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Saturday October 21st 2017

LA POLITICA-CHE-NON-C’E’

MASADA n° 1402 6/8/2012 LA POLITICA-CHE-NON-C’E’

Una democrazia diretta in uno Stato grande non è mai esistita- Le temperature di luglio- La balla della crescita esponenziale – Era meglio se andava ad Hammamet- Di ricatto in ricatto – Vendola-Casini, rapporti contro natura – I parlamentari si fanno un regalino – Ilvo Diamanti e il treno di Grillo- Patto Stato-mafia: la cricca s’accrocchia. A quando il veto alle intercettazioni?- Tutti i buchi dei conti leghisti- E la Lega avrebbe combattuto la mafia? – Gli elementi caratteristici del M5S- L’evoluzione del cervello- Perversioni del liberismo – I veleni di Taranto – Migranti

Nino
Viviamo in un dopoguerra senza ricostruzione
Intorno a noi macerie, morali e materiali
I nostro soldi sono finiti e l’orizzonte è buio
Pensare e agire in fretta e bene è quello che ci resta
Avere fiducia negli altri è il compito più arduo
Se esiste un’esigenza di fratellanza , questo è il momento
Astenersi Italian magliari!!

..
MARIO BENEDETTI

Non ti arrendere per favore, non cedere
Anche se il freddo brucia
Anche se la paura morde …
Non ti arrendere, ancora sei in tempo
di conseguire e cominciare di nuovo,
seppellire le tue paure,
liberare il buonsenso,
riprendere il volo.

Non ti arrendere perché la vita è così.
Continuare il viaggio,
perseguire i tuoi sogni,
sciogliere il tempo,
togliere le macerie
e scoperchiare il cielo.
Non ti arrendere per favore, non cedere
Anche se il freddo brucia
Anche se la paura morde

Anche se il sole si nasconde
E taccia il vento
Ancora c’è fuoco nella tua anima
Ancora c’è vita nei tuoi sogni.
Perché la vita è tua e tuo anche il desiderio
Perché lo hai voluto e perché ti amo
Perché esiste il vino e l’amore, è certo.
Perché non vi sono ferite che non curi il tempo
Aprire le porte,

togliere i catenacci,
abbandonare le muraglie che ti protessero,
vivere la vita e accettare la sfida,
recuperare il sorriso,
provare un canto,
abbassare la guardia e stendere le mani
dispiegare le ali
e tentare di nuovo.
Celebrare la vita e riprendere i cieli.
Non ti arrendere, per favore non cedere,
anche se il freddo brucia
anche se la paura morde,
anche se il sole tramonti e taccia il vento,
ancora c’è fuoco nella tua anima,
ancora c’è vita nei tuoi sogni
perché ogni giorno è un nuovo inizio,
perché questa è l’ora e il miglior momento.
Perché non sei solo, perché io ti amo.

UNA DEMOCRAZIA DIRETTA IN UNO STATO GRANDE NON E’ MAI ESISTITA
Viviana Vivarelli

L’obiezione di alcuni è che il M5S ha un progetto di democrazia che non è mai stato tentato prima in uno Stato grande come l’Italia. Ma ciò che non è mai stato tentato non per questo deve definirsi impossibile. Pensate solo all’impossibilità per un uomo di volare e ai fratelli Wright. O all’impossibilità di poter trasmettere messaggi nello spazio vincendo la sfericità della terra e a Marconi. O all’impossibilità di partecipare alle Olimpiadi per un uomo senza gambe e a Pistorius. O alla schiavitù che era la norma nei tempi antichi e che finalmente qualcuno è riuscito a togliere. O alla democrazia che non esisteva nelle monarchie del passato. Alle Costituzioni. Al suffragio universale. Alla parità femminile. Alla protezione dei bambini. All’habeas corpus. Al welfare. Ai diritti del lavoro. Tutte cose che un tempo non c’erano e poi qualcuno le ha fatte esistere. E altre conquiste di civiltà dovranno venire, come il veto alla pena di morte e la tortura. Persino il tramonto delle guerre.
Ma per ogni cosa, per ogni conquista di civiltà, masse sterminate di uomini hanno dovuto combattere, perché nulla è regalato.

Credere nel progresso non significa credere in quello che è già stato fatto, ma proprio in ciò che deve ancora essere realizzato.
Credere solo in ciò che fa già parte dell’umanità è accessibile a tutti. Ma credere di poter inventare cose nuove è la dote di pochi. Ed è proprio questa la sfida degli innovatori. Senza la loro immaginazione, che traduce i sogni in realtà, il progresso non esisterebbe e l’uomo sarebbe solo un animale qualunque.
Il bello della democrazia diretta è che ognuno può partecipare all’innovazione di qualcosa. E questo non è un sogno irrealizzabile, è una realtà che sta avvenendo anche qui ora.

Credere di poter fare tutto è sterile come credere di non poter fare nulla.
La completa accidia si unisce al pessimismo della ragione e al deserto dei sentimenti.
Chi è morto dentro cerca di far morire anche gli altri, per questo viene scansato come un lebbroso.
Al contrario della morte dell’Io, nulla può dare più gioia a un essere umano che cercare di fare meglio che può quello che fa.
Io scrivo perché scrivere è la cosa che mi viene meglio e ho insegnato per una vita perché ero nata per quello, altri dipingono o fanno sport, giardini o musica, case o torte, invenzioni o scoperte..
Una santa indiana, Amma, è detta la santa degli abbracci, perché sa solo abbracciare. File lunghissime di persone aspettano solo di essere abbracciate da lei traendone commozione e conforto perché è come se tornassero a una grande mamma. Da quando aveva 14 anni, Amma predica la pace e si offre per abbracciare chi lo desidera. Negli ultimi 30 anni, ha abbracciato e confortato più di 25 milioni di persone.
E’ poco? E’ tanto? Difficile dirlo. Sicuramente meglio di chi predica odio e morte.
Non importa cosa uno fa, l’importante è che cerchi sempre di fare bene e se poi include anche la gioia degli altri è anche meglio!
Per Aristotele l’uomo felice è l’uomo che fa bene quello che fa, ma per un ateniese nessuno poteva essere felice se non si impegnava anche per la propria città e mai come oggi abbiamo bisogno di persone disposte ad abbracciare una forma di socialità nuova che ponga ognuno ‘insieme’ agli altri per costruire qualcosa di migliore.
Il più infelice degli uomini è quello che non si impegna socialmente, che non solo non capisce lo sforzo di bene degli altri ma cerca di ostacolarlo con le sue patologie, il suo astio, il suo malessere asociale, mettendosi contro, criticando e basta, distruggendo senza costruire, agendo non per un miglioramento del mondo ma per un suo peggioramento acre ed ostile.
Freud diceva che nell’uomo agiscono due forze: EROS e THANATOS, amore e morte. Sta a noi scegliere quale seguire.
..
LE TEMPERATURE DI LUGLIO

Bologna è una città infernale per chi come me non può permettersi una fresca vacanza.
Un mio amico si è preso la briga certosina di appuntarsi le temperature massime del mese di Luglio, degli anni dal 1973 al 2012 , ultimi 40 anni
http://www.ilmeteo.it/portale/archivio-meteo/Bologna
Risulta che la massima di luglio fini ai primi anni ’80 era compresa tra i 28°-29°. Dagli anni metà ’80 la temperatura media di luglio ha iniziato progressivamente ad aumentare fino ad arrivare alla media di quest’anno: 33,6° !
Impressionante!
http://www.repubblica.it/ambiente/2012/08/05/news/clima_torrido_studio-40412116/?ref=HREC1-8

Secondo i climatologi americani, le temperature estreme estive sono assai più frequenti oggi che tra il 1951 ed il 1980 quando gli eventi estremi erano una rarità, mentre le ondate di caldo che da diversi anni infiammano l’emisfero boreale sono decuplicate
Il legame con il riscaldamento climatico già avvenuto è palese e “queste anomalie estreme non sarebbero avvenute se il pianeta non si stesse riscaldando”.
Il riscaldamento globale causato dall’uomo è ancora la causa di tutto
Quindi prepariamoci a nuove e frequenti estati super calde, ad esodi estivi su autostrade infuocate. Ma anche ad ingenti danni all’agricoltura e all’impoverimento delle risorse alimentari del mondo con diminuzione delle acque. Difficile capire se questo trend si potrà fermare, certo che se il mondo non riuscirà a ridurre in modo drastico le emissioni di Co92 passando ad energie più pulite, il mondo vedrà eventi meteorologici estremi.

