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Thursday August 24th 2017

IL MONDO CHE VOGLIAMO

MASADA n° 1414 23/10/2012 IL MONDO CHE VOGLIAMO

Il pianeta sognato da Beppe Grillo – La colonizzazione dell’Italia – Le piazze siciliane – Il lento declino dell’IdV – Attacco a Grillo della Camusso – Grillo terrore dei partiti – Stalking e femminicidio – Il fallimento del libero mercato e il ritorno del protezionismo – D’Alema addio!

Hanno inondato il mondo di parole come denaro, potere, sopraffazione, egoismo, furbizia, opportunismo, menzogna, impunità…
In un tale mondo Beppe Grillo ha portato un ideale.
Non poteva esserci rivoluzione maggiore.
..
Dove la mente non conosce paura
e la testa è tenuta ben alta;
dove il sapere è libero;
dove il mondo non è stato frammentato
entro anguste mura domestiche;
dove le parole sgorgano
dal profondo della verità;
dove lo sforzo incessante tende le braccia

verso la perfezione;
dove il limpido fiume della regione
non ha smarrito la via
nell’arida sabbia del deserto
delle morte abitudini;
dove tu guidi innanzi la ragione
verso pensieri e azioni sempre più ampi;
in quel cielo di libertà, Padre,

fa che il mio paese si desti.

Rabindranath Tagore

IL SOGNO DI BEPPE GRILLO
(cercalo sul web: ‘Ma che pianeta mi hai fatto?’ In 3 puntate)

Petrolio e carbone sono proibiti. Nei centri urbani non possono più circolare auto private. L’emissione di Co2 è punita con l’assistenza gratuita agli anziani. I tabaccai sono scomparsi, non fuma più nessuno. Non si trovano neppure le macchinette mangiasoldi nei bar. La più grande impresa del Paese produce biciclette. La plastica appartiene al passato, chi la usa di nascosto è denunciato all’Autorità per il Bene Comune e condannato ai lavori socialmente utili. Le spiagge sono pubbliche, come i musei e i luoghi d’arte. I cacciatori fanno solo safari fotografici e ripongono nei nidi i piccoli caduti al suolo. Chi è sorpreso con un’arma è lasciato libero nei boschi e cacciato da personale specializzato con pallettoni a sale per un massimo di due ore. L’accesso alla banda ultra larga è un diritto civile e il telelavoro è diffuso ovunque. I medici e gli avvocati sono categorie protette, come i panda. Le malattie ambientali sono infatti diminuite e il numero degli avvocati è stato ridotto per legge a un decimo, come altrove nel mondo, e la macchina della Giustizia ha ripreso finalmente a funzionare. L’INPS ha chiuso dopo una rivolta popolare che ha ridotto in macerie la sua sede e ora ognuno versa i contributi su un fondo privato. Gli ipermercati sono stati rasi al suolo per decreto. I beni alimentari prodotti e consumati a chilometro zero sono defiscalizzati. Le imprese di costruzioni sono state riconvertite a imprese di decostruzione. Distruggono edifici e infrastrutture inutili o che danneggiano l’ambiente. La decostruzione è diventata in breve la seconda azienda del Paese dopo le biciclette e esporta il suo “know how” in tutto il mondo e in particolare in Cina. Nei fiumi si fa il bagno la domenica da quando è stata introdotta la rieducazione forzata per inquinamento ambientale da scontarsi con la raccolta differenziata a vita. Non si possono possedere beni mobili e immobili superiori ai cinque milioni di euro, anche se molti vorrebbero abbassare la soglia. Ogni euro guadagnato in più va a favore della collettività. Chi si sottrae è rieducato alla comprensione della vita in appositi centri yoga. La parola leader è diventata un insulto. Ognuno è responsabile di sé stesso e verso la società. Le decisioni pubbliche sono prese tutte a maggioranza, sia a livello locale che nazionale. I produttori di armi e di imballaggi hanno chiuso i battenti. La Borsa, dopo il quasi azzeramento dei titoli, è stata chiusa per sempre e sostituita da un parco a tema sull’esplorazione dell’Universo. Anche i produttori di cartelle per bambini, sostituite da e-book, sono falliti e i giornali si possono sfogliare nei musei tra lo stegosauro e l’archaeopteryx. In Val di Susa si fanno solo picnic. Gli inceneritori, spenti da tempo, sono diventati attrazioni per il free climbing e la Salerno Reggio Calabria è finalmente finita e percorsa solo da auto elettriche.

La società costruita sul debito è scomparsa. La produzione di beni dannosi per l’ambiente è illegale. Ogni Paese ha l’obiettivo di diventare ecosostenibile, di vivere delle risorse create sul territorio. I profitti delle aziende sono destinati a finalità sociali. Il concetto di energia etica è insegnato nelle scuole elementari. La produzione di armi belliche è un delitto contro l’umanità. La politica è interdetta a chi ha compiuto 65 anni, alcuni vorrebbero abbassare l’età. Il ministero della Difesa è diventato una Onlus e le missioni di pace sono reali. Il reddito di cittadinanza consente a chiunque di vivere in attesa di trovare un lavoro. Non esistono più appartamenti sfitti. Lo Stato paga o integra l’affitto per le famiglie che non possono permetterselo. In nessuna località è possibile costruire nuove case se esistono case vuote o da ristrutturare. La speculazione sugli immobili è proibita. I mendicanti nelle città sono assistiti da dipendenti comunali e avviati a lavori socialmente utili. Nessuno è lasciato solo. Lo spettacolo di bambini che chiedevano la carità ai semafori o di mutilati seduti sul marciapiede è considerato una barbarie del passato. Ogni cittadino dedica una quota del suo tempo a servizi per la collettività. A Milano sono stati riaperti i Navigli e si può arrivare in barca a Venezia partendo dal Duomo. La corruzione è punita con l’isolamento sociale. Nessuno vuole più avere a che fare con un corrotto. Molti criminali, presi dalla disperazione, emigrano per sempre. Ogni cinque anni si vota on line per una Nuova Costituzione e si rinnova il patto sociale del Paese. Le autostrade sono gratuite, in quanto già pagate da generazioni di italiani, e Benetton è stato consegnato ai Mapuche. Ogni famiglia è messa in condizioni di produrre energia e di distribuirla in rete. L’Enel è stata riconvertita in una multinazionale dell’apicoltura. Gli spacciatori di OGM sono perseguiti in tutto il pianeta come un tempo gli spacciatori di droghe pesanti. La cannabis è depenalizzata. Fini e Giovanardi sono condannati a uno spinello settimanale in diretta streaming. Da allora sono molto migliorati. I reati sono crollati e i pochi poliziotti devono esibire la carta di identità ai cittadini. La parola “mercato” si usa solo per il mercato rionale e la parola “Stato” è diventata una nobile espressione

