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Friday November 24th 2017

CASTA UBER ALLES


MASADA n° 1416 8/11/2012 CASTA UBER ALLES

Attacco dei media a Di Pietro – Attacco di Scalfari a Grillo – Ma davvero dobbiamo spendere 27 miliardi in armi? – Radicali pro Grillo?- Sicilia, astensione e mafia- Renzi, il cavallo di Troia nel Pd – Il bimbominkia

Luca cita:

Er grillo zoppo
Ormai me reggo su ‘na cianca sola.
– diceva un Grillo – Quella che me manca
m’arimase attaccata a la cappiola.
Quanno m’accorsi d’esse priggioniero
col laccio ar piede, in mano a un regazzino,
nun c’ebbi che un pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne… ma la stilla

de sangue che sortì da la ferita
brillò ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
ogni goccia de sangue ch’è servita
pe’ scrive la parola Libbertà!

Trilussa
.
Robert
Ma qualcuno mi può dire perché si deve avere 25 anni per votare per il senato, ma a 18 anni si può morire in Afganistan con l’esercito Italiano ?
.
Mario mario
“Quando la bugia ha fatto il giro del mondo, la verità deve ancora indossare gli stivali”
(Winston Churchill)
.
SE BERSANI E’ LA RISPOSTA VUOL DIRE CHE LA DOMANDA E’ SBAGLIATA
Andrea
.
Leo
Renzi parla il serpentese.

VV
Per giorni e giorni la bufala mandata in onda da Report sulle 56 case inesistenti di Di Pietro che, pertanto, sarebbe stato un ladro, ha fatto il giro dei media, consacrata anche da Cozza, senza uno straccio di giornalista che si degnasse di perdere due minuti per verificare al catasto se la notizie era vera. Ad essa si è connessa l’altra bufala, secondo la quale, avendo Grillo scritto sul suo blog in modo provocatorio di indicare Di Pietro a Presidente della Repubblica, ciò indicava che l’alleanza IdV e M5S era cosa fatta. Bufala o no, la boutade ha prodotto le dimissioni di Donadi, mentre decine di finte 5stelle fingevano di insorgere. Così l’IdV ha perso un altro pezzo ed è scesa sotto il 5%. Come si vede, la calunnia rende. Ed è con queste armi che i media spargono nebbia sulle reali intenzioni del governo Monti che subodora di eliminare lo stato sociale, con l’appoggio del Pd,si intende, “senza se e senza ma”. A questi livelli è scesa la politica in Italia.

ATTACCO A DI PIETRO

Di Pietro
Caro Maurizio Crozza,

in Italia, come sai, non solo i politici rispondono agli interessi di fazione ma anche giornalisti, conduttori e persino uomini e donne di spettacolo si prestano spesso a operazioni di killeraggio per conto del padrino politico di turno.
Ma se persino una persona come te, che a quelle logiche faziose non ha mai obbedito, contribuisce a divulgare, in perfetta buona fede, le bugie che sono state dette in questi giorni, è segno che la campagna di disinformazione e calunnia ha raggiunto davvero livelli molto allarmanti.
Sul mio conto, anzi sui miei conti, a te, come a milioni di altri italiani, sono state raccontate grandissime e sfacciate bugie. Ma, come ben sappiamo, una bugia ripetuta mille volte, amplificata da giornali e televisioni compiacenti, diventa una verità. E’ la legge su cui si basano tutte le campagne di calunnia e killeraggio politico e nessuno ci andava a nozze quanto Berlusconi. Pare che abbia fatto scuola. A guidarli c’è anche la paura di una possibile alleanza del fronte dei non allineati a Monti e al governo della finanza e dei finanzieri.
Io non ho a disposizione televisioni e conduttori, anche perché l’Italia dei Valori è l’unico partito che abbia rinunciato a posti nel cda Rai, nelle reti Rai e nei Tg, mentre tutti gli altri lottizzavano a man bassa. Ho solo la forza della verità e della Rete, che ci permette di incrinare quel monopolio dell’informazione grazie al quale erano solo i padroni dei media a decidere cosa era vero e cosa falso.
Dunque, ho già iniziato a mettere in Rete una puntigliosa documentazione. Se hai un attimo, verifica di persona sul mio sito. Mai come in questo caso “carta canta”. Ho dimostrato, con le visure catastali, che un modesto appartamento diviso in due e da me regalato nel 2008 ai miei figli Anna e Toto, a Milano, è diventato nella campagna di calunnia “15 case”.

Ho messo a disposizione di chiunque i documenti che dimostrano come in quell’agguato travestito da inchiesta siano state fatte passare per mie proprietà marciapiedi, svincoli, strade di accesso e persino giardinetti pubblici.
Ho chiarito, sempre con le visure catastali, che i due appartamenti di Bergamo, sui quali è stato sollevato un ennesimo polverone, sono in realtà un solo appartamento, acquistato a nome suo e dei nostri figli da mia moglie Susanna Mazzoleni, al termine di una carriera forense di notevole successo e che giustamente le ha fruttato meritati guadagni.
Nei prossimi giorni continuerò a mettere in Rete la documentazione che smantella punto per punto il castello di accuse mosse contro di me, e che sono in realtà copiate di sana pianta da quelle sollevate a suo tempo da giornali che fanno della calunnia la loro forza, salvo poi dovermi pagare fior di quattrini in seguito alle querele da me sporte. Proprio come mi accingo a fare contro i nuovi calunniatori.
E’ proprio questo che mi indigna. Tutti possiamo sbagliare, anche i migliori giornalisti. Ma in questo caso non si tratta di errore. Sarebbe bastato, oltre a copiare le accuse della stampa berlusconiana, andarsi anche a vedere come avevo risposto a quelle accuse. Ma se lo sforzo era troppo grande per quei bravi cronisti, sarebbe bastato chiedermi lealmente spiegazioni, invece di organizzare un’imboscata. Avrei risposto esattamente, come sto facendo adesso in Rete. Ma non era questa la loro intenzione. Era mettere a tacere una voce scomoda, non cercare la verità.
A volte bisogna saper fare un passo indietro. Io l’ho fatto due volte, e sono ben pochi gli uomini pubblici che in Italia possono dire altrettanto. Ho lasciato senza esitazione prima un lavoro che amavo, nel quale avevo raggiunto risultati direi soddisfacenti, e poi un posto di ministro, per difendermi dalle accuse ipotizzate dalla magistratura con le mani libere e senza recare nocumento alle istituzioni.
Ma ci sono occasioni in cui bisogna, invece, non arretrare di un millimetro. Quando ti calunniano personalmente per toglierti di mezzo politicamente, quando cercano di ottenere con le campagne scandalistiche quello che non possono ottenere altrimenti, cioè la resa mia e dell’Italia dei Valori, non ci si piega ma si combatte a viso aperto, sapendo che presto o tardi la verità avrà la meglio.
Posso dire che spero che tu sia tra i primi ad accorgertene?
Con sincera stima,
Antonio Di Pietro

