conquista del mondo – L’ultradestra – Apocalisse – Pervasività del male –La grottesca legge anticorruzione – Storia della corruzione italiana, di Marco Travaglio – Una banca etica islamica – Montezemolo, il rinnovato patto d’acciaio tra padroni del vapore e dell’aspersorio

Viviana Vivarelli
Quel che mi ha sempre messo in guardia verso soggetti come Berlusconi ieri o Matteo Renzi oggi è il profondo egocentrismo, la smania carrierista, l’impulso al potere, la brama insaziabile di comando, l’innato leaderismo perseguito con qualsiasi mezzo.
Sono sempre stata convinta che, affinché un uomo sia degno di essere tale, debba poter vivere oltre e sopra se stesso, vivere non solo per la propria realizzazione personale,ma per un ideale o un’utopia che può desiderare valido per tutti e per il quale può sacrificare la vita.
Lo spiritualista Assagioli, padre della psicosintesi, indicava le tappe di un essere umano in una scala ascendente, dall’ego materiale avido e istintivo all’io superiore che trascende se stesso per amore degli altri. Nel processo integrativo, la psicosintesi, distingue due stadi:quello personale e quello transpersonale. Con il 1° raggiungimento si perviene ad uno stato di salute psico-fisica o anche di integrazione sociale. Nel 2°, quello transpersonale, si sperimentano le energie di amore, pace e collaborazione, in una visione che supera l’individuo, per proiettarsi verso dimensioni universali.
Come si può capire, questo è il percorso del santo, un traguardo a cui, nel nostro piccolo, non possiamo aspirare. Ci sono tuttavia dei gradi intermedi in cui il progetto sociale trascende gli istinti e gli impulsi bassi dell’individuo, per oltrepassare l’egoicità solipsistica e lanciarsi verso ideali superiori che sono alla portata di tutti.
Chi è arrivato a questo stadio vorrebbe ‘educare’ chi è rimasto indietro. Ma tra questi ci sono alcuni pieni di rabbia e odio come fossero stati defraudati di quel senso morale che non hanno e della cui mancanza non possono incolpare che i propri limiti. Il brutto è che se guardano ai primi, non li vorrebbero ‘educare’, ma ‘distruggere’,proprio perché la loro presenza fa risaltare le loro mancanze.
Gli uomini piccoli fanno piccoli sogni che riguardano solo le loro pulsioni soggettive.
Ma i grandi uomini fanno grandi sogni in cui sogna tutto il mondo. Noi speriamo di essere tra questi.
.
Se un uomo sogna da solo, il sogno rimane solo un sogno.
Ma se molti uomini sognano la stessa cosa, il sogno diventa realtà


Mr Spock cita dalla Bibbia

Le vostre palme sono macchiate di sangue
e le vostre dita di iniquità;
le vostre labbra proferiscono menzogne,
la vostra lingua sussurra perversità.
Nessuno muove causa con giustizia,
nessuno la discute con lealtà.
Si confida nel nulla e si dice il falso,
si concepisce la malizia e si genera l’iniquità.
I loro piedi corrono al male,
si affrettano a spargere sangue innocente;
i loro pensieri sono pensieri iniqui,
desolazione e distruzione sono sulle loro strade.
Non conoscono la via della pace,
non c’è giustizia nel loro procedere;
rendono tortuosi i loro sentieri,
chiunque vi cammina non conosce la pace.
Per questo il diritto si è allontanato da noi
e non ci raggiunge la giustizia.
Speravamo la luce ed ecco le tenebre,
lo splendore, ma dobbiamo camminare nel buio.
Tastiamo come ciechi la parete,
come privi di occhi camminiamo a tastoni;
inciampiamo a mezzogiorno come al crepuscolo;
tra i vivi e vegeti siamo come i morti.
Noi tutti urliamo come orsi,
andiamo gemendo come colombe;
speravamo nel diritto ma non c’è,
nella salvezza ma essa è lontana da noi.
Così è trascurato il diritto
e la giustizia se ne sta lontana,
la verità incespica in piazza,
la rettitudine non può entrarvi.
Così la verità è abbandonata,
chi disapprova il male viene spogliato.

..
Sfolla teorie
Nel mio nome in tutti questi anni è stato fatto ben poco
Nel nome dei loro interessi è stato fatto moltissimo

IL GENOCIDIO DELLA PALESTINA

«Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli.»
(Martin Luther King)
..

“…come quei bambini che violentati da piccoli ripetono, cresciuti, su altri bambini quelle sevizie dal cui orrore non si sono mai liberati, in un tentativo folle di scaricarli su altri, trasformando ciò che era stato passivo in violenza attiva….così gli israeliani ripetono sul popolo palestinese quelle violazioni di diritti di cui sono stati vittime”
VV.
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Mary di Senigallia
Guerra

Ogni guerra è vestita
con abiti firmati
dall’ arroganza
dagli interessi economici
dall’ egoismo
dal cieco opportunismo
dall’ infame protagonismo
Ogni guerra lascia
occhi chiusi per sempre
lacrime di bimbi e mamme innocenti
sangue di giovani senza domani
Ogni guerra è nascosta

dalla sana ignoranza
di chi non vuol vedere
di chi non vuol sentire
di chi pensa che sia lontana
e meno guerra
qualsiasi guerra
che non sia sotto casa
Ogni guerra lascia il segno indelebile
di un’umanità
che di umano

non ha quasi più nulla.
..
MONI OVADIA

I media italiani si guardano bene dal rendere l’assurdità di quello che accade, sono presi solo da se stessi, la prima preoccupazione che hanno è “stiamo attenti a quello che diciamo”, non pensano mai: “stiamo attenti a quello che dobbiamo dire”, e quindi diciamolo bene, in modo da mettere l’accento sulla gravità e sulla responsabilità. Pensano solo alle conseguenze. La pavidità, e l’auto-perpetuazione di un sistema che non è più di informazione, ma di auto comunicazione, è questo che domina.
Io sono solidale col popolo palestinese, proprio perché sono ebreo. È il mio dovere di ebreo essere solidale con tutte le persone che soffrono a causa di ingiustizie, e quindi lo sono come essere umano, prima di tutto, perché questa è la mia identità di essere umano universale. Poi perché è la mia identità ebraica, alla quale io tengo molto, e che mi ha insegnato che bisogna praticare la giustizia nei confronti di tutti; che bisogna praticare il riconoscimento dell’altro e l’accoglienza dell’altro; quindi io non sono … pro-palestinese, o cose di questo genere, semplicemente assumo atteggiamenti che ritengo giusti, seguendo l’etica umana,quella dei diritti universali,e poi l’etica della Torah, che è un riferimento in piena sintonia con i diritti fondamentali dell’uomo”.
Gli ebrei sono stati sterminati, perché … milioni di masse grigie ed i loro governanti girarono la testa dall’altra parte. I carnefici fecero lo sporco lavoro, ma non avrebbero potuto farlo, se altri non avessero storto la testa. Io ho giurato a me stesso che nei confronti di nessuno girerò la testa dall’altra parte; la violenza, il sopruso, sopraffazione, ingiustizia, non hanno patria! Non hanno bandiere, non hanno appartenenze etniche!”

Dario del Sogno riporta:
DIECI VOLTE PEGGIO DEI NAZISTI
P. Odifreddi

Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasella compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona.
Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero di 320 stabilito dal Fuehrer.
Dopo la guerra Kesselring fu condannato a morte per l’eccidio, ma la pena fu commutata in ergastolo e scontata fino al 1952, quando il detenuto fu scarcerato per “motivi di salute” (tra virgolette, perché sopravvisse altri otto anni). Anche Kappler e il suo aiutante Erich Priebke furono condannati all’ergastolo. Il primo riuscì a evadere nel 1977, e morì pochi mesi dopo in Germania. Il secondo, catturato ed estradato solo nel 1995 in Argentina, è tuttora detenuto in semilibertà a Roma, nonostante sia ormai quasi centenario.
In questi giorni si sta compiendo in Israele l’ennesima replica della logica nazista delle Fosse Ardeatine. Con la scusa di contrastare gli “atti terroristici” della resistenza palestinese contro gli occupanti israeliani, il governo Netanyahu sta bombardando la striscia di Gaza e si appresta a invaderla con decine di migliaia di truppe.
Il che d’altronde aveva già minacciato e deciso di fare a freddo, per punire l’Autorità Nazionale Palestinese di un crimine terribile: aver chiesto alle Nazioni Unite di esservi ammessa come membro osservatore! Cosa succederà durante l’invasione, è facilmente prevedibile. Durante l’operazione Piombo Fuso di fine 2008 e inizio 2009, infatti, compiuta con le stesse scuse e gli stessi fini, sono stati uccisi almeno 1400 palestinesi, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, a fronte dei 15 morti israeliani provocati in otto anni (!) dai razzi di Hamas. Un rapporto di circa 241 cento a uno, dunque: dieci volte superiore a quello della strage delle Fosse Ardeatine. Naturalmente, l’eccidio di quattro anni fa non è che uno dei tanti perpetrati dal governo e dall’esercito di occupazione israeliani nei territori palestinesi.
Ma a far condannare all’ergastolo Kesserling, Kappler e Priebke ne è bastato uno solo, e molto meno efferato: a quando dunque un tribunale internazionale per processare e condannare anche Netanyahu e i suoi generali?

