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Thursday August 24th 2017

I DISTRUTTORI DI TUTTO

MASADA n° 1422 28/11/2012 I DISTRUTTORI DI TUTTO

Bullshit – I numeri delle primarie –2 euro, per giocare alla democrazia –I volontari del Pd – Curriculum di Mario Monti – Violenza alle giornaliste – L’Ilva minaccia di chiudere. Chiude ma non si redime – Di Pietro e l’Ilva – Ilva di Taranto senza futuro – Abolire lo stato sociale e fare un’altra stretta al Paese equivale a evocare una guerra civile – Gli automi del capitale – Marco Travaglio: “Bersani, ci dica” – Don Paolo Farinella: Come il Congo – Eliminata la tassa sui derivati: Monti grazia le banche – L’agenda digitale di Passera: il magna magna continua. Passera vuole informatizzare i dati sanitari mentre Monti vuole ammazzare la sanità – Gli sprechi dei generali

‘Perse tutte le illusioni, le cercò’
Giovanni Boine
.
L’uomo è un animale sognatore. La notte del regime cerca di ammazzare i suoi sogni. Ma i suoi sogni risorgono al mattino.
.
Don Antonelli
Sì! S…. come SPERANZA

Voglio coniugare questo inedito orizzonte al plurale,
convinto di non essere solo,
convinto di essere molti e molte,
convinto di essere qui ed oltre,
convinto di camminare con i piedi per terra
ma volando al di là di ogni barriera.


E prendendo in prestito le parole che vengono dalle aurorali terre dell’America del Sud,con Eduardo Galeano vogliamo continuare e/o ricominciare a sperare

«Speriamo di poter avere il coraggio di essere soli e l’ardimento di stare insieme, perché non serve a niente un dente senza bocca, o un dito senza mano.
Speriamo di poter essere disubbidienti, ogni qualvolta riceviamo ordini che umiliano la nostra coscienza o violano il nostro buon senso.

Speriamo di poter meritare che ci chiamino pazzi, come sono state chiamate pazze le Madri di Plaza de Mayo, per commettere la pazzia di rifiutarci di dimenticare ai tempi dell’amnesia obbligatoria.
Speriamo di poter essere così cocciuti da continuare a credere, contro ogni evidenza, che vale la pena di essere uomini.
Speriamo di poter essere capaci di continuare a camminare per i cammini del vento, nonostante le cadute e i tradimenti e le sconfitte, perché la storia continua, dopo di noi, e quando lei dice addio, sta dicendo: arrivederci.

Speriamo di poter mantenere viva la certezza che è possibile essere com¬patrioti e contemporanei di tutti coloro che vivono animati dalla volontà di giustizia e dalla volontà di bellezza, ovunque nascano e ovunque vivano, perché le cortine dell’anima e del tempo non hanno frontiere».
..
Quando un partito ti tradisce per 20 anni
inciuciando col tuo nemico
come ha fatto il Pd
e poi quando deve assumersi le sue responsabilità
ti vende ad un nemico ancora peggiore
tu non fai la fila per rivotarlo
affinché termini di ammazzarti
E se lo fai
la tua non è democrazia
E’ IMBECILLITA’ !
VV.

JENA
Magari
Domani il centrosinistra sceglie il premier che magari non sarà mai premier.
..
CONSIDERAZIONI SULLE PRIMARIE
VV.
Secondo i dati aggiornati, I votanti sono stati 3.107.398, non si conoscono le schede bianche o nulle. Pier Luigi Bersani ha ricevuto 1.395.096 voti validi, pari al 44,9% del totale dei votanti. Matteo Renzi 1.104.958, 35,5%. Nichi Vendola 485.689, 15,6%, Laura Puppato 80.628, 2,6%,Bruno Tabacci 43.840, 1,4% .
Davvero pochi per un esercito di 50 milioni di elettori.
Sono ancora meno se si prendono i dati delle elezioni politiche del 2008 che davano un totale 47.126.326 elettori. In quel caso verrebbe che Bersani ha avuto il 2,9 per cento dell’elettorato totale, Renzi il 2,3, Tabacci 0,17, Puppato lo 0,09. Cifre davvero ridicole, anche se, grazie al porcellum, sarebbero sufficienti per portare al Governo Bersani, il quale risulterebbe al potere grazie al voto di una minoranza infima di elettori, e già questo non è una grande democrazia.
Di questi candidati, Renzi e Bersani passeranno sicuramente la mano aD un governo Monti 2, come hanno fatto impunemente nel novembre scorso. Vendola non è chiaro cosa voglia fare ma, avendo giurato fedeltà a Bersani, possiamo immaginarlo.
L’unica che avrebbe avuto qualche senso votare se si vuole uscire dalla razzia dell’alta finanza imposta del FM sull’Italia sarebbe stata la Puppato.
Noi apprezziamo qualunque sistema democratico e ci complimentiamo con i 3.107.393 elettori che hanno dimostrato fedeltà al csx, ma la domanda è quale esito può avere uno strumento democratico usato in condizioni di tale disinformazione.
Quei 3.100.393 elettori avrebbero dato lo stesso voto se la domanda fosse stata: volete ancora un Monti bis?

Voi che sarete emersi dai gorghi
dove fummo travolti
pensate
quando parlate delle nostre debolezze
anche ai tempi bui
cui voi siete scampati.

…………………
Ma voi, quando sarà venuta l’ora
che all’uomo un aiuto sia l’uomo,
pensate a noi
con indulgenza.

B.Brecht

SOPRANNOMI
Viviana Vivarelli

C’è chi si adira per l’ebetino’. Ma, quando si fa satira, i soprannomi sono la prassi
e questo è particolarmente indovinato. Difatti Renzi si presenta con questi occhi a pesce lesso vagamente down, che danno l’idea del falso ingenuo (un po’ come il falso invalido), poi quando inizia la logorrea capisci che è un furbone di 3 cotte e che l’apparente ingenuità è solo una truffa.
Strano che questi censori dei soprannomi non dicano mai verbo di fronte ai commenti volgari, eversivi, complottisti, razzisti, nazisti, stalinisti, antisemiti, osceni… che impestano il blog contro questo o quello o Grillo o Casaleggio, né dicano parola sulla campagne di calunnie e delegittimazione ordite e scagliate da gente come Ferrara, Belpietro, Sallusti, Sgarbi e compagnia cantante. No, gli dà noia ‘l’ebetino’ di Grillo, quando, da sempre, il popolino impotente si è liberato dalla soggezione verso il potere attraverso le barzellette, le battute, i soprannomi, con cui il potente è sminuito, abbassato, deriso e smette idealmente di fare del male.
Come scrive Travaglio: “..è un linguaggio figlio della pasquinata,della goliardia,della commedia dell’arte. Il nome storpiato è una tecnica antica pure della da italiana ma anche di Fede e di Dagospia”.
Ricordiamo il comunista Fortebraccio, che sull’Unità scorticava i “lorsignori” della Dc, del Psi, del Pli, ma soprattutto del Psdi con nomi più pittoreschi e scarnificanti.
O Sergio Saviane, che sull’Espresso o inventò non solo “mezzibusti” e le “frìtole”, ma pure “Letta-Letta”, “Topogigio Levi”, “Al Capino Caracciolo”, “Fenomeno Biagi” e “Benitocraxi”. E Michele Serra, che sul settimanale Cuore coniò “Bottino Craxi”, “C r axitustra”, “Mario Seni”,“Nano ridens” con “fratello scemo” al seguito e politici con “la faccia come il culo
Queste critiche sono pari a quelle di chi non si offende per la classe politica che abbiamo ma sul linguaggio di chi la manda bellamente a fare in culo..
IPOCRISIA, SOLO IPOCRISIA
Per dirla con Vangelo, sepolcri imbiancati che dentro brulicano vermi.

Dario del Sogno cita
La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L’idiota invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all’istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione”. (Carlos Ruiz Zafón)

Ma il peggio è l’imbecillità unita alla cattiveria. Per quel cancro non c’è rimedio alcuno. E chi ne è portatore ha solo due luoghi dove dovrebbe stare; il carcere o il manicomio.
..
BULLSHIT
Per un osservatore serio, le primarie, con tutto il loro seguito di ipocrisia politica non sono altro che BULLSHIT = merda di toro, ovvero ‘stronzate’. E’ questa una parola usata internazionalmente per indicare con disprezzo le bugie, le falsità, gli argomenti vuoti, le false promesse, la stupidità, i discorsi disgustosi falsi e ipocriti, le cose propagandate per un trollismo di sistema, la merda di regime,
Ma in questa Bullshit il popolo ignaro ci annega e quello opportunista ci campa.
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Da Nicola una dedica speciale a Mario Monti:” La teoria è quando tutto si sa ma niente funziona…la pratica è quando tutto funziona e nessuno sa perché…noi abbiamo messo insieme teoria e pratica niente funziona e nessuno sa perché” (Einstein)
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E LA CHIAMANO DEMOCRAZIA…
vv.

