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Friday November 24th 2017

MAFIA POLITICA E INQUINATORI

MASADA n° 1405 19/8/2012 MAFIA POLITICA E INQUINATORI

Tutti contro i 3 della grande pulizia: Grillo-Di Pietro-Il Fatto Quotidiano -Ideale e idolatria – I deliri di Eugenio Scalfari – Contesa con Zagrebelsky, giudice emerito della Consulta – La deriva di Repubblica e le sue bufale– Il ‘populismo giudiziario’ di Violante – I corrotti, la mafia e l’Ilva – Il bilancio fallimentare di 9 mesi del Governo Monti, il governo “senza se e senza ma”- Manifestazione per l’Ilva – Il Ministro Clini: 21 anni nell’Ambiente a difesa degli inquinatori- Attacco a Travaglio- L’inquinamento del Sulcis

Citazione di Maria
DEDICATA A Luciano, il Violante “delirante”

L’analfabeta politico- Bertoldt Brecht

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico
Egli non sente, non parla, né s’interessa
degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli
del pesce, della farina, dell’affitto
delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.

Non sa l’imbecille che
dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato, l’assaltante
e il peggiore di tutti i banditi
che è il politico imbroglione,
il mafioso, il corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

Luca Scalìa
Ricordo gli anni peggiori della mia vita a Palermo, quegli anni a cavallo delle stragi, prima e dopo.
L’atmosfera che si viveva in città era surreale: chiunque si muovesse contro la Mafia era tacciato, che fossero trasferimenti di ufficio o morte. Il senso di impotenza e di sfiducia verso le istituzioni al limite del credibile.
Sapevano tutti (passaparola in quel grande villaggio chiamato Palermo) di questi legami.
Chi ha poco più di trent’anni come me forse si ricorderà….
.
Radisol
Monti : “L’euro come la Madonnina sul Duomo di Milano, un valore morale”
Potremmo dire : “Si vedono entrambi col binocolo” ….
..
CHAPLIN. IL GRANDE DITTATORE

Mi dispiace, ma io non voglio fare l’Imperatore: non è il mio mestiere; non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà; la scienza ci ha trasformato in cinici; l’avidità ci ha resi duri e cattivi; pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità; più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti; la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico: non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e, qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa…. Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie: siete uomini!… Non difendete la schiavitù, ma la libertà! …Voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera; di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore! Che dia a tutti gli uomini lavoro; ai giovani un futuro; ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse, e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! …Combattiamo per un mondo ragionevole. Un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Nel nome della democrazia, siate tutti uniti!”

DI PIETRO

“Ci sono tutte le possibilità di tenere aperta l’Ilva, difendere la siderurgia italiana e salvare Taranto dall’avvelenamento. E’ già stato fatto in Germania, dove gli impianti non sono stati chiusi ma messi in sicurezza. L’Ilva è la più grande acciaieria d’Europa. Ora deve diventare anche la più sicura.”
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J. Dewey
LA POLITICA, è L’OMBRA CHE IL POTERE ECONOMICO HA POSTO SULLA SOCIETA’
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Remo
“Onore anche agli operai della Fiom che hanno manifestato a favore della Magistratura. Il lavoro è importantissimo e il suo limite è costituito dal fatto che non si può barattarlo con la morte.

Il governo Monti insieme a Napolitano e a tutti i partiti meno Idv sta allegramente regalando l’Italia al crimine organizzato,”senza se e senza ma”.
I giornali italiani fanno la ola al più infame e palese patto Stato-mafia di tutti i tempi, mentre i partiti usano ormai bacini mafiosi come bacini elettorali per mantenersi alla mangiatoia del potere.
Unici nemici dichiarati contro la mafia e il malaffare politico: Grillo, Di Pietro e Il Fatto Quotidiano. Soli contro tutti.
Dobbiamo aspettarci degli attentati mafiosi anche contro di loro?
Il potere politico ordina, la mafia esegue. Poi si spartiscono gli utili.
Azzerata la squadra antimafia di Palermo.
Quasi scomparsa la DIA, creata da Falcone come forza speciale contro la mafia.
Maroni aveva iniziato la dissoluzione graduale dei corpi antimafia, mentre ipocritamente sulle piazze diceva il contrario ai coglioni leghisti. Ma la Lega ha bisogno di Berlusconi per governare e Berlusconi ha bisogno della mafia per essere eletto, così una mano lava l’altra. E nessun leghista ci ha spiegato mai perché tuona tanto contro la corruzione del Sud e perché al Governo sono 18 anni che la Lega vota a favore della mafia che il sud lo tiene sotto tallone!

Avete firmato a favore dei giudici di Palermo?
Le firme sono 127.00 ma dovrebbero essere 40 milioni!

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/09/stato-mafia-pm-accerchiati-nostra-raccolta-di-firme-per-rompere-silenzio/321271/
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Tra i firmatari a favore dei pm di Palermo c’è un nome illustre:
GUSTAV ZAGREBELSKY

Quando l’ho indicato come auspicabile presidente della Repubblica non sbagliavo.
Ex presidente della Consulta e nobile giurista, è l’unico oggi a tuonare contro il comportamento di Napolitano a la cricca simil-mafiosa abbarbicata al potere che comprende ormai anche Monti, la Cancellieri, la Severino e Passera, intenzionata a soffocare lo scandalo del patto Stato-mafia e a bloccare le intercettazioni che hanno sfiorato ormai anche i nomi di Mancino e Napolitano in una vergogna senza fine.

