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Saturday October 21st 2017

La menzogna dell’austerity


MASADA n° 1419 17/11/ 2012 La menzogna dell’austerity

Tutta Europa insorge contro l’austerity. La polizia infierisce – A Roma la polizia butta lacrimogeni sulle teste dei manifestanti direttamente dagli uffici della Severino. La prossima volta saranno i Ministri in persona a spararci addosso?- E i Benpensanti cosa dicono? Sempre a elogiare Monti e Bersani senza se e senza ma? – La truffa dei sondaggi – Monti ha aumentato il debito – Elezioni: scontro tra la terza repubblica e il M5S – Affondati dal ‘Salva Italia’ – Oscurato il sito nazista Stormfront – Election day – Di nuovo bloccata la legge contro l’omofobia – Populismo –Le due Italie –La lezione dell’Ecuador: dal default si può ripartire- La menzogna degli aiuti – Anche il Pd compra voti dalla ‘ndrangheta- Un bellissimo articolo di Samnir Amin, un economista di sx- Ma chi è questo Samorì?

Attilio Rossi
Mi vergogno! Sì, mi vergogno di appartenere all’Europa dove il massimo interesse è rivolto solo all’euro, alle banche, alla speculazione, alla politica sporca, corrotta, mentre per l’UOMO non si fa nulla anzi è considerato la merce con la quale arricchirsi. I naufraghi di Lampedusa, gli operai che perdono il posto di lavoro, i pensionati che non arrivano a metà mese, i giovani che devono migrare per lavorare, sono tutte persone, fratelli, che soffrono, che muoiono per un tozzo di pane, ma nessuno fa nulla anzi li usano come deterrente, se fosse vero hanno passato ogni limite, mi vergogno e piango, perché dopo una vita di studio, lavoro e sacrifici mi trovo in un mondo che mi è estraneo, nemico, egoista, vorrei sparire
..
Noi non abbiamo bisogno di una rivoluzione. Ma di una evoluzione.

Gabriele ricorda:

Tiziano Terzani: E’ vero. C’è questa voglia di appartenere a qualcosa che valga la pena. A una cosa grande
FOLCO: E che esprima una volontà di migliorare, di agire, di fare quel che è giusto. E’ molto difficile sentire che, da soli, si possono cambiare le cose. Sai, a cosa serve consumare di meno e non creare spazzatura se gli altri fanno il contrario? Sembra un po’ inutile, no? Se invece si crea un grande movimento che dice ” Via, oggi si parte! ” tutto diventa possibile.
TIZIANO: Non si va alle riunioni, non si parla. Non c’è da parlare, è tutto istintivo. C’è qualcosa che ci lega perché insieme si ritorni al giusto. Perché il giusto c’è e la gente lo sente. Sente dove c’è il bene, dove c’è il male; di chi si può fidare, di chi non si può fidare. Sente che cosa è giusto, giusto nella vita di tutti i giorni; cosa vale la pena e cosa non vale la pena; dove sei preso per il culo dal sistema e dove invece ti puoi salvare.
..
I Benpensanti approvano la cariche di polizia
Pensando che chi si ribella è marmaglia
Da spazzare via

I Benpensanti pagano le tasse il minimo che si può
Perché la famiglia prima di tutto
E quel che ho non do

I Benpensanti vestono sempre all’ultima moda
E criticano chi porta barbe e indossa
povera roba

I Benpensanti non dicono parole oscene
E credono che a dirle siano solo
i porci e le iene

I Benpensanti vanno a messa il giorno di festa
Pensano che chi ha se lo tiene
E chi non ha si arresta

I Benpensanti votano sempre gli stessi partiti
Non ne vedono i vizi
Non si senton traditi

I Benpensanti hanno alcune parole
Incise in mezzo al petto
La Casa, la Patria, la Famiglia, la Chiesa
Sotto quelle anticaglie risuona un solo un verso
La Banca, la Guerra, l’Egoismo, il Diverso.

I Benpensanti sono pieni di buone intenzioni
Ne hanno lastricato l’Inferno
E ci hanno rotto i coglioni.

Il Capitale
Il Potere
La Polizia
La Chiesa

Quattro forze nere unite a filo doppio
per la distruzione del mondo.

Tutta Europa insorge contro l’austerità

Si scrive austerità, ma si legge menzogna, potere, sfruttamento, morte alla democrazia, speculazione senza controllo, infami agenzie di rating, criminali programmi di governo, partiti allo sbando o venduti ai distruttori, recessione, miseria, fine dei diritti civili, assassinio dello stato sociale,
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Libero titola: “Hanno cercato il morto. Grillo è con loro”
Viviana Vivarelli

Il titolo è due volte turpe. Nessuno cerca il morto sulle piazze. I morti li hanno cercati e voluti le ricette aberranti e ultraliberiste del Fondo Monetario e del sistema dell’alta finanza internazionale finalizzati alla conquista e alla razzia dell’occidente, dopo aver devastato e razziato il Terzo Mondo. I morti li hanno voluti Draghi, Monti, Papademos e tutti quei rinnegati che ci hanno venduti alla recessione, voluta e studiata a tavolino come si vuole e si studia una manovra di guerra.
Ma se quelli che ieri hanno manifestato su tutte le piazze d’Europa contro la dittatura cinica e crudele del capitale hanno dalla loro parte Grillo, Grillo non è più l’assassino generatore di terrorismo che Libero vuol descrivere, ma è un liberatore.
..
I politici raramente hanno preteso di inventare valori morali, ma hanno sempre giustificato e rafforzato quelli immorali.
Mr Spock

I RAZZI DELLA SEVERINO

Durante la manifestazione contro l’austerity dalle finestre della Severino la polizia lancia dei fumogeni sulla folla. La polizia dichiara di non escludere che i razzi siano stati lanciati dal basso e, seguendo una traiettoria a parabola, si siano schiantati sulle finestre del Ministro ricadendo poi in basso.La Severino dice di non saperne nulla. I razzi sono stati lanciati ‘ a sua insaputa’.
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Fabio: Ultime Notisssie
Roma: Cade un vaso di begonie dal quarto piano di un appartamento, un deputato di passaggio resta ferito.
Interrogato, l’inquilino dell’appartamento afferma:
“Non ne so nulla, non escludo che il vaso sia stato lanciato dal basso e, seguendo una traiettoria a parabola, si sia schiantato sul mio davanzale per poi cadere in testa al deputato. Aprirò immediatamente un’indagine interna.”

14 NOVEMBRE. MANIFESTAZIONE EUROPEA CONTRO L’AUSTERITY
Pietro Ancona

La velina che è stata distribuita ai pennivendoli ed ai mezzobusti delle tv era di criminalizzazione delle imponenti manifestazioni di ieri attribuendone la responsabilità soltanto agli studenti (i lavoratori non vengono menzionati). E’ un coro unanime: “al lupo, al lupo!” Il titolo più cattivo è stato quello dell’Unità: “Violenti contro lo sciopero”. Cattivo e furbastro perché vorrebbe mettere in contrapposizione studenti e lavoratori attribuendo agli studenti la colpa di disturbare e fare vanificare il senso della protesta con le loro intemperanze. La responsabilità di quanto sta accadendo è del governo che sembra alla ricerca dello scontro per sfuggire al dovere di dare delle risposte e per non rallentare il corso della sua azione di smobilitazione del welfare e dei diritti. Che il governo non abbia nessuna intenzione di ascoltare “la piazza” si evince dalla dichiarazione della Merkel che è la capofila dei governi di dx europei. Ha detto: “Lo sciopero è un diritto, ma noi andremo avanti per la nostra strada!”. Perché sempre più frequentemente le manifestazioni degenerano? Innanzitutto per la volontà dei governi di non tenere in nessun conto la protesta della gente ed in secondo luogo perché esercita con prepotenza il diritto di stabilire come e dove si debbono svolgere le manifestazioni. I percorsi assegnati ai cortei escludono le zone dove sono i palazzi del Potere che vengono blindati e resi inavvicinabili da sbarramenti fisici e di poliziotti in assetto di guerra. La crescente quantità di poliziotti e di mezzi blindati crea un clima di tensione. E’ una umiliazione per chi lotta non potere raggiungere la sede del governo o del Parlamento. La prospettiva che si apre e che si ricava dalla campagna di criminalizzazione dei media è quella di un indurimento del contrasto che le forze di polizia fanno ai manifestanti. Andiamo verso un innalzamento della tensione e dello scontro. L’appello di Grillo ai poliziotti di scioperare assieme agli studenti ed ai lavoratori difficilmente sarà accolto ed avremo repressioni sempre più violente. Il responsabile del sindacato di polizia è arrivato ad invocare l’estensione agli scioperanti delle norme che vengono applicate agli sportivi violenti. Ma la lotta per il pane e per il futuro non è la stessa cosa della tifoseria violenta. Sbaglia il sindacalista dei poliziotti a chiedere misure liberticide. Le misure da prendere sono due: affidare la responsabilità dell’ordine pubblico agli stessi manifestanti riducendo la presenza della polizia ad un dato simbolico e abolire tute le zone di rispetto che impediscono ai cortei di raggiungere i palazzi del Potere. Lo Stato deve avere fiducia e rispetto per i suoi lavoratori ed i suoi studenti. Non deve agitare il manganello ma avere fiducia nella loro capacità di comportarsi da cittadini responsabili. Quando le manifestazioni erano affidate alle organizzazioni che le promuovevano tutto si svolgeva senza violenze e tragedie. I governi hanno l’obbligo di rispondere con atteggiamento positivo alle richieste che vengono dalle lotte. Ha il dovere dell’ascolto. Se non ascolta, se volta la faccia dall’altra parte non è governo di tutti ma soltanto dei ceti dominanti.

