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Saturday October 21st 2017

L’INERZIA DEI GIUSTI


MASADA n° 1401 2/8/2012 L’INERZIA DEI GIUSTI


Abituarsi a tutto- Cota eletto con firme false – Come uscire da questo manicomio – Si strangola il Paese ma si decide l’acquisto di 2 caccia – Gli sciagurati cialtroni – Un libro: “Perché siamo così ipocriti sulla guerra?” del Generale Fabio Mini – Il disastroso progetto JFS- Antonio Ingroia va in Guatemala- Di Pietro: la trattativa Stato-mafia- Le giravolte di Vendola – Lo scudo contro Grillo- La Giustizia italiana cade sempre più in basso – Stop alle intercettazioni

Da Monica
Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.”
(Albert Einstein)
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Leo
Nessuno ha mai commesso un errore più grande di colui che non ha fatto niente perché poteva fare troppo poco
(Edmund Burke)
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Sfolla teorie
Monti vede la fine del tunnel, avete presente quel film di Indiana Jones, dove dopo aver percorso, a bordo di un carrello minerario, un lungo tunnel, i protagonisti si
trovano sul bordo di un precipizio sotto il quale scorre un fiume infestato di coccodrilli? Ecco questo è quello che ci aspetta alla fine del tunnel.

Sabrino
Sono seriamente preoccupato della luce che Monti vede in fondo al tunnel, potrebbe essere l’automobile della Merkel.
..
“Anziché un solo crocifisso, negli uffici pubblici ce ne saranno due.”
“Perché due ?”
“I due ladroni rappresentano meglio ‘sto paese!”
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Antonello
Ho iniziato una campagna elettorale permanente.
Ogni volta che sento qualcuno che si lamenta della crisi, e delle chiaviche che ci governano, gli rispondo che abbiamo una sola arma: IL VOTO.
E gli dico che non mi interessa se o chi ha votato negli ultimi 30 anni, ma solo con quale coraggio alle prossime elezioni vota lo zero assoluto del PD, un partito che non esiste, che non ha una linea programmatica, nulla di nulla, ma solo 32 correnti ufficiali che si pugnalano tra loro, con quale dignità potrà rientrare a casa e guardarsi allo specchio dopo aver votato PDL e quel fantoccio di Alfano, con quale stomaco può decidere di votare quel comitato di affari che è l’UDC.
Mi sento rispondere che Grillo è un salto nel buio e in questo momento di crisi non ce lo possiamo permettere. Rispondo che rivotare quelle chiaviche è invece la granitica certezza, e che in un momento di crisi non ce la possiamo più permettere.
Rispondo che votare ragazzi ancora entusiasti, ancora puliti, ancora non stritolati dal sistema. non è un salto nel buio, ma un percorso di speranza e che non solo ce lo dobbiamo permettere ma è un dovere provarci.

Donato Tobi
Se in uno Stato simil-federale (in realtà un baccanale) chiamato Europa un operaio Tedesco prende 3.000 € al mese ed uno Rumeno 400, secondo te può funzionare tutto correttamente?

ABITUARSI A TUTTO
Viviana Vivarelli

Siamo il paese politicamente più corrotto d’Europa, e, ormai, uno dei paesi più corrotti del mondo, non facciamo che scendere in tutte le graduatorie di civiltà, e con Berlusconi e Bossi questa discesa è stata repentina, in più siamo l’unico paese europeo che abbia delle dipendenze da una Chiesa che blocca le sue leggi etiche al medioevo, più tre organizzazioni criminali che sono le più efferate del mondo e da tempo infinito sono in combutta coi partiti e con le massime autorità dello Stato, che addirittura le comandano stragi sulla popolazione, tutto questo è terrificante e sta davanti ai nostri occhi in modo chiarissimo. Solo chi non viole vedere non vede. Ormai ci sono le prove di qualunque efferatezza e chi persiste a difendere il proprio partito o la propria bottega fa calpestando la propria dignità e ogni possibile ragione.
Malgrado questo, abbiamo quasi metà degli elettori che ripetono più o meno stancamente la loro adesione proprio a quei partiti che hanno prodotto questo disastro, che non vogliono cambiamenti da questo abominio, e che continuano ad essere manipolati da media in combutta con un potere corrotto e malgestito.
Il Paese si regge su una rete fitta di favori non dovuti, di concessioni, di privilegi, di abusi.. è un equilibrio di squilibri, dove il vantaggio di ognuno si strappa al malessere di tutti e dove sembra non si possa cambiare nulla per non precipitare nel caos.
Ci si abitua a tutto, anche la guerra. Gli Italiani si sono abituati al’Italia.

FIRME FALSE PER COTA IN PIEMONTE
Viviana Vivarelli

La Lega ha fatto una bella truffa per far vincere Cota in Piemonte, una truffa che è stata determinante per farlo diventare Governatore grazie alla lista pensionati con 27.000 voti piena di firme false, visto che Cota superò la Bresso per 9.000 voti.
Michele Giovine, consigliere regionale della lista “Pensionati per Cota”, è già stato condannato a 2 anni e 8 mesi per aver falsificato buona parte le firme di accettazione dei suoi candidati. Senza quel falso, Cota non sarebbe stato eletto
I radicali hanno sempre denunciato queste truffe ma i tempi della giustizia sono così lunghi che le sentenze arrivano a fine mandato e nessuno paga.
Anche in questa della Lega c’è stato un turpe balletto tra TAR, Consiglio di Stato e Corte Costituzionale, lasciando tutto appeso al processo penale e sapendo che i tempi lunghi della giustizia arrivano a sentenza quando non servono più a niente.
Ormai gran parte delle liste di chi sostiene i candidati è viziata e dovremmo invalidare gli eletti, Cota come Formigoni, oltre al fatto che per legge la carica di Presidente di Regione non può essere ricoperta per più di 2 mandati dunque Errani come Formigoni sono fuori legge.
Eppure basterebbe sospendere chi viola la legge fino a sentenza e impedire che sia fatto ciò che la legge vieta con la semplice invalidazione della nomina. Ma chiunque sia eletto sembra che conquisti istantaneamente l’impunità da quegli stessi reati per cui è stato eletto. Così la pratica di fare liste fasulle con firme false è diffusa e si allarga. Il semplice cittadino viene punito se infrange la legge, ma i politici restano impuniti su troppi reati. Potere = impunità. Alla faccia di qualunque giustizia!
Berlusconi stesso non avrebbe mai potuto essere premier per l’art. 10 del DPR 361/1957 che recita: «Non sono eleggibili coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l’obbligo di adempimenti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse..”
E come mai nessuno ha sollevato il conflitto di interessi? Chiedetelo a D’Alema o a Violante e guardiamo cosa vi rispondono!

ANTONELLA RANDAZZO

“Nel nostro paese, chi propone soluzioni sensate tiene conto che il sistema partitico è sostanzialmente un sistema creato per imporre dittature camuffate, e che istituzioni come l’Ue costituiscono un sistema sostanzialmente dittatoriale. Non è certo un caso che per imporlo in Africa e in Asia hanno dovuto prima bombardare o occupare (anche attraverso metodi finanziari ed economici).Se fosse un metodo realmente democratico,sarebbe scelto liberamente e non produrrebbe i risultati che produce.
Dunque, la lotta tra esponenti di partiti, è un modo per dominare evitando la lotta armata. È una lotta che si combatte a danno degli interessi dei popoli, imponendo il potere dei pochi. Comunque vadano le elezioni, il popolo è sempre sconfitto, in quanto i partiti sono strutture di potere essi stessi, essendo controllati dall’alto. In poche parole, il vecchio partitismo è lo strumento tipico della dittatura contemporanea. Il Parlamento, attraverso lo stratagemma del sistema partitico, viene formato nella quasi totalità da esponenti corrotti o interessati soltanto alla “carriera”, e anche chi va all’opposizione non rappresenta il potere popolare, ma soltanto chi aspira a salire al potere, assecondando gli interessi delle stesse persone sostenute dal partito al potere. Dunque, chi vuole davvero fare una “rivoluzione” deve innanzitutto uscire dalla vecchia mentalità, che vede nel sistema partitico l’unico sistema possibile.

http://fintatolleranza.blogspot.it/2012/07/vie-duscita-da-questo-manicomio.html

COME USCIRE DA QUESTO MANICOMIO
ANTONELLA RANDAZZO

L’autoproduzione
Negli USA, in Germania e in Gran Bretagna, ci sono persone che hanno creato cooperative per l’autoproduzione. Non solo non partecipano alle sceneggiate elettorali, ma fanno molto di più: coltivano appezzamenti di terra, allevano animali, e producono attraverso pannelli solari l’energia necessaria. Hanno mandato a quel paese sia i governi che le multinazionali, attraverso l’autoproduzione di cibo e energia. Si sono resi conto che la base della schiavitù consiste nella dipendenza economica e finanziaria, e hanno creato un proprio sistema per uscirne.
Ci sono diversi casi anche in Italia… ci sono ben 73 cooperative elettriche diffuse in tutto l’arco alpino, dal Friuli alla Val d’Aosta, che riescono ad autoprodurre l’energia elettrica servendo 80.000 utenze per un totale di 300.000 cittadini, a un costo inferiore del 30% rispetto alle tariffe nazionali.
L’autoproduzione è sicuramente una risposta importante e rivoluzionaria, perché libera dalla dipendenza dalle “multinazionali del crimine”.
Con l’autoproduzione, il cittadino modifica il rapporto con la società dei consumi e le sue imprese. Ovviamente, non si tratta di ritornare al passato, in quanto chi autoproduce lo fa utilizzando la tecnologia e tutti i suoi vantaggi.

