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Tuesday October 17th 2017

LIBERISMO MAFIOSO


MASADA n° 1373 8/3/2012 LIBERISMO MAFIOSO
Festa delle donne in sordina – Il trionfo del liberismo – Nuovo scandalo al Pirellone: i leghisti Boni e Paoletti in una bufera di mazzette – La corruzione della Lega: ricordate Patelli? – Le responsabilità di Formigoni – Il Partito Unico nazionale – La legge anticorruzione non si fa perché Berlusconi non vuole – La Lega e la Petacci – Disinformazione sulla Tav: l’amianto e l’uranio – Virano, l’intermediario – Bersani, valutate voi se questo è un uomo – Chi ci guadagna dalla Tav in Val di Susa – Mille miliardi alle banche – I salari più bassi d’Europa – Salviamo la Grecia dai suoi salvatori

Negli Stati moderni si conoscono almeno sei tipi di potere, tutti strutturati in forma piramidale e con un’élite al comando: il potere politico, il potere economico, il potere giudiziario, il potere mediatico, il potere religioso, e il poco ortodosso, ma assai italiano, potere criminale. A seconda delle fasi storiche, questi poteri possono combattersi, allearsi o ignorarsi in base a ogni genere di combinazione possibile.”
Francesco Cossiga
.
Oggi 8 marzo, sarebbe la festa delle donne e per l’8 marzo io donna ho sempre scritto qualcosa, ma quest’anno non ne ho voglia. Non voglio degli auguri. Voglio delle scuse.

Loretta mi manda

Donna
(forse è di Madre Teresa di Calcutta, ma non importa di chi sia)

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni…

Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è a colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.

Non vivere di fotografie ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!!!

FELICI A TORTO
Viviana Vivarelli

Sono d’accordo che siamo stati sciocchi a festeggiare l’avvento di Monti.
Ma la felicità frenetica della caduta di Berlusconi ci ha ottenebrato per un istante la vista. Chiunque ci sembrava meglio.
E quando il peggio tramonta, siamo tutti pronti a festeggiare un nuovo sole qualunque esso sia, pensando che sarà comunque meglio delle tenebre.
Nessuno ha colpa di quella che fu solo euforia di un istante per una sperata liberazione. Poi Napolitano e il Pd hanno segnato il tradimento più grave mai perpetrato nella storia della democrazia italiana.
E a quel punto c’è chi immediatamente si ravvede del suo errore, che fu errore di speranza e fuga dalla disperazione, e chi, come lo sporco Bersani e l’indegno Napolitano o il viscido Casini, la triade maledetta, si abbarbica all’errore difendendolo come la sua stessa vita e perdendo in quella difesa ogni dignità e ogni ragionevolezza.
Oggi,di fronte a un governo che non esita a tradurre in pratica la spogliazione di un Paese e che ogni tanto lancia qualche falsa speranza per poi subito cancellarla, mentre la tragedia avanza irreparabile e sistematica, ci chiediamo, come si chiede la Grecia, perché anche gli innocenti debbano pagare per le colpe di altri o perché la corruzione crescente anche dei più piccoli avanzi inarrestabile senza il minimo senso di responsabilità collettiva.
Hanno creato uno Stato come somma di 60 milioni di egoismi, coltivando con una morale del consumismo e dell’effimero dello stupro e della predazione, che ci ha trasformati in un paese di corrotti. E in questa caterva di egoismi prevalenti ogni bene comune è franato portando con sé tutto l’esistente.
Ma davvero era pensabile che l’equilibrio potesse sorgere dalla somma di infiniti squilibri? E non è questa la costruzione che ci porta tutti all’inferno?
Immaginavo l’inferno come guidato da diavoli infuocati e mi ritrovo in un inferno gelido di burocrati in doppio petto. Solo Bergman o Buñuel o Kafka avrebbe potuto immaginare la condizione in cui ci hanno messi questi grigi commissari governativi.

E vi preghiamo,
quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale.
Di nulla sia detto: “è naturale” in questi tempi di sanguinoso smarrimento, ordinato disordine, pianificato arbitrio, disumana umanità,
così che nulla valga come cosa immutabile
.”

Bertolt Brecht

Massimo Esposito

Forse la rivoluzione è solo un mito. Forse la rivoluzione sta già avvenendo, ma ne io ne tu possiamo vederla. Luigi XVI°, nel suo diario, il 14 luglio del 1789 scrisse “A parte i soliti agitatori a Parigi, oggi non è accaduto nulla di importante”.

IL TRIONFO DEL LIBERISMO
Gemma Gentile

Dagli anni ’70 fino ad oggi viviamo l’epoca del trionfo del liberismo come necessità emergenziale contro le crisi e come unica soluzione per “modernizzare” il mondo, l’epoca della cosiddetta globalizzazione. I sacerdoti della dottrina neoliberista erano Heyek e Milton Friedman che introdussero la Shock Economy. Se finora l’emergenza avveniva di fatto, ora essa è diventata, suffragata da una dottrina da premi Nobel, regola di vita quotidiana. Addirittura la Shock Economy neoliberista faceva delle emergenze continue, costruite spesso artatamente, uno strumento essenziale per accumulare enormi profitti nelle mani di pochi potenti. Per il capitalismo in crisi endemica di sovrapproduzione e che procedeva rapidamente verso l’estensione globale del mercato e quindi anche verso il lento esaurimento della sua possibilità di rapina dei territori, la ricetta neoliberista è apparsa come la panacea dei suoi mali.
Nel giro di alcuni decenni, tutto è stato destrutturato, mentre la pretesa dei diritti è diventata utopia.
Ogni arbitrio o delitto del potere dominante è diventato legale di fatto anche se palesemente illegale. Il continuo succedersi di eventi destabilizzanti, aiutati anche dal potere mediatico che li amplifica, creano un effetto di ineluttabilità di quanto accade come se fosse effetto di cataclismi naturali.
Nel tritacarne dell’emergenza neoliberista è finito gran parte del nostro stato sociale, sacrificato alle “necessità moderniste”. Lì è finita anche la nostra Scuola, temuta come fabbrica di teste pensanti.
Il governo Berlusconi ha eseguito il disegno politico neoliberista costituito dal Piano di Rinascita democratica di Licio Gelli. Con l’esproprio attuale in Europa (in particolare in Grecia e in Italia) della sovranità nazionale, con il Governo delle Banche di Monti ed il ricatto del debito, siamo ben oltre.
Se la classe operaia, forte negli anni ’60, nella sua organizzazione nelle grandi fabbriche, è stata per questo indebolita enormemente polverizzandola attraverso le chiusure di stabilimenti, le continue delocalizzazioni e con il precariato dei contratti più o meno atipici anche per colpa di sciagurate politiche sindacali, a larghissimi strati della borghesia non è andata meglio: essi sono finiti, nel corso di decenni di shock economy, nell’inferno della proletarizzazione. A questo punto però l’enorme mostro costruito mostra anche la sua debolezza: è evidente a tutti che il 90% o il 99% della popolazione sorregge la società intera, mentre l’1% o poco più vorrebbe far pagare a loro le sue contraddizioni e i suoi debiti più o meno artificiali anche a costo di immani sofferenze e distruzioni.

