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Friday October 20th 2017

LO SPETTRO DELLE AMMINISTRATIVE


MASADA n° 1384 6/5/2012 LO SPETTRO DELLE AMMINISTRATIVE

C’è chi è disperato e si uccide per usura di Stato e chi si compra una laurea in Albania –
Equitalia – Pessima situazione sotto il sole – Bocciato il governo dei tecnici come quello dei politici– Tutti contro Grillo pervicacemente – Esempi di democrazia partecipata – Il consenso dei partiti è al 2% – Auto blu, scorte e sprechi – Tra i crimini dello Stato e quelli della mafia è una bella gara al peggio- “Contro la Lega”, libro di Furio Colombo – Monti e la Trilaterale – Come far uscire l’Italia dal disastro- Tagliamo la Tav in Valsusa- Il bue e il grillo – Si fa o non si fa questa maggiore tassazione dei fondi in Svizzera?

Franco
La partitocrazia ci ha portato sull’orlo del precipizio.
Il governo tecnico ci farà fare un passo avanti.
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Oggi giorno persone si suicidano per disperazione. Ovviamente sono suicidi assistiti… dai tecnici.
VV
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Conosciamo l’etica dei politici: è una tacca più sotto di quella del molestatore di bambini.
Woody Allen
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Come ha detto Altan: “Ormai abbiamo bisogno di tecnici anche per arrangiarci.”
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I tecnici chiamano altri tecnici al capezzale dell’Italia, come i medici che chiamano altri medici al capezzale del malato. Intanto che questi giocano al ‘Consulto’, e quegli altri fanno lo gnorri. Il malato, abbandonato a se stesso e salassato del suo sangue, muore.
Viviana
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Fabiana
Lo schiavo non è chi ha la catena al piede, ma chi non riesce più a immaginare una vita in libertà

Il 6 e 7 maggio 6 milioni di italiani voteranno in oltre mille comuni italiani. Le regioni interessate saranno soprattutto Sicilia, Lombardia, Campania, Calabria, Veneto e Piemonte. Si voterà in 28 comuni capoluogo di provincia, 4 dei quali capoluoghi di regione (Palermo, Genova, Catanzaro, L’Aquila).
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Don Paolo Farinella scrive:

Votare non è solo un diritto e un dovere, è un senso di responsabilità e di coscienza. Abbiamo motivi più che validi per non andare a votare e dire tutto il nostro sdegno verso una classe politicante che ha speculato, ingannato, frodato, turlupinato i cittadini, sperperando il denaro pubblico che oggi manca per pagare le pensioni e l’assistenza sociale. Il disprezzo e la sfiducia sono tali e tanto grandi che non andare a votare sarebbe il segnale che un’èra è finita. Certo ci metteremmo in pace la nostra indignazione e poi? Il vuoto lasciato da noi sarebbe riempito proprio da coloro che noi disprezziamo e non vogliamo, dai politicanti di mestiere, dai corrotti, da quelli che ne approfittano perché vivono solo per i loro interessi.
Andare e votare e votare persone oneste, libere, impregnate di senso di bene comune, è la migliore risposta alla nostra indignazione. Sì! Possiamo e dobbiamo indignarci, ma poi dobbiamo passare all’azione e ostacolare anche con i nostri corpi, col nostro voto, l’occupazione del servizio pubblico da parte dei mafiosi, dei corrotti, di coloro che vendono e comprano tutto, dilapidando il denaro pubblico. Sono gli stessi che aumentano le tasse, riducono i servizi e generano lo stato di prostrazione in cui versa la maggior parte dei cittadini.
Andare a votare è un atto di civiltà per difendere la nostra città e la prospettiva del nostro futuro che riguarda i nostri figli e i nostri nipoti. Lo dobbiamo ai nostri morti, lo dobbiamo ai nostri posteri. Lo dobbiamo a noi stessi se non vogliamo abdicare dalla nostra coscienza di cittadini.

Massia

In queste ore dirò alcune preghiere, (come faccio sempre..)
Le prime, saranno per tutti quelli che nel dubbio di astenersi, sceglieranno di votare nuove realtà e volti nuovi..
sarebbe già un meraviglioso passo avanti..
altre, saranno per tutti quelli che hanno già deciso che voteranno, e voteranno per un vero e reale cambiamento….
le ultime, e credo le più numerose, saranno per tutti quelli
che…
pur toccando con mano quotidianamente il disastro morale ed economico in cui stiamo vivendo, (e forse una causa c’è ed ha pure nomi e cognomi)…
….HANNO ANCORA IL CORAGGIO DI DARE IL VOTA AI SOLITI NOTI….!!
Noi non molliamo mai, continuiamo ad aver fede…
..nonostante che…..”perseverare diabolicum est..” !!!
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Sole 24 ore

Questa è un’elezione diversa dalle altre. E non solo perché ci sarà l’affermazione di Beppe Grillo e del suo Movimento 5 stelle. È un’elezione dove i partiti temono forse più il non voto, l’astensione e la diffidenza che la perdita di un municipio. Un’elezione dalla quale potrebbe arrivare la conferma del crepuscolo della Seconda Repubblica, del bipartitismo e di conseguenza delle forze politiche che ne sono state protagoniste, almeno così come le abbiamo conosciute fino ad oggi. Un esempio indicativo arriva anche dalla cronaca delle ultime ore: Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani, i leader di Pdl e Pd, hanno chiuso la loro campagna elettorale in quelli che fino a poco tempo fa erano ritenuti loro feudi indiscussi e che invece adesso li vedono in affanno, costretti a rincorrere, non già gli avversari ma i loro alleati o ex alleati. È la prova inconfutabile della frammentazione di un sistema, che fino a poco tempo fa si reggeva sulla capacità dei due Poli di rappresentare gran parte del corpo elettorale.

AMATO
Alessandro Ruggeri

Pochi sanno che quando il debito italiano salì tra il 1987 e il 1989 di 220 mila miliardi di lire il Ministro del Tesoro era Giuliano Amato. E questo mestierante della politica fece anche di peggio per rimediare: nel 1992 introdusse il prelievo forzoso dai conti correnti per raccattare qualche lira. IO NON DIMENTICO. Ci dobbiamo aspettare anche questo?
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PESSIMA SITUAZIONE SOTTO IL SOLE
Viviana Vivarelli

Purtroppo gli elettori sopra i 65 anni sono il 20,6% della popolazione e formano lo zoccolo duro di partiti come il Pd. Resta il fatto che i due principali partiti del famoso bipolarismo, Pd e Pdl, hanno perso in 4 anni il 30% dei consensi, il che vuol dire che anche il bipolarismo è fallito. Del resto proprio da lì sono venuti le peggiori leggi italiane e la crisi economica.
Il Pdl, essendo un partito aziendale, si sta sciogliendo con l’uscita di scena di B, la nave affonda e tutti corrono a cercare scialuppe di salvataggio:si gonfiano i tesseramenti, si fanno finti congressi, si assumono exploit dell’ultimo minuto come la rinunzia di Alfano ai rimborsi elettorali, ma ormai anche le comparsate per via di B a sostenere i suoi candidati sono accolte da selve di fischi.
Il Pd, perso il collante dell’opposizione a B (peraltro sempre scarsa) sta implodendo, diviso com’è tra una quindicina di correnti, basti vedere l’economista di riferimento Fassina che marcia contro il partito o l’economista Boccia che è più liberista di un liberista e le sbaglia tutte o Renzi che potrebbe essere assunto dalla Bce, per non parlare dei candidati scelti dalla segreteria che sono regolamente bocciati alle primarie. La Lega è divisa tra bossiani e maroniani e Bossi comincia anche lui a farsi vedere meno in pubblico per paura di uova marce mentre escono goccia a goccia i contenuti della cartellina di Belsito che condannano alla gogna tutto il Cerchio magico.
La Seconda Repubblica è finita miseramente e i due poli su cui si reggeva si sono schiantati. Il 2% di gradimento ai partiti mostra appieno il loro fallimento, anche se di fatto, essi governano ancora i media e si permettono di sollevare la loro campagna diffamatoria contro Grillo. Oggi il Paese è stufo di politici inetti e corrotti, che non fanno nulla e non decidono nulla, che fanno solo chiacchiere oziose, mentre tutelano interessi di lobbie e di bottega. In questa debacle partitica, se si presentasse un partito-Monti potrebbe anche vincere, visto che, malgrado i misfatti perpetrati, voterebbe per lui l’85% del Pd e il 70% dei casiniani e perfino metà dei leghisti, il che dice a che livello di informazione e di raziocinio sia arrivato questo Paese.