Per la serie “il peggio non è mai morto”, ecco che Zagrebelsky viene attaccato in modo turpe da uno Scalfari ormai in delirio senectutis che lo infama come un Grillo qualunque con ogni sorta di epiteti, offendendo, come dice Travaglio, “la logica, la verità, la storia, la professionalità di tutti i giudici che hanno lottato contro la mafia”, compresa la memoria dei i 37 giudici che la mafia ha ucciso, con Falcone, Borsellino e Livatino e delle 2000 vittime civili.
Ma Scalfari con la sua resa incondizionata al potere non fa che seguire la deriva vergognosa del quotidiano Repubblica che pure Scalfari fondò e che dalla sx iniziale si è gradatamente spostata in un terreno paludoso dove si incontrano tutte le mafie, criminali e politiche. Da giornale semilibero a servo tra i servi.
Scalfari ha anche la faccia di dire che Napolitano è solo “contro forze vastissime e potentissime!” Dalla parte di Napolitano: tutti i partiti, tutti i giornali, tutte le istituzioni, tutti i membri del governo Monti, la mafia, la P2, la finanza internazionale. Contro questo spiegamento: Grillo, Di Pietro e Il Fatto Quotidiano. “Forze vastissime e potentissime!”. Verrebbe da ridere se la situazione non fosse tragica! Di Pietro, Grillo e Travaglio ringrazieranno certamente.
Una volta Repubblica era un giornale leggibile, non certo fascista, non certo mafiosa. Cosa sta diventando? Ha fatto un patto con la mafia anche lei?

Scalfari è un caso ormai patologico da sei anni, la sua metamorfosi in peggio è impressionante, esempio non infrequente di persone vecchie e malate che nei loro ultimi anni delirano di brutto ma c’è chi su questo delirio da persona malata e ossessionata ci va a nozze. Un lettore gli ha scritto: “E ora? Vuoi andare a stringere la mano anche a Dell’Utri?”
Fabio Granata, vicepresidente della commissione nazionale antimafia scrive:
“Napolitano ritiri il ricorso alla Consulta! Vada a Palermo e a Caltanisetta a incontrare i magistrati! Dia loro sostegno e fiducia! Lo faccia per la memoria di Falcone e Borsellino! Lo faccia per il popolo italiano!”
Può essere che nessuno abbia creduto veramente che Mancino o Napolitano c’entrassero con la mafia, ma, se le cose precipiteranno come sembrano fare, se ogni squadra antimafia sarà chiusa, se i pm migliori saranno trasferiti o mandati in Guatemala come Ingroia, se i media di regime non la smetteranno di attaccarli come attaccavano Falcone prima che fosse ammazzato, e se questo Governo per impulso di Napolitano distorcerà le intercettazioni, vietando al giudice di usarle se scoprono reati diversi da quello su cui sta indagando.. allora sarà ben difficile non leggere in questo concorso diabolico di aiuti alla mafia qualcosa di diverso da un patto scellerato con essa, e di misurare il baratro in cui questa gentaglia sta precipitando l’Italia, un paese governato dalla P2, dalla mafia e dalla perversa finanza internazionale. Ci può essere qualcosa di peggio al mondo?
E davanti a questo scenario diabolico il Pd ancora tace? E ancora i suoi sgherri, gli idioti delle piccole cosche del web, o gli idioti solitari della Lega, riescono a vedere solo in Grillo il nemico pubblico n° 1?
Davvero ignobile questo Scalfari che distorce la storia di Falcone, dicendo che Buscetta gli fece i nomi dei politici coinvolti con la mafia ma Falcone non li denunciò mai? Che tenta di fare Scalfari? Mandare un avvertimento alla procura di Palermo perché anch’essa taccia i nomi eccellenti?
La verità è ben diversa. Buscetta fece i nomi ma avvertì che non li avrebbe mai confermati in un processo, dunque Falcone li conosceva ma non poteva spiccare mandati contro di loro, e, a maggior certezza del potere, poco dopo fu ucciso con la moglie e la scorta, la polizia fece immediatamente sparire la sua agenda e poco dopo venne ucciso anche Borsellino. Così quei nomi non vennero mai fuori.
Ma quando si riferiscono queste cose, voi cosa pensate? A qualche oscuro e invisibile personaggio mitologico o a precise politici noti? Gli stessi che magari sono sempre stati applauditi ai meeting di CL?
E ora che qualcosa sta di nuovo per venire fuori, ecco che lo Stato mafioso scatta a protezione dei criminali: si chiude il reparto antimafia di Palermo, si smantella la DIA, il dipartimento speciale antimafia voluto da Falcone, si trasferiscono i giudici di maggiore impegno sostituendoli con dei pivellini, si solleva questa immonda campagna mediatica contro i pm e si costruisce una nuova legge sulle intercettazioni, caso mai intercettando un narcotrafficante uscisse qualche prova sui mandanti politici delle stragi di mafia che hanno ucciso decine di persone per realizzare poteri nello Stato.
Ma allegri! La legge bavaglio è pronta, saldamente votata “senza se e senza ma” da Bersani, Bossi, Berlusconi, Casini, Monti. Chiedetevi voi perché.

Checché ne pensino Scalfari e la corte mediatica di servi che difende le pretese “imperiali” di Napolitano, la Consulta ha pieno diritto di respingere le leggi incostituzionali anche se il Presidente le firma, come ha pieno diritto di stabilire quali sono le prerogative costituzionali del Presidente contro i diktat incostituzionali del Presidente stesso.
Persino Scalfari ha dovuto ammettere, obtorto collo, che è piuttosto strano che un Presidente della Repubblica attivi un conflitto di attribuzioni contro un ufficio giudiziario e conculchi la procura di Palermo affinché distrugga le sue intercettazioni per imposizione. Siamo in pena violazione costituzionale e procedurale.
Scalfari pretende una interpretazione della legge pro Napolitano che sia essa stessa superiore alla legge esistente. Sembra la stessa protervia di Berlusconi quando imponeva la ‘propria’ interpretazione della legge rovesciandone il senso.
Ma quello che Scalfari esige a gran voce sarebbe un mostro giuridico : “che qualunque cosa riguardasse il Presidente della Repubblica fosse ‘inconoscibile’ giudizialmente!” Un bavaglio allo stato di diritto per l’impunità indiscussa di chiunque comandi! E questo non è solo il delirio di un vecchio malato. E’ un attacco alla Costituzione e alla democrazia! Se questo mostro giuridico esistesse nelle altre democrazie, non avremmo mai avuto capi di Stato o ministri messi sotto processo o dimissionati per fatti che non sono nemmeno reato. Si ricordi che il processo a Clinton non dipese da un reato federale ma da una banale tresca su cui Clinton “mentì” e il popolo americano ne chiese le dimissioni perché egli “aveva mentito alla Nazione”!
Ma di quale rispetto alla Nazione stiamo qui parlando? In un processo gravissimo che intende svelare i mandanti politici di stragi di mafia con un governo attuale che vuole imbavagliare le inchieste e intimidire i giudici.
La procura di Palermo ha ‘dovuto’ ascoltare le intercettazioni e le ha giudicate ‘irrilevanti’, non le ha messe agli atti, ma c’è una procedura per la loro distruzione, non si può farlo solo perché qualcuno lo ordina dall’alto e, se lo facesse, cadrebbe nel reato di istigazione a delinquere.

LE MENZOGNE DELLA STAMPA

Ormai la politica italiana e, a seguito, l’informazione, sono pura fantascienza. Horror.
Le menzogne di Scalfari, e dunque di Repubblica, sono pesanti. Dice, mentendo, che l’Avvocatura dello Stato era andata dalla procura di Palermo chiedendo la distruzione delle intercettazioni e ricevendone un rifiuto. Falso. Glielo dicono la procura e anche il Quirinale. L’Avvocatura ha scritto solo una lettera per chiedere se queste intercettazioni esistevano e, se sì, perché non fossero state distrutte. La procura ha risposto che le intercettazioni esistevano, che non avevano rilevanza penale, che per legge non si potevano distruggere se prima non passavano dal gip perché altrimenti si sarebbe violato l’art. 269 del codice di procedura penale, commettendo un reato. E’ un reato quello che Scalfari pretendeva?
Non basta.
Scalfari ha pure scritto, mentendo clamorosamente, che la procura di Palermo “in 20 anni non ha svolto alcun lavoro giudizialmente utile e non ha condannato mai nessuno”. Chissà dove sarà andata a finire nella sua memoria indebolita la sconfitta dei Corleonesi? E Riina? Provenzano’ I Graviano? Gli Aglieri? Tutti dissolti dalla sua nemesi anti giudici e pro Napolitano? E sarebbe questa l’informazione che il 2°quotidiano d’Italia sta dando al paese? I deliri di un uomo che è stato un grande giornalista ma che oggi proprio ritirarsi in pensione?
Sono almeno 6 anni che questo monumento nazionale sragiona. E che vari delinquenti se ne avvantaggiano.

Per chi rifiuta ogni attacco al csx “a prescindere”, posso far notare una anomalia: che sia Zagrebelsky che Scalfari sono del csx e che nel csx si sta allargando una crepa enorme tra chi il diritto ancora lo difende e chi accetta anche la difesa dei crimine mafioso e politico, “a prescindere”, senza se senza ma.
E’ questo che il csx italiano sta difendendo? Un NUOVO ORDINE MONDIALE, basato su Alta Finanza speculativa, P2 o simili gruppi golpisti mondiali, politica corrotta e venduta e distruzione di ogni presidio democratico?
..
Franco di Pasquale scrive:

Siamo arrivati al punto che dobbiamo difendere i magistrati antimafia più dallo Stato che dalla mafia?
Chi cerca di sotterrare la verità? I giudici antimafia che rischiano la loro vita, o quei politici che della mafia sono stati complici?
Si sta ripetendo rovinosamente la stessa atmosfera di delegittimazione e attacco ai giudici che portò agli assassinii di Falcone e Borsellino?
Stiamo aspettando le nuove vittime di Stato?
E i giornali si fanno complici di questo oggi come allora?

E da che parte sta Luciano Violante nel patto Stato-Mafia?

Sentite come il difensore dei repubblichini, il donatore soddisfatto delle frequenze a Berlusconi, il fine oratore che scriveva conferenze per la destra e il giurista così veloce a scrivere leggi ad personam per Berlusconi, sa dire parole false e contorte su chi lotta ancora contro la mafia.
Violante denuncia un nuovo “populismo giuridico”ad opera del famoso blocco terrorista ‘Il Fatto-Grillo e Di Pietro’!
Dice che se il populismo di Berlusconi attaccava le procure, questo le strumentalizza per abbattere le architravi dello Stato democratico, che sarebbero, udite udite! Monti e Napolitano! Dice che per abbattere Monti attacchiamo Napolitano
“Fa male vedere che grandi intelligenze si rendano strumento di una simile operazione restando insensibili alle conseguenze”
Noi che per decenni abbiamo visto l’implacabile ‘difensore della democrazia’ prestarsi alle difese più criminali ci chiediamo cosa ne abbia fatto della propria ‘grande intelligenza’!
Dal 92 al 94 Violante fu presidente della Commissione parlamentare antimafia e fu lui a raccogliere le deposizioni choc di Buscetta che rivelò il legame con il mondo politico e non ne fece di nulla. Quanto è caduto in basso?
Violante è sempre stato il collegamento tra Pd e Pdl. È rimasto famoso il suo discorso alla Camera del febbraio 2002 in cui rivelava la disponibilità dell’allora Pds ad avallare l’eleggibilità di Berlusconi nonostante il conflitto d’interesse[
Suo padre era un giornalista comunista che fu internato in un campo di concentramento inglese. Si starà rivoltando nella tomba.