Non accettiamo dal potere i nuovi appelli “patriottici”: il loro interesse non è il nostro! Non è vero che c’è un futuro migliore dopo sacrifici inauditi, ma ci sono ancora sacrifici sempre più inumani e il volto ancora più feroce del dispotismo reazionario!
E’ necessario che attorno ai lavoratori, il cui lavoro arricchisce i padroni e costituisce il pilastro del suo Sistema di sfruttamento, si organizzino tutti i movimenti da quelli che difendono i diritti dei lavoratori stessi a quelli che stanno lottando contro il precariato, contro il debito, in difesa della scuola, contro le opere pericolose e in difesa dei territori, per la giustizia e la verità, per la difesa dei beni comuni, ecc. La necessità di organizzazione è vitale per vincere battaglie e guerre.

Flavio Almerighi

Dopo aver letto di un infortunio mortale sul lavoro. Nei panni della vittima

Aspettavi i miei occhi

Non piangete,
stasera niente cena coi soldi dell’affitto
da oggi sono statistica e non è colpa mia
è stato un incidente,
per riparare mi autonoleggio
non andrò più al mare
a ridere con le ragazze,

non è nemmeno dell’amministrazione
faceva troppo freddo, colpa di nessuno
una mattina senza gola e senza testa
il poco sole tutto per lisciare
la barba all’appaltatore, e si sa
certi chiari di luna
si scorgono fin dal mattino

io al primo turno, che si deve fare presto
e non importa una pressa sbiellata
della cisterna senz’olio, tu cara
aspettavi i miei occhi da così tanto tempo
che però non li ho più.

SCANDALO AL PIRELLONE. I LEGHISTI BONI E PAOLETTI IN UNA BUFERA DI MAZZETTE
Viviana Vivarelli

La Padania non mette tra i suoi titoli di prima pagina lo scandalo delle mazzette che investe Boni, il leghista presidente del Consiglio comunale lombardo e il consigliere della Provincia Paoletti. E Bossi intima a Boni di non dimettersi, come se così la sua posizione migliorasse. Si ipotizza tra Lega e Pdl una sistematica rete di mazzette sulle imprese, peggio della prima tangentopoli. Ma i giornali della Lega sembrano occuparsi solo dei furti del rame.
Repubblica chiede con un sondaggio se è il caso di tornare al voto in Lombardia e il 93% risponde di sì, chiaro segno che il popolo italiano ne ha piene le tasche delle mazzette e tangenti di questi partiti di ladri e grassatori
Si stanno moltiplicando i politici della Lega e del Pdl finiti sotto inchiesta per il sistema delle tangenti. Secondo la Procura di Milano c’è un vero sistema a delinquere che grava sulle imprese lombarde. Gli imprenditori che volevano facilitazioni e permessi dovevano ingrassare con mazzette più di un assessore. E perché il sistema funzionasse, diversi assessori coinvolti agivano in rete, sapendo anche dei reati degli altri. Questo sistema corruttivo ruota attorno alla Lega e al Pdl, da quasi 20 anni al potere nella regione più ricca del paese. E’una rete composta da due cerchi che si intersecano tra loro, Pdl e lega, i due compari ladroni.
Boni risulta personaggio corrotto come Patelli, il segretario amministrativo del Carroccio finito nell’inchiesta di Tangentopoli insieme ai tesorieri PSI e DC per aver partecipato alla spartizione della maxi tangente Enimont, un bottino di vari miliardi di lire incassato dai partiti della prima repubblica. A Patelli andarono 200 milioni delle vecchie lire, ammise di averli presi e per questo, come ricorda Belpietro, Bossi lo chiamò ‘pirla’. Non si sa se per avere incassato o per essersi fatto beccare. Per Boni, però, va peggio, i pm parlano di un vero “sistema Lega”, un giro di un milione di euro di bustarelle in cambio di appalti e quei soldi sarebbero finiti a tutto il ‘cerchio magico’, che dunque sapeva benissimo da dove venivano. Quel che è certo, è che dal 1992 ad oggi il Carroccio ha cambiato pelle, diventando partito nazionale con egemonia al Nord in amministrazioni locali, grandi città, province, regioni. Duri e puri? Duri forse, puri nemmeno per idea!
Lega ladrona,dove passa non perdona !
Povera Lega! Per distrarre i pirla non trova di meglio che denunciare una casa fantasma di Monti in Svizzera, in realtà è una casa di vacanza affittata da nonno Monti per i nipotini. Ha soldi legittimi e suoi. Non può prendersi una casa per i nipotini? Ma andiamo! Solo i leghisti possono cascarci! Il dramma è vedere quanti sono!

… e tanto per non dimenticarci niente..

Sulla vicenda Patelli-Enimont è più corretto raccontarla tutta, visto che c’è chi insiste a scrivere: “Mai una volta che della Lega ne beccassero uno!” . Dunque Umberto Bossi non uscì dall’inchiesta molto bene: “…dovette restituire integralmente la somma di 200 milioni di lire, raccolta dagli stessi militanti leghisti, dovette allontanare dal partito il Patelli, e lui stesso fu ritenuto colpevole e condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Poi la condanna non la scontò, perché per sua fortuna intervenne l’indulto, che sanava le pene detentive sino a 3 anni.
Però, questa condanna è rimasta.
E ne avrebbero incarcerati molti di più se non ci fossero state le 14 provvidenziali prescrizioni che Berlusconi e la Lega si sono allegramente votati, per non parlare della depenalizzazione di banda armata con cui la Lega ha liberato di colpo ben 36 leghisti, tra cui tutti i capi, eliminando con un colpo di legge di Calderoli un reato per cui si sarebbero buscati da 5 a 15 anni di carcere!
E allora, di cosa stiamo parlando?

TANGENTI PADANE, REGIONE A CASA!
Peter Gomez

La questione è di una semplicità disarmante. Con le perquisizioni di ieri al leghista Davide Boni per un milione di € di presunte mazzette, 4 su 5 dei componenti dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale lombardo si ritrovano o sotto inchiesta, o in manette. Negli ultimi 2 anni un’altra decina di consiglieri sono risultati in pericolosi rapporti con boss della ’ndrangheta.
Nicole Minetti, nominata in regione nel listino del Presidente, è invece processata per favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. Il tutto mentre il Governatore Formigoni vedeva venir condannati, per una falsa testimonianza sul tesoro estero di Cl 2 dei suoi migliori amici. E subito dopo assisteva all’incarcerazione per lo scandalo dell’ospedale San Raffaele di Piero Daccò, un enigmatico faccendiere abituato a ospitarlo in barca.
Nelle periferie più disagiate di Milano è difficile, se non impossibile, trovare un unico palazzo in cui un numero così elevato di inquilini possa vantare, in simili percentuali, tanti problemi con la legge. Più in centro, vicino alla Stazione Centrale, invece uno ce n’è: è il Pirellone. E allora conviene che gli elettori facciano un ragionamento. Concedere a tutti la presunzione d’innocenza è giusto. Ma continuare ad affidare la gestione della cosa pubblica a un ente come questa Regione, in cui la devianza criminale, in entrambi gli schieramenti, appare così diffusa, è da stupidi.
Da qui al 2015 il Consiglio lombardo e la giunta dovranno partecipare alla gestione di oltre 10 miliardi di € di soldi dei contribuenti destinati all’Expo. Un tesoro enorme per un avvenimento in cui è in gioco l’immagine dell’intero Paese. L’Italia, insomma, non si può permettere né di sbagliare né di rischiare. Accontentarsi delle spiegazioni di Formigoni (“sono casi personali”, oppure “pensate a Penati”) vuol dire accettare di prendere in considerazione il possibile disastro. L’unica soluzione è ridare la parola ai cittadini. Andare con velocità alle urne perché è chiaro a tutti che il Palazzo ha fondamenta marce e che tra qualche mese crollerà. E qui ormai si tratta solo di salvare il salvabile: qualche miliardo di € e un minuscolo residuo di credibilità lombarda.