FAMOLO STRANO

Sono colpita dalle alleanze improbabili
Ieri Vendola si è proposto a Casini
Oggi Ferrero lo fa con Di Pietro
Domani Ferrando si mette con Buttiglione???
..
Franzanori
Vendola è disposto ad allearsi con Casini
Il suo primo rapporto contro natura
..
Lidia Ravera
Ha chiesto a una storica ‘compagna’ cosa pensasse del Pd della Speranza (Pds) con Di Pietro fuori e Casini dentro: “Ce l’hai ancora un po’ di speranza da investire?”
Quella ha risposto: “La speranza è la prima a morire. Restano la pazienza e l’ironia. Ma anche loro, ormai, stanno in fin di vita”.
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Recidivi
Bersani vuole andare ‘oltre’ il Pd
E recuperare Mastella? :- )
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Dario Vergassola:
Vendola: “Di Pietro non può restare fuori dai cantieri della sinistra!”
Bersani: “Okei, però gli facciamo fare l’operaio che cade dall’impalcatura!”

VV
Nel giochetto vergognoso delle alleanze, per mesi Bersani ha corteggiato invano Casini, nel tentativo di estromettere Di Pietro.
Sembra il gioco delle tre sedie con 4 giocatori che corrono intorno.
Ora: mossa a sorpresa! Vendola si allea con Casini, aprendo a Di Pietro!
Chi dovrebbe restare senza sedia? Bersani? Ahimè no, per il gioco dei numeri sarà sempre Di Pietro, perché sono i numeri alla fine che contano, non le buone intenzioni. E le alleanze le decideranno quegli zoccoli duri di rincoglioniti che continuano a votare ogni sozzeria ‘senza se e senza ma’ e continuano a rivotare Pd, convinti, come dice la vedova del 4° piano, “che se non si vota Pd, rivince Berlusconi!”-

SVENDOLA
Marco Travaglio

Di Pietro ha una fortuna sfacciata. Se il Pd fosse guidato da persone intelligenti (ipotetica del 3° tipo), lo avrebbero annesso in un bel csx tradizionale e, all’ultimo istante ci avrebbero infilato l’Udc. Così l’avrebbero definitivamente neutralizzato, sedato, spento. Costretto a far digerire ai suoi il matrimonio morganatico con l’Unione dei Condannati e con l’imputato Vendola, oltreché coi nuovi nemici della Procura di Palermo, avrebbe regalato a Grillo gran parte dei suoi elettori. E, prigioniero di un’alleanza in cui non sarebbe stato determinante, si sarebbe ridotto a ruota di scorta, pelo superfluo, portatore d’acqua di un progetto nefasto per quel che resta della nostra democrazia, e anche per lui: la grande ammucchiata destra-centro-sinistra che il Quirinale, le banche e i partiti hanno già deciso al posto nostro per la prossima legislatura, con la scusa dello spread.
B. ci starà perché, non potendo più vincere le elezioni, deve almeno fingere di non perderle, tenendo una zampa nel governo per seguitare a ricattarlo in cambio dei soliti favori penali e aziendali. Anche Casini deve fare la mosca cocchiera di una carovana tanto grande da mascherare l’estinzione dell’Udc.
Gli unici che potrebbero fare da soli sono quelli del Pd, ma il vero segretario, Napolitano, non vuole, senza contare il loro sacro terrore di governare divisi su tutto. Vendola avrebbe potuto restare coerente ai valori del suo elettorato, ma ormai è un’anatra zoppa e lessa, tra processi e sgoverno della Puglia di cui il caso dell’Ilva di Taranto è soltanto l’ultima prova: meglio intrupparsi che contarsi.
La decisione di escludere Di Pietro era presa da mesi e le sue sacrosante critiche al Quirinale per le interferenze nell’inchiesta Stato-mafia e la guerra ai pm di Palermo sono una pietosa scusa. Di Pietro non è “affidabile” per l’ammucchiata che, con la scusa dell’Europa, dovrà fare ciò che non riuscì a D’Alema e B. con la Bicamerale: ripristinare il “primato della politica” sui poteri di controllo e chiudere violentemente i processi alle classi dirigenti, in primis quello sulla trattativa che coinvolge e spaventa un po’ tutti. Insomma riportare l’Italia al regime dell’impunità legalizzata.
Un golpe bianco gattopardesco che richiede la massima omertà: non dovrà muovere foglia in Parlamento, mentre tv e grande stampa inneggeranno al regime. Per chi non ci sta (Di Pietro, Grillo, liste civiche) è già pronto il confino politico-mediatico: irresponsabili, nemici dell’Europa, untori dello spread, eversori da isolare e silenziare.
Resta solo da vedere se sarà ancora Monti a guidare il “nuovo” governo, o traslocherà al Quirinale cedendo il posto a Passera (è indagato per frode fiscale, dunque in pole position): ormai l’unico a credere che il premier sarà Bersani è Bersani. Ma la politica del futuro resterà la stessa, detta anche pudicamente “agenda Monti”: prendere ai lavoratori per dare ai banchieri, prendere agli onesti per non disturbare i ladri. E massacrare le guardie.
L’ostracismo all’Idv deciso dal Pd e digerito da Svendola regala a Di Pietro due occasioni d’oro. 1) Fare pulizia nel partito a sua insaputa: la prospettiva di qualche strapuntino nell’ammucchiata che verrà ingolosisce i dipietristi-democristi, vecchie muffe che non stavano con lui per difendere la legalità, ma per agguantare qualche cadrega e qualche titolo sui giornali, e ora se ne vanno senza bisogno di cacciarli. 2) Tornare alle origini per catalizzare il fronte trasversale che non ci sta (non solo a sinistra) al regime del “tutti dentro” e prepararsi a guidare l’opposizione con i giovani di 5 Stelle (la Lega, ormai, sfugge ai radar).
Ce la farà? Solo se una volta tanto azzeccherà i candidati, tenendo alla larga gli Scilipoti e i Lannutti vecchi e nuovi. A costo di sciogliere l’Idv per aprirsi al mondo delle professioni, della Fiom, dei nuovi sindaci. Gli errori degli ultimi anni fanno dubitare che ne sarà capace, ma c’è sempre una prima volta.
La fortuna non è mica eterna.

LA BALLA DELLA CRESCITA ESPONENZIALE

Sono d’accordo con Massimo Fini, che la finanza non è la causa della crisi che sconvolge il mondo ma la crisi vera è del modello di sviluppo con la balla della ‘crescita esponenziale’. Il fatto è che più di così non si può produrre. A chi si può vendere oggi una automobile? Anche India e Cina tra poco saranno sature. Niente può star dietro ai ritmi di produzione quando la domanda deflette. Non c’è solo la bolla immobiliare, c’è su scala planetaria una superbolla produttiva. E tornare al marxismo non serve a niente. Marxismo e iperliberismo sono uno la contro-faccia dell’altro, entrambi produttivisti, entrambi basati sul mito del lavoro e della produzione, entrambi attaccati a pensare che attraverso la produzione si arrivi alla felicità. “Ma questa utopia bifronte ha fallito, perché ha alla sue radici gli stessi idoli: industrialismo, produzione, consumo, crescita, sviluppo”, di chi a destra come a sinistra crede che lo sviluppo sia irrinunciabile.
I difensori di un altro mondo possibile credono invece che sia necessario decrescere, produrre di meno, consumare di meno, per arrivare a un equilibrio economico che non renda schiavi della dittatura dei mercati, ma sia “per una vita più semplice e più umana, senza stress, depressione, nevrosi, anomie, tumori psicosomatici e cardiopatie, che sono mali della Modernità.”
Sembra di sentir parlare Alex Zanotelli o Francuccio Gesualdi o Beppe Grillo. Invece è Massimo Fini. Ma allora c’è speranza!

ERA MEGLIO SE ANDAVA AD HAMMAMET!
Viviana Vivarelli

Povero Berlusconi!
Ha toccato la notorietà mondiale con le escort, le prostitute minorenni, il lettone di Putin, le corna ai convegni internazionali, i cucù alla Merkel, i ’mister Obaaaama!”, le barzellette sulla mela che sa di figa o l’appello alla culona inchiavabile, poi quel declino umiliante a cui almeno il Duce era stato sottratto.
Sberleffi, ingratitudine, guai giudiziari…
La ex moglie che gli chiede l’impossibile.
I figli attaccati solo ai suoi soldi come delle mignatte.
Escort che lo segano col culo flaccido.
Il Bossi che gli volta la schiena.
Vecchi amici che gli rosicano soldi a palate e gli dicono insulti irripetibili.
Raffiche di ricatti ed estorsioni come mai nessuno: i milioni di Tarantini, quelli di Lavitola che lo minaccia “Torno e ti spacco il culo”, la gola profonda di Velocci, Ruby come una sanguisuga, decine e decine di escort mantenute a vita…
E poi gli affari che vanno male, lo sfratto della Mondadori da Segrate
Il processo di Milano
Il tramonto repentino del calcio e del cinema: la svendita dei campioni del Milan, la crisi nera di Medusa
Mediaset con utili in calo del 73%.
Il poveretto sogna le elezioni ma Monti non lo degna nemmeno di uno sguardo e gli elettori svicolano. Non ne trovi uno che dica di rivotarlo. E’ sparita persino la Margherita.
Un italiano su 2 voterebbe una lista civica. Il Pdl è sceso al 18 superato dal M5S.
Intanto Sabina Began dichiara che aspetta un figlio. E’ andata con cani e porci, anche Bocchino ultimamente, ma il figlio, vedi vedi, lo aspetta da lui: un vecchio di 74 operato alla prostata. Praticamente un miracolo! Come fa a sapere che è suo? Il ragazzino è sempre in erezione! E se è una femmina?

