WarDrome Sci-fi MMORPG
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comunità di poesia e lotta dal 2002
Wednesday April 26th 2017

COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE


E’ morto Steve Jobs – Il discorso di Stanford – In Italia la legge-bavaglio sulla stampa e i blog – L’Europa della debitocrazia – L’oscuramento di Wikipedia – Il precedente infame: la legge Mastella – La censura alla Rai – Intanto crolla il listino italiano – I bandi di Finmeccanica su misura per gli spacciatori di B – I flop di Marchionne – Usura Non rinunciare a pensare in modo diverso Won’t give up to think differently Steve Jobs . Che Guevara Davanti a tutti i pericoli, davanti a tutte le minacce, le aggressioni, i blocchi, i sabotaggi, davanti a tutti i seminatori di discordia, davanti a tutti i poteri che cercano di frenarci, dobbiamo dimostrare, ancora una volta, la capacità del popolo di costruire la sua storia … In molti modi hanno denominato le ere C’è stata l’età della pietra l’età del ferro… la nostra resterà come l’era della comunicazione. E Steve Jobs, nel bene o nel male, è stato il suo profeta. STEVE JOBS Viviana Vivarelli A molti ha dato noia che il tema del giorno e per molti giorni della stampa mondiale fosse la morte di Steve Jobs. Ma la scelta era obbligata. Inutile negare che sia stato un genio. Inutile negare che del sistema capitalista ha preso tutto l’utile e anche il danno. Ma inutile anche fingere che non abbia semplificato le comunicazioni e reso più veloce il villaggio globale o attribuire solo ad altri la straordinaria saga dell’informatica. Sciocco denigrare la sua grandezza sottolineando le sue ombre che furono tante. I grandi uomini troppo spesso sono una miscela fortissima di vizi e di virtù. In loro è come se la natura si amplificasse e Jobs non faceva eccezione. Degno rappresentante di un’era in cui prevalse per la sua capacità di semplificare, rendere seducente, affascinare, organizzare, vendere. Non fu solo un grandioso inventore e un abile venditore, fu e resta un personaggio fortissimo, un mito, con giganteschi difetti e impareggiabili qualità. Si può attaccarlo ma non minimizzarlo. Certo era il 38° uomo più ricco del mondo. Certo la Apple aveva un capitale di 24 miliardi. E si può anche dire che questo in USA si può. In Italia meno. Ma il software resta ancora un campo aperto ai creativi di coraggio e anche alle volpi senza scrupoli ma che si sanno vendere. Tuttavia diciamo anche che la sorte non gli è stata benigna e ogni cosa che si è guadagnata l’ha conquistata con sforzo, senza eredità o regali della sorte, cadendo e rialzandosi, combattendo e perdendo. E la lezione più grande che ci ha dato non sta nelle vendite della Apple ma in questo coraggio, questa intraprendenza, questa determinazione, questa lotta costante contro ostacoli che avrebbero schiantato chiunque, per la realizzazione di un sogno a cui ha dato tutta la sua passione, la sua maniacalità, la sua impeccabilità quasi zen, il suo senso del bello e del semplice. Ci sono uomini come Cartesio che ci hanno insegnato che un pensiero complesso può essere espresso in forma elementare e hanno riformato una lingua e un modo di intendere la scienza. Ci sono uomini come Einstein che ci hanno mostrato come un mondo complesso può essere descritto in modo facile come nella creazione di Dio. Jobs appartiene al regno di coloro che ci hanno semplificato l’esistenza e ci hanno permesso una comunicazione facile, allargata, simultanea. Non è poco. Tra tutte le invenzioni di questi due secoli, le sue hanno ci cambiato la vita quotidianamente. Ma la maggiore fortuna di Steve Jobs è stata quella di non nascere in Italia! Il genio qualche volta non basta. Leonardo da Vinci si è salvato a pelo. Giordano Bruno lo hanno bruciato. Galilei ha dovuto abiurare. E Rubbia lo hanno cacciato. Noi siamo il paese delle Gelmini, dei Scilipoti e del Trota. Speriamo che il prossimo Jobs nasca anche lui in America. Lo dico per il bene di tutti. Qua il genio o fa la fame o espatria. Provate a chiedere a qualche politico nostrano: “Jobs chi?” La mia famiglia e l’informatica Viviana Vivarelli Io,l’unica scheggia umanistica della casa, tuttavia col suo blog e attaccata al pc. Mia figlia e mio genero due laureati in informatica, noi Microsoft, loro Apple, mia figlia esperta in grandi reti. Mio marito entra come ingegnere in IBM nel 71, i ‘calcolatori’, 360, erano grandi come una stanza, con l’aria condizionata, e ci si lavorava la notte, ho ancora da qualche parte le schede perforate. Nel 74 arrivarono i 370, e abbiamo trovato un personal dell’82 che lui è riuscito miracolosamente ad accendere, non fa altro: si accende! Una vita in IBM, la grande nemica di Jobs. Quella che dichiarò che il pc era una scoperta inutile e che nessuno lo avrebbe usato! Ma Jobs ci credeva e mezzo mondo con lui. Se fossimo rimasti con IBM e i grandi cervelloni, non saremmo qui col nostro maus o il cellulare a scriverci. Ci sono menti che cambiano un’epoca. Ma ci vogliono gli Steve Jobs per farlo. Quelli che veramente ci credono. Quando nel 65 arrivò il personal computer, solo i giovani ci impazzirono. I governi non hanno capito la grandezza nemmeno ora. Il nostro ignora persino la banda larga. L’ignoranza al potere. Quando mia figlia mise nel suo zaino di scout il suo pc Apple con una bottiglia d’acqua che perdeva e l’acqua rovinò lo schermo si mise a piangere, ora anche i miei piccolini di 2 anni e 4 cliccano e cercano Rat-man e la Pimpa. Come mi sare messa a piangere io perché ho messo stupidamente il pc in valigia e all’aeroporto mi hanno fracassato il video. Ora vado in un prato, attacco un pc microscopico che mi sta nella borsetta a un cellulare e mi connetto col mondo. Grazie Steve Jobs, non ci hai dato solo una gioia infinita, non ci hai solo reso il mondo più semplice e più vicino. Ci hai mostrato una grande lezione di civiltà: avere un sogno e combattere per esso cambia il nostro mondo, cambia il mondo. UNA LEZIONE UMANA Viviana Vivarelli Affollata e complessa l’Agorà di due ore e mezzo messa su in breve tempo su Rai3, con tutte le luci e ombre di un personaggio complesso e grandissimo che ci dà lezioni di vita che oltrepassano la sua competenza tecnologica. Quando il progresso avrà superato e reso antiquate tutte le sue applicazioni, ancora resterà la sua lezione umana: la lotta di un uomo che non si è arreso mai e che alle centinaia di studenti di Stanford e al mondo ha portato con tutte se stesso non solo un lascito tecnico ma una lezione di carattere: Non arrendetevi mai! Scoprite qual’è il vostro sogno e datevi totalmente ad esso! Questa è la vostra lezione di vita. Cercate quello che vi piace e fatelo al meglio, con tutti voi stessi. Se cadete, rialzatevi! Se vi sconfiggono, continuate a lottare! Unite i puntini. Jung lo chiamava ‘il principio di individuazione’, realizzare ciò per cui siamo nati, il compito vitale, Via via che il vostro impegno vi porterà avanti, capirete il disegno che quei puntini formano. Quello è il vostro Kahrma, o il vostro destino, o il vostro compito, come volete chiamarlo. E’ il vostro compito ed è il motivo per cui siete al mondo. Solo così sarete intensamente uomini! « Steve è stato fra i più grandi innovatori americani – tanto coraggioso da pensare in maniera differente, forte abbastanza da credere di poter cambiare il mondo, e con un talento sufficiente da permetterglielo. Creando una delle compagnie mondiali più di successo dal suo garage, ha esemplificato lo spirito dell’ingegnosità americana. Creando personal computer e collegandoli a internet dalle nostre tasche, non solo ha permesso che la rivoluzione dell’informazione fosse accessibile, ma intuitiva e divertente. E mettendo il suo talento nel raccontar storie, ha