“Il giorno della civetta” romanzo di Leonardo Sciascia

Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, che mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancora piú giú, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi… E ancora piú in giú: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere che la loro vita non ha piú senso e piú espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo !!
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LUCIO GALLUZZI

In pochi mesi hanno sparso la disperazione più totale fra la gente e come non era mai successo, i cittadini hanno cominciato a bruciarsi vivi, impiccarsi, farsi saltare il cervello… ogni speranza è negata. Alle cantilene perenni di prima si aggiungono “vorrete mica finire come la Grecia!” e “è l’Europa che ce lo chiede”.
Qest’anno perderemo altri 130.000 posti di lavoro, disoccupazione giovanile ai massimi storici; nel 2012, 71.000 famiglie italiane hanno scelto di vivere in baracche e roulotte, benzina a 2 euro, consumi delle famiglie a picco… Che cosa inventeranno questi magnifici rettori per “uscire dalla crisi”? Altra demolizione, ancora tagli: scuola pubblica, tribunali, forze dell’ordine, nuove tasse, strangolamento dell’art. 18… e che peste li colga tutti.
Dall’inizio dell’anno sono 71 le persone che si sono tolte la vita per causa economica.
Ieri un altro disperato si è barricato in una sede dell’Agenzia delle Entrate in provincia di Bergamo.
Aveva degli ostaggi, poi liberati tutti, era armato. Voleva che i giornali parlassero della sua situazione e del perché era arrivato al fallimento economico strozzato dai debiti. Lo hanno arrestato, rischia fino a 8 anni di reclusione per il suo gesto. Così hanno risolto tutto.
Domani la solita salma dirà nuovamente che si rischia la rivolta sociale violenta per disperazione.
La Camusso minaccerà l’ennesimo sciopero generale, non proclamato.
Monti si complimenterà per l’alto senso di responsabilità nazionale delle forze sociali.
La Fornero pronuncerà un sermone dei suoi e ci spiegherà come sia giusto non farla più piangere licenziandoci da soli, senza fare tanto casino però.
Zitto e crepa!

EQUITALIA

Equitalia nasce per decreto legge del 2005, n. 203 promosso dal Terzo Governo Berlusconi e convertito con legge 2 dicembre 2005 n.248, l’istituto per riscossioni cambia il nome in Equitalia nel 2007.
Dunque il decreto che istituisce Equitalia è stato fatto da Tremonti e votato da Forza Italia, da AN e dalla Lega.
Oggi Calderoli, rinverginato, va a trovare in carcere una vittima di Equitalia, ma nel 2005 votò proprio la legge che oggi fa queste vittime.
Per capire il soggetto, qualche anno fa accorse anche prontamente in Valsusa in caccia di voti, propagando la falsa idea che la Lega ‘difende il territorio’, ma gli andò buca. Di fatti il territorio non solo la Lega non lo ha mai difeso, ma lo ha svenduto, opponendosi persino ai referendum sull’acqua e il nucleare, mentre ha votato tutti i tagli che hanno messo in ginocchio i Comuni e si è opposto all’eliminazione delle Province, che per la Lega sono altrettante mangiatoie. Oggi Calderoli i difensori della Valsusa li chiama ‘i quattro lazzaroni’. E’ un po’ come Berlusconi, che prima quando Bossi parlava alle piazze era un delinquente mafioso, poi quando Bossi è arrivato in Parlamento ed è stato gratificato dalle escort di Berlusconi, è diventato il ‘caro amico fedele’ che vota qualsiasi porcheria.
Ci sono dei rinverginimenti che si fanno anda e rianda, secondo come tira il vento, ma alla fine anche l’imene diventa un po’ indecente da guardare.

Dal web: “E’ proprio Equitalia a richiedere il fallimento delle aziende e dei negozi delle persone che non riescono a saldare gli importi richiesti: persone che non riescono a pagare il debito iniziale, si vedono chiedere da Equitalia tre volte di più. Cittadini che si trovano in una situazione di difficoltà, che vengono affossati definitivamente da Equitalia. Creando non solo un DANNO INCREDIBILE E ALLUCINANTE alla persona e alla sua famiglia: ma anche all’economia: producono nuovi disoccupati, che spesso si vedono confiscare e SVENDERE all’asta anche la propria casa e l’automobile che usavano per andare a lavoro.”
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Da FB: “Facile prendersela con Befera, presidente di Equitalia! Particolarmente odioso anche perché per il suo sporco lavoro da strozzino usuraio lo Stato gli dà ben 456.733 Euro all’ANNO! e solo questo è un delitto. Ma dovremmo prendercela con Visco e Tremonti che sono i mandanti del delitto Equitalia, istituto perverso di riscossione usuraia dei tributi e con chi l’ha votata.

Ricordiamoci che Equitalia è stata istituita da Visco, potenziata da Tremonti, imposta dal terzo governo Berlusconi e votata da Pdl, Pd, An e Lega. Monti non fa che eseguirla.
Pensate che, mentre una persona al giorno si suicida a causa dello strozzinaggio di Equitalia e Monti non vuole aumentare la penale dei fondi neri all’estero, come hanno fatto Germania ,Inghilterra e America,la ministra Severino pensa di depenalizzare l’elusione fiscale,con cui si nasconde totalmente l’imponibile al fisco con giochetti vari
Alberto Goffi:In Italia hanno strutturato la riscossione in modo che il grande evasore, quello che si nasconde veramente dal fisco con una omessa dichiarazione dei redditi, se viene scoperto se la cava:
1-scudo fiscale di Tremonti per cui paga solo il 5% di tasse su cifre mai dichiarate al fisco,resta anonimo e si regolarizza.
2-furbizia usata da noti personaggi come Valentino Rossi,per cui l’evasore propone un’offerta al fisco accorciandosi l’imponibile del 30% o 50%(Valentino doveva pagare 112 milioni di €, se l’è cavata con un quinto!).
Tutti questi evasori non sono,normalmente, clienti privilegiati di Equitalia perché hanno tali benefici che non arriveranno mai alla sede di riscossione.
I clienti preferiti di Equitalia sono invece lavoratori autonomi, ma anche dipendenti o disoccupati che devono pagare alcune tasse. Il caso più comune è il piccolo imprenditore che, arrivato a fine mese, in difficoltà per la crisi, deve decidere se pagare i contributi all’INPS o i dipendenti. Nelle piccole imprese, si privilegia sempre il pagamento dei lavoratori, ma è un errore.
Il mancato pagamento dei contributi genera, dopo 60 giorni, una sanzione che arriva al 100% di quanto non è stato versato e che viene trasferita a Equitalia . Invece di essere avvantaggiati come i grandi evasori fiscali (protetti da B o da Monti) che pagano o il 5%, il 30% o il 50%, questi, che hanno fatto regolarmente le dichiarazioni dei redditi e hanno sempre pagato le tasse, ma a un certo punto sono in difficoltà, ricevono una multa del 120% della cifra che non hanno potuto versare. Questo comprende un 9% di guadagno per Equitalia, interessi di rateizzazione, mora e varie sanzioni.
Se uno non paga, scattano 4 strumenti:
-l’ipoteca sugli immobili(e con l’ultimo Decreto Sviluppo per debiti superiori ai 20.000 €,fino a qualche anno fa-sotto B-anche per soli 1500)
-scatta una segnalazione al centro raccolta dati delle banche,che immediatamente chiude i fidi. Così l’imprenditore si trova in assenza totale di liquidità
-pignoramento sul conto corrente
-confisca presso terzi,i clienti,e così,chi si vede arrivare a casa l’ufficiale giudiziario,mai più si rivolgerà a quella azienda
-poi arrivano le ganasce fiscali sui veicoli
Chiaramente l’azienda fallisce
Ma l’atrocità è che molti imprenditori entrano in difficoltà proprio perché lo Stato non paga i propri conti(la media di pagamento degli enti locali è di 200 giorni, VERGOGNA UNICA in Europa!!!).
Dunque la P.A. prima non paga e mette in crisi l’azienda, poi la fa fallire.
Il risultato è oltre 1,5 milione di case ipotecate e 6 milioni di persone che vivono il dramma di Equitalia (dati vecchi).
La politica ha risposto solamente con parole.
A Pontida Bossi ha urlato che avrebbe “tagliato le unghie” a Equitalia e l’unica cosa che ha tolto è stata la riscossione delle quote latte, promettendo però che in futuro qualcuno ci penserà, ma non è neanche chiaro chi. Tremonti promise che Equitalia tornava a regole di umanità ma l’unica cosa che ha fatto è stata mantenere le sanzioni e gli interessi da usurai, alzando solo i tetti delle soglie. Se infatti prima bastavano 1 500 € per ipotecare una casa, adesso devono essere 20.000. Le sanzioni e gli interessi, i veri responsabili del disastro non sono stati toccati.
Si può essere ipotecati anche solo per non aver pagato il canone tv!!!!

I COMUNI HANNO LA POSSIBILITA’ DI RIFIUTARE EQUITALIA!!!
PRIMA DI VOTARE VI SIETE ASSICURATI CHE IL PARTITO PER CUI VOLETE VOTARE ELIMINERA’ EQUITALIA NELLA VOSTRA ZONA????