POPULISMO GIUDIZIARIO
Viviana Vivarelli

E’ l’orrendo neologismo coniato da Luciano Violante per attaccare Di Pietro-Grillo e Travaglio che difendono la procura antimafia di Palermo sotto accusa per la sua inchiesta sul patto mafia-Stato.
Si chiama paradosso (para doxa =contro ragione) l’unione di due termini inconciliabili tra loro. ‘Populismo’ indica l’eccitamento di emozioni viscerali e irrazionali agitato da qualche demagogo per creare disordine. ‘Giudiziario’ richiama al contrario al rigore e all’osservanza della legge in nome del diritto e della razionalità per un ordine generale.
Del resto Violante non è nuovo in queste accozzaglie di idee opposte. Non avrebbe altrimenti coniugato resistenza e fascismo, sinistra e capitalismo, Berlusconi e democrazia. E’ dunque al di là della coerenza logica e ideologica e può continuare ad essere al di là di quella concettuale

IL POPULISMO
Gigi Zurlo

Ecco la parola magica. Quando uno dice le cose che fanno male alla casta come le sue prebende, i benefit, le rendite a vita, le rielezioni trentennali, le scorte a tempo indeterminato, il cumulo delle pensioni e degli incarichi e via dicendo subito ti dicono che sei populista.
Il populista allora è colui che sta con i magistrati, è colui che vuole un politico che si interessa del bene del paese, che vuole che vada in galera chi truffa e chi collude con la mafia, insomma il populista, per loro, è uno da biasimare per me è uno da elogiare. Sic stantibus rebus ,io sono un vero populista!!!!
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Lo spudorato Formigoni al meeting di Comunione e Liberazione attacca Grillo-Di Pietro e Il fatto Quotidiano:
“Siete dei terroristi, braccio armato di chi vuole destabilizzare il sistema!”
Terroristi???
Braccio armato???
Destabilizzare???
Lo dice uno che sta dalla parte della P2, che è socio di un bugiardo portato su dalla mafia, che appoggia una parte politica che ha tentato un golpe contro la democrazia, che ha partecipato a oscurare la verità sulle stragi di mafia, che non ha mai detto una parola su 13 stragi di Stato a mandante politico che non hanno mai ricevuto giustizia, che ha sempre abusato del potere fino a violare la legge sulle elezioni e candidarsi con liste false, e che ha svenduto la sanità della Lombardia derubando i cittadini dei loro soldi e dei loro diritti!!!
E lo viene a dire a NOI??????
Sragiona talmente che attacca anche Repubblica.
Forse gli è rimasta la memoria impigliata nella vecchia Repubblica del primo Scalfari. A forza di prendere il sole sulla barca di Daccò gli si sono bruciate le meningi e gli è sfuggita la presa di posizione dell’ultimo Scalfari che da 6 anni vede in Grillo e in Di Pietro solo dei terroristi da populismo giudiziario!!
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A Trapani una ordinanza vieta a cittadini e bambini di passeggiare nei giardini.
Chissà se per Clini è ‘populismo giudiziario’ anche quello?

LA MAFIA E L’ILVA
Giorgio Bonanni

Cosa c’entra la mafia con l’Ilva? Cosa c’entra Totò Riina con l’ing. Riva?
C’entra, c’entra.
L’Ilva oggi nell’occhio del ciclone per il provvedimento del Gip è stata fondata nel 1905 e dopo diversi cambi di proprietà tra pubblico e privato è stata acquisita nel 1995, nel suo polo siderurgico più significativo, quello di Taranto, dal gruppo Riva.
Oltre ad aver dato lavoro a centinaia di operai l’Ilva ha iniettato nell’aria della cittadina di Taranto così tanta diossina da causare la morte e gravi malattie ad un’intera area della provincia.
E’ sufficientemente provato che il cielo di Taranto è un cielo cancerogeno.
Quando il governatore della Puglia Vendola era ancora un resistente, un antimafioso doc guidava le proteste contro i padroni dell’Ilva in difesa dei poveri lavoratori ricattati tra il lavoro e la salute, oggi invece che è diventato un borghese in giacca e cravatta, tratta con la famiglia Riva così come lo Stato trattò con la mafia nel 1992. Facendosi pure prendere per i fondelli dai Riva come ben raccontano le intercettazioni.
Quindi che c’entrano Riina e Riva?
Riina il capo di Cosa Nostra è rinchiuso in una cella di sicurezza e sta scontando il suo sacrosanto ergastolo per le decine di omicidi che ha commesso e ordinato ai danni di uomini, donne e bambini.
L’ing. Riva che con la complicità dello Stato ha causato la morte di ben più gente di Riina invece non è stato nemmeno sfiorato da una denuncia per omicidio colposo.
Ecco cosa c’entra.
I giudici che oggi si vedono ingiustamente additati non hanno fatto altro che rispettare la legge alla lettera limitandosi al fermo dello stabilimento, in altri tempi, con governatori un po’ più rivoluzionari sarebbe stata di tutt’altra specie l’accusa e così la pena.
Avviso ai lettori credenti cristiano cattolici. Cosa pensate avrebbe fatto Gesù Cristo di fronte al caso Ilva? Io credo che avrebbe accusato i padroni assassini e criminali, disconosciuto tutti i cosiddetti credenti che siedono nel consiglio di amministrazione dell’Ilva, curato i malati e rimesso le cose al loro giusto posto.
E avviso anche ai lettori laici non credenti. Cosa pensate avrebbe fatto Ernesto Guevara detto il “Che”, ministro dell’economia e dell’agricoltura della sua Cuba (oggi lo sarebbe anche dell’ambiente) di fronte al disastro dell’Ilva? Io credo avrebbe confiscato lo stabilimento, fatto incarcerare i padroni accusandoli di omicidio, e usato i loro beni per risarcire le famiglie danneggiate, bonificare gli impianti e ridato i posti di lavoro ai tanti cittadini di Taranto.
Lo chiedo anche al comunista, governatore della Puglia, Nichi Vendola, cosa avrebbe fatto il “Che”? Vorrei proprio che mi rispondesse nel merito della questione sociale, umana e ambientale!
A Monti invece chiedo: vogliamo lasciare liberi i magistrati di lavorare affinché possano portare a termine le indagini nella maniera più completa così da giungere alla confisca dei beni dei Riva per strage, genocidio, devastazione, disastro ambientale e risarcire le vittime, dotarla di anti-inquinanti e ridare lavoro agli operai che lo hanno perso?