Viviana Vivarelli

Caro Di Pietro
Ho sempre ammirato la sua passione civile, la sua determinazione, la sua coerenza di ideali e valori, auspicando che in Italia avanzino altri cittadini onesti, valorosi e ligi alla giustizia come lei, ma la ritengo unico nel suo genere. Riporto spesso i suoi messaggi sul blog di Grillo e sul mio, perché concordo con quanto denunziano e ho sempre partecipato alle sue battaglie di giustizia e civiltà, le uniche che hanno fatto avanzare questo disgraziato Paese, intanto che i vizi dei politici lo facevano precipitare sempre più in basso. Vedo costantemente come questa corrottissima casta politica riconosca in lei il suo principale nemico e cerchi in ogni modo di infangarla e di levarla di torno, e oggi, in periodo preelettorale, lo fa peggio che mai, mentre si tramano orrendi complotti tra le forze dell’ultra-dx e le forze che un tempo si dicevano di sx per farci finire peggio dell’Argentina. Sono 16 anni che questi biechi attacchi nei suoi confronti avanzano e falliscono, purtroppo essi lasciano loro effetti nefasti sulle menti più deboli o fanatiche e indeboliscono il suo consenso. Ho seguito in questi anni con vero orrore la campagna di calunnia e di delegittimazione che inizialmente il Pdl e ora anche il Pd hanno lanciato su di lei. Siamo arrivati a un vero consesso di malvagi, a cui si uniscono, come sempre, i traditori del suo partito. Per me la calunnia si è sempre opposta alla verità, e vedere che persino Report si adegua al trend imperante di dar voce ai calunniatori per falsificare i fatti mi lascia allibita. Dovrebbe esser chiaro a tutti che la classe politica più corrotta d’Europa si sporcherà di qualsiasi nefandezza pur di non perdere il potere e pur di non pagare per i suoi misfatti. Dovrebbe essere anche chiaro a tutti che ormai le etichette di dx o sx sono diventate grottesche, davanti a un Renzi di ultra-dx, un Napolitano e un Bersani che regalano l’Italia alla razzia del Fm, un Enrico letta invitato dal Bilderberg, o le votazioni parlamentari “senza se e senza ma” sulle nefandezze di Monti oggi e sulla abolizione dello stato sociale domani. Circolano troppi indizi di questa degradazione di civiltà, dagli spot a favore della sanità privata “che costerebbe meno”, alle dichiarazioni improvvide di Ornaghi, ai 50 milioni tagliati ai malati di SLA mentre Passera lancia la sua ridicola agenda digitale, inutilissima, dal costo di 2 miliardi.
Nel degrado spaventoso e crescente del nostro Paese, posso solo auspicare ‘un concorso’ di forze di origine ideologica diversa, IdV, Sel, Grillo, Ferrero, la Fiom… che, pur non costituendo una alleanza formale o una coalizione politica di fatto, faccia barriera a questo neoliberismo soverchiante che ormai più che una ideologia economica appare sempre più come una depredazione totale
Con stima
..
Sergio

Caro Tonino,
so bene che non avrai difficoltà a difenderti da questi nuovi vecchi attacchi, costoro che si stanno dando tanto da fare per stroncarti, spero che siano presto scovati ed additati al pubblico ludibrio come farabutti. Non me ne stupisco, ormai questa povera Italia ne è piena, ad ogni angolo. E’ semplice comprendere Antonio Di Pietro! Quello che fa opposizione, quello che non ha paura di nessuno, quello che dice pane al pane e vino al vino, quello che ci fa capire, senza ghirigori in che modo la magistratura andrebbe prima aiutata e poi anche riformata, quello che ci spiega perchè una legge che approvano ha in se l’inganno, quello che ci allerta di fronte ad una legge “ad personam”, quello che lancia i referendum che ci interessano, quello che difende i magistrati antimafia, quello che sempre lo trovi dalla parte della gente, quello che è dalla parte dello Stato dignitoso, quello che non nicchia di fronte alla trattativa mafia/Stato, quello che si pone sempre dalla parte dei lavoratori, quello addita senza appello i mafiosi, i corrotti, i politici collusi, gli evasori. Potrei continuare… Antonio è quello che ci crede in quello che fa e con passione e forza incredibile, cerca di attuarlo in tutti i modi, LUI COMBATTE ED E’ SEMPRE IN TRINCEA !! Donati dice che Di Pietro è come Berlusconi…,questo mi fa andare in bestia!!! Ma come si permette questo signore di fare certe affermazioni !! Io penso che è da tempo che sta cercando di scalzare Tonino, non vedo altri motivi che la sete di potere. Vuole l’ IDV !!! Non si illuda, l’IDV è Di Pietro e Di Pietro è tutto quello che ho detto fino ad ora. Di Donati non so nulla e se non so nulla vuol dire che fino ad ora nulla è stato, il suo comportamento è quello del subdolo traditore.
Caro Tonino, tu hai la forza per superare questa difficile prova, la gente per bene ha bisogno di te, non mollare, tutti i leader hanno qualche tirapiedi da prendere a calci…, fallo e tira dritto, perché chi non ha capito non merita. Un augurio affettuoso.
Sergio Scotti.
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Domenica Branchina

Sul Fatto quotidiano, Marco Lillo (un giornalista serio), carte catastali in mano, ha stabilito la verità sulle case di Di Pietro.
11 Anziché 56 come riportato da Report e da tutti i giornali
3 intestate a Di Pietro ( compreso la masseria ereditata da suo padre)
3 intestate ai suoi 3 figli (di medie dimensioni )
5 intestate alla moglie in parte frutto di eredità di famiglia .
Tutto qui !
Sondaggio
Grillo insieme a Di Pietro supererebbe il 30% , quindi sarebbe il primo partito e questi fa paura a tutti.
Io penso che se Di Pietro querela Report e tutti i giornali per diffamazione alle 56 case, potrebbe arrivarci per davvero !
..
DI PIETRO

