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Friday November 24th 2017

LE FACCE DOPPIE. IL PATTO STATO-MAFIA

MASADA n° 1403 10/8/2012 LE FACCE DOPPIE. IL PATTO STATO-MAFIA

Chi è il peggiore Presidente della Repubblica?- Secondo un sondaggio di Grillo è Napolitano. Ma anche gli altri non scherzano- Francesco Cossiga- Giovanni Leone – Chi è benevolo con Napolitano ignora quel che accade o è colluso col sistema – Il patto del 1993 – I 5 dell’Apocalisse – Le contraddizioni di Mancino- Il ricorso a Napolitano perché il suo nome sia tolto dall’inchiesta- La reazione aberrante di Napolitano che attacca i pm e chiede il veto alle intercettazioni- Il silenzio vergognoso dei media- Le vittime – La doppiezza della Lega – Le colpe di ANM e CSM – Grandi giornalisti: Camilla Cederna- Mino Pecorelli- Doping- Il Grande Esodo non c’è più-

Leo
RIDEREMO DI TUTTO QUESTO

E rideremo di tutto questo…
Della tua disperazione e delle tue lacrime noi rideremo.
Di come ora ti abbandoni sulla mia spalla e piangi,
dei tuoi “Qualcuno può aiutarmi?”,
noi rideremo! Si! Rideremo insieme di tutto questo,
di come ora ti mordi le labbra e invochi la morte,
di come le tue mani tremano quando dici:
“Non ce la faccio ad andare avanti”…

Rideremo della tua fragilità e
dei tuoi nervi di carta, dei tuoi sogni infranti…
di una “gioventù sprecata”
e di una “vecchiaia” precoce
ma immatura.
Dei tuoi capelli strappati,
di questi occhi accecati dalle lacrime quando parli di lei,
fuggita via colla tua macchina,
incinta dell’uomo che ti ha svaligiato la casa.

Rideremo di tutto:
delle cambiali e del libro nero,
del licenziamento e dell’avviso di garanzia.
Credimi, amico mio, noi ce ne ricorderemo insieme…
ci ricorderemo di tutto e ne rideremo!
Ma non ora.
Perché questo è il momento di uscirne fuori
e andare ad affrontare il futuro.
Perché ora, finché non te ne vai…
io e lui non possiamo ridere

Corrado Guzzanti, Il libro de Kipli
..
Grande Guzzanti! Magnifico figlio di cotanti padre!
Dice di lui Giovanni De Mauro

SINTESI

Finora l’analisi più chiara, equilibrata e lucida sul governo di Mario Monti l’ha fatta Corrado Guzzanti nel suo show Aniene 2, andato in onda su Sky Uno: “Ci ho messo molto a farmi un’opinione sul governo Monti. Alcune cose mi sembravano giuste, altre profondamente ingiuste. Sono rimasto indeciso fino a oggi. Poi finalmente ho trovato la sintesi. E la mia opinione è questa. Sono degli eroi. Stanno risanando questo paese. Bastardi. Ma chi ce li ha mandati? È un colpo di stato. Dimissioni subito. Ci state mandando verso il baratro. Quindi bravo Monti, brava Fornero. Continuate così. Con coraggio e fermezza. Ma chi rappresenti? Ma chi ti ha votato? Derubate i poveracci, quelli che hanno sempre pagato, e non toccate la casta. Fascisti. Nazisti. Che Dio vi benedica. Ma ricordiamoci chi c’era prima. Finalmente qualcuno che ha veramente a cuore questo paese. Dovremmo fargli un monumento. Bravi. Spero che governiate per altri dieci anni. Elezioni subito, o veniamo sotto con i forconi”.

Internazionale, numero 954, 22 giugno 2012

Vv
Ogni tanto riappare D’Alema. Come il fantasma dell’Opera.
Monti ha cominciato a sbagliare tutto quello che dice: deve essere il contagio Bersani. Ancora un po’ e si allea a Casini.
La specialità dei partiti italiani è di piacere sempre meno agli Italiani. Dato che gli ingredienti singoli li disgustano, meditano di accrocchiarli in un polpettone. Hai visto mai che mettendo insieme cicoria rancida, mele mollicce e uova andate a male venga fuori una bella frittata?
L’unica curiosità rimasta è sapere come saranno i prossimi manifesti elettorali. Ci scriveranno sopra: “Votate per il piano monetario dei magnati”? O passeranno il Governo direttamente a Monti?
..
CHI E’ IL PEGGIOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Viviana Vivarelli

Da un sondaggio del blog di Grillo, sembra che la palma sia di Napolitano.
Tuttavia troppi post sono scioccanti e dice bene Silvia:”La votazione dimostra quanto la gente non sappia le cose o abbia la memoria davvero molto corta”.
In verità le risposte di tanti sono agghiaccianti e siccome non possiamo pensare che per tutti valga una sporca complicità col potere peggiore d’Europa, l’unica spiegazione possibile è che la gente scriva su cose che non conosce, ma anche questo, stante l’attuale disinformazione dei media, è terrificante e disegna un quadro tragico sugli Italiani.
E’ questo analfabetismo ‘strutturale’, funzionale alla partitocrazia, che mantiene la maggior parte dei cittadini in una minorità di fatto che permette il perpetuarsi delle nefandezze.

Tra i peggiori Presidenti che l’Italia abbia mai avuto dobbiamo purtroppo annoverare Napolitano, non perché si sia colluso con la mafia o sia stato il mandante di omicidi o abbia portato nelle istituzioni la P2 o partecipato a un golpe
militare o intascato mazzette per far arricchire i figli, ma per alto tradimento verso la democrazia.
Tradimento è stato fingere di non vedere il crollo del governo B e di non dichiararlo decaduto, nemmeno quando i numeri ormai mancavano e B si dava da fare trasformando il Parlamento in un suk e acquistando deputati a peso d’oro in pubblici mercati francamente ignobili.
Tradimento è stato firmare le lesioni gravissime delle leggi di Berlusconi all’assetto istituzionale.
Tradimento è stato firmare leggi palesemente anticostituzionali per la vigliaccheria di non dover dire di no.
Tradimento è stato, alla caduta definitiva di B, non riconsegnare la scelta del nuovo Governo al popolo, ma scippare il corpo elettorale del suo diritto sacro e costituzionale per regalare un intero Paese a un commissario esterno (caso unico e clamoroso in Europa), per di più un esecutore di interessi bancari e di giochi dell’alta finanza per distruggere il nostro paese, spogliarlo e privarlo di diritti fondamentali, cacciandolo in una spietata recessione.
Tradimento infine, nei confronti della matrice stessa di sx di Napolitano, vendere l’Italia alla destra peggiore, prima quella di Berlusconi, poi dell’alta finanza e della speculazione della Borsa.

