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Wednesday November 22nd 2017

IL BUCO NERO


Quel buco nero di Berlusconi – Prostatectomia. Le sporche voglie – Che altro deve succedere perché il Pdl si ricordi di essere un partito? – Il giocatore delle 3 carte, di De Magistris – Una brasiliana- Chi è Nicole Minetti – Dov’è la banda larga? – La bugia della globalizzazione – Paghe pretestuali- Critiche a Berlusconi da Marcegaglia, Avvenire, Famiglia cristiana

“Ah, signora Longari, lei mi cade sull’uccello!” (Mike Bongiorno)

Siamo sprofondati in questo abisso piano piano, un passo dopo l’altro, sempre più giù. Un pezzetto per volta ci hanno fatto ingoiare tutto, un po’ per volta abbiamo imparato a sopportare l’insopportabile.” (Antonella)

IL BUCO NERO – Viviana Vivarelli

In un sistema dove il sesso è scambiato con potere o denaro, parlare di amore non è come bestemmiare?
E sostenere che questo scambio è un fatto solo privato non è eticamente riprovevole?
Come si può tenere in vita un sistema, dove la lezione dall’alto è che si può prostituire se stessi e fare ogni sorta di nefandezze col corpo e con lo spirito pur di averne piaceri o vantaggi?
Separare in un amministratore la condotta privata da quella pubblica non è cosa già di per sé immorale? E degna di disprezzo? E meritevole di riprovazione sociale? Non è qualcosa che sbatte la coscienza morale a zero?
Dove sta la coerenza di ognuno? Del pessimo governante come di chi lo mantiene?
Come può chi getta in tale scandalo l’onore di sé, l’immagine della sua famiglia e la visibilità del suo paese aspirare a dirigere la condotta di tutti? Ergersi come un legislatore sulle vite di tutti? Essere scelto addirittura per un convegno sulla famiglia? Trovare dei sostenitori che possano in buona fede ritenersi coerenti con una qualsiasi etica civile? Trovare una parte della Chiesa che ancora lo sostiene?
Come può legiferare contro il furto chi è un ladro impunito? Difendere dalla mafia chi è un socio dalla mafia? Allontanare dallo stato le cricche di gaglioffi chi è lui stesso un gaglioffo che alimenta le cricche? Tutelare i cittadini contro il male chi è male lui stesso? Proteggere le libertà di tutti chi alimenta solo una dissoluta licenza? Eliminare gli abusi del potere chi è il massimo rappresentante di quegli abusi di potere?
Ci sembra una gravissima schizofrenia che vi sia un tale abisso tra il suono delle parole e il loro significato (“amore”. “governo del popolo”, “democrazia”, “morale”, “diritto”, “libertà”..)
E una chiesa, il cui Vangelo è basato originariamente sull’amore, ma che riesce ad appoggiare un simile individuo e a trovargli delle attenuanti non è una bestemmia vivente?
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Inizio del Vangelo secondo Giovanni: “In principio era la Ragione, e la Ragione era presso Dio, e la Ragione era Dio”
Anche ai padri migliori capitano figli degeneri, e in quantità e l’Italia è un luogo privilegiato. (
Mariapia)
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Mariapia manda

Wallace Stevens (Reading, 2 ottobre 1879 – Hartford, 2 agosto 1955) è stato un poeta statunitense.

Wallace Stevens, l’Angelo della realtà

Io sono l’Angelo della realtà,
intravisto un istante sulla soglia.
Non ho ala di cenere, né di oro stinto,
né tepore d’aureola mi riscalda.
Non mi seguono stelle in corteo,
in me racchiudo l’essere e il conoscere.
Sono uno come voi, e ciò che sono e so
per me come per voi è la stessa cosa.
Eppure, io sono l’angelo necessario della terra,
poiché chi vede me vede di nuovo
la terra, libera dai ceppi della mente, dura,

caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto
monotono levarsi in liquide lentezze e affiorare
in sillabe d’acqua; come un significato
che si cerchi per ripetizioni, approssimando.
O forse io sono soltanto una figura a metà,
intravista un istante, un’invenzione della mente,
un’apparizione tanto lieve all’apparenza
che basta ch’io volga le spalle,
ed eccomi presto, troppo presto, scomparso?

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Prostatectomia. Le sporche voglie (Viviana Vivarelli)

Vedo che sui blog molti tentano di difendere Berlusconi, dicendo che è impossibile che faccia delle orge , perché ha avuto un carcinoma maligno alla prostata per cui non può avere erezione né orgasmo. FALSO!
Ho chiesto a due medici come possa fare Berlusconi. Me lo hanno spiegato in termini tecnici che non so ripetere per cui lo dirò in termini volgari.
Berlusconi può accoppiarsi benissimo con tutto l’orgasmo di questo mondo anche se ha avuto un carcinoma maligno e una prostatectomia.
Un sistema è quello di impiantarsi nel fondo pancia un serbatoio di liquido che comunica con una cannula con due camere d’aria che vengono infilate nel pene. In una palla viene messo un dispositivo pentagonale, il quale, se viene premuto in un certo modo, manda il liquido al pene e lo fa sollevare, se viene premuto in un altro modo ritira il liquido e lo fa abbassare. Ovviamente non esiste liquido seminale (ma di quello Berlusconi se ne frega, avendo già anche troppi figli).
C’è stato un caso di uno a cui il motorino nel testicolo si è inceppato e che è dovuto correre all’ospedale perché sarebbe rimasto ritto a vita.
Oppure si può fare nel pene una iniezione di papaverina che dà erezione per due o tre ore. L’iniezione è dolorosissima (nel pene poi!) ma ci sono analgesici appositi.
E tutti hanno sentito qualche velina raccontare del premier che spariva ogni tanto per farsi una famosa iniezione non si sa di che.
Ovviamente con questi sistemi è escluso che uno possa far figli, ma l’orgasmo e l’erezione sono assicurati.
Per cui, da ora in avanti, basta con questa filastrocca che Berlusconi non può godere avendo fatto l’operazione alla prostata!
Possiamo invece star sicuri che qualunque cosa ultramoderna ci sia, lui l’avrà a disposizione.
A me il sesso interessa pochissimo, oggi insegno psicoanalisi junghiana e Jung era molto più interessato alla spiritualità, non era monomaniaco del sesso come Freud, che arriva a sostenere che il massimo scopo nella vita di un uomo è un orgasmo ben riuscito con un partner donna, e non era un coatto del sesso maniacale e bestiale come B. Jung aveva una sessualità ampia ben espressa, ma collegata con l’innamoramento e la fedeltà, sia pure con più donne
Dunque il sesso non mi interessa, ma, visto che sono qui per combattere contro questo indecente maiale pubblico, mi devo curare per forza della sua sessualità deviata, perché è parte preponderante delle sue voglie al punto da interferire pesantemente con l’attività pubblica B è un personaggio bestiale, e resterà sempre un mistero come possano persone normali e specialmente donne sane trovarlo attraente in alcunché, ed è un personaggio maniacale che non possiamo proprio valutare secondo una morale o una sessualità normali. Qua siamo nel pieno campo delle patologie gravi e incurabili. Qualcuno potrebbe dire che uno come B andrebbe castrato e sedato chimicamente o meno com’è stato chiesto dalla Lega per i pedofili compulsivi o gli stupratori extracomunitari. Come disse Veronica, “quest’uomo è malato”. E un malato non può stare a capo di una nazione e piegarla ai suoi capricci, o, peggio ancora, diffondere all’alto della sua personalità amorale e deviata forme di esempio deleterie
Abbiamo bisogno di guardare a nobili figure di rilievo che siano di esempio agli altri sia nella morale pubblica che in quella privata e non di avere davanti l’esempio ignobile di un individuo turpe e malato
In quanto alle apparecchiature per rendere potente l’impotente così che prosegua ad libitum congiunzione carnale e orgasmo, i medici assicurano che simili apparecchiature sono frequenti e ormai rientrano nelle richieste di molti uomini operati alla prostata che non riescono a rassegnarsi alla pace dei sensi nemmeno in tarda età, quando dovrebbero fare i nonni e non i satiri.

Nipoti e figli maschi (Conchita De Gregorio)

A proposito del disastro culturale causato dal berlusconiano way of life lasciatemi sottolineare due “non detto” della vicenda Ruby. Il sottotesto, quello che passa ad un livello diverso dalle parole. Passa, con estrema naturalezza, che se sei nipote di qualcuno hai diritto a non sottostare alle regole, se non sei nipote di nessuno no. Se Ruby fosse davvero stata la nipote di Mubarack avrebbe avuto diritto di essere rilasciata? Naturalmente no. È bene dirlo, perché può sfuggire. È questo, letteralmente, il nepotismo che dilaga. Secondo punto: amo le donne ho giornate molto faticose mi rilasso così. Si rilassa con quaranta ragazze reclutate per gli spettacolini. Non è forse normale? Non sono forse le donne state create per questo? Il riposo del guerriero, il piacere per gli occhi. Geishe, odalische, puttane. Se Angela Merkel si riposasse la sera con quaranta adolescenti gigolò lo trovereste normale? Anche in questo caso vi dareste fuoco perché vostro figlio – maschio – fosse ammesso alla festa? Se la risposta è no, ecco: qui sta il problema.

http://concita.blog.unita.it//Nipoti_e_figli_maschi_1695.shtml
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Visto da destra. Da Il Corriere -Il necrologio del Pdl di Galli della Loggia
Il coraggio della verità
(sunto)

Che altro deve succedere perché il Pdl si ricordi di essere un partito? E che deputati e senatori si accorgano che continuando così, metà di loro non rivedrà mai più il Parlamento, e potrà considerare chiusa la carriera politica?
Che la maggioranza sia sull’orlo del collasso è evidente a tutti, come sta subendo un danno irreparabile l’immagine stessa del Paese e quel poco che resta del suo ruolo internazionale
Non si tratta dell’avventurosa vita notturna di B, di cui mostra troppo spesso di sottovalutare i rischi. Fin dall’inizio ci siamo volenterosamente sforzati di dire che tutto questo riguardava la sua vita privata e che non era su questo che doveva misurarsi l’opposizione. E spetterà al magistrato appurare se abbia superato o no il confine della legge. Nemmeno si tratta della paralisi di governo, che pure è un dato reale. Ma del fatto che è venuta meno nell’esecutivo qualunque capacità di direzione e coordinazione, qualunque consapevolezza della quantità e della gravità dei problemi sul tappeto se non al livello della pura emergenza. Palazzo Chigi ha perso la pur minima capacità di ascoltare e di rappresentare il Paese. L’Italia è una nazione allo sbando. I suoi elettori lo capiscono?
È inconcepibile che in una situazione del genere non si apra nel Pdl una discussione approfondita e senza riguardi per nessuno su quello che succede. Ripetere, come fanno un po’ tutti i suoi esponenti, che è il momento di «resistere », di «tener duro», di «restare uniti», è un vano esercizio retorico. Nella sostanza è puro nullismo politico. Per giunta… proprio i «resistenti» più esagitati sono spesso quelli che, dietro le quinte, vanno poi dicendo le cose peggiori sul conto di B
Non è più il tempo dei camerieri zelanti e bugiardi. È il tempo della verità.
Se il Pdl vuole un qualche futuro politico, se non vuole ripetere in un registro grottesco la tragedia del PSI nel 92-93, il Pdl deve dimostrare oggi di voler essere un organismo politico reale
Il ruolo, a dir poco ingombrante di B, il modo di reclutamento e la qualità del suo personale politico, sempre cooptato e quasi sempre improbabile e raccogliticcio, quasi sempre privo di esperienza e legami con l’elettorato (e spesso anche di dubbia o pessima origine); l’assenza patologica al suo interno di discussione e decisioni collettive; l’ottuso compiacimento plebiscitario, il disprezzo plebeo per la costruzione di qualunque consenso che non sia quello da comizio, e infine il carattere e lo scopo del proprio programma, del proprio ruolo politico generale…. Non si può campare in eterno sull’abolizione dell’Ici o sull’opposizione virulenta alla sx e alle procure.
L’Italia ha bisogno di qualcos’altro. Di molto altro.

Commento – Viviana

L’esame di Galli della Loggia è notevole perché è una disanima che viene da dx. Di una dx che di B non ne può più, perché il soggetto è andato troppo oltre ed è insostenibile a un paese che malgrado tutto desidera di essere civile e non ama precipitare nella feccia peggiore del terzo mondo.
Quello che dice Galli della Loggia è vero! Ma se gli elettori di B fossero in grado di farsi un esame di coscienza, eliminerebbero B e con esso sparirebbe anche il Pdl, che, senza B, non è nessuno, come, senza Craxi, il Psi non era niente..
Dunque per gli elettori del Pdl, eliminare B significa sparire, farsi un Hara Kiri. Lo può fare Fini che ha un reale partito, che ha delle (sia pur discutibili) radici storiche e, partendo da quelle, ha sdoganato l’inaccettabile e ha abilmente rinfrescato l’immagine del partito con un bagno di legalità evocata, e quanto questa legalità fosse richiesta dai suoi sostenitori mi pare eclatante, al punto che molti sperano in una nuova dx italiana finiana che sappia avere una buona immagine europea e internazionale, senza smantellare l’unità del paese e quelle radici costituzionali, di valori e diritti che anche An ha accettato.
Ma non possono gettare alle ortiche B quelli del Pdl e men che mai i colonnelli o le scartine dell’ex AN che hanno rinnegato Fini diventando degli apolidi di partito. E non può farlo quella Lega che, senza B, perde ogni chance di portare avanti quel finto federalismo che è l’anticamera del vero secessionismo, trionfo di un egoismo locale inimmaginabile in qualunque paese federalista perché in odio a valori nazionali, che B per 16 lunghi anni ha finto di favorire.
Il fatto grave di questo paese è che noi non abbiamo un vero partito di dx, un vero partito di sx e tanto meno un vero partito di centro!!!
E tutti quelli che attaccano Grillo, perché ha preso lucidamente atto di questo fallimento integrale e vuole andare “oltre”, dovrebbero capire che questi schieramenti partitici che stanno ancora difendendo sono ormai solo delle anticaglie che vivono solo nella loro testa!

Mariapia manda
(dal libro i saperi delle donne – il patrimonio culturale delle donne migranti)

LA PATRIA PERDUTA

E’ inutile continuare una ricerca affannosa
Non è ancora chiaro neppure dove cercare
Cercare una cosa preziosa è estenuante
Rimbalza come un continuo borbottio nel mio corpo
Ma è tanto preziosa da essermi così stremata nella ricerca?
E’ un tesoro così grande da avere messo in poco tempo sotto sopra tutto?
E’ cosi preziosa che al solo pensiero mi sciolgo in lacrime e rimango senza parole
La cerco continuamente ma tra me e lei la distanza è infinita.

La ricerca è affannosa e difficile come costruire un puzzle
Perché io cerco una cosa che non ha prezzo e non si trova in nessun mercato

Songul Abdullah

(Songul Abdullah, laureata in ingegneria, vive a Bologna con il marito e i suoi tre figli)
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Il giocatore delle tre carte (Luigi de Magistris)

L’uomo del Bunga – Bunga, l’utilizzatore finale che pure tra gli immigrati è capace di discriminare tra buoni (donne, bisognose, meglio se minorenni) e cattivi che il Manganello Maroni usa gettare nelle discariche sociali, è anche un noto truffatore dal sorriso di una plastica non riciclabile, un giocatore delle tre carte. Lo sta facendo con i rifiuti, giocando a fare il maramaldo sulla pelle dei meridionali. Scoppia il fallimento delle (eco)balle confezionate e raccontate dalla coppia di utilizzatori finali Berlusconi e Bertolaso – tra i più grandi azionisti della costituenda Italia SPA – e il sultano di Arcore subito cerca di aprire di soppiatto, come un mariuolo, la seconda discarica a Terzigno, nel parco nazionale del Vesuvio. Apro parente(si): il Presidente Caldoro sostiene che il problema è rappresentato dal fatto che in Italia ci sono troppe aree protette; l’UDC afferma per bocca dei demitiani che la colpa è degli ambientalisti; Manganello Maroni postula che la colpa è del popolo. La manovra di Terzigno e Boscoreale fallisce, solo per la reazione del popolo. Donne e uomini, giovani e ragazzi. La violenza di qualche deficiente, prima ancora che criminale, non scalfisce la vittoria di chi lotta per la difesa del territorio, la dignità delle comunità locali e la salute pubblica. Il giocatore delle tre carte – spalleggiato dal massaggiato coinvolto nell’inchiesta sulla cricca piduista – non volendo risolvere alla radice il problema dei rifiuti perché intende preservare le logiche affaristiche e consolidare gli interessi del crimine organizzato, sposta i rifiuti cercando di farli passare inosservati. Un po’ come spostare la polvere dal pavimento e metterla sotto il tappeto. Cerca la cooperazione della banda bassotti dei rifiuti: il coordinatore campano del PDL Nicola Cosentino (Nik o’ mericano), il delegato all’emergenza della provincia di Napoli.
i il Presidente Luigi Cesaro (Gigino a’ purpetta) e, dulcis in fundo, il Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti (Peppe o’ ponte). Stanno cercando dove depositare la munnezza. A Taverna del Re, a Giugliano, un’altra volta. Il più grande sito di stoccaggio di false ecoballe della Campania. Non permetteremo alla gomorra di Stato un altro scempio che distrugge il territorio e avvelena aria, acqua e cibo. La compagna Lucia De Cicco ancora una volta, eroicamente, si mette di traverso a chi violenta la vita e rappresenta simbolicamente tutti noi. Una, cento, mille Lucia. Il giocatore delle tre carte fa partire anche i camion della munnezza per la Calabria, altra regione dalla splendida natura utilizzata come pattumiera d’Italia dagli (eco)mafiosi. Ecco i viaggi verso Pianopoli, vicino Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro. Nella discarica fuorilegge. Con l’assenso di Peppe o’ ponte, il Presidente che pensa che il futuro della Calabria siano inceneritori, centrale nucleare, impianti termoelettrici nei parchi, il carbone e….il ponte, quello che serve per mettere in comunicazione gli appalti di cosa nostra con quelli della ‘ndrangheta. Gente di Calabria aprite gli occhi e mettete in moto una sana e pacifica ribellione sociale. Il Sud si ribella e sta lottando, alla violenza di chi usa rifiuti e ambiente per far soldi e accrescere il potere contrapporremo la forza delle idee, la passione civile, l’amore per il territorio, il desiderio di un futuro migliore. Pensi pure il sultano a consumare i suoi istinti di incontinenza sessuale che noi pensiamo alla rivoluzione dei cuori, dei corpi e delle menti. Il Sud è vivo e lo dimostrerà, con il popolo che è in movimento per difendere la terra, il lavoro e la dignità.

Copio da Angela Vita

Questa volta sarà un po’ più difficile per Visitor-Ghedini mettere a tacere i testimoni coinvolti nella vicenda Ruby e sapete perché?
Perché TRE di essi, che hanno avuto un ruolo rilevante, sono donne.
E le donne, è risaputo, quando sono coraggiose, dimostrano tre palle e soprattutto sanno essere incorruttibili.
Sto parlando del procuratore capo, Monica Frediani, la quale non ci sta alla parola “accordo”in base al quale Ruby sarebbe stata liberata, e dice:
“Ma quale accordo? E con chi? Non è prevista la parola “accordo”. Quando si parla di minori, non è come al mercato.
Il pm dà delle disposizioni. La polizia esegue. Questa è la prassi, punto e basta.”.
L’altra donna coraggiosa è il pm dei minori Annamaria Fiorillo, che era di turno nel giorno del fermo di Ruby e che ci ha tenuto a far sapere che non diede l’autorizzazione all’affido della ragazza” alla consigliera regionale Minetti, mandata dal premier a prelevare la ragazza, che è stata poi abbandonata al suo destino (e meno male che voleva proteggerla!).
Infine, altra donna con tre palle è la dottoressa Giorgia Iafrate, commissario di turno, che, nonostante le pressanti telefonate del capo di gabinetto, che aveva personalmente parlato con Berlusconi e a cui è stata detta la bugia della parentela della ragazza col presidente egiziano Mubarak, nonostante queste pressioni, dicevo, si rifiuta categoricamente di firmare l’affido di Ruby alla Minetti.
Vuoi vedere che, se il governo cade per questa storia, lo si dovrà, come per una sorta di legge del contrappasso, a queste donne?
Buona giornata a tutti, in particolare alle donne del blog.

La brasiliana (Viviana Vivarelli)

Ma chi è questa brasiliana che ha il telefono “privato” di Berlusconi, che gli telefona a ore della notte a suo piacimento, che gli dà ordini di salvataggio su presunte minori, che gli fa smuovere il culo d’urgenza con la questura di Milano, che gli fa spedire la sua igienista mentale promossa ad altre cariche, che poi si riprende in casa la minore come fosse una ausiliaria dei servizi sociali?
Una brasiliana e non certo massaggiatrice è anche nella storia di Bertolaso, mentre un caro e stante amico di Berlusconi, oltre al quel Tarantino, spacciatore di coca e di belle ragazze, è anche il ripugnante e vizioso Lele Mora. Qua c’è tutto un giro di ricattatori, lenoni, prostitute, ballerine, cubiste, finte massaggiatrici, bunga-bunghiste, minori da strada e da bordello, nipotine adottive, spacciatori grandi e piccoli, trafficanti di coca, medicastri specializzati in recupero impotenza e culi rotti, che fa capo al Presidente del Consiglio in una girandola lubrica e lasciva che dire vergognosa è ormai poco viste le dimensioni orripilanti e smisurate della depravazione di mucchio, di orgia, di crocchio, di cricca, di cosca che fa capo a questo vizioso personaggio, e che ci espone al ludibrio internazionale e allo schermo anche dei paesi più infimi del mondo. Altro che i bingo bongo di cui parlava lo sconcio Borghezio, emblema impresentabile e fatiscente di una Lega che ha raggiunto il minimo di credibilità!
Dire pure che “sono faccende private” è il più vergognoso atto di arroganza e
Ma questo Berlusconi a chi lo dà il suo numero di telefono privato? E per fare che? E poi ci viene a dire che si devono bloccare le intercettazioni telefoniche “per proteggere la nostra privacy”?? La nostra??? E quegli impresentabili dei suoi pure ripetono queste immondizie!! Altro che pugno sul naso vorremmo dargli a tutti questi servi!!!

Copio da ‘sempre io’ : Nicole Minetti

La leggenda dice che l’amico di Dell’Utri e di Cosentino l’abbia conosciuta a uno stand di Pubblitalia e rivista al San Raffaele, dopo la vile aggressione che infierì sul lavoro del suo dentista. Igienista dentale, dicono. Cioè, si sciacqua la bocca, dopo? Mah.
Distratto il Cavalchiere. La sua Italia 1 aveva ospitato la Nicole tra le Hit Models, nella mitica stagione gennaio-maggio del 2009 di Colorado Cafè, il fratello più scemο di Zelig, che è scemο di suo.
Oddio, tra la prorompente Rossella Brescia, l’esotica Marysthell Garcia Polanco, la nordica Ance Spirga e la focosa Lavender Ogolla faceva la figura di quella che doveva pulire i pavimenti e aspettava che finissero.
Dicono che abbia partecipato, a titolo misterioso, anche a una misteriosa trasmissione di Rai 2, Scorie, che avrebbe dovuto raccogliere le “scorie” delle altre trasmissioni e che lo è diventata essa stessa.
Comunque entra nel listino blindato di Formigoni alle regionali, una delle due donne tra 12 uomini. Il Giornale, poco galantemente, annunciò, presentando il listino: “Una pattuglia di uomini esperti della macchina politica”.
L’altra donna, Monica Rizzi, almeno un cenno lo avrebbe meritato. Aveva accompagnato la Trota in giro, durante la campagna elettorale, e gli avrebbe fatto avere 12.000 voti. In più la Monica, che si definisce “psicologa e psicoterapeuta infantile”, senza laurea naturalmente, ha eccellenti amicizie.
La Monica è intima con la maga Adriana Sossi, forse psicocinetica o forse traslocatrice (“a otto anni, con l’aiuto di mia nonna, spostai un comodino”), introdotta negli ambienti che contano (“ho da tempo un rapporto con un extraterrestre della galassia di Oron”) e che, per questo, ha avuto 4000 euro dalla Regione Lombardia.
Ma, tornando a Nicole, che ha il sito web in costruzione (e che ci mette?), ha fatto ‘spettacolo’ per pagarsi gli studi, “io ho sempre pensato alla politica”. E la politica, per lei ha un solo nome: Papi.
Alle 23 del 27 maggio era così vicina al virilissimo premier (in realtà B era all’estero) che, rivestitasi in fretta, è stata la prima ad accorrere a via Fatebenefratelli, nomen omen, sede della Questura. Per tutelare la “piccola” Ruby (alta 1,80) che stava arrapando i poliziotti e che l’avrebbero tenuta volentieri, ancora qualche oretta, a scosciarsi su una seggiola e a tendere al limite di rottura la maglietta elastica con una quinta e senza gli artifici di un push-up.
Un paio di telefonate ha evitato questo sconcio.
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Bossi: Berlusconi doveva essere furbo e far telefonare a un altro
Rosario Amico Roxas

Una grande lezione di dignità quella che Bossi impartisce…!!!
Non censura l’abuso di autorità del cavaliere, ma il metodo…. Bene la telefonata per evitare che la minorenne rimanesse nelle mani della polizia, con il rischio che svelasse tutto ciò che il cavaliere vuole mantenere segreto in nome della privacy; tutto bene l’inventata parentela con Mubarak che impone all’Italia una figuraccia internazionale….
Tutto bene madama la marchesa….
Sbagliato solo aver telefonato personalmente; avrebbe dovuto far telefonare ad altri e magari poi, ove si fosse scoperto l’inghippo, riservarsi la dichiarazione di estraneità o meglio, di censurare il telefonista obbligato a telefonare.
Si tratta del metodo usato da 16 anni dal cavaliere, ma oggi non più utilizzato per la fregola di neutralizzare eventuali dichiarazioni ben più penalizzanti.
Bossi coglie nel segno il disorientamento generale che offusca la politica italiana: non si censurano i comportamenti illeciti, bensì le ingenuità che li fanno emergere e scoprire.
Quanto alla figuraccia internazionale, il silenzio di Mubarak e dell’Ambasciata peggiora i termini di una giusta precisazione… evidentemente non considerano il cavaliere meritevole di rimostranze; una sorta di impunità per manifesta incapacità di intendere e volere.

COME MAI (Viviana)

Qualcuno dei destronzi mi dovrebbe dire come potrebbe un governo inetto e che non governa come quello berlusconiano.. portare a compimento un grande piano nucleare in Italia,
-quando non è riuscito in tanti anni a far decollare un sistema integrato dei rifiuti e non riesce nemmeno a fare un sistema razionale di discariche,
-quando non è riuscito a portare avanti un piano accettabile di quella TAV che poco tempo fa sembrava una meta irrinunciabile e irrimandabile (a proposito si è arenata anche la TAV francese!)
-quando non è riuscito in tanti anni nemmeno in una progettazione ambientalmente sostenibile del ponte di Messina a fronte di una spesa morta cui di ponti se ne sarebbero costruiti tre,
-quando per far fronte alla criminalità organizzata e in un paese che ha i 3 massimi organismi criminali del mondo, non ha trovato di meglio che indebolire le forze di sicurezza, corromperle, usarle come scorta privata o spedirle in Afghanistan, perpetrare un autentico rinforzamento della criminalità grazie allo scudo fiscale, alla depenalizzazione di reati, allo sconciamenrto dei processi, all’ingresso in alte cariche istituzionali di corrotti o servi della mafia fino allo sotp alle intercettazioni,
-quando in 16 anni di promesse di riduzione delle tasse non ha saputo nemmeno scrivere a tavolino un riordino del fisco che fosse degno di un paese civile e ha permesso all’evasione di raggiungere la sbalorditiva cifra di 200 MLD l’anno,
-quando si rifiuta financo di punire l’evasione vergognosa e sfacciata di 98 MLD alle casse dello stato da parte dei gestori delle lotterie

Io non odio Berlusconi solo per la sua profonda, bassissima e vertiginosa immoralità, per quel marciume condito di barzellette che ha fatto del nostro paese la barzelletta del mondo,
io lo odio per la sua inettitudine, per il suo rifiuto a governare, per l’abbandono scellerato in cui ha gettato questo paese, per i milioni di uomini e donne che a causa del suo lerciume soffrono senza speranza di rimedio
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LA BANDA LARGA- DI PIETRO

Il 96% delle famiglie italiane ha almeno una tv. Internet, invece, arriva solo al 47%. Si spiega anche così che il satrapo nostrano, per tentare inutilmente di mantenere il consenso, non vorrebbe cambiare nulla. Vd il libro “I nemici della rete” dei giornalisti-blogger Alessandro Giglioli e Arturo Di Corinto. E’ fondamentale capire l’importanza di informarsi in tv o su internet, visto che l’impero del Caimano è fondato sulle tv e l’aumento dell’informazione in rete segna il suo declino.
Purtroppo internet è per una percentuale ancora minoritaria nel nostro Paese, contro quanto avviene in quasi tutta Europa, per colpa di una banda larga da 3° mondo. Dove sono finite le roboanti promesse delle “tre I” (Inglese, Internet e Impresa)? O il fantomatico “Piano Romani”, lanciato dall’attuale ministro dello Sviluppo, che aveva l’obiettivo di investire per portare un collegamento internet di buona qualità al 96% della popolazione?
B vuole mantenere il controllo su una parte dei cittadini italiani con metodi da dittatura per manipolare l’informazione come vuole. Ma i cittadini utilizzano proprio la Rete per informare su quello che la tv di stato oscura. La vera scoperta è che nonostante i tentativi di mettere il bavaglio alla Rete, gli italiani si stanno organizzando per raccogliere tutte le informazioni che non si trovano da altre parti (un es. è la pagina Informare per Resistere), o i propri blog per diffondere i programmi tv censurati dalla RAI (Rai per una notte), o per promuovere ed organizzare mobilitazioni (Il Popolo Viola o il BVday).
Ma anche esponenti dell’opposizione non amano una Rete libera. E così oltre alle proposte dei parlamentari del PdL Romani – che tenta di mettere sotto stretto controllo i contenuti multimediali di Internet -, Lauro – la famosa “legge Tartaglia” – e Alfano – la Legge Bavaglio che ha portato il web ed i giornalisti a mobilitarsi per mesi – ci sono anche le iniziative di Gianpiero D’Alia, dell’UDC, sul controllo e possibile chiusura, da parte del Governo, dei siti internet su semplice segnalazione ai PM da parte di chiunque o il decreto che “minacciava” l’obbligo per i bloggers di registrarsi. Su quest’ultima norma ho minacciato le dimissioni da Ministro finché non fosse stata ritirata.
Insomma i nemici della Rete si annidano ovunque. Uno dei prossimi obiettivi dell’IdV sarà liberare le connessioni WiFi che in Italia sono ancora sottomesse all’obbligo di riconoscimento dell’identità per chi si voglia collegare alle reti senza fili. .
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Mariapia segnala: La bugia della globalizzazione. Ferdinando Pozzati Piva

Se vuoi migrare in Canada devi fare una trafila che dura due anni è non è detto che ti riesca.
Gli Stati Uniti te li puoi scordare
Israele è un ghetto. A Cuba i dissidenti sono segregati, prima che in carcere,dentro ai loro confini nazionali. Così in Iran, Corea del nord, Birmania, ma anche in Egitto, Siria… la lista è lunga.
L’Europa è una galassia di staterelli impotenti. Assomiglia All’Italia degli anni di Napoleone.
L’Italia oggi rischia di balcanizzarsi, cioè di moltiplicare le frontiere al suo interno come la Jugoslavia del dopo Tito.
C’era più mobilità all’interno dell’impero babilonese di quanta se ne goda oggi con la pax americana.
La globalizzazione di cui tanto si dice che cavolo è?
La “fortuna di Marchionne”che può andare ad aprire fabbriche in Polonia, in Serbia e in Brasile si basa sull’esistenza di frontiere oltre le quali le regole sono diverse , diversi i governi, diversi i salari e inesistenti le conquiste sindacali.
La globalizzazione è fatta in effetti di muri invalicabili per chi vive in povertà totale, condizione che garantisce da una parte uno sfruttamento senza fine e dall’altra un crumiraggio senza difese, senza fine.
I “Padroni padroni” tali sono tornati ad essere perché c’è una grande disparità di forza di rapporto con la controparte: I dipendenti subiscono il contratto due volte:quando lo firmano e quando glielo strappano in faccia.
Una globalizzazione fatta di piccoli feudi e di pochi signori è uno spezzatino medievale, un salto indietro di secoli.
Viviamo invece dentro un carcere e solo le guardie possono muoversi liberamente, l’hanno chiamato globale per il sollazzo dei gonzi.
Globalizzarsi dovrebbe consistere nell’abbattere le frontiere, lanciare ponti, moltiplicare le relazioni e le opportunità. Segregare uomini per dominarli è l’esatto contrario ed è ciò che sta accadendo.
La “globalizzazione”è la riprova di come vengano usate le parole: per distorcere il senso delle cose, impedire di comprenderle e quindi di reagire; e nella stragrande maggioranza ci sentiamo come un pesciolino nel mare immenso della globalizzazione che si sente perso,solo, impotente.
Davanti a Marchionne che se ne va con tutta la FIAT che cosa ci puoi fare, pesciolino?
Dalla speculazione o dalle merci cinesi che ti invadono e dilagano a prezzi che non puoi competer, come ti difendi?
La nostra malattia non si chiama globalizzazione:il suo nome è “disintegrazione civile”. Il Brasile, l’India, La Cina…che stanno appena fuori