Placido Domenico

Non esistono guerre giuste. Le guerre sono un orrore in assoluto .Quella tra Israele e Palestinesi, disonora l’umanità .Essa sancisce il fallimento dell’ONU, della Lega Araba, dell’Unione Europea. Istituzioni, fondate con lo scopo di mantenere la pace, e che invece stanno dimostrando la loro inconsistenza, i loro limiti e tutte le loro incapacità. Il mondo intero è al cospetto del fallimento di queste istituzioni senza potere, senza autorevolezza,senza guida, senza un progetto. La crisi medio-orientale è appunto la classica configurazione dell’impotenza di quanti da oltre sessant’anni parlano di disarmo e di pace. Con la creazione dello Stato d’Israele, dopo il secondo conflitto mondiale, si aprì un aspro contenzioso che poneva il problema del Popolo palestinese e del suo futuro. Le Nazioni del mondo intero preferirono chiudere gli occhi e perseguire la politica della “coesistenza pacifica”. Una finzione storica dalle immani conseguenze. I massacri da entrambi le parti, sono costantemente aumentati,da un lato Israele con la sua perfetta organizzazione militare, dall’altro i palestinesi con la loro strategia del terrore, messa in campo anche fuori dai territori. Un quadro disumano e spaventoso, voluto da quanti hanno interesse al “dividi et impera”, per continuare a dettare le loro volontà politico-finanziarie. Una parte consistente dell’occidente si arricchisce fornendo armamenti sofisticati ad Israele,ed una parte dei paesi arabi si arricchisce altrettanto armando le varie formazioni palestinesi,con l’aggravante di tenere in condizioni di povertà larga parte di quel popolo per serevirsene come arma di manovra. Inquietante scenario, che non muterà con le parole di Ovadia. Per giungere alla pace, ci vogliono scelte drastiche, dolorose, ma necessarie, altrimenti è solo accademia solo parole al vento .La politica mondiale deve fare la sua parte, ma i Governi dei singoli Stati appaiono complici consenzienti dei massacri e delle morti. Su di essi ricadrà il sangue versato dalle vittime innocenti.

SPEREQUAZIONE DI FORZE

Solo un pazzo può prendersela con i sassi dei bambini e rovesciare l’incredibile sperequazione di forze tra lo Stato di Israele e 6 milioni di palestinesi di cui sono 1 nella striscia di Gaza Israele è la seconda potenza militare del mondo, ha uno dei più potenti eserciti mai esistiti, superiore a quelli di tutti i paesi arabi messi insieme. Dispone in continuazione di circa 500’000 riservisti. Quasi tutti i grandi personaggi politici israeliani hanno fatto carriera nel settore militare. Ha sviluppato armi di distruzione di massa biochimiche e nucleari. Possiede 200 testate nucleari e missili in grado di colpire gli stati della regione. L’apparato industriale militare israeliano è uno dei più avanzati del pianeta e Israele esporta armamenti in tutto il mondo. Con i sottomarini Dolphin forniti dalla Germania e armati di missili probabilmente a testata nucleare, controlla l’oceano indiano. Da decenni gli Usa,la Germania e altre nazioni(inclusa la Svizzera) riforniscono Israele di armamenti sofisticati di ogni genere (aerei, navi, sommergibili..) e Israele non esita a impiegare le armi più letali e contrarie a tutte le convenzioni. Nel Libano fece ampio uso delle bombe a frammentazione. Nel maggio 1948 utilizzò agenti batteriologici (tifo, colera) per avvelenare l’acqua potabile dei palestinesi di Akka, città che i sionisti avevano assediato. Ci furono circa 70 morti tra i palestinesi e molti contagiati tra le truppe britanniche. Il 24 maggio a Gaza furono catturati alcuni sionisti del servizio segreto Rehovot che trasportavano armi batteriologiche (tifo) approntate dallo speciale laboratorio Hemed Beit allestito su ordine di Ben Gurion. E’ probabile che anche le epidemie di colera che colpirono la Siria e l’Egitto nel ’47 (10’000 vittime) siano state originate dai sionisti. Oggi Israele è la seconda potenza militare del pianeta.

LE MULTINAZIONALI ALLA CONQUISTA DEL MONDO
Viviana Vivarelli

Poche centinaia di ricchissimi, padroni di banche e di armi e dominatori dei media, vogliono il potere assoluto sul mondo e si riuniscono in assemblee segrete che decidono conflitti e guerre, spogliazioni e rating, programmi di governo e cancellazione di diritti. Ora il Bilderberg è all’opera per la cancellazione dell’Europa per annullare l’euro e riportare in auge con sistemi perversi il dollaro e il potere statunitense.
L’ultima riunione del Bilderberg è stata pochi giorni fa a Roma, travestita da cena di Telecom, con ospiti i membri principali di questo vergognoso governo Monti. Le riunioni precedenti sono state a Madrid e Atene, non a caso le capitali di tre Stati che i potenti hanno deciso di distruggere, mettendo a loro capo tre emissari del potere bancario per fare meglio la loro spogliazione.
Che un cosiddetto economista ridicolo e grottesco come Oscar Giannino (non a caso appoggiato da Confindustria) chiami questi discorsi ‘fantascienza’ e si rifiuti di parlarne dà il senso di quanta gente si è venduta al potere finanziario per rovinare questo Paese. E che nelle riunioni precedenti siano stati invitati la Bonino, Enrico Letta e la Gruber ci dovrebbe far pensare. Come che la più grossa banca americana, la Goldman Sachs, di cui Monti è esecutore, si sia preoccupata di farci sapere che Bersani e il Pd sono da lei molto apprezzati (!!)o che i poteri internazionali abbiano scelto come futuro leader del Pd Enrico Letta e come futuro presidente della repubblica Prodi. Questo dà il senso di quanta democrazia godiamo e di come atrocità come la guerra contro la Palestina o una Europa delle banche e mai dei popoli non ci debbano essere lontani ed estranei ma facciano parte di un solo grande piano della Grande Finanza di conquista del mondo
In questo quadro, parlare dei sassi dei bambini palestinesi contro i carri armati di Israele ci dà anche il senso che non solo l’avidità e la malvagità sono padrone del mondo ma che possono fare quello che vogliono grazie all’aiuto della pazzia.
Sono una no global da 30 anni e da 30 anni denuncio gli orrori delle multinazionali (in prevalenza statunitensi), delle lobbie delle armi, dell’alta finanza e dei gruppi di potere che vogliono dominare il mondo e che si sintetizzano sotto la voce Ultra-liberismo. Ho imparato da 30 anni a leggere in chiave globale i disegni di chi vuole assoggettare il mondo, sia che si parli di OGM o della Tobin tax di brevetti sui farmaci o di armi vendute a Israele o di privatizzazione dell’acqua o di guerre del petrolio o di nucleare, e non posso che essere atterrita dinanzi al procedere inarrestabile degli sporchi disegni di questi criminali della Terra nella presa di possesso dell’Europa, conquista finalizzata alla distruzione a cui oggi vedo associati tanti partiti italiani, per viltà o opportunismo, anche partiti nati dalla sx, anche sindacati, anche gruppi di opinione con in testa uno dei più grandi poteri finanziari mondiali: la chiesa di Roma.
Trenta anni fa parlavamo del debito del terzo mondo e dicevamo che non avrebbe mai potuto essere chiuso e che era stato pagato 70 volte senza essere stato rimesso, 30 anni fa noi no global cercavamo di evitare l’allargamento delle guerre di conquista americane, lo strapotere delle multinazionali, la distruzione dei diritti, e chiedevamo la remissione del debito dell’Africa e dei paesi asiatici più poveri, denunziando come il Fondo Monetario e la Banca Mondiale usassero l’arma del debito per rendere ancora più poveri i paesi del Terzo Mondo per poter coartare i loro governi e come l’Europa partecipasse alla razzia e al regresso dell’Africa, senza che i suoi popoli capissero che sarebbero state le successive prede.Ora io vedo con orrore che quello che paventavamo sta avvenendo e che i media,succubi e falsi, fingono di ignorarlo.
Ora il terzo Mondo siamo noi.
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L’ULTRADESTRA
Viviana Vivarelli