Tre milioni di Italiani sono andati a votare per scegliere chi stenderà il tappetino a Monti
Si può vedere qualcosa di più triste? E la chiamano democrazia….!
Ma se l’Unità ha scritto che gli elettori sono stati 3,1 milioni, perché tanti continuano a parlare 4 o di 5 milioni? Non che questo sia importante, tanto più che Bersani ha preso il 44,9 di 3.100.000 che fanno 1.391.900 preferenze, non molto su un totale di 50 milioni di elettori, cioè il 2,7 per cento. Renzi ha avuto 1.100.000 voti, Vendola 485.158. Ciò significa che meno di 3 elettori su cento gradiscono Bersani al punto di andare a votarlo. Non è poi quel successo travolgente che il Pd vanta. E sono diminuiti rispetto alle primarie del Pd del 2008 quando parteciparono 4.300.000 elettori, il che vuol dire che il Pd ha perso 1.200.000 elettori per strada.

DUE EURO, PER GIOCARE ALLA DEMOCRAZIA
vv
Per me il Pd ha fatto benissimo a farsi pagare la piccola cifra di 2 € e non capisco lo scandalo, anche se i lauti finanziamenti che prende dallo Stato sono dati anche per operazioni come questa. In ogni caso, tutta la nostra ammirazione per l’imponente ed efficientissima macchina organizzativa: 100 mila volontari per 9.239 seggi, almeno uno in quasi tutti i comuni d’Italia (che sono più di 8.000). Solo per il voto degli Italiani all’estero sono stati allestiti 136 seggi in 113 città di 19 Paesi con 1150 volontari sparsi in tutto il mondo. Davanti a tale spiegamento di forze con tanta gente che ha dato la sua opera gratis, Berlusconi si sarà sentito piegare le gambe. Nessun partito, in Italia, come il Pd, può vantare un simile radicamento nel territorio e una tale capacità di organizzazione, davanti a cui ci togliamo il cappello. Berlusconi avrebbe dovuto pagare lui i votanti e magari portarli pure sul posto col pullman come ha fatto Samorì con vagonate di pensionati pagati per andare ad applaudirlo e che nemmeno sapevano perché applaudivano chi. Del resto ogni volta che c’è stato un assembramento di persone a favore del Cavaliere (come quelle portate davanti alla procura di Milano dalla Santanchè) erano debitamente pagate (in quale caso dalla Santanchè).
Nella sala del teatro San Babila, invece, dove esordiva il neo partito di Fede non c’erano nemmeno i pensionati in gita pagata, tant’è che i presenti erano 30 (giornalisti compresi), come si vede dalla foto

Che squallore!
..
I Piddini hanno continuato sui blog a insistere sui 4 milioni (che poi erano tre), sulla grande vittoria di Bersani (che poi grande vittoria non era tant’è che va al ballottaggio) e sulla prova di democrazia (discutibile anche quella visto che poteva votare anche chi non era del Pd, e che il Bersani eletto regalerà benignamente il potere a Monti). Discutere sui numeri tuttavia è solo un esercizio sterile. Ciò che conta è il programma e quello di Bersani non esiste, mentre quello di Renzi non ha nulla di sx, né a senso parlare di nuovo e vecchio, visto che sono vecchi entrambi, salvo per l’anagrafe e in entrambi manca qualsiasi desiderio di fare una rivoluzione culturale mentre riportano in auge una Ultradestra ormai fallita, come manca la volontà di cambiare rispetto al governo Monti, inesistente anche quella, visto che entrambi propendono per un Monti bis.
Ma qualcuno di attacca ai numeri e dice che quelli del M5s sono inferiori. Per quello, Gandhi era uno, gli apostoli 12, il gruppetto di uomini che rovesciò lo zarismo non arrivava alla decina, la parità di neri e bianchi era portata avanti da pochissimi, poche decine erano le suffragette che lottavano per il voto femminile, e la storia è piena di esempi di piccoli gruppi di promotori di grandi trasformazioni sociali. Oggi il M5S rispetto al Pd rappresenta il nuovo rispetto al vecchio. E il numero per noi conta così poco che continueremo a sostenere delle idee che crediamo giuste anche se fossimo i soli a crederci.
E a chi obietta con le percentuali siciliane, ricordiamo che l’aumento del Movimento in così poco tempo, boicottato da tutti i media e i partiti, è stato sbalorditivo. E chiedere numeri dopo il successo travolgente delle ultime amministrative e con sondaggi che, anche a star stretti, danno il M5S al 21%, non mi molto intelligente, come dire che l’uva è acerba perché non ci si arriva.
Il Pd sarà pure il primo partito d’Italia, ma se lo è ciò è dipeso dalle perdite immani del Pdl e della Lega, perché il Pd ha perso rispetto alle altre primarie 1.200.000 elettori. Quando un partito scende e un Movimento sale, il buon gusto dovrebbe evitare simili argomenti.
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Da bella ciao
ANTONIO MICLAVEZ
Curriculum di Mario Monti

Ho trovato un simpatico curriculum vitae di Mario Monti. Dai vertici delle più grandi associazioni ‘benefattrici’ mondiali (Bilderberg, Trilateral Commission, Aspen, Goldman Sachs) al ruolo di rilievo come European Commissioner nella famigerata Santer Commission sciolta per “fraud,mismanagement and nepotism” in cui dal 1995 al 1999 Monti fu responsabile di “Internal Market,Financial Services and Taxation”, i flussi finanziari di cui è esperto.
Le indagini non portarono alla condanna di nessuno, d’altronde le indagini cercavano fatti e non colpevoli “did not seek proof in the judicial sense of the word”, ma centinaia di miliardi sparirono e la conclusione fu: “the Committee found that the problems were common knowledge in their services,even up to the highest official levels”, ovvero che i fatti erano noti ai più alti livelli. Le indagini avrebbero potuto proseguire ma vennero bloccate (insabbiate) dal virtuoso successore Romano Prodi (“and the succeeding Prodi Commission actually assisted in covering up”) e il fattaccio si chiuse lì. Vi lascio ogni commento ma lo stile di gestione dei Financial services e taxation applicati da Monti all’Italia dopo il golpe concertato con Napolitano ripete il cliché della Santer, tanti soldi spariranno dalle tasche degli italiani per finire nelle tasche dei soliti ignoti. Un’azione virtuosa di consolidamento delle finanze altrui. Ma Monti ‘è della Bocconi’, e ‘sa quello che fa’ , per cui ‘facciamo bene a fidarci di lui’: e il curriculum ci conforta ulteriormente 😀

http://powerbase.info/index.php/Mario_Monti

Tre milioni di Italiani sono andati a votare per il segretario del Pd.
1.391.900 hanno scelto Bersani.
1.100.000 Renzi.
Bersani fa un po’ di manfrina elettorale fingendo di voler fare un governo ma ha già scelto il Monti 2.
Renzi è per Monti come chiunque di ultradestra.
Entrambi approvano il sistema Marchionne e la distruzione dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori.
Ma questo i loro elettori lo sanno?
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BLOGGER
Travaglio : “Ho governato con una compagine composta da squilibrati degni di attenzione psichiatrica” (Massimo D’Alema, il Mattino, 22-11).
In effetti, se avevano accettato di entrare nel suo governo, troppo normali non erano.
(Marco Rui Ferreira)

3 milioni di persone che vanno a votare e credono ancora in un partito che si è schierato apertamente ed in modo compatto per la linea Marchionne (che ne valeva la pena…)
Che ha introdotto la più grande precarizzazione nel mondo del lavoro italiano con contratti che non pagavano la malattia, la maternità le ferie.(Co.Co.Co….)
Che ha accettato e votato la inumana riforma delle pensioni.
Che ha liberalizzato per primo le festività per i lavoratori del commercio con le conseguenti prevedibili implicazioni sociali.
Che non ha risolto il conflitto di interessi
Che ha boicottato il Genoa Social Forum
Che ha atteso i risultati per inneggiare al referendum sul nucleare senza appoggiarlo prima apertamente.
Che era contrario al referendum che voleva estendere l’articolo 18 a tutti i lavoratori.
Che ha votato per l’abrogazione dell’articolo 18.
Per fortuna che sono il popolo della sinistra…
Forse su questo aveva ragione il berlusca.
..
Dice Ferrero: «Nonostante il gran battage pubblicitario, manca all’appello un milione e mezzo di voti, il 25%, significa che quello schieramento ha rotto i suoi legami sociali. E che l’egemonia del Pd è piena». Vendola porta a casa la stessa percentuale, oltre il 15%, che incassò Bertinotti nel 2005 e questo «fotografa i medesimi rapporti di forza di allora, prima ancora che si saldi l’accordo di governo con l’Udc che sposterà l’asse ancora più a dx». Va notato che allora c’erano anche verdi e dipietristi nella coalizione che sostituì temporaneamente B a Palazzo Chigi. «In questo contesto Vendola non sfonda e il suo risultato conferma il carattere moderato di quell’aggregazione. Al contrario, per dare una risposta ai problemi del paese, è necessario oggi costruire una alternativa di sinistra».
«Ve lo ricordate Nichi Vendola? – scrive Massimiliano Di Giorgio della Reuters – era quell’esponente politico che circa un anno fa, quando al governo c’era ancora B (oggi pensionando della politica) era in testa ai sondaggi sulle eventuali primarie del csx come candidato premier. Lo intervistavano i media anglosassoni. All’estero sembrava, ai giovinotti che incontravi, un messia di una nuova era. Una persona fantasiosa, decisa, con un cuore. Poi le cose sono andate in un altro modo. B si è dovuto dimettere. Al suo posto il Parlamento ha eletto Mario Monti, a capo di una coalizione nazionale con dentro Pdl, Pd e Udc (e rametti sparsi). Vendola ha perso lentamente consensi tra gli elettori, mentre nei sondaggi cresceva il favore per Beppe Grillo e parallelamente, nel csx, per Renzi».
«E’ andata a finire – scrive Matteo Pucciarelli su Micromega – che Vendola ha partecipato alle primarie perdendo per strada pezzi consistenti di Fiom, prima di aver scaricato Di Pietro dall’oggi al domani e umiliando gli ex compagni del Prc; è riuscito a perdere l’appoggio di Bertinotti, suo padre politico; non ha avuto il sostegno di Luigi De Magistris né di Alba, Pisapia ha dichiarato il suo voto per lui solo il giorno prima. Perché Vendola e il suo gruppo dirigente hanno pensato – a torto – che bastasse la poesia dei comizi e un po’ di web-marketing per vincere, superando a pié pari tutte le relazioni e i rapporti necessari per mobilitare in primis il “proprio” popolo. Vendola è arrivato alle primarie con il fiatone, appannato, confidando solo e semplicemente sulla propria attrattiva personale e sul clan dei fedelissimi, molti dei quali con evidente e preoccupante tendenza culto della personalità. No, per vincere non basta. Per cambiare il Paese non basta».
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PRIMARIE PD. I VOLONTARI DELLA DEMOCRAZIA?
Paolo De Gregorio