portato gioia a milioni di bambini e adulti. Steve era solito dire che viveva ogni giorno come fosse l’ultimo. Proprio per questo, lui ha trasformato le nostre vite, ridefinito intere industrie, e raggiunto uno dei più rari obiettivi nella storia umana: ha cambiato il modo in cui tutti noi vediamo il mondo. » (Barack Obama) .. TUTTO PUO’ CAMBIARE Bruno Pirozzi (blogger) Questo discorso di Steve Jobs mi dà la speranza e la certezza che vale la pena vivere. Vale la pena continuare ad impegnarsi per creare qualcosa di buono da lasciare ai posteri in qualsiasi maniera anche se la propria vita è una giungla di sacrifici. Forse è per questi uomini che la terra sta ancora in piedi ed anche se sono in minoranza . La loro forza è più grande di qualsiasi potente e spregiudicato il cui unico scopo è depredare il prossimo e le risorse della terra. Jobs ha guardato la morte negli occhi e si è rassegnato come essere mortale e limitato ad accettarla nel migliore dei modi. Questi uomini mi danno la certezza dell’inutilità e dell’esistenza di alcuni (ogni riferimento è puramente casuale). Parole sante: la morte arriva per tutti, la differenza sta nel fatto che se hai seminato bene i posteri ne raccoglieranno i frutti ma se hai vissuto col solo scopo di creare ‘il partito della gnocca’ dubito che qualcuno ne beneficerà in futuro. .. In morte di S.B. Harry Haller (blogger) 🙂 “E’ stato un grande innovatore: senza di lui, L’On. Scalfaro censurerebbe ancora pubblicamente le scollature vagamente osée e farebbe allungare le gonne delle Deputate sino alle caviglie! Egli ha portato la gnocca dove mai, dico maaaai, si sarebbe potuto pensare questa potesse arrivare, elevandone la qualità e la quantità in maniera esponenziale; è stato un visionario del Pilu, un sognatore del Pilu, un mecenate del Pilu: la società Itagliana, forgiata di televisiva tempra, gliene rende ora onore e merito”.. .. IL DISCORSO DI STANFORD Vv Ho sentito solo ora su sky il discorso di Steve Jobs ai neolaureati di Stanford nel 2007. Non credevo di emozionarmi tanto. Avendo anche due malati di cancro in famiglia, l’ho trovato veramente toccante. Una delle cose migliori che ho mai ascoltato in questi anni. Ho sentito raramente tanta semplicità unita a tanta profondità Ne consiglio la lettura a tanti che hanno detto parole inopportune su di lui, sperando che possano imparare qualcosa httpv://www.youtube.com/watch?v=nFKY8CVwOaU httpv://www.youtube.com/watch?v=G3bCOLl_1NE Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie. La prima storia parla di “unire i puntini”. Ho abbandonato gli studi al Reed College dopo sei mesi, ma vi sono rimasto come imbucato per altri diciotto mesi, prima di lasciarlo definitivamente. Allora perché ho smesso? Tutto è cominciato prima che io nascessi. La mia madre biologica era laureanda ma ragazza-madre, decise perciò di darmi in adozione. Desiderava ardentemente che io fossi adottato da laureati, così tutto fu approntato affinché ciò avvenisse alla mia nascita da parte di un avvocato e di sua moglie. All’ultimo minuto, appena nato, questi ultimi decisero che avrebbero preferito una femminuccia. Così quelli che poi sarebbero diventati i miei “veri” genitori, che allora si trovavano in una lista d’attesa per l’adozione, furono chiamati nel bel mezzo della notte e venne chiesto loro: “Abbiamo un bimbo, un maschietto, ‘non previsto’; volete adottarlo?”. Risposero: “Certamente”. La mia madre biologica venne a sapere successivamente che mia mamma non aveva mai ottenuto la laurea e che mio padre non si era mai diplomato: per questo si rifiutò di firmare i documenti definitivi per l’adozione. Tornò sulla sua decisione solo qualche mese dopo, quando i miei genitori adottivi le promisero che un giorno sarei andato all’università. Infine, 17 anni dopo ci andai. Ingenuamente scelsi un’università che era costosa quanto Stanford, così tutti i risparmi dei miei genitori sarebbero stati spesi per la mia istruzione accademica. Dopo 6 mesi, non riuscivo a comprenderne il valore: non avevo idea di cosa avrei fatto nella mia vita e non avevo idea di come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo. Inoltre, come ho detto, stavo spendendo i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita, così decisi di abbandonare, avendo fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. OK, ero piuttosto terrorizzato all’epoca, ma guardandomi indietro credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’istante in cui abbandonai potei smettere di assistere alle lezioni obbligatorie e cominciai a seguire quelle che mi sembravano interessanti. Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare; ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti. Lasciate che vi faccia un esempio: il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’e pertanto non dovevo seguire le classi da piano studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante. Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma 10 anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò utile. Progettammo così il Mac: era il primo computer dalla bella tipografia. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto multipli caratteri e font spazialmente proporzionate. E se Windows non avesse copiato il Mac, nessun personal computer ora le avrebbe. Se non avessi abbandonato, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono. Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandosi alle spalle dieci anni dopo. Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete… questo approccio non mi ha mai lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita. La mia seconda storia parla di amore e di perdita. Fui molto fortunato – ho trovato cosa mi piacesse fare nella vita piuttosto in fretta. Io e Woz fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo appena vent’anni. Abbiamo lavorato duro, e in dieci anni Apple è cresciuta da noi due soli in un garage sino ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. Avevamo appena rilasciato la nostra migliore creazione – il Macintosh – un anno prima, e avevo appena compiuto trent’anni… quando venni licenziato. Come può una persona essere licenziata da una Società che ha fondato? Beh, quando Apple si sviluppò assumemmo una persona – che pensavamo fosse di grande talento – per dirigere la compagnia con me, e per il primo anno le cose andarono bene. In seguito però le nostre visioni sul futuro cominciarono a divergere finché non ci scontrammo. Quando successe, il nostro Consiglio di Amministrazione si schierò con lui. Così a trent’anni ero a spasso. E in maniera plateale. Ciò che aveva focalizzato la mia intera vita adulta non c’era più, e tutto questo fu devastante. Non avevo la benché minima idea di cosa avrei fatto, per qualche mese. Sentivo di aver tradito la precedente generazione di imprenditori, che avevo lasciato cadere il testimone che mi era stato passato. Mi incontrai con David Packard e Bob Noyce e provai a scusarmi per aver mandato all’aria tutto così malamente: era stato un vero fallimento pubblico, e arrivai addirittura a pensare di andarmene dalla Silicon Valley. Ma qualcosa cominciò a farsi strada dentro me: amavo ancora quello che avevo fatto, e ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato questo di un nulla. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare. Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che essere licenziato dalla Apple era la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare. La pesantezza del successo fu sostituita dalla soavità di essere di nuovo un iniziatore, mi rese libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita. Nei cinque anni successivi fondai una Società chiamata NeXT, un’altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una splendida ragazza che sarebbe diventata mia moglie. La Pixar produsse il primo film di animazione interamente creato al computer, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo nel mondo. In una mirabile successione di accadimenti, Apple comprò NeXT, ritornai in Apple e la tecnologia che sviluppammo alla NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia insieme. Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina con un saporaccio, ma presumo che ‘il paziente’ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il vostro partner che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi. La mia terza storia parla della morte. Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatre anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa. Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento – sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore. Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’. Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene. Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale: Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità. Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario. Quando ero giovane, c’era una pubblicazione splendida che si chiamava The whole Earth catalog, che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto distante da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google formato volume, trentacinque anni prima che Google venisse fuori. Era idealista, e pieno di concetti chiari e nozioni speciali. Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The whole Earth catalog, e quando concluse il suo tempo, fecero uscire il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo pressappoco la vostra età. Nella quarta di copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna nel primo mattino, del tipo che potete trovare facendo autostop se siete dei tipi così avventurosi. Sotto, le seguenti parole: “Siate affamati. Siate folli”. Era il loro addio, e ho sperato sempre questo per me. Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi. Siate affamati. Siate folli. … e intanto, mentre i mezzi di comunicazione diventano più semplici e raffinati, avanzano tutti i mezzi legali per oscurare l’informazione, perché l’informazione è conoscenza, e la conoscenza si lega a una insopprimibile voglia di libertà. DI PIETRO. IL BAVAGLIO ll berlusconismo agonizzante darà il peggio di sé. Chi pensa che in fondo tra il tenersi questo governo per un mese o per un anno passa poca differenza si illude. Di qui alla sua caduta, B avvelenerà ogni pozzo nel tentativo disperato di salvarsi La lotta alla criminalità è uno di questi pozzi. La libertà di informazione e il diritto dei cittadini a sapere chi sono e come si comportano quelli chi li governano è un altro. B e la folla di maggiordomi con cui ha riempito il Parlamento stanno per inquinarli tutti e due con lo stesso micidiale veleno: la legge contro le intercettazioni. Quella legge ha un solo scopo: impedire che i cittadini sappiano che razza di gentaglia siede al governo o in Parlamento. Se la legge bavaglio fosse stata già in vigore quando la cricca che si ingrassava sulla tragedia dell’Aquila è stata scoperta, avremmo saputo nulla. Né che uno sciagurato avvoltoio, nella notte della tragedia, si fregava le mani tutto contento. I cittadini devono poter giudicare chi li governa e agire di conseguenza. Per questo scopo ignobile, B e la sua banda non esiteranno a fare un enorme favore a quei criminali che dovrebbero combattere e a calpestare un principio base delle democrazie moderne: la libertà di informazione e il diritto dei cittadini alla trasparenza del potere. Noi non lasceremo nulla di intentato pur di fermare questa legge vergognosa. Ma non ci illudiamo. Abbiamo di fronte una banda di disperati pronta a tutto pur di provare a salvarsi. Le vie di mezzo non esistono più. Bisogna cacciarli il prima possibile. Prima che avvelenino tutto. .. Inizialmente Berlusconi voleva una legge che troncasse le intercettazioni telefoniche, per oscurare la valanga di telefonate che lo mettono nei guai facendolo diventare la prima prova dei suoi reati e della sua vergognosa condotta, per, affinché le stesse non fossero conosciute ha tentato di imporre il silenzio stampa sui suoi processi, persino sui fatti pubblici e non più coperti da segreto istruttorio, e la sua infamia è arrivata a unire a questi provvedimenti il bavaglio ai blog, imposto a discrezione di chiunque, su qualunque materiale anche pubblico e provato, senza l’intervento della magistratura, un provvedimento pensato dall’on. D’Alia dell’UdC e già presentato e ritirato sotto l’urto dell’indignazione pubblica. Poi quest’ultima cosa sembra ritirata e l’obbligo di rettifica con multa di 12.000 euro sembra rimasto per le testate giornalistiche. Ma l’orrore di un bavaglio sull’informazione continua a gravare come una minacciosa nube nera su questo paese. Finché costui avrà un solo giorno di Governo, continuerà a uccidere la democrazia di questo paese. .. AVAAZ E’ vergognoso! E’ tornata l’infame legge bavaglio e il Parlamento potrebbe adottarla in qualunque momento: soltanto un enorme grido d’indignazione può fermarla. La coalizione di B è in frantumi, ma nel crollo si sta trascinando la sua maggioranza per portare a segno la legge bavaglio, che minerebbe sensibilmente il potere del nostro sistema giudiziario di combattere il crimine e la corruzione, e imporrebbe sanzioni draconiane contro editori, giornalisti e blogger. L’anno scorso abbiamo combattuto questa legge e abbiamo vinto. Anche questa volta dipende solo da noi: battiamoci con tutte le nostre forze per salvare la nostra democrazia! Il bavaglio potrebbe diventare legge in ogni momento! Oltre 350.000 italiani stanno chiedendo al Parlamento di respingere questa legge e proteggere così la libertà di stampa: raggiungiamo ora le 500.000 firme! (La petizione ha poi raccolto da sola 477.000firme) Clicca sotto per firmare e inoltra questa e-mail a tutti quelli che conosci – la petizione sarà consegnata direttamente ai parlamentari durante ogni voto cruciale da ora fino alle prossime due settimane: http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio_2/?vl A fronte di nuovi vergognosi scandali sessuali e episodi di corruzione che hanno colpito B e alcuni membri del governo, accuse di prostituzione minorile e appalti assegnati in cambio di ragazze, il governo di B sta facendo di tutto per far passare questa legge, che limiterebbe pericolosamente il potere giudiziario e metterebbe il bavaglio all’informazione Difendiamo il nostro diritto a sapere e a processare con le giuste prove i corrotti! .. LA MINACCIA A WIKIPEDIA Viviana Vivarelli Che si costringa alla chiusura un sito importante e utile come wikipedia ci dà la misura della stronzata infame che B cerca di fare: imbavagliare l’informazione di qualsiasi tipo. Una simile legge può uscire solo da una mente malata perché è palesemente iniqua e anticostituzionale. Praticamente chiunque per qualsiasi motivo si senta urtato da un contenuto di un blog o di un sito può chiederne, anche a torto, l’immediata rettifica entro 48 ore pena una grossa multa. Nella legge non è previsto nessun giudice che valuti a termini di legge se il contenuto incriminato sia o no lesivo dell’immagine, siamo nell’arbitrio personale più assoluto, e con questa legge chiunque può privatamente chiedere la rettifica di qualunque contenuto che lo riguardi e che non gli aggrada. Nemmeno nel diritto barbarico le pretese di chi si considerava danneggiato valevano in modo così assolutistico e indiscriminato. La prima conseguenza è che il 99% di ciò che gira sul web o sulla stampa su Berlusconi potrebbe essere cancellato