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Friday October 20th 2017

ECO-CITTA’


MASADA n° 1365 10/2012 ECO-CITTA’

Resilienza – Le eco-comunità: Transition Town – Si può fallire ma non tagliare la spesa in armi? – Appello per la riduzione degli sprechi parlamentari – C’è sempre un secondo tempo – Passa il decreto svuota-carceri – Le banche e i Bond Morte – I premi di Marchionne tassati solo al 30% – Don Paolo Farinella – La truffa delle quote latte – Una legge elettorale come inciucio bipartisan – Sicilia, acqua pubblica in mano alla Nestlé – Non è colpa solo della Grecia – La truffa dei rimborsi ai partiti

Il collasso dell’economia è una cruda metafora del collasso di alcuni dei nostri sistemi di valori. L’individualismo è stato quasi innalzato a religione, l’apparenza resa più importante della sostanza. L’unica speranza è che vengano rimessi in discussione i valori secondo i quali abbiamo vissuto negli ultimi 30 anni”.
Ben Okri
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Cosa potrebbe cambiare la direzione della nostra civiltà? Sono profondamente convinto che la sola opzione è un cambiamento nella sfera dello spirito, nella sfera della coscienza umana. Non basta inventare nuove macchine, nuove leggi, nuove istituzioni. Dobbiamo sviluppare una nuova comprensione del vero scopo della nostra esistenza sulla Terra. Solo attraverso questo fondamentale cambiamento di prospettiva potremo creare nuovi modelli di comportamento e una nuova base di valori per il pianeta”.
Vaclav Havel
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George Bernard Shaw:
Alcuni uomini vedono le cose come sono attualmente e si chiedono ‘Perché?’. Io sogno cose che non sono mai esistite e dico ‘e perché no?’”.

Nei due decenni tra il 1988 e il 2008, il surplus commerciale generato dai servizi finanziari è esploso da meno di 5 miliardi di sterline a circa 38 miliardi, mentre il settore ha contribuito per circa il 14% alla tassazione nazionale”.
The Ecology of Finance, New Economics Foundation, Novembre 2009
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Si cresce camminando
si fa chiarezza discutendo
il mondo non si fa in un giorno
ma si fa tutti insieme

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LA SOMA DELL’ASINO
Vv

Blitz bipartisan
Questo Governo è spregevole, sta in piedi grazie a un blitz antidemocratico di Napolitano e del Pd che hanno ripudiato le loro responsabilità verso il Paese.
Questo Governo sta distruggendo l’Italia per obbedire alle ricette di un Fondo Monetario che ha portato al fallimento tutti i paesi che ha curato.
Ci sta mettendo in ginocchio infischiandosene delle sofferenze della gente e dei diritti calpestati per favorire gli interessi di chissà chi.
Fa il lavoro indecente e antidemocratico che il Pd e il Pdl si sono accordati di fargli fare, in una reciproca resa dettata dall’impotenza, dalla corruzione e dall’inettitudine.
Se questo Governo vuol fare un lavoro sporco, lo faccia! Ma almeno ci risparmi le sue battutine di merda!
L’asino può sopportare anche pesantissimi carichi, ma può buttare la soma per aria se ci aggiungiamo anche la puntura di un acaro.

BEPPE GRILLO

La copertina del TIME a Monti è strameritata. Lo spread è sotto controllo. Il bund non fa più paura. Il debito pubblico è sempre quello di prima, ma ha già un aspetto migliore. Sembra quasi ringiovanito. Le Grandi Opere non si fermano. La più importante base americana europea a Vicenza non è in discussione. In caso di guerra siamo il primo bersaglio, ma ne siamo orgogliosi. Le nostre truppe presidiano allegramente l’Afghanistan (“In Afghanistan marciam, il perché non lo sappiam”). L’Italia partecipa all’embargo contro l’Iran. Cosa si vuole di più da un fedele alleato? Qualche testata nucleare in custodia ad Aviano e a Ghedi Torre? Nessun problema, ci sono già. Il nucleare è bandito in Italia, ma gli ordigni nucleari a stelle e strisce sono sempre i benvenuti come i memorabili bombardamenti americani sulle nostre città nella Seconda Guerra Mondiale.
Le banche americane sprizzano Cds da tutti i pori. L’enfant du pays Mario è tornato a casa, alla Goldman Sachs, dove ha passato i migliori anni della sua vita. Gli americani ci amano, se non fosse così perché da quando hanno messo le tende nel 1945 non se ne sono più andati?
Veni, Vidi, Monti. Meglio di Giulio Cesare nelle Gallie. I vinti sono i disoccupati, le aziende che chiudono, i giovani che fuggono all’estero a decine di migliaia, i pensionati che moriranno sul luogo di lavoro, i dipendenti senza diritti. Siamo solo all’inizio. Quando arriveremo ai fasti della Grecia, con licenziamenti di massa e povertà diffusa, Monti vincerà l’Oscar per la miglior controfigura protagonista, il Nobel a Stoccolma per la Recessione e l’Ordine dello Speron D’Oro dalle mani di Ratzinger. Monti non è amerikano, è solo un po’ abbronzato. Obama lo ama. E’ un affetto bancario, quello che resiste a tutto e dura nel tempo.
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Riporto dalla voce di wikipedia.it su Beppe Grillo:
“Nell’ottobre 2005 l’edizione europea del settimanale statunitense Time lo ha eletto tra gli eroi europei dell’anno per gli sforzi e il coraggio nel campo dell’informazione pubblica”

RESILIENZA

In ingegneria, è la capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi. Per un metallo la resilienza è il contrario della fragilità.
in informatica, quella di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura. Somma di abilità, capacità di adattamento attivo e flessibilità necessaria per adottare nuovi comportamenti una volta che si è visto che i precedenti non funzionano
in ecologia e biologia: capacità di un ecosistema, inclusi quelli umani, di mantenere il proprio equilibrio
in psicologia, capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente
in geriatria, capacità di alcuni anziani malandati di rispondere alle cure tradizionali in maniera quasi inaspettata, contrastando la loro presunta fragilità

La persona resiliente è l’opposto di una facilmente vulnerabile. Etimologicamente si collega all’atto con cui uno cade da una barca capovolta dalla furia del mare ed è capace di risalirvi (resalio). Chi è capace di andare avanti senza arrendersi, nonostante le difficoltà.
Per noi dovrà essere il poter andare avanti, persistendo nei nostri obiettivi, fronteggiando in modo efficace le difficoltà e gli eventi negativi che incontreremo, perché la nostra motivazione resta salda e resteremo ottimisti, capaci di leggere gli eventi negativi come momentanei e circoscritti e guardando i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia, senza perdere la speranza di fronte alle difficoltà.

TRANSITION TOWN
Viviana Vivarelli
(Da wikipedia e dal web)

Mia figlia che è un’ecologista che vive a Londra e fa parte del progetto delle TRANSITION TOWN Town che esiste in tutto il mondo e che trova in Italia un collegamento coi GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) e i gruppi ecologisti italiani.
La ‘transition town’ è una comunità in transizione, cioè in passaggio verso il futuro.
Si tratta di un movimento fondato in Irlanda e Inghilterra dall’ambientalista Rob Hopkins 17 anni fa, per prepararci ad affrontare i cambiamenti che deriveranno dalla fine del petrolio e dal cambio climatico.
Il movimento sta crescendo rapidamente, conta già 50 città sperimentali in Gran Bretagna, ma si sta diffondendo in tutto il mondo.
Hopkins è un esperto di ‘permacultura’, progettazioni integrate per un ambiente sostenibile, equilibrato ed estetico, conservazione consapevole ed etica di ecosistemi produttivi basati sul rispetto di ecosistemi naturali.
Il concetto di permacultura era inizialmente riferito solo all’agricoltura sostenibile, dall’inglese ‘permanent agriculture’, cioè agricoltura permanente, si è estesa poi a tutta la cultura di un sistema sostenibile.
Hopkins studia in modo multidisciplinare la strada per un futuro sostenibile.
La ‘transition town ‘è una comunità che può essere grande come una città e si prepara al grande cambiamento.
In Italia l’unico esempio è Monteveglio vicino a Bologna. Monteveglio è la prima eco-città italiana, riconosciuta la movimento internazionale delle Transition Town, centro abitato sostenibile basato su una struttura ecologica che fa a meno del petrolio e dei suoi derivati.
Le comunità sono incoraggiate a ricercare metodi per ridurre l’utilizzo di energia ed incrementare la propria autonomia a tutti i livelli (orti comuni, riciclaggio di materie di scarto a materia prima per altre filiere produttive, riparazione di vecchi oggetti non più funzionanti in luogo della loro dismissione come rifiuti ecc., riduzione dei rifiuti, rifiuto del consumismo, alimenti a km zero, incremento dell’economia locale, case ecostenibili ecc.).
Concetto base delle Transition Town è l’idea che una vita senza petrolio può essere più godibile e soddisfacente dell’attuale, riconoscere che la fine dell’era di petrolio a basso costo è un’opportunità piuttosto che una minaccia, e progettare la futura era a bassa emissione di anidride carbonica come epoca fiorente, caratterizzata da flessibilità e abbondanza, un posto molto migliore in cui vivere dell’attuale epoca di consumo alienante basato sull’avidità, sulla guerra e sul mito di crescita infinita”.

