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Saturday August 19th 2017

DERIVE E COMPLOTTI


MASADA n° 1409 14/9/2012 DERIVE E COMPLOTTI

Una nuova visione del mondo – Il mea culpa di Giovanni Favia– Chi è Giovanni Favia – Gente che si parla addosso – Ma cos’è questo populismo che Monti di chiara il nemico pubblico n° 1? – I danni di una classe dirigente disastrosa – De Magistris accusa Grillo di avere alle spalle dei poteri forti – Il pressante bisogno di democrazia – Il Bilderberg Group- L’elenco dei piddini inquisiti

Muore ignominiosamente la repubblica
Mario Luzi

Senza dedica.
Muore ignominiosamente la repubblica.
Ignominiosamente la spiano
i suoi molti bastardi nei suoi ultimi tormenti.
Arrotano ignominiosamente il becco i corvi nella stanza accanto.
Ignominiosamente si azzuffano i suoi orfani,
si sbranano ignominiosamente tra di loro i suoi sciacalli.
Tutto accade ignominiosamente, tutto
meno la morte medesima – cerco di farmi intendere
dinanzi a non so che tribunale

di che sognata equità. E l’udienza è tolta.
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Massimo Simonini
“Il fascismo del nostro tempo non poteva che indossare la falsa maschera della “democrazia meramente procedurale”.
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Quando la repubblica muore
La gettano nella fossa
E l’ultima cosa che vede è il falso amico
Qualche volta lo chiamano commissario
Altre volte uomo della provvidenza
Spesso opposizione di governo
Ma è sempre e solo il suo becchino

Viviana

Leo
“La differenza tra il Movimento e i partiti tradizionali è una sola, per noi l’adesione è condividere idee, per i partiti l’adesione è restare attaccati alle poltrone.”
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Da Gioia Armata

Ma adesso avete voi il potere,
adesso avete voi supremazia, diritto e Polizia,
gli dei, i comandamenti ed il dovere,
purtroppo, non so come, siete in tanti
e molti qui davanti ignorano
quel tarlo mai sincero
che chiamano “Pensiero”…

Guccini
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Tiziano cita

“Nelle discussioni sul sistema capitalistico, coloro che sostengono la necessità di distribuire la ricchezza dimenticano l’importanza di crearla.”
David Sarnoff

Ma nel sistema finanziario di oggi quelli che speculano sulla ricchezza non sanno né distribuirla né crearla.
Viviana
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Vito Asara
“Il loro progetto è evidente: i banchieri veri padroni, Monti dittatore e una folta schiera di farabutti per dare una parvenza di democrazia.”
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Parsec
Violante??? D’Alema? Bersani? Fassino? Marino?
“Con tutti quei dinosauri che si ritrova il Pd…vi consiglio di diventare dei paleontologi..”

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Un buon motivo per votare Bersani
JENA
CONGRATULAZIONI

Quando Bersani avrà vinto le elezioni, Napolitano lo convocherà al Quirinale, gli farà le più vive congratulazioni e affiderà l’incarico a Monti.
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Giuseppe Sica
La rivoluzione culturale che è in atto in sud America ci fa capire che se il popolo non si sveglia dal suo torpore non potrà mai fare niente perché quelli che ci comandano, i finanzieri, i banchieri, la malavita organizzata, i politici corrotti non ci permetteranno mai di cambiare le carte in tavola. Ma questo non sarà vero per sempre e ce lo insegnano proprio quei popoli latino-americani che hanno sovvertito il modello del capitalismo sfrenato che li sovrastava e l’hanno trasformato in un modello a misura d’uomo. Il popolo non lo sa, ma è la maggioranza su questa terra e non si riduce a quella piccola schiera di finanzieri che hanno dalla loro parte i soldi. Solo se riusciremo a prendere consapevolezza di questo, potremo dire che la rivoluzione culturale è cominciata anche in questo paese e ci riapproprieremo del nostro futuro. “
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Antonio V
Morti è un fenomeno pazzesco, continua imperterrito con la sua faccia di bronzo per la sua strada, coerente fino all’ultimo nega, trasforma e confina verità, giustizia, democrazia in una bolla populista, un male da sconfiggere.
I cittadini non hanno minimamente alcun diritto di appello né di espressione o di disapprovazione sul suo governo e sul suo operato, rappresentano per lui un’anomalia, un disturbo, ed, essendo lui stesso un rappresentante del popolo, si crea il paradosso che il popolo attraverso lui dovrebbe essere nemico di se stesso.
Più che la distruzione dell’Europa auspico al più presto la distruzione del suo mandato.
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Viviana
Monti è il governante paradossale, salito al potere senza elezione e dunque senza l’intermediazione elettorale, diffida dal popolo, demonizza l volontà democratica chiamandola populismo, concepisce il potere solo come accordo coi partiti con ricatti reciproci per una comune governance oligarchica, che escluda il popolo da ogni rappresentanza o intervento. Sordo alle istanze popolari e al grido di dolore che sale dal Paese per le maggiori sofferenze delle famiglie, il fallimento delle imprese, l’aumento smisurato dei disoccupati, i giovani senza lavoro, esercita il potere come un robot sordo e cieco che ubbidisce a organismi internazionali per i quali il nostro paese è solo una pedina da muovere per massimare gli interessi capitalisti di qualcuno nella devastazione di tutti.

LA QUERELLE FAVIA- GRILLO

Per chi l’incontro Favia-Gruber se l’è perso

DI PIETRO
“Prendiamo atto di come tutta l’informazione pubblica sta esaltando uno sfogo fuori onda. La verità è molto semplice: il Movimento 5 Stelle dà fastidio.
Come è successo a noi, sta succedendo a loro. Si cerca di delegittimare chi dà fastidio, di denigrarlo per non affrontare il problema posto, cioè il fatto che c’è una moltitudine di cittadini che di questa classe politica non ne può più e sta protestando.
Questa demonizzazione dimostra solo che si teme il confronto nel merito e si cerca di delegittimare e denigrare. Se potessimo registrare gli sfoghi fuori onda che tutti i politici di lungo corso dicono tutti i giorni di quelli che abbracciano e baciano pubblicamente, ne vedremo delle belle.L’ IdV è una formazione politica che rispetta coloro che rappresentano la protesta nel nostro Paese”.
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UNA NUOVA WELTANSCHAUUNG
Viviana Vivarelli