CHI E’ BENEVOLO CON NAPOLITANO IGNORA QUEL CHE ACCADE O E’ COLLUSO COL SISTEMA
Viviana Vivarelli

Che tanti siano così indifferenti o addirittura benevoli nei confronti di Napolitano dimostra che l’ignoranza di quel che accade è spaventosa.
Sta esplodendo il più grosso scandalo della Repubblica: il ritrovamento di prove attestanti quello che tutti sospettavano ma per cui non si riusciva mai ad avere riscontri giudiziali: la mafia in Italia non è mai stata combattuta, e coloro che dovevano farlo avevano in realtà firmato un patto scellerato per proteggerla con reciproco benefici, con l’ovvio aiuto di B, ma col tacito assenso del Pd che per inettitudine o per stupidità ha fatto come le tre scimmiette, per mantenere il culo al caldo nel potere col minimo sforzo e il massimo degrado.
Finora tutte le inchieste e tutte le confessioni dei pentiti si arrestavano quando sfioravano la cupola politica che dava ordini alla cupola mafiosa o si accordava con questa.
Ora, finalmente, l’inchiesta dei pm di Palermo ha cominciato a scoperchiare il grande pentolone nero del patto Stato-mafia, a rompere il grande tabù che impediva di sapere i nomi dei politici corrotti e di chi ha da sempre partecipato al grande patto scellerato.
Ma a questo punto il meccanismo dell’informazione si è inceppato. Non ci sono più i grandi scoop dell’Espresso di una volta o i grandi giornalisti che mettevano la propria vita a repentaglio, rovistando nei meandri bui del potere, come faceva Pecorelli. I media hanno serrato un fronte silenzioso di disinformazione e di attacco contro i pm di Palermo che sono stati zittiti e intimiditi, mentre l’infame Severino lanciava micidiali avvertimenti e apriva un fascicolo contro di loro, Ingroia veniva trasferito, i pm erano bersagliati da una campagna di delegittimazione vergognosa, e Napolitano in persona invocava provvedimenti seri sopra le loro teste col bavaglio innominabile di un veto alle intercettazioni.

TREDICI STRAGI DI STATO IMPUNITE
Viviana Vivarelli

Questo è il paese dove lo Stato ha usato la destra eversiva per compiere 13 stragi comandate dal potere politico sulla popolazione civile.

Questo è il paese dove mandanti politici hanno usato le bombe per uccidere persone innocenti e dove 13 stragi di cittadini inermi sono rimaste prive di giustizia, perché processi trentennali si sono chiusi senza mai scoprire i mandanti.

Questo è il paese dove la mafia, invece di essere combattuta dallo Stato, si è accordata con parti criminali allo Stato per reciproci vantaggi in un patto vergognoso e fuori da ogni contesto civile.

Questo è il paese dove la mafia indisturbata ha ucciso 5000 persone, corrompe l’economia col pizzo e la morte, occupa intere regioni, è presente in tutti i lavori pubblici, si accorda con tutti i partiti per dare voti in cambio di leggi o di appalti o si infiltra sin nelle più alte istituzioni.

Questo è il paese dove avere una condanna di 2° grado a 9 anni per collusione mafiosa non impedisce a un senatore come Dell’Utri di continuare ad essere candidato,
e dove continua ad essere capo di un partito un personaggio come B, i cui contatti con la criminalità organizzata sono più che una certezza, e la cui immensa fortuna è a tutt’oggi priva di qualsiasi riscontro accettabile, uno che ha dichiarato che il narcotrafficante assassino Mangano doveva essere considerato ‘eroe dello Stato’ “perché non aveva parlato”!.

Questo è il paese dove il cosiddetto partito di opposizione ha tenuto nelle sue fila, onorandolo, un colluso con la mafia come Andreotti, già condannato in 2° grado come mandante dell’omicidio Pecorelli.

Questo è il paese dove il partito più votato, il Pd, viene intercettato mentre chiedeva voti per Fassino alla ‘ndrangheta, che ormai ha superato la mafia per crimini e infiltrazione negli appalti.

Questo è il paese dove un governo di occupazione che da una parte sta al servizio delle grandi banche e di una cricca di finanzieri che giocano in Borsa, cede alla mafia e ai suoi compari e promette una legge contro le intercettazioni eccellenti per non cadere in Parlamento.

IL PATTO DEL 93
Viviana Vivarelli

La mafia in Italia ha sempre comandato, ma negli anni 92-93 suggellò un infame patto con parti dello Stato, quel patto che i pm di Palermo cominciano oggi a scoperchiare e per cui i politici più coinvolti si agitano come formiche impazzite in un formicaio colpito da un calcio, chiedendo a gran voce a Monti di sotterrare la cosa, complici i media omertosi e l’infinita ignoranza del popolo italiano.

Nel 93 la mafia ordinò allo Stato: “Revocate il 41 bis!”, le leggi che rendono più duro il carcere ai boss per impedir loro di continuare a ordire i loro sporchi crimini dal carcere.
Lo sventurato rispose.

L’8 febbraio 1993 il Ministro Martelli aveva appena imposto il carcere duro ai boss mafiosi, quando nel carcere di Poggioreale un secondino fu massacrato con 14 colpi di pistola da 2 killer della camorra, i boss festeggiarono a sciampagne, e i secondini insorsero.
Quello stesso giorno, le famiglie dei mafiosi avevano chiesto al Governo la sospensione del 41 bis e la loro lettera fu recepita come un ordine.
Conso, il nuovo Ministro voluto da B, così come in Cassazione aveva voluto Carnevale, alleggerì ‘immediatamente’ il 41 bis, permettendo di nuovo ai boss di avere contatti con l’esterno per riprendere, fuori dall’isolamento, la rete dei loro progetti criminali.
Il capo del DAP, polizia penitenziaria, che sotto Martelli aveva applaudito al carcere duro, si allineò subito al nuovo corso pro-mafia e scrisse al capo di gabinetto Lauro, con fax a Mancino, che “Come d’intesa”, l’alleggerimento era avvenuto con reazioni positive da parte del personale penitenziario.
Quanto fossero positive le reazioni a Poggioreale sul secondino assassinato ce lo possiamo immaginare. Ma Mancino nega in Tribunale di averne mai saputo nulla, il che dato l’importanza dei fatti e dei personaggi, è tanto strano che scatta su di lui l’accusa di falsa testimonianza.
Insomma Amato con mezza faccia rassicura i secondini che lo Stato combatte la mafia, con l’altra mezza rassicura Conso e Mancino che il 41 bis sarà alleggerito.
..
I 5 DELL’APOCALISSE
Viviana Vivarelli

Di queste FACCE DOPPIE sono fatti ‘i 5 dell’Apocalisse’, come Travaglio li chiama: Napolitano, Avvocatura dello stato, Cassazione, CSM e Monti.
E oggi queste facce doppie,d i fronte allo scandalo emergente dall’inchiesta di Palermo non trovano di meglio che aggredire i pm per lesa maestà, intimidirli, punirli, cacciarli…