Il numero di eco-comunità coinvolte nel progetto Transition Town è in costante crescita, con molte città prossime alla “ufficializzazione”. Il movimento riceve sempre maggiore attenzione da parte dei media, specie in Gran Bretagna in cui l’ecologia ha sempre interessato il labour come i tory, mentre in Italia sembra che l’ecologia non interessi nessun partito.
Nel 2003, Hopkins, che era docente a Kinsale in Irlanda, creò con i suoi studenti il Kinsale Energy Descent Plan, progetto strategico che indicava come la piccola città avrebbe dovuto riorganizzarsi in un mondo in cui il petrolio non fosse stato più economico e largamente disponibile. Ma quello che nasceva come progetto scolastico, diventò progetto universale, nuovo modo per intendere le città.
Negli ultimi 150 anni l’economia del mondo industrializzato si è sviluppata tutta in funzione del petrolio a basso prezzo, basandosi sull’assurdo paradigma che il petrolio fosse infinito. Ma il picco del petrolio è stato superato, e le guerre per il suo accaparramento hanno mostrato con una svolta violenta la volontà politica di perseguire questa follia in eterno, mentre dilagano incontrollate le grandi crisi prodotte dalla finanza internazionale che stanno riducendo in miseria progressiva 7 miliardi di persone per le speculazioni di pochi.
Hopkins ebbe l’intuizione di associare alla sua permacultura il concetto di resilienza, che indica la capacità dei sistemi umani di resistere ai cambiamenti creando adattamenti nuovi e migliorativi.
Può essere davvero che questo 2012 significhi per la storia dell’Occidente un cambiamento rivoluzionario dei nostri stili di vita e può essere perfino che le grandi crisi finanziarie, climatiche ed energetiche siano decisive per spingerci alle forme diffuse di una nuova resistenza da cui possa sorgere una nuova idea di vita, di città e di Stato. E appare più che evidente che gli attuali sistemi di potere siano ormai i dinosauri del nostro tempo, incapaci di capire il cambiamento e dunque di provvedervi.
Se il cambiamento ci sarà, non può che partire dal basso, diffondendosi come una realtà necessaria, fino a rovesciare le vecchie oligarchie ormai arcaiche e incapaci di governare il mondo.
La società industrializzata è caratterizzata da un bassissimo livello di resilienza, non riesce cioè ad adattarsi in modo migliorativo e veloce alle difficoltà e ai cambiamenti. In particolare i politici si sono dimostrati del tutto inadeguati, di qualsiasi parte essi siano,a sganciarsi dalle fonti energetiche tradizionali,che sono in estinzione, o da quelle inaccettabili,perché altamente inquinanti e distruttive come il nucleare, e non sono dunque in grado di rispondere utilmente al cambio dei tempi né a provvedere alle comunità per il futuro, costituendo un pesante ostacolo che deve essere rimosso.
E’ proprio l’ottusità e l’inerzia dei politici ad essere, oggi, il danno maggiore per i popoli. E’ proprio questa rigidità concettuale e monocratica, che in Italia si perpetua col Governo Monti e continua a essere caratteristica fissa dei grandi organismi economici, con il FMI, il WTO e la BM,e dell’UE, a segnare la fine definitiva dell’ideologia neoliberista che ha governato il mondo con una economia e una politica oggi non più sostenibili e ogni giorno più deleterie alla stessa sopravvivenza del pianeta.
Dobbiamo pensare a cosa succederà quando il mondo si troverà senza più petrolio e abbiamo il diritto di avere una classe politica in grado di provvedere al nostro futuro in modo intelligente, cacciando gli attuali incompetenti. Per questo il problema ecologico è immediatamente un problema politico e non può essere risolto con le attuali forme di democrazia parlamentare e tanto meno di repubblica presidenziale o di biechi bipolarismi o inciuci autoreferenziali.
Il problema, per la salvezza stessa del nostro futuro, richiede forme di democrazia partecipata, tese alla salvezza dei popoli dal basso, nel rifiuto di forme oligarchiche di potere dall’alto, di partiti unici a modello comunista o di partiti simili come due bottiglie dallo stesso contenuto con etichetta diversa, per gli interessi e i diritti dei popoli, contro i privilegi e gli inciuci di qualsiasi casta di potere accentrato.

I progetti di Transizione mirano a creare comunità libere dalla dipendenza dal petrolio e fortemente resilienti attraverso la ripianificazione energetica e la rilocalizzazione delle risorse di base della comunità (produzione del cibo, dei beni e dei servizi fondamentali). Lo fa con proposte e progetti incredibilmente pratici, fattivi e basati sul buon senso. Prevedono processi governati dal basso e la costruzione di una rete sociale e solidale molto forte tra gli abitanti delle comunità. La dimensione locale non preclude però l’esistenza di altri livelli di relazione, scambio e mercato regionale, nazionale, internazionale e globale.
Nascono così le Transition Towns città e comunità ormai nate in tutto il mondo, che sulla spinta dei propri cittadini decidono di prendere la via della transizione.
La transitino town sono ormai dappertutto, in Europa, Giappone, Usa, Canada, Australia, Sud Africa e Nuova Zelanda.
In Italia, a Monteveglio, sono decine le famiglie che aspirando all’autosufficienza alimentare riescono ad evitare i supermercati almeno per frutta e verdura. Altre si uniscono in gruppi di acquisto energetico e installano pannelli solari o impianti fotovoltaici. La vecchia tazza sbreccata, invece di essere buttata, viene affidata al mercatino del riuso che mette in contatto chi cerca e chi offre. Ma esistono anche orti in condivisione, la banca del tempo e molte altre iniziative che si stanno sviluppando. Sul sito internet del gruppo (http://montevegliotransizione.wordpress.com/) sono presenti anche delle interviste ai cittadini e al sindaco del paese che ben rendono l’idea della validità del progetto in corso. Per ora l’unica realtà italiana riconosciuta dalla rete internazionale è Monteveglio, ma gruppi guida sono nati a Granarolo, L’Aquila, Lucca, Carimate in provincia di Bolzano e altri si stanno organizzando in decine di comuni italiani tra cui Ferrara, Firenze, Mantova, Perugia, Reggio Emilia, Bologna, Bari e anche Palermo, Torino e Roma perché la “Transition town” non è una filosofia adatta solo a piccoli centri. Il quartiere di Brixton a Londra e l’intera città di Bristol lo dimostrano.

In Italia ci ritroviamo con un governo di fossili che tentano di riprodurre una ideologia già defunta, che ha già mandato in fallimento tutti gli stati a cui ha applicato le sue ricette per tenerci attaccarti a un carrozzone europeo di banche e Borse che è ormai in rovina. E’ come se il supplizio etrusco di legare un vivo a un morto fosse applicato per dar vita al morto, mentre è certo che ammazzerà il vivo.
Il Ministro Clio, appena eletto, si è precipitato a elogiare il Ponte di Messina, la Tav in Valsusa e le centrali nucleari, col Ministro De Paola che ha riconfermato i 46 miliardi spesi in armi e li vuole potenziare nella guerra infinita, mentre Monti non ci pensa nemmeno ad applicare la volontà popolare espressa nei referendum ed escogita nuovi modi per privatizzare i beni comuni e spogliare lo stato calpestando i diritti dei cittadini.
Dobbiamo affrontare sfide planetarie ed è come se facessimo le guerre spaziali comandati dal generale Custer!