E ora vi chiedo, visto che gli autori di questa carneficina sono stati Pd, Pdl, An e Lega, con quale coraggio andrete a votarli?
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Marco Palombi di IFQ denuncia l’odio diffuso contro Equitalia

“Dopo le cartelle pazze, la ribellione dei pastori sardi vessati dalla crisi e da un’onda anomala di sequestri di case e aziende anche per poche migliaia di euro, siamo arrivati ai pacchi bomba o ai sequestri di persona”. Eppure in questa storia i partiti hanno le loro colpe orrende. Sono stati Camere e Governi a dettare le regole alla agenzia delle entrate che possiede il 51% di Equitalia (il resto è dell’INPS), e questa orrenda maggioranza parlamentare con una mano ha scritto le regole usuraie di Equitalia,con l’altra ha finto di criticarla per non perdere elettori. Tutto parte da Tremonti, tra il luglio del 2011 e quello del 2011, che aumentò le tasse e velocizzò le riscossioni, stabilendo i tassi usurari sui ritardi. Tremonti è sempre stato appoggiato dalla Lega che ha votato le sue disposizioni, e ora la stessa Lega vuol farci credere che farà la rivolta fiscale, su quelle stesse leggi che lei ha votato???? E i sindaci leghisti eccoli lì tutti a protestare! E dov’erano quando la Lega e il Pdl imponevano queste regole? O ci vogliono far credere che sono di Monti?? Comunque, ci dicono che fine anno la riscossione diretta passerà ai Comuni. Questo vuol dire che sparirà l’odiata Equitalia? Ne dubito. Ma il paradosso è che la riscossione doveva passare ai Comuni già da gennaio ma i sindaci implorarono che slittasse perché non erano pronti! (Capisco che per i Comuni più grandi fare a meno di Equitalia è un bel casino, eppure Bologna lo ha fatto! )
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Prima di Equitalia la riscossione delle tasse era affidata a 40 società private, nel 2007 è tornata in mano pubblica cambiando nome in Equitalia S.p.A. La riforma della riscossione è avvenuta con l’entrata in vigore dell’art. 3 del decreto legge n. 203 del 30 settembre 2005. La conversione in legge del decreto avviene sotto il Governo Berlusconi e viene votata dalla Lega, quella stessa Lega che oggi agita il populismo, minaccia lo sciopero fiscale e va a trovare in carcere l’imprenditore che ha sequestrato alcune persone in una sede di Equitalia. Ma che senso ha?
dopo aver messo in ginocchio l’Italia la lega esporta il malcostume padano anche in Albania.
Prima che scoppi il caso diplomatico suggerirei al ministro Severino di estradare preventivamente il TROTA in Albania, per chiarire la situazione ed eventualmente ripetere tutti gli esami in albanese, dimostrando di aver ottenuto il diploma onestamente (fermo restando di riuscire a spiegare con una locuzione questo aggettivo, assente nei dizionari padani)
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Sereno
Il sindaco de Magistris: “Dal 2013 Equitalia non riscuoterà più per il Comune”.
Saremo l’unico capoluogo di regione che applicherà tale divieto…, seguiteci tutti!

UNA LAUREA IN ALBANIA

Ma chi è che non ha fatto una vacanza in barca?
E chi è che non ha preso una laurea in Albania?
Queste sono cose che ormai fan tutti: porci, cani, berlusconiani e leghisti!

Questo è il diploma di laurea pagato con 99.000 euro di soldi nostri. Uno dei tanti! Ancora un po’ e la Lega sarebbe stata il partito più laureato d’Italia! Così la piantavano tutti di chiamarla il partito dei somari! Somari sì, ma laureati!

Oltre alla castroneria dell’intero vicenza, in cui il Trota non si è faticato nemmeno a fare un viaggio in Albania e che ha fatto di nuovoo sganasciare tutta l’Italia contro Lega e leghistini, c’è un particolare curioso: nel diploma di laurea “conseguito” da Renzo Bossi in Albania la data di nascita è sbagliata. Il Trota è nato l’8 settembre 1988, ma l’attestato indica ottobre: “08/10/1988″. Non solo un diploma falso, ma pure una data di nascita sbagliata! 🙂
Errore di trascrizione o ultima, clamorosa gaffe del Trota, dottore in Economia? E’ un tale incapace che non è stato nemmeno capace di mandare a Tirana i suoi dati esatti?
Ma quei 12.836 leghisti che lo hanno votato cosa avevano nel cervello? La farina di polenta?

Come recita una vignetta: Povero Trota

la tua mamma è siciliana
la badante di tuo padre è pugliese
la tua laurea è albanese
pagata con soldi europei
le tue sim sono pakistane
e i tuoi diamanti africani
i tuoi investimenti sono tanzani
e il tuo tesoriere è calabrese
la tua automobile è tedesca
e i tuoi conti segreti sono svizzeri
Trota della Padania,

non rimproverare al tuo vicino
di essere straniero
MA VA’ A DAR VIA EL CIAP, TERUN DE MERDA
già.. e la tua cittadinanza è ITALIANA!

E siccome il Trota non risulta ufficialmente mai entrato in Albania, come ci è arrivato? Coi barconi?
Oppure, pora stella, si vede che l’Albania l’ha adottato a distanza!
E per la serie “non facciamoci mancare niente”, ora sui soldi rubati dalla Lega compare pure un giro di escort, un lungo elenco di nomi e contatti di ragazze nella cassaforte di Belsito, completo di indirizzi. Gli inquirenti non si sbilanciano, ma ricordano il precedente di un’inchiesta su un giro di squillo in cui comparve anche Riccardo Bossi, uno dei figli del Senatur. E il nome di Belsito era comparso anche nel corso dell’indagine sul Ruby-Gate. Escort, lauree, cocaina, diamanti, lingotti…
Ma quante cose ci hanno pagato questi con i soldi del partito?
Trota Bossi, dopo le incredibili figure di merda e alle dimissioni quasi obbligate, ha detto che si metterà a lavorare. A parte che dovrebbe godere ancora di 12.00 al mese come funzionario messo dal padre nell’organico dell’Osservatorio sulle Fiere Lombarde, per vigilare sulla “torta Expo”, ma quale lavoro mai potrebbe fare? E ci chiediamo: Bossi oltre a ripresentare se stesso come segretario ha intenzione di rimettere in lista il figlio come consigliere? Va bene che gli stronzi hanno la tendenza di ritornare a galla e che di stronzi i leghisti ne hanno sostenuti parecchi….
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Paolo Cicerone

Oddio mi sto ribaltando dal ridere, sentitevi questa:
“Rischia di creare una crisi diplomatica tra Albania e Italia lo scandalo della laurea triennale presa da Renzo Bossi all’Università Kristal di Tirana. Ma soprattutto potrebbe mettere ancora di più in imbarazzo la Lega Nord di Umberto Bossi, che per quasi vent’anni ha fatto una battaglia contro i permessi di soggiorno per gli stranieri in Italia. Secondo la legge albanese (l’Albania non fa parte dell’Unione europea), infatti, il Trota avrebbe dovuto avere almeno la residenza per ottenere il diploma. Gli studenti albanesi sono in rivolta per le notizie in arrivo in queste ore dal bel Paese dopo le indagini della procura di Napoli sul tesoriere Francesco Belsito. Trainati dall’Alleanza Rosso Nera, partito politico nazionalsocialista, sono pronti a scendere in piazza in massa contro il ministro dell’Istruzione Myqerem Tafaj sin da mercoledì prossimo.”

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/Renzo-Bossi-Laurea-Albania-Permesso-Soggiorno#ixzz1twGRTzba

Ma sai che ridere se cade il governo albanese per colpa del trota?
Albanesi urlanti in piazza: “padroni a casa nostra, fuori i terun leghisti!” 😀
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La fotocopia di due degli atti di vendita di Tirana di false lauree leghiste

http://rassegnastampa.crui.it/minirass/esr_visualizza.asp?chkIm=14

Corrie
94 senatori hanno votato contro i tagli alle pensioni d’oro, 70 di questi sono del PD! Ancora qualcuno continua a votare questi sinistroidi parassiti e ladri? Persino il PDL ha avuto più decenza solo 15 hanno votato contro, Bersani ha ancora il coraggio di parlare e di non sputarsi in faccia??? Ecco il link…per conoscere tutti i nomi.
http://violapost.it/?p=7009
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La laurea del Trota a Tirana crea scandalo anche in Albania
(ma non sembra tanto in Padania. Ora la Lega promette di tirare a sorte tra i leghisti qualche altra laurea ad onorem)