E in questa storia orribile il Pd che fa?
Siccome Di Pietro è l’unico a chiedere chiarezza, a pretendere che l’inchiesta vada avanti e si scopra chi ha venduto lo Stato alla mafia, ecco che Bersani fa di tutto per cacciarlo dalla coalizione di Vasto, corre a cercare l’alleanza di Casini, che coi mafiosi ci va a nozze, e alla festa dell’Unità di Reggio Emilia invita cani e porci, ma non invita Di Pietro (che formalmente è suo alleato) né Grillo (che è stato spudoratamente accusato di difendere la mafia solo per una frase sbagliata ma che per il resto ha agito col suo movimento sempre contro di essa!).
Sui media un silenzio vergognoso che annichilisce ogni notizia e persino il grande padre della patria Scalfari prende le difese di Mancino e di Napolitano!
Solo due voci fanno eccezione a questa morte della notizia: Il Fatto Quotidiano che ha rivelato lo scandalo, e Di Pietro, che come ex pm è attaccato alla fede che la Giustizia è un valore e che non le si fa onore sotterrandola.
Ma questo silenzio complice e servile dei media è qualcosa di sconcio e innominabile, come mai prima nella storia della Repubblica, a significare che stiamo percorrendo i gradini più bassi della nostra storia civile.
Quel silenzio cupo e indecente uccide Falcone e Borsellino un’altra volta, uccide di nuovo le 2000 vittime della mafia, uccide ogni verità e ogni giustizia.
La Severino non è di meglio, scatta ai comandi con provvedimenti contro i pm di Palermo, rei di scavare la verità e di fare il loro lavoro, e prepara freneticamente una legge contro le intercettazioni a personaggi eccellenti, chiesta con gran furia a questo punto da tutti.

Ma cos’è successo?
Appena dagli atti dell’inchiesta di Palermo salta fuori che, passando da Martelli a Conso, uno sporco patto di mafia è stato stipulato nel 93 e ha fatto uscire di colpo 300 boss mafiosi dal carcere duro, ecco che Mancino, che nel febbraio del 93 era Ministro dell’Interno, chiamato dai giudici, dice che ‘non ricorda’ e nega ogni addebito, dice di non sapere e di non aver mai ricevuto il fax di Amato che parlava di una ‘intesa’. Insomma non c’era e se c’era dormiva. Un po’ grave detto da uno che era Ministro degli Interni e che è stato vicepresidente del CSM!
Ma subito dopo telefona ‘8 volte’ a Napolitano perché usi la sua alta carica per esercitare concussione sui pm affinché tolgano il suo nome dagli atti, ma le sue telefonate sono intercettate e anche Napolitano si trova nei guai.

Falcone viene ucciso nel marzo 92.
Borsellino viene ucciso nel luglio del 92.
Sono stati uccisi perché vennero a conoscenza della trattativa Stato-mafia.
Ecco cos’è l’Italia: un verminaio impestato dal crimine sin nelle più alte sfere!
E solo 3 soggetti ne parlano e chiedono di sapere la verità: Beppe Grillo, Antonio Di Pietro e Il Fatto Quotidiano!
Tre soggetti messi al bando dal sistema che cerca di sporcarli in ogni modo. Mentre il Pd si defila vergognosamente, Di Pietro viene messo al bando e contro Grillo si scatena la bagarre che sappiamo, con IFQ minacciato di querela con i blog su cui si abbatte la molestia infinita di vere sette a delinquere per sostenere questi corrotti e la mafia loro alleata.
La stampa intanto si scatena contro la Procura di Palermo, mentre Ferrara incita a raderla al suolo.
Dunque non solo Falcone e Borsellino sono stati ammazzati perché sapevano, ma i loro assassini sono stati fatti senatori o presidenti del consiglio o peggio e sono sempre lì!
E di fronte a questo scandalo,Napolitano che fa?
Impone alla Severino di fare alla svelta una legge contro le intercettazioni affinché nessuno più in futuro si permetta di scoprire quali patti immondi scorrano nel potere!

Ecco cosa è l’Italia! Quei patti sono andati avanti e stanno strangolando la Magistratura, impedendo i processi!
E la mia intelligenza deve anche essere offesa da gente da uno che mi intima di dire in quale sentenza risulta una collusione tra Pd e mafia, quando il Pd è sempre stato lì, ha sempre saputo tutto, si schiera ora contro chi vuole sapere la verità, appoggia tutto l’orrore del governo Monti senza se e senza ma, e oggi voterebbe per imbavagliare le intercettazioni e vietare alla verità di uscire fuori.
E mi si chiede pure la sentenza, quando un sistema intero si muove per non farle mai arrivare a destinazione queste sentenze!! E quando nessun partito ha chiesto mai di sollevare quel segreto di Stato che finora ha coperto le stragi di Stato e che per troppi fatti è totalmente scaduto! Quando il silenzio dell’Unità e di Repubblica su questi fatti vergognosi e il dietrofront di Bersani contro Di Pietro valgono più di qualunque sentenza!!
Il patto infame tra i politici e la mafia non sta scritto in nessuna sentenza, ma è proprio l’omertà dei rei, e il loro mettersi contro chiunque cerchi la verità, a condannarli!
La situazione è davvero tragica!
La mafia ha vinto!
Ed è parte integrante dello Stato!
Non solo da 18 anni gestisce Berlusconi e lo muove come un burattino per fare tutte le leggi che rendono impunito lui e loro, favorendo ogni genere di crimine sia politico che imprenditoriale, ma ha inquinato e corrotto tutti i partiti escluso dell’IdV, tutti i giornali ed eccezione di IFQ,
Così ora chi si trova a combattere contro la mafia e il crimine, si trova contro tutti.
Siamo arrivati al punto che Monti, arrivato per combattere la corruzione amministrativa non trova di meglio da fare che sostenere la corruzione mafiosa, unico modo per essere votato dal parlamento e avere il sostegno dei partiti.

VITTIME
Viviana Vivarelli

Berlusconi, Carnevale, Previti, Dell’Utri, Conso, Mancuso, Mastella, Cuffaro, Cosentino, Maroni.. i nomi che si succedono funestamente a scandire i fatti sanguinosi tra lo Stato e la mafia.
E i grandi giudici come Lovatino, Falcone, Bosellino le vittime sacrificali.
27 giudici uccisi della mafia! 11 giornalisti! 64 poliziotti e carabinieri! 5000 vittime civili!
Il Paese gronda sangue.
E ancora si devono leggere di farabutti che infangano il loro nome e insultano il loro sacrificio!
Il mostro peggiore del mondo che regge il grande Moloch del potere col narcotraffico, le stragi di Stato, il pizzo, la vergogna obbrobriosa degli appalti, le grandi opere inutili e dissennate, un intero paese tenuto a livello di terzo mondo, retto da decine di criminali mafiosi in combutta con decine di criminali politici!
E su tutto un presidente della repubblica che invoca la morte delle intercettazioni! E un partito di maggioranza in fuga vile e meschina dalla verità e dalla giustizia!
E c’è ancora chi dice: “Berlusconi,Bossi e Bersani non hanno mai ucciso nessuno!”
Come se essere in combutta con degli assassini per favorire reciproci interessi e ostacolare la giustizia mettendo alla gogna i giudici onesti non marcasse una impronta sanguinosa anche sui politici!