Il conflitto israelo-palestinese non è il tassello impazzito di un mondo che non ci riguarda. Fa parte del disegno perenne dell’Ultradestra di dominare il mondo, sottoponendolo dalle speculazioni dell’alta finanza e calpestando diritti e popoli. Quello che accade oggi è la rivincita che il neoliberismo, fallito nelle sue promesse mai realizzate, tenta con l’arma delle guerre permanenti (50 ancora nel mondo) e delle guerre finanziarie scagliate a colpi di rating e di spread.
Il preciso scopo dell’Ultradestra è di mortificare i popoli, impedire la democrazia, annientare i diritti umani, allargare il gap tra poverissimi e ricchissimi, distruggere la Costituzione, coartare l’autodeterminazione, impossessarsi di ogni bene con quattro soldi, eliminare i controlli e le difese dello Stato, annientare i diritti dei lavoratori, eliminare lo stato sociale.
Il Governo Monti farà tutto questo aiutato dai partiti che hanno tradito l’Italia e che le etichette siano di dx o di sx ormai non conta più nulla in questa notte dove tutte le vacche sono nere e tutte le forze politiche concordano per salvare se stesse e rovinare tutti noi
L’Ultradestra ha messo le mani sul nostro Paese e lo rovinerà un po’ alla volta col ricatto del debito, un debito che col Governo Monti è aumentato di 126 miliardi, mentre nemmeno un euro è stato preso ai partiti, ai ricchissimi, agli evasori, a chi ha portato fondi neri in Svizzera o negli altri paradisi fiscali, agli evasori dello slot machine, alle armi o alla Chiesa.
Il Governo Monti, chiamato da un presidente della repubblica che ha tradito il nostro paese e sostenuto da partiti come il Pd che hanno votato ogni sua aberrazione senza se e senza ma, ci rovinerà tutti. E chi finge di contrastarlo per motivi elettorali, come il Pdl o la Lega, vediamo bene come in parlamento lo abbia sempre votato, permettendo di avanzare nella razzia incontrastata della nostra terra.
L’Ultradestra ha già dichiarato per bocca del ministro Ornaghi che lo stato sociale è un lusso inutile che dovrà sparire. La devastazione è già cominciata: tagliati 7.400 posti letto degli ospedali, cancellati 22 miliardi alla sanità (ma non uno al carrozzone pubblico o all’industria delle armi), tagliate del 94% le borse di studio, tagliati altri miliardi alle regioni, attaccati i disabili, i pensionati..
Si salvano le grandi e inutili opere: per i preliminari della inutile Torino-Lione respinta anche dalla Francia autorizzata la spesa di 800 milioni. Per il Mose mezzo miliardo. Per la demenziale agenda digitale di Passera 3 miliardi.
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APOCALISSE

L’interpretazione dell’Apocalisse nel libro ‘L’Impero svelato’ vede una grande guerra iniziare sull’Eufrate, seguita da un nuovo patto con Israele. Tre anni e mezzo dopo, l’Era cristiana si chiude. Ovviamente questa è solo una interpretazione. La profezia è di per sé un testo enigmatico suscettibile di molte interpretazioni. Ma, a detta degli autori, sembrano oggi avverarsi molti dei segni previsti: crisi massima in Palestina, ricostituzione dello stato d’Israele, guerre su tutto il globo, terremoti e carestie, svuotamento della fede usata a scopi propagandistici, inasprimento dei rapporti umani, controllo delle transazioni finanziarie, nascita di un movimento etico universale su tutta la terra, possibilità per chi governa di essere presente con la propria immagine su tutta la terra e di controllare chi guarda questa immagine (televisione?), struttura economica globale con potere economico concentrato nelle mani di pochi, mercato dove non si può più comprare o vendere senza il marchio di chi avrà il controllo delle transazioni economiche del mondo (il marchio 666 è stato letto come il codice a barre che segna il costo di ogni merce, il codice fiscale, la tessera di credito… e ci dice che la presa del mondo da parte delle forze del male avverrà tramite il commercio), accettazione degli uomini di un controllo su ogni loro atto pur di essere protetti, estinzione graduale delle chiese come luoghi di preminente potere materiale, mentre si forma una forza etica mondiale a caratteri universali, persecuzione di chi resta fedele ai valori umani, che dovrà nascondersi per non essere ucciso…
Da un vecchio Masada
L’Apocalisse parla di guerre in tutto il globo, terremoti e carestie, svuotamento della fede usata a scopi propagandistici, inasprimento dei rapporti umani, controllo delle transazioni finanziarie, nascita di un movimento etico universale su tutta la Terra, possibilità per chi governa di essere presente con la propria immagine ovunque e di controllare chi guarda la sua immagine (tv?), struttura economica globale con potere economico nelle mani di pochi, mercato dove non si può più comprare o vendere senza il marchio,ovvero il permesso, di chi avrà il controllo delle transazioni del mondo, FM, BM o WTO; (il marchio 666 è stato letto come il codice a barre che segna il costo di ogni merce o anche il codice fiscale, la tessera di credito, rappresenta l’uomo ridotto a numero… e ci dice che la presa del mondo da parte del male avverrà tramite il commercio, le banche, il controllo del denaro, e che gli uomini accetteranno di essere controllati in ogni cosa pur di essere protetti, perdita di consenso graduale delle chiese mentre si forma una forza etica mondiale a caratteri universali, superiore a chiese e partiti.. la Borsa crollerà, la grande guerra comincerà nella piana dell’Eufrate, la Nuova Babilonia (USA) si arricchirà con il petrolio. Per amore del denaro o del potere o per vigliaccheria la gente preferirà credere alle favole piuttosto che alla verità.
Nell’Apocalisse appare spesso il numero 6 e 666, e nella kabbalah parole di 6 lettere hanno un segno nefasto: potere, carestia, razionamento, guerra e morte. Il 666 è il Male, la Bestia. Si dice: “Dio lascerà scorazzare la Bestia sulla terra” ed essa farà un altissimo numero di martiri. La natura stessa scatenerà imponenti catastrofi.
Padre Balducci scrive: “L’uomo dei nostri tempi, sempre più orfano di valori, sta declinando verso abissi spaventosi… Forse l’Apocalisse è profetica in quanto annunzia questi infelici regressi dell’umanità, che nei millenni si sono fatalmente succeduti. Stiamo per entrare in un periodo di barbarie, in cui celebreremo la crisi finale del mondo contemporaneo… A fronte di una evoluzione tecnologica stiamo involvendo come persone. E’ un progresso-regresso. L’uomo è un essere sociale oggi in crisi per eccesso di egoismo e mancanza di amore. Con la caduta dei valori essenziali ognuno guarda verso l’arrivismo e il tornaconto. E questo è sinonimo di male. Credo che l’Apocalisse si stia già verificando non tanto come fine del mondo ma come povertà di coscienza e morte del cuore”.
Nel 2012 il Grande Sistema deflagrerà, sarà proprio la sua mancanza di regole a portarlo alla fine. E potrà iniziare un mondo nuovo
Papa Giovanni profetizzò: “Verranno tempi difficili per il mondo e si salveranno solo i gruppi”. I gruppi devono essere piccoli o ci saranno di nuovo i capi ,le gerarchie, le tentazioni del potere. Nei gruppi non ci saranno distinzioni o discriminazioni
La Rete è formata da piccoli gruppi, non ha caratteri religiosi o partitici ma etici, abbraccia tutti coloro che vogliono operare per sollevare il mondo e portarlo a un livello più umano.
La Rete è formata da volontari che non parlano linguaggi religiosi o partitici ma portano avanti un nuovo stile di vita.
Essi sono il nuovo evangelo cioè il nuovo messaggio, che non si appoggia a chiese, partiti o poteri economici, ma realizza i suoi valori tra gli uomini attraverso gli uomini in una vita più umana, attraverso l’amicizia.
I volontari sono diversi tra loro, ciò che li unisce è che vivono la loro vita non come una avventura individualistica di predazione e di consumo ma come una storia collettiva, fatta di partecipazione e collaborazione ,al di là dei confini delle appartenenze nazionalistiche o partitiche. Essi sono mondo perché si sentono mondo. L’Impero è basato sull’esasperazione dell’egoismo ,sulle divisioni, sull’accaparramento di beni materiali e di potere. La Rete si basa su principi opposti: valori universali,altruismo, solidarietà, sobrietà, democrazia partecipativa, opera comunitaria. Due linguaggi incompatibili.
Oggi i nuovi ribelli sono i no global, comunque si chiamino; duemila anni fa, alla fine dell’impero romano, furono i cristiani, pericolosi perché portatori di un pensiero nuovo. Ora tutto si ripresenta, l’era cristiana è alla fine con tutte le sue propagande di morte, l’impero americano è alla fine e trascinerà nella sua caduta tutto il mondo.
Gli uomini nuovi non hanno gli strumenti economici del potere imperialistico eppure scalzano l’impero, rompono la sudditanza, mettono in crisi il fanatismo, la bieca propaganda e la cieca ubbidienza, senza cui nessun impero può reggersi. Per questo il nuovo messaggio comincia dalla conoscenza. Conoscere, studiare, capire e di conseguenza operare ed essere.