Padellaro scambia i pecoroni, gli inamovibili funzionari dell’apparato ereditato dal PCI, gli eletti in comuni, province, regioni, Camera e Senato e con le loro famiglie, i soci delle cooperative che ottengono appalti per via politica, i funzionari delle ASL, gli imbucati nei ministeri e negli enti locali per via politica, l’apparato della CGIL con la sua capillare rete territoriale, i lottizzati RAI, con i “volontari della democrazia”, quel milione e mezzo che si sono iscritti alle primarie del partito democratico, che starebbero compiendo, secondo Padellaro, un “miracolo di democrazia”. Più che un miracolo di democrazia a me sembra un es. clamoroso di ottusità di massa e di memoria corta nei confronti di un partito politico che, in nome della “sx”, ha abbracciato, come la dx, il capitalismo di mercato, la globalizzazione, la svendita progressiva di identità e diritti dei lavoratori, fino al sostegno al governo Monti che è riuscito, con l’art. 18 e l’elevamento a 66 anni dell’età pensionabile, a fare peggio di B. Da queste spettacolari e inutili primarie sono convinto che uscirà vincitore l’uomo più rappresentativo dell’apparato, Bersani, perché l’unico suo competitore, Renzi, è anche peggio di lui e sarà una vittoria della conservazione, della inamovibilità della nomenclatura dirigente, della politica fatta di comparsate televisive, di vuote parole, di assenza di proposte vere per uscire dalla crisi. Padellaro poi corregge un po’ il tiro enfatico dei “volontari della democrazia”, e osserva che: “il dibattito tra i 5 è stato fumoso e senza una idea sul futuro dell’Italia capace di far battere il cuore”. A me piacerebbe che la politica, invece di far battere il cuore, o rappresentare la ricerca di leader più o meno carismatici o fotogenici, facesse funzionare i cervelli e ci facesse intravedere una strada per uscire dal liberismo selvaggio che ci ha portato alla attuale crisi, con un dettagliato programma di scelte e di riforme capaci di invertire il declino e rinnovare tutta la classe dirigente. Non bisogna dimenticare che un anno fa, quando il PD e il suo segretario dovevano decidere se andare ad elezioni dove avrebbero vinto a mani basse o consegnare l’Italia a non eletti rappresentanti di banche e degli industriali, la scelta vile fu quella caldeggiata dall’ex PCI Napolitano pro-professori (e pro Bce e Fm), perché inconfessabilmente incapaci di affrontare la crisi, senza idee e senza strategia politica. Un partito del genere deve scomparire dalla scena politica italiana per manifesta incapacità e per abusiva pretesa di essere di sx, ricordandoci che quando è stato al governo si è stranamente dimenticato di fare una legge contro il conflitto di interessi e ha definito il monopolio dittatoriale televisivo di B “un patrimonio dell’Italia. Fare oggi la fila per le strade per ritinteggiare la facciata di questo partito significa o essere stupidi o difendere la pagnotta.

PIETRO ANCONA

Ci hanno fatto credere che hanno votato oltre 4 milioni di persone. Questo è successo nel 2005. Ieri hanno votato solo in 3 milioni, 1/4 di elettori in meno, nonostante l’intenso drogaggio massmediatico che negli ultimi giorni era diventato addirittura frenetico. Bisognava vedere in particolare come si dava da fare Mineo! I risultati erano ampiamente scontati anche se i bersaniani ritenevano che avrebbero potuto vincere subito ed invece dovranno aspettare domenica prossima. Si sono combattute due visioni “moderate” di quella che fu la sx italiana, diciamo pure due dx mentre i comunisti rimasti fedeli alla falce ed al martello sono stati chiusi nella striscia di Gaza della politica italiana, costretti all’extraparlamentarismo da un infame conventio ad excludendum tra B e Veltroni e dalla scarsa attrattività del loro messaggio politico Bersani ha presentato un programma di dx (detto agenda Monti) firmato da Vendola e da Nencini che si può definire dx con qualche se e qualche ma. Renzi ha presentato un programma di dx senza se e senza ma. Bersani ha come consigliere sindacale Fassina, Renzi ho scelto Ichino che è il più feroce “rottamatore” dei diritti dei lavoratori italiani e ha proposto l’abolizione del sussidio di disoccupazione perché impoltronirebbe gli operai e li distoglierebbe dalla ricerca di un nuovo lavoro. Tutti e due sono dentro l’agenda Monti che prevede il letto di procuste per la classe media e la fine della civiltà del welfare. Bisognerà avere i soldi per curarsi o per fare studiare i figli e l’Italia dovrà farsi spogliare di tutti i suoi residui beni per pagare le banche. Ho sentito stamane in tv, perché sfuggito a mezza bocca ad un giornalista, che Vendola avrà un importante incarico in Europa. Sarà il premio per sciogliere il SEL nel PD. Forse non è vero,ma ha avallato con la sua partecipazione un significativo spostamento a dx del PD e della politica italiana. Anche se Renzi non vincerà la gara finale, ha oscurato tutto il gruppo dirigente del PD sostituendosi a loro. Così si crea una grande dx interna nel PD capace di egemonizzarlo. Resta per me un mistero come i pensionati ed i lavoratori possano accettare questa drastica involuzione della politica. Nel ghetto della sx comunista italiana dovrebbero inventarsi qualcosa per riprendersi uno spazio immenso per valori socialdemocratici e comunisti stracciati da quello che fu il csx italiano.
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Ho sempre apprezzato il blog di Di Pietro ma in questi giorni comincio a provare un senso di clausura e di incoerenza fastidioso e non superabile.
Ho seguito tutte le battaglie e le campagne di Di Pietro. Ho appoggiato la sua opposizione al Governo Monti (pressoché unica in Parlamento a parte l’ondivaga Lega Nord che ormai ha perso di vista anche i propri interessi o le proprie linee fondanti),ma come posso, oggi, capire l’opportunismo di un Di Pietro che si appoggia a Bersani, pur di salvarsi e di non finire fuori dal Parlamento, quando Bersani ha tradito in ogni modo possibile la foto di Vasto, è andato in ogni modo possibile contro gli interessi del popolo italiano (non solo sui referendum, ma sulle leggi del lavoro, nel sostegno a Marchionne e nel voto a tutte le leggi di Monti, da quella sugli esodati, a quelle contro i diritti del lavoro, alla riforma delle pensioni alla immonda legge della Severino che mantiene la corruzione e aumenta i tagli al welfare)?
E come è possibile che Di Pietro si dica contrario a Monti e poi dichiari di appoggiare Bersani che farà il Monti 2?
Ho capito che vuole salvarsi, ma alla fine, in questo modo, perderà se stesso.
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RENZI
Viviana Vivarelli