Il 9 febbraio 1993 Martelli fa il decreto sul carcere duro
il 20 febbraio 1993, “come da intesa” e come dagli ordini dei pizzini di Riina e Provenzano al governo B, il carcere duro viene revocato.
Conso se ne rallegra con Mancino ma costui giura davanti a un giudice di non saperne niente.
E Napolitano accorre in suo aiuto attaccando i pm!

Fino a quando dovremmo tollerare la protervia di costoro?
Fino a quando dovremmo tollerare che contro i giudici onesti che scoperchiano il verminaio scatti l’ostracismo dei media, la rabbia dei partiti, il silenzio della sx?
L’Unità tace. Repubblica tace. L’Espresso tace. Gli Italiani continuano a dormire il loro sonno profondo e il 40% di loro continua a pensare che Napolitano sia un buon presidente in assoluta follia!

LA DOPPIEZZA DELLA LEGA

E in questo enorme carnaio, che vede le massime istituzioni dello Stato vendersi al potere criminale delle mafie, in quello che rischia di passare come il più grande misfatto di tutta la storia italiana, la Lega fa solo la figura dell’imbecille o della venduta, faccia doppia per eccellenza, serva del regime e dell’avidità stolida dei suoi capi e, con tutto quello che è uscito, eccola di nuovo pronta a vendersi a Berlusconi che della mafia e della P2 è il protettore massimo. Tutto per il potere!

Qualcuno si è dimenticato che uno dei peggiori Ministri di Giustizia italiani è stato quell’infame Castelli che ha perseguitato le procure antimafia un giorno sì e un giorno sì, che mandava continuamente gli ispettori a bloccare il loro lavoro, che ha dato l’ostracismo a Saviano promuovendo contro di lui una raccolta di firme per avere egli denunziato quell’infiltrazione della ‘ndrangheta nel nord, che solo nel torinese ha portato 145 mafiosi condannati nel processo Minotauro, che ha sempre rinforzato coi voti del suo partito le sporche leggi di Berlusconi, e che ha sempre chiuso gli occhi sui 500 processi per mafia annullati in Cassazione da Carnevale per futili motivi formali come chiudeva gli occhi alle cene di Berlusconi e Letta coi giudici della Consulta, mentre Berlusconi tentava di infiltrare dei suoi il CSM??

LE COLPE DI ANM E CSM

Due parole anche sui due massimi organi della Magistratura: ANM e CSM.
A dire il vero, mai mc è parso che essi abbiano mai fatto il loro dovere fino in fondo.
Dov’erano quando Falcone o Borsellino si lamentava di essere stati lasciato soli?
Cosa dissero alla scomparsa delle loro agende ad opera della stessa polizia?
Chi le ha sentite parlare contro i comportamenti ambigui dei magistrati che curarono le 13 stragi di Stato, chiuse dopo 30 o più anni senza alcun mandante?
Chi difese De Magistris, quando indagò sui 20 milionidi fondi europei rubati in Calabria da tutti i partiti e anzi gli si buttò addosso, penalizzandolo, sottraendogli l’inchiesta, aggredendo la procura di Salerno che lo aiutava, cacciando il tecnico che gli forniva i tabulati e infine spingendolo alle dimissioni?
Certo la sua inchiesta stava mettendo nei guai parecchie persone, Mastella, Prodi, Comunione e Liberazione… ma questo era un buon motivo per cacciarlo insabbiando tutto? Con 20 milionila Calabria sarebbe diventata come la Svizzera, invece quella montagna di soldi è stata rubata per incrementare dei paradisi fiscali!
E ANM e CSM che hanno il compito di tutelare i magistrati, dov’erano finite?
Non ce la sentiamo di fare gli elogi a ANM e CSM, ma sembra chiaro che da giugno questi due organi sono persino peggiorati.
Da quando Mancino ha dato falsa testimonianza alla procura di Palermo, chiedendo poi l’aiuto di Napolitano, i due massimi organi di tutela della Magistratura si sono chiusi in un silenzio allarmante, e non si sente un fiato quando Sgarbi vomita oscenità contro Ingroia.
Siamo arrivati al punto che il CSM indaga Scarpinato, il procuratore di Caltanisetta, per aver commemorato Borsellino! ?
E il procuratore generale di Cassazione Ciani tenta di far intervenire Pietro Grasso sui pm di Palermo!!??
Ma chi deve difendere i giudici che fa? E il Pd che fa? Tace? Tacciono tutti, in un silenzio fangoso che puzza di omertà criminale!

(“Chi vigilerà sui custodi se questi sono corrotti” Platone. Repubblica)

