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Wednesday September 20th 2017

I BUONI E I CATTIVI


MASADA n° 1371 1/3/2012 I BUONI E I CATTIVI

Solo i perversi possono continuare in un progetto disumano come la Tav in Val di Susa – Un giovane cade da un traliccio – Petizione a Monti perché interrompa l’opera – La corruzione della Tav nella morte di Falcone e Borsellino – La denuncia del giudice Imposimato – Come i media si inventano un violento mentre tacciono sulle violenze della polizia – Un altissimo senso di ‘pecorismo’ – Il Terzo Valico – Non bastano ancora alle loro pance 600 Grandi Opere incompiute che non sono servite a niente? – Un solo politico a favore della Val di Susa: Ferrero –L’opposizione francese al progetto – Occorre un risveglio delle coscienze. Una lettura alternativa di quanto accade: la Val di Susa è anche un luogo spirituale – Contro la violenza nel mondo, la lezione della solidarietà: i volontari, gli attivisti e i cooperanti – LIBERATE ROSSELLA URRU!

Stefano
Diceva bene Michael Moore: “Sono sempre i più disgraziati che difendono i responsabili delle loro disgrazie”.
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Lo sdegno, inteso come quel profondo senso di repulsione per l’ingiustizia, che è proprio degli animi grandi ed è invece del tutto sconosciuto agli animi servili e ignobili. Diverso dalla compassione, che è dolore nei confronti della immeritata sfortuna di altri; diverso anche dall’invidia, che è il dolore per un bene che gli altri hanno e noi no; lo sdegno è, in senso stretto, l’ira dei buoni: l’ira per giusti motivi, l’ira nei confronti delle persone contro le quali è giusto provare ira.Lo sdegno impone di operare anche quando le speranze di vincere sono esigue o nulle, quando bisogna agire nell’indifferenza dei più, e quando lottare espone a pericoli certi. Ciononostante, solo lo sdegno spinge a difendere la libertà nei tempi bui, quando i più piegano la schiena e si rassegnano all’oppressione.”

Maurizio Viroli ” L’intransigente”

COME E’ PROFONDO IL MARE

Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l’oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare

Ciao Lucio!
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UN GIOVANE E UN TRALICCIO

In Val Susa un giovane è caduto da un traliccio, spinto da un carabiniere ed è tra la vita e la morte, domani può accadere di peggio qui o altrove. Vogliamo un futuro sostenibile, in ogni senso Un futuro umano. La sostenibilità si può raggiungere con l’intelligenza e l’onestà, o il futuro sarà uno scontro sempre più violento, perché, se i ladri hanno intenzione di continuare a rubare, gli onesti faranno resistenza sempre e non si arrenderanno mai. E l’esasperazione porterà a gesti sempre più inconsulti nonché tragici.

ORRORE IN VAL DI SUSA
Stefano

Sabato è stata una giornata bellissima, con una manifestazione tra Bussoleno e Susa a favore delle opere utili e contro lo spreco di risorse per le opere inutili, come questa linea AV Torino Lione che non serve a niente se non a ingrassare alcuni soggetti che la spingono perseguendo obiettivi di arricchimento personale o di parte, a danno della collettività.
La manifestazione è stata festosa, coloratissima e con un’eccezionale partecipazione di gente (80.000 persone) Valsusini, sì, ma anche tantissimi italiani da altre regioni (7 pullman soltanto da Roma), e francesi, greci con le loro bandiere nazionali, e tedeschi con le bandiere gialle di Kein Stuttgart 21. Una grande manifestazione pacifica.
Sabato sera, l’episodio un po’ sconcertante di Porta Nuova, sul quale ci sono diverse versioni dei fatti, e testimonianze filmate, che andranno chiarite. Io posso solo dire che per tutto il pomeriggio, alla marcia e infine in piazza a Susa, non ho visto che una ventina di appartenenti alle forze dell’ordine, in atteggiamento molto tranquillo, per una manifestazione di decine di migliaia di persone. Invece a sera a Porta Nuova c’erano, pare, un centinaio di celerini già in assetto antisommossa ad aspettare chi doveva prendere il treno per Milano… c’è qualcosa che non quadra.
Ieri mattina questo episodio che non so come definire…. un agricoltore della Valle, attivista no tav (i tg lo hanno definito ‘anarchico’!), per difendere la sua terra si arrampica come protesta pacifica su un traliccio, senza minacciare nessuno, e dice soltanto a chi sta sotto: “Sono disponibile ad appendermi ai fili della corrente se non la smettete” (sotto si stavano Attrezzando per salire a prenderlo), come si può sentire molto chiaramente dal resoconto della sua intervista a radio black out, disponibile su internet
http://www.notav.info/top/la-diretta-di-luca-a-radio-black-out-prima-di-cadere/
Ecco, mi domando: quale minaccia rappresenta un uomo, solo, senza acqua né cibo, arrampicato su un traliccio della corrente elettrica, per decine di uomini delle forze dell’ordine attrezzati di tutto punto che stanno lì sotto ad aspettarlo. Mi chiedo quanto tempo possa resistere da solo, senza acqua né cibo, a febbraio in montagna… e la risposta è semplice: poche ore. Bastava stare lì sotto ad aspettarlo e a sera sarebbe sceso da solo. E invece no. Evidentemente i calcoli (o le intenzioni) di chi stava lì sotto con una divisa addosso erano diversi, e mentre lui dice chiaramente “se salite mi appendo ai fili della corrente” ecco che qualcuno comincia a salire.
Se l’uomo sul traliccio ha detto che si appende ai fili della corrente se si sale per cercare di prenderlo, L’UNICA COSA DA NON FARE è salire per cercare di prenderlo.
Come sia andata a finire lo sappiamo… ieri sera sono stato alla veglia davanti al CTO e Luca Abbà è in coma farmacologico, ha perso un rene, pare abbia perso anche un polmone, ha costole rotte e due vertebre lombari a quanto sembra perlomeno incrinate.
E’ molto triste.
Si può protestare pacificamente, senza far male a una mosca, in Europa, in Italia, oggi, e finire in un grande ospedale, a 37 anni, a lottare per la vita?
E mi chiedo ancora: quale responsabilità hanno coloro che lo hanno spinto a salire più in alto sul traliccio, cioé ad andare verso i fili della corrente dove è rimasto folgorato?
E mi chiedo infine: dopo che alcuni attivisti no tav sono stati precedentemente prelevati a casa e buttati in carcere per avere risposto con qualche sassaiola ai lacrimogeni lanciati ad altezza d’uomo, la magistratura cercherà di appurare le responsabilità di chi, di fronte a una dichiarazione come “se salite mi appendo ai fili della corrente”, ha deciso di salire?
Cerco le risposte, e vorrei tanto averle.

PETIZIONE

Quattro scienziati:
Sergio Ulgiati, Università Parthenope, Napoli
Ivan Cicconi, Esperto di infrastrutture e appalti pubblici
Luca Mercalli, Società Meteorologica Italiana
Marco Ponti, Politecnico di Milano
hanno promosso un appello al presidente Monti riguardo perché riesamini il progetto TAV. L’appello è stato firmato anche da 360 docenti universitari.

Si ricorda che il progetto della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, definito “strategico” non si sa in base a che, non si giustifica né per il trasporto merci e passeggeri, né per futura convenienza economica e non garantisce in alcun modo il ritorno alle casse pubbliche degli ingenti capitali investiti, mentre produrrà gravissimi danni ambientali, anche per la presenza di amianto nel monte da perforare e per la lunghezza decennale dei lavori, con un impatto sconvolgente sulle aree attraversate.
Tra il 2000 e il 2009, prima della crisi, il traffico complessivo di merci dei tunnel autostradali del Fréjus e del Monte Bianco è crollato del 31%. Nel 2009 era sceso a 18 milioni di tonnellate, come 22 anni prima, mentre si dimezzava anche il traffico merci sulla ferrovia del Fréjus, anziché raddoppiare come ipotizzato nel 2000 nella Dichiarazione di Modane italo-francese. La nuova TAV non sarebbe nemmeno ad Alta Velocità per passeggeri perché, essendo quasi interamente in galleria, dovrà ridurre la velocità a 220 km/h, con tratti a 120, per cui la sua effettiva capacità sarebbe praticamente identica a quella della linea già esistente, attualmente sottoutilizzata.
Non solo la spesa è enorme ma senza ritorno del capitale investito. Per di più nemmeno oggi sono noti i suoi piani finanziari, non si sa, cioè, da dove usciranno i 22 miliardi necessari a farla, tanto più che il paese sostiene già pesanti sacrifici per la crisi e il debito, che è il 2° più alto del mondo e ci mette a rischio di default.
Meglio sarebbe migliorare altre ferrovie con risultati molto più utili e redditizi.
Il concetto stesso di corridoio è vecchio e non più sostenibile, ha solo un significato simbolico contro costi molto alti di tenuta, più alti costi energetici e aumenti dell’effetto serra, sia per la sua costruzione che per l’operatività dei treni per gli alti costi elettrici che superano gli effetti della sottrazione al traffico su gomma.
Già in passato si sono imposte grandi opere risultate poi inutili, sottraendo capitali pubblici all’innovazione tecnologica, alla competitività delle piccole e medie imprese, alla creazione di nuove opportunità di lavoro. E ogni grande opera aumenta il nostro carico fiscale e quello dei nostri figli e nipoti e che il carico di tasse italiane è già oltre ogni sopportazione e sottrae competitività alle imprese impoverendo i cittadini.
Il costo previsto è di 22 miliardi ma, visto quanto è accaduto ad altre opere pubbliche, arriverà a 30 e forse più, permettendo arricchimenti indebiti, visto che ogni km di ferrovia italiano costa alla fine 3 o 4 volte di più che in altri paesi UE. Ci chiediamo se col debito che abbiamo è il caso di affrontare un’opera faraonica che porterà a nuovi aumenti delle tasse che ricadranno sempre sui soliti. L’opera coinvolge la stessa democrazia, la possibilità dei cittadini di difendere l’ambiente in cui vivono e il loro futuro e il diritto di poter discutere con chi governa per una conciliazione pacifica dei conflitti, un diritto che comprende il rifiuto di una imposizione militare che contraddice qualunque legittimità e nega qualunque trasparenza.
“L’attuale congiuntura economica e finanziaria giustifica ampiamente un eventuale ripensamento e consentirebbe al Paese di uscire con dignità da un progetto inutile, costoso e con gravi conseguenze ambientali, anche per evitare di iniziare un’opera che potrebbe essere completata solo assorbendo ingenti risorse da altri settori prioritari per la vita del Paese e rischia di bloccarsi per mancanza di fondi”