“Vicenda vergognosa”
Manifestazioni sotto il dicastero dell’istruzione per chiedere le dimissioni del ministro: “Caso che dimostra il degrado del sistema universitario albanese”. E la Procura vuole verificare se il figlio del Senatùr si è recato nel Paese per seguire gli studi. Ma ad oggi non risulta che il Trota sia mai entrato in Albania. una docente dell’ateneo ha detto che «le lezioni al “Kristal” sono quasi tutte in lingua locale e senza traduttori». «Ma il figlio di Umberto Bossi ha studiato da clandestino in Albania?», si sono domandati ieri decine di giovani albanesi di fronte al ministero dell’Educazione. «A noi in Italia ci fanno sputare sangue per avere il permesso di soggiorno per motivi di studio», hanno raccontato alcuni.
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RENZO BOSSI HA COMPRATO UNA LAUREA A TIRANA PER 99.000 EURO
LA ROSY MAURO PER 120.000

Sembra che per i leghisti gli albanesi siano come i marocchini, ma come li fanno bene i diplomi di laurea loro non li fa nessuno!
Il Trota e l’amante della Rosi Mauro si sono comprati un diploma di laurea in una università albanese privata, Kristal, di Tirana.
Il Trota si è laureato in Gestione aziendale col massimo dei voti e il poliziotto in Sociologia. I documenti di laurea sono stati sequestrati insieme alla cartella “The family” e ad altri documenti trovati dalla Guardia di Finanza di Milano nella cassaforte dell’ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, nel suo ufficio romano alla Camera.
Insomma il bottino in Tanzania e le lauree in Albania. E che altro? 🙂
Se n’era accorto il figlio di Bossi che coi diplomi presi per corrispondenza dal padre non si facevano delle belle figure! Immagino con le lauree albanesi!!!! :-..
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Ma se sapevamo che in Italia il Trota era una schiappa bocciato all’esame di maturità tre volte e in Albania era un genio che si laureava in 14 mesi senza mai essersi presentato una volta nemmeno alla tesi e col massimo dei voti, il suo papà non poteva fargli prendere anche il diploma in Albania, che tutto sommato era un bel risparmio?
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A fronte di una spesa di 3 milioni, la Lega ha preso 41 milioni di rimborsi elettorali! Sottraendo le spese lecite, è come dire che ha preso 3,8 milioni di euro, cioè 7,6 milioni di vecchie lire, per ogni elettore. Anche ammettendo che fossero tutti laureati a Tirana, non si ha l’impressione che sia un po’ troppo? Insomma, tu vai lì, metti una crocetta sul simbolo della Lega e solo per quella crocetta Bossi intasca quasi 8 milioni di vecchie lire cadaun elettore e manco ci pensa a ridartele o a metterle in qualcosa di utile, sia pure utile al partito. No, lascia che Radiopadania, Telepadania e il giornale La Padania vadano in malore sotto i debiti e che le sezioni venete chiudano per non aver soldi per le bollette, e con quei soldi ci compra lauree albanesi, escort, viagra, cocaina, autisti (due solo per la Trota che lo dovevano seguire 18 ore su 24!) ristrutturazioni, appartamenti (18 solo per la moglie di Bossi, uno all’anno! Più un attico a un figlio, una fattoria a un altro, Porsche, feste, multe, escort… ) e apre conti in Tanzania. Non pare a quelli che ancora votano questa masnada di ladri che sia ora di chiudere i loro conti e di smettere di farla, quella crocetta?
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Il motto dell’Università di Tirana:
“Somari di tutto il mondo, unitevi! Non avete da rompere che i vostri tesoretti!”
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Se al tempo di Bossi giovane ci fosse stata l’università di Tirana, l’Umberto non si sarebbe mai iscritto alla scuola di Radioelettra per corrispondenza.
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Ma il piccolo Bossi come seconda laurea si sarebbe presa anche quella in medicina, come il padre?
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Una laurea albanese, una consigliera maga, un’amica che gli preparava dossier contro i concorrenti, un autista che gli faceva da bancomat, un bottino in Tanzania e una vita di bagordi.
Che fiume di denaro pubblico avrà sperperato questo giovane e stupido rampollo? E 15.000 leghisti lo hanno pure eletto? La stupidità umana non ha fine. Ma quella dei leghisti di più.

Ballarò Crozza e la Lega

TUTTI CONTRO GRILLO PERVICACEMENTE
Viviana Vivarelli

Mentre per queste amministrative nessuno ha capito cosa intendano fare i maggiori partiti coi loro programmi elettorali, né per la difesa del territorio, né per quella della democrazia dei popoli, sembra che oggi tutti si diano da fare solo per diffamare Grillo. Mai si era visto per una tornata elettorale uno tzunami simile che ha accomunato tutti contro uno solo. Le accuse a Grillo si riducono a una mezza dozzina, alcune totalmente folli, ma anche prese in mucchio non fanno un millesimo di quello di cui si può accusare ogni partito, ma la frase secondo cui Grillo sarebbe un alleato della mafia, per quanto assurda e paradossale vista la costante lotta alla mafia del M5S, è attecchita benissimo, come arma per una aggressione gigantesca che ha coinvolto tutti i media e persino persone al di là di ogni sospetto. Solo Furio Colombo e Marco Travaglio si sono dissociati dalla carneficina. Ad essi si aggiungono Don Gallo, Paolo Farinella, Peter Gomez, Di Pietro, Oliviero Toscani, Mina, Battiato, Paolo Borsellino…
Curiosamente tra i difensori di Grillo è apparso Feltri “che se la prende con i partiti. Sono loro a suo dire la vera malattia della politica con la loro debolezza, sciatteria, corruzione, con i loro sprechi. Soltanto la politica può salvarsi dall´antipolitica. Grillo non c´entra anzi, commenta Feltri, “esprime concetti semplici con linguaggio diretto, l´esatto contrario del politichese, ed è ovvio che mieta consensi in quantità. Il torto non è suo se gli avversari contro cui egli si batte non sono all´altezza di reagire con argomenti pervasivi”.

Non siate sciocchi! Giudicate un politico da quello che fa, non da quello che dice!
Per quello che dice, la battuta infelice può sempre capitare, siamo umani! E può capitarci di dire cose che fanno fraintendere le nostre intenzioni. Ma quello che uno fa ripetendolo nel tempo capita solo se ha la precisa volontà di farlo. E se ad attaccare Grillo come mafioso ci si mette gente che con la mafia ha fatto patti di sangue o che ha difeso i mafiosi in Parlamento o che ha svenduto alla mafia appalti o protezione in Cassazione o che si fa consigliare proprio da uno condannato per collusione mafiosa, è molto peggio che dire una frase equivocabile. E se tra chi ha votato le leggi a favore della mafia ci ritroviamo una Lega che oggi evocare la rivolta fiscale contro l’IMU o Equitalia, ieri le ha votate, anche questo è molto peggio di una battuta infelice. E’ soperchieria e falsità. E’ inganno dei popoli.
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dall’inizio dell’anno siamo gia’ a 73 omicidi tra imprenditori disoccupati licenziati ed ecc. ecc….sto governo uccide piu’ della mafia camorra drangheta sacra corona banda della magliana messi insieme…

ESEMPI DI DEMOCRAZIA PARTECIPATA

I cittadini tedeschi che vogliono acquistare la più grande rete elettrica della Germania, secondo la visione della cooperativa “BürgerEnergie Berlin” (BEB): tutti i cittadini potranno acquistare una quota della rete elettrica per contribuire così alla Energiewende, la “svolta energetica” dal basso
Questa è una delle tante meravigliose risposte ‘concrete’ a chi obietta che il M5S è un movimento che nasce e muore con Grillo, come il partito dell’uomo qualunque che nasce e muore con Giannini. Si finge di ignorare che c’è una richiesta di democrazia dal basso che sta percorrendo il mondo e che ha costellato di incredibili realizzazioni ‘concrete’ la stessa Europa. Di questa corrente di VERA democrazia, il M5S è l’aspetto italiano e Grillo ne è solo un portavoce, e non, come insistono alcune lingue velenose, il proprietario, il despota o il guru. E’ proprio questo carattere allargato e universale che fa del M5S una delle migliori aspirazioni politiche italiane di questi tempi. E sta proprio in questo la sua maggiore rivoluzione: rovesciare la falsa democrazia dall’alto e instaurare una DEMOCRAZIA DAL BASSO. Solo questa è la via per il futuro, LA DEMOCRAZIA ORIZZONTALE, DIRETTA E PARTECIPATA, ovvero dotata di istituti di democrazia diretta, cioè attinenti alle scelte dei cittadini, e istituti di democrazia partecipata, cioè attinenti da parte degli stessi alla gestione delle finanze. Questa è l’unica strada che possiamo e dobbiamo imboccare, dopo che una casta di burocrati al servizio dei più ricchi del globo ha devastato le nostre economie e le nostre vite per il lucro e il potere personale di una cricca di criminali.