Il M5S è il primo e per ora l’unico Movimento Popolare europeo finalizzato a una democrazia diretta dal basso. Da quando esiste il pensiero no global e da quando la democrazia parlamentare è entrata in crisi nel fallimento del neoliberismo, esperimenti simili sono stati fatti nel mondo a livello locale di Nuovi Municipi nella forma della democrazia partecipata, ma nulla di simile è mai stato tentato prima a livello di un intero Stato.
Il M5S è un esperimento in sé totalmente nuovo e rivoluzionario, che non ha nulla a che vedere con gli indignados spagnoli o con Occupy Wall Street, che non hanno aspetti elettorali, o col partito dei pirati tedesco o svedese che hanno sì aspetti elettorali ma si muovono in un ambito strettamente informatico e in un contesto socio-politico molto diverso da quello italiano, con più istituti di democrazia diretta, senza l’enorme degrado della partitocrazia italiana, senza i legami qui presente dei partiti con diverse cricche di corrotti, le 3 mafie e il Vaticano.
Per il suo carattere altamente sconvolgente per gli apparati di potere, le caratteristiche del Movimento hanno sempre dato noia a tutti.
Il blog di Grillo è sotto l’attacco continuo di gente che odia il Movimento per la difesa efferata di questa partitocrazia corrotta e antidemocratica o che non ha capito nulla e vuole solo che il M5S diventi un partito come gli altri per mancanza di speranza o di immaginazione.
Si perde di vista continuamente la sua peculiarità e il fatto che sia contro tutti i partiti e si proponga proprio di smantellare quei caratteri che hanno fatto dei partiti italiani una oligarchia di 4 segretari che controllano tutti i posti chiave della Nazione, uccidendo progressivamente la democrazia. Per questo dà noia che il M5S rifiuti la televisione che è l’organo primo di manipolazione dell’opinione pubblica da parte del potere, che le decisioni siano prese a livello di meet up e non discendano dall’alto come avviene in tutti i partiti, e che manchi un leader che si comporti secondo la dialettica dei capipartito, con la politica intesa come una carica a vita, e inciuci, patteggiamenti, alleanze, compravendite e tutta una struttura piramidale e gerarchica che è proprio quella che ha consentito e ampliato l’attuale corruzione e degradazione politica.
Il M5S non è un altro partito qualsiasi con un programma come tanti e una ideologia politica come tante, altrimenti si sarebbe perso nella massa informe degli altri 53 partiti italiani, scadendo nel nulla, e nessuno si sarebbe curato di lui. E’ non è solo un movimento di protesta che raccoglie l’enorme malcontento inascoltato del popolo italiano in uno dei più tragici periodi della sua storia. C’è anche questo indubbiamente, ma non basta a spiegare il gigantesco anelito di speranza e la fitta opera di analisi, confronto e creazione dal basso che questo Movimento ha suscitato. Il fatto che la sua crescita fino al 18 o al 20% sia stata repentina e inaspettata desta certo un grande allarme in un quadro politico fatiscente, ormai privo di differenze ideologiche o di sensibilità sociali, incapace di dare soluzioni e di ascoltare i problemi del Paese, con una dx, una sx e un centro sempre meno differenziati e pronti ad ogni sorta di patto iniquo, calpestando qualunque richieste di reale modernità, giustizia e innovazione. Non sempre chi è vecchio riesce a tornare giovane e spesso la mentalità decrepita riesce solo ad arroccarsi sul mantenimento di ciò che ha impedendo al nuovo di emergere. Lo spirito di conservazione diventa cattivo e si fa ostile contro qualunque cosa lo minacci, così da uccidere con la sua patologia conservativa estrema tutto l’organismo.
Se il M5S ha prodotto tanti nemici, se ha visto coalizzarsi contro di lui politica, stampa e televisione, ciò vuol dire che i punti che esso va a toccare sono vitali per l’apparato, al punto che persino i classici partiti di contestazione, l’estrema sx o l’estrema dx, scompaiono inghiottiti da qualcosa di nuovo che oscura tutti: il senso di una rivoluzione culturale che dà l’inizio a una nuova era. Una nuova Weltanschauung, una nuova visione del mondo.
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Al momento il Pd è il primo partito italiano, e ,visto che intendono andare alle elezioni col porcellum avrebbe un tale premio di maggioranza da poter governare.
Per motivi a noi ignoti, gli ultimi sondaggi danno il Pdl in rimonta (la Lega torna al suo fianco peggio di prima!), ma sta di fatto che B non ha ancora deciso se scendere in campo e, se non lo farà, il Pdl è spacciato.
Dire che sparare sul Pd è come sparare sulla croce rossa tanto si sta suicidando da solo mi pare una sciocchezza, dato che la politica italiana in parlamento e nel paese oggi è decisa da Bersani e da Berlusconi (mi pare che qualcuno diceva le stesse cose sul Cavaliere, ma è stato solo il voto elettorale a farlo fuori e anche ora ha abbastanza numeri in parlamento da disturbare parecchio, vedi lo stop alla legge elettorale, alla legge anticorruzione, alla vendita delle frequenze ecc). E’ vero che alcuni mesi fa il Pd aveva alleanze più forti e una vittoria più sicura, ma ha fatto tanti errori da scivolare sempre più a dx, così da mettere in crisi l’alleanza di Vasto e da rischiare di perdere voti.
Al momento Vendola, Casini e Di Pietro devono aspettare le decisioni di Bersani, non della croce rossa. E anche questo è un fatto.
Possiamo solo constatare che la deriva e la cattiveria del Pd stanno aumentando progressivamente sotto l’astio crescente di Bersani….che sui blog sono quelli del Pd i peggiori nemici del M5S… che Bersani si sta abbassando a livelli di scontro politico infimi usando sistemi da suburbia come nemmeno B avrebbe fatto, che usa a man bassa il suo potere sui media (e anche il caso Favia rientra in questa strategia diffamatoria, con accuse a Grillo sempre più inique: “E’ un mafioso”, “E’ un fascista del web”, “Vengano qui se hanno coraggio!” salvo poi cacciarli a spintoni se si presentano.
Purtroppo noto che nei tg (specie nel tg3) sta diventando martellante una propaganda molto esplicita per convincere gli italiani che sarà un bene avere un Monti 2. Il che dice chiaro con quali intenzioni Bersani intende usare il nostro voto.
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Quel che ha detto Favia è la replica senza varianti né prove di quello che spamma il Pd ma si tratta di accuse false, diffuse per decentrare l’attenzione dal vero misfatto che si sta attuando: la cessione del nostro paese al sistema bancario americano e al neoliberismo più efferato del FM e della Bce, contro ogni sovranità elettorale.
Il Pd non fa che spingere per un Monti 2 per lavarsi le mani ancora una volta delle responsabilità di governo e mantenere gli onori senza avere gli oneri, e questo, dopo che col blitz di novembre ha venduto il paese al Monti 1, sarà un ulteriore gravissimo tradimento della democrazia.
I patti che Bersani ha fatto con l’alta finanza sono ben peggiori di quelli che Favia può aver fatto con la propria coscienza o una qualche carriera politica a servizio di partiti.
I 5stelle che operano nei meet up sanno benissimo che quel che ha detto Favia è una diffamazione pesante, che ripete le accuse dei nemici di Grillo a pappagallo senza avvalorarle in niente e che sono i fatti a smentirla in modo clamoroso. Da tutto il paese è un coro unanime che ripete che i meet up agiscono in democrazia diretta e non ricevono nessun comando dall’alto. Se Favia dice il contrario deve provarlo.
Negare questa verità per ripetere una diffamazione è fortemente scorretto. Le demonizzazioni sono sempre servite al potere in ogni tempo, sia per ottenere consenso creando un capro espiatorio o un nemico comune, sia per decentrare l’attenzione da delitti ben peggiori.
Oggi si attacca la democrazia nel M5S per distrarre dalla perdita di democrazia negli altri partiti. Si attacca Grillo con pretesti risibili per distogliere l’attenzione dalle proprie magagne. Lo ha sempre fatto la Lega con gli extracomunitari e i meridionali. Lo ha fatto Berlusconi con i giudici e i presunti ‘comunisti’. Lo sta facendo il Pd con Grillo e i 5stelle. La diffamazione è un vecchio e famigerato strumento della cattiva politica quando vuole distrarre la massa e in questo caso serve a proseguire la distruzione della democrazia denunciandone la mancanza proprio là dove essa esiste.
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La partitocrazia italiana si è dimostrata essere la classe politica più corrotta d’Europa. Tutte le cricche e gli affari sporchi vanno avanti peggio di prima senza che si veda il minimo segno di inversione di rotta. Le tre mafie si arricchiscono come non mai e sono ormai dentro i gangli stessi dello Stato. Addirittura comincia ad emergere qualcosa dei mandanti dello Stato nell’oscuro patto tra Stato e mafia mentre si riaccendono gli attacchi alle procure e si smantellano tutti i presidi antimafia. Ogni giorno qualche riforma efferata trancia di netto qualche diritto dei cittadini e allarga il gap tra i più poveri e più ricchi.
C’è un desiderio di maggiore democrazia e di maggiore pulizia ed etica che si solleva ormai unanimemente nella gente, che prenda o no la forma del M5S. Deve essere un desiderio molto forte e insopprimibile se ha portato di colpo in alto un Movimento piazzandolo al secondo posto tra i partiti italiani e soppiantando i vecchi concorrenti.
Su Favia ognuno può avere la sua opinione ma come si pensa che questo desiderio di democrazia e di pulizia morale possa essere soddisfatto?
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Qualcosa di molto turpe si sta confermando, mentre si lanciano campagne di demonizzazione del M5S basate sulla diffamazione pura (le dichiarazioni shock di Favia contro Casaleggio al momento non sono prova da accuse precise).
Si potenziano armi di distrazione di massa, mentre Casini, Bersani e Alfano (e dunque Berlusconi e Maroni) preparano un Monti bis, che manterrà loro tutti gli onori eliminando tutti gli oneri e scippando ogni scelta elettorale.
Tutti i tg hanno cominciato a martellare sul gradimento nazionale e internazionale di Monti e sulla necessità che resti al governo. Questo in apparenza sembra contrastare con le dichiarazioni ufficiali dei capipartito, ma se il tg3, per es., ripete 10 volte nella stessa puntata che un governo Monti è la cosa migliore per l’Italia, non posso credere a Bersani che dice che chi avrà la maggioranza si assumerà la responsabilità di governo. La bruta realtà è che nessuno di costoro intende avere la responsabilità di alcunché ma ognuno intende conservare ciò che ha. Per cui le elezioni, se ci saranno e se Napolitano non troverà il modo di scipparle di nuovo, saranno solo una disgustosa sceneggiata a esito prefissato. Il governo sarà dato di comune accordo dai partiti a chi non è stato scelto dall’elettorato: Monti.
Le elezioni saranno un pro forma per imbrogliare le masse, e tutto sarà giocato a tavolino, con un patto reciproco di non belligeranza. Monti non farà riforme che danneggino i partiti: sui tagli al carrozzone politico, le intercettazioni, la corruzione di Stato, le frequenze, i rapporti Stato-mafia, i privilegi e abusi del potere, le tasse leggere ai più ricchi, i fondi neri all’estero, i segreti di Stato, la corruzione politica…
In cambio i partiti traditori lo voteranno “senza se e senza ma”, permettendogli di proseguire quella razzia sul paese che è stata comandata dalla Bce o del Fm, cioè dal grande capitale internazionale.
E’ questo l’attentato alla democrazia che si sta preparando, mentre sembrano attaccare solo la presunta mancanza di democrazia del Movimento!.
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Quello che constato è che il tg3 ieri sera ci godeva e ne dava una interpretazione totalmente stravolta.
Diceva che il M5S si presentava come un “partito” democratico, ma era al contrario “l’unico ‘partito’ italiano che facesse delle epurazioni”!
Prima l’epurazione di Tavolazzi e ora quella di Favia. In questo ‘partito’ era vietato avere opinioni diverse, l’epurazione scattava subito.
Queste belle cose sono state dette dalla Berlinguer in persona col massimo stalking mediatico. Dunque non solo siamo stati chiamati ‘partito’ ma siamo stati demonizzati a livello di un Beria, con termini come ‘epurazione’ da URSS staliniana!
Nei fatti nessuno ha ‘epurato’ nessuno. Tavolazzi voleva fare un partito suo, con regole proprie usando però il simbolo del M5S e Grillo giustamente glielo ha negato.
Favia che chiede sarcastico:”Che fai? Mi cacci?” è grottesco. Si è cacciato da solo in un guaio sputtanando il movimento su ciò che ha di più sacro: la democrazia.
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Vorrei obiettare a quanti dicono che Favia era troppo esperto in comunicazioni per non accorgersi che un gelato era un microfono
Quando uno è in uno stato alterato,di profondo stress nervoso,il suo livello di attenzione è molto basso e può non accorgersi di molte cose
E’ capitato a tutti di avere incidenti o cadute perché eravamo troppo arrabbiati per badare a quello che facevamo
In stato di stress succede anche che emergano strati profondi del pensiero che confliggono con quanto dovremmo dire o fare
Il tipico es. di lapsus o interferenza tra l’inconscio e il conscio è la moglie che senza accorgersene chiama il marito col nome dell’amante
Quando ci sono cose che dobbiamo dire e altre, opposte,che pensiamo ma non dovremmo dire, possiamo tenere sotto controllo le seconde,ma queste possono uscire se una qualche emozione abbassa il livello dell’attenzione portando a galla il contenuto rimosso
Quando questo accade, ciò che emerge è comunque significativo e, sempre da un punto di vista psicoanalitico, è come se una parte di noi ci fregasse facendo venir fuori proprio qualcosa che un’altra parte intendeva nascondere o voleva dire diversamente.
La psiche è un’entità complessa.
Ci sono esempi di lapsus molto significativi in proposito, come Dell’Utri che dice senza accorgersene: “E’ chiaro che io, essendo mafioso”