Le domande che Domenico de Felice non è riuscito a fare a Formigoni:

1) Lei, come Governatore della Regione Lombardia ha più volte dichiarato che una commissione d’inchiesta amministrativa sul buco del San Raffaele non serve. In questa vicenda cosa ha perso: la faccia, i voti o i soldi?

2) Non pensa che i vostri controlli non siano adeguati visto che già nel 1999, Borrelli, parlando di una nuova “tangentopoli sanitaria”, mandò agli arresti cinque primari del San Raffaele per rimborsi fantasmi? O forse ha pensato, dando rimborsi per 600 milioni di euro annui solo al San Raffaele, che spenderne 200 per la cupola con la voliera “faccia bene alla salute”?

Io invece penso che lei debba dimettersi, anzi, mi chiedo, come mai non si è ancora dimesso.

Un anno fa Ferrar faceva il suo convegno delle mutande per affermare il diritto di ognuno al massimo libertinismo, ovvero il diritto di Berlusconi di sputtanarsi a piacer suo agli occhi del mondo.
In prima fila il tanto bigotto Formigoni, campione puritano di Comunione e Liberazione si spanciava dalle risate. Intervistato su cosa pensasse del bordello di Berlusconi, Formigoni ripeté fedelmente: “Chi sono io per giudicare moralmente Berlusconi?”
Va bene, può darsi che il giudizio etico finale lo dia Iddio, però in quanto politico sarai o non sarai responsabile delle persone con cui scegli di accoppiarti politicamente? E, oggi, sarai o non sarai responsabile di quello che accade ai vertici della tua Regione?

PADELLARO: IL PUN

Le armoniose intese tra Pd, Pdl e Udc (l’ultima sulla legge elettorale con sbarramento per fare fuori tutti gli altri) ci avevano convinto che il Pun, Partito Unico Nazionale, stesse nascendo. Era stato l’auspicio di Berlusconi che, una volta esaurito l’appoggio al governo Monti, le tre sigle si coalizzassero per spartirsi l’Italia da qui all’eternità (magari con lui assiso al Quirinale)? Ma anche in politica vale la legge del più forte. E così nel Pun il più forte è il Berlusca. Al Pd non resta ce celebrare il punto più basso del suo autolesionismo tafazzista.
Tralasciamo per carità di patria le primarie di Palermo finite a schifìo tra denunce e carte bollate. E non parliamo della Val di Susa con le popolazioni prese a ceffoni sul Tav da quello stesso Pd per cui in maggioranza hanno votato. E la Fiom? Chissà, forse venerdì a qualche metalmeccanico avrebbe fatto piacere vedere in piazza San Giovanni la rappresentanza di una forza politica che una volta si dichiarava di sx. Mai più. L’ordine del partito non ammette repliche: tutti a casa. C’è da meravigliarsi allora se il più forte rovescia il tavolo? Perfino Alfano si permette di ruggire intimando a Monti di non impicciarsi di televisioni e giustizia, terreni su cui il berlusconismo non ammette intrusioni.
Il partito Mediaset ha già deciso che le frequenze non si toccano e che la Rai deve restare sotto la sovranità di B. Bersani ha gridato: posizione inaccettabile. Poi è andato a farsi una birra.

Oggi manifestazione a Roma della Cgil-Fiom in difesa del lavoro e dei diritti di chi lavora.
Il Pd ha boicottato la manifestazione perché la Fiom è contro la Tav in val di Susa e Bersani intende difendere gli interessi di una Coop rossa. Per di più ha parlato il presidente dei Comuni della Val di Susa che è dalla Fiom.
Ha scritto Furio Colombo: “Io ci sarò perché ritengo sia la questione più importante per chi ha votato e vota a sinistra e sa che il lavoro è il senso e il cuore di qualunque cosa si voglia definire sinistra. Non è cambiato il lavoro e non è cambiata la necessità e l’urgenza di difendere il lavoro, che vuol dire la grande maggioranza dei cittadini, occupati e disoccupati. Non accetto senza combattere la chiusura immotivata e insensata di una grande fabbrica italiana. Dunque se il lavoro è in pericolo dentro la fabbrica dei diritti negati, e fuori dalla fabbrica del precariato e dell’abbandono, che cosa motiva il bollettino di guerra del più grande dei partiti della sinistra italiana? La ragione di questa assenza si deve al fatto che alla manifestazione ci saranno anche i No-Tav, di cui è del Pd, ex sindaco e ora presidente delle Comunità montane della Valle di Susa. E avranno persino il diritto di parola. Qui sul dissenso prevale l’angoscia.
Volete dirmi che il nuovo valore che anima e tiene insieme il Partito democratico non è più la sinistra, non è più il lavoro, ma è l’Alta velocità? (V: cioè un interesse di bottega? )
Volete dirmi che adesso ci inchiniamo all’Alta velocità eletta a valore e riferimento politico?”

LA LEGGE ANTICORRUZIONE NON SI FA PERCHE’ BERLUSCONI NON VUOLE
Viviana Vivarelli

Monti vuole riformare televisione e giustizia e fare finalmente quella legge anticorruzione europea che sta aspettando da 2 anni. Saviano chiede un aumento dei tempi di prescrizione, pene più severe e introduzione del reato di corruzione fra privati. Ma il Cavaliere ha il terrore che le nuove leggi rovinino i suoi affari e la sua fedina penale e non intende togliere le mani sulle frequenze. Di qui i convulsi voltafaccia di ieri. Alfano che, senza una parola di scusa, diserta la riunione che doveva avere con Monti, Bersani e Casini su giustizia e tv. E Berlusconi che, un momento prima di andare in onda a Porta a Porta, disdice tutto, con la scusa che, dopo la sua frase denigratoria su Alfano “a cui manca il quid”, con la sua presenza da Vespa lo avrebbe denigrato di più. Il poverino voleva fare come Putin e fingere un sostituto mentre brigava nell’ombra, ma l’ombra fa soffrire troppo la sua vanità e il suo bisogno esasperato di protagonismo. Peccato che i tempi del re Sole sono finiti!

Come dice Giannini, il suo esercito è in rotta. Il suo “Conducator” ha perso il tocco magico. E ora sta per perdere le amministrative di primavera, senza la Lega può cedere alla sx tutti i 9 grandi comuni del Nord. E così, con un partito che non c’è più e che non può giocare la carta delle elezioni anticipate, non ha armi per ingaggiare altre guerre. Può solo sperare di sedersi al tavolo nel 2013 di una Grande Coalizione. La sua pistola fa rumore, ma ormai spara solo a salve.