Oggi è il “giorno dei morti”, e io sono appena arrivato a Montenero per far visita ai miei genitori che riposano al cimitero della Madonna di Bisaccia.
Approfitto di questo momento di pausa e di riflessione per rispondere ad alcune delle molte “perle” di disinformazione diffuse in questi giorni in merito ad un mio presunto e inesistente “ingente patrimonio immobiliare”. In verità, più che di disattenta informazione, trattasi di scientifica opera di killeraggio politico, portata avanti da chi vuole, a tutti i costi e da anni oramai, distruggere il mio nome e tentare di bloccare l’azione politica di Italia dei Valori, partito di cui sono stato il fondatore e sono ancora il Presidente.
Per oggi mi limito ad illustrare le proprietà immobiliari che fanno capo ai miei figli Anna ed Antonio Giuseppe (detto Toto). Il resto nei prossimi giorni.
Sui giornali e nelle televisioni sono stati attribuiti ad Anna ben 8 immobili e a Toto 7. Vale a dire “15 case”, almeno così è stato fatto credere sia in diverse trasmissioni radiotelevisive che da molti giornali. Immobili che, con artifizi linguistici e raggiri comunicativi, io avrei acquistato per loro con i soldi dei rimborsi elettorali ricevuti dal partito IdV, e anche di questo gli autori dovranno rispondere davanti alle competenti sedi giudiziarie.
La verità è ben diversa, come da estratto catastale che, qui di seguito, allego e che deve essere letto per intero senza fermarsi alla prima pagina, come fraudolentemente è stato fatto.
Certo, nella prima pagina della visura catastale, si legge che Anna è titolare di 7 fabbricati a Milano e Toto di altri 6. Risulta, inoltre, che entrambi siano intestatari di un ulteriore “fabbricato” a Bergamo (cfr. prima pagina della visura per Anna e della visura per Antonio Giuseppe).
Ma se si ha l’accortezza di “girare” le pagine successive delle singole visure catastali, ci si può facilmente rendere conto che, in realtà, i miei figli non sono affatto proprietari di “15 case” ma solo di due appartamentini, con annesso unico garage, entrambi siti al quarto piano di un condominio popolare di recente costruzione in zona Bovisa a Milano. Tutte le altre particelle immobiliari, indicate nell’estratto catastale, invece, altro non sono che “aree urbane” dell’intero condominio cedute al Comune di Milano per “servizi pubblici” (marciapiedi, parcheggi pubblici, svincoli e strade di accesso, giardinetti pubblici al servizio di tutta la collettività locale, etc.).
Ebbene sì, ai miei figli, Anna e Toto, ho in effetti donato, con atto notarile del 30 giugno 2008, un appartamento con annesso garage a Milano, immobile che in fase di costruzione e al momento del rogito ho fatto frazionare in due porzioni (fisicamente con un muro di cartongesso e catastalmente come da atto notarile) in modo che siano loro un domani a decidere se abitarci in due famiglie, oppure in una sola.
Ho pagato tale acquisto con miei proventi personali, frutto del mio lavoro, dei miei risparmi e dei miei investimenti…e, soprattutto, dei tanti risarcimento danni che, in tutti questi anni, ho ricevuto da parte di chi è stato condannato dall’Autorità giudiziaria competente per le continue e ripetute diffamazioni e calunnie commesse ai miei danni, al solo scopo di annientarmi professionalmente, dapprima come magistrato e poi come politico.
Ovviamente, ho pagato l’acquisto dell’appartamento in questione sempre e solo con assegni e/o bonifici bancari provenienti da miei esclusivi conti personali, come da documentazione già controllata e riscontrata una miriade di volte dalle competenti Autorità giudiziarie.
Quanto agli immobili di Bergamo che, dall’estratto catastale pure risultano intestati ad Anna e Toto, anche in questo caso una attenta e non preconcetta lettura dei documenti catastali permette facilmente di comprendere che non si tratta affatto di due appartamenti, ma di uno solo, peraltro cointestato non solo a loro due ma anche alla loro madre Avv. Susanna Mazzoleni (cioè mia moglie).
E, in effetti, trattasi dell’appartamento che mia moglie si è comprata, a coronamento del suo lavoro trentennale, e che ha voluto, appunto intestare oltre che a se stessa anche ai figli. Io, quindi, con questo acquisto non “c’azzecco” proprio nulla!
Ribadisco, al riguardo, che “mia moglie non è mia moglie”, come ingenuamente ho affermato alla giornalista di Report mai immaginando che questa frase sarebbe stata poi così fraudolentemente estrapolata dal contesto per farle assumere un significato diverso da quello che io intendevo dire in dialetto “dipietrese”. Significato che qui voglio specificare in lingua italiana (spero!) per non essere nuovamente travisato: l’avv. Susanna Mazzoleni è sì mia moglie ma va valutata e rispettata per quello che è, per ciò che vale e per il suo mestiere e non per il semplice fatto che sia mia moglie.
Susanna è una qualificata docente universitaria ed un’affermata professionista legale che lavora da oltre 30 anni (cioè da prima che io la conoscessi). Ha un proprio avviato studio legale e proviene da una benestante famiglia di professionisti bergamaschi (padre anch’egli avvocato e nonno notaio).
Insomma, Susanna Mazzoleni ha di suo e si è fatta da sola: quindi, ben poteva e può permettersi, dopo una vita di lavoro, di comprarsi un appartamento, intestandolo a sé e ai propri figli. Non aveva e non ha certo bisogno di me per attuare i suoi sogni, né me ne ha mai fatto richiesta.
Io e mia moglie pensavamo finora, e pensiamo tuttora, che utilizzare i nostri risparmi – frutto del nostro lavoro e dopo averci pagato tutte le tasse previste – per costruire un futuro migliore ai nostri figli fosse un comportamento da “buoni genitori”.
Ora ci ritroviamo con Anna e Toto che fanno fatica pure a uscire di casa perché si sentono mortificati per le accuse, gli insulti e le umiliazioni che arrivano sulle loro pagine Facebook, come se fossero dei riciclatori di professione di denaro sporco.
Anche per difendere il loro onore, non intendo arrendermi né indietreggiare e affronterò quest’ altra prova del destino con più determinazione di prima.
Lo devo alla mia famiglia ma anche alle migliaia di militanti di Italia dei Valori che hanno dato e stanno dando l’anima per il partito e che sono anche in queste ore intorno ai banchetti di raccolta delle firme per i 4 referendum contro la Casta e a favore dei diritti dei lavoratori.
Antonio Di Pietro
Questi i documenti catastali

vedi
http://www.antoniodipietro.it/2012/11/da-mia-sorella-concetta-tonino-fai-il-tuo-dovere-e-pagane-le-conseguenze

Sebastiano

Caro Antonio, permettimi che io ti dia del tu. In fondo mi rappresenti da quando sei sceso in politica con IDV. Lo dico sempre a tutti: in tempi di votazioni ho volentieri affrontato più di centoventi km per andare e altrettanti per tornare solo per apporre la X sul simbolo dell’ IDV del paese del reatino dove ero residente, per poi tornare soddisfatto di aver compiuto il mio dovere a casa, sul litorale romano, dove lavoravo. Una volta, caro Antonio ti avrei detto di non far caso a quello che sta accadendo intorno alla tua persona, perché era troppo evidente che erano cazzate provenienti dagli ignorantoni del centro destra che non riescono nemmeno a vedere oltre il proprio naso, tant’è che tutti quegli stupidi e arroganti ti hanno sempre dovuto pagare le cause che sistematicamente hanno perduto. Questa volta, però, è diverso. L’attacco proviene dalla sinistra, tramite una giornalista che tutti stimiamo per il suo coraggio e la sua obiettività. Questo gioco all’affondo è più pericoloso di tutti gli altri messi assieme e, guarda un po’, chi ti ha attaccato subito dopo? Il tuo “fido” scudiero Donadi. Questo che sto scrivendo proviene da una intuizione semplice e – ribadisco – personale. Ma negli ultimi tempi le intuizioni combaciano perfettamente con la realtà, per cui ho deciso di cominciare a scriverle e sottolinearle. Il Donadi, invece di difenderti perché ti conosce bene ti attacca e ti associa a Berlusconi che per te, ma anche per tutti noi che da te ci sentiamo rappresentati, è il massimo della cattiveria. Da una parte, quindi, la Gabanelli che, secondo me, in questo momento sta mangiandosi le mani per aver dato l’assenso all’articolo contro di te, in quanto tendenziosamente falso e penso che se ne stia accorgendo in questi giorni. E il Donadi, che non può far finta di essere caduto dalle nuvole e fare il puro, con la spada in mano, pronto a tagliare i ponti con te. Il filo conduttore, se lo si cercasse con il lanternino, potrebbe partire proprio dal tuo fido scudiero, stufo di non poter mettere le mani sui denari pubblici e stanco di aspettare che tu, cambiando idea, in un futuro prossimo, forse aprirai alle primarie il partito e le regole. Chi vivrà, vedrà. Donadi è l’ultimo e il più farabutto tra i traditori che ti circondano. Ti prego: liberatene al più presto. L’IDV senza di te non può esistere, ma senza di lui ne guadagnerà in tutto. Con affetto e stima.

