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Saturday October 21st 2017

GENOVA UNDICI ANNI DOPO


MASADA n° 1397 8/7/2012 GENOVA UNDICI ANNI DOPO

Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti”
(Karl Kraus)

“Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente. “
(Bertolt Brecht).

“I fatti del G8 di Genova sono stati la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dai tempi del dopoguerra”
(Amnesty International)

Andrea Camilleri. Montalbano

«Livia, io non mi sento tradito. Io sono stato tradito. Non si tratta di sensazioni. Ho sempre fatto il mio mestiere con onestà. Da galantomo. Se davo la mia parola a un delinquente, la rispettavo. E perciò sono rispettato.È stata la mia forza, lo capisci? Ma ora mi siddrai, m’abbuttai.»
«Non gridare, ti prego» fece Livia con la voce che le tremava.
Montalbano non la sentì. Dintra di lui c’era una rummorata stramma, come se il suo sangue fosse arrivato al punto di bollitura. Continuò.
«Manco contro il peggio delinquente ho fabbricato una prova! Mai! Se lo avessi fatto mi sarei messo al suo livello. Allora sì che il mio mestiere di sbirro sarebbe diventato una cosa lorda. Ma ti rendi conto Livia? Ad assaltare quella scuola e a fabbricare prove false non è stato qualche agente ignorante e violento, c’erano questori e vicequestori, capi della mobile e compagnia bella!»

LA MACELLERIA DI GENOVA
Viviana Vivarelli

E’ orribile. Fu orribile. Tanto orribile che non riesco a parlarne nemmeno ora. E io non c’ero. Dovevamo esserci mia figlia ed io per chiedere la pace ai grandi della Terra ma non c’eravamo. Sentimmo solo le testimonianze di chi c’era. Troppe. E tutte così terribili e insopportabili. Amici carissimi, ragazzi, preti suore persino, anziani, pacifisti. Chi visse quei giorni restò con un trauma per sempre. Fu allora che decisi di votarmi alla lotta contro tutte le forme di fascismo, di dx e di sx, e di attaccare,con tutte le forze che avevo, il Male politico in tutti i suoi ripugnanti aspetti, quelli dei singoli, quelli dei partiti e quelli degli Stati.
Quando qualcuno mi dice che sono acida sbaglia, acida è una parola piccola, e stupida. Io non ho parole per dire cosa provo, per dire tutto l’odio che sento verso queste belve.
Per 11 anni ho aspettato l’esito di questo processo.
Oggi in tv Flavia Perina, socia di Fini attaccava la macellerie di Genova dicendo cose giuste. Ma era paradossale, perché Fini era lì nella caserma a eccitare le belve. Disse loro che l’habeas corpus era sospeso e che dovevano dare una bella lezione a quei comunisti, perché dovevano levare dalla testa di poter manifestare e dovevano essere distrutti per sempre.
La belva Fini è sempre al suo posto e ricopre la terza carica dello Stato. Non ha mai pagato la sua colpa. Non è nemmeno stato accusato o nominato al processo.
La belva Scajola è sempre in parlamento, non ha mai pagato la sua colpa, non è stato accusato neanche al processo.
La belva Berlusconi ha ancora quasi tutti i suoi poteri, non pagherà mai le sue colpe.
La belva Castelli è sempre in Parlamento. Era in quella caserma mentre torturavano i fermati ma dichiarò di non aver visto nulla.
Nessuna delle belve dei massacri farà un giorno di carcere.

NON E’ GIUSTO!

L’irruzionehttp://www.youtube.com/watch?v=qfupV8x3C50&feature=related

Il film Diaz
Ogni volta che è stato proiettato ci sono stati malori in sala.

Don’t clean up this blood
Non pulite quel sangue!

Bolzaneto
Testimonianze

AlessandroPrima del G8 di Genova erano morti dei ragazzi a Seattle. Nel mondo tirava aria di destra; Bush, Berlusconi e Putin erano amici e governavano il mondo. Si preparavano grandi guerre, come quella all’Iraq, che avrebbero fruttato a petrolieri e produttori di armi una fortuna incredibile.
Gli scontri furono a dir poco strani: un centinaio di facinorosi con il casco in testa sbucano dal nulla, mettono a ferro e fuoco Genova e poi scompaiono nel nulla.
Le vittime sono tra la folla inerme (io c’ero e ho visto pestare delle signore anziane. Tante.).
Quella che è stata uccisa mediaticamente è stata “l’opposizione”, si è evitato che la democrazia potesse opporsi alle guerre e ai loschi affari.
Chi fosse contrario alla guerra dei governanti di destra, apparve come un facinoroso o al massimo come un ingenuo che prende le mazzate andando a ficcare il naso tra quelle cose.
E’ un po’ come Berlusconi quando trasmetteva il sottile messaggio che chi si occupava di politica invece che dei glutei delle sue veline era uno sfigato.
Entrambe le operazione hanno fatto centro: la gente in genere non si curò mai né della guerra dei petrolieri né della mafia al governo italiano. (Ma delle veline si parlò molto. I giornali praticamente non parlarono d’altro.)

Viviana VivarelliNel 2001 mia figlia ed io eravamo in Mani tese, un gruppo di volontariato per aiuti al terzo mondo che faceva parte di 900 organizzazioni di volontariato italiane, chiamate LLILLIPUT, centinaia di migliaia di volontari che portavano avanti una lotta alla globalizzazione economica imposta dal neoliberismo e dalle multinazionali.
La lotta politica era una cosa sola col volontariato, perché non ha alcun senso cercare di aiutare i poveri del mondo, se nello stesso tempo non si attaccano i gruppi di potere che hanno creato la loro povertà.
Lilliput indicava che eravamo piccoli in confronto al gigante della grande finanza internazionale, ma tutti insieme, come il popolo dei lillipuziani di Gulliver potevamo abbattere il gigante del capitalismo. Il nostro motto era: “Voi siete poche migliaia, noi siamo 6 miliardi”. Il nostro vate era un prete comboniano, padre Alex Zanotelli, ma a nessuno veniva chiesto se aveva una fede religiosa, c’era il pieno rispetto del sentire di ognuno. Ci accomunava in una lotta comune un grande progetto che vive ancor oggi e che era diffuso in tutte le parti del globo, in nome di un mondo dove l’economia fosse sostenibile, il mercato degli squali finanziari non distruggesse ogni cosa, i diritti umani venissero rispettati e si difendesse la libertà, l’autodeterminazione dei popoli e la democrazia dal basso, un futuro dove il pianeta trovasse cura e sopravvivenza. E’ quello che chiamiamo ancor oggi ‘pensiero no global’. E non ho mai capito perché parte dei cattolici e parte dei comunisti gli siano stati sempre così ostili.
Nel movimento in realtà c’era di tutto: pacifisti, combattenti di sx, centri sociali, volontari, cattolici osservanti, agnostici, atei, suore, frati, preti, combattenti sociali..
Le parole d’ordine erano: la pace, l’uguaglianza di tutti sulla Terra, i diritti universali, la democrazia dal basso, la difesa dell’ambiente, il lavoro, il diritto a un futuro.
.
Se oggi sono nel M5S è per portare avanti quel movimento di liberazione dei popoli dalle spire del capitalismo che si sviluppò prima di Genova e che a Genova vide confluire 300.000 persone di tutti i tipi, classi e ideologie, in nome di un ideale comune: quel mondo migliore che i grandi della Terra stavano distruggendo e che distruggono tutt’ora.
La manifestazione era totalmente pacifica, tanto che il grave errore del coordinatore Agnoletto fu, da quell’anima candida qual’era, che senza un servizio d’ordine che difendesse i manifestanti dalla belve bastassero le facce pulite e le intenzioni nobili dei manifestanti. Fu un errore gravissimo che tutti pagarono enormemente, anche se probabilmente non sarebbe bastato a salvare la gente, i giovani, quando esplose il massacro, perché l’intenzione di stroncare l’opposizione al neoliberismo fu troppo grande, perché quello che il governo Berlusconi voleva stoppare era proprio la democrazia, il diritto popolare a protestare, il diritto umano e costituzionale ad avere voce, a poter parlare, a esprimere il proprio pensiero.