FRANCESCO KOSSIGA

A mio parere, il peggiore Presidente della Repubblica Italiana è stato Francesco Cossiga.
Giovane precocissimo, fu probabilmente scelto, come tanti giovani di talento, dalla P2 e rappresenta l’arrivo al potere più alto di questa setta criminale, branca deviata della massoneria internazionale e connessa al grande capitale finanziario della dx peggiore e alla mafia.
Fu l’8° e il più giovane Presidente della Repubblica, a 57 anni, e a 38 anni era stato il più giovane sottosegretario alla Difesa (3° governo Moro) e a 48 il più giovane ministro dell’Interno (5° governo Moro). Batté anche il record dell’elezione più veloce a Presidente della Repubblica al 1° scrutinio, con 752 voti su 977 provenienti da Dc, Pci, Psi, Pri, Pli, Psdi e sx indipendente (complimenti alla sx!) Del resto aveva sempre bruciato le tappe: diplomato a 16 anni, laureato in Legge a 20…Ministro sotto Moro e Andreotti (l’altra anima nera della politica italiana) e Ministro degli Interni durante il rapimento di Moro, rifiutando di liberare i prigionieri in carcere come richiesto dai suoi rapitori. Si dimise dopo la sua uccisione.
Si era segnalato per particolare efferatezza, specie contro le proteste studentesche incitando la polizia a massacrare i manifestanti (assassinio di uno studente a Bologna da parte della polizia e di una ragazza a Roma), contro di loro mandò i blindati. Da allora venne chiamato Koᛊᛊiga.
Riformò i servizi segreti e creò i reparti speciali antiterrorismo della Polizia NOCS e dei Carabinieri GIS.
Quando nel 1978, Moro fu rapito dalle br, creò due comitati di crisi con membri della P2, tra cui lo stesso Licio Gelli. Poi aveva la faccia di dire che lui non aveva nulla a che fare con la P2.
Non aprì mai alcuna trattativa con i sequestratori e praticamente condannò a morte Moro. Le condizioni per il rilascio non erano gravose, tra l’altro avevano chiesto la scarcerazione di una donna arrestata per terrorismo ma con scarse prove, incinta e malata. Ma Cossiga le rifiutò tutte.
Quando il cadavere di Moro fu ritrovato, lo scandalo fu enorme e costrinse Cossiga a dimettersi.
Dopo l’assassinio di Moro, Cossiga cominciò a soffrire di numerosi problemi di salute cronici, come il disturbo bipolare e la sindrome da fatica. Tutti ricordano che spesso delirava e usciva con frasi sconnesse e ho sentito vari medici dire che era un malato irrecuperabile.
Malgrado ciò, appena un anno dopo, il 4 agosto 1979, Cossiga fu nominato Presidente del Consiglio restando in carica fino all’ottobre del 1980.
Berlinguer lo accusò di favoreggiamento personale e rivelazione di segreto d’ufficio per aver avvertito il collega Donat Cattin che suo figlio Marco stata per essere arrestato come terrorista, suggerendone l’espatrio. Ma il parlamento lo assolse. Berlinguer lo accusò di fuga di notizie sulle indagini sui terroristi, la stessa accusa gli era stata fatta nel corso del rapimento Moro.
Ma nel 1983, malgrado questi precedenti, fu eletto Presidente del Senato e nel 1985 diventò Presidente della Repubblica coi voti anche della sinistra (lo schifo dei danni fatti dalla sx di potere comincia molto presto).
Per 5 anni restò tranquillo ma, alla caduta del muro di Berlino, pensò che la DC ne avrebbe risentito, e cominciò le sue ‘picconate’con un odio parossistico contro il PCI, e contatti sempre più frequenti con la CIA.
Prese anche ad attaccare in modo sempre più infame i giudici antimafia, come Livatino, poi assassinato.
Alla fine fu criticato da tutti i partiti, meno il MSI, di cui fu uno dei primi sdoganatori. Nel frattempo tentava un colpo di Stato militare con l’organizzazione criminale GLADIO. Su questo addirittura si autodenunciò in seguito alla denuncia dell’ammiraglio Martini e del generale Inzerilli come responsabili di Gladio.
Il 6 dicembre 1991 la minoranza presentò in Parlamento la richiesta per metterlo in stato di accusa per attacco allo Stato. Ma il comitato parlamentare lo scagionò.
Cossiga si dimise da Presidente della Repubblica il 28 aprile 1992, a due mesi dalla scadenza naturale del mandato.
Nel 1998 fondò un nuovo partito, l’UDR, come un’alternativa di centro per rifare la DC e accolse Buttiglione e Mastella.
Quando RC fece mancare il suo appoggio al governo Prodi I, che venne battuto alla Camera per un solo voto, Cossiga fu determinante per la formazione del governo D’Alema I.
Dopo un anno di vita, l’UDR si sciolse e larga parte di essa confluì nel nuovo soggetto politico creato da Mastella, l’UDEUR.
Nel giugno 2002 Cossiga annunciò le dimissioni da senatore a vita, ma non le presentò mai.
Nel 2008 propose al Ministro dell’Interno Maroni la sua soluzione per contenere il dissenso universitario: infiltrare tra gli studenti agenti provocatori, far degenerare gli scontri di piazza in modo da dare alla polizia il pretesto per sparare e fare qualche morto. Può darsi che Maroni lo abbia ascoltato, visto che al G8 di Genova ci sono molti filmati che mostrano presunti black bloc uscire dalla sedi di polizia o portare le stesse scarpe in dotazione dell’arma. Disse di aver già praticato questa strategia prima ed essa si ripeté puntualmente nel G8 di Genova dove le forze di polizia si comportarono in modo molto cossighiano.
..
Cossiga ha detto:
“Rovinerò Bossi facendogli trovare la sua automobile imbottita di droga;lo incastrerò. E quanto ai cittadini che votano per la Lega li farò pentire:nelle località che più simpatizzano per il vostro movimento aumenteremo gli agenti della GdF e della Polizia,anzi li aumenteremo in proporzione al voto registrato. I negozianti e i piccoli e grossi imprenditori che vi aiutano verranno passati al setaccio:manderemo a controllare i loro registri fiscali e le loro partite Iva;non li lasceremo in pace un momento. Tutta questa pagliacciata della Lega deve finire” 1994
“Craxi e Martinazzoli avrebbero dovuto riconoscere che la DC e il PSI sono i soci fondatori di Tangentopoli”
“Dopo le famiglie distrutte da mani pulite senza nessun contributo alla moralizzazione del Paese, ora con gli stessi attori non avremo grazie a calciopoli nessuna moralizzazione:o se la danno i club o non sarà certamente Borrelli a darla loro. E corriamo il rischio di avere un’altra sequela di suicidi,tentati suicidi e famiglie distrutte. I ragazzi della nazionale stanno reggendo a questa persecuzione psicologica.Per questo dico loro bravi”
“L’Italia è sempre stato un Paese “incompiuto”: il Risorgimento incompleto,la Vittoria mutilata, la Resistenza tradita,la Costituzione inattuata, la democrazia incompiuta. Il paradigma culturale dell’imperfezione genetica lega con un filo forte la storia dello sviluppo politico dell’Italia unita”
“Non accetto lezioni di etica politica dalla Bindi:è brutta,cattiva e cretina”
“Un’efficace politica dell’ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare,e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia,ma verso i manifestanti. L’ideale sarebbe che fosse vittima un passante,meglio un vecchio,una donna o un bambino,feriti da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve,meglio sarebbe se fosse grave.
2008
“…io aspetterei ancora un po’ e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti”.

“La battaglia contro la magistratura è stata perduta quando abbiamo abrogato le immunità parlamentari che esistono in tutto il mondo e quando Mastella, da me avvertito, si è abbassato i pantaloni scrivendo sotto dettatura di quell’associazione tra sovversiva e di stampo mafioso che è l’Associazione nazionale magistrati”.

“[Rivolgendosi al segretario dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara] I nomi esprimono la realtà. Lei si chiama Palamara e ricorda benissimo l’ottimo tonno che si chiama Palamara. Io con uno che ha quella faccia e che ha detto quella serie di cazzate non parlo. Maria, fai tacere quella faccia da tonno”

“Totò Cuffaro è stato condannato per un reato ridicolo”

“Moro? Sapevo di averlo condannato a morte”

“In Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi”

“Di Pietro dice che è tornata tangentopoli? Lui è un famoso cretino e gli voglio molto bene perché voglio bene ai cretini e lui è sempre più cretino. Però ora sta diventando presuntuoso, crede di essere diventato anche un politico. Ha aumentato i consensi? Quando dissero a Churchill che c’erano cretini in Parlamento, lui rispose “meno male, è la prova che siamo una democrazia rappresentativa”. Vuol dire che i cretini in Italia, cioè quelli che votano l’Itali dei disvalori, è bene che emergano”

“Se fossi ministro dell’interno darei incarico ai servizi segreti di controllare l’Anm in base alla legge sull’associazione eversiva”

A Maroni:
“In 1° luogo, lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito.. Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi,diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza:un atteggiamento criminale!”