ATTACCO DI SCALFARI CONTRO GRILLO
Viviana Vivarelli

Nuova lenzuolata di Scalfari contro Grillo, ma d’altronde chi nasce rapa non muore statista.
Dunque il tremulo vegliardo sbraita che “Grillo non vuole andare in tv perché sarebbe costretto a confrontarsi e a rispondere a domande e non vuole”.
Dice che fa comizi “infarciti di parolacce(cazzo, coglioni e vaffa)”.
Soffre a constatare che “La Rete è gremita di video sul Grillo comiziante e monologante registrando milioni e milioni di contatti”.
Denuncia la furbizia di Grillo che “gode d’una posizione mediatica incomparabilmente superiore a quella di qualunque altro leader politico di oggi e di ieri. Una posizione che non gli costa neppure un centesimo e gli garantisce un ascolto che si ripete fino al prossimo comizio del quale sarà lui a decidere il giorno, l’ora e il luogo”-
Spara cazzate, il povero Scalfari, illividendosi in una di bile livorosa: “Quale sia il programma del M5S resta un mistero salvo che vuole mandare tutti i politici di qualunque partito a casa o meglio ancora in galera perché “cazzo, hanno rubato tutti, sono tutti ladri”. Monti “è un rompicoglioni che affama il popolo. E Napolitano gli tiene bordone”.
Riporta che “sul suo blog uno dei suoi seguaci ha già costruito la futura architettura politica: al Quirinale Di Pietro, capo del governo e ministro dell’Economia Beppe in persona, De Magistris all’Interno, Ingroia alla Giustizia, Saviano all’Istruzione”.
Non ci dorme la notte: “Resta da capire perché mai alcune emittenti si siano trasformate in amplificatori di questo populismo eversivo”.
Sarà un virus? Una grillomania?
Giudica di notevole bizzarria Paolo Flores d’Arcais che dice di votarlo “Perché Grillo sfascerà tutto e manderà tutti a casa o in galera, da Napolitano a Bersani ad Alfano a Casini, da B a D’Alema a Bossi, fino a Monti, Passera, Fornero, Montezemolo… insomma tutti”.
“Poi verrà il partito dell’azione, quello vagheggiato dai fratelli Rosselli e da pochi altri. Verrà e sarà un partito di massa. Guidato da lui? Questo Flores non lo dice.”
“E con chi lo farà Grillo il suo governo? Ma naturalmente con Travaglio, con Santoro e con tanti altri che hanno in testa disegni così ardimentosi(!). A me-continua- sembrano alquanto disturbati o bizzarri che dir si voglia, altro non dico”. E per fortuna! Sennò rischiava la querela!
Prospetta apocalittici scenari in cui Grillo vince, la sacra agenda Monti viene alterata, lo spread sale vertiginosamente e tutta l’Europa crolla. Meglio evidentemente fallire con l’agenda Monti che non ha diminuito di un euro il debito e che marcia devastando i malati di SLA ma permettendo 23 mld di spesa in armi e le grande opere sognate da Passera o il regalo delle frequenze mentre Ornaghi annuncia che lo stato sociale è un lusso inservibile (ai ricchi ovviamente).
E Scalfari tuona: “In gioco non c’è Monti ma l’Italia. Esistono ovviamente margini di discrezionalità per accelerare il bilancio economico e l’equità sociale” Ah ecco, gravare tutti i tagli sulle classi medio-basse, immagino, “ma il solo modo per renderli compatibili con la situazione esistente è di operare sulla crescita della produttività”. E infatti si è visto come siamo più produttivi e come cresciamo con Passera col 53% di tasse più l’aumento di benzina e bollette, IVA e Irpef! Con Monti sono fallite 46.400 imprese! Viva la crescita e la produttività al contrario! Sai come siamo concorrenziali con questa cura da cavallo! “su una ridistribuzione importante del reddito”. E infatti abbiamo visto anche quella! Nemmeno il 3% di prelievo sui redditi più alti hanno fatto o la tassa sui fondi neri in Svizzera! “e della vendita di un parte del patrimonio pubblico”, vecchia solfa. “Non vedo altre vie per il semplice fatto che non esistono” (ha parlato il Vate!).
Votiamo dunque ilari e giulivi il csx, quello che vota “senza se e senza ma” e Vendola si fondi ilare e giulivo con Bersani, nuovo Mitterand italiano! E in men che non si dica faremo la fine dell’Argentina! (Ma questo Scalfari non lo dice, lo dico io).