MARCELLO, IO VORREI CHE TU, LAVITOLA ED IO….
Viviana Vivarelli

Cosa diceva il flaccido puttaniere di Arcore? Che, se non ci fossero stati i processi a rubare il suo tempo, avrebbe fatto ospedali per bambini nel mondo? Ora di tempo ne ha quanto ne vuole, libero per prescrizione e non va neppure in Parlamento.. dove sono gli ospedali dei bambini nel mondo??
Credo valga proprio la pena di votare uno come Berlusconi! Alla peggio, uno può minacciarlo di ‘spaccargli il culo’ e farebbe milioni a palate.
Chi è che diceva che i suoi nemici erano spinti dall’invidia? E chi può avere invidia di un simile catorcio ricattato dai più viscidi della Terra? Uno che perfino Bossi si permette di usarlo come stuoino!
Quale programma ha? E chi se ne importa? Siamo sicuri che il programma di governo lo faranno i suoi ricattatori. Ormai ne ha una bella fila!
Pezzi grossi della mafia che gli mandano i regalini al tritolo!
Almeno 40 milioni a Dell’Utri perché taccia sulla mafia!
5 a Lavitola per non dire lo sporco di Finmeccanica!
740.000 euro a Tarantini, tra dati e promessi, per tacere sui bunga bunga e sulla coca!
5 milioni a Ruby per star zitta sulla prostituzione minorile!
Soldi infiniti alla Minetti, la Began e tutto l’harem delle cembraccole!
Persino i figli sono zittiti col denaro perché non facciano interviste pericolose!
I posti del potere diffusi a piene mani a compagne di letto e criccaroli!
Ma chi ha un leader più ricattabile di lui?
Siamo il popolo più felice della Terra, e ancora il 20% che voterebbe per lui?????????
Guardatevi intorno! Una persona su 5 che vedete è pronta a rivotare Berlusconi. Lo vota ma non lo dice. Se ne vergogna come di un reato, però lo voterebbe lo stesso. Uno su 5 di quelli che qui scrivono per insultare il M5S voterebbe per lui o per Bossi che è come votare per lui o votare per la mafia e la peggio feccia di questo paese! Basterebbe questo a squalificarci come popolo di fronte all’umanità!

E I PARLAMENTARI SI FANNO IL REGALINO
Marco Palombi IFQ

“…dentro quel decreto che taglia la sanità e affama gli enti locali per miliardi di euro, dentro quello stesso decreto nel quale non si è riusciti a trovare 38 milioni per garantire duemila esodati di Finmeccanica, il Senato ha invece avuto la capacità di scovare altri 10 milioni per aumentare il fondo spesa dei gruppi parlamentari già ricchi per la legge Mancia.. prima del solito mese di ferie, un manipolo di disperati si è affannato a non dormire durante la discussione del provvedimento e alla fine i 10 milioni sono stati assicurati. Chiamarla spending review è solo quel tocco di genio che rende la cosa indimenticabile”.

L’AUTOBUS DI GRILLO NEL PAESE DELLA POLITICA-CHE-NON C’E’
ILVO DIAMANTI

Il M5S è un autobus. Di misura variabile. Con percorso variabile. Da alcuni mesi, è in crescita costante. Si è allungato. I passeggeri sono aumentati di numero. Rapidamente. Fra marzo e aprile: sono quasi raddoppiati. Poi, da maggio, si sono moltiplicati.
All’inizio eravamo in pochi. Perlopiù giovani-adulti come me. Che ho quasi quarant’anni. Sono di Bologna. Di sinistra. Senza partito.
Viaggiare ci piace. Utilizzavamo l’Autobus per raggiungere le località dei Beni Comuni. La Collina dell’Acqua Pubblica, Borgo Ambiente, la Valle dello Sviluppo Sostenibile. Non avevamo problemi di collegamento. Perché siamo sempre connessi. Alla Rete.
Negli ultimi mesi, si sono aggiunti in tanti. Sempre di più. Sparsi e spersi. Decisi a fuggire dai monti. O meglio: da Monti e dalla regione del Montismo. Sono saliti nell’Autobus M5S. Molti abitanti del Paese Democratico (PD) che non sopportano la coabitazione con quelli del Paese della (cosiddetta) Libertà (PdL). Né l’eccessiva familiarità con l’Unione del Centro (UdC). Una provincia piccola, alla congiunzione fra il PD e il PdL. Sospesa e incerta fra gli altri due Paesi. Molti abitanti del PD e dei Territori alla sua Sinistra non sopportano la promiscuità, con i nemici di sempre. Dopo anni e anni di conflitti, trovarsi tutti insieme, riuniti intorno al nuovo Governatore. Mario Monti. Alla nuova Confederazione: il Montismo. Inaccettabile e intollerabile. Così hanno approfittato del passaggio dell’Autobus M5S. Guidato da un autista esperto e fumantino. Beppe Grillo. Abile a cercare nuovi itinerari e nuove stazioni. E sono saliti. Seguiti da molti altri. A Genova, Parma, Mira. Comacchio. In molte città: grandi, medie, piccole e piccolissime. Del Nord e del Centro. Dove, di volta in volta, si sono aggiunti nuovi passeggeri. In fuga da altri territori. Dalla Padania, scossa da scandali e conflitti. La Terra dell’Indipendenza da Roma Ladrona. Diventata simile a Roma.
Meglio andarsene altrove. Lontano. Sull’Autobus di Grillo. Che, nel corso del viaggio, ha raccolto anche molti passeggeri in fuga dal PdL. Il Paese della Libertà: un popolo senza sovrani e senza guida. Incapaci di stare con gli abitanti del PD. Un residuo dell’URSS. Stalinista. Così nell’Autobus di Grillo sono saliti insieme gli insofferenti del PD e del PdL. Paradossalmente: per ostilità reciproca. Uniti dal risentimento verso i vecchi e i nuovi sovrani. Berlusconi, Bersani, Casini. E Bossi. Ma anche Di Pietro, Maroni, Vendola. Ma soprattutto, Monti. Tecnico, Professore. Un Potere Forte. Al servizio dei Poteri Forti del Nuovo Mondo senza Frontiere. L’Euro. Il Mercato.
Meglio partire. Insieme ad altri, disposti a intraprendere questo viaggio, verso non-si-sa-dove. Verso il Paese che -ancora – non c’è. Meglio viaggiare, andarsene, fuggire. Da un’altra parte. Dove: non importa.
Così siamo diventati tanti. Non solo giovani, studenti e intellettuali, di grandi città, come all’inizio. Non solo internauti sempre connessi. Le facce sono cambiate. Tante persone di età matura. Tanti anziani. Non solo professionisti e professori. Tanti operai, tanti lavoratori autonomi. Tanti abitanti di piccole città. Insomma, l’Autobus M5S ora non è più una carrozza d’èlite. Prima classe Business di Freccia Rossa o di Italo. Ma un convoglio popolare.
Viaggiare insieme, poi, è sempre una bella esperienza. Eccitante. Anche perché oggi tutti parlano di noi. Spesso, contro di noi. Tanto meglio. Ci dà identità. D’altronde, sul nostro autobus, ormai, siamo più numerosi del popolo del Paese della Libertà. Poco meno del Popolo Democratico. Mentre gli altri Paesi: la Padania, l’Isola dei Valori e la Terra Promessa della Sinistra, a confronto del nostro Autobus, sembrano un’Ape Car. Al massimo, dei pick-up.
Viaggiare verso un Paese-che-non-c’è è un’avventura interessante. Tanti, ma soli contro tutti. L’autista non è invadente. E ci dà visibilità. Grida e strepita. Contro tutti gli altri. Ma non ci impone regole rigide. Non pretende atti di fede. Questo un autobus. Mica una Chiesa, né una Patria a cui si “appartiene”. Un’Isola da cui non è possibile andarsene. È un autobus. Prendi un biglietto e sali. Alcuni di noi viaggeranno a lungo. Altri decideranno quanto, se e fino a quando continuare. Se, quando e dove scendere. A una prossima stazione. A una prossima fermata.
Nel frattempo proseguiamo. Tutti insieme. Siamo in tanti. Né militanti né fedeli. Ma soli – contro tutti.
I Passeggeri dell’Autobus di Grillo. In viaggio nel Paese della Politica-che-non-c’è. In lotta contro i politici e i partiti che ci sono.