UNA SINDACO LEGHISTA VUOLE IN PIAZZA LA FOTO DEL DUCE E DELLA PETACCI
Vv

Claudia Lingeri, sindaco leghista di Mezzegra (Como) vuol commemorare la fucilazione del Duce e di Claretta Petacci con l’affissione di una loro foto su una lastra di marmo in occasione dell’anniversario della loro morte, il prossimo 28 aprile. “Vorremmo poter procedere prima dell’anniversario prossimo per poter benedire l’opera”. Pure!
La maggioranza di centrodestra asseconda la richiesta giunta dall’Unione nazionale combattenti della Repubblica sociale italiana.
Il sindaco lancia una petizione in tal senso giustificando l’atto “Come momento fondante del nostro sistema democratico”. Ci è difficile capire come l’amplesso di Mussolini con la sua amante possa essere momento fondante del nostro sistema democratico, al massimo lo possiamo includere come preliminare del sultanato/bordello di Berlusconi, ma il fatto che un sindaco leghista si senta tanto sicuro da lanciare una simile petizione, ci rende edotti sullo stato mentale del suo elettorato. Come dice Furio Colombo “Sapevamo che i leghisti sono noti per essere privi del senso comune di appartenenza al Paese, ma pensavamo che il loro mito fosse Bossi, non Mussolini” e tanto meno, non si sa in virtù di che, la Petacci. “Dunque la Lega è anche peggio di come si presenta. Ha anche la sua bella vena di fascismo (il nazismo lo abbiamo visto nella calda amicizia con Heider). Occorre prenderne atto”.
Nel suo odio cieco all’Italia, la Lega poteva almeno scegliere un dittatore fascista che non fosse italiano, non mancavano, poteva esaltare Franco, per esempio o Pinochet. A meno che l’odio non sia proprio non contro l’Italia, ma contro la democrazia, nel qual caso la sua intrusione nelle istituzioni di un sistema democratico da cui trae larghi proventi e privilegi ci risulta ancor più intollerabile.

DISINFORMAZIONE SULLA TAV. L’AMIANTO E L’URANIO
Vv

E’ intollerabile la disinformazione sparsa a piene mani dai media sulla Tav rifiutata.
Continuano le interviste a gente che dice come sarà bello andare a Parigi in meno tempo, ignorando che questa Tav porterà solo merci.
Continuano proclami o post che paragonano questa Tav alle altre, come se ciò fosse possibile. O frasi agghiaccianti sul fatto che l’opera non sia inquinante. Ma come non è inquinante? La delibera del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione economica)che di fatto dà il via alla Lione-Torino, lo dice in modo chiarissimo che la Val di Susa è piena di amianto e di uranio e in particolare lo è il monte che dovrebbe essere perforato con due gallerie parallele di 57 km ognuna.
Quando scavarono per le Olimpiadi invernali del 2006 per la pista di bob a Salice si fermarono di colpo perché trovarono l’amianto. Lo stesso per una galleria per la circonvallazione di Claviere. Bloccarono anche la cava di pietra di Trana perché la montagna sputava fuori amianto. E con l’amianto si muore.
Per di più la valle è ventosa e il vento può portare lontano le micidiali polveri di amianto infilandole nei polmoni della gente.
Gli stessi ingegneri del progetto lo hanno detto in modo chiaro, e i tunnel sbucherebbero proprio sugli abitati mentre da parte francese no. Sono anni che i Valsusini chiedono un monitoraggio sui casi di mesotelioma ma lo Stato non ha mai risposto.
Anche il CIPE ha avvertito duramente che, se i dati superano i valori previsti, si dovranno interrompere i lavori o sarà una strage. Se c’è amianto, sono pure vietati per legge gli esplosivi e gli stessi operai sono a rischio. E non basta! C’è anche uranio. Si dovrebbe lavorare bagnando continuamente il materiale radioattivo perché non si disperda. Poi imballarlo su camion a tenuta stagna e smaltirli in zone sicure senza rischi idrogeologici o sismici.
Ma volete sapere dove intendono spargere l’enorme quantità di materiale radioattivo estratto? Nella Valle! Per 30 km!!!

VIRANO L’INTERMEDIARIO
Vv

Ma non va meglio se esaminiamo Mario Virano, il famoso intermediario scelto per ‘il dialogo’ tra lo Stato e i 5000 abitanti della val di Susa.
Virano è il presidente dell’osservatorio tecnico della Torino-Lione, che da 7 anni ha il compito di parlare con valsusini e la Francia gli ha dato perfino la Legion d’onore per questo ‘alto compito’.
Stranamente è nato a Rivoli, l’ultimo comune del val di Susa prima di Torino e forse avrebbe maggiormente il dovere di difendere la valle.
Virano non ha grandi meriti scientifici o tecnici, il suo maggior merito è politico, in quanto è un uomo che si è fatto nel Pd. Nell’80 divenne responsabile dei trasporti di Torino grazie a Fassino, poi fu indagato e prosciolti per i semafori assassini che fregavano gli automobilisti per aumentare le multe, divenne consigliere comunale nella commissione urbanistica sempre grazie al PCI, poi membro della Sisaf che gestiva la Torino-Bardonecchia, e infine membro dell’Anas.
La sua carriera procede all’ombra del Pd e dei suoi interessi, che oggi sono gli interessi della Cmc, una delle imprese di cemento più grosse d’Italia, sempre del Pd.
I Valsusini lo disprezzano come burocrate del partito, per quanto gli amministratori della Bassa valle siano quasi tutti di csx.
Ma non era meglio dare questo compito di dialogo a un personaggio ‘neutrale’? O forse non esistono personaggi neutrali in politica ma solo gente che intende fare precisi interessi privati?

BERSANI. VALUTATE VOI SE QUESTO E’ UN UOMO..
vv

Qualcuno potrebbe accusarci di essere di parte quando mettiamo alla gogna Bersani che difende con ‘argomenti incontestabili’ la Tav in Val di Susa a ‘Servizio Pubblico’
Lascio a voi decidere “se questo è un uomo….”
Trascrizione letterale dell’alto intervento del segretario del Pd da Santoro:

“Mah.. Un tema ine-lu-di-bi-le
Si discuuuute
E allora, alora, alora…
Oh perbacco! Non cerchiamo di essere ingenui. Ci sono componenti violente eversive che cercano l’acqua dove nuotare. Attenzione! Tre volte attenzione! (Questa è stata la frase più lunga, che evidentemente gli hanno scritto prima)
Dice domani Monti ecc. dice per esempio la cosa da fare: forza, forza!
E quindi tornando lì io ho fatto wow il presidente in Emilia Romagna
Ehhh Ehhh
Non è il disagio che produce il terrorismo, è il terrorismo che c’è comunque e che può nuotare nel disagio (altra frase lunga preconfezionata)
(A Loredana Bellone, sindaco di San Didero) Eh no, eh, cara mia, no no no, no no no. Non è questo. Anche se sei della val di Susa non puoi aver sempre dir cose non son così dai. Su. Perché poi ci siete mica solo voi, no? Su. Eh, parliamoci chiaro. Dai, Valà, su dai Ghm ghm ghm
Con le balle non si va avanti
(A Travaglio che ha insinuato che ci sono di mezzo gli interessi di una Coop rossa, la Cmc) I monopolisti della morale a me non girano. Un po’ di morale ce l’ho anch’io, eh. Chiudiamo il libro. Bersani, la Cmc, ooohhhh. Ricordiamo bene. Chiudo, Okei. Ah, insisti, insisti. Okay. No, no, oh no, ehh, ma no, Ahhh. Eh, beh. Vorrei vedere. Farà fatica lei, adesso. No,no,no. Attenzione eh.C’è un limite. Si sa come si comincia, non si sa come si finisce

A momenti rimpiangevo Bossi!