Nelle cariche politiche e istituzionali si alternano, per un tempo limitato e per solo spirito civile, cittadini estratti a sorte. Ogni anno si tiene la giornata della solidarietà, considerata la massima espressione dello Stato, che ha celebrato in passato persone come Alex Zanotelli e Gino Strada. Il cittadino deve dedicare, dalla maggiore età, due ore al giorno agli altri. Le lobby e le società segrete sono proibite per legge e i loro membri considerati rei di alto tradimento. Il gruppo Bildeberg è stato sciolto. All’ONU ogni Stato ha diritto di voto, ognuno vale uno, e nessuno Stato ha più diritto di veto. La massoneria, l’Opus Dei e Comunione e Liberazione sono un ricordo del passato. Il segreto di Stato non esiste più e ogni documento relativo alla storia recente della propria Nazione è consultabile on line, una regola universale in tutto il mondo. La speculazione è considerata un reato contro l’umanità e la finanza è punibile con l’attività di bonifica dell’ambiente a vita. Renzi e i finanzieri che lo sostenevano nel lontano 2012 sono impegnati da decenni al rimboschimento dell’appenino toscano e alla pulizia delle stalle dei butteri, gli antichi cavalieri della Maremma. I nuovi nati sono figli adottivi per legge della comunità locale dove vengono al mondo che ha l’obbligo di averne cura in caso di difficoltà della famiglia a cui appartengono. I nonni non finiscono più negli ospizi, ma sono ospitati dalle famiglie della comunità. L’esperanto è obbligatorio come seconda lingua in ogni nazione. Chiunque può capire l’altro sul pianeta. Si mangia solo frutta di stagione per combattere l’inquinamento. La donazione di organi, in caso di morte, e del proprio sangue è un dovere a cui nessuno si sottrae. La proprietà delle aziende è solo di chi ci lavora. Ogni nuovo assunto diventa automaticamente proprietario di una quota. L’economia è senza fini di lucro. Le multinazionali, dopo la Seconda Rivoluzione Americana, sono state dichiarate illegali in tutto il mondo, e quindi sciolte, dalla Monsanto alla Nestlè alla MacDonald. Il diritto alla ricerca della felicità presente nella Dichiarazione di Indipendenza degli USA è diventato il primo articolo di ogni Costituzione. Il lavoro pesante è fatto dalle macchine e non nobilita più l’uomo.
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Viviana
Delizioso! Veramente delizioso!
Le tre puntate messe insieme costituiscono il più bel programma di massima che qualsiasi italiano, o qualsiasi umano, possa desiderare. Un programma politico. Un programma economico. Un programma di vita. Una grande rivoluzione culturale.
Un compito così completo e bellissimo che supera ogni utopia che si possa sognare e per cui valga la pena di lottare e di vivere. Per il bene di ognuno. Per il bene di tutti. Per il bene del mondo.
Ringrazio di cuore chi ha messo insieme questo programma di civiltà che manifesta in ogni suo punto amore per gli esseri umani, amore per la democrazia e rispetto per il pianeta.
E compatisco come un povero “minus habens” o un “malvagio” chi non riesce o non vuole intendere il messaggio di profonda bellezza e civiltà che questo messaggio contiene. Questi scellerati insistono a dire che dietro Grillo o Casaleggio ci sono i ‘poteri forti’, quando è perfettamente chiaro anche a un cieco che in questo messaggio i ‘poteri forti’ sono proprio combattuti e distrutti e che nessun partito o movimento prima d’ora li ha denigrati in modo così totale, salvo il movimento no global. E’ così assolutamente evidente il piano di questi mentitori: attribuire al M5S proprio i vizi dei poteri di cui sono a servizio, allo stesso modo con cui Bush attribuì a Saddham il possesso criminoso di armi di distruzione di massa nel momento stesso in cui lo attaccava con le proprie criminose armi di distruzione di massa.
Sento dentro di me la gioia sfolgorante di far parte di questa comunità, un insieme di amici in sintonia, che vogliono operare per un mondo migliore, un mondo Nuovo e bellissimo, che a poco a poco con la nostra forza di volontà e con la nostra speranza noi riusciremo sicuramente a realizzare.

Lo sapete che ben 6 paesi europei, a cominciare dalla Germania, sono arrivati a RIFIUTI ZERO?