Da FLAVIO LOTTI, coordinatore della tavola della Pace

Oggi 4 novembre è la Festa delle Forze Armate, ma coi tempi che corrono, non c’è proprio nulla da festeggiare. Anzi, è arrivato il tempo di ripensare un’istituzione pubblica che ci costa 27 miliardi di € all’anno, che spende male e spreca moltissimo. A che ci serve mantenere 178.600 militari in servizio quando ne impieghiamo al massimo 30.000? Perché accettiamo che la polizia continui ad essere gravemente sotto organico? A che ci serve avere un generale ogni 356 soldati e un maresciallo ogni 3 militari in servizio (in tutto 500 generali e 57.000 marescialli)? A cosa ci servono 2 portaerei, 131 cacciabombardieri, 400 carri armati e centinaia di altre armi che non potranno e dovranno essere mai utilizzate? Perché vogliamo costringere i giovani a pagare il conto delle armi che stiamo ancora costruendo? Perché continuiamo a mantenere 4.000 soldati in Afghanistan quando tutti sanno che 10 anni di guerra non hanno risolto alcun problema? E ancora (sono le domande puntuali del Generale Fabio Mini): Perché illudiamo i giovani sulle prospettive d’impiego e buttiamo i soldi facendoli giocare alla guerra? Perché arruoliamo volontari per un anno quando abbiamo sempre detto che non basta per addestrare, non basta per mandarli all’estero e uno di loro costa complessivamente come uno in servizio permanente? Perché continuiamo a reclutare ufficiali e sottufficiali e li promuoviamo come se in futuro dovessimo avere 10 corpi d’armata? Perché diciamo di avere un esubero di marescialli che comunque sono già addestrati e una vita operativa futura di pochi anni e li vogliamo rimpiazzare con un ugual numero di sergenti da formare, addestrare e tenere in esubero per i prossimi 40 anni? Perché avevamo uno “scandalo” di comandi centrali e periferici ridondanti e oggi li abbiamo moltiplicati senza migliorarne l’efficienza? Perché dobbiamo lasciare alla speculazione e all’abusivismo gli immobili militari dai quali sappiamo di non ricavare nulla di significativo? Perché facciamo gravare gli oneri della crisi sul personale e non tocchiamo i contratti esterni, gli appalti, le forniture e gli sprechi?
La risposta a tutte queste (e a molte altre) domande è un atto dovuto a tutti i giovani che non riescono a trovare un lavoro, a chi lo sta perdendo, a chi pur lavorando tantissimo non riesce a vivere dignitosamente, a tutti quelli a cui i tagli del governo stanno rendendo la vita impossibile.
Non possiamo tollerare uno spreco così enorme, non ce lo possiamo più permettere. Dobbiamo programmare un taglio radicale delle spese. Dobbiamo ripensare in che modo e con quali strumenti vogliamo garantire la sicurezza del nostro paese e dell’Europa. E’ un dovere improrogabile!
Il 4 novembre, ricordiamo le vittime innocenti di tutte le guerre e di tutte le nazionalità, dai 650.000 italiani che sono stati ammazzati “nell’inutile strage” della Prima Guerra Mondiale ai 45 militari italiani che hanno perso la vita in Afghanistan, i feriti, i mutilati, gli invalidi e tutti i loro familiari. Con questo spirito oggi rinnoviamo il triplice appello di Assisi: Mai più guerra! Mai più terrorismo. Mai più violenza!

Viviana Vivarelli

Oggi abbiamo di fronte lo spettacolo repellente di un Presidente della Repubblica e di un Pd, che, in luogo di elezioni che avrebbero potuto portare l’Italia su vie più democratiche, hanno ordito il disegno di venderci all’Ultraliberismo più feroce dell’alta finanza internazionale, un liberismo cinico peggiore persino di quello che viene spinto da Romney, un ultraliberismo che taglia solo sulle classi medio-basse, che non toglie un euro ai più ricchi, che non punisce gli evasori anzi li premia, che non frena l’arroganza e la corruzione della casta politica,che non elimina abusi o sprechi, che distrugge l’economia, che affama le famiglie, che trascura le piccole opere indispensabili per le grandi opere lucrose e tangentizie, che ha già dichiarato di voler annientare lo stato sociale!
Contro questo sfacelo annunciato e perpetrato ci sono solo due ostacoli: Grillo e Di Pietro
Di qui il killeraggio feroce contro i due personaggi che sono chiaramente il nemico pubblico n° 1 di Monti come della casta più corrotta d’Europa.
E siccome la casta comanda tutti i media, ecco la campagna mediatica
Mi spiace ma io non ci sto a questo killer aggio.
E’ repellente e rivela solo l’assoluta evidenza che il Pd si è venduto a Monti che è l’emissario della grande finanza internazionale che vuole ridurre l’Italia come l’Argentina e che vuole portare a termine il perverso scopo, assieme a Napolitano, di distruggere ogni forma di democrazia in Italia (vedi la distruzione annunziata dello stato sociale e le modifiche costituzionali).
Questo golpe ha contro due soli avversari: Grillo e Di Pietro.
Io sarò anche una idealista al servizio di un’utopia che non so se si realizzerà, ma chi calunnia Di Pietro o Grillo è al servizio delle forze di un ultra-liberismo che distruggerà completamente noi tutti!

Vedo TROLL che si fingono 5 stelle che dichiarano che lasceranno il Movimento se questi si alleerà a Di Pietro.
Grillo non incorpora nessuno
e non si allea con nessuno
Ma quando 250 5stelle saranno in parlamento ci saranno delle battaglie molto toste da combattere
e 250 deputati non basteranno
da 16 anni Di Pietro ha affrontato battaglie condivisibili, contro la corruzione politica, contro le leggi ad persona, contro la privatizzazione dell’acqua, contro il nucleare, contro le leggi che imbavagliano la libertà di stampa e di espressione, contro le leggi che solidificano l’impunità della Casta.
In queste battaglie siamo stati accanto a Di Pietro come siamo stati accanto ai vari comitati di cittadini e a tutte le forze migliori del sindacato, come la Fiom.
Essere accanto ai cittadini onesti non vuol dire fare patti di alleanza politica.
Del resto possiamo vedere ogni giorno cosa ne fa Bersani del patto di alleanza politica che ha stipulato a Vasto con Vendola e Di Pietro, mentre si avvicina più che può a Casini, si comporta come Berlusconi e distrugge l’Italia insieme a Monti.
.
RADICALI PRO GRILLO?

I radicali si offrono a Grillo? Dobbiamo ridere o piangere? Siamo alla spregiudicatezza più totale. Avete presente la metafora: “Salire sul carro del vincitore”? O il trittico di Bosch con il “Carro di Fieno” sul proverbio fiammingo dedicato all’avidità «Il mondo è come un carro di fieno, ciascuno ne arraffa quel che può»?
Quando si giudica, è bene non generalizzare sapendo che molte sono le sfaccettature sia dei gruppi che dei singoli,e che sempre ci sono cose buone e cose no. Onore dunque ai radicali per le loro battaglie civili, per le droghe leggere, i carcerati, i diversi sessuali, il divorzio, la fecondazione assistita , l’aborto… Ma disonore a chi in economia ha sempre difeso l’ultradestra economica e in politica è passato da una coalizione all’altra, seguendo chi gli dava più soldi e che, impuntandosi con la sua presenza in parlamento, ha rimandato la caduta di Berlusconi.
Dire Pannella è dire odio ai lavoratori e ai sindacati, odio allo statuto del lavoro e alle conquiste sociali, allo stato sociale e ai freni al libero mercato o alla Borsa, nell’esaltazione del più bieco capitalismo che è e sarà sempre nemico di ogni democrazia, a maggior ragione del M5S. Non per niente la Bonino è ospite fissa del club Bilderberg, i magnati che dominano il mondo. E, ora, anche Enrico Letta è stato invitato al Bilderberg mentre la maggiore banca USA, la Goldman Sachs, ha dato la sua approvazione al Pd, postulando o un governo Monti 2 o un governo del Pd con leader Enrico Letta. Dovrebbe essere chiaro a tutti che questa linea politica che si sta imponendo sul mondo con la resa totale degli ex partiti di sx ha come fine la distruzione della democrazia, dei diritti civili e dello stato sociale. Come dovrebbe essere evidente che le uniche forze che oggi si oppongono all’avanzata feroce del grande capitale sono:
Grillo assieme ai 5stelle
Di Pietro
La Fiom di Landini e Airaudo
i preti di frontiera come Zanotelli o don Gallo o don Farinella o don Antonelli o Don Ciotti.