Andrea Scanzi scrive: “HA CITATO gli “a-nar-coi n–s u r – re – z i o – n a – l i – s s s s s t i ” e i “concetti bagici”. Quindi, in un colpo di reni ipotetico, ha azzardato una soluzione rivoluzionaria per gli esodati: “Sperimentiamo”. Irene Tinagli ha chiesto: “Sperimentiamo cosa?”. Di colpo Bersani è sembrato il Montezemolo di Crozza, che chiede ad Emma di passargli il foglio del “come”. Con le differenze, nello specifico, che la pagina riguardava il “cosa”, la persona a cui chiedere si chiama Massimo e, soprattutto, la comicità pareva involontaria. Non lo intimidirete. Perbacco. E alora?
Eeehhh.

Davide
CMC cementifica l’Italia sin dall’inizio del secolo, e lo fa con i soldi degli italiani. Oggi non ha concorrenti: in quasi tutti gli appalti di opere pubbliche, la cementificazione è gestita da CMC. Le stazioni appaltanti sono prevalentemente territoriali, innanzitutto le Regioni, i più grandi succhiatori di denaro pubblico e costruttori di debito pubblico. I soldi di tutti sono spesi dai governo Regionali al principale scopo di assicurarsi voti creando lavoro precario con gli appalti di opere: nel rappresentare il gioco con un triangolo, e non dimentichiamo il vertice fondamentale del voto di scambio, che CMC assicura alla sinistra che, in maggioranza o in opposizione, governa di fatto gli appalti territoriali e locali. Per le casse pubbliche, la sinistra funziona come l’idrovora: succhia denaro come l’idrovora succhia il latte dalle mammelle delle vacche. E lo dà sempre agli stessi. La chiamano redistribuzione dei redditi, ma quelli sono ricchissimi, molto più di tutti noi messi insieme… anche se si vestono da muratori. Grazie a chi parla di ambiente: Vendola non lo fa (come del resto nessuno della sx estrema), e non ha mai nominato CMC.
.
Un lettore di IFQ
“Se Bersani si rivede nella trasmissione di Santoro, e conserva un poco di autostima si dimette all’istante (lo credi tu! Questi non hanno fine alla vergogna!)
Tra l’altro mai visti 2500 poliziotti e carabinieri in una grande operazione antimafia. Però si trovano, eccome, per difendere l’interesse economico delle aziende che si spartiscono la torta ricchissima degli appalti.”

Antonio
In Germania, gli operai guadagnano quasi il doppio degli operai italiani.
In Germania, managers pubblici e parlamentari, guadagnano rispettivamente 1/4 ed 1/2 di quelli italiani.
In Germania, ci sono 1/4 dei dipendenti statali rispetto all’Italia.
In Germania, c’è un poliziotto ogni 400 abitanti, in Italia, ce n’è uno ogni 120.
In Germania, se il presidente della repubblica prende un mutuo agevolato da un amico per acquistare una casa, lo fanno dimettere.
In Italia, non serve che prendano mutui; le case a LORO, le regalano A LORO INSAPUTA.
Ora, l’ Italia vuole gli eurobond, così, la Germania garantirà i nostri debiti:
se non paghiamo noi, pagano loro.
Mettetevi nei panni di un tedesco, e pensate.

Giorgio Gaber
La razza padrona

Vedilo

CHI CI GUADAGNA DALLA TAV IN VALSUSA
Ripreso da https://www.facebook.com/rossana.mela

CMC (Cooperativa Muratori e Cementist) cooperativa rossa, 5a impresa di costruzioni italiana, al 96° posto nella classifica dei principali 225 «contractor» internazionali che vanta un ex-amministratore illustre, Bersani, si è aggiudicata l’incarico (affidato senza gara) di guidare un consorzio di imprese (Strabag AG, Cogeis SpA, Bentini SpA e Geotecna SpA) per la realizzazione del cunicolo esplorativo a Maddalena di Chiomonte. Valore dell’appalto 96 milioni di €

Rocksoil s.p.a società di geoingegneria fondata e guidata da Lunardi il quale ha ceduto le sue azioni ai suoi familiari nel momento di assumere l’incarico di ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del governo B 2001-2006. Nel 2002, la Rocksoil ha ricevuto un incarico di consulenza dalla società francese Eiffage, che a sua volta era stata incaricata da Rete Ferroviaria Italiana (di proprietà dello Stato) di progettare il tunnel di 54 Km della Torino-Lione che da solo assorbirà 13 miliardi di €. Il ministro si è difeso dall’accusa di conflitto di interessi dicendo che la sua società lavorava solo all’estero.

Impregilo è la principale impresa di costruzioni italiana. È il general contractor del progetto Torino-Lione e del ponte sullo stretto di Messina. Appartiene a:
33% Argofin: Gruppo Gavio. Marcello Gavio è stato latitante negli anni 92-93 in quanto ricercato per reati di corruzione legati alla costruzione dell’Autostrada Milano-Genova. Prosciolto successivamente per prescrizione del reato.
33% Autostrade: Gruppo Benetton. Uno dei principali gruppi imprenditoriali italiani noto all’estero per lo sfruttamento dei lavoratori delle sue fabbriche di tessile in Asia e per aver sottratto quasi un milione di ettari di terra alle comunità Mapuche in Argentina e Cile
33% Immobiliare Lombarda: Gruppo Ligresti. Salvatore Ligresti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta di Tangentopoli pattuendo una condanna a 4 anni e due mesi dopo la quale è tornato tranquillamente alla sua attività di costruttore.

” CI VOGLIONO PECORELLE !!!!! SVEGLIAAAAAAAAAA !!!!! ”
(Rossana Mela)

MILLE MILIARDI ALLE BANCHE
vv
Altri 539 miliardi di euro dati dalla Bce alle banche, che, uniti ai 489 miliardi di euro, già dati fanno quasi mille miliardi di prestito agevolato all’1% , facilmente convertibili in business ben più alto, che continueranno a nutrire le speculazioni bancarie e a sostenere le banche deregolate, senza mai dare il minimo di una legge, di un freno, di uno stop ai derivati o alle vendite allo scoperto e senza finanziare di un euro la ripresa economica, la produzione, la salvezza dei cittadini..
La stessa Europa, così restia a incrementare in modo solido il fondo salvastati, è invece totalmente prodiga nel dare il nostro denaro alle banche scellerate. E solo una piccolissima parte di questo denaro è andata nel credito, il resto ha continuato ad alimentare l’acquisto di bon o la speculazione.
E poi, quando qualcuno, al tempo del Trattato di Lisbona, obiettava che questa era l’Europa delle banche e non dei popoli, c’era gente come il rinnegato Oscar Giannino che sfotteva parlando di fantascienza e di opinioni campate per aria, così come oggi lo stesso scellerato, benedetto dai media, nega che tutto quanto stia avvenendo sia per il gioco sporco del capitalismo finanziario, quel demone che dei popoli, delle costituzioni, del lavoro, dei diritti e delle libertà bellamente se ne frega, agli ordini di un gruppo di demoni del grande capitalismo internazionale che vogliono fare strame del mondo.
.
Mary

Come sarebbe tutto
semplice.
Si nasce,
si vive,
si ama,
si rispetta il prossimo
di qualunque razza esso sia
Si lavora senza ammazzarsi di fatica
si rispettano le regole
si guadagna il giusto
per avere una vita dignitosa
senza arricchirsi

sulla pelle degli altri
Si ama la propria terra
e si ha cura di essa
E si aiuta a chi è in difficoltà
a chi è malato
a chi è solo
a chi è debole
Tutti i sogni potrebbero essere
a portata di mano
Tutti avrebbero eguali possibilità
tutti potrebbero essere ….