E non hanno bisogno delle discariche, degli incineritori, e delle mafie e della corruzione politica che sono connessi a questi orrori.
Lo capite che il sogno di Grillo non è una inutile utopia ma orienta il cammino di un mondo che può veramente diventare migliore? Lo capite che il suo progetto potrebbe davvero via via realizzarsi, se solo gli elettori la smettessero di fare gli astensionisti o gli scettici a fondo perduto o la smettessero di votare i corrotti e gli inetti che ci stanno distruggendo??
Nulla sarà impossibile se 7 miliardi di persone lo vorranno.
Ognuno di noi vale moltissimo in questa enorme corrente di mondo e deve cominciare ad attivarsi per cambiare tutte le cose che non vanno, perché solo se ci mettiamo tutti insieme, il marcio lo cambieremo!
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LA COLONIZZAZIONE DELL’ITALIA
Vv

Mi piace Monti quanto pontifica: “Ho evitato la colonizzazione dell’Italia” e la Rai, serva e vile, che traduce nel titolo: “Monti ha evitato il commissariamento dell’Italia”
Ma brutti porci! Monti “è” il commissario mandato dall’Europa per colonizzare l’Italia, così come Papadamos “è” il commissario mandato dall’Europa per colonizzare la Grecia, raddoppiandole il debito e mandandola in rovina.
E colonizzare vuol dire appunto invadere un paese straniero calpestando la sua democrazia e i suoi diritti e derubandolo di tutte le sue risorse.
E che altro hanno fatto in Italia con Monti la Bce, il Fondo Monetario e la Goldman Sachs????
UNA COLONIZZAZIONE!!!!

GRILLO E LE PIAZZE SICILIANE

Mentre i giornali di regime si divertono a spammare le solite menzogne e c’è chi scrive: “Grillo insulta la Sicilia davanti a piazze deserte”, le folle reali dei siciliani si affollano per sentirlo parlare. Intanto in tv, su programmi come Quinta colonna va in onda la diffamazione di Stato, toccando punte di infamia di infima bassezza e i tg danno sondaggi taroccati dove al M5S vengono tolti parecchi punti.

Alcamo 6.000 persone
Mazzaro del Vallo: 2.000 persone
Ragusa: 6.000 persone
Agrigento: 10.000 persone
Messina: 4.000 persone
Palermo: 10.000 persone

Intanto Berlusconi sta asserragliato nei suoi fortilizi e Miccichè da un trespolo arringa una piazza deserta.
Poi subentreranno i soliti voti di scambio, un voto in cambio di 50 euro o di una promessa di lavoro, i voti sotto minaccia o per lusinga, i voti per pessima abitudine o rassegnazione. Ma in quei comizi si respira per la prima volta un’aria di libertà. Peccato che in Sicilia ci sia un detto: “Piazze piene urne vuote!” Se almeno una volta non fosse così!
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E pensare che Renzi riempie i ristoranti di banchieri!
Riccardo
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Jean Magnis
Secondo la QUESTURA erano ufficialmente 5
per i TG solo qualche decina
gli altri “MILLE MILA” erano lí,
a prendere una granita…
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Grillo
Ieri sera a Trapani non c’era nessuno in piazza. Neanche un’anima. Non c’ero neppure io e non c’era neppure Trapani e forse era assente anche la Sicilia. Non ci credete? Dovreste. Questa mattina ho letto i giornali nazionali e mi hanno confermato che i 10.000 trapanesi presenti erano un miraggio. Un’allucinazione. Un sogno. Infatti, nessun giornalista li ha riportati. I fatti in Italia non si vedono, non si sentono e soprattutto non si scrivono. Vuolsi così colà dove si pagano i finanziamenti ai giornali. E più non dimandare.
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Sebastiano
Quasi quasi al prossimo comizio di Grillo affitto due comparse, cosi almeno non si sentirà solo.
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Piazze vuote per Grillo?
Ciro
Nemmeno la Gabanelli, nella sua mezz’ora sulle elezioni siciliane, parla di Grillo. Ricordate la famosa affermazione di Travaglio: “In TV è vietato tutto ciò che è libero, indipendente ed autonomo, chi non ha il guinzaglio in questo momento in TV non lavora, e chi ci lavora in un modo o nell’altro il suo guinzaglio lo ha. Non c’è dubbio che per chiunque lavori in TV nei posti chiave che si occupano di informazione di attualità o settori limitrofi il guinzaglio c’è e lo tiene in mano qualcuno. Sulla base delle proprie forze e delle proprie gambe in televisione non ci si entra “.
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“Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda”.
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Grillo in diretta da Marsala

http://www.ustream.tv/channel/m5s-siciliatour

Horacio Verbitsky
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IL LENTO DECLINO DELL’IdV
Viviana Vivarelli

Mi dispiace per quelli che vedrebbero bene l’alleanza Grillo-Di Pietro (26%), ma IdV e M5S vanno per strade diverse, anche se possono condividere singole battaglie. Nel 2006 Di Pietro offrì la candidatura a Grillo,di cui era amico. Grillo declinò.
Stimavo Di Pietro come ottimo pm e lo stimo anche ora come uomo onesto e integro, appassionato e veemente, e partecipo a tutte le sue battaglie, trovando in lui una coerenza che manca agli altri partiti ormai affogati negli inciuci più vergognosi.
Ma Di Pietro ha dei difetti che non riesce a correggere col tempo: ha fondato un partito paternalista che si gioca tutto sulla sua persona, non riesce a scegliersi collaboratori di valore, è e resta un legalitario che non ha perso la scorza del vecchio poliziotto ligio allo Stato che non potrà mai per DNA concepire qualcosa di rivoluzionario come una democrazia dal basso. Così perde le alleanze per non essere un disonesto pronto agli inciuci, e perde gli elettori per non essere un uomo abbastanza innovativo e audace, per cui da molti elettori viene confuso nella Casta, e perde consenso per non saper scegliere collaboratori di valore.
Il suo è il partito degli esodi. Se ne sono andati perché il partito non soddisfaceva i loro interessi (nel bene come nel male):
De Gregori, Razzi, Scilipoti, Rossi Gsparrini, Ossorio, Raiti, Franca Rame, Tonadi, Porfidio, Giuseppe Giulietti, Pino Pisicchio, Misiti, Sonia Alfano, De Magistris, Vatinno, Donnici…
L’IdV raggiunse il suo massimo alle europee del 2009 con l’8%-
Oggi è calata al 4,3% e malgrado la passione e l’impegno di Di Pietro non riesce a risalire, per di più viene emarginato da alleati temporanei senza cui non va da nessuna parte ma con cui va sempre più a fondo, per il loro stesso tradimento.
Posso dire solo che mi dispiace.
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ATTACCO A GRILLO DELLA CAMUSSO
VV