Quando una azienda sbaglia tutta la sua linea di vendita e di produzione, il minimo che accade è che gli amministratori responsabili del fallimento vengono rimandati a casa.
Questi sconci partiti italiani invece no! Prima hanno rovinato il paese buttandolo in una crisi irreversibile, poi lo hanno sequestrato nel gruppo coatto di Monti che porta a termine l’opera di distruzione, e ora non hanno nemmeno il pudore di mandare a casa i responsabili di questo fallimento e hanno pure la faccia di merda di ripresentarli alle elezioni!
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Monti, l’Italiano chiamato a salvare l’Europa.
Speriamo non sia come Marchionne, l’Italiano chiamato a salvare la Fiat!

SI PUO’ FALLIRE MA SENZA TAGLIARE LA SPESA IN ARMI?
VV
Ci rendiamo conto che la Germania spinge al fallimento la Grecia dopo averle imposto di non tagliare nemmeno un euro dal suo spropositato piano di armamenti fatto con armi tedesche? Così la Grecia porterà alla fame il suo popolo e fallirà pagando però fino all’ultimo le spese dei contratti militari con la Germania.
La stessa linea folle che spinge Monti a non tagliare un solo euro dalla spesa in armi di 46 miliardi dell’Italia, che prevalentemente sono di contratti americani, mentre il Generale De Paola intende addirittura aumentarne l’ammontare per accrescere il potenziale bellico delle missioni militari italiane! E contro il divieto di guerre imposto dalla Costituzione!
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APPELLO PER LA RIDUZIONE DEGLI SPRECHI PARLAMENTARI

Monti ha chiesto ai nostri Parlamentari di adeguare i loro stipendi alle media europea ma finora ha ricevuto solo pernacchie indecenti come risposta, mentre 26 di loro si sono opposti anche al nuovo aumento in arrivo. E’ davvero una vergogna che mentre tutto il paese soffre la crisi, solo loro si ritengano gratificati in un perpetuo abuso
Ma noi possiamo chiedere questo adeguamento con le nostre firme andando in Comune, con un documento ENTRO IL 10 MARZO 2012
http://www.leggentrp.it/index.php

E’ stata depositata presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune la raccolta
di firme relativa alla proposta di legge di iniziativa popolare promossa da NTRP (Non Te Regghe Più):
Art. 1. I Parlamentari italiani eletti al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio, i Ministri, i Consiglieri e gli Assessori Regionali, Provinciali e Comunali, i Governatori delle Regioni, i Presidenti delle Province, i Sindaci eletti dai
cittadini, i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell’Unione Europea, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri paesi dell’Unione per incarichi equivalenti.

Le firme si raccolgono, dal 18 gennaio 2012 al 10 marzo 2012 presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico. L’iniziativa è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 227 del 29/09/2011.
Sono accettate le firme di tutti i cittadini italiani residenti e non residenti maggiorenni.
Occorre presentare la carta d’identità o altro valido documento di riconoscimento, in caso di cittadino non residente occorre presentare anche un certificato elettorale in carta semplice (si richiede presso il proprio comune di residenza).

SECONDO TEMPO
Massimo Gramellini

Il peccato mortale della politica è l’essersi ridotta a una classe di
burocrati che forse cambierà la legge elettorale, ma ha smarrito l’ambizione di cambiare la realtà. Sono i mercati a indicare gli scenari, gli obiettivi e persino le cure. La politica si adegua passivamente, come una locomotiva agganciata in coda al treno.
Ho ancora negli orecchi la voce roca di Clint Eastwood durante l’intervallo del Superbowl: quell’invito molto americano a vivere in rimonta, a non arrendersi alla sconfitta perché c’è sempre un 2° tempo da giocare. Ecco, in Europa i politici si comportano come se il 2° tempo non ci fosse più, come se la partita fosse già finita e perduta. Hanno vinto gli altri e a noi non resta che aggrapparci, rancorosi e nostalgici, agli ultimi privilegi di un mondo in frantumi. Lo chiamano realismo, ma nelle epoche di confine il
realismo smette di essere un pregio e diventa un alibi per la rassegnazione lamentosa dei perdenti. Io sento il bisogno di politici rispettabili che sollevino gli occhi dai listini della Borsa e, camminando sull’esile filo che separa la passione dalla retorica, sovrastino la nenia dei depressi per indicare all’Europa e al mio Paese un traguardo, un orizzonte, un destino.
Nella vita delle nazioni come in quella degli individui, la paura di perdere porta sempre alla sconfitta e vanifica i sacrifici che vengono fatti in suo nome. Lacrime e sangue, Churchill insegna, hanno un senso solo quando c’è un secondo tempo da giocare.
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Mrs Spock segnala:

“Gli interessi dietro l’Amministrazione Bush, come il CFR, la Commissione Trilaterale, fondata da Brzezinski per conto di David Rockefeller, e il gruppo Bilderberg, si sono preparati e ora si stanno muovendo verso l’implementazione di una dittatura globale entro i prossimi 5 anni. Non stanno combattendo contro il terrorismo. Stanno combattendo contro i cittadini”.
Dr. Johannes B. Koeppl, Ph.D., ufficiale del ministro della difesa tedesco e consigliere per l’ex segratario generale NATO Manfred Werne.
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PASSA IL DECRETO SVUOTA-CARCERI
VV

E’ stato votato, contro Lega e IdV, il decreto che mette ai domiciliari chi ha fino a 18 mesi da scontare. L’indulto del 2006 costò all’Italia almeno due miliardi di euro in costi sociali connessi all’aumento di crimini successivi alla scarcerazione. Uno su tre dei liberati ricadde nel crimine dopo pochi mesi, anche se Manconi sostiene che non è una percentuale alta rispetto a coloro che sono usciti dal carcere in modo normale.
Molti sostengono che l’indulto non sia la soluzione migliore per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. Più efficaci sarebbero altre politiche come aumentare le misure di lavoro dei detenuti, o applicare criteri più selettivi che portino alla scarcerazione solo di chi mostra una minore propensione alla recidiva
Pensiamo che sarebbe stato più semplice ed equo:
-eliminare un grado di giudizio e con i giudici in sovrappiù accelerare le pratiche processuali, visto che metà dei detenuti è in attesa di giudizio,
-abolire la Bossi-Fini che carcera per spaccio di piccole quantità di droga parificando droghe leggere a pesanti
-eliminare il reato di clandestinità che nessun paese europeo ha
-affrontare finalmente il problema dell’accoglienza che eviterebbe molti reati
-convertire molte sanzioni penali in multe amministrative
introdurre la cauzione per i domiciliari in attesa di giudizio e usare quei soldi per -potenziare le cancellerie ecc.
-aumentare infine l’edilizia carceraria
e rendere agibili quelle strutture vuote che ora non lo sono
Un anno e mezzo dopo l’indulto del 2006 le carceri erano di nuovo piene, con migliaia di reati in più e una bella quota di morti ammazzati .
Con questo provvedimento, Monti fa il furbo e rimanda il problema delle carceri.
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Sauro segnala:
LE BANCHE E BOND-MORTE
Stefano Rodotà