Fabrizio Numi

Riportare la rete elettrica nelle mani dei cittadini, sottraendola al controllo di un big dell’energia. E’ la visione alla base di “BürgerEnergie Berlin” (BEB), una cooperativa che intende comprare la più grande rete elettrica della Germania, quella di Berlino, 40mila chilometri di cavi gestiti oggi dalla svedese Vattenfall. E vuole farlo con l’aiuto dei cittadini: ognuno può infatti acquistare una quota e sperare così di contribuire a suo modo alla Energiewende, la “svolta energetica” che porterà nel giro dei prossimi dieci anni la Repubblica federale a spegnere tutte le sue centrali nucleari e a sviluppare ancora più massicciamente le rinnovabili. L’idea, insomma, è quello di una Energiewende dal basso. Un’idea tutt’altro che impopolare a Berlino: da alcune settimane un’iniziativa civica chiamata “Berliner Energietisch” sta raccogliendo firme per indire un referendum finalizzato proprio a rimunicipalizzare la rete elettrica della capitale tedesca. L’obiettivo è doppiare il successo del referendum sull’acqua pubblica tenutosi l’anno scorso, che puntava a svelare i contratti di privatizzazione parziale della società dei servizi idrici.
Gli utili verranno impiegati in due modi. In parte saranno utilizzati per lo sviluppo di reti intelligenti (smart grid), per facilitare l’integrazione delle rinnovabili nella rete e per sostenere progetti finalizzati alla Energiewende. L’altra parte degli utili verrà redistribuita ai soci .L’altra parte degli utili verrà redistribuita ai soci. Il guadagno potenziale è tutt’altro che trascurabile: l’Agenzia delle Reti, responsabile in materia, fissa una rendita compresa tra il 6 e il 9 per cento.

PARTITI AL 2%

I partiti italiani sono come Luigi XVI: “Dopo di me il diluvio!”
Per rispettare la storia, manca solo la ghigliottina.

Il consenso degli italiani ai politici è sceso al 2%, praticamente comprende i politici stessi (1 milione e 300.000 parassiti letali) e i loro famigliari.
Quello che meraviglia è che in questa situazione di degrado della politica, ci siano ancora tanti che li voteranno, magari tappandosi il naso, magari per abitudine o svogliatezza, magari per consuetudine, magari per ignoranza o forse per rassegnazione. Ma come si fa a votare per dei partiti che ormai non hanno più il consenso del paese. Ma questa ormai più che una meraviglia, è una vergogna nazionale.
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AUTO BLU, SCORTE E SPRECHI

Ma con tutti questi sprechi e queste auto blu, non c’è mai nessuno che faccia loro un bell’occhio blu?
Ci pensate che Renzo Bossi che a spese del denaro pubblico aveva 2 autisti che coprivano 18 ore su 24, aveva l’autista persino quando dormiva!
Pensate anche che solo per le scorte ai politici ci rubano 250 milioni l’anno. Non hanno dato la scorta a magistrati e testimoni di mafia, non l’hanno data a Pino Puglisi, Beppe Alfano e Marco Biagi (vittime del crimine) ma l’hanno data a Razzi e Scilipoti, e persino alla Pivetti, Emilio Fede e Belpietro! Ha la scorta persino Sgarbi! E B faceva scortare a casa persino le sue puttane!
A Roma per i cittadini ci sono 50 volanti, per le scorte ai politici ce ne sono 300!
Se poi passiamo alle auto blu, davvero lo schifo è completo. Copio dal web: “Sarà impossibile o quasi tagliare in Italia qualche vera auto blu. Perché la classe dirigente è praticamente incollata a quel sedile della superberlina da trasporto con autista e scorta. Sindaci, presidenti di Regioni, membri delle autorità di garanzia, perfino il Presidente della Camera vivono tutti i giorni asserragliati nella super auto blu, macinando km su km più di un commesso viaggiatore. Il presidente della Regione Calabria Scopelliti ha 3 auto superblu e 136.600 km percorsi in un anno, cioè 374 km al giorno tutti e 365 giorni dell’anno. In Veneto Zaia utilizza 7 auto blu-blu insieme a 6 assessori, tutti e 7 hanno compiuto in media 86 mila km all’anno ciascuno; in Veneto quindi ci sono 7 alti papaveri della politica che ogni giorno dell’anno percorrono 236 km. Fra i recordman il sindaco di Messina Buzzanca: ha 2 auto blu a disposizione esclusiva e ogni giorno, pur dovendo pensare solo alla sua città, percorre 194 km. Ma il peggiore è Fini: 2 auto super blu per 418.138 km in un anno. Forse a Montecitorio ci manda un sosia! A Roma gli sta dietro solo il presidente dell’Inpdap Crescimbeni, che ha percorso in un anno col suo autista blu 41.826 km: 114 al dì. Segue il presidente del Cnel Marzano: 41.200 km in un anno,113 al giorno. Almeno ora sappiamo a cosa serve quell’organo costituzionale: a viaggiare.

Scrive un lettore di FQ, Mario De Florio:” Basta con i partiti che non vogliono cambiare. A Monti devono chiedere come mai, dopo aver impoverito in soli pochi giorni, milioni di pensionati e lavoratori, non riesce ancora, dopo oltre 6 mesi, a tassare quei pochi che si arricchiscono di più per evasioni fiscali e lavoro nero. Si doveva liberalizzare, semplicemente, ridurre le spese e portare equità a tutti. Nulla è avvenuto, nemmeno per il costante aumento della benzina, pur diminuendo il costo alla fonte. Né si è provveduto a diminuire le tante inutili spese, quali le costose missioni all’estero che nessuno vuole. Sull’aumento costo Assicurazioni Auto, il Governo tace. Aumentano anche le polizze di chi non ha mai avuto incidenti o dei proprietari di vecchie auto, utilizzate solo per necessità da persone anziane, costrette a sopportare una spesa addirittura superiore allo stesso costo dell’auto.
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Il Governo ha la faccia di tolla di chiedere A NOI (!?) dove sono gli sprechi da tagliare! Come se non denunciassimo da anni gli sprechi pubblici! Come se loro venissero dalla Luna! In poche ore sono arrivati 90.000 post di suggerimenti utili! Come se Monti avesse davvero intenzione di leggerne qualcuno? Dopo il danno la beffa!
Perché non elimina l’assurda e obsoleta Tav in Valsusa che sono 22 anni che deve essere fatta e in quel tempo non ha fatto che ingrassare parassiti di Stato? Perché non elimina i 6 miliardi di spesa della Tav di pochi km da Genova che è stata inventata per ingrassare un solo imprenditore?
Perché non taglia i 15 miliardi promessi per 131 cacciabombardieri, che si possono benissimo tagliare, visto che lo hanno fatto l’Inghilterra, l’Olanda, la Danimarca e pure gli Sati uniti? Perché non taglia la tranche di 180 milioni che arriveranno a questi partiti ingordi alla fine di luglio? Dicono che li hanno già spesi prima di averli. Ma allora che intervenga Equitalia e li mandi tutti in fallimento!
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Sapete che Silvio Berlusconi ha 8 residenze e che solo a Villa Certosa sono impiegati permanentemente 100 carabinieri? Non sarebbe anche questo uno spreco da tagliare?

TRA I CRIMINI DELLO STATO E QUELLI DELLA MAFIA E’ UNA BELLA GARA AL PEGGIO
Viviana Vivarelli

Tutti a dire che Grillo ha elogiato la mafia, per la vergogna di non dover convenire che lo stato legale è peggio di quello mafioso. Ma in quale altro Paese al mondo si è mai visto uno Stato che ha 70 miliardi di debito verso le imprese, che rifiuta persino di compensare questo debito con le tasse, che rifiuta la rateizzazione delle tasse agli imprenditori che si trovano in temporanea difficoltà, causata proprio dai ritardi dello Stato, e che quando aprono un contenzioso giuridico con Equitalia, anche se hanno ragione da vendere, perché gli errori di Equitalia sono ormai esagerati, devono versare un terzo di quanto richiesto e devono aspettare 3 mesi prima che la causa sia chiusa, e nel frattempo non possono pagare fornitori e dipendenti, mandando in fallimento pure loro? E questo con le banche che chiudono i fidi! E in quale altro paese al mondo succede che lo Stato debba ricorrere ai costosissimi servizi di un ente usuraio e crudele come Equitalia? E poi qualcuno ritiene che il vero scandalo sia Beppe Grillo che dice che questo Stato è peggio della mafia!!!!