La cooperazione
Stanno nascendo moltissime cooperative di produzione e consumo .Anche questo può essere considerato rivoluzionario perché tende a riportare al giusto modo di produrre gli alimenti, nel rispetto della natura, e il profitto non è considerato più importante.
Il web permette la nascita di cooperative tra cittadini tra loro anche molto distanti, dunque il fenomeno è destinato a crescere.

Un soggetto politico nuovo
I partiti attuali sono organizzazioni completamente anacronistiche rispetto ad un modello di democrazia che non può più esaurirsi nella rappresentanza e nella delega. Il fondamento giuridico che li intende quali libere associazioni di cittadini non riconosciute è paradossale. Godono da un lato di tutti i benefici di un soggetto privato,dall’altro hanno accesso a ingenti risorse pubbliche. Un partito è un mostro a due teste che si appella al diritto di riservatezza, proprio dei privati, mentre vive di risorse pubbliche in una dimensione opaca, espressione di corruzione e perversa contaminazione di interessi.
Vogliamo invece affermare l’interpretazione autentica del ‘metodo democratico’, con un soggetto politico che sappia muovere dai fondamenti costituzionali per creare nuovi modelli di partecipazione politica, fondati sulla passione, la trasparenza e l’altruismo…Il ‘soggetto nuovo’ nascerà da un’istanza diametralmente opposta a quella che ha guidato quasi tutti i processi organizzativi novecenteschi. Organizzarsi, secondo quel modello significava unificare gli identici, raccogliere in un unico contenitore (modellato gerarchicamente sulla struttura statale) gli ‘omogenei, coloro che condividono gli stessi valori, linguaggi, ideali, interessi e luoghi.
Crediamo che organizzare, oggi, voglia dire mettere in connessione le diversità: culturali, etniche, linguistiche. Inventare una forma di convivenza in un mondo e in una società in cui quello che era distante e separato tende a convergere e intrecciarsi. L’organizzazione politica dovrebbe essere il grande laboratorio in cui si inventano e si forgiano i nuovi linguaggi di un laboratorio universale in cui si inventano e si forgiano i nuovi linguaggi che superino la separatezza. Una politica che sappia emanciparsi dalla coppia “amico-nemico”. Che sappia trovare la propria ‘essenza’ non nell’esclusione reciproca (e nel conflitto tra identità chiuse e separate) ma nell’ibridazione.

Realismo collettivo
Occorre uscire dalla fabbrica dei sogni e delle menzogne, dalla colonizzazione. Riconquistare la Sovranità significa raccogliere il maggior numero di persone su un progetto di salvezza nazionale…nella convinzione che l’Italia si avviterà in una spirale di tipo greco, che crescerà la protesta popolare e che la contestazione avrà natura complessa e caotica. Occorre diffondere l’idea che la riconquista della sovranità è il fondamento e la condizione di ogni possibilità:riconquistata la sovranità si può far tutto; senza di essa non si può far nulla. I nemici sono la classe e l’ideologia globalista,con ampio seguito di sudditi e plagiati, che attaccano la sovranità degli Stati ed impediscono di perseguire una o altra politica che si pongano in contrasto con le libertà di circolazione dei capitali, dei servizi, e delle merci, e con la concorrenza totale e globale o che pretenda di riconquistare la sovranità monetaria e in generale di disciplinare in qualche modo .
Spiega Enrico Galoppini:
Quello di tenere in scacco gli uomini con paure d’ogni tipo è un giochetto vecchio come il mondo,vedi l’11 settembre e la guerra al terrorismo. Con la scusa della sicurezza, hanno fatto digerire di tutto. Oggi si agita il debito..Ogni volta rimbecilliscono le masse. Non si ha a che fare solo con un ‘potere’, bensì con un dominio tentacolare che poggia sulla forza di persuasione instillata nelle masse attraverso strumenti, modelli e modi di vita che preparano il terreno al’accettazione di quello che viene chiamato ‘politico’, compresa la sua appendice securitaria. Non c’è da fare nessuna ‘rivoluzione’. Non servono sommosse. Le barricate in piazza abbiamo visto dove ci hanno portato. Occorre annullare la paura.

DI PIETRO E I GULFSTREAM 5

Alla faccia della spending review, il ministero della Difesa ha appena deciso di ordinare un paio di aeroplani nuovi di zecca, 2 Gulfstream 5, che costano 750 milioni di dollari tondi. A che cosa ci servono questi due super-aerei dei quali sono stati prodotti in 15 anni appena 200 esemplari, in buona misura adoperati per trasportare, con tutti i lussi, capi di Stato e dignitari vari? Ci servono, parola del ministro ammiraglio Di Paola, per fare la guerra elettronica. Cosa significhi non lo sa nessuno ma ci deve bastare, perché al ministro non piace che le informazioni circolino troppo. La sua visione della democrazia è che meno cose si sanno meglio è. Infatti persino il prezzo dei due gioiellini volanti lo si ricava andando a leggere i comunicati di chi ce li vende, l’industria aerospaziale israeliana perché, nel comunicato del ministero della Difesa italiana, a quel prezzo non si fa proprio cenno. Si vede che al ministro sembrava poco patriottico parlare di soldi quando c’è di mezzo addirittura la guerra elettronica. Ora, però, qualcosa in più dovrà dirla per forza. L’IdV ha già presentato una interrogazione e ci aspettiamo una risposta esaustiva, tale da spiegare perché si possono lasciare senza un soldo gli esodati e perché, invece, alle armi ultramoderne proprio non possiamo rinunciare. E’ vero che il governo Monti ha portato da 131 a 90 l’ordinazione degli aerei da guerra F35 Lockheed Martin, i più costosi del mondo, ordinati, prima di essere nominato ministro, proprio dall’ammiraglio Di Paola. Ma anche così si tratta di una spesa di ben 12 miliardi, del tutto inspiegabile. Soprattutto in un momento in cui si tagliano risorse preziose per scuola pubblica, sanità e occupazione. Rinunciando a 10 caccia bombardieri si sarebbero potuti salvare 18.000 posti letto in ospedale. Un solo F-35 equivale a 387 asili nido, oppure alla messa in sicurezza di 258 scuole o alla copertura di un’indennità di disoccupazione per 17.200 lavoratori precari.
Ma all’ammiraglio-ministro, primo militare a ricoprire l’incarico di ministro della Difesa nella storia repubblicana, questi conti non piacciono e la sola idea di dare spiegazioni al Parlamento e ai cittadini gli fa venire l’orticaria. Infatti ha presentato al Senato un progetto di riforma delle forze armate che, invece di dire cosa vuole fare, si limita a dare al governo, cioè a se stesso, carta bianca. Tra le poche cose che si sanno di questa riforma c’è che, dopo i tagli previsti nell’ordine di 30mila militari su 180mila e 10mila civili su 30mila, l’equilibrio tra personale civile e militare sarà tra i più sbilanciati del mondo a favore del personale in divisa. Che, tra l’altro, costa circa il doppio di quello in abiti civili
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TAGLIATEMI TUTTO MA NON LE MIE ARMI
Viviana Vivarelli