Renzi è la Vanna Marchi della politica italiana.
Dispotico e ultrasicuro di sé, grande scilinguagnolo, grande memoria con una sfilza di cifre imparate e memoria che snocciola con grande disinvoltura, grandi capacità televisive e sceniche, grande venditore di pentole senza fondo.
Totalmente inaffidabile, animale televisivo peggiore di B e pertanto fortemente pericoloso, come un cobra travestito da cucciolo.
Non gli affiderei nemmeno un sacchetto di spazzatura da portare al cassonetto.
Tutte le mie parti psichiche si mettono in allarme appena lo vedo: conscio, subconscio e inconscio.
Subdolo e falso come un ‘ciaralle’, figura emblematica della cultura popolare materana, capace di incantare i serpenti. Lui affascina i teleutenti, è un ipnotizzatore televisivo. I media ci vanno a nozze, tant’è che sta in tv fisso, dimenticando anche la piena dei fiumi toscani, battendo 10 a 1 il povero troglodita Bersani, rocco nel parlare e irto come un legno vecchio, un po’ schivo di televisione e anche di stampa, visto che ha rifiutato l’intervista di IFQ. Renzi, no, nella televisioni ci sguazza come un pesce nell’acquario, te lo ritrovi su tutti i canali, con l’impudenza e l’invadenza del primo Berlusconi, dà ad intendere di essere nuovo,in realtà non c’è nulla di più vecchio nel suo programma, un vecchissimo e obsoleto programma ultraliberista di sfruttamento delle masse per l’arricchimento dei capitalisti più efferati, qualcosa che farebbe semplicemente vomitare e che batterebbe la spregiudicatezza di Romney e degli ultraliberisti repubblicani se non fosse espresso con la faccia tosta di un Pierino spregiudicato finto ingenuo.
I punti gravissimi di cui non parla mai mentre snocciola i suoi discorsetti fluidi e sfacciati da banditore di aste di quadri falsi sono:
-i suoi rapporti col Vaticano
-il suo intento di far sparire dalla sx ogni residua traccia di valori di sx
-l’intento di privatizzare qualsiasi cosa a 360°, in modo da far sparire totalmente lo stato sociale (lo stesso di Monti)e di eliminare il concetto stesso di bene pubblico o di servizio pubblico
-l’assenza di qualsiasi interesse per i diritti dei lavoratori
-un interesse quasi inesistente per l’ambiente
-e la mancanza assoluta di democrazia.
Per me basta e avanza.
..
LA VIOLENZA SULLE GIORNALISTE
richiamato da Doriana Goracci

Da che il potere ha il volto del fascismo, chi cerca di fare informazione è insultato, intimidito e minacciato. Oggi vorremmo parlare delle ‘Intimidazioni e violenze contro le giornaliste”. La Giornata Mondiale indetta dall’ONU per l’eliminazione della violenza contro le donne sarà celebrata a Roma, martedì 27 novembre alle ore 11 a Palazzo Montecitorio, nella Sala Aldo Moro, con le testimonianze di Luisa Betti, Ester Castano, Marilù Mastrogiovanni, Marilena Natale, quattro giornaliste che hanno subito intimidazioni, minacce, violenze a causa della loro attività professionale di informatori dell’opinione pubblica.
-Luisa Betti è una giornalista esperta di Diritti Umani su donne e minori, e per il Manifesto scrive su argomenti che riguardano violenza di genere, diritti dei minori, discriminazione e trafficking sessuale.
-Ester Castano, giornalista di Altomilanese, è stata bersagliata per un anno dalle querele e diffide del sindaco di Sedriano (Milano) Alfredo Celeste, arrestato per rapporti con la ‘ndrangheta.
-Marilù Mastrogiovanni, giornalista pugliese, direttrice de Il Tacco d’Italia di Casarano (Lecce), minacciata più volte per i suoi articoli e le sue inchieste sul malaffare e sulle attività mafiose in Salento.
-Marilena Natale, è da 15 anni cronista di nera del quotidiano La Gazzetta di Caserta,cominciando giovanissima. Si è occupata dei legami tra il clan dei Casalesi e la politica. Vive da tempo con la protezione della polizia a causa delle numerose minacce che ha subito.

video e foto su http://www.reset-italia.net/2012/11/26/giornaliste-violenza-coraggio/#.ULOhzYVJdFR

Aggiungiamo queste donne coraggiose alla resistenza del mondo femminile nella giornata sulla violenza alle donne
Il potere nero si è sempre accanito contro coloro che vogliono denunciare i misfatti che si compiono continuamente nel nostro Paese con la partecipazione della criminalità organizzata e della sporca politica. Sulle donne di più, in quanto soggetti particolarmente indifesi in una società maschilista dove anche la Chiesa dà addosso alle donne.
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DI PIETRO E L’ILVA
Da 6 mesi, la famiglia Riva si scontra con i magistrati e non spende una parte degli immensi profitti accumulati, gli impianti sono sempre gli stessi, avvelenano Taranto e uccidono lentamente i lavoratori e i loro figli e l’azienda sta ricattando gli operai con la minaccia di chiudere la fabbrica. La cosa più sconcertante è che lo Stato si schieri dalla sua parte invece di sostenere la magistratura. E’ scandaloso comportarsi come se i criminali fossero i lavoratori e i magistrati e non chi, per arricchirsi,ha violato le leggi. L’IdV sta coi magistrati, i lavoratori e i tarantini. Non si può più sopportare l’osceno ricatto della famiglia Riva, che chiede ai dipendenti di scegliere tra la disoccupazione e il rischio di una morte lenta. Un governo che, di fronte a un ricatto simile, non sa far altro che fare oscure allusioni alle “responsabilità” della magistratura è semplicemente indegno. La verità è che, senza i giudici, l’Ilva, del tutto indisturbata, avrebbe continuato a emettere veleni in quantità micidiale. Nessuno lo sa meglio del ministro Clini, che per anni ha avuto un ruolo fondamentale al ministero dell’Ambiente, senza fare assolutamente niente per impedire all’Ilva di avvelenare l’aria di Taranto. Il dovere del governo è semplice: mettere a disposizione i migliori tecnici, assumendosi la responsabilità di certificare gli interventi sugli stabilimenti e sulle bonifiche, pretendendo le fideiussioni a garanzia della copertura da parte dei Riva. Solo così difenderà i posti di lavoro e la salute dei cittadini e farà in modo che l’Ilva, la più grande acciaieria d’Europa, diventi la migliore, la più moderna e più produttiva, capace di garantire sia gli stipendi ai lavoratori che gli utili all’impresa, mantenendo in Italia una produzione strategica, quella dell’acciaio, visto che siamo il secondo Paese manifatturiero del continente.
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SIAMO TUTTI A RISCHIO
Viviana Vivarelli

Quello che sta avvenendo in Italia è criminale
E che vi sia chi ancora sostiene un Monti 2 è folle. Che 3 milioni di italiani votino per un nuovo segretario di partito tra 4 che sono a favore di un Monti bis non è un passo di democrazia ma una manipolazione mentale di dimensioni macroscopiche. E che Di Pietro sostenga Bersani anche questo è folle! Stiamo andando al macello con gente che se ne rallegra e addirittura conferma i correi! E questo è plagio dei cervelli e terrorizza!
Non riesco nemmeno a capacitarmi della cattiveria o dell’ignoranza di tanti o della follia perversa di chi passa la vita ad attaccare chi mette in guardia contro l’ultraliberismo di Monti che ci ucciderà tutti. Quando i disastri che si paventano abbiano a verificarsi, saremo tutti a rischio, anche quelli che oggi si credono al sicuro perché non hanno bisogno di lavorare per vivere o sono tanto ricchi da pagarsi privatamente ogni sorta di necessità o assicurazione,perché non si vive bene in un paese portato gradatamente alla miseria e si apre un tempo in cui nessuno sarà al sicuro e peggiorerà la vita di tutti. Noi non riusciamo nemmeno a capire cosa significhi vivere nel Terzo Mondo ma l’agenda Monti ci sta portando rapidamente in quella direzione, con una razzia sistematica, comandata dal Fm e dalla grande Dx internazionale, e ora ci mette in un grave rischio, minacciando di azzerare lo stato sociale, distruggere il servizio sanitario nazionale e abbattere la scure di nuovo sulle classi medio basse con altri tagli, tasse e razzie mentre i fallimenti delle aziende si aggiungono ai fallimenti nel suicidio dell’economia. Non reggeremo a tutto questo.
Se l’Ilva chiude, 11.000 persone rimarranno senza lavoro. Se la Fiat chiude, 223.000 persone perderanno il lavoro. Con tutto l’indotto e l’effetto a spirale che questo comporterà. Non reggeremo a tutto questo.
Questo significherà per l’Italia un enorme passo indietro, con l’uscita dal mondo automobilistico e dell’acciaio e una recessione ancora più crudele.
Ma di fronte a questi disastri annunziati non vedo nei media e nella gente la reazione normale che dovrebbe esserci, i titoli, gli allarmi e questo mi terrorizza anche di più. Moriamo ignari.

Ho acceso la7 e non ho retto a sentire la Turco che di fronte alla distruzione del sistema sanitario nazionale non trova di meglio che fantasticare su un ipotetico servizio del territorio e a domicilio che a sentire lei sarebbe più economico (e perché non l’ha fatto il Pd nei suoi 8 anni di governo??), quando l’unica cosa civile da dire: “Noi la distruzione del welfare non la voteremo a costo di bocciare il governo Monti!!!!”
Quando è stato chiaro l’intento perverso di Monti di distruggere lo stato sociale, la cosa era così grossa che mi aspettavo di colpo una grande rivolta del Paese, titoloni sui giornali, servizi speciali del tg, talk show dedicati solo a questo, giornalisti e politici che disegnavano il quadro fosco e terribile di un’Italia dove tutto viene pagato personalmente e dove un povero non ha diritto a un medicinale o un ricovero, un’operazione o una scuola decente.. se non se lo paga con i suoi soldi o ha una lauta assicurazione. Mi aspettavo che una frotta di solerti esperti ci facessero capire cosa voleva dire per un anziano malaticcio o un malato cronico o un cittadino colpito dal cancro pagarsi ogni farmaco, ogni intervento di assistenza, ogni cosa. O cosa voleva dire avere scuole pubbliche simili a quelle del Bronx o università dal costo di centinaia di milioni mentre i cittadini non facoltosi restano abbandonati in strutture fatiscenti o muoiono di abbandono.
Invece niente! I partiti hanno continuato impunemente a gloriarsi dell’appoggio al Monti2, il cosiddetto csx ha continuato impunemente a presentarsi agli elettori ignorando le leggi orrende votate ‘senza se e senza ma’, gli elettori sono andati festanti a rivotarli, la Chiesa non ha detto Verbo ben contenta del regalo dell’Imu e nemmeno i sindacati hanno aperto bocca.
E le Cassandre come me che finora non hanno sbagliato nessuna fosca previsione vengono derise e insultate sui blog mentre una banda di scalmanati pagati o malvagi per DNA dalla testa stravolta e suicida attacca con azioni di killeraggio i siti che tentano di fare informazione.
Dio acceca quelli che vuole distruggere.
E noi siamo un Paese di accecati.
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SE ABOLISSIMO LA MONETA CORRENTE
vv.