“I gladiatori sono stati additati al pubblico ludibrio dei patrioti. Brava gente che qualcuno ha tentato di confondere con stragisti. E questa è un’altra delle vergogne nazionali”

“Si potrebbe fare un libro con i nomi dei re inglesi decapitati per aver attentato alla Costituzione. Magari aggiungendoci Francesco Cossiga, perché ha firmato il decreto di arruolamento per Gladio.
So tutto su Gladio. E, quando ne parlo, lo faccio con perfetta cognizione di causa. E mi sono immediatamente sbracciato per garantire che era una cosa perfettamente lecita, anzi doverosa e senza doppi fondi, esponendomi in prima persona”.

“Sono certo che questa circostanza della riunione della Gran Loggia potrà offrire alla massoneria italiana l’opportunità di confermare e consolidare il nobile impegno, sempre testimoniato dal Grande Oriente, per l’elevazione spirituale dell’uomo, condotta attraverso la difesa e la promozione dei valori di libertà, giustizia e solidarietà”.

GIOVANNI LEONE

Come 2° peggiore presidente italiano metterei Giovanni Leone per la sua volgarità il suo latrocinio e la sua arroganza.
E’ quello famoso per aver detto: “Cumannà è meglio che fottere”.
Ci misero moltissimo a eleggerlo, ben 23 scrutini col minimo dei voti e l’intervento del MSI. Era anche lui un DC.
Durante il suo mandato si ebbe la tragedia del Vajont, promise aiuti che non arrivarono mai, promise giustizia ma poi preferì diventare capo del collegio di avvocati dell’Enel nella causa promossa dai superstiti stessi, attaccando le stesse vittime e facendo risparmiare all’Enel vari miliardi.
Fu un presidente sciatto e disonorevole e venne accusato nello scandalo Lockheed. Fu lui che fece cavaliere del Lavoro Silvio Berlusconi.
Venne attaccato soprattutto da Pannella, che denunciò le sue irregolarità e i furti a favore dei figli, furti su cui la Cederna pubblicò un intero libro, ma il ministro della difesa di Andreotti vietò che fosse processato.
Per la serie che, essendo il Presidente della Repubblica il presidente del CSM, per cui nessun giudice gli si metterà mai contro per non rimetterci carriera e posizione, la Cederna perse in tutti e 3 gradi di giudizio: fu condannata per diffamazione e fu comminata a lei e al suo giornale L’Espresso una multa salata.
Leone aveva amicizie discutibili nella finanza d’assalto e a rimescolature di un vecchio dossier del generale De Lorenzo sulla vita privata della moglie, le accuse sullo scandalo Lockheed (illeciti nell’acquisto da parte dello Stato italiano di velivoli americani) furono pesanti ma mai provate.
Dopo la morte di Moro, il PCI chiese formalmente per primo le sue dimissioni, che egli dette nel 1978, 6 mesi prima della scadenza.
Poche settimane prima della morte a 93 anni, Berlusconi gli dette il titolo di Presidente Emerito della Repubblica.
Nel 2006 Napolitano affermò che il suo operato era stato sempre corretto.
Il che ci dice chi sia anche Napolitano.
.
Le accuse a Leone furono violentissime per 3 anni.
Ne fu artefice principale la giornalista dell’Espresso Camilla Cederna, che le mise in un libro “Carriera di un presidente”, che vendette oltre 600.000 copie e spinse Leone a dimettersi. Il libro ebbe fonti come il giornalista Mino Pecorelli che fu assassinato e per la cui morte fu accusato Andreotti, e riportava brani tratti dalla sua agenzia scandalistica OP(in contatto col SISMI). A questo pacchetto di presunte irregolarità commesse da Leone e dai suoi familiari,il centro non reagì né consentì a Leone di reagire: il Ministro della Difesa di Andreotti negò a Leone l’autorizzazione a procedere penalmente contro la Cederna.Ma furono i figli di Leone a denunciarla per i fatti loro imputati.
E, grazie a giudici compiacenti, la Cederna perse in tutti e 3 gradi di giudizio: fu condannata per diffamazione con multe pesanti lei e il suo giornale e distruzione di tutte le copie del suo libro.
In seguito Mino Pecorelli fu assassinato con 4 colpi di pistola.
10 anni dopo i politici riabilitarono Leone (cane non mangia cane).
Leone era accusato di avere intascato mazzette per spingere l’acquisto di grandi aerei USA da trasporto, gli Hercules C-130, con la sua amicizia coi fratelli Lefevbre, rappresentanti italiani della Lockheed. Fu accusato anche di irregolarità fiscali e immobiliari.
Oggi il libro della Cederna è introvabile ma io lo lessi a suo tempo e c’erano accuse molto forti, pesantissime anche sui suoi figli, sul suo nepotismo, sui modi con cui li fece arricchire indebitamente…
Per quanto ogni accusa fosse rimossa, lo scandalo fu tale da sollevare la protesta in piazza dei radicali e la reazione del PCI che chiese e ottenne le dimissioni di Leone.
Quando in seguito fu riabilitato, il servilismo strisciante dei politici, soprattutto di una sx infame e degenerata, fu orribile e segnò una delle pagine peggiori di complicità di certa sx con i rei di questa repubblica. Di questa complicità Napolitano fa parte.
Berlinguer era proprio morto. E non ucciso solo dalla morte.