Dedicato alla Camusso e ai velleitari di estrema sx che da 65 anni fanno solo chiacchiere.
Dice Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, nel corso di un’intervista poi trasmessa In Onda, su La7:
“Tutte le volte che ho sentito o letto interventi di Grillo, non c’è mai una parola che guardi al lavoro.”
.. e per fortuna che Grillo non ha mai parlato del lavoro! Uno dei primissimi argomenti fu proprio il precariato (a meno che la Camusso quello lo considerasse un non-lavoro, visto che in genere i sindacati dei precari non si sono mai interessati). Grillo non solo parlò a lungo di lavoro ma raccolse le testimonianze dei precari in un libro “Schiavi moderni” scaricabile gratuitamente da internet!

http://www.anarchia.com/dettagli-gratis/Libro-Gratis–Schiavi-Moderni–4783.html

ma che anche la Camusso abbia paura di Grillo??!!
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Giacomo
Si infatti.. Grillo non ne ha mai parlato di lavoro.. Ma scusa, Camusso .. “Schiavi moderni”, “Morti Bianche”, “Senza Pensioni”, tutti libri distribuiti gratuitamente sul web, di cosa parlano???? Oltre a questo ho fatto una ricerchina sul blog, ho inserito la parola lavoro e Grillo e sono usciti appena appena 100 post sull’argomento.. Leggi Camusso e informati prima di sparare cavolate! Ah già, dimenticavo sei la principale rappresentante di uno dei sindacati più falsi e asserviti di questo paese che prende in giro milioni di lavoratori.. Forse questi libri li hai letti, Camusso, ma la servitù ai tuoi veri padroni ti impedisce di dire la verità-..
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Grillo, terrore dei partiti
Paolo De Gregorio

Mi ha fatto particolarmente piacere udire, nei tanti incontri di Grillo con i cittadini della Sicilia, che lui non è il “Salvatore” e che i siciliani devono abbandonare tutti i vecchi partiti e votare per se stessi.
VOTATEVI! E’ la rivoluzione culturale e democratica che Grillo propone. Impegnatevi a trovare fra di voi quelli che meglio possono rappresentare i vostri interessi e risolvere i vostri problemi e mandateli in Parlamento, dopo avergli fatto firmare dal notaio che dopo due legislature non si ripresenteranno, e dopo avergli chiesto di presentare una fedina penale pulita e la dichiarazione di non essere mai stato iscritto ad un partito.
Ogni cittadino che accetta queste regole può iscriversi al M5S, mettere in rete i suoi dati, il suo curriculum, le sue idee sul territorio che può essere delegato a rappresentare, e poi saranno i cittadini del territorio stesso connessi in rete a votarlo (e se c’è qualcosa che non va sul personaggio, in rete viene fuori). Ci potranno essere degli infiltrati, ma questo è fisiologico in qualunque organizzazione (il Pci con tutto il suo apparato di sicurezza ebbe due infiltrati nel comitato centrale pagati dal ministero degli interni).
Tutto è perfettibile, ma di fronte all’attuale andazzo dei partiti che dai loro vertici nominano amici degli amici, amichette, capi bastone con pacchetti di voti, pregiudicati, piduisti, cricche, questa rivoluzione a 5 stelle sembra un enorme passo in avanti.
Il ragionamento che sta alla base di tutto è semplice: i partiti politici, all’origine autenticamente popolari, come PCI e DC, fondati da gente che aveva resistito e combattuto il fascismo, nel tempo si sono trasformati in cricche di potere, che si sono concesse agi da aristocratici, si sono spartiti tutti i posti statali, le ASL, la RAI, sono diventati CASTA inamovibile, soprattutto per il fatto che non esiste la regola che dopo due legislature chiunque, anche il Padreterno, va a casa.
Il necessario ricambio generazionale è mancato, le differenze tra dx e sx si sono affievolite, entrambe si affidano al capitalismo e al mercato. PD e PDL sono due partiti sostanzialmente di centro, insieme tengono in vita il governo Monti, e nel tempo hanno perduto sia potere nei confronti del governo della economia, sia credibilità nei confronti degli elettori, per la presenza diffusa di ladri, incapaci, mentitori professionali, approfittatori del denaro pubblico.
VOTATEVI! E’ ciò che Grillo propone per uscire dalla palude, fa appello ai cittadini e alla partecipazione attiva. E’ la cosa più giusta e democratica che si possa fare, ma ha messo terrore e scompiglio nei vecchi santuari della politica che già vacillano e sentono la pressione morale delle nuove regole del Movimento, tanto da far annunciare a leader di primo piano, come Veltroni e D’Alema, la propria uscita di scena.
La manovra mediatica per dipingere Grillo come un dittatore con ambizioni assolutiste e una organizzazione senza democrazia interna, si dissolve nel nulla di fronte ad un metodo per cui è il territorio che sceglie i suoi rappresentanti, e nessun nome è calato dall’alto, ma tutti sono tenuti a rispettare le nuove regole, compresa quella di non accettare un retribuzione netta superiore ai 2.500 euro.
Se son rose fioriranno! Ma di fronte allo sfascio etico, economico, politico, è obbligatorio cercare una strada nuova e l’unico che ci prova è Grillo.