L’appello dei 4 scienziati e dei 360 docenti universitari al governo precedente non ha mai avuto risposta, per cui vi chiediamo di firmarlo per poterlo riproporre al presidente Monti

http://www.notav.eu/modules.php?name=ePetitions&op=more_info&ePetitionId=3 <http://www.notav.eu/modules.php?name=ePetitions&op=more_info&ePetitionId=3>
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UN LIBRO-DENUNCIA: CORRUZIONE E TAV

Vorremmo ricordare che in Italia le Grandi Opere sono sempre servite in realtà a foraggiare con tangenti e sovraccosti una cricca di politici e costruttori che hanno portato il nostro paese ai vertici della corruzione europea. Ferdinando Imposimato nel 1999 scriveva un libro in cui denunciava la corruzione connessa alla Tav, con arricchimenti indebiti, tangenti, distruzione dell’ambiente e vantaggi minimi per il paese. ”Lo scandalo della TAV è l’emblema della degenerazione globale del sistema politico; esso ha coinvolto maggioranza ed opposizione in egual misura. Dopo Tangentopoli non è scaturita una Repubblica rinnovata, ma una riedizione peggiore del vecchio sistema di potere. Si è organicamente strutturata l’alleanza tra ceto politico e forze dominanti del potere economico delle grandi imprese sia private che pubbliche….” L’inchiesta, condotta con grande professionalità dagli autori , seguendo il filo delle vicende legate al TAV attraversa gli anni ’90 della storia italiana, mostrando il groviglio di interessi che si nasconde dietro ogni Grande Opera e rivelando perché la TAV abbia tanti sostenitori tra imprenditori e politici.
L’indagine nacque nel 1995 in seno alla Commissione Antimafia per scoprire le infiltrazioni della criminalità organizzata in Campania, ma si allargò a livello nazionale coinvolgendo noti imprenditori pubblici e privati, politici con incarichi istituzionali ai massimi livelli, magistrati di grande fama che operano coperture e depistaggi compiacenti.”
Il giudice Imposimato dichiara: “Falcone e Borsellino furono uccisi per le inchieste sugli appalti pubblici e la Tav. Quando nel 1992 stava prendendo avvio la Tav, mi accorsi che quest’opera pubblica era accompagnata da bombe e attentati contro le imprese che si trovavano lungo la tratta. Essendo allora membro della Commissione antimafia, decisi di fare un’inchiesta perché mi resi conto che nell’opera confluiva anche la malavita organizzata al fine di lucrare somme ingenti attraverso la moltiplicazione dei costi. E’ venuto fuori che nella Tav partecipavano politici corrotti e imprese della mafia”. La moltiplicazione dei costi che sempre avveniva con la TAV serviva per coprire ingenti ‘mazzette’ alla mafia e ai politici. Falcone e Borsellino avevano scoperto le stesse anomalie collegate alla Tav. E furono ammazzati nel 93, un anno dopo l’avvio del progetto della Tav. Io feci la mia relazione ma essa non venne mai discussa nella Commissione antimafia”.

ARMI PUBBLICHE A SERVIZIO PRIVATO
Vv

Un tempo l’Italia aveva un esercito italiano a servizio del paese
Che cosa sia oggi questo esercito di mercenari, alieno a ogni interesse dell’Italia, lo abbiamo visto in occasione della nevicata, quando, per aiutare i paesi sommersi, questi mercenari hanno chiesto 80 € al giorno più vitto e alloggio e le spese per i mezzi, come una impresa privata qualunque, anzi più esosi di una impresa privata qualunque, perché quella, almeno, non viene mantenuta a spese nostre e con una moltitudine gigantesca di generali che si spanciano in stipendi lussuosi e appartamenti di gran pregio e macchine esorbitanti e blindate, che gravano sempre sulle spalle nostre. Così,mentre una impresa la si paga solo una volta ,questo esercito prezzolato strapieno di generaloni e di inutilità, lo paghiamo addirittura 2 volte , ma, mentre l’impresa la chiamo e la pago perché serva a me, costoro sono già pagati da me e usati contro di me per farmi del male e sostenere delle illegalità, come fossero sicari o invasori. In pratica, io cittadino italiano sono costretto a pagarmi il nemico in casa perché mi distrugga, qualcosa che non esiste in nessuna parte della Terra, perché nessun paese sarebbe tanto deficiente da accettarlo. E per coprire questa enorme magagna, il governo si precipita pure a fare elogi e a dare onorificenze, affinché la puzza di questa stortura venga coperta dalla grancassa del falso onore, con la servitù di tutta la stampa che fa da strascico e da supporto. Mercenari che supportano altri mercenari.

Però in Val di Susa o contro i manifestanti questa impresa di servi, chiamata ormai indebitamente ‘esercito italiano’, ‘carabinieri’, ‘poliziotti’, può intervenire calpestando la legge e i diritti civili per imporre il lucro di una cricca ad una popolazione maltrattata come un paese occupato è maltrattato dai suoi nemici
Così un governo non eletto e abusivo usa un esercito che di esercito non ha più nemmeno il nome,ossequiato da una stampa che di stampa non ha più nemmeno il titolo, mentre un paese muore perdendo anche la faccia

Scrive Doriana Goracci

Non è mai volato un certo Aeroporto a Viterbo ma un considerevole numero di persone, appartenente al più ampio schieramento politico, è riuscito a far credere che sarebbe altamente e velocemente decollata l’occasione ad es. del lavoro per i tanti giovani precari della zona e dello svecchiamento per la Ferrovia Roma Viterbo. Il magistrato Ferdinando Imposimato aveva scritto il 26.12.2010 alla dottoressa Antonella Litta del Comitato Coi piedi per terra quanto segue: “Carissima Antonella,… avete instancabilmente difeso la vostra terra meravigliosa, con coraggio tenacia e saggezza. Altri non hanno saputo farlo e sono stati travolti dall’inquinamento, dalla speculazione selvaggia e dalla malavita. I criminali che avevano fatto gli accordi sottobanco alle spalle del coraggioso popolo viterbese e del suo territorio, patrimonio dell’umanità, promettendo la creazione di un aeroporto inutile e devastante, in cambio di vantaggi personali, ora sono in difficoltà per le promesse non mantenute. Condivido con voi la gioia di avere vinto su lobbie potentissime e trasversali, e abbraccio gli agricoltori che hanno sostenuto la vostra battaglia senza mai arrendersi. Vergogna a quelli che volevano distruggere la vostra terra, che è anche nostra…. spero di vedervi presto e vi stringo forte al mio cuore. Viva Viterbo e coloro che la difendono con passione civile…”

LUCA ABBA’

Girava stanotte una foto di Luca Abbà e le sue parole, lui che è ancora in precarie condizioni di vita: “Per chi non mi conosce sappiate che io abito da 10 anni in una borgata dell’alta valle Susa, nella casa dove nacque mio padre e dove hanno vissuto fino alla morte i miei nonni, sono coltivatore diretto da anni e vivo del reddito che mi fornisce la Terra tramite i suoi prodotti, faccio anche saltuari servizi di giardinaggio e il tempo che dedico (volentieri) alla lotta No Tav lo ritaglio tra il lavoro e le mille faccende della vita di campagna. L’amore per la Terra e per questa valle mi spinge a difenderla fino in fondo dalle mani avide degli speculatori; invito Esposito (“uno del Pd”) questa estate a farsi una giornata di lavoro con me al mio ritmo e con i miei orari, voglio vedere se riesce ad arrivare sano a fine serata! Chi mi ha visto lavorare sa cosa intendo”.