L’ORIGINALITA’ DEL M5S
Viviana Vivarelli

Il M5S rappresenta qualcosa di totalmente nuovo rispetto a qualunque partito visto sinora, in questo senso è il primo e unico movimento popolare di democrazia diretta esistente in Europa, e non ha niente a che fare col partito dei pirati tedesco e svedese, sia perché il M5S non è un partito, sia perché nasce come una precisa reazione nel paese che ha i partiti più corrotti d’Europa che lo hanno portato a una crisi irreversibile senza dare segni correttivi, in un paese dominato da 3 mafie colluse con lo Stato e che ha avuto 2 tangentopoli, cose queste inesistenti in Svezia o in Germania.
Il M5S è nato col preciso scopo di contrapporsi alla partitocrazia italiana e alla degenerazione della democrazia parlamentare con un sistema di governo opposto, perché la politica ha costruito un potere assoluto e oligarchico completamente slegato dal popolo e non solo ha rovinato il paese ma ha rubato ai cittadino persino la sovranità elettorale.
Per questo il M5S ripudia qualunque cosa si colleghi ai partiti: la forma-partito, il potere assoluto dei segretari, i rimborsi elettorali, i rimborsi ai giornali, il fatto che gli eletti non dipendono da alcun mandato elettorale e sfuggono per sempre a qualunque controllo, i vizi, gli abusi, i privilegi, il potere, la possibilità di candidare in lista dei pregiudicati, il perverso sistema per cui una volta eletti non si esce più dalla cerchia magica del potere e lo si conserva in eterno, le alleanze anche distorte per tenere il potere….
Questi sono i punti che fanno del M5S qualcosa di unico in Italia, qualcosa che si distingue e si contrappone a qualunque partito e che costituisce una svolta culturale rivoluzionaria che, se imitata, potrebbe rivoluzionare la democrazia europea. Ma alcuni continuano a chiedere che il M5S adotti proprio i principi dei partito tradizionali pur sapendo che è proprio per la sua differenza che il 20% dei cittadini italiani lo voterebbe. Ma che senso ha?

PATTO STATO-MAFIA: LA CRICCA S’ACCROCCHIA
Vieteranno anche le intercettazioni?

Viviana Vivarelli

Negli altri paesi basta un pompino con una stagista o una telefonata in un albergo a far saltare un presidente. E le intercettazioni sono fondamentali ! Nel nostro nemmeno uno stupro alla Repubblica con la collusione della mafia! E l’esito è il veto alle intercettazioni, prova principe di ogni inchiesta sui crimini. Ma la Severino è della banda. Omertà prima di tutto! Cane non morde cane, bocconiano non morde mafioso, e se la torma dei lupi comanda, ad essere mangiati saranno i cittadini. Con tutti i loro diritti.
Così, anche sui gravi sospetti di coperture dall’alto su processi mafiosi, la cricca s’accrocchia! E pure i nuovi si schierano a far massa! Non li ha forse chiamati Napolitano questi qui? E dunque ringraziano, con la Severino in testa, che dichiara: “Napolitano non si pubblica!” Omertà di Cricca da Monti a mafia, tutti da una stanno! E i media seguono in ordine di mangiatoia.
Inutile ricordare che la Costituzione rende il Presidente della Repubblica “non penalmente responsabile nell’esercizio della sue funzioni, salvo che per alto tradimento e attentato alla Costituzione!”, e non vieta affatto che egli sia intercettato per qualsivoglia altro reato come qualsivoglia cittadino, per cui anche l’intimidazione dall’alto sul pm antimafia che scopre in una intercettazione Mancino e Napolitano resta materia processuale. Non per la Severino! Oltre tutto le telefonate intercettate fanno prova per l’accusa ma anche per la difesa che non può esserne priva soprattutto in questo strano processo che vede Presidenza della Repubblica contro pm, con l’Avvocatura dello Stato che difende Napolitano e i pm che devono raffazzonarsi un avvocato, mentre contro i pm di Palermo che hanno avuto la sventura di intercettare Mancino scatta la disciplinare.
E la Severino, degna compariella di Napolitano, pretende e ordina che le prove vengano distrutte ipso facto, il che è illegale!!

TUTTI I BUCHI DEI CONTI LEGHISTI

La Lega si oppone alla bonifica dell’Ilva gridando che è la solita truffa sudista.
Intanto la famosa trasparenza che Maroni ha giurato sulle casse del Partito va a farsi friggere. La Lega si vede rifiutare il rendiconto del 2010 presentato al Parlamento, per cui il Parlamento non le paga la tranche di rimborsi elettorali di settembre, 8 milioni e mezzo, perché i conti non sono è in regola, la solita truffa nordista!
La domanda era: come avete speso i soldi del partito? Ma nemmeno Maroni ha saputo rispondere correttamente. Mica poteva dire escort, coca, diamanti e lingotti! Loro giurano che appena avranno i soldi li metteranno in beneficenza. A vantaggio dei poveri banchieri della Tanzania, si immagina.

Dal Corriere:
Più di 880 mila € di assegni emessi nel 2011 a favore di non si sa chi e non si sa perché, almeno 417 mila € di prelievi in contanti o assegni tratti dall’ex tesoriere Belsito senza adeguati giustificativi, poi due crediti da 350 mila euro, 885 mila di rinuncia a crediti verso la controllata Fin Group spa, e altri 384 mila tra storno di registrazioni non documentate, ammanchi di cassa e poste ormai inesigibili in 140 sezioni locali: sono i rilievi degli analisti della PricewaterhouseCoopers , incaricata l’11 aprile dalla Lega del dopo-Bossi di valutare alcune poste patrimoniali nel bilancio 2011 tutto di responsabilità di Belsito.

Anche il rapporto Price di Maroni alla Procura di Milano evidenzia la gestione raffazzonata e il livello di confusione, tanto che di alcune operazione Price rimarca di essere venuta «a conoscenza per tradizione orale». E persino nei rari casi positivi: se ad esempio i 100 camion-vela per la pubblicità elettorale comprati nel 2009 per 2 milioni fossero stati messi a bilancio in modo non pasticciato, la Lega a fine 2011 avrebbe potuto contare su mezzo milione in più di avanzo d’esercizio, comunque a quota 6,5 milioni.
Price addita le registrazioni contabili di 1,7 milioni erogati dalla Lega tramite assegni per i quali non è stata rintracciata documentazione, gli assegni riportano spesso nomi di beneficiari per i quali nessuno sa associare fornitori conosciuti e motivazioni plausibili. L’analisi dei conti bancari rileva anche 36 assegni per 543 mila € e 29 prelievi per 174 mila incassati da Belsito e contabilmente registrati come prelevamenti da conto bancario e successivo versamento in cassa: solo che nella documentazione disponibile non c’è prova che questi 717 mila euro siano stati davvero versati nella cassa del partito.
284 mila sarebbero stati usati da Belsito per pagare ad es. due avvocati di cui non sono noti i «servizi legali», “servizi di consulenza» a una signora che compare come collaboratrice di Belsito; l’infermiera di Bossi; un autista senza contratto; lo stesso Belsito come auto compenso. Poi senza giustificativi e destinatari finali restano 433 mila €. E c’è la carta di credito di Belsito, con esborsi per negozi di abbigliamento (Louis Vuitton, Hermès), di elettronica e fotografia (Apple e Unieuro), gioiellerie (Tiffany), armerie e la Spa di un hotel.
19 mila € di spese mediche a favore di Umberto Bossi, spese in contanti a dipendenti e collaboratori occasionali sfondano per 275 mila euro, di cui 35 mila in contanti per Riccardo Bossi, affitto ristoranti, multe, meccanici,il veterinario del cane, l’abbonamento alla tv satellitare, e persino anticipi in contanti all’ex moglie.
In magazzino la Lega conta giacenze per 395 mila €, gadget di propaganda e ben 410 biciclette, del valore di 82 mila € ancora depositate presso il produttore
Caos totale: 3.447 orologi, 250 teli mare…?!?.

Luigi Ferrarella Giuseppe Guastella
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_luglio_31/bicicletta-padana-mai-ritirate-bici-lega-nord-conti-carroccio-bossi-belsito-2011243917527.shtml

Maroni da Berghem!! Viva Petrolini!