GRANDI GIORNALISTI
MINO PECORELLI

Poiché sia Andreotti che Leone sono connessi all’omicidio Pecorelli, ricordiamo chi era Mino Pecorelli.
Fu un grande cacciatore do notizie che pubblicò inizialmente su una sua agenzia di stampa OP, Osservatore Politico.
Grazie alla sua amicizia con membri deviati dei servizi segreti, la sua affiliazione nella P2 e le sue conoscenze tra i carabinieri, cominciò a render noti scandali e retroscena dei peggiori politici del tempo, diventando molto famoso e odiato.
I suoi abbonati erano alte sfere militari, politiche e industriali, che lo leggevano avidamente per sapere cosa aveva scoperto su di loro o sugli altri del giro.
Nel 78 Pecorelli trasformò la sua agenzia in una rivista in vendita nelle edicole.
Il 1° numero uscì esattamente il giorno della strage di via Fani (sequestro Moro).
Il giornale seguì la vicenda Moro smascherando depistaggi e falsi comunicati e attaccando Andreotti e la sua conventicola di politici, industriali e faccendieri, svelando scandali come i fondi neri DC, l’Italpetroli, la presenza di una loggia massonica in Vaticano (scoop pubblicato all’indomani dell’elezione di Luciani a papa).
Il 20 marzo 1979 Mino Pecorelli fu assassinato da un sicario con 4 colpi di pistola a Roma, presso la sua redazione. I proiettili erano molto rari e dello stesso tipo della banda della Magliana.Tra gli indagati ci fu anche Fioravanti.
Il 6 aprile 1993, il pentito Tommaso Buscetta, interrogato dai pm di Palermo, parlò per la prima volta dei rapporti tra politica e mafia e raccontò di aver saputo dal boss Gaetano Badalamenti che l’omicidio Pecorelli era stato compiuto dai Salvo per conto di Andreotti.
La magistratura aprì un fascicolo ma nel 99 tutti gli imputati furono assolti per non avere commesso il fatto.
Nel 2002, la corte d’appello condannò Andreotti e Badalamenti a 24 anni di reclusione come mandanti .
La solita Cassazione però annullò la condanna a Andreotti e Badalamenti, dopo di che Andreotti fu prescritto per qualunque accusa mafiosa per quanto la sua collusione mafiosa fosse accertata.
(Da Wikipedia) Pecorelli aveva una singolare predisposizione, quasi un dono, nello scorgere immediatamente fra le righe di uno scarno comunicato o nella banalità di una semplice frase indizi rivelatori di oscuri collegamenti, occulte manovre, recondite intenzioni. Dotato di spiccato senso storico e grandissimo conoscitore della realtà politica, militare, economica e criminale italiana, riusciva a tradurre gli apparentemente innocui avvenimenti in corso in pezzi giornalistici che registravano con scarna fedeltà “chi faceva cosa” in Italia. Va detto che il corpus delle sue edizioni è stato oggetto di una mole impressionante di smentite (soprattutto dopo la sua morte), ma una minima parte di esse ha poi resistito in sede giudiziaria di fronte a querele o ad altri procedimenti.
Disse tra l’altro che c’era stato un generale (forse Dalla Chiesa) che aveva scoperto il covo di Moro avvertendo Cossiga e che questi”non avrebbe potuto fare nulla perché impedito da qualcuno o da qualcosa”. Il che conferma la tesi che Moro doveva essere fatto morire per impedire le sue aperture a sx.
Quando Pecorelli fece ricerche sul sequestro, scoprì lettere inedite indirizzate alla famiglia ma fatte sparire perché contenevano accuse molto gravi ai vertici del potere italiano.
Giornalista infaticabile e spericolato, su molte cose Pecorelli fu profeta, anche sul proprio assassinio.

DOPING

Trovo raccapricciante l’accanimento mediatico su Schwazer. E’ già distrutto moralmente e dovrà subire ben 4 anni e mezzo di esilio dai giochi, il che vuol dire, oltre al pubblico discredito, perdere le prossime Olimpiadi e tra 8 anni essere fuori competizione.
Vorrei notare la sperequazione tra i giocatori di calcio che commettono reati immondi contro l’onestà dello sport e se la cavano con condanne lievi, mentre i loro fan non ci pensano nemmeno a gravarli della stessa condanna morale.
Ma perché anche a chi froda i risultati di una partita di calcio per venderla per soldi non si dà l’esilio dal gioco per 4 anni e mezzo?
Anche nello sport i più ricchi devono cavarsela meglio?
E non parliamo dei nostri politici che delinquono e a cui si dovrebbe dare l’esilio dalle pubbliche istituzioni a vita, data l’importanza della loro posizione!
Tutti a prendersela solo con Schwazer?!?
Ha svergognato i colori dell’Italia e dello sport, va bene, ma i calciatori delinquenti cos’altro fanno? E i politici delinquenti? Non svergognano forse il nome dell’Italia e l’onore delle istituzioni davanti agli occhi del mondo, con in più effetti disastrosi sulla vita dei cittadini?
Eppure per loro nessuna gogna mediatica e nessuna rimozione dagli incarichi che occupano, anzi, come nel caso immondo dell’inchiesta sui patti Stato-mafia, i media si prestano a una vergognosa opera di alterazione della verità, attaccando non i rei ma chi rivela i loro traffici, mentre i colpevoli agiscono in modo punitivo sui pm con intimidazioni, concussioni, rimozioni e persino esili forzati.
Perché tanto scalpore mediatico sul reato di concussione commesso da B per far liberare una sua giovane prostituta e nulla sulle richieste di Mancino a Napolitano di esercitare la stessa concussione sui pm che indagano su di lui?
Ha senso questa sperequazione tra due pesi e due misure?
Chiunque viola la legge dovrebbe essere punito allo stesso modo. Perché non è così? Perché il potere o la ricchezza devono poter stravolgere ogni idea di giustizia?
Quando esisterà una stampa libera e, cosa ancora più importante, un insieme di cittadini liberi dai condizionamenti e dalle manipolazioni mentali del potere?

Continua la guerra intestina della Siria tra Assad, lo sterminatore, e il suo popolo

La rivoluzione siriana è un problema enorme.
Senza l’aiuto di altri paesi il popolo siriano non ce la farà mai a liberarsi.
Ma col veto di Putin e la flotta russa alle coste turche, tutto si è immobilizzato.
Occorrerebbero defezioni ben più ampie di parte dell’esercito o dei capi del potere.
Al momento sono fuggiti 3 membri del governo,una decina di importanti famiglie sunnite, 4 parlamentari, 8 diplomatici e 26 membri delle forze armate.
Il mercato clandestino delle armi impazza e in mano ai rivoltosi cadono armi e carri armati di Assad.
Il conflitto è preoccupante perché riguarda troppi paesi: Arabia Saudita, Iran, Israele, Usa, Russia e Cina .
Per il momento un grave colpo è stato l’attentato ai ministri delle Difesa e dell’Interno.
Come già dicemmo per la Libia, occorrerebbe la defezione della cricca di potere siriana o la Siria rischia di vedere una strage che cresce senza che vinca né l’uno né l’altro.
Un cambiamento sostanziale lo potrebbe produrre l’enorme ricchezza dei paesi arabi che potrebbero comprare i sostenitori interni di Assad.
Possiamo dare per scontata la caduta di Assad, lungo la linea di crisi della grandi dittature, dopo Gheddafi, Ben Alì, Mubarak, Lukashenko.
Ma Assad garantiva all’Iran il collegamento col Libano e il mare e l’Iran cercherà un successore che non lo privi di questo e non abbatta la sua influenza sul medio Oriente.
Gli USA non possono rischiare minacce su Israele e competitori su gas e petrolio e tenderanno a mettere al posto di Assad un governo fantoccio come hanno fatto in Irak e Afghanistan, ma Obama sta per entrare in periodo elettorale e ha le sue grane.
La Russia non permetterà che Obama faccia i suoi giochi rafforzandosi nel Medio Oriente, e preferirà il massacro infinito a qualsiasi cambiamento dei poteri ma deve vedersela con la propria parte islamica.
Ma anche la Cina non permetterà che gli equilibri cambino e del resto ha bisogno di mantenere invariate le sue fonti energetiche.
Per cui il conflitto rischia di essere mondiale.
E’ un bel guaio!
.
Poeta siriano
DOPO LUNGA RIFLESSIONE