Come si vede, la Grecia ha tagliato tutto, ma non le hanno permesso di tagliare i 7 miliardi di spese in armi commissionate alla Germania e all’Inghilterra, nemmeno i sottomarini non funzionanti ha potuto stornare! E questo la dice lunga su chi sia a ordinare cosa a chi e all’uso che viene fatto della crisi.
Lo stesso vale per l’Italia che non ha i soldi per pagare il mese di agosto ai dipendenti degli enti locali e dove si parla di tagliare la tredicesima ma non certo le esondanti spese in armi e caccia che ci mettono ai primi posti nel mondo. Qui si strozzano i cittadini e presto avremo un’altra dose massacrante di IMU, però Monti si prende il lusso di rimandare il taglio delle Province (che l’Europa aveva ordinato di eliminare), si regalano le frequenze a Berlusconi che da sole potevano fruttare qualche miliardo ma il povero riccone deve essere aiutato, non si dimezza il Parlamento malgrado le promesse praticamente fatte da tutti, non si toglie un solo euro al carrozzone politico più esoso e inutile d’Europa, si regalano soldi persino ai gestori delle lotterie che hanno evaso per 98 miliardi, si lascia indisturbato chi ha portato soldi neri in Svizzera e che avrebbe potuto essere tassato di più come hanno fatto Germania, Inghilterra e USA, e non si tassano né le banche né le fondazioni né gli immobili del Vaticano! Ebbravo Monti! Bella giustizia sociale!
Ma era ovvio che affidando il ministero della Difesa a un generale (cosa di per sé già inaudita), questi avrebbe aperto una enorme voce di spreco sull’acquisto di armi inutili, come è sempre stato fatto. Lo sa il generale Di Paola del terremotati, degli esodati, dei tarantini a rischio di disoccupazione e morte, dei disoccupati, dei licenziati, dei malati, dei precarizzati e di tutti quelli che sono senza un reddito o stanno per perderlo? Lo sa che le previsioni sulla nostra ripresa sono disastrose e si pensa a non pagare più gli stipendi a migliaia di lavoratori? O la crisi vale solo per i cittadini ma non vale per i generali? Lo ha letto quell’articolo della Costituzione che dice l’Italia ‘ripudia’ la guerra? O non gliene frega proprio niente?

Blogger
Al di là delle disquisizioni tecniche, bisogna fare una analisi politica. La guerra fredda è finita da più di vent’anni, le nostre missioni all’estero, a parte quella libanese, non stanno dando grandi frutti. Vero è che un minimo apparato militare di sicurezza bisogna mantenerlo, ma le spese attuali sono eccessive. Il ministero della difesa dovrebbe comprendere servizi quale la difesa della vita negli ospedali ai malati, la difesa dell’istruzione, la difesa di condizioni dignitose nelle carceri e così via. In tempi di crisi, queste spese militari sono eccessive. Vanno razionalizzate come tutte le altre spese.
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GLI SCIAGURATI CIALTRONI
Viviana Vivarelli

Sul blog di Di Pietro ho letto post in difesa dell’enorme spesa in armi decisa dal Ministro De Paola. E’ allucinante! Si dovrebbe comprare l’oggetto x perché sennò y sarebbe sguarnito, e in conseguenza si comprerà anche z… Ma chi ha detto che comprare z,y,z è la scelta giusta di un paese in irreversibile crisi che tra poco sarà fallito e dove non ci saranno soldi per pagare più nessuno? E dove milioni di persone si troveranno senza uno stipendio e senza una possibilità di futuro?
Ma dove vive questa gente? Come può chiudere gli occhi in questo modo davanti a una situazione di tracollo generale e continuare a guardare alle spese in guerra, come se nulla fosse? Come se l’Italia non fosse a rischio serio di fallimento? Come se la guerra e le spese militari avessero una cogenza e una necessità che oltrepassa anche la stessa sopravvivenza materiale dei cittadini?
Sono rimasta agghiacciata dai commenti ‘tecnici’ e disumani che ho letto, e che saranno, immagino, di militari a cui non interessa niente di nessuno, solo di se stessi e della propria follia militare, commenti che dimostrano l’esistenza di vere belve umane, robot cinici e disumani, persone assolutamente indifferenti alla sorte di 60 milioni di italiani, chiuse in un loro mondo imperturbabile e osceno, e perciò pericolosissimo, dove le spese per la guerra, qualunque sia la situazione attorno, sono sempre “necessarie e giuste” perché a ‘loro’ non interessa un piffero della sopravvivenza di tutti gli altri!
E a nessuno dei partiti frega niente di quello che succede?! E a Monti va benissimo che il generale De Paola decida di comprare altri caccia e di sprecare altri soldi pubblici in inutilissime armi, con soldi che nemmeno abbiamo e con l’Italia sempre più a rotta di collo verso il default?
Qualche elettore di Berlusconi o Bossi potrebbe ricordare, così, per caso, che nella zona modenese dove è scoppiato il terremoto, i due “eccezionali statisti Berlusconi e Bossi” col 3° “genio” compare Tremonti’ (il trio più ‘intelligente’ degli ultimi 150 anni) volevano mettere 2 centrali nucleari?
Pensate che furbi! Volevano mettere 2 centrali nucleari sopra una enorme caverna sotterranea per il gas per 3,2 mld di metri cubi, la più grande d’Europa, un deposito colossale di gas in una zona sismica!!! Davvero geniale! Che poteva venire in mente solo a una mente contorta o avvelenata dal Viagra! E se sopra ci mettiamo anche 2 centrali nucleari è proprio la ciliegina sulla torta! Tutto col massimo cinismo! E col Pd che nemmeno ha battuto ciglio o ha fatto obiezione, da bravo invertebrato senza palle!
Poi Monti e Clio hanno rilevato ‘pure’ il magnifico progetto di Bossi-Berlusconi perché era TROOPPO bello! E il solito elettore di questi 3 gruppi di geni, potrebbe notare che ha la faccia di presentarsi come nuovo candidato (addirittura come concorrente di Grillo ?) quell’Oscar Giannino che giurava e giura ancora che le centrali si dovevano fare perché sicurissime al 100%? E questo elettore potrebbe notare che il silenzio del cosiddetto csx, ad eccezione di Di Pietro, su troppe cose esplosive d’Italia è sempre stato assordante?
Ma è proprio nelle mani di questi sciagurati e pericolosissimi cialtroni che dovremmo ri-mettere l’Italia? E dovrebbero essere sempre questi pericolosissimi e intollerabili cialtroni a rifare le leggi elettorali pro domo sua e a votare quelle riforme di Monti che uccidono il paese “senza se e senza ma”, quando i loro numeri politici non hanno più alcuna rispondenza con le scelte democratiche, quando pretendono di non essere penalizzati dalla condanna per aver prodotto la crisi per corruzione e inettitudine, quando non hanno più alcuna giustificazione per stare al potere, come non ha fondamento democratico Monti e ormai nemmeno più Napolitano?
E ancora si devono ascoltare dei militari che difendono la loro spesa in armi!?????

Giorgio
Gli aerei Gulfstream sono prodotti in USA dalla Gulfstream Aerospace ed hanno un costo, da nuovo, di circa 15 – 20 milioni di dollari.
Se li abbiamo pagati così tanto, e da Israele, è perché sono equipaggiati per la guerra elettronica.
Domanda: ma noi siamo così indietro da non saper progettare impianti elettronici di quel tipo?
Seconda domanda: cosa ci ha promesso, in cambio, Israele perché noi dessimo loro tutti quei soldi?

Sembra che ancora i nostri “BRAVI” politicanti non si siano resi conto che oggi si è parte dell’Europa; che L’Eurofighter Typhoon, costruito in Europa con il contributo anche di aziende italiane, è risultato superiore all’ F35 Lockheed Martin.
Tali scelte sono incomprensibili dal punto di vista politico, economico e tecnologico. O si è fuori di testa o vi sono altri motivi personali ed economici che ad un semplice come il sottoscritto sfuggono.
Forse è opportuno non approfondire altrimenti potrebbe essere imposta, come ha palesato, per altri fatti, il Giudice Ingroia, “La ragion Di Stato”.
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UN MINISTRO DAL POTERE ASSOLUTO

Il Ministro della Difesa, dunque decide l’acquisto di due Gulfstream 5, dicendo che dobbiamo partecipare alla guerra ‘elettronica’, e ciò suona alquanto ridicolo detto in un paese che non riesce nemmeno a generalizzare la banda larga e in cui non si è ancora riusciti a fare un portale per il turismo!
Quando si entra nei particolari della Difesa italiana, i dati sono allucinanti. Spese enormi assolutamente superiori a quello che ci possiamo permettere, decise con leggerezza e perfetto cinismo da despoti assoluti, non si capisce per gli interessi di chi, con sprechi giganteschi che proseguono a rotta di collo anche nella crisi crescente dello Stato. Quello che è chiaro è che ci sono business palesi e business occulti e tutto per un Paese che nei suoi primi articolo della Costituzione dichiara di ‘ripudiare’ la guerra.
I Gulfstream 5 sono uno scandalo, ma non basta…