Ferdinando Imposimato nel 1999 scriveva il libroCorruzione ad Alta Velocità’ con Giuseppe Pisauro e Sandro Provvisionato: “Sono Ferdinando Imposimato, ex Senatore che ha fatto parte della Commissione parlamentare antimafia e fin dal 1992 mi sono occupato dall’alta velocità. Sono nettamente contrario all’alta velocità in Val di Susa, perché ritengo che in quella zona si riprodurrebbe se dovesse essere realizzata, la stessa situazione che io ho riscontrato insieme a diversi altri collaboratori nel centro e nel sud e nel nord dell’Italia, cioè arricchimento, tangenti, distruzione dell’ambiente e vantaggi minimi…
Torna alla ribalta quel documento agghiacciante che nella scheda NO TAV Torino così presenta: “Ci vogliono una certa dose di coraggio ed uno stomaco robusto per leggere “Corruzione ad Alta Velocità – Viaggio nel Governo invisibile”. Ma è un’occasione per guardare in faccia la realtà. Lo scandalo del TAV è l’emblema della degenerazione globale del sistema politico; esso ha coinvolto maggioranza ed opposizione in egual misura. Dopo Tangentopoli non è scaturita una Repubblica rinnovata, ma una riedizione peggiore del vecchio sistema di potere”.
Il libro è il risultato di una rigorosa inchiesta, condotta con grande professionalità dagli autori, una ricerca della verità che seguendo il filo delle vicende legate al TAV attraversa gli anni ’90 della storia italiana. É lo sviluppo di una specie di trama gialla in cui via via vengono scoperte tessere che restituiscono un mosaico di insieme sempre più inquietante: ad ogni capitolo crescono gli intrecci e le dimensioni del groviglio di interessi che si nasconde dietro la Grande Opera, ma solo alla fine si capisce pienamente la ragione per cui l’Alta Velocità abbia tanti sostenitori tra gli imprenditori ed i politici “di rango” di questi anni 2000. Ferdinando Imposimato, ex giudice, è il tenace conduttore dell’indagine che nasce nel 1995 in seno alla Commissione Antimafia per scoprire le infiltrazioni della criminalità organizzata in Campania, ma che presto si allarga a livello nazionale coinvolgendo noti imprenditori pubblici e privati, politici con incarichi istituzionali ai massimi livelli, magistrati di grande fama che operano coperture e depistaggi compiacenti.”
Quando nel 1992 stava prendendo avvio la Tav, – dice – mi accorsi che quest’opera pubblica era accompagnata da bombe e attentati contro le imprese che si trovavano lungo la tratta. Essendo allora membro della Commissione antimafia, decisi di fare un’inchiesta perché mi resi conto che nell’opera confluiva anche la malavita organizzata al fine di lucrare somme ingenti attraverso la moltiplicazione dei costi. E’ venuto fuori che nella Tav partecipavano politici corrotti e imprese della mafia”. Il costo dell’opera, come venne fuori nei vari processi di tangentopoli, che partiva da 29mila miliardi di lire, avrebbe dovuto raggiungere la somma di 300mila miliardi. “La cifra – continua Imposimato – serviva per coprire le ‘mazzette’ alla mafia e ai politici. Inoltre, la linea Tav è strettamente connessa con la morte di Falcone e Borsellino, i quali, parallelamente a me, avevano riscontrato le stesse ‘anomalie’ nel progetto Tav”. Tornando indietro cronologicamente, gli omicidi dei due giudici siciliani avvennero nel 1993, circa un anno dopo l’avvio del progetto della Tav. “Nonostante vi siano documentazioni delle connessioni con le mafie e con la corruzione politica, – conclude – la mia relazione non è mai stata discussa nella Commissione antimafia perché dopo due anni venne sciolto il Parlamento, a mio avviso, proprio per la mia inchiesta. Non potendo votare a favore per un’alta velocità imperniata sulla corruzione, la mia relazione non è stata mai più discussa. Tutto questo è di una gravità inaudita in quanto un’inchiesta fatta da un relatore su incarico del presidente della Commissione antimafia, non è mai stata presa in considerazione dalla Commissione antimafia”.
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UN ALTISSIMO SENSO DI PECORISMO
Viviana Vivarelli

Ma davvero la violenza di una parola, tra l’altro una parola mite come ‘pecorella’, valeva tutta la furia mediatica che ha ignorato la violenza ben più massiccia della polizia che ha sfondato vetrine, teste ed auto? Ma quali pesi e quali misure hanno questi media vergognosi che tentano di montare una campagna mediatica in cui le vittime diventano violentatori e ai violentatori si danno encomi solenni?
Gli elogi sperticati e demenziali che abbiamo dovuto ascoltare tutto ieri dai media sul poliziotto che “non ha sfracellato” il manifestante ‘così violento’ da dargli pacatamente di ‘pecorella’, come sarebbe stato evidentemente auspicabile, ma ha taciuto senza reagire, questi elogi privo di qualsiasi senso comune ch evolevano solo sollevare un caso mediatico, sono stati un segno di tale viltà e di tale “pecoraggine” politica da parte della cosiddetta “informazione” che facevano solo vomitare.
Mentana sbraitava che il comportamento del manifestante “segnava un gravissimo spartiacque”, non si sa tra che, forse tra la servitù bieca al potere dei giornali di prima e la servitù bestiale e anche peggio di oggi?
Non sanno a cosa aggrapparsi per giustificare le loro porcherie.
Assolutamente rimossi i gas urticanti, le botte, le manganellate, gli abusi, gli arresti, le vetrine spaccate, le auto devastate…
Non fanno che esaltare tutti ‘l’eroico, il “dignitoso”, il “nobilissimo” silenzio del poliziotto che non ha reagito quando un manifestante lo ha chiamato ‘pecorella’. C’è una tale disparità tra il comportamento bieco della polizia nell’occupazione militare di un territorio come fosse di un paese nemico e l’ingrossamento a furor di media dell'”insulto” che la cosa sarebbe ridicola se non fosse grottesca. Encomio solenne, laude d’onore, ci manca che gli diano la medaglia d’oro al valor civile, e la pagliacciata è completa, mentre il grandiglione che colloquia, nemmeno con tono adirato e dichiarando tutte le sue generalità e persino il suo affetto al piccoletto superprotetto bardato nella sua armatura da guerra come un robot da guerre stellari, ma il ‘violento’ viene sputtanato in ogni modo e trattato come un bieco rivoltoso nemmeno avesse avuto una bomba in mano. E il pubblico più pecorino che mai assorbe senza valutare.
Ormai questa gente ha paura anche della propria ombra. Tentano di rovesciare in modo infame l’enorme sopruso a questa valle, ingrandendo a dismisura un moscerino, e non solo i media ci fanno una figura di merda tutti quanti (meno il Manifesto che è stato l’unico ad avere l’ardire di rinnovare le ragioni della popolazione) ma, così facendo, non fanno che amplificare i loro torti. Ora ci manca l’ultimo atto, come a Genova, poliziotti travestiti da manifestanti che il morto lo facciano davvero.
..
Confrontate ora il colloquio pacato al carabiniere del manifestante contro cui ieri si è scagliata tutta la stampa e tutta la televisione come se fosse stato chissà quale immondo delitto e la condotta inqualificabile della polizia a calci e manganellate contro chi cade a terra senza armi e indifeso e contro cui non ha detto parola nessuno. Oggi titolavano “Bloccato il provocatore che ha insultato il carabiniere”. Cosa vogliamo fargli? Lo vogliamo torturare? Gli diamo l’ergastolo?

Ciro segnala:
MARCO BRUNO E’ SU TUTTE LE TV

E’ il “cattivo ragazzo” che dà della “pecorella” al poliziotto armato fino ai denti e con maschera antigas indosso.
Chi è Marco? E’ un padre di famiglia di un magnifico bimbo di 2 anni, un lavoratore che non si risparmia e un no tav valsusino da sempre.
Martedì al posto di mangiarsi un panino nella pausa pranzo è corso insieme a tanti a Chianocco per tentare di resistere al migliaio e più di forze dell’ordine che sgomberavano l’autostrada.
La rabbia è tanta ma Marco non perde la testa, non fa gesti inconsulti, scarica solo verso chi in quel momento sta calpestando per l’ennesima volta la dignità di una popolazione, invadendo in modo violento la Valle dove Marco è nato e cresciuto.
E’ un attimo, le Tv riprendono e la vittima diventa il poliziotto armato e a volto coperto e il carnefice il manifestante a volto scoperto e disarmato.
Che i meccanismi dei media siano perversi già lo sapevamo, ma non riusciamo ancora ad abituarci a tali livelli di mistificazione e manipolazione.
L’unico spezzone trasmesso è quello della sacrosanta rabbia, poi però Marco parla per dieci minuti con l’uomo armato in modo tranquillo e pacato, fino a quando lo saluta poiché deve tornare a lavoro (a stomaco vuoto) dicendogli “…comunque vi voglio bene lo stesso”. Questo però nessuna Tv l’ha fatto vedere.
Cosi finisce Marco la sua “violenta protesta”, “vi voglio bene lo stesso”.
Credo che non ci siano altri commenti da fare, specie dopo la violenza di questa sera compiuta dagli uomini in divisa.
Che ognuno risponda alla propria coscienza!
..
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d’obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
…”

(Fabrizio de André)
..
Sarebbe troppo bello se il mondo fosse diviso in modo netto tra pecore e lupi.
Purtroppo ci sono anche le pecore che stanno dalla parte dei lupi e si illupiscono a tal punto che la loro ubbidienza li rende peggiori ancora dei loro padroni.
..
Ricordiamo che c’è stato “un solo” politico che ha preso le difese della Val di Susa. Uno solo. Ricordiamocelo alle prossime elezioni. Di questa gentaglia non ce n’è “uno” che sia in grado di rappresentarci.

Altre azioni “eroiche” della polizia

Harry Haller

E L’Eroico Carabiniere, quasi un novello Salvo D’Acquisto, che dice “ho fatto solo il mio dovere”;
(manganellare a 1300 Euro al mese)………
..
Silvanetta
Dunque riepilogando : ci sono state le cariche, diversi feriti, una ventina di fermi, inseguimenti e gas nel paese ad altezza uomo, idranti, manganellate e retate nei locali, vetrine infrante, auto spaccate e aperte lungo la strada !