IDEALE E IDOLATRIA
Viviana Vivarelli

Comunismo e capitalismo sono due vie fallite che hanno fatto fallire i popoli. Peggio ancora ognuna ha preso i vizi dell’altra: il comunismo cinese e russo sono diventati forme totalitarie di capitalismo e il capitalismo ha annullato diritti dei cittadini e doveri dei dominanti per cadere in una non diversa forma di totalitarismo.
L’errore sarebbe credere che non si possa uscire da entrambe per imboccare una nuova visione del mondo.

David Carradine:
“Esiste un’alternativa. C’è sempre una terza via, la quale non è una combinazione delle altre due. E’ una via differente”.

Certo è duro vedere il fallimento degli ideali di tutta una vita e capisco che si è pronti a odiare chi nota questo fallimento, che contiene, insieme,
anche il fallimento di chi in quel progetto ha creduto e crede contro ogni evidenza.
Ma la storia è storia e, come mostra il fallimento delle religioni totalitarie, così mostra il fallimento dei regimi totalitari. Entrambi, culti o ideologie, si innalzano in un ambito ideale e idolatrico, spingendo l’uomo oltre se stesso per qualcosa che non si è realizzato, promettendo un paradiso che è diventato un inferno, tradendo la fede di chi credeva in una liberazione per dare una non diversa prigionia. Ma ideale e idolatria sono cose ben diverse. Occorrerebbe salvare l’uno emancipandosi dall’altra.
E’ valida la fiamma ardente del combattente, ma quando la battaglia è persa, si deve capire che lo schema perdente va migliorato, non conservato ad ogni costo, perché portare avanti battaglie perdute non è dell’uomo intelligente.
Anche se l’anelito che spingeva, per culto o ideologia, a credere in una nuova realtà è in sé splendido,i l fallimento conclamato di quella via che era stata sventolata come liberazione e che ha solo creato nuove prigionie, dovrebbe aprire gli occhi agli illusi e portarli a trasferire la bontà dei loro sogni su strade nuove e diverse.
Ma per qualcuno ciò non avviene, resta attaccato alle vecchie divinità, incapace di vederne la caduta. L’ideale è diventato idolatria. E’ come il prigioniero della caverna platonica, abbarbicato alle vecchie ombre, che continua a crederle vere, anche se il mondo crolla attorno a lui e nuove vie si aprono a chi le cerca .Così quell’uomo, irrigidito nel suo dogma, resta incapace di cambiamento e odia chi è uscito dalla caverna liberandosi dalle sue catene. Lo odia a causa della prigionia mentale da cui non riesce a liberarsi e che rifiuta di vedere.
Ma a quel punto è stolto che il prigioniero tenti di far ritornare indietro chi si è liberato.

La storia non procede a pacchi, in cui tutto è bene o tutto è male. Capitalismo e comunismo partivano entrambi da promesse ottimali: il capitalismo prometteva all’umanità progresso e civiltà, liberalismo e democrazia, crescita infinita e miglioramento per tutti; il comunismo prometteva la fine delle diseguaglianze, la cessazione delle classi, la partecipazione di tutti all’autogoverno, l’uguaglianza di tutti davanti alla legge. Entrambi garantivano un futuro migliore e maggiore dignità umana. Entrambi hanno fallito e sono risultati manipolazioni dell’ideale umano per fare gli interessi di cricche che hanno tradito tutte le promesse.
Quegli ideali che ne formavano le premesse erano in parte anch’essi nobili e giusti E restano ancora nobili e giusti gli uomini che lottano in buona fede singolarmente per praticare quei valori con gli altri nella propria vita e lottano per migliorare le condizioni di chi soffre.
Ma le strade che la storia ha preso per realizzare quei programmi a livello di Stato sono state buone? No, perché hanno rovesciato tutti gli assunti, tradendo tutti gli ideali e ottenendo l’opposto di quello che era stato promesso.
Non dobbiamo rinnegare gli ideali, ma occorre rivedere le strade usate per non ripetere gli stessi errori, oppure chi viene dopo vedrà solo l’ostinata ripetizione di un fallimento. Per questo gli ideali che hanno mosso verso quelle utopie sono da salvaguardare ma sono da buttare le strade che hanno già tradito il bene dei popoli perché procurerebbero solo costanti dittature.

Culto totalitario è credere in modo irrazionale e dogmatico a un qualunque idolo: un dio che attacchi ogni altra religione, una razza che si creda superiore a tutte le altre razze, un genere sessuale che umili ogni altro genere, una teoria economica in nome della quale sacrificare il bene e i diritti delle masse per l’interesse di pochi, una struttura rigida e oligarchica dello Stato che neghi ogni diritto democratico dei cittadini.
Ogni pretesa di primazia che annienti il bene di una comunità per privilegiare il potere di alcuni su tutti può essere imposta ma non può essere accettabile perché contiene in se stessa il germe dalla propria iniquità.
Per me non fa nessuna differenza che tu ci veda i duemila anni di imposizione dogmatica della chiesa cattolica, o l’imposizione totalitaria dei regimi comunisti, o l’imposizione altrettanto totalitaria del neoliberismo col culto di un finto mercato concorrenziale che rivela solo l’abuso del più spietato sul più debole.
Il sopruso è lo stesso. Ma quello che vorrei salvare è la buona fede di chi, dentro questi sistemi, ha creduto o crede ancora di percorrere una via sana e buona non vedendo la strumentalizzazione che è stata fatta della parte migliore dell’uomo da parte degli uomini peggiori.