STALKING E FEMMINICIDIO
(Dati raccolti dal web)

Si chiama stalking l’azione di un uomo, spesso ex marito, fidanzato o amante, che ossessiona la propria vittima fino a minacciarla, pestarla o violentarla. Di solito la persecuzione oltre che fisica, avviene per mezzo di telefonate anonime, sms, lettere, appostamenti sotto casa o ufficio, visite indesiderate, pedinamenti. Il carattere principale dello stalking è l’insistenza e la ripetitività della persecuzione, allo scopo di farti vivere in un perenne stato di tensione e ansia per la paura che il molestatore ti possa sorprendere da un momento all’altro. Solo da poco lo stalking è divenuto un reato punito a norma di legge, soprattutto a seguito di una serie di testimonianze di donne che hanno subito gravi ripercussioni fisiche e psicologiche.
Il più delle volte lo stalker è uno che si sente vittima di torti o respinto. Alcune volte, invece, può essere una persona non sana di mente, non legata a storie passate, ma che semplicemente “punta” la propria vittima e si diverte a perseguitarla. Lo stalking sta l’interesse ossessivo e la malattia di mente. Può essere un uomo che ritiene di aver subito un torto, ed è quindi spinto dal desiderio di vendetta; può essere un corteggiatore assillante, che non riesce ad accettare di non essere ricambiato…In ogni caso, i metodi con cui esercita la sua violenza sono sempre gli stessi.

http://www.giovanianapoli.it/articolo/tu/stalking/

La legge ha cominciato ad occuparsi della difesa delle donne molestate solo da 3 anni. Prima non esisteva nessuna tutela e le donne erano abbandonate ai loro aggressori. Con la legge 23 aprile 2009, n. 38, è stato introdotto nel nostro codice penale il delitto di “atti persecutori” (c.d. stalking) e prevista la reclusione da 6 mesi a 4 anni, salvo che il fatto costituisca un reato più grave. Per cui, visto che sotto i 3 anni non va in galera nessuno, in pratica non subisce alcune pena. Per di più la vittima deve mettere lei su avvocato e pagare lei le spese legali.
E’ previsto un aumento di pena se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato, da persona prima legata da relazione affettiva o già ammonita dal Questore: la pena è aumentata fino alla metà se la vittima è un minore o una donna in stato di gravidanza o se il fatto è commesso con armi o da persona travisata
E’ bene precisare che la persona offesa può presentare una querela da proporsi entro 6 mesi dalla conoscenza dei fatti che si ritengono costituire reato. Si procede ‘ufficio solo se il fatto è commesso nei confronti di un minore, di una persona con disabilità o da un soggetto già ammonito.
Conviene sempre denunciare/querelare il responsabile dell’azione illecita per evitare che dalle parole si possa passare ai fatti, con conseguenze ben più gravi. Purtroppo le testimonianze delle vittime dicono che spesso le forze di polizia non raccolgono le denunce o le minimizzano e non offrono protezione alle vittime. Per cui troppo spesso alla denuncia conseguono atti di aggressione ancora più gravi, fino alla morte.
Non risulta che la Chiesa si sia mai occupata di questo fatto gravissimo.

Secondo l’Osservatorio Nazionale, un italiano su 5 è vittima di molestie gravi ed è quasi sempre una donna: un dato allarmante, che rappresenta una mattanza continua che colpisce le vittime, indipendentemente dall’età, dall’estrazione sociale e dall’appartenenza etnica .Numeri impressionanti e non rassicuranti per le evoluzioni future: il dato più preoccupante è il numero oscuro celato dietro ai dati ufficiali. La maggior parte delle vittime, infatti, non denuncia lo stalking, pensando di firmare la propria condanna a morte, per una generalizzata sfiducia verso le autorità (molti omicidi sono avvenuti dopo le denunce) e alla consapevolezza che lo stalker sia spinto a perseguitare da un profondo disagio psicologico, che la coercizione può solo peggiorare.
Le punte più alte dello stalking sono in Emilia e Toscana (29 e 29%) e forse perché sono le regioni dove il fenomeno è più denunciato.
La sfiducia delle vittime nella legge è massima, in genere dicono: “Le abbiamo tentate tutte, ma non siamo state tutelate da nessuno”
Il 70% delle vittime sono donne e il 30% uomini. Il persecutore è nel 55% dei casi un partner o un ex, nel 5% un famigliare, nel 15% un collega o compagno di studi, e nel 25% un vicino di casa.
UNO STALKER SU TRE E’ RECIDIVO: DOPO LA DENUNCIA CONTINUA A PERSEGUITARE LA VITTIMA
Il 20% soffre di un disturbo di personalità, il 5% ha una psicopatologia grave, con totale perdita di contatto con la realtà. Il 70% ha difficoltà a gestire le relazioni interpersonali.
Spesso sono soggetti insospettabili: funzionano bene nella società ma sono dei manipolatori e bugiardi patologici.
Il 20% degli omicidi di donne ha avuto come prologo atti di stalking. E ricordiamo che in Italia una donna viene ammazzata ogni 2 giorni. Quest’anno siamo già a 130 donne uccise.
Purtroppo dopo il boom all’ingresso della legge, la sfiducia nello Stato ha fatto calare le denunce per il fatto che non esiste alcuna garanzia di sicurezza o protezione dopo la denuncia ma cresce la paura di peggiorare la persecuzione.
Ma l’assurdo totale di questa legge è che lo Stato non se ne attribuisce la difesa d’ufficio come deve fare per i reati gravi e non solo la fa dipendere dalla denuncia della vittima ma le impone pure di pagare le spese legali, perché la legge 612 bis che configura il reato di stalking non prevede il patrocinio gratuito.
LE ISTITUZIONI SONO ASSENTI
Oltre al danno, la beffa!

