WarDrome Sci-fi MMORPG
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Sunday June 25th 2017

IL BLOCCO NERO

Manifestazioni in tutto il mondo contro il neoliberismo – La devastazione di Roma –
I draghi e gli squallidi – Per 500 vandali – La violenza degrada ogni rivendicazione – Perché solo Roma brucia – 15 ottobre – Italia alla gogna – 10 anni fa Bossi ha venduta la lega a Berlusconi – Ecco l’atto di vendita – Cos’è veramente l’autodeterminazione di un popolo – Il falso federalismo – La beffa dei 3 miliardi delle quote latte – L’avvocato Ghedini lo paghiamo noi – Un parlamento di avvocati

Io credo che i 300.000 cittadini onesti che erano a Roma per manifestare civilmente e pacificamente dovrebbero fare una denunzia in class action – se ciò si potesse- al Ministro Maroni per avere gestito come ha fatto la difesa di Roma contro 500 farabutti che sono stati in pratica liberi di devastare una città.
..
1000 le concentrazioni e i cortei in tutto il mondo. Secondo gli organizzatori, 952 città in oltre 82 paesi hanno manifestato contro il neoliberismo di banche, Borsa, Governi e Organismi Internazionali che stanno affamando il mondo stroncando diritti e stato sociale e mettendo in ginocchio gli Stati. Ad aprire i cortei mondiali, le manifestazioni a Tokyo, Taipei e Sydney.

Che dolore ieri per quanto è successo a Roma! Con la violenza, questi bruti mal cresciuti e distruttori anche di se stessi si sono divorati una manifestazione che era bellissima, così oggi tutti parlano solo della guerriglia di 5 ore a Roma davanti a una polizia inerte e inefficace e della sciagurata devastazione della città e nessuno parla dei 300.000 che hanno sfilato giustamente e pacificamente.
Ancora una volta la violenza ha vinto. E anche questo fa il gioco del Governo. E anche questo permetterà a chi difende la violenza del Governo di trovare ragioni che non ci sono. E che questo sia successo solo a Roma è gravissimo e allo stesso tempo diabolicamente significativo. Poteva succedere come a Genova nel 2001. Forse qualcuno voleva che succedesse come a Genova. Solo un miracolo ha impedito che, di nuovo, ci fosse il morto. Forse gli arresti non ci sono stati per impedire una nuova Bolzaneto. E l’assenza di fermi è stata la condizione dettata da Maroni per non ripetere la possibilità di torture o trasgressioni. Forse quell’assenza di interventi delle forze dell’ordine ci ha salvati da disgrazie peggiori. Ma che pena vedere la più bella città del mondo in mano a vandali indisturbati.
Alemanno ha dichiarato che questa gentaglia giovanissima e scellerata veniva da tutta Europa. Certo veniva dall’inferno.

Hanno sdoganato il fascismo nelle istituzioni.
Hanno depenalizzato il fascismo nei cantieri e nelle discariche.
Hanno liberato il fascismo nelle piazze.
Hanno permesso la rinascita di un partito nazista, dopo aver premiato quella di un partito fascista di territorio e di governo.
Hanno addirittura permesso la normalizzazione della violenza nel comando del paese, nel mercato, nella giustizia, nei media, nelle Borse, nel cuore della Nazione.
Hanno tagliato tutti gli strumenti di prevenzione, di repressione, di valutazione, di circoscrizione, di esecrazione della violenza.
Hanno elogiato in ogni modo i sistemi politici, etici, economici, giudiziari della violenza.
Ora la violenza ci circonda indisturbata, sopra, sotto, a destra, a sinistra, in alto e in basso.
Nelle stanze del potere come nei luoghi della finanza come nelle piazze della desolazione.
Violenza dello Stato al vertice, violenza dei barbari a fianco, violenza degli scellerati in basso.
Sono anni che lo Stato non è più governato. Ora vediamo le conseguenze di questo malgoverno. Lo vediamo nella bestialità di coloro che per età e incoscienza impongono la loro legge di distruzione nelle piazze dello Stato, come lo vediamo nella bestialità di coloro che per ruolo e avidità la pongono nel Parlamento di questo Stato, negli organismi internazionali, nelle sedi finanziarie.
Alla violenza mai frenata di quelli di sopra aggiungiamo la violenza mai frenata di quelli di sotto. Ultimi e primi si legano indissolubilmente in una scena di devastazione e di orrore. Capi e scherani. Leader e ciurmaglia.
Cosa può fare a questo punto un cittadino contro l’impero della violenza?

Non è la fine del sistema capitalista che mi preoccupa
è la sua agonia
ci sono malati che per l’attaccamento al non morire
si divorano tutta la casa e da ultimo consumano se stessi
L’eutanasia a volte è un atto di sopravvivenza
per tutti quelli che restano
per questo la Chiesa l’ha assunta
come emblema della sua fine
Ma c’è un modo
per salvarsi dalla morte
ed è cambiare
Non ci sono molte alternative
o muori tra atroci tormenti condannando assieme a te tutti gli altri
o ti risani, ma questo è un miracolo raro
o cambi il tuo essere in un altro, che è un altro modo per salvarti
cioè rinasci
Per un sistema o per un individuo è lo stesso
Il peggio è continuare a morire lentamente ammazzando il mondo intero
Non sopportiamo più questi vampiri della morte

I DRAGHI

(.. e così i draghi erano lucertoline)

Si fanno chiamare Draghi. Sono attivisti dei movimenti, precari, operai, studenti, professionisti e artisti, che hanno deciso di andare oltre le rispettive etichette per rivendicare,come un unico blocco, le stesse istanze. Una nuova prospettiva rispetto alla generica etichetta di “indignati”, fortemente inflazionata in questo periodo e indicante una indistinta moltitudine. E’ lo stesso cambiamento che accadde poco prima del G8 di Genova, quando le anime diverse del movimento rientrarono sotto la definizione di “disobbedienti”.
“Draghi ribelli” è peraltro un nome scelto con preciso riferimento ai draghi orientali, gli stessi che secondo la leggenda controllano gli elementi, ergendosi a guardiani e difensori degli equilibri della Terra. Draghi che si ribellano contro i caimani occidentali, gli stessi che hanno speculato sul popolo portando l’economia mondiale sull’orlo del precipizio. Non è un caso che la prima grande azione di protesta abbia avuto come obiettivo la Banca d’Italia, simbolo del “governo delle banche e della finanza”.Un vero e proprio presidio che sfocerà nella grande manifestazione di oggi a Roma come in 500 città del mondo,quando centinaia di migliaia di persone sfileranno ovunque.
Con l’occupazione della Banca d’Italia vogliamo dimostrare che la democrazia sta fuori da quel palazzo e noi da fuori la riconquistiamo. Se ci cacciano, torneremo in molti di più
Un movimento che vuole riprendersi il Paese dal basso,facendo leva sul fatto che il potere rappresenta solo l’1% della popolazione,per dare scacco alla finanza e alla politica incapace di dare risposte ad un Paese sempre più in difficoltà.

TEPPISTI
Viviana Vivarelli

Gli taliani marcianoi coi pregiudizi. Quelli di destra credono che i teppisti siano di sinistra, quelli di sinistra giurano che i teppisti siano di destra. Per molti essi sono solo dei distruttori in cui l’etiche politica è solo strumentale.
Io non credo che valga la pena di dare a questi vandali una connotazione politica.
Il fascismo è, per sua natura, apolitico, in quanto sta fuori da ogni morale. Non ha altra ideologia che la violenza, la distruzione e la sopraffazione. I tentativi storici di dargli un’ossatura ideologica sono tutti falliti. Si incentra nel culto del capo, nella spersonalizzazione attraverso l’appartenenza al gruppo, nell’applicazione della violenza fine a se stessa, mentre la parola politica, per quanto sia stata devastata, conserva ancora il suo antico significato di cura della cosa pubblica, e, per il suo stesso altissimo oggetto, richiederebbe una ideologia etica e una sostrato razionale.
Solo una democrazia dal basso può essere, oggi, la vittoria della politica come eccellenza, assieme all’evoluzione della razionalità etica nel mondo. Le bande organizzate che hanno distrutto Roma sono invece il dispiegamento di ogni peggiore irrazionale che usa menti e corpi molto giovani come i demoni incarnati li plagiano nelle sette sataniche.
Là dove una intera generazione è stata buttata via senza cura né speranza da governi e organismi sciagurati, ‘la gioventù spezzata’ prende queste due strade per manifestare se stessa: la civiltà pacifica ordinata e la follia devastante dei giovanissimi sciagurati che vedono nella distruzione fine a se stessa l’unica effimera realizzazione possibile.

Perderete la guerra
Giovanni Sarubbi

Oramai il copione lo sanno a memoria, come attori consumati. Il palcoscenico è sempre lo stesso, quello delle manifestazioni di massa che altri hanno organizzato su altri contenuti e soprattutto con modalità pacifiche.
Parliamo dei cosiddetti “black block”, il “blocco nero” che ha già recitato la sua tragica commedia a Genova nel 2001 ed in altre parti d’Europa. Oggi 15 ottobre hanno recitato a Roma durante la manifestazione degli “indignati” a cui hanno partecipato oltre trecentomila persone. Loro, il “blocco nero” hanno incendiato, devastato, distrutto tutto quello che gli capitava a tiro con la polizia, come hanno detto tantissimi osservatori anche della TV e dei giornali, che ha sostanzialmente lasciato fare, come al G8 di Genova nel 2001. Appunto un copione imparato a memoria. Con gli stessi attori e la stessa regia. E come allora anche oggi è arrivata puntualissima agli “indignati” l’accusa di essere violenti da parte degli esponenti di quella destra eversiva che è al governo e che ha ridotto il paese alla bancarotta, favorendo con la propria politica l’arricchimento di finanzieri d’assalto, cricche e logge di tutti i tipi e costruendo una vera e propria corte di faccendieri che ha spolpato letteralmente l’Italia. E proprio ieri questa corte è stata ulteriormente incrementata con altri quattro sottosegretari di cui nessuno avvertiva la necessità. Altri quattro stipendi d’oro, altre auto blu e fondi pubblici da gestire e dirigere verso le proprie consorterie.
Le immagini e le cronache dei mass media dicono con chiarezza che si è cercato, da parte delle forze della cosiddetta sicurezza nazionale, il tanto peggio tanto meglio o forse sarebbe meglio chiamarlo “schema Cossiga”, quello schema che Cossiga raccontò in una intervista. Lo schema che da ministro dell’interno aveva più volte usato, con l’infiltrazione di agenti provocatori all’interno delle manifestazioni pacifiche dei sindacati, per creare disordini e scontri e poter poi indicare i sindacati e i lavoratori come delinquenti e criminali, ottenendo poi anche l’approvazione di leggi liberticide.