Non furono i 250 imputati al processo gli autori dell’inferno, fu la volontà diabolica e fascista di chi stava al potere,e di chi, come la Lega, appoggiò il massacro, e anche di chi in seguito rifiutò qualunque commissione parlamentare, che, per quanto inutile come tutte le commissioni parlamentari, avrebbe spostato l’attenzione dei cittadini dagli esecutori ai mandanti. Perché se gli esecutori furono atroci, quelli che li buttarono contro i cittadini inermi per massacrarli furono anche peggiori. Ma non ci saranno 11 anni o 22 per strappare dal potere e mettere alla pubblica gogna queste belve, questi politici efferati, questi assassini. E in tutto questo orrore i Ds non furono mai dalla nostra parte. Stettero sempre dalla parte delle belve o non presero la parola. Le vittime rimasero sole.
Fu in quei giorni che capii una volte per tutte che da questi partiti, da questi politici, il popolo italiano non avrebbe avuto che male. E quelli che oggi ancora votano per queste belve e per questi Giuda e che mi danno di traditrice dei valori della sx, mi fanno solo schifo come dei ciechi o dei mostri.

Non solo gli autori di questo orrore non faranno mai nemmeno un giorno di carcere, ma la perversa prescrizione voluta da Berlusconi, siccome è totale nella sua formulazione demoniaca e dissennata, e non prevede alcuna pena accessoria, farà saltare anche quella pena in cui avevamo sperato, e cioè l’allontanamento delle belve dal loro ufficio all’interno delle forze di polizia. In un primo momento avevano detto che per 5 anni sarebbero stati allontanati dal loro ‘lavoro’. FALSO! Non avranno nemmeno questa pena. Resteranno tutti in quella professione di ‘tutori dello Stato’ che hanno insanguinato e infamato con i loro delitti.
Per allontanarli dalle forze dello stato sarebbe occorso un atto politico, i magistrati in base alle leggi di Berlusconi-Bossi non possono applicare la pena dell’allontanamento dal corpo di polizia. Avrebbe potuto farlo quella famosa commissione che nessuno ha voluto, che nemmeno la sx ha voluto, che neanche Di Pietro ha richiesto dicendo che tutto le commissioni sono inutili, e che dunque non è mai stata convocata.

In quei giorni terribili, non solo maturò la mia decisione di attaccare qualunque partito di dx, di centro o di sx, essendo tutti uguali sul piano della violazione o della non difesa dei diritti della democrazia, ma maturò anche la mia consapevolezza della gigantesca falsità dei mezzi di informazione italiani. Fu come se mi svegliassi da una specie di nebbia in cui avevo blandamente creduto ai quotidiani che leggevo o ai vari tg, dando per scontata qualche posizione ideologica di parte. Ma, in quei giorni, la difformità tra quello che i testimoni diretti riportavano e le incredibili bugie diffuse dalla stampa o dalla televisione fu così abnorme che era come se mi avessero strappato una benda dagli occhi e finalmente capivo quale tremenda massificazione dei cervelli fossero i media, in particolare la televisione, dominata allora come adesso, da Berlusconi, associato a Fini e Bossi.

Mi offese moltissimo l’insistenza con cui ‘tutti’ i manifestanti (ricordiamoci che erano ‘pacifisti’ e pacifici) furono bollati dai media come black block, attribuendo loro tutte le devastazioni di Genova che furono prodotte da veri vandali neri, che lo polizia non fermò mai ai confini, sebbene allertata, non fermò mai durante i vandalismi, non portò mai in carcere, non interrogò mai, mentre arrivavano filmati privati che mostravano poliziotti che si travestivano da black block e partecipavano alle distruzioni. Eppure mai fu possibile confondere i manifestanti pacifisti con il blocco nero dei black block, assolutamente diversi e distinti, giovanissimi e minuti, che marciavano tutti assieme in branco, compivano azioni tipiche di vandalismo contro negozi o auto, erano tutti vestiti di nero e con cappucci, deviavano dalle strade del corteo, ma la stampa e la tv bollò ‘tutti’ i manifestanti come black block, aizzando contro di loro la furia dei cittadini perbene che si sentirono quasi obbligati a condannarli, senza nemmeno capire quello che era successo. Delle persone arrestate e picchiate,‘nessuna’ risultò essere un black block, nessuno aveva commesso atti vandalici, nessuno poté essere accusato di qualche reato. Persino al processo fu detto chiaramente dallo stesso prefetto che ‘nessun black block era stato trovato nella Diaz”. Ma i media rigirarono le cose e falsificarono la verità come se la distruzione di Genova fosse stata opera dei pacifici. Ricordo con quale minuzia a Porta a Porta Vespa mostrò le spranghe e le bottiglie Molotov che poi risultarono essere in
trodotte nella Diaz dagli stessi poliziotti e parlò dell’attacco a un agente che poi risultò una falsificazione. E per questi falsi mai ci fu da parte di nessun giornalista la minima ritrattazione, nemmeno quando la polizia stessa confessò il falso. Ed è per questo che da allora, io provo un vero disgusto verso qualunque giornale italiano e li annetto tutti allo sporco servilismo di quella banda di malfattori di dx, centro e sx, che governa dispoticamente l’Italia, troppo fuori il bordo di qualunque accettabile sistema democratico ma pericolosamente vicini ai sistemi fascisti e dittatoriali del Terzo Mondo.

Per quanto alla manifestazione per la pace fossero intervenuti moltissimi cattolici, anche preti e suore, la macelleria troncò ogni opposizione. La Chiesa non disse una parola ma si ritirò per sempre da ogni movimento. Il movimento no global sembrò finire di colpo. La democrazia era stata distrutta.

Ricordo di quei giorni dei particolari grotteschi: le fioriere che Berlusconi aveva voluto per la città per il G8, i lenzuoli dipinti con cui aveva ricoperto i palazzi fatiscenti di Genova per motivi ‘estetici’, i carri da carnevale dei centri sociali guidati da quel clown di Casarini, che poi fu l’unico che ebbe una specie di processo ridicolo in parlamento, lui che era un innocuo fantasista e proprio dalle iene che avevano comandato il massacro, e poi quell’agente abbigliato come un Robocop che si pavoneggiava davanti alle telecamere… infine l’orrore di tutte quelle brave persone, insieme ai pazzi scatenati del fascismo di stato e di popolo che inneggiavano alle iene e ai loro misfatti, attaccando in ogni modo possibile i manifestanti pacifici che erano andati a Genova solo per chiedere ai ‘Grandi della Terra’ pace, sostenibilità ambientale, diritti dei popoli, e non certo per saccheggiare e distruggere.
Per tutto quell’orrore non abbiamo mai sperato giustizia, perché sappiamo bene che finché esisteranno Berlusconi e Bossi e Fini e Scajola e tutte le immonde leggi a protezioni dei criminali di stato che essi hanno voluto e votato, mai ci sarà giustizia in questo disgraziato paese.