Ogni tanto sento questa frase ma resto perplessa: se non ci fosse più moenta corrente e tutto fosse regolato dalla banche, avremmo solo il dominio delle banche e il controllo totale di tutti i nostri atti, come in USA, dove non solo l’evasione è altissima ma la corruzione anche. Nel corso delle primarie repubblicane il milionario e candidato Mitt Romney, dopo lunghe reticenze, ha dovuto rendere pubblica la propria dichiarazione dei redditi: dalla quale emerge che su un reddito complessivo di 21,7 milioni di dollari nel 2010 ha pagato il 13,9 % di tasse. E non è il solo (naturalmente), ma neppure il più privilegiato. Da un recente studio del “New York Times” emerge che dei 400 americani più ricchi (con un reddito medio di 270 milioni), 30 (i più ricchi) pagano appena il 10 % di tasse e il resto in media il 15 %. E’ vero che lo scaglione più alto a livello federale è di “solo” il 35 %, ma a questo bisogna aggiungere il prelievo a livello statale (in media il 6%) più un altro prelievo sulla busta paga per l’assistenza sociale di circa il 7 %, più naturalmente le altre tasse sulle proprietà e sulle vendite (sales tax) e la distinta tassazione sulle imprese. Questo sulla carta, perché di fatto la pressione fiscale del governo federale come percentuale del PIL non arriva al 15%, il livello più basso da 60 anni. Aggiungendoci tutte le altre tasse, statali e locali,si arriva al 28% del PIL. Poca cosa rispetto alla maggior parte dei paesi europei, dove la media della pressione fiscale supera il 40% e all’Italia dove si tassa al 56.
Negli USA l’evasione è stimata al 6% e anche loro hanno fondi neri in Svizzera. Certo la nostra è 4 volte superiore, con una economia sommersa pari al 17,5% del Pil e un totale di tasse evase per 154 miliardi di €, il doppio dell’Inghilterra, 6 volte più grande della Francia e 8 volte quanto calcolato in Canada.
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GENNARO ESPOSITO
GUERRA CIVILE A VISTA

Monti lancia l’allarme: “Potremmo non riuscire più a garantire il servizio sanitario nazionale se non si trovano nuove forme di finanziamento”. “Il momento è difficile, la crisi ha colpito tutti e ha impartito lezioni a tutti. E il comparto medico non è stato esente né immune” (V.: è ovvio che questi soldi non li troverà, perché non li vuol trovare. E’ ovvio che se non si fa una patrimoniale, non si taglia sul carrozzone politico, non si mettono tetti ai superstipendi, non si eliminano armi e grandi opere inutili, non si condonano 98 miliardi alle lotterie, 3 al Papa, 6 alle tv, una decina alle banche per i derivati, una trentina ai fondi neri in Svizzera e avanti così, i soldi non si troveranno mai)
La Grecia è sempre più vicina, col tentativo di sdoganamento del “nazismo di bilancio”, del governo Monti. Quando salterà la sanità, scoppierà anche lo sconquasso in Italia, come in Grecia. Chi sta male, o si suiciderà, o compirà atti di follia. L’ordine sociale sarà compromesso. I pronto soccorsi saranno assaltati. Sarà il vero inizio della fine. Il crollo della Civiltà, innescato da chi avrà la percezione, che non avrà più nulla da perdere. Allora il governo delle banche di Monti forse darà l’ordine alle forze dell’ordine di abbattere a vista gli insorti come cani rabbiosi (V.: Forse scatterà quel codicillo del Patto di Lisbona che ripristina la pena di morte per chi ribella al suo governo). Come fossero zombie. Questo saranno i frutti cancrenosi dell’ideologia neoliberista, che altro non è che nazismo economico (una nuova forma di dittatura del capitale)
Ne concludo che Monti se ne deve andare a fan*ulo prima! Chi ca*zo l’ha eletto? chi ca*zo ha mai eletto qualcuno di questo parlamento di nominati papponi e magnaccia? Bisogna cambiare etica sociale, cioè sostituire la priorità dal debito del passato alla gente che vive e che muore ora.
L’iniquità sociale scatenerà, sommosse e barricate, e credo che anche chi è in carrozzina, a quel punto romperà gli indugi, e andrà per le strade a dar libero sfogo alla rabbia repressa si qui. Questo è diventato un Paese di merda per colpa chi lo sgoverna e per precise responsabilità dell’informazione e dei mass media in conflitto d’interessi. Sono loro il tumore sociale!
Son dell’avviso invece che occorra sradicare la logica bancaria, e soprattutto, uscire dall’eurozona. Andrà male all’inizio, ma dopo ognuno farà del proprio meglio, con la possibilità di agire sugli eventi. Non subendoli soltanto in nome dell’euro e della Bce come adesso. Dobbiamo uscire dall’imperante logica neonazista camuffata da finanza, che ci tiene prigionieri.
Se si potrà far morire la gente deprivandola delle cure mediche che vorrà dire? Ognuno per sé e i ricchi che se la cavano sempre? E allora che mi trattiene più se ho dei problemi gravi? Prevarrà la legge della giungla? Nel nome di che? Del capitalismo? Della finanza? Dei ricchi? Di uno Stato che non mi servirà più a nulla? Neanche come vessillo di Civiltà?
NON RISVEGLIATEVI
Ad un certo punto della propria vita, il ciclo delle apparenze e delle finzioni sociali, giunge al capolinea delle permutazioni e combinazioni. Tutto ricomincia daccapo per i nuovi venuti al mondo. I giovani oggi depredati anche dal governo Monti(dopo quello Berlusconi) del Futuro. Tutto già scontato. Faranno una brutta vita. Saranno infelici. Senza senso. Senza niente. Se si drogano è per cercare un equilibrio che in Italia non c’è. Così s’inizia ad assistere alle “repliche”, spacciate per novità alle nuove generazioni, turlupinate dal potere di turno, al “governo” della società per spolparla. La politica è dei ricchi e dei patrimoni. La politica è per la finanza e per le banche. Non per la gente viva. Terminate le insurrezioni popolari rivoluzionarie, in fila per votare fra il sole dell’avvenire Bersani e la finanza ottocentesca di Renzi, il popolo è ben pago. Finalmente! Ci voleva un po’ di “sommovimento sociale” ben ordinati in fila prima di… ritornare in letargo nel recinto. «Pecore democratiche». Ed è così che capisco che chi non s’è mai occupato di seguire le cose politiche, non è superficiale o stupido. Anzi! E’ un genio! Ha capito che il popolo è un gregge, e che non ci sono chance per il reale mutamento. La politica non gestisce le sorti comuni ma solo quelle dei ricchi e dei prepotenti criminali camuffati. I nominati sono i ladroni legalizzati. I più capaci vanno al potere, ma non hanno etica sociale, rubano per la famiglia e per i vizi, oltre che per l’avidità, essendo convinti della propria immortalità, e percependo il potere sugli altri come un afrodisiaco. Andrebbero internati in un lager come tutti coloro che oggi stanno partecipando al progetto di distruggere la gioia di vivere dell’umanità. Meglio allora pensare solo ai ca*zi propri, come i fascisti o i comunisti, cioè gli estremisti in salse diverse. Le persone equilibrate e ragionevoli non servono. Non bucano l’attenzione popolare. Servono quelli che promettono l’Eden in terra. Tanto la chiesa millenaria pappa con i ricchi “moderati”. Ben sguazzano nella ricca cancrena sociale, perpetuata generazione dopo generazione: non stato sociale ma carità! Tanto i tg mettono sullo stesso piano la notizia dello sconquasso sociale, le primarie e il ladrocinio di questi 4 nominati magnaccia! Chi pappa è drogato dalla panza piena. Una pappetta per portare all’ammasso i cervelli. Scio’! Scio’! Andate a “drogarvi” con le partite di calcio. Si sentono le urla per i condomini, il tifo dei panzoni davanti alla tv. Sportivi e morituri. Ma non ci pensate. Per voi ormai è tardi. Siete già traghettati da Caronte e neanche ve ne accorgete. Non assumetevi nessuna responsabilità. Non risvegliatevi, obliatevi, che domani dovrete svegliarvi presto e andare in piazza a manifestare: siete rimasti senza lavoro! (Oops?!?) La vostra vita, cari connazionali, è della stessa sostanza dei sogni. «Gooool!». Non importa se è un gioco truccato. Dormite. Dormite ora. La vita ai vivi, i morti alla morte. Tanto casino per niente. Niente letteralmente. Questo siete. Niente.