Sì, ma tutto quello che è passato è che un manifestante ha insultato un carabiniere chiamandolo ‘pecorella’!!
.
Vittorio Bertola
Le notizie che giungono da Bussoleno via rete, SMS e diretta Radio Blackout sono terribili: la polizia carica i circa duemila manifestanti, li insegue fin nel centro del paese a colpi di lacrimogeni, sfascia le auto, entra nei bar e nelle pizzerie e coglie chi coglie.
.
Certo, ma, come dice Mentana, non è questa violenza gratuita, “lo spartiacque, quello che segna l’enorme differenza tra il Movimento com’era prima e dopo è stato che.. uno dei manifestanti ha dato di ‘pecorella’ a un agente”. Se non avessi sempre pensato che Mentana è una persona intelligente penserei che lo hanno sostituito con un robot o che un improvviso virus letale gli ha confuse le cervella. Lo spartiacque?????!!! Ma cosa sta dicendo??
.
Da 8 e mezzo
Luigi
Un imb. di nome Mantovano, ex sottosegretario berlusconiano, è stupito perché la protesta No Tav si è diffusa anche fuori dalla Val Susa, in città lontane centinaia di km, e si chiede candidamente: “Ma che c’entrano con la Val Susa?”
Ecco questa gente qui è quella che decide la nostra vita, esseri sub-umani che non riescono nemmeno più ad articolare pensieri coerenti, né comprendere concetti come solidarietà, unità d’intenti, lungimiranza… creature completamente uscite dal consorzio degli esseri normali, che vivono ormai solo in funzione dei loro titoli e delle loro comparsate televisive!
Te lo dico io maledetto dem. cosa c’entrano le altre città con la Val di Susa, c’entrano perché quello che succede oggi lì, domani può ripetersi ovunque, in mille modi diversi ma uguali, c’entrano perché tra esseri umano ci si identifica, ci si comprende, ci si riconosce, ci si mette gli uni nei panni degli altri, perché noi non abbiamo al posto del cervello un disco rotto che ripete le stesse frasi da decenni!
..
L’ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia alla giustizia ovunque”
Martin Luther King
.
Ma vaglielo a spiegare a uno come Mantovano!!

Enrico di Novara

La Violenza già c’è ed è Lapalissiano dove.
Licenziare è Violenza.
Affamare è Violenza.
Pervertire è Violenza.
Prescrizione è Violenza.
Media di Rincoglionimento è Violenza.
Stipendi da Favola è Violenza.
Auto Blu è Violenza.
MAfia e Ndrine è Violenza.
Amianto è Violenza.

Potrei continuare all’Infinito, come le Pene Inflitte ogni giorno.
Se si deve Morire, almeno si faccia per la Giustizia.
Questi son Demoni Immondi.
E Tu vatti a Confessare, Reggicoda.
E lasciami andare a dormire, Tiepido.

Moonshadow

Il simbolo dell’Italia migliore, quella dei cittadini consapevoli e combattivi che non chinano la testa di fronte all’arroganza di chi vuol provocare un enorme danno ambientale provocando un’emorragia di denaro pubblico.
Soprattutto ora che si stracciano le vesti parlando di sacrifici per il risanamento del debito pubblico e lo fanno sulla pelle dei più poveri, è inaccettabile che si sperperino i soldi per un’opera assolutamente inutile, oltreché dannosa, per favorire le grandi imprese che si accaparrano gli appalti a suon di mazzette.
Non si può più accettare che la volontà dei cittadini sia repressa con la violenza, non si può e non si deve accettare che i cittadini siano trattati come sudditi.
Non si può accettare la vergogna di un’informazione schifosamente pilotata, falsa e distorta. L’Italia è piena di opere incompiute, di ospedali diventati ruderi senza mai essere stati utilizzati, di cattedrali nel deserto ideate al solo scopo di far arricchire i signori della corruzione: ricchi capitalisti e politici che puzzano di carogna.
La NO TAV E’ IL SIMBOLO dell’Italia che reagisce e non si arrende e speriamo sia solo l’inizio di una reazione a catena che provochi un effetto domino su tutte le malefatte e i malfattori che ci stanno portando alla rovina.
Per fortuna, ancora…c’è chi dice NO!

CROZZA

Crozza, ricorda i mondi paralleli dei vecchi film di fantascienza e fa notare che esistono due “Italie Parallele”: quella degli operai e degli impiegati che sono tra i meno pagati d’Europa e quella dei manager pubblici più pagati della galassia. Poi ironizza sulle paghe basse degli operai e dice che Marchionne agli operai della Chrysler, dopo aver firmato il contratto, ha detto di voler trasferire la produzione a Torino perché la manodopera costa meno. Contemporaneamente, nell’altra Italia, Manganelli, capo della Polizia di Stato, guadagna 621.000 € l’anno mentre il capo della FBI guadagna 175.000 dollari: in America però l’FBI deve catturare Hannibal e qui al massimo si deve catturare lo “zio di Avetrana” .
Lo stenografo del Senato guadagna quanto il Re di Spagna, ma Crozza giustifica la paga perché lo stenografo deve stenografare tutte le affermazioni del ministro Giovanardi.
Il presidente delle Autorità Energie e Gas, Paolo Bordoni prende 475.000 € l’anno mentre Obama solo 300.000 €. Dunque per Obama passare dalla presidenza degli Stati Uniti alla presidenza del Gas in Italia serebbe uno scatto di carriera.
Due Italie parallele anche per quanto riguarda i treni: c’è chi viaggia con i Freccia Rossa , in treni che ricordano Star Trek , da cui scendono i modelli di Armani che si lamentano del servizio WI fi e chi viaggia con il Freccia “Rotta” , in treni che ricordano un film di Rossellini, da cui scende gente nelle stesse condizioni del popolo di Mosè dopo 40 anni a piedi nel deserto , elemosinando dell’acqua
Crozza non capisce le proteste di quelli dei No Tav che si oppongono all’alta velocità dicendo no ad un tunnel di 70 km e a un cantiere di 15 anni che costerà 22 miliardi di €. Ma Crozza fa notare che i calcoli di tempi e spese sono stati fatti dalla mafia e quindi sono più che affidabili. Inoltre, dato che con l’alta velocità si potrà arrivare a Lione in un’ora e mezza, chiede a Floris se conosce qualcuno che è mai andato di corsa ed era in ansia per arrivare velocemente a Lione, e soprattutto cosa si va a fare a Lione. E’ come se a Parigi qualcuno fosse in ansia di arrivare in pochissimo tempo a Cuneo… In realtà, la Tav servirà per trasportare le merci, ad es. il tonno da un posto all’altro a 300 km orari. Dunque si sta progettando un Freccia Rossa per i pinna gialla.

FALCONE, BORSELLINO E LA CORRUZIONE SOTTO LA TAV

Falcone e Borsellino sono stati ammazzati per aver scoperto la sporcizia mafiosa e politica che stava sotto la TAV. Lo denuncia il giudice Ferdinando Imposimato nel suo libro-denuncia ‘Corruzione ed Alta velocità’, e sono morti esattamente un anno prima che la Tav partisse perché avrebbero fatto scoppiare uno scandalo, e il famoso libro rosso di Falcone sparì immediatamente dalla sua cassaforte sottratto da uno zelante carabiniere che lo fece sparire prima che i nomi dei coinvolti politici saltassero fuori, perché avrebbe potuto danneggiare questa grande opera che è il più grande affare sporco del dopoguerra!
Il Piemonte e la Liguria sono ormai nelle mani della criminalità organizzata e il Pd di Fassino o di Violante come la Lega di Cota fanno parte dell’allegra brigata per non parlare della lega che inizialmente mandò lo zelante Calderoli a prendere voti con la scusa della difesa del territorio e poi, vista l’entità della torta da spartire, si è tirata prudentemente indietro.
O dividono gli utili o fingono di non vedere e di non sapere per far parte a pieno diritto della più grande mangiatoia del futuro.
E Monti non ci pensa nemmeno a far saltare questa banda a delinquere perché farebbero saltare anche lui. Ormai sono talmente accecati dall’avidità e dal bottino che dell’Italia proprio se ne fregano.
Una torta di 22 miliardi che facilmente diventeranno 30 da spartirsi in modo bypartisan sono un tesoro talmente grosso che questi ucciderebbero padre e madre pur di metterci le mani sopra.
E poi uno si meraviglia se i media tirano acqua al loro mulino.
E chi non lo capisce e si ostina a demonizzare i migranti o i valsusini meriterebbe l’ergastolo per crudeltà mentale.

Guarda su google “Corruzione ad Alta Velocità”, scritto da Ferdinando Imposimato, Giuseppe Pisauro e Sandro Provvisionato

Il patto scellerato tra camorra e istituzioni è andato troppo avanti.
Questi partiti sono talmente avidi nei loro accordi perversi per la spartizione di questi miliardi che ormai non possono più tornare indietro. Possono solo mentire, demonizzando il movimento No tav e cercando di far precipitare gli eventi in guerra pur di arrivare alla meta. Siamo allo schifo totale.
Ci sono delle soglie nel patto col diavolo che quando le hai superate puoi solo cercare l’inferno.

DA:
http://www.notav.info/post/il-ragazzo-con-la-barba/
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CHISTU E’ U PAESE DU SOLE
Guarda e piangi

L’UNICO politico che difende i valsusini: Paolo Ferrero

Lucio Domizio

La TAV la faranno lo stesso perché la DEVONO fare.
Se cedono sulla TAV, poi dovranno cedere su tutto il resto (Expo, inceneritori, variante di valico, Mose a Venezia ecc) e questo distruggerebbe un intero sistema basato, costruito e stratificato sulla corruzione, la speculazione e l’associazione a delinquere mista alla politica.
Uno stravolgimento per scongiurare il quale non esisteranno a bombardare con il napalm i manifestanti, se proprio non la vogliono capire.
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….come disse il pentito Varacalli a Presadiretta: “La ‘ndrangheta ha bisogno della politica e i politici hanno bisogno della ‘ndrangheta. Il patto si fa prima: a loro i voti a noi i cantieri“..

A BUSSOLENO la DEMOCRAZIA NON E’ FINITA!
la DEMOCRAZIA NON E’ MAI COMINCIATA

Davide Lak
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Pericle
I poveri protestano?
Paghiamo metà dei poveri affinché uccidano l’altra metà.