Credere che si possa andare avanti così postulando una crescita infinita è il primo errore del neoliberismo. Ma anche credere che la popolazione mondiale possa continuare a crescere ai ritmi attuali senza tenere conto del cambio climatico è un grave errore.
Prima di tutto in tutti i paesi di relativo benessere le morti superano le nascite, cioè si ha una crescita negativa. Poi, purtroppo, la popolazione mondiale diminuirà a seguito di tragedie planetarie, prima fra tutte le siccità e la diminuzione delle zone incoltivabili. Lo scioglimento dei poli porterà a nuove catastrofi. La Gran Bretagna ha già mappe delle zone che risulteranno coperte dall’acqua e, se la corrente del Golfo si estingue, il clima della Gran Bretagna diventerà simile a quello della Svezia. Non vogliamo qui nemmeno parlare di ciò che avverrà al Mediterraneo e alle nostre coste che andranno semplicemente sotto.
Se da una parte le condizioni del pianeta non faranno che peggiorare con una diminuzione, per esempio, dell’acqua potabile, delle zone coltivabili e degli idrocarburi e di altre risorse, anche la popolazione diminuirà fatalmente.
Ma è totalmente folle persistere nell’idea neoliberista di una crescita infinita e della conservazione o del miglioramento delle abitudini attuali dei paesi più sviluppati.
Sono almeno 30 anni che i profeti del futuro parlano della necessità di cambiare il nostro stile di vita, per abbracciare una indispensabile ‘sobrietà’, per cui è assolutamente necessario perdere molte delle abitudini da paesi ricchi per una sopravvivenza orientata al minimo con l’eliminazione di tutte le futilità e una razionalizzazione delle risorse. Molte delle cose che abbiamo oggi non esisteranno più per il semplice fatto che non ce le potremo più permettere; si pensi solo ai mezzi di trasporto attuali, basati sulla benzina o sul gas e a quanti già oggi ne fanno semplicemente a meno.
Non credo sia facile disegnare gli scenari futuri e nessun sociologo o economista o politico sembra in grado di farlo nemmeno per approssimazione. Ci aspettano rivoluzioni di usi e costumi molto più forti di quanto possiamo immaginare.
Occorre cambiare i nostri paradigmi esistenziali.
Il pensiero no global parla di questo cambiamento almeno da 30 anni, anche se i governi hanno finto di ignorarlo, persistendo nel loro scialo da cicale difettose, ma occorre cominciare a pensare a un mondo futuro molto diverso da quello di adesso.
..
Da Mariapia
Foglietto illustrativo

Sono un tranquillante
funziono in ufficio,
affronto gli esami,
mi presento all’udienza,
incollo con cura le tazze rotte –
devi solo prendermi,
farmi sciogliere sotto la lingua,
devi solo mandarmi giù
con un sorso d’acqua.
So come trattare l’infelicità,
come sopportare una cattiva notizia,

ridurre l’ingiustizia,
rischiarare l’assenza di Dio,
scegliere un bel cappellino da lutto.
Che cosa aspetti –
fidati della pietà chimica.
Sei un uomo (una donna) ancora giovane,
dovresti sistemarti in qualche modo.
Chi ha detto che la vita va vissuta con coraggio?
Consegnami il tuo abisso –

lo imbottirò di sonno.
Mi sarai grato (grata) per la caduta in piedi.
Vendimi la tua anima.
Un altro acquirente non capiterà.
Un altro diavolo non c’è più.

Wislawa Szymborska
..
BILANCIO Di 9 MESI DI GOVERNO MONTI
Domenico Lico

E’ possibile fare un breve e disincantato bilancio del governo Monti?
La prima, avvilente constatazione, è che in quasi 9 mesi di “riforme” e di “vertici decisivi” la montagna del debito pubblico italiano non è stata neppure scalfita. Anzi si è fatta ancora più alta e imponente.
Il debito ammontava a 1.897 miliardi di euro nel dicembre 2011, oggi è
arrivato a. 1.966. Dunque, la ragione fondamentale della nostra condizione di rischio , la causa causarum delle nostre difficoltà presenti e future si è ulteriormente aggravata. Lo spread si mantiene elevato e il 16 luglio ha sfiorato i 500 punti. Il Pil – questo vecchio totem delle società capitalistiche – è nel frattempo diminuito e diminuirà ancora. Scenderà di oltre il 2% nel 2012. Dicono gli esperti che si riprenderà nel 2013. Ma per quale felice congiunzione degli astri non è dato sapere. Qui, infatti, la scienza economica si muta in astrologia, dà gli oroscopi. L’elenco dei disastri non è finito. La disoccupazione, com’è noto, è aumentata, quella giovanile in particolare. Per quella intellettuale in formazione il governo propone ora di aumentare le tasse universitarie, così potrà essere efficacemente ridotta… Una nuova tassa sulle famiglie italiane di cui occorrerebbe informare l’on. Casini, che ne è uno zelante difensore.
Nel frattempo le più importanti riforme realizzate dal governo incominciano a mostrare effetti indesiderati che pesano e peseranno sull’avvenire del Paese. Prendiamo la riforma delle pensioni, sbandierata dai tecnici al governo come lo scalpo di un mostro finalmente abbattuto. Pur senza considerare qui il grande pasticcio dei cosiddetti esodati, la riforma appare come un’autentica sciagura economica e sociale. L’ allungamento dell’età pensionabile ha già
bloccato l’assunzione di migliaia di giovani nelle imprese. Quale slancio può venire da una società se si chiede agli anziani di continuare a lavorare sino alla vecchiaia e ai giovani di aspettare, cioé di invecchiare senza lavoro?

Fruttarolo cita:

Abbiamo bisogno di una Rivelazione nuova, e intanto quelle trascorse sono sorpassate o, peggio, fonti dì disordine. Stiamo andando alla morte con il sostegno di tutte le autorità morali. Con la sanzione di tutte le autorità religiose stiamo andando verso la morte universale e non vi è nulla che lo impedisca, le nostre tradizioni approvano apertamente che vi si tenda e nella stessa direzione ci spingono i nostri valori così come i nostri interessi, mai si è visto accordo più unanime. La Terra è divenuta l’altare degli olocausti e
l’umanità, presa da vertigine, vi sale a immolarsi, calpestando quei pochi che denunciano l’impostura. Adesso sappiamo, adesso che è troppo tardi, sappiamo che ogni sacrificio quaggiù è solo un’impostura, e l’impostura più grande, ma lo abbiamo appreso in punto di morte.
..”

Caraco, Breviario del Caos.