pena grosse multe. Berlusconi ha finalmente ottenuto di non essere più attaccato o ridicolizzato dai media. Stenderà su tutto il silenzio dei despoti. Contro di lui non si leggerà più nulla. Ma è democrazia questa? E Napolitano firmerà un obbrobrio simile? Tanto varrebbe fare i funerali alla nostra Costituzione e dire che non siamo più una democrazia ma un sultanato di tipo orientale dove a chi parla male del padrone si taglia la lingua. Ed equiparare poi i contenuti opinionisti privati del web a materiale di stampa è fuori da ogni ragionevolezza. Non serve nemmeno che ciò che viene scritto sia vero, sia avvalorato da precise fonti, presenti dati reali. Siamo contro qualsiasi affermazione del diritto di espressione e del diritto a una libera informazione. Berlusconi si è completamente ammattito. La legge che Berlusconi vuole imporre alla fiducia non ammazza solo i processi, ammazza la libertà e la democrazia. E’ palesemente anticostituzionale. E illegittima. E’ contro ogni regola civile di Stato moderno bene ordinato. Calpesta due dei diritti maggiori di ogni popolo: conoscere la verità e vedere i colpevoli puniti per i loro reati, cioè vedere applicata la giustizia. Senza giustizia e senza libertà di sapere non esiste alcun Stato civile. Non esiste alcuna democrazia. Esiste solo uno Stato di schiavi sotto una tirannide. La legge infame e maledetta di Berlusconi ci mette alla stregua dei peggiori paesi del mondo, paesi dalla libertà repressa come la Corea del Nord, la Cina, l’Iran o la Birmania. Berlusconi calpesta la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che all’Articolo 27 dice: “Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.” E calpesta la nostra stessa Costituzione che all’Articolo 21 dispone che : “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” . IL PRECEDENTE INFAME. LA LEGGE MASTELLA Viviana Vivarelli La sporca legge che B vuole imporre alla fiducia per oscurare l’informazione e togliere prove di reato ai giudici ha il suo antecedente in una legge ancora più sporca di Mastella nel Governo Prodi che sparì per la caduta dello stesso ma fu votata “a larga maggioranza”. Davvero è esecrabile che uno come Prodi che si vanta di essere un democratico e un uomo moderno e civile si sia prestato a un simile scempio. Sapere che da dx a sx i politici hanno sempre complottato per toglierci i diritti democratici ci fa schifare ogni giorno di più. Questi criminali meritano solo di essere cacciati a calci in culo. Questa gentaglia ci sa solo calpestare e la meta di tutti, indifferentemente, sembra essere quella di salvare i propri interessi privati calpestando i diritti collettivi. Da dx a sx sembra non ci sia nessuno che non abbia i suoi scheletri nell’armadio e che non farebbe carte false per non svelarli, per cui l’odio verso l’informazione libera e, guai mai, la satira, è senza colore. Ma noi ci chiediamo che senso abbia parlare di democrazia senza informazione. Quando si arriva a minacciare di far chiudere in modo totalmente illegittimo qualsiasi blog o sito o giornale, vuol dire che di libertà in un paese, e di democrazia, ce n’è rimasta ben poca e siano a rischio tutti. Senza informazione, siamo ai livelli degli Stati peggiori sul piano dei diritti civili. Quando Bersani fa la sua sparata che non solleva una mosca, e dice che produrrà una opposizione “intransigente e durissima, fino alle barricate” ci sarebbe da chiedergli: 1°- che cosa ha ottenuto con queste minacciate barricate finora 2°- dove stavano le sue barricate in quelle 5600 tra leggi e emendamenti del Pdl che sono passate per le troppe assenze del Pd in aula 3°- dove stava tutto il suo amore per la libertà e la democrazia quando votò a larghissima maggioranza coi suoi compari il decreto Mastella che era pure peggio di questo? .. Per chi continua a difendere la sx (Rifondazione o il Pd) ricordiamo duramente i fatti 2007 (Governo Prodi). I giornali pubblicano delle intercettazioni telefoniche rivelano uno scandalo che coinvolge i politici. Si corre ai ripari, un ddl per frenare la conoscenza di notizie che svelano gli altarini dei politici ed è la Legge Mastella contro le intercettazioni. La Camera LO APPROVA ALL’UNANIMITA’ SENZA LA MINIMA DIFFERENZA TRA CENTRO, DX E SX !!!!! Camera: 447 voti favorevoli, 7 astenuti, nessun contrario. Il ddl vieta la pubblicazione, anche parziale, degli atti di indagine contenuti nei fascicoli del pm, anche se non più coperti dal segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari. Le intercettazioni telefoniche non si possono pubblicare fino alla conclusione delle indagini preliminari. Le intercettazioni si possono fare sui sospetti solo per 15 giorni (con la mafia questo è talmente ridicolo che non serve nemmeno dirlo! Ve lo immaginate? Si può intercettare il telefono di Riina ma solo per 15 giorni!?). Le pene per i giornalisti che pubblicano atti del procedimento o intercettazioni telefoniche coperte da segreto erano severe: l’ammenda va da 10 mila a 100 mila euro, in alternativa alla reclusione fino a 30 giorni. Chi detiene atti relativi a conversazioni telefoniche rischia il carcere da 6 mesi a 4 anni, mentre la pena per chi rivela notizia sugli atti di un procedimento coperto da segreto è dai 6 mesi ai 3 anni, che aumenta se a commettere il fatto è un pubblico ufficiale. Tra i favorevoli anche l’IdV, che ora però grida allo scandalo. Poi Mastella fu indagato e il governo Prodi cadde. Non se ne fece più nulla. Di recente l’ex leader dell’Udeur in un’intervista al settimanale ciellino Tempi ha definito così il suo disegno di legge: “Il mio ddl è migliore di quello di Alfano: lo hanno votato tutti. Persino Di Pietro”. .. Oggi la raccolta di firme per un referendum contro il porcellum raccoglie un milione e 200.000 firme. Dice Andrea Morrone, presidente del comitato referendario: “Queste firme sono una vittoria dei cittadini non solo per dire di no alla peggiore legge elettorale della Repubblica, ma per chiedere a questa classe dirigente -tutta-di tornare tra la gente, per ridare dignità alla politica e al nostro Parlamento”. .. LA CENSURA ALLA RAI Viviana Vivarelli La Rai peggiora ogni giorno, con una classe dirigente prona in modo vergognosamente servile agli ordini di B, in palese violazione a ogni divieto al conflitto di interessi, e Berlusconi persegue il solo intento di mandarla a picco per prendersi l’intera raccolta pubblicitaria, che è oggi il suo cespite maggiore, e per censurare ogni informazione, ogni apertura culturale e ogni programma di satira che possa indurre qualche dubbio o qualche critica su quanto accade nel Governo italiano. Così sono state allontanate dalla Rai per ordine del Cavaliere tutte le voci critiche, colte o ironiche, tutte le voci alternative alla cupa massificazione berlusconiana che sta rendendo il nostro paese sempre più simile alle dittature totalitarie. L’egocrazia meschina e grezza di Berlusconi è quanto di più lontana dalla democrazia si possa immaginare e, col sostegno di Bossi, ha preteso che si radiassero persone come: Biagi, Grillo, Fo, Luttazzi, Massimo Fini, Santoro, Saviano, Sabina Guzzanti, Serena Dandini, il direttore Ruffini, persino il mite Bertolino. I giornalisti di RAI3 hanno protestato energicamente contro la soppressione del programma della Dandini, sostituito da repliche di spezzoni di vecchi film. Intanto la Rai va a picco, il suo deficit aumenta, i programmi radiati sono tutto quelli che avevano più audience e aumentavano gli incassi ma nessuna considerazione di servizio pubblico, di conti in rosso o di amore degli utenti, regge contro la triste protervia di Berlusconi che ha ordinato l’attacco di tutti quelli che lo contrastavano. Alla fine il servizio pubblico sarà ridotto agli inverosimili polpettoni di Minzolini, alla propaganda spudorata di Ferrara e alla repliche infinite del Maggiolino tutto matto o del medico in famiglia, con informazione zero e propaganda berlusconiana a reti unificate Il bello è che ogni volta che veniva radiato A, c’era sempre sul blog il solito imbecille che diceva: “Ma vi resta sempre B o C”. Immagino che anche l’inferno sia stato fatto in più di un giorno. Quando saranno radiati tutti quelli che B considera suoi nemici, secondo una paranoia scellerata, la Rai potrà anche chiudere. .. DI PIETRO La verità che l’informazione di regime nasconde agli italiani è molto semplice. Per convincere i poveri investitori ad accattarsi i nostri titoli di Stato, nonostante B, dobbiamo pagargli interessi altissimi. La cassaforte riempita con le manovre che saccheggiano i cittadini si svuota immediatamente per pagare quegli interessi. Finché B resta al governo, manovre, tasse, tagli alla spesa pubblica non servono a niente: è come riempire d’acqua un barile con un buco enorme nel fondo. Anche in questo B somiglia al suo amico Gheddafi che ha resistito, fino all’ultimo, nel bunker a costo di esporre il suo Paese alla distruzione. La Libia è stata devastata dalle bombe e l’Italia lo è dalla crisi e dallo spread. Per questo non possiamo aspettare: B se ne deve andare subito. Non lo farà da solo, dal momento che coscienza non ne ha, e non lo costringeranno i suoi gerarchi, che sono ancora più servili e irresponsabili di quanto non fossero quelli di Tripoli. L’unico modo è che siano i cittadini a spingere perché il nostro gheddafino sia costretto a lasciare il bunker. La mozione di sfiducia dell’IdV e del Pd contro il ministro Saverio Romano è l’occasione per iniziare a farlo. Romano è accusato di essere legato a Cosa nostra. E’ stato nominato ministro in cambio del voto con cui l’anno scorso ha salvato Berlusconi. E’ la bandiera di questo Parlamento composto, in buona parte, da escort della politica. Oggi ricatta i suoi compagni di maggioranza e di merende, facendo sapere che se sarà sfiduciato farà cadere il governo. La maggioranza si prepara, mercoledì prossimo, a salvargli la poltrona col voto di una Lega che ha ormai tradito tutti i propri antichi ideali, in cambio delle lenticchie di Arcore. Solo se i cittadini si faranno sentire con forza e in ogni modo possibile questo ministro venduto e ricattatore smetterà di coprire di vergogna l’Italia. E subito dopo sarà il turno del piccolo Raìs di palazzo Grazioli.. . ..intanto il paese va sempre più giù. IL CROLLO DEL LISTINO ITALIANO EUGENIO BENETAZZO Forse non ve ne siete accorti, probabilmente i giornali non ne parlano a sufficienza, ma la popolazione italiana in questi ultimi 6 mesi si è profondamente impoverita, complice soprattutto il crollo dei listini di borsa che sembra non avere più un livello ultimo di contenimento. Si dice che la ricchezza finanziaria degli italiani sia stimata intorno ai 4 trilioni di euro, ma questo importo deve essere abbondantemente ridimensionato. Ci sono titoli azionari il cui prezzo ci riporta indietro di oltre 12/13 anni, alcune banche italiane hanno perso in un mese oltre il 50% della loro capitalizzazione, i titoli di Stato viaggiano a rendimenti di mercato decisamente insostenibili per le nuove emissioni, nonostante l’intervento di agosto delle autorità monetarie europee con l’intento di salvaguardare e proteggerne le quotazioni. Eppure sembra che a nessuno interessino le sorti e la consistenza del proprio portafoglio e dossier titoli. Sul fronte politico l’orizzonte è sempre più rattristante, non c’è leader politico che si preoccupi di difendere il listino italiano dal recente ed interminabile crollo. Non si legge allarmismo nei giornali italiani, non si legge preoccupazione nello sguardo di chi lavora in banca, non si legge di alcuna misura protettiva volta a contenere l’attuale sell off borsistico: il piccolo risparmiatore non ha ancora ben compreso quello che lo aspetta negli anni a venire. Penso ancora a quante volte in televisione mi sono sentito dire da eminenti esponenti del governo che la crisi era finita e che il peggio era ormai passato. Le comunità finanziarie internazionali si aspettavano una azione di governo corposa e credibile, che consentisse in poco tempo di drenare ingenti risorse finanziarie da dedicare all’abbattimento del debito pubblico, e non la sforbiciatina da barbiere di periferia. Di questo abbiamo bisogno al momento noi italiani, di ritornare ad essere credibili e non ridibili. La recente proposta di manovra finanziaria infatti, dopo i numerosi tentativi di concertazione, dimostra grande improvvisazione da parte dell’attuale governo (non che la sx proponga tanto di meglio), alla fine i ricchi non pagheranno o se non altro pagheranno molto ma molto meno rispetto a quello che era stato proposto all’inizio; da qualche giorno ho iniziato ad avere grande stima dei calciatori professionisti italiani perché hanno dimostrato, nonostante la loro mediocrità intellettuale, che hanno pretese economiche sulle quali non si discute e che devono essere tutelate pena l’interruzione del campionato. I piccoli risparmiatori invece, mediamente più intelligenti e colti rispetto alla media dei calciatori, non hanno capacità di coesione, rivolta, e ingerenza con la vita politica italiana. Basterebbe che iniziassero a utilizzare il loro consumer power nei confronti delle giacenze di deposito presso gli istituti di credito italiani e poco ci vorrebbe per cambiare in meglio il paese, almeno dal punto di vista bancario La classe politica attuale (tanto a dx quanto a sx, passando per la Lega) non solo continua a dimostrare imbarazzante incompetenza, ma sta lentamente conducendo la nazione allo scenario argentino. Ormai lo ripeto continuamente in questi ultimi mesi la strada da intraprendere è quella di una medicina amara, tuttavia efficace e ricostituente. Sto parlando di una dimostrazione di attendibilità, severità e serietà del paese innanzi al mondo intero: solo con un ridimensionamento repentino del debito pubblico italiano, nell’ordine dei 400 o 500 miliardi di euro, si potrà dare una speranza a chi ha 30/40 anni, mettendo il paese nelle condizioni di intraprendere un percorso di rilancio competitivo. Questo dovrà essere necessariamente seguito da un abbattimento coatto della spesa pubblica e del montante pensionistico, riducendo in maniera antipopolare il numero dei dipendenti pubblici ed il peso dei loro apparati, affiancando il tutto da un piano di defiscalizzazione integrale degli utili reinvestiti nel settore privato. Le altre proposte sono solo gli ennesimi tentativi per continuare a mandare in onda il penoso teatrino e la solita nauseante faida politica italiana. Solidarietà al Popolo greco. /\/\ la speculazione neo liberista selvaggia e demoniaca. Ormai speriamo solo nel mercato Paolo De Gregorio Qualche settimana fa, con la solita arroganza di chi è abituato a mischiare pubblico e privato, in diretta Tv, B. invitava ad investire nelle sue aziende che a sentire lui andavano benissimo in Borsa. Il grande economista, oltre a spacciare la balla spaziale che eravamo fuori dalla crisi e che la nostra economia era in ottima salute, “dimenticava” di dare i dati veri sulle sue aziende, Mediaset e Mondadori, che hanno perduto rispettivamente il 60% e il 40% dall’inizio dell’anno, a fronte di un calo medio della Borsa del 34%. La sfiducia del mercato quindi è sulla figura del proprietario di queste aziende, che viene percepito come agonizzante e al capolinea, presto impossibilitato a favorirle in materia di assegnazione delle frequenze, condoni fiscali (caso Mondadori) e vergogne come la legge Gasparri. Se i cittadini, non sudditi, dessero una mano facendo calare gli ascolti delle reti Mediaset e non comprassero nulla, libri e riviste pubblicate da Mondadori, la via della dipartita avrebbe una bella accelerazione. Ormai fa notizia il fatto che a Rai1, quando parlano Minzolini o Ferrara a Radio Londra, all’istante, più veloci dei neutrini, due milioni di non sudditi cambiano canale e in Rai per questo sta accadendo un putiferio. Cari cittadini, quelli del 58% che sono andati a votare i Referendum, non sottovalutate la vostra forza, che può essere più decisiva degli scandali, dei processi, delle corruzioni, della finta opposizione, facciamo fallire queste aziende. Togliamo il ghigno dalla bocca di Silvio, Marina e Piersilvio, possiamo distruggere il più grande monopolio mediatico d’Europa, quel mostro che ha fabbricato deficienti e fatto vincere le elezioni al suo padrone. Oggi, che anche due terzi del “servizio pubblico RAI” sono in mano a B., la situazione è di dittatura e ciò merita una risposta definitiva. Il telecomando e il boicottaggio sono decisivi, usiamoli consapevolmente contro i dittatori. . IL MINISTRO ROMANO vv Se Scilipoti è disgustoso anche come persona ed è inqualificabile l’immoralità di Stracquadanio, o ci schifa sapere Formigoni obbligato a mettere nelle sue liste le p.. di Berlusconi, il Ministro Romano è ancora più disgustoso perché è accusato di collusione con la mafia. Solo in Italia può accadere che venga fatto Ministro un personaggio gravato da una accusa tanto infamante. Ma Berlusconi non ha abbastanza voti per reggere al Governo e ha comprato Romano come altri 8 ‘Responsabili’ per mantenersi al potere e salvarsi dai suoi processi. E Romano gestisce 4 voti, dunque la sua salvezza. L’Italia dei Valori ha fatto una mozione di sfiducia contro il ministro Romano. Ma la Lega ha deciso di salvarlo, schierandosi a difesa della mafia, come si è schierata a difesa dei delinquenti negando le autorizzazioni a procedere contro Milanese, accusato di corruzione. “Romano è la bandiera di questo parlamento composto in buona parte da escort della politica. Oggi ricatta i suoi compagni di maggioranza e di merende facendo sapere che se sarà sfiduciato farà cadere il governo” (Di Pietro) Ma Bossi e Berlusconi a cosa le hanno ridotte queste istituzioni? I BANDI DI FINMECCANICA SU MISURA PER GLI SPACCIATORI DI B Sergio Paronetto Non è mia competenza dare valutazioni penali in un’indagine che deve sviluppare il suo corso processuale in ambito giudiziario. Ma è mia competenza civile, anzi mio dovere di cittadino impegnato in un movimento per la pace, ragionare con indignazione operativa sul rapporto tra corsa agli armamenti, logiche di guerra, prostituzione sessuale-umana, corruzione economica-politica. Sembra che tutto si tenga in un blocco orientato al degrado etico-politico pericoloso sia per la democrazia che per la vita tante persone nel mondo. 5.000 sono le pagine dell’istruttoria di Bari che documenterebbero la predisposizione, da parte di Finmeccanica, di “bandi di gara su misura” per consegnare gli appalti graditi a Tarantini e al suo comitato di affari che –scrivono gli atti-“promuove e organizza l’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione per consolidare il rapporto con B. Per ottenere, per suo tramite, incarichi istituzionali e allacciare, avvalendosi della sua intermediazione, rapporti di tipo affaristico con i vertici della Protezione civile, di Finmeccanica spa, di società a quest’ultima collegate”. Insomma Finmeccanica avrebbe finanziato parte della politica italiana. Non solo. Dirigenti e agenti di società del gruppo avrebbero tentato di corrompere funzionari di paesi esteri per aggiudicarsi forniture di armamenti o apparati per la difesa e la sicurezza. L’inchiesta in corso parla di over commission, di remunerazioni che celerebbero “veri e propri accordi corruttivi”, “transazioni illecite” scoperte già a marzo con riferimento alla vendita di prodotti del gruppo a paesi come Arabia Saudita, Malesia, Colombia, Brasile e altri. “E’ il colpo del secolo!” grida un agente immobiliare intercettato. Si spera che non sia vero, ovviamente, ma la documentazione, per ora, abbonda di dati e di nomi “illustri” e si intreccia a molte informazioni provenienti dall’Archivio Disarmo e dalla rete delle associazioni impegnate nella costruzione della pace. E’ aperta una questione immorale, che è questione democratica, etica, economica, politica. Questione disumana. Vero “disastro antropologico” (per dirla con il cardinale Bagnasco). Quanto a noi, sappiamo che il disarmo è parte integrante della promozione del bene comune e che un serio controllo della produzione e del commercio degli armamenti aiuta la rifondazione etica della politica e dell’economia. .. MA LE COSTRIZIONI ALLA LIBERTA’ NON VENGONO SOLO DALL’INFAME GOVERNO ITALIANO. VENGONO ANCHE DALL’EUROPA Viviana Vivarelli Ho sempre difeso l’Europa, pur vedendone la mancanze e senza l’illusione apologetica con cui ce la vendeva Prodi. ma nella speranza che si sarebbe davvero fatta un’unione di Stati che avrebbe difeso alcune idee superiori di civiltà e democrazia. Speravo addirittura che le direttive UE avrebbero frenato la barbarie di certi partiti italiani indegni di questo paese, aiutandoci ad avanzare nella tolleranza verso i diversi, nell’accoglienza ai migranti, nella parità delle donne, nella laicità dello Stato, nella difesa del lavoro, del welfare, dei beni comuni, nella distruzione dei paradisi fiscali, nella lotta alla corruzione politica e alla criminalità organizzata. Pensavo che l’Europa si sarebbe consolidata come Stati uniti d’Europa, al modo americano, rispettando le autonomie nazionali ma imponendo una legislazione comune, un esercito, una equità fiscale, una giustizia confederale, una politica estera, similmente agli Stati uniti d’America. Speravo addirittura che questa nuova configurazione avrebbe aiutato a pacificare il mondo, intervenendo, con la politica estera e l’economia, come aiuto razionale e consapevole. Mi rendo conto della mia follia. Non c’è nemmeno bisogno che dica quanto lo squallore di questa Europa delle banche e delle multinazionali mi stia schifando. E il modo perverso con cui usa il debito come grimaldello per scassinare le nostre libertà e i nostri diritti costituzionali mi fa dire oggi che il maggior nemico che hanno gli Stati europei è proprio la Comunità Europea, una congrega di banchieri e di magnati che mira solo alla nostra totale distruzione usando l’arma del debito, all’interno di un piano malefico comandato da organismi internazionali come FM, BM e WTO, un piano che vede entrambi i partiti americani consapevoli gestori di una lotta economica per distruggere il mondo. Per la prima volta, oggi, dopo 14 anni, io dico: l’Europa è il nostro nemico. Usciamo dall’Europa! Non paghiamo il debito! Ripudiamo il Fm, la BM, il WTO. Facciamo come l’Islanda o l’Argentina. Riprendiamoci la nostra libertà! .. I SUV DI MARCHIONNE Viviana Vivarelli Non so che intenda fare Marchionne con questa uscita della Fiat da Confindustria e non so quali altri danni di immagine si vogliano fare Fassino e D’Alema sostenendolo e dando addosso agli operai o quali altri scempi sindacali intendano appoggiare Cisl e Uil,ma lo smantellamento della Fiat continua, del miliardo di investimenti promessi nemmeno l’ombra, e si rabbrividisce alla follia del nuovo piano industriale che ha in previsione, non auto economiche o ecologiche o elettriche o a idrogeno, ma prodotti già falliti in partenza come il SUV la JEEP e un’altra PUNTO, tre flop assoluti. E, tenuto conto che la loro produzione partirà a fine 2013, ci sarà un altro anno di cassa integrazione. Ci si lamenta tanto di quanto costa un immigrato in un CPT, ma di quanto costano allo Stato gli operai in cassa integrazione a causa delle scelta a cazzo di cane degli imprenditori non parla nessuno,non perché questa non sia giusta ma perché su questa gli imprenditori ci hanno proprio marciato. Intanto, grazie all’ “illuminata” conduzione dell’intelligentissimo Marchionne- un altro intelligentissimo sopravvalutato come l’intelligentissimo D’Alema- il titolo Fiat è crollato del 29% e si rischia la chiusura totale della Fiat in Italia. Alla fine le uniche aziende che resteranno aperte saranno Mediaset, Finivest e Mediolanum. Ormai Marchionne ha insultato tutti:la CGII, gli operai, Berlusconi e Confindustria. Ci manca solo che insulti Obama e poi qualcuno lo prenderà a calci come il peggior manager degli ultimi 150 anni, che fa il paio col peggior presidente del consiglio che abbiamo mai avuto, con tutto rispetto per gli errori di discernimento di Fassino e di D’Alema, che come peggiore opposizione non hanno nessuno che li eguagli. .. Marchionne è un cialtrone imbroglione e contaballe ! Emiliano Mariani Fiat Fremont: il rilancio del made in Italy o l’ennesimo flop? Sarà capitato a chiunque di passare davanti ad una concessionaria, vedere le auto in esposizione e rimanere a bocca aperta davanti all’ ultima trovata della FIAT di Marchionne :la FREEMONT. Per chi non la conoscesse si tratta di un Suv di ultima generazione, sfiora i 5 metri di lunghezza e i 2 metri di larghezza ,ma ciò che lascia spiazzati è l’altezza :ben 172 cm dal sottoportiera e quindi più di 2 metri dall’asfalto. Il mega Suv made in Italy è spinto da un motore 2.0 multijet a gasolio da ben 170 cavalli,o, in alternativa da un maestoso motore Crhysler v6 3.600 di cilindrata che eroga la potenza di quasi 262 cavalli . Il veicolo è offerto con gli interni in pelle totale senza sovrapprezzo per i primi due mesi di commercializzazione,e parliamo di pelle marchiata FRAU, della migliore scuola italiana, viene montata anche su ALFA e MASERATI. In poche parole questo veicolo come meccanica e finiture non ha nulla da invidiare ai mostri del settore come Audi e Bmw se si calcola il prezzo di questi macchinoni (circa 40.000 euro) la FREEMONT costa circa 15.000 euro in meno della concorrenza. Viene offerta a 24.700 euro già compresa di tutto quello che occorre per fare scena e farsi invidiare, ma la domanda è: A cosa ci serve”? In Italia la benzina costa più di un euro e sessanta al litro ed abbiamo le assicurazioni più care del mondo, e difficilmente quest’auto potrà mai divenire un veicolo diffuso e apprezzato. Consideriamo che il tipico cliente di queste enormi suv non comprerà mai un’automobile con il popolare marchio FIAT, e viceversa il cliente tipico FIAT non risulta per niente appassionato di suv (lo prova il tiepido successo della FIAT SEDICI), ma allora questo macchinone italoamericano chi lo comprerà? Capito bene “ITALOAMERICANO!” questo geniale progetto definito di ultima generazione non è altro che un modello statunitense progettato 5 anni fa e che non ha avuto alcun successo :la DODGE JOURNEY del gruppo CRHYSLER-JEEP. Nel 2005 il gruppo CHRYSLER pensò di lanciare sul mercato europeo i modelli CALIBER e JOURNEY facendo un accordo con il gruppo VOLKSWAGEN per utilizzare motori e pianali di dimensioni più ragionevoli rispetto a quelli statunitensi ,il progetto fu un insuccesso commerciale dei peggiori e gran parte di queste auto sono rimaste invendute provocando il tracollo finanziario del marchio. La domanda è questa, se quest’auto non avuto nessun successo in Europa marchiata DODGE , perche dovrebbe spopolare marchiata FIAT ? Se poi vogliamo analizzare una situazione mondiale particolare in un momento in cui la gente cerca veicoli sempre più ecologici e parchi nei consumi, le case costruttrici cercano alleanze tra loro per arrivare ai veicoli elettrici e a gas di terza generazione, perché noi italiani cerchiamo alleanze per costruire mega Suv che ormai non compra più nessuno neanche in America ? .. In Islanda, durante una manifestazione di protesta contro le banche assassine, la moglie del premier scavalca le transenne e si unisce alla folla. Quando mai accadrà da noi che ,durante una protesta, anche Berlusconi passi ‘sotto’ le transenne e si unisca alla folla? .. L’IDROGENO Un bel filmato sull’idrogeno dalla tv svizzera http://la1.rsi.ch/falo/welcome.cfm?idg=0&ids=0&idc=42245 L’idrogeno l’elemento più leggero e più frequente dell’universo. Mai come oggi abbiamo avuto bisogno di risorse rinnovabili e pulite. L’idrogeno è una di queste. Qua si vede un generatore all’idrogeno e una cella combustibile funzionante all’idrogeno con cui si possono far funzionare molte cose, da uno scooter al riscaldamento di una abitazione. Non emette rumore, cattivo odore, inquinamento.. Funziona in modo molto semplice. Ha come scoria vapore acqueo. E l’idrogeno è una risorsa infinita. Ma la Fiat si butta sui SUV! PROFEZIA Viviana Vivarelli Sono nata alla fine della 2° guerra mondiale, prima di Nagasaki. Ho cavalcato il miracolo italiano quando ricostruzione e sviluppo ispiravano tutti e l’Occidente si rialzava dalle rovine della guerra. Ho superato i terrori della bomba durante la Guerra Fredda. Ho gioito degli stop alla proliferazione atomica e della perestroika di Gorbaciov. Ho visto allargarsi nel mondo le menzogne neoliberiste, le grandi multinazionali, gli organismi economici planetari che ancor oggi dettano ordini ai Governi e li piegano alle ricette della debitocrazia, che riduce in rovina gli Stati e li obbliga a svendere beni e diritti, a distruggere il welfare, a prostituire il lavoro. Che racconta loro che i debiti si pagano facendo altri debiti, ma questo nel privato si chiama USURA, e nel pubblico COLONIALISMO. Nessuno è mai uscito dai debiti facendo altri debiti. Fare altri debiti significa solo diventare più schiavi. Ho visto sorgere di contrappasso un nuovo pensiero che non era né marxismo né mercatismo e non era basato sul lucro o sul PIL, ma universalizzava tutto il mondo partendo da una democrazia dal basso. Ho visto i dubbi e le crisi e le speranze che si accompagnano a una nascita nuova. Ho visto gli attentati alle Torri e il barbaro regime bushiano, la democrazia esportata con la guerra e l’indebitamento che cresceva e cresceva, ho assistito al fallimento del sistema di mercato, imposto dal capitalismo statunitense per un nuovo “colonialismo da sistema”, che spezza le reni ai popoli, non con le bombe, ma con le Borse, le Banche e le Agenzie di Rating. Ho visto un nemico molto più subdolo di Al Qaeda, molto più feroce degli eserciti mercenari o degli ordigni nucleari, che atterrava gli Stati non col napalm o l’uranio impoverito, ma attraverso le perversione di un sistema bancario e borsistico intoccabile e considerato come sacro, fatto di derivati, sub prime, vendite allo scoperto, tassi di interesse usurai, speculazioni senza controllo, paradisi fiscali.. con l’arroganza di non sottostare a nessun freno o limite, sopra ogni senso di giustizia e di sopportazione. Ho contato l’inanità degli interminabili e vacui G8, sempre dei soliti pochi pagliacci, mentre il 3° Mondo cominciava a divorare il 1°, e i Ministri andavano a prendere ordini dal Fondo Monetario e dalla Banca Mondiale, o da quelle Europea che era la sua filiale, come un grande Moloch che avrebbe digerito tutto, anche la nostra libertà di vivere. Ho visto acutizzarsi i poteri politici delle Chiese, che quanto più si gonfiavano di potenza terrena, tanto più si svuotavano di spiritualità e di umanità e infierivano su donne e bambini. Oggi vedo fallire i dinosauri del Capitale, quelli che si muovevano nel mondo come Imperatori: gli Stati uniti, il Giappone, l’Inghilterra, l’Europa…schiantati dalle loro stesse armi come terroristi a cui deflagra la bomba in mano. Eppure stentano ancora a riconoscere i segni della fine. Come lebbrosi le cui piaghe sono plateali agli occhi di tutti, continuano a credersi immortali nell’accanimento di un sistema economico che era in agonia 30 anni fa e che oggi mostra solo segni terminali. Ma ancora lo zombi avanza, ancora i suoi funesti guardiani credono di poterlo usare per dominare la Terra, finché il decrepito Frankenstein non li atterrerà definitivamente. L’Utopia Imperialista del Grande Capitale Internazionale è fallita, il Neoliberismo è fallito, l’atroce Pil è fallito, il mito della Crescita continua è fallito, eppure il Male non si arrende. Negli anni tardi della mia vita sono destinata ad assistere a questa scomposta agonia, la morte tremenda di un malato che non muore, di un sistema marcio e fatiscente che non si arrende all’evidenza della sua fine. E allo stesso tempo l’ineluttabilità di questa fine riempie il Mondo di speranza. Un’Era Nuova sta per nascere. E si chiama Nuova Democrazia. E che io la veda o no, non importa. Essa splenderà sul mondo , anzi essa ha già cominciato a sorgere. E io, se voglio, posso farne parte. USURA Viviana Vivarelli II neoliberismo è fallito ma la sua agonia ci ucciderà. Ne sono totalmente convinta. E lo pensano ormai i maggiori economisti mondiali che non siano inseriti in quel quadro assassino che è la congrega di organismi finanziari internazionali che si è posta come guardiana del mondo. Noi siamo come un gregge di pecore a uno a uno ci scannano e ci divorano. Prima lo facevano con le guerre, con la depredazione delle risorse, con le dighe, con le grandi opere pubbliche distruttive e inquinanti, ora lo fanno con i prestiti, gli strumenti bancari e finanziari, la speculazione incontrollata, e spingendoci a fare dei debiti per pagare altri debiti. Hai mai sentito che qualcuno che fosse in stato fallimentare ne sia uscito facendo altri debiti per pagare i debiti precedenti? Prova a pensarci. E’ una manovra che nel mondo comune si chiama USURA. Nel pianeta neoliberista prende il nome di aiuti finanziari. Sarebbe bello fare come l’Islanda che aveva nella sua stessa costituzione gli strumenti per poterlo fare, ma noi siamo schiavi anche sotto le nostre stesse leggi. .. Charles Bukowski manda Soli Ci sono cose peggiori che essere soli ma spesso ci metti decenni per rendertene conto e il più delle volte quando ci riesci è troppo tardi e non c’è niente di peggio che troppo tardi RIDIAMARO : – ) IL NOME DEL PARTITO Berlusconi promette di rinnovare il partito chiamandolo Forza Gnocca. Forza Cricca sarebbe più indicato. VV . Ferrara vuol cambiare nome al partito e rinnovarlo con la Santanché. Berlusconi farnetica di un nuovo partito Forza Gnocca, ma più che barzellette non produce, ha addirittura convocato i suoi per far loro una lezione sulla forza catartica delle barzellette. Su cosa la prossima convocazione: sulla forza liberatrice della lap dance? La facciamo a Cernobbio? I produttori di scarpe ci fanno i politici. I politici ci fanno le scarpe. 45 del Pdl chiedono ufficiosamente a Berlusconi di farsi da parte. Ma loro non si fanno da parte. Nessuno molla il predellino. Ritti su una gamba sola, ma attaccati con l’Attak. Bossi è lucido a tratti. Tremonti non lo è mai stato. Il Trota non è ancora entrato nell’età lucida. Di Scilipoti manco a parlarne. Questo paese va alla malora ma nessuno sembra occuparsene e chi dovrebbe fare qualcosa traccheggia. Stiamo morendo per auto-oscuramento ma stanno attaccati al moccolo. Non è una morte onorevole. .. Chi se ne frega di tutti i problemi e le tragedie del paese? L’importante è che la patonza giri. La patonza deve girare. Silvio Berlusconi TREMONTI Ogni paese si ritrova i geni che ha. Gli USA Jobs, noi Tremonti. VV Il più grande mistero dell’economia degli ultimi 150 anni. Anche le sue frasi, come quelle di Jobs, sono celebri: “In Spagna vanno meglio perché vanno a nuove elezioni. Ops. Ho detto così per dire”. “La crisi è alle spalle”. “L’Italia è tranquilla perché va meglio degli altri Stati europei”. “Le nostre banche sono solide”. “Cresceremo”. “Non cresceremo ma i conti sono sicuri anche a crescita zero”. “In strutture sociali come le nostre, il posto fisso credo sia la base su cui si possa organizzare il tuo progetto di vita, la tua famiglia”. “Cambio di marcia, introduciamo il licenziamento senza giusta causa”. Tremonti boccia l’energia eolica «Non credete ai mulini a vento . “ L’Italia deve realizzare il nucleare sul proprio territorio nazionale, e deve farlo soprattutto per competere alla pari con gli altri Paesi. “ “La crisi non esiste. E’ una invenzione dei media e dei comunisti”. “Pagavo Milanese puntualmente ogni settimana, lo pagavo cash” Ma uno stupido da solo non basta, ci vogliono i fan. Calderoli: – «Se c’è una persona onesta è Giulio Tremonti, se abbiamo un prodotto da esportazione si chiama Tremonti: teniamocelo stretto». Brunetta: Tremonti ha detto qualche stupidaggine, ma l’ha detta così per dire, ogni tanto anche un ministro può farlo”. JENA AVRA’ Svegliatemi quando Tremonti avrà smesso di smentire le sue fesserie. Marone Giuseppe Scusate,se è una forza debole il neutrino è di destra perché i padroni sono deboli e i lavori pesanti li fanno gli operai che sono di sinistra come i cationi tipo il protone o il neutrone che formano il nucleo duro e forte dell’atomo . AAA I neutrini sono particelle svizzere smilitarizzate! .. Titola oggi Libero: “Non possiamo morire di Tremonti”; la boffizzazione è cominciata. Tal quale il Machiavelli nel Principe: “Una volta che Remirro de Orco ebbe fatto piazza pulita dei signorotti locali, dei banditi, dei predoni, la gente cominciò ad essere insoddisfatta di questo e Cesare Borgia intuí che invece dell’uomo crudele, ci volesse adesso una normale amministrazione.. e volle mostrare che, se crudeltà alcuna era seguita, non era nata da lui ma dalla acerba natura del suo ministro, per cui fece prendere Remirro de Orco e lo fece trovare tagliato in quattro pezzi su la piazza di Cesena» .. Stufo delle risate omeriche del paese sull’ignoranza della Gelmini, il premier ha preso una decisione storica: “ Andrò a parlare di persona con questo neutrino- ha detto – come ho fatto con i sette fratelli Cervi e con Remolo e Romolo!” .. Ayak Hanno trovato l’elenco delle famiglie bisognose aiutate da Berlusconi: Tarantini, Riina, Provenzano, Graviano, Mangano…. .. Dove sono finiti i detriti del satellite? Me nel tunnel della Gelmini, naturalmente. E’ per quello che nessuno li ha visti! Da l’Unità “Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.” Siamo ufficialmente fuori dal tunnel del discernimento. Pensare che questa donna guida un ministero da cui dipendono le sorti di circa 800.000 insegnanti e di quasi 9 milioni di studenti è uno dei misteri che la ragione non può più spiegare e che riesco a perdonare meno a B. di ogni altra sua magagna. Forse i comunicati alla Gelmini li scrive Martuscello; sarebbe il caso di cambiare autore. E noi di alzarci alla velocità di un neutrino dalla platea di questo avanspettacolo avariato per dare una rappresentazione migliore ai nostri studenti su cosa è il merito. Posto che le ragioni della Gelmini le comprendiamo benissimo, ché un posto da ministro in questi tempi di grama non lo rifiuterebbe nemmeno un casellante con licenza media (non si offenda nel confronto signor casellante..farebbe persino meglio), rimane incomprensibile capire quel 26% di elettori che li rivoterebbe…non è scemo il Carnevale ma chi gli va dietro. Alla stessa velocità, uguale e contraria, del neutrino di cui sopra. .. Recentemente ha detto: “Vi ssicuro che non c’è stato alcun taglio nel personale della scuola”. A lei 145.000 persone buttate fuori e rimaste senza lavoro appaiono come ‘nessun taglio’!!!!! ..

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