Fabio Martello
Il problema di questo paese sono le calamità naturali. In specie, quell’enorme tsunami di merda che ha invaso le istituzioni

E LA LEGA AVREBBE COMBATTUTO LA MAFIA???!!!
Viviana Vivarelli

Nei 20 anni di Berlusconi la mafia è cresciuta .
Le sue vittime sono 5000.
Ha un fatturato di 150 miliardi l’anno,150 miliardi rubati dalle tasche degli italiani.
La mafia si è insediata nelle istituzioni.
Le giunte di troppi comuni del nord sono scese a patti con essa dandole appalti.
Ormai tutte le grandi opere sono infiltrate da società mafiose.
La capitale della mafia è Milano.
Il patto infame dello Stato con la mafia c’è sempre stato ma è cresciuto negli ultimi 20 anni, e proprio negli anni del malgoverno di B,
che è salito al potere grazie ai soldi e ai voti della mafia.
E con lui è salita al potere la Lega sempre coi soldi e i voti della mafia, dimenticando quello che aveva gridato sulle piazze contro B mafioso ma interessata agli utili che avrebbe conseguito dal potere e vendendo il proprio popolo per 30 denari come Giuda.
Gente ignobile come Casini ha la faccia di attaccare pubblicamente Ingroia, insultandolo, mentre prende voti dalla mafia e protegge corrotti come Cuffaro, Cesa, Naro, Mannino e in Parlamento associa i suoi insulti alle vittime della mafia a quelli di Dell’Utri, consigliori di B, tramite per 20 anni tra B e la mafia e percettore per B dei voti in Sicilia che sono gestiti dalla mafia.
Ma il Pd tace e aiuta B a votare le sue leggi inique a favore della mafia e a nominare gente come Carnevale.
Non si salva nessuno, perfino un ex vicepresidente del CSM, Mancino, viene accostato alla mafia sotto la protezione di Napolitano.
L’Italia crolla sotto il peso di accuse terribili in cui tutti i partiti, meno l’IdV, sono sospetti di collusioni infami e si scopre che persino il Pd ha chiesto voti alla ‘ndrangheta e molti sono sicuri che in cambio ha promesso appalti per la Tav in Val di Susa, anche se i giudici non hanno ancora formulato alcune sentenza.
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L’onnipotenza e la sicumera di Formigoni toccano il tetto del ridicolo: “Dov’è il reato? Io non vedo reati! Ho consultato dei giovani amici del primo anno di giurisprudenza e anche loro non hanno visto l’ombra di un reato!”
Forse sarebbe meglio che consultasse avvocati del calibro di Ghedini invece degli studenti del primo anno di legge??!! E magari membri di Comunione e Liberrazione! Si beffa di noi? Crede di essere sopra la legge ‘l’eccellenza della Lombardia”? O forse chiede per sé lo stesso omaggio che lui dette a Berlusconi qauando il volgare Ferrara indisse un convegno per elogiare il libertinimo del Cavaliere, stendendo al filo i suoi mutandoni, e Formigoni applaudiva e rideva beato in prima fila e, quando i giornalisti gli chiesero come potesse la sua osservanza cattolica coniugarsi con la condotta dissoluta che veniva elogiata sul palco, rispose: “Chi sono io per poter giudicare Berlusconi?”
E dunque chi siamo noi per giudicare sua eccellenza Formigoni?! 🙂

L’EVOLUZIONE DEL CERVELLO
Viviana Vivarelli

Il pensiero del M5S discende dal pensiero no global che si è diffuso ‘nel mondo’ almeno da 30 anni come pensiero ‘planetario’, ‘universale’ che si oppone alla globalizzazione, che è la depredazione del pianeta e la soggiogazione dell’umanità all’avidità di pochi gruppi di magnati finanziari.
In questa sollevazione contro la degenerazione dell’iper-liberismo e nella creazione di un nuovo sistema economico, politico, culturale e sociale, ogni singola persona ha il senso di partecipare a qualcosa che oltrepassa la propria sfera personale e il proprio localismo in nome del contrario esatto dell’egoismo ristretto e dell’appropriazione esclusivistica di beni e diritti, insomma all’opposto di ciò che costituisce il fondamento del capitalismo o, in Italia, del leghismo e del berlusconismo che sono due forme di neo-fascismo.
La prima struttura di cervello umano è il cervello rettile: attento solo al sesso e al possesso (maschilismo, gerarchia, potere assolutistico, depredazione, avidità e guerra).
Si sviluppa poi il cervello mammifero che sente i valori della famiglia e del gruppo (diritti di gruppo e democrazia).
Il terzo a formarsi nell’evoluzione naturale è il cervello superiore; di questo negli ultimi secoli si è sviluppata soprattutto la parte maschile o razionale (scienza, tecnologia e finanza). Aspettiamo ora lo sviluppo della parte femminile o intuitiva, capace di percepire le relazioni, le reti, l’appartenenza simbiotica a uno stesso organismo di cui fanno parte uomini, animali, piante, natura, elementi del pianeta, la globalità dell’insieme interconnesso e la sua cura e conservazione.
Chi sarà capace di fare questo balzo evolutivo potrà rivoluzionare storicamente i sistemi politici, culturali, economici e sociali.
Chi resterà appiattito al cervello rettile sfiancherà il mondo con le ultime guerre di razzia finché sarà superato come lo fu il mondo dei dinosauri. E perirà, prim’ancora di essere rovesciato da forze esterne,dal suo stesso germe di disfacimento.

PERVERSIONI DEL LIBERISMO
Viviana Vivarelli

Il punto è che il sistema è perverso. Ormai di ‘economico’ non ha più nulla. E’un sistema ‘assurdo’!
Compriamo pomodori dalla Cina e distruggiamo i nostri con le ruspe.
Compriamo arance da Israele e costringiamo i nostri produttori di arance e cessare la produzione.
Compriamo parmigiano fatto in Canada e non proteggiamo nemmeno i prodotti nostrani.
Facciamo costruire i nostri giocattoli a Hong Kong e i vestiti a Taiwan e chiudiamo le nostre fabbriche di abbigliamento o giocattoli. Poi falliamo perché i nostri disoccupati non comprano più nulla.
Ma vi sembra normale questo?
I supermercati buttano via 250 kg di cibo al giorno “solo per motivi estetici”, tanto cibo da sfamare ogni anno 636.000 persone. E solo in Italia ci sono 8 milioni di poveri.
Sempre in Italia 3 miliardi di € di beni alimentari vanno nei rifiuti ogni anno per un totale di 1,5 milioni di tonnellate di cibo buttato; il 15% di pane e pasta, il 18% di carne e il 12% di verdura ed ortaggi sono gettati via ogni giorno.
Ed è una tendenza mondiale: negli Usa il 40-50% del cibo viene sprecato (e ci sono 40 milioni di poveri), in Inghilterra il 30-40% del cibo finisce nella spazzatura (e il 22% degli inglesi è sotto la media europea di reddito).
150 milioni di persone nel mondo potrebbero essere sfamate solo dal cibo gettato via.
852 milioni di persone nel mondo sono sottoalimentate e 5 milioni i bambini ogni anno muoiono per cause legate alla fame
E oltre allo spreco dobbiamo vedere generi di prima necessità, cibo dei poveri, aumentare il loro prezzo solo perché degli speculatori fanno i loro sporchi giochi di Borsa senza che nessun G8 o G20 metta il minimo freno alle loro speculazioni avide e incontrollate.
Il mondo intero muore affinché pochi giocatori mondiali portino avanti i loro giochi perversi.
E questi squali non solo rovinano il mondo ma non tollerano nemmeno la più piccola regola o la più piccola tassa sulle loro transazioni, come se fossero i devastatori incontrollati dell’universo!
Ma è sostenibile tutto questo??

ILVA DI TARANTO
Viviana Vivarelli

L’uomo dei Riva, Girolamo Archinà, dice: “Clini è nostro!” E’ lo stesso che urlava ai giornalisti: “Ve li inventate voi, i morti!” (386 morti in 13 anni. Morti di cattiva stampa??). Uno che definisce l’inquinamento “un fenomeno mediatico di allarmismo assolutamente spregiudicato”. E’ spregiudicato l’allarmismo, capite! non i padroni dell’Ilva e i ministri di B che gli hanno tenuto il cappello!
Appena Archinà svela il patto scellerato dei Riva con Clini, Archinà viene licenziato in tronco. Clini invece ce lo teniamo “senza se e senza ma”, vero Bersani?
Clini è quello che appena fatto Ministro dell’Ambiente, è corso giulivo a una televisione privata per annunciare che era favorevole al Ponte di Messina, alla Tav in Valsusa e alle centrali nucleari!! TRIPLETTA!!! Povero Ambiente! E’ come la pace nelle mani del generale De Paola o il lavoro strangolato dagli artigli della Fornero! Del resto da un pupillo di De Michelis, icona dei liberisti e feroce nemico del Protocollo di Kioto che potevamo aspettarci?
Intanto, per la serie che è sempre il cittadino a pagare i danni degli altri, Clini riesce ad appoggiarci sulle tasche anche i 336 milioni per la bonifica del “letamaio cancerogeno” di Taranto. Dalle tasche dei magnati Riva, invece, non uscirà uno sgheo! 17 anni fa lo stesso Riva di adesso aveva inquinato Genova-Cornigliano e glielo volevano far chiudere, ma Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente, propose che fosse lo Stato a pagare la bonifica. Oggi fa il bis, corre in aiuto al ‘caro amico’ sotto accusa scaricando i costi dell’impresa sui contribuenti. I cittadini pagheranno perché 20.000 persone non restino sul lastrico. Noi pagheremo perché i Riva intaschino altri miliardi. E’ questo che vota Bersani? E’ questo che vuole il governo Monti, “senza conflitti di interesse” e così straordinariamente, così meravigliosamente “EQUO”??!!