felici!
.
Moonshadow

Siamo noi, siamo noi,
la rovina dell’Italia siamo noi.
Noi che paghiamo le tasse fino all’ultimo centesimo;
Noi che pretendiamo una pensione dignitosa
dopo aver versato per una vita i contributi
e che forse la pensione non l’avremo mai;
Noi che quando andiamo dal dentista,
dall’avvocato, dal medico privato
perché il pubblico ha tempi biblici, ci sentiamo dire
“sono 120 euro con la fattura, 80 senza fattura”;
Noi che ci siamo visti dimezzare il reddito
dall’oggi al domani quando siamo passati
all’euro, perché nessuno ha fermato gli speculatori;
Noi che ci sacrifichiamo per far studiare i nostri figli
che saranno i futuri disoccupati
o, per bene che vada, precari e sfruttati;
Noi che non possiamo difenderci dai soprusi
perché non abbiamo soldi per gli avvocati;
Noi che non possiamo fare prevenzione
né curarci quando ci ammaliamo perché abbiamo
stipendi che sono appena sufficienti a sopravvivere.
Le Caste vincono sempre.
Hanno vinto i farmacisti, hanno vinto gli avvocati, hanno vinto i taxisti fascisti.
Hanno vinto e vinceranno sempre gli evasori fiscali.
Vincono le banche, i grandi capitalisti, i plutocrati che esportano enormi capitali all’estero.
Ha vinto il Caimano perché Mills è stato corrotto ma non si sa da chi.
Privato è buono. Pubblico cattivo e fannullone.
Non è un Paese per onesti, non è un Paese per giovani,
non è un Paese per ammalati.
E’ un Paese per ricchi evasori, per criminali,
è il Paese dei furbi.
E’ un Paese di destra che fa gli interessi del Capitale.
Un Paese fascista.
..
“Il potere politico è il potere di una classe organizzato per opprimerne un’altra.
Karl Marx

ABBIAMO I SALARI PIU’ BASSI D’EUROPA
Viviana Vivarelli

Ci hanno dato sempre ad intendere che le nostre aziende delocalizzavano per avere operai a salari più bassi, altrimenti perdevano la competitività sul mercato, ed ecco che salta fuori che i salari più bassi li avevamo proprio noi. Eurostat ci fa dice che i lavoratori italiani hanno i salari più bassi d’Europa, peggio di Grecia e Cipro. Guadagnano il doppio di noi olandesi e tedeschi, per non parlare degli inglesi. Guadagnano molto più di noi irlandesi, francesi, austriaci, finlandesi. E mentre in 7 anni spagnoli e portoghesi hanno aumentato gli stipendi del 30%, noi li abbiamo debolmente aumentati del 3%. In cambio di questa truffa ci hanno dato le bollette più alte d’Europa, la benzina e le assicurazioni più costose, le case e gli affitti più cari, i pedaggi delle autostrade, i treni per pendolari più schifosi, persino le medicine e il latte in polvere a prezzo più alto per salvare le sporche tangenti di qualche ministro della sanità. Ma ovviamente, a fronte delle paghe più basse d’Europa, ci hanno dato la classe politica più pagata e viziosa che nemmeno ora cede sui suoi abusi e privilegi, i manager più ladri, e il grande favore di una Chiesa taccagna e meschina, attaccata alla propria pancia e pronta a sorreggere qualunque governo di malnati pur di difendere i propri affari, una vera macchina di lucro che dovrebbe far scendere Cristo in terra una seconda volta per darle il benservito tra una nuvola di zolfo e pece.
Così Confindustria e i vari governi hanno fatto i loro sporchi giochetti sempre a danno dei lavoratori italiani predicando che le paghe erano tenute basse per non far fallire il paese, e intanto aumentavano i loro guadagni. E adesso Monti tenta l’ennesimo sporco giochetto dell’art. 18, con lo stesso sporco ricatto basato su falsità e sull’iniquità di un sistema fallimentare e da falliti.
Lo diceva anche Gaber: “I padroni son tutti dei porci, più sono porci e più sono lerci”.
Non bastava agli Italiani di avere i salari più bassi d’Europa. Dovevano pure avere i maxistipendi più alti, la chiesa più avida, la classe politica più lardosa e corrotta e una massa indecente di evasori a piede libero.
Mi pare proprio giusto che ora arrivino ‘i padroni dei padroni’ e cerchino di azzerarci anche i diritti del lavoro, con un Monti che dà ragione a Marchionne che insulta le sentenze della magistratura e attacca l’articolo 18 come se da esso dipendesse la ripresa economica.
Così lo schifo si aggiunge allo schifo.
E la Chiesa si dà anche il diritto di decidere quali siano le sue aziende a fine di lucro per bolla papale!
E gli USA ci accollano anche le spese dei suoi droni di Sigonella.
Piova sul bagnato! E ai disgraziati calci in culo!
E la prescrizione di Berlusconi arriva come la ciliegina sulla torta su una enorme montagna di merda che ci affoga tutti!

Perché a questi assenteisti di parlamentari
a questi disutili dei politici
a questi detentori di superstipendi e occupanti di multipli posti di potere
non viene mai chiesto un aumento di produttività,
anzi non viene chiesta nemmeno una produttività tout court,
non vengono posti blocchi di stipendio,
non vengono decurtate le liquidazioni milionarie,
non vengono chieste parificazioni europee,
non vengono previsti licenziamenti in tronco senza giusta causa,
si accetta addirittura che paghino le tasse secondo improbabili residenze svizzere
o si patteggiano con facilità vistose frodi fiscali?
Questi giornalucoli che accecano la gente con razzismi di comodo per avere i voti che non meritano, e che ogni giorno cercano col lanternino reati extracomunitari da sottolineare per tenere ben desta l’attenzione su falsi obiettivi, perché non cominciano a pubblicare le morti di pensionati o di operai licenziati e il fallimento delle piccole e medie imprese, grazie a questo magnifico sistema iperliberista?
Il pensionato che ha lavorato all’estero come emigrante e ‘gode’ di 700 euro al mese, a cui Equitalia chiede di colpo 5.000 euro che non ha e che si butta dal quarto piano
L’operaio licenziato e scomparso e il cui corpo viene ritrovato al mare
L’uomo che sta su una gru per 4 mesi e poi scende in silenzio e sconsolato per un futuro che gli è stato rubato
Il manifestante chiuso in un carcere senza processo senza aver fatto nessun reato..
E’ un bollettino tragico che dovrebbe essere presentato ogni giorno all’emerito governo Monti così attento a decurtare i diritti del lavoro o a massacrare operai e pensionati.
E dovrebbe essere presentato ‘ogni giorno’ a quello Stato che sui tagli è vigile, ma quando si arriva alla sicurezza e alla prevenzione ha sistematicamente finito i soldi e che, quando deve tassare i patrimoni dei ladri o dei preti, rimanda o sfuma in un nulla che puzza di complice abusivo.
E dovrebbe essere presentato a quella Chiesa che parla tanto dei poveri salvo fregarsene quando deve arricchire la casse del Vaticano;
a quelle banche così allegrotte quando si tratta di carpire i 120 miliardi gratis dell’Europa, ma così taccagne quando si tratta di fare credito alle aziende in aspettativa di crediti
a quegli enti locali che non pagano i 70 miliardi che devono alle imprese che hanno lavorato per loro, mentre lo Stato spende soldi in droni, cacciabombardieri e guerre inutili quanto malvagie e insensate
Perché delle vittime di questo sistema nessuno parla e nessuno vuole parlare?