Wikipedia
Le informative della questura di Genova
Un fascicolo riservato di 36 pagine, titolato “Informazioni sul fronte della protesta anti-G8”, compilato dalla questura alcuni giorni dopo il termine del G8, conteneva un’analisi dei vari gruppi che dovevano partecipare alle manifestazioni divisi per colori in base alla loro pericolosità:
Il blocco rosa, comprendente le associazioni per l’azzeramento dei debiti dei paesi poveri, organizzazioni cattoliche, ambientaliste ed elementi della sinistra antagonista che si riconoscono nel patto di lavoro e nella rete Lilliput, considerato di bassa pericolosità;
il blocco blu ed il blocco giallo, considerati come possibili fautori di incidenti e disordini, quali “episodi di generico vandalismo”, “blocchi stradali e ferroviari” ed attacchi mirati contro le forze dell’ordine;
il blocco nero, comprendente sia il movimento anarchico definito black block, considerato possibile autore di azioni condotte da piccoli gruppi composti da “10 o 40 elementi ciascuno”, che gruppi legati all’estrema destra quali Forza Nuova e Fronte Sociale Nazionale, dei quali era stata segnalata la presenza alla questura dal Genoa Social Forum il 18 luglio, che avrebbero potuto infiltrare elementi tra i gruppi delle tute bianche, allo scopo di confondersi tra i manifestanti per aggredire i rappresentanti delle forze dell’ordine, “screditando contestualmente l’area antagonista di sinistra anti-G8”
(I tot numerici dei vari gruppi erano molto diversi, 300.000 i manifestanti pacifici, poche centinaia i centri sociali, forse un centinaio i veri black block, eppure, anche se queste cifre si sapevano, nessun giornale o tg ne parlò, tutti i manifestanti furono criminalizzati alla stessa maniera. E io non sentii mai né in quei giorni né poi qualcuno dell’opposizione denunciare la verità dei fatti, anzi la sx di regime si comportò come il peggiore dei collusi con il governo criminale. Io queste cose non lo scordo e se qualcuno mi chiede come mai non voto Pd, non gli rispondo neanche e provo solo un rigurgito di vomito.

Fecero scalpore le dichiarazioni che, alcuni mesi dopo, fece il ministro degli interni Claudio Scajola, il quale ammise di avere ordinato alle forze di polizia, nella serata del 20 luglio, di sparare sui manifestanti nel caso avessero sfondato la zona rossa, motivando tale ordine con la situazione di forte tensione e col rischio che l’eventuale ingresso dei manifestanti nella zona rossa potesse favorire attentati terroristici contro i partecipanti al summit. La dichiarazione di Scajola provocò aspre critiche da parte di parlamentari dell’opposizione estrema e dei rappresentanti del movimento no-global, che ne chiesero le dimissioni, richiesta già formalmente espressa la sera del 20 luglio dal segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti]. Furono espresse critiche inoltre sulla tardiva ammissione di Scajola e dubbi sulla possibilità che il ministro avesse impartito l’ordine venerdì, dopo e non prima della morte di Giuliani. Pochi giorni dopo i funzionari di Polizia e Carabinieri presenti a Genova dichiararonodi non aver ricevuto nessun ordine relativo alla necessità di sparare in caso di invasione della zona rossa e che in ogni caso si sarebbero rifiutati di eseguirlo in quanto “manifestamente criminoso” ed inutile, visto che all’interno della zona rossa era stata creata una seconda cintura di sicurezza. Poi Scajola ritrattò, e disse che gli ordini di sparare erano stati dati ‘ a sua insaputa’. Non sapevamo a quel tempo che le ritrattazioni e gli ‘a sua insaputa’ facevano parte del personaggio.

La scuola Diaz e la scuola Pascoli erano stati concessi dal sindaco al Genoa Social Forum come sede del loro media center e, in seguito alla pioggia insistente che aveva costretto a evacuare alcuni campeggi, anche come dormitorio. La scuola era divenuta un punto di ritrovo di molti manifestanti, soprattutto tra chi non conosceva la città, venendo frequentata durante le tre giornate anche da coloro che non erano autorizzati a dormire nell’edificio e non c’era mai stato motivo di tensione.

Quella notte la polizia decise di entrare in tenuta antisommossa nella scuola dove stavano dormendo 93 persone tra ragazzi e giornalisti in gran parte stranieri, la maggior parte dei quali accreditati; la polizia disse che sospettava la presenza di no global ma nella scuola non ne fu trovato nemmeno uno. Tutti gli occupanti furono arrestati e la maggior parte selvaggiamente picchiata, sebbene non avessero opposto alcuna resistenza; i giornalisti accorsi alla scuola Diaz videro decine di persone portate fuori in barella, uno dei quali rimase in coma per due giorni, ma la portavoce della Questura dichiarò in conferenza stampa che 63 di essi avevano pregresse ferite e contusioni e mostrò il materiale sequestrato ma senza dare risposte agli interrogativi della stampa. Tutto il materiale, macchine fotografiche, telecamere e computer, furono selvaggiamente distrutti. Le immagini delle riprese mostrarono muri, pavimenti e termosifoni macchiati di sangue, a nessuno degli arrestati venne comunicato di essere in arresto e dell’eventuale reato contestato, tanto che molti di loro scoprirono solo in ospedale, a volte attraverso i giornali, di essere stati arrestati per associazione a delinquere finalizzata alla devastazione ed al saccheggio, resistenza aggravata e porto d’armi.

Dei 63 feriti tre ebbero la prognosi riservata: la ventottenne studentessa tedesca di archeologia Melanie Jonasch, la quale subì un trauma cranico cerebrale con frattura della rocca petrosa sinistra, ematomi cranici vari, contusioni multiple al dorso, spalla ed arto superiore destro, frattura della mastoide sinistra, ematomi alla schiena ed alle natiche; il tedesco Karl Wolfgang Baro, trauma cranico con emorragia venosa, ed il giornalista inglese Mark Covell, mano sinistra e 8 costole fratturate, perforazione del polmone, trauma emitorace, spalla ed omero, oltre alla perdita di 16 denti.

Ancora oggi non sappiamo quanti poliziotti presero parte al macello, al tempo si parlò di “346 Poliziotti, oltre a 149 Carabinieri incaricati della cinturazione degli edifici”. Quasi 600 persone contro 63 ragazzi che dormivano. L’arresto in massa senza mandato di cattura venne giustificato in base alla contestazione dell’unico reato della legislazione italiana, esclusa la flagranza, che lo prevede, ovvero il reato di detenzione di armi in ambiente chiuso; dopo la perquisizione le forze dell’ordine mostrarono ai giornalisti gli oggetti rinvenuti, tra cui sbarre metalliche, che si rivelarono provenire dal cantiere per la ristrutturazione della scuola, e 2 bombe molotov, che si scoprì essere state sequestrate il giorno stesso in tutt’altro luogo e portate all’interno dell’edificio dalle stesse forze dell’ordine per creare false prove; un video dell’emittente locale Primocanale, visionato a un anno dei fatti, mostrò infatti il sacchetto con le molotov in mano ai funzionari di polizia al di fuori della scuola e la scoperta di questo video porterà alla confessione di un agente, il quale ammise di aver ricevuto l’ordine di portarle davanti alla scuola
La falsità delle prove era lampante, malgrado ciò l’omertà all’interno della forze di polizia e della politica fu totale. Tutti gli arrestati della scuola Diaz e della scuola Pascoli vennero in seguito rilasciati, alcuni la sera stessa, altri nei giorni successivi, e con il tempo caddero tutte le accuse ai manifestanti; per quanto riguarda l’accoltellamento di un agente, fatto che venne contestato dalle perizie del RIS, secondo le quali i tagli sarebbero stati procurati appositamente, ma ritenuto invece veritiero dal consulente tecnico del tribunale. L’agente cambiò versione sull’avvenimento diverse volte ed in 7 anni di indagini non si trovò nessun altro agente che ammise di aver assistito direttamente alla scena.