Il disastroso progetto JFS

Nel 1996, gli USA firmano il contratto per lo sviluppo del progetto Joint Strike Fighter, per sostituire diversi modelli di caccia dell’aviazione e della marina.
Nel 96 Clinton decide per un nuovo aereo di attacco, l’F35. Si aggiudica la commessa la Lockheed Martin (45 mld di fatturato nel 2009), maggior contraente militare degli USA.
L’F35 è un aereo di tipo “stealth”, ovvero difficilmente tracciabile dai radar. Ma il progetto è un totale fallimento. I ritardi e i costi si rivelano più alti del previsto. Il costo medio ad aereo aumenta dell’81%, passando da 62 milioni di dollari a 112,4. La fase iniziale, quella finanziata con il miliardo dell’Italia, passa da 20 mld a 40. Gli USA dovrebbero comprare ben 2.443 esemplari di F35, per un esborso di 323 miliardi di dollari, ma il costo continua a salire.
Nel 2007 l’Italia accetta di comprare 131 JFS, per una spesa di allora di 7 mld di €, che salgono a 15 ma non basta. Il F35 rfisulta un fallimento anche come aereo e non compete col similare russo, è pesante, lento e poco reattivo, oltre tutto non è nemmeno invisibile. Ogni giorno scopre nuovi problemi e deve cambiare qualcosa: il totale dei cambiamenti richiesti finora è vertiginoso:725! E’ una catastrofe economica!
Dunque l’F35 fa schifo, e costerà il 40% in più dei caccia attuali pur essendo difettoso. Insomma il progetto dovrà essere stoppato. Ma nessuno dice nulla al cittadino italiano che per quel progetto si è visto prendere un bel po’ di soldi.
Il Pentagono è costretto a ridurre il numero di aerei da comprare. Ma noi no!I l segretario americano alla Difesa minaccia la cancellazione del programma. Ma noi no! Grazie al carissimo Ministro Di Paola, che rifiuta ogni critica alla partecipazione italiana al progetto JSF bollandola come “ideologica” e non accetta un confronto sulle cifre, mentre continua a snocciolare cifre false rispetto ai documenti ufficiali USA, perché non saranno 130 milioni di € ad esemplare, come afferma, ma molti di più, senza contare il mantenimento successivo.
Il fatto è che 10 anni fa fu proprio De Paola a firmare l’accordo per la fase di sviluppo del programma JFS con gli americani, i quali lo definirono ‘il migliore amico dell’F35, ed è un generale non si smentisce mai! Dunque, se confermassimo l’acquisto di questa ciofeca, un caccia costosissimo e pure difettoso, dovremmo stanziare una somma enorme, sottraendola ai cittadini che si vedono ogni giorno peggiorare la vita, aumentare la disoccupazione e tagliare il welfare. E tutto per cosa? Per far piacere al generale De Paola? Per ribadire una sudditanza agli USA francamente intollerabile, ancora, 65 anni dopo la fine della guerra? Quando Germania e Giappone si sono svincolati da un pezzo da dipendenze americane ! E su un progetto dichiarato fallito dagli USA stessi?
Il generale De Paola ci dovrebbe spiegare dove sono i ritorni economici o i vantaggi per il nostro paese da questo acquisto catastrofico!
Se cercate sul web il progetto FJS trovate dei bellissimi articoli convincenti pubblicati ad arte dal Ministero della Difesa. Peccato che i dati siano falsi!
I guerrafondai come De Paola, per tirare acqua al loro mulino si infarciscono la testa con bei discorsi tendenziosi. Per esempio, non è vero che l’Italia spenda in armi lo 0,84% del suo PIL contro una media europea dell’1,61%. E’ proprio la Nato a parlare di una spesa dell’1,4% e a dire, contro i dati governativi, che il nostro Paese spende più della Spagna (0,9% P.I.L.) e quanto la Germania (1,4% P.I.L.) ma meno di Francia e Gran Bretagna (rispettivamente 1,9 e 2,6% del P.I.L.), che sono però nazioni che posseggono armamenti nucleari.
Sembra che i trucchi siano di casa nei governi italiani, Prodi truccò il bilancio per farci entrare in Europa, Tremonti giocava alle tre carte. Il trucco del generale De Paola per far parere che non spendiamo troppo in armi è di escludere dal conto certe spese inserite nel bilancio della Difesa, come i Carabinieri, usati principalmente per la pubblica sicurezza ma comunque inquadrati come IV Forza Armata e le pensioni di ausiliaria, e anche le Missioni all’estero, a carico del Ministero dell’Economia per 1,4 miliardi e di finanziamenti per alcuni sistemi d’arma a carico del Ministero dello Sviluppo Economico per 1,7 miliardi; per cui alla fine si spende per la Difesa oltre 23 miliardi di euro. Ma oggi questa spesa o altre maggiori non ce lo possiamo permettere! Punto. Che piaccia o no al generale De Paola!
..
UN LIBRO: “PERCHE’ SIAMO COSI’ IPOCRITI SULLA GUERRA?”
Fabio Mini, ex generale della Nato
Dal Manifesto:

Il generale Fabio Mini è decisamente uno contro corrente, non è solo tecnico della guerra (generale della Nato in Kossovo) ma un osservatore politico che denuncia le ipocrisia della guerra, usata solo per sostenere il profitto privato, mentre la sx finge di non accorgersi della sua centralità negli interessi di pochi nel mondo.
L’ipocrisia è l’ombra sporca che precede, gestisce e memorizza la guerra, legittimandola dentro una nuvola di buoni sentimenti e scopi “umanitari”, “un’ipocrisia che fa comodo a chi ha la coscienza sporca ed è un placebo per la pubblica opinione e per questo, obiettivo privilegiato delle manovre di manipolazione dei media.
Nel suo libro, Mini rifà la storia del XX secolo, le atomiche americane su Hiroshima e Nagasaki come gli eventi degli ultimi 20 anni (dall’Iraq alla Somalia, dal Kosovo all’Afghanistan, fino alla Libia), che hanno contrassegnato il trionfo della menzogna e l’assassinio della verità come prima vittima di guerra.
Scrive:

“I colloqui di Rambouillet nel 1999 avrebbero dovuto e potuto evitare la guerra in Kosovo ma si strumentalizzò un falso massacro: quello di Racak. I cadaveri c’erano, ma non erano i tragici resti di una esecuzione di massa di civili innocenti. Erano il frutto di una sceneggiata da parte dell’Uck,che in quel periodo già godeva del sostegno di molte diplomazie e servizi segreti occidentali. In una notte, una cinquantina di corpi di combattenti e civili morti negli scontri con le forze di sicurezza serbe furono ammucchiati in un fosso. Il capo della Missione di Verifica dell’Osce Walker non aspettò né di vedere i corpi né di verificare le cause dei decessi. Rilasciò dichiarazioni di fuoco parlando di eccidio, genocidio e massacro. La stampa internazionale fece il resto, ma tutti non aspettavano altro per iniziare la guerra. Le condizioni imposte ai serbi erano inaccettabili.
La guerra è un grosso affare. E ora si prepara un nuova guerra proficua e necessaria per investimenti utili a uscire dalla crisi del capitalismo globale”.

“Gli affari sono una costante delle cause delle guerre e l’attuale crisi economica globale può essere collegata ai grossi affari fatti dai promotori delle guerre ai danni sia delle vittime sia degli attori principali.
Il discutibile principio economico che vede il debito come uno strumento di raccolta di risorse è diventato un’ideologia ancora più ipocrita e dannosa inventando il debito sovrano proprio per finanziare le guerre.
Un debito non rende nessuno sovrano, ma fa diventare schiavi. Se poi la guerra viene intesa in senso lato e senza limiti materiali e concettuali allora la stessa crisi globale è una guerra in cui le istituzioni statali, anche le più forti, sono vittime di bande di affaristi.
La gente di tutto il mondo sta vivendo nello smarrimento. Molti principi sono caduti, i miti non servono più a unire ma diventano disgreganti e fallaci. La gente ha bisogno di normalità e cade facilmente nella trappola di considerare normale anche ciò che non lo è. La guerra è sempre stato un fatto eccezionale, ma il bisogno di normalità rende la stessa guerra un evento normale, consueto, utile e perfino eticamente giustificato. Ogni eccesso è somatizzato e tutto ciò che avviene in guerra diventa normale: dall’eroismo al massacro. Noi occidentali per definizione ci riteniamo esenti dai crimini di guerra collettivi:attribuiamo questi reati agli avversari e processiamo i nostri criminali come semplici mele marce. La soglia di normalità è spacciata per sicurezza. Gli strumenti di guerra, gli eserciti, sono stati banalizzati, i soldati si sentono pacifisti e sono impiegati per ogni esigenza non tanto eccezionale, ma che non conviene o non si vuole risolvere con altri mezzi. La pletora di emergenze che vengono militarizzate, i commissari straordinari, le leggi speciali, gli stati di eccezione hanno reso le forze armate dei normali esecutori ai quali si può chiedere tutto e comodi alibi per l’impotenza o l’incapacità.”