IFQ
“Ne prendi uno, gli punti la pistola addosso. ‘Non sparare’, biascica quello pietrificato. Lui lo vede nei tuoi occhi che sei pazzo, che di lui non può fregartene di meno”. Hebron, 2006-2007. Intorno volano le pietre. Il sergente maggiore della brigata Kfir ha appena fermato un ragazzino che ne aveva lanciata una. A sei anni di distanza ha deciso di parlare. La sua è la diciassettesima delle 47 testimonianze raccolte nell’ultimo dossier di Breaking the silence, associazione di ex soldati delle Israel Defense Forces che dal 2004 racconta l’occupazione dei territori palestinesi. Ora il faro è puntato sui bambini e sulle loro vite sotto assedio. Tra pestaggi, intimidazioni e umiliazioni: “Eravamo cattivi, davvero. Solo più tardi ho capito che avevamo perso il senso della pietà”.

Arrestati, ammanettati, bendati. Picchiati. Lo stillicidio è quotidiano. Nablus, 2005: “Ogni giorno dovevamo entrare nei villaggi e occuparli. Dimostrare che il territorio era nostro, non loro. (…) Una volta l’autista del blindato è sceso, ha afferrato un ragazzino e ha cominciato a picchiarlo a sangue. Non stava facendo nulla, era seduto sul marciapiede”, racconta il sergente maggiore dell’Armored corps dell’Idf. Come gli altri 30 ex colleghi che hanno rotto il silenzio, era in servizio tra il West Bank e la Striscia di Gaza tra il 2005 e il 2011. Il picco della seconda Intifada è passato, la situazione è calma. Ma la macchina della violenza macina ancora odio e dolore. E ingoia bambini che in molti casi non hanno nemmeno 10 anni.

Hebron, 2010: “Non sai i loro nomi, non ci parli. Loro piangono, si cagano addosso”. Chi parla è un sergente della brigata Nahal: “Me ne ricordo uno, piangeva senza sosta. Alcune volte nella stazione di polizia non c’è spazio e allora te li devi portare in caserma, ammanettarli, bendarli e aspettare che la polizia se li venga a prendere. E quello stava lì, accucciato come un cane”. La loro colpa è nella maggior parte dei casi l’aver lanciato pietre. Per fermarli tutto è lecito, anche sparare. E i proiettili, anche se di gomma, fanno male. Nablus, 2006-2007: “Tu ne scegli uno e miri al corpo, dalla feritoia del blindato – racconta un sergente dei paracadutisti – mi ricordo che ne prendemmo uno al petto da 10 metri e quello cadde a terra, svenuto”.

“Per anni sono emersi rapporti sulle condizioni dei bambini sotto l’occupazione israeliana – ha spiegato al Guardian Gerard Horton, legale di Defence for Children International – ora a parlare sono gli stessi soldati. E gli episodi che raccontano non sono incidenti isolati, ma la naturale conseguenza della politica del governo israeliano”. Ad aprile un rapporto di Dfc aveva fatto luce sui numeri dei minori che ogni anno vengono arrestati: negli ultimi 11 anni sono stati 7.500, 2.301 nel solo 2011, nel 2010 erano stati 3.470. Tra il 2008 e il 2012, il 75% degli arrestati sarebbe stato sottoposto a violenze fisiche, si legge nel dossier “Bound, Blindfolded and Convicted: Children Held in Military Detention”, basato sulle testimonianze di 311 minori.

La Convenzione dell’Onu sui diritti dei bambini (Uncrc) è lontana anni luce. In base ai racconti, Israele avrebbe violato gli articoli 2 (discriminazione), 3 (interesse superiore del bambino), 37 (b) (ricorso precoce alla detenzione) e 40 (uso di manette) della Convenzione. Senza parlare del divieto di trattamenti crudeli, inumani o degradanti (articolo 37 a): “Mentre li facevamo scendere dalla jeep ho sentito uno di loro cagarsi addosso. Ma non poteva fregarmene di meno”, ha raccontato un sergente maggiore della brigata Nahal. “Pochi giorni dopo il loro arresto – si legge nel dossier di Dfc – i due terzi dei minori vengono trasportati in prigioni situate in territorio israeliano”. In violazione dell’articolo 76 della Quarta Convenzione di Ginevra.

Un portavoce delle forze di difesa israeliane ha spiegato che Breaking the silence non ha voluto rivelare i nomi dei 30 soldati. “Lo scopo di questa ricerca – ha detto al Guardian – è solo quello di gettare ombre sull’Idf, che ha sempre invitato l’organizzazioni a trasmettere immediatamente reclami o sospetti riguardanti condotte improprie alle autorità competenti. In linea con i nostri impegni etici, gli incidenti in questione saranno oggetto di studi approfonditi”.

La pietà è morta nel West Bank, ma a distanza di anni alcune coscienze si risvegliano. E ricordano: “Quel ragazzino lì, sdraiato a terra, che implorava di non essere ucciso, poteva avere 9 anni – racconta un sergente della brigata Nahal in missione ad Assoun, vicino Qalqiliya – ho pensato ai nostri figli. Può un bambino pregare di non essere ucciso con una pistola puntata alla testa?”.
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FERMATE QUESTA STRAGE DI BAMBINI
Mariapia Caporuscio

Vorrei chiedere ai guardiani del mondo, quelli che si permettono di esportare la democrazia con le bombe, perché non avvertono la necessità di portare la democrazia anche a quella nazione che da cinquant’anni sta massacrando la Palestina, occupandone il territorio, uccidendo la popolazione per appropriarsi della terra, in una sorta di feroce guerra a senso unico, violando ogni e qualsiasi forma di civiltà e rispetto. Come mai neppure le altre nazioni, lacchè degli Stati Uniti come l’Inghilterra, la Francia, la Germania, l’Italia, non sentono la necessità di imporre, se necessario anche con la forza, di porre fine a quella mattanza e pretendere da Israele un comportamento più civile? Questa nazione nata dopo la seconda guerra mondiale riscuotendo il plauso da tutto il mondo, dopo l’atroce destino toccato alla popolazione ebraica, non ha mantenuto le aspettative che tutto il mondo si aspettava. Non è mai stata grata alla Palestina per averla accolta nel proprio territorio e in breve tempo ha fatto proprio il feroce metodo nazista, invadendo un’altra nazione. Questo osceno comportamento avrebbe dovuto indurre tutte le nazioni civili e democratiche, a schierarsi contro questa nuova forma di nazismo, ed impedire sul nascere questo nuovo olocausto!
Non è giustificabile in alcun modo che delle vittime, utilizzino la loro vendetta contro una popolazione innocente e trasformarsi a loro volta in carnefici. Il mondo DEVE RIBELLARSI! La violenza va condannata a prescindere. Non esiste ragione che possa giustificare il bestiale comportamento di una nazione nei confronti di un’altra, solo perché disarmata e povera.
Se nessuno si scandalizza nel sentire bestemmie contro Hitler, nessuno deve scandalizzarsi se oggi bestemmiamo contro Israele! L’odio crescerà contro questa nazione e la sua gente e se nasceranno altri mostri tipo Hitler, non deve sorprendersi nessuno.
La storia si ripete visto che non insegna nulla Se le nazioni di questo pianeta non si faranno carico di FERMARE questa marcia della morte intrapresa da Israele, significa che la coscienza degli umani è finita sotto i piedi e solo una guerra atomica forse… potrebbe risvegliarne le coscienze.
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QUANTO VALE OGNI BOMBA SU GAZA?
Nando