Terminate le manifestazioni domenica 22 luglio la città di Genova rilevò i danni: le devastazioni cagionate da elementi violenti, mai arrestati nonostante le numerose chiamate alle forze dell’ordine da parte di cittadini e persino da parte dell’allora presidente della Provincia di Genova, attuale sindaco della città Marta Vincenzi, e nel corso degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, causarono notevoli danni a proprietà private e pubbliche ed a distanza di anni, la grandissima maggioranza dei responsabili, sia tra i manifestanti che tra le forze dell’ordine, non è ancora stata identificata, mentre quasi tutti i fermati dalle forze dell’ordine, con un totale di 329 arresti, nei giorni degli scontri sono poi risultati estranei ai fatti contestati, o non sono state individuate responsabilità specifiche a loro carico.
Da testimonianze di manifestanti e giornalisti che seguivano i cortei autorizzati, risulterebbe che parte dei componenti del gruppo di “manifestanti violenti” che vestivano di nero e che si mossero liberamente per la città durante i cortei e le manifestazioni, non sembrava parlare italiano e suscitò polemiche anche la presenza dell’allora vice presidente del Consiglio Gianfranco Fini nella sala operativa della Questura genovese, presenza che, da diversi giornalisti dell’area di sinistra venne messa in relazione ai molti abusi poi compiuti dalle forze dell’ordine.

Le persone fermate ed arrestate furono condotte nella caserma di Genova Bolzaneto, che era stata approntata come centro per l’identificazione dei fermati, venendo poi trasferite in diverse carceri italiane; transitarono per la caserma 240 persone (ma c’è chi parla di 500), di cui 184 in stato di arresto, 5 in stato di fermo e 14 denunciate in stato di libertà, ma secondo altre testimonianze furono quasi 500.
Qua avvenne ogni sorta di orrori, violenze fisiche e psicologiche, mancato rispetto dei diritti legali degli imputati quali l’impossibilità di essere assistiti da un legale o di informare qualcuno del proprio stato di detenzione; gli arrestati furono costretti a stare ore in piedi, con le mani alzate, senza avere la possibilità di andare in bagno, cambiare posizione o ricevere cure mediche, i poliziotti infierirono su di loro come fossero drogati con urla e canti fascisti e razzisti e minacce sessuali. Eppure il ministro della Giustizia Roberto Castelli (Dio lo maledica!) visitò la caserma e disse che non si era accorto di nulla! Tutti coloro che furono arrestati e torturati dovettero essere liberati perché non si era trovato nessun reato a loro carico.

I pubblici ministeri al processo contro le forze dell’ordine riguardo ai fatti della caserma Bolzaneto riferirono di persone costrette a stare in piedi per ore e ore, fare la posizione del cigno e della ballerina, abbaiare per poi essere insultati con minacce di tipo politico e sessuale, colpiti con schiaffi e colpi alla nuca ed anche lo strappo di piercing, anche dalle parti intime. Molte le ragazze obbligate a spogliarsi, a fare piroette con commenti brutali da parte di agenti presenti anche in infermeria. Il P.M. Miniati parla dell’infermeria come un luogo di ulteriore vessazione[109]. Secondo la requisitoria dei pubblici ministeri i medici erano consapevoli di quanto stava accadendo, erano in grado di valutare la gravità dei fatti ed hanno omesso di intervenire pur potendolo fare, hanno permesso che quel trattamento bestiale.

Fu quel deficiente di D’Alema a scegliere Genova, su suggerimento di un altro deficiente del Pd, Burlando, perché Genova era stata fu il collegio elettorale del padre di D’Alema. Il successivo governo Amato mantenne lo stesso ministro degli interni Enzo Bianco, che predispose rigidissime misure di sicurezza, dividendo la città in zone. Il governo Berlusconi, nuovo presidente del Consiglio, col nuovo ministro degli interni Scajola e il Guardiasigilli Castelli, ereditò l’organizzazione senza cambiare una virgola. Anche il capo della polizia, Di Gennaro, di nomina del csx, restando sempre in carica, passando da un governo all’altro, non fece nessuna obiezione.
Sicuramente, vista la situazione della città nessuna scelta poté essere peggiore.

Ecco una di quelle foto che mostrano che black block e poliziotti erano d’accordo

FOTO RICORDO

Se agenti e black block hanno le stesse scarpe di ordinanza, qui c’è puzza di infiltrato

Mariapia Caporuscio
Ora dicono che giustizia è fatta, ma di che stiamo parlando? Quale politico è stato inchiodato per aver programmato con le massime autorità della polizia quella carneficina? I fascisti che erano al governo in quel periodo sono i veri responsabili di quello che è un proprio atto di guerra, contro chi osava opporsi al regime. Era necessario soffocare nel sangue ogni forma di protesta. Più di duecento squadristi della peggiore feccia, vengono incaricati di massacrare dei ragazzi che dormivano in una scuola, in modo tale da togliere loro la voglia di riprovarci. I No Global erano ragazzi coraggiosi e consapevoli che la globalizzazione sarebbe stata per l’umanità peggiore della peste e lottavano per impedirlo. Chi oggi oserebbe dire che avevano torto?
No! Non è questa la giustizia che fa giustizia!
Oltre che avviene dopo undici anni, oltre che nessuno andrà in galera, oltre che i veri colpevoli ai massimi livelli dello Stato nessuno li ha toccati. No! Non è questa la giustizia che rende giustizia a CARLO GIULIANI!
Solo 25 di quei squadristi verranno allontanati dalle forze dell’ordine mentre gli altri continueranno tranquillamente a pestare ragazzini come Federico Aldovrandi o i vecchietti che attraversando una strada e si trovano dinanzi qualcuno di loro.
..
Nessuno degli imputati condannati finirà in carcere, poichè 3 anni della pena sono coperti da indulto. Per loro, oltre all’interdizione per 5 anni, dovrebbe essere emessa anche una sanzione disciplinare. Gli imputati dovranno risarcire le parti civili, come già disposto nelle sentenze di merito.
Ma è giustizia questa?
..
PIETRO ANCONA
Giustizia per Genova e fascismo strisciante