Ma perché non riusciamo ad unirci tra noi per uscire da una condizione di abbrutimento e oggi abbiamo bisogno di chiamare un estraneo (Monti) come ieri chiamavamo i francesi o gli americani perché ci liberassero?
Perché siamo un popolo corrotto che ha sempre avuto governi corrotti e non ha mai conosciuto e amato veramente la libertà.
Perché, come dice Machiavelli, qua domina la corruzione, la mancanza di virtù,una sorta di pigrizia, di inattitudine alla vita politica, e manca quell’energia morale e fisica necessaria a mantenere in vita una comunità civile. In Italia impera la corruzione dei costumi e del modo di vita che si manifesta nel rifiuto o nella incapacità di porre il bene comune al di sopra degli interessi particolari. Nella città corrotta non c’è vera solidarietà,perché i cittadini si riuniscono solo per fare del male alla patria o ad altri cittadini,non c’è fiducia reciproca perché i giuramenti e le promesse sono rispettati solo fin quando sono utili o vengono fatti solo per ingannare.
E qual’è la causa di questa corruzione?Tra le altre il fatto che questo paese ha avuto una storia di colonia non di Nazione, vivendo sempre nella servitù e ignorando libertà e autonomia. Grazie a tutti i governi (e grazie anche alla Chiesa), siamo nati servi e abbiamo vissuto sempre da servi, ignorando che un popolo possa governarsi da solo.
E’ per questo che anche oggi ci sono moltissimi che preferiscono una vita da servi che da liberi e aggrediscono chi la pensa diversamente o per dipendenza servile o per fanatismo a un partito o per ignavia e rifiuto di capire che non tutti nascono servi e sono felici di esserlo.
Da questa avversione alla libertà e a chi vi aspira, nascono tanti attacchi al M5S perché la gente ordinaria odia chi non vive come lei,sia perché odia in genere il diverso, sia perché il partigiano della libertà crea un senso di colpa e di autocritica che il servo non sopporta.
Ma se lo Stato è corrotto e la Chiesa appoggia la sua corruzione, chi educherà il cittadino?

(I fumogeni dal palazzo della Severino)

SONDAGGI O TRUFFE PARTITICHE?

Da un intervento parlamentare:
“Oggi si può con tranquillità affermare che, nel nostro Paese, il sondaggio, da strumento di analisi, si sta sempre più trasformando in un’arma politica, un mezzo di pressione e di controllo sull’opinione pubblica. La proliferazione di istituti demoscopici di scarsa attendibilità e serietà e le continue manipolazioni di dati condotte ad arte sono sotto gli occhi di tutti.” (manca la firma del relatore)
“I sondaggi politico-elettorali hanno grande popolarità, per il ruolo che svolgono e per l’eco che sono capaci di suscitare, specie nei periodi prossimi alle elezioni. Lo scetticismo ed i dubbi sollevati sull’attendibilità dei sondaggi, specie in ambito politico, derivano dalle enormi potenzialità che hanno di influire sulla pubblica opinione e dalla sempre maggiore visibilità mediatica di cui essi godono.”
Vorrei sempre ricordare l’errore clamoroso dei sondaggi che dettero Al Gore vincente su Bush con larghissimo margine mentre Bush vinse per una manciata di voti, molti brogli, troppe schede annullate e i voti postali su cui non ci fu vero controllo.
Purtroppo le incognite in un voto vanno molto al di là del semplice conteggio o sondaggio. Ricordiamo anche il lungo tempo di latenza durante uno dei conteggi su Berlusconi in cui non si è mai saputo cosa facesse il ministro degli Interni e dopo il quale un Berlusconi in perdita cominciò improvvisamente a vincere.
Ricordiamo il voto contestatissimo a Formigoni o a Cota a causa di firme false e di errori clamorosi nelle liste, contenzioso che la Corte chiuse di botto senza conteggio, dando la vittoria a chi non ne aveva diritto.
Ricordiamo infine che tutte le agenzie di sondaggio hanno colore politico e servono qualche partito. E che Berlusconi andò a Washington proprio per imparare da Bush come manipolare il voto sia con sondaggi falsificati che con brogli successivi.
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Mi offende che qualcuno tratti le nostre aspirazioni e i nostri desideri alla stregua di ‘ansiolitici’.
Tengo sulla libreria una pettorina che presi ad una manifestazione e che ho messo in una cornicina rossa:
Dice:
“Il corpo del povero
cadrebbe a pezzi
se non fosse
legato ben stretto
dal filo dei sogni “

Siamo tutti poveri. Poveri dentro o poveri fuori. Poveri dell’oggi o del domani. Ma l’uomo non è fatto di sola carne o di soli soldi.
I sogni partecipano della sua parte migliore.
Ed è sui sogni che si scrive la Storia. (anche se questi politici lo hanno dimenticato).

Sbatt man
Marchionne! Sta facendo fare una figuraccia all’immagine dell’Italia, perfino in Serbia, i suoi operai di laggiù denunciano un trattamento schiavistico, turni di lavoro massacranti, pochissimi diritti, un culo così…. poi a fine mese al posto di uno stipendio dignitoso, arriva un obolo caritatevole: fatti una minestra, barbone! Solo La Fiat si fa odiare così, non sento proteste per, es: la Citroen , la Ford, la Volkswagen, ecc. ecc. ma solo la Fiat. Ma perché non cambiano attività, che so, magari si cambiano in produttori ortofrutticoli con piantagioni in Zimbabwe?

Enrico di Novara

Bravi, bravi (di don Rodrigo?).
Continuate a tirar Bordate contro Di Pietro.
Così, liquidata IDv, saran Liberi di Concentrarsi su Beppe e l’M5s.
Dividi ed Impera, anche nel Lager.
Un Triangolo per ogni Diverso.
Invece di Unir gl’Intenti.
Il mio Triangolo Rosa è più Bello del tuo Giallo e così via.
Alla Tivù, gl’Internati rinnegati dal M5s danno questo Spettacolo.
Per la Gioia e l’Orgasmo dell’Imperatore.
Pare d’esser alla Taglia e Salvacondotto per una Notte d’Amore ai Casini, ceduti dai Nazisti ai Delatori, in cambio di una Maglia in più al Collare…
Quattro $oldi d’oro, in cambio della Vita di Dieci Patrioti.
BAstava sol Denunciarne i nomi.
Cosa volete che fosser, dieci nomi.
Basta cercar fra i Nemici, gli Antipatici, i Vistosi…

MONTI HA AUMENTATO IL DEBITO

Il debito pubblico batte il suo record a settembre. Bankitalia ci dice che abbiamo superato i 1.995 miliardi
La realtà di fatto è che Monti il debito lo ha aumentato e le spese del carrozzone pubblico pure, mentre le sue manovre hanno schiacciato l’economia, ammazzato la produzione, affamato le famiglie e aumentato i disoccupati. In quanto alla famosa equità, nemmeno Berlusconi aveva reso tanto inique le tasse e aveva attaccato in tanto modo perverso classi deboli come i poveri, i pensionati e i disabili. Se poi dobbiamo dire che tutto questo è ‘cattolico’ basandosi sul fatto che Monti insista nel far regali al Papa e condonargli le tasse che gli deve anche accendendo le multe europee, mi parte che siano nella totale follia…E se ci dovessimo basare sul credito che Monti riscuote presso l’alta finanza internazionale che del nostro Paese farà sfracelli, dovremmo dire che essa ha malvisto anche la vittoria di Obama, segnando indici negativi, perché la finanza ama la guerra, la recessione, la disfatta, il debito, la distruzione dei diritti civili e quanto c’è di peggio al mondo!
Il Fondo Monetario, la Banca Europea, la Federal reserve, la Goldman Sachs si complimentano con Monti per il buon lavoro fatto.
Ma se l’orda dei lupi si complimenta con un lupo per il buon lavoro fatto, ciò non indica che abbia fatto il vantaggio delle pecore.