Gli AUTOMI DEL CAPITALE
Viviana Vivarelli

Quell’automa di Monti è come una gelida slot machine dal suono gracchiante. Continua a ripetere la sua litania di morte: che non ci soldi per cui occorre tagliare la nostra vita. Tagliano la nostra vita per adorare i loro soldi. E la chiamano ‘equità’, come faceva Bush quando dava nomi poetici agli attacchi all’Irak: ‘giustizia infinita’ (250.000 morti) , ‘libertà duratura’ (bombe a tappeto sull’Agfhanistan).. Il linguaggio orwelliano sgorga da questi cinici automi di morte in un flusso continuo e nefasto: ci oscurano ogni futuro e lo chiamano ‘la luce in fondo al tunnel’, ci costringono a perdere ogni sicurezza e parlano di ‘salvataggio del Paese’, dichiarano di voler eliminare il welfare e parlano di ‘necessità inevitabile’.Ogni ministro di questo infame governo è stato scelto ad hoc. Alla Difesa un generale assatanato dalle armi. Allo Sviluppo un evasore di banche attento solo al proprio sviluppo. Agli Interni un prefetto granitico ligio al potere. Al Lavoro la più grande distruttrice del lavoro di tutti i tempi. All’Ambiente il Clini , famigerato nemico dell’ambiente, amico dei Riva come delle centrali nucleari e delle opere inutili. La sua ultima battuta è che in agosto il Parlamento ha approvato 300 milioni per iniziare il risanamento delle aree prossime all’Ilva, ma non sono mai stati impiegati perché per 4 mesi Clini ‘si è dimenticato’ di nominare il commissario di esecuzione. Doveva essere una figura ‘con comprovate competenze tecniche in materia ambientale’. Risvegliatosi dal coma, Clini ha nominato Vendola. Non faccio commenti! Che farà Vendola? Ci scriverà un’ode?

MARCO TRAVAGLIO
BERSANI, CI DICA

Nel 2006-2007 Emilio Riva, recentemente arrestato per omicidio colposo plurimo e disastro colposo, inquisito anche per una mega-evasione fiscale di 52 milioni, finanziò la sua campagna elettorale con un assegno di 98 mila €. Lei, on. Bersani, lo registrò nell’apposita dichiarazione alla Camera: ci mancherebbe. Ma Riva non è un sostenitore della sx, anzi è noto per simpatie di dx (contemporaneamente staccò un assegno di 245 mila € a Berlusconi). Si è mai domandato perché finanziò non gli allora Ds, ma personalmente lei, all’epoca ministro in pectore dello Sviluppo economico del governo Prodi, preposto alla vigilanza sull’Ilva? Non sarebbe stato opportuno rifiutare quei soldi, per evitare imbarazzi verso un’azienda già allora nel mirino di pm e ambientalisti?
La classe politica, locale e nazionale, di dx e di sx, ha sempre consentito all’Ilva (pubblica e poi privata) di fare i comodi suoi, intascando utili miliardari e guardandosi bene dal bonificare gli impianti, tant’è che per fermare la strage c’è voluta la magistratura. Cosa deve pensare un elettore, alla notizia che i vertici dei maggiori partiti di dx e di sx erano finanziati dai Riva? Quel che ne pensava Riva l’abbiamo appreso dalla mail che le inviò nel 2010 il vertice Ilva per invitarla a “non fare il coglione” e a bloccare la solitaria battaglia ambientalista del senatore Della Seta. Questi garantisce che lei non intervenne: ci mancherebbe. Ma non crede che l’aver accettato quel contributo abbia messo strane idee in testa ai Riva?
I ministri dell’Ambiente cambiano, ma i dirigenti restano. Uno dei più longevi è Corrado Clini, oggi inopinatamente ministro, ovviamente sdraiato sulle posizioni dell’Ilva, come pure il suo collega dello Sviluppo economico, Corrado Passera. I due seguitano ad attaccare i giudici, come se i disastri dell’Ilva fossero colpa loro. Non è il caso che il Pd chieda le immediate dimissioni di questi due signori?
A Che tempo che fa lei ha biascicato frasi di circostanza sulla chiusura dell’Ilva, frutto di una guerra fra “due poteri dello Stato”, e ha invocato “interventi normativi del governo”. A parte il fatto che, in uno Stato di diritto, nessun governo può cambiare le sentenze e le ordinanze giudiziarie per decreto, non crede di dover dire qualcosa sullo spaventoso verminaio di corruzioni e complicità istituzionali emerso dalle indagini? E sulla condotta del suo alleato Vendola, governatore e dunque responsabile della sanità pugliese, indicato dal Gip come “regista” della guerra al direttore dell’Arpa, reo di tutelare la salute dei cittadini contro i disegni dei Riva?
Che aspetta a restituire quei 98 mila € a Emilio Riva?

ILVA DI TARANTO SENZA FUTURO
Paolo De Gregorio

Suona stonata e fuori contesto la presa di posizione che vuole conciliare produzione industriale, salute dell’ambiente e dei cittadini di Taranto, come se ciò fosse realmente possibile e praticabile.
Questa è una posizione demagogica, pretesca, che non vuole tenere conto di fattori essenziali, di cui il più importante è quello della globalizzazione, che vedrà entrare presto nel settore siderurgico paesi come Vietnam, Argentina, India, mettendo fuori mercato l’acciaio italiano, come è già avvenuto nel settore delle costruzioni navali italiane, messe fuori gioco dalle più competitive industrie cantieristiche di Cina e Corea del Sud.
Si aggiunga che un vero risanamento di impianti ormai vecchi ha costi di miliardi di euro, non i pochi milioni messi a disposizione della proprietà Riva, e lo Stato italiano non ha soldi. Qui si cerca di fare i conti senza l’oste e trascinare la cosa per le lunghe illudendo gli operai e i cittadini inquinati di Taranto.
Anche dal processo ai responsabili dell’azienda non c’è da aspettarsi un gran che, e la più realistica delle ipotesi ci porta a pensare che finirà dopo 20 anni come quello contro la Eternit (amianto) di Casale Monferrato.
A livello mondiale, come sostiene il Wall Street Journal, si configura una sovrapproduzione di acciaio, con conseguente discesa dei prezzi e gli impianti di nuova generazione produrranno di più e a costi inferiori. Probabilmente gli impianti industriali del nord Italia che lavorano l’acciaio prodotto a Taranto non avrebbero difficoltà a procurarsi all’estero la materia prima.
L’unica strada seria percorribile sarebbe quella di nazionalizzare gli impianti di Taranto, scegliere di finanziare il rinnovamento degli impianti e la bonifica del territorio con il denaro stanziato per acquistare dagli USA i 90 bombardieri F35 (cifra ampiamente sufficiente) e fare un accordo con le industrie del Nord per assicurarsi che compreranno l’acciaio di Taranto anche se il mercato internazionale offrirà prezzi più competitivi.
Solo una politica illuminata, fatta di persone oneste, coraggiose, di difensori del bene comune, potrebbe prendere decisioni di questo tipo e sarà bene che alle prossime elezioni i cittadini italiani si ricordino che la cosa più necessaria è quella di mandare a casa il 90% della attuale casta politica, compresi quei “professori” che ci vogliono ..pure togliere la Sanità pubblica.
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DON PAOLO FARINELLA. COME IL CONGO