Ci sono un sacco di ragioni dietro l’ennesimo criminale bombardamento a Gaza. C’è il tentativo di impedire il riconoscimento, sia pure come osservatore, della Palestina da parte delle Nazioni Unite. E di mettere alla prova un alleato americano sulla cui lealtà indiscussa si poteva forse nutrire qualche dubbio. E invece ancora una volta anche dai governi europei siamo al blando rimprovero per la reazione “esagerata” ma “legittima” dello Stato israeliano.
Ci sono le elezioni in Israele, scadenza nefasta per gli abitanti di Gaza, usati ancora una volta come bersaglio a scopo propagandistico.
C’è la tentazione di alzare il livello dello scontro per mettere alla prova i nuovi regimi mediorientali, e il generale assetto dell’area, in cui stenta ad emergere una potenza regionale. Mentre d’altra parte i riflettori puntati su Gaza potrebbero permettere al governo siriano l’offensiva decisiva contro i ribelli…
Nessuna di queste ragioni vale lo scempio che ancora una volta si sta compiendo sulla pelle di una popolazione di circa un milione e mezzo di abitanti di cui la metà è composta da minori, sotto embargo e priva la stessa anche dei medicinali e dei beni di prima necessità. I militari israeliani si scaricano la coscienza con proclami alla popolazione palestinese, avvertendoli, prima dei bombardamenti, di allontanarsi dai luoghi di Hamas. Una tragica beffa visto che la striscia di Gaza è una delle regioni più densamente abitate del mondo.
Intanto lo Stato di Israele non ha mai smesso la sua strategia di controllo militare e vitale su Gaza e continua ad occupare militarmente territori, proteggendo e favorendo l’espansione delle colonie israeliane che si allargano giorno per giorno sulla terra dei palestinesi. Innalza muri che rinchiudono villaggi interi, che sradica uliveti e uccide gli animali dei pastori imponendo miseria e umiliazione. Mortifica e tormenta quotidianamente chi tenta di passare da una parte all’altra dei muri della segregazione per lavorare, curarsi, andare a scuola. E viola sistematicamente le pur ipocrite e impotenti innumerevoli risoluzioni dell’ONU. E se la Cisgiordania è il vero terreno di conquista, metro dopo metro, casa dopo casa, Gaza continua il suo destino di vittima sacrificabile.
E oggi, come 3 anni fa, di nuovo sulla popolazione palestinese si scatenano i nuvoloni neri della guerra impari alimentata dallo Stato israeliano, e l’unica concreta speranza che la popolazione già provata dall’embargo possa riacquistare velocemente un minimo di pace è che gli avvoltoi di ogni risma, che si accalcano fisicamente e idealmente ai suoi confini, raggiungano un nuovo precario equilibrio.
Abbiamo imparato che, al di la di precarie e temporanee situazioni di relativa pace, dagli Stati di ogni grado e grandezza non c’è da aspettarsi molto per il futuro della comunità palestinese.
La speranza di una reale emancipazione è che in un futuro prossimo si rafforzino e si estendano quelle pratiche di auto-organizzazione sorte, in molti villaggi palestinesi, dalla solidarietà tra i comitati popolari locali e organizzazioni come gli Anarchici Contro il Muro, nel cui interno militano israeliani antisionisti e internazionalisti provenienti da molte parti del mondo. Pratiche di lotta fatte essenzialmente di resistenza all’arrogante espansione sionista che hanno portato molti villaggi a scegliere un’altra strada rispetto al militarismo fondamentalista di Hamas.
Noi come anarchici e libertari di classe continueremo a denunciare il colonialismo sionista, così come denunciamo tutti gli imperialismi ed i fondamentalismi oppressori della libertà e della dignità dei popoli, e continueremo ad appoggiare le lotte e gli atti di solidarietà nei confronti del popolo palestinese, sostenendo tutte quelle manifestazioni in embrione di auto-determinazione che hanno e che stanno caratterizzando la lotta di interi villaggi della Palestina, convinti che sarà solo liberandosi dalla malefica influenza di qualsiasi oligarchia statale o parastatale che i lavoratori e le lavoratrici potranno conquistare terreno verso una vita più dignitosa.
Ma ora, subito, la fine dei bombardamenti e la fine dell’embargo. Apriamo Gaza, la più grande prigione del mondo a cielo aperto.

PERVASIVITA’ DEL MALE
Placido Domenico

La corruzione nel nostro Paese ha assunto delle dimensioni inimmaginabili. Purtroppo un ceto politico, di scarso livello, formato anche da pluri-inquisiti, ha determinato un vero e proprio sistema fatto di corruttele, clientelismi e favoritismi senza fine. La pervasività della corruzione, sta determinando un clima di sfiducia nelle istituzioni, nessuna esclusa. La gente chiede,vuole Giustizia, e vorrebbe far valere i propri diritti. Invece la durata infinita dei procedimenti giudiziari, siano essi penali che civili,determina uno scoramento senza fine. Ed allora quando il parlamento vara un provvedimento, privo di efficacia pratica, ci troviamo al cospetto di un raggiro, perpetrato ai danni del popolo. Altro che legge anticorruzione! C’è bisogno di creare una nuova società, dove tutti rispettino le leggi e le facciano osservare. Bisogna dire basta ai vantaggi della casta e all’impunità per i più forti o i più fortunati. La gente comune, quella che, quotidianamente, lavora e produce, non può più sopportare le storture di un sistema partitocratico, che ha massacrato la democrazia partecipativa. Le oligarchie del vecchio sistema stanno cercando di salvare loro stessi ed i loro interessi, anche attraverso leggi senza senso. Il cambiamento è necessario, ineludibile e improcrastinabile. Si devono allontanare per sempre i corrotti ed i corruttori dalle loro comode poltrone, senza guardare in faccia a nessuno. Altrimenti continueremo ad affogare in un mare di melma fatto di squallidi compromessi, di difesa ad oltranza della casta e della sua indegna “corte dei miracoli”, formata da quelli che stanno nascosti all’ombra del potere per acquisire solo danaro e privilegi.

Patroclo riporta
Monti: “Dobbiamo “compiacere i mercati” altrimenti la speculazione ci devasta…”
Ma sono appunto i mercati che ci devastano con la speculazione!

LA GROTTESCA LEGGE ANTICORRUZIONE
Marco Travaglio
” Con questa non vai in galera neanche se insisti”

Video da Servizio Pubblico

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/10/26/servizio-pubblico-marco-travaglio-legge-anti-corruzione-voti-pagano-cash/208784/

La legge anticorruzione l’hanno fatta 100 parlamentari delinquenti e i loro avvocati messi apposta in parlamento per sostenerli in una totale impunità. E che Monti avvalli questi rei è il massimo dell’infamità.
Dice Travaglio: “Siccome ormai indignarsi è una moda trendy, già immaginiamo gli alti lai e gli stracciar di vesti che seguiranno alla puntata di stasera di Report con la carrellata dei condannati, imputati, indagati e prescritti del Parlamento italiano: 100 in tutto. Le “quote marron” formano un poderoso esercito di onorevoli e senatori che ammonta ormai ben oltre uno su dieci del totale: un tasso di devianza che non trova riscontri nemmeno nelle più degradate periferie metropolitane. Con un’aggravante, messa bene in luce da Report: questi galantuomini sono portatori insani del più smaccato eppur invisibile conflitto d’interessi. Dovrebbero votare leggi più severe contro la corruzione, la concussione, il falso in bilancio, la truffa, il peculato, l’abuso d’ufficio, il finanziamento illecito, l’associazione per delinquere, ma non vogliono né possono farlo, dovendo rispondere di quei reati nelle procure, nei tribunali, nelle corti d’appello, in Cassazione o addirittura (21 di loro) sono già stati condannati in via definitiva. Poi naturalmente ci sono gli avvocati che li seguono in Parlamento, quasi tutti infilati nelle commissioni giustizia a legiferare a vantaggio dei clienti che li han fatti eleggere grazie al Porcellum. Infine c’è chi è incensurato solo perché non l’hanno ancora scoperto e agisce di conseguenza. Solo così si spiega la produzione industriale di leggi-vergogna, ad castam, contro la giustizia e a favore dei ladri con colletto bianco e guanti gialli (un centinaio di norme negli ultimi 15 anni), il blocco della ratifica delle convenzioni internazionali contro la corruzione e financo del risibile pacchetto anti-tangenti racimolato dalla ministra Paola Severino. Ma nel Palazzo sono in pochi ad aver il diritto a indignarsi. In qualche cassetto del Senato riposa in pace dal 2007 la proposta di legge di iniziativa popolare su cui Beppe Grillo, al V-Day di Bologna, aveva raccolto 300 mila firme per rendere ineleggibili almeno i condannati. Et pour cause.
Tutti i maggiori partiti, in questi anni, hanno portato in Parlamento inquisiti e condannati, sottraendoli alla giustizia o per solidarietà di casta o perché ricattati (o mi fai eleggere o parlo di te): dal Pdl all’Udc, che vantano il record mondiale di “quote marron”, al Pd, che s’è accontentato di metterne in lista qualcuno in meno. Abbiamo persino la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Renato Schifani, indagato a Palermo per mafia. E fino a dieci mesi fa il premier Silvio Berlusconi era imputato di corruzione giudiziaria, concussione, prostituzione minorile, frode fiscale, appropriazione indebita e falso in bilancio: eppure il presidente Napolitano, al momento di dargli l’incarico nel 2008, non fece una piega. Così come quando nominò vari inquisiti come ministri e sottosegretari. E pensare che nel 1992 Oscar Luigi Scalfaro rifiutò di incaricare Bettino Craxi perché avrebbe potuto essere (ma ancora non lo era) inquisito da Mani Pulite dopo l’arresto di Mario Chiesa. E nel ’94 rifiutò di nominare ministro della Giustizia Cesare Previti non perché fosse indagato (ancora non lo era), ma perché era l’avvocato del premier, dunque in conflitto d’interessi. Altri tempi, altri presidenti.