DI PIETRO

Gli operai tarantini dell’Ilva hanno ragione. Ma è giusto che i magistrati abbiano ordinato i sigilli per i reparti più venefici di una fabbrica che è tra le più velenose del mondo. Non è con loro che i lavoratori e i cittadini di Taranto devono prendersela. Sono stati i primi e i soli ad avere il coraggio di sottrarsi al turpe ricatto che ha permesso sinora ai Riva, proprietari dell’Ilva, di arricchirsi a discapito della salute dei lavoratori e delle loro famiglie. Che l’Ilva avveleni l’aria, il mare e la terra di Taranto è una certezza scientificamente provata. Per decenni, invece di mettere in sicurezza gli impianti e bonificare l’ambiente che avevano distrutto, i Riva si sono difesi dietro quel ricatto: “O vi tenete il veleno e accettate di rischiare la vita vostra e quella dei vostri figli, oppure restate senza lavoro”. Questa è stata sinora la tragedia di Taranto: non avere scelta se non quella tra il veleno e la miseria, tra i fumi dell’Ilva e una disoccupazione di massa che metterebbe in ginocchio l’intera città. Grazie a questo ricatto le istituzioni sono rimaste immobili e paralizzate, fingendo di non vedere che l’Ilva trasgrediva, senza nemmeno nascondersi, la legge e inquinava senza pietà l’ambiente circostante, senza spendere nulla dei propri immensi profitti per riparare al danno e impedire che si ripetesse e anzi peggiorasse. I lavoratori sono rimasti soli. I magistrati non potevano continuare a fare finta di niente. Di fronte a reati contro la vita umana avevano il dovere di intervenire ed è la sola strada per rompere la logica ricattatoria dei proprietari dell’Ilva e rompere la solitudine e l’impotenza dei lavoratori. Non è vero che non esiste altra alternativa oltre a quella fra la morte e la fame. L’inquinamento può essere aggredito frontalmente. Le emissioni possono essere riportate entro i limiti consentiti dalla legge. La terra, il cielo e il mare di Taranto possono essere bonificati.
Il punto dolente è che tutte queste cose costano e che i Riva non vogliono perdere nemmeno un euro dei loro preziosi profitti, realizzati a man bassa in tutti questi anni. Allora devono essere obbligati a farlo. Occorre la ristrutturazione ambientale dell’Ilva, ma non a spese del denaro pubblico ma a spese di chi ha provocato immensi danni e ci si è arricchito. Solo in un mondo osceno e feudale si obbliga il lavoratore a scegliere tra il lavoro e la vita. Magistratura e lavoratori possano devono allearsi per una comune battaglia di civiltà. Noi vogliamo che i cittadini di Taranto abbiano garantito il lavoro e il reddito, ma anche la salute e la sicurezza, per se stessi e per le loro famiglie. Non è pretendere troppo. E’ chiedere il giusto.
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Chiara scrive
Il padrone dell’Ilva, Emilio Riva, è un “eroe della patria”. Come non tutti sanno, infatti, ha avuto un ruolo nell’affaire Cai. Alitalia stava fallendo, non potevamo venderla ai francesi, secondo B, perché pareva brutto. Meglio dividerla in due e regalare i debiti della parte malata allo Stato, cioé a NOI cittadini; la parte sana dell’azienda invece, meglio affidarla a un manipolo di saggi eroi della patria, imprenditori che formarono Cai, al fine di ”salvare” la parte pulita di un’azienda che senza demagogia sarebbe stata salvata da mesi. Fra questi ecco Emilio Riva, già frequentatore delle cene elettorali di B. All’eroe Riva, padrone dell’ILVA bisognava pure fare qualche piacere soprattutto se in Puglia la giunta Vendola aveva iniziato a dare fastidio, proprio sulla questione dell’inquinamento dell’Ilva. Vendola aveva iniziato a rompere le scatole ma fece di più: minacciò di far chiudere l’ ILVA se non si fosse adeguata agli standard europei, smettendola di emettere diossina a destra e a manca per risparmiare sulla “pulizia” delle sue emissioni. Allora B diede istruzioni alla fida ministra dell’ambiente Prestigiacomo, che contestò i dati sull’inquinamento, era il 2008, che inchiodavano l’Ilva, salvandola, forse per non dare grattacapi all’amico Riva, impegnato appunto a salvare la compagnia aerea tricolore: grazie eh!. A quel punto rimaneva solo una piccola quisquilia da risolvere, ovvero la concessione dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) senza la quale l’Ilva sarebbe costretta a chiudere e su cui Vendola aveva già minacciato parere contrario se non si fosse fatto qualcosa per diminuire la diossina. Ma i tecnici che dovevano decidere se concederla o meno furono rimossi sempre dalla Prestigiacomo, per essere sostituiti con ESPERTI di SUA FIDUCIA. Secondo il giudice, «l’attività emissiva si è protratta dal 1995 ed è ancora in corso in tutta la sua nocività». «La piena consapevolezza della loro attività avvelenatrice riguarda anche il fatto che le aree soggiacenti all’attività emissiva erano utilizzate quale pascolo di animali da parte di numerose aziende agricole dedite all’allevamento ovi-caprino. La presenza di tali aziende era infatti un fatto noto da anni, eppure per anni nulla è stato fatto per impedire la dispersione di polveri nocive che hanno avvelenato l’ambiente circostante ove tali aziende operavano».
Il giudice ricorda che le emissioni dell’ Ilva hanno prodotto l’avvelenamento da diossina e da Pcb di 2.271 capi di bestiame (poi abbattuti) destinati all’ alimentazione umana diretta e indiretta con i loro derivati. “Dai dati raccolti dai Periti risulta che un totale di 637 morti, in media 91 morti all’anno, è attribuibile ai superamenti dei limiti di PM10 e un totale di 4536 ricoveri, con una media di 648 ricoveri all’anno, per malattie cardiache e malattie respiratorie, sempre attribuibili ai suddetti superamenti. La situazione sanitaria a Taranto è unica in Italia”. Gli operai protestano, vogliono che la fabbrica riapra, anche se sono consapevoli che alcuni amici e familiari sono morti o gravemente malati a causa delle emissioni letali dell’ILVA. Non hanno prospettive, sono in età medio-avanzata, difendono e vogliono liberi l’eroe del Cai e i capi reparto affinché tutto riprenda come prima: lavorare, riscuotere il salario, sicuramente ammalarsi, forse morire… RIVOGLIONO INDIETRO la loro NON-VITA, non ne hanno un’altra. ALLORA se la Prestigiacomo non avesse contestato i dati dell’inquinamento e non avesse sostituito i tecnici dell’Aia con altri più accomodanti, l’eroe RIVA avrebbe dovuto ammodernare i suoi impianti e molta gente avrebbe potuto continuare a vivere. Su suggerimento di CHI, ha agito la Prestigiacomo ? Forse del suo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ?
Nelle acciaierie del Nord Europa non esistono casi comparabili a quello dell’ILVA. Là le norme per la sicurezza, la salute e la tutela dell’ambiente vengono generalmente rispettate, ma nel Nord Europa un B al governo per 18 anni sarebbe stato impensabile. Se un industriale considera i suoi dipendenti come schiavi cercherà di risparmiare sulla loro pelle: bestie umane, nient’altro ! Se viceversa nutrirà rispetto per quelli che considera suoi simili, anche se subordinati, rinuncerà volentieri ad una parte dei suoi introiti per investire in tecnologie per la sicurezza umana ed ambientale.
Se MONTI non avesse le palle piene di SPREAD, potrebbe pensare ad una soluzione di questo tipo: dare una sovvenzione statale agli operai, in attesa di farla rimborsare ai responsabili del disastro non appena saranno condannati. La documentazione è tale che sarà molto difficile farla franca. Ma Monti non ha libertà di manovra, deve sottoporre le sue iniziative alla maggioranza malaticcia che lo sostiene e soprattutto al botulinizzato B. Avete notato come la sua faccia somigli sempre più ad una palla ? Sarà perché tra la pelle e il teschio è stata inserita una camera d’aria ?
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I dati sulle malattie professionali falsificati. Gli impegni per migliorare le prestazioni ambientali presi solo sulla carta. Bugie. Omissioni. Presunte corruzioni. E continui ostruzionismi nei confronti degli ambientalisti.
Un disastro ambientale senza precedenti, che il gruppo Riva avrebbe ignorato, anzi tentato di camuffare, anche corrompendo un consulente incaricato dalla Procura di analizzare l’inquinamento prodotto dalle diossine.