Quando Cossiga faceva queste cose si trovava però ad avere a che fare con un movimento sindacale organizzato, che conosceva una per una le persone che partecipavano alle manifestazioni ed i provocatori erano così subito smascherati ed isolati. E a quel punto spesso scattavano le cariche vere e proprie e spesso ci sono stati morti e feriti.
Anche le manifestazioni organizzate da Gandhi avevano la stessa caratteristica della organizzazione ferrea e meticolosa dei partecipanti, perché chi si pone l’obiettivo di cambiare profondamente la realtà sociale deve mettere in conto la provocazione violenta di chi vede messo in discussione il proprio potere. E chi provoca lo fa per tentare di passare dalla parte della ragione, per additare coloro che contestano il suo potere come violenti e come nemici della pace sociale. E’ una storia vecchia, un copione oramai consunto per il suo troppo uso.
E’ chiaro a tutti, anche guardando le immagini trasmesse dalle TV, che l’enorme maggioranza dei pacifici manifestanti di Roma, che non erano a questo preparati, si sono trovati ad avere a che fare con un gruppo di persone militarmente addestrate ed altrettanto militarmente organizzate. Non si può, infatti, indossare una maschera antigas senza un addestramento specifico al suo uso, né si possono usare esplosivi o bombe molotov o altri strumenti bellici senza uno specifico addestramento. Chi lo facesse rischierebbe di morire sul colpo per mano sua stessa.
In Italia le organizzazioni in grado di fornire un addestramento di tipo militare, che è anche molto costoso, non sono molte e sono tutte note. Ve le indichiamo di seguito. Scegliete poi voi quale di queste organizzazioni vi sembra essere quella dove vengono addestrati i “black block”. Oltre ai vari corpi militari dello Stato, e ce ne sono tanti (esercito, marina, aeronautica, carabinieri, polizia, Guardia di Finanza, servizi segreti) c’è la criminalità organizzata, che ha un proprio esercito addestrato all’omicidio ai pestaggi e all’uso di esplosivi. E poi ci sono i gruppi neonazisti, di cui spesso sono segnalati dei veri e propri campi paramilitari in giro per l’Italia mascherati in vario modo, dove si “gioca alla guerra” e dove vengono usate armi giocattolo ad aria compressa che sono una perfetta imitazione di quelle vere, con tanto di assalti, imboscate e battaglie.
Ma la provocazione e l’esistenza di vere e proprie agenzie del reclutamento e della formazione di delinquenti provocatori, non avrebbe alcuna possibilità di avere successo se il movimento di massa attuale fosse come quello sindacale dei primi anni ’70 del secolo scorso, o come quello organizzato da Gandhi in Sud Africa o in India, o come quello messo su da Capitini per organizzare la sua prima marcia per la pace Perugia-Assisi.
Oggi ci troviamo di fronte invece ad un movimento di persone che si dicono “indignate” per quello che stanno subendo, che dicono di essere apartitici nel senso di apolitici cioè lontani dal sudiciume e dal ladrocinio che oggi domani la politica nazionale. La miseria e la violenza che si stanno scaricando su milioni e milioni di persone disoccupate, senza casa, a cassa integrazione o privi del diritto alla studio, o fallite, soprattutto nel mondo capitalistico, stanno portando queste persone a reagire e a dire basta.
Ma questo significa che siamo solo al primo gradino di un lungo percorso in salita che dovrà trasformare l’indignazione, la rabbia, la paura per il proprio futuro e per quello dei propri figli in coscienza di ciò che è necessario fare per dare un futuro a questa umanità e al pianeta Terra che ci ospita come ospiti sempre più sgraditi. E si tratta di gradini che devono portare milioni di persone ad imparare a partecipare alle manifestazioni in modo organizzato, su parole d’ordine precise, con modalità rigidamente pacifiche che escludano qualsiasi forma di violenza. Si dovrà tornare a parlare con le persone in carne ed ossa, rifiutando l’egoismo, l’individualismo, l’apparire invece che l’essere, l’ingordigia smodata dei ricchi e gaudenti che sta uccidendo milioni e milioni di esseri umani. Si dovrà imparare dalla esperienza del movimento sindacale italiano o da quella dei grandi movimenti nonviolenti di Gandhi, Martin Luther King, Capitini. Si dovranno capire bene i meccanismi che hanno portato l’umanità sull’orlo del baratro e chiedere e pretendere che i responsabili siano puniti ed arrestati, come hanno fatto nella pacifica Islanda.

Ieri ci auguravamo che la manifestazione di oggi a Roma fosse l’inizio di un grande e pacifico movimento di massa di milioni di persone per fermare la follia della guerra che è oggi il pericolo reale e incombente su tutta l’umanità. I “black block” e chi li manovra oggi hanno forse segnato un punto a loro favore, ma noi siamo sicuri che perderanno la guerra perché la guerra sarà bandita dalla vita dell’umanità.
Che vinca la vita!

PER 500 VANDALI
Viviana Vivarelli

Non è di nessuna consolazione constatare che i teppisti organizzati erano poche centinaia contro una manifestazione globale che a Roma ha superato le 300.000 persone.
Il problema non è quanti siano
-ce ne saranno sempre e costituiranno un pericolo sempre
-il problema grave è che sono riusciti a dirottare l’attenzione dei media e dunque dell’opinione pubblica dal vero cuore e significato della manifestazione.
Se oggi conta ciò che è visibile, questi marrani sono riusciti nel loro intento
di rubare la visibilità della protesta.
E i giornali, per loro scelleratezza, ci sono andati a nozze nel buttarsi a parlare di loro piuttosto del senso della manifestazione, commettendo con questa sperequazione dai valori un delitto molto peggiore di quello commesso dai vandali con la devastazione di Roma.
Così il loro gioco è riuscito.
Con piena soddisfazione di quelle forze che intendono imperversare sul mondo coi loro sporchi giochi bellici e finanziari.
Per cui il vero orrore non è stato quello dei teppisti ma quello dei media che hanno dimenticato persino di parlare dell’entità della protesta nel mondo.

La violenza degrada ogni rivendicazione
Viviana Vivarelli

Io ieri non sono scesa in piazza per limitazioni contingenti, ma ho partecipato a tante manifestazioni nella mia vita.
E l’unico servizio d’ordine di cui ho constatato l’efficienza è stato quello della CGIL
A Roma mancava.
Come è mancato a Genova (e questo fu il grave errore di Agnoletto).
E finché una qualsiasi manifestazione non si darà un servizio d’ordine potente e efficace e confiderà in quelli dello Stato è fottuta.
Ma capisco che dare un servizio d’ordine a 300.000 persone richiede l’esistenza di una gestione superiore che solo un movimento organizzato può avere, mentre quei 300.000 erano cittadini che si muovevano autonomamente e spontaneamente, il che vuol dire senza difesa alcuna, in balia dei vandali.
E non mi venite a parlare di servizio d’ordine della polizia o affini, perché sin’ora chiunque sia stato in un corteo ha visto solo due situazioni estreme: o la polizia non è intervenuta affatto, come ieri a Roma, e ha fatto solo caroselli dimostrativi di scudi o veicoli del tutto inefficaci e di pura immagine, o la polizia ha dato mano alla violenza, aiutandola e partecipandovi come è stato provato a Genova.
A Genova vedemmo i filmati di teppisti che uscivano dalle sedi di polizia o si affiancavano ai poliziotti e poi devastavano le vetrine sotto lo sguardo passivo delle forze dell’ordine,
ieri abbiamo visto di nuovo teppisti con caschi e spranghe marciare ‘in mezzo’ alle forze di polizia e poi separarsi per fingere di attaccare i veicoli coi poliziotti che fingevano di lanciare acqua ridicola o piccoli fumogeni dal raggio brevissimo. La sceneggiata è stata penosa per 5 lunghissime ore, tutto il tempo impiegato dal lunghissimo corteo ad arrivare alla piazza finale, dove in 5 ore sarebbe stato facilissimo arrestare i vandali. Ma, volutamente o no, ciò non è stato fatto. Per 5 lunghissime ore la polizia ha mostrato tutta la sua impotenza.
Purtroppo la forza delle immagini ha un’evidenza tale da restare indiscutibile e attesta in modo plateale che l’unica differenza con Genova è stata la mancanza delle torture e il morto.
Se qualcuno di questi politicanti (nessuno di loro è più degno del titolo di politici) che sbraitano su parole come democrazia e popolo fosse sincero e in buona fede, sarebbe stato per primo in mezzo alla gente nei luoghi dei massimi scontri coi teppisti, e forse la polizia, pur non volendo difendere i manifestanti, avrebbe difeso loro. Ma i pavidi si sono guardati bene dallo scendere in piazza e sono rimasti a difendere i loro privilegi nelle sedi ben difese dei loro palazzi, sempre lontani da noi, sempre diversi da noi, sempre più incomunicabili con noi.
Ora ragioniamo: qualunque servizio imponente delle forze di polizia in manifestazioni come quella di ieri viene concordato dalle forze dell’ordine col Ministro degli Interni.
Ieri ci sono state analogie impressionanti con quanto avvenne dieci anni fa a Genova.
Al G8 di Genova era Ministro degli Interni Scajola, con Presidente del Consiglio Berlusconi, e le manovre furono concordate con Fini, che era ministro della difesa, il capo della polizia era Manganelli, e il risultato fu la macelleria messicana che sappiamo. Non ci fu una commissione parlamentare sull’accaduto e mai né Berlusconi, né Fini né Scajola furono chiamati a rispondere del massacro.
Oggi il ministro degli interni è Maroni, sempre il premier è Berlusconi, Fini è Presidente della Camera, capo della polizia è sempre Manganelli. Non abbiamo le torture di Bolzaneto, non abbiamo i pestaggi né il morto. Ma il risultato è sempre squallido, e, si immagina, anche questa volta nessuno sarà responsabile di alcunché.