…ma i radicali che c’azzeccano??
.
Per chi non l’avesse ancora letto, questo è l’editoriale di Scalfari su Grillo che ha suscitato violente reazioni

http://www.repubblica.it/politica/2012/11/04/news/scalfari_grillo-45865095/

Pensando a qualcuno ma senza indirizzarlo a nessuno.

L’intelligenza è una grande dote ma ha un difetto: la vanità.
Quando la vanità di un uomo intelligente è esagerata, si mangia la sua intelligenza e può farlo parlare come un cretino.
Un uomo intelligente ma troppo vanitoso può cadere in gravi errori, perché nessuna dote lo renderà mai più che umano, ma non accetterà mai di avere sbagliato, per cui non potrà che affondare sempre più nel proprio errore, come un viandante caduto per sbaglio in una sabbia mobile.

Francamente mi dispiace vedere quanto Scalfari è caduto in basso,
chiuso in una cecità di cui il suo smisurato orgoglio gli vieterà sempre di pentirsi, sempre più servo di quel Pd che lo ha rifocillato per tutta la vita e di cui rifiuterà puntigliosamente di vedere gli errori, sperandone qualche seggio senatoriale a vita.
Mi dispiace non per lui che ormai è solo un vecchio ottuso e testardo, irrecuperabile che vomita oscenità, ma per me, perché da giovane ero sua accanita lettrice e lo stimavo come una perla del giornalismo. Come passano i tempi! E che delusione vedere la decadenza di quelli che un tempo si stimavano!!
Dove è finita oggi questa perla? In una logorrea accanita e calunniatrice cieca e fine a se stessa?
Mio caro Scalfari, capisco che la tua gigantesca presunzione sfiora ormai la mitomania e ti impedisce di fare il più piccolo atto di modestia perché ti credi un monumento, e si sa, i monumenti non si inchinano perché è ai monumenti che ci si inchina, ma come fa un giornalista come te scrivere che il M5S non ha programma? E’ troppo avvilente per uno come te fare un piccolo atto di modestia e leggerlo?

Giuseppe C
La Repubblica era e rimane una colonna portante dell’informazione italiana, di questo va dato atto. Ma in questo articolo Scalfari dimentica (o non vuole ricordare) alcuni punti essenziali.
1) Grillo rinnega la tv? Non è esatto perché da essa (o meglio dalla politica che la condiziona) è stato “cacciato” per una battuta che con largo anticipo denunciava le ruberie del partito socialista di Craxi, e infatti poi si è visto chi aveva ragione!
2) Grillo rifugge dal dibattito? Non è esatto perché in Italia non esiste un vero dibattito. Siamo l’unico paese occidentale dove in campagna elettorale i candidati premier non si confrontano in tv PER LEGGE, tanto che le elezioni americane ci sembrano di un altro pianeta.
3) Grillo rifugge dagli schemi politici? Non è esatto neanche questo. Grillo si sarebbe anche candidato alle primarie del PD, ma non gli è stato permesso per via delle regole, le stesse regole poi cambiate per consentire la candidatura di un certo Renzi, sindaco di una “piccola e povera città”.
Ordunque, caro Scalfari, di cosa stiamo parlando?

LolAsdOmgWtfAfk

Motivi per cui l’editoriale di Scalfari è vergognoso:
1) critica Grillo per l’eccessivo protagonismo in tv in contrasto con il divieto di apparire in tv nei confronti degli eletti M5S. FALSO, a differenza di Berlusconi Grillo non possiede 6 tv e se Grillo sta tanto in tv, è colpa solo di esse se vengono ripresi e rimandati a oltranza i suoi comizi e discorsi, cosa che fa anche il suo giornale (quindi complice di Grillo anche Scalfari in persona); inoltre non esiste alcun divieto, quanto una calda esortazione riguardo esclusivamente i talk show: sono costellate le presenze in tv di eletti o candidati, sia in interviste, sia come presenze in trasmissioni di approfondimento (due esempi tra tanti, Cancelleri e Nuti).
2) dice che il M5S non ha un programma. FALSO, il programma esiste, non sarà completo e dettagliato al massimo ma esiste.
3) dice che Ingroia ministro alla giustizia farebbe rabbrividire al punto da indurre a espatriare, e questo si commenta da solo.
4) usa le virgolette per il termine blog, come se fosse qualcosa di fantasia lontana dal mondo reale.
5) sfrutta senza linkare un articolo, o commento, o intervento non ben precisato, prendendo per programma politico un volo fantasioso e alquanto assurdo di qualcuno (Grillo ministro dell’economia? Con quali competenze?).
6) si permette di dare del disturbato a Flores D’Arcais, Travaglio, Santoro, oltre che ovviamente a Grillo e a tutti gli esponenti del M5S, cosa che ritengo oltremodo offensiva e gratuita.
7) infine, parla di un Partito Democratico nato 5 anni fa e che Bersani attualmente rappresenta. Beh probabilmente all’origine il PD aveva un’idea dentro, ora non più, quindi il partito che rappresenta Bersani non è il Partito Democratico nato 5 ani fa.
Considerato tutto ciò, sopratutto le offese gratuite, e sottolineando come le ricostruzioni di Scalfari somiglino moltissimo a quelle fatte in “Il Giornale”, mi trovo in pieno accordo con questo articolo
.
Sì, ha ragione nonno Eugenio, tutti i guai di questo paese sono stati causati da Grillo, anche il buco dell’ozono e il terremoto in Emilia, ma ora da bravo prendi le tue pillole che è’ l’ora della nanna. La cosa che mi rattrista e ‘ averlo letto per 30 anni.
Leonardo Cangioli
.
Chissà a chi si rivolge Scalfari con questa sua farneticante esternazione. Sicuramente non ai cittadini subissati da questo sistema iniquo che li opprime e li vede solo come vacche da mungere. Mi pare di capire che Scalfari sia per l’inciucio universale, per il mantenimento dello status quo attuale, del perpetuamento dello schifo attuale. Patetico e delirante, davvero una pessima figura. Che pena.
Michele Platoni