Ieri notte ascoltavo quasi senza credere alle mie orecchie le parole di commento che a TG3 Notte pronunziavano il conduttore Mannoni ed il Direttore del Messaggero alla sentenza della Cassazione sui fatti di Genova avvenuti nel 2001. La nota dominante di questi signori era di rammarico per la sospensione dal servizio del gruppo di testa della polizia italiana. Le lodi di quanto sono bravi Gratteri Luperi Canterani e gli altri condannati si sprecavano. Dobbiamo ringraziarli per averci protetto nel corso di questi dieci anni, di aver vigilato sulla nostra sicurezza…Etc…etc…. Quando in un Paese una sentenza per fatti gravissimi che suscitarono orrore in tutto il mondo viene presentata alla popolazione sottolineando sopratutto come la condanna degli imputati suscita amarezza perchè ci priva dell’opera di persone valorose al vertice dello Stato di fatto si sminuisce e si riduce a niente la gravità della loro colpa e della enorme ferita che fu inflitta allo Stato di Diritto. Si fa passare il messaggio fascista che nel nostro giudizio sul comportamento del vertice di polizia prevale quasi la riconoscenza piuttosto che l’orrore per quanto hanno fatto. Mi ha colpito il voluto scarso rilievo che il giornale del PD “Europa” ha dato alla sentenza. Io non mi unisco al coro delle persone soddisfatte della sentenza della cassazione a cominciare dal padre e dalla madre di Carlo Giuliani e dell’On. Agnoletto perchè non è vero che giustizia è stata fatta su quello che fu un terribile tentativo premeditato di cilenizzare l’Italia. Eravamo all’inizio della fase più importante dei governi Berlusconi e credo di volesse testare un nuovo modo di fare “sicurezza”. Mi rifiuto di credere che l’intensità e l’enormità della repressione sia attribuibile ad un raptus del gruppo dirigente della polizia italiana che ha agito motu proprio magari per farsi bello agli occhi dei nuovi governanti. L’avvenuta assoluzione del Capo della Polizia De Gennaro è in contraddizione con questa sentenza che anche se non lo nomina lo richiama pesantemente in causa. Io non credo affatto che la Polizia Italiana abbia agito di propria iniziativa. Ricordo come fosse ieri che Fini allora vicepresidente del Consiglio era a Genova nella sala operativa della Questura a dirigere le operazioni e che il Ministro Castelli dichiarò alla TV di essere stato nella Caserma Bolzaneto dove erano stati raccolti i giovani pestati e sanguinanti. Le macchie di sangue restarono a lungo su tutti gli ambienti della tortura. Castelli mentre erano ancora in corso i pestaggi alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se era giusto tenere in piedi e con la faccia contro il muro per tutta la notte un giovane rispose che non c’era niente di che scandalizzarsi. Anche i suoi operai stavano in piedi tutto il giorno! Questa fu la risposta del Ministro Castelli. La repressione di Genova fu minuziosamente preparata. Anche la scelta dei reparti di polizia non fu fatta a caso. Era presente un reparto della Celere di Roma noto per i suoi picchiatori. I telefonini con “faccetta nera” esibiti e suonati a scherno a ragazzi ai quali si strappavano dalla viva carne i piercing erano la prova della politicizzazione di destra del pestaggio. Sono convinto che la sentenza non cambia il corso del processo di fascistizzazione in corso nel paese. Credo che sarebbe giusto avere più informazioni sui giovani che sono attualmente in carcere sospettati di terrorismi o per avere combattuto la Tav. La sentenza si colloca in un quadro di grande crisi della democrazia e della giustizia. L’uso in assetto antisommossa della polizia italiana diventato abituale in tutte le manifestazioni e la sproporzionata quantità di agenti che vengono impiegati sono la prova di un orientamento sempre più duro e repressivo. La sentenza Non fa giustizia di quanto è avvenuto. Non ci dà un messaggio incoraggiante per quanto sta accadendo oggi
..
LE STRANEZZE DELLA POLIZIA DAVANTI AI BLACK BLOCK
In alcune scene si vedono gruppi di poliziotti che arretrano di fronte ad un solo black block. La spiegazione ufficiale è che non volevano caricarlo, per non fargli del male.
Ci sono foto che riprendono i black block che si vestono e si armano di fronte alla polizia che rimane ferma, immobile. Altre foto riprendono i black block che passano di fronte ad una caserma e fanno il saluto militare. Alcuni testimoni raccontano di aver visto molti black block parlare con la polizia come se niente fosse, come vecchi amici. Altre testimonianze parlano di un gruppo di qualche centinaio di black block che nei tre giorni precedenti si esercitava a soli 400 metri da una caserma di polizia… Alcune foto e un filmato fanno vedere i black block che assaltano un carcere; la polizia non solo non li ferma, ma scappa addirittura via (mentre la procedura prevede che perlomeno avrebbero dovuto chiamare rinforzi). Perché? L’episodio è rimasto inspiegato e inspiegabile. Questi gruppi sono arrivati a Genova superando i controlli della polizia di frontiera, armati fino ai denti, in furgoni e altri mezzi che non passavano certo inosservati. Possibile che nessuno li abbia mai fermati?

Non è vero che tutti i manifestanti erano dei devastatori, erano 300.000 ed erano persone pacifiche
I black block furono solo pochi, alcuni parlano di un centinaio
e avevano di fronte uno spiegamento imponente di forze di polizia:
-migliaia di agenti della polizia di Stato
-oltre 4.000 carabinieri
-1200 finanzieri(cosa mai avvenuta)che si resero colpevoli di attacchi alla folla e pestaggi, anche se nessuno fu condannato
-persino reparti di polizia penitenziaria che furono i peggiori
Eppure un simile esercito armato fino ai denti, di più di 10.000 agenti, non fu in grado, o non volle, fermare un centinaio di giovanissimi vandali,che devastarono Genova “in tutto comodo”, praticamente indisturbati, davanti ai reparti schierati, senza che un solo agente muovesse un dito per fermarli.
La lentezza e la calma con cui le devastazioni avvennero davanti ai reparti schierati immobili che li lasciarono fare è impressionante. Basta guardare i filmati per capire che sta succedendo qualcosa di molto grave e che i poliziotti avevano avuto ordini in proposito!
Ma contro il corteo inerme gli agenti fecero di tutto:
6.200 candelotti lacrimogeni sparati contro la folla inerme ad altezza petto
20 colpi di pistola che avrebbero potuto fare 20 morti
500 persone fermate solo alla Diaz
1.200 feriti
1 ragazzo morto, per di più preso a calci e ripassato con la camionetta
50 miliardi di lire di danni alla città
Auto incendiate
Vetrine frantumate..

Ancor oggi ci chiediamo: PERCHE’???

Non è assolutamente possibile che tutto questo sia avvenuto senza un preciso ordine superiore.
L’ordine del governo, e Fini lo precisò a Bolzaneto, fu che la manifestazione non si doveva fare, che si doveva bloccare la democrazia una volta per tutte. Che manifestazioni simili non dovevano più accadere.

Chi ordinò tutto questo? Perché i veri mandanti non hanno mai pagato il loro misfatto?

Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi
Ministro degli Interni: Claudio Scajola
Vicepresidente del Consiglio: Gianfranco Fini
Ministro della Giustizia: Roberto Castelli

Perché sul banco degli imputati questi signori non c’erano? Perché contro di loro non è stato fatto nulla a livello parlamentare? Perché i media non li hanno accusati mai in alcun modo? Perché il csx non aprì bocca e non fece quasi nulla per l’accertamento della verità? Perché gli Italiani li hanno votati di nuovo?

Molti dei black block vennero da vari paesi europei e le rispettive polizie li conoscevano bene per aver fatto atti vandalici in precedenza, molti erano schedati e le polizie europee mandarono i loro dati alla polizia italiana, perché li fermassero alle frontiere. Perché questo non fu fatto? Perché invece si fermarono pulman di pacifisti, inermi e non schedati?
Ci sono almeno 2 informative al SISDI nei giorni precedenti (19-20 luglio 2001) in cui si rendeva noto alla polizia italiana i piani intercettati dei black block, da quale piazza sarebbero partiti (Piazza Novi), cosa avrebbero fatto e come si sarebbero mossi. Tutto avvenne come i piani avevano fissato.
Perché non fu fatto nulla? Possibile che ci siano ancora persone che fingono di ignorare che la collusione della polizia con i devastatori fu totale e assoluta?
PERCHE’ LI SI LASCIO’ FARE !!!????
Il piano di devastazione della città fu eseguito la con la massima calma, nella massima tranquillità E GLI AGENTI LI LASCIARONO FARE!!!
MA GUARDATEVI UNO DEI TANTI FILMATI!!! Quello che si vede è allucinante!
I black block che vandalizzavano indisturbati e la polizia che caricava il corteo inerme!

http://www.traccialibera.it/index.php?option=com_content&view=article&id=400:i-black-block-al-g8-di-genova-chi-erano-e-cosa-volevano-realmente&catid=64:web&Itemid=18

QUESTA E’ L’EVIDENZA! NON SI PUO’ ESSERE TANTO DELINQUENTI E PAZZI DA NEGARE L’EVIDENZA!!!