Come se non bastasse la molestia grave, il terrore della vittima, l’abbandono da parte dello Stato, l’onere per chi fa la denuncia di sostenere tutte le spese legali e il pericolo di morte, dobbiamo aggiungere un’altra beffa: la lentezza della pena. Tra la denuncia e l’eventuale condanna passa troppo tempo e la vittima viene lasciata sola dalle istituzioni che dovrebbero tutelarla ed esposta quindi all’escalation degli atti persecutori che aumentano d’intensità. La sindrome della donna perseguitata sale talmente di intensità che molte tentano il suicidio.

Ma che Stato è lo Stato in cui viviamo?
Ci sembra di sentire ancora il coro bipartisan di insulti da trivio che sale dai gironi infernali del Parlamento quando si discute di qualche tema che tocchi la sicurezza e la dignità delle donne, le frasi sguaiate da bordello e da caserma dei cosiddetti parlamentari, le battute lascive e suine contro le loro stesse colleghe..
E non esco dall’incubo di una Chiesa che coglie ogni pretesto per penalizzare la donna come un essere inferiore e che arriva ad appoggiare per 18 anni un uomo come Berlusconi che ha gettato nel fango l’immagine femminile, arrivando ad abusare per i suoi laidi istinti lascivi di ragazze minorenni.
Lo stalker non è certo figlio di questa barbarie, ma ad essa, in soluzione di continuità, si accompagna.

Luca

In Europa siamo ultimi in molti campi, dai diritti civili, all’etica ed onestà !
Nella classifica del disonore, quella della corruzione percepita, l’Italia occupa il sessantanovesimo posto, alla pari con una disastrata repubblica centrafricana, il Ghana, e un poco raccomandabile paese dell’Est, la Macedonia. Una posizione caratterizzata da «un aggravamento progressivo», quella individuata da Transparency international .
Il «Corruption Perception Index» (CPI) si é attestato per l’Italia «a 3.9 contro il 6.9 della media Ocse, su una scala da 1 a 10, dove 10 individua l’assenza di corruzione». In particolare, per il biennio 2010-2011 i cittadini italiani ritengono che il «primato» spetti alla corruzione politica, seguita da quella del settore privato e della pubblica amministrazione.
Anche il «Rating of control of corruption» della banca mondiale colloca il nostro Paese agli ultimi posti in Europa, con un trend decisamente negativo negli ultimi anni. L’indice RCC va da 0 a 100, dove 100 indica l’assenza di corruzione: l’Italia é passata dal valore 82, rilevato nel 2000, ad un indice pari a 59 per il 2009.
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Viviana Vivarelli

E’ triste constatare che il Paese che ospita il Vaticano e che spende un miliardo l’anno solo per il mantenimento dei suoi preti, il Paese dalle 40.000 chiese e con più cardinali al mondo, sia anche il paese europeo dove la corruzione politica è più alta, il livello etico sociale è il più basso, i diritti civili fanno più fatica ad affermarsi. La casta vaticana sorregge la casta politica ed entrambe stringono il Paese in una morsa di iniquità e di barbarie, che sembra senza fine.
A questa sventura storica il Governo di Monti, con falsi ossequianti alla Chiesa e veri collusi coi più infimi delinquenti del potere, porta solo un valido sostegno verso il peggio, mentre, abusando delle sue funzioni. Questo commissario al soldo dell’alta finanza internazionale vende la sovranità del nostro Paese e la passa a una colonizzazione forzata, come fossimo un paese vinto da spolpare, mentre i tromboni partitici votano tutto “senza se e senza ma”.

Firmate contro la violenza alle donne

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/21/violenza-sulle-donne-appello-donne-in-rete-contro-femminicidio/388892/
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L’antropologa Marcela Lagarde scrive:

“La cultura in mille modi rafforza la concezione per cui la violenza maschile sulle donne è un qualcosa di naturale,attraverso una proiezione permanente di immagini o spiegazioni che legittimano la violenza, siamo davanti a una violenza illegale ma legittima,questo è uno dei punti chiave del femminicidio.
Il femminicidio è un problema strutturale, che va aldilà degli omicidi delle donne, riguarda tutte le forme di discriminazione e violenza che annullano la donna nella sua identità e libertà non solo fisicamente, ma anche nella dimensione psicologica, nella socialità,nella partecipazione alla vita pubblica. Pensiamo a quelle donne che subiscono per anni molestie sessuali sul lavoro, o violenza psicologica dal proprio compagno, e alla difficoltà, una volta trovata la forza di uscire da quelle situazioni, di ricostruirsi una vita, di riappropriarsi di sé.
Il femminicidio è la forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine -maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale- che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o altre forme di violenza: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia».

Ma ci sono anche donne e uomini coraggiosi nella denuncia di una cultura che odia le donne e di una politica inerte, inadeguata nelle reazioni.
Se possiamo contare il numero dei femminicidi è solo grazie alle volontarie della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna, che dal 2005 raccolgono i casi nell’indifferenza dello Stato. A oggi non esiste in Italia un Osservatorio della violenza sulle donne e nemmeno la Chiesa, così attenta a contare e analizzare vari fenomeni gravi di soprusi sui deboli (come il razzismo), sembra volersene occupare.
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Quali sono le cause del femminicidio?

Ricordiamo che nel 2006 in Europa esso ha portato alla morte di 3.000 donne, una vera strage).
“In generale, la causa sociale della violenza viene attribuita alla tendenza maschile a non considerare le donne come individui indipendenti e con il diritto di autodeterminarsi, ma come cosa propria. L’aumento di casi di violenza e femminicidio viene spesso associato al fatto che in questo momento stiamo vivendo una fase di mutamento dell’identità femminile, che va verso l’emancipazione e la libertà, e viene quindi vissuta dagli uomini come una minaccia alla propria virilità o al proprio diritto al dominio sessista.
La violenza è dovuta allo scollamento tra una rappresentazione della donna in larga parte patriarcale e antiquata (chiesa,politica e tv) e il ruolo attivo e importante che un numero sempre maggiore di donne ricopre nella vita reale.”