Ma in quale Italia vive il sig.Scalfari.? Invece di continuare con coerenza a parlare della realtà negativa del nostro paese preferisce cercare, orfano di Berlusconi, un nuovo nemico da combattere, il M5S e lo fa in maniera becera, piena di falsità senza neanche capire e sapere cosa vuole il M5S, in spregio alle persone che lo stanno votando. Se più di un 20% di italiani stanno girando le spalle ai vecchi partiti seguendo Grillo ed il M5s ci sarà pure un motivo che va esaminato e capito .
Il signor scalfati invece di capire i motivi di queste persone e di questa voglia cambiamento si arroga il diritto di sapere e decidere che il M5S sarà’ la CATASTROFE dell’Italia e per giunta lo fa dicendoci con una faziosità incredibile, dicendo che l’unico partito a salvare l’Italia sarà’ il PD di Bersani.
Che delusione, dal Sig.Scalfari mi sarei aspettato un po di dignità ed obiettività’ ed invece mi ha dato prova di essere un servo di questo sistema grazie al quale vive bene e riceve anche un significante vitalizio come ex parlamentare.
Qualcuno disse che un buon giornalista dovrebbe essere il cane da guardia della democrazia, da oggi ho capito che scalfari non appartiene a questa categoria.
piero
.
Quando a suo tempo, si presentò alle elezioni ambendo ad uno scranno parlamentare, su cui appoggiare le sue nobili terga, fu clamorosamente trombato ! A Lui calzano come un guanto le frasi di un sonetto di Ugo Foscolo, guarda caso scritte contro un giornalista suo nemico : gazzettier malcerto, de l’Aretino erede, morde il pane e la mano, o re quel pane dallo al tuo cane !
arno faravelli
.
A parte il significato delle cinque stelle che se le vada a leggere: riduzione stipendi parlamentari, 2 legislature, no benefici, no indagati, no doppi incarichi, internet gratis, pensioni max 5.000 euro, manager max 5.000 euro, no finanziamenti ai partiti, no finanziamenti giornali, no finanziamenti enti inutili, reddito minimo di cittadinanza, abolizione auto blu, abolizione camera, senato e Quirinale…per i miracoli ci stiamo attrezzando

SICILIA-ASTENSIONE E MAFIA

Nella mia analisi sull’astensione siciliana avevo ipotizzato, a intuito, che l’alto numero dei non votanti derivasse dall’astensione della mafia, che con l’uscita di scena di Berlusconi, mancava ‘temporaneamente’ del suo referente istituzionale, ma che si sarebbe fatta sentire di nuovo, una volta trovato un altro politico che ubbidiva ai suoi pizzini.
Ho il piacere di veder confermata la mia intuizione. L’Espresso segnala un dato delle elezioni siciliane: la mafia si è astenuta. Lo dice Lirio Abbate e lo ripete Il Fatto Quotidiano: sappiamo con certezza che i boss hanno dato ordine di non votare. La cartina di tornasole è il voto nelle carceri. Di solito i mafiosi detenuti fanno ciò che viene ordinato dai boss ancora liberi. E in Sicilia nelle carceri non si era mai vista una astensione così massiccia. Su 7.050 detenuti hanno votato solo 46 carcerati non di mafia. A Palermo su 1.300 detenuti solo uno si è presentato a votare e non era un mafioso. Stessa cosa a Catania, Agrigento e Caltanisetta.

RENZI, IL CAVALLO DI TROIA NEL PD
Vv

Mi è piaciuta la definizione di Stefano secondo cui Renzi è il cavallo di Troia con cui l’ultradestra si infila nel centrosinistra e lo distrugge.
Renzi presenta un programma talmente liberista e talmente orientato sulle privatizzazioni a 360° che si situa persino più a destra di Berlusconi e che andrà perfettamente d’accordo con l’intento perverso di Monti di eliminare lo stato sociale e lo statuto dei lavoratori.
Dunque Renzi è un perfetto cavallo di Troia inserito dall’ultradestra in un partito come il Pd che ormai di sinistra non ha più nulla da tempo e che è stato progressivamente spogliato di ogni afflato di sinistra da una serie di segretari devianti: D’Alema, Violante, Veltroni, Fassino e infine Bersani.
Sciocco chi non vede gli enormi pericoli impliciti in un personaggio come Matteo Renzi, omologato al Vaticano, indifferente ai diritti del lavoro (basta dire che elogia il sistema Marchionne!), alieno dai problemi dell’ambiente, pronto a svendere lo stato sociale, pronto a seguire quelle direttive del Fondo Monetario e dell’alta finanza di cui Monti è il fedele esecutore. Troppi vizi perché lo si possa chiamare un felice innovatore, lo si possa confermare come uno di sinistra o lo si possa paragonare anche solo di lontano a Grillo e al suo progetto di democrazia dal basso.
Con la democrazia dal basso Renzi non ci combina proprio, i due anni in cui ha governato Firenze hanno mostrato un soggetto dittatoriale e totalitario e il suo modo di fare politica è improntato a un solipsismo di fortissima megalomania per cui la politica, in luogo della cura del bene pubblico, diventa scalata infinita di potente ambizione.
Uniamoci una logorrea da grande venditore, modalità da showman e una sicumera strafottente da totale vincitore, e abbiamo un tipo francamente pericoloso.

LE FRASI STORICHE DI MATTEO RENZI, IL BIMBOMINKIA

“Gli inceneritori non provocano tumori, chi lo dice fa terrorismo”

“Matrimoni gay? Contrario”
(11 Dicembre 2008)

“Unioni civili? Dipende da cosa c’è dentro. … Per gli omosessuali? Basterebbero degli accordi privatistici”
(11 Dicembre 2008)

“Diritto all’eutanasia? Sono contrario”
(11 Dicembre 2008)

“Liberalizzazione delle droghe leggere? Contrario”
(11 Dicembre 2008)

“Io sto dalla parte di Marchionne, dalla parte di chi sta investendo sul futuro delle aziende, quando tutte le aziende chiudono, è un momento in cui bisogna cercare di tenere aperte le fabbriche“
(11 Gennaio 2011)

“Riforma Gelmini? Il ministro avrebbe dovuto avere il coraggio di chiudere la metà delle università italiane: servono più a mantenere i baroni che a soddisfare le esigenze degli studenti”
(3 Febbraio 2011)

“Referendum? Voterò ‘no’ all’abolizione della remunerazione sull’acqua”
(4 Giugno 2011)

“TAV in Val di Susa? Quando le amministrazioni decidono, ci sono le garanzie ambientali e tutti i passaggi democratici, ad un certo punto bisogna fare le cose, altrimenti diventiamo il Paese dei ritardi, o come nel Monopoli, dove si pesca ‘tornate al vicolo corto, e si ricomincia da capo…“
(4 Luglio 2011)

“Sbaglia il PD ad aderire allo sciopero della CGIL”
(30 Agosto 2011)

“Mi ritrovo nella lettera della BCE. Sì all’aumento dell’età pensionabile”
(26 Ottobre 2011

Silvio Berlusconi ha dichiarato: «Renzi porta avanti le nostre idee, sotto le insegne del Pd».