Ricevo una lettera dall’Africa da padre Gianni Nobili che fa un paragone con l’Italia e l’Europa dei nostri giorni. Dice che il Congo è in mano a movimenti armati. La Politica o è corrotta o è impotente. Gli Stati esteri e le grandi compagnie minerarie del mondo hanno enormi interessi da arraffare e difendere, a costo di balcanizzare l’intera zona, per cui pagano i guerriglieri che spesso sono alleati degli invasori «economici». Chi paga il prezzo in Congo è la popolazione, del cui destino e sorte quotidiana nessuno s’interessa e a nessuno importa. L’Onu è presente, ma non può intervenire, può solo stare a guardare. La chiamano «missione di pace». «Da anni la farsa si sta giocando a spese di innumerevoli vittime innocenti… Stiamo vivendo in modo drammatico quello che tu da mesi analogamente stai analizzando nella società italiana. I poveri sono massacrati, non contano meno di nulla nei giochi sporchi a diabolici dei potenti. E’ stomachevole il linguaggio dei diplomatici che non vogliono dire apertamente una verità che tutti sanno, una verità che è chiara e semplice: la fame delle ricchezze sulle quali tutti vorrebbero mettere le mani. Ricchezze che abbondano in modo scandaloso in questa terra del Congo. ormai oggetto di cupidigie senza limiti». E’ la riprova che vi è un progetto «universale» non solo di totale sfruttamento delle risorse naturali dei popoli legittimamente proprietari che vengono espulsi dal loro stesso diritto, ma anche di un annullamento radicale dei principi di democrazia e indipendenza. Sia in Africa che in Occidente e nel resto del mondo. Gli Africani, i Congolesi, gli Italiani … valgono nulla perché ciò che conta è il profitto di una infima minoranza che con i mezzi a sua disposizione è in grado di annullare i diritti e la stessa dignità. La Fiat trasferisce armi e bagagli dove paga meno tasse sul profitto da dividere tra gli azionisti: e alla malora se migliaia di operai con decina di migliaia di famiglia restano sul lastrico alla fame. A Marchionne non importa nulla perché egli si prende lo stipendio base che è 511 volte superiore quello di un operario. L’Eni italiana di Scaroni in Africa (Nigeria) non impegna nessun operaio locale, ma sono tutti d’importazione; gas e petrolio locali sono invece esportati perché noi possiamo scaldarci e cucinare. Il nostro benessere lo pagano i poveri che sono derubati delle loro materie prime. Nessuna differenza tra il governo Monti e i governi corrotti dell’Africa; hanno lo stesso obiettivo: annullare le pretese delle popolazioni di affacciarsi alla soglia della democrazia e incidere con la loro partecipazione alle sorti di se stessi e dei loro figli. Monti ha un compito: ridurre gli spazi di sopravvivenza per impedire che la democrazia si allarghi e devasti il sistema capitalista che è il regno «dei pochi». Monti annulla «di fatto» la carta dei diritti con la scusa che «non vi sono soldi». In Africa e in Congo i soldi ci sono e servono per corrompere, per armare, per dividere, per distruggere. In Italia i soldi ci sono e servono per corrompere, per dividere, per affamare, per mettere in riga e per mantenere una mandria di fannulloni perversi che si fregiano anche del titolo di «cattolici» e il vescovi, complici di genocidio stanno a guardare e tacciano, quando non fanno affari con questa gentaglia maledetta da Dio e dai popoli. «Non vi sono soldi» è uno slogan che oggi ha il potere di svuotare la Costituzione e la Legge che impongono di rimuovere gli ostacoli di natura economica. A costoro, a livello mondiale, interessa avere utili «freschi, di giornata», se poi milioni di persone fanno la fame e muoiono … affari loro: prima muoiono, prima si tolgono di mezzo, prima lo Stato risparmia. Si avvicina l’ora in cui «la collera dei poveri» insorgerà e travolgerà capitalismo e capitalisti, chiesa e vaticano, vescovi e parlamenti e li butterà tutti nell’immondezzaio della storia, là dove non si conserva la memoria nemmeno dei farabutti. Sono solidale con padre Gianni Nobili e prego con lui perché possiamo vedere l’alba del nuovo giorno.
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ELIMINATA LA TASSA SUI DERIVATI. MONTI GRAZIA LE BANCHE

Siccome vengo dal mondo no global, so che da più di 30 anni ci battiamo per la Tobin tax, una tassa modestissima sulle transazioni finanziarie che potrebbe frenare debolmente l’enorme flusso delle transazioni creando un piccolo patrimonio da usare per lo sviluppo dei Paesi che vanno peggio. Ovviamente il mondo della speculazione non la gradisce, come non gradisce nessuna forma di controllo o vincolo o legame sulle proprie speculazioni. Ma ora sembra che la Tobin tax sia entrata nell’agenda europea e Monti in qualche modo dovrebbe applicarla. Ma siccome costui è al soldo dei poteri neri del mondo guardate cosa ha fatto: per quanto i derivati siano la parte peggiore delle speculazioni finanziarie, il governo Monti ha messo nella famigerata legge di stabilità degli articoli su questa tassa, essa non riguarderebbe i derivati. E salva persino i trader online – che vengono tassati solo per il saldo a fine giornata. Contenta l’alta finanza. Perso qualche miliardo di tasse. Ma ci penseranno i più poveri a ripagarli. E questo sarebbe il famoso Monti per cui Renzi e Bersani dovrebbero proporre un Monti bis!!

DOBBIAMO ABOLIRE IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PERCHE’ I SOLDI NON CI SONO?
Viviana Vivarelli

L’orrendo proposito è di Monti, la più grande faccia di tolla di tutti i tempi, l’uomo che nocciola menzogne come il mulino la farina. Ma com’è che:
-Gli Stati uniti dalla vendita delle frequenze hanno ricavato 19 miliardi
La Germania 4,4, La Francia 1,4 miliardi dalla gara per la banda larga mobile.
E noi potremmo prenderci benissimo 4 miliardi, ma Passera dice che ci rimetteremmo!!!!!
per cui è meglio regalarle a Berlusconi!!!!
Meglio tagliare sui malati di SLA, vero Passera!?
Meglio tagliare 22 miliardi alla sanità e buttare tre miliardi in una inutile agenda digitale, vero Monti? O spendere 27 miliardi in cacciabombardieri e generali strapagati e più numerosi della truppa, vero generale De Paola?
Meglio continuare in grandi opere assurde mentre va in dissesto il territorio, vero Passera?
Meglio regalare 98 miliardi ai gestori pure mafiosi delle slot e dichiarare che non ci possiamo più permettere lo stato sociale, vero Ornaghi?
Meglio proteggere i Riva e riparlare del nucleare, vero Clini?
Meglio tagliare sui diritti del lavoro e buttare miliardi in forza pubblica con arresti preventivi, vero Cancellieri?
Meglio condonare falsi in bilancio e furti allo Stato e mettere il quarto grado di giudizio per non arrestare più nessuno, vero Severino?
Meglio regalare la Tobin tax alle banche perché non ci tassino i derivati?
Ma com’è che questi soldi Monti non li vede e non li vedrà mai???

GLI SPRECHI DEI GENERALI
Enzo D Bari segnala
Si chiama Sip l’eldorado dei generali.

Speciale indennità pensionabile, un emolumento ad personam che fa schizzare lo stipendio dei dirigenti in alto. Molto in alto. Spetta al Capo di stato maggiore della Difesa, il generale Biagio Abrate, (482.019 euro all’anno), ai tre Capi di stato maggiore di Esercito, Aeronautica e Marina (481.006 euro), al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli (462.642 euro) e al segretario generale della Difesa Claudio De Bertolis (451.072). Cifre che superano ampiamente i 294 mila euro annuali (il trattamento riservato al Primo presidente di Cassazione) indicati dal “decreto salva-Italia” come tetto per gli stipendi dei manager pubblici. In sei costano al ministero 2,8 milioni di euro.
Gli stessi soggetti, quando lasciano, ricevono una liquidazione che sfiora il milione di euro
e una pensione da 15 mila euro netti al mese.
UFFICIALE E CAPPELLANO
Equiparato per grado e stipendio al generale di corpo d’armata è anche l’ordinario militare, ruolo attualmente coperto da monsignor Vincenzo Pelvi, che è a capo di un’arcidiocesi speciale composta dai 182 cappellani militari, tutti inquadrati come ufficiali che svolgono l’attività pastorale nelle caserme. Il vicario equivale a un generale di brigata (6000 euro al mese lordi), il vicario episcopale, il cancelliere e l’economo sono equiparati al tenenti colonnello. Alla Difesa nel complesso costano 10 milioni di euro in buste paga annuali, più altri 7 milioni per la liquidazione di 160 pensioni, che mediamente ammontano a 43 mila euro all’anno ciascuno, tranne quella dell’ordinario a cui vanno 4 mila euro al mese.
L’attuale presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco, nei fatti è un baby-pensionato. È stato arcivescovo ordinario militare dal 2003 al 2006, a 63 anni ha ottenuto il vitalizio dalla Difesa, un po’ meno di 4 mila euro

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/siamo-uomini-o-generali-le-forze-armate-sono-un-arsenale-di-sprechi-e-privilegi-46527.htm

MENTRE I NOSTRI MILITARI A KABUL RINUNCIANO ALLA MENSA AMERICANA PERCHE’ COSTA TROPPO, I GRADUATI SPERPERANO A TUTTO SPIANO –
APPARTAMENTI SUPERLUSSO GRATIS, INDENNITA’ SU INDENNITA’, AUTISTI, PENSIONI D’ORO, SCATTI DI CARRIERA A GO-GO, PROMOZIONI “DI CARTA”, SUPERSTIPENDI, LIQUIDAZIONI MILIONARIE, MASERATI “DI SERVIZIO”…

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/siamo-uomini-o-generali-le-forze-armate-sono-un-arsenale-di-sprechi-e-privilegi-46527.htm

COMANDANTI E COMANDATI
Parlano i numeri. Tra Esercito, Marina e Aeronautica ci sono 425 generali per 178 mila militari. Negli Stati Uniti sono 900, ma guidano un comparto che con 1.408.000 uomini è quasi dieci volte quello italiano. Per dire, noi abbiamo più generali di Corpo D’Armata, 64, che Corpi d’armata, circa una trentina. «A essere generosi, in Italia basterebbero 150 generali per svolgere gli stessi compiti.. Siamo arrivati al paradosso che i comandanti sono più dei comandati: 94 mila ufficiali e sottoufficiali, 83.400 uomini e donne della truppa…
Un generale di Corpo d’armata (il grado più alto, tre stellette) percepisce in servizio uno stipendio annuale di 120 mila euro, circa 7 mila euro netti al mese. Non ha limitazione alle ore di straordinario che può fare. Ha diritto all’alloggio di servizio a canone agevolato nelle zone migliori della città, al telefonino, in alcuni casi all’autista (l’anno scorso sono state acquistate dalla Difesa 19 Maserati per gli alti ufficiali), a soggiorni low cost nelle decine di foresterie della Difesa, alcune in località turistiche di pregio come Bardonecchia o Milano Marittima. E quando raggiunge la pensione, per effetto di indennità varie, del sistema retributivo ancora in vigore per gli anziani e della cessazione del versamento dei contributi all’Inpdap, si ritrova con un mensile superiore a quello in servizio…
CHE SCHIFO…