Massimo D
Vedo troppa ipocrisia in giro.
Tutti i metodi democratici usati dal popolo Italiano, sovrano della Nazione, hanno fallito.
Le Firme di Grillo, i vari referendum, etc…tutto è finito in un cassetto alla faccia della Costituzione e della democrazia.
I sono un non-violento ma non posso considerare violenza quella di giovani precari portati allo stremo, ignorati, sfruttati, demoralizzati da una casta di anziani al potere che sguazza tra migliaia di euro incassati al mese, orge, auto blu ed altri privilegi assurdi, soldi incassati senza fare nulla di buono per i giovani Italiani, quindi cifre altissime guadagnate senza fare il proprio dovere di politico al servizio della Nazione e del suo futuro.
La situazione è divenuta insostenibile.
L’Italia è totalmente marcia dalla cima alla coda, la politica è inetta e corrotta (non tutta ma quasi!); gli scontri si renderanno più intensi nel futuro, il popolo sovrano non ce la fa letteralmente più; a meno che la casta non se ne vada via purtroppo la situazione si farà sempre più drammatica. La rabbia è tanta.
E’ un miracolo che il Parlamento non sia andato a fuoco ieri, od auto blu distrutte, etc
Anche il popolo più pecora ed anarchico al mondo (gli Italiani) ha un limite di sopportazione, e io penso che questo limite lo si stia raggiungendo.

Ippolita segnala
ROMA BRUCIA!

Mentre scriviamo sul cielo di Roma ronzano ancora gli elicotteri della polizia e il fumo delle barricate si scorge tra i palazzi del centro. Roma burnin! e la giornata dell’indignazione in Italia sembra ancora non voler finire tra i focolai di rivolta ancora sparsi per la città mentre la politica del sistema dei partiti sfiduciata dalla piazza indignata romana si affretta, insieme alla stragrande maggioranza dei media sempre disponibili a dargli spazio, a criminalizzare una giornata di lotta straordinaria. Torna ancora una volta alla ribalta la solita litania dei black bloc, come se si trattasse ormai di un rito per esorcizzare un conflitto sociale che negli ultimi mesi anche in Italia si è presentato nelle piazze, nelle strade, nelle valli e nelle università accumulando sempre più forza e consenso. E invece altro che black bloc! In piazza San Giovanni a resistere alle cariche e ai caroselli forsennati e letali dei furgoni della polizia c’è “l’indignazione” italiana, c’era l’espressione del movimento globale in lotta per il cambiamento che nella penisola si esprime anche così, unendo diverse generazioni di studenti, precari e lavoratori in una lotta comune contro la crisi e il debito, che oltre ad allestire tende di protesta nelle piazze rifiuta anche che il proprio corteo sia imbrigliato dai divieti del ministero degli interni e rivendica la propria libertà di esprimere dissenso anche sanzionando i palazzi della crisi e della politica.
Non c’è contrapposizione tra la tenda e la resistenza di piazza San Giovanni, è espressione dello stesso movimento! D’altronde in Tunisia o in Egittto, la dove tutto è nato, i regimi hanno dovuto cedere alla forza del movimento spargendo sangue e reprimendo fino all’ultimo momento prima che piazza Tahrir e la Casbah di Tunisi divenissero spazio eccezionale di lotta, indignazione, collera e costruzione di alternativa, quella vera, fuori e contro i palazzi della politica.
Ma forse una parte del problema è proprio qui: in Italia la manifestazione di oggi è stata preventivamente oggetto del contendersi dall’alto di ceti politici, vecchi, stanchi, espressione di lotte passate e sconfitte che facendo finta di non ascoltare ciò che il movimento grida da anni “non ci rappresenta nessuno”, si sono dati un gran da fare in equilibrismi con la politica della rappresentanza garantendogli (a che prezzo?) lo spazio per presentarsi nel corteo.
Anche il segretario dei giovani del PD dobbiamo sentir parlare in queste ore a nome della manifestazione di Roma. Quando in tutto il mondo, compresa l’Italia, il 15 ottobre è stato lanciato proprio contro quel fare politica che anche il suo partito rappresenta.
E’ ancora presto per riorganizzare le tante immagini che questa grande giornata di lotta ci ha restituito, una tra tutte una piazza San Giovanni gremita di manifestanti decisi a non voler cedere la piazza alla controparte scontrandosi per ora con la polizia che non ha esitato ad investire con le camionette chi da quella piazza non se ne voleva andare. Una grande immagine che le chiacchiere dei partiti e la litania del black bloc non riuscirà a distorcere o modificare agli occhi del proletariato giovanile e dei ceti più esposti o già colpiti dalla crisi.
Certo è che la contrapposizione e il conflitto sociale vanno saputi accumulare e far crescere senza regalare al bel gesto romantico l’effimero ripetersi di certa autorappresentazione.
Da oggi il sistema dei partiti e delle banche in Italia se guarda in basso forse non trova già più nessuno perché dalla piazza del 14 dicembre del 2010 ad oggi, c’è chi, e sono sempre di più che con grandi balzi guardano ormai alla controparte negli occhi…

Nuova Società

Abbiamo passato il picco di sostenibilità della Terra. Quello che oggi viene consumato è maggiore di quanto si riesce a rigenerare, tanto che, a questo ritmo, entro i prossimi 40 anni, avremo bisogno di due Pianeti. Il consumo globale è ormai superiore a tutte le risorse possibili della Terra, per cui dobbiamo accantonare parole come Pil, sviluppo e crescita, e imparare parole nuove come sostenibilità, sobrietà, economia delle risorse, Nuova Democrazia, Nuovi Municipi, glocal o rischiamo la bancarotta planetaria.
Il neoliberismo ci sta portando non solo alla più grande crisi economica degli ultimi 100 anni, ma a una crisi molto peggiore di quella del 29 e crisi da cui non usciremo più, seguendo i diktat del grande capitale, e in cui l’accanimento protervo di banche, Borse, governi e organismi internazionali, ci darà solo una crescente e terrificante rovina.
E’ più di 30 anni che questi concetti sono diffusi dai no global in tutto il mondo e Francesco Gesualdi a Pisa, per esempio, ha tracciato le linee di un nuovo modello di sviluppo in cui la parola chiave è SOBRIETA’. Ma come lui molti altri. Perché in questo blog non possiamo sentirli? Perché non devono entrare nel movimento? Le loro analisi non sono limitate all’Italia, sono inserite in un quadro di protesta mondiale.
Anche gli indignados sono un fenomeno mondiale.
Diamo il pane agli affamati!
Diamo a chi protesta e cerca il cambiamento una nuova cultura! E la possibilità di ricostruire su basi più eque e sostenibili il mondo!

GIORNALI DAL MONDO

http://oglobo.globo.com/mundo/mat/2011/10/15/marcha-dos-indignados-mobiliza-milhares-ganha-dimensao-global-tem-protestos-violentos-925588239.asp