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Per la prima volta nella sua storia, l’Italsider, la fabbrica che a Taranto significa pane per 20mila famiglie, e veleni, malattie e morte per la città, rischia il collasso come un gigante dai piedi d’argilla.
E’ successo quello che era prevedibile nelle ultime settimane, impensabile fino a qualche anno fa.
Emilio Riva, l’ottantaseienne re italiano dell’acciaio, suo figlio Nicola e una schiera di dirigenti, manager e responsabili dell’Ilva sono agli arresti domiciliari. Sei aree vitali per la produzione dell’acciaio sotto sequestro. Ferme, bloccate, non utilizzabili.
“Non può essere consentita una politica imprenditoriale che punta alla massimizzazione del risparmio sulle spese per le performance ambientali del siderurgico”, scrive il gip Patrizia Todisco nel suo provvedimento.
L’Ilva e i Riva hanno accumulato profitti enormi negli anni passati senza preoccuparsi dei veleni che i fumi e le polveri diffondevano nell’aria ammorbando la città.
A Tamburi, hanno calcolato gli esperti, i bambini hanno i polmoni incatramati come un adulto che fumi 6-7 sigarette al giorno, tanta è la concentrazione di benzopirene nell’aria. Così a San Paolo, l’altro quartiere cresciuto a ridosso dell’Ilva. “Chiedano conto a Riva e compagni, spieghino loro come oggi sono aumentati i livelli di produttività dello stabilimento. La ricetta è semplice: tecnologia spinta, macchinari al massimo e sfruttamento degli operai”. I fumi che hanno ammorbato l’aria, i materiali ferrosi che viaggiavano su nastri trasportatori scoperti (sono stati adeguati solo pochi anni fa), i parchi minerali, un’area grande come decine di campi da calcio dove vengono stoccati i minerali necessari alla produzione, proprio a ridosso del quartiere Tamburi.
Insomma, il cancro dell’Ilva. Taranto brucia , città disperata e divisa, schiacciata tra la prospettiva di un disastro sociale, migliaia di lavoratori in mezzo a una strada, e i veleni che la uccidono lentamente.
Eppure da decenni le associazioni ambientaliste, a contatto con gravissimi problemi di salute, e negli ultimi anni anche L’Ordine dei Medici, denunciavano con la voce più alta possibile livelli intollerabili di inquinamento e chiedevano soluzioni ai responsabili della Salute pubblica. C’è stato un vero muro di gomma.
Dove sono Asl, Regione e ARPAL?
In fondo i Cittadini non chiedono altro che il rispetto delle leggi e la difesa della salute.

Nel libro «Diaz – dalla gloria alla gogna del G8 di Genova», la dichiarazione di Canterini, ex capo della mobile condannato a 3 anni per falsa testimonianza:

«È mia intenzione parlare di chi e perché ha voluto a tutti i costi la Diaz, di chi ha coperto i veri massacratori della scuola, di chi e perché ha depistato sulle responsabilità alte, chi e perché ha scientificamente gettato fango sul Settimo. Erano bestie vili, da rintracciare e rinchiudere in gabbia. A cui nessuno ha però dato la caccia. Dal 2001 sono libere e impunite grazie anche a chi c’era ma in effetti non c’era, a chi comandava senza comandare, a quanti si trovavano lì per caso , per volontà superiore, per depistare, per randellarne uno ed educarne cento.La Diaz fu una rappresaglia scientifica alla figuraccia mondiale per le prese in giro dei black bloc. Un tentativo, maldestro, di rifarsi un’immagine e una verginità giocando sporco, picchiando a freddo, sbattendo a Bolzaneto ospiti indesiderati assolutamente innocenti».
“Il blitz serviva esclusivamente ad accollare le armi a qualcuno da arrestare e la stessa convocazione di massa (degli agenti di polizia) alla Diaz non aveva spiegazione se non per soddisfare la collera repressa di chi, per due giorni e due notti, le aveva prese senza darle.
C’abbiamo un mezzo accordo con gli antagonisti. Per noi va bene che facciano casino, che si incazzino, che facciano scena – disse un alto papavero del ministero dell’Interno al comandante del I Reparto mobile, che riporta il colloquio nel libro –. Ci sta. Non c’è problema che sfilino per le strade urlando slogan e minacce. E va bene pure che tra noi ci facciamo, come dire… una cosa cavalleresca. Ci picchiamo, ce le diamo come al solito. Ma gliel’abbiamo detto e ridetto: state lontani dalla zona rossa sennò so’ mazzate serie.
La battaglia col blocco nero era qualcosa di incredibile, impensabile, indescrivibile. Erano tanti, troppi. Organizzati, ognuno con un ruolo, un’incombenza. Professionisti come noi. Si spostavano a elastico, si allungavano e accorciavano le linee d’offesa: un incubo. Sapevamo che gli antagonisti, e gli autonomi, s’erano addestrati in un paio di centri sociali di Padova e Torino. Li avevamo anche visti allenarsi allo stadio Carlini di Genova. Ma le tute nere, quelle toste e preparate, arrivate dalla Spagna e dalla Grecia, dalle banlieue francesi e dai quartieri periferici londinesi, erano tutt’altra cosa».

http://www.ilpost.it/2012/07/30/la-diaz-di-canterini/

MIGRANTI
ERRI DE LUCA

I poteri hanno visto nelle isole dei luoghi di reclusione, hanno piantato prigioni su ogni scoglio: il mare nostro brulica di sbarre. Gli uccelli invece vedono nell’isola un punto di appoggio, dove fermare e riposare il volo, prima di proseguire oltre. Tra l’immagine di un’isola come recinto chiuso, quella dei poteri, e l’immagine degli uccelli, di un’isola come spalla su cui poggiare il volo, hanno ragione gli uccelli. Un viaggio su dieci sprofonda, la terraferma Italia è terra chiusa: li lasciamo annegare, per negare.
Il 1900 è stato il secolo in cui milioni di essere umani si sono spostati da un continente all’altro. E così hanno spostato il peso del mondo. Milioni di
esseri umani, miriadi di esseri umani. Nel 1900 siamo stati noi, italiani, gli azionisti di maggioranza. Trenta milioni di noi si sono spostati. E’ stato il nostro 1900. Ha spopolato, svuotato terre e paesi molto più di due guerre mondiali.
Quelli di adesso, invece, partono sopra degli zatteroni, dei barconi a motore, verso un nord sommario, purché non sia un porto. E si portano dietro tutto quello che hanno potuto salvare da una espulsione, lasciandosi dietro un bucato in fiamme, oppure una miseria infame. Ma quegli occhi sbarcheranno da noi, e saranno rinchiusi, dentro Centri di Permanenza Temporanea. Chiamiamo così dei posti che sono dei campi di concentramento con sbarre, filo spinato, guardiani. Ma “permanenza”: un bel nome alberghiero, per non dire a noi stessi che facciamo i carcerieri di viaggiatori, colpevoli di viaggio.
Quegli occhi sbarcheranno da noi, e allora sì, si accorgeranno dello spariglio, della disparità delle carte in tavola.
“Che dà allo straniero pane e vestito”: questo dice di sé la divinità nella scrittura sacra. “Che dà allo straniero pane e vestito”. Che alla creatura umana dice: “E amerai lo straniero perché stranieri foste in terra d’Egitto”. Circa cento volte la Bibbia scrive la tutela dello straniero: circa cento volte. Insiste, la divinità, con il verbo “amare”, con il più forte sentimento e la più potente energia del corpo umano – “amare”: che fa del bene prima di tutto a chi ama, prima ancora di far del bene all’altro, allo straniero. Amare, non tollerare. Non respingere, alla rinfusa, donne incinte. E nessuno dica: «Ma perché partono incinte, queste benedette donne ragazze?». Perché non partono incinte. Vengono violate, regolarmente, a ogni frontiera africana.
Nasce tra i clandestini, l’ultimo Gesù. Passa da un’acqua di placenta a quella del mare, senza terraferma, perché vivere ha già vissuto e dire ha detto, e non può togliere una spina dai rovi che incoronano le tempie. Sta con quelli che esistono il tempo di nascere, va con quelli che durano un’ora.
Siamo gli innumerevoli. Lastrichiamo di corpi il vostro mare per camminarci sopra. Non potete contarci; se contati, aumentiamo, figli dell’orizzonte che ci rovescia a sacco. Nessuna polizia può farci prepotenza più di quanto già siamo stati offesi. Faremo i servi, i figli che non fate. Da qualunque distanza, arriveremo. A milioni di passi. Noi siamo i piedi, e vi reggiamo il peso. Spaliamo neve, pettiniamo prati, battiamo tappeti, raccogliamo il pomodoro e l’insulto. Noi siamo i piedi e conosciamo il suolo passo a passo. Noi siamo il rosso e il nero della terra, un oltremare di sandali sfondati, il polline e la polvere nel vento di stasera. Uno di noi, a nome di tutti, ha detto: «Non vi sbarazzerete di me. Va bene, muoio; ma in tre giorni resuscito e ritorno».