1994, LISTE PULITE
Nel 1994 era ancora aperta la piaga di Tangentopoli, che aveva stracciato tutti i primati di inquisiti in Parlamento dall’Unità d’Italia: solo nel primo anno dell’inchiesta Mani Pulite, dal febbraio ’92 al febbraio ’93, le Camere elette nel 1992 avevano ricevuto ben 540 richieste di autorizzazione a procedere (allora necessaria per poter inquisire un eletto) nei confronti di quasi altrettanti deputati e senatori: 107 per corruzione, 89 per concussione, 46 per ricettazione, 116 per illecito finanziamento, 108 per abuso. Il totale aveva raggiunto quota 619 il 15 novembre 1993, quando – per recuperare un po’ di credibilità – il Parlamento abolì l’autorizzazione a procedere per le indagini. Oggi pare incredibile, ma Berlusconi fece firmare agli aspiranti candidati di Forza Italia una dichiarazione scritta e giurata che recitava: “Dichiaro: 1) di non avere carichi pendenti; 2) di non avere ricevuto avvisi di garanzia; 3) di non essere stato e di non essere sottoposto a misure di prevenzione e di non essere a conoscenza dell’esistenza a mio carico di procedimenti in corso”.E analogo impegno pretesero dai propri candidati la neonata Alleanza nazionale, i Progressisti e il Ppi-Patto Segni. Infatti gli unici partiti con i vertici indagati furono la Lega Nord (con Bossi coinvolto nella maxi-tangente Enimont) e il Pds (con il segretario Achille Occhetto e il vicesegretario Massimo D’Alema inquisiti a Roma, assieme al tesoriere Marcello Stefanini, perché denunciati da Craxi e in seguito archiviati).

1996, LE PRIME MACCHIE
La legislatura dell’Ulivo, nata dalle elezioni del 1996 vinte da Romano Prodi, inizia sull’onda dello scandalo “toghe sporche”, scoperchiato grazie alle rivelazioni di Stefania Ariosto: Berlusconi, già imputato per corruzione della Guardia di finanza, per i falsi in bilancio All Iberian e per i finanziamenti illeciti a Craxi, è indagato insieme a Previti per corruzione giudiziaria (casi Sme e Monda-dori). Anche Antonio Di Pietro è imputato a Brescia in varie inchieste nate dalle denunce di molti suoi imputati: per questo non si candida (verrà prosciolto solo a campagna elettorale inoltrata e sarà nominato da Prodi ministro tecnico dei Lavori pubblici). Il Cavaliere invece sì e porta in Parlamento il suo coindagato Previti ; il suo coimputato Massimo Maria Berruti (favoreggiamento nel processo Gdf); e persino Marcello Dell’Utri, che nel ’94 ha preferito restare in azienda, ma nel ’95 è stato arrestato a Torino per frode fiscale e false fatture nell’indagine Publitalia (sarà poi condannato in via definitiva a 2 anni e mezzo), ed è pure indagato a Palermo per mafia. “Ho deciso di candidare Berruti per salvarlo dalla persecuzione dei giudici”, annuncia B.
A Milano la Lega Nord affigge manifesti con i volti di Dell’Utri e Berruti: “Votateci, se no ci arrestano”. Così, diversamente dal 1994, nelle liste del Polo e dell’Ulivo figurano indagati e addirittura condannati (uno definitivo, Vittorio Sgarbi, per truffa allo Stato, in particolare al ministero dei Beni culturali: infatti viene subito nominato sottosegretario ai Beni culturali). Nell’Ulivo sono inquisiti Prodi (a Roma, per abuso d’ufficio nell’affare Cirio, poi chiuso col proscioglimento dinanzi al gip); D’Alema e Occhetto (indagati a Venezia per finanziamento illecito dal pm Nordio, inchiesta poi finita nel nulla); Ciriaco De Mita (vecchi processi di Tangentopoli poi chiusi con assoluzioni e prescrizioni); e Giorgio La Malfa (condannato per Enimont). Condannato, sempre per Enimont, anche Bossi, ora imputato per istigazione a delinquere. Ma si tratta ancora di eccezioni, qualitativamente decisive, ma statisticamente marginali.

2001, ARRIVANO LE CAVALLETTE
Le elezioni del 2001, che non a caso segnano il ritorno trionfale del Caimano, portano in Parlamento l’invasione delle cavallette. Un’orda trasversale di condannati, imputati, inquisiti e prescritti: una novantina in tutto, quasi un eletto su 10. Pressoché tutti candidati in collegi sicuri. Nel centrodestra, oltre alle conferme di B., Previti, Dell’Utri, Bossi, La Malfa, Berruti e Sgarbi, si aggiungono i neo-indagati Gaspare Giudice, Giuseppe Firrarello, Aldo Brancher, Giampiero Cantoni, Romano Comincioli; e i pregiudicati di ritorno Antonio Del Pennino, Egidio Sterpa, Alfredo Vito e Gianstefano Frigerio. Quest’ultimo lo arrestano il primo giorno di legislatura: deve scontare 6 anni e 8 mesi. Otterrà l’affidamento al servizio sociale e deciderà di scontarlo a Montecitorio, indicando come “attività socialmente utile” quella di parlamentare e trasformando così la Camera in una comunità di recupero per devianti. Per non esser da meno, anche il centrosinistra porta due pregiudicati: Enzo Carra e Auguste Rollandin. Più una serie di indagati e imputati.

2006, CONDANNATI E NOMINATI
Nel 2006, anno del ritorno di Prodi, si vota per la prima volta col Porcellum: le segreterie dei partiti si nominano i parlamentari più graditi. Condannati e inquisiti in primis. Solo tre liste aderiscono alla campagna di Beppe Grillo “Parlamento pulito”: Idv (che entra per la prima volta in Parlamento), Verdi e Pdci. Pier Ferdinando Casini promette: “A parte Cuffaro, in Sicilia non ricandideremo nessun inquisito”. Poi candida, oltre a Totò Cuffaro (imputato per favoreggiamento alla mafia), Giuseppe Drago, ex presidente della Regione, condannato in primo grado per peculato e abuso per aver svuotato la cassa dei fondi riservati (230 milioni di lire); Calogero Mannino, imputato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa (sarà poi assolto); e Francesco Saverio Romano, indagato per lo stesso reato (anche lui poi assolto).
Così anche nella XV legislatura le quote marron sfiorano il 10% del Parlamento: la solita novantina di personaggi nei guai con la giustizia. Svettano ben 21 pregiudicati: Berruti (FI, favoreggiamento), Biondi (FI, evasione fiscale poi depenalizzata), Bossi (Ln, finanziamento illecito e istigazione a delinquere), Cantoni (FI, corruzione e bancarotta); Carra (Dl, falsa testimonianza), Cirino Pomicino (Nuova Dc, corruzione e finanziamento illecito), De Angelis (An, banda armata e associazione sovversiva), D’Elia (Rosa nel pugno, banda armata e concorso in omicidio), Dell’Utri (FI, false fatture, falso in bilancio, frode fiscale), Del Pennino (FI, finanziamento illecito), Daniele Farina (Prc, fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e inosservanza degli ordini dell’autorità), Jannuzzi (FI, diffamazione aggravata); La Malfa (FI, illecito finanziamento), Maroni (Ln, resistenza a pubblico ufficiale ); Mauro (FI, diffamazione aggravata); Nania (An, lesioni volontarie personali); Previti (FI, corruzione giudiziaria, poi dichiarato interdetto dai pubblici uffici e decaduto); Sterpa (FI, finanziamento illecito); Tomassini (FI, falso in atto pubblico); Visco (Ds, abuso edilizio); Alfredo Vito (FI, corruzione). Alcuni fanno carriera. D’Elia diventa segretario della presidenza della Camera. Farina vicepresidente della commissione Giustizia. Pomicino e Vito entrano in Antimafia.