BRASILE
Gli indignati protestano contro le politiche del capitalismo, la corruzione e l’austerità con l’aggravarsi della crisi nei paesi industrializzati.
Obiettivo principale: la crisi economica e la credibilità dei governi. A Roma, Madrid e Lisbona la dimostrazione ha attratto decine di migliaia di persone. A Roma le proteste sono state più grandi e violente, culminate in furgoni della polizia date alle fiamme e 70 feriti, almeno tre in gravi condizioni. I manifestanti hanno anche dato fuoco a un edificio, causando il tetto è caduto. Immagini tv mostrano un giovane col sangue che copre il volto, mentre un uomo ha perso due dita quando un petardo è esploso.
I manifestanti a Roma – che fanno parte dei disoccupati, studenti e indignati- hanno incendiato auto e negozi di atti vandalici e le banche il giorno dopo che il premier Silvio Berlusconi ha ottenuto un nuovo voto di fiducia dal parlamento. Alcuni hanno addirittura vandalizzato gli uffici di un edificio annesso del ministero della Difesa. La polizia ha utilizzato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni per disperdere la folla che lanciavano pietre, bottiglie e petardi.
Agenti ha cercato di contenere i ribelli e gli stessi manifestanti che ha provocato l’incendio sono rimasti feriti dopo rocce, esplosioni e combattimenti. Strade, piazze e veicoli della polizia sono state distrutte durante i combattimenti. La sicurezza è stata tenuta presso la Banca d’Italia.
Vestiti di nero con il volto coperto, hanno lanciato pietre, bottiglie e barili di benzina nelle banche e la polizia antisommossa di Roma. I colpi di martelli, distrutti bancomat, dato fuoco a bidoni della spazzatura e aggredito almeno due equipaggi di Sky Italia. In fuga dalla violenza, pacifisti corse verso le scale della Basilica di San Giovanni in Laterano.
Il sindaco ha attribuito la violenza a “qualche migliaio di banditi d’Italia, e forse l’intera Europa, che si sono infiltrati alla manifestazione.” Alcuni musei sono stati costretti a chiudere e almeno un teatro ha annullato un evento. B chiama la violenza “segno preoccupante” e ha aggiunto che i responsabili “devono essere trovati e puniti.”
Gli indignati sono scesi in piazza in 952 città in 85 paesi, tra cui il Brasile.
Con ‘V per Vendetta’ il personaggio maschera, i manifestanti radunati davanti alla Banca centrale europea a Francoforte.
In Spagna, dove le proteste si sono accumulate da maggio, la marcia di indignazione è partita da villaggi e zone rurali. Sabato scorso, a sei marce dalla Plaza Cibeles verso la Puerta del Sol a Madrid la mattina presto. Hanno partecipato 300.000 persone. Anche a Barcellona, Siviglia, Valencia e Malaga ci sono state proteste.
A Londra, 500 manifestanti hanno marciato dalla Cattedrale di St. Paul, vicina alla Borsa, per protestare contro “Occupare il London Stock Exchange”. Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, ha fatto un discorso a sostegno dei manifestanti: “Spero che questa protesta si tradurrà in un processo simile a quello che abbiamo visto a New York, Il Cairo e Tunisia”, riferendosi alle rivoluzioni che si sono verificati nel mondo arabo.
Partecipa Atene, che vede quasi ogni giorno scioperi e proteste, mentre il governo si sforza di evitare il fallimento. 2.000 persone si sono radunate davanti al parlamento contro il pacchetto austerità che per essere votato, insegnanti e impiegati pubblici hanno tenuto cortei in altre parti della città.
A Salonicco, seconda città della Grecia, 3.000 persone hanno partecipato ad una protesta pacifica. Centinaia hanno marciato in città tedesche come Berlino, Colonia e Monaco di Baviera e a Vienna, mentre i manifestanti a Zurigo portavano cartelli con scritto “Noi non li salviamo di nuovo.” ”
A Bruxelles, in migliaia hanno marciato attraverso il centro gridando “banchieri criminali hanno causato questa crisi!”, gettando scarpe contro il palazzo della Borsa. 300 militanti a Helsinki, in Finlandia, in un movimento pacifico.
40.000 persone hanno marciato anche in Portogallo contro l’elite finanziaria. Centinaia sono riusciti a penetrare in un blocco di polizia attorno al Parlamento di Lisbona e a occupare le scalinate, protestando dopo l’annuncio del governo su nuove misure di austerità. 20 000 persone a Lisbona..20 mila a Porto.
“Prendono la tua casa se non riesci a ripagare il finanziamento, ma danno miliardi alle banche per ragioni che non sono chiare”..
Le proteste hanno coinciso con il G-20 a Parigi, dove ministri delle Finanze e i banchieri centrali delle maggiori economie sono a colloquio sulla crisi… migliaia a Berlino, Amburgo e Lipsia e fuori della Banca centrale europea (BCE), capitale finanziaria dell’Europa continentale, Francoforte. Circa 5000 davanti alla sede della BCE.
‘Busy Wall Street incoraggia le proteste globali. Il movimento ‘occupate Wall Street’, di New York promette manifestazioni in migliaia di città degli Stati Uniti, San Francisco, Washington, Chicago e Los Angeles. 2.000 hanno marciato pacificamente presso il centro finanziario.. per denunciare la disuguaglianza economica.
Slogan: “Noi siamo stati venduti, le banche sono state salvate”, “Ogni giorno, per tutta la settimana, prendere Wall Street” “L’avidità aziendale deve finire”
Centinaia a Washington, a Toronto, Montreal, Vancouver, Halifax e Winnipeg.
Proteste anche in Medio Oriente, Asia e Oceania, 3.000 in Nuova Zelanda, 2000 in Australia, tra cui gli aborigeni, comunisti e sindacalisti gridando con impianti stereo frasi come: “Siamo stanchi di avidità aziendale Le grandi banche, il potere! grandi aziende e in piedi su di noi Prendendo i nostri diritti! ”
In Giappone: “No al nucleare!”

PERCHE’ ROMA?
Viviana Vivarelli

Che gli scellerati si siano radunati a Roma, mentre tutte le altre manifestazioni nel mondo sono state tranquille, dimostra che i vandali erano convinti che qui nessuno li avrebbe fermati.
Questi non sono fenomeni individuali isolati ma c’è un movimento gestito e organizzato su scala nazionale o addirittura europea; lo ha detto anche Alemanno che, per le sue radici, di queste cose se ne intende, anche se oggi è obbligato dal suo ruolo a una immagine conformata.
Non a caso il neonazismo si sta dilatando in Europa e in Italia entra nel Governo.
Non a caso pesca nelle frange più giovani e scellerate.
Non a caso ha nel calcio il suo vivaio più fertile.
Non a caso il BLOCCO NERO formato da giovanissimi si ripresenta con gli stessi caratteri con cui si presentò a Genova dieci anni fa.
Non a caso i teppisti hanno lo stesso abbigliamento e la stessa tattica di guerriglia.
Non a caso, nemmeno questo volta, la polizia li ha fermati.

QUANDO
VV

quando un popolo si ritrova con un governo comprato a moneta contante dal magnate di turno che si è fatto ricco vendendo se stesso alla mafia e ad una setta eversiva e golpista, regalando turpi favori a una chiesa vendibile

quando un governo conta 37 puttane di stato e le fotocopie degli Scilipoti sin tra i suoi alleati più stretti

quando la prostituzione, la mafia, la corruzione, il furto pubblico e la depredazione sono le basi di chi sta al potere

quando non c’è limite alla vergogna interna ed esterna di chi dovrebbe essere l’esempio per tutti e la sua stessa permanenza al comando dello Stato perpetua le scelleratezze e le protegge

quando sono premiati gli spacciatori e le puttane, i ladri pubblici e i vizi privati

quando la morale è pervertita al lucro e l’etica è comprata un tanto al chilo

quando i Palazzi di Stato sono peggio della suburbia e la politica si basa sul ricatto e la compravendita

quando in laidi festini si intrecciano cardinali e alti magistrati

quando i principi fondamentali della Costituzione vengono ogni giorno calpestati e si tenta di farne carta per il cesso

quando l’opposizione manca ai suoi doveri fondamentali e rinnega la propria democrazia interna

quando i mezzi di diffusione sono al servizio del potere e ne difendono le menzogne

..è facile, anche per una sola di queste cose, che sogniamo il sicario, che ci liberi da tanta sofferenza

ma la storia insegna che, o un popolo si libera dai suoi demoni da solo o l’unico assassino che conosceremo sarà quello dei secondini nelle carceri o dei poliziotti nelle piazze.

15 ottobre
dal web

Malgrado le devastazioni di Roma continuiamo a sperare che questo 15 ottobre sia una data importante che riscriva la storia.
Per la prima volta, dopo le manifestazioni congiunta nel 2001 per scongiurare la guerra di Bush, il mondo intero si è mobilitato per pretendere un cambiamento radicale dell’attuale sistema economico capitalista, basato sullo sfruttamento dell’essere umano e delle risorse del pianeta. Basta neoliberismo!
E’ un sistema che annienta l’umanità in nome del profitto di pochi: la finanza speculatrice, le banche prive di controlli, le multinazionali signore del mondo, i governi corrotti.. un sistema che, per arricchire la spaventosa avidità di costoro, distrugge il lavoro, il futuro, la giustizia, la sopravvivenza, la salute.. distrugge il diritto fondamentale di tutti a “una vita degna di essere vissuta”.
La crisi non è nostra. La crisi la paghi chi l’ha prodotta! O sarà chiaro che essa è stata voluta come atto di colonialismo sul mondo, atto di guerra che contrassegna banche, borse, governi e organismi finanziari come i nostri veri nemici, i terroristi globali!
La Casta non è una cricca nazionale. La Casta è globale. E non intendiamo essere cacciati nella barbarie di un nuovo Medioevo per gli interessi di una cricca internazionale!
Non vogliamo i palliativi di piccole leggi ipocrite che gli organismi internazionali possono cancellare in un minuto, usando la Bce come suo esecutore!
Vogliamo l’estinzione di un sistema di depredazione delle risorse e di schiavizzazione degli uomini che ogni giorno di più sta mostrando il suo vero volto di nemico sociale e globale!
Vogliamo la caduta dei falsi miti della falsa età del benessere che hanno ridotto in miseria il 99% della popolazione del globo per arricchire 1200 corporazioni!
Vogliamo la fine delle guerre economiche, dei governi gestiti dalle lobbie delle armi o del petrolio, delle false democrazie che sono oligarchie mascherate se non dittature potenziali, delle disuguaglianze sociali e di opportunità, delle campagne pretestuose e ingannevoli di odio sociale, delle istituzioni gestite con sempre maggiore protervia, delle chiese manipolatrici del potere politico
Vogliamo riscrivere le costituzioni su una reale democrazia dal basso, basata sulla partecipazione popolare in forma assembleare o referendaria, dove tutti siano allo stesso livello, senza rappresentanti o leader che decidano per gli altri. Vogliamo che non siano più le banche o i loro politici marionette a decidere per noi. Ogni singola persona deve tornare protagonista della propria vita, senza nessuna delega. Vogliamo che in ogni città, quartiere e paese nascano assemblee popolari che decidano cosa sia realmente meglio per il loro benessere.
Questi imperativi non sono solo nostri, non sono di un gruppo, di un movimento o di un partito. Sono di tutto il mondo. Sono di quel 99% di umanità che non accetta più l’arbitro di quell’1% di dominatori, perché i dominatori hanno rovinato il mondo!
Siamo 6 miliardi, non possiamo diventare schivavi di 1200 magnati!
Iran, Tunisia, Algeria, Egitto, Marocco, Siria, Bahrein, Europa, Islanda, Spagna, Grecia, Israele, Stati uniti. La rivolta è cominciata e non avrà più fine.
Tutti gli uomini del mondo chiedono una democrazia reale, scendono in piazza affinché la democrazia si realizzi in vera e autentica partecipazione dei popoli alle scelte che li riguardano.
Questa protesta vuole risvegliare le coscienze dei popoli e creare una forte base sociale, unita, apartitica e non violenta, che senta come necessità l’esigenza di un cambiamento profondo, che avvenga prima interiormente in ciascuno di noi e poi concretamente nella società.