ELEZIONI. SCONTRO TRA LA TERZA REPUBBLICA E IL M5S
Paolo Becchi

Professore ordinario di Filosofia del Diritto presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova

“Le prossime elezioni politiche saranno decisive, perché il loro esito sarà quello di decidere non la semplice “altalena” tra una maggioranza ed un’opposizione parlamentare, ma lo scontro politico fondamentale in atto: quello tra la “Terza Repubblica” inaugurata dal “18 Brumaio” di Napolitano e l’unica autentica forza “rivoluzionaria” presente nel Paese, il MoVimento 5 Stelle. Che lo si voglia o no, gli elettori eserciteranno, questa volta, un potere “costituente”, riscriveranno, qualunque sia l’esito della consultazione, la nostra Costituzione: con il prossimo voto, ne va del rapporto tra Parlamento e Governo, della sorte della forma “partito”, della posizione dell’Italia in Europa e nell’unione monetaria. Eppure l’esercizio del voto è, in qualche modo, sempre “manipolabile”. E le discussioni di questi mesi – e, in particolare, di quest’ultima settimana – sulle modifiche alla legge elettorale rivelano esattamente ciò che è davvero in gioco: impedire l’ascesa del MoVimento 5 Stelle che, dopo il voto in Sicilia, si è imposto come l’unico soggetto politico in grado di resistere alla consacrazione della “Terza Repubblica”. Le recenti dichiarazioni del Presidente del Senato Schifani sono, al riguardo, emblematiche: “Sono al lavoro sulla legge elettorale per i cittadini, ce la sto mettendo tutta, è quello che ci chiedono in tanti. Ce la facciamo, se no Grillo altro che al 30%, va all’80%”. Le forze politiche si preparano, trasversalmente, alla controffensiva contro un MoVimento fatto di volti completamente nuovi, con idee chiare, semplici e precise nella testa: prima di tutte la trasformazione rivoluzionaria dell’intero ordine costituzionale, da sistema fondato sulla rappresentanza a sistema fondata sulla democrazia diretta. Prima delle elezioni siciliane, la classe politica italiana si era illusa che il MoVimento non rispecchiasse che un’ondata di malcontento popolare. Solo ora si è compreso che il sogno potrebbe diventare realtà. Ed è per questo che la legge tanto auspicata dal “mangiafuoco” della Repubblica (il Capo dello Stato) è ritornata sul tavolo delle trattative tra i partiti. Lo scopo è uno solo: una legge contra personam (vecchio pezzo di teatro del berlusconismo), contro Grillo ed il MoVimento. Grillo ha ragione, quando fa notare che – mentre sulla questione della moneta unica i partiti si trincerano dietro al rispetto per Bruxelles e l’Europa -, è proprio l’Unione Europea ad aver ha sancito nel 2003 che gli elementi fondamentali del diritto elettorale non devono poter essere modificati nell’anno che precede l’elezione, o dovrebbero essere legittimati a livello costituzionale. Quando parla di “colpo di Stato”, non si può dargli torto. Intanto, i vecchi partiti “mercanteggiano” sui mezzi per raggiungere lo scopo di eliminare in partenza la “rivoluzione” del MoVimento 5 Stelle. Ci sono alcuni dati di fatto, da cui si deve partire. Il sistema partitocratico è in crisi irreversibile. Il Centro-Destra ha già perso le elezioni, e tenterà soltanto di “vendere” al miglior prezzo quel 10%-12% che potrà ottenere. La Lega resterà confinata nelle sue riserve indiane. Il Centro-Sinistra si riposiziona: sembra che abbia capito di non poter “sfondare”, e si prepara ad un accordo con Casini e l’Udc. Se il Pd non punta più a vincere le elezioni, a governare da solo questo Paese, ecco che si apre lo spazio per l’approvazione di una legge elettorale a tavolino fatta per salvare quello che resta della “partitocrazia”. La trattativa sul cosiddetto “Lodo D’Alimonte” non sarebbe mai neppure cominciata se non si temesse, oggi, che il MoVimento 5 Stelle è divenuto la prima forza politica in Italia e che rischia, pertanto, di conseguire il “premio” previsto dal Porcellum (con la legge elettorale attuale, infatti, la lista o la coalizione che consegue la maggioranza relativa dei voti si vede attribuiti 340 seggi alla Camera). Lo “sbarramento” del premio di maggioranza al 40% (ed a fortiori al 42,5%) bloccherebbe il MoVimento 5 Stelle, costringendo di fatto le forze politiche che puntino ad ottenere il “premio” a formare coalizioni. Lo ha perfettamente spiegato Casini: “Saremo spazzati via […]. Se lasciamo la legge così nulla di più facile che chi ha il 30% nelle urne prenda il 55% dei seggi”. Dopo la “truffa dell’Euro”, ecco la “truffa del sistema elettorale”. Di “truffe” elettorali abbiamo illustri precedenti nella nostra storia politica: dalla legge Acerbo del 1923 alla legge del 1953, con il suo premio di maggioranza del 65%. Oggi, però, per la prima volta il meccanismo del “premio di maggioranza” viene utilizzato in funzione “negativa”, per impedire al popolo italiano di esprimere con il suo voto il disgusto per l’intero sistema politico. L’idea è quella di addomesticare le elezioni, predeterminandone, di fatto, il risultato: un governo che – guidato o meno da Monti – continui nell’opera di massacro già cominciata.”



SI PUO’ FARE DI MEGLIO

Enrico Pascolo

Il famoso “salva Italia” sta producendo i suoi effetti. Ormai ci siamo.
Il debito pubblico ammonta a 1995,1 miliardi di euro e la famosa quota 2000 è a portata di mano. 671.000 posti di lavoro in meno da inizio anno.
Il tasso di disoccupazione 10,8 % ; al 35 % quello giovanile e qualcuno sostiene che gli effetti della riforma Fornero dobbiamo ancora vederli.
Crollano gli ordinativi e il fatturato pressoché in tutti i settori.
Il manifatturiero del nord-est, quello che ha tenuto in piedi il paese negli ultimi 30 anni è stato smantellato (oltre 6 mila imprese chiuse nell’ultimo anno).
E’ crollato il mercato immobiliare; lo storico settore “volano” che assorbe manodopera nei momenti di crisi questa volta sembra aver voltato le spalle.
Crollano il mercato dell’auto e quello turistico.
Il terziario è in crisi profonda, con un’inflazione che sale al 3,6%.
Anche Bersani sembra essersene accorto e in un momento di lucida follia sentenzia che “Chi vuole un Monti bis è da ricovero”.
Solo un demente, da ricovero per l’appunto, può pensare di presentarsi al confronto elettorale di primavera rivendicando l’operato di questo governo.
Ha un piccolo problema però (a riconoscerlo troppo apertamente): uno dei principali fautori di questo governo è stato proprio lui, e a sostenerlo senza troppe riserve è ancora lui.
Il presidente del consiglio gira il mondo freneticamente rivendicando, a colpi di metafore, le mirabolanti imprese della sua compagine.
Non porta dati, non ne ha o forse non gli conviene portarli, ma allude agli italiani cui bisogna dire la verità (come se già non fosse davanti ai loro occhi) e si compiace di avere un indice di gradimento superiore a quello dei partiti. Ammonisce i successori a continuare sulla sua linea. Gli obiettivi che si era posto, in definitiva, non sono stati ancora raggiunti.
Si può fare di meglio. Qualche altro miliardo di debiti e qualche milione di disoccupati in più si possono sempre fare.

I DIRITTI ACQUISITI E QUELLI SOSPESI
Gianluca

I fondi per la SLA e la SM (Sclerosi Multipla “semplice”, ma non meno drammatica per chi ce l’ha) si trovano in cinque minuti.
Basta diminuire SUBITO del 25% le INDENNITA’ dei consiglieri regionali.
Con effetto immediato. Ma, ovviamente non è facile: si tratta di “diritti acquisiti”.
Non si capisce però come mai questi diritti sono inalienabili solo quando si toccano quelli della casta. I nostri, quelli non sono mai acquisiti, ma sempre sospesi al capriccio del principe.
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CLIENTES

Nell’antica Roma, persone subordinate a un patrono. In cambio di protezione, assistenza giudiziaria e distribuzioni di cibo e denaro (sportula), procuravano al patrono voti alle elezioni e si arruolavano per lui. Il rapporto era ereditario, consacrato dalla pratica e dalla legge. Intere comunità divennero clientes dei generali romani che le avevano conquistate. Clientele si chiamano ancora in età contemporanea i gruppi di cittadini elettori che sorreggono i notabili politici ottenendone favori, in una rete di reciproci interessi (clientelismo).

OSCURATO IL SITO NAZISTA STORMFRONT
(O forse no, visto che da alcuni server ancora si prende)

Oscurato il sito neonazista e antisemita che sostiene la “superiorità della razza bianca”. La Polizia Postale e la Digos hanno notificato le ordinanze di custodia cautelare in carcere a Daniele Scarpino di Milano, amministratore del forum italiano di Stormfront.org e ideologo, Diego Masi di Frosinone, Luca Cianfaglia di Teramo e Mirco Viola di Cantù. L’ipotesi di reato, formulata dal pool antiterrorismo della Procura di Roma diretto da Giancarlo Capaldo, è di aver costituito un’associazione dedita all’incitamento all’odio razziale e alla diffusione di idee antisemite via web. Perquisizioni in dodici regioni, tra cui Abruzzo, Calabria, Sicilia, Val D’Aosta, Lombardia, Lazio. Stormfront.org, “il più grande sito d’odio presente su Internet” come è stato definito dai media americani, è comparso in rete già dai primi anni novanta come bollettino di notizie. Nel 2008 aveva 80 mila utenti unici giornalieri, che aumentarono di 2000 unità il giorno dopo che gli Stati Uniti elessero presidente Barack Obama. Nel forum italiano vengono citati passi del Mein Kampf, pubblicate foto delle Ss, elencati nomi di presunti “poteri occulti giudaici”. Gli utenti discutono della superiorità dei bianchi e del “pericolo della contaminazione dei negri”. Quella condotta dalla Procura di Roma e che ha portato agli arresti è la prima indagine