2008, LA CARICA DEI 126
Nel 2008 B. torna al governo per la terza volta. Stabile la percentuale di quote marron: una novantina di clienti di procure e tribunali, che nel corso della legislatura saliranno a 126. I pregiudicati, all’inizio, sono 19. Ai soliti Berruti, Bossi, Cantoni, Carra, De Angelis, Dell’Utri, La Malfa, Maroni, Nania, Sciascia, Tomassini, si aggiungono alcune pregevoli new entry: Giulio Camber (Pdl, millantato credito), Giuseppe Ciarrapico (Pdl, ricettazione fallimentare, bancarotta fraudolenta, sfruttamento del lavoro minorile, truffa pluriaggravata), Renato Farina (Pdl, favoreggiamento in sequestro di persona), Antonio Papania (Pd, abuso d’ufficio), Giuseppe Naro (Udc, abuso d’ufficio) e Salvatore Sciascia (Pdl, corruzione). Anche nel governo siede una folta rappresentanza di quote marron, con 10 elementi di spicco: il premier B. (imputato di una variopinta serie di delitti); i ministri Maroni (pregiudicato: Interni), Bossi (pregiudicato: Riforme istituzionali), Matteoli (imputato per favoreggiamento: Infrastrutture), Fitto (imputato per corruzione, finanziamento illecito, turbativa d’asta e interesse privato: Affari regionali), Calderoli (ricettazione, poi prosciolto: Semplificazione), cui si aggiungeranno Brancher (imputato di ricettazione e appropriazione indebita: Devolution) e Romano (indagato per mafia e poi assolto: Agricoltura); e i sottosegretari Gianni Letta (indagato per abuso d’ufficio, truffa e turbativa d’asta, poi in parte prosciolto) e Cosentino (indagato per concorso esterno in camorra). Tutte nomine che portano la firma del presidente Napolitano. Lo stesso presidente che non fa un plissé quando viene indagato per frode fiscale Corrado Passera, superministro dello Sviluppo economico e di tante altre cose, e viene rinviato a giudizio per truffa Adelfio Elio Cardinale, sottosegretario alla Salute. Lo stesso presidente che ora cade dal pero. Si meraviglia perché il Parlamento non approva la legge anticorruzione. E s’indigna per gli ultimi “fenomeni di corruzione vergognosi e inimmaginabili”. Roba da non credere, eh?

Marco Travaglio

NEMICI

Il primo nemico è il mercato. Il secondo nemico è lo Stato.
Poi ci sono:
– Le 4 mafie più potenti del mondo concentrate in 400 km quadrati (mafia siciliana, ndrangheta calabrese, sacra corona unita, camorra)
– Logge massoniche
– TV e Giornali servi del potere
– La Chiesa cattolica con i suoi misteri impenetrabili
– Squali della finanza e banchieri senza scrupoli
– Pezzi della magistratura collusa e corrotta
– Servizi deviati
– etc.
Ma che abbiamo fatto di male per meritare tutta questa merda..? E’ un miracolo se siamo ancora vivi!

BEPPE GRILLO

Not in my name sarà ceduta la più piccola goccia di sovranità nazionale
Not in my name verrà smantellato lo Stato Sociale
Not in my name i partiti che hanno distrutto l’Italia si ricicleranno come salvatori della Patria
Not in my name i giornali che hanno fatto della menzogna un’arte riceveranno un solo euro di finanziamento pubblico
Not in my name ci saranno ancora le pensioni d’oro
Not in my name ci saranno i finanziamenti pubblici ai partiti
Not in my name rimarremo nell’euro senza una consultazione popolare
Not in my name saranno distrutte le piccole e medie imprese
Not in my name i concessionari di Stato continueranno a lucrare su beni pubblici
Not in my name si faranno Grandi Opere inutili indebitando i cittadini
Not in my name chi ha fatto della politica un mestiere rimarrà al suo posto dopo aver rovinato l’economia italiana
Not in my name la grande distribuzione ucciderà il commercio locale
Not in my name si costruirà un solo inceneritore
Not in my name i rifugiati politici saranno più trattati come bestie
Not in my name l’Italia parteciperà alle guerre altrui come in Afghanistan o in Libia
Not in my name gli alti funzionari pubblici percepiranno stipendi da nababbi
Not in my name sarà ancora permesso il falso in bilancio
Not in my name l’Italia non avrà una legge anticorruzione
Not in my name l’Italia non avrà una legge contro i conflitto di interessi
Not in my name sarà più eletto alla presidenza del Consiglio chi non ha avuto una legittimità popolare
Not in my name la legge elettorale potrà essere cambiata dai partiti che ne sono i beneficiari, ma solo attraverso un referendum
Not in my name esisterà ancora Equitalia
Not in my name la RAI sarà più gestita dai partiti
Not in my name l’Italia sarà spolpata per comprare il nostro debito pubblico dalle banche francesi e tedesche
Not in my name la finanza sostituirà la politica
Not in my name la prima casa potrà essere ipotecata per tasse non pagate o soggetta all’IMU
Not in my name continuerà la cementificazione dell’Italia
Not in my name qualcuno potrà essere lasciato indietro

ISCRITTI
Gli iscritti del M5S al momento sono 400.000, moltissimi, considerando la scarsa propensione degli Italiani a tesserarsi.
Guardate il Pd che viene da lontano e discende da partiti che hanno attraversato tutta la storia della repubblica, ha 860.000 iscritti.
Sui tesserati del Pdl e dell’UdC è meglio stendere un velo pietoso, visto che migliaia di loro sono nomi truffa addirittura copiati dai tesserati di altri partiti.
La Lega Nord che ha 20 anni di vita ha circa 130.000 tessere.
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Valter Conti riporta
UNA BANCA ETICA ISLAMICA

Le banche sono di fatto possessori della casa e perciò meno attente alla solvibilità del cliente, andando ad minare uno dei pilastri del sistema creditizio italiano) e fiscale (sempre relativamente all’esempio della casa, il doppio passaggio di proprietà porta le parti a pagare due volte l’ imposta di registro, la prima quando la banca compra la casa e la seconda quando la dà al cliente) sia per un problema culturale, dato che l’Islam in italia viene visto solo come un violento sistema di leggi e le banche islamiche come le banche dei terroristi, oltre che per la resistenza della gran parte degli istituti di credito nostrani che le vedono come un troppo temibile concorrente.
A tutti gli effetti parliamo di una banca molto più “etica” di quelle occidentali (vabbè ci vuole poco) dove ad esempio gli interessi sui mutui sono volatili, mentre le banche islamiche concordano un prezzo al momento dell’acquisto dell’immobile e quello resta; se si diviene insolventi non si rischia di perdere la casa o di subire interventi da parte degli istituti di recupero crediti, perché i principi Islamici impongono che si faccia di tutto prima di arrivare a far perdere l’immobile, aspettando il più a lungo possibile ed in alcuni casi aiutando a trovare un lavoro a chi lo ha perso e non ha più i soldi per ripagarsi la casa.
Il Mudaraba per fare un altro esempio è un tipo di finanziamento che permette anche a chi ha poche risorse economiche o non le ha del tutto, di usare i soldi delle banche per far fruttare un’idea o il proprio istinto imprenditoriale: è la banca che mette a disposizione il denaro, mentre il contraente, detto mudarib, si fa carico del progetto. I guadagni sono (in percentuale) per entrambi mentre le perdite economiche sono a carico dell’istituto.
Se il mudarib fallisce una volta non è segnato per sempre, perché un comportamento etico e corretto durante l’attività e un nuovo progetto interessante da proporre permette di ricominciare daccapo.
A forte vocazione sociale è invece il qard al-hasan, i prestiti per le persone bisognose che non richiedono il pagamento di interessi di nessun tipo, ma solo la restituzione della somma (solitamente esigua) e i suoi costi di gestione.
Chiaramente queste banche non si sono ancora viste nel nostro paese, sia per un problema di ignoranza sull’argomento, sia per problemi – risolvibili sia chiaro – di tipo normativo (ad esempio, la finanza islamica non permette di accendere un mutuo con interesse, ma fa comprare la casa alla banca per poi farla affittare al cliente ad un prezzo che comprende il costo del denaro, fino a quando, corrisposto il pagamento, la casa viene “regalata” al cliente.