“La nostra Costituzione ha ripreso un concetto del nuovo diritto internazionale e ripudia la guerra «come strumento di risoluzione delle controversie» fra stati. E infatti non ci sono più guerre fra stati, quindi l’articolo 11 fa il suo mestiere. Tuttavia con la complicità dell’ipocrisia, molte operazioni militari e alcune missioni «d’ingerenza umanitaria» finiscono per assolvere gli stessi compiti che un tempo avevano le guerre coloniali, di aggressione e di conquista.
Il problema moderno non è più la dichiarazione formale di guerra, ma l’individuazione di ciò che «de facto» è guerra, ciò che degenera in guerra e ciò che conduce gli strumenti militari pubblici a servire interessi di privato profitto. Anche il pacifismo dovrebbe servire a questo e non semplicemente a denunciare il militarismo che è comunque una deviazione ideologica.”

“Quando si parla di 90 aeroplani da qui a 10 anni, si mette in piedi una capacità operativa che non avevamo neanche durante la guerra fredda.
Adesso non si sa bene contro quale avversario potenziale debba essere rivolta questa forza e soprattutto non si sa bene perché nella Nato e in Europa debba ancora prevalere quel senso di avere forze armate pesanti, hard e separate se non per soddisfare così appetiti industriali e le velleità delle gerarchie nazionali. Ogni paese ha una forza armata, una marina, un esercito.
In Europa abbiamo 27 nazioni, 27 eserciti, 1.880.000 soldati in servizio attivo, abbiamo più navi degli americani, più aerei da combattimento degli americani, molti più di quelli dei russi”.
..
Mary

Io vado in guerra
perché ho un carrarmato grosso così
Io vado in guerra perché mi serve
la benzina per il carrarmato
Io vado in guerra perché
altrimenti che cavolo ce l’ho a fare un carrarmato?
Io vado in guerra perché
ho saputo che così potrò comprarmi un carrarmato più grande e più bello
Io vado in guerra perché

non saprei dove andare
non c’è nessun posto
dove ci sia la pace…..

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Ho sentito chiedere un esercito europeo. Siamo sicuri che si voglia spendere anche per guerre fatte dall’Europa? Vogliamo affiancare un imperialismo europeo a quello americano? Non sarebbe meglio riprendere il trattato di non proliferazione atomica e rivedere la NATO?

STATO-MAFIA

Durante le indagini della procura di Palermo sui rapporti tra Stato-mafia, emergono intercettazioni da cui si evince che l’ex vicepresidente del CSM Nicola Mancino è stato chiamato in causa e ha telefonato al Presidente della Repubblica Napolitano affinché i pm stoppino l’indagine e tolgano il suo nome. I giornali di regime (praticamente tutti) cercano di minimizzare l’evento che è invece amplificato da Il fatto Quotidiano, ma alla fine è proprio Napolitano a cercare di concutere i pm dall’alto, invocando un freno alle intercettazioni e dichiarando che il Presidente della Repubblica non può essere intercettato. Per chi davvero difende lo Stato dalla mafia, lo scandalo è grande. Poco dopo il principale pm di Palermo, Antonio Ingroia, dichiara che abbandonerà le indagini e anche l’Italia per accettare un incarico dall’ONU in Guatemala. Il segretario di Napolitano, che è stato materialmente il mediatore delle telefonate di Mancino a Napolitano, muore di colpo di infarto. Ci sono quotidiani che arrivano a tacciare di omicidio Il Fatto Quotidiano. Muore di infarto anche il giudice Barellaro, che lottava contro la mafia, e a cui lo Stato aveva tolto anche la scorta, ma nessuno, salvo il blog di Grillo, si occupa di lui!
A seguito dell’attacco di Di Pietro a Napolitano, Vendola dichiara di staccarsi dal patto di Vasto con IdV e Pd, e decide di allearsi con Casini, perfettamente indifferente al fatto che il partito di Casini abbia candidato persone inquisite per mafia. In tutto questo bailamme, la Lega finge di stare all’attacco della mafia, perfettamente dimentica che Maroni, suo nuovo duce, da Ministro degli Interni, ha indebolito la DIA, il dipartimento antimafia voluto da Falcone, ha fatto tagli ingenti alle forze di polizia, ha votato tutte le leggi di Berlusconi che hanno favorito la mafia e non ha mai contrastato l’infiltrazione delle forze mafiose nel Nord.

ANTONIO INGROIA VA IN GUATEMALA

Un grande giudice di Palermo nella lotta contro la mafia! Combatte la mafia da 25 anni. Si forma professionalmente a Palermo, a partire dal 1987, nel pool di Falcone e Borsellino, che l’aveva espressamente voluto al suo fianco. Sostituto procuratore a Palermo con Caselli diviene un importante pm antimafia, si occupa di noti casi legati alla malavita organizzata, come il caso Contrada, e conduce processi rilevanti sui rapporti tra la mafia e il mondo della politica e dell’economia, come l’indagine su Dell’Utri che avrebbe fatto da ponte tra mafia del sud e mondo imprenditoriale del nord, attraverso mafiosi come Riina e i fratelli Graviano. Ottiene una prima condanna per Dell’Utri nel 2004 a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, confermata in appello il 29 giugno 2010 con una riduzione di 2 anni; il senatore è però assolto per le condotte successive al 1992, poiché i giudici hanno giudicato non provato il “patto di scambio” politico-mafioso con Cosa Nostra. Durante l’indagine preliminare fu indagato anche B, ma poi la sua posizione fu archiviata.
Nel 2009 Ingroia è stato nominato procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo.
Nella sua autobiografia racconta il suo amore per Palermo e i sacrifici di un uomo che allo Stato ha deciso di dare tutta la sua vita.
Nell’ottobre del 2011 partecipa al convegno politico organizzato dal Partito dei Comunisti Italiani, dove dichiara: “…Un magistrato deve essere imparziale quando esercita le sue funzioni ma io confesso che non mi sento del tutto imparziale. Anzi, mi sento partigiano, sono un partigiano della Costituzione…”. La sua partecipazione e le sue dichiarazioni hanno suscitato forti polemiche
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Ingroia: “Sono diventato un bersaglio”
Ministro Severino: “Nego che ci siano dei collegamenti tra il nuovo incarico di Ingroia in Guatemala e l’indagine sui rapporti tra Stato e mafia, perché Ingroia ha chiesto questo incarico un mese fa”.
Già, e da quanto voce dell’inchiesta era arrivata a Mancino e Napolitano?

DI PIETRO- La trattativa stato-mafia

La richiesta di rinvio a giudizio per 11 imputati, alcuni dei quali erano all’epoca dei fatti altissimi esponenti dello Stato, per attentato contro un corpo politico dello Stato, e per l’ex ministro degli Interni ed ex presidente del Senato, Nicola Mancino, per falsa testimonianza, conferma che su quello che successe in Sicilia all’inizio degli anni ’90 è calato per due decenni un velo di complicità e di omertà.
Queste coperture hanno sinora impedito che la verità fosse scoperta e hanno permesso che l’assassinio di eroici servitori dello Stato come Falcone, Borsellino e gli agenti delle loro scorte rimanesse impunito.
Continuo a pensare che di fronte a un’ipotesi mostruosa come quella di una trattativa fra Stato e mafia, intessuta sulla pelle di magistrati, poliziotti e cittadini innocenti, non ci sia ragion di Stato che tenga. Bisogna ricercare la verità senza guardare in faccia nessuno, come stanno facendo i magistrati di Palermo, ai quali va tutta la solidarietà mia e dell’Italia dei Valori.
Rendere il loro lavoro già difficilissimo ancora più complesso, e delegittimarli, nonostante operino in una situazione di forte pericolo, significa rendere un pessimo servizio non solo alla giustizia, ma anche alla democrazia e alla Repubblica.
La criminalità organizzata ha potuto prosperare sino a diventare il cancro che sta uccidendo l’Italia intera. Troppo a lungo il potere ha preferito chiudere tutti e due gli occhi prestando la propria complicità.
Per questo ritengo che l’inchiesta di Palermo sia importantissima non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello della cultura politica di questo Paese. Continuerò a dire forte e chiaro – nonostante scomuniche e ricatti – che ogni tentativo di ostacolare le indagini, da qualunque parte provenga (fosse anche dal capo dello Stato) sia stato un gravissimo errore, che comporta pesanti responsabilità politiche e morali.