GLI UOMINI DIVISI
Le più penose tra tutte le creature
Viviana Vivarelli

Voi che negate agli altri
il principio primo del sopravvivere
Voi che rinnegate l’essere vostro umano
rinnegando la vita nell’altro essere umano
Voi che avete creato prigioni
da chi fuggiva prigioni
inferni
da chi scappava gli inferni
che avete creato la fame
da chi scappava la fame

che avete dato ingiustizia
a chi cercava giustizia
Voi che non vi siete mai mossi di qui
e pure siete stranieri
alla vostra stessa terra
nemici del vostro stesso paese
pieni di odio coi vostri stessi fratelli
voi migranti della verità, dell’onestà della giustizia
truffatori della fede

portatori di falsi simulacri
avversi dell’uomo che alberga nel vostro cuore
nemici di voi stessi
voi che calpestate la vita ogni mattina
con parole di odio
separazione
sottrazione
emarginazione

voi nemici di voi stessi
come creature separate
che non si incontrano mai…

voi che avete perso il cuore
pervertendo la testa.

..
Come potete non capire che non sono i miseri che dovete combattere ma la miseria?
Che non sono gli iniqui che dovete arrestare ma l’iniquità?
Come potete non capire che il nostro lusso di ieri, la nostra corruzione , la nostra avidità, la nostra razzia, le nostre inutilità, i nostri sistemi perversi, il nostro liberismo selvaggio, le nostre multinazionali, i nostri giochetti finanziari, le nostre depredazioni, i nostri mercati, hanno creato gli inferni da cui fuggono milioni di esseri umani che l’egoismo del nostro Occidente hanno reso bestie spaventate, affamate, umiliate, violentate, represse?
Come potete non capire che è questa sperequazione per cui chi ha avuto due ha rubato uno a chi è rimasto senza niente? E che se quello ruberà, farà violenza, riverserà altro male, sarà per reazione a ciò che ha avuto prima? A ciò che gli hanno fatto coloro che si reputano onesti?
Chi spiega all’uomo civile di quanto sangue gocciola dal suo cellulare, del suo pc, da un biglietto di volo, da un litro di benzina… a causa del litio, il cobalto, il tantalio, il petrolio, il gas, l’acqua, la terra, il cibo, il diritto.. che abbiamo rubato a popoli a cui abbiamo imposto guerre, stragi, depredazioni, violazione, stupri, torture?
E se questi resti di uomini oggi arrivano da noi e cercano di sopravvivere in diverse ma eterne ostilità fino a delinquere, trasgredire la legge, darsi al reato.. con quale faccia possiamo ancora imporre loro nuove violenze, visto che anche i loro reati sono frutto indiretto delle nostre violenze? Con quale faccia possiamo vedere solo quelle e non le infamità che NOI abbiamo compiuto ai loro danni e a qui le loro vite straziate sono solo la reazione?
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Le statistiche Eurostat 20 dicono che nei 27 Paesi UE ci sono 20 milioni di extracomunitari: quasi 3 in Italia, 5% del totale.
I Paesi a percentuale più alta sono quelli baltici, Lettonia(17%) ed Estonia (15%) per la massiccia presenza di russi, poi la Spagna (7,3%), la Grecia (7%) e l’Austria (6,5%). La percentuale italiana è in linea con quella degli altri grandi Paesi.
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I modelli sono due:multiculturalismo e assimilazionismo

Il 1° c’è in Inghilterra e Francia.A me sembra che in Inghilterra funzioni bene,anche se Cameron e Sarcozy (entrambi di dx) dicono di no(perché la politica della dx è contro immigrati come è contro i poveri)e consiste nel promuovere la convivenza parallela e senza interferenze,tra tutte le culture. Però è vero che si formano gruppi e zone a etnia diversa,come in America
Anche Londra è divisa in zone a predominanza di una etnia o dell’altra, c’è la zona ebraica, quella polacca, sik,ecc.

L’assimilazionismo è il contrario,ed è quello che la Lega sbraita sulle piazze,anche se poi Tosi o Maroni hanno fatto diversamente da quanto Bossi sbraitava e funziona così:tu sei venuto in un paese straniero,qui c’è una certa cultura e ti devi adeguare,senza troppe mediazioni. O ti adegui o te ne vai. Dove questa politica è stata applicata ha generato conflitti molto forti

In genere nessun paese si attiene strettamente a un modello ma media tra l’uno e l’altro
Il modello italiano è «Identità e incontro» e punta ad una «integrazione nella sicurezza»
Si cerca di rispettare le varie identità e di promuovere un dialogo tra esse,puntando sulla scuola,la casa e il lavoro,l’accesso ai servizi sociali…Insomma si cerca di far vivere gli stranieri con delle regole italiane ma senza cancellarne l’identità culturale. Il problema è che il modello non viene applicato per mancanza di risorse su questo campo. Non si riesce nemmeno a identificare la provenienza in tempi umani e la Bossi Fini crea delle vere odissee per il permesso di soggiorno. La Lega ha voluto leggi drastiche che poi sono risultati inapplicabili, con la conseguenze di migliaia di persone prive di diritti e costrette a delinquere per vivere

Per chi ha paura di ondate di immigrati è da dire,che,dopo una impetuosa crescita della popolazione straniera tra il 2000 e il 2009, si sta assistendo ora ad un assestamento
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IL MODELLO TEDESCO

Tra il 45 e il 73 in Germania mancava mano d’opera, per cui si accolsero rifugiati della zona est e lavoratori stranieri, con accordi bilaterali con Italia, Grecia, Spagna, Turchia, Marocco, Portogallo, Tunisia e Jugoslavia.
Il datore di lavoro si rivolgeva all’ufficio di collocamento che prima cercava manodopera locale e se non c’era si rivolgeva all’Ufficio Federale del Lavoro, che distribuiva la richiesta agli uffici dislocati nei paesi con cui la Germania aveva fatto accordi.
La manodopera richiesta si trasferiva in Germania,dove riceveva un permesso di soggiorno temporaneo da 1 a 5 anni. Alla scadenza, se il permesso non era rinnovato, il lavoratore era obbligato ad andarsene. Si cercava di evitare che si stabilisse in Germania, era un ’lavoratore ospite’. Ma un po’ alla volta per evitare i tempi di nuova formazione, i permessi furono sempre più soggetti a rinnovo e l’immigrazione da temporanea diventò permanente e si cominciò a pensare all’integrazione. Dopo la crisi del petrolio nel 1973, l’immigrazione cominciò ad essere scoraggiata. Gli stranieri erano diventati stabili, sempre più integrati nell’ultimo decennio.
Dapprima erano alloggiati in ostelli o baraccamenti, presso il luogo di lavoro, segregati dal resto della popolazione e dalle case normali e tenuti fuori da ogni diritto di residenza e da alcuni diritti civili fondamentali. Dopo gli anni ’70 le cose cominciano a cambiare soprattutto per la casa e la scuola. Ma solo dopo gli anni‘90 si parla di inserimento sociale e culturale.
Al momento il modello è “o ti integri o torni in patria”. L’integrazione richiede ‘ma solo formalmente’ una certa partecipazione ai valori, alle leggi,ai modi di vita,la conoscenza della lingua tedesca,l’abbandono di comportamenti integralisti eccessivi e l’integrazione nella scuola e nel lavoro. Ma nei fatti il multiculturalismo è accettato.

In Germania ci sono 7 milioni di stranieri per 82 milioni di abitanti.

In Italia ci sono 3,6 milioni di stranieri (la metà) per 60 milioni di abitanti.
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IL MODELLO INGLESE

L’Inghilterra aveva un immenso impero coloniale e nel 1948 estese i diritti di cittadinanza britannica a tutti gli abitanti del Commonwealth facilitando l’immigrazione, per cui si impose subito il problema dell’integrazione, dal 62 fino all’Immigration Act del 71 sul controllo dell’ammissione e del soggiorno dei cittadini stranieri e introducendo la richiesta di visto per cittadini di particolari paesi stranieri. Con quest’atto, però, si chiusero le frontiere, per cui oggi non è facile entrare in Inghilterra salvo che per piccoli periodi, ma chi ci sta ci sta bene. A partire dalla metà degli anni 60 furono fatte leggi per favorire e a tutelare le minoranze, bandendo come ILLEGALE ogni forma di discriminazione e razzismo, per garantire l’equità di trattamenti e di indagare e portare in tribunale denunce di razzismo sul lavoro, in casa, nei servizi. Il principio cardine della politica britannica in materia di inserimento degli stranieri si fonda su una parità di diritti, tanto civili quanto economici, fra locali e stranieri, e sulla lotta alla discriminazione su base razziale, bandita come illegale.
Parallelamente, le differenze culturali sono rispettate e riconosciute: sostanziale uguaglianza civile e sociale per tutti, a prescindere dalla nazionalità e dalla sua , e rispetto, accompagnato ad una qualche forma di tutela, delle differenze culturali.
Per la Gran Bretagna si può pertanto parlare di multiculturalismo, giustapposizione di culture diverse, per cui si sono quartieri etnici, ma possono esserci saltuariamente delle tensioni tra gruppi.

Gli stranieri sono il 5% della popolazione inglese
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