ITALIA ALLA GOGNA
vv

L’uomo più corrotto d’Italia con l’ombra della protezione di mafia e P2. Il più grande evasore d’Italia. Giudici e giornalisti comprati. La RAI comprata. 37 puttane messe nelle istituzioni insieme a spacciatori, corrotti, camorristi e mafiosi. Palazzi istituzionali usati come bordelli. Un governo di venduti pronti a giurare che Rubi era la nipote di Mubarak. 57 voti alla fiducia in soli 3 anni. Un ministro delle Finanze che giura fino a ieri che la crisi non esiste e poi scarica tuttO sui più poveri. Un premier che si addormenta su tutte le poltrone mentre il suo socio è lucido ‘a tratti’ e in quei tratti si sganascia dagli sbadigli. Un partito alleato comprato per 2 miliardi. Un paese allo sbando, ultimo in Europa. Tutti i settori, le corporazioni, contro di lui persino Chiesa e Confindustria. La Bce che lo commissaria. Persino Obama negativo. E 316 deputati gli ridanno la fiducia!! Una cosa che sarebbe orribile anche nel paese delle banane e che dice che le banane sono ormai putrefatte.
Scrive Colombo:” ..e questo perché nessuno di coloro che in altri tempi lo hanno votato, ha avuto il coraggio di riconoscere il crollo dell’uomo, il disastro compiuto e la condizione allarmante di una tempesta finanziaria violentissima che si stringe intorno all’Italia, perché l’Italia non è governata. O è mancata la forza di rinunciare al compenso… Noi siamo per tutti un esempio che, come l’indignazione, fa il giro del mondo, per il modo sfrontato di fare finta di niente e anche per l’estrema debolezza, incertezza , sfocatura di ogni forma di opposizione. Ma siamo anche parte di quel mondo già definito “ricco” che ha perso la strada perché ha perso ogni fiducia e legame nei gruppi o classi o leader politici che dovrebbero guidare e garantire. Gli indignati non sono né scontenti né sognatori. Sono la parte sveglia e realistica di un’opinione pubblica sempre più abbandonata alle pretese di un governo unico del danaro, avido e vorace, che chiede, come in uno strano culto, sempre più sacrifici e nello stesso tempo toglie dignità, lavoro e persino la voce. Ecco perché noi siamo con loro, giovani e meno giovani.”

AVAAZ
Incredibile, lo stanno facendo di nuovo: i nostri governi stanno riempiendo con i soldi nostri le tasche delle banche!
Dobbiamo dare il via libera al fondo salva-stati il prima possibile per salvare la Grecia, l’Europa e l’euro. Ma l’attuale fondo fa sì che siamo noi contribuenti a rimborsare le banche del 90% dei loro investimenti forsennati. I greci non vedranno nemmeno un euro di tutti i soldi che stiamo per destinare ai ricchi banchieri. Peggio ancora: il 30% dei nostri soldi andrà agli speculatori, che faranno profitti enormi dalla speculazione sul fondo!

Come può essere che i nostri governi abbiano siglato il fondo salva-stati, che ricopre d’oro banche e speculatori e lascia la Grecia in mutande? La risposta è semplice: i governi hanno chiesto anche ai banchieri di firmare il patto. I nostri ministri delle finanze s’incontreranno fra 3 giorni e decideranno del piano: lanciamo un appello enorme a loro e ai nostri parlamenti per tornare al tavolo delle trattative per salvare la Grecia e non le banche:
In un momento in cui ovunque c’è una grossa stretta sul credito e fette importanti della nostra spesa sociale vengono tagliate con l’accetta, i governi cedono davanti all’altare della lobby dei banchieri. Si giustificano dicendo che sono preoccupati che alcune banche non saranno in grado di assorbire la perdita degli investimenti in Grecia, e che senza gli aiuti fallirebbero. Ma se siamo noi ad avere bisogno di aiuto, e di conseguenza ci rivolgiamo alle banche, non riceviamo soldi gratuitamente, bensì prestiti. Ora le banche sono in difficoltà e si sono rivolte a noi: perché dovremmo trattarle diversamente da come fanno loro? Anziché dare via i nostri soldi gratuitamente, facciamo prestiti o investimenti nelle banche, e chiediamo che ci vengano restituiti a un buon tasso d’interesse!
Questo è quello che hanno fatto Gordon Brown nel Regno Unito e Barack Obama negli Stati Uniti: quando le banche stavano per fallire, non le hanno salvate con finanziamenti a tasso zero, ma con prestiti e investimenti. E nel giro di un anno i contribuenti ci hanno persino guadagnato!
Questo accordo è corruzione pura e semplice. Non c’è ragione alcuna legata all’interesse pubblico per fare questo regalo a banche e speculatori, mentre ci sono miliardi di buoni motivi per provare a proteggere i conti pubblici. Invece di dare via quei soldi, possiamo investirli in Grecia e nella capacità delle nostre società di uscire dalla crisi finanziaria e cominciare nuovamente a crescere. E’ arrivato il momento per i nostri politici di non nascondersi più dietro argomentazioni complicate scritte dai banchieri: questo gioco è finito. Urliamo il nostro no a questo scandaloso fondo salva-stati e chiediamo un nuovo patto.
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MALATI

Se il Pdl ormai vota nel sonno
la Lega sparisce
in uno sbadiglio
Ma chi aveva mai detto:
“Uno sbadiglio
vi seppellirà!” ?
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Povero Bossi!
la prima botta è stata l’ictus da pornostar
La seconda i due miliardi per vendersi il partito
Dopo di che ha ripreso a dormire
E chi lo sveglia più!
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DIECI ANNI FA BOSSI HA VENDUTO LA LEGA A BERLUSCONI
Viviana Vivarelli

La fidanzata del Trota che si prostituisce nel letto del nano. Il disgusto non ha mai fine!”
Senero Despore

Veramente le cose andarono molto peggio e il padre del Trota si prostituì molto prima.
Per la serie ‘tutto quello che Bossi tocca si trasforma in merda’, non ci fu solo il fallimento della Banca di Lodi dove rubarono anche ai correntisti, ma addirittura c’è stato il fallimento della Lega, per cui essa, da 11 anni, non è più un partito libero, (altro che Libera Padania!) ma è una proprietà di Berlusconi. Ciò spiega la serie di leggi ad personam che la Lega ha poi puntualmente votato, scatenando le ire della base, ma aumentando il potere di Berlusconi.
Secondo Moncalvo, ex direttore della Padania (che lo raccontà pari pari all’Annunziata in tv), nel 2000 i conti della Lega erano in profondo rosso, debiti da tutte le parti, sedi pignorate, non si potevano pagare gli stipendi. Come tutte le cose che Bossi ha fatto, anche il suo partito era prossimo al fallimento. Così, per riparare al disastro, Bossi vendette la Lega a Berlusconi davanti a un notaio. Gli vendette proprio il marchio, come fa a volte un’impresa in crisi. Per cui B è di fatto il padrone della Lega, altro che indipendenza e autonomia! Il partito è servo in casa propria e fa quello che ordina Berlusconi, il quale ogni tanto batte sulla testa di Bossi, pat pat, come si sulla testa di un cane fedele!
Era il gennaio 2000. L’anno dopo, la Lega tornava ad allearsi con FI, come prima del ribaltone, e da allora Bossi è stato sempre un fedelissimo servo di B.
6 mesi dopo, in una lettera alla Banca di Roma, il tesoriere Giovanni dell’Elce su carta intestata di FI scriveva: “Firmiamo una fideiussione di 2 miliardi per qualsiasi debito contratto dalla Lega”. Per la prima volta nella storia italiana un partito si rendeva garante dei debiti di un altro.
B impegnò Bossi a votare tutte le sue leggi e ad appoggiare una repubblica presidenziale a diretta elezione popolare, un passo essenziale del golpe che portava avanti per la conquista dello Stato, distruggendo la repubblica parlamentare, ma rendendo anche impossibile qualunque speranza di federalismo!
I due si accordarono per il rafforzamento dei poteri di B, non delle Regioni, e da allora tutte le leggi che Bossi firmò rafforzarono il potere di B. E pensare che su questo presidenzialismo forte erano d’accordo anche D’Alema e Franceschini fa vomitare.
Napolitano si sarebbe dimesso e B avrebbe avuto 7 anni di immunità assoluta al Quirinale, in pratica fino alla morte.
Questo spiega forse anche perché né Umberto Bossi né il trota si lamentarono quando la fidanzata del figlio del Senatur passò la notte con il Cavaliere, ad Arcore, il 25 settembre 2010. Del reste se si nasce servi, meglio abituarsi per tempo.
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http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/22/%E2%80%9Cil-patto-B-bossi-esiste-dal-notaio%E2%80%9D/122127/