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ALTA VELOCITÀ. LA PEGGIORE INFRASTRUTTURA POSSIBILE
Luca Mercalli
Il Fatto Quotidiano

Saggia decisione quella del governo Monti di non avallare la candidatura di Roma alle Olimpiadi. Proseguendo con lo stesso rigore si dovrebbe ora affrontare la questione della linea ferroviaria ad Alta velocità Torino-Lione. Il 9 febbraio scorso 360 docenti universitari, ricercatori e professionisti hanno inviato al prof. Monti un appello che sollecita ancora una volta, dopo quello inascoltato inviato al presidente Napolitano nel luglio 2011, l’applicazione del metodo scientifico all’oggettiva valutazione degli scenari che – secondo i proponenti – motiverebbero l’opera. Attualmente si viaggia già in Tgv da Milano a Parigi sulla linea esistente via tunnel del Frejus, incluse le fermate Torino e Lyon, separate da poco più di tre ore e mezza di viaggio ( www.tgv-europe.it  ).
La nuova linea con tunnel di 57 chilometri appare sempre più anacronistica e priva di priorità: un’opera con tempi di realizzazione ultra-decennali, del tutto rigida sul piano degli adattamenti alla rapidissima evoluzione sociale – generata dalla onnipresente penetrazione delle tecnologie informatiche – ed economica in tempo di crisi e contrazione strutturale dei consumi. Detto in altro modo, mentre cablare l’Italia con la banda larga è un progetto che presenta innumerevoli vantaggi in tutti i settori della vita quotidiana e professionale, quel tunnel serve a una e una sola cosa: farci passare delle merci e forse dei passeggeri che un domani potrebbero non esserci e che già oggi dispongono di valide alternative. Se si sbaglia, è un lavoro buttato, oltre ai danni ambientali locali. Recenti studi suggeriscono al prof. Monti di considerare attentamente la scelta di lanciarsi in un cantiere così ambiguo: una ricerca di Paolo Beria e Raffaele Grimaldi, del Politecnico di Milano, di cui è comparsa notizia su il Sole 24 Ore del 31 gennaio scorso, svela la grave sofferenza economica delle linee Av italiane; un’analisi di Bent Flyvbjerg della Said Business School dell’Università di Oxford, pubblicata nel 2009 sulla Oxford Review of Economic Policy, ha esaminato il caso di 258 grandi infrastrutture trasportistiche in 20 nazioni, dimostrando che le previsioni dei costi sono regolarmente sottovalutate e le stime dei benefici regolarmente sopravvalutate, al punto che il titolo del paper è “la sopravvivenza del meno adatto, perché la peggior infrastruttura è quella che viene costruita”.
Dal punto di vista energetico e delle emissioni, lo sbandierato minor consumo e inquinamento del treno rispetto alla gomma viene messo in dubbio nel caso del gigantismo ferroviario in tunnel dal lavoro di Westin e Kageson del Royal Institute of Technology di Stoccolma, comparso a inizio 2012 sulla rivista Transportation Research. Insomma, quando un’opera serve, come un acquedotto o una fognatura, non ci sono dubbi sulla sua utilità e si cerca di realizzarla nel modo migliore e senza sprechi. Nel caso del Tav Torino-Lione, per non tacere poi la Napoli-Bari e il terzo valico di Genova, il carico di incertezze, dubbi, contraddizioni e scarsa trasparenza è così elevato, a fronte di costi spaventosi, che non vi dovrebbero essere indugi da parte della pubblica amministrazione a mettere tutto in un cassetto e chiudere la pratica. Se poi in futuro le condizioni economiche e sociali richiederanno queste opere, si potrà sempre realizzarle, invece quelli che nel presente risulterebbero solo inutili buchi nella roccia e nella pubblica finanza, una volta fatti, sarebbero irreversibili e nessun tribunale potrà dopo risanare i danni. Facciamo tesoro della vicenda Eternit, ora che è ancora possibile!

IL TERZO VALICO
Viviana Vivarelli

Ma vogliamo dire qualcosa anche sulla TAV di 54 km Tortona/Novi Ligure-Genova, fortissimamente voluta dal trio malefico Impregilo-Ligresti-Gavio? Spesa preventivata 7 miliardi e nessun versamento da parte della Bce.
Detta anche Terzo valico dei Giovi, quasi tutta in tunnel, un’opera colossale quanto inutile che si sono inventati solo per arricchire la mangiatoia di costruttori amici del governo.
Riuscite ad immaginare una TAV di soli 54 km?
Sali, ti sistemi ed è già l’ora di scendere. Sali a Genova, scendi a Tortona. Pazzesco!
Solo i cantieri’tecnici’ sono durati 8 anni.
6 milioni di metri cubi di materiali provenienti dagli scavi dalle gallerie che non si sa nemmeno dove mettere.
Un dissesto idrogeologico imponente in una zona già franabile di suo.
Ma davvero la disgraziata città di Genova dove basta una pioggia per fare sfracelli aveva bisogno di questo?
Avevamo proprio bisogno di una mangiatoia da 7 miliardi che aumenteranno in corso d’opera?
E in cui c’è già dentro la ‘ndrangheta! Un’opera talmente inutile, ipercostosa e del tutto antieconomica che anche l’Europa ha rifiutato, e i cui costi ricadranno interamente su tutti noi, sui nostri figli, sui figli dei nostri figli, sugli eredi dei nostri nipoti, insieme ai 22 miliardi della Tav in Valsusa per una tassazione iniqua ed eterna?
Intanto Anna Canepa (magistrato dell’antimafia) ha detto che “… grazie a certi giudici in Liguria per troppo tempo è andato in scena il negazionismo della Mafia e … c’è stato un colpevole immobilismo giudiziario”?
E’ vero che anche grazie a questa inerzia giudiziaria la n’drangheta in Liguria ha prosperato e fatto affari d’oro?
E’ vero che in Liguria un magistrato dell’antimafia è stato premiato da un sindaco in odor di mafia?
E’ vero che in Liguria da decenni la ‘Ndrangheta fa indisturbata affari colossali in tutti i settori della vita economica disponendo di risorse e immense?

NON BASTANO ALLE LORO PANCE 600 GRANDI OPERE INCOMPIUTE CHE NON SERVITE A NIENTE?
Bruno Pirozzi

Costruirò la diga sul Vajont, ricostruirò l’Irpinia, ricostruirò L’Aquila, farò il G8 in Sardegna e le olimpiadi di nuoto a Roma, ripulirò Napoli,farò la Salerno-Reggio Calabria, costruirò il ponte sullo stretto, drenerò il fango di Firenze e Sarno, fermerò la piena in Liguria, bucherò una montagna di 50 km per la tav, costruirò, abbatterò ogni albero che mi si para davanti, devierò i corsi dei fiumi, eleverò cattedrali nel deserto e mai li terminerò, inquinerò la terra, l’acqua e il cielo di ogni parte che posso espropriare e se non posso lo farò lo stesso.
L’Italia ha il triste primato in Europa di avere 600 opere Incompiute: autostrade, ospedali, dighe e fra tante opere terminate molte si sono rilevate controproducenti.
Le grandi opere hanno sempre alimentato la corruzione e dato più potere alla criminalità a cosa serve costruire ancora?

Mr Spock segnala
LA TORINO-LIONE NON E’ PIU’ UN TABU’

Il progetto ha smesso di essere “intoccabile”, perlomeno in Francia, dove ambientalisti e partiti ormai contestano apertamente la super-linea ferroviaria contro cui si batte strenuamente la valle di Susa, ritenendola un salasso finanziario devastante per l’ambiente e soprattutto inutile, come confermato dai 400 docenti universitari che hanno sottoscritto l’appello rivolto a Mario Monti, promosso da Luca Mercalli e Sergio Ulgiati. Ora il “fronte critico” si allarga alla Savoia, dove ormai si oppongono al progetto sia le maggiori associazioni ecologiste, sia l’Ump, il partito di Sarkozy. Sigle come Fapna e Fne, cartelli ecologisti fino a ieri favorevoli al progetto, hanno cambiato idea: colpa delle «rilevanti carenze» del dossier, su temi come sostenibilità ambientale e redditività di una infrastruttura faraonica, destinata all’improbabile trasporto merci Italia-Francia, ormai in declino.
In Francia, scrive il 22 febbraio il sito “NoTav.eu” citando svariate fonti, è in corso una consultazione pubblica sulla Torino-Lione che si concluderà all’inizio di marzo, nonostante la proroga richiesta dagli ambientalisti, per nulla convinti dal progetto dopo aver esaminato il rapporto dell’Ae, l’autorità regionale per lo sviluppo sostenibile: solo dopo il 2025, infatti, sarebbe aperto un tunnel per le merci che consentirebbe di aggirare il nodo di Chambéry, fino ad allora destinata a restare un ingolfato terminal per soli passeggeri. «Questa programmazione degli interventi rimette in discussione la priorità del trasporto merci, che finora era stata un punto fermo del progetto». Le organizzazioni ambientaliste, così come l’Ae e l’Ump, denunciano questo dietrofront e sottolineano che il progetto così impostato non contribuirà in alcun modo al decantato trasferimento dalla gomma alla rotaia:

http://www.informarexresistere.fr/2012/02/24/torino-lione-sorpresa-la-savoia-non-ci-crede-piu/#axzz1nHX0WdPR
..
Mario Luzi

Qui il potere è sommo e confina con la sua assenza.
Lo scriba tartaro s’imbroglia con le sue carte.
Mutati in parte i caratteri, più semplici
– ma quanto? – gli ideogrammi: mutata
forse – ma in cosa? – l’eterna satrapia
accigliata dietro quelle muraglie mongole.
Si parla di una nuova équipe legittima
insediata nel palazzo al posto di una cricca
altrettanto poco nota oggi sotto processo.
Il potere tace perso nel suo monumento.