o Berlusconi che senza accorgersene dichiara di aver pagato i giudici (voleva dire:gli avvocati)

In quanto a chi dichiara che il Movimento è perfetto e non tollera critiche interne, ciò mi sembra una sciocchezza, nessuna cosa di questo mondo è perfetta. E se Favia ritiene che ci siano delle pecche nei riguardi di Casaleggio, magari sbaglia, ma lo si dovrebbe ascoltare.
Il M5S è una rete di gruppi di lavoro. La rete non è fatta da gente perfetta o che si rede tale. Errori o malfatti possono esserci ovunque. La rete è fatta da umani. Se ci sono pecche, si devono individuare e correggere.
Ho ammirato Favia anche per la sua umiltà, pur soffrendo per lui e provando un estremo imbarazzo per la sua confessione. Ha mostrato dignità e coraggio. Certo quel che è successo lo condanna più che per l’oggetto per il modo, è giovane e ha sbagliato. Ma ha messo sul tavolo la sua miseria umana, dichiarando il suo errore e soffrendo per il male che ha fatto “alla sensibilità di tanti”. Questo per me vale molto
Sul momento ero così ferita che non potevo neanche scrivere di lui, poi ho scritto solo per dargli addosso e sfogare la mia rabbia. Infine l’ho sentito parlare, mi sono ricreduta e l’ho perdonato.
Chiunque può sbagliare ma, se non impareremo a perdonarci tra noi, smetteremo di essere umani.
In verità ho apprezzato quello che ha detto e il modo con cui l’ha detto. L’ho guardato come una madre guarda il figlio dopo un errore, molto addolorata per lui e non solo per il mio orgoglio offeso e la ferita fatta al Movimento.
Una cosa devo dirla con forza: non ricordo di aver mai visto nessun politico fare quello che ha fatto Giovanni, dopo errori ben peggiori e danni ben più gravi. Mi chiedo quante persone nei suoi panni e dopo un simile fatto avrebbero la stessa cosa e non ho alcuna risposta. C’è voluto molto coraggio e molta pulizia morale. Ed è stata una cosa unica nel suo genere.
Ma Giovanni ha salvato anche la sua intelligenza e non ha rinnegato le pecche che crede di aver visto nel Movimento, per mera piaggeria. E anche questo mi è piaciuto. Non è infamante sostenere che non tutto va bene e che si può fare meglio. Certo è un errore farlo in pubblico in campagna elettorale perché è un autogoal ma è civile.
La Gruber ha fatto la parte sua, subdola e insinuante. Considerando le forze malefiche che ha dietro e da quale parte sta, si è persino limitata. Le è bastato insinuare che nel Movimento non ci fosse democrazia alcuna e lo ha ripetuto più volte per incidere il messaggio. Non è onesta né stimabile, è una persona furba e accaparratrice ed è un utile strumento per una cricca di potenti contro cui Favia combatte insieme a tutti noi.
Ma a Giovanni io ho perdonato perché, se ognuno di noi fosse massacrato per ogni errore che fa, il mondo sarebbe un solo macello.

GIOVANNI FAVIA

Giovanni Favia è molto giovane, ha solo 31 anni, è entrato nel Movimento 6 anni fa. Nel 2009 è stato candidato Sindaco alle Elezioni Amministrative di Bologna e ha ricevuto 7.428 preferenze, riuscendo, contro ogni pronostico, ad entrare in Consiglio Comunale. C’è rimasto sino al Commissariamento del Comune, avvenuto nel Febbraio 2010 dopo le denunce al sindaco Del Bono.
Il Movimento lo ha candidato Presidente della Regione Emilia-Romagna nel marzo 2010. In quell’occasione è stato votato da 161.056 persone, e il M5S ha ottenuto il 7% su scala regionale con 2 due Consiglieri regionali.
Dunque sono più 6 anni che Favia è nel Movimento e che raccoglie consensi e che la gente crede in lui. In questo tempo ha fatto un ottimo lavoro, salvo alcune critiche per essere intervenuto più volte in tv malgrado il consiglio di Grillo di evitarla, perché tutti i programmi sono contro il M5S e cercano solo di far fare brutte figure ai partecipanti, essendo nella totalità manipolati.
Oggi ci parla di un Movimento bellissimo che ha realizzato una rete di gruppi di lavoro su tutto il territorio nazionale dove la democrazia dal basso funziona benissimo senza alcun intervento superiore, e elogia Beppe grillo come “un grande eroe popolare” ma, nel suo sfogo, fa capire che ci sono delle “pecche” in relazione a Casaleggio. E viene da pensare che si riferisca all’intervento di questo quando Tavolazzi, che era amico di Favia, era stato rifiutato come collaboratore di Pizzarotti a Parma, essendo lo stesso Tavolazzi fautore di un partito che avrebbe voluto contrapporsi al M5S con regole diverse pur mantenendo lo stesso simbolo.
Per quanto ci fossero ragioni di opportunità e di coerenza che ostacolassero l’ingresso di Tavolazzi a Parma, e per quanto Favia ne fosse irritato, dal momento che Tavolazzi era suo amico, resta il fatto che la cosa non poteva uscire così, con uno sfogo d’ira generalizzato che andava a colpire tutto il Movimento. E’ stato un grosso errore. Del resto, Favia ha detto chiaramente che per un anno ha tentato di contattare Casaleggio e non c’è mai riuscito e anche questa è una cosa da chiarire.
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So di avere attaccato Giovanni Favia come tanti e mi sono apprestata a vedere il programma della Gruber con inquietudine e sofferenza, ma, quando ho visto il suo chiaro viso pulito, e ho sentito quella spontaneità e ingenuità che rende tanti delegati del M5S così diversi dai politici attuali, ho provato lo stesso moto di affetto e di familiarità di sempre. Ho sentito il suo dolore per quello sfogo controverso, le parole in cui manifestava la sua umiliazione e il suo dispiacere perché questa cosa è successa, e dopo è stato trattato come un Giuda e ho aspettato invano che le accuse a Casaleggio si precisassero in qualcosa di definito e non restassero nel vago ma tutto è precipitato con i 5stelle che davano di matto e uno che è arrivato sul face book a minacciarlo di morte.
Eppure nelle parole di Favia mi sono sentita di nuovo coinvolta nel grande sogno di una democrazia diversa che nasceva dal basso in quella visione di una grande rete di gruppi spontanei di lavoro che si raccoglievano in tutta Italia con slancio e speranza e donavano la loro partecipazione a una grande opera di ricostruzione civile, in cui ogni cittadino era centro e promotore di rinascita e la politica tornava ad essere una cosa bellissima, fatta con la collaborazione di tutti, e non la fredda macchina di potere dove si spera di far carriera per fare soldi e coartare gli altri e si è disposti a qualunque compromesso pur di salvare se stessi.
Mi è piaciuto il sincero affetto che Giovanni manifestava per Grillo, “il grande eroe popolare”,”il grande amico troppo buono vicino al nostro cuore”.Nelle parole di Giovanni ho rivissuto lo slancio di tutti noi, il grande sogno, importante per il mondo che può segnare l’inizio di una nuova era e di una nuova politica, quel sogno che troppi giornali e troppi detrattori ormai svezzati alle illusioni insistono ad ignorare, solo perché l’hanno sostituito con troppi interessi e hanno scelto l’odio o l’opportunismo al bene comune e a un futuro migliore.
Se Giovanni ha manifestato ogni suo caldo sentimento per Beppe, quelle ‘pecche’ riferite a Casaleggio sono rimaste nell’aria. Il buco di democrazia nei suoi confronti non è stato spiegato. E a questo punto vorremmo davvero saperne di più.
Su una cosa Favia è stato molto chiaro: non c’è stato nessun complotto e nessun patto preordinato, come qualcuno ha insinuato, né Giovanni sembra tipo da rendere possibile illazioni così contorte e meschine. Lui non ha nessuna intenzione di mirare al Parlamento o di passare a un qualunque partito, men che mai al Pd. Sul Pd è stato efficace: le sue primarie sono solo finzione e propaganda, in realtà non esiste scelta e tutto è pilotato dall’alto. Del resto il M5S è troppo diverso da qualunque partito perché sia possibile che qualcuno che ci lavora da anni e che crede fermamente al suo progetto di libertà possa anche vagamente pensare di assoldarsi alla mangiatoia di un partito e al suo totalitarismo incombente. Ormai in Italia non abbiamo che partiti proprietari, partiti aziendali, che tendono a identificarsi in un solo padrone: Di Pietro, Berlusconi, Casini, D’Alema, persino il nascente partito di De Magistris ha già questo difetto di origine, sono partiti ad personam che soffrono di un eccesso di culto di personalità e di un difetto di democrazia interna, che si individuano non per un programma o una grande visione, ma per un personaggio-padrone e un insieme in cui
la visione ideologica è carente e lo sguardo universalistico è affogato dai piccoli interessi locali e personali, partiti dove il solipsismo di uno ha distrutto qualunque meritocrazia o scelta dal basso, annullando tutti gli altri, dove si fa carriera solo per cooptazione e dove solo il segretario e i suoi accoliti dettano una politica imposta.
Si è tentato di dire che anche per il M5S è così, ma è l’evidenza dei fatti nega questa accusa troppo ripetuta ma ugualmente falsa.
Resta il fatto che non si capisce come rispondere alle accuse di Favia a Casaleggio, proprio per l’oscurità di questo soggetto e i suoi legami societari.
Sappiamo tutti che Grillo da solo non sarebbe mai arrivato ad elaborare qualcosa di così insolito e innovativo e che dobbiamo gran parte delle cose che amiamo proprio a lui, ma è la sua oscurità, il suo stare dietro le quinte che ci imbarazza.

Ha detto Favia: “Quelle parole sono state registrate a mia insaputa e mai avrei immaginato che sarebbero andate in onda. Le ho dette in un momento di grande sconforto e delusione, in un momento di grande stress, ma la necessità di una maggiore democrazia interna nel M5S c’è”.
(Su quale punto?)
“Dopo 5 anni di battaglie e di determinazione essere trattato come un Giuda e aver ricevuto accuse di combine dal blog è stato terribile”.
“Casaleggio è il cofondatore del Movimento. Persona intelligentissima e coltissima. Gli faccio grandi complimenti. Io non ho problemi con lui, è onesto e rispettabile”.
(E allora?)
“Noi predichiamo la democrazia e la pratichiamo sul territorio con una rete di gruppi e ognuno sceglie da solo i candidati. Il movimento è democratico da questo punto di vista”.
Ma i dubbi di Favia, che ha solo elogi per il lavoro sul territorio, si aprono quando si passa al programma nazionale, alle decisioni nazionali.
E qui noi vorremmo che lui fosse più chiaro ed esemplificativo, perché è qui che si arriva a Casaleggio.
“Noi abbiamo fiducia nel Movimento e ci crediamo ma ci sono delle pecche”.
Racconta dei tentativi a vuoto che ha fatto per contattare Grillo o Casaleggio per limitare il danno, ma un contatto gli è stato negato.
“Dopo 5 anni di una vita impostata a creare un sogno, io sono quello che pagherà di più”.
“Grillo temeva che certi cambiamenti ci portassero a diventare un partito. Per questo ha stroncato certe richieste”.
“Volevamo un sistema dove ognuno contasse per se stesso, senza delegare”.
Ha anche stornato tutte le accuse di arrivismo.
“Io sono un consigliere regionale, se cercassi una poltrona, mi basterebbe passare al gruppo misto e riprenderei lo stipendio intero come tutti. Nessuno potrebbe cacciarmi. Ma io metto la mia testa sul tavolo. Nessuno può cacciarmi perché sono stato eletto, posso non essere più riconfermato, è la norma. Ogni 6 mesi ognuno di noi delegati presenta le dimissioni e può essere riconfermato dalla base o no. Sono pronto a dimettermi, ma lo devono chiedere quelli che mi hanno nominato”.

Beh,Giovanni,io non ti ho eletto direttamente ma per me puoi restare.

Dice Favia:
“In Regione ho lavorato col massimo impegno. Io ho ancora piena fiducia nel Movimento. Noi facciamo delle cose fantastiche! Non sono stato cacciato perché di norma qui nessuno viene cacciato, Grillo fa da garante. Io non ho violato nessuna regola. Ho solo chiesto maggiore democrazia. Ma sono stato imprudente e ho fatto uno sfogo privato. Credevo in un sogno in cui credo ancora. Ricevetti una proposta interessante da Di Pietro e rifiutai. Credevo in un sistema dove il cittadino fosse al centro della politica, mi sono ritrovato candidato, ora mi ritrovo accusato pesantemente. Ho sempre avuto un grande rispetto per la base e, quando sono andato in tv, mi sono sempre sentito un portavoce, per questo non ho mai presentato i dubbi di Giovanni Favia. Ma quel giorno io ero in tensione con Casaleggio per certe sue scelte. Noi combattiamo una battaglia che è molto difficile perché ha contro tutti, i partiti e i media. Mi dispiace di aver turbato la sensibilità di tante persone. Non è vero che nel Movimento non ci sia democrazia, ce n’è moltissima a livello locale, ma c’è bisogno di una democrazia maggiore a livello nazionale.
Questo Movimento è nato il 4 ottobre 2009 al Teatro Smeraldo di Milano e in soli 3 anni ha fatto moltissima strada. Noi abbiamo davanti una grandissima sfida. Se sbagliamo la sfida di Roma, perderemo tutto quello che abbiamo fatto finora.
Io pagherò per quello che ho fatto, ma spero che anche il mio errore aiuti il Movimento a diventare migliore. Il M5S è una grande opportunità, dobbiamo stare uniti e affrontare le difficoltà!”

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A questa punto è arrivata una pessima battuta che non avrei mai voluto sentire di Grillo su Favia:
«Nel Movimento abbiamo questi due o tre ragazzi che hanno fatto due mandati e non si possono più ripresentare e così sono entrati nel panico» e si porta le mani al collo, come chi si sente soffocare. «Li capisco, per carità. Erano disoccupati e per un po’ di anni si sono trovati a prendere uno stipendio da tremila euro al mese e a gestire un po’ di potere, e adesso si sentono l’acqua alla gola perché devono lasciare. Così vanno in televisione a straparlare di democrazia. Il “grano” e il “poterino” purtroppo, sono un problema».
Anche parlare così è una offesa per tanti volontari.
Se la richiesta di maggiore democrazia di Favia ha qualche fondo di verità, questa non è una risposta seria, ma una battuta infelice che offende tutti quelli che danno la loro opera gratuitamente al Movimento e offende la loro passione e la loro opera. Alla stessa stregua rischiamo tutti, alla prima critica o obiezione, di essere considerati dei buoni a nulla arrivisti che usano il Movimento per raggranellare qualche guadagno
A questo io non ci sto.

GENTE CHE SI PARLA ADDOSSO
Viviana Vivarelli

Dopo il mea culpa di Favia, c’era il solito programma di Gad Lerner con i soliti politicanti che ripetono i soliti discorsi stantii che non tireranno mai fuori nulla di nuovo, nulla che ci porti una qualche luce o salvezza, i discorsi muffi di una classe dominante o mediatica parassitaria, asfittica e regressiva, intorcinata nella stolta esibizione della propria bruttezza e del proprio solispsismo, del proprio mostrarsi vacio ed egocentrico, divenuto ormai simile al museo di cere di Madame Tussauds, imbalsamati chiusi nella loro logorrea terrificante.
Un tempo guardavo l’Infedele, oggi non ce la faccio più, la mia intolleranza verso queste persone fastidiose e ripetitive, morte e più simili a cadaveri putrefatti, ognuno pieno di se stesso e incapace rinnovamento nello sterile teatrino del loro mostrarsi autorefrenziale, gonfi come carcasse piene di cose morte, mi sta dando la nausea, non li sopporto più. Gli altri talk show non sono da meno. Quaraquaquà di papere starnazzanti.

Ieri Tremonti disegnava un quadro fantasy del suo regno negli ultimi 3 anni, delirava di un’Italia in cui lui aveva annunciato la crisi e ci aveva provvisto utilmente col massimo vantaggio di tutti e senza i drammi attuali,con una spread a 130, gli italiani tutti contenti, le potenze internazionali che ci ammiravano e ci stimavano, il debito pubblico che diminuiva e l’economia che andava a gonfie vele. Fantascienza! A noi era parso che per 3 anni l’Italia non fosse governata da nessuno e che andasse alla malora sotto lo sguardo di disprezzo del mondo che ci cacciava in fondo alle classifiche internazionali con Berlusconi che era diventato lo zimbello dei G8, ma Tremonti parlava e parlava e raccontava le sue storielle e nessuno apriva bocca per dargli del buffone o gli buttava un bicchier d’acqua in faccia per svegliarlo dal suo delirio.
E diceva che, solo all’ultimo, B deciso di prendere lui le redini di tutto e di fare a meno dei suoi saggi consigli e che era stato allora che tutto era precipitato.
Poi uno mi chiede come mai sbianco e perché non guardo più la televisione o i talk show
E’ per il vomito.

MA COS’E’ QUESTO POPULISMO?
Sunto da Rodolfo Ricci

Monti dichiara a Cernobbio: “L’Europa sta attraversando una fase pericolosa rappresentata da populismi che mirano alla disgregazione».

Anno 2012: uno spettro si aggira per l’Europa, lo spettro del populismo. Cosa sia nessun lo sa, ma il termine prolifera” soprattutto in Repubblica e L’Unità.
Un tempo era l’America latina a produrre i leader del populismo come Peron poi esso prese a espandersi in Europa. Non sarà che l’Europa somiglia sempre di più al 3° mondo? Scalfari dice che il populismo è demagogia, promette ai popoli ciò che è irrealizzabile. Ma non è proprio il programma neoliberista? No, dicono che il neoliberismo è realista e chi si oppone è populista. Se parla è velleitario, se ha qualche risultato e trova seguito come Grillo ecco che diventa populista. Costui appartiene a un altro mondo: anzi è fuori dal mondo,o forse vuole creare un altro mondo. Dunque è altamente sovversivo e da impalare.
Era populista Kirchner, che dopo il default argentino prodotto dai realisti decise di non pagare buona parte del debito estero, ritenendolo illegittimo. La moglie Cristina rinazionalizzò sistema pensionistico, banca centrale e imprese energetiche. In Venezuela Chavez, riconfermato 10 volte,cadde per pochi giorni per un golpe, nel tripudio di Repubblica, Corriere della Sera e L’Unità che lo tacciano di populismo. Ma proprio il popolo lo salva. E lui nazionalizza la 4a impresa mondiale del petrolio, introducendo royalties elevate per le compagnie estere. Sono gesti come questo che confermano ai reazionari (DS compresi) che è un feroce populista. Poi arriva Lula e ovviamente la sx di D’Alema gli preferisce Cardoso. Ma Lula rivince e tira fuori dalla miseria 50 milioni di poveri. Non va meglio a Morales, per giunta indio, sindacalista dei raccoglitori di coca, che diventa populista quando nazionalizza le immense risorse di gas e di altri minerali. Nella poverissima Bolivia le tentano tutte per abbatterlo ma lui resiste. Come l’ecuadoregno Correa,ma siccome questo è un noto economista, si trattengono dal chiamarlo populista, per rispolverarlo quando dà accoglienza ad Assange.
Pericoloso populista è il peruviano Umala, altro indio,il quale però apre alle pretese delle multinazionali minerarie dell’occidente, quindi ora se ne parla come un leader equilibrato, come Piñera, simil-berlusconiano, grande imprenditore della tv, succeduto alla socialista Bachelet. Evidentemente, nel Cile dell’esperimento sul campo di Milton Friedmann e di Henry Kissinger, che portò al potere Pinochet e all’assassinio di Allende, il populismo stenta ad attecchire. Per questo si è affermato nel 2010 l’estimatore di Pinochet, Piñera, ovviamente un importante interlocutore politico dell’occidente.
Ricordiamo che la fine dell’esperienza democratica di Allende coincide con l’inizio del compromesso storico in Italia, perché il PCI decise che mai da solo sarebbe arrivato al potere, iniziando il lungo alibi che prosegue fino a ora con la mutazione della classe dirigente del PCI e la sua abdicazione dei valori fondanti fino ai patti con B e il Casini di oggi.
In Italia il populismo torna con la Lega. E alla finanza e a Confindustria non dispiace che si parli di competitività locale e di gabbie salariali. Che B sia un populista non ci piove. Ma il Pd finge di non vederlo e dice che combatterlo porta male. Con l’inizio della grande crisi va in agonia il berlusconismo come patto sociale che teneva insieme grande e piccola borghesia, poteri finanziari, mafie e poteri paralleli, il populismo si sposta mentre attecchisce l’idea che l’Italia possa privatizzarsi e ammazzare i diritti del lavoro (vd Renzi), Ichino difende la flessibilità sfrenata, il csx la benedice.
Ora inversione a U. E’ centrale lo spread. Si torna a esaltare la nazione centralizzata. I federalismi non sono più di moda. Si chiede se stare o no nell’euro.
Arriva il populismo di Grillo, pericoloso perché rischia di far saltare il patto Napolitano-Monti, che difende i privilegi della borghesia finanziarizzata contro quella produttiva e classi medie e ovviamente il lavoro attuale e futuro, disvalore espunti drasticamente dal livello decisionale. Il Pd si associa. Per l’alta finanza si sacrifica tutto, democrazia compresa. I referendum sono aborriti, come mai nella storia repubblicana. Giustamente Grillo dice che ha salvato l’Italia da un’Alba Dorata,difettando ormai la rivoluzione. La riforma elettorale deve minimizzare ogni rischio. Dal canto loro i partiti non hanno la più pallida alternativa al rigore recessivo liberista. Negli ultimi 30 anni la sx italiana si suicida. Fatalmente il populismo demagogico crescerà al punto che Grillo sembrerà un pischello di fronte alle menzogne e alle falsità (demagogia pura) propinate in campagna elettorale da PDL, UDC, PD, (SEL ?), supportate da un impressionante apparato mediatico che oggi ha l’obiettivo di convincerci che sono uno contro l’altro, che vogliono governare il paese e balle varie.In realtà l’intero campionato è truccato ed è già finito prima di cominciare!
Ha ragione Napolitano: tutti, chiunque vinca, dovranno fare la stessa cosa, a prescindere. E lui, il superrealista vigilerà affinché a nessuno venga lo schiribizzo di mettere in discussione gli accordi. Questo hanno detto a Cernobbio banchieri e grand commis. Il PD aderisce e pure Vendola. Ma la massa dei riottosi e dei non votanti (40 o 50%) ricorda che la sovranità appartiene al popolo e che la Repubblica è fondata sul lavoro. A chi?