LOTTE INTESTINE NELLA LEGA

E’ scoppiata una lotta al coltello tra Maroni e Bossi per il posto di segretario della Lega. La Padania che nessuno più comprava ha avuto un sussulto di vendite perché pubblica un modulo con cui i leghisti possono dire se scelgono Bossi o Maroni. Un’altra bufala leghista!. Inesistenti i controlli sui presunti nomi dei firmatari. La segretaria di Bossi ne ha già comprato 500 copie.
Dice IFQ, nello stesso quotidiano c’è anche il modulo per votare Miss Padania. “con questo traffico di coupon il rischio è che ci si confonda e si elegga Bossi Miss Padania!”
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“CONTRO LA LEGA”

Siamo arrivati al punto che la Lega è il partito più odiato di questo Paese, un partito nazista e cretino che ha rovinato l’Italia.
Esce il libro di Furio Colombo “Contro la Lega” e il suo uso truffaldino e senza scrupoli del potere. Scrive:

“Questa è la nostra storia, storia italiana, dove carabinieri e vigili urbani distruggono con le ruspe i campi nomadi, di solito tra le due e le tre del mattino, terrorizzando i bambini. Questa è la storia di un Paese che impone ai bambini rom le impronte digitali per pura umiliazione. A scuola, insieme ai bambini stranieri, essi sono assegnati a classi separate e – come i bambini stranieri – restano a digiuno all’ora della mensa scolastica. Non importa che siano nati in Italia e che abbiano frequentato solo scuole italiane: non diventano per questo cittadini italiani. Una cupa, complicata burocrazia cercherà di impedirlo, se possibile per sempre. Questa è una storia che parla di un gruppo politico locale detto Lega Nord per l’indipendenza della Padania, fa riferimento a una regione che non esiste, a un partito politico senza democrazia, che comincia con il fondatore e finisce (non è una profezia ma una previsione) con il figlio del fondatore. Ma è stato un partito di governo in posizioni chiave, prepotente e ben finanziato, fondato su un ricatto che ha funzionato per anni. È l’autore di tutte le leggi arbitrarie, disumane, estranee al corpo giuridico italiano e alla sua Costituzione che, però, sono state tutte approvate dal Parlamento italiano e applicate dalla nostra burocrazia. E gli altri partiti hanno fatto finta di non sapere.
Qui c’è la prova di una accanita campagna di imposizione e diffusione del razzismo attraverso i due percorsi avvelenati del governo locale, dove la vita è resa impossibile ai cittadini stranieri legali e lavoratori e alle loro famiglie dalla azione violenta dei sindaci-sceriffi, e del governo centrale, dove si usano senza scrupoli le forze dell’ordine, e persino le forze armate, per dare la caccia agli stranieri che lavorano e pagano agli italiani tasse e contributi, che resteranno agli italiani dopo le espulsioni illegali che sono il fine di tutte queste leggi e manovre.
Questo è il documento dei tragici “respingimenti in mare ” (navi italiane, con armi italiane ed equipaggio italo-libico, che hanno licenza di uccidere). Questa è la storia dei Cie, Centri di identificazione ed espulsione, dove non esistono regole: arresto senza prove o reati, prolungabile fino a un immenso anno e mezzo, gabbie con sbarre altissime, gelide (o roventi), senza un avvocato o un medico o un codice da osservare, o personale carcerario o alcun tentativo di identificazione. Questa storia non sarà smentita. È una umiliante vergogna per l’Italia, la sua classe politica, la sua burocrazia, il suo giornalismo, che ha benevolmente finto di non vedere e di non sapere. Per anni. Per centinaia di migliaia di esseri umani.

BEPPE GRILLO

Belsito. Un’operazione di rilancio dell’immagine del Governo degna di “Totò le Mokò”.
Scrive oggi Sergio Rizzo che “i finanziamenti alla politica erogati da privati cittadini godono di un vantaggio fiscale 51 volte maggiore rispetto alle donazioni alla ricerca o le associazioni benefiche”. Infatti i partiti ricevono soldi anche dai privati fino a 100 milioni all’anno. Non ci sarebbe nulla di male se i privati non fossero spesso concessionari dello Stato, come Benetton e Gavio, settore autostrade, per esempio. Vanno aboliti non soltanto i finanziamenti pubblici, ma anche quelli dei concessionari statali per un palese conflitto di interessi. Il MoVimento 5 Stelle ha restituito 1.700.000 euro di finanziamenti con un semplice assegno al Tesoro.

Don Paolo Farinella

Molti mi dicono di non tirare la volata a Grillo perché è uno che sfascia tutto. Beppe rimane un mio caro amico a cui voglio molto bene e non solo perché è simpatico, ma per le cose che dice e i temi che da solo ha portato all’ordine del giorno della politica. L’ultima sull’equipollenza «mafia-Stato» è stata deformata anche nelle parole e poiché i nervi sono scoperti, la maggioranza di governo e l’inesistente opposizione hanno perso il senso del paradosso e della realtà: come mai nessuno reagisce davanti ai suicidi di massa di imprenditori che non possono esigere i crediti dallo Stato e davanti ai suicidi di lavoratori perché licenziati? Altro che demagogo e antipolitico! Alla fine tutti devono confrontarsi con il suo programma se vogliono cavare qualche ragno dal buco.
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MONTI E LA TRILATERALE
Paolo Farinella

Monti è il frutto della TRILATERALE, il cui presidente italiano, Carlo Secchi, anche lui ex rettore della Bocconi dichiara «Noi della Trilaterale siamo contenti di Monti» e aggiunge che quando Napolitano incaricò Monti di formare il governo, loro appresero in diretta la nomina, godendone. Egli chiama Monti «il nostro reggente europeo». Questo Secchi è anche consigliere di amministrazione di 6 società, tra cui Mediaset. Come si può pensare che abbia un giudizio indipendente? Non può né lui né Monti, né il suo governo. Se prima eravamo sequestrati dall’orribile B ora siamo totalmente derubati di ogni diritto e parvenza di dignità. Siamo governati da fuori, da gente che fa interessi altri e che è stata messa al governo per fare esperimenti di finanza per porre rimedio alla degenerazione democratica, eliminando parlamenti, con la complicità degli stessi, i sindacati, le opposizioni residue e far tornare l’Italia, la Grecia, la Spagna, l’Irlanda ecc a prima della rivoluzione industriale, quando le masse lavoravano senza diritti e senza dignità anche 14/16 ore al giorno, bambini compresi per mantenere lorsignori. Il governo Monti è un governo ignobile perché consapevolmente porta avanti una politica suicida inducendo al suicidio coloro che hanno diritto a riscuotere dallo Stato che non paga e a cui lo stesso Stato per mano di Monti e delle sue leggi impone di pagare tasse di morte. Aveva promesso un intervento sulla gestione della tv pubblica, ma B non vuole. Non ha ancora toccato una delle 39 porcate di B. La Severino fa di tutto per salvarlo a costo di distruggere tutto il sistema giudiziario: non una norma per migliorare i tribunali, ma solo ed unicamente ciò che serve a B. La priorità di Monti non è la giustizia, ma le intercettazioni, non è il reato, ma il boss che deve essere salvato dalle conseguenze dei suoi reati. Le intercettazioni mostrano ciò che sapevamo già: il degrado in cui un nano maledetto ha scaraventato la dignità di un paese intero che ancora lo appoggia e magari lo vedrebbe al Quirinale. Credo che non vi sia più speranza se ancora un 20% inneggia B e il Pd appoggia Monti. Siamo al paradosso delle comiche: i tecnici che hanno bisogno di un supertecnico ammettono che sono o incapaci o falliti o le loro credenziali erano fasulle come la laurea della Gelmini e i diplomi del Trota. Fra poco sentiremo che il governo ricorrerà alle maghe come facevano, Breznev, Reagan, Mao, Berluska e Bossi. Ormai il ridicolo supera la fantasia. Il governo Monti ce la mette tutta per far scoppiare una guerra sociale. I poveri saranno spezzati, mentre i ricchi e i grandi patrimoni non si toccano. Potrebbe ricavare oltre 50 miliardi di euro se facesse un accordo con la Svizzera come hanno fatto Inghilterra, Germani e Svezia, ma no! Non si può, ma come si fa a tassare i poveri evasori che già fanno fatica ad esportare all’estero con costi aggiuntivi? I poveri sono già abituati alla fame, i ricchi penerebbero troppo.
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COME FAR USCIRE L’ITALIA DAL DISASTRO

Ma il mondo è impazzito? Ormai è un incubo continuo: se fallisce l’Italia fallisce l’Europa, se fallisce l’Europa fallisce l’America e se fallisce l’America fallisce il mondo. Ma si continua a tendere la corda ogni giorno di più per vedere a che punto si spezza, e l’Italia fa del suo peggio con i tagli, i partiti, le tasse ed Equitalia a mandare in rovina il Paese. E’ come se ognuno partecipasse a un sabba demoniaco mettendo la sua parte maledetta per la rovina di tutti.
Anni fa non si sentiva parlare che del debito africano e nascevano continuamente campagne mondiali affinché i grandi creditori internazionali ‘ RIMETTESSERO’ il debito ai paesi africani che, stramazzati dagli interessi, lo avevano ripagato 70 volte senza mai uscirne e rischiavano la morte collettiva. Poi, a un certo punto, non se n’è parlato più. Cosa è successo? Semplice: il debito è stato cancellato.
Noi europei non potremo mai cancellare il nostro debito e con questa ricetta neoliberista del fondo monetario non solo non lo ripagheremo mai, ma gli interessi sul debito ci distruggeranno tutti e distruggeranno anche quella Germania che crede di sopravvivere speculando sugli stessi paesi europei a cui deve vendere i suoi prodotti per essere grande. E dunque anche noi chiediamo: “RIMETTETECI IL DEBITO!” . O precipiterete tutti insieme alle nostre rovine!
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Ma per cose meno globali le ricette ci sono e anche bellissime!