Nella frenetica ricerca di nuovi “prodotti finanziari”, con cui continuare ad intossicare il mercato, la riverita Deutsche Bank ha superato ogni limite, facendo diventare la vita stessa delle persone oggetto di speculazione. Si individua negli USA un gruppo di 500 anziani tra i 72 e gli 85 anni, si raccolgono le informazioni sulle condizioni di salute, e si propone di investire sulla durata delle loro vite. Più rapidi sono i decessi, maggiore è il guadagno dell’investitore, mentre il profitto della banca cresce con la sopravvivenza delle persone. Sono nati quelli i “bond morte”. La stessa Associazione delle banche tedesche ha detto che «il modello finanziario di questo fondo è contrario alla nostra morale e alla dignità umana». Ma il fatto rimane, segno inquietante di che cosa stiano diventando i nostri tempi. La vita entra senza riserve a far parte del mercato, è puro oggetto di calcolo probabilistico. Si scommette sugli anziani, un gruppo che già conosce forme crescenti di discriminazione, con l’esclusione della gratuità di taluni farmaci e con il divieto di accesso ad una serie di trattamenti sanitari. Non più produttiva, la vita degli anziani diventa “vita di scarto”, la loro dotazione di diritti si impoverisce, appare incompatibile con la logica dell’economia. Si scivola verso un “grado zero” dell’esistenza, con il trascorrere degli anni si entra in un’area nella quale si è sempre meno “persone”, disponibili come di uno dei tanti oggetti con i quali si costruiscono i prodotti finanziari. Tra il mondo delle persone e quello delle cose non vi sono più confini, si stabilisce un perverso continuum.
Non voglio evocare tragedie del passato. Ma la decisa reazione dell’associazione delle banche tedesche non si comprende se si ignora che proprio lì, negli anni del nazismo, la formalizzazione giuridica delle “non persone”, gli ebrei in 1° luogo, portò a considerare vita e corpi come oggetti disponibili per il potere politico e medico. Oggi il potere sommo della finanza pensa di avere titolo per impadronirsene, in un modo immediatamente meno distruttivo. LA VITA COME MERCE.
Non a caso i banchieri tedeschi evocano la dignità, la barriera che si volle levare contro la perversione giuridica del nazismo, scrivendo in apertura della costituzione tedesca che “la dignità umana è inviolabile”. La questione tocca il tema attualissimo del rapporto tra libertà economica e diritti fondamentali. Nel 2004, la Corte di giustizia europea pronunciò una importante sentenza, indicando proprio nel rispetto della dignità umana un limite insuperabile nell’esercizio dell’iniziativa economia privata. La nostra Costituzione lo riporta e nell’art. 41 afferma che l’iniziativa privata è libera, ma non può svolgersi “in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Si sottolinea un rischio che stiamo correndo, visto che decreti di B ce4rcano di imporre invece la preminenza della libertà economica. Queste letture riduzioniste e “revisioniste” sono costituzionalmente inammissibili.
La dignità umana non è violata solo in casi limite come quello dei “bond morte”. È violata quando si capovolge il rapporto tra principio di dignità e iniziativa economica, attribuendo a quest’ultima un valore prevalente, come si cerca di fare oggi in Italia. L’esistenza “libera e dignitosa”, di cui parla l’art. 36 della Costituzione, viene negata quando una considerazione tutta efficientistica del lavoro affida la vita delle persone al potere dell’economia, consegnandola alla logica della merce. Indigniamoci per le cose tedesche, ma diamo uno sguardo anche in casa nostra.

MAURIZIO ZIPPONI IdV

Marchionne ha già chiuso Termini Imerese, Irisbus , CNH di Imola e si avvia a chiudere Maserati di Modena e ha oltre la metà dei dipendenti in cassa integrazione pagata dallo Stato. Ai suoi lavoratori ha sottratto gli elementari diritti democratici garantiti dalla Costituzione: non possono più votare per chi vogliono, chi non firma i contratti non ha più diritto di rappresentanza, e sono stati fortemente limitati nel diritto di sciopero e malattia.
Valletta e Romiti, almeno volevano produrre e vendere auto italiane, Marchionne vuole portar via dall’Italia il grosso della produzione e garantire agli azionisti ricchi dividendi con manovre finanziarie. Monti lo elogia. Forse per qualcuno sarà un bene, non per l’Italia.
Anche se vende ogni mese meno macchine dei concorrenti perdendo così continuamente quote di mercato, la Fiat ha premiato Marchionne con un pacchetto di azioni da 50 milioni, per i suoi giochetti finanziari che mettono in ginocchio i lavoratori per poi mollare l’Italia.
Per anni B non ha mosso un dito per difendere Fiat, al contrario degli altri governi europei. Col Monti non cambia niente. Anche se per un secolo la Fiat ha usufruito di ogni tipo di aiuto possibile da parte dello Stato, Monti e Passera fanno come se la cosa non li riguardasse.
Su questo pacchetto di azioni Marchionne pagherà il 30% di tasse, poco più dei suoi operai con 1200 € di salario al mese. Ha la residenza in un cantone svizzero e compare come “cittadino residente all’estero” per fregare il fisco.
Forse i nostri ministri dovrebbero dire e fare qualcosa di fronte a comportamenti scandalosi come questo, invece di uscire fuori con battute di pessimo gusto sulle difficoltà dei giovani che non trovano lavoro.
Obama dice che i manager dovrebbero pagare più tasse delle loro segretarie. A noi basterebbe che Marchionne pagasse almeno quello che pagano i suoi dipendenti.

DON PAOLO FARINELLA
L’ELOGIO DI BERLUSCONI DA PARTE DI MONTI

Chi pensava che Monti fosse una discontinuità ora è servito. Fatta eccezione per la «presentabilità», tutto il resto è continuità rivendicata dallo stesso Monti e manifestata impudicamente dal sottosegretario all’economia Polillo: “B salvò l’Italia! Spero vada al Quirinale». A Matrix, cassa di risonanza del padrone, Monti veste i panni della escort e si lancia in elogi. Il popolo italiota è stato ingannato perché hanno venduto il nuovo governo come «tecnico» (ben sapendo che è una bestemmia costituzionale) e come discontinuo a fronte di una cloaca invereconda che all’estero hanno ripudiato. Ora tutto ritorna alla normalità. Nel sec. XVII a Roma la famiglia dei Barberini saccheggiò talmente Roma da fare apparire innocuo il saccheggio dei barbari successivi: «Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini» Monti è il prolungamento di B: chi paga sono i poveri, lo stato sociale, il sistema idrogeologico, i figli disoccupati. Nessuna legge ad personam eliminata, il falso in bilancio è ancora legge, nulla di ciò che fu immondo è stato toccato. In compenso si sta uccidendo l’Italia in nome di una Europa che non esiste, in nome del nulla. Per costringere l’Italia a ritornare allo stato sociale pre ‘800, la si minacciò con lo spauracchio della Grecia, e se cadeva la Grecia, seguiva l’Italia e poi il Portogallo e poi la Spagna e poi la Francia, mentre intanto la Germania in gran segreto faceva prove di reintroduzione del marco tedesco. Ora apprendiamo che se anche la Grecia crolla, non è un problema per l’Europa perché Monti ha fatto più di quanto richiesto dai sicari europei: ha affamato i poveri, ha garantito i ricchi, ha salvato B garantendogli la sopravvivenza e portandogli in dote tutte le leggi che lo interessano, specialmente la prescrizione corta dei processi, fatta su misura. Se questi tecnici sono uomini, io mi sento un paracarro.
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DON PAOLO FARINELLA
MERCATO DEL LAVORO?

E’ un gioco al massacro. La troika Monti-Fornero-Cancellieri ha un chiodo fisso: eliminare il concetto stesso di «lavoro fisso» (loro lo chiamano «posto fisso» che esprime un concetto eversivo, in base alla seguente storiella: Un napoletano si raccomandò al politico di turno per avere un posto fisso nello Stato. Il politico gli trovò un lavoro presso una azienda di un amico. Il napoletano rimbrottò il politico: «Onoré, io non vi ho chiesto un lavoro, ma un posto fisso, cioè uno stipendio garantito».
Guarda caso questi «tecnici» tecnocrati parlano e discettano di lavoro davanti ad una Italia disoccupata per le scelte dissennate e per lo sperpero di centinaia di miliardi del governo precedente che ora invece viene elogiato come un benefattore della patria. I giovani disoccupati? Basta aspettare che invecchino e tutto si aggiusta. Il sig. Monti e le sue dame di complemento parlano di «mercato del lavoro» e mai una parola riescono a spendere per «il lavoro», diritto essenziale dei lavoratori, che la Costituzione pone come fondamento della stessa Repubblica (art. 1). Questa diversità di prospettiva la dice lunga sulla mentalità di gente che nella vita non ha mai dovuto faticare per guadagnarsi da vivere o difendere il posto di lavoro. Mi chiedo quali meriti ha avuto Monti per essere nominato «Senatore a vita»: in che cosa ha illustrato la Patria e con quali azioni da essere ricordate in imperitura memoria. Il posto fisso ora se lo è assicurato vita natural durante. I suoi figli insieme ai rampolli della ministre Fornero e Cancellieri non hanno problemi di posti precari perché sono sistemati per la vita e anche oltre. Prima di parlare questa gente dovrebbe fare i gargarismi per sciacquarsi la bocca, ma ancora di più dovrebbe pensare. Tutti sono capaci di dire quello che pensano, ma pochi pensano quello che dicono. La Fornero poi con il pianto in pizzo pare che sia stata indicata dal PD e quindi avrebbe dovuto almeno fare finta di stare dalla parte degli operai. Se così fosse, significa che ancora una volta, il PD ha la vocazione a farla sempre fuori dal bulacco.
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DON PAOLO FARINELLA
RIFORMA ELETTORALE

La proposta di B di coinvolgere il Pd nella riforma elettorale in senso maggioritario, espellendo i piccoli partiti, è una trappola ben congegnata per distruggere il Pd. In omaggio alla vocazione del Pd di correre in soccorso a B, lo sventurato rispose. Il Pd e tutte le sue teste d’uovo non si sono accorti che trattare con B significa ridargli dignità politica, ma il vigile D’Alema incombe e l’autoeutanasia è assicurata. A B non importa nulla della legge elettorale, perché il suo obiettivo è fottere tutti usando tutti. Il suo obiettivo non può più essere il governo perché i sondaggi lo danno per morto. Punta al Quirinale per finire in gloria la sua carriera di puttaniere a spese dell’Italia. Ma non può andare al Quirinale se non coinvolge il Pd accontentandolo su qualche scampolo di leggina elettorale, per togliersi dai piedi Vendola e Di Pietro. Il gioco è questo. Riformicchia elettorale concordata col Pd con ritorno di qualche manciata di deputati eletti direttamente dagli ignari cittadini. Si va alle elezioni con B in 2° posizione che si presenta con la maschera di Alfano. Nuovo parlamento: D’Alema va pres. della Camera, Casini va pres. del Senato. B. va al Quirinale. Se Bersani accetta, il Pd sparirà. Nessuna pietà per i moderati che invece vivono da smodati truffatori senza ritegno. Tenere in piede un partito per prendere i soldi pubblici è peggio di un omicidio di massa, specie quando l’Italia crolla nella morsa del giaccio e la protezione civile non ha i mezzi per fare il suo dovere; specie in un momento in cui tecnici e politici discettano sui sacrifici e le ministre piangono lacrime di coccodrillo per distrarre da un sistema corrotto che vuole apparire riformatore. La misura è colma, lo stomaco è pieno, vomitiamoli nella pattumiera.

LA TRUFFA DELLE QUOTE LATTE
VV

Le quote latte sono una delle più sporche truffe italiane.
Nel 1984 la politica agricola UE dispose che ogni allevatore producesse latte solo fino a un tot, per evitare che fallisse per sovrapproduzione e latte invenduto. Chi sfora ha una multa. Ogni paese dichiara quanto latte vende e quella è la sua quota. Ma c’è del latte in nero, non denunciato, per evadere le tasse, e dunque di fatto c’è chi sfora la sua quota. Ci sono 670 allevatori che violano la legge ed evadono le tasse e sono quasi tutti del Nord e hanno continuato a produrre latte in nero finché la multa è arrivata a 4 miliardi, quanto un punto di PIL di questa Finanziaria!
Grazie alla Lega 1,7 miliardi li ha pagati lo Stato. E gli allevatori onesti che le loro quote le pagano sono danneggiati dai furbastri. Ma la Lega protegge gli evasori per averne i voti, così i trasgressori continuano a marciarci danneggiando gli onesti,tanto le multe le paghiamo noi.
In realtà il fattaccio è anche peggio, sembra che tutti i dati siano fasulli, che il ministro Pandolfi abbia sparato a Bruxelles una cifra a caso e che nessuno riesca a fare un computo giusto, i soliti casini all’italiana, più gli evasori.
Ora però la Lega è la prima avversaria in Parlamento di Monti e Monti vuole ammanicarsela. Così Bossi incontra Monti ed esce soddisfatto. Può darsi che sulle quote latte si sia trovato l’accordo. I voti sono salvi. La porcheria è compiuta. E poi la Lega sarebbe quella che dice che non ha evasori tra sue fila!
La fesseria più grossa detta è che ora arrivava Monti che avrebbe fatto ciò che occorreva al paese al di là della morsa corrotta dei partiti.
In realtà quel che accade ogni dì è che anche la più piccola riforma è contrattata con la morsa corrotta dei partiti e non passa se non si continua a garantire il loro sporco interesse, perché, altrimenti, i partiti, che dell’Italia se ne sbattono oggi quanto ieri, non lo votano, massimamente la Lega.
Ma ecco il paradosso: quel popolo italiano che in larga misura sui questi partiti ormai ci vomita, oggi, in nome dell’uomo forte e di odi contrapposti, a Monti tributa il consenso! Stranezze italiane!

UNA LEGGE ELETTORALE COME INCIUCIO BIPARTISAN
Felice Belisario IdV

Si parla molto di riforma elettorale. Tutti dicono che il porcellum non va bene. Ma il Pd e il Pdl stanno forzando insieme una riforma che premi i partiti più grandi e penalizzi tutti gli altri. Insomma, un tentativo di dividersi il bottino. Altro che legge truffa, quella almeno scattava solo se un partito (o un’alleanza) avesse conquistato il 50% dei voti e solo alla Camera. In questo caso, invece, si intende far fuori tutti i partiti tranne due
In Italia, da almeno un secolo, c’è una pluralità di culture tutte sempre rappresentate in Parlamento che sono la ricchezza del nostro Paese. Vi sembra normale che se un partito conquista due o tre milioni di voti debba essere scartato?
L’Idv ha chiesto un referendum bocciato dalla Corte Costituzionale, ma firmato da un milione e 200.000 cittadini che chiedeva il ritorno al Mattarellum, magari rivisto in alcuni punti critici. Noi continuiamo a sostenerlo visto almeno con quello le maggioranze sono chiare prima delle elezioni e non dopo, i cittadini possono scegliere i propri rappresentanti, e il bipolarismo sarebbe salvo, senza possibilità di inciuci. Pd e Pdl stanno cercando di far fuori le voci scomode, per spartirsi finanziamenti, poltrone, posti di sottogoverno.
Una buona legge elettorale dovrebbe coniugare governabilità e rappresentatività. La legge a cui stanno pensando Pd e Pdl, invece, rischia di lasciare senza rappresentanti in Parlamento una percentuale tra il 40 e il 50% dei cittadini
L’IdV crede che la reale alleanza tra diverse culture possa rappresentare un modo di governare non sempre facile ma certamente più equo.

Il colmo della malvagità
Essere razzisti, cioè pretendere che ad alcuni siano negati i diritti disprezzandoli in nome di una presunta inferiorità, ma reclamare il diritto di non essere chiamati razzisti, in nome del rispetto a tutti dei diritti umani.
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Il paradosso del razzista
Discriminare altri ma pretendere di non essere chiamato razzista per paura di essere discriminato.
E’ come voler mangiare al ristorante con la pretesa di non pagare il conto finale ma la pretesa doppia di chiamare ladro chi non lo paga.
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Dal film Hugo Cabret
Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu!
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Armando di Napoli ci manda:

Con il cuore dell’animo infartuato
la sopravvivenza sfarfalla
nei meandri della miseria
indossando una musicalità
di stracci trasformati in pelle rozza
che copre il sudore delle ossa dello sfruttamento
l’umanità inghiottita dal debito
s’impegna con vorace zelo
a pagare le immorali bollette
vizio e sfizio dei nostri carnefici divertiti
dai nostri goffi salti mortali

per restare attaccati al quotidiano moribondo
che si perde in un’alba otturata…

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Mister Spock segnala
Sicilia: acqua pubblica in mano alla Nestlè, cittadini costretti a cucinare con le bottiglie

La Regione ha ormai da tempo regalato l’acqua purissima dei Monti Sicani alla multinazionale svizzera Nestlé
La Regione Sicilia ha deciso di privarsi, in cambio di una cifra irrisoria, dell’acqua purissima dei Monti Sicani, bacino acquifero della Quisquina. Le sorgenti sono state concesse alla multinazionale svizzera Nestlé che dal 2007 sottrae l’acqua ai siciliani per riempire le sue bottiglie Vera. La Nestè ne vende 380 milioni, .per un giro d’affari di svariate decine di milioni di euro.
Cosa ancor più incredibile è il fatto che l’acqua che sgorga nei rubinetti delle case della provincia non è pura. Girgenti Acque, azienda che gestisce il servizio idrico della provincia di Agrigento, offre ai cittadini dell’acqua imbevibile costringendoli ad usare le bottiglie persino per cucinare.
“Campione (amministratore di Grigenti) vende e fattura della imbevibile e stomachevole acqua dissalata, utilizzando i suoi personali impianti di dissalazione di Porto Empedocle, ad un prezzo tre volte superiore rispetto a quanto costerebbe la pregiata acqua purissima delle sorgenti di Santo Stefano di Quisquina cedute alla Nestlè“, denuncia l’agrigentino Salvatore Petrotto sul suo LinkSicilia.
I cittadini di Agrigento hanno formato dei comitati per protestare contro questa situazione. La Regione dovrebbe inoltre ribadire la priorità dell’uso idro-potabile delle risorse idriche del territorio rispetto all’uso privato, in questo modo la Nestlé retrocederebbe. Questo anche in nome di un volere nazionale espresso da tutto il popolo italiano nell’ultimo referendum sull’acqua pubblica.
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C’E’ POSTA PER TE