Il patto Berlusconi-Bossi esiste. Dal notaio

Lo dice Gilberto Oneto, da 20 anni leghista: “L’accordo è costato a B il denaro per saldare i debiti della Lega e cancellare le querele della Padania” .
Architetto, giornalista è studioso dell’autonomismo delle regioni padano-alpine. Nel 1996 nominato responsabile dell’identità culturale nel Governo della Padania. Per anni ha tenuto rubriche settimanali di storia identitaria su La Padania e su Radio Padania Libera. Per Libero ha riscritto la storia del Risorgimento in salsa leghista. Amico e collaboratore di Miglio, Oneto conosce la Lega da dentro: “Esiste un patto tra Lega e B firmato da un notaio in virtù del quale i dirigenti leghisti non potranno mai ribellarsi a B. E’ un fatto risaputo da tutti nel partito e scritto anche in diversi libri (il 1°fu Leonardo Facco nel suo Umberto Magno). Quel patto esiste. Un patto d’onore che verrà rispettato fino alla morte
Con quei soldi B ha saldato i debiti della Lega e cancellato centinaia di querele de La Padania (che al tempo titolava: “B, sei un mafioso? Rispondi!”, mettendo in prima pagina le foto di Riina, Brusca, Bagarella, Berlusconi e Dell’Utri
Così Bossi si è impegnato ad accettare le scelte più immonde. Come quando alla Camera votò contro l’arresto di Previti. La Lega divenne il partito che dice sempre sì, anche alla guerra in Libia. Poi a Pontida dice l’opposto. Ma quello che dice a Pontida è solo folklore.
Oggi le cose vanno male. Per la prima volta in 20 anni il popolo ha interrotto il discorso del Capo urlando se-ces-sione.E hanno tentato di passare il potere a Maroni.
Ma la “banda del buco” lo impedirà:la moglie, Francesco Belsito (tesoriere), Reguzzoni, Bricolo e Rosi Mauro. I leghisti sono arrabbiati perché Bossi si è dimenticato l’autodeterminazione. Ma uno che si vende il partito e si fa servo di un altro di che autodeterminazione può parlare?
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Per chi si rifiuta di credere che Bossi abbia svenduto il suo partito a B e chiede la fotocopia, eccola!

2001, Banca di Roma ,FI chiede un credito di 20 miliardi di lire e ne gira 2 alla Lega,
è un vero e proprio contratto che trasferisce a B anche la proprietà del simbolo leghista.
Esattamente la cifra riferita dal giornalista Gigi Moncalvo, ex direttore de La Padania, all’Annunziata. Nel documento interno alla banca che dettaglia i termini dell’operazione compare una formula inequivocabile: “LINEA DI CREDITO DI LIT 20/MILIARDI, DI CUI LIT 2/MILIARDI DISTACCATI CON M/C IN FAVORE DELLA LEGA NORD”
Ecco come B si compra non solo i deputati,non solo le puttane, ma anche i soci di Governo. Non è democrazia, non è consenso popolare. E’ una vera e propria marchetta in cui Bossi figura come Scilipoti: “un venduto”!
Con questo vergognoso patto Bossi ha venduto il suo partito per 2 miliardi. Ma di quale autonomia vuol parlare? Di quella delle Olgettine?
La sigla M/C sta per “mandato di credito”,e significa che il tesoriere della Lega è autorizzato da Forza Italia a farsi versare dalla Banca di Roma fino a 2 miliardi di lire dei 20,4 del credito complessivo concesso.
E’ il 28 marzo 2001: mancano 10 giorni alla scadenza per la presentazione delle liste. Il giorno dopo, in via del Plebiscito, si tiene un vertice tra B e Bossi proprio per le liste. Alle precedenti politiche del 1996 la Lega ha deciso di andare per conto suo, dopo il ribaltone, contribuendo in modo decisivo alla sconfitta di B. Le trattative per il patto vergognoso sono durate dei mesi mentre i debiti della Lega aumentano. B sganciò i 2 miliardi di euro solo a liste fatte.
Insomma tra Scilipoti, Bossi e Ruby non c’è nessuna differenza. Sono allo stesso modo troie di Stato!
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ACCUSE A BOSSI
Davide Vecchi

La lista delle accuse è lunga. Il Senatùr continua a tenere in vita il governo B, digerendo di tutto (dalle leggi ad personam al salvataggio di Romano); mette il bavaglio alle critiche invece di ascoltarle (il forum di Radio Padania è chiuso da 6 mesi e per la prima volta gli interventi in diretta vengono interrotti e filtrati: vietato criticare); impone un perfetto sconosciuto come Canton vietando il voto alla base. C’è poi l’elenco dei protetti impresentabili a cui Bossi assegna poltrone. L’ultimo è Agostini, accomodato a Fincantieri nei giorni in cui l’azienda licenzia gli operai. Fedelissimo del Senatùr, è stato condannato in appello a 4 anni di carcere (interdizione perpetua dai pubblici uffici) per tentata concussione (suo padre è stato condannato a 6 anni).
Infine Bossi stila un elenco di 47 leghisti che sarebbero da espellere perché maroniani. Al primo posto Attilio Fontana, sindaco di Varese già costretto al silenzio perché criticò i tagli governativi agli enti locali e che oggi ripete il finiano”Che fai? Mi cacci?”Anche Flavio Tosi, sindaco di Verona, nonché fedelissimo maroniano è contro e chiede come segretario Maroni e non Bossi. A Pontida i militanti leghisti erano esasperati. Chiedono ormai da due anni di staccare la spina al governo: abbandonare il Cavaliere. Perché ormai anche il federalismo appare a tutti un’utopia. Sul forum dei giovani padani, l’unico rimasto senza Bavaglio, i titoli dei post sono sufficienti a comprendere la rabbia: “Basta Bossi”, “A casa il mafioso di Arcore”.
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Emiliano segnala
E a “cantarle” a una Lega sempre meno “del Nord” non sono solo gli elettori che infuriati da giorni infestano forum e radio padane, a fare la predica al Carroccio è anche un boss della mafia, Nino Mandalà, capo della cosca che “avrebbe in mano” – sono parole di un pentito – proprio l’attuale ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano. Dal suo blog Mandalà scrive: “pare che dobbiamo arrenderci all’evidenza: la Lega ha mercanteggiato la propria coscienza al banco pegni della Camera e ha riscattato l’on. Milanese reputando che le sue quotazioni valessero più di quelle dell’on. Papa ai fini dei risultati da portare a casa. E’ credibile – si chiede quindi Mandalà – una Lega in preda a convulsioni moralistiche a singhiozzo che obbediscono a calcoli di ragioneria spicciola piuttosto che a obiettive considerazioni di carattere morale, in una vicenda in cui la morale dovrebbe essere l’unica categoria alla quale ispirarsi?”.
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Postman71
PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE DI UN POPOLO

Secondo la Carta dell’ONU, il principio di autodeterminazione dei popoli sancisce il diritto di un popolo sottoposto a dominazione straniera ad ottenere l’indipendenza, associarsi a un altro stato o comunque a poter scegliere autonomamente il proprio regime politico. Tale principio costituisce una norma di diritto internazionale generale cioè una norma che produce effetti giuridici (diritti ed obblighi) per tutta la Comunità degli Stati.
Il diritto internazionale ne sancisce anche i limiti di tale principio: di esso sono autorizzati ad avvalersi Ex colonie, popoli soggetti a dominio militare straniero e gruppi sociali cui le autorità nazionali rifiutino un effettivo diritto allo sviluppo politico, economico, sociale e culturale.
Seguendo il ragionamento del post, il popolo padano sarebbe soggetto a dominazione straniera ovvero le autorità nazionali rifiutano un loro autonomo sviluppo economico e politico.
Ma visto che è la Lega che governa questo “paese straniero” chiamato Italia, sarebbe la stessa Lega il vero nemico del popolo padano?
Ignorantia imperat…
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Anib
La Lega Nord ripristina maxi-diaria per i deputati in missione.
Il meccanismo è ormai ben collaudato: si annunciano i tagli ai privilegi della casta, i soliti faccioni corrono in tv per dire che loro hanno tagliato i costi della politica, poi sottobanco li ripristinano ficcandoli dentro i provvedimenti-contenitore.
La senatrice della Lega Nord Rossana Boldi ha inserito così nel testo della Legge Comunitaria la diaria per le missioni dei parlamentari e dei funzionari ministeriali all’estero: tagliata dalla finanziaria del 2010, la maxidiaria di 200 EURO AL GIORNO ritorna a rimpinguare le tasche e i conti correnti dei parlamentari e dei funzionari ministeriali.
E’ bene ricordare come la diaria giornaliera è AGGIUNTIVA al rimborso previsto per le spese di vitto e alloggio, i cui parametri sono stati innalzati dal ministro degli esteri Frattini alla luce del taglio della diaria.
Oltre il danno la beffa…per noi, non certo per loro!
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Postman 71
Dedicato ai supporters della Padania.

