WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Thursday August 24th 2017

DIMETTETEVI TUTTI !!!

MASADA n° 1404 15/8/2012 – DIMETTETEVI TUTTI !!!

Si è dimesso il Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo – Le accuse- Lew frodi sui fondi FAS – Il voto di scambio – Riccardo Orioles – Le centrali termoelettriche prime per inquinamento in Europa – Olimpia: spese e medaglie – Attestato di fede – Testi per capire la democrazia diretta – Per chi invoca rivoluzioni cruente- La mafia in doppiopetto- Dismissioni – La trama oscura dell’euro – L’Ilva e le mazzette – 11.590 morti!- IdV e M5S

Bersani presenta la Carta del PD. È a 3 veli.
Hugo Stiglitz
..
Come ha detto Leo “Non si fermeranno, finché non li fermeremo!
.

MAURIZIO CUCCHI
NELLA PIATTA ILLUSIONE DEL TEMPO

Nella piatta illusione del tempo,
Nella comunità precaria
Dei morti e dei vivi,
Non si cancella l’offesa, non si modifica
Il senso della storia. Nel presente
Totale la vittima
E l’assassino conservano
Espressioni diverse, facce
Opposte: il nero
Resta nero e la storia
Non lo stinge, non lo sbiadisce.
Mai.

FINALMENTE SI E’ DIMESSO LOMBARDO
Viviana Vivarelli

Le elezioni per il nuovo Presidente e per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana saranno il 28 ottobre.
La Sicilia affonda in un mare di debiti, oltre i 5,3 miliardi, malgrado ciò Lombardo ha tentato all’ultimo altre nomine di fedelissimi, come se non fossero bastate le sue infornate di assunzioni facili. Era riuscito a fare 12 nuove nomine, manager da piazzare in sanità, prima che il blitz fosse bloccato dalle proteste di deputati che hanno ritenuto inopportune quelle assunzioni in extremis da aggiungere alle oltre 120 in 3 mesi.
Ma non finirà mai quel mondo di privilegi e di sconcezze?
Prima di tutto occorrerebbe ridimensionare l’insieme degli impiegati pubblici siciliani, per essere in linea coi tagli di Monti. Ma chi licenzierà chi è stato assunto arbitrariamente?Nessuno.
Lo stesso Monti ha prima messo le norme di riduzione per i pubblici dipendenti siciliani, poi le ha tolte. Sarebbero voti persi per Berlusconi e per Casini, che non lo voterebbero. Continua il gioco dei ricatti reciproci che tiene Monti vincolato ai partiti che hanno più forza in parlamento, anche se essi non ne hanno più nel Paese.
Dunque spiegateglielo alla Lega che ogni posto-di-lavoro equivale a un voto, e se quei voti a B non arrivano, non avrà potere nemmeno la Lega.
Così Monti ha deciso di non porre alcun blocco dalle assunzioni né riduzione degli organici, e solo i forestali siciliani sono 28 mila!
157 autisti per il governatore, 55 sorveglianti di musei che sono andati ad aggiungersi ai 1600 già esistenti, e adesso anche una trentina di “camminatori” per portare i documenti da un ufficio all’altro di Palazzo d’Orlenas: queste sono le assunzioni di dipendenti pubblici effettuate negli ultimi anni dalla Regione Sicilia. Una Regione che, secondo un recente censimento, ha 17.200 dipendenti ; per fare un paragone, la Lombardia ne ha in tutto poco più di tremila. La Sicilia di Lombardo, ha nel suo organico ben 192 dirigenti e 1385 dipendenti della presidenza della Regione. Numeri eccessivi, che neanche premier esteri possono vantare: basti pensare che il numero dei dipendenti della Sicilia è 5 volte quello della Lombardia, che ha il doppio degli abitanti.
E, quando si resta attoniti dell’enorme debito pubblico della Sicilia, ricordiamo anche che in Sicilia i tributi quali IRPEF, IRES ed IVA rimangono interamente nelle casse della Regione, unico caso tra le Regioni a statuto speciale.
Le dimissioni di Lombardo erano state chieste dall’Ue e da Monti e da Monti già da diversi mesi a causa del default della Sicilia, la mala gestione, i soldi pubblici sprecati, i progetti pubblici rovinati dalla corruzione e dal clientelismo.
Lombardo è anche indagato per concorso esterno e per voto di scambio politico-mafioso dalla Procura della Repubblica di Catania per rapporti con alcuni esponenti di Cosa Nostra.
Lombardo è Presidente della Regione Siciliana dal 24 aprile 2008, sostenuto dal suo movimento, dal PDL e dall’UDC,con oltre il 65% delle preferenze. Ha fatto 3 rimpasti a causa delle lotte e divisioni all’interno della maggioranza di cdx, è entrato in conflitto con B a causa del trasferimento a nord dei fondi Fas e ha votato contro la fiducia, poi ha rotto con Miccichè. Doveva restare in carica fino all’aprile 2012, si è dimesso il 31 luglio.

Cosa sono i fondi FAS?

FAS è l’acronimo di FONDI AREE SOTTOUTILIZZATE. Sono fondi dell’Unione Europea in parte elargiti direttamente alle regioni, in parte dati in accordo col governo secondo dei piani presentati dalle regioni stesse (PAR Piani Attuativi Regionali). Una loro quota era stata stanziata dal governo Prodi per le Aree Sottosviluppate e messa a bilancio per lo sviluppo del mezzogiorno, ma Berlusconi e il suo vampiro Tremonti ci hanno messo le mani sopra, hanno rubati una ventina di miliardi per finanziare iniziative ridicole (sempre con l’appoggio e la soddisfazione della Lega nord), tipo l’ assurda operazione Alitalia, provvedimenti a sostegno cassaintegrati, abolizione della restante ICI per la prima casa, anche per chi poteva benissimo pagarla senza sforzo, regali agli amici di Catania e di Palermo, mancette varie…E quando Berlusconi ha annunciato trionfante di avere 4 miliardi per la Sicilia , non era altro che una parte di soldi già esistenti e messi a bilancio e che per essere sbloccati avevano bisogno dell’approvazione del CIPE a fronte di progetti corrispondenti.
in Italia la seconda parte in cui interviene il governo, è stata prima congelata da Berlusconi per le emergenze (crisi economica e terremoto), poi è stata utilizzata per ogni sorta di necessità.
Stranamente, l’unica regione ad aver ricevuto la sua parte è stata la Sicilia.
Le altre regioni attendono. Quello che è certo è che ormai degli originali 60 miliardi totali del FAS, ne sono rimasti ben pochi, visto l’uso dissennato che ne ha fatto il governo Berlusconi.
Ecco come Berlusconi e Bossi hanno dilapidato i miliardi per il Sud!

Le accuse a Raffaele Lombardo
Le accuse di corruzione sono molte, ma, come si vede, non hanno impedito a B e a Casini di sostenerlo né ai siciliani di votarlo.

22 aprile 1992: arrestato con l’accusa di interesse privato in atti d’ufficio e abuso d’ufficio, condannato in 1° grado, poi assolto in appello

23 luglio 1994: nuovamente arrestato per associazione a delinquere finalizzata a commettere reati contro la PA per lo scandalo di un appalto da 48 miliardi di lire per i pasti all’ospedale Vittorio Emanuele II di Catania: secondo l’accusa, un comitato d’affari composto da Rino Nicolosi, Salvo Andò, Antonino Drago e lo stesso Lombardo avrebbe garantito l’appalto all’azienda dell’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini, in cambio di una tangente di 5 miliardi di lire. Il 17 marzo 2000 Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato la tangente ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma i giudici finiscono per considerare quel denaro solo un regalo: il reato venne derubricato a finanziamento illecito ai partiti, reato che per gli imputati risultava ormai prescritto. Gli imputati sono assolti dall’accusa di associazione a delinquere

29 marzo 2010: Repubblica scrive che Lombardo sarebbe indagato dalla Procura di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa assieme al fratello Angelo e numerosi amministratori locali, perché in campagna elettorale avrebbero avuto il sostegno della mafia. Ad accusare Lombardo sarebbe un pentito, nonché intercettazioni telefoniche ed ambientali che documentano contatti con il boss di Cosa Nostra Vincenzo Aiello.

13 gennaio 2011: risulta indagato insieme ad alcuni amministratori catanesi in un’inchiesta su promozioni facili e avanzamenti di carriera illeciti di dipendenti comunali a Catania in modo da favorire il voto di scambio ma le indagini su 56 persone si chiudono per prove insufficienti.

29 marzo 2012: accusa di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, nell’ambito dell’inchiesta “Iblis”

18 maggio 2012: in seguito ai numerosi scandali, Lombardo annuncia le sue dimissioni da Presidente della Regione Siciliana per il 28 lugli.