Pace fatta fra i leader europei: finalmente è stato individuato l’autentico responsabile della crisi economica mondiale, che perciò dovrà pagarne tutte le spese.
Tu.
No, non è il solito “tu” retorico, si tratta proprio di te che stai leggendo.
Sei licenziato.
Alza il culo, raccogli le tue cianfrusaglie, e levati dai coglioni.
Sì, subito, i mercati non aspettano.
No, non c’è più niente che tu possa fare per evitarlo, l’Articolo 18 è clinicamente morto. Ormai si tratta solo di staccare la spina, e il Vaticano non si oppone. Chiamalo pure Articolo Mortis.
Cosa c’è, sei incazzato/a, anzi “indignado” come dite voi? Calmati.
Ti sconsigliamo di scendere in piazza, ha piovuto, è allagata dal fango.
Ti sconsigliamo di provare a bruciare un’automobile, sei così incapace che finiresti per bruciare la tua.
Torna a casa, e accendi la Tv. Ci sono sempre in onda vari talk show, e in tutti c’è Sallusti. Terreo e ubiquo, come Padre Pio. Ascolta le sue sante parole, e vergognati.
Tu sei un parassita. Un peso morto. Per anni hai preteso di essere pagato per lavorare, e persino di essere pagato dopo aver lavorato, ormai vecchio e inutile.
Un sopruso che i mercati non intendono più subire.
Il lavoro non è un diritto, è una merce. E tu non potrai più costringere nessuno a comprare la tua merce avariata.
Tu non ci servi. Al mondo ci sono milioni di disperati pronti a strisciare per un decimo del tuo stipendio, tu non sei competitivo, sei un pessimo affare, anzi, sei proprio una patacca.
Levati dai coglioni, e ringraziaci di non averti denunciato per truffa.
Ringraziaci di aver difeso la libertà dei mercati, di aver trovato l’ingranaggio guasto che inceppava la meravigliosa macchina del Capitalismo.
Tu sei il guasto. E sarai rimosso, in modo che la macchina del Capitalismo torni a macinare risorse umane e naturali a pieno regime.
Il futuro di cui parli non ti è stato rubato, non è mai esistito. Tu non hai mai avuto nessun futuro. Tu sei un rudere, un fossile, un rifiuto tossico del passato da spazzare via.
Sei un ostacolo al progresso, sei una zavorra per l’alta velocità. Sei la carcassa scheletrica del cane randagio che blocca la strada al SUV dell’avvenire.
Raccogli le tue ossa marce, e sgombera.
La pazienza del Capitalismo è finita.
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NON E’ COLPA SOLO DELLA GRECIA
Carlo Bastasin
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-07/solo-colpa-grecia-064647.shtml?uuid=Aa7bZ9nE

Dopo anni di errori di tutti, il livello di sfiducia nei confronti della Grecia è tale che i partner europei continuano a trattarla come un covo di furbi e di fannulloni. Ma questa ipoteca morale impedisce di ragionare sul fatto che le resistenze di Atene sono legittime. Questo perché le ricette della troika, FM e Bce, non hanno avuto successo. Sotto la pressione di un default che contagerebbe l’area euro, i partner europei chiedono ora al Governo tecnico di Papademos di ridurre i salari minimi del 20% e quelli del settore privato del 15%. Le resistenze dei partiti sono comprensibili: tagliando i redditi nel mezzo di una recessione, l’economia del Paese rischia di andare a picco e di rendere il debito pubblico (160% del Pil) ancor meno sostenibile. Proprio come è successo finora.
Per tutta risposta Merkel e Sarkozy chiedono garanzie per i creditori prima di concedere il nuovo prestito di 130 mld, senza cui a marzo Atene fallirà. Il Governo greco deve vincolare una parte dei fondi ricevuti al rimborso futuro dei creditori e deve destinare le proprie entrate prima di tutto a ripagare il debito, anziché a nuove spese. Merkel e Sarkozy vogliono evitare ricatti e cioè che, ricevuti i soldi, Atene minacci il fallimento come ha fatto in passato, o torni a indebitarsi. Nessuno può avere molta simpatia per i partiti greci. In fondo sono loro ad aver portato il Paese in queste condizioni con pratiche che noi italiani, più di chiunque altro, siamo in condizione di temere. Ma è giusto chiedersi se le strategie seguite dalla troika dal 2010 a oggi abbiano avuto qualche successo. Nel 2011 il Pil greco è sceso del 6% e la disoccupazione è arrivata al 16,5%. Ma nonostante la deflazione il recupero di competitività è minimo. Non ci sono segnali che gli investimenti stiano tornando e i 110 mld stanziati a più stadi dal maggio 2010 non hanno portato molto. Il disavanzo del bilancio 2011 è rimasto al 9% (l’obiettivo era il 7,5%). Non ci sono più margini per aumentare le tasse e le uniche entrate possono venire dalla lotta all’evasione, che richiede cambiamenti profondi nell’amministrazione pubblica, e da privatizzazioni che oggi non sono realistiche. L’idea che tutto si risolva in una logica di emergenza, portando la trattativa sull’orlo del baratro, è una violenza sulla razionalità e serve solo a fare le politiche sbagliate o a farle male.
La trattativa per il taglio dei crediti privati sta arrivando al limite. C’è un accordo perché le banche taglino i crediti nei confronti del Governo greco del 70%. Anche se si arrivasse al 99%, le analisi di sostenibilità del debito dimostrano che non basterebbe comunque. Il problema del taglio dei crediti privati è che colpisce le banche greche, ormai le uniche ad avere ancora debito greco nei portafogli. Le banche greche però non hanno abbastanza capitale per sostenere una perdita del 70% del valore dei bond e così i depositanti hanno paura e portano via i loro risparmi. Nel 2011 sono usciti dalla Grecia 32 mld di €, pari al 16% del valore totale dei depositi a fine anno. Inevitabilmente il credito si riduce e l’economia non può crescere.
Tuttavia, se non si rilancia la crescita, il debito greco non sarà mai finanziabile. Per questo la troika chiede riforme strutturali per l’aumento della produttività a ogni costo. I partiti invece difendono i redditi delle famiglie perché finora le riforme strutturali non hanno modificato gli incentivi a investire in Grecia. D’altronde, come potrebbero, in un tale clima di sfiducia? Colpe della politica greca? Certo, alcune riforme sono rimaste atti legislativi e non sono state mai messe in atto. Ma anche se per magia il quadro normativo greco diventasse “danese”, la Grecia non sarebbe in grado di sostituire il crollo della domanda interna con maggiori esportazioni (pari a solo l’8% del Pil). I prezzi interni scenderebbero e i redditi reali soffrirebbero meno, ma l’economia continuerebbe a calare.
Ci sono stati molti errori nella gestione della crisi greca. I ritardi iniziali e la fretta successiva; l’iniziale negazione del default, salvo poi chiamarlo “ristrutturazione volontaria” dei crediti privati; applicare ricette da economia “aperta”, per poi scoprire che le esportazioni non esistevano. Ora le riforme strutturali e le privatizzazioni sono indispensabili ad attrarre investitori stranieri che col tempo creino produzioni di qualche contenuto tecnologico, tali poi da essere esportate. Possiamo far finta che quello greco sia un problema etico, ma la realtà è che la Grecia è un caso straordinariamente difficile di riforme lunghe. Di ciò l’Europa deve farsi carico pazientemente, in particolare se aspira ad assistere i greci in un esercizio di sovranità condivisa e non in uno stile da podestà straniero.