ELECTION DAY

Monti come Salomone deciderà una data di mezzo per le politiche e le regionali che accorpi entrambe, ponendo fine alla querela ridicola tra Pd e Pdl.
Il Pdl sa di perdere e non vuole farlo in due rate, per il terrore di vedere la sua disfatta in due puntate, cosa che la renderebbe ancora più eclatante. Dopo aver visto la caduta a picco dei voti alle tre regioni della Lombardia, del Lazio e del Molise,chi avrebbe la faccia di votarli alle politiche?
Ma i discorsi a cui si appigliano sono vergognosi, persino che vogliono risparmiare 50 milioni che potrebbero far comodo ai disoccupati, proprio loro che finora dei disoccupati non se ne sono mai fregati.
Ci chiediamo dove erano quelli che parlano di risparmio ora e vogliono accorpare le tre regionali con le politiche visto che Maroni appena ieri diceva l’esatto contrario.
Il Maroni edizione 2009, quando si parlava di europee e referendum non era così propenso ad accorparli e buttò via 400 milioni.
E anche il Maroni edizione 2011, guarda un po’, firmò per fare tenere elezioni e referendum in giorni differenti.
Ora Maroni scopre l’election day, giustamente. Siamo in tempi di magra, per la Lega Nord.
Ieri dicevano che a fare due votazioni insieme gli elettori si confondevano, oggi dicono che dobbiamo farle insieme per risparmiare i soldi
Sono come lo jo jo, ora gli fa comodo una cosa, ora l’opposto
In entrambi i casi ci prendono per scemi.
..
DI NUOVO BLOCCATA LA LEGGE CONTRO L’OMOFOBIA
Da Micromega MARIA MANTELLO

La legge contro l’omofobia è stata bloccata ancora una volta alla Camera il 7 novembre. Si è riproposta la scena del 13 ottobre 2009. E anche questa volta ad affossarla sono stati i voti di Lega, Udc e Pdl.
Ancora una volta un tradimento della nostra Carta costituzionale che all’art. 3 oltre ad affermare il principio dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di condizioni personali e sociali, vincola la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitando di fatto libertà e uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
Ancora una volta è prevalso l’opportunismo e il bigottismo dei vassalli del Vaticano, che spadone crociato sguainato, cercano di ergere a legge dello Stato il catechismo cattolico, che condanna l’omosessualità come «oggettivo disordine morale», (canone 2357) e gli omosessuali all’espiazione del “peccato” vivendo nel «sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione» (canone 2358).
Precetti inquietanti, che potrebbero esaltare i delinquenti omofobi di oggi, e che non possono non far pensare ai roghi della santa inquisizione, o al confino fascista, o ai lager nazisti.
Un filo nerissimo di un odio con cui si intrecciano i divieti alla legalizzazione delle unioni omosessuali e l’ennesima bocciatura della legge contro l’omofobia.
Un filo nerissimo che pregiudizialmente equipara omosessualità e devianza, e quindi la esorcizza nella pulsionale rimozione collettiva che erige a proprio totem l’omofobia.
Di questo filo nero fa parte l’ostinazione a impedire una legge che punisca gli atti delinquenziali che hanno come movente l’omofobia. Perché una tale legge inevitabilmente significherebbe il riconoscimento del diritto all’omosessualità. Le darebbe cittadinanza togliendola finalmente dal de-genere rispetto alla sacralizzata normalità.
Insomma, la legge contro l’omofobia sarebbe il pubblico riconoscimento della normalità della omosessualità.
Sarebbero addirittura ribaltati i rapporti tra vittima e carnefice.
Non più l’omosessualità, ma l’omofobia sarebbe un’insidia e un veleno per la tenuta democratica dello Stato, dove sacro è il riconoscimento delle individuali diversità, che ognuno nel rispetto reciproco ha il diritto-dovere di affermare in quell’arcobaleno della vita sociale fatta di distinti ed uguali, che solo la laicità dello Stato democratico garantisce.

POPULISMO
Gennaro Esposito

Ballarò fa sembrare il populismo, non più un appellativo negativo. Una etichetta non più vicina all’idea di ignoranza, ma a quella di popolo. Prima il popolo era di Marx. Dopo si era diventati tutti borghesi, e piccolo-borghesi. Ora c’è di nuovo la massa informe del popolo. Si ritorna all’Ottocento. Alla fiat di Marchionne. Al futuro morto per i giovani. Ma quando non ti vedi nel Domani, non hai più neanche un Presente! Se il populismo è vedere le cause che determinano la propria condizione sociale, allora il populismo è di chi non è garantito. E’ una questione che tocca la lotta per la sopravvivenza. Si radicalizzano le idee politiche, non c’è più spazio economico per traccheggiare. Sperare. L’idealità se ne va. E al ragionier Monti si risponde allo stesso modo. Lui toglie diritti e futuro e salute per legge e per bilancio, e la gente s’incattivisce. Smette di ragionare. Accetta la logica dell’abuso. Allora la competitività si gioca sulle malefatte. Si diventa estremisti, quando si è esclusi socialmente. Non solo quando si diventa finanzieri in borsa. Solo che si parla sempre e solo degli estremisti in politica. Mai dell’estremismo della finanza, che sta sfilacciando il tessuto sociale sino al nichilismo. Non mandano mai la polizia in assetto anti-sommossa, quando c’è una mossa della finanza speculativa, che affossa l’Italia. Solo quando i lavoratori sono licenziati, e vanno in piazza a protestare. Vediamo anche gli stessi poliziotti, fuori dall’orario lavorativo, che scioperano. Sono tutti quanti perdenti. Vincono gli intoccabili. I banchieri nell’ombra. Chi fa le regole della finanza. Chi le controlla. Chi muove i capitali, guarda con disprezzo, chi tira a campare cercando di non morire.
Fanno bene a chiudere le testate che vivono solo dei sussidi pubblici! Se non sono capaci di attrarre dei lettori… perché dovrebbe pagarli la collettività?

LE DUE ITALIE
Viviana Vivarelli

Ogni giorno che passa il disgusto per questi politici aumenta. Ormai non posso più vedere le loro facce. Odio i talk show. I telegiornali mi fanno vomitare. Non sopporto più alcun riferimento passato e futuro alle loro bestialità. Vorrei che morissero tutti e che non mi dicessero nulla nemmeno sul loro funerale. Oggi ho acceso la tv mentre la Santanché sproloquiava che lo spread non era in alcun modo riferibile a B. L’avrei buttata in discarica assieme al televisore! Di costoro non se ne può più!
Tra le tante imbecillaggini che hanno infarcito questi ultimi sciagurati 20 anni ne ricordo solo una che mi fa vomitare più delle altre: Berlusconi, che dice con una grandissima faccia da schiaffi che se lui non avesse avuto i suoi processi si sarebbe dedicato agli ospedali dei bambini nel mondo!!
Per ora continua a pagare 2500 euro al mese alle Olgettine per le “cene tante serie ed eleganti” e non si sa quanti milioni ai vari Lavitola o Tarantini o ricattatori che hanno curato i suoi vizi. E l’unica cosa che fa per il mondo sono i suoi viaggetti al resort keniota di Briatore a spassarsela. A proposito, il Kenia è quello dove ci sono la baraccopoli di Korogocho ma non pensa che quelli come lui se ne cureranno più di tanto.
Vorrei indicare io a lui e a tutta l’altra ghenga vergognosa dove potrebbero mettere gli occhi e il portafoglio: l’ANT.
E’ una associazione di volontariato che esiste da 30 anni in 9 regioni italiane per dare aiuto ai malati di tumore e rendere migliore la loro vita. Il suo motto ‘eu bios’ buona vita, per far sì che anche un malato grave viva al meglio fino all’ultimo. E’ molto attrezzata,ha ogni sorta di medici e di attrezzature e fa anche analisi a casa. E’ stata fondata 30 anni fa da un oncologo bolognese ed è più grande esperienza al mondo di assistenza sanitaria gratuita ai malati di tumore. E in 30 anni ne ha assistiti 87.000.I suoi medici e infermieri sono persone straordinarie.
Ecco, anche questa è Italia! Ma di questa Italia sulla tv italiana non ne parla nessuno.
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Patroclo
Il professore (Monti) si è promosso da solo (sic).
“Niente promesse né illusioni. Sono stati messi in sicurezza i conti, anche se si poteva fare di più per le classi più disagiate. Certo, l’Italia ha guadagnato molto in termini di credibilità internazionale.”
Professore, Lei ha fallito e mente sapendo di mentire:
– i conti NON affatto sono in sicurezza: il debito pubblico è aumentato e tocca i 2000 miliardi e tutti i parametri economici sono in netta negatività da quando Lei è presidente.
– per le classi disagiate, non solo non fatto nulla di positivo e costruttivo ma ha peggiorato la loro situazione condannandole ad un più veloce e inarrestabile declino sociale.
– In termini di credibilità internazionale, non ha certo “brillato”… tutti gli economisti più autorevoli ritengono che un inasprimento della pressione fiscale non accompagnato da adeguate politiche di investimento e di rilancio, portano ad un peggioramento delle condizioni economiche del Paese.
Per i suddetti motivi, Professore… Lei è bocciato. Torni a studiare.

