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Friday August 18th 2017

REINVENTARE IL FUTURO


MASADA n° 1394 19/6/2012 REINVENTARE IL FUTURO

Critica di David Graeber al neoliberismo – Anarchismo e Movimentismo attuale – Il comunismo, il liberismo, i Movimenti e l’Europa – Polillo e le ferie – Governo mondiale: la SPECTRE del nostro tempo –

I sedicenti e cosiddetti

“politici democratici”

delle sedicenti e cosiddette

“democrazie occidentali”

sono camerieri della finanza,

delle banche e delle imprese.

Ezra Pound

.

Massimo Gambino

Lo diceva anche lo scienziato ‘Maldebrot’ nel suo libro ‘Frattali dell’Economia’: “La democrazia occidentale rappresentativa è la più grande truffa perpetrata ai danni dei popoli”. In effetti, se tutti noi riflettiamo un istante, possiamo condividere il fatto che il sistema economico del debito, gestito da pochi poteri mondiali (FMI) e dal sistema bancario, è un modo subdolo ed infame utilizzato dall’1% del mondo per esercitare il controllo sul 99%, facendolo scendere al limite della sopravvivenza.

CRITICA DI DAVID GRAEBER AL NEOLIBERISMO

L’antropologo americano Graeber afferma che il neo-liberismo non ha funzionato e non può funzionare. E’ un sistema politico dispotico e i suoi leader lo sapevano benissimo come sapevano che sarebbe fallito. Partivano dall’antica alleanza tra potere militare e potere finanziario che hanno spinto tutte le guerre americane ma sapevano che un certo punto queste guerre sarebbero fallite e che il potere finanziario doveva trovare altri sistemi per dominare il mondo.

Graeber rovescia l’assunto per cui il neoliberismo è una dottrina economica che produce conseguenze politiche, e dice che esso è fallito proprio perché è un sistema politico che intende imporre il suo potere gestendo l’economia in modo fallimentare.

Il neoliberismo, oggi più che mai, è un dispositivo di sfruttamento assolutamente incapace di produrre sviluppo. Malgrado questo ha convinto il mondo che le élite finanziarie erano le uniche in grado di gestire e misurare il valore di qualsiasi cosa, anche se poi portavano a una cultura economica così irresponsabile da far fallire l’intera economia.

Tuttavia i governi neoliberisti ostinatamente riproducono le loro ricette anche quando esse hanno dimostrato chiaramente – PIL e spread alla mano- il loro fallimento.

Sono stati i movimenti popolari di piazza a denunciare il fallimento del neoliberismo, non certo i partiti e nemmeno quelli di opposizione o di presunta sx. Sono stati i comitati, i movimenti, per l’acqua, contro il nucleare, contro le guerre, contro le basi militari, contro le opere pubbliche dannose e inutili, contro la discariche, per una maggiore giustizia retributiva o fiscale, per la parità e la dignità femminile. Non i partiti. Non i governi. Non i media. Non le chiese.

I movimenti dal basso, popolari, sono l’ultima risorsa del pianeta contro la distruzione incombente prodotta dalla corruzione partitica e dal venire meno della dignità e dell’equità di coloro che si dicono rappresentanti politici ma che ormai rappresentano solo se stessi.

Graeber dice: «Il problema reale che i movimenti devono affrontare è la sorpresa della rapidità del successo iniziale. Non siamo mai preparati alla vittoria, ci manda in confusione. Il governo risponde invariabilmente con qualche nuova guerra e nuovi appelli al nazionalismo, con nuovi nemici presunti.”

Solo i movimenti, oggi, possono progettare il futuro dopo la crisi del neoliberismo. Esso ormai è fallito e tra una generazione, secondo Graeber, non ci sarà più.

I movimenti devono partire dall’esperienza diretta e creare nuovi strumenti teorici, che non sono da considerare definitivi, per un progetto più ampio di re-immaginazione della storia e della politica»

Attaccare Graeber come anarchico è riduttivo.

Ci sono molti tipo di anarchismo. Graeber intende il suo come una forma di contropotere popolare che si contrappone ai sistemi neoliberisti che stanno distruggendo il mondo e ne individua i caratteri in una serie di fattori che sono presenti anche nel Movimento 5 Stelle: l’autonomia, l’associazione volontaria, l’autogestione, il mutuo appoggio, la democrazia diretta.. sono tutti caratteri che non nascono in Italia con Beppe Grillo ma partono 30 anni fa dal movimento no-global e oggi riappaiono con nomi diversi ovunque nel mondo, come causa importantissima di una rivoluzione storica che ha abbandonato il linguaggio e lo schematismo marxista e la lotta proletaria armata per assumere caratteri propri, più moderni, usando strumenti democratici e termini più consoni ad una civiltà informatica e al villaggio globale.

Ovviamente chi resta attaccato ai vecchi frasari e alle vecchie strutture marxiste non riesce a cogliere le analogie e la continuità del Movimento attuale con i movimenti che si espressero in Italia contro la guerra in Iraq e che vennero brutalmente stroncati in apparenza con la brutalità del G9 di Genova . Ma quei movimenti e quei valori hanno continuato a effondersi e ad operare sostenendo tutte le lotte, le manifestazioni di piazza, le rivendicazioni del lavoro e civili, i comitati locali o referendari, fino a sfociare nel grande fiume del Movimento 5 Stelle che non è solo, come alcuni vorrebbero, un movimento popolare di protesta ma l’inizio di un modo nuovo di vedere la storia e di gestire la politica.

..

Mariapia Caporuscio

Non so se davvero in America la corruzione sia legale, come dice David Graeber, però quella italiana supera ogni immaginazione. Se la popolazione vuole davvero cambiare questo criminale sistema ne ha la possibilità. Non esiste nulla che non si possa cambiare e il M5S lo dimostrerà. Non importa che dicano che governare un paese non sono all’altezza, certo il M5S non è contaminato, non è abituato a truffare, di questa loro qualità sono privi è vero, però mi piacerebbe sapere in cos’altro erano preparati i vari Cicchitto, La Russa, Gasparri, Capezzone, Bondi, Schifani, Bonaiuti, La Loggia, Prestigiscomo, Giovanardi, Castelli, Brambilla, Matteoli, Gelmini, Caldoro, Calderoli, Carfagna eccetera? Di sicuro peggio di loro non riuscirebbero a fare nemmeno i ragazzini di una seconda elementare. Questa gente non ha capito che il Movimento è nato per rompere questo sistema e instaurarne uno nuovo. E’ nato per restituire al paese la dignità, la sovranità, per ridare alla gente la certezza di un futuro, per riappropriarci delle nostre radici, per tornare ad essere fieri di essere italiani e non doversene vergognare o fuggire lontano. E’ nato per dimostrare all’Europa che la popolazione non può essere usata come merce. E’ nato per mettere alla guida della nazione le migliori menti, gente degna di governare. Questo paese è ricco di cervelli che questa classe dirigente ha umiliato ed emarginato. E’ urgente un governo onesto e capace, un governo composto da “VERI TECNICI” e non banchieri la cui tecnica consiste nel fare l’interesse delle banche. Chi più di Mario Tozzi potrebbe occuparsi del Ministero dell’ambiente? Chi più di Dario Fo o Umberto Eco potrebbero occuparsi di cultura? Chi più di Gino Strada saprebbe meglio dirigere il Ministero degli Esteri o della Difesa? La vera dote indispensabile per governare un paese è l’onestà e il M5S ha le carte in regola. Il M5S sa dove mettere le mani per uscire dal baratro dove è stato trascinato da questa banda di criminali.

rong>IL COMUNISMO, IL LIBERISMO, I MOVIMENTI E L’EUROPA

Viviana Vivarelli, da un articolo di Nunzio Miccoli

Il ‘900 è stato dominato da due grandi ideologie: il comunismo e il capitalismo. E’ più che evidente che sono fallite entrambe producendo sofferenze immani, morti, miserie, desolazioni, regressione dei diritti umani e civili, distruzione progressiva del pianeta.

Il comunismo non lo vuole ormai nessuno, salvo qualche nostalgico velleitario da tastiera che viene in genere deriso e provoca solo fastidio e disgusto, mentre quelli che un tempo sono stati i gloriosi partiti della sx europea si sono ripiegati in se stessi, hanno tradito i loro ideali, hanno rinnegato i loro sogni, hanno deluso i loro sostenitori, per una resa incondizionata e meschina alle leggi del profitto e del capitale.

Il capitalismo si sta consumando negli ultimi guizzi repellenti di un disastro agonizzante, che finge di non vedere le proprie rovine e di ignorare la propria fine certa, e che, dopo l’economia praticata con gli abusi delle multinazionali e del mercato degli squali, dopo le guerre scagliate con pretesti ridicoli contro fantomatici terrorismi e inesistenti armi di distruzione di massa, trova oggi la sua nuova arma di depredazione negli strumenti finanziari, nelle agenzie di rating, nello spread, nel debito, nei tassi di interessi a speculazione incontrollata, per piegare i popoli europei ad una nuova sciagurata miseria con la Borsa e le Banche, nuove armi di dominazione dei popoli, armi che i governi fingono di non poter contrastare, in una resa turpe, vile e vergognosa, che segnerà per sempre anche la morte dei partiti parlamentari, essendo questi venuti meno a tutti i motivi per cui erano nati e avendo perso quella rappresentanza dei diritti dei popoli che è l’unica ragione per cui potrebbero stare in vita, senza trasformare la democrazia in oligarchia.

Il liberismo è morto. Inutile farsi illusioni. Non so se sparirà entro una generazione come auspica Graeber, ma è vano sperare che abbia mai raccolto l’eredità del liberalismo e che, come quello, abbia mai inteso salvaguardare i diritti che sorreggono le libertà dell’uomo e del cittadino,contrapponendosi a un’idea di comunismo,spacciato come oppressore dei diritti umani.

Comunismo e capitalismo si sono entrambi retti su menzogne, hanno irretito le masse con finzioni, hanno nutrito i cuori di sogni falsi. Devono finire!

L’iper-liberismo, in cui è sfociata l’ascesa del grande capitale, non avrebbe potuto calpestare di più i diritti degli uomini né avrebbe potuto uccidere di più la democrazia.

Comunismo e capitalismo sono state due identiche piramidi di potere che hanno schiacciato i popoli derubandoli dei loro diritti e del loro futuro, a favore l’uno di una nomenclatura che teneva nelle sue mani tutto il potere per imporre un regime di terrore e di illibertà al popolo, l’altro devastando ogni diritto costituzionale e riducendo sempre più il livello della vita in favore di un potere capitalista sempre più accentrato, dispotico e avido, che non si è mai frenato di fronte a niente totalmente cinismo sulla vita dei cittadini o sul futuro delle prossime generazioni o la sopravvivenza della Terra.

Alla fine entrambi questi sistemi totalitari hanno dimostrato di essere solo un male per il mondo, una sciagura storica durata anche troppo a lungo, che deve solo aspettarsi la sollevazione popolare per il rovesciamento dei loro abusi in una lotta che 7 miliardi di persone sul pianeta devono scagliare contro poche migliaia di despoti ricchissimi rovesciando i loro strumenti di dominio: il Fondo Monetario, la Banca Mondiale, il WTO o organismo di commercio internazionale che detta le regole dissennate del mercato, il sistema bancario, il sistema borsistico, le agenzie di rating, le multinazionali..e di seguito gli eserciti ormai tutti di mercenari che continuano a impestare il mondo di guerre dissennate per la morte di troppi e il lucro di pochissimi.

Siamo arrivati a un punto di tale devastazione dell’esistente che non può andare oltre o finirà solo per travolgere tutti, padroni e popoli.

E non si può davvero sperare che si avveri la grande finzione del mercato liberista che si autoregoli da solo senza interventi esterni. Il mercato delle merci come dei capitali non si porrà mai alcuna regola, come mai se n’è poste, e continuerà a infierire fino alla totale autodistruzione trascinando nella sua rovina la rovina del mondo. Questa del mercato libero da lacci e lacciuoli per il bene di tutti è stata la più grossa delle menzogne liberiste, dopo quella che esso avrebbe portato benessere e progresso al mondo. Quello che ha portato invece è sotto gli occhi di tutti: un succedersi di guerre una più immonda e pretestuale dell’altra, ondate di odio sociale utili a decentrare l’attenzione e soggiogare i deboli, una perdita progressiva e micidiale di democrazia, un immiserimento costante dei cittadini, una grave messa a rischio del territorio, una distruzione sistematica dei diritti civili e umani, con la perdita di autorevolezza e credibilità delle istituzioni democratiche, mentre avanzano da una parte forme di accentramento di potere di pochi sopra la legge e dall’altra la svendita di interi paesi al lucro del capitale internazionale.

Il fatto gravissimo, in questa rovina dell’Occidente, è stato che i partiti, che un tempo erano nati come delegati di interessi popolari, hanno perso totalmente il loro carattere primario e la loro ragion d’essere, per divenire dei moloch autoreferenziali, collosi e inutili, ormai simili l’uno all’altro, incapaci di evoluzione attiva e attaccati ad una difesa proterva dei loro interessi e poteri, in una omertà mafiosa che sostiene solo la loro perpetuazione e la loro impunità fino ai limiti dell’impossibile. Incapaci di cambiare, incapaci di morire, incapaci di capire e di provvedere, come certi vecchi ringhiosi bloccati in una agonia turpe e proterva che non vuole cedere il potere ad alcuno.

Se il crollo finale dell’iperliberismo si ha dal 2008 quando l’America tolse la divisione tra banche di deposito e di investimento e liberò quei titoli tossici che hanno impestato il mondo, la crisi del capitalismo si è aggravata da più di 30 anni. Il pensiero no global propose soluzioni che rimasero inascoltate perché l’avidità e il lucro dei grandi speculatori ha avuto la meglio sul mondo. La Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie della Borsa, sarebbe stata un deterrente agli scambi borisistici fornendo capitali utili alla ripresa. Da 30 anni i vari G8 ne parlano tanto per fare. Ora parlamento e commissione europea dicono di pensarci. Sarebbe una tassa utile a quegli eurobond per cui non ci sono coperture o per quello sviluppo per cui l’Ue non ha speso un solo euro. Darebbe ogni anno diverse decine di miliardi o anche centinaia volendo, senza tartassare con nuove tasse o nuovi tagli gli stremati popoli europei, specie di Italia, Grecia, Spagna e Irlanda.

Per ora si è ‘pensato’ solo al mercato secondario, con eccezione dei fondi pensione, e sarebbe proprio una tassa minima, lo 0,1% sulle transazioni azionarie e lo 0,01% sui derivati. Si veda anche qui la protervia,non solo non si pensa minimamente a togliere questi schifosi titoli tossici che ci mandano in rovina ma si pensa di tassarli meno, pur essendo molto più speculativi dei primi! La nuova imposta entrerebbe in vigore entro la fine del 2014! E perché non subito? I tagli alla vita dei popoli si fanno sempre subito e sono certi, quelli al lucro dei potenti sono probabili e si rimandano sempre!!

E ‘da subito’ ogni governo giusto (e quello di Monti certo non lo è) dovrebbe imporre una patrimoniale corretta (salvando i piccoli patrimoni) e ‘da subito’ un sistema fiscale trasparente con deduzioni fiscali ad ogni transazione, senza la ridicolata italiana dei blitz tipo Cortina o St Moritz che non intaccano i 120 miliardi di evasione fiscale o i 700 miliardi di sommerso i 200 miliardi di fondi neri in Svizzera o i 98 miliardi regalati alle lotterie.

Ma le nazioni iperliberiste più forti si oppongono pervicacemente a qualunque freno del mercato dei capitali. Germania e Gran Bretagna sono contrarie alla Tobin Tax,per non disincentivare gli investimenti in UE, eppure essa già esiste in Svizzera, anche se dovrebbe essere in tutto il mondo, facendola pagare al momento di acquisto del titolo.

La crisi nasce in USA senza però che dagli USA arrivi alcuna correzione, ed è ridicolo che Obama ne incolpi l’Europa. Non solo c’è stata la liberalizzazione delle banche e l’impestamento dei derivati, ma nel 2008 in Usa è esplosa la bolla immobiliare, per i mutui troppo facili a persone che non potevano pagarli; anche qui il liberismo prova che con la mancanza di regole non genera benessere ma caos e rovina. Così le banche si trovarono piene di mutui non pagati, con case che nessuno comprava e per salvare le banche il governo americano spese 1.000 miliardi di dollari. Poi dagli Usa la crisi si allargò alla Gran Bretagna, dove fece fallire la banca Union Jack, con 21 miliardi di perdite di sterline sempre accollate allo Stato, cioè ai cittadini.

Ma le banche sono tutte collegate e ognuna investe nelle altre, così la crisi di una grande banca le coinvolge tutte, come in un domino. Le banche inglesi investivano anche nel mercato immobiliare spagnolo, e anche qui scoppiò la bolla immobiliare, con mutui non pagati, case costruite e non vendute e anche la Spagna è andata in crisi, di nuovo l’UE ha quasi regalato alle banche spagnole 10 miliardi di euro, ma anche qui senza condizioni, senza garanzie.

L’intervento dell’Europa è stato finora solo questo: un aiuto enorme alle banche, senza che fosse messa una sola regola, una sola condizione, un solo freno, così che ben 3.500 miliardi sono usciti in tutto dalle nostre tasche per rifocillare le banche che li hanno usati o per comprare i debiti degli Stati o per nuovi investimenti in titoli tossici, aumentando le perdite, i tassi e i debiti, ma mai mettendoli in investimenti, sviluppo e ripresa.

Quanto si può andare avanti così? La follia è già enorme e senza fine!

Ormai l’economia finanziaria è come una corsa forsennata verso un baratro, nessuno intende frenarla e davanti non c’è altro che il disastro. I partiti sono stati utili meno degli altri. E gli assurdi commissari come Monti meno ancora.

Ma dobbiamo proprio aspettare che ci ammazzino tutti per reagire? Qualcuno si rende conto che l’Occidente è caduto in uno scenario di totale follia? Eppure sono ancora pochi quelli che lo capiscono, gli Indignados spagnoli, i 5 stelle italiani, gli Occupy Wall Street americani, non certo i pirati tedeschi o svedesi che, siccome vivono in Stati forti sul mercato, si baloccano con piccole cose come il diritto di scaricare liberamente da internet.

In Europa l’unico vero movimento popolare che sta costruendo una filosofia politica, economica e sociale, di contrasto alla follia neoliberista è il Movimento 5 Stelle, esempio unico di richiesta di rovesciamento della piramide di potere dal basso, che, sia essa comunista o capitalista, ha portato solo sciagura al mondo, rovesciamento da fare in vista di un sistema nuovo che basi finalmente la democrazia sui cittadini.

Non serve a niente osservare che questo esperimento non è mai stato provato su larga scala e che nel mondo non esiste nulla che sia grande quanto l’Italia dove essi risulti vincente.

L’Italia ha avuto la disgrazia-fortuna di avere, a differenza di Germania o Inghilterra, dei governi peggiori e più corrotti, una classe politica sciagurata, 3 organizzazioni criminali che sono le peggiori del mondo, e infine, unico caso in Europa, dei partiti così vigliacchi che piuttosto che governare hanno preferito vendere il paese a un commissario mandato dalle banche! Nessun altro paese europeo ha avuto tante sfighe tutte assieme. Ma queste possono essere la nostra fortuna perché a differenza del cittadino tedesco satollo e indifferente o di quello francese parolaio ma caotico e più portato alla dx estrema o alla sx estrema, qua il disgusto verso tutto e tutti può portare solo a una rivoluzione culturale su vasta scala.

Al delinquenziale marasma politico ed economico che sta distruggendo il mondo, partendo dalle banche, dalla Borsa e dai grandi magnati internazionali, aggiungiamo le delocalizzazioni impunite delle imprese, che hanno impoverito gli stati di partenza senza portare diritti o miglioramenti agli stati di arrivo, anzi spingendo con forze reazionarie affinché la mancanza di diritti civili e del lavoro, i bassissimi salari, la non tutela sindacale e l’oltraggio al territorio fossero imposti anche nei paesi di partenza, per livellare tutti allo stadio più basso, dello schiavismo più assoluto, per il piacere di un PIL che in realtà, in questo impoverimento generale con relativa riduzione della domanda, non fa che calare, e per il potere di una casta di magnati che non fa che ingrassare.

Chi crede di amare l’Europa, dovrebbe pensare che le istituzioni europee hanno tentato più volte con la direttiva Bolkestein di appiattire diritti e salari a quelli dei paesi di livello più basso, tipicamente i paesi dell’ex Russia sovietica, per rendersi conto di quanto sia sporco il gioco dei banchieri europei, unici padroni dell’Europa, e sovrastanti i governi e le democrazie, governi di cui Monti è emissario per lo spolpamento disgustoso di questo paese, con l’appoggio e l’approvazione di tutto questi vergognosi partiti parlamentari.

E aggiungiamoci ancora la piaga ulteriore: le privatizzazioni. Già tentate da Berlusconi, procedono spedite col governo Monti, il quale incurante dei referendum per salvare l’acqua ci verrà a dire che dovremo vendere tutti i servizi a privati: carceri, scuole, trasporti, treni, porti, acqua, luce, gas… per la gloria di pochi ricconi, mentre il Pd si porta avanti con gente come Renzi che ha già messo nel programma la privatizzazione di tutto l’esistente! E poi la chiamano sinistra!!!!!!

Davvero è vergognoso sentire Obama che rimbrotta l’Europa dopo che è stata proprio l’America a spedirci i suoi tagli alle regole di banca e borsa che hanno precipitato l’Occidente in un doloroso default finanziario. Ma la cosa peggiore è che i giornali italiani hanno riportato la notizia senza commentarla e senza sdegnarsi come sarebbe stato opportuno. Nessuno di loro che abbia notato le incongruenze di una tale condotta che dire ipocrita sarebbe poco. E’ questo tipo di disinformazione che li rende tutti degni di poca fede, davvero giornalucoli di bassa lega al soldo del capitale nazionale o internazionale che non sono capaci di scrivere altro che le fregnacce dei deliri di De Michelis o le battutine da citrullo del fatiscente Berlusconi.

E almeno Obama parlasse dal pulpito di uno che ha i conti in ordine quando lo sconquasso delle varie amministrazioni americane, una più indecente dell’altra, non hanno fatto che aumentare un debito infinito portandolo alla cifra iperbolica di 16.000 miliardi di dollari, il più grande debito del mondo, continuando a stampare moneta fasulla, continuando a massacrare il mondo con guerre vergognose e continuando a tagliare il welfare al disgraziato popolo americano. Nei sei Paesi euro più indebitati, i Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) a cui si aggiunge ora il Belgio, vivono 140 milioni di abitanti e ci sono circa 5 mila miliardi di dollari di debito pubblico. Negli Stati Uniti ci sono 300 milioni di abitanti e oltre 15 mila miliardi (e assai di più, a far bene i conti) di debito pubblico. Il che fa, pro capite, circa 50 mila dollari contro i circa 36 mila per abitante dei 6 Paesi euro citati. Eppure le malevole agenzie di rating americane premiano ovviamente l’America penalizzando l’Europa. E se non è guerra di aggressione questa che cos’è?

Gli Usa possono stamparsi tutta la moneta che vogliono, la Fed non ha bisogno nemmeno dell’OKEI del Congresso. Tra il 2007 e il 2010 la banca centrale americana ha stampato dal nulla qualcosa come 16mila miliardi di dollari (più dell’intero debito Usa!) e li ha prestati a interessi zero al solito crocchio di amici e fiancheggiatori per comperare titoli spazzatura che si sapeva valevano zero. Questi americani prendono carta straccia e la trasformano in moneta e il mondo sta zitto senza che il dollaro nemmeno si svaluti.

Invece la magnifica Comunità Europea, tanto decantata da Prodi, è nata male, zoppa e sorda, destinata a fallire, e nemica dei suoi stessi Stati, unione di banche e non di popoli, con un Parlamento nato morto e un presidente che non governa, schiava delle banche,d ivisa tra 27 stati di cui solo 17 sono euro e quelli che nell’euro non ci sono se la passano molto meglio e nessuno gli rompe le scatole con lo spread e il debito e i tagli.

Prodi ha fatto carte false perché noi entrassimo nella zona euro, giusto a pelo, anche se non avremmo avuto le caratteristiche per starci e ci saremmo solo aperti delle gran difficoltà che sono solo aumentate col pessimo B e l’assenza di governo degli ultimi 3 anni, in cui B se è proprio fregato dell’Italia e ha pensato solo alle sue puttane, ai suoi processi e ai suoi affari,e lo stolto Tremonti giurava che la crisi non c’era. Così l’Italia, grazie a questo ingresso forzoso, si è trovata priva della sua sovranità finanziaria, nella impossibilità di stampare moneta e di abbassarne il valore per favorire le esportazioni, alla mercé del FM e della Bce che hanno fatto solo gli interessi dello Stato più forte, cioè della Germania, che ha trasformato l’Europa in un mercato per i suoi prodotti e che vieta qualsiasi modifica al pessimo statuto dell’UE, tanto che a questo punto resta solo da sperare che anche la Germania venga declassata e risenta del calo della domanda europea al punto da capire cosa significa la crisi e cambiare atteggiamento.

Nata con belle speranze di cui nessuna si è realizzata, con una pessima struttura fondata solo sul lucro assassino delle banche private, senza nessuna regola che permettesse un reale aiuto agli Stati o un reale progresso per lo sviluppo e i diritti dei popoli, l’Europa appare oggi come un carrozzone ormai intollerabile che fa solo male ai cittadini europei.

E non sbaglia Grillo quando paventa l’uscita dell’Italia dall’euro e dice che vorrebbe che il nostro paese restasse in Europa, ma non a queste condizioni, con queste sperequazioni e per fare solo l’interesse delle banche europee e di quelle americane. Ma tutti fingono di essere sordi o scemi tanto per attaccarlo, nell’incapacità politica e mentale di capire che così si muore, così non si può andare avanti. Questa costruzione posticcia che vede solo migliaia di miliardi sparire dalle nostre tasche per alimentare l’avidità infinita delle banche è una mostruosità che deve finire! E’ tanto assurdo capirlo, che si deve prendere a pretesto ogni forma di attacco a Grillo per negare l’evidenza: che questo sistema orrendo è stato creato per la nostra rovina!

Gli USA hanno 236 anni, la povera Europa ne ha solo 33, ma non è questo il punto. Il problema è che la Comunità Europea nasce viziata dalle origini,perché esce dal volere di poteri finanziari per favorire solo gli interessi delle proprie speculazioni, delle proprie banche, delle proprie multinazionali, i quali dei diritti dei popoli europei proprio se ne sbattono, considerandoli come vacche da mungere e da mandare al macello.

Nel progetto europeo i cittadini non ci sono, non sono nessuno, non contano niente, non li rappresenta nessuno, e quel parlamento europeo che essi eleggono non conta niente come il suo presidente, mentre tutti i poteri economici e in definitiva tutti i poteri su tutto sono concentrati in quella Banca Europea che nessun cittadino ha mai eletto e sul cui operato nessuno Stato può mettere voce ed essa si può permettere di dettare regole e finanze, vita e morte, di tutti.

Forse quando l’Unione Europea nacque, ci fu qualcuno che si illuse che stava nascendo una federazione di Stati all’uso americano, che ci avrebbe resi più forti nella competizione internazionale, invece nasceva solo una mandria riunita che pochi soggetti avrebbero munto con più potere, esautorando gli Stati nazionali dalle loro scelte interne ed estere e riducendo i governi come cialtroncelli succubi a comandi eterodotti, liberi solo di dire piccole stronzatine come fa Berlusconi o De Michelis.

1951: Nasce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) con 6 paesi fondatori

1957: Il trattato di Roma istituisce il mercato comune

1973: La Comunità passa a 9 Stati membri ed elabora politiche comuni

1979: Prima elezione diretta del Parlamento europeo

1981: Primo allargamento mediterraneo

1993: Completamento del mercato unico

1993: Con il trattato di Maastricht nasce l’Unione europea

1995: L’Unione europea passa a 15 Stati

2002: Introduzione dell’euro

2004: Altri 10 paesi aderiscono all’Ue

Ora sono 27, di cui solo 17 e hanno l’euro.

Noi siamo tra questi disgraziati, a doppia catena, Europa ed euro.

In Ue i paesi a moneta propria se la passano meglio. Di quelli euro contano solo i più forti, e alla fine conterà solo la Germania che nel suo strapotere egocentrico ucciderà tutti gli altri, per morire lei stessa di inedia dopo aver fatto fuori tutti gli acquirenti delle sue merci.

Ma per le economie deboli come la nostra l’euro è una camicia di forza che ci uccide lentamente.

Nei 7 mesi di tagli e restrizioni di Monti, comandati dal FM e dalla Bce, non abbiamo fatto che peggiorare:aumento di miseria e disoccupazione, crollo della domanda anche degli alimenti di base, aumento terribile della disoccupazione specie giovanile, peggioramento dei servizi, caduta di ogni competitività per le tasse abnormi, burocrazia schiacciante, rincaro di bollette e benzina, aumento del carovita.. In cambio di questo strangolamento progressivo e micidiale non si è visto in 7 mesi uno, dico un solo provvedimento di equità o sviluppo: nessun successo contro mafie o corruzione politica, nessuna equità fiscale anzi un’iniquità palese e manifesta con regalie ai grandi evasori e la morsa di Equitalia sui piccoli, tasse altissime a senso unico sui soliti poveri, bassi salari e mancanza di lavoro, delocalizzazione crescente, nessun taglio alla Chiesa o al carrozzone politico, nessuna regola bancaria, nessun freno agli armamenti.

Monti è una delusione perenne e i suoi ministri sono anche peggio, dall’inutile Profumo che porta avanti il programma della Gelmini e non è capace nemmeno di mandare i temi della maturità, a quel Ministro che odia l’ambiente e ripropone il ponte di Messina, la Tav in Valsusa e le centrali nucleari, mentre calpesta il referendum sull’acqua che dopo un anno non è stato ancora attuato, a quel generale che aumenta la spesa in armi, a quel Passera tutto ambizione e niente arrosto, fino al ministro peggiore di tutti: la Fornero, fissata con i licenziamenti, come se, in luogo di lavoro, questo paese avesse bisogno di altre persone a spasso e che dovrebbe essere licenziata lei assieme all’inutile presidente dell’Inps che in 7 mesi non le ha fornito nemmeno il numero degli esodati.

In questa crisi di credibilità e di valori, i partiti italiani sono stati il peggio del peggio, mostrando solo la loro protervia e la loro torva inutilità. Nati servi, e vissuti da servi sotto B a cui hanno spianato la strada con collusioni e patti infami, hanno continuato con la loro natura di servi sotto Monti, disgustando qualunque cittadino onesto, che ha vomitato vedendo come non esitavano di fronte ai tradimenti più plateali dei diritti dei pensionati, dei lavoratori, dei disoccupati, dei giovani, delle donne, delle famiglie, degli esodati, degli elettori.

Il disgusto per questa casta parassitaria e imbelle, che ormai rappresenta solo se stessa e dovrebbe essere cacciata a calci in culo, prima si è trasformato in diserzione alle urne e disaffezione dalla politica, poi ha cominciato a prendere la via del M5S, perché in questo plaga di cortigiani e di servi, esso rappresenta l’unica voce dissonante perché libera.

Inutilmente i servi del passato regime tentano di proiettarle addosso i vizi e i legami dei loro padroni, accusandolo di ogni nefandezza e diventando in questo sempre più ridicoli e meno credibili. Più costoro insinuano complotti grotteschi, alla De Michelis, più la gente si convince che con le balle dei nichilisti e dei maldicenti non si rimedia a niente e che occorre una svolta brusca e totale dal malgoverno italiano che ci allontani per sempre da questi corrotti e corruttori, iniziando una pagina nuova per l’Italia scritta finalmente dal popolo.

Alla fin fine è proprio la ripetizione coatta di queste balle che ha disgustato tutti allontanandoli ancora di più dai partiti fatiscenti che hanno rovinato l’Italia e che non hanno più alcun motivo per restare dove si sono messi.

Il rimando della legge anticorruzione al 2017, con nuove tornate di candidati pregiudicati alle prossime elezioni, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso dell’insofferenze e della intolleranza ormai fobica verso questi sciagurati delinquenti che nessuno cittadino libero e onesto vuol vedere mai più.

In tempi barbari o in fasi storiche barbare di paesi dove non esistono altre vie, l’unica rivoluzione possibile è quella cruenta. L’Egitto e la Libia, per non parlare della Siria, ci mostrano come la via del sangue e della rivolta popolare sia molto pericolosa e gravida di incertezze, come abbia serie difficoltà a realizzare delle compiute democrazie e come sia a rischio di sfociare in dittature militari o chiesastiche. Dico questo per quei pochi che ancora continuano a sollecitare con tragica incoscienza in Italia una rivoluzione sanguinosa contro il cattivo potere.

In quanto a coloro che sono fissi nella necessità coatta di mettere delle etichette su tutto, dico che sono obsolete, c’è una generazione nuova che di queste etichette non sa che farsene, e ormai le etichette destra, sinistra e meno che mai CENTRO, non hanno più nessun significato e prima ce ne liberiamo meglio è.

Ci sono solo due categorie: chi ha il potere e chi non ce l’ha. Dobbiamo operare perché il potere sia tolto dalle scellerate mani attuali che ci hanno portato alla rovina e sia restituito a chi in una democrazia ha l’unico e il solo diritto di averlo: il popolo.

Dovremmo sempre ricordare che gli strumenti e le istituzioni di democrazia diretta, dal basso, rovesciando la piramide attuale, possono essere molti, nel mondo della politica come in quello dell’impresa, e perfino (Austria e Germania ci insegnano) nel mondo delle banche, come in quello del mercato. Che in Germania o in Austria,in Svizzera o in Islanda o in Argentina, siano applicati istituti o strumenti in cui il momento decisionale sta in basso e non in alto, ci deve rallegrare, mostrandoci che la via è possibile e che si può fare uno Stato nuovo sintetizzandoli in una forma migliore.

Solo chi ha bisogno di un capo per vivere e non sente in sé l’afflato della libertà, dell’indipendenza e dell’autonomia, può contrastare tutto questo. Ma le persone libere da servitù mentali diventano ogni giorno di più e questo è incoraggiamento a continuare.

Oggi l’euro non è più una promessa di forza di mercato, è diventato una camicia di forza per le economie più deboli. Le pessime ricette del Fm,che in ultima analisi comanda la Bce, dilatano principi economici profondamente sbagliati proprio per la sopravvivenza stessa del pianeta e dei suoi abitanti e richiederebbero una rivoluzione totale dei paradigmi mentali di 500 milioni di europei, come la produzione esasperata e la crescita ad ogni costo, o il profitto fatto comprimendo i salari e i diritti del lavoro, i tagli alla crescita, la crisi di sovrapproduzione contro una domanda che crolla, il PIL come unica misura dello sviluppo,le tasse troppo alte su categorie allo stremo, i salari troppo bassi e la disoccupazione come deterrente politico e arma di ricatto.

Che il capitalismo abbia messo in piedi un modello suicida dovrebbe essere chiaro a tutti. E che lo stesso spostamento di impianti produttivi all’estero porti l’Europa ad uccidere se stessa anche. In fondo l’apertura alla disastrosa concorrenza cinese non è che la controfaccia delle imprese europee che hanno delocalizzato in Cina, senza che nessuno ostacolasse né la delocalizzazione del lavoro né il ritorno di merci cinesi a prezzi tanto bassi da distruggere l’economia europea.

Un altro punto gravissimo è che non si è impedito alle banche o ai capitali di usare la speculazione come modo normale di fare soldi, disertando del tutto gli investimenti economici nella produzione o negli scambi di merci.

Che alle banche si continui a dare un fiume di denaro sottraendolo ai cittadini europei per amplificare un sistema perverso e artificiale che finanziarizza tutto uccidendo la vita è abnorme, tanto più che esso non può crescere all’infinito

Ma Grillo cosa chiedeva? Che i capi europei si sedessero a un tavolo e ridiscutessero l’euro finché non trovavano come uscire dall’attuale bancarotta, senza mollare ogni volta perché la Merkel aveva detto di no! Ormai i paesi indebitati sono troppi, rischia di crollare l’intera Europa e la Merkel con essa.

Se vogliamo riprenderci, dobbiamo rinegoziare il debito, congelarlo ed aprire a immediati investimenti per lo sviluppo, così da risollevare la domanda e diminuire la disoccupazione, e la cosa peggiore è stata proprio mettere in Costituzione quel pareggio del bilancio, come ha fatto Monti, che bloccherebbe ogni ripresa, e basta regalare soldi alle banche senza cambiare le regole del gioco, frenare la speculazione, e negarsi al credito! Il costante aumento di tassi usurai è perverso e alla fine non pagherà nessuno. Bisogna chiedere una riduzione del debito estero, come ha fatto l’Argentina; e anche lo Stato può fare una conversione forzosa,al ribasso, degli interessi dei titoli pubblici emessi.

Ma non si può andare avanti con questa UE fallimentare! Occorre diminuire il potere della BCE, dare più potere al parlamento europeo, rifare i trattati!

Questa Europa è fallita! Deve ricostruirsi o perirà. Gli eurobond probabilmente non bastano e non farebbero che allargare il debito, ma ce ne sono tante di cose da fare! Per es. chiudere i paradisi fiscali e metterli nella lista degli stati canaglia o farla finita con le guerre inutili e le inutili spese militari! Perché dobbiamo spendere 26 miliardi in armamenti? Perché persino la Grecia è obbligata dalla Germania a spendere 7 miliardi in armi mentre affoga? Sono assurdità.E perché gli interessi sul debito devono finire in Borsa?

Giappone e Usa hanno altissimi debiti pubblici (235,8% del Pil e 100%) ma pagano interessi del 2%; Gran Bretagna e Germania (111.295 miliardi di euro e 2.080 miliardi di euro) pagano ugualmente interessi del 2%.

Le banche si sono riempite di titoli tossici e li dobbiamo pagare noi con interessi del 6%.Questo è un assassinio.

La truffa maggiore è quella delle agenzie di rating a cui si adattano poi le speculazioni di borsa che fanno fallire gli Stati. Sono tutte private, tutte americane e tutte quotate in borsa,per cui sono in gravissimo conflitto di interesse e non riconoscono regole o controlli. A che serve a quel punto parlare dei democrazia e parlare degli USA come degli esportatori di democrazia e di civiltà nel mondo? Quello che gli USA hanno esportato sono guerre, depredazioni, multinazionali, brevetti, attacchi alla libertà e all’autodeterminazione, destabilizzazioni di Stati e, ora, guerre finanziarie.

Le agenzie di rating americane sono quelle che hanno dato la tripla A ad un’America in default, che hanno premiato imprese e banche fallite,che hanno elogiato persino i derivati..ma che senso ha che l’Occidente sia manovrato da costoro?

E che senso ha che gli Usa, con debito pubblico primo al mondo e un deficit di bilancio del 10,8%, vogliano ancora dare lezioni a tutti?

Gli USA si sono stampati la loro moneta e domani si cancelleranno il loro debito. Ma a noi negano la possibilità anche di muoverci.

L’origine della crisi europea risale alla crisi del debito privato Usa del 2008 e allo sviluppo dei derivati nati, non solo per speculare, ma anche per ripianare i vari deficit americani; però la Banca Centrale Europea ha l’ossessione del deficit di bilancio e del debito pubblico degli stati europei e non permette l’acquisto di titoli di stato da parte della Banca Centrale e l’emissione di eurobond, ma la banca finanzia all’1% le banche ordinarie che li acquistano e, con la differenza dei tassi, coprono le perdite sui derivati o sui crediti insoluti in genere.

La classe politica è troppo ignorante e meschina per dirci queste cose, preferisce innalzare il dogma dell’euro e costringerci al patto di stabilità come fosse più morale salvare l’euro che l’Italia. Ci costringe a un ricatto, partecipa al terrorismo finanziario, è complice di un gioco perverso.

“Ci mentono continuamente, ci dicono che non possiamo rompere il patto di stabilità, e non è vero, Germania e Francia hanno infranto più volte i parametri di Maastricht, e nel 1993 l’Italia abbandonò il Sistema monetario Europeo e poi, per volere stare in Europa, che doveva essere la nostra ancora di salvezza, fece seguire manovre di bilancio durissime. Oggi, per superare la crisi, si punta a precarizzare il lavoro, a deregolamentare e a privatizzare; negli anni 1970 ci fu la crisi economica, legata alla crisi petrolifera, alla caduta dei profitti e allo sgancio del dollaro dall’oro, che fece diventare il dollaro carta straccia inconvertibile, come la lira, ma accettata con fiducia dai mercati; erano finiti gli anni del boom del 1950 e 1960 e cominciò l’esternalizzazione della produzione e dell’occupazione.

Questa situazione ha portato gli Stati a ridurre i servizi e le prestazioni pensionistiche, non è solo una questione di razionalizzazione delle spese e di riduzione degli sprechi; è stato fatto perché la finanza speculativa ha tolto risorse allo Stato, ai risparmiatori e alle imprese e ora, dopo aver trascurato la produzione di beni, con le insolvenze chiede di essere salvata. Le crisi bancarie e degli stati si sono sempre risolte con bancarotte a carico dei cittadini, in Italia lo abbiamo visto con Banca di Sconto, Banca Romana, Banco Ambrosiano, Banco di Napoli, Banco di Sicilia; all’estero è accaduto, per es., con la banca BCCI internazionale, con la Banca Nugan e con tante banche americane. “

Le insolvenze degli Stati sono frutto anche di spese belliche, e gli stati insolventi hanno sempre denunciato i debiti esteri. Oggi ci raccontano che per uscire alla crisi occorre aumentare lo sfruttamento dei lavoratori, mai una volta che taglino i loro sprechi!”

Il capitalismo finanziario è una tenia che divora l’organismo che la ospita,i cittadini,i lavoratori,i piccoli imprenditori,le famiglie. Diminuendo ciò che serve loro li costringe a tirare la cinghia con crollo della domanda e recessione

“Oggi i giovani sono più qualificati,più disoccupati e sottopagati della generazione precedente,perciò nascono movimenti di protesta, come gli Indignados spagnoli,il M5S italiano o il movimento Occupy degli Usa; questi movimenti sono estranei al sindacato, spesso compromesso con il sistema.

La Fed mantiene a zero i tassi per le banche, mentre il debito pubblico Usa aumenta di 1.500 miliardi di dollari l’anno. Con tassi d’interesse inferiori al tasso d’inflazione, gli Usa hanno salvato le banche. Le rimesse dall’estero,prima transitate nei paradisi fiscali, hanno aiutato questa situazione deficitaria, capitali di provenienza mafiosa, delle classi dirigenti e dei capitalisti dei vari paesi; e le instabilità politiche regionali, alimentate ad arte, hanno aiutato quest’afflusso.

Invece in Italia, per legge non si può riciclare e lo Stato non paga i crediti delle imprese, forse per costringerle a spostarsi all’estero.

In Usa il mercato, dopo la delusione del mercato immobiliare e della borsa, si dirige verso le obbligazioni del tesoro perché il mercato di borsa, in tutto il mondo,è stato trasformato in un casinò, in Italia con il benestare della Consob; le imprese d’investimento e di trading,non investono a lungo temine, ma, aiutate dai media da loro pagati, comprano e vendono in giornata e influenzano speculativamente il corso dei titoli; oggi questo rappresenta la maggioranza di tutti gli scambi azionari.

Così gli investitori istituzionali preferiscono comprare titoli del Tesoro, che rendono solo il 2%, invece delle azioni, mentre, a causa di un’informazione drogata, in Europa le banche preferiscono comprare titoli tedeschi, che rendono molto meno di quelli italiani perché non credono alla solvibilità dell’Italia”

“E’ davvero strano questo fatto che le agenzie di rating sono così attente anche al debiti pubblici dei nostri piccoli comuni e delle nostre piccole banche, ma non si accorgono del crescere elefantiaco del debito pubblico americani, federale più dei singoli States, più le singole amministrazioni locali, un debito smisurato che nessuno potrà ripagare mai e che porta gli USA al default. Ma loro non lo vedono.

E quando si dice che, però, il debito italiano non ce l’hanno gli italiani ma le banche estere, perché non ricordare che nemmeno gli americani possiedono il proprio debito pubblico, che è detenuto in gran parte da Cina, Giappone e Opec, con la Cina che piano piano si sta liberando dei titoli americani per non favorirne il deprezzamento, danneggiando il suo stesso portafoglio. Cina, Giappone, Russia ed Europa stanno uscendo lentamente dagli investimenti in dollari Usa, anche se la rivalutazione del dollaro rispetto all’euro, frutto di speculazione, tenta di far credere il contrario e orienta diversamente il parco buoi dei piccoli investitori. Mentre gli USA esportano sempre meno, si stanno ritirando dal dollaro Brasile, Russia, Cina, India e Sud Africa, intenzionati a creare una loro banca centrale e una loro moneta internazionale, rinunciando al dollaro come riserva; il Giappone stato semisovrano, come l’Italia e la Germania, perché ha perso la guerra, è meno libero ma, per il momento ha fatto un accordo con la Cina, per rendere yen giapponese e yuan cinese liberamente convertibili e quotati, così da scambiarli tra loro e anche questo sarà un duro colpo per il dollaro.”

Ma solo l’Europa deve far finta di credere alle truffe americane?

Il problema dei derivati che intossicano tutto è gravissimo ma nessun politico europeo intende affrontarlo e se non lo fa non ci sarà salvezza per nessuno.

Occorre denunciare i debiti, soprattutto quelli speculativi in derivati, cercando di richiamare le imprese produttive e di salvare il piccolo risparmio e gli investimenti; occorre tornare al protezionismo e alle monete locali, fonti di entrate per gli stati.

Non facciamoci imbrogliare da quanti vogliono farci credere che il debito dipenda solo dai cattivi governi e da spese eccessive. Sono state la manovre speculative finanziaria americane a rovinare l’occidente. E la crisi è iniziata esattamente quando le amministrazioni americane hanno liberato i titoli tossici e dato il via a una sciagurata speculazione finanziaria.

“I derivati americani arrivano a 230.000 miliardi di dollari, pari a 15 volte il PIL americano, le 5 maggiori banche americane possiedono la maggior parte di questi derivati, in Europa li possiede anche la Deutsche Bank e in derivati hanno investito anche enti pubblici europei e italiani.

Al 31 dicembre scorso JPMorganChase aveva derivati pari a 516 volte il proprio capitale di rischio, per Goldman Sachs il rapporto era uno a 2.295, perciò questa banca ha deciso di porre la sua attenzione sull’economia italiana, aiutata da Monti. E’ difficile pensare che la Merkel e i rozzi politici italiani capiscano queste cose o ce le dicano, la maggior parte dei politici è al servizio delle lobby;incassano tangenti per fare cose che non capiscono e intanto gli italiani pagano,mentre i media si guardano bene dall’informare. I ricchi italiani e greci esportano miliardi in Olanda o in Svizzera, le banche danno crediti non solvibili a politici e compari, e le spese di corte continuano ad essere folli

Le banche dei paesi del nord vanno peggio dell’Italia, ma la Bce guarda solo noi, mentre dà un fiume di miliardi alle banche che li mettono demenzialmente in derivati ignorando l’economia reale.

Quanto possiamo continuare?

Voi che siete attaccati come cozze a questa scellerata partitocrazia e che la difendete come fosse la mamma adorata, senza cui non sapete vivere, spiegateci per quali principi le pensioni più alte d’Europa sono partite subito, le tasse dirette e indirette sono partite subito, i tagli ai servizi sono partiti subito, l’IMU è partita subito, l’aumento della benzina è partito subito, l’attacco all’articolo 18 è partito subito, l’esenzione delle assicurazioni da danni del terremoto sono partiti subito, la trasformazione delle mazzette in donazioni esentasse partirebbe al più presto, lo spacchettamento della concussione per rendere impunibili Berlusconi e Penati partirebbero quanto prima.. e invece il veto alla candidabilità dei politici pregiudicati partirebbe solo dal 2018 e nemmeno con voto alla fiducia ma con voto alla delega al Governo di occuparsene, per quanto, invece paccate di leggi inique che vanno addosso ai lavoratori o alle famiglie sono passate con la bellezza di 24 voti alla fiducia in meno di 7 mesi e di sistemare le frequenze o la RAI o di porre patrimoniali o di tassare i monopoli delle lotterie o chi ha esportato i soldi in Svizzera non ci si pensa nemmeno!!!

Mrs Spock

Derivati: 700 trilioni, cioè 10 volte il Pil mondiale

Il valore nozionale dei derivati mondiali ha superato l’astronomica cifra di 700 trilioni di dollari, secondo l’ultima rilevazione (2011) della Banca dei Regolamenti Internazionali, ovvero più di 10 volte quello che il Fondo Monetario Internazionale riporta essere il PIL mondiale nello stesso anno (65 trilioni di dollari). Come dire che esistono circa 100,000 dollari di derivati per ogni abitante del pianeta. Per questo anni fa Warren Buffett li definì’ “armi di distruzione di massa”.

L’offerta di derivati è nelle mani di un ristrettissimo numero di banche d’affari: l’ Office of the Currency Comptroller riporta che nell’ultimo trimestre dell’anno scorso le 5 maggiori banche globali (JP Morgan Chase, Bank of America, Morgan Stanley, Goldman Sachs e HSBC) detenevano il 95.7% dei 230.8 trilioni di dollari di valore nominale lordo in contratti derivati. Tale concentrazione e’ in aumento rispetto al 2009, quando 5 banche contavano per l’80% del mercato dei derivati.

I derivati spostano semplicemente il rischio ma non lo eliminano a livello aggregato. Quando una controparte in uno scambio di derivati guadagna un’altra ha una perdita corrispondente e tale perdita può portarla al fallimento. Con i derivati il rischio finanziario sistemico aumenta in quanto essi fanno salire la leva e generano una catena di relazioni tra più partecipanti dove ciascuno di essi deve essere in grado di adempiere alle proprie obbligazioni pena l’impossibilità di adempiere da parte di tutti.

Il collasso di Lehman Brothers nel settembre del 2008 e la necessita’ di salvare il gruppo assicurativo AIG subito dopo hanno evidenziato quanto importante sia il rischio sistemico insito nei derivati e come esso possa portare a un contagio immediato e dalle conseguenze catastrofiche per il sistema finanziario globale.

http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-derivati-700-trilioni-cioe-10-volte-il-pil-mondiale-1047473

UNA MENTE ECCELSA DI STATISTA, POLILLO, RICHIARA CHE SI GUADAGNEREBBE UN PUNTO DI PIL SE I LAVORATORI RINUNCIASSERO A UNA SETTIMANA DI FERIE

Sauro

Ma davvero simpatica la trovata di questo signor Polillo!

Un tecnico sicuramente di alto, altissimo livello.

Meno ferie = + PIL.

Ma io che cosa me ne faccio, di +PIL, se non vado nemmeno in ferie?

Forse, quasi quasi, era meglio la filosofia di “Cetto La Qualunque”, che prometteva “+ PILU” per tutti, e non +PIL….

Intanto rinunciassero tutti i parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, dirigenti statali e parastatali, ad una bella fetta dei LORO di privilegi.

Non avremmo +PIL, ma almeno avremmo più equità sociale.

Intanto facessero pagare gli evasori.

Anche la storia che stiamo vivendo sopra le nostre possibilità, beh è la solita filosofia spicciola della percentuale di persone che mangiano il pollo.

I miei, famiglia di contadini da generazioni, per lo più mezzadri, li ho visti sgobbare per anni (’70-’80-’90) compresi i giorni festivi. Al massimo abbiam fatto una settimana, quando ero piccolo, di ferie, peraltro soltanto io e mia madre, a Casal Borsetti. Quando si finiva la raccolta della patate, a gobboni, con le mani, l’ultima domenica al termine della sudata raccolta, andare in rosticceria a prendere delle lasagne, era già un lusso.

E cose di questo tenore. Non mi sembra, dai miei ricordi, che noi sia abbia mai vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Anzi, sicuramente i miei sono da annoverare tra le formichine di italiani che non hanno mai buttato via niente ma mettevano da parte due soldi per le necessità. Appartenevano alla generazione contadina, che se non aveva i soldi, lì sul tavolo, non avrebbe mai comprato nulla. Altro che la politica di indebitamento anglosassone. Quelli sì, che ci stanno martoriando ed attaccando, e ci porteranno via tutto.

Forse il signor Polillo parla “per se”, o per tutti quei parassiti super privilegiati dei politici che hanno fatto della politica una professione “eterna”. Che non hanno mai fatto un c…o in tutta la loro vita, e adesso pontificano che noi dobbiamo lavorare di più e non dobbiamo piu’ andare in pensione. L’è comda, quand an sfà un càz, insgnèr a chietàr.

Mia madre, come tanti pensionati in questo sciagurato paese, vive anzi sopravvive con la pensione minima di 450 euro, non può nemmeno volendo vivere sopra le proprie possibilità.

L’aiutasse lui, il genio del PIL, il signor Polillo, mia madre, sicuramente ella potrebbe non dico vivere sopra le sue possibilità, ma sicuramente potrebbe vivere più dignitosamente.

Naturalmente il signor Polillo chiude dicendo : non possiamo più permetterci questo andamento con gli spread attuali”, ha concluso.

W IL DIO SPREAD. Poi però non ci si lamenti di fenomeni come quello di Beppe Grillo ed il suo M5 stelle o di Alexis Tsipras.

Davide Lak

L’ultima di Polillo: tagliare le ferie

per far crescere il Pil

ne ha sniffata di roba questo qui.

“il senso di Polillo per la neve”

PAOLO DE GREGORIO

Governo mondiale: la SPECTRE del nostro tempo

Dovrebbe preoccuparci la sollecitudine con cui gli USA ci comandano di salvare la Grecia, ben sapendo che questa nazione si preoccupa dei suoi interessi prima di tutto, e una crisi economica, finanziaria e monetaria europea potrebbe colpire il notevole interscambio commerciale tra le due sponde dell’Atlantico.

Una simile preoccupazione riguarda il governo cinese, che per sostenere gli indebitatissimi USA e i loro acquisti di merci cinesi, compra a tutto spiano buoni del tesoro americani.

Oggi nel mondo l’economia domina su tutto il resto, essa è profondamente globalizzata, al punto di esigere una specie di governo mondiale dell’economia. La politica è semplicemente subalterna a questo signoraggio delle banche e delle multinazionali, non può e non vuole incidere sul sistema economico generato dalla globalizzazione e dovrebbe essere chiaro che l’economia decide e la politica ratifica queste decisioni. Se ciò è vero la sovranità nazionale e la democrazia diventano scatole vuote e la vita materiale dei cittadini è in grave precarietà e pericolo, poiché questa globalizzazione ha già i suoi vincitori e i suoi vinti.

Infatti, solo le entità che possiedono sistemi di sfruttamento di centinaia di milioni di operai a basso costo, chi possiede multinazionali, chi domina il sistema finanziario (compreso il Fm e la Bm), chi controlla le materie prime attraverso un sistema militare con 900 basi nel mondo e con la complicità della Nato, hanno vinto la globalizzazione e hanno interesse a mantenerla, mentre le altre entità sono destinate al declino e a vedere un sostanziale peggioramento delle proprie condizioni di vita.

Naturalmente questo equilibrio genererà e già genera l’acquisizione da parte dei vincitori dei pezzi pregiati residui dei paesi in declino, compresi porti e infrastrutture funzionali alla strategia globale.

Secondo me è profondamente ottuso chi non vuole riconoscere questo stato dei fatti lasciandosi ingannare dall’uomo della finanza globale (Mario Monti) su una fantomatica “CRESCITA” da cui il nostro sistema-paese è già escluso.

Vi è un aspetto della globalizzazione che DIMOSTRA, senza ombra di dubbio, come funziona il sistema: nel campo della ricerca scientifica, della progettazione di nuovi materiali, delle energie rinnovabili, assistiamo già da tempo ad una fuga di cervelli, verso quei paesi che hanno strutture di ricerca e grossi finanziamenti collegati a multinazionali capaci di trasformare in nuovi prodotti il lavoro di questi cervelli.

L’Italia non possiede nulla di tutto questo, addirittura i finanziamenti statali alla ricerca sono stati ridotti, i nostri cervelli vanno per lo più in America (in soccorso dei vincitori) e il nostro DECLINO è segnato.

Altro che crescita e ripartenza!

Chi sostiene che la globalizzazione è valida per noi italiani ci deve elencare quali vantaggi ne stiamo ricavando.

E’ un vantaggio essere stati nel 2008 destabilizzati da sporche speculazioni americane dei subprime, dei titoli tossici spacciati al nostro sistema bancario, a enti locali (derivati), ai cittadini? Non sono forse queste speculazioni all’origine di parte della nostra crisi?

Non è l’appartenenza alla Nato e in genere la nostra subordinazione agli USA a costringerci a enormi spese militari, a interventi armati anticostituzionali, fino all’acquisto di più di cento cacciabombardieri “made in USA”?

Quali vantaggi ricaviamo da queste politiche?

Avremmo un enorme vantaggio ad usare questo denaro per diminuire il nostro immane debito pubblico, che è la voce principale della nostra crisi, poiché destina agli interessi passivi ciò che potrebbe essere investito nella nostra economia.

Il capitalismo, il liberismo, le speculazioni finanziarie, i guerrafondai nostri cari alleati, il FMI la WTO, hanno determinato una crisi sistemica in cui molti paesi, tra cui l’Italia, sono senza futuro e le cose possono solo peggiorare se non capiamo che l’unica via d’uscita è uscire dal sistema, a cominciare dall’Euro, dalla WTO, dalle alleanze militari e dalle relative spese, e trattare la sospensione degli interessi alle banche (francesi, tedesche, italiane) che detengono la maggior parte del nostro debito.

Ricordo per inciso che le banche di mezzo mondo, pur identificate come responsabili di truffe e speculazioni, invece di essere fatte fallire sono state rifinanziate con soldi pubblici che peraltro non prestano a imprese e cittadini.

Mi piacerebbe che si parlasse di futuro in termini di scelte e di strategie capaci di portare il nostro paese per prima cosa verso l’autosufficienza energetica e quella agricola, in cui dipendiamo dall’estero rispettivamente dell’80% e del 60%.

Una rivoluzione tecnologica capace di diffondere l’energia solare su ogni tetto di struttura produttiva (dalle stalle ai capannoni industriali, fino alle case), uscendo dalla schiavitù del petrolio, portando questa rivoluzione nel campo dell’autotrazione, con sistemi elettrici combinati all’idrogeno.

Ci sarebbe da fare per molti, dai ricercatori alle imprese, agli operai, agli installatori, ma solo proteggendo questi settori dalla penetrazione di prodotti stranieri.

Ho l’impressione che oggi coloro che parlano genericamente di ripresa e crescita parlino del NULLA ASSOLUTO, guidino la nostra Italia verso la rassegnazione e il declino e portino alla vittoria il Governo mondiale, la Trilaterale, il Club Bilderberg, il FMI, la NATO, le grandi BANCHE.

La SPECTRE per l’appunto.

Beppe Grillo, intervista a Grillo di Travaglio

“Ora tocca diventare moderato, sennò questi partiti spariscono troppo rapidamente. Sono anni che dico che sono morti, ma insomma, fate con calma, non esagerate a prendermi alla lettera…”.

(L’ultimo sondaggio di La7 dà i Cinquestelle al 20%, secondi davanti al Pdl, a 5 punti dal Pd.)

“Se ne stanno andando troppo in fretta. Io faccio di tutto per rallentare, mi invento anche qualche cazzata per dargli un po’ di ossigeno, ma non c’è niente da fare, non si riesce a stargli dietro. Devo darmi una calmata nell’attaccare i partiti, anzi devo convincere la gente a fare politica, a impegnarsi, a partecipare. È una fase nuova, dobbiamo cambiare un po’ tutti, anch’io. La liquefazione del sistema è talmente veloce che domani rischiamo di svegliarci e non trovarli più. E poi come si fa? Non siamo pronti a riempire un vuoto così grande”.

Come te lo immagini, il prossimo Parlamento?

“Me lo sogno pieno di rappresentanti di tante liste civiche, movimenti di gente perbene. Ragazzi, professori, esperti. I nostri di Cinquestelle, i No-Tav, quelli dell’acqua pubblica, dei beni comuni, gli altri referendari. Mi sa che, almeno per ‘sto giro, qualche avanzo travestito dei vecchi partiti ce lo ciucciamo ancora. Vediamo se ce la fanno a mettersi tutti insieme, in ammucchiata, quelli che adesso tengono su Monti: allora noi ce ne staremo soli all’opposizione. Magari ci troviamo il povero Di Pietro, mi sa che stavolta non lo vuole nessuno”.

I partiti preparano liste civiche-civetta per sfruttare l’onda.

“Poveretti, si illudono di copiarci: mettiamo un Saviano qui, un Passera lì, un Montezemolo là. Partono dall’alto, non capiscono che noi abbiamo fatto l’esatto contrario. Siamo partiti dal basso e da lontano. Io ho cominciato vent’anni fa girando il mondo, visitando laboratori, intervistando ingegneri, economisti, ricercatori, premi Nobel. Ho rubato conoscenze ai grandi. Mi sono informato, mi son fatto un culo così, anche se molti mi prendono per un cialtrone improvvisatore. E ora questi pensano di metter su movimenti in quattro e quattr’otto: ma lo sanno che fra otto mesi devono presentare le liste? Fanno tenerezza, quasi quasi faccio il tifo per loro. Ma non ce la fanno.”

Il rischio è che fra qualche mese scavalchiate pure il Pd.

“Non mi ci far pensare. Cinquestelle primo partito, col premio di maggioranza della porcata Calderoli che non riescono a cancellare, 300 deputati…”

E Napolitano che ti chiama per formare il nuovo governo.

“Eh no eh, io mica mi candido.”

Ma il premier può benissimo non essere un parlamentare.

“Allora ci vado solo per vedere la faccia che fa Napolitano quando gli dico: ‘Presidente, stavolta l’ha sentito il boom?’”

Poi però vi tocca governare.

“A me no, figurati, non ci casco. L’ho detto e lo ripeto, io nel palazzo non ci entro: non mi lascio ingabbiare. Preferisco restare un battitore libero, un franco tiratore. Ma troveremo persone competenti e oneste per fare il premier e i ministri. Con i nostri candidati abbiamo già saltato due generazioni, vista l’età media che hanno i partiti. Ma per le politiche vorrei scendere ancora: l’ideale è sotto i 30 anni. Sopra, la gente ha già il Dna corrotto dall’organizzazione-partito. E poi ci inventiamo un meccanismo di democrazia partecipativa per far governare i cittadini.”

Ci vorrà anche un programma.

“Fosse dipeso da me, ci saremmo fermati ai comuni e alle regioni, il movimento è nato dimensionato sulle realtà locali. Il Parlamento è fatto su misura dei partiti. Ma ora come fai a deludere le aspettative di tanta gente? Ci costringono a presentarci alle politiche.”

Ma il programma?

“Intanto ne abbiamo uno che non è niente male. Poi, ovvio, per le politiche dovremo cambiarlo, rimpolparlo, ampliarlo, dopo averlo discusso in rete. Cambieremo anche il blog, che ha i suoi anni: 2-300 mila contatti unici al giorno e, per accessi ai vari social network, mi dicono che siamo secondi solo a Obama. E siamo in Italia, con un quarto della popolazione americana e la connessione a singhiozzo.”

Il problema della democrazia interna al movimento, che già fa discutere, quando “entrerete in Parlamento con decine di parlamentari esploderà. Non è il caso di prepararsi per tempo con una qualche forma di struttura elettiva interna?

“Non voglio sentir parlare di strutture. Siamo un movimento orizzontale, se ti sviluppi in verticale diventi un partito. Poi lo so anch’io che ci sono i dissidi, le divisioni, un Meetup contro l’altro. I gruppi storici, i mitici, i preistorici… come i New Trolls.”

In quel caso, con due o tre Meetup che rivendicano il marchio per fare la lista, come vi regolate?

“È capitato a Torino e a Genova. Prima ho provato a fare da paciere, fatica sprecata. Allora ho scelto i primi che mi han portato la lista con tutti i crismi. Adesso vanno abbastanza d’accordo.”

Ma dovrete scegliere i candidati, che poi saranno inevitabilmente nominati con questa legge elettorale. Il gruppo parlamentare dovrà avere un coordinamento, altrimenti su ogni votazione ciascuno va per conto suo. E, senza una politica delle alleanze, rischiate l’irrilevanza.

“Calma, una cosa alla volta. Le alleanze certo, se necessario le faremo, ma solo sulle cose da fare, e in forme trasparenti, senza giochini sottobanco.”

I candidati come li sceglierete?

“Abbiamo 8 mesi per decidere. Su 200 mila iscritti al movimento – esclusi ovviamente i sindaci, i consiglieri comunali e regionali che non potranno correre perché devono completare il loro mandato – troveremo i nomi giusti. Ma li sceglieremo in rete, e così le procedure per sceglierli. Certo non mi metto a selezionarli io.”

Finora come vi siete regolati?

“Semplice. Il Meetup locale indica i candidati, mi manda i documenti di residenza e la fedina penale e, se è tutto in regola, se nessuno ha avuto più di un mandato elettivo con altri partiti, può usare il simbolo di Cinquestelle sulla lista. Ora è chiaro che, per le elezioni nazionali, dovremo cambiare. Ma il principio resta valido: niente condannati, niente riciclati, competenza e professionalità, scelta dal basso. Se qualche cialtrone si infiltra, la rete lo smaschera subito. Parliamo di buonsenso e onestà, mica di chissà quale rivoluzione.”

Così anche per eventuali ministri?

“No, i ministri devono essere esperti nelle loro materie. Ci vuole una selezione molto più stringente: vedremo.”

Le “materie” e le “cose da fare” sono tutt’altro che scontate. Chi decide come si vota sull’euro, sulla politica estera, sulla cittadinanza, sull’immigrazione, sulla bioetica e le altre grandi questioni di principio?

“Appunto: questioni troppo grandi perché possa decidere un partito, o un non-leader. Faremo referendum popolari propositivi. In Svizzera fanno così da 200 anni. Lo so, è difficile. Ma è difficile anche continuare così.”

Per far questo bisogna cambiare la Costituzione.

“E la cambieremo, se gli italiani vorranno. Non per dare l’impunità alle alte cariche o altre menate tipo la devolution o il premierato. Ma per far decidere ai cittadini. Stiamo per lanciare una nuova manifestazione, un “Costituzione Day”, con alcune proposte. Primo, ancorare la nuova legge elettorale alla Costituzione: non è possibile che ogni maggioranza si faccia la legge elettorale su misura. Modello libanese corretto alla turca… Secondo, ampliare le forme di democrazia diretta: referendum propositivo senza quorum e obbligo per il Parlamento di discutere le leggi di iniziativa popolare. E magari ci mettiamo anche la class action e i bilanci partecipativi. Così ci portiamo avanti col lavoro, per quando ci tocca governare”.

Referendum anche per uscire dall’Europa?

“Ma qui c’è una grande mistificazione. Io mica ho detto questo: me l’han fatto dire per spaventare la gente. Intanto uscire dall’euro non significa uscire dall’Europa: ci sono fior di paesi che stanno in Europa e non hanno l’euro.

E allora ci mettiamo a tavolino con gli altri e facciamo i conti dei pro e dei contro, dei costi e dei benefici dell’euro. Poi decidiamo. Mica lo dico io che il sistema dell’euro così non va: lo dice Krugman, premio Nobel, non comico. E ‘sti due Parlamenti europei, uno a Strasburgo e uno a Bruxelles, che cazzo fanno? E del trattato di Lisbona, che ci ha sottratto sovranità, chi sa qualcosa? Non ho soluzioni in tasca bell’e pronte, ma voglio che i cittadini ne discutano.”

Porte aperte a gente di destra e di sinistra?

“Etichette preistoriche. Dobbiamo ricostruire un’identità, una comunità, locale e nazionale. Se lo Stato diventano i cittadini, non più i partiti, anche ‘nazionalizzare’ diventa una bella parola: le reti autostradali e telefoniche, le frequenze radio e tv, sono roba di tutti, quindi i gruppi privati che se ne sono impossessati le dovranno restituire ai cittadini. E settori vitali come energia e acqua devono essere pubblici. Nessuno deve rimanere indietro. In Italia ci sono un milione di volontari: io ne vorrei 60 milioni, di volontari. Il mio dentista, per qualche ora alla settimana, dovrà operare gratis chi ha bisogno.”

Chiunque governi, non ha mai un euro in cassa. Voi che fareste?

“Si studia quel che serve e quel che non serve. Il Tav Torino-Lione non serve, via: si risparmiano 20 miliardi. I cacciabombardieri non servono, via: si risparmiano 15 miliardi. Le province non servono, via: altri miliardi risparmiati. Le pensioni non devono superare i 3 mila euro netti al mese, tanto se guadagnavi milioni qualcosa da parte avrai messo, no? Altro che ‘spending review’.”

Torniamo alla democrazia interna al movimento. È normale che il marchio sia nelle mani di Grillo e Casaleggio?

“Ahah, Casaleggio viene dipinto come una figura luciferina, misteriosa, oscura. Sarà, ma sono anni che lo rivoltano come un calzino e non gli han trovato un belino di niente fuori posto. Mai visto una vita più normale, ripetitiva e noiosa della sua. Va in ufficio la mattina, lavora tutto il giorno, la sera torna a casa dalla moglie e dal bambino. Un persuasore talmente occulto che non riesce nemmeno a convincere la moglie a seguirlo nella casa di campagna a Quincinetto, sopra Ivrea. Ogni tanto mi chiama dall’orto e mi chiede di andare a fargli compagnia. Ecco, la centrale operativa della Spektre è a Quincinetto.”

Ma nel movimento in Emilia ancora brucia l’espulsione di Tavolazzi.

“Non voglio parlar male di Tavolazzi, lo conosco da una vita, l’ho sostenuto quando presentò la sua lista a Ferrara e al Cinquestelle manco ci pensavo. È onesto e competente. Ma fa politica da troppi anni, ha la testa a forma di partito: faceva riunioni, parlava ai nostri ragazzi di votazioni, organismi interni, cariche, strutture verticali. Noi non siamo così. Non essendo iscritto, non c’è stato bisogno di espellerlo. Ma ci portava lontano dai nostri obiettivi e divideva il movimento. Semplicemente non gli abbiamo più dato il simbolo.”

Sta di fatto che Pizzarotti voleva farlo assessore e ha rinunciato.

“Tu puoi non credermi, ma da quando è stato eletto Pizzarotti non l’ho più visto né sentito. Nemmeno al telefono. Qui non mi telefona mai nessuno, a parte Casaleggio che chiama sette volte al giorno per il blog. Ma è giusto che sia così: se non chiamano, vuol dire che se la cavano da soli. Se poi han bisogno, siamo qui coi nostri consulenti. Molti hanno il complesso di Grillo alla rovescia: vogliono dimostrare di essere totalmente autonomi. Uno dei nostri candidati, sul palco in una piazza di non so più dove, appena l’ho presentato e invitato la gente a votarlo, ha detto: ‘Guardate che io con Grillo non ho nulla a che fare, se mi gira lo mando pure affanculo!’. Il nostro sindaco di Mira s’è subito ridotto lo stipendio, ma mica gliel’ho detto io. Ha fatto tutto lui.”

Pizzarotti non ha cominciato benissimo. Prima l’intervista a “Chi”, poi quell’idea di mandare i rifiuti a bruciare in Olanda perché tanto, se i bambini olandesi si beccano il cancro, “non sono io che governo l’Olanda”. E la giunta non c’è ancora.

“Ma dai, dobbiamo concedere qualcosa all’inesperienza di questi ragazzi. Parlo dell’intervista e alla giunta, che comunque adesso arriva: se è del livello dei consulenti che ha scelto il Pizza, da Pallante alla Napoleoni e Ganapini, sarà ottima. Quanto ai rifiuti, meglio mandarli – in attesa di arrivare al traguardo massimo della differenziata e al ciclo completo di smaltimento – in paesi ecologicamente avanzati come la Germania, dove si brucia la minima parte, il resto viene separato, riciclato, o diventa compost o va in discarica.”

Se le penali sono troppo alte, l’inceneritore di Parma si fa lo stesso?

“Non scherziamo. Le penali, se obbligatorie, si troverà il modo di pagarle. Ma l’elezione di Pizzarotti è stata anche un referendum contro l’inceneritore. Che non è nemmeno un impegno preso dal Comune di Parma sotto l’ultimo sindaco. È una truffa col “project financing”, che vede al centro una società privata finanziata dalle banche a loro volta garantite dal Cip6 sulla bolletta energetica. Queste ‘multiutility’ sono il cancro dei comuni, hanno buchi stratosferici, sono fallite, campano solo sulla garanzia di un tot di rifiuti da bruciare. Nessuno in Europa progetta nuovi inceneritori: entro il 2020 saranno proibiti. Ma possibile che a San Francisco e in tutta la California queste cose sono normali e da noi sembrano follie? Conosco fior di ingegneri che vetrificano i tossico-nocivi senza emissioni, costretti a vendere i brevetti all’estero perché qui i petrolieri non vogliono.”

Vedi mai i dibattiti politici in tv?

“Una goduria pazzesca. La miglior prova della bancarotta mentale dei partiti: la prendono alla larga, partono dai massimi sistemi, non vorrebbero parlare di noi, poi girano e rigirano nel labirinto e alla fine si ritrovano tutti al punto di partenza, con una grande foto dell’orco: ‘Aaaarghhhh Grillo!’. Finiscono sempre per parlare di me, non ci dormono la notte, è più forte di loro.”

Quando ancora pensavi di costringerli ad autoriformarsi, alcuni politici li hai incontrati.

“Qui no, in casa mia è entrato solo Di Pietro, una volta. Gli ho fatto vedere un dvd, che avevo solo io, di una sua lezione di procedura penale al Cepu. Se l’è messo in tasca e se l’è portato via.”

Napolitano mai incontrato?

“No. Pertini sì, mi invitava il 1° giugno nei giardini del Quirinale. Parlavamo in genovese. ‘Cumme scia stà, presidente?’. E lui: ‘A bagasce’…”

Non portasti a Napolitano le firme alle tre leggi popolari?

“No, a Franco Marini, allora presidente del Senato. Mi disse che suo figlio è ingegnere elettronico, dunque va in rete. Lui no, mica è ingegnere elettronico.”

Poi tornasti in Senato da Schifani?

“No, mi ha cercato lui. Lo incalzavo sulle tre leggi popolari imboscate al Senato, allora un giorno che eravamo entrambi in Emilia mi ha fatto cercare. Prima da un poliziotto, poi dal questore, infine dal prefetto. Voleva un incontro privato. E io: ‘Vengo con la webcam, così le persone che hanno firmato vedono l’incontro in streaming’. Ma quelli, alle parole ‘webcam’ e ‘streaming’, si spaventavano e correvano a riferire ai superiori. Non se n’è fatto nulla.”

E Prodi?

“Gli ho portato il programma delle primarie online. Prima ha chiuso gli occhi per concentrarsi, poi s’è appisolato.”

Ora però i politici han cominciato a parlar bene di te.

“E questo mi preoccupa molto. Ci copiano. Dicono tutti: fuori i condannati dal Parlamento, massimo due legislature, cambiare la legge elettorale: erano le tre leggi popolari del primo V-Day, quando ci davano dei fascisti qualunquisti anti-politici. Perché non le hanno discusse e approvate? Adesso è tardi.”

Bersani dice che vuol dialogare.

“Sì, dopo aver detto che parlo come i mafiosi e che ho fatto l’accordo col Pdl a Parma. Crede ancora che gli elettori siano proprietà privata dei partiti.”

Anche Vendola parla di dialogo.

“Beh, prima ha detto che io grugnisco: in che lingua dialoghiamo?”

Berlusconi ti sta studiando.

“Povero nano, si sta guardando tutti i miei discorsi. Ma te la immagini la scena? ‘Via, basta, tutti fuori, niente più figa o Ghedini, via tutti gli avvocati e le bagasce, voglio vedere solo Grilloooo!’. Fa quasi pena. Prima, di me, non parlava mai. E io lo chiamavo psiconano e testa d’asfalto. Poi mi sono stufato. Ma, appena ho smesso di parlare di lui, lui ha cominciato a parlare di me. Pensa che il movimento vinca per le mie battute. Ora magari andrà in giro a urlare in genovese ‘Belìn è una cosa pazzescaaaa!’ (si autoimita, ndr). Vede solo la vetrina. È proprio bollito.”

Nessun politico ha mai pensato di avvicinarti, cooptarti, anche solo di contattarti?

“Mai sentito nessuno. Si vede che mi vedono irrecuperabile, e han ragione.”

Non temi qualche polpetta avvelenata? Nei cambi di regime, chi rompe lo status quo rischia.

“Mah, preferisco non pensarci. Magari qualche operazione di discredito… Ma son cinque anni che ci provano. Scheletri nell’armadio non ne trovano: vita privata, cose fiscali, tutto a posto. Andrea (il fratello, ndr) conserva tutto dalla notte dei tempi, anche le bollette, le ricevute, le fatture degli spettacoli, anche di quella festa dell’Unità dei primi anni 80 che il Tg1 tirò fuori per insinuare chissà cosa. Provano a dire che dalla politica ci guadagno: meglio che non ti faccia il calcolo di quanto ci ho rimesso di tasca mia con i due V-Day e la Woodstock in Romagna. Abbiamo provato a ripagarci le spese con qualche libro e dvd a offerta libera, ma la gente s’è fatta l’idea che tanto sono ricco e quindi non li compra. Ora abbiamo dovuto mettere un po’ di pubblicità sul blog. Ma finanziamenti pubblici mai.”

E se fallite?

“Se falliamo, ci appendono per i piedi: almeno quelli che si ostinano a pensare che l’Italia la salva l’uomo della Provvidenza che mette le cose a posto mentre loro delegano e si disinteressano. Ma dai, ragazzi, basta coi leader e i guru, diventiamo adulti: a Parma Pizzarotti non l’ho mica messo io, ce l’han messo i parmigiani, e tocca a loro aiutarlo a salvare Parma. Così per l’Italia. La gente si dia da fare, partecipi, rompa i coglioni, s’impegni. E io sarei il nuovo Mussolini: più democratico di così! Lo so benissimo che non posso salvare l’Italia: io getto le basi, faccio il rompighiaccio, dissodo il terreno, propongo un metodo e qualche strumento. Poi ogni cittadino deve camminare con le sue gambe. Io il mio lavoro l’ho fatto. Ora tocca agli italiani.”

da Il Fatto Quotidiano del 13/06/2012

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