LA TRUFFA DEI RIMBORSI AI PARTITI
Elio Veltri

Rifondazione comunista nel 2006 spese un milione e 636mila euro per la campagna elettorale, ma ricevette quasi 35 di rimborsi elettorali, ovvero quasi 4 milioni per ogni anno della legislatura, anche se quella finì anticipatamente nel 2008: ma la legge prevede il pagamento anche in caso di scioglimento anticipato delle Camere.
Nel 2008 la Lega ha speso quasi 3 milioni per le elezioni politiche, e ha incassato 8 milioni 277mila € l’anno per un totale di 41 milioni 385mila euro.
Il Pdl, a fronte di una spesa di 54 milioni ne ha incassati 206.
Il Pd ne ha sborsati 18 e ne ha incassati 180
Hai voglia ad aumentare i prezzi per il cornetto alla buvette di Montecitorio e quelli dei primi al ristorante del Senato, o a limare le indennità dei parlamentari, tagliando al massimo il forfait per i portaborse, se poi rimangono in vita simili sprechi.
L’intera macchina costa circa 23 miliardi l’anno, i rimborsi elettorali dal 1999 al 2008 sono aumentati del 1100 %. Eppure quasi tutti dicono che bisogna cambiare la legge elettorale, ma nessuno ha ancora detto che bisogna cambiare la legge sui rimborsi elettorali.
Nel 2008 i partiti hanno ricevuto contributi per 291 milioni, che diventano 600 per il triennio 2008-2010, ovvero il doppio dei 300 milioni presi dai fondi Fas per fronteggiare la crisi degli stabilimenti di Pomigliano D’Arco e di Termini Imerese.
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Si liberalizza tutto, perché non i partiti?
Viviana Vivarelli

Perché non li sganciamo dalla mangiatoia statale e li mandiamo a provvedere a se stessi da soli nell’ampio mondo, così smettono di fare i bamboccioni e fanno come devono fare giovani e non giovani, famiglie e disoccupati, che dallo Stato non ricevono nessun posto fisso,nessuna garanzia di sopravvivenza e nessun finanziamento perpetuo?
Perché, per es., Radio Radicale deve mantenere il privilegio di ricevere tanti soldi dallo Stato, cioè da noi, per una rassegna stampa parlamentare? Perché non ci deve essere un’asta,un appalto,un concorso pubblico, per questo privilegio ben retribuito? Tant’è che anche in tempo di liberalizzazioni e di crisi, Radio Radicale è stata premiata per l’ennesima volta con questo diritto pagato ben 10 milioni dallo Stato per il 2012. Non sono un po’ tanti 10 milioni per pochi minuti di rassegna stampa contro i 53 milioni che si devono dividere tutte le altre testate?
I radicali sono un partito piccolo,hanno solo 8 onorevoli. Però si sono sempre distinti per salvare il governo in carica con mosse che definire da voltagabbana sarebbe poco,e con B sono stati decisivi. Ma ora il governo è cambiato? O dobbiamo ricordare che la Bonino è invitata alle riunioni del club Bilderberg e che perfino la Lega la rispetta.
La Lega è un’altra che si è fatta addirittura una legge ad personam per darsi contributi statali, 700.000 € l’anno (+800.00 per la scuola padana!),lei e radio Maria,uniche emittenti riconosciute per legge come “radio a carattere comunitario”, speciale categoria caratterizzata da “assenza di scopo di lucro in nome di particolari istanze culturali,etniche, politiche e religiose”(istanze culturali e religiose la Padania?!)
Nel 2001 B+Lega fanno una legge per Radio Padania, che le consente di occupare gratuitamente frequenze radio con una semplice certificazione al ministero. Un bel vantaggio rispetto alle altre emittenti che da anni non possono acquisire alcuna frequenza se non a caro prezzo!
Nel 2005 il governo B (Lega sempre in testa) votano un’altra norma, che garantisce a Radio Padania e Radio Maria un finanziamento annuo che ora è arrivato a 1,5 milioni di euro “per promuoverne il potenziamento”. Una bella somma, considerato che tutto il migliaio di altre emittenti private devono spartirsi 16 milioni di contributi pubblici. Diciamo che alla fine Roma non si è rivelata poi così “ladrona”. Radio Padania usa quei contributi per entrare nella Puglia di Vendola, occupando abusivamente la frequenza di un’altra radio. Proteste della popolazione e dei partiti, ricorsi, i giudici li accolgono e ordinano la chiusura di radio Padania in Puglia. Peccato che subito dopo abbia riaperto su un’altra frequenza!

LE BELLE LETTERE
Gli angeli sono tra noi
Aurora

Mercoledì scorso, il giorno del grande nevone, la mia macchina era rimasta nel parcheggio qui di fronte, proprio dietro il caffè/ ristorante della Miriam, totalmente sepolta dalla neve. Vi ho fatto una capatina un giorno e non sono riuscita nemmeno ad identificarla. Erano tutte incappucciate nei loro “igloo” quelle macchine lì di fronte alla vetrina di arredo per la casa.. Ho pensato che a tempo opportuno avrei dovuto prima spazzare via la neve dalle targhe per riuscire a scovarla, munita di pala, scopa, raschietto e stracci. Bisogna sentirsi in forma per un tale lavoro, ed adesso non lo sono tanto. Ieri a mezzogiorno ho mangiato dalla
Miriam un buonissimo risotto al radicchio rosso e noci e mentre lo preparava, abbiamo scambiato quattro chiacchiere poiché il ristorantino era vuoto. Chiacchiere sulla salute, sulla sua dieta (seguono una dieta, costosissima, lei e la Monica, che include anche tutti gli alimenti forniti dal dietologo. Su suo marito ha ottenuto degli effetti strabilianti) e tra le altre cose ho raccontato della mia macchina che “poverina” forse non soffriva troppo il gelo lì sotto tutta al buio,
dopotutto intere popolazioni vivono nelle casine di ghiaccio.
Orbene, ieri pomeriggio, mi telefona in ufficio la Miriam:
“Scusa se ti disturbo, la tua macchina è una Yaris grigio metallizzato?”
“Sì” rispondo un po’ interdetta.
“Allora se vuoi andare a casa in macchina stasera lo puoi fare. Te l’abbiamo tutta ripulita!”
Sono rimasta senza parole. Ha messo in moto i suoi ometti e ieri sera ho trovato la mia macchina “risorta”, lustra e pulita come non mai (era lercia). Povero macchinino, lo trascuro un po’, come la mia casa del resto.
“Passa il favore”, mi è venuto in mente. L’hai visto quel film? E’ stato tratto da una storia vera. Non ricordo bene se il titolo era “Passa il favore o Passa il favore Trevor”, dal nome del piccolo protagonista.
La storia è che uno “autentico Maestro” un giorno chiese come compito ai suoi alunni di fare qualcosa per salvare il mondo. Il piccolo Trevor ha preso la cosa sul serio. Ha cominciato col portare da mangiare al barbone all’angolo, ad apportare il suo piccolo/grande contributo a chicchessia e quando lo ringraziavano lui rispondeva “passa il favore”. “Cosa vuol dire?” gli chiedevano. “Vuol dire che se tu ricevi un favore potresti fare un favore a qualcun altro a tua volta”. Trevor faceva tutto in segreto e creava anche scompiglio. La madre, per esempio, non sapeva dove andassero a finire le sue provviste ed un giorno rincasando in anticipo si ritrovò un barbone inaspettato in casa. Per farla breve, il piccolo Trevor creò una catena di “Passa il favore” tale che la cosa finì sui giornali e tutti vennero a sapere dell’iniziativa di questo fanciullo e del suo modo di “salvare il mondo”.
Questa storia che mi è rimasta impressa e mi ha fatto venire in mente un episodio che mi è stato raccontato molti anni fa da una “Pia donna” (è così che le chiama con sarcasmo un mio amico), volontaria presso il centro di accoglienza della vicina parrocchia. Commentava sarcastica l’operato delle ragazze del gruppo di volontarie perché, con una colletta, avevano regalato 50.000 ad un extracomunitario con una storia triste.
“Ah, si credono di salvare il mondo con 50.000!” . Questo suo commento suonò come lo schiocco di una frustata, ma non risposi. Certo che si può salvare il mondo con 50.000!” pensai dentro di me. In effetti, per quel giorno, il “mondo” di quel ragazzo è cambiato senz’altro, ed il ricordo di quel gesto continuerà ad effondere la sua energia.
E così ieri sera sono andata a casa in macchina e stamattina sono venuta al lavoro in macchina. Si procede a passo lento. Le strade principali adesso sono libere anche se si sono ristrette, affiancate come sono da cumuli di neve. Sono riuscita persino a trovare un parcheggio. meno male, sia ieri sera che stamattina.
Venire a R. a Bologna in autobus può essere molto stancante, (e ciò che per me è stancante, significa febbre pericolo di scivoloni- ne ho già fatti due -camminate lunghine, due o tre autobus da prendere. Ho imparato a vestirmi bene e non ho sofferto il freddo neanche a meno dieci e con tutto questo muovermi durante tutta la settimana, non ho mai avuto neanche una linea di febbricola. “Volere e’ potere” e “aiutati che il ciel t’aiuta” sono i detti comuni che non falliscono mai. Rilassata, con il mio macinino che finalmente mi riaccompagna, ieri sera sono crollata stanca morta sul letto e mi sono addormentata alle nove. Le altre sere non ero così stanca. Va’ mo’ a capire. Volonta’ e determinazione arrivano lontano. E non sono una stakanovista! venire al lavoro è principalmente per me, ora, lasciare in casa pensieri che non amo e che si impongono indisturbati, lasciar chiudere fessure da cui fan capolino mostri, che gironzolano anch’essi indisturbati, chiudere radio e televisione che riempiono il silenzio di zavorra.
Un abbraccio forte forte per trasmetterti tutto il bene del mondo.
..
Citazione riportata da Estrellita

