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Saturday January 20th 2018

DESTINI SEGNATI

In un rigido inverno due vecchi miseri
a tal punto che la povertà ipotecava ogni sogno
vicino a un barlume di fiamma allo stanco camino
ricordavano tempi migliori quando con la stessa disgrazia
nel lampo degli occhi brillava il desiderio d’aversi,
ora imbacuccati con stracci per rendere più benevole il freddo
e spaventapasseri gli spifferi che portavano odori di morte
si contemplavano sgomenti con la danza perversa dei denti
quando ad un tratto un lumino fioco al coperchio di cenere
si accese con colore d’azzurro di cielo più terso
e non con l’usuale rosso di fiamma che tanto somiglia
avamposto d’inferno dei poveri,
d’incanto una specie di angelo apparve
con soavi musiche accompagnò le parole
..vengo apposta per voi a donarvi veritiero
l’appago di tre vostri desideri stazionanti da anni alle gole
..oh! dite e sarò lieto di vedervi sorridere
..Ah! disse il vecchio..vorrei un asino e alleviare
il dolore di schiena per trasportare
le zucche unici frutti che nascono nell’arida terra
e fino a oggi fedele hanno incantato lo stomaco
e mentre ancora con le parole impigliate alla lingua
con stupore apparve un asino disorientato
girare nello squallore di stanza
-Sgomenta la moglie inveì..maledetto cialtrone
ti cascasse il nasone hai sprecato per niente uno
dei tre doni Divini
-Immediatamente quando ancor vorticava eco d’invettiva nell’aria
che una caverna al posto della sonda prorompente dei respiri
comparve sul volto del vecchio e si sentì secco il tonfo del naso
e con esso si esaudì il secondo desiderio
tra l’inorridire della moglie a tale bruttura d’aspetto
-Dopo violento litigio con invettive che non posso quì raccontare,
si accordarono di consumare l’ultimo favore
a disposizione del fato paziente come a foglia caduca arrivata
fino al tardi dicembre plagiato,ovvero
far ritornare in impreco il re dell’olfatto al suo posto
in modo da garantire dignità visibile allo stender
in vecchiaia già avanzata di lì a poco le cuoia e così accadde
l’utile orpello restituì l’iniziale sembianza di marito
-Il fuoco si spense e miseri entrambi come prima
per fermare dal freddo il ballo sfrenato rumoroso dei denti
portarono una crosta di pane a fare da ammortizzatore alla bocca
-Io seppi la storia e mi venne solo da dire
siamo tutti dei libri già scritti e il destino è il lettore
che ci conosce a memoria e non serve il tentativo
affannoso di voler cambiare il finale
—————————————————
Da: Racconti D’osteria
www.santhers.com

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