I DANNI DI UNA CLASSE DIRIGENTE DISASTROSA
Guido Viale (Il Manifesto) leggermente accorciato

La Bulgaria ha detto che non ha interesse a entrare in ‘questa’ Europa. Questo dà il segno del fallimento europeo. Le politiche della Comunità non sono mai state entusiasmanti, ma ora siamo alla resa dei conti con la crisi che ha visto le politiche europee ridursi a una corsa affannosa per salvare le banche responsabili del dissesto e per rassicurare i mercati, cioè gli speculatori che ingrassano sui debiti pubblici. Mentre i governi si trastullano con gli spread in riunioni inconcludenti che ne evidenziano incapacità e impotenza e si arrendono alla finanza internazionale, l’Europa si sta dissolvendo.
E’ un disastro che coinvolge un intero continente (e il resto del mondo) e dipende da scelte infami, di cui l’Italia è l’es.: l’inconsistenza dei suoi governanti (tecnici, politici o clown) indica una mancanza di prospettive e una miseria intellettuale che unisce tutta la classe politica europea, ormai subordinata ai poteri della finanza. Che cosa sarà dell’Europa 10 anni, tra 20, a metà del secolo? Nessuno sa dirlo ma nemmeno si pone il problema, mentre si corre verso il disastro.
La Grecia è più avanti di noi nello sfascio sociale e politico, ma l’Italia la segue a ruota. Il pareggio di bilancio e il fiscal compact la faranno fallire ed essa travolgerà tutti. E nemmeno la Germania, che sembra attendere sulla riva del fiume il cadavere degli altri, sta più tanto bene.
Secondo il neoliberismo la colpa è dell’intervento pubblico all’industria. Si dimentica che la crisi dell’industria riguarda tutto il pianeta, comprese le economie emergenti, perché i mercati sono saturi di beni inutili e la società non può peggiorare più di così. La causa dello stallo dell’economia e dei disastri che l’accompagnano è che una classe politica squalificata è entrata nei meccanismi dell’economia, proteggendo per più di mezzo secolo l’imprenditoria italiana con l’appoggio di tutti i media. Ora l’unico rimedio liberista sembra privatizzare tutto (vd programma a 360° di Renzi o intenti scellerati di Monti). Così il governo bastona i lavoratori, mentre abbandona produzione e sviluppo alle imprese, dimenticando che sono proprio loro che hanno goduto finora di un intervento pubblico oneroso, devastante e arbitrario, i grandi profittatori: Moratti, Rovelli, Onorato, Orlando (Riva) o la Fiat che si è fatta costruire a spese dello Stato buona parte degli stabilimenti che ora abbandona (e ha avuto aiuti enormi).
Come si può pensare a fare altre privatizzazioni quando vediamo i risultati delle privatizzazioni degli anni ’80: i disastri dell’Ilva, dell’Alcoa, della Lucchini Sevestal, la scomparsa dell’Alfaromeo in mano alla Fiat, le autostrade in mano ai Benetton, le malversazioni dell’Eni in mano ai Ferruzzi, la sclerosi di Telecom, per non parlare dei rifiuti campani gestiti da Impregilo o dell’importazione e distribuzione di gas in mano agli eredi Ciancimino; e ancora, le Banche di interesse nazionale, accorpate, imbolsite da una gestione fallimentare come quelle spagnole: piene dei crediti inesigibili dai grandi capitani dell’edilizia privata. L’industria, le infrastrutture e le stesse funzioni dello Stato sono state svendute ai privati; e la gestione privata è intervenuta solo per spremere fino all’osso i regali di Stato, poi abbandonati.
Oggi abbiamo un governo di tecnici in gran parte presi da quella Università che ha usato una parentopoli per soffocare le spinte innovatrici del ’68. Abbiamo un min. del lavoro che non sa quel che dice e quel che fa, competente quanto la Prestigiacomo; un min. dell’istruzione che imita la Gelmini; uno della salute che si occupa delle bollicine invece che dei tumori dell’Ilva. E un leader che non sa che cos’è l’ambiente e che si autonomina garante del disastro europeo, dopo aver garantito mesi fa i risultati dei suoi provvedimenti (ricordiamo la follia dei “numeri” che dette: Pil +11%; salari +12; consumi +8; occupazione +8; investimenti + 18…); e dopo aver confermato il Tav Torino-Lione contro il parere di 360 tecnici, loro sì autentici. Per non parlare di quelli che non sono neppure professori, come Passera, che per ignoranza dei problemi che tratta è 1° in campo.Più tutti quelli assunti dal Governo per ragioni di famiglia o di conoscenze (alcuni già presi con le mani nel sacco). Eccoli i veri «bamboccioni» di cui tanto si parla (altro che quelli costretti a vivere in famiglia perché senza lavoro): uomini e donne in carriera grazie alla loro adesione al liberismo. Che poi fanno solo disastri: tra gli applausi dei media di regime, trasformati in altrettante Pravde.
Ma se il pubblico non funziona e il privato neppure, che fare? Il vero problema non è lo spread, ma la necessità di un ricambio radicale delle classi dirigenti: in campo politico, economico e imprenditoriale, accademico e culturale. Occorre una classe dirigente capace di affrontare il ciclo economico, dalla produzione al consumo e al riciclo, come un bene comune, che recuperi la fiducia dei cittadini.
Non è un programma di breve periodo (intanto bisognerebbe che Italia e Spagna, seguiti da molti altri, rinviassero le scadenze di rimborso del debito per costringere tutti, Merkel in testa, a cambiare rotta). Ma per spingere i governi a questo, occorre la mobilitazione dei cittadini e dei lavoratori, colpiti al 99% dalle misure imposte dall’Europa. E questo si può fare solo con nuovi istituti di democrazia partecipata, di valorizzazione dei saperi oggi misconosciuti, di conversione delle politiche industriali verso prodotti e produzioni sostenibili, di rinnovamento della cultura, per riabilitare la solidarietà contro la competizione, la sobrietà contro lo spreco, il rispetto della natura e degli altri contro l’aggressione e il razzismo imperanti.

DE MAGISTRIS ACCUSA GRILLO DI AVERE ALLE SPALLE DEI POTERI FORTI
Viviana Vivarelli

Anche su De Magistris sono spiazzata e non riesco a formulare alcun giudizio.
L’ho sempre stimato. Ho partecipato a tutte le battaglie per sostenerlo e difenderlo. Ho cercato di capirlo persino quando ha lasciato il comodo posto di eurodeputato per accorrere nella difesa di Napoli, per quanto sembrasse strano l’abbandono di un ruolo in cui poteva controllare proprio quei fondi europei rapinati dalla corruzione politica italiana su cui aveva impiantato le sue inchieste in Calabria, trovandosi contro tutti i partiti desiderosi solo di affossare i 20 miliardi rubati senza alcuna pena per i rei. Ma siccome non so nulla di cosa funzioni o meno nell’Ue ho ipotizzato che il suo ruolo non fosse così importante e fattivo e che egli aspirasse a compiti più sostanziosi, di maggiore visibilità e più vicini alla sua gente
E’ partito usando Di Pietro, ma da subito De Magistris si è isolato nell’IdV perché aspirava a dominare un partito suo proprio. Ha usato Di Pietro solo come hanno fatto Razzi o Sicilipoti o de Gregorio,come comoda base di partenza, solo che i tre si sono venduti a un maggiore offerente, De Magistris mirava a un partito proprietario dominato da lui. In effetti con lo storico inglese Ginsborg ha fatto un partito che sembra la fotocopia del M5S salvo tre cose: il padrone è lui, manca qualunque accenno alla democrazia diretta, il suo è un partito e non Movimento.
Non è la prima volta che De Magistris fa oscuri attacchi a Grillo, ma ora l’affondo è più grave senza addurre prove, il che per un ex pm non è molto corretto. Quando si fanno accuse così pesanti è d’obbligo presentare delle prove, o si incorre nel reato di diffamazione.

IL BISOGNO DI DEMOCRAZIA DIRETTA
Viviana Vivarelli

C’è chi attacca Grillo, dicendo che il M5S sia un palazzo di mille stanze di cui solo Casaleggio controlla la luce. Fingono di ignorare che il bisogno di democrazia diretta precede Grillo di molto tempo ed è diffuso in tutto il mondo, si consolida da almeno 30 anni col pensiero no global e i grandi Forum internazionali, nasce nella rivolta delle popolazioni alle grandi multinazionali che tentano di imporre, dighe, inquinamento, schiavitù, depredazioni di risorse, privatizzazioni, guerre..
Stanno dalla parte della nuova visione del mondo scrittori, ricercatori, docenti, scienziati, premi Nobel… Molti nomi sono noti: Amnesty, WWF, Legambiente, Greenpeace, Medici senza frontiere, Attac, Manitese, Gruppo Abele, Libera, Sen Terra, Emergency, Banca Etica, Ya basta, Donne in nero, Lilliput, Altromercato…
Fingono di ignorare che ben prima che Grillo cominciasse a diffondere l’ambientalismo e poi via via la difesa dei beni collettivi e dei diritti del lavoro, i temi fondamentali del Movimento animavano le lotte di innumerevoli organizzazioni e associazioni e comunità nel mondo, e che se in Italia hanno trovato sbocco in un Movimento politico hanno finito col diventare pregnanti persino nei programmi di coloro che ubbidiscono ai canoni iperliberisti, come le energie alternative, perché non si può più fingere di ignorare le reali necessità del pianeta e i reali diritti dei popoli.
Questo voler ridurre una grande rivoluzione mondiale al solo Beppe Grillo o al solo Casaleggio e voler ridurre un Movimento di migliaia di persone a un solo blog è un’operazione squallida.
Se le idee sono buone non ci sarà nessuno che toglierà loro la luce, non ci sarà nessuno che metterà al buio i cervelli di tanti una volta accesi e non ci sarà nessuno che farà credere a una persona di buon senso che sollevare tante aspettative e tanta lotta contro il fatiscente imperialismo del denaro sia una operazione di Sassen o Aspen o qualche altro magnate o club di magnati, perché non sta nella coerenza stessa della cosa. E’ CONTRADDITTORIO!