GALAN ED I SUOI AMICI ALLEVATORI EVASORI

La vicenda della protesta tutta leghista sulle quote latte di cui Galan è fiero portavoce, ha dell’incredibile per l’assurdità dei fatti.
I produttori padani e leghisti di latte, i cd Cobas del latte (poveri cobas…),da anni si rifiutano di pagare le multe che la UE ha loro comminato per lo sforamento sistematico delle quote latte assegnate all’Italia.
E non pagando loro, la UE ha girato all’Italia il pagamento delle sanzioni, 3 MILIARDI DI EURO.
Sono 30 anni che questo misfatto va avanti. Ma la UE non ha fatto altro che assegnare tali quote in relazione alle denuncie sulla produzione del latte inoltrate dagli stessi produttori.
Significa che per 30 anni questi banditi hanno denunciato meno di quanto producevano, evadendo evidentemente il fisco. E quando la UE se ne è accorta, hanno scaricato su di noi le multe comminate essendo il Governo disponibile a pagare al loro posto.
Evasori ed approfittatori.
Questi sono i leghisti del Lombardo-Veneto, quelli che fanno lezione ai napoletani su come effettuare la raccolta differenziata perché stanchi di pagare per colpa del sud.
Gli stessi che il maxi-processo sul clan dei Casalesi in Campania ha riconosciuto come i foraggiatori della Camorra nel business dei rifiuti industriali perché allettati dal basso costo dello smaltimento offerto dai camorristi.
Imprenditori lombardo-veneti soci di camorristi casalesi.
W la Padania…
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FEDERALISMO
VV
Il federalismo è previsto anche dalla Costituzione, è una delle tante leggi quadro che non è mai stata realizzata per mancanza di leggi esecutive in 60 anni di Repubblica, in cui,al contrario, non si è fatto che rafforzare quel potere centrale che con B si è avviato a diventare totalitario e assoluto.
Non ci sarebbe niente di male a realizzare di rivedere il numero delle Regioni italiane su basi di maggiore similarità.
E sarebbe bellissimo rendere finalmente esecutivo quel Titolo V della Costituzione che prevede le Regioni come enti autonomi, con una localizzazione dei poteri negli enti locali e, se poi questo si accompagnasse a nuovi strumenti di democrazia diretta, ci avvieremmo ad uno Stato più civile e moderno, più democratico,com’è avvenuto in Svizzera.
Peccato che il federalismo di Calderoli marci in senso totalmente opposto. In luogo di una maggiore democraticità delle regioni dal basso. non ha fatto che favorire le leggi con cui B portava avanti un golpe sullo Stato democratico, aumentando i poteri centralizzati di Roma, cioè i suoi, svuotando le istituzioni, incentrando tutti i poteri su di sé, indebolendo gli istituti democratici, stroncando gli enti locali, mettendo in ginocchio le regioni, a partire dal sistema elettorale che è diventato ancora più oligarchico e centralizzato, senza primarie, con nomine che piovono sempre dall’alto, scippando la sovranità popolare coi listini bloccati ai tagli che hanno messo in ginocchio le Regioni, dalle Province mantenute come mangiatoie politiche alla svendita del territorio pubblico e dei beni collettivi, dall’offerta del territorio al nucleare o agli incineritori o alle discariche inquinanti. Si veda come lo scellerato federalismo della Lega abbia votato persino la svendita dei beni demaniali, la privatizzazione dell’acqua, le regalìe ad personam, gli aiuti di Stato agli evasori, i tagli mortali alle finanze locali, la limitazione dei loro diritti.
Mentre ‘sui prati’ si continuava a vociare di federalismo, nei fatto è andata avanti un golpe di B dettato dalla P2 per uno Stato totalitario in cui ora si sta addirittura per stroncare le intercettazioni per non colpire i potenti corrotti e il bavaglio all’informazione affinché i loro reati non siano conosciuti.
Ma è federalismo questo?
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Spider Truman
“L’ignoranza è forza, la guerra è pace, la libertà è schiavitù” (G.Orwell)
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Fuori del coro
Geografia PADANA
🙂

La Patanìa (lett. Terra dei Patanari) si estenderebbe in tutte le religioni del nord Italia, dalla Val d’Aosta alla Toscana passando per la Russia e l’Ucraina. Di recente, però, la Lega ha anche rivendicato la Danimarca (Calderoli crede che sia il nome di un comune in provincia di Verona), l’ Austrizzera e il Borneo Meridionale (ove vivono i Gurzi). Alcune correnti leghiste-patane rivoluzionarie (soprattutto nella zona di VI S.Giovanni) rivendicano perfino la Bielorussia, più 18 territori a scelta con almeno 2 armate. Del resto nel Risiko tutta l’Asia è verde, e quindi duramente padana fino alla Kamchakta. È facile collocare geograficamente la Patanìa vera e pura: si tracci una retta che attraversi interamente il Po, questa linea deve passare rigorosamente al centro, perché solo la parte nord del Po è padana. Poi bisogna eliminare la Val D’Aosta e il Piemonte perché confinano con la Francia (tutti recchioni), infine bisogna eliminare il Trentino Alto Adige, perché sono mezzi mischiati con altre popolazioni e poco orgogliosi della loro patanità (con la loro fissazione di essere crucchi), infine bisogna levar via anche il Friuli Venezia Giulia inquinato poiché confina con paesi dell’Est (ove vi sono in numerosa presenza i Romenassi e i Singani per fare una bella merda di macedonia). La vera Patanìa è composta dalla Lombardia (ove c’è la casa di Calderoli) e dal Veneto (perché a Treviso c’è la sede delle ronde della Lega Nord). La Liguria è tollerata nonostante il pessimo carattere degli indigeni, perché le ricche sciùre patane e i cumènda ci vanno a svernare durante il nebbioso inverno patano. Uno dei pochi vantaggi della Padania è che essendo in pianura è molto facile
,,
Full monty
post del cax

dovremmo lottare per abbattere tutti i confini
sia quelli fisici che mentali
e qui si sostiene la costruzione
di recinti sempre più piccoli
che tristezza!

..
NOTA DI MERITO
Le donazioni degli italiani al programma di Santoro, in difesa della libertà di espressione, hanno superato i 600.000 euro

LA DIASPORA DEI RADICALI
vv
Non riesco a capire i radicali.
Lo so che ormai sono una minoranza insignificante e che i digiuni di Pannella non guadagnano più nessuna attenzione.
Lo so che sono anomali in ciascuna coalizione e non sono compatibili con nessun partito.
Lo vedo anche troppo chiaramente che i loro principi economici non sono solo obsoleti, ma anche in controtendenza, ed è assurdo che, per l’eterno odio ai lavoratori, ai sindacati e ai diritti del lavoro, che ha sempre animato Pannella, non riescano a vedere che quel capitalismo che difendono è ormai il maggior pericolo per il pianeta e che continuare a stare dalla sua parte non è solo controproducente, ma è demoniaco e inaccettabile.
Eppure, malgrado questo, i radicali hanno difeso cause sante e giuste, come questa, oggi, dei carcerati
e come, ieri, delle droghe leggere
del divorzio
della morte dolce
del rispetto ai diversi sessuali
della fecondazione assistita.
Ma questa tattica di far imbestialire tutti e di sostenere Berlusconi, per di più in un momento tragico come questo, aiutando prima il ministro Romano colluso con la Camorra e ieri un governo ormai rantolante, cosa vuole ottenere?
Capisco il desiderio di Pannella di distinguersi, di agire sempre contro corrente, di fare atti provocatori. Ma a chi giova?
Bersani non si può permettere di respingere nessuno, ma la condotta dei radicali resta ugualmente insana e stravagante. Io capisco l’importanza della loro lotta a favore dei carcerati, tanto santa e giusta, quando dimenticata e negletta da tutti i partiti, ma evidenziarla con una simile protesta, sospendendo il voto in una votazione così importante, è da pazzoidi. La vedo come una grossa stronzata.
I radicali usano i partiti (Pd oggi, FI ieri) come le pulci usano un cane, per starci sopra e sfruttarlo se gli serve e lasciarlo se gli va, ma in tal caso sarebbe meglio che se ne andassero nel gruppo misto e che, alle prossime elezioni, si facessero un cane loro, sempre che ci riescano.
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Chi fa l’interesse del paese?
VV
Ogni uomo di buona volontà fa l’interesse del suo paese.
Noi lo facciamo, se siamo onesti, se non ci facciamo corrompere, se lottiamo per i nostri diritti, se scegliamo come rappresentanti i migliori, se controlliamo l’uso della cosa pubblica, se pensiamo con la nostra testa, se siamo pronti a criticare i nostri rappresentanti se si comportano male e siamo pronti a cambiarli se non siamo degni, se smettiamo di parlare in termini di appartenenza partitica ma cominciamo a parlare in termini di bene collettivo.
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L’onorevole avvocato Ghedini difende B: lo paghiamo noi
Ippolito Mauri