..
Armando Di Napoli manda

UNA LETTURA ALTERNATIVA DI QUANTO ACCADE. LA VAL DI SUSA E’ UN LUOGO SPIRITUALE
Fausto Carotenuto

disinformazione.it

Chiunque in buona fede si voglia informare seriamente su quello che sta avvenendo in Val di Susa, si renderà facilmente conto del fatto che i valligiani hanno ragioni da vendere. Il progetto del TAV se attuato non porterà “progresso”, ma distruzione, devastazione e malattie.
Ad una indagine attenta ai valori spirituali in gioco emerge tuttavia un quadro ancora più fosco, di grande emergenza: non sono in gioco solamente i soldi degli ingordi, e l’ambiente e la salute degli abitanti della Val di Susa. Qualcuno sta cercando di portare avanti una operazione tendente a colpire direttamente le forze interiori di una grande fetta della popolazione europea. Non solo quelle dei cari e simpatici valligiani, ma quelle di tutti i piemontesi, degli abitanti di una vasto arco delle Alpi, e delle regioni che si protendono attraverso tutta la Francia verso Nord, e tutta l’Italia verso Sud.
Una operazione che parte da molto in alto nelle gerarchie delle piramidi che portano avanti le strategie oscure. Un qualcosa di così importante che il fronte del potere politico, finanziario, economico, dei mass media – largamente influenzato e diretto dai vertici oscuri – sostiene in modo insolitamente compatto e granitico… senza apprezzabili sbavature.
Menti oscure, schiere di mercenari del potere e del denaro, centurie di coscienze spente e freddamente calcolatrici, solidali contro il cuore generoso di alcune migliaia di valligiani. Pressoché soli…

Nella nostra epoca l’umanità di trova di fronte ad una enorme accelerazione degli eventi e delle opportunità. Il mondo spirituale ha progettato questa epoca per condurre l’umanità ad un grande “risveglio”.
Risveglio dal sonno di considerare tutto solo come materiale e dominato dal caso, risveglio dall’assopimento che ci impedisce di liberarci con azioni d’amore dal nostro egoismo generalizzato. Risveglio in una realtà nella quale tutto quello che avviene ha un senso preciso e positivo: quello di spingerci a diventare migliori, a crescere nella comprensione e nella attuazione dei veri valori della vita. I valori della coscienza, dell’aiuto reciproco, della Giustizia, della Bellezza, della Verità, dell’Amore…
Da alcuni anni una enorme operazione “risvegli” è in corso sulla Terra, sulla quale ovviamente i poteri oscuri hanno fatto calare una vera e propria congiura del silenzio.
Le forze del Bene sono nella nostra epoca – sia a livello spirituale che umano – quelle che favoriscono questi risvegli. Mentre le forse del Male, o per meglio dire dell’“ostacolo”, sono quelle – sia spirituali che terrene – che fanno di tutto per bloccare i risvegli appena iniziati.
Questo è lo sfondo della grande battaglia in corso sulla Terra fra Bene e Male. Guerre, distruzioni, genocidi, terrorismo, operazioni finanziarie, aggressioni farmacologiche ed alimentari, tecnologie antiumane, ecc… Sono alcune delle manifestazioni di questa lotta…
Uno dei tanti scenari sui quali si svolge il confronto è quello che può definirsi una vera e propria “lotta per i luoghi santi”. Cosa sono questi “luoghi santi”?
La Terra è un essere vivente e intelligente, che è fatto, come noi, di parti materiali e di parti più sottili, ma importantissime per la sua esistenza e per il sostegno che danno alla nostra vitalità ed alla nostra anima. Il nostro corpo è attraversato da una rete di invisibili centri vitali uniti da infiniti canali di energie. Quelli che le medicine orientali usano da millenni. E che la medicina occidentale ha dimenticato ma è ora costretta a riscoprire un po’ alla volta, se vuole smetterla di combinare disastri.
Nelle tradizioni orientali si chiamano “chakra” i centri, i vortici vitali, e “nadi” i canali energetici che li uniscono.
La terra funziona allo stesso modo. La crosta terrestre è costellata di importantissimi “chakra” e “nadi”. Gli spiriti più avanzati dell’umanità, gli “iniziati” di tutti i tempi hanno sempre avuto la conoscenza, e spesso la visione, di questa geografia sottile, ma fondamentale, della Terra. Grotte sacre, montagne sacre, foreste sacre, laghi e fiumi sacri… E poi vari tipi di energie: positive, negative, ambivalenti…
Lungo i canali e sui centri vitali sono sorti dolmen, menhir, cerchi di pietre, piramidi, templi, cattedrali… Erano e sono luoghi speciali, che favoriscono il contatto tra gli uomini e le dimensioni superiori.
Questa rete, in gran parte dimenticata negli ultimi secoli di materialismo, si sta ora riattivando, man mano che gli uomini risvegliandosi riscoprono le particolarità di certi luoghi. Questo sta già avvenendo in embrione, ma ben di più avverrà in futuro, quando sempre più uomini capiranno di avere a disposizione delle importanti reti di luoghi energetici di cui avvalersi per supportare la propria crescita spirituale. Dei luoghi capaci di riequilibrare l’aggressione portata alla natura umana dalle forze oscure attraverso i farmaci, l’alimentazione devitalizzata, i vortici di violenza e di odio, le droghe, la continua eccitazione dei sensi inferiori…
Una rete abbastanza intatta da aiutare l’uomo ad essere un libero creatore di situazioni nuove, belle, giuste, buone… frutto dell’amore.
E allora le forze oscure, quelle che vogliono ostacolare l’evoluzione interiore del’umanità, cosa hanno deciso di fare? Sono partite per tempo a cercare in tutti i modi di “spegnere”, di devitalizzare i chakra, di sclerotizzare le arterie delle energie vitali per lo spirito.
Nessuno ne parla, ma questa aggressione è in corso da anni. Interventi di tutti i tipi, con tonnellate di metallo, colate di cemento, gallerie, prodotti sintetici “morti” e ostili, gallerie, deforestazioni, selve di antenne, viadotti, perforazioni petrolifere, spesso appositamente indirizzate per depotenziare e deformare la geografia sacra.
Vengono effettuati interventi per spegnere cattedrali, come Chartres o Santa Maria di Collemaggio, per annullare antichi luoghi di iniziazione. Vengono colpiti luoghi sacri naturali o costruiti dagli antichi iniziati. Viene persino usato il “martello” del turismo di massa per abbattere con folle inconsce e disattente il livello vibrazionale di certi luoghi, come le piramidi, le cattedrali gotiche, o i grandi templi… Una strategia composita e ben studiata.

Ma torniamo ora alla Val di Susa: cosa rappresenta questo luogo nella geografia sacra del mondo?
Un punto fondamentale degli equilibri energetici europei. Un “chakra” importantissimo è situato all’imboccatura della Val di Susa, da cui si dipartono “nadi”, canali energetici che vanno a creare un asse importantissimo verso nord-ovest e verso sud-est. Quali sono i punti “noti” di questo asse? I tre meravigliosi santuari dedicati a San Michele. In un allineamento pressoché perfetto, la Sacra di San Michele – lo splendido edificio sacro medioevale all’imboccatura della Val di Susa – è al centro di una precisa direttrice che va dal santuario dedicato a Michele di Monte Sant’Angelo, sul Gargano, fino a quello sull’isola incantata di Mont Saint Michel, nel nordest della Francia.

I tre principali santuari dedicati a Michele: Mont Saint Michel (tra Normandia e Bretagna), Sacra di S. Michele in Val di Susa e Monte Sant’angelo sul Gargano
Luoghi sacri, luoghi di energie fortissime. Che gli antichi conoscevano e usavano e che gli uomini del “risveglio” torneranno ad usare.
E proprio quella spiritualità che nella tradizione ebraico-cristiana si chiama Michele, che prima si è chiamata Mercurio, Hermes, Toth…, è lo spirito guida dell’operazione “risvegli”.
La crosta terrestre ha nelle sue profondità delle forze enormi, concentrate in certi luoghi, che gli antichi conoscevano bene e chiamavano forze della Dea Madre, della Madre Terra. Statue femminili nere, adorate in caverne o cripte, la rappresentavano: raffigurazioni sacre di tante divinità tra cui l’egizia Iside, e poi le madonne nere cristiane. A sancire l’alleanza positiva tra uomini e queste forze. Ma gli antichi le chiamavano anche forze del “drago”, facendo riferimento al fatto che erano forze enormi, ma “selvagge”, utilizzabili sia per il bene che per il male, a seconda delle intenzioni umane.
In epoche antiche gruppi di iniziati ispirati dal mondo spirituale decisero che per un lungo tratto dell’evoluzione umana bisognava che certe forze del drago di un importante asse energetico europeo fossero equilibrate, tenute sotto controllo e rivolte al bene. E che di questo equilibrio positivo si giovassero le popolazioni europee.
Questo il motivo per cui degli edifici speciali, costruiti e “attivati” in modo del tutto particolare, furono eretti sopra montagne sacre piene di forze del drago, talvolta oscure. Santuari di Michele, che nella sua funzione tipica “tiene a bada le forze del drago”, per usarle in positivo e per lasciare liberi gli uomini di evolversi. Questo illustrano i quadri e le statue di San Michele.