Il nostro dovere più grande
e il nostro principale dovere
è aiutare gli altri.
E vi prego, se non potete aiutarli,
almeno non fate loro del male

(Dalai Lama)
..
RIDIAMARO :- )

Alemanno ha detto:
“Gli alberi di Roma non sono abituati a sopportare certi carichi di neve, e a differenza degli alberi trentini, quelli romani si rompono…”
..
Io ormai ripongo tutta la mia fiducia nei Maya.
Mori remo
.
viviana
Si deve dire che tangentopoli è come il vino buono
più invecchia più diventa caro
..
Morto a Roma un clochard
Era inciampato nella pala di Alemanno
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FRUTTA E VERDURA
Ieri eravamo la repubblica delle banane
Oggi siamo la presidenza del cetriolo
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I festeggiamenti dei 150 anni dell’unità d’Italia non sono andati tanto bene. Non siamo più uniti di prima.
Vanno molto meglio con quelli dei 20 anni di Mani Pulite. Sono più ladri di prima.
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Alemanno ha preparato tutto per la seconda ondata della neve a Roma
Ha detto che se non dovesse venire provvede lui coi cannoni del Terminillo.
..
Annarita manda:

Un Inglese in Scozia
DAL DIARIO DI UN INGLESE NELLE HIGHLANDS
”Il nostro primo inverno”

20 Dicembre.
Comincia a nevicare. È la prima della stagione e la prima che vediamo da anni. Io e mia moglie ci siamo muniti di due
bei punch bollenti e ci siamo piazzati sulla veranda ad ammirare i fiocchi soffici e leggeri che si posavano con grazia sugli alberi e sul suolo. È bellissimo e dà una sensazione di pace.

24 dicembre.
Al nostro risveglio abbiamo visto uno stupenda coltre di neve bianchissima e luccicante che si estendeva fino all’orizzonte. Una veduta fantastica, ogni albero e cespuglio è ricoperto di un bello strato candido. Ho spalato la neve per la prima volta in vita mia e mi sono divertito tantissimo. Ho fatto sia il vialetto che il marciapiede. Più tardi è passato uno spazzaneve che per sbaglio ci ha coperto di nuovo il vialetto con la neve ammucchiata al lato della strada. L’uomo che lo guidava mi ha fatto un sorriso e un cenno con la mano. Gli ho replicato con un cenno anch’io, e ho spalato la neve un’altra volta. I figli dei vicini hanno modellato un pupazzo di neve mettendo due pezzi di carbone al posto degli occhi e una carota al posto del naso, e hanno cominciato a tirarsi palle di neve: un paio di queste mi hanno sfiorato e hanno colpito la macchina, così gliene ho tirato alcune anch’io e mi son messo a giocare con loro.

25 dicembre.
Stanotte sono venuti giù altri 15 centimetri e la temperatura è scesa a -8. I rami di molti alberi e cespugli si sono spezzati a causa del peso della neve. Ho rispalato il vialetto. Subito dopo è passato lo spazzaneve e ha rifatto lo stesso scherzetto. La neve è quasi tutta di un colore bruno-grigiastro.

1 gennaio.
Durante il giorno ha fatto abbastanza caldo, così si è formata una poltiglia che si è subito ghiacciata quando la temperatura è ridiscesa. Ho comprato le ruote da neve per tutte e due le macchine: 500 sterline. Sono scivolato e ho battuto il didietro sul vialetto. Ho speso 100 sterline dal fisioterapista ma niente di rotto.

5 gennaio.
Fa ancora freddo. Ho venduto la macchina di mia moglie e le ho comprato un 4X4 per permetterle di arrivare al lavoro. Ha preso un muretto e ha danneggiato seriamente la fiancata destra. 200 sterline. Sono caduti altri 20 centimetri di m**** bianca stanotte. Entrambe le vetture sono ricoperte di sale e poltiglia ghiacciata, quello spazzaneve del c**** è passato due volte oggi. Dov’è quella maledetta pala.

9 gennaio.
Porca p****** ancora neve. Non c’è albero o cespuglio nei nostri campi che non sia stato danneggiato. Siamo rimasti senza elettricità quasi tutta la notte. Per evitare di morire assiderati, abbiamo acceso delle candele e una stufa a petrolio che si è rovesciata e a momenti incendiava la casa. Sono riuscito a spegnere le fiamme ma ho riportato ustioni di secondo grado alle mani. Mi sono partite completamente ciglia e sopracciglia. Mentre andavamo al pronto soccorso abbiamo colpito un c**** di cervo con la macchina che adesso è un rottame.

13 gennaio.
‘sta c**** di m**** bianca continua a venir giù. Ho dovuto indossare tutti gli abiti che ho solo per raggiungere la cassetta delle lettere. I piccoli str**** dei figli dei vicini mi hanno fatto un’imboscata a palle di neve mentre rientravo – gli voglio ficcare quella carota talmente su per il c***, che il dottore ci metterà 6 ore per trovarla. Se trovo ancora quel c******* che guida lo spazzaneve gli apro il torace a morsi e gli strappo il cuore coi denti. Secondo me lo str**** si nasconde qua dietro e aspetta che io abbia finito di spalare per poi accelerare come fa quel c**** di Michael Schumacher, e per coprire di nuovo quel c**** di vialetto.

17 gennaio.
Stanotte sono caduti altri 40 centimetri di neve del c****, ghiaccio del c****e nevischio del c*****e Dio solo sa che altra specie di m**** bianca. Fra tre mesi devo presentarmi in tribunale per aver aggredito l’uomo dello spazzaneve con un rompighiaccio. C**** non riesco più a muovere le dita dei piedi. Non vedo il sole da 5 settimane. -20 e prevedono ancora altra neve del c*****

VAFF******, ME NE TORNO A LONDRA

Continua la saga dell’allegria!
Viviana

La Polverini ha negato che ci siano delle frazioni bloccate dalla neve. Fanno come i mafiosi: negare sempre!
A Urbino arriva l’esercito (pagato da noi) ma per fare qualcosa chiede 70 euro a soldato, vitto e alloggio compreso, e la pale? Spero che anche in Afghanistan chieda la diaria ai bombardati. Ma poi questi soldi chi le prende? Il soldato che spala o il comandante che lo manda?
A pagare saranno ovviamente i sindaci, non si sa con che, forse faranno la tratta delle bianche. Ma nelle frazioni piccole mancano anche quelle. Almeno quelle giovani.
Monti se ne lava le mani. Problema locale.
Del resto, Prodi disse che la base militare di Vicenza era un problema ‘urbanistico’! Questi a dire buffonate ci vanno a gara.
Nell’Appennino marchigiano, causa casse vuote, sono stati costretti a fare a meno dei soccorsi.
Ieri hanno negato la crisi. Oggi la neve.
Ognuno si tiene le disgrazie che ha. Noi di più, per sfiga cronica. Persino la nostra neve cade già corrotta.
Il Governo più a destra degli ultimi 150 anni della neve se ne frega. Sono troppo occupati a dire le cazzate più grandi degli ultimi 150 anni.
A Roma il sindaco delle emergenze neve ora annuncia l’emergenza gas. Cosa fa Alemanno? Querela Putin?
..
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One Comment for “ECO-CITTA’”

  • michael santhers says:

    prof lei mette troppa carne a cuocere,per carità giustamente negli intenti ma le verità impongono al lettore onesto durante il percorso di lettura un infervorarsi per cui a ogni passaggio una pioggia di invettive pervade l’animo-io già al nome alemanno scoppio-lei prof. è implacabile ma tenga conto di noi comuni mortali inadatti a sopportare le ire che con le sue verità genera in noi..con stima michael


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