Luciano

Ragazzo siciliano vince centomila euro http://www.ilmessaggero.it/
In 52 milioni su youtube hanno visto queste immagini.
Si chiama Andrea Giarrizzo, compirà 20 anni il prossimo 1 dicembre, è uno studente ennese della facoltà di informatica nell’ateneo catanese ed è per ora il creatore di app forse più noto al mondo: ha inventato un’applicazione gratuita per scaricare sui cellulari e tablet, che utilizzano la piattaforma Android, i video da «You tube». Per questo suo programma ha anche vinto un premio di centomila dollari che la Samsung aveva messo in palio nel concorso «Smart app challenge 2012» piazzandosi nella fascia «Super apps». La sua applicazione è già stata scaricata un milione di volte in tutto il mondo: è prima negli Stati Uniti, in India e in Italia.
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Copio da bella ciao
Muro di Berlino (1961-1989) sono state stimate oltre 200 vittime che furono uccise dalle guardie mentre tentavano di attraversarlo.
Il 26 giugno del 1963 il presidente statunitense Kennedy fece il famoso discorso e pronunciò la famosissima frase “Io sono un berlinese”.
Muro di Tijuana confine U.S.A. – MESSICO costruito nel 1994 ancora in funzione, sono state stimate 1954 vittime soltanto tra il 1998 e il 2004.
Nessuno dice niente e nessun presidente è andato lì a dire “Io sono messicano”.
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LA NEO DC DI RICCARDI, OVVIAMENTE PER MONTI
Montezemolo, il rinnovato patto d’acciaio tra padroni del vapore e dell’aspersorio
Maria Mantello

La grande “casa dei moderati” benedetta da Vaticano e Confindustria si ricostruisce.
Il battesimo è stato officiato il 17 novembre presso gli ex studi cinematografici de Paolis di Roma sulla Tiburtina da Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Italia Futura, che la nuova formazione sponsorizza, ed eminente esponente di Confindustria. A far da padrini il presidente delle Acli Andrea Olivero, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni e il fondatore della Comunità di Sant’Egidio – nonché ministro del governo Monti- Andrea Riccardi.
Un’alleanza “Verso la terza repubblica”, come recita il titolo della convention che punta al Monti bis. «Monti può fare il lavoro di ricostruzione in Italia e in Europa meglio di chiunque altro», proclama Montezemolo, che aggiunge: «Ci proponiamo di dare fondamento democratico ed elettorale al discorso iniziato dal suo governo perché possa proseguire». E Riccardi specifica: «Dovevamo essere una parentesi come governo, siamo stati un inizio», «la seconda repubblica si è consumata e lascia tanti delusi. Ma la terza repubblica non è già cominciata?».
Ma a guardar bene nella “casa dei moderati” che tutti dovrebbe accogliere, i padroni sembrerebbero gli ultracattolici. Il programmatico annuncio di Andrea Olivero parla da sè: «Voglio portare qui la tutela e la promozione della vita a partire da quella più fragile e indifesa, la famiglia fondata sul matrimonio, la libertà di educazione», che poi significa impedire unioni di fatto, specialmente se gay, e riportare l’educazione nelle mani clericali. Più che repubblica sembrerebbe il ritorno al papa-re. E certo Bonanni non aiuta a dubitare di questo, se in perfetta sintonia con Ratzinger sintetizza così il suo obbiettivo: «Difesa dei valori non negoziabili». Lo slogan del family day di cui il leader del sindacato cattolico è stato tra gli animatori nel 2007, in buona compagnia della destra più impresentabile.
Montezemolo comunque insiste nel rassicurare che dentro la nuova casa dei moderati ci possono star tutti: imprenditori e lavoratori, laici e cattolici. Tutti quelli che hanno voglia di politica nuova e che sono stanchi dei vecchi partiti. Una strizzatina d’occhio ai transfughi verso Grillo non guasta. Che faccia tosta, come se lui venisse dalla luna!
Ma secondo la miglior tradizione della vecchia Balena Bianca democristiana, la cattiva coscienza è salva. Compresa quella delle lobby capitaliste: «l’unica patrimoniale che dobbiamo introdurre è quella sullo Stato», «venga reso permanente e più incisivo il processo di spending review». … Un bel programma di destra per quello che Montezemolo definisce la «nascita di un Governo costituente di ricostruzione nazionale», mettendo quindi in cantiere anche l’assalto alla Costituzione repubblicana, che ai “moderati” evidentemente appare troppo laica, troppo democratica.
Tanta “bella gente” alla convention “verso la terza repubblica”. Soprattutto benedetta da oltretevere. Del resto la strada per la rinascita di mamma DC, era stata già segnata al raduno di Todi del 17 ottobre 2011, dove il cardinal Bagnasco, sciolta la coppia di fatto Curia-Berlusconi, in occasione del convegno “Buona politica per il bene comune: i cattolici protagonisti della politica italiana”, impegnava la galassia cattolica a tutelare «l’inizio e la fine della vita umana, il suo grembo naturale che è l’uomo e la donna nel matrimonio, la libertà religiosa ed educativa che è condizione indispensabile per porsi davanti al tempo e al destino».
Questa rinnovellata alleanza tra padroni del vapore e dell’aspersorio, per usare la terminologia del grande anticlericale e antifascista Ernesto Rossi, temiamo che non solo ricompatterà le destre, ma sarà una terribile sirena per quelle quinte colonne del Vaticano che sono anche nel PD e che non aspettano altro di accasarsi nella marmellata dei “moderati”, dove non dovrebbero neppure più render conto di programmi disattesi, perché basterebbe la panacea della fede nell’ideologia del beati-i-poveri-perché-di-loro-sarà-il-regno-dei-cieli e promettere un poco di carità (per piacere e non per diritto) affinché la giustizia continui a non essere di questo mondo.
Il Governo Monti bis, che ha fatto del rigore lo spremi agrumi per chi già tutto paga, e dell’equità promessa l’imparziale paritetica immunità delle caste confindustriali e clericali, ecco perché per loro anche potrebbe essere perfetto.

Pubblicato anche su MicroMega.net

RIDIAMARO :- )

Da spinoza
Sicilia, vince il non voto. Bene anche il non sento e il non parlo.

Un elettore su due non ha votato. “Non sapevamo chi avrebbe vinto”.

(Un siciliano su due non è andato a votare. È quello che in regione ci lavora già)

Il Movimento di Beppe Grillo è il più votato. Tutti quei vaffanculo sulle schede non potevano passare inosservati.

D’Alema: “Era difficile immaginare Crocetta presidente”. E vedrai che flash con Renzi.

Processo Mediaset, condannato Berlusconi. Questo è il Paese che amo.

Ci sono voluti undici anni, ma ora l’Italia onesta può festeggiare: Confalonieri è innocente.

Berlusconi dovrà pagare dieci milioni di euro all’Agenzia delle Entrate. Per fortuna stavolta ha risparmiato sul giudice.

Secondo i giudici, Berlusconi ha una “naturale propensione a delinquere”. Bei tempi quando si dava la colpa alla società.

(Non è vero che Berlusconi ha una naturale propensione a delinquere. Ce l’ha sovrannaturale)

Dopo la condanna Berlusconi tiene una lunghissima conferenza stampa. A questo punto mi aspetto un concerto a Wembley di Parolisi.

“Questa sentenza mi obbliga a rimanere in campo”. Ma in che pagina è scritto?

Berlusconi: “È quasi un anno che non sono presente in televisione”. Quindi l’ho tenuta spenta per niente?
Berlusconi: “La democrazia è finita”. Be’, potevi almeno farcela assaggiare.

L’ex premier ha paragonato la magistratura alla mafia. In un estremo tentativo di riconciliazione.

(E pensare che altri 70 km e Berlusconi era svizzero)

Pochi giorni fa Berlusconi aveva dichiarato: “La Merkel e Sarkozy hanno tentato di assassinare la mia credibilità”. Meno male che Tarantini e Lavitola ci hanno messo una pezza.

Schettino: “Entro in politica per riformare il sistema navale”.

Nonostante la condanna, Berlusconi non andrà in galera. Ha deciso così.
..
Viviana
Significative coincidenze

Si dimette il Cavaliere
Si interrompe la seconda serie di Dallas
Che i ricchi comincino a fare schifo?

AVEVANO RAGIONE I MAIA

Spinoza
Mattei Renzi alla Convention Democratica Usa, Fabio Volo invitato al Festival della Filosofia.
La fine è vicina.

Matteo Renzi vola negli USA per la convention democratica. Già pronto il soprannome: The recycler.

Matteo Renzi alla Convention Democratica Usa. Tra questo e Chuck Norris dai Repubblicani, direi che la si può chiudere qui.

Matteo Renzi ospite alla sfilata di Armani.Quest’anno punta tutto sui contrasti. Matteo Renzi ospite alla sfilata di Armani.Si abbina con tutto. (basta sfilare)

Matteo Renzi: “Non ho paura a chiedere i voti al centrodestra”. (e avrai quelli)

Renzi si lamenta: “Mi dipingete come Ambra” e si toglie l’auricolare (Gori si ritrova a parlare a vuoto)

Ai microfoni di radio 24, Matteo Renzi: “Per usare un tecnicismo, dell’articolo 18 non me ne può fregare di meno! Dell’acqua pubblica e degli inceneritori, idem”

Vignetta folgorante di Ellekappa su Repubblica: «Renzi smetta di insultare tutti e si concentri sul programma». Risposta: «È quello il programma»
.
Alfano: “Dobbiamo fondare la terza repubblica”
Sì, e poi il quarto grado di giudizio, la 41° Olgettina, il cinquecentesimo segreto di Berlusconi…

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