Il chakra centrale della Val di Susa non è fatto solamente del monte dove è posta la Sacra , ma di una serie di altri rilievi carichi di forze importanti, trai quali uno in particolare assume un ruolo centrale nella geografia sacra: il monte Musinè (asinello in dialetto).
E’ un luogo dalle energie fortissime, uno dei principali in Europa. Le forze spirituali del drago hanno conformato un sottosuolo pieno di energie enormi, selvagge, che si manifestano in conformazioni rocciose insolite e piene di materiali “forti”, nocivi se liberati. Che sono la manifestazione di forse spirituali altrettanto nocive su altri piani. Ma il monte è anche un’antenna volta verso incredibili energie positive cosmiche. Da sempre apparizioni continue di luminescenze colorate, globi luminosi… Luogo di leggende di maghi e di draghi d’oro, di riti e di graffiti misteriosi fin dall’antichità più remota. Luogo di avvistamenti “ufo” tra i più citati, fin dai tempi pionieristici di Kolosimo. Persino la vegetazione che vi cresce è differente da tutto il resto della zona.
E’ il punto focale che probabilmente più di ogni altro ha creato quella base energetico-spirituale che ha fatto di Torino la città esoterica per eccellenza, nel bene e nel male. Come è tipico delle forze del drago…
Una zona fortissima quindi, al centro di un asse europeo spirituale fondamentale, forse il principale. Tenuta in equilibrio per secoli dalla spiritualità rappresentata da Michele, con le forze del drago domate e sepolte nel sottosuolo, in attesa della grande epoca dei “risvegli”.
E allora le forze oscure, quelle di altissimo livello nelle piramidi del Male, cosa hanno pensato di fare?
Hanno mosso le loro forze mercenarie, dai livelli locali fino a quelli centrali europei, per una operazione strategica. Un progetto mirante ad alterare antichi equilibri per renderli inutilizzabili a fini positivi: scavare una enorme galleria nelle viscere della montagna sacra, per sconvolgere il “chakra” Musinè, portando alla luce forze oscure e potenti dalle profondità della Terra. Per liberarle dall’influsso positivo delle correnti cosmiche e della vicina presenza benefica della Sacra di San Michele. E poi affondare ulteriormente il bisturi di morte scavando un percorso di distruzione sul “nadi” che punta a Mont Saint Michel.

E’ il tentativo di portare un colpo al cuore della geografia sacra europea. Tale da appesantire le atmosfere psichiche, creare una cappa di piombo in una vasta zona del nostro continente: il tentativo di creare un vero e proprio “infarto” nella circolazione delle energie a disposizione di tutti noi per i nostri risvegli.
L’operazione è così importante che tutti i terminali politici, economici, finanziari e mediatici, dei poteri oscuri sono compatti nel sostenerla. Anche se la popolazione locale è solidale nel respingerla. Lo fa per la propria salute, messa a rischio dall’uranio e dall’amianto che verranno portati in superficie, lo fa per salvare una natura già tanto colpita nel passato. Lo fa perché il cuore dei valligiani, che è inconsciamente in contatto con la realtà spirituale delle cose, sa molto meglio della mente che bisogna resistere, opporsi con fermezza ed energia all’aggressione spirituale. E che bisogna farlo in modo consono alla nuova coscienza che si risveglia e si sviluppa: con la verità e la non violenza.
Rispondere con la verità e la non violenza alla menzogna manipolatoria ed alla violenza del fronte compatto che vuole sacrificarli: un fronte di poveri schiavi dei poteri oscuri, che hanno venduto pezzi della propria coscienza in cambio di tanti o pochi spiccioli, di grandi, ma anche di piccolissime poltrone…

Gli ordini dei grandi poteri non si discutono: si eseguono e basta, altrimenti si perde il compenso per la vendita del proprio pezzo di anima…
Poveretti! Quanta sofferenza gli costerà questa scelta di chiudersi gli occhi per egoismo…E allora tutti lì pronti a riempire i giornali e le tv di dichiarazioni in favore del “progresso, che questi poveri montanari ignoranti, egoisti e retrivi non riescono a capire….”Ma che cosa è questo “progresso”? Prima di tutto non è vero che quest’opera porti granché di buono persino dal punto di vista materiale ed economico. Ma su questo argomento chi vuole trova facilmente una messe di documenti chiarificatori. Ma è anche una occasione per fermarsi un attimo e chiedersi: ma che cosa è che a tutti i costi deve “progredire” ? L’economia o l’uomo? E se per caso è l’uomo, cosa deve evolversi dell’uomo, la sua pancia, le sue tasche o la sua interiorità? E’ progresso sacrificare qualcuno in favore di altri? E’ progresso andare velocissimi in mezzo ad una natura devastata a fare un lavoro disumano o a vedere spettacoli alienanti o a fare discorsi inutili? E’ progresso avere i soldi per comunicare velocemente cose stupide? O per comprarsi droghe, cibi devitalizzati, videogames, lussi inutili e dannosi, telefonini sofisticati per scambiarsi idiozie, o grandi televisori al plasma per vedere il wrestling o le partite di calcio truccate? O le notizie false ed i talk show taroccati?
E’ questo il progresso al quale dovremmo sacrificare il cuore, l’interiorità e la salute di qualcuno? Quando nulla, ma proprio nulla, giustifica il sacrificio di nessuno…
Niente è più importante di un singolo uomo. Non c’è una cosa giusta e positiva che sacrifichi qualcuno.
Che differenza c’è tra una finta democrazia che manipola le maggioranze ed esercita la violenza sulle minoranze, ed una dittatura?
Forse solo una più raffinata capacità di imbrogliare la gente e sfruttarne le energie.
Opponiamoci a questa cultura antiumana…
Non lasciamo soli i valligiani della Val di Susa… Per loro e per noi.
Non diamo retta alle facce cattive del potere, ma nemmeno a quelle che si presentano come “buone”, e che in questa occasione stanno rivelando per chi lavorano da sempre…Stiamogli vicino… aiutiamoli! Le forze oscure tenteranno di imbrogliarli, o di coinvolgerli in qualche spirale di violenza: hanno già avviato le solite, infide trame in questo senso…Le forze positive del mondo spirituale sono ferme, perché aspettano che siamo noi a muoverci… Ma poi sono pronte ad amplificare l’effetto delle nostre buone intenzioni, dei nostri buoni pensieri e sentimenti, e soprattutto delle nostre buone azioni.
Il compito delle forze dell’ostacolo, anche se non se ne rendono conto, è quello di risvegliare la nostra coscienza: rendiamo almeno utile il “malo” compito che si sono assunte per egoismo.
Con la nostra indifferenza facciamo parte delle armate oscure, con la coscienza amante e fattiva siamo la base della meravigliosa piramide delle forze del Bene: a noi decidere dove stare.

Ognuno rifletta con la mente ed il cuore su cosa fare: pensieri, sentimenti e azioni di amore verso i coraggiosi della Val di Susa. Ondate di pensieri coscienti verso i rappresentanti delle forze oscure: perché la luce diradi le nebbie che oscurano le loro azioni incoscienti.
La coscienza luminosa degli uomini è un limite invalicabile per le forze oscure. Le azioni intelligenti e scaldate dall’amore possono interrompere e bloccare qualsiasi strategia negativa. Quello che è in gioco è la salute spirituale dell’Europa. L’interiorità di tutti noi.
Pensieri, meditazioni, preghiere…. Sottoscrizioni, valanghe di email… Quello che volete… pur di non rimanere fermi….
Se ci siete, fatevi sentire…

ilternario@hotmail.com
www.ilternario.it

LIBERATE ROSSELLA URRU
Viviana Vivarelli

Rossella Urru è una ragazza italiana di 29 anni, volontaria del Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (CISP) che da diverso tempo lavorava nel campo profughi di Tindouf, in Algeria, per aiutare donne e bambini.
Il 22 ottobre 2011 è stata rapita insieme ai suoi colleghi spagnoli Enric Gonyalons e Ainhoa Fernandez.
Il sequestro è stato rivendicato dal Movimento Unito per la jiahad in Africa.
La Farnesina si è subito attivata per liberare la ragazza, ma al momento non si hanno notizie. Nei mesi successivi i media ne hanno parlato sempre meno, fino a dimenticarsene.
Ma Rossella non può essere dimenticata!

Tra le persone di cui i nostri media ‘dimenticano’ sistematicamente di parlare ci sono i volontari, coloro che lasciano gli agi di una vita comoda o comunque di una esistenza in uno stato occidentale che offre ancora delle possibilità di benessere per affrontare i disagi e i pericoli di un paese del terzo mondo, per aiutare i nostri fratelli più sventurato del mondo. Abbiamo riviste e talk show incentrati esclusivamente sugli attori, i cantanti, le veline.. ma fuori da questo mondo fittizio dello spettacolo, i fari dell’informazione si spengono immediatamente, per creare la falsa impressione di una realtà dove conta solo l’apparire e dove questo apparire procura guadagni altissimi e immotivati, basandosi sul niente, in un narcisismo esasperato dove qualunque fattore etico è con cura estromesso. E questa non è solo disinformazione, è una pedagogia all’incontrario, dove in luogo di dare esempi illuminati e illuminanti a cui ispirare la propria vita o almeno i propri sentimenti migliori, si plagiano le coscienze, specialmente quelle più giovani, sventolando loro davanti falsi miti e personaggi davvero poco imitabili.
Un tempo, 50 anni fa, quando si chiedeva a un bambino cosa volesse fare da grande, rispondeva: il pompiere o la crocerossina, mestieri in cui in qualche modo entrava il servizio sociale, l’aiuto al prossimo, un eroismo che non era fine a se stesso. Oggi il bambino risponde: il calciatore o la velina, le vie facili al successo o al lucro.
Eppure, anche senza questa grancassa mediatica, figlia dei disvalori del consumismo e del neoliberismo, il volontariato persiste e cresce, giusta reazione a un mondo improntato ai valori più bassi, del potere, dell’arricchimento personale, del successo.