Un momento difficile per il paese e per i parlamentari impegnati a programmare un futuro credibile non solo per le folle dei senza lavoro o con stipendi che non arrivano a fine mese, soprattutto per chi deve lanciare i miliardi salvagente al naufragio dell’Italietta 2000. Bruxelles e Berlino ci guardano. E ministri ed onorevoli si affacciano in tv balbettando proposte nel fervore di un patriottismo che si smarrisce nei labirinti delle convergenze e delle divisioni. Non solo tra governo e opposizione, ma tra governo e governo.
Il più indaffarato è l’onorevole Nicolò Ghedini. Scarse le notizie sul suo impegno parlamentare, ma informazioni copiose scendono ogni sera dalla televisioni: sorriso Frankestein nei ring dei talk show oppure (con l’immancabile borsa) protesta dalle scale dei tribunali, per non parlare della visione ormai familiare: onorevole avvolto nella toga mentre prova a difendere il Grande Cliente dalla persecuzione dei magistrati. Nessuna informazione se il buon stipendio dell’onorevole Ghedini attenua le parcelle dell’avvocato Ghedini. Anche perché bisogna considerare le spese. Non solo colleghi di studio o giovani apprendisti affascinati dallo sfogliare le carte del Grande Cliente, quel su e giù per l’Italia erode gli incassi delle competenze. Insomma, potrebbe mettere da parte sempre meno.
La politica è l’altro grande amore vocato com’è ad impegnarsi per il bene dei cittadini che rappresenta e la felicità della nazione alla quale lavora. L’avvicinamento al Cavaliere parte da Padova, destra del Movimento Sociale. E si fa subito un nome non perché figlio dell’avvocato padre, ma per la difesa illuminata dei serial killer che partono dal nord est per seminare delitti in Germania ed Olanda. Condannati, com’è giusto, ma il cavillare della prosa ghediana rivela la stoffa di un avvocato destinato a luminosa carriera. L’incontro con Gaetano Pecorella, presidente delle Camere Penali, in cammino dalla sinistra verso Arcore, gli fa capire dove il destino può sorridergli.
Ecco l’abbraccio fatale con B. Nel 2001 ne diventa onorevole e avvocato, coordinatore del partito nel Veneto. Non si sono più lasciati. Si sa poco sul suo operare in parlamento. Anche perché non ne è frequentatore devoto. Il suo posto quasi sempre vuoto: 9105 assenze. Penultimo nella classifica degli svogliati occupato com’è dagli ideali della professione. Ma quando é in aula cosa fa? Nella classifica dei deputati silenziosi occupa il 622° posto, solo 8 colleghi intervengono meno di lui impegnato com’è nei processi del suo leader perché l’abnegazione di Ghedini tutela l’onore del capo del governo, quasi un incarico istituzionale compensato dai benefit dei quali gode ogni parlamentare: voli gratis, treni gratis e se mai dovesse star poco bene, cliniche e luminari pagati da Montecitorio.
Il problema dei parlamentari avvocati in un certo senso lo ha affrontato Tremonti nella terz’ultima o quart’ultima finanziaria di qualche mese fa, ma l’abolizione dell’ordine ha scatenato la bufera. I 24 onorevoli avvocati Pdl della Camera, e i 18 avvocati senatori di Palazzo Madama, marciano su Roma guidati dal ministro La Russa a braccetto del ministro Maria Stella Gelmini più altri 87 avvocati di Montecitorio e 47 di Palazzo Madama dove li accoglie l’avvocato presidente Schifani. Manovra minacciata da voto contrario. E il povero Tremonti lascia perdere. Nell’Italia del dopoguerra i padri della Repubblica chiudevano lo studio appena andavano in parlamento: dal presidente De Nicola a Giuliano Vassalli. Ma i tempi cambiano, la modernità suggerisce altre regole.
Quando il B Uno aveva proposto il suo avvocato Cesare Previti ministro della Giustizia, Scalfaro rifiuta di firmare. Passano gli anni, B insiste e l’avvocato Alfano può insediarsi al tavolo delle prescrizioni e dei legittimi impedimenti, lasciamo perdere le noiose contraddizioni del conflitto di interessi. Perché nessuno vuole evitare che la produzione legislativa possa essere orientata da interessi particolari legati allo sviluppo di processi pendenti ai quali possono essere interessati gli studi di chi propone le leggi. E’vero che i mezzi della politica sono in grado di esercitare influenze per strade meno volgari, ma è così comodo riunire nello stesso studio le convenienze della professione e l’idealità del mandato parlamentare. Da tempo si parla dell’opportunità di allontanare dalla professione chi siede in parlamento. Ma quale governo, quale ministro, quale opposizione trova il coraggio di sfidare una nuova marcia su Roma?
.
UNA SINISTRA SENZA SPINA DORSALE
Gianni Tirelli

E poi ci domandiamo per quale motivo, di fronte all’implosione del modello berlusconiano, questa sinistra (inverosimilmente), non guadagni consensi! Ci indigniamo tanto (e a ragione), della vergognosa sudditanza di questa cricca al governo verso il re taumaturgo e, quando lo stesso, irrompe in uno dei programmi televisivi della sua personale lista di proscrizione, tutti ammutoliscono o, al più, ostentano poco convinti sorrisetti di finto sarcasmo e meraviglia.
Ma come pensiamo di potere detronizzare il Nano malefico e corte, se oltre al suo potere mediatico, può contare sulla codardia e il buonismo mieloso di una opposizione senza spina dorsale?
Di quali altre vergogne, soprusi e crimini, si dovrebbe ancora macchiare, un Primo Ministro, piduista e in odore di mafia, dalle frequentazioni agghiaccianti e consumato da uno stile di vita degno solo di un pappone di quart’ordine, perché questa maledetta sinistra, pusillanime e smarrita, trovi la forza, il coraggio e la dignità, necessari per abbattere quel muro di omertà e apatia, innalzato a mascherare la sua pachidermica immobilità da prepensionamento?
Noi elettori delusi e, oramai, sfiancati sostenitori di una sinistra trasfigurata in orpello, nella quale abbiamo riposto tutte le nostre speranze, siamo arrivati allo stremo. Consumati da una frustrazione repressa e costante che, da oltre 17 anni, ci umilia e ci ferisce. E’ tempo di suonare la carica. Una chiamata alle armi convinta e responsabile che risvegli gli animi dormienti, l’orgoglio ferito e quella passione sociale e politica che, da sempre, fa vibrare le corde del nostro cuore.
..
Silvanetta
Scudo fiscale 2009. Gli assenti dell’opposizione

IDV 1: Aurelio Misiti
PD 22: Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra, Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Marianna Madia (assente per accertamenti medici), Margherita Mastromauro, Massimo Pompili, Fabio Porta, Giacomo Portas, Sergio D’Antoni (sottoposto a ricovero urgente per accertamenti medici presso la clinica universitaria Sant’Orsola Malpighi di Bologna).
Linda Lanzillotta, Giovanna Melandri e Lapo Pistelli, impegnati a Madrid per seguire, per conto del Pd i lavori del Convegno «Global Progress Conference» promosso dal Center of American Progress e dalla Fundacion Ideas para el progreso. Furio Colombo, in un primo tempo risultato assente dai tabulati, ha invece dichiarato di essereci stato e di aver votato contro.
UDC 6: Francesco Bosi, Amedeo Ciccanti, Giuseppe Drago, Mauro Libè, Michele Pisacane, Salvatore Ruggeri.
Il governo sarebbe CADUTO già 3 ANNI FA!!!

RIDIAMARO :- )

INGRATI
B tromba…Siamo d’accordo…
…Ma lo fa per i bambini poveri…
Charles Bukowski
.
Stefano 51
Alla Camera in 315 hanno detto che anche il ministro Romano è nipote di Mubarak
..
Gunes&roses
Buon compleanno presidente! Una bella torta con 75 candelotti
..
Paolomug
B: “Ora vado in TV ed esplodo”.
Speriamo. Con tutto il cuore.
.

JENA
Draghi regista, Bagnasco e Marcegaglia davanti, Napolitano trequartista, Bersani e Vendola in panchina.
..
contro i radicali – dalla radio e dal web

“Spero che Radio Maria vi cancelli dall’etere”

“Hanno prodotto Rutelli, Capezzone, Quagliariello. Per quanto mi riguarda, avete chiuso per sempre”.

“Siete alla pari dei delinquenti che ci governano”

“Capezzone, Panella, Bonino e Scilipoti sono scimmiette ammaestrate al soldo del nano”

“Siete politicamente morti”

“Radicali = Ridicoli”

«Forse aggiungerò l’applicazione Twitlonger, perché 140 caratteri non possono contenere tutti gli insulti che i radicali meritano»

«Oggi a quanto stanno i Radicali al chilo?»

«Ma i Radicali non erano contro l’accanimento terapeutico?»

«i Radicali liberi tendono a danneggiare particolarmente tre componenti: i lipidi, le proteine e le palle»

«A questo punto direi che Capezzone può riprendere il suo posto nei Radicali»

«Sbaglio o i radicali sono un altro regalo di Veltroni? non bastava già Calearo?»

Ermanno Bartoli
All’Italia che non è, ma che vorrei.
E luridi e potenti e… B ‘affanculo!

QUESTA NOTTE HO FATTO UN SOGNO

Questa notte ho fatto un sogno…
che per ventiquattr’ore –
ventiquattr’ore soltanto –
in questo disgraziato paese
le azioni del Benessere Interiore
e del vivere degnamente
avevano avuto una improvvisa impennata]
verso l’alto.
Allora era accaduto
che…
l’avvocato

aveva continuato a fare l’avvocato
il vigile, il vigile
l’operaio, l’operaio
il padrone, il padrone
il mascalzone, il mascalzone
l’onesto, l’onesto,
così come le persone allegre
così come le tristi…
quelle che “normalmente”
ragionavano della vita in termini]
di schifezza

continuavano a farlo,
e le persone vitali
continuavano ad essere vitali.
Pure gli emarginati
continuavano ad essere emarginati,
i potenti, potenti
gli arroganti… arroganti.
Intanto –
però –
una nuova consapevolezza
aveva cominciato a prender piede

e crescere.
A quel punto m’è venuto spontaneo pensare
che non solo la negatività
montare a folate,
ma pure i sentimenti più semplici
naturali
e profondi,
e che quando a montare sono loro…
alla lunga –
per i benefici –

la cosa si nota. Con questa nuova consapevolezza.
mi sono svegliato.

..
Ayak

B: Non ho tempo per il teatrino della politica. Sulla mia scrivania c’è il decreto sviluppo. Peccato che sotto tutti quei tanga, reggiseni e perizoma non riesce più a trovarlo…
.
B non ho tempo per il teatrino della politica. Preferisce quello organizzato per lui dalla Minetti, con tanto di suore e poliziotte con sotto il vestito niente.
.
Ghedini: “Oggi uno schiaffo alla Corte Costituzionale”. Dopo tutti quei calci nei coglioni con le leggi ad personam si è passato a qualcosa di più leggero. La Suprema Corte ringrazia.
.
Ormai tutto ciò che tocca B va a puttane. Un po’ come lui.
.
http://masadweb.org

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One Comment for “IL BLOCCO NERO”

  • michael santhers says:

    ma gli oltre 20 condannati al parlamento in via definitiva
    non sono una violenza?…il colletto bianco che alza la cornetta e dice una parola d’ordine per sopprimere gli avversario non è violenza?…LA VIOLENZA BIANCA…semina morte e ingiustizie ma questa va bene non si vede…amen


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