Da TRAVAGLIO

Dopo Dell’Utri, anche Casini fa sapere che non sarebbe affatto “tranquillo” se “mi trovassi a essere processato da Ingroia”, anzi “qualche preoccupazione in più ce l’avrei, a prescindere dalla mia innocenza o colpevolezza”, perché “Ingroia non è affatto imparziale”.
Se, prima di dare manforte a Dell’Utri, Azzurro Caltagirone avesse preso ripetizioni dall’avvocato di famiglia Paola Severino, che fa anche il ministro della Giustizia, avrebbe scoperto che Ingroia non potrebbe mai processarlo né giudicarlo, visto che fa il pm. Ora poi, almeno per un anno, non potrà neppure indagarlo perché ha accettato un incarico dall’Onu in Guatemala.
Pare infatti che alle Nazioni Unite – diversamente che nei palazzi della politica italiana e in particolare nella sede Udc, popolata di clienti fissi di procure e tribunali – Ingroia goda fama di magistrato capace e imparziale. In ogni caso, se proprio ci tiene, Casini potrebbe comunicare alla Procura di Palermo quali eventuali reati ha commesso e vedrà che un altro pm glielo trovano.
Già nei giorni scorsi, Casini aveva definito i pm di Palermo che indagano sulle trattative Stato-mafia “schegge della magistratura che forse hanno obiettivi intimidatori”, mandanti dell'”attacco pretestuoso al Quirinale”, gente che “si sente minacciata nei privilegi di casta o pensa di avere il monopolio su alcuni poteri dello Stato rispetto a un uomo che garantisce l’equilibrio tra i poteri”.
Parole che hanno suscitato comprensibile entusiasmo fra i maggiorenti Udc: Cuffaro non c’era, essendo momentaneamente distaccato a Rebibbia; mancava pure Mannino, indagato per la trattativa, da tempo trasmigrato in zona B. Resistono invece Cesa, a suo tempo arrestato e reo confesso per tangenti, e l’ex tesoriere Naro, imputato per una tangente Enav.
Ci si attendeva magari una lavata di capo dal suo neoalleato Bersani, invece era troppo impegnato a tuonare contro Di Pietro, reo di aver difeso i pm di Palermo. Evidentemente non gli crea alcun imbarazzo allearsi con un tizio che, non contento di aver portato in Parlamento Cuffaro, Mannino, Cesa, Naro e solidarizzato da presidente della Camera con Dell’Utri alla vigilia della prima sentenza in cui fu condannato per mafia, insulta i pm antimafia. Chi si somiglia si piglia.
Ci si attendeva magari una parolina dal Csm, così prodigo di “pratiche a tutela” dei magistrati aggrediti da B & C: invece niente, silenzio di tomba. Forse perché il presidente del Csm è Napolitano e il vicepresidente è Vietti, sodale di Casini e degno successore di Mancino.
Poteva dire qualcosa l’Anm, ma anch’essa s’è prontamente adeguata alla consegna del silenzio. Eppure bastava copiare ciò che si diceva l’anno scorso, quando ad attaccare i pm, anche con conflitti di attribuzione, non erano il Quirinale e Casini, ma Palazzo Chigi e B. Vietti: “La magistratura non ha disegni sovversivi, ai giudici si deve rispetto”. Cascini: “Non c’è uno scontro istituzionale. C’è un’aggressione alla magistratura da parte di chi rifiuta il principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge”.
Palamara: “Punire i magistrati? Parole gravissime e inaccettabili. La magistratura non si farà intimidire: non è in conflitto con nessuno, applica la legge. Non possiamo far finta di non vedere, a meno che non venga scritto che quando c’è il potere politico non si devono fare indagini”.
Ma oggi il neopresidente dell’Anm Sabelli suona il silenzio e monita: “Non si vuole interferire in alcun modo nelle vicende giudiziarie: troppe parole fanno male alle indagini e ai processi”, occorre “evitare la logica del contrasto e della contrapposizione”. Ma tu pensa. Come passa il tempo.

Era partito bene e con onore, poi B ha comprato anche lui. Sostituto procuratore al Tribunale di Palermo per processi di mafia, fa l’’inchiesta sull’omicidio di Piersanti Mattarella, partecipa al 1°maxiprocesso a Cosa nostra con 475 imputati e alla sentenza che dette 19 ergastoli e 2600 anni di reclusione. Poi nominato consulente della Commissione antimafia, a capo di Gerardo Chiaromonte prima e poi da Luciano Violante. Nel 91 è fatto consigliere alla Direzione affari penali del Ministero di grazia e giustizia da Claudio Martelli, che chiamò anche Giovanni Falcone, e componente della Commissione centrale per i pentiti. Poi rocuratore aggiunto presso la Direzione nazionale antimafia (guidata da Pier Luigi Vigna), applicato nelle Procure di Palermo e Firenze dove ha seguito e coordinato le inchieste sulle stragi del 1992 e del 1993. A Palermo sotto la sua direzione, dal 2000 al 2004, furono arrestate 1.779 persone per reati di mafia e 13 latitanti, che erano inseriti tra i 30 più pericolosi:con 380 ergastoli e centinaia di condanne circa per un totale di migliaia di anni di carcere. I guai cominciano nel 2005 quando viene nominato da B procuratore nazionale antimafia, subentrando a Vigna al posto di Caselli con B che fa due leggi apposta per lui malgrado fossero illegittime.Da allora è alle dipendenze di B e fa i suoi interessi al punto da dichiarare che B dovrebbe essere premiato per la sua lotta antimafia. Basta pensare a Dell’Utri per capire quando B ha lotta contro la mafia. Nel 2006 contribuisce alla cattura di Provenzano (43 anni di latitanza!)

Angela Vita scrive:

Adesso è diventato un mantra: Bisogna chiedere scusa a Berlusconi per aver attribuito al suo governo la salita dello spread.
Lo ha detto La Russa, ripetendolo all’infinito.
Lo ha detto Cicchitto.
Lo ha detto e lo ripete Alfano, l’Angelino non ancora col “quid”, come fosse il dente del giudizo.
Allora noi chiediamo scusa a Berlusconi, perché effettivamente lo spread, anche senza di lui, continua ad essere alto.
Non solo gli chiediamo scusa; ma lo ringraziamo anche per aver, durante il suo governo, pensato sempre e solo ai cazzi suoi.
Per aver negato, fino all’ultimo, la crisi e per non aver preso uno straccio di provvedimento per arginarla.
Per aver fatto crescere a dismisura un debito che effettivamente, al momento del suo insediamento, era già abbastanza alto.
Per aver fatto arrivare in Parlamento e nelle Istituzioni in generale persone coinvolte in fatti di mafia, a lui direttamente legati, e amici o suoi dipendenti, come i suoi avvocati, o gentili donzelle, perché gli hanno allietato le serate, come la Minetti.
Per aver svenduto la dignità di un popolo, arrivando a baciare la mano di un dittatore come Gheddafi, pace all’anima sua.
Per aver portato sull’orlo del baratro un intero Paese.
Scusa e grazie, Silvio!
Angela Vita
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LE GIRAVOLTE DI VENDOLA
Maria Rosa

Vogliamo ricordare Fioroni, Franceschini e Follini, il TRIO delle tre EFFE che ha sempre guardato male l’IdV? E che dire di Vendola e dei suoi trascorsi in Giunta Regionale? Tralasciando l’”abuso d’ufficio” per il quale risulta indagato, e che per il quale il pm di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Vendola e l’ex dg Asl, Lea Cosentino. L’accusa: favorì la nomina di Paolo Sardelli, primario di chirurgia toracica all’ospedale “San Paolo” … dopo che fece riaprire i termini della presentazione delle domande, nonostante fossero stati chiusi, proprio per consentire ad un medico “altamente preparato e qualificato” per partecipare al concorso,che poi vinse. E questo è stato fatto anche in altre regioni ed è possibile, che di “violazioni concorsuali” ancora. Al momento la sanità è in mano ai partiti ed alle singole volontà dei governatori che fanno il bello ed il brutto tempo, scambiano, vendono, e “si vendono”, come vere e proprie “escort” della politica diventata un vero e proprio AFFARE non per il BENE COMUNE (ormai messo da parte e dimenticato) , ma per interessi e privilegi, con corsie preferenziali per pochi raccomandati.
E se non è Antipolitica questa!
Vi ricordate che cosa raccontò il senatore Tedesco -PD- del quale era stato richiesto l’arresto, poi respinto? Nonostante il conflitto di interesse- in quanto la sua famiglia si era da sempre occupata di forniture sanitarie (come Tarantini)- cosa nota a tutti, Tedesco racconta che ricevette la telefonata alle 4 del mattino da Vendola in persona, poiché con BAFFINO aveva concordato la sua nomina di assessore nella regione, carica dalla quale si era dimesso, a seguito dei capi d’imputazione a lui addebitati, pur potendo rimanere in Senato, dove siede ancora adesso. Alla faccia di chi come Di Pietro vorrebbe un po’ di legalità, rispetto delle regole e dei principi, ma che con buona pace di alcuni viene scambiato con “giustizialismo”. O i partiti riscrivono le REGOLE della loro “sporca, compromessa e corrotta” politica, oppure … non se ne verrà fuori.
A cominciare da Vendola che non ha dato e non sta dando segni di cambiamento … specialmente se poi gli toccherà coabitare perfino con BUTTIGLIONE! (respinto dall’incarico di Commissario Europeo dopo il colloquio che fece inorridire tutti!)
LA MEMORIA…. non lasciatela cadere nell’Oblìo!
Vi prego!
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LO SCUDO CONTRO GRILLO
Viviana Vivarelli

Ormai Berlusconi, che si candidi o non si candidi, che si rimetta o no con la Lega, non interessa più nessuno, lui e Bossi sono due morituri e Maroni al posto di Bossi non fa poi quella gran differenza. Il vero nemico è Grillo, e contro Grillo Bersani convoca l’alleanza ‘arancione’ dei sindaci anti M5S, e chiama prima di tutti Pisapia (vi ricordate quante discussioni sul blog di Grillo se votarlo o non votarlo? e poi alla fine Pisapia è andato su anche coi voti dei 5stelle). Ora è andato di corsa a sigillare col suo nome la lista civica ‘nemici di Grillo’. Questo è il ringraziamento!.
Bersani e Vendola fanno il loro patto tutto in funzione dell’odio a Grillo.
Ma, nei calcoli di Bersani, parteciperanno anche Massimo Zedda (Cagliari), Michele Emiliano (Bari), Luigi de Magistris (Napoli) (il quale ha ‘copiato’ interamente il programma di Grillo sotto il suo nome).
Se i politici di Roma non piacciono (e su questo non ci piove), si sbaraglierà il M5S presentando i nuovi sindaci molto più amati. Ovviamente i sindaci non saranno candidati alle politiche, faranno solo da specchietto per le allodole (ovvero per i moderati), ma il parco buoi di Roma sarà rimpinguato da qualche nome noto come Boeri. Ecco perché Bersani e Vendola erano così allegri! Una bella lista civica di sindaci amati che appoggerà l’intesa con Pier Ferdinando Casini.

Intanto, se de Magistris realizza il suo partito “Italia è tua” e con bei nomi come Ginzberg, avrà i suoi voti, è innegabile.
E’ bello, forte, intelligente, semplice, appare come un eroe, è una vittima del sistema, viene da sx, è un ex magistrato che ha lottato contro la corruzione di centro, sx e dx,ha avuto il coraggio di infilarsi in una impresa ai limiti dell’impossibile come l’amministrazione di Napoli, è la persona più rappresentativa attualmente in Italia e anche la più telegenica.
In un faccia a faccia con chiunque, sbaraglierebbe chiunque. Provate a pensarlo in un contraddittorio con Bersani o B o Maroni o Casini, figuriamoci Bossi! Non c’è gioco.
Resta lo scherzetto che ha fatto a Di Pietro e quello che ha fatto a Grillo, rubandogli pari pari il programma (il che almeno dimostra che è un bel programma se uno pulito e forte come De Magistris lo copia). Peccato che nel suo programma ci sia tutto il M5S meno il punto più importante: la democrazia diretta e l’abbattimento della forma partitica col rifiuto delle alleanze ai partiti, senza di cui il M5S cesserebbe di essere il 1° movimento popolare europeo per diventare solo uno dei 54 partiti esistenti! Ma chi della democrazia diretta non ha capito niente, chi dubita che si possa mai modificare l’oligarchia a 5 esistente, chi continua ostinatamente ad essere attaccato alla democrazia parlamentare per insufficiente speranza o visione e cerca un bel politico nuovo e pulito, De Magistris è una grande attrazione.
Anche lui è andato su coi voti dei 5stelle come Pisapia. Ma nessuno dei due lo ha mai riconosciuto e ne è stato grato. Ed entrambi, oggi, sono contro Grillo per tirare acqua al loro mulino.
Se Bersani riuscirà nel suo intento di coinvolgere anche lui nella sua grande operazione di facciata con cui il fatiscente Pd tenta di presentare l’alleanza arancione dei sindaci più belli d’Italia come tante starlette a sponsorizzare i suoi giochini con Napolitano e Monti, è fatta. De Magistris si giocherà la sua immagine di onesto uomo fuori dai giochi delle parti ma lo voteranno lo stesso.

Parla bene De Magistris. Dice:
Nel Paese c’è tantissima voglia di politica, di partecipazione, ci sono interi settori sociali che non intendono più essere rappresentati dai partiti così come sono. Ci sono nuove soggettività da affermare. E bisogna farlo in fretta, altrimenti il vuoto lasciato dalla caduta di B sarà occupato dai Montezemolo, dai Profumo, dai Della Valle. Da chi è sulla scena imprenditoriale da anni, ma si presenta col volto della novità. Un’operazione che è già riuscita a B nel ’94. Occorre dare coraggio a chi dentro lo tsunami di questa crisi complessiva che è economica, sociale, ma anche etica e morale, si batte ogni giorno per cambiare le cose. Insomma, voglio riproporre il metodo e le dinamiche sociali che hanno portato alla mia elezione a sindaco, avvenuta grazie al contributo di alcuni partiti, ma soprattutto al di fuori di essi. Si è fatto a Napoli, si può fare in Italia. Scassare significava per Napoli rimettere tutto in discussione, provare a dare spazio a quelle realtà escluse dalla politica, penso agli intellettuali tenuti fuori dai sistemi di potere, ai centri sociali, alle associazioni anti-camorra, ai gruppi che si erano battuti contro il degrado e l’affarismo del ciclo dei rifiuti, noi non ci siamo limitati a dargli una generica rappresentatività politica. Oggi questi soggetti sono consiglieri comunali, decidono le scelte da fare per la città, sono protagonisti. L’obiettivo del movimento è aggregare quelle energie che dentro i partiti hanno mostrato di credere nel cambiamento.”

Inutile farsi le pippe screditando il Movimento. Sono troppi i segnali che mostrano che tutti i frenetici abboccamenti dei partiti vanno nell’unico senso di costruire un argine a Beppe Grillo, unico vero nemico della partitocrazia italiana e di questa falsa democrazia, che in un modo o in un altro intende conservare il proprio DNA, la propria struttura oligarchica, il proprio potere piramidale, e con esso proseguire la deriva antidemocratica con cui hanno venduto l’Italia a Monti che sta regalando l’Italia al FM e al grande capitale per fare giochi pesanti che il popolo italiano pagherà oltre ogni limite ricevendone in cambio solo recessione, miseria e tagli ai diritti civili e del lavoro.
Ma nell’operazione che si sta preparando ai danni del M5S, un vero e proprio scudo elettorale contro Beppe Grillo, c’è una ambiguità di fondo che potrebbe esplodere:
molti dei sindaci che dovrebbero fare da specchietto per le allodole facendo confluire voti sull’inetto Bersani sono andati su solo per virtù propria, con programmi e stili che sono in contrasto con la politica dispotica e neoliberista del Pd e senza l’aiuto della sua segreteria.
Se si metteranno a servizio di Bersani e ne saranno usati utilmente come pedine da buttare poi dopo il voto, perderanno quell’afflato e quella credibilità con cui avevano espresso il loro desiderio di fare ‘un partito dei sindaci’ contro le segreterie ufficiali.
C’è proprio un contrasto in nuce tra il loro carattere naif e la loro freschezza di non collusi dal potere e il prestarsi ai giochi di chi invece pensa solo al proprio potere. Insomma, vincerebbe la real politik, come sta avvenendo per Vendola, e qualche elettore potrebbe misurare l’enorme abisso che si scava tra la loro promessa di essere davvero rappresentanti del popolo e i giochi di Palazzo in cui il popolo nemmeno è nominato ma vale solo l’interesse di qualche gerarca.
Io questo lo vedo, forse anche tu lo vedi, ma quanti lo vedranno?
Prova a dare da mangiare qualcosa di nuovo a uno che ha mangiato sempre la stessa minestra. Prova anche per un bambino. Non serve che quella minestra ormai sia diventata disgustosa o persino tossica. Vorrà una minestra confezionata allo stesso modo che ha le stesse apparenze. In fondo alla gente piace vedere sempre le stesse cose. Siamo dominati da potenti forze conservative. La natura le ha messe in noi per difenderci dai pericoli. Il problema è che essa si attiva anche di fronte alle novità e la gente, pur di non cambiare i soliti circuiti neuronali, si inventa qualsiasi scusa irrazionale, come fanno gli ipnotizzati che hanno ricevuto dei comandi post-ipnotici e razionalizzano in qualche modo le cose assurde che si ritrovano a fare, negando inconsciamente ciò che non è logico o congruo. Anche l’abitudine ai partiti è una forma di ipnosi. E il M5S è una cosa troppo nuova per gli assuefatti, talmente nuova che non riescono a capirla e se ne difendono come possono, riconoscendola come un pericolo. I troppo innovatori fanno tutti la stessa fine: vengono bruciati dal rogo da quelli che volevano liberare.
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LA GIUSTIZIA ITALIANA CADE SEMPRE PIU’ IN BASSO
Viviana Vivarelli