DI PIETRO

L’IdV era a Taranto, per manifestare a fianco dei cittadini, dei lavoratori, delle associazioni e dei comitati civici in difesa del lavoro, della salute e della legalità. La sola idea di mettere uno di questi elementi in conflitto con gli altri dovrebbe suonare come una bestemmia. Che siano addirittura i partiti della maggioranza e il governo a farlo è una delle cose più incivili e indecenti mai viste.
Stamattina due ministri della Repubblica sono corsi a Taranto, ma non per difendere i cittadini da una fabbrica che li avvelena e li uccide, che viola impunemente la legge, che corrompe e inganna per continuare a inquinare. Corrono lì per fare muro contro una magistratura coraggiosa che ha fatto quel che avrebbe dovuto fare lo Stato già da molto tempo. Corrono lì per offrire ai Riva l’ennesima scappatoia. Una cosa simile non si era mai vista. Mi chiedo come tutte le forze politiche, ad esclusione della nostra, possano prestarsi senza vergogna a un tale scempio.
I nostri parlamentari avrebbero voluto interloquire con quei ministri e con le forze politiche da loro convocate, ma non sono stati invitati. Visto che non siamo d’accordo con il loro tentativo di addossare alla magistratura le colpe dei Riva preferiscono non averci tra i piedi, e ce lo hanno detto apertamente. Comunque i nostri parlamentari hanno chiesto al ministro Clini di far sapere a noi e al Paese quante siano realmente le vittime dei veleni, quanti i casi di
cancro nei quartieri intorno alla fabbrica e in tutta la città.
Taranto e l’Ilva non sono casi isolati ed eccezionali. Sono il cuore e la metafora dell’Italia dopo vent’anni di B e Monti, di caste, privilegi e corruzione. Le intercettazioni rese note ieri fanno il paio con quelle delle carogne che brindavano dopo il terremoto dell’Aquila: non sono meno ciniche né meno criminose.
La corruzione che ha permesso ai Riva di violare la legge e avvelenare
un’intera città alla luce del sole è la stessa che schiaccia ovunque, a nord come a sud, la nostra economia e tiene lontani gli investitori esteri. Altro che art.18! Personaggi come i Riva riescono a sopravvivere e a fare tanti danni grazie alle prebende che hanno distribuito, a dx e a sx, a tutte le forze politiche.
Un governo che si genuflette, delegittima la magistratura e invece di
costringere gli avvelenatori a riparare al danno si mette a mediare con loro non è migliore di quelli che vent’anni fa trattavano con la mafia. Un’Italia così non può risollevarsi né andare da nessuna parte.
Impedire che a Taranto trionfino ancora una volta l’illegalità, il malaffare e la logica del profitto non significa solo salvare quella città ma tutto il Paese.
Ci sono tutte le possibilità di tenere aperta l’Ilva, difendere la siderurgia italiana e salvare Taranto dall’avvelenamento. E’ già stato fatto in Germania, dove gli impianti non sono stati chiusi ma messi in sicurezza. L’Ilva è la più grande acciaieria d’Europa. Ora deve diventare anche la più sicura.
Per questo noi, ancora una volta, manifestiamo a favore della magistratura e dei lavoratori, per l’occupazione e per la salute, per la legalità e per la giustizia. Queste cose o ci sono tutte e tutte insieme, o non ce n’è nessuna.

Nicoletta Fontanelli

Fumi di acciaieria, gas velenosi, fanghi tossici, scorie radioattive: a Portovesme, piccola Taranto del SulcisIglesiente, al polo industriale e al business dei rifiuti vengono sacrificati agricoltura, turismo e salute. Poco importa se a Carloforte, comune a 9 km di distanza sull’isola di San Pietro, nell’acqua piovana i valori di cadmio, piombo e alluminio sono fino a 60 volte oltre i limiti di legge. E se il 40% dei bambini ha malattie alla tiroide.
“Solo due settimane fa”, denuncia Salvatore Casanova del comitato
Carlofortini Preoccupati, “a Portovesme è arrivata da uno scalo greco una nave carica di scorie radioattive, contaminate da Cesio 137”. La società ellenica che ha dato il via libera è stata sospesa dal trasporto, ma nel piccolo porto sardo i materiali di scarto destinati ad essere trasformati in materie prime secondarie continuano ad arrivare. Il tutto senza che ci sia un controllo pubblico, grazie a una Legge Regionale del 2001 con cui la Giunta Soru, accusano gli attivisti, permise di “trasformare la Sardegna nella discarica
radioattiva d’Europa”.
Ma la bomba ecologica della provincia di Carbonia-Iglesias non si limita a questo. Oltre a rifiuti radioattivi e alle polveri, ci sono i fumi del polo industriale e della centrale Enel “Grazia Deledda”, una delle più inquinanti d’Europa, funzionante a carbone, olio combustibile e biomasse, le cui ceneri finiscono in una vicina miniera di carbone trasformata in discarica. E un gigantesco bacino di fanghi tossici, generati negli anni scorsi dalla lavorazione della bauxite: un sito a poche decine di metri dal mare, messo sotto sequestro nel
2009. Che, già sprofondato di 10 metri, rischia di contaminare irreparabilmente costa e falde acquifere.
Nel porto di Portovesme, da dove parte l’unico traghetto per l’isola di San Pietro, lo scarico di rifiuti, biomasse o carbone avviene proprio in fianco all’imbarco “senza nessun tipo di controllo”, spiega Casanova: “Potete quindi immaginare tutte le polveri che si sollevano durante le fasi di carico e scarico di questi materiali che noi residenti, e in questo periodo anche i turisti, siamo costretti a respirare”. Polveri che si uniscono alle sostanze nocive presenti in
atmosfera provenienti dal polo industriale.
E i danni sulla salute delle popolazioni locali non mancano. “È stato fatto uno screening l’anno scorso a Carloforte, e il 40% dei bambini è affetto da malattie tiroidee”, sottolinea l’attivista: “Noi come comitato abbiamo fatto invece analizzare dell’acqua piovana e abbiamo trovato valori di cadmio, piombo e alluminio che vanno dai 20, 30 fino a 60 volte oltre i limiti di legge”.
Il protocollo di indagini diagnostiche a cui si riferisce Casanova risale al 2011, quando i dati, seppur parziali, hanno tracciato un quadro preoccupante della situazione: delle 62 persone controllate, tra alunni e personale scolastico, “a 25 sono state riscontrate alterazioni alla ghiandola tiroidea e consigliati ulteriori accertamenti: oltre il 40 per cento del campione”, rivela il comitato
civico. Mentre nel resto della popolazione “su 95 persone, a 36 sono state riscontrate alterazioni e consigliati ulteriori accertamenti: il 38 % dei casi”.
Secondo Vincenzo Migaleddu dell’Isde Sardegna (Associazione dei Medici
per l’Ambiente), i dati di questo screening sono “evidenti ed eclatanti” e, oltre a confermare la Sardegna come regione più contaminata d’Italia, dimostrano che “buona parte di queste patologie, soprattutto nei giovani, sono di origine ambientale”. “Il problema – spiega il medico a ilfattoquotidiano.it – è però che per confermare questa correlazione servirebbe uno studio specifico, come quello che è stato fatto a Taranto”. “Ma nessuno qui vuole una cosa del genere, tutti si guardano bene dal farla”, aggiunge.
“Il Sulcis in questo momento è la regione più povera d’Italia, per cui il ricatto del lavoro è sempre presente”, conclude Migaleddu: “Anche se questo modello industriale fuori dal tempo andrebbe del tutto rivisto. Se non altro per il consumo di risorse e i costi sanitari che comporta”.
Un problema anche culturale, insomma, che come a Taranto motiva
ulteriormente i comitati come il Carlofortini Preoccupati: “Chiediamo innanzi tutto una bonifica immediata, per cui servirebbero dai 30 ai 50 anni di lavoro, e di integrare la dismissione di queste industrie con lavori legati alla cantieristica o al turismo, che possano far decollare questo territorio dalle bellezze incredibili”. “Purtroppo – conclude Casanova – i nostri appelli rimangono inascoltati, perché la Provincia e la Regione sembrano incentivare queste fabbriche, e non vogliono saperne di dismissione, o di attuare effettive politiche di cambiamento”.
Di quante Todisco abbiamo bisogno, l’Italia è tutta Taranto, i Riva i Bersani i Vendola Clini Passera sono un unica cosa, sono l’impianto produttivo del proprio riciclaggio