L’AGENDA DIGITALE DI PASSERA: IL MAGNA MAGNA CONTINUA
PASSERA VUOLE INFORMATIZZARE I DATI SANITARI MENTRE MONTI VUOLE AMMAZZARE LA SANITA’

Viviana Vivarelli

(Formigoni ha buttato 1 miliardo nelle tessere sanitarie lombarde informatizzate e che non servono a niente. Passera, siccome si annoia e non sa cosa fare, vuol riprendere il loro software fallito e farle a livello nazionale; saranno inutilizzabili e non faranno sparire le vecchie tessere sanitarie. E questo, a maggior beffa, mentre Monti dichiara che farà sparire la sanità nazionale ‘Perché non ce la possiamo permettere’!
Ma quando uno non sa fare il bene si occuperà di fare il male.
Se nella sola Lombardia queste inutili tessere sono costate 1 miliardo, quanti miliardi costerà farle per tutta Italia? 3? 4? E cosa ce ne faremo quando il governo Monti avrà totalmente distrutto la sanità pubblica? Le metteremo sulla lapide del fu stato sociale?
Ma, se si vuole con tanta ostinazione una cosa inutile, ci dicano a quanto ammonta la cresta di questa spesuccia che si metterà in tasca Passera? La mettiamo nel contesto delle grandi opere,che a noi non servono ma alle loro tasche sì?

Workuup.com
L’Agenda Digitale sarà un clamoroso fallimento. Il principio su cui si basa, secondo il quale l’uso diffuso delle nuove tecnologie dovrebbe contribuire al rilancio del nostro Paese, è solo fumo negli occhi. Tutte le belle storielle formalizzate dalla cosiddetta “cabina di regia”, riguardo l’e-government, le smart cities, l’e-commerce, la ricerca e l’innovazione, sono soltanto vaghi propositi per giustificare la nascita di un ulteriore, inutile, apparato burocratico sotto il beneplacito dell’Europa. Si chiamerà “Agenzia Digitale”.Solo il tizio a capo dell’agenzia costerà 250 mila euro l’anno. In un Paese come l’Italia dove l’infrastruttura di rete fissa e mobile fa acqua da tutte le parti, manca il presupposto basilare per l’attuazione di questa famigerata Agenda. Uno degli obiettivi della tanto sbandierata rivoluzione digitale alla base dell’Agenda è quello di assicurare la copertura a banda larga per tutti entro il 2013 per completare il cosiddetto “Piano Nazionale Banda Larga”. Ad oggi, secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico, 8,5 milioni di italiani si trovano in condizioni di divario digitale.
Il gap digitale tra i pochi che hanno un pc e gli altri è una vergogna a cui le aziende di telecomunicazioni, negli anni, non hanno mai messo mano, perché gli investimenti per garantire l’accesso alla rete in zone considerate “disagiate” risulta antieconomico. Ora, invece, l’intento compare tra i punti programmatici dell’Agenda. Perché? Perché sarà lo Stato che si farà in quota parte carico degli investimenti. E le aziende di telecomunicazione ringraziano, perché potranno accedere a questo mercato “residuale”, che fino a questo momento hanno snobbato, grazie a questi fondi che, di fatto, sono aiuti Statali spacciati sotto falso nome. C’è poi la solita domanda di rito. Quali sono le figure o i consulenti che gireranno nei corridoi di questa Agenzia? Ci sono dei bandi pubblici per la selezione? O sono scelti con le solite dinamiche di prossimità al potere? Capiamoci, va pure bene. Se non fosse altro che alle chiacchiere che ci vengono propinate da 15 anni a questa parte dai soliti soggetti dovrebbero seguire anche i fatti. Perché questa Agenda, dietro il paravento dell’ammodernamento tecnologico del Paese, ha tutta l’aria di essere un enorme e gustoso banchetto da spartirsi tra pochi giocatori. I benefici saranno marginali. Nessuno dei propositi indicati inciderà significativamente al rilancio del Paese. Per quello servono solo le industrie e i servizi, quelli veri, a valore aggiunto. Non bastano solo i bit, le “smart cities” e il vacuo fascino della rete per rialzarci dal pozzo in cui siamo impantanati. Queste teorie sono solo disturbi di fondo generati da un’incontrollabile entropia che affligge il nostro Sistema. Propaganda spicciola e del tutto inutile.

L’Agenda digitale è la nuova truffa firmata Passera
Ma, a oggi, tra Monti, la Fornero, la Severino, Clini, la Cancellieri, Ornaghi e gli altri, il governo Monti si sta profilando come la più grande truffa del secolo nella storia italiana
Voteremo anche questa “Senza se e senza ma”, vero Bersani????????????

ALTRO CHE AGENDE DIGITALI E GRANDI OPERE!!!
Giorgio Nebbia

E intanto che il Governo si balocca con sprechi inutili, l’Italia deve fare i conti con i danni delle alluvioni. In questi giorni, che registrano il dolore in tante zone e città d’Italia, dal Nord al Sud, alle isole, si può stimare in 3 miliardi l’anno il denaro pubblico necessario per risarcire i danni subiti dalle persone che hanno perduto i propri beni, le case, le possibilità di lavoro, a causa delle frane e alluvioni.
Dopo la grande alluvione di Firenze e Venezia, nel 1966, il governo diede l’incarico ad una commissione presieduta dal prof. De Marchi di indicare come evitare tali futuri disastri. La Commissione individuò le azioni da fare e indicò la necessità di investimenti per una cifra corrispondenti a 100 miliardi di euro attuali anche se oggi ce ne vorrebbero di più
Occorre fareopere di rimboschimento e incentivi per riportare l’agricoltura nelle zone collinari perché la cura del bosco e il paziente e rispettoso lavoro degli agricoltori sono i principali rimedi per regolare il flusso delle acque. Se il suolo è coperto di vegetazione la forza di caduta delle gocce d’acqua si “scarica” sulle foglie e sui rami, che sono elastici e flessibili, e l’acqua scivola dolcemente verso il suolo e scorre sul terreno con molto minore forza erosiva e distruttiva.
Occorrerebbe un Servizio Idrogeologico Nazionale che tenesse sotto continuo controllo lo stato dei corsi dei fiumi, procedesse alla pulizia e manutenzione di tutte le strade percorse dall’acqua nel suo moto verso il mare, dei fossi, dei torrenti e dei fiumi maggiori al fine di rimuovere gli ostacoli incontrati dalle acque e di tenere aperte le vie naturali del loro scorrimento. Nel dissennato uso del territorio di tanti decenni sono stati costruiti, autorizzati ed abusivi, edifici, strade, ponti, ferrovie, senza alcuna attenzione al moto delle acque, anzi alcuni rappresentano veri ostacoli al moto delle acque; per alcune opere sono stati sbancati i fianchi delle valli e sono così stati accelerati i fenomeni erosivi.
Un servizio Idrogeologico Nazionale creerebbe diecine di migliaia di posti di lavoro e si eviterebbero disastri futuri.
Si deve dire ‘NO’ alle opere che intralciano il moto delle acque. Finora la PA ha solo portato a casa” un po’ di soldi per fare cose spesso inutili: villaggi turistici rimasti deserti dopo aver tagliato boschi e colline; campi sportivi, nei quali non avrebbe giocato nessuno,costruiti nei fondo valle; piscine, in cui non avrebbe nuotato nessuno,nelle golene dei fiumi; edifici pubblici inutili,quartieri di cui nessuno aveva bisogno..pur di assicurare un po’ di affari a qualche impresa locali e qualche posto di lavoro per pochi mesi. In questa frenesia del “fare” sono stati coperti fossi e torrenti per recuperare qualche mq edificabile, sono stati imprigionati i fiumi nel cemento, ricette sicure per aumentare la velocità e la forza erosiva delle acque con l’allagamento delle zone circostante ad ogni pioggia più intensa.
Unica speranza è vedere come nei disastri si manifestano volontà individuali di solidarietà come per le alluvioni del Polesine, di Firenze, della Puglia e della Sicilia,o,ieri, in Toscana e Liguria.Le piogge provocheranno meno alluvioni e frane se governate e frenate dagli argini di una nuova,grande solidarietà nazionale.

(L’Italia è il paese occidentale che non ha mai, mai, avuto un piano nazionale di qualcosa. Non ce l’ha per la cura del territorio, né per i rifiuti o le energie pulite. Monti sta smantellando quel poco che c’è: la scuola, la sanità, i trasporti, le tutele ai più poveri, il lavoro.. Cdx e csx in 20 anni hanno distrutto quel poco di buono che c’era: il territorio, i diritti del lavoro, i diritti costituzionali, la sovranità popolare, il diritto penale e processuale… un esercito immane di distruttori, ognuno dei quali con la sua parte piccola o grande di massacri, senza che nessuno pensi realmente a questo Paese, ma radicati ognuno nella difesa a oltranza dei propri privilegi ed interessi. E se la cosiddetta sx si è espressa con meno virulenza di B, è però rimasta lontanissima da un’idea di Stato bene amministrato.
Noi amiamo questo Paese. Difendiamolo!)
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