DISINFORMAZIONE
Viviana Vivarelli

I cittadini greci più che da debito sono afflitti da una colossale disinformazione e la disinformazione sarà sempre la peggiore piaga di ogni paese che intenda diventare civile. I cittadini greci hanno una stampa e una televisione in mano a privati, i quali per avere appalti a favori dai governi corrotti fanno una disinformazione embedded che impedisce alla gente di capire. E se uno non capisce e non conosce, come può scegliere? Come può votare? Come può difendersi da canaglie al potere? Da una parte i governi ottengono, specialmente dalla manipolazione televisiva, consensi, mentre i gestori della disinformazione ottengono appalti e regali. Il gioco si tiene e il peggio resta e si diffonde. E, per quanto ciò sembri incredibile, anche nella poverissima Grecia c’è chi su questo immiserimento generale aumento la propria ricchezza e ci marcia allegramente..
Ed è con questo tipo di manipolazione disinformativa che i poveri cittadini greci subiscono una campagna di demonizzazione contro la Merkel rappresentata come nazista e i tedeschi che diventano come tante SS, mentre nessuno parla loro dell’inettitudine della sinistra greca e della corruzione dei loro governanti. E addirittura si fa credere loro che nella Comunità europea sia diffusa una causa panellenica mentre ciò è del tutto inesistente.
Mi chiedo quanto siamo vicini, noi italiani, a questo cul de sac dove ai poveri viene negata prima di tutto la capacità di capire quanto accade e poi tutto il resto.

Lalla segnala
SALVIAMO LA GRECIA DAI SUOI SALVATORI
http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6921

Nel momento in cui un giovane greco su 2 è disoccupato, 25.000 persone senza tetto vagano per le strade di Atene, il 30% della popolazione è ormai sotto la soglia della povertà, migliaia di famiglie sono costrette a dare in affidamento i bambini perché non crepino di fame e di freddo e i nuovi poveri e i rifugiati si contendono l’immondizia nelle discariche pubbliche, i “salvatori” della Grecia, col pretesto che i Greci “non fanno abbastanza sforzi”, impongono un nuovo piano di aiuti che raddoppia la dose letale già somministrata. Un piano che abolisce il diritto del lavoro e riduce i poveri alla miseria estrema, facendo contemporaneamente scomparire dal quadro le classi medie.
L’obiettivo non è il “salvataggio”della Grecia: su questo punto tutti gli economisti degni di questo nome concordano. Si tratta di guadagnare tempo per salvare i creditori, portando nel frattempo il Paese a un fallimento differito. Si tratta soprattutto di fare della Grecia il laboratorio di un cambiamento sociale che in un secondo momento verrà generalizzato a tutta l’Europa. Il modello sperimentato sulla pelle dei Greci è quello di una società senza servizi pubblici, in cui le scuole, gli ospedali e i dispensari cadono in rovina, la salute diventa privilegio dei ricchi e la parte più vulnerabile della popolazione è destinata a un’eliminazione programmata, mentre coloro che ancora lavorano sono condannati a forme estreme di impoverimento e di precarizzazione.
Ma perché questa offensiva neoliberista possa andare a segno, bisogna instaurare un regime che metta fra parentesi i diritti democratici più elementari. Su ingiunzione dei salvatori, vediamo quindi insediarsi in Europa dei governi di tecnocrati in spregio della sovranità popolare. E’ una svolta nei regimi parlamentari, dove si vedono i “rappresentanti del popolo” dare carta bianca agli esperti e ai banchieri, abdicando dal loro supposto potere decisionale. Una sorta di colpo di stato parlamentare, che fa anche ricorso a un arsenale repressivo amplificato di fronte alle proteste popolari. Così, dal momento che i parlamentari avranno ratificato la Convenzione imposta dalla Troika (Ue, Bce, Fmi), diametralmente opposta al mandato che avevano ricevuto, un potere privo di legittimità democratica avrà ipotecato l’avvenire del Paese per 30 o 40 anni.
Parallelamente, l’Ue si appresta a istituire un conto bloccato dove verrà direttamente versato l’aiuto alla Grecia, perché venga impiegato unicamente al servizio del debito. Le entrate del Paese dovranno essere “in priorità assoluta” devolute al rimborso dei creditori e, se necessario, versate direttamente su questo conto gestito dalla Ue. La Convenzione stipula che ogni nuova obbligazione emessa in questo quadro sarà regolata dal diritto anglosassone, che implica garanzie materiali, mentre le vertenze verranno giudicate dai tribunali del Lussemburgo, avendo la Grecia rinunciato anticipatamente a qualsiasi diritto di ricorso contro sequestri e pignoramenti decisi dai creditori. Per completare il quadro, le privatizzazioni vengono affidate a una cassa gestita dalla Troika, dove saranno depositati i titoli di proprietà dei beni pubblici.. In altri termini, si tratta di un saccheggio generalizzato, caratteristica propria del capitalismo finanziario che si dà qui una bella consacrazione istituzionale.
Poiché venditori e compratori siederanno dalla stessa parte del tavolo, non vi è dubbio alcuno che questa impresa di privatizzazione sarà un vero festino per chi comprerà.
Ora, tutte le misure prese fino a ora non hanno fatto che accrescere il debito sovrano greco, che, con il soccorso dei salvatori che fanno prestiti a tassi di usura, è letteralmente esploso sfiorando il 170% di un Pil in caduta libera, mentre nel 2009 era ancora al 120%. C’è da scommettere che questa coorte di piani di salvataggio – ogni volta presentati come ‘ultimi’- non ha altro scopo che indebolire sempre di più la posizione della Grecia, in modo che, privata di qualsiasi possibilità di proporre da parte sua i termini di una ristrutturazione, sia costretta a cedere tutto ai creditori, sotto il ricatto “austerità o catastrofe”. L’aggravamento artificiale e coercitivo del problema del debito è stato utilizzato come un’arma per prendere d’assalto una società intera. E non è un caso che usiamo qui dei termini militare: si tratta propriamente di una guerra, condotta con i mezzi della finanza, della politica e del diritto, una guerra di classe contro un’intera società. E il bottino che la classe finanziaria conta di strappare al ‘nemico’ sono le conquiste sociali e i diritti democratici, ma, alla fine dei conti, è la stessa possibilità di una vita umana. La vita di coloro che agli occhi delle strategie di massimizzazione del profitto non producono o non consumano abbastanza non dev’essere più preservata.
E così la debolezza di un paese preso nella morsa fra speculazione senza limiti e piani di salvataggio devastanti diviene la porta d’entrata mascherata attraverso la quale fa irruzione un nuovo modello di società conforme alle esigenze del fondamentalismo neoliberista. Un modello destinato all’Europa intera e anche oltre. E’ questa la vera questione in gioco. Ed è per questo che difendere il popolo greco non si riduce solo a un gesto di solidarietà o di umanità: in gioco ci sono l’avvenire della democrazia e le sorti del popolo europeo.
Dappertutto la “necessità imperiosa” di un’austerità dolorosa ma salutare ci viene presentata come il mezzo per sfuggire al destino greco, mentre vi conduce dritto. Di fronte a questo attacco in piena regola contro la società, di fronte alla distruzione delle ultime isole di democrazia, chiediamo ai nostri concittadini, ai nostri amici francesi e europei di prendere posizione con voce chiara e forte. Non bisogna lasciare il monopolio della parola agli esperti e ai politici. Il fatto che, su richiesta dei governanti tedeschi e francesi in particolare, alla Grecia siano ormai impedite le elezioni può lasciarci indifferenti? La stigmatizzazione e la denigrazione sistematica di un popolo europeo non meritano una presa di posizione? E’ possibile non alzare la voce contro l’assassinio istituzionale del popolo greco? Possiamo rimanere in silenzio di fronte all’instaurazione a tappe forzate di un sistema che mette fuori legge l’idea stessa di solidarietà sociale?
Siamo a un punto di non ritorno. E’ urgente condurre la battaglia di cifre e la guerra delle parole per contrastare la retorica ultra-liberista della paura e della disinformazione. E’ urgente decostruire le lezioni di morale che occultano il processo reale in atto nella società. E diviene più che urgente demistificare l’insistenza razzista sulla “specificità greca” che pretende di fare del supposto carattere nazionale di un popolo (parassitismo e ostentazione a volontà) la causa prima di una crisi in realtà mondiale. Ciò che conta oggi non sono le particolarità, reali o immaginari, ma il comune: la sorte di un popolo che contagerà tutti gli altri.
Molte soluzioni tecniche sono state proposte per uscire dall’alternativa “o la distruzione della società o il fallimento” (che vuol dire, lo vediamo oggi, sia la distruzione sia il fallimento). Tutte vanno prese in considerazione come elementi di riflessione per la costruzione di un’altra Europa. Prima di tutto però bisogna denunciare il crimine, portare alla luce la situazione nella quale si trova il popolo greco a causa dei “piani d’aiuto” concepiti dagli speculatori e i creditori a proprio vantaggio. Mentre nel mondo si tesse un movimento di sostegno e Internet ribolle di iniziative di solidarietà, gli intellettuali saranno gli ultimi ad alzare la loro voce per la Grecia? Senza attendere ancora, moltiplichiamo gli articoli, gli interventi, i dibattiti, le petizioni, le manifestazioni. Ogni iniziativa è la benvenuta, ogni iniziativa è urgente. Da parte nostra ecco che cosa proponiamo: andare velocemente verso la formazione di un comitato europeo di intellettuali e di artisti per la solidarietà con il popolo greco che resiste. Se non lo facciamo noi, chi lo farà? Se non adesso, quando?