LA DROGA DELLE PRIMARIE
Pietro Ancona

Le primarie sono un marchingegno inventato per sciogliere nel pd le sx stanche di esserlo ed ansiose di “entrare nel gioco” magari solo nelle anticamere degli assessori…. Il loro meccanismo psicologico è stato studiato apposta come surrogato della democrazia per coloro che ne hanno estremo bisogno e sono in fase di astinenza. E almeno 5 milioni di persone vi parteciperanno. Sono un gigantesco Skaker agitato davanti agli occhi degli italiani che si aspettano un cocktail inebriante. Gli ingredienti sono accuratamente dosati: il grosso è dato da Bersani e Renzi. Vendola sa benissimo di non avere nessuna speranza ed infatti gioca come la Rosy Bindi a suo tempo per ricavare una investitura nell’Olimpo Governativo che si immagina vittorioso. Partecipa anche Tabacci che è il garante di ambienti finanziari ed industriali lombardi. Grave è la responsabilità di Vendola che ha il compito di fare da specchietto per le allodole. Le allodole sono le persone di sx…stanche di esserlo ed ansiose di essere ammesse nel Palazzo. Dalle primarie il SEL uscirà macinato e privo di vita. Vendola liquida un pezzo di sx che si richiama ancora al socialismo ma forse farà il Ministro o il Presidente del Senato.(La democrazia, come sempre, sarà assente ingiustificata).
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Lalla segnala:
CRISI, UNA VALANGA DI BUGIE
Francesco Colonna

Anche in Italia iniziano a farsi sentire le voci degli studiosi ‘dissidenti’ che mettono in dubbio i dogmi ufficiali sulle cause della recessione e sui modi per uscirne: dal pareggio di bilancio fino ai tagli sociali. La spesa pubblica? Non è il problema principale, conta di più il debito privato di banche e imprese. La ricetta per uscire dalla crisi? Non l’austerity che la Bce sta imponendo all’Italia e agli altri Piigs (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna) ma la crescita, anche finanziata dallo Stato.
Non sono le tesi di un politico in cerca di consensi ma le convinzioni di una nutrito gruppo di economisti. «Anzi», spiega Alberto Bagnai, docente di economia politica all’Università di Pescara, «è l’opinione maggioritaria della comunità accademica internazionale.
Che alla base della crisi europea ci siano gli squilibri nella bilancia dei pagamenti tra i Paesi dell’Eurozona e non i loro debiti pubblici lo sostengono quasi tutti gli addetti ai lavori. Con l’eccezione degli economisti legati alla Bce, in chiaro conflitto di interessi. E dei seguaci dei ‘Chicago Boys’, che credono nella capacità assoluta del mercato di autoregolarsi».
Insomma, secondo Bagnai e gli altri economisti del “dissenso”, Bce e governi stanno seguendo le ricette sbagliate. Con l’appoggio dell’opinione pubblica, influenzata da una classe politica e da un sistema dell’informazione che hanno sposato le tesi dell’austerità..

 

Lalla manda:
LA LEZIONE DELL’ECUADOR. DAL DEFAULT SI PUO’ RIPARTIRE
Roberto Da Rin
Un’aula gremita, al Politecnico di Milano. Economisti e ingegneri prendono appunti. In cattedra Rafael Correa, presidente dell’Ecuador dal gennaio 2007 e candidato per le prossime elezioni in programma a febbraio. A lui è assegnata una lectio magistralis in cui si parla di debito pubblico: “L’esempio dell’Ecuador di fronte alla crisi del debito in Europa”. Il Sole-24Ore lo ha incontrato poco dopo. L’Ecuador è una delle economie più dinamiche dell’America Latina che nel 2011 è cresciuta del 7,8 per cento. E al tempo stesso il suo debito estero è sceso da 17,4 a 13,6 miliardi di dollari.
Qual è stata la ricetta? «Puntare sulle infrastrutture – spiega Correa – ripartire da uno sfruttamento ragionevole delle nostre risorse naturali e rinegoziare il debito. Nelle crisi debitorie vanno esplorate nuove strade. È andata bene, ci siamo meritati la fiducia degli investitori internazionali». Ieri, in effetti, la potentissima banca brasiliana Bndes ha firmato un prestito di 90,2 milioni di dollari per finanziare un impianto idroelettrico ecuadoriano. Negli anni scorsi sono affluiti investimenti rilevanti. Quale lezione per l’Italia e l’Europa? «Non voglio impartire lezioni a nessuno, mi limito a dire che le soluzioni ortodosse non hanno risolto il problema del debito».
Il debito, appunto. L’Ecuador, proprio quattro anni fa, è stato additato come un “Paese irresponsabile”, nuovo membro dell’Asse del male per aver dichiarato di non voler pagare una parte del debito. Presidente, poi cosa è successo? «Abbiamo rinegoziato il debito, affrontato alcune questioni che riguardano il funzionamento della nostra economia dominata dagli oligopoli, focalizzato alcune distorsioni, l’economia è ripartita».
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Lalla segnala
LA MENZOGNA DEGLI ‘AIUTI’
Monia Benini

Recentemente in Grecia è stato imposto un nuovo pacchetto di misure, drammaticamente pesanti, per poter ottenere in cambio una tranche di 31,5 miliardi di aiuti dalla troika, ovvero Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea e Banca Centrale Europea. Si tratta di tagli, di licenziamenti, di provvedimenti retroattivi su salari, stipendi e pensioni, oltre all’innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile.
Nel marzo di quest’anno, la Grecia aveva già ricevuto aiuti della troika per un importo di 130 miliardi di euro. Ma c’è qualcosa che non va, anzi direi che è proprio tutto sbagliato, tutto folle. A partire dal termine. Si ostinano a chiamarli aiuti, ma sono tutt’altra cosa. Si tratta di prestiti, da dover restituire con relativi interessi. Ad esempio, rispetto ai 130 miliardi ottenuti in aiuto, la Grecia dovrà restituire nell’arco di 20 anni ben 274 miliardi di euro, ovvero oltre il doppio! Ma non solo, di questi 130 miliardi, il 52% è andato alle banche internazionali, il 23% è tornato alla BCE, il 20% è andato alle banche private greche e solamente il 5% è andato nelle casse dello Stato greco che dovrà rifondere tutti i 274 miliardi. E questo sarebbe l’aiuto? E’ un atto di killeraggio verso i cittadini greci! Ma attenzione, si tratta degli stessi aiuti ai quali dovrebbe far ricorso la Spagna; degli stessi aiuti, nascosti sotto la sigla del MES (il Meccanismo Europeo di Stabilità), o di qualche altra diavoleria che ci spacceranno come salva-Stati, ma che in realtà altro non è se non un salva banche.
La storia dei cosiddetti aiuti alle nazioni europee è di lunga data, ma dal punto di vista storico, il salvataggio più noto risale al 1948 con il Piano Marshall. Vediamo dunque di capire se ci sono meccanismi simili alla base degli aiuti di allora e di adesso.
http://www.byoblu.com/post/2012/11/15/Il-vero-volto-degli-aiuti.aspx#continue
“I bisogni dell’Europa per i prossimi 3 o 4 anni (cibo, materie prime, carburanti) sono molto più grandi rispetto alla capacità di acquisto e importazione da parte di questa zona, specie dagli Stati Uniti, e serve quindi un grande sforzo affinché non ci sia un totale deterioramento economico, sociale e politico. Il rimedio sta nel rompere il circolo vizioso e nel ripristinare la fiducia degli europei nella ripresa economica futura” .
Non è un discorso di oggi, bensì un estratto dal discorso tenuto da Marshall ad Harvard nel 1947. Da lì a poche settimane, gli Stati Uniti crearono le agenzie nazionali e le strutture internazionali necessarie per i negoziati per la concessione degli aiuti all’Europa. Il piano Marshall ha fornito una piccola percentuale di aiuti a fondo perduto, ma principalmente un cospicuo ammontare di prestiti (con relativi interessi) a lungo termine che consentirono agli stati europei di finanziare gli acquisti negli USA. La portata di questi prestiti è tracciabile, come nel caso dell’Irlanda, che ottenne circa 146 milioni di dollari in prestito attraverso il piano Marshall, ma solamente 18 milioni a fondo perduto. Nel 1969, a oltre 20 anni dall’inizio del salvataggio, l’Irlanda aveva un debito dovuto al piano Marshall di ben 31 milioni di sterline, su 50 milioni totali del debito estero irlandese. Dopo la seconda guerra mondiale, le nazioni europee avevano quasi completamente esaurito le proprie riserve di valuta estera, necessarie per importare le merci di cui vi era bisogno. Fra l’altro l’Italia era già stata invasa con lo sbarco alleato dalle Amlire, una moneta fatta negli Stati Uniti, che ci aveva già resi dipendenti dall’America. Ma per tornare al piano Marshall (attivo dal 1948 al 1951), questo rappresentò l’unico modo per poter ottenere in prestito quanto bastava per acquistare i beni di cui c’era bisogno dagli Stati Uniti, che poterono affermare una posizione di predominio in larga parte dell’Europa.
Il piano Marshall divenne quin
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ANCHE IL PD COMPRA VOTI DALLA ‘DRANGHETA
.. e sarebbe questo il pulito che avanza??!!