Cara Gabanelli, ti amo!
di Jacopo Fo

Report ci racconta come far uscire l’Italia dal disastro.
Qual è il primo problema dell’economia oggi?
Che non ci sono soldi, le banche non fanno credito e le aziende pagano con ritardi enormi. E migliaia di imprese falliscono. Ecco che in Francia, a Nantes, 290 mila abitanti, il comune con la banca municipale e Massimo Amato, docente della Bocconi, hanno creato un sistema di compensazione di crediti tra imprese. Cioè chi vende segna l’incasso su un conto virtuale nella banca municipale. E può immediatamente usarlo per pagare un’altra azienda. E’ una banca che non maneggia denaro ma organizza lo scambio di crediti.
E, aggiungo io, un sistema simile funziona in Svizzera dal 1934, il Wir, una moneta complementare, emessa da una banca vera, riconosciuta dallo Stato. Il Wir non dà interessi, non è trasformabile in franchi. Si usa per pagare forniture di 60 mila aziende che aderiscono al Wir. E queste imprese pagano una parte del salario ai dipendenti in Wir. E con questi soldi si possono comprare a prezzo scontato migliaia di prodotti che vengono offerti nelle fiere del Wir. Infine, ottenere un prestito in Wir è molto più facile. Il giro d’affari in Wir nel 2011 è stato di più di 3 miliardi di euro, con un utile netto distribuito agli azionisti di 9 milioni.
Poi ci sono aziende che mettono in bilancio una nuova voce: il Bene Pubblico. Si tratta di imprenditori che hanno firmato un protocollo che prevede un impegno a migliorare le condizioni di vita sul territorio e a offrire ai dipendenti particolari condizioni di lavoro, con una distanza stabilita tra il salario minimo e quello massimo dei manager, che non può superare le 20 volte. Una logica simile a quella del commercio etico. Ci sono ormai milioni di persone che vogliono acquistare prodotti che non contengono il veleno di condizioni di lavoro e di vita disumane. L’idea è che sempre più persone, preferiranno merci che contengono Bene Pubblico. Una nuova strategia imprenditoriale che punta sull’immagine globale dell’azienda. Agnelli parlava di Qualità Totale. Poi non l’hanno fatto. Questi imprenditori stanno alzando l’asticella della Qualità Totale. E sono migliaia.
So già che qualcuno sta pensando: sono cose di nicchia, non funzionano sui grandi numeri. La novità che ci racconta Report è proprio questa: Occupy Wall Street dice: visto che le banche hanno causato la crisi con la loro ingordigia noi non vogliamo più mettere i nostri soldi nelle mani di questa gente che poi li usa per speculare e distruggere l’economia.
Non è un discorso nuovo, lo ripetiamo da anni che voti ogni volta che fai la spesa. La novità è che nel giro di poche settimane sono stati ritirati dalle banche speculative 46 miliardi di dollari!!! Soldi che sono stati trasferiti nelle banche etiche. Quando metti insieme 46 miliardi di dollari non sei più un fenomeno di nicchia.
Una parte di queste aziende è nata dalla disperazione di lavoratori gettati sul lastrico. Report cita 250 aziende argentine che danno da vivere a 10 mila persone, con salari molto più alti della media, e investono nel quartiere dove sono situate, creando scuole, spazi culturali, azioni solidali. Casi del genere ce ne sono migliaia in tutto il mondo.
Ma la terza gamba di questo movimento è la nascita di sistemi energetici autogestiti. Intere cittadine tedesche gestiscono direttamente le linee elettriche. Grazie a particolari contatori presenti in tutte le case segnalano ai cittadini quando il prezzo è più conveniente (e quindi usi la lavatrice).
Volkswagen sta realizzando un esperimento con 100 mila impianti domestici che usano il motore di una Polo alimentato a gas che produce calore e elettricità contemporaneamente. Si prevede di vendere milioni di queste caldaie nei prossimi anni. Volkswagen non ne avrebbe bisogno visto che le sue vendite di auto stanno andando a gonfie vele: più 10,5% nel primo trimestre 2012. Volkswagen paga gli operai il doppio di Fiat e va a gonfie vele! Ironia della sorte il generatore/caldaia Volkswagen discende da un’idea Fiat degli anni ’80, il Totem. Non l’hanno capita (Marchionne grande manager?). Intanto in Germania stanno organizzandosi per la rivoluzione delle auto elettriche, un giro d’affari di 200 miliardi di euro. 10 milioni di auto che si ricaricano di notte quando l’energia costa meno e poi ti permettono di rivendere l’energia accumulata nelle batterie, nelle ore di punta dei consumi, dalle 11 alle 15, quando l’energia costa di più e tu sei al lavoro e quindi non stai usando l’auto.
Usciremo dalla crisi grazie a un movimento che nasce dal basso, dai consumatori che vogliono comprare un altro modello di sviluppo, da imprenditori che voglio produrre Bene Comune, dai lavoratori che decidono di autogestire le aziende, dai cittadini che si consorziano per produrre energia.
E sono tutte cose che un partito italiano non realizzerà mai per te. Se le vuoi te le devi costruire.

http://www.youtube.com/watch?v=_5MFmcWRwUQ

CONTINUA L’IMMONDO ATTACCO A GRILLO
Viviana Vivarelli

Un gigantesco accanimento tutti questi attacchi a Grillo, tremiamo immaginando cosa altro si inventeranno. Tutti a esecrare la frase errata sulla mafia, ma ci chiediamo come mai da questo stolto paese non si è alzata nessuna recriminazione quando tutto il Pdl con metà della Lega hanno decretato in Parlamento che non si dovesse procedere contro Cosentino, accusato di collusione con la camorra, di aver gestito con quella il riciclaggio dei rifiuti tossici in Campania e di aver corrotto politici e funzionari? La richiesta di autorizzazione diceva: « Cosentino contribuiva con continuità e stabilità, sin dagli anni ’90, a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista che faceva capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone, dal quale sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale creando e co-gestendo monopoli d’impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l’Eco4 spa, e nella quale Cosentino esercitava il reale potere direttivo e di gestione, consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando dette attività di impresa per scopi elettorali”.
In una intercettazione telefonica, Cosentino parla con Bossi dopo che la Lega lo ha salvato e gli dice: “Io non finirò mai di ringraziarti … non finirò mai di ringraziarti, perché sei stato decisivo per evitare una zozzeria che stavano portando su di me e sulla Pdl Campania, ti sono grato per la vita”questo lo devi sapere … sono contentissimo, ti ringrazio per la vita … ti mando un bacio grande grande grande”. Oltre a quelli del Pdl e dei bossiani, decisivi i radicali. Qualcuno si è forse scandalizzato di questa difesa a oltranza della camorra, o delle disgustose scene di giubilo che abbiamo visto in Parlamento per avere bloccato il suo processo, con baci e abbracci?

L’accanimento violento dei media e dei partiti contro Grillo e ciò che rappresenta per noi tutti è talmente vergognoso che non so come facciano gli italiani a cascarci. E’ qualcosa che non si è mai visto prima contro nessun partito, qualcosa che fa ricordare solo le falsità con cui Bush attaccava Saddham agitando false fialette e false prove di pur di farne il nemico pubblico n°1! Uno sforzo violento della società mediatica asservita ai padroni per neutralizzare qualcuno che evidentemente mette loro addosso una fifa boia e che l’estrema sx dovrebbe considerare. L’obiezione più sbagliata che si può fare a Grillo è di essere uguale a quei partiti che attacca con tutte le forze. Per questo si tenta di smorzarne l’impatto eguagliandolo all’uomo qualunque o al 1° Bossi. E sentiamo tanti che del suo programma non sanno nulla attaccarlo proprio come uguale a tutti gli altri e dire che ruberà come gli altri. Il problema è che i cittadini italiani sono abituati a politici che non muovono foglia se non mettono in tasca un guadagno personale e il loro scetticismo è comprensibile, ma la storia è piena di uomini che si sono battuti per degli ideali, rischiando e non guadagnando, e chi non crede possibile che ce ne siano anche in Italia ha consumato tutti i suoi ideali arrendendosi alla non volontà. I 5 stelle questi ideali li possiedono e si battono affinché ci sia in questo paese una democrazia allargata, orizzontale e non verticale, di tutti e non di pochi, per l’interesse generale e non per il vantaggio di qualcuno. E questa è la grande risorsa di Grillo,quella che nessuno di questi politici avrà mai: la capacità di risvegliare la coscienza etica di un popolo,la capacità di far capire che se non ci salviamo da noi non ci salverà nessuno.
E’ contro questa grande forza che sta sorgendo nella Nazione che si spuntano tutti gli attacchi dei media e dei partiti, perché questa grande forze nessuno di loro potrà più suscitarla.
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I SUPER TECNICI FINGONO DI CHIEDERE CONSIGLIO A NOI
TAGLIAMO LA TAV IN VAL DI SUSA