DI PIETRO
Oggi ho appreso, leggendo la solita ‘Unità’ e dal solito TG4, che avrei lasciato al proprio destino ldV per fondare un nuovo partito, di cui addirittura avrei già pronto il simbolo di colore viola che racchiude semplicemente la parola “Basta”. Ovviamente io non ne so nulla, come non sapevo nulla delle 56 case che di recente mi hanno falsamente attribuito, pur di farmi passare per palazzinaro. Ma una cosa è vera: sto diventando davvero “viola” di rabbia per le continue falsità e calunnie che mi vengono riversate addosso. Soprattutto mi viene davvero voglia di urlare una volta per tutte: “E mo’ basta con tutte queste sciocchezze!”.
Sono ben conscio che i signori della disinformazione e del killeraggio politico si devono liberare dell’IdV prima delle prossime elezioni nazionali. Il motivo è semplice e banale: sanno che non siamo disponibili a squallidi inciuci e compromessi inaccettabili e quindi vorrebbero semplicemente evitare che IdV possa tornare ancora una volta in Parlamento. Addirittura stanno arzigogolando una nuova legge elettorale, cucita a misura solo per evitare che IdV, e solo IdV, possa raggiungere il quorum.
La lotta politica mi sta bene, a patto però che essa venga giocata senza colpi proibiti e senza trucchi, tipo quest’ultima boiata informativa secondo cui io starei sciogliendo il partito: “ballon d’essai” lanciato appositamente per indurre i simpatizzanti, dirigenti e quadri operativi del partito a sciogliere le righe e andare tutti a casa.
Questa non è lotta politica. E’ premeditato omicidio politico e, cioè, esattamente ciò che avevo denunciato anche giorni addietro in una mia accorata intervista su IFQ, allorché dissi che alcune mirate calunnie stavano facendo morire il partito.
L’IdV è una formazione politica scomoda alle politiche dell’inciucio, finora portate avanti a dx e a sx, e quindi un nostro forte successo elettorale e la conseguente massiccia nostra presenza in Parlamento, nella prossima legislatura, impedirebbero al csx di fare alleanze con chi ha fatto comunella in tutti questi anni, prima con il Governo B e ora con il Governo Monti (parlo dell’UDC se non si è capito, la cui mission è stare al governo, non importa se con la dx o con la sx purché ci siano poltrone da spartire).
IdV, grazie alla sua forte opposizione in Parlamento, ha svelato agli italiani la “furbata” della finta legge anticorruzione, ha denunciato il tentativo di intorpidire il corso del processo, in svolgimento a Palermo, sulle cosiddetta trattativa Stato – Mafia. Inoltre, stiamo raccogliendo le firme per due referendum contro la Casta, abolizione dei finanziamenti pubblici e abolizione delle indennità parlamentari, e per altri due referendum a favore dei lavoratori: reintegro al loro posto dei lavoratori licenziati ingiustamente e salvaguardia del contratto collettivo nazionale. Insomma, l’IdV si è messa contro il sistema piduista dei poteri forti e della disinformazione organizzata che vuole far credere che in Italia tutto sta andando per il meglio e che, se qualcuno si lamenta, è colpa sua (ricordate la Fornero quando ha detto che la mancanza di lavoro è dovuta soprattutto ai nostri giovani che fanno troppo gli schizzinosi?).
Noi vogliamo contribuire alla costruzione di una coalizione, avente alla base un programma di governo totalmente agli antipodi di quello berlusconiano, che ha usato le istituzioni solo per farsi i fatti e gli affari propri, e anche alternativo al Governo Monti, le cui politiche sono state inique e fortemente penalizzanti per la classe sociale più debole e più onesta del Paese;
per questo ho una lettera aperta ai segretari politici del csx per offrire la disponibilità di IdV ad aprire un dialogo politico con essi, al fine di verificare la fattibilità di un comune programma di governo, anche in considerazione del fatto che, dopo la rinuncia di B a candidarsi nuovamente a premier, c’era e c’è il rischio che tutto il cdx si ricompatti e finisca per vincere, nuovamente, le elezioni. Non vogliamo che si ripetano gli errori commessi ai tempi della “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto
a oggi, non abbiamo avuto risposta
Sia ben chiaro, però, che accordi di coalizione con noi vi potranno essere solo su base programmatica, come ad es.: l’accettazione degli obiettivi dei nostri quesiti referendari, il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, una più equa ripartizione del carico fiscale, una maggiore attenzione al mondo del lavoro e, più in generale, una dichiarata esplicita discontinuità dalle attuali politiche del Governo Monti. Questo esecutivo, infatti, sta andando avanti solo a colpi di fiducia in Parlamento, in quanto nessuna forza politica approverebbe, nel merito, gli iniqui provvedimenti che sta emanando, tipo il “patto di stabilità” attualmente in discussione;
a livello territoriale, invece, i presupposti per coalizioni vincenti e convincenti già sono presenti in molti casi e cominciano a realizzarsi anche in relazione alle scadenze elettorali prossime future. Mi riferisco, soprattutto, alle imminenti elezioni regionali del Lazio, della Lombardia e del Molise, ove IdV, salvo ripensamenti dell’ultimo momento dei nostri alleati, ha già raggiunto accordi e sarà presente all’interno di coalizioni di centrosinistra proprio sulla falsariga della foto di Vasto, nonostante quello che dicono i vari detrattori o finti tali.
in ogni caso, IdV sarà presente alle prossime elezioni politiche nazionali – sola o ben accompagnata, lo valuteremo cammin facendo – per continuare ad essere un punto di riferimento di chi non vuole rassegnarsi al Governo dei banchieri e dei poteri forti. Quelli, cioè, che tutto controllano e tutto influenzano solo a esclusivo loro uso e piacimento, trasformando i diritti in piaceri e i cittadini in sudditi;
la scelta dei nostri candidati alle prossime elezioni avverrà con modalità ancora più stringenti rispetto al passato (anche se abbiamo sempre chiesto certificato penale senza carchi pendenti) per evitare infiltrazioni di persone indesiderate e/o inqualificabili: metteremo in rete i loro curricula alcune settimane prima della scadenza delle candidature, alla stregua delle “pubblicazioni di matrimonio”, in modo che i cittadini e gli elettori possano aiutarci a sceglierli bene, valutando la loro idoneità politica e morale all’incarico a cui aspirano;
Io e Beppe Grillo, in questi giorni, non ci siamo nemmeno sentiti ma immagino che pure lui si stia facendo un sacco di risate leggendo e sentendo le mille ricostruzioni fantasiose circa il nostro comune futuro politico (che ad oggi non abbiamo nemmeno ideato o programmato, ma di cui leggiamo ampie immaginifiche ricostruzioni da parte di variegati commentatori politici) e, soprattutto, percependo le paure che una tale eventualità incute al sottobosco della politica tradizionale;
quanto ai rapporti con i militanti e gli attivisti del Movimento 5 Stelle, rispettiamo il loro impegno civile e apprezziamo la loro tenacia nel cercare di cambiare il volto e gli obiettivi della politica nel nostro Paese. Prima di loro, ci abbiamo provato noi dell’IdV, ci stiano provando e vogliamo ancora provarci. Il successo di M5S, anche maggiore rispetto al nostro, non ci infastidisce affatto. Anzi ci stimola a migliorare, soprattutto con riferimento alle modalità di ricerca e selezione della classe dirigente, e a trovare sinergie in battaglie comuni;
per quanto mi riguarda, rimarrò alla guida di IdV fino a quando Dio e i nostri iscritti e militanti lo vorranno!
Ad maiora
..
http://masadaweb.org

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