I giudici eccellenti in un modo o nell’altro scompaiono e quello che sanno si perde per sempre. Purtroppo quello che un giudice sa non può essere messo in molti posti, sappiamo cosa hanno fatto delle agende di Falcone e Borsellino, sparite ad opera della stessa polizia, e sappiamo che fine possono fare i dati messi sul pc.
In quanto ai collaboratori, devono essere molto fidati, perché le talpe e i traditori si annidano ovunque, negli altri giudici, nel SISMI, nei politici che si dichiarano amici, e nel CSM ci cui non c’è certo da fidarsi con un Vietti, uomo di B voluto da Bersani per favorire B, che ha scritto tutte le peggiori leggi ad personam del mafioso di Arcore e che oggi ha pronta una legge contro le intercettazioni ai potenti per scagionare chiunque di loro da indagini.
La sorte di un giudice onesto non è facile. Lo abbiamo visto con De Magistris le cui inchieste in Calabria sui 20 miliardi di fondi neri europei imboscati da politici eccellenti sono state affossate finendo nel nulla e che è stato attaccato da tutti, a cominciare da Prodi, per continuare con Mastella e Comunione e Liberazione e finire con Rifondazione Comunista, finché non è stato costretto a dimettersi.
Dunque la vita del magistrato onesto non è facile e se è contro la mafia e le parti deviate dello Stato che hanno fatto patti immondi con la mafia, la sua sorte è molto a rischio.
E su quello che sa può agire solo quando le prove sono certe ed evidenti e a volte non bastano nemmeno quelle, un altro giudice può ricusarle o contestare i pentiti, qualche giudice pro-mafia della Cassazione può annullare i processi, nuove leggi accorciano la prescrizione.
In Italia ci sono state 13 stragi di Stato, escludendo quelle di mafia. In nessuna si è arrivati ai mandanti, in tutte abbiamo avuto i servizi segreti che hanno depistato, proteggendo gli esecutori materiali, eppure erano stragi di popolazione civile commissionate da personaggi eccellenti alla dx nera per destabilizzare lo Stato. Ma per nessuna, volutamente, è stata fatta giustizia! E il segreto di Stato le protegge tutte!!

IL BAVAGLIO DEI TANTO DEMOCRATICI
Viviana Vivarelli

Napolitano si comporta proprio come un sovrano, stoppa le elezioni, nomina sua sponte un commissario (caso unico in Europa), agisce come avesse la guida del governo, esige un veto alle intercettazioni, spinge il berlusconiano vicepresidente del CSM Vietti, proditoriamente eletto dal Pd per favorire B, a scrivere la bella legge che imbavagli le intercettazioni e vieti di considerare tutti quelli che vi compaiono ‘per caso’ intercettando delinquenti, nel caso siano personalità eccellenti.
Pensate: vogliono confezionare una legge per la Casta per cui, se la polizia intercetta un mafioso e scopre che progetta una strage sotto la direzione di un politico, deve cancellare il politico “perché l’intercettato non era lui”!!
E Napolitano, Bersani, Mancini, B e compagnia cantante pensano così di tirarsi fuori da ogni guaio! IMPUNITA’ ETERNA! La Giustizia ridotta a una farsa miserevole!
E questa gentaglia gli italiani la rivoteranno pure!? Tanto varrebbe votare direttamente il crimine!

Dunque Ciancimino complottava coi Ros.
Mancini ‘giura’ in tribunale di non saperlo.
Martelli lo smentisce.
Scatta l’accusa di falsa testimonianza.
Allora Mancino telefona 8 volte a D’Ambrosio, l’aiuto di Napolitano,e 2 allo stesso Napolitano affinché questi intimidisca i pm e faccia togliere il nome di Mancino dall’inchiesta!
E se i pm hanno da obiettare qualcosa, uno lo mandano in Guatemala e gli altri siano azzittiti con una bella legge contro le intercettazioni!
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LE STRANE ALLEANZE
Viviana Vivarelli

Mi sembra un tempo infinito che tutti i sondaggi elettorali danno il Pd come unico vincitore, qualunque alleanza faccia l’inetto Bersani, visto che i comportamenti privati e pubblici di Bossi e B hanno decimato i rispettivi partiti, disgustando gli elettori e che davanti agli occhi di chiunque non sia cieco o completamente scemo la crisi spaventosa del Paese prova quale sia stata la loro inettitudine di governo,producendo il peggior Governo degli ultimi 150 anni.
Gli orrori che stanno uscendo sul patto Stato-Mafia e le 13 stragi di stato con esecutori fascisti tutte rimaste oscure aggiungono nero su nero e non sai sa più quale altro scandalo innominabile possa ancora uscire su queste disgustose persone.
Malgrado questa certezza assoluta di Governo, con numeri che il gigantesco premio del porcellum garantisce alla prima coalizione, Bersani prima regala il governo a Monti l’alieno, poi si agita, rosica, smania, sembra non pensi ad altro che a depurare la coalizione data per vincente prima del legame con Vendola,che bene o male, ha una matrice di sx (RC) poi con Di Pietro che rappresenta la legalità di un centro laico (e che di sx non è mai stato) e sembra che le uniche nozze per cui spasima siano quelle con l’obliquo Casini, punto di riferimento di troppi mafiosi, in un paese che brilla per l’assenza di ‘moderati’ o ‘cattolici’ e dove i cittadini sono stufi di inciuci e di bizantinismi politici, unione che, a detta di tutti i sondaggi, gli farà solo perdere i voti di tutti quelli che ci vedono un chiaro tentativo di rifare la DC.
Ma il colmo è che Casini si è sempre sottratto all’amplesso, e uno pensa che sia perché Bersani ha ancora qualche rimanenza di sx (che so? le nozze gay) ma ecco il colpo di scena. Casini si allea con Vendola, il diavolo e l’acqua santa!
Ma allora, diciamocelo:non era che Casini ripudiava qualcosa di sx, rifiutava proprio Bersani in persona, come l’ultimo dei fidanzati! Ma è chiaro che al cuor non si comanda! 🙂

RIDIAMARO :- )

Microsatira di Alberto

Polo della speranza: Vendola alleato con Bersani alleato con Casini alleato con chi capita nella speranza di togliere voti a Grillo.
Tutti insieme appassionatamente
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Vendola apre a Casini. «Scusi, credevo fosse quello della pizza a domicilio».
.
Bersani: «Leali a Monti ma pronti a tutto». Ti amo ma vado anche a puttane.
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Monti: «La fine del tunnel si avvicina». E’ in coda sulla Salerno-Reggio Calabria.
.
Per l’Italia medaglie d’oro nel fioretto, arco e pistola. I politici sono avvisati.
.
Maroni: «La spending review è una presa per il culo». Un po’ come il federalismo fiscale.
.
Draghi, presidente BCE: «Nessun Paese uscirà dall’Eurozona». Vivo.
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Licio Gelli: «Strage di Bologna fu causata da un mozzicone di sigaretta». Torri Gemelle a New York crollarono per un guasto all’ascensore.
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Il giornalismo è pubblicare ciò che qualcuno non vuole sia pubblicato. Tutto il resto sono pubbliche relazioni. (George Orwell)
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Monti: «Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni». Un tecnico alla banca più vicina.
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Saranno cancellate metà delle Province. Le rimanenti dovranno scialacquare il doppio.
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eh sì, la Mafia si sta sacrificando per nulla, lo Stato è un ingrato
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(La mafia a Mancino: “Tu quoque, Nicola, fili mi!” ndv)
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JENA
Avvertite Draghi che un mio vecchio amico, quando sentiva parlare tedesco, cercava scampo in un portone
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Leo
La moglie di Bossi:
“È stato terribile, erano in quindici, due ci tenevano sotto scacco e gli altri ristrutturavano…”.
..
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