Staccate pure l’asfalto
Tanto non ho più destinazioni
Ho vagato per tutte le strade d’Europa
dal mio letto.
Ho fatto l’amore con le più belle donne della storia
mentre me ne sto seduto a contemplare
in un caffé dell’angolo
Dite alla mia piccola nazione, feroce come una tigre
che alzo la mano come uno studente
che chiede il permesso di uscire o morire.
Ma ora ho bisogno di quelle poche vecchie canzoni
a cui avevo fatto la guardia sin dall’infanzia.
Non prenderò commiato
né salirò su alcun treno fin quando il mio paese
non me le avrà restituite, parola per parola, verso per verso.
Se non vuole più vedermi,
se si rifiuta di litigare davanti ai passanti
fate che mi parli da dietro un muro
o che mi lasci le canzoni in un fagotto annodato sulla soglia.
Anche se me le lascia dietro a un albero,
mi affretterò ad agguantarle come un cane
fin tanto che la parola “libertà” nella mia lingua
prende la forma di una sedia elettrica.
Dite a questa bara che si allunga fino all’Oceano Atlantico
che non possiedo nemmeno il prezzo di un fazzoletto
per piangerla.
Dalle piazze di pietra della Mecca
alle sale da ballo di Granada
ci sono ferite con impigliati dentro peli del petto
e medaglie sulle quali rimane solo la spilla
Ora i deserti sono privi di corvi
e i giardini spogli di fiori.
Le prigioni sono vuote di sospiri di sollievo
e i vicoli vuoti di persone.
Non c’è altro che polvere
che s’alza e ricade come il petto di un lottatore ansimante
Allora fuggite nuvole-
l’asfalto del mio paese
non merita neanche il fango.

Muhammad al-Maghut

Sauro manda:
IL GRANDE ESODO NON C’E’ PIU’
Massimo Gramellini

Oggi è il gran giorno che non c’è più. Il primo sabato d’agosto, quello del Grande Esodo, con il suo armamentario di frasi fatte a uso dei telegiornali: il caldo opprimente, le partenze intelligenti, le code da bollino nero. Ebbene: avremo il caldo, le code e le partenze intelligenti, ma lo siamo abbastanza anche noi per sapere che si tratta di una finta.
Da un lato la parola Esodo si è disgregata – chi può va in vacanza fuori stagione, quando gli alberghi costano meno -, dall’altro si è rimpicciolita e immalinconita. Evoca poveri cristi senza stipendio né pensione, gli esodati. E risuona sarcastica alle orecchie di quegli italiani che non hanno più i soldi e nemmeno lo spirito per staccare davvero la spina.
Un tempo neanche troppo lontano – vent’anni fa – un impiegato in viaggio con la famiglia nel primo sabato d’agosto poteva permettersi tre settimane di villeggiatura a pensione completa. Poi le tre settimane si sono ridotte a due, a una e infine a questa mancia di divertimento preso a morsi.
Un paio di giorni e si torna in città a lavorare o semplicemente a non fare nulla, perché il lavoro non c’è oppure l’ufficio ha chiuso per ferie e nessuno sa se a settembre riaprirà ancora.
Le vacanze di massa erano il rito di un’Italia consumista e benestante. A tratti grottesco come tutti i riti collettivi, ma carico di significati simbolici. Le migliaia di persone che si ritrovavano sudaticce al casello partecipavano a una festa sgangherata di ringraziamento. Rendevano omaggio al dio del Boom che le aveva fatte nascere nella parte ricca del pianeta e offrivano ai figli e a se stessi quella possibilità di evadere dalla realtà quotidiana che era stata preclusa ai loro avi. Qualsiasi viaggio è una fuga, ma anzitutto una rinascita. Ci si trasferisce in un altrove per poter svuotare la tensione accumulata e ricaricarsi di energia. Staccare e riaccendere l’interruttore, con la speranza che nell’attimo di buio che separa le due operazioni succeda qualcosa – un amore, un’intuizione – che ci restituisca alla vita di tutti i giorni profondamente rinnovati.

Mai come adesso avremmo bisogno di un Grande Esodo. Spegnere e accendere l’interruttore per guardare le cose da un’altra prospettiva. In questa estate del nostro scontento, chi non ha soldi e impieghi non sa come trovarne e chi li possiede ancora ha paura di perderli all’improvviso. Il sentimento dominante non è più l’attesa, ma la disillusione. I politici costano ancora troppo ma non contano più nulla. Gli intellettuali e i capi partito non tirano fuori un’idea di futuro che non sia la riproposizione improponibile di modelli del passato. Gli europei senza sole del Nord non hanno intenzione di dare un soldo a quelli del Sud, che considerano dei privilegiati. I signori della finanza non hanno pagato il conto della crisi provocata dalla loro avidità e continuano gelidi a spadroneggiare. Due eventi inediti e meravigliosi – la scomparsa delle guerre in Europa e il prolungamento della vita media – hanno prodotto l’effetto collaterale di una società vecchia e ingessata, che non ha spazio per i quarantenni, figuriamoci per i ventenni. L’attesa spasmodica del Leader Messianico è stata definitivamente frustrata dalla mesta parabola del buon Obama, partito per cambiare il mondo e finito a giocarsi la difficile riconferma contro un bellimbusto sovvenzionato da Wall Street. L’economia che sta conquistando il mondo è quella che maltratta i lavoratori e non rispetta la natura.
Se questo è il quadro, a chi affidarsi se non a se stessi? Ma come si fa ad affidarsi a se stessi, quando si è deboli, malati, modesti? Molti riesumano le vacanze della seconda metà degli Anni Quaranta, consumate fra le macerie della guerra. Ma allora il morale era inversamente proporzionale allo stato delle abitazioni. Costruire il benessere regala sempre più gioia che difenderlo. Il nostro tarlo è tutto lì: sembriamo anziani aggrappati al borsellino con le unghie, per il terrore (più che giustificato) che qualcuno ce lo scippi. Invece l’unica rivoluzione possibile è tornare a pensarci come bambini che ricominciano da zero. Riandare a quel tempo della nostra infanzia in cui il Grande Esodo d’agosto non era tanto una vacanza, ma uno scatto interiore per esplorare in maniera più limpida la vita.
..
http://masadaweb.org

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