Passera chiede a noi suggerimenti sui tagli. Tagliamo subito la Tav in Vasusa, risparmieremo 22 miliardi.
Esperti da tutta Italia hanno partecipato ieri al convegno nazionale svoltosi nell’Aula Magna del Politecnico di Torino e dedicato ad un confronto diretto e tecnico sulla nuova linea ad alta velocità Torino-Lione. Quello che è emerso è che la realizzazione della grande opera non è giustificata da valutazioni tecnico-scientifiche credibili.
di WWF – 27 Aprile 2012. Sulla realizzazione della nuova linea non esistono certezze, né risultano dati e valutazioni tecnico-scientifiche che dimostrino la redditività e l’utilità economica, sociale e ambientale dell’opera. L’opera è stata imposta in assenza di uno studio di fattibilità di carattere economico-finanziario, che ne valuti anche l’utilità sociale e ambientale. Il convegno ha posto in luce limiti ed errori dell’analisi costi-benefici, i cui esiti sono comunque negativi Il traffico merci su ferrovia attraverso la Valle di Susa non giustifica la realizzazione di una nuova linea: in 10 anni si passa dai 10 milioni di t l’anno ai 3,9 del 2010, a fronte della capacità massima teorica della linea esistente di 32,1 milioni di t l’anno, idonea a far transitare un traffico merci pari ad 8 volte quello attuale e 3 volte il massimo valore storico raggiunto nel 1997. Le previsioni di crescita del flusso di merci appaiono infondate, in quanto basate su ipotesi arbitrarie. I calcoli ufficiali sul dimezzamento dei tempi di percorrenza sono sbagliati e fuorvianti, sempre che il reale risparmio sia nel 2035 al massimo di 39 minuti. I TIR che si potranno togliere dalla strada sono 1/6 di quelli stimati. E non può essere sottovalutato il pesante impatto ambientale, (dichiarato come inesistente nel documento pubblicato dal Governo: “il progetto non genera danni ambientali diretti o indiretti”), date le operazioni di scavo, trasporto e smaltimento dei materiali per la realizzazione di tunnel di complessivi 76 km”.

MARCO TRAVAGLIO
Il bue e il grillo

Grillo non mi piace quando dice che bisogna uscire dall’euro,
perché temo che tornando alla lira saremmo capaci di uscire non solo
dall’Europa, ma anche dall’Africa.
Non mi piace quando dice che i programmi tv sono tutti uguali, perché Report non è uguale a Porta a Porta e perché Santoro, con Servizio Pubblico, ha fatto esattamente quel che lo stesso Grillo suggeriva da anni: uscire dal regime Raiset e mettersi in proprio, finanziato da editori puri (come il Fatto) e dal pubblico.
Non mi piace quando attacca Gian Carlo Caselli per gli arresti dei (pochi) violenti in Valsusa.
Non mi piace quando dice che, se pagassimo tutti le tasse, i partiti ruberebbero il doppio, perché milioni di lavoratori dipendenti e pensionati sono costretti a pagarle tutte, le tasse, anche per chi non le paga, e anche se poi i partiti si rubano tutto.
Invece Grillo mi piace per tutte le altre battaglie con cui si è imposto negli ultimi anni come soggetto politico fino a toccare il 7 % (forse sottostimato) nei sondaggi, candidando ragazzi puliti e impegnati che si stanno comportando benissimo in vari consigli comunali e regionali. Ma mi piace anche quando non rinuncia al gusto della battuta e del paradosso.
Qualche anno fa, a proposito credo di Andreotti, disse che la politica s’era infiltrata nella mafia e l’aveva corrotta. Era una splendida battuta, che valeva più di tanti editoriali e di tanti saggi, anche perché nessuno si sognò di prenderla alla lettera.
L’altro giorno a Palermo, almeno a leggere i giornali e i commenti sdegnati (persino di Fiorello), l’ha detta grossa: “La mafia non uccide, lo Stato sì”.
I parenti delle vittime di mafia, appositamente fuorviati dalla disinformazione, sono insorti, e giustamente. Se Grillo avesse davvero detto che la mafia non uccide, avrebbero avuto ragione da vendere. Ma, per fortuna, non l’ha mai detto. Ha azzardato un altro paradosso. Prima ha osservato che “un governo di transizione avrebbe dovuto fermare il debito pubblico e mettere un taglio alle pensioni d’oro, massimo 5 mila euro, e il resto investirlo per trattenere i nostri giovani ricercatori che fuggono all’estero”. Poi ha aggiunto: “La mafia non ha mai strangolato il proprio cliente: gli prende il pizzo del 10%. Qui la mafia (intesa come il governo che porta molti imprenditori e lavoratori al suicidio, ndr) strangola le proprie vittime”. Il senso della provocazione era chiarissimo, e lo stesso Grillo l’ha precisato sul blog per i duri di cervice: “La mafia ha tutto l’interesse a mantenere in vita le sue vittime. Le sfrutta, le umilia, le spreme, ma le uccide solo se è necessario per ribadire il suo dominio nel territorio. Senza vittime, senza pizzo e senza corruzione come farebbe infatti a prosperare? La finanza internazionale non si fa di questi problemi. Le sue vittime, gli Stati, possono deperire e morire. Gli imprenditori possono suicidarsi come in Grecia e in Italia. Spolpato uno Stato, si spostano nel successivo”. Eppure ai partitanti di destra, centro e sinistra non è parso vero di potergli dare, oltreché del demagogo, antipolitico, fascista, nazista, anche del mafioso. Manca soltanto piduista, ma ci arriveremo. Ma dai, siamo
seri: chi ha ospitato e rilanciato sul blog e in varie manifestazioni le battaglie delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino? Chi, quando non ne parlava nessuno, ha denunciato le trattative Stato-mafia? Chi ha difeso i magistrati di frontiera? Grillo. Prima di dargli del mafioso, il Pdl pensi all’“eroe” Mangano e a tutti i mafiosi e amici dei mafiosi che B. ha portato in Parlamento fino alle più alte cariche. Bersani pensi al compagno Crisafulli, filmato da una
telecamera nascosta mentre abbracciava affettuosamente il boss Bevilacqua, dunque senatore Pd, e al compagno Lombardo, inquisito per fatti di mafia dunque alleato del Pd. E il Terzo Polo pensi ai suoi Cuffaro e Romano. I classici buoi che danno del cornuto al Grillo.
.
SI FA O NON SI FA QUESTA MAGGIORE TASSAZIONE DEI FONDI IN SVIZZERA?
IFQ Flores d’Arcais

Esattamente 2 giorni dopo il voto di fiducia al governo, scrivevo: “E’ sperabile che questa destra dignitosa sappia dare immediatamente anche segnali politici, che sono routine nella destra europea. Merkel e Cameron hanno firmato un accordo col governo svizzero che costringerà tutti i capitali tedeschi e inglesi occultati nelle banche della confederazione a pagare un 30% di tasse (con un marchingegno che scoraggia ogni tentativo di trasferirli in paradisi fiscali più catafratti). Berlino ne ricaverà 35 miliardi di euro. Gli stessi banchieri svizzeri hanno quantificato in 30 miliardi, si è visto poi che il ricavato sarebbe intorno ai 50 miliardi, quello che da identico accordo verrebbe al fisco italiano. Cosa aspetta Monti a imitare il premier e la cancelliera? La parola ‘equità’ comincerebbe ad avere senso. Perché Monti e l’inciucio a tre punte che lo sostiene (Alfano Bersani e Casini) hanno lasciato passare tutto questo tempo? Perché si svegliano solo ora, di fronte alla necessità di trovare 5 miliardi senza ricorrere all’aumento dell’Iva, quando nei primi giorni del nuovo governo se ne potevano raccogliere 10 volte tanti? Perché sentono crescere la rabbia e l’indignazione dei milioni di italiani onesti e non privilegiati sulle cui sole spalle sono stati caricati fin qui i “sacrifici” per “salvare l’Italia”.Questa rabbia è sacrosanta. I soldi per risanare il paese ci sono, e in abbondanza. Sono quelli dei grassatori evasori, dei grassatori corruttori, dei grassatori “amici degli amici” delle cricche partitocratiche. A fare sul serio, non solo ci sono soldi in abbondanza per risanare i conti pubblici, ma anche per restituire a pensionati e tartassati una parte del maltolto delle troppe misure-rapina che fin qui il governo ha spacciato come inevitabili solo perché non ha voluto toccare i privilegiati e mariuoli di sempre.

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