PERCHE’ SI DELOCALIZZA
Thomas

Si delocalizza perché qua l’utile è tassato al 60% e si lavora 8 mesi l’anno per lo stato, nel resto dell’Europa no.
Si delocalizza perché se qua pago un lavoratore 1.000 euro al mese, alla fine dell’anno mi costa 27.000 euro, nel resto dell’Europa no.
Si delocalizza perché se voglio aprire un’azienda qua mi ci vuole 3 mesi per avere tutte le carte in regola, fuori Italia in 1 settimana puoi partire con l’attività.
Si delocalizza perché in Italia le banche non ti concedono più i prestiti, mentre fuori Italia si.
Si delocalizza perché il costo dell’energia se qua costa 100, fuori Italia costa 40.
Si delocalizza perché in Italia ti chiedono le tasse sull’utile con un anno di anticipo, fuori Italia no.
In definitiva, si delocalizza perché fuori ti incentivano a fare attività di impresa, mentre qua fanno di tutto per non farti fare niente.
A me non parrebbe il vero di fare impresa qua in Italia e vicino alla mia famiglia, ma oggettivamente lo stato italiano non te lo fa più fare, non gliene frega niente delle imprese e dei lavoratori e pensa al momento solo a spremere, questo è quanto

RIDIAMARO : – )

Omaggio a Bracardi
Sentitamente dedicato alla Lega

VUKIC
Berlusconi impressionato dalla vittoria di Putin
Non riesce a capire come si possa vincere senza cambiare ogni volta nome e inno al partito

.. a proposito, avete sentito che boiata il nuovo inno di Berlusconi?!

ma è preciso alla sigla di Candy Candy! :-DDD
trooooppo ridicolo!
un partito ridicolo con un capo ridicolo e un inno presa da Candy Candy.. il massimo!

Copio un commento
“Per un attimo ho pensato partisse Giorgio Vanni con “Viva i pokèmon, tosti e prorompenti, tutti differenti, got a chatch ‘em all!” ahaha
Gx1989

Ma per il prossimo inno cosa sceglieranno? “I tre porcellini”??!
Invece per Bossi la scelta è chiara: dopo il ‘Va pensiero’ del Nabucco, visto che il ‘pensiero’ ormai l’è bel andà, è d’obbligo il ‘ La rà la rà’ del Rigoletto. Ormai meno parole comprensibili ci sono e più si va meglio. I poveri leghisti con tutti queste inversioni a U non hanno più capito dove si debba andare. Tranquilli la macchina dell’Umberto le inversioni a U le fa sul carro attrezzi di Silvione!
Noooooo, questi partiti sono troppo da ridere, sono proprio ‘Partiti’, nel senso di ‘andati’. Ormai sono tutti nipoti di Mubarak!

Da nonciclopedia:
Giorgio Napolitano? Uno dei più grandi Serial Killers italiani” (Berlusconi)

“Il mio futuro? Ormai compro solo banane mature(o marce)”
(Lui stesso dal paese della banane)

“Noio non vulovon savuar…noio non vulovon savuar ..”
da un discorso di Napolitano

“Ho sempre con me dei preservativi. Ogni tanto li spolvero..”
Napolitano, colui che dovrebbe preservare la Repubblica da colpi di Stato

“Grazie..Grazie..ma ora devo andare perché domani mattina devo far colazione”
Napolitano, invitato a colazione dai mazzettari

Ha battuto il record per il maggior numero di firme mai fatte da un presidente della repubblica:tra leggi e decreti firmati si enumerano anche 234 ricevute della tintoria
Dorme 29 ore al giorno
Il suo unico hobby, oltre dormire, è approvare decreti incostituzionali
Una volta ha firmato un autografo e la Corte Costituzionale lo ha dichiarato incostituzionale
E’ il più costo e inutile gagdet della repubblica,
228 milioni l’anno,10 volte la corte di Elisabetta
Oltre a ciò fa male alla salute e alla robusta costituzione
Il CSM lo ha messo tra i farmaci altamente dannosi agli anziani

Alberto micro satira
.
Parroco in Irpinia espone bandiera in chiesa contro la Torino-Lione. Le vie del Signore sono bloccate dai No Tav.
.
Berlusconi : «PDL non è un partito di plastica». Va buttato nell’umido.
.
Veltroni non è né di destra, né di sinistra: è di troppo.
.
Cota: “Arrampicarsi su un traliccio è sbagliato”. “Cazzo vuoi, io sono dell’ENEL”.
.
Napoli: smascherati 30 falsi invalidi. Lazzarone alzati e cammina.
.
Paura di farmi dei nemici per ciò che scrivo? Indro Montanelli disse “Non c’è alleato più prezioso di un nemico cretino”.
.
I dirigenti pubblici italiani hanno gli stipendi più alti del mondo. E senza mai soffrire di vertigini.
.
Berlusconi: «Orgoglioso d’aver salvato l’Italia». Schettino d’aver condotto in porto la Concordia.
..
http://masadaweb.org

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