Sono migliaia di anni che gli uomini trattano le donne come degli oggetti di proprietà, grazie al potere che in questo viene loro dato dalla religione e della tradizione di una società patriarcale basata sul predominio del maschio. Oggi le donne cominciano ad emanciparsi e molti uomini non riescono ad accettarlo. Non riescono ad accettare che una donna abbia autonomia ed emancipazione, indipendenza e volontà, che sia una persona pari a un uomo, e il modo più semplice che hanno per negare questa parità di diritti è perseguitarle o ucciderle.

Da anarchopedia

Secondo una ricerca della Harvard University,per le donne tra i 15 e i 44 anni la violenza è la prima causa di morte e di invalidità. In molti paesi lo stupro,la violenza coniugale,la prostituzione,le mutilazioni genitali,cl’aborto selettivo ecc. sono pratiche comuni.
In India, ogni anno sono migliaia le donne bruciate vive dai mariti: 8.000 nel 2007. Nel 2009 i casi di tortura e violenza domestica ‘denunciati’ sono stati 76.000.
Anche i “civilissimi” Stati Uniti non sfuggono alla violenza di genere: secondo un recente rapporto del Dipartimento di giustizia, la violenza contro le donne sarebbe in costante aumento. Il Sondaggio Nazionale sulle Vittime del Crimine stima che nel 2007 ci siano stati almeno 248.300 stupri (in aumento del 25% rispetto al 2005) mentre la violenza domestica è aumentata del 42%-
Nel 2006,da una indagine telefonica l’ISTAT segnalava che:
le donne sopra i 16 anni che dichiarano di esser state vittime di violenza, fisica o sessuale, almeno una volta nella vita sono 6 milioni e 743 mila, cioè il 31,9% della popolazione femminile; e, considerando il solo stupro si ha un milione di vittime.
Il 14% delle donne è stata oggetto di violenze da parte del partner, il rimanente 24,7% ha subito violenze fisiche o sessuali da parte di conoscenti o estranei.
Il 93% delle violenze perpetrate dal coniuge non viene denunciata; la percentuale sale al 96% se l’autore non è il partner. Nel 2004 il 91,6% degli stupri, in base a dati ISTAT, non è stato segnalata alle autorità.
Il 94% degli stupri avviene in famiglia o ad opera di conoscenti. Gli stupri da parte di stranieri è del 3% in famiglia e del 10% fuori. Viene così smitizzata l’idea razzista, diffusa da certi giornali o partiti che gli stupri partano da extracomunitari.
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IL FALLIMENTO DELL’ECONOMIA GLOBALE E IL RITORNO DEL PROETZIONISMO
da uno scritto sull’economista E. Brancaccio

L’economista Emiliano Brancaccio rompe il tabù del libero mercato.
I potenti della Terra ci hanno spacciato una falsa globalizzazione capitalistica, dove in realtà non è fiorita una felice concorrenza che ha premiato i migliori ma si sono rinforzate nuove forme di protezionismo e controllo politico, che hanno mandato in crisi il sistema.
Che il libero mercato abbia fallito e abbia peggiorato le sorti del mondo non ci sono dubbi, il fatto è che i danni cominciano a ripercuotersi anche su quelli che lo hanno voluto, per questo cominciano a riproporre istituti protezionisti, ma di questo la sx non parla, finge di non vedere, avendo ormai scelto di sostenere un ultra-liberismo distruttivo di democrazia e di benessere.
Ma delle limitazioni ai movimenti incontrollati di capitali e di merci sono ormai necessarie.
Gli speculatori finanziari parlano di populismo, ne parla anche Monti di fronte alle reazioni negative contro l’euro che ormai salgono dal 25% degli Europei, ma è interessante questo aumento di misure protezionistiche che contrastano proprio la globalizzazione. Tra il 2008 e il 2012 la Commissione europea ne ha registrate 534. Non solo l’Argentina, ma anche colossi come Cina, India, Brasile, Russia e Stati Uniti hanno cominciato a reintrodurre limitazioni al libero mercato. L’unica zona che ancora resiste a controlli sui movimenti di capitali e di merci è l’Europa. Dietro ci sono gli interessi del paese più forte, la Germania, che dal libero scambio trae grandi vantaggi. Tuttavia, man mano che la crisi avanza, anche in Europa come in Italia aumentano le richieste di controlli al commercio, di limiti alle acquisizioni estere e di ripristino della sovranità nazionale sulla moneta. A volte i segnali sono contraddittori, come per Marchionne, che, come presidente dell’associazione europea dei costruttori automobilistici, critica l’apertura indiscriminata alle importazioni di auto asiatiche e chiede alla Commissione europea di pianificare le quote di mercato, poi, all’opposto, rivendica piena libertà di trasferimento del capitale di Fiat all’estero ed esige dai lavoratori una totale sottomissione alle leggi del mercato. È l’ennesimo sintomo di crisi del liberismo e dei suoi ideologi, che da un lato si arrampicano sugli specchi per giustificare i massicci aiuti pubblici ai capitali privati, e dall’altro continuano a pretendere di avere mani libere nella distruzione dei diritti del lavoro..
Ma la sx tace. Per troppi anni ha subito il condizionamento ideologico del liberismo, dell’idea che la globalizzazione capitalistica fosse un totem ineluttabile e benefico. Quando Fiat, o i vertici di Alcoa o la famiglia Riva, che hanno ricevuto varie forme di sostegno statale, hanno minacciato di abbandonare l’Italia e investire all’estero, Berlusconi e Monti hanno dato loro man forte sostenendo che un’impresa privata deve esser lasciata libera di trasferirsi dove meglio crede. E la sx è stata zitta!
Contro questi interventi sul mercato, c’è chi paventa danni economici e addirittura guerre! Il premio Nobel per l’economia Paul Samuelson, che non è nemmeno un protezionista, dice che in presenza di disoccupazione il libero scambio crea problemi, non certo vantaggi. E l’economista di Harvard Dani Rodrik ci ricorda che negli anni 50 e 60 sussistevano numerosi controlli sui movimenti di capitali e di merci, eppure lo sviluppo, l’occupazione e la distribuzione del reddito erano molto migliori di oggi, anche perché quei controlli permettevano ai singoli stati di perseguire obiettivi interni, occupazionali e distributivi. Si potrebbe anche ricordare che la massima liberalizzazione dei movimenti internazionali dei capitali fu raggiunta esattamente alla vigilia della prima guerra mondiale. È dunque proprio un incondizionato liberoscambismo, soprattutto in tempi di gravissima crisi economica, che rischia di alimentare le peggiori pulsioni nazionaliste .
L’Europa può ritrovare coesione interna solo se mette un freno alla competizione salariale al ribasso e attiva un “motore interno” dello sviluppo economico e sociale. Per ora fa il contrario. La Germania ha imposto ai paesi periferici della zona euro una ricetta a base di depressione, disoccupazione e fallimenti aziendali. La stessa Bce segue questa linea: è disposta a difendere i paesi periferici dalla speculazione solo a condizione che questi comprimano ulteriormente la spesa pubblica e il costo del lavoro e si dispongano a vendere i capitali nazionali, incluse le banche. Questa violenta ristrutturazione a guida tedesca trasformerà vaste aree del Sud Europa in deserti produttivi, destinati solo a fornire manodopera a buon mercato alle aree più forti. I gruppi d’interesse prevalenti in Germania sanno che questi processi potrebbero scatenare tensioni tali da indurre i paesi del Sud ad abbandonare l’euro, ma questa eventualità non basta a spaventarli. L’unica vera paura dei tedeschi è che con la moneta unica salti anche il mercato unico europeo, sul quale si fonda la loro egemonia: cioè temono che i paesi del Sud introducano limiti alla libera circolazione dei capitali e delle merci in Europa. In Francia di questa opzione si discute da tempo ma il governo socialista non sembra disposto a esplicitare una minaccia protezionista.
In Italia, abbiamo addirittura messo un irriducibile liberoscambista come Monti ai vertici del governo. La crisi però avanza, i nodi verranno al pettine. E se la sx insiste a seguire Monti, verranno alla ribalta forze completamente estranee al movimento dei lavoratori.