Cosenza, arrestati due consiglieri provinciali del Pd, Umberto Bernaudo e Pietro Paolo Ruffolo sono finiti ai domiciliari. L’accusa è di avere assunto in una società partecipata esponenti della ’ndrangheta in cambio del sostegno elettorale
L’esempio di Domenico Zambetti, assessore lombardo che avrebbe versato 200mila euro per acquistare un pacchetto di 4mila preferenze dalla ‘ndrangheta a 50 euro l’uno,
o quello di Fassino che sarebbe diventato sindaco di Torino grazie anche alla ‘ndrangheta impiantata solidamente in Piemonte fa scuola. Cosa hanno promesso alla ‘ndrangheta piemontese? Appalti per la Tav in Val di Susa?

SAMNIR AMIN UN ECONOMISTA DI SX
Testo integrale a
http://www.bellaciao.org/it/spip.php?article32273

http://www.bellaciao.org/it/local/cache-vignettes/L206xH120/samir-aminjpd920-90b81.jpg

Viviana Vivarelli
Samir Amin ha 81 anni ed è un economista di sx. E’ legato al sogno di una rivoluzione proletaria. Non potrebbe capire noi del M5S. Ma noi possiamo capire lui e possiamo partecipare delle sue convinzioni, quando dice: “Il pensiero economico neoclassico è una maledizione per il mondo attuale”,“Economizzare per ridurre il debito? Menzogne deliberate”, “Regolazione del settore finanziario? Frasi vuote”
I migranti sono la scoria del mondo,sono quelli che la finanza mondiale ha macinato nel suo desiderio avido di ricchezza. Perché il mondo non è diviso tra democrazie e dittature. E’ dominato da 500 oligopoli. Le loro decisioni dominano tutta l’economia mondiale. E dalle loro decisioni prese per arricchire questa cricca di despoti, nasce la miseria crescente dei deboli, la fuga dei disperati, la recessione degli Stati,il debito che moltiplica se stesso. Ieri a Roma abbiamo visto la crema di questi oligarchi riunirsi invitando i nostri ‘commissari’ per discutere amabilmente di come si spartiranno le spoglie del nostro Paese,vinto senza cannoni, come hanno fatto, prima, a Madrid e ad Atene.
La crisi è la loro creazione. L’hanno gestita e manovrata a partire dal 1970 per farla esplodere come un ordigno telecomandato nel 2007.Ed è stata l’alta finanza americana a preparare l’attacco.
Il neoliberismo aveva perso. Il mondo aveva smascherato le sue turlupinature, le promesse menzognere che il libero mercato avrebbe portato benessere a tutti. Quello che era accaduto erano stati Paesi distrutti e milioni di affamati in fuga alla ricerca di una ardua sopravvivenza. Hanno cominciato col Terzo Mondo,spogliandolo, devastandolo, sorreggendo dittatori disumani, spargendo guerre ed epidemie. Ora continuano con i paesi europei. Partono coi più poveri: Spagna, Grecia, Italia, Irlanda..per divorare poi tutti gli altri. La loro fame è inesausta. La loro avidità non ha confini. E i popoli cadono uno dopo l’altro,vittima dei tradimenti di coloro che dovevano proteggerli,venduti dai loro fratelli come venne venduto Giuseppe.
Tutto ciò che il mostro dell’alta finanza ha concertato è fallimentare,non è sostenibile, porterà solo dolore al mondo. Mai l’avidità finalizzata a se stessa potrà produrre qualcosa di buono. Essa è un Moloch che finirà con l’autodistruggersi ma,prima,distruggerà il nostro pianeta. Molti si meravigliano oggi che il Nobel sia stato dato a una costruzione falsificante e truffaldina come questa Europa delle banche che dimentica i popoli e calpesta i loro diritti. Ma nei piani dei grandi oligarchi, l’Unione europea doveva nascere proprio così. Non è che non sapessero fare di meglio. Questo è il meglio che hanno concertato per loro stessi, per aumentare i grandi capitali e vanificare secoli di lotte con cui i popoli, faticosamente, hanno strappato il riconoscimento dei pochi diritti, in un regime che mai, nemmeno nella culla presunta della democrazia, ha significato vera libertà e vera possibilità per le classi oppresse di emanciparsi e diventare autonome. Tutto concertato.Tutto voluto.

Samnir Amin ce lo spiega: “Nel 2007 esplode la crisi di subprime. Ma tutto era stato programmato dal 1970 secondo crisi che il capitalismo produce da sistema. Deregolamentare le banche, deregolamentare i mercati aveva precisamente lo scopo di mandare in fallimento le democrazie occidentali, per la gioia di pochi speculatori finanziari. Quando noi crediamo di vivere una crisi globale, dimentichiamo che la nostra crisi alimenta capitali, che c’è chi si arricchisce sopra il nostro fallimento. Via via che l’economia reale veniva assorbita da quella finanziaria e il mercato reale era sostituito dal mercato virtuale, gli istituti finanziari diventavano più ricchi. I popoli venivano spremuti con tasse e tagli per versare migliaia di miliardi in istituti bancari sempre più lontani dal credito, parassitari e nocivi.”
E, dice Samir Amin, “occorre ricordare che non sono soltanto i giganti finanziari, ma anche le multinazionali in generale che hanno beneficiato dell’espansione dei mercati monetari. Il 40% dei loro profitti proviene da operazioni finanziarie”.

(VV:C’è una cosa che colpisce in un organismo colpito da cancro letale, ed è una specie di scudo psicologico che crea una condizione di cecità, per cui chi sta morendo non capisce di morire. Così noi, oggi, guardando i migranti e le loro povere vite,non riusciamo a capire che essi sono ciò oggi ciò che noi stiamo per diventare. E, nei Paesi più malati e agonizzanti, questa furia di non capire e questo impulso a non vedere si trasformano in odio contro il migrante stesso, che porta via come un concorrente intruso le ultime briciole di ciò che resta. Ecco il perché dei rigurgiti di razzismo e xenofobia che esplodono nei Paesi sull’orlo del baratro. Alba dorata in Grecia come Stormfront o la Lega in Italia o il movimento di Le Pen in Francia. Ma non contro i più miseri dovrebbe scagliarsi la furia sociale, bensì contro coloro che, in alto, sono colpevoli di questa rovina, contro i Bilderberg, gli Aspen, i G8, i grandi organismi finanziari e ultraliberisti che distruggono il mondo, come il Fondo Monetario, la Banca Mondiale, la Banca europea, le grandi banche americane, la Federal Reserve o i loro aguzzini, quelle agenzie di rating che speculano sui loro stessi giudizi e ci si ingrassano.)

Dice Samir Amin: “È la sovranità degli oligopoli o dei monopoli generalizzati che ha posto l’economia in una crisi di accumulazione, che è allo stesso tempo una crisi di sottoconsumo ed una crisi di profitto. Solo i settori dei monopoli dominanti hanno potuto ristabilire il loro tasso di profitto elevato, distruggendo però il profitto e la redditività degli investimenti produttivi, degli investimenti nell’economia reale”.
Dall’inizio del 20° secolo,ci sono stati attori dominanti nel settore finanziario e nel settore industriale, nella siderurgia, la chimica, l’auto ecc. Questi monopoli erano grandi isole nell’oceano delle piccole e medie imprese, realmente indipendenti. Ma, da una trentina di anni,assistiamo ad una centralizzazione sproporzionata del capitale. Ci sono 500 oligopoli le cui decisioni controllano l’intera economia mondiale.
Prendiamo l’agricoltura. Una volta un contadino poteva scegliere tra molte imprese per le sue attività. Oggi tutti devono affrontare a monte il blocco finanziario di colossi bancari e monopoli di produzione dei fertilizzanti,dei pesticidi e degli OGM di cui Monsanto è l’es. più eclatante. E, a valle, deve affrontare le catene di distribuzione e i grandi supermercati. Con questo doppio controllo, la sua autonomia e i suoi redditi si riducono sempre di più
Il controllo garantisce a questi monopoli rendite provenienti dal reddito complessivo del capitale ottenuto dallo sfruttamento del lavoro Quest’entrate diventano imperialiste nella misura in cui questi monopoli operano nel Sud.
La massimalizzazione di queste entrate concentra i redditi e le fortune nelle mani di una piccola élite a scapito dei salari,ma anche dei vantaggi del capitale non monopolistico. La disuguaglianza crescente diventa assurda. In definitiva è paragonabile ad un miliardario che possiede il mondo intero e lascia tutti nella miseria.
Non si investe nella produzione, poiché non vi è più domanda. Le rendite sono investite dalla fuga in avanti sui mercati finanziari. L’espansione di un quarto di secolo di investimenti nei mercati finanziari non ha precedenti nella storia. Il volume delle transazioni su questi mercati è più di 2.500.000 miliardi di dollari, mentre il PIL mondiale è di 70.000 miliardi di dollari. I monopoli preferiscono questi investimenti finanziari a quelli nell’economia reale. È “la finanziarizzazione” del sistema economico.”

(30 anni fa noi no global parlavamo della crisi del terzo Mondo, prodotta da un debito che nessun paese africano o asiatico riusciva a pagare. Pagavamo 70 volte il debito iniziale, come oggi la Grecia, ma il debito continuava ad aumentare per interessi mostruosi. Allora noi chiedevamo ‘la remissione del debito’,e oggi ci ritroviamo, in Europa, nelle stesse situazioni del Terzo Mondo. Oggi il Terzo Mondo siamo noi e quei migranti che ci fanno così pena rappresentano quel futuro che i cari Monti e Passera e Fornero (nel tradimento dei partiti) ci stanno preparando.)

Samnir Amin: “Gli oligopoli o monopoli (i mercati) ed i loro servitori politici,hanno un solo progetto: restaurare il sistema finanziario. E questo richiederà somme enormi estorte ai popoli. E specialmente a quelli del sud del mondo!
Come fanno per succhiarci tutto quello che abbiamo? Coi programmi di ‘austerità’.
Non vogliono che riduciamo il debito, vogliono che ci strozziamo negli interessi.
La strategia dei monopoli finanziari esige la crescita del debito perché il capitale ci guadagna. Nel frattempo l’austerità peggiora la crisi. Come diceva Marx: la ricerca del massimo profitto distrugge le basi che lo permettono. Il sistema implode sotto i nostri occhi,ma è condannato a proseguire la sua folle corsa.
All’inizio,la risposta alla crisi del 1929 è stata esattamente la stessa di oggi:politiche di austerità,con la loro spirale discendente. Keynes diceva che ciò era assurdo e che occorreva fare il contrario. Ma fu solo dopo la Seconda Guerra Mondiale che fu ascoltato grazie alle spinte della classe operaia e alla paura comunista. Oggi alcuni economisti borghesi intelligenti possono dire che le misure d’austerità sono assurde ma nessuno li ascolta e non c’è più nessun comunismo che faccia paura,mentre le rivolte dei popoli sono ancora confuse a facilmente represse.
All’inizio degli anni 70 la crescita economica ha subito una caduta. Nel giro di qualche anno, i tassi di crescita sono scesi alla metà: in Europa dal 5 al 2,5%,negli Stati Uniti dal 4 al 2%. Questa caduta brutale era accompagnata da una caduta di medesima ampiezza degli investimenti nel settore produttivo.
Negli anni 1980,Thatcher e Reagan hanno reagito con le privatizzazioni, la liberalizzazione dei mercati finanziari e una durissima politica di austerità. Ciò non ha fatto risalire i tassi di crescita, ma li ha mantenuti ad un livello molto basso. D’altra parte lo scopo dei liberali non è mai stato il ripristino della crescita ma ridistribuire i redditi verso il capitale. Missione compiuta. Ed ora, quando in Belgio si passa dal -0,1% allo 0,1% di crescita,alcuni esultano: “La crisi è terminata!” È grottesco.
Le due lunghe crisi cominciano esattamente con cento anni di differenza: 1873 e 1973 e hanno gli stessi sintomi all’inizio e la risposta del capitale è stata la stessa, cioè tre serie di misure complementari:
-una centralizzazione enorme del capitale con la prima ondata dei monopoli. Nella seconda crisi “i monopoli generalizzati”
-la mondializzazione. La prima grande crisi è l’accelerazione della colonizzazione,che è la forma più brutale della globalizzazione. Seguono i piani d’adeguamento strutturale del FMI,o ricolonizzazione.
-la finanziarizzazione.Cosa è stato creato in risposta alla prima crisi? Wall Street e la City di Londra nel 1900! E ciò ha avuto le stesse conseguenze. Inizialmente,sembrava funzionare, perché si pompava sui popoli,soprattutto quelli del Sud. La globalizzazione era sinonimo di pace e di colonizzazione per una missione civilizzatrice. E poi? Prima Guerra Mondiale, Rivoluzione Russa,crisi del 29,nazismo, imperialismo giapponese,Seconda Guerra Mondiale, Rivoluzione Cinese..Il capitale ha, in questo periodo, stabilito le strutture affinché gli oligopoli potessero beneficiare delle loro rendite

La globalizzazione finanziaria ha condotto alla crisi del 1929 e poi alla crisi del 2008
Oggi, siamo arrivati allo stesso momento determinante che annuncia una nuova ondata di guerre o di rivoluzioni.
Un nuovo mondo sta nascendo, può diventare di gran lunga più barbaro, ma può anche diventare migliore. Il capitalismo è entrato nella sua fase senile, che può causare enormi spargimenti di sangue. In questo periodo, i movimenti sociali e le proteste portano cambiamenti politici, verso il meglio o verso il peggio, fascisti o progressisti. Le vittime di questo sistema riusciranno a formare un’alternativa positiva, indipendente e radicale? Questa è oggi la sfida politica.
Non esistono più imprenditori creativi, ma “dei wheeler-dealers” (intriganti). La civilizzazione borghese, con il suo sistema di valori – elogio dell’iniziativa individuale, ma anche dei diritti e delle libertà liberali come della solidarietà sul piano nazionale – ha fatto posto a un sistema senza valori morali. Guardate ai criminali presidenti degli Stati Uniti, ai burattinai e tecnocrati alla testa dei governi europei, ai despoti del Sud; guardate all’oscurantismo (talebani, sette cristiane e buddisti…); alla corruzione generalizzata (nel mondo finanziario in particolare)… Il capitalismo d’oggi può essere descritto come senile e può inaugurare una nuova era di massacri. In un periodo siffatto, le proteste dei movimenti sociali portano a cambiamenti politici. Nella buona e nella cattiva sorte, fascisti o progressisti. La crisi degli anni 1930 ad esempio, ha condotto al Fronte Popolare in Francia, ma anche al nazismo in Germania.
Viviamo un’epoca dove si profila un’ondata di guerre e di rivoluzioni. Le vittime di questo sistema riusciranno a dar vita a un’alternativa positiva, indipendente e radicale?
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MIGRANTI
Arno Faravelli

Nessuno e niente li ferma, colmi di speranza per un vivere più dignitoso per sé e per i propri figli, affrontano sacrifici e rischi inenarrabili, in mano a organizzazioni criminali senza scrupoli, veri trafficanti di vite umane e di sogni, perdono, attraversando il braccio di mare, che separa l’Africa all’Isola di Lampedusa quel poco che hanno e che gli è rimasto ; la vita. Le migrazioni non le arresti con leggi insulse, dettate solo ed esclusivamente dall’egoismo e dalle malcelate paure
del diverso. Egoismo è il leit motiv dominante che impregna e pervade oggi l’ Europa dei popoli e la nostra società non ne
è di certo immune. Malta che avvista i barconi carichi di speranza in difficoltà, non li soccorre, avvisa l’Italia ; come definire un simile comportamento che oppone un rifiuto a coloro che chiedono soccorso ? Non sono animali ma uomini, è l’egoismo che offusca le menti e le fa sragionare. All’Europa, recentemente è stato concesso il Premio Nobel per la pace, hanno vivacemente protestato i dissidenti russi e iraniani, anche Valesa Nobel per la pace nel 1986 se ne è lamentato e dispiaciuto con la scelta dissennata del comitato per l’assegnazione del premio, solo Napolitano, Monti e Bersani hanno gioito all’annuncio della vincita. Perché non istituire un Nobel per l’egoismo ? La civilissima Europa non avrebbe rivali.

(Portogallo)

VOGLIONO I MORTI
Lucio Galluzzi

Quando usavano la legge Reale e il Codice Rocco [una più fascista dell’altra] le forze dell’ordine scendevano nelle piazze e facevano massacri di lavoratori in sciopero, non solo con i manganelli, le botte e a pistolettate, pure con le camionette e i blindati: investivano i manifestanti, senza alcun problema.
I soliti idioti che hanno voglia di contestare e negare la Storia italiana, provino a guardarsi “Il Bianco e Nero”, poi ne riparliamo, magari.
La polizia, i carabinieri e chi per essi, infiltrati, camuffati, travestiti, sparavano “sempre in aria”, sia ai posti di blocco che nei luoghi di conflitto sociale.
Peccato davvero che quei proiettili erano tutti teleguidati da una strana quanto misteriosa forza, salivano in alto, poi scendevano, sbattevano contro qualsiasi cosa nei pressi e… come per magia, guarda caso!, deviati, si andavano ad infilare sempre nella nuca, tempia, testa, collo della vittima, che per l’appunto moriva.
Ma gli agenti non erano mai i colpevoli, era la malaugurata sorte che ammazzava i cittadini.
Sempre lo stesso fato, faceva sì che chi protestava nelle piazze o alle Università, andasse a buttarti contro i manganelli dei poveri militari di Stato, si spaccavano il cranio non per volontà di Tambroni, Scelba, Piccoli, Malfatti, Fanfani, Rumor, Cossiga… e di tutta la Democrazia Cristiana al Governo, si autolesionavano perché da sempre, in Italia, chi dissente ed esprime con rabbia la propria voglia e richiesta di cambiamento è masochista e ama farsi del male fisico, finire all’ospedale e anche all’obitorio.
Infatti nei vari processi che si sono tenuti in questa “liberissima Repubblica delle Banane”, mai una volta le vittime di violenze delle Forze dell’Ordine hanno avuto giustizia, semmai il contrario: condannati perché diffamatori e simulatori oppure perseguitati dalle Digos di turno, poi, grazie alle Leggi Speciali, tutti erano “terroristi”, “autonomi”, “insurrezionalisti” e “banda armata”.
Neppure Giorgiana Masi, nel 1977, è stata uccisa dalla polizia agli ordini di Cossiga; infatti, nonostante le prove fotografiche e filmate, le testimonianze di Parlamentari sul luogo [Piazza Navona], negarono sempre che l’assassino fosse un poliziotto travestito da autonomo che sparava ad altezza d’uomo, come facevano i suoi colleghi, camuffati da figli dei fiori e teppistelli.
E’ strano questo Paese e la gente che l’ha governato, da sempre, e che ancora lo governa.
Una Nazione da fiaba dell’orrore, disseminata di morti innocenti, famiglie distrutte, giovani vite spezzate, stragi, bombe, la Falange Armata di tristissima memoria, il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro… tutto quanto senza mai colpevoli.
Una Landa desolante dove Mafia e Stato si alleano, fanno saltare in aria Borsellino e Falcone, ma non ci sono responsabili, se vengono identificati, ecco che scatta la Legge fatta ad hoc per salvarli: prescrizione sempre e comunque, impunità, buchi mai colmati nei nostri Codici [che è comodissimo lasciare tali per lor signori].
Andreotti è riconosciuto colpevole di aver trattato, favorendola, con Cosa Nostra, ma è prescritto; loro dicono “assolto”, ma non è vero.
Dell’Utri dichiara bellamente che è sceso in politica e si è fatto eleggere per evitare la galera: difatti è ancora senatore.
Un posto, questa Italia, nel quale neonazisti massoni scrivono un piano per realizzare un Golpe totale, riescono a metterlo in pratica con la collaborazione dei Servizi e della politica asservita al male nero, ma tutte le mummie che sono responsabili di questo atto gravissimo, il loro capo soprattutto, sono ancora liberi di vomitare qualsiasi schifezza razzista, chiedere i campi concentramento e la pulizia etnica, inneggiare a Hitler e Mussolini… dagli schermi televisivi.
Così è.
Tanto che i cittadini devo pure, ancora!, sciropparsi quella povera demente della vedova Almirante, invitata in ogni dove a dire il nulla, rivendicando la bontà del suo consorte morto, boia fucilatore di partigiani nella Repubblica di Salò.
Senza che cambi alcunché, l’agente Spaccarotella uccide con pistolettata Daniele Sandri, ma lui, l’uomo in divisa non voleva, è stata una rete in metallo a deviare il proiettile e farlo poi conficcare preciso nel collo del ragazzo.
Neppure l’ex carabiniere Placanica voleva sfondare la testa a Carlo Giuliani, ma destino volle che una pietra lanciata in aria nel preciso istante nel quale il milite sparava, deviasse la pallottola e uccidesse con precisione.
Che dire poi della Diaz?
Nessun colpevole, tutti o prescritti o non hanno compiuto il reato.
Cioè: sono stati i ragazzi che contestavano il G8 a torturarsi, spaccarsi di sangue, fratturarsi, rompersi i denti contro i caloriferi e soprattutto ad auto ricoverarsi in ospedale.
Tant’è, e lo sappiamo tutti, che i capi che ordinarono e parteciparono/coordinarono quella infame pagina di vergogna internazionale sono stati premiati, con encomio degli allora ministri Maroni e La Russa e ancora comandano forze di polizia e Servizi.
Ormai, qui da noi, non si può più manifestare, la Costituzione, così come volevano i Popoli delle Libertà è sospesa.
Anche il Presidente della Repubblica lo sa, ma se ne fotte, come ha sempre fatto.
La Democrazia è abrogata.
Così scioperare è diventato sinonimo di “delinquere”, e ogni volta che lo si fa, i “tutori dell’ordine” difendono il nazifascismo, il padronato schiavista e assassino, i criminali banchieri e mai i cittadini, che sono da malmenare, prendere a calci e pugni, manganellate, insultare, identificare, arrestare.
Non c’è più manifestazione di dissenso che non veda sangue sul selciato, fratture e teste rotte.
Ora sono arrivati al culmine della follia.
Il 14 novembre, durante lo sciopero europeo contro le misure d’Austerity, dal ministero della Giustizia, sono stati sparati dei fumogeni contro i ragazzi sotto, in via Arenula.
Il Ministro Severino era presente al Dicastero, gli spari partivano proprio dalle finestre sopra i locali che lei occupa.
Eppure, lei, non ne sapeva nulla.
L’altra furbissima ministra degli interni, Cancellieri, in pieno dispiegamento di violenze di Stato ha pure avuto la demenza di esprimere “solidarietà agli agenti, perché l’Italia bolliva e hanno agito con dovizia di interventi”.
Ora che dai palazzi del loro potere sparano sulla gente, se ne sta zitta a fa finta di nulla.
Il questore di Roma, Fulvio della Rocca, fa sapere che: “Sono dei poliziotti candelotti lanciati, ma li abbiamo fatti sparare a parabola, proprio per non fare del male… ma sono stati lanciati dal basso e poi rimbalzati sul palazzo” […e si ritorna indietro di 60 anni!]
Questi sono tutti bolliti di cervello.
Dal primo all’ultimo.
Quello che si è visto il 14 novembre in tutta Italia e a Roma, ricorda sempre più da vicino il Cile di Pinochet, gli spari dal Ministero della Giustizia riportano alla follia di Ceaucescu e compagni di merende varie.
Questa situazione nella quale hanno cacciato l’Italia deve finire, ne abbiamo tutti i coglioni pieni.
Non ne possiamo più di incapaci, deficienti, violenti, decorticati, fantocci… che fanno ciò che vogliono, trattando i cittadini come carne da macello.
E’ ora di finirla, una volta per tutte, e anche in fretta.
Non servono le inchieste interne attivate dalla Severino per accertare i fatti, questa gente, tutta non è più credibile, sono pagliacci che non sanno neppure far ridere, solo pena e rabbia.
Non servono le istruttorie aperte dalla Procura: resteranno, come da sempre, tutti impuniti e tranquilli, continuando a fare i macellai.
Non ci servono il PD e tutte le “forze” di finta opposizione, che hanno appoggiato e ancora lo fanno, i governi più scalcinati, pericolosi e per giunta non votati dal popolo.
Men che meno serve Grillo, con i proclami e le belle frasi d’effetto comico, non si cambia proprio nulla e di buffoni ne abbiamo fin sopra i capelli.
Servono dimissioni immediate e subito, di tutta questa gentaglia, chieste a furor di popolo.
Serve che il Parlamento sia di nuovo restituito al suo legittimo ruolo, che questo Presidente della Repubblica se ne vada.
Serve che noi tutti non si smetta un solo minuto di fare informazione e far circolare tutte le notizie e le iniziative per coinvolgere quanta più gente possibile verso una veloce, nuova, vera, forte Resistenza.
Serve che gli italiani si sveglino, ora o mai più.
E’ solo una questione di volontà e in un solo giorno si spazza via tutta l’immondizia che sporca la Nazione.
Basta volerlo.

MA CHI E’ QUESTO SAMORI’?
Rosario Roxas

«B non demorde; sa che il suo tempo è finito, così cerca i tempi supplementari per poter sedere al tavolo dei vincitori, avendo impedito che si concretizzasse una vittoria limpida di una parte a lui avversa, e da lì operare secondo i suoi metodi fatti di menzogne, ricatti, corruzioni, compra-vendita di uomini e cose.
Nasce così l’idea del dinosauro dal cilindro; come la corda di ricambio in sostituzione di quella tagliata da Napolitano per completare l’impiccagione dell’Italia e degli italiani.
E’ Samorì, e noi assistiamo stomacati ad una riedizione del B94.
Si è presentato con una programma che sembra firmato da Vendola o Bertinotti, ma sono illusioni frutto di ricerca di mercato e di sondaggi; dal programma sappiamo cosa desidera la maggioranza del popolo italiano, ma sono promesse che non saranno mai prese in seria considerazione, tutto nello stile inconfondibile di B:
Samorì, possiede banche (come B), assicurazioni (come B), giornali (come B), TV (come B), è legato a filo doppio con Marcello Dell’Utri (come B), sostiene di essere uno degli uomini più ricchi d’Europa e se ne vanta (come B), ha anche in corso un procedimento penale, cosa che non guasta per “presunto accesso abusivo a sistemi informatici e furto di dati sensibili” (come B) »
Michele Serra scrive: «Per quanto basso sia il profilo politico del Paese, davvero non si riesce a credere che il tizio con il cappellino che da qualche tempo fa coppia fissa con Briatore, e le cui ganze posano per i fotografi davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, sia ancora il dominus del cdx italiano. Possibile che a dx nessuno riesca a dire a chiare lettere che o B si leva di mezzo o niente di decente, di dignitoso e credibile sarà possibile a dx? Possibile che l’uomo che ha reso ridicola l’Italia agli oc¬chi del mondo ancora gravi sul destino dei suoi con una così mi¬cidiale, soffocante presenza, nonostante l’età avanzata, il ro¬sario di pendenze giudiziarie, il totale fallimento politico? A parte i suoi numerosissimi salariati (politici e giornalisti), qua¬le altro vincolo suicida hanno, gli uomini del cdx per far dipendere le loro scelte da questo bizzarro ometto sceso in politica per distruggere la sx e, a conti fatti, distruttore della dx? Siamo così abituati al disgustoso ossequio che lo circonda, non solo femminile, che quando Alfano osa in¬terrompere, sia pure per pochi secondi, il flusso ininterrotto dell’obbedienza, fa la figura dell’intrepido rivoluzionario».
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