Le bufale più fresche di Repubblica
(ma quante ne ha sfornate in 36 anni?)

-Grillo è uno che parla bene della mafia

-è un esecutore di lobbye finanziarie

-si candiderà alle elezioni

-chiede anche lui soldi allo Stato

-Favia paga un sacco in soldi pubblici per avere visibilità sulle tv locali

-Stone farà un film su B con la Minetti

-Poi c’è l’articolo elogiativo di Hollande che diventato un master del web, totalmente inventato, che non corrisponde a nulla che Hollande abbia fatto o abbia intenzione di fare

Poi c’è l’incredibile HULK-Scalfari che delira a piede libero su Grillo:
“L’invasione barbarica”, i “tribuni capopopolo”, “l’humus” anarcoide e
individualista”, “l’anarco-individualismo sempre nemico delle autorità”, “un anacronistico in regimi di diffusa democrazia (questa te la raccomando!) dove esistono forme di opposizione e di denuncia più efficaci (quelle del Pd e di Napolitano, immagino!) e molto più civili che marciare dietro cartelli col “Vaffanculo”,”Di Pietro che confonde Mani pulite con il giustizialismo di piazza e non si accorge che così facendo fa un pessimo servizio alla giustizia”,”un movimento di natura antipolitica destinato a perire presto come quello dell’Uomo qualunque”,”l’antipolitica che pretende di abbattere la divisione tra
governo e governati, instaurando il governo assembleare che è l’anticamera della dittatura” (il governo assembleare ce l’abbiamo ora, dormiente! Siamo governati dall’assemblea di 4 servi del capitale),”Grillo,una cosa repugnante che mi fa venire la pelle d’oca”, “Né di dx, né di sx è uno slogan della peggiore dx, quella populista, demagogica, qualunquista di Grillo (dx?!) che cerca un capo in grado di de-responsabilizzarla” “mentre sopprime la responsabilità personale dell’individuo e ne ottunde le capacità critiche” (e infatti la democrazia diretta questo fa)

e per fortuna che lo leggono 4 milioni di Italiani!
Davvero una bella serietà giornalistica
E’ grazie a giornali così che siamo finiti così.
Il giornale più amato degli italiani in fatto di bufale è imbattibile e il bello è che i giornalisti dei tg rai pure le copiano e diffondono! Bufala crea bufala!

-l’attacco razzista completamente inventato di Der Spiegel contro
l’Italia costruito sul nulla

-le bufale di Bush sui pretesti per attaccare l’Afghanistan spacciate come prove attendibili

-scoperto il protocollo su come il Reich pianificò lo sterminio degli ebrei

-il millennium bug paralizzerà i computer

-gli antiossidanti potrebbero aiutare contro il cancro ma sono nocivi
a tutte le altre patologie

-quasi tutto quello che riguarda Obama

-molto di quello che riguarda il papa

-scomparsa di un giovane Hacker della S. Sede perché poteva diffondere
segreti scottanti

-varie cosette totalmente false che riguardano Formigoni

-ritrovata Atlantide grazie a Google Ocean

-in un video con scene di panico, la nave neozelandese Cruis Ship viene
spacciata per la Concordia di Schettino

-Saviano si candida

-Grillo si candida

-il no di Napolitano alla legge contro l’articolo 18

Le altre bufale cercatevele da voi! Non avete che l’imbarazzo della
scelta! E smettete almeno di spammare i tagli inesistenti di Hollande, articolo interamente bufala di cui la Repubblica non si è nemmeno scusata!

Va bene che la bufala è il formaggio più amato degli italiani, ma ci
sono dei limiti a tutto!! E a un certo punto uno può pensare che tanto formaggio non combina molto con l’informazione!
.
http://masadaweb.org

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