Essere un volontario significa fare dono di sé al mondo. Offrire la propria opera gratuita al servizio degli altri, dei poveri, dei derelitti, dell’ambiente, di una causa ideale. Le sue spinte sono l’altruismo, la generosità, la giustizia sociale, esattamente i valori opposti a quelli per cui veniamo continuamente plagiati dai media.
Alla base di tutto un forte sentimento di solidarietà, che sta agli antipodi di quel senso rapace di accaparramento ego centrato che è l’elemento primo della nostra società egoistica e che dovrebbe costituire la base di ogni religione (dal latino religare, tenere insieme), di ogni partito, di ogni sindacato, come di ogni uomo che viva il proprio essere in senso umano, cioè collettivo.
Il dottor Schweitzer diceva che il primo passo nell’evoluzione dell’etica era un senso di solidarietà con altri esseri umani. Un avita vissuta solo per sé non ha senso, una vita compiutamente umana si realizza q uando noi comprendiamo altri nel nostro sé. Ma possiamo vedere come la nostra civiltà mostri una regressione pesante del senso di solidarietà che è stato svenduto assieme ad altri valori civili. Noi apparteniamo alla religione del libro, un testo sacro che nasce in società patriarcali, tribali e spesso nomadi, dove perlomeno l’accoglienza verso lo straniero era considerata sacra e dove vigeva un forte senso di aiuto interfamigliare, e dobbiamo ricordare che nella Bibbia il maggiore peccato per cui Dio incenerisce Sodoma e Gomorra non fu un reato sessuale ma proprio la mancanza di accoglienza, eppure le tre religioni bibliche si sono poi evolute in senso negativo, rinnegando proprio il fattore primario dell’aiuto tra persone. Ma come si può essere fino in fondo cristiani, musulmani, ebrei e dare un significato concreto alla parola solidarietà? E come posso esistere governi che si vantano di essere buoni cristiani o buoni musulmano o buoni ebrei, quando al posto della solidarietà umana vengono coltivati l’egoismo, il potere e l’accaparramento, negando ad altri gruppi umani ciò che a ogni uomo dovrebbe spettare per diritto naturale?
I volontari sono dunque coloro che vanno controcorrente, negando con la loro vita, la pessima morale egoista e predatrice dei cattivi maestri.
Non ho mai sentito di volontari islamici o ebrei, ma sento continuamente di volontari laici o cristiani. Eppure la compassione, la misericordia e l’elemosina dovrebbero appartenere a tutti e tre questi credi.
Oggi, nel decadere lento delle chiese, sempre più simili a poteri politici o finanziari, una idealità laica sembra essere la prevalente nel mondo e la fede è rilasciata al profondo delle coscienze e non è più requisito visibile richiesto ai volontari.
Oggi, più che mai, la solidarietà e l’aiuto agli altri sgorgano come impulsi spontanei dalle coscienze che sfuggono alla presa del materialismo vigente, per un sistema di valori che si contrappone per virtù native, per un bisogno insopprimibile di migliorare le cose, per una cura del mondo che nasce come anticorpo al male imperante e si aggrega naturalmente ai simili per operazioni comuni anche molto lontane da casa o che espongono comunque a tutti i disagi e le difficoltà per un’attività gratuita e pochissimo aiutata dai poteri pubblici.
A questi problemi sul campo si aggiunge spesso il fatto che il volontario che opera in paesi in guerra o in gravi difficoltà economiche non ha la difesa di un esercito, di una caserma, di una istituzione, ma è in balìa di quelle forze che possono con facilità attentare alla sua vita o rapirlo.
Rossella Urru fa parte della schiera di coloro che sono stati rapiti per un riscatto.
Un tempo questi rapimenti venivano esaltati dalla stampa per cui i lettori seguivano le vicende del riscatto e della liberazione. Oggi anche questo sembra essere caduto nel nulla.
Il 2011 era stato dichiarato ‘anno della solidarietà’, nessuno lo ha saputo, nessuno si è nemmeno degnato di darci i numeri di questa solidarietà tanto che l’ultimo rapporto risale al 2006, e diceva che le organizzazioni di volontariato in Italia erano 12.686 con più di un milione di volontari, il 2,2% dell’intera popolazione adulta, segnando comunque in pochi anno un aumento del 71%, aumento che sarebbe anche maggiore, specie tra i giovani, se solo i nostri media e soprattutto la televisione si occupassero del fenomeno invece di pensare solo a ciò che si può comprare e vendere. Dunque sul piano conoscitivo il volontariato resta ancora un fenomeno sommerso, come se, anche economicamente, esso non avesse una portata così importante nel nostro tessuto sociale, e come se esso non fosse un fattore di coesione, di aiuto, di benessere, surrogando lo Stato in tutte quelle situazioni in cui manca o è carente.
Purtroppo il dato tristissimo del volontariato giovanile italiano ci mette agli ultimi posti in Europa, dato chiarissimo che manca una pedagogia televisiva o scolastica in tal senso e anche che la chiesa cattolica non ha presa sui giovani e si occupa di altro. Secondo Eurobarometro, i giovani italiani sono ultimi in Europa in quanto a volontariato. Negli altri paesi un giovani su 4 dichiara di aver partecipato a una attività di volontariato nell’ultimo anno, da noi siamo a 13 giovani su 100. Più alti i dati di iscrizioni a società sportive, il 48% contro il 46.
In genere noi non siamo mai informati sull’opera dei volontari, cosa fanno, quanti sono, in che misura incidono sull’ambiente che li accoglie.

Li sentiamo nominare solo se vengono uccisi o rapiti in genere per chiedere un riscatto. L’anno scorso furono 16 i cittadini italiani rapiti. Alcuni di questi sono diventati famosi, come Vittorio Arrigoni, ucciso; Francesco Bazzani, ucciso; Aannalena Tonelli, uccisa; Gabriella Fumagalli, uccisa; Francesco Azzarà di Emergency, rapito, o prim’ancora Jolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, due volontari della Cins, le due Simone… A questo triste elenco dobbiamo aggiungere adesso Rossella Urru, cooperante rapita in Algeria.

Non sembra che il governo Monti si stia occupando del suo rapimento e non si hanno notizie dalla Farnesina, anche se aumentano gli appelli da face book e anche da alcune voci come Fiorello o Geppi. Rossella ha solo 29 anni, fa parte della nostra Italia migliore, quella di chi si dedica agli altri, a costo anche di andare in paesi dove la vita è di strema difficoltà. E lo fa con amore, con dedizione, con generosità, come tanti che sono disertati dai media sempre lieta di occuparsi di cose molto più vili e meschine. Rossella è stata rapita da 4 messi e nessuno sembra essersi mosso in maniera efficiente. Era andata, come andò mia figlia due volte, nel campo dei Saharawi, quella disgraziata popolazione che né Algeria né Marocco vogliono assorbire e che vagano nella disperazione nel deserto da 30 anni nell’indifferenza delle comunità internazionali, un popolo allo stremo tenuto in vita solo dalla pietà dei cooperanti. Da tutta l’Italia salgono appelli affinché il governo Monti faccia qualcosa per liberare questa ragazza, ma dal Quirinale tutto tace.

Riprendo da uno dei siti nati per la liberazione di Rossella:

Emanuele Sanna

“In molti abbiamo vacillato di impotenza. Ci siamo sentiti infinitamente soli di fronte a tanto assurdo, svuotati da tanta assenza improvvisa..
I genitori non hanno mai parlato né urlato la loro angoscia. Hanno finora assecondato le istituzioni dello Stato ma hanno anche sfilato,con esemplare compostezza,con decine di migliaia di persone per evitare un calo di attenzione o peggio ancora la rassegnazione o l’oblio. La Sardegna è stata attraversata da uno straordinario e crescente moto di solidarietà. Rossella Urru è diventata figlia e sorella di tutti e la sua lunga prigionia ci ha fatto riscoprire l’orgoglio di essere un popolo e un sentimento collettivo di identità e di appartenenza che riemerge e si rafforza spesso nel dolore. Il Presidente Napolitano ha detto con affetto ai familiari e con sobrietà ai media che Rossella sta bene. Parole attese e confortanti che però non fugano l’angoscia su quanto può ancora accadere in quell’angolo martoriato dell’Africa sahariana. Annunciando una missione ufficiale il governo fa capire con prudenza che per quanto complessa una trattativa è in corso. Nei municipi non solo della Sardegna ma di tutte le grandi città italiane campeggia il volto buono e sorridente di Rossella. Artisti e personaggi di primo piano del mondo della cultura e dello spettacolo scendono in campo per questa ragazza diventata suo malgrado emblema dell’Italia seria e solidale, partecipe delle sofferenze e del destino dell’umanità.
Adesso però siamo incerti su come proseguire per incidere sul ritorno a casa e alla libertà di Rossella. Cosa ancora e di meglio possiamo fare per riportarla a Samugheo e vederla magari di nuovo ripartire per portare cibo o medicine ai bambini poveri del mondo? Forse dobbiamo solo prendere indicazioni dalla dignitosa e dolente fiducia dei suoi genitori e attendere con la nostra operante solidarietà. Come abbiamo fatto finora. Senza gridare o accusare e anche senza scagliare pietre contro i suoi carcerieri. Non solo per non inasprire un difficile negoziato ma anche per non dimenticare che siamo figli di una terra che ha conosciuto a lungo e sulla propria pelle la barbarie dei sequestri di persona dalla quale ci siamo faticosamente allontanati attraverso la rivolta delle coscienze.
.
http://masadaweb.org

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One Comment for “I BUONI E I CATTIVI”

  • michael santhers says:

    come dice Travaglio in un suo illuminante articolo: ALTA VORACITA’-un’opera devastante dal punto di vista ambientale per far viaggiare veloci carciofi e mazzette al sicuro -pensassero a rendere utili le linee ferroviarie oltraggiose a movimenti anche a una lumaca-ma quel poliziotto perchè ha rincorso sul traliccio quel poveraccio che difendeva le sue terre, il suo lavoro e l’ambiente?-dicono bisogna dialogare, dialogarte mentre si dialoga si scava,si scava-questo matrimonio non s’adda fare e basta…amen


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