Jiakov Jurovskij

Oggi il processo, dopo 11 anni è finito. La Cassazione ha confermato le condanne per i vertici della polizia presenti al G8 di Genova.
Il ministro degli interni Cancellieri ha dichiarato che rispetterà la sentenza anche se,per rispettarla, “il corpo “accaldato” di polizia perderà i suoi uomini migliori” (migliori !?!?!?!?!?)
Minchia signor tenente:”Se quelli erano gli uomini migliori gli altri come saranno?”.
Per i nove agenti,quasi semplici, che “violentarono” alcuni manifestanti il “reato” è caduto in prescrizione. Questi, vista la prescrizione del reato, non verranno allontanati.
Molto probabilmente verranno inviati in missione da noi e proveranno a farci tacere.
..
I MISFATTI DI GENOVAViviana Vivarelli

Ha ragione chi richiama le responsabilità di De Gennaro, un altro intoccabile che è passato impunemente da dx a sx.
Ha ragione chi si chiede come gli assassini non sono identificabili. Ma l’omertà in Italia ha sempre regnato sovrana. E le forze dell’ordine hanno una omertà che supera quella della mafia.
I fatti però sono ben peggiori. Mostrano con indiscutibile evidenza che i poliziotti che si scagliarono come belve impazzite contro una popolazione inerme obbedivano a precisi ordini. Non avrebbero mai fatto quello che hanno fatto e su così larga scala se non avessero avuto ordini superiori precisi. Se non fossero stati sicuri dell’impunità. Se non ci fossero stati dall’alto gli ordini infami di massacrare la popolazione per far perdere per sempre ai manifestanti la voglia di scendere in piazza e per dare una botta mortale alla democrazia. E quegli ordini li dettero senza tema di dubbio 4 mostri: Berlusconi, Scajola, Fini e Castelli.
De Gennaro e Manganelli furono gli esecutori intermedi.
In Italia le cose più infami sono sempre avvenute per ordine politico e ogni volta gli esecutori hanno taciuto su chi dava loro gli ordini, sapendo che il loro silenzio avrebbe avuto la protezione politica che avrebbe risparmiato loro la pena.
E tutto avvenne così: i 4 ordinarono. Il capo della polizia e il prefetto permisero e protessero. La polizia obbedì. Poi i 4 allestirono gli stravolgimenti di legge, indulto e prescrizione che avrebbe salvato dalla pena gli esecutori. Tutto, come di norma.
Sono 65 anni che le cose in Italia si svolgono sempre così.
E l’ultima beffa ce l’ha data la Cancellieri quando ha pure elogiato gli assassini ‘per alti meriti’ per ‘la loro lotta alla mafia’!
A parte che non tutti coloro che parteciparono alla macelleria hanno lottato contro la mafia, gli esiti della famosa lotta alla mafia sono davanti agli occhi di tutti: una forza criminale tripartita che è tra le più grandi associazioni criminali del mondo, che ogni anno aumenta i suoi profitti, che con lo Stato ha fatto un patto schifoso, i cui capi sono rimasti latitanti per decine e decine di anni, tranquilli nei loro feudi e intoccabili e dalle cui fila sono usciti gli elettori di Berlusconi. Quale altra evidenza storica vogliamo trarre da quanto è successo?
..
AGNOLETTOViviana Vivarelli

C’è ancor oggi chi si permette di attaccare Agnoletto, che era il coordinatore della manifestazione, come un feroce eversore.
Ma non esiste proprio che Agnoletto abbia fatto discorsi inneggianti alla violenza perché è una persona mite e ingenua, ed è sempre stato un pacifista alieno da ogni violenza.
Il suo errore semmai fu proprio l’eccessivo pacifismo che gli fece dimenticare che la violenza avrebbe potuto scatenarsi sui manifestanti e che avrebbe potuto venire non solo da una banda di vandali esaltati ma dallo stesso Governo Berlusconi e dai suoi ministri. Il suo fu un gravissimo errore di sottovalutazione del pericolo che fece sì che un corteo di 300.000 persone non avesse nemmeno uno straccio di servizio d’ordine
Nelle manifestazioni successive (io ero al Social Forum europeo di Firenze) il servizio d’ordine del corteo ci fu offerto dalla CGIl e vidi come i vandali venivano immediatamente neutralizzati, ma a Genova la CGIl non c’era.
E’ da dire comunque che a Firenze il prefetto e la polizia si comportarono in modo ben diverso, furono quasi invisibili, non attaccarono il corteo né fecero atti contro la popolazione né crearono stupide zone rosse, tutto si svolse con la massima civiltà, per quanto fanatici esaltati pazzi come la Fallaci avessero diffuso un becero isterismo su Firenze che spinse i negozianti del centro a sprangare le vetrine con pesanti e inutili strutture di legno che costarono diversi milioni. Su quelle strutture ridicole attaccammo delle rose.
Tutto andò in modo così civile che mi congratulai di persona col prefetto Achille Serra per il suo eccellente comportamento.
Ma a Genova le cose andarono in modo ben diversi perché il massacro fu comandato espressamente dall’alto.
Le decine o centinaia di ragazzetti che si erano radunate apposta in Italia da tutta Europa per opere vandaliche agirono indisturbati, esistono migliaia di prove documentali che attestano che la polizia li lasciò fare, NON NE FERMO’ NESSUNO, e attaccò al contrario il corteo innocuo!
..
BASTA CON LE INFAMITA’ !Ancora c’è chi si permette di attaccare come ‘comunisti’ i manifestanti.
Con buona pace dei ‘comunisti’, i 300.000 che erano a Genova per protestare contro i Grandi del mondo e chiedere pace e rispetto per i popoli non erano né di dx né di sx, erano NO GLOBAL! E lo dimostrò chiaramente la sx arcobaleno che sperava di mettere insieme no global e sx estrema e fu disertata da entrambe le parti.
A parte pochi gruppi dei centri sociali, che fecero solo del casino folkloristico, tipo Casarini per intendersi coi suoi travestimenti bambineschi, e spinsero stupidamente per penetrare la zona rossa, c ‘era tutto il mondo di Lilliput, cioè le 900 associazioni del volontariato italiano, cattolico o laico, che semmai potevano definirsi di centro e in cui c’erano moltissimi cattolici, come preti, suore, frati, gruppi di volontari legati a centri religiosi e di aiuto sociale, gruppo provenienti da parrocchie.
Io facevo parte di quel mondo del volontariato e so bene come stavano i fatti. Ma persino i resoconti del prefetto di Genova mi danno ragione e ripetono i miei stessi dati e non credo che Manganelli fosse un volontario di Lilliput.
Con lo stesso criterio, stupidi dello stesso tipo dissero poi che erano di sx i 5 stelle, ma hanno solo pregiudizi stolti quelli che insistono a vedere il mondo diviso tra dx e sx! E sarebbe ora che aprissero gli occhi e questa fissazione se la facessero passare, se non vogliono farsi ridere dietro, perché questa divisione è ormai morta e sepolta!
La maggioranza dei manifestanti di Genova, e cioè 300.000 persone, erano no global.
Solo una minoranza era dei centri sociali, ed era di estrema sx.
Alcune centinaia di guastatori, giovanissimi e quasi tutti venuti da fuori, erano black block e non erano né di dx né di sx, ma solo degli scellerati, quelli che in Francia chiamano ‘casseurs’ e che compaiono ad ogni manifestazione con fini solo distruttivi. Tra essi c’erano degli sciagurati vandali nostrani che alla peggio potevano essere di estrema dx ma sarebbe bene levarsi di testa che la loro furia distruttiva corrispondesse a una qualche ideologia politica.
Ma quelli la polizia li lasciò fare!
E Berlusconi non attaccò la sx, attaccò la democrazia!! Mettetevelo bene in testa! La attaccò COME HA SEMPRE FATTO !
..
Nella repressione furono usati reparti della polizia penitenziaria, lo volle Berlusconi, anche se ciò era piuttosto bizzarro, considerata la carenza degli stessi per la vigilanza di carceri strapiene e a corto di organici.
E sappiamo tutti quanto siano orride le condizioni delle nostre carceri, condannate anche dalla Corte di Giustizia europea per sovraffollamento e condizioni incivili, che si ripercuotano non solo sui detenuti ma anche sui secondini.
Non sono certo come le carceri di lusso norvegesi che lo stragista Reivik gode, immerse in 30 ettari di foresta, con tv a schermo piatto, mobili moderni, stanze per la musica e percorso per jogging…
Ma ci si dovrebbe chiedere, allora, come mai tutti i governi non hanno fatto che tagliare i fondi per le carceri riducendole all’inferno in cui sono e come mai in questi tagli fu atroce il Ministro leghista Castelli che ebbe a dire che erano “hotel a 5 stelle”! Come mai sono piene di migranti senza permesso di soggiorno, tossici e autori di piccoli reati ma non ci finisce mai qualche politico ladro, di lusso!
Sappiamo tutti che anche le condizioni degli altri agenti non erano migliori, i tagli dei governi di dx e di sx si sono sempre ripercossi tragicamente sui loro stipendi e sulle loro condizioni di lavoro e immaginiamo che debbano sentirsi parecchio esacerbati.
Ho raccolto varie volte le giuste proteste di questa categoria, in particolare di quel dipartimento antimafia creato da Falcone, la DIA, che l’infame Maroni non ha fatto che decimare col preciso intento di annientarlo (proprio mentre sulle piazze si vantava della sua lotta antimafia).
Ma i peggiori aguzzini furono i finanzieri, un’altra arma che Berlusconi stranamente volle buttare contro la folla di Genova (ed era la prima volta che erano usati in una manifestazione!) e su di loro faccio proprio fatica a trovare degli argomenti in difesa.
..
NON POSSIAMO NON TRARRE QUALCHE CONCLUSIONE DA QUANTO SUCCESSEI Governi di dx o sx o di Monti sono colpevoli! Ma se non prendono dei provvedimenti democratici, saranno sempre più colpevoli.
Intanto chiediamo numeri o tesserini identificativi di ogni membro delle forze dell’ordine affinché ognuno sia personalmente responsabile degli atti che fa e punibile dei reati che compie!
Poi chiediamo immediata esecuzione delle leggi che puniscono la tortura come gravissimo reato!
La loro mancanza nel nostro ordine penale costituisce un grave vulnus al diritto di habeas corpus di ogni cittadino!
La Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti è uno strumento internazionale per la difesa dei diritti umani, sotto il controllo dell’ONU.
Prevede una serie di obblighi per gli Stati aderenti, autorizza ispettori dell’ONU e osservatori dei singoli Stati a visite a sorpresa nelle strutture carcerarie per verificare il rispetto dei diritti umani, e stabilisce il diritto di asilo per i migranti che al ritorno in patria potrebbero essere soggetti a tortura.
Il Comitato contro la Tortura, tra i vari comitati dei Diritti Umani, è uno di quelli più efficaci ed incisivi, tuttavia può esercitare controlli solo se uno Stato dichiara espressamente di accettarli.
L’Italia ha ratificato la legge ma non l’ha mai rispettata! Non ha mai introdotto questo reato nel codice penale! Per questo l’ONU non è intervenuta dopo i gravissimi delitti avvenuti al G8 di Genova, perché l’Italia in materia di diritti umani fa ancora parte di un terzo mondo vergognoso e crudele.
La Convenzione nel Giugno 2008 è stata ratificata da 145 Paesi, tra cui 47 Stati europei.
La tortura è un crimine, ma non è un reato per l’Italia. Nel nostro codice penale manca ancora il delitto di tortura. Hanno previsto il carcere per tutti (consumatori di droghe leggere, donne che praticano la fecondazione assistita eterologa, immigrati senza il permesso di soggiorno) ma non hanno previsto pene per i torturatori!
25 anni di mancato rispetto del diritto internazionale!
La Convenzione Onu contro la tortura, ratificata dall’Italia nel 1987, non è mai stata rispettata!

CHIEDIAMOLO!

http://isa79.wordpress.com/2008/11/14/g8-genova/

LUCIO GALLUZZI
Uno pensa: “sono fortunato, vivo in una Repubblica nata dalla Resistenza e dalla cacciata dei nazifascisti; i Padri Costituenti hanno fornito a questa Nazione la Carta della Massima Legge, dalla quale tutto dipende, una delle migliori del Mondo. I miei diritti sono sanciti e tutelati, i miei doveri ricordati con precisione… sono davvero fortunato.”

Eppure con il tempo mi sono sorti diversi dubbi sulla questione ’fortuna che vivo in Italia’.
Ora ho certezze, i punti interrogativi sono spariti tutti.
Quelli che erano diritti inviolabili del cittadino, sottoscritti dai vari governi nazionali che si sono succeduti nei decenni, nella Convenzione di Ginevra, in quella dell’Aja, nella Internazionale sui Diritti dell’Uomo e del Bambino… oggi, e da tempo, sono solo carta straccia.
Non c’è più senso di fortuna a vivere in un Paese dove le forze dell’ordine, che avevano il compito di proteggere i cittadini, sono diventate nemici del popolo e al servizio di chi ordina repressione del dissenso con ogni mezzo.
Mi pareva una cosa normale e civile che le persone potessero manifestare pacificamente nelle piazze e nelle strade di questa Patria per esprimere liberamente il proprio pensiero.
Mi pareva proprio e mi sbagliavo.
E’ umiliante e doloroso vedere plotoni di agenti, divise e armature, manganelli e autoblindo, antisommossa, “scortare” i cortei, riducendoli a mera ora di libertà per delinquenti abituali pericolosi.
I disoccupati, precari, studenti, “esodati”, inquinati, truffati, rapinati, struprati, altavelocizzati, imbavagliati… da vittime sono diventati, per lo “Stato”, criminali colpevoli da trattare sempre e solo con la violenza dell’esercito.
Ci scappa il morto pure, così insegnava e chiedeva al ministro degli interni quell’inqualificabile essere di Cossiga.
Picchiate gli insegnanti, soprattutto quelli giovani, lasciate che gli studenti facciano quello che vogliono nelle manifestazioni, che il caos aumenti, poi cominciate a far uscire le pantere con le sirene e non intervenite… fino a quando la situazione non degenera; allora e solo allora menate forte, fate attenzione a non ammazzare qualche liceale, altrimenti quelli fanno la polemica…”, questo chiedeva l’emerito ex presidente della Repubblica.
Le stesse cose che applicava Scelba.
La peggiore e sanguinaria democrazia cristiana ha reso questo Paese qualcosa di vomitevole.
Non è mai morta la balena bianca, ha sempre governato.
Lo sta facendo anche adesso.
Cambiano i simboli, i colori, anche i nomi a volte, ma tutto rimane come sempre.
Lo scudocrociato ce l’hanno inciso nella maledetta genetica che si portano dentro.
“Questo Paese è devastato da dolore”, come hanno voluto e vogliono le trame oscure, la mafia che tratta con lo stato, la massoneria, il Vaticano, i servizi segreti deviati o meno.
Siamo stati sempre governati dal Male.
Amministrati da servi decorticati adoratori di Satana.
Gli stessi che dicono di combatterlo, poi vanno in chiesa e coglionano dio.
Il papa li benedice e simposia con loro.
Quando non può lui ci manda i suoi ministri voraci, i cardinali, gli stessi che, apparentemente vivi, sono già all’inferno loro, conferenziando tra le fiamme.
Non è un Paese laico l’Italia: è una Nazione in croce.
La croce è dappertutto per legge, la devono vedere obbligatoriamente tutti i bimbi, dalle scuole dell’infanzia in poi e se qualcuno si permette di toglierla dai muri va dritto sotto processo, finendo alla gogna.
Quel ministro della difesa che faceva lo sprangatore fascista, quello che tirava le bombe, implicato nell’assassinio dell’agente Marino lo ha detto pure in televisione e più volte, quando era in carica!, urlando: “il crocifisso non si toglie dalle aule e dai pubblici edifici… chi vuole una cosa così deve morire!”
Che fedele!
Questo malati gravi di testa riescono anche ad aprire scuole pagane, vicino al Cristo ci mettono la croce/sole celtici, gli stessi marchiati su ogni banco, cattedra, porta, zerbino, vetro, maniglia…
Ci riescono, nessuno li blocca prima, loro non vanno in galera.
Rubano tutto il possibile nostro, gli manteniamo le amanti, le ville, i restauri, i figli sfigati, coi nostri soldi si comprano lauree in Albania e si specializzano fintamente alla Bocconi e ci chiamano merde, schifosi, si puliscono il culo col tricolore, ruttano e mostrano il terzo dito con l’Inno di Mameli, chiamano a raccolta i moschetti per fare strage di “terroni”, clandestini, “froci” e “negher”… fanno i ministri però, i segretari di partito, a loro i giornali e le tv dedicano copertine e prime pagine.
Non si aprono le patrie galere per questo letame.
Perché letame non si mette contro letame.
Sono tutti identici, nessuno da salvare.
In galera ci vanno gli Stefano Cucchi, i Giuseppe Uva, le botte se le prendono i pensionati di 63 anni, a calci in faccia, 40 fratture e il viso deturpato dagli scarponi di due questurini milanesi, sotto processo ci vanno gli attivisti che hanno liberato alcuni cani dal lager della Green Hill, le teste spaccate sono dei disoccupati che urlano in piazza la loro disperazione e ricevono sistematicamente manganellate celerine…
Il nano pazzo ex ministro che insultava chi è iscritto al sindacato e definisce i precari la parte peggiore d’Italia, merde rosse gli studenti della Sapienza che sono contro la morte della scuola pubblica, invocava e chiedeva alla polizia di intervenire e picchiare chi manifestava; lo stesso che si scagliava contro l’assenteismo e i fannulloni, da assenteista e fannullone quale lui stesso era stato fingendosi gran professorone… non è finito nelle aule di tribunale, nessuno lo ha destituito.
Sono certo che alle prossime elezioni questi malsani virus li rivedremo tutti quanti ricandidarsi.
Sono altrettanto certo, come è sempre successo, che gli italiani li rivoteranno e non si sa bene, o lo si sa fin troppo, come mai questi le poltrone ce le hanno sempre sotto il culo.
E’ un Paese fascista l’Italia, diventato pericoloso per chi ci abita.
Nazione solo a misura di potenti/prepotenti.
Si lavora ed il 56% del nostro sudore e sangue lo regaliamo a questi ladri di Casta, quando non serviamo più ci “esodano”, tra poco ci fucileranno direttamente per evitare che si pesi anche come presenza fisica.
Per cosa avete lottato Fratelli Partigiani?
Per questo popolo di pecore inette, masochisti gaudenti, imbecilli incapaci di intendere e volere?
Per una Repubblica fondata sulla disoccupazione e i tagli alla vita?
Per uno Stato che affama?
Questa sera ci sarà la partitissima della Nazionale di calcio.
Napolitano ha scritto a Prandelli plaudendo alla “coesione unitaria della squadra dove nuovi giocatori e vecchi hanno saputo cooperare vittoriosamente per la Nazione…”.
Qualunque sia l’esito del match, lui, il tizio che impersona il presidente della [finta] Repubblica, domani riceverà i calciatori al Quirinale, con magna pompa.
Buffon, commosso, ha dichiarato: “in questo paese di miseria, Napolitano è un gigante.”
L’Italia è una Repubblica fondata sui palloni e le palle, gonfiati.
..
DanielaDiaz, Borghezio: “Condanne ingiuste”
L’esponente leghista pronto a sostenere il ricorso a Strasburgo annunciato dai legali dei poliziotti. Ma quanti vaffanculo ci vorrebbero per Borghezio? O quante botte?
Ecco sarebbe cosa buona e giusta organizzare una piccola Diaz cittadina dentro casa di Borghezio, poi magari cambia idea.
Non sei leghista amico, tu sei proprio nazista-fascista e ti dovrebbero mettere in un asilo per malati mentali…
..
Carlo Ibatici
A Genova!

A Genova!
Ci sono loro
Otto
Che son solo otto
Dicon che con loro
Portano il mondo ricco
Quell’uno per cento
Che decide per il mondo intero

Non li vogliamo
Né a Seattle, né a Davos
Figuriamoci a Genova…

Han diviso la città in tre zone
Han diviso la società in tre classi
E nella loro han messo
Muri di poliziotti e carabinieri
Perché non entri nessuno

Ma noi siamo i poveri
Noi siamo il novantanove percento
Che combatte ogni giorno
Contro la fame nel mondo
Perché la fame la sente vicina
Contro la guerra
Perché le bombe cadono sulle nostre teste
Contro il male del mondo
Perché siamo quelli che soffrono

E la nostra rabbia
A Genova
Noi abbiamo portato
Non distruggiamo negozi
Non distruggiamo auto
Non incendiamo cassonetti
Non ammazziamo i poveri poliziotti
Questo non lo facciamo noi
Non confondeteci
Con chi ci usa

Noi però
Distruggeremo le vostre sicurezze
Distruggeremo il male che voi rappresentate
Distruggeremo la guerra
Incendieremo i cuori
Di milioni di giovani
Perché una nuova classe dirigente
Fatta di speranze,
di gioia,
di pace,
di libertà,
possa crescere
con questa sua immensa ricchezza
e ricacciarvi a comandare
il nulla.

A Genova, a Genova
Avete ucciso!
Uomini potenti del mondo
Avete aggiunto altro sangue
Alle vostre casseforti
Dove spenderete i vostri soldi?
Ora vedete che non siamo noi i criminali,
ora vedete che siete voi il male,
il danaro e le armi
non vi serviranno
per comprarvi il futuro.
Carlo Giuliani
Tu sei la vittima
Ma sei anche il vincitore
Ti hanno ucciso i potenti
Per mano di un giovane carabiniere
Hanno cercato di ucciderti di nuovo
Offendendoti.
Ma hai vinto perché
Anche grazie a te
Ci stiamo svegliando
.
Mario Calcagno

Mi manchi da dieci anni. Verità.
Così piccola e timida da far paura.
Ti ho perso nel fumo denso e pregno di lacrime e sudore.
Tra mani colpevoli e squarci di buio.
Caduta nel sangue. Poi nascosta, rapita.
Usata, tirata e strappata.
Dimenticata e sepolta.
Vorrei poterti alzare ora.
Vorrei che tu gridassi ora.
I nomi e i cognomi.
Di chi ti ha ucciso allora. .
Il padre del cantante Manu Chao

“Dieci anni sono niente, nella storia dell’umanità. Per questo penso che quello che era lo slogan del G8 di Genova, “Un altro mondo è possibile”, sia valido ancora oggi, specialmente con la mobilitazione dei giovani nelle piazze, da Madrid a Barcellona e sicuramente anche a Parigi, tra breve. E sono stato molto orgoglioso, davvero, di mio figlio Manu che non solo dieci anni fa era venuto qui per cantare, ma anche per testimoniare la sua opposizione alla globalizzazione e all’oppressione dei più deboli; ma anche per un gesto semplice come quello di andare a comprare i panini ai ragazzi che manifestavano…”.
“Io dico che un altro mondo è possibile perché dieci anni, nella storia dell’umanità, non sono niente. Bisogna stare attenti a quanto sta accedendo in questi mesi: con le ribellioni di Madrid e Barcellona, e non solo, si vede che quella spinta c’è ancora. E’ solo curioso che non sia la sinistra a sollevare la gente, soprattutto i giovani, ma il fallimento del modello capitalistico, l’assenza di lavoro, lo sfruttamento di tutto. Per questo penso che davvero un altro mondo sia possibile”.

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