http://www.controlacrisi.org/notizi…
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D’Alema, addio???
Paolo De Gregorio

Fino a ieri scrivevo: “D’Alema, addio!”, oggi il baffo di ferro dichiara: “Se vince Renzi, io faccio un altro partito, di sinistra, aperto a Sel”, questo aprirebbe a una scissione certa. E ciò dovrebbe far riflettere seriamente sui guasti che la lunga presenza in politica genera nei leader, che si sentono tutti indispensabili e considerano il partito cosa loro. Anzitutto vi è la questione delle regole. D’Alema ha accettato il metodo delle primarie per eleggere il candidato premier e, dire che lui con i suoi seguaci farà un altro partito se vincerà Renzi, è un colpo di mano che consegna il PD alla scissione e alla perdita delle elezioni. Consapevolmente egli consegna a Berlusconi una arma formidabile che B userà sicuramente, che è quella di mandare a votare il Pdl per Renzi, sapendo che ciò spaccherà il PD. D’Alema non fa questa mossa per amore del partito di cui è dirigente, ma per ritagliarsi uno spazio politico di leader e avere un futuro, visto che con la vittoria di Renzi il suo ruolo nel partito si scioglierebbe come neve al sole. Tutto questo deriva da una regola sbagliata nello Statuto del PD, che recita che dopo 3 legislature si è ineleggibili, eccetto alcuni casi. Bastava stabilire che dopo 3 legislature TUTTI sono ineleggibili e il caso D’Alema non sarebbe mai esistito. Tra l’altro ammettere eccezioni e ricandidare un certo numero di dirigenti, crea una cupola inamovibile che rafforza il ruolo di vertice e fa assomigliare qualunque partito ad una oligarchia, invece che ad una organizzazione democratica. D’Alema ha fatto molti favori a B., soprattutto non facendo nulla nel periodo in cui fu primo ministro, contro il monopolio televisivo del Cavaliere e sul conflitto di interesse, e ora vedere lui, uomo di destra e di apparato, proporsi come leader di una nuova sinistra, è penosamente ridicolo.

DON GALLO MASSACRA L’ECONOMISTA BOLDRINI

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-dbf25911-93e2-4e26-af01-9cb327564a1c.html

Dopo 10 mesi di ostruzionismo da parte dei partiti il decreto anticorruzione comandato dall’Europa e rifiutato da questi delinquenti dei politici è stato finalmente votato alla fiducia, ma era stato talmente svuotato di ogni significato serio perché la Severino aveva ceduto a tutti i ricatti delinquenziali delinquenti che siedono in parlamento che il CSM l’ha rifiutato. Tanto per dire, manteneva la depenalizzazione del falso in bilancio fortemente voluta da B, e non rendeva reato l’autoriciclaggio (cioè l’investimento delle somme rubate) né la corruzione tra privati, e non impediva la ricandidatura il lista dei pregiudicati (perché sarebbero saltati 100 parlamentari compreso il caro Dell’Utri, condannato a 9 anni per collusione mafiosa), Non solo siamo il paese più corrotto d’Europa, ma i corrotti comandano e rifiutano energicamente di redimersi e hanno la faccia di ripresentarsi alle elezioni trovando pure degli idioti o dei corrotti pari loro che li rivoterebbero. Il 28% rivoterebbe il Pd che di inquisiti o condannati ne ha 400, il 15% rivoterebbe il Pdl che ne ha al 99%.
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http://masadaweb.org

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