DIFFAMAZIONI
Viviana Vivarelli

Il fatto che si siano ridotti alla diffamazione per vincere, che non abbiano di meglio che comprare qualche traditore o di ordinare ai media di amplificare tormentoni fasulli o di ingaggiare Troll col compito di boicottare i blog (100 assoldati con l’ultimo bando del Pd) o magari da usare come hacker, prova a che livello di bassezza è arrivata la politica. Ciò dice che questa gentaglia non ha più un programma, non ha più una idea, non ha più un solo intento politico.
Una volta deciso che, se ci daranno le elezioni, esse saranno comunque una truffa tanto spono già intenzionati a passare il governo del Paese a un Monti 2, tutto diventa superfluo, le differenze ideologiche non esistono, la difesa dei cittadini è assente, la separazione tra partiti è annientata, e l’accanimento con cui Bersani vuole legarsi corpo e anima a Casini dice del tutto quanto siano false le sue dichiarazioni sulla democrazia o sul governo futuro.
Tutto è fissato. Tutto è predisposto. La casta ha studiato il modo per sopravvivere a se stessa. Non resta che esaltare in ogni modo possibile Monti affinché il popolo capisce che c’è solo lui e diffamare l’unico movimento che lotta contro la corruzione della partitocrazia. E siccome la partitocrazia si è ormai asservita totalmente all’imperio del grande capitale e la federazione delle sinistre è in una rotta incorreggibile, il M5S resta come l’unico movimento che lotti contro la trasformazione che il grande capitale vuol fare dell’Occidente in terra di conquista e di razzia.
Dire che sarebbe proprio Grillo a voler fare gli interessi di Aspen o di Bilderberg, diventa, a questo punto, risibile, un po’ come Nerone che dopo aver incendiato lui Roma ne dà la colpa ai cristiani.

IL BILDERBERG GROUP
Viviana Vivarelli

Questo giugno 2012 in un lussuoso hotel alle porte di Washington, in Virginia, c’è stato il 60° conclave annuale del Bilderberg Group.
Protetti da imponenti misure di sicurezza volte a tenere lontani giornalisti e manifestanti, i dirigenti delle grandi banche e multinazionali occidentali, accompagnati da leader politici e ministri delle Finanze, economisti e giornalisti ‘opinion maker’, hanno discusso a porte chiuse, nella massima riservatezza, dei principali problemi globali del momento e delle politiche da promuovere nelle sedi internazionali ufficiali (Ue, Fmi, Nato, G8, G20, ecc).
Praticamente i padroni del mondo hanno dettato l’agenda del mondo.
Tra i banchieri spiccavano il presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick e i rappresentanti di Goldman Sachs, Citigroup, Deutsche Bank e Hsbc. Per le grandi multinazionali c’erano i top manager di Google, Microsoft, Linkedin, Bp, Shell, Siemens, Vodafone, Unilever, Novartis, Dow Chemicals, Michelin, Alcoa, Allianz. E poi i vertici di influenti testate giornalistiche come il Washington Post, il Wall Street Journal, l’Economist, il Financial Times, Le Monde, El Pais, Die Zeit.
Ora i detrattori di Grillo immagineranno che al club dei magnati sarà stato invitato Casaleggio, visto che non fanno che dire che, siccome ha un socio di lavoro che si chiama Sasson, la penserà per forza come lui. Oppure sarà stato invitato Casaleggio o quel socio di lavoro tanto diffamato che si chiama Sausson. Invece, sorpresa! il club degli amiconi del grande capitale non ha affatto invitato Gianroberto Casaleggio e nemmeno Beppe Grillo, grande icona, secondo i maldicenti di turno, dello stesso capitale internazionale per il più furbo progetto del millennio: sostenere il grande capitale parlandone male! I Bilberberg hanno invitato la giornalista del Pd Lilly Gruber e il vicesegretario del Pd Enrico Letta!!
Qualcuno dovrebbe spiegarglielo a Bersani chi sono i ‘fassisti”!

Marco
Dopo la nota da agenzia stampa di Casaleggio, piuttosto concisa, e le frasi metaforiche di Beppe, ora queste due righe. No, non ci siamo affatto. Per quale motivo Favia non gode più di fiducia? Perché non svolge bene il suo compito di rappresentante regionale? Perché ha preso decisioni nel suo lavoro in contrasto con quanto promesso ai cittadini, o ha fatto qualcosa di illegale? O forse perché ha attaccato Casaleggio? Perché si è posto delle domande (che si pongono in molti) sulla gestione nazionale del Movimento? Perché su certe posizioni la vede diversamente? Scusate, ma a me pare che questo giovane abbia svolto e svolga con grande impegno e onestà quanto richieda il suo mandato. Ha commesso un errore, anche grave? Ok. Parliamone in un confronto. Sta storia di Casaleggio, questa eminenza grigia di cui non sappiamo quasi nulla, deve finire!! Abbiamo pure noi il diritto di sapere, e non attraverso i comunicati stampa! Non mi piacque per nulla la faccenda Tavolazzi, perché fu un’ingerenza di Beppe su decisioni che non gli competevano, e non furono nemmeno date spiegazioni chiare sul suo allontanamento. Ed ora, con questa defenestrazione (perché tale è, anche se non detta apertamente proprio per non apparire autoritario) di uno degli esponenti MIGLIORI che abbiamo avuto, mi sorge il dubbio che conti di più l’allineamento con il vertice Casaleggio-Grillo del lavoro svolto sul territorio a beneficio dei cittadini!
La macchina del fango qui è stata attivata contro Favia, perché le accuse che molti prendono già per oro colato, sono solo illazioni. Dove sono le prove? E se i sospetti si rivelano bolle di sapone, chi deve chiedere scusa?
Beppe NON è il mio “guru”, parola che detesto usata dai giornali, e non è che ogni cosa che dice è il Verbo!
Se non ci sarà un confronto PUBBLICO con Favia, manterrò dubbi sempre più grossi su questo movimento, che seguo da tanti anni!
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… cose che succedono agli umani
per quanto miserevoli
non sarà il primo caso
non sarà l’ultimo.

Vi regalo uno dei pezzi musicali che preferisco e che mi emoziona ogni volta
van den Budenmayer

L’ELENCO DEI PIDDINI INQUISITI
Dario del Sogno

Strano paese l’Italia…
Scopro da un giorno all’altro di dovermi vergognare del mio “fassismo” e dover rendere conto della mia moralità ad uno dei partiti più corrotti e marci del mondo che fa della parola “democrazia” uno scudo dietro il quale proteggere tangenti, ricatti, inciuci, estorsioni, minacce, collusioni mafiose, coop rosse completamente prive di trasparenza, banche private e quant’altro di più malsano possa esservi.
Il partito dei Lusi e collusi dei 96.000 euro che passano da Riva dell’Ilva a Gargamella senza un perché… il partito che in quanto a numero di indagati al suo interno, per reati che vanno dalle tangenti all’omicidio – non è secondo nemmeno all’organizzazione camorristica del nano di Arcore !
Ecco i ratti bersanini, esempio di DEMOCRAZIA:

Bartolomeo Valentino ex assessore di Collegno (Torino): Arrestato, ha patteggiato 2 anni per concussione.
Antonio Tenace assessore della Provincia di Novara: ha patteggiato 2 mesi e 20 giorni per violazione del segreto d’ufficio.
Michele Cressano consigliere comunale a Vercelli: rinviato a giudizio per falso ideologico e abuso d’ufficio.
Giusi La Ganga candidato alle ultime elezioni comunali del Pd: ha patteggiato 20 mesi di reclusione e multa di 500 milioni di lire per finanziamento illecito ai partiti.
Giuseppe Catizone sindaco di Nichelino: indagato abuso edilizio.
Andrea Oddone sindaco di Ovada: rinviato a giudizio per omicidio colposo.
Franco De Amicis ex segretario Pd Basso Canavese: indagato bancarotta fraudolenta.
Franco Pronzato ex consigliere di Claudio Burlando e Bersani: arrestato per corruzione.
Franco Bonanini presidente del Parco delle Cinque Terre e parlamentare europeo: arrestato truffa e associazione a delinquere.
Roberto Drocchi funzionario, ex candidato di Savona: arrestato per truffa continuata e falso in atti pubblici.
Altri eroi democratici:
Guido Milana eurodeputato ed ex presidente del consiglio regionale: indagato per truffa, falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche.
Ruggero Ruggeri consigliere provinciale: indagato per truffa, falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche.
Valdo Napoli ex assessore all’Ambiente di Montefiascone: rinviato a giudizio per corruzione.
ex presidente della regione: indagato per epidemia colposa e omissione d’atti d’ufficio, è sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frodi in pubbliche forniture e per peculato.
Rosa Russo Iervolino ex sindaco di Napoli: indagato per epidemia colposa e omissione in atti d’ufficio.
Andrea Lettieri ex sindaco di Gricignano d’Aversa (Caserta): indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Vincenzo De Luca ex senatore e sindaco di Salerno: indagato e rinviato a giudizio per abuso d’ufficio, concussione, associazione per delinquere finalizzata a truffa e falso.
Corrado Gabriele consigliere regionale ed ex assessore regionale: ha patteggiato 4 anni e 3 mesi per pedofilia.
Aniello Cimitile presidente della Provincia di Benevento: rinviato a giudizio è stato arrestato per falso.
Enrico Fabozzi sindaco Villa Literno: indagato per concorso esterno in associazione mafiosa
Fabio Solano componente direttivo cittadino PD di Benevento: arrestato per truffa.
Giuseppe Russo consigliere regionale: indagato per truffa.
Carlo Nastelli ex consigliere comunale di Castellammare: indagato per tentata estorsione e rinviato a giudizio per truffa ai danni dello Stato e concorso in falso.
Nino Longobardi ex consiglieri comunali di Castellammare di Stabia: rinviato a giudizio per truffa ai danni dello Stato e concorso in falso.
Antonio Cinque ex consigliere comunale di Castellammare di Stabia: rinviato a giudizio per truffa ai danni dello Stato e concorso in falso.
il PD siamo noi :
Alberto Tedesco senatore: Agli arresti domiciliari, è indagato per associazione per delinquere, corruzione, concussione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso.
Michele Mazzarano ex segretario organizzativo del partito: indagato per finanziamento illecito ai partiti.
Flavio Fasano ex sindaco di Gallipoli (Lecce) ed ex assessore provinciale ai Lavori pubblici: ha patteggiato 2 anni per falso e rinviato a giudizio per turbativa d’asta.
Sandro Frisullo ex vicepresidente della regione: arrestato per associazione a delinquere e turbativa d’asta.
Antonio De Caro capogruppo al consiglio regionale ed ex assessore di Bari alla Mobilità e al traffico: indagato per tentativo d’abuso d’ufficio.
Adolfo Schiraldi ex presidente consiglio comunale di Triggiano (Bari): indagato concussione.
ex governatore regionale: rinviato a giudizio per associazione per delinquere, falso e abuso d’ufficio e imputato per abuso d’ufficio.
Nicola Adamo ex vicepresidente della giunta regionale: rinviato a giudizio per associazione per delinquere, falso e abuso d’ufficio e imputato per associazione per delinquere, concussione, abuso d’ufficio.
Pietro Ruffolo assessore comunale di Cosenza: indagato per associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio, e arrestato per detenzione abusiva d’armi.
Giuseppe Mercurio ex capogruppo al Comune di Crotone, ha patteggiato 4 anni per voto di scambio.
Statis Tsuroplis imprenditore iscritto al partito ed ex consigliere del sindaco di Venezia: ha patteggiato 1 anno e 9 mesi per corruzione.
Tullio Cambruzzi, tesserato PD e manager pubblico: indagato per corruzione, ha patteggiato 2 anni.
Piero Marrazzo ex presidente della regione dimessosi dopo una vicenda di cocaina e trans.
Francesco Paolo Posa ex sindaco di Frascati e consigliere provinciale: rinviato a giudizio per truffa, falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche.
(ne arrivano ancora,tranquilli…)
eccoli,tutti GRANDI DEMOCRATICI :
Andrea Vignini sindaco di Cortona (Arezzo): indagato per abuso d’ufficio.
Graziano Cioni ex assessore di Firenze: indagato per corruzione e violenza privata.
Gianni Biagi ex assessore all’Urbanistica di Firenze: indagato per corruzione.
Gianluca Parrini consigliere regionale: indagato per abuso d’ufficio.
Gian Piero Luchi ex sindaco di Barberino del Mugello: indagato per abuso d’ufficio.
Alberto Lotti ex vicesindaco di Barberino del Mugello: indagato per corruzione e abuso d’ufficio.
Paolo Cocchi ex assessore regionale: indagato per abuso d’ufficio.
Daniele Giovannini ex assessore comunale di Barberino del Mugello: indagato per abuso d’ufficio.
Giovanni Guerrisi consigliere comunale di Barberino del Mugello: indagato per falso ideologico.
Marzio Flavio Morini sindaco di Scansano (Grosseto): indagato per corruzione.
Fabrizio Agnorelli sindaco di Piancastagnaio (Siena): indagato per truffa aggravata e falso.
Fabrizio Neri ex sindaco di Massa-Carrara: rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.
Antonella Chiavacci ex sindaco di Montespertoli: indagato per omissione di controllo.
Eros Brega presidente del consiglio regionale: indagato per peculato e concussione.
Maria Rita Lorenzetti ex presidente della regione: indagato per abuso d’ufficio.
Maurizio Rosi ex assessore regionale alla Sanità: indagato per abuso d’ufficio.
Luca Barberini consigliere regionale: indagato per peculato.
Nando Misnetti sindaco di Foligno: indagato per peculato.
Sandra Santoni ex capo di gabinetto di Lorenzetti: indagato per peculato.
Giacomo Porrazzini ex sindaco di Terni ed ex deputato europeo: rinviato a giudizio per disastro ambientale e truffa.
Fabio Sturani ex sindaco di Ancona: ha patteggiato 1 anno e 9 mesi e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni per concussione.
Domenico Gatti sindaco di Modugno (Bari): ha patteggiato per falso ideologico.
(segue,purtroppo,segue ancora…)
ancora pantegane targate PD
uh… un’invasione :
Roberto Drocchi funzionario, ex candidato di Savona: arrestato per truffa continuata e falso in atti pubblici.
Vito Vattuone consigliere regionale: indagato per associazione per delinquere, corruzione e altri reati.
Giancarlo Cassini assessore regionale all’Agricoltura: indagato associazione a delinquere, corruzione e altri reati.
Massimo Casagrande ex consigliere comunale di Genova: ha patteggiato 1 anno e 6 mesi per corruzione.
Claudio Fedrazzoni ex consigliere comunale di Genova: ha patteggiato 1 anno e 6 mesi per turbativa d’asta.
Stefano Francesca ex portavoce del sindaco di Genova: ha patteggiato 1 anno e 4 mesi per corruzione.
Filippo Penati ex presidente della Provincia di Milano: corruzione, concussione e finanziamento illecito.
Tiziano Butturini ex sindaco di Trezzano sul Naviglio: 2 anni e 5 mesi per corruzione.
Luigi Ralenti sindaco di Serramazzoni (Modena): indagato per corruzione e turbativa d’asta.
Alberto Caldana ex assessore della Provincia di Modena: indagato per peculato.
Flavio Delbono ex sindaco di Bologna: ha patteggiato 1 anno e 7 mesi per truffa aggravata, peculato, intralcio alla giustizia.
Alberto Ravaioli sindaco di Rimini: indagato per abuso d’ufficio.
Aldo Preda, ex senatore, Cinzia Ghirardelli, membro coordinamento provinciale, Cesare Marucci, ex consigliere comunale di Ravenna, Gianluca Dradi ex assessore di Ravenna: tutti indagati per falso in bilancio.
Nerio Marchesini attivista: indagato per trasferimento fraudolento di valori di una ‘ndrina calabrese.
Alberto Formigli ex capogruppo in comune a Firenze: rinviato a giudizio per associazione per delinquere, corruzione e altri reati.
Salvatore Scino vicepresidente del consiglio comunale: rinviato a giudizio per falso ideologico.
(segue ancora – hai voglia quanti ce n’è
di criminali là dentro !)

Viviana
Io mi astengo dal pensare al perché il caso Favia sia successo e che cosa avverrà ora di Favia.
L’unica cosa che mi sembra indiscutibile è che più del 20% del popolo italiano vuole più democrazia dal basso.
E quello che mi sembra evidente senza ombra di dubbio è che tutti i partiti e quegli italiani che intendono sostenere la loro attuale corruzione intendono negargliela.
.
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