Anche se qualcuno finge di non capirlo, in Sicilia tutto passa dal lavoro. I voti si comprano con posti di lavoro, quei posti di lavoro regalati senza merito e senza necessità sostengono la mafia, sostengono il malaffare, sostengono la corruzione, sostengono il governatore della Sicilia, ma sostengono anche i parlamentari di Roma, sostengono i peggiori partiti italiani, e hanno sostenuto sin dall’inizio il potere di Berlusconi e quindi anche della Lega che ha avuto potere solo grazie a quei voti siciliani. Se i posti di lavoro fossero dati per merito, se il fiume di soldi partiti per la Sicilia avesse creato posti di lavoro invece che rinforzare poteri iniqui, la Sicilia non avrebbe avuto le pessime amministrazioni che ha avuto e non sarebbe stata la costola che sosteneva i peggiori governi della Repubblica, da Andreotti a Berlusconi (partito con i 61 seggi su 61 delle elezioni siciliane e diventato ricco di colpo grazie al riciclaggio del narcotraffico della mafia siciliana) e non avrebbero mandato al potere Bossi, che del pessimo voto siciliano è stato l’usufruttore. Se dimentichiamo questo, dimentichiamo il primo fattore del disastro della Sicilia. Ma andarlo a dire ai disoccupati siciliani sarebbe come andare a dire agli operai dell’Ilva che devono chiudere la fabbrica che li ammazza. I siciliani non sono mai stati liberi. Chi è senza lavoro e senza diritti non potrà mai essere libero. Dipenderà legato mani e piedi da chi un lavoro glielo promette, perché senza lavoro si muore. E piuttosto di non morire, uno fa qualsiasi cosa. Ma i siciliani per non morire fanno il peggio del peggio da 65 anni e se non romperanno questo ciclo vizioso che li lega ai loro carnefici, non si libereranno mai.
Ma in tutti questi 18 anni, avete mai sentito la Lega dire qualcosa contro questo a Berlusconi?

VOTO DI SCAMBIO
Viviana Vivarelli

Anche se qualcuno finge di non capirlo, in Sicilia tutto passa dal lavoro. I voti si comprano con posti di lavoro, quei posti di lavoro regalati senza merito e senza necessità sostengono la mafia, sostengono il malaffare, sostengono la corruzione, sostengono il governatore della Sicilia, ma sostengono anche i parlamentari di Roma, sostengono i peggiori partiti italiani, e hanno sostenuto sin dall’inizio il potere di Berlusconi e quindi anche della Lega che ha avuto potere solo grazie a quei voti siciliani.
Se i posti di lavoro fossero dati per merito, se il fiume di soldi partiti per la Sicilia avesse creato posti di lavoro invece che rinforzare poteri iniqui, la Sicilia non avrebbe avuto le pessime amministrazioni che ha avuto e non sarebbe stata la costola che sosteneva i peggiori governi della Repubblica, da Andreotti a Berlusconi (partito con i 61 seggi su 61 delle elezioni siciliane e diventato ricco di colpo grazie al riciclaggio del narcotraffico della mafia siciliana) e non avrebbero mandato al potere Bossi, che del pessimo voto siciliano è stato l’usufruttore. Se dimentichiamo questo, dimentichiamo il primo fattore del disastro della Sicilia. Ma andarlo a dire ai disoccupati siciliani sarebbe come andare a dire agli operai dell’Ilva che devono chiudere la fabbrica che li ammazza. I siciliani non sono mai stati liberi. Chi è senza lavoro e senza diritti non potrà mai essere libero. Dipenderà legato mani e piedi da chi un lavoro glielo promette, perché senza lavoro si muore. E piuttosto di non morire, uno fa qualsiasi cosa. Ma i siciliani per non morire fanno il peggio del peggio da 65 anni e se non romperanno questo ciclo vizioso che li lega ai loro carnefici, non si libereranno mai.
Ma in tutti questi 18 anni, avete mai sentito la Lega dire qualcosa contro questo a Berlusconi?

IL PESSIMO GOVERNO LOMBARDO

Lombardo ha governato, malissimo, la Sicilia ,per 4 anni. Ha cambiato alleanze 5 volte. Una cosa mai vista!
E’ partito alleandosi col Pdl e con Casini, è finito alleandosi col Pd!
Lo scontro con la Finocchiaro fu una barzelletta, un milione di voti di stacco: “Io non ho concorrenti, perché sono l’Autonomia e sto su un pianeta diverso”.
Suoi sostenitori iniziali Schifano e Alfano che lo preferiscono a Miccicchè e naturalmente lo sostiene Berlusconi con la Lega che non ha mai nulla da obiettare.
Prende il posto di Cuffaro (un altro colluso con la mafia sostenuto da Casini) rompendo con lui e il suo gruppo. Licenzia i suoi fedelissimi e li sostituisce con i propri, si allea con Micciché, nemico giurato di Cuffaro e già uscente dal Pdl.
Comincia a parlare di “geometrie variabili ” e in Parlamento, con l’aiuto del Pd,v ota una riforma della Sanità osteggiata da Berlusconi.
Il presidente dell’Ars (Assemblea Regionale Siciliana) lo definisce “il peggio degli ultimi 15 anni”.
Alle Europee per quanto trionfi l’astensionismo, l’Mpa di Lombardo, alleata alla Destra di Storace, tiene, mentre il Pdl perde 600.000 voti e comincia la sua crisi.
E’ il 1° rimpasto di Lombardo, luglio 2009: al governo vanno gli uomini vicini a Fini e Micciché, il gruppo che di lì a poco formerà il Pdl siciliano.
Con Berlusconi i rapporti sono sempre più tesi. Berlusconi gli rifiuta i 4 miliardi del Fas e per ripicca Lombardo cerca alleati nel Pd.La cena con D’Alema darà vita al “patto dell’orata”!! Nasce il Lombardo-ter,con 2 tecnici del Pd.
Raffaele Lombardo, ormai chiamato “Arraffaele”, riesce a fare alcune riforme su burocrazia e rifiuti grazie al Pd.
Il 27 marzo del 2010, Repubblica fa sapere di una indagine per mafia e Lombardo reagisce duramente minacciando di dire in aula i nomi dei politici collusi con Cosa nostra e saranno quelli del senatore Pino Firrarello e del deputato Salvo Torrisi, entrambi del Pdl. Fioccano minacce di querela, ma finirà tutto in un polverone.
Lombardo è ormai minacciato dalla mafia e la leggenda dice che prima di mangiare qualcosa lo faccia assaggiare dalla sua segretaria. Collezione 40 fucili.
A settembre ecco il Lombardo-quater.
Con Micciché è rottura, entra al governo la nuova Udc di Gianpiero D’Alia .
Lombardo diventa uno dei leader del Terzo Polo ma la sua storia è sempre più segnata dalla vicenda giudiziaria che, nel dedalo della Procura catanese, si dipana in un susseguirsi di colpi di scena. Sotto la scure di un processo incombente che dovrà chiarire i rapporti con i boss ma con una giunta in cui sono presenti magistrati, ex prefetti, esponenti degli industriali schierati contro il racket, Lombardo continua a dare una doppia immagine di sé.
Il Pd intanto è perso in un interminabile dibattito sull’opportunità di garantirgli o no il sostegno. Ma il referendum interno al partito non si farà mai. Il Pd traccheggerà fino al giugno del 2012, quando Lombardo ha già deciso di lasciare l’incarico!
Il Lombardo-quinquies è uno stillicidio, ma lui firma lo stesso 130 nomine di sottogoverno in 3 mesi, inducendo l’Ars a varare una norma per imbrigliare il suo potere di assegnare incarichi.
A causa del protrarsi degli scandali, Bruxelles sospende trasferimenti per 600 milioni di euro, chiedendo chiarimenti sulle procedure degli appalti, a Roma crescono i timori per un default in stile greco della Regione che spingono persino Monti a intervenire: la lettera di Palazzo Chigi a Lombardo provoca polemiche e ha una cassa di risonanza internazionale.
Le società di rating declassano la Sicilia.
La saga di Raffaele finisce, almeno per ora, in una Sicilia messa sotto tutela dallo Stato.
Credete che il successore sarà meglio??
Domandatevi come mai il progetto di riforma federalista di Calderoli si era semplicemente ‘dimenticato’ di abolire le Regioni a Statuto Speciale? Chiedetevi come mai Monti non ha il coraggio di fare qualcosa contro il malaffare della Regione Sicilia, un malaffare evidentemente sostenuto da tutti, Pdl, Lega, Udc, e anche il Pd.

RICCARDO ORIOLES

Mi sarebbe piaciuto scrivere un bell’articolo di politica, sul governo di prima e su quello che verrà. Ma non posso farlo perché non sono più autorizzato. Sono infatti un cittadino, o meglio un consumatore, ed è stato appena deciso che di faccende del genere non debbono occuparsi più i cittadini (troppo ignoranti ed emotivi per occuparsene) ma degli esperti bravissimi, molto molto più bravi di me e di voi. Saranno loro a decidere per tutti.
Questo è già successo diverse volte nella storia. In Grecia, quando è finita la polis, a Roma, quando è arrivato Cesare, nel medioevo in Italia, quando dopo i Comuni sono arrivate le Signorie. Non è che la gente fosse contraria, in questi casi. Troppa chiacchiera, troppi disordini, troppo poca abitudine – poco a poco – a uscir di casa. Meglio un governo tranquillo, un sovrano benevolo, che pensa per tutti.
Sta succedendo in Italia, e non so se è bene o male. Certo, dopo tutto quel B qualcosa bisognava fare. E chi dice che gli abitanti italiani, dopo aver creato un B, non ne creino prima o poi qualche altro? Europa e Germania non si sono fidate. E noi, lavorando poco (precario non è lavorare) dipendiamo da loro.
Può darsi che vada bene così. Certo, non è democrazia. Ma chi la vuole davvero? I veneti? I commercialisti? I banchieri? I boss mafiosi? I calabresi, Catania? Gli im¬prenditori del Ponte, quelli dell’Expo, la Borsa? Nessuno di questi soggetti, che ormai sono il baricentro della Nazione, ha mai avuto molto a che fare con la democrazia. Ovvio che si sia sfaldata così, nell’indifferenza generale, senza problemi.
E nemmeno l’Europa, così com’è, ha mol¬to a che fare con la democrazia. E’ sorta at¬torno all’euro, e come primo passo andava bene. Ma è stato pure l’ultimo, purtroppo. L’Europa, la nostra Europa, si suicidò traumaticamente nel ’14, cent’anni fa. Stavolta si sta suicidando piano, per avarizia e noia. Senza popolo, senza stato, con tante banche ma neanche una maestra di scuola o un giardiniere.
La crisi, come tutte le crisi, si può risolvere. Ma c’è bisogno della politica per farlo, per fare le svolte drastiche (in termini di sistema) che ogni crisi richiede. Ma qui di politica non ce n’è più. Non c’è una politica di dx contrapposta a una di sx, o più moderata. C’è semplicemente il rifiuto della politica, la sua abolizione in quanto pericolosa per le idee che, en passant, potrebbe mettere in testa ai consumatori. Niente referendum in Grecia, niente elezioni qui da noi.
Le elezioni, in Italia, sarebbero state vinte con largo margine non dal “csx” ma (di fatto) da una vera e propria sx, ancorché moderata, quella di Bersa¬ni e soci. Avrebbe un tale governo trovato il coraggio di resistere ai precari, di imporre ai sacrificati altri sacrifici, di lasciar mano libera per altri diciassette anni agli imprenditori? Nel dubbio, meglio non correre il rischio e non far votare.
E noi? In che cosa si traduce, qui e ora, il “pensa globalmente, agisci localmente”? Abbiamo due esempi interessanti, qua a Catania. Il primo, quello della mobilitazione della società civile sul tema importantissimo, e prettamente istituzionale, di una credibile Procura; e abbiamo vinto.
Il 2°, quello della campagna – sempre delle associazioni della società civile – per l’istituzione dei referendum comunali; e an¬che qui abbiamo vinto. In entrambi i casi, senza spaccare vetrine, senza alzare la voce, con una larga componente “moderata” ma con una carica alternativa e democratica assolutamente evidenti. E – lo ripetiamo per la terza volta – vincenti. E’ un modello. E’ il nostro modello politico, non di partito o ideologico ma civile. E’ quello cui noi ci affidiamo perché sia salvato – ma veramente – il Paese.
Andiamo avanti così, con le forze di base, senza aspettarci regali perché chi può fare regali di solito ha anche i suoi interessi. Con calma, con convinzione, senza mai entusiasmarci ma senza mai rallentare. Il lavoro ben fatto alla fine vince.
Sarebbe bello pensare che – nel 2014, per esempio: cent’anni dopo – i popoli potreb¬bero risvegliarsi, abbattere il muro di Bruxelles come già quello di Berlino. Un’Europa democratica! Un’Italia europea! Una Sicilia italiana! Una Catania senza cavalieri! Ci pensate? Sembra impossibile, certo. Ma anche l’Urss di Breznev pareva eterna. La nostra nomenklatura farà la stessa fine entro pochi anni.

Marcello Foa
Quella sopra è una splendida vignetta pubblicata nei giorni scorsi dalla stampa americana e riassume, meglio di qualunque articolo, un aspetto cruciale del tracollo del sistema finanziario americano. Il banchiere in nero ha scritto sul cartello: “Per cortesia liberatemi dai debiti o sarò costretto a rovinarvi tutti”. La signora commenta: “Oh poveretto, permettici di aiutarti ora che sei in difficoltà, ma fai in modo di trattenere per te stesso un centinaio di milioni di dollari o giù di lì quale bonus per le tue capacità manageriali“.
E’ quel che, purtroppo, sta accadendo: gli ultimi due megadirettori della Aig, il colosso delle assicurazioni salvato dal fallimento, hanno ricevuto buonuscite di 47 e di 22 milioni di dollari; ma la notizia più sconcertante riguarda la Lehman Brothers, di cui è appena stato decretato il fallimento: i megadirettori se ne vanno con la liquidazione mostruosa da 2,5 miliardi di dollari.
Questo non è più capitalismo, ma un mandarinato che da decenni plasma a proprio piacimento ampie porzioni dell’economia e della finanza mondiale e che non paga mai per i propri sbagli. E’ l’antitesi di un sano spirito imprenditoriale che, a fronte di grandi guadagni potenziali, esige l’assunzione di responsabilità personale, in tutti i settori: dal bancario all’industriale.
Questi manager hanno invece un solo orizzonte: l’arricchimento personale con filosofie d’investimento fondamentalmente speculative e con un unico beneficario certo: loro stessi. Fino agli anni Ottanta le grandi fortune venivano create nell’arco di decenni talvolta attraverso il lavoro di più generazioni, negli ultimi tempi bastavano quattro-cinque anni al vertice di una banca d’affari o di una multinazionale per ottenere ricchezze stratosferiche, senza mai rischiare nemmeno un centesimo del proprio capitale, bensì sempre quelli degli altri. Ricchezze ingiustificate, ricchezze malsane.
Questa è la vera casta, che ha portato il mondo al collasso. Ed è inutile parlare di risanamento se alla fine il suo potere non viene sradicato, se non si cambiano davvero le regole, ripristinando l’antico buon senso e un’autentica meritocrazia imprenditoriale.

http://blog.ilgiornale.it/foa/2008/09/22/ma-la-casta-dei-manager-non-paga-mai-anzi/

RAIMONDO IEMMA
SOPRATTUTTO E CON OGNI FORZA

Metto in comune un bicchiere.
Sorrido a uno sconosciuto
cerco altre parole
telefono a un amico
di cui da tempo non ho notizie
riconosco la voce di sua madre.
Quanto più sgomenta
la sofferenza di ogni uomo
per la ferocia dei suoi pari

quanto più subdolo diventa
il nuovo vocabolario
di inchiostro bianco cenere
non smetterò di credere nella felicità e nel domani
nell’idea che queste due parole
abbiano tanti significati
quanti sono gli uomini.
Soprattutto e con ogni forza
non cederò alla tentazione
di opporre disprezzo al disprezzo
nonostante tutto vorrò praticare il coraggio e l’amore.

Ho voglia di stare al mondo e lottare.

INQUINAMENTO EUROPEO: NON SOLO ILVA

Secondo un report del Registro europeo delle emissioni inquinanti (E-Prtr) del 2010, in Europa il primato dell’inquinamento non è di acciaierie e industria pesante, bensì delle centrali termoelettriche, campionesse nell’emissione di sostanze inquinanti.
Gli stabilimenti causano l’immissione nell’atmosfera di anidride carbonica (parametro su cui si basa il report), metalli pesanti e polveri sottili.
Secondo la valutazione le centrali termoelettriche dominano la top ten delle bestie nere d’Europa: si tratta di impianti che funzionano a lignite o a carbone.
E sette su 10 sono in Germania, che il rapporto di Bruxelles ha identificato come il Paese che più pesa dal punto di vista ambientale in Europa.
Il primato per l’impianto termoenergetico più inquinante spetta però a Belchatow, in Polonia.
Nel 2010 dai suoi camini sono stati emesse più di 30 mila tonnellate di anidride carbonica.

http://www.lettera43.it/foto/le-altre-taranto-d-europa_4367561108.htm

http://www.areaglobale.org/index.php/it/interventi/questioni-lavoro/124-contraddizioni-ilva

Anche la proposta di blocco delle attività produttive in attesa della bonifica degli impianti mantenendo il salario al 100% (il che dovrebbe permettere di salvaguardare insieme la salute dei lavoratori e il profitto del padrone) è difficile che possa realizzarsi tanto più se dovesse poggiarsi sui “cordoni della borsa” di Riva. Infatti, le risorse che Monti ha stanziato per la bonifica (336 milioni) non vengono dalle tasche di Passera, Monti o Riva, ma da quelle dei contribuenti che, come si sa, sono in larghissima parte lavoratori salariati. E questo vuol dire che Riva farà la bonifica (ammesso e non concesso che intenda farla) con i soldi dei lavoratori il che dovrebbe essere fonte di scandalo. Senza contare che il “bonifico” dello Stato all’Ilva spiana ulteriormente la strada alla generalizzata elusione delle norme sulla sicurezza e sulla salute nei luoghi di lavoro dal momento che le imprese potranno sperare, ancora più che in passato, si poter contare sui soldi dei contribuenti per pagare la “messa a norma”, ove pure un giorno la Magistratura dovesse sanzionarle.
Del resto, non sarebbe la prima volta che l’Ilva fa operazioni di facciata a fronte di ingiunzioni della Magistratura. Non è dunque per nulla remoto il rischio che parte dei 336 milioni finiscano nelle tasche della cosca Riva (a mo’ di risarcimento per il temporaneo fermo) e che la bonifica si risolva nell’ennesimo “make up” per calmare le acque e “riconciliare l’Ilva con l’opinione pubblica”.
Certo, grazie alle disposizioni del Gip, oggi si è creata molta attenzione sull’azione inquinante dell’Ilva e forse si sarà costretti a fare qualcosa di più di qualche piccola operazione di maquillage. Ma alla fine il modo di produzione capitalistico funziona in una maniera (a favore dei capitalisti) e non può funzionare in un’altra (a favore dei lavoratori). Non è certo nel capitalismo che troveremo giustizia per i lavoratori o efficace difesa della loro salute e sicurezza.

L’ILVA E LE MAZZETTE POLITICHE

Antonio
Riva ha potuto fare quello che ha fatto nella completa indifferenza delle Istituzioni per decine di anni solo regalando soldi a Destra e Sinistra, senza distinzione; in questo modo chi doveva controllare non lo ha fatto e oggi ci troviamo davanti a un disastro ambientale fra i peggiori di Europa voluto, colposo e non accidentale. E dovremmo pure pagarlo noi!
Chi ha pagato le conseguenze in tutti questi anni è stata la popolazione sono stati gli operai che lavorano in condizioni da terzo mondo privi della loro sicurezza e della loro dignità.
Questo signore,insieme agli esponenti politici che gli hanno permesso di arrivare a questa tragedia, deve pagare per quello che ha fatto e Taranto si dovrebbe costituire in giudizio come parte lesa insieme agli operai, in modo da avere i risarcimenti che gli spettano di diritto.

Come potete ancora inneggiare a Bossi, o Berlusconi o Bersani, sapendo che le loro mani sono lorde di sangue?
Credete che per essere degli assassini si debba uccidere delle vittime con un a corpo a corpo? Non riuscite a vedere i milioni di morti che dipendono da governi sciagurati, da leader egoisti, da partiti scellerati?
Non riuscite nemmeno a capire che questo Paese non è stato distrutto solo dal crimine organizzato ma dai partiti che sono ormai come tante organizzazione a delinquere permanente?

Salvatore Emanuele
Abbiamo combattuto per attuare le Energie Alternative, verificate già negli anni ’50, efficienti, compatibili con il territorio, nel caso del solare e dell’eolico, contro il petrolio inquinante e, forse, causa di terremoti da fosse lasciate vuote. Ipotesi tragica, non dimostrabile, del terremoto nell’Emilia e Romagna. Oggi qualche deficiente linguistico, denigratore stupido, per deficienza spirituale, spara contro gli assertori delle energie alternative, dichiarandole inquinanti il territorio. Non se ne può più di questi mal formati mentali!
Abbiamo combattuto contro il petrolio gestito male, da vili gestori di capitali. Hanno rinunciato alla sua solidificazione per trasportarlo senza inquinamenti, hanno bruciato Viareggio impunemente, inquinato i mari, il Golfo del Messico, nessuno è andato in galera, libertà conquistata a spese della pelle umana.
Abbiamo combattuto contro la Fissione Nucleare, a favore della Fusione Nucleare, non si sa che cosa manchi per attuarla e siamo stati trattati male da ignoranti di prima grandezza nel campo del capitalismo immorale.
Abbiamo combattuto contro i CEM, le SRB per cellulari, generatori di tumori a livello del 5/10% per ogni antenna dentro i centri abitati, vicino a scuole, asili, ospedali, assistiamo alle leucemie, ai tumori vari sparsi tra amici e parenti, nessuno muove un dito, nessun registro delle morti per tumori presso i medici di base, perché dicono che i CEM non fanno male, sono addirittura da mangiare. I criminali dei capitali possono dire quello che vogliono, mentire come vogliono. Dinanzi all’inquinamento, eclatante, noto da tempo, di Taranto, superiore a quello della zona di Priolo, di Augusta, hanno ragione gli inquinatori e non la Magistratura. Piacciono i raggiri linguistici, per giustificare la massima disonestà comportamentale dell’essere.
Siamo costretti ad ascoltare panzane, palle di giocolieri, denigrazioni, contro la Magistratura che vuole mettere le mani sul genocidio continuo da tumori, sull’intera area inquinata delle acciaierie di Taranto.
La Magistratura dovrebbe spiccare mandati di cattura contro i difensori dell’inquinamento delle acciaierie. Tutto potrebbe operare non inquinando. È naturale che tutto ha un costo. La vita delle persone, unico bene terreno e cosmico, è superiore a qualsiasi guadagno disonesto. La morte gratuita è intollerabile.

LE SPESE OLIMPICHE

Per le Olimpiadi, Londra prevedeva un budget di 2,4 miliardi di sterline (3 miliardi di euro).
Un budget ottimistico: le spese per i Giochi del 2012 sono quadruplicate e hanno superato gli 11 miliardi di euro. Ma, secondo una inchiesta di sky, i costi sono saliti a 24 miliardi, per le spese impreviste.
Non riesco a immaginare, con le creste italiane a quanto sarebbero saliti da noi.
Ma chi erano quei grandissimi figli de ‘na mignotta che si sbracciavano per volerle fare a Roma? E chi è che insiste a votare Alemanno e i suoi compari?
Le Olimpiadi di Pechino costarono oltre 40 miliardi e furono le più care della storia.
Poi a scendere quelle di Atlanta del 1996 6,8 miliardi di dollari.
Quelle di Atene furono disastrose, 13 miliardi di euro, e solo una piccolissima parte venne finanziata dai privati, lo Stato dovette metterci 10 miliardi e fu il tracollo, una spesa che fece schizzare il rapporto tra deficit e prodotto interno lordo al record negativo del 6,1%, oltre il doppio del tetto del 3% imposto ai paesi europei dal trattato di Maastricht.
Le Olimpiadi di Montreal del 1976 furono una vera tragedia dal punto di vista economico, con debiti saldati dalla municipalità soltanto dopo 30 anni dalla cerimonia di chiusura, a suon di emissioni obbligazionarie straordinarie e subaffitto ai privati di alcune delle strutture che avrebbero dovuto entrare a far parte del demanio.
Los Angeles, nel 1984, al contrario fu un trionfo e chiuse con un utile di 250 milioni di dollari. Il segreto del successo, in quel caso, furono i finanziamenti privati, che a Londra hanno latitato più del dovuto.

LE MEDAGLIE DELLE OLIMPIADI

Angelo
Quanto vale una medaglia d’oro:
Singapore: € 650.000
2. ITALIA: € 140.000
3. Russia: € 108.000
4. Ucraina: € 80.000
5. Francia: € 52.000
6. Giappone: € 28.000
7. Cina: € 25.000
8. Usa: € 20.000
9. Australia: € 16.000
10. Canada: € 16.000
11. Ghana: € 16.000
12. Germania: € 15.700
13. Gran Bretagna: 0

http://www.linkiesta.it/valore-medaglie-londra-2012#ixzz23CYun7VN

L’ARMENIA PAGA 700MILA DOLLARI!
Abbiamo medaglie d’oro armene?
I premi italiani e spagnoli sono dimezzati però dal fisco.
La Cina 541.000 euro, metà dell’ultima volta, e, pensando alle torture che impongono ai loro atleti, sono proprio tirchi.
In molti paesi, i nomi più noti non pensano al valore della medaglia, sono più gratificati dagli spot pubblicitari che questa apre.
Al 1°posto Roger Federer, neo vincitore del torneo di Wimbledon ma solo medaglia d’argento a queste Olimpiadi, che in un anno ha guadagnato 54,3 milioni di dollari, soprattutto grazie ai brand di cui è testimonial come Mercedes, Nike, Credit Suisse, Gillette, Lindt e Rolex.
Al 2° posto LeBron James, cestista del dream team USA e dei Miami Heat: 53 milioni di dollari grazie al suo importante ingaggio e a milionarie sponsorizzazioni, in primis Nike, Coca-Cola e Audemars Piguet.
3° posto per un altro re del basket americano, Kobe Bryant: 52,3 milioni di dollari annui.
4° la tennista russa Maria Sharapova: 27,1 milioni dollari grazie a Evian, Head, Nike, Samsung e Tag Heuer, seguita da altri due cestisti statunitensi, Kevin Durant dell’Oklahoma City Thunder e Carmelo Anthony dei New York Knicks
7° Usain Bolt: 20,3 milioni. Tra i suoi sponsor Gatorade, Hublot, Nissan e Visa, ma il suo contratto di sponsorizzazione più importante è con Puma, che gli vale 9 milioni di dollari all’anno.
8° il tennista serbo Novak Djokovic con un guadagno di 19,8 milioni
9° il campione di basket Chris Paul.
poi la tennista Li Na, che con la sua vittoria nel Roland Garros nel 2011 è diventata la prima asiatica ad aver vinto un torneo del Grande Slam: per lei una pioggia di sponsor come Babolat, Haagan-Daaz, Nike, Samsung, Mercedes e diversi brand cinesi.
Se Rafael Nadal avesse partecipato ai Giochi Olimpici si sarebbe guadagnato di diritto il 4° visti i suoi 32,4 milioni dollari guadagnati nel corso degli ultimi 12 anni.

STEFANO SANCHINI
UN ESALTATO DEL MIO TEMPO

Verdi e non nere han le camicie
i nuovi esaltati che han ristretto la patria
e combattono Roma, senza saper d’esser stati
romani, longobardi, ostrogoti unni e slavi
e se in mille l’hanno unita, in mille oggi
la vorrebbero divisa, ma è il soldo che da sempre
muove le loro battaglie, perché anche oggi
delle tante lingue ne farebbero una,
e cacciano via gli stranieri, scordando
che l’Italia da sempre fu alcova dei popoli

e per questo fu grande
culla della scienza e dell’arte
terra di naufraghi
tutti uguali, perché in fondo
ogni uomo nasce dal mare…

ATTESTATO DI FEDE
Viviana Vivarelli

Mi chiedono spesso se credo in quello che dico o se parlo per un qualche interesse.
Io credo in quello che ho scritto e milioni di persone ci credono come me. Vengo dalla sinistra e poi dal mondo no global e ora credo nella possibilità e nel dovere di fare una democrazia diretta, dopo i fallimenti di quella parlamentare e la crisi dei partiti.
Sperare in questa via è positivo, è costruttivo, ci unisce tutti in un grande sogno comune. Fa di ognuno di noi un componente indispensabile di una battaglia che non è locale ma Universale.
E’ una grande battaglia di civiltà, in cui ogni persona può sentirsi grande e può pensare di salvare il mondo. Noi facciamo parte della Storia. Ognuno di noi non pensa come un Io, ma come un Noi, ed è questo che cambierà le cose.
Quando si entra in una grande battaglia comune per il bene collettivo, si sa di partecipare ad un processo rivoluzionario che ha bisogno delle forze di tutti, dell’entusiasmo di tutti, dell’amicizia di tutti. E’ un processo che ha bisogno di tutte le nostre parti, della ragione, della creatività, del cuore anche di ciò che nemmeno sappiamo di avere.
Ogni persona che ha fatto questo in passato nelle grandi battaglie civili del pianeta ha avuto lo stesso senso esaltante di cambiamento evolutivo.
Sappiamo benissimo che quello che ci proponiamo sembra utopico e irraggiungibile, ma ogni grande guerriero lo sa.
Sappiamo che i risultati che ci sono stati in passato su questa strada esistono in tutti i paesi civili del mondo ma sono poca cosa rispetto allo scopo finale, ma nessuna strada è stata mai percorsa in un colpo solo, e ogni passo che faremo sarà di sprone a quelli che verranno.
Sappiamo che contro di noi si muoveranno tutte le forze del vecchio sistema che dominano ancora il mondo malgrado la loro rovina e che impiegheranno tutti i loro mezzi per scoraggiarci, insultarci, offenderci, impedirci di andare.
Sappiamo che ogni nostra vittoria significherà per loro perdita di potere e diminuzione di influenza e che i loro cloni faranno ogni giorno un lavoro infernale come tanti succubi al servizio di Satana.
Ma tutto questo è già successo in passato e alla fine quelli che volevano portare il mondo avanti e non indietro hanno trionfato, e proprio su questi trionfi e non sui loro aguzzini è fatta la storia del mondo.

Se vuoi capire meglio cosa sia la democrazia diretta senza cadere in frasette senza senso, leggi un libro che si può scaricare gratuitamente da internet “LA GUIDA ALLA DEMOCRAZIA DIRETTA” di Bruno Kaufmann, tradotto in Italiano.

L’autore dimostra come da 150 anni la Svizzera non abbia una limitata democrazia parlamentare ma una democrazia diretta e come questa sia fattibile mentre i suoi istituti si stanno diffondendo “in tutto il mondo”.

Il libro è stato realizzato dall’Istituto Europeo per l’Iniziativa e il Referendum
E’ un testo fondamentale per il M5S.

http://masadaweb.org/2011/04/30/masada-n%C2%B0-1287-30-3-2011-la-democrazia-diretta/

Sono descritti in dettaglio gli strumenti, le obiezioni, i principi di un corretto funzionamento della democrazia diretta e si può vedere come la essa viene applicata non solo in Svizzera ma, in parti più o meno grandi, nel mondo intero.
Nessuno di noi ha più scuse per non conoscere e soprattutto per non ‘pretendere’ una piena democrazia anche in Italia contro lo scippo che la Casta partitica sta facendo della sovranità popolare, in una regressione allarmante di diritti e di democrazia che ci sta portando rapidamente dalla partitocrazia al dispotismo.

Leggi anche:
Democrazia dei Cittadini,Paolo Michelotto

http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=37

Democrazia Diretta,Verhulst,Nijeboer

http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=38

Su internet c’è tutto. Informati!
Non ti far prendere per il naso da chi ti dice che ci dobbiamo tenere queste carogne perché nulla di meglio è possibile. Chi lo dice viene pagato da queste stesse carogne per fare il loro sporco gioco. Non cascarci!
Non puoi realmente volere che ‘questo’ Berlusconi, ‘questo’ Bersani, ‘questo’ Bossi, ‘questo’ Casini.. continuino a governare in ‘questo’ modo!
Saresti un suicida o un criminale che odia questo paese e se stesso!
.
La democrazia diretta si sostanzia in vari istituti più o meno esistenti in TUTTI i paesi civili meno l’Italia. Gli unici istituti di democrazia diretta previsti dalla nostra Costituzione sono i referendum, i sindacati e le leggi ad iniziativa popolare
-Il referendum è talmente soggetto al quorum e limitato dalla Consulta da essere quasi inapplicabile, e quelle poche volte che è riuscito a passare è stato calpestato (sarebbe un ottimo scopo lottare per es. per averlo come esiste dappertutto, senza quorum e con valore tassativo di legge)
-i sindacati vengono costantemente limitati o viceversa godono di diritti iniqui, per cui sono attaccabili da una parte e dall’altra resi inutili. Quando la Fornero attacca come ha fatto i diritti del lavoro e Marchionne si permette di insultare i contratti del lavoro o i diritti dei lavoratori e nessun partito insorge, ciò vuol dire la morte dei sindacati (e non che ci abbiano messo del loro!)
-per le leggi ad iniziativa popolare, abbiamo il bell’esempio delle tre leggi con 500.000 firme presentate da Beppe Grillo 5 anni fa e mai discusse.

Se solo riuscissimo a modificare questi tre punti, avremmo già fatto un grosso passo avanti nella democrazia diretta e sarebbe solo un applicazione o un miglioramento di quanto scritto nella costituzione.
Se poi riuscissimo a interrompere lo scellerato tentativo fatto da tutti i partiti di tenere il potere incentrato nei 4 segretari, e di aumentare i poteri degli enti locali e la gestione dei loro fondi (anche qui previsti dalla Costituzione e traditi dalle leggi successive, da B in poi), torneremmo a far valere i diritti del territorio. Anche il sindaco, nel suo piccolo, può dare un es. di democrazia dal basso molto di più di un parlamentare!

PER CHI INVOCA RIVOLUZIONI CRUENTE
Viviana Vivarelli

Ci sono rivoluzioni di tanti tipi.
La storia, purtroppo, mostra che le rivoluzioni cruente di piazza spesso non hanno sortito alcun risultato permanente nel tempo, nemmeno la rivoluzione francese che sfociò nell’impero napoleonico e nella restaurazione, o quella russa che finì negli orrori del comunismo, o quella cinese, ma tutte le rivoluzioni popolari sono state sopravanzate dall’avvento al potere di membri di quelle stesse classi dispotiche che avevano rovesciato, aristocrazia, monarchia, forze militari, forze economiche…
L’unica cosa che ha resistito all’infuriare degli eventi è rappresentata dalle rivoluzioni culturali, cioè da quello che è penetrato nelle coscienze dei popoli.
Oggi più che mai è del tutto inutile continuare a invocare per abitudini ideologiche rivoluzioni di piazza, sia perché i popoli nemmeno a livelli estremi come in Grecia o in Spagna, riescono a trovare in sé forze sufficienti per una rivoluzione armata, sia perché questi ultimi anni hanno mostrato varie rivoluzioni di piazza o di popolo (Egitto, Siria, Bahrein, Libia,Somalia, Afghanistan…) tutte fallite con false elezioni che hanno rimandato al potere i soliti generali o i soliti corrotti o hanno aperto la strada a integralismi ancora più recessivi, tanto che gli storici parlano ormai di ‘rivoluzioni interrotte’ o ‘rivoluzioni incrinate’, per indicare i loro attuali fallimenti.
Oggi le popolazioni più a rischio di persecuzioni e uccisioni di massa sono proprio quelle che hanno tentato una rivoluzione di piazza: Siria, Libia, Egitto, Yemen, somali, curdi, ceceni…. Paesi segnati nel 2011 da rivolte di piazza contro regimi dittatoriali e che sono oggi a rischio di nuovi colonialismi.
Se il 2011 è stato l’anno della grandi rivoluzioni di piazza, il 2012 è l’anno in cui i popoli che si sono sollevati hanno pagato il loro sforzo col martirio e nuove dipendenze.
Augurare la stessa sorte all’Italia, un paese per di più storicamente allergico alle rivoluzioni, non è civile né mostra buon senso.

BEPPE GRILLO

Rigor Montis, giorni fa, ha dichiarato al Wall Street Journal, punto di riferimento dell’informazione economica americana “Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1.200 o qualcosa di simile”.Con questa affermazione ha chiarito che lo spread non dipende, e non dipendeva, dalla salute economica dell’Italia. E’ un fenomeno esogeno. Da novembre 2011, il nuovo governo, installato con un colpettino di Stato, con Monti senatore a vita la sera e presidente del Consiglio il giorno dopo, ha ottenuto una caduta verticale del disastro lasciato da Berlusconi. Non si pensava fosse possibile, ma i tecnici ci sono riusciti. E’ esplosa la disoccupazione, il PIL è negativo (quasi -3 per cento), le imprese chiudono a centinaia di migliaia, i tagli ai servizi sociali sono materia di decreto quotidiano, le tasse divorano i redditi. L’Italia è in ginocchio. Lo stesso debito pubblico aumenta con la stessa velocità di quando c’era Tremorti, circa 100 miliardi all’anno. Lo spread, con questa situazione pre Grecia, dovrebbe essere almeno a 1.000, invece è sotto controllo (si fa per dire) intorno a quota 500. Chi lo tiene sotto controllo? Chi lo faceva salire?
Che il Paese sia fallito non ci piove, che lo fosse prima di Rigor Montis neppure. Il governo tecnico si sta muovendo però come un curatore fallimentare chiamato dai debitori per garantire la loro libbra di carne. E i debitori sono i Paesi che possedevano il 50% dei titoli italiani nel 2011, mille miliardi di euro: 500 la Francia, circa 200 la Germania. Se un anno fa saltava l’Italia, saltavano anche l’euro e la Francia. Quest’ultima si trovava inoltre, a causa dei referendum, a non poter far più cassa con 7 centrali nucleari nel nostro Paese e l’acquisizione della gestione dell’acqua italiana attraverso Veolia e Suez. Un debito (di altri) spaventoso sul gobbo e la scomparsa di affari per centinaia di miliardi. Era necessario prendere tempo e ridurre il rischio. Nel 2012 la BCE ha destinato 1.000 miliardi di euro alle banche. Quelle italiane hanno comprato titoli su titoli di Stato dall’estero, strangolando allo stesso tempo le imprese che non hanno ricevuto un euro. Ci siamo ricomprati (in parte) il nostro debito pubblico e oggi i titoli all’estero sono scesi a circa il 35% del totale. Non basta. Sarà necessario vendere pezzi dello Stato, di grandi imprese ancora in mani italiane. Un’asta europea per tenere basso lo spread. Ma questo che c’entra con il il rilancio della nostra economia? Un referendum sull’euro e sulla ristrutturazione del nostro debito è sempre più necessario

DI PIETRO

Da quando l’IdV ha chiesto con determinazione chiarezza sulla trattativa fra Stato e mafia, costata la vita a tanti uomini e donne valorosi, e da quando ci siamo permessi di muovere delle critiche anche a Napolitano per gli interventi del Quirinale in questa vicenda, siamo diventati oggetto di una campagna di denigrazione e calunnie senza precedenti.
Il minimo che si legge sui giornali è che sono un irresponsabile eversivo. Io, che per tutta la vita altro non ho fatto che servire lo Stato come poliziotto, come magistrato e ministro. Oppure dicono che ho fatto saltare il csx per correre dietro all’antipolitica. Io, che per mesi e anni mi sono sgolato chiedendo che l’alleanza di csx venisse formalizzata mentre Bersani faceva orecchie da mercante.
Ma alla fine cos’è che mi rimproverano? Di oppormi al vergognoso complotto per delegittimare la procura di Palermo. Di aver chiesto che, per scoprire la verità sul nido di serpi che nel ’92 trattava con Riina e Provenzano, non si guardasse in faccia nessuno.
Dov’è il delitto, l’irresponsabilità, la follia eversiva? Se uno è stato presidente del Senato bisogna trattarlo con i guanti e se non vuole rispondere ai magistrati bisogna dire: “Faremo come comanda sua eccellenza”? Tutti zitti se un Presidente della Repubblica prima fa finta di non vedere, e poi briga per impedire di conoscere i fatti, andando oltre i confini costituzionali del suo mandato. Perché è così che si dimostra di “portare rispetto”??
Non siamo isolati. In un solo giorno di pieno agosto 43mila persone hanno firmato l’appello di IFQ affinché si faccia luce sulla trattativa Stato-mafia. Se si chiedesse ai cittadini cosa ne pensano di questa melmosa storia, non ho dubbi su quel che risponderebbe la stragrande maggioranza. Siamo in ottima compagnia. Molto migliore di quella di quei giornalisti che difendono la legalità a mezzo servizio e solo quando non tocca chi dicono loro.

LA MAFIA HA CAMBIATO VOLTO
Chiara

Come ben rappresentato dal libro-report, stilato da Legambiente, Mafia, Camorra e Ndragheta hanno apparentemente cambiato volto: niente più’ coppola e lupara ma dirigenti in doppio petto per riciclare il denaro dei vecchi ‘affari sporchi’. L’Onorevole Sonia Alfano, Presidentessa della Commissione Antimafia Europea rivela ai nostri microfoni come questo cambiamento e’ stato possibile e come Germania e Canada siano stati ‘conquistati’ dalla Ndrangheta. Oltre ai dati statistici Alfano fa una dichiarazione shock: ” Il capo dei capi mi ha detto che non ci sono più’ stragi poiché’ il ‘potere’ e’ coperto.”
Vedi:

I MORTI DELL’ILVA

Scrive Chiara:
A Taranto, dalla parte dei cittadini che chiedono la chiusura dell’Ilva, SOLO la sinistra di Ferrero, i magistrati, la Fiom di Landini, i Comitati civici, il M5S, le Associazioni ambientaliste, l’Idv di Di Pietro.
Vergognosamente ”CONTRO” sono il PdR, il PdC, il PdL, il Pd, Sel, l’UdC, le Associazioni Sindacali, i fedelissimi e disciplinati operai dell’ILVA, cioè quelli del: ”Ave, Riva, morituri te salutant”.
.
Viviana
Hanno fatto passare il dogma che per un posto di lavoro si può vendere tutto: la sovranità popolare, il diritto elettorale, la libertà di cittadino, i diritti del lavoro, i diritti costituzionali, la lotta alla mafia, la giustizia, la verità, la salute e persino la vita.
Torcono e strizzano il diritto a un posto di lavoro e ne fanno il grimaldello per ridurci al rango di schiavi. E quelli che sulla carta giurano di essere i nostri rappresentanti e di difenderci si alleano ai peggiori oppressori, ci vendono addirittura agli esecutori dei nostri nemici, e riducono l’umanità a un esercito di schiavi in ginocchio senza più dignità, senza più indipendenza, senza più traccia di civiltà.
Su questa degradazione degli umani protratta col cinismo di chi ha elevato a divinità il capitale e ha dato ogni potere e ogni arbitrio ai cultori dissennati di un capitale senza limiti e remore, risuona agghiacciante il silenzio della Chiesa che da secoli ha sempre parteggiato per i nostri assassini.

GdC scrive:

Quando fu nominato Monti, molti plaudirono alle contrapposizioni con B. Differenze di facciata: aspetto arcigno invece che falsamente gioviale; battute di spirito stentate invece che storielle da bar sport; opposto atteggiamento mentale di fronte alla f.
Sempre più evidenti le analogie, delle persone e dei rispettivi governi.
Costante nemico di B. è stata la Giustizia, sia per motivi personali, arcinoti, sia come concezione di fondo: la Giustizia è il grande nemico dei prepotenti. Che, non potendo abolirla, fingono di prendersela coi singoli magistrati.
Oggi che la coraggiosa e competente GIP di Taranto, Todisco, cerca di por fine, con le armi della Legge, a decenni di inquinamenti e di danni alla salute, il governo la attacca come un sol uomo. Il ministro dell’Ambiente e quello della Sanità dimenticano persino i propri ruoli e giocano a fare il ministro dello sviluppo economico, anteponendo all’ambiente ed alla salute la produzione! Il ministro della Giustizia la minaccia di sanzioni disciplinari!
Si muovono quasi fossero collaboratori del presidente ILVA. Ma chi è? Un certo Ferrante già prefetto (che sa di acciaierie?) e già candidato PD a sindaco di Milano. Rob de matt, si dice a Milano.
Dopo che nulla si è fatto per decenni, ora si chiede tempo, e si invita ala ragionevolezza, quasi che un GIP fosse lì per fare trattative.
Il governo avrebbe stanziato 500 milioni. Soldi pubblici, cioè nostri. Ma non deve pagare l’ILVA?
La logica è la solita del neoliberismo: guadagni privati, perdite pubbliche.
Ai lavoratori si lascia la scelta fra “morire” oggi di fame e “morire” domani di malattia; così le vittime (ma sono vittime anche gli abitanti della città) diventano, loro malgrado, alleati.
Intanto il fatto fa il giro d’Europa, e, per merito della GIP, diventa, come che vadano nel breve tempo le cose, una questione che non potrà essere insabbiata tanto facilmente.

GROTTESCO
Viviana Vivarelli

Votare per i partiti, per ‘questi’ partiti è diventato grottesco. E’ come arrenderci all’essere schiavi, venderci a chi ci ha gettato in pasto ai capitalisti e ai loro sporchi giochi di potere. Da ogni evidenza storica o giudiziale emerge che TUTTI i partiti sono sul libro paga di lobby industriali, assicurative, bancarie.. da sempre. Ciò spiega perfettamente gli inciuci, le collusioni, i legami, gli intrecci, le diaboliche e opportune assenze con cui il caro Bersani ha fatto passare per pochi voti la bellezza di 7500 tra leggi e emendamenti del caro B. Tutto consustanziale ad un’unica grande ideologia: quella del ‘metti in tasca e porta a casa’ e del paese fregatene proprio! I politici sono solo degli esecutori di interessi di grandi capitali che sono opposti ai nostri e la loro unica ideologia è un egoismo cinico e spietato. Lo Stato è solo una costruzione artificiosa e millantatrice con l’apparenza di una democrazia e di una repubblica, ma la sostanza di un regime feudale in cui i politici eletti fungono da capobastone per gli interessi dei feudatari guadagnandoci ruolo e rispetto e anche una bella impunità che non fa mai male, e sempre tutti, insieme a tutti, fanno il peggio che possono ai danni dei lavoratori, delle famiglie, dei cittadini. E Monti, perfettamente integrato a questa politica del più becero capitalismo, si adegua alla baracca e fa pure passare una infame legge voluta da tutti, per cui non solo le mazzette o gentili regali che i peggiori capitalisti italiani, come i Riva, fanno ai partiti non saranno penalizzate come in tangentopoli, ma anzi esse compariranno come donazioni ‘legali’ e saranno pure esentasse!
Vedete come Monti è congeniale al putrefatto sistema e lo porta avanti ai suoi massimi estremi con la massima soddisfazione di tutti “senza se e senza ma”. Tutto in nome del libero mercato, naturalmente, dove non esiste nulla di libero, e nulla che sia mercato, ma solo una costrizione crescente di pochi gruppi di potere per buttare fuori del mercato tutti gli altri, in una hobbesiana giungla di lupi che avrà fine solo quando tutti i lupi si saranno sbranati tra loro. Ma che nel frattempo si debba anche credere che la colpa è nostra o del debito o dell’essere vissuti al di sopra delle nostre possibilità, quelle vecchie balle blasfeme se le potrebbero anche risparmiare!
Giustamente è stato detto che il mondo è ormai diviso in due parti: padroni del capitale e schiavi del capitale. Se non siamo nella cricca dei primi, è suicida stare anche dalla parte loro!
.
Chissà se qualcuno si chiede come mai i morti dell’Ilva emergono solo ora. Qualcuno parla di 11.590 morti, 1650 all’anno e 26.399 ricoveri, 3.857 all’anno, all’anno, una vera e propria Bhopal delle Puglie, eppure negli ultimi 7 anni nulla di questo è uscito sotto il Ministero infame della Prestigiacomo che si limitava ad aumentare le soglie letali dell’inquinamento e sotto il Governo Bossi-Berlusconi, con un Berlusconi troppo impegnato nei propri affari personali e un Bossi intento solo ad insultare il Sud e a viziare la propria famiglia, mentre l’attuale Ministro dell’Ambiente Clini, dalle sue precedenti cariche nel ministero dell’Ambiente uccideva lo stesso ambiente. Favorendo spudoratamente i Riva a Cornigliano e a Taranto. E il governatore Vendola di che si occupava? Meglio non indagare.

Scrive DI PIETRO:
Sarà una coincidenza, ma Emilio Riva è anche un grande finanziatore della politica. Uno di quelli che non fanno preferenze e foraggiano un po’ tutti, meno noi dell’IdV che non accettiamo finanziamenti dai privati: un miliardo a dx, uno a sx e nessuno s’ingrugna. Mentre appestava il mare, l’aria e la terra di Taranto, Riva donava 245mila € a FI e 98mila a Bersani.
(Oggi io faccio un regalo a te, domani ne fai uno a me)
Riva si è fatto bene i suoi conti. Ha capito che avrebbe risparmiato milioni di euro intervenendo sul sistema e rendendoselo amico con il denaro, piuttosto che mettendo in sicurezza i suoi impianti e bonificando l’ambiente che aveva inquinato. Io non voglio neppure pensare che la folle aggressione contro la magistratura di Taranto da parte dei principali partiti c’azzecchi qualcosa con quegli esborsi. Ma, proprio perché non lo penso, dico forte e chiaro che chi ha preso soldi da Riva dovrebbe, oggi, sentire il dovere morale e avere la delicatezza istituzionale di non intervenire a gamba tesa in questa vicenda e lasciare che se ne occupi chi di dovere. E, quando si tratta di una fattispecie di reato gravissima come questa, chi di dovere è la magistratura.
Questa brutta vicenda è un presagio chiaro, purtroppo, di quello che succederà con la nuova legge sul finanziamento dei partiti, varata a luglio e scritta dalla Casta su proposta di ABC. Quella legge incentiva le donazioni dei privati ai partiti, gli permette di scaricarsele dalla dichiarazione dei redditi, fissa un tetto per i regali dei privati ai politici e, insieme, indica l’inganno con cui lo si può aggirare. E’ una legge che legittima e incentiva le tangenti: per gente come Riva sarà una festa. Pagheranno a dx e a sx, si metteranno con le spalle al coperto e, oltretutto, potranno anche farsi rimborsare dallo Stato, sotto forma di sgravio fiscale, la tangente legalizzata. Quella legge deve essere abolita prima che finisca di distruggere l’Italia. Per questo, noi dell’Italia dei Valori avvieremo dall’inizio di ottobre la raccolta di firme per un referendum sulla completa abolizione dei finanziamenti (sia pubblici che privati) ai partiti.
Lo abbiamo fatto da soli, perché nella politica italiana si sa che sono tutti bravi a parlare e nessuno a fare qualcosa di utile
..
Negli ultimi 8 anni i Ministri dell’Ambiente sono stati:
Carlo Ripa di Meana
Francesco Rutelli
Valdo Spini
Altero Matteoli
Paolo Baratto
Edoardo Ronchi
Willer Bordon
Altero Matteoli di nuovo
Alfoso Pecoraro Scanio
Stefania Prestigiacomo
Corrado Clini

2 Presidenti di Regione in 15 anni: Fitto e Vendola. 11 Ministri, uno più inetto dell’altro, 11 Ministri per 11.590 morti. Ditemi voi che ce n’è stato uno che abbia fatto qualcosa per Taranto! E poi si deve star qui a parlar male del Sud! Basterebbe questa strage per dover chiedere a tutti scusa.

DISMISSIONI
Blogger

Vorrei essere populista e demagogo, e ricordare cosa significa dismissioni in questo paese. Le ultime, a firma Tremonti, hanno significato la vendita a:
Veltroni 200mq via Velletri valore un milione quattrocentomila prezzo 377.000; Cossiga Via Visconti 250mq valore un milione cinquecentomila prezzo 710.000; Casini Via Clitunno 750mq valore sei milioni prezzo 1.800.000;
Mancino 250mq Corso Rinascimento valore un milione quattrocentomila prezzo 800.000;
Marini Via Lima 310mq valore tre milioni e mezzo prezzo 1.000.000;
Mastella Lungotevere 600mq valore tre milioni e mezzo prezzo 1.250.000;
Bonanni Via del Perugino 200mq valore un milione duecentocinquantamila prezzo 210.000;
Cossutta stazione San Pietro 160mq valore seicentomila prezzo 165.000;
di Pionati e Bindi non si conoscono i dettagli, ma le proporzioni sono queste.
A prima vista, non sembra un affare per lo Stato. Basterebbe mettere all’asta tutte le concessioni, a partire da gioco d’azzardo, autostrade,frequenze tv e demani, per incassare di più senza regalare niente; ma queste cose già le sanno..

Leggi Marco Lillo, “CASA NOSTRA”, pubblicato su L’espresso N.35 Settembre 2007
http://www.scip2pregio.it/articoli%20di%20Stampa.htm

LA TRAMA OSCURA DELL’EURO

Scrive Greg Palast: “Per l’architetto dell’euro, prendere decisioni di macroeconomia senza i politici eletti e stringere i tempi della deregolamentazione erano parte del piano. L’idea che l’euro abbia “fallito” è pericolosamente ingenua. L’euro sta facendo esattamente quello che il suo ideatore – e quell’1% di ricchi che decisero di adottarlo – aveva previsto e per cui era stato programmato. L’ideatore è l’economista Robert Mundell per cui l’aver rimosso i controlli di un governo sulla moneta sta evitando che piccoli e fastidiosi funzionari eletti dal popolo utilizzino gli strumenti monetari e fiscali Keynesiani per uscire dalla recessione. “Si deve lasciare la politica monetaria fuori dalla portata dei politici”, ha detto. “E senza poter manovrare la politica fiscale, l’unico modo con cui le nazioni possano sostenere il livello occupazionale è dare spazio alla concorrenza riducendo le norme in materia di business.”
Parlava di leggi del lavoro, regole sull’ambiente e, naturalmente, tasse. Con l’ € tutto sarebbe stato spazzato via e la democrazia,non sarebbe più riuscita a interferire con il mercato.
Come dice un altro premio Nobel, Paul Krugman, la creazione della zona euro ha violato la regola base dell’economia nota come “area monetaria ottimale”. Grazie a una delle regole di Bob Mundell, per cui, l’euro non doveva trasformare l’Europa in una forte entità economica unificata . La sua teoria delle supply-side economics è stata il modello teorico di Reagan, l’economia voodoo, come diceva Bush padre il credo nella magia del libero mercato della Thatcher.
“Una Disciplina monetaria deve imporre anche una disciplina fiscale ai politici”
E quando cominciano le crisi, le nazioni economicamente deboli hanno poco altro da fare, se non cancellare massicciamente le regole sociali, privatizzare indiscriminatamente le industrie statali, tagliare le tasse e buttare il welfare .
Così, vediamo che il (non eletto) 1° Ministro Monti sta cambiando completamente il diritto del lavoro in Italia per rendere più facile licenziare i lavoratori. Draghi, il (non eletto) Capo della Bce, chiede “riforme strutturali”per distruggere i contratti collettivi di lavoro. Non si capisce come faccia una svalutazione interna far diventare più competitivi!
Monti e Draghi non possono spiegare come, se tutti i paesi Ue deprezzano la loro forza lavoro, sarà possibile ottenere un vantaggio competitivo.
Basta vedere come lasciano lavorare i mercati con i titoli sovrani di ogni nazione. Quindi, l’unione monetaria è una guerra di classe con altri mezzi. E’ una “distruzione creativa”(Schumpeter) E poi Friedman conciona sulla “irresponsabilità” della Grecia!
Le fiamme, la disoccupazione di massa, la svendita dei beni nazionali, dovrebbero produrre quello che Friedman chiama “rigenerazione” della Grecia e, in definitiva, dell’intera zona euro??

http://www.guardian.co.uk

IDV e M5S
VV

Continuo a leggere post che perorano una alleanza tra M5S e Di Pietro.
Mi piace Di Pietro
E’ stato a fianco del M5S in moltissime battaglie e campagne di civiltà
Ha fatto degli errori come tutti perché è umano, ma non penso che siano gravi,mi riferisco alla pessima scelta di un De Gregorio, uno Scilipoti o un Razzi, non considero gravissimo nemmeno il suo nepotismo verso il figlio, vedo lucidamente che a suo tempo è stato a favore della TAV in Valsusa (e non mi piace) e che dopo la macelleria di Genova si oppose a una commissione parlamentare (lo condanno, anche se nessuna commissione parlamentare ha fatto mai verità su nulla, ma per il G8 di Genova non c’è mai stato un processo ai mandanti politici), l’ho sentito perorare gli aiuti pubblici alle scuole private (cosa discutibile), ma penso che nessuno è perfetto e che, dovendo scegliere un voto diverso dal M5S, sceglierei lui. Mi piace il suo blog e ne consiglio la lettura
Ci scrivono molti esperti soprattutto di economia, blogger intelligenti e colti e soprattutto non ci sono TROLL insistenti e deliranti come sul blog di Grillo.
Spesso riporto qui i blog di Di Pietro o dei suoi blogger perché sono buoni.
Ma Di Pietro è totalmente immerso nella partitocrazia. Della democrazia diretta non ha capito nulla. Non ne parla, come non lo fa De Magistris, che con Ginzberg ha fondato un partito che sta tra l’IdV e il M5S e ha copiato molte cose da Grillo.
L’IdV è un partito come gli altri. Il M5S non è un partito, è un Movimento che vuole abbattere tutti i partiti. E non ci si allea con chi si vuole abbattere.
Di Pietro capisce solo uno dei capisaldi del M5S: la pulizia delle liste e del parlamento dai pregiudicati. Basta! Ma non è sufficiente per parlare di alleanze. Siamo ancora agli antipodi della democrazia diretta, siamo nella partitocrazia senza alcun desiderio di cambiarne i vizi ‘strutturali’.
Si possono fare delle campagne specifiche a fianco di Di Pietro, ma un’alleanza politica presume la volontà di andare nella stessa direzione e questa non c’è.
..
http://masadaweb.org

Related Tags:

Leave a Comment

Della stessa categoria

CORSO. LEGGERE L’UOMO

LEGGERE L’UOMO Se siete di Bologna può interessarvi un CORSO IN 7 LEZIONI IN 7 GIOVEDI’- A PARTIRE DAL 19 [Read More]

I migranti dal mare e gli anziani italiani emigrati in un documentario

Vedi il trailer: https://vimeo.com/140032609 Tra Performance art e cinema del reale, “(A)mare Conchiglie” è  [Read More]

Anziani, erranti, lucciole e migranti come conchiglie alla Biennale di Anzio e Nettuno: è la nuova performance di Kyrahm e Julius Kaiser

Il 13 giugno 2015, poco prima del tramonto (ore 18) sulla spiaggia di Forte Sangallo, per la Biennale di Anzio e [Read More]

Una performance estrema contro la tortura diventa un documentario

Sabato 18 aprile verrà presentato a Teramo il documentario working progress “Dentro/Fuori” di Kyrahm e [Read More]

SE LE REGOLE LE FANNO I LADRI

MASADA n° 1540 13-6-2014 Renzi vuole una legge che annulli le pene fino a 5 anni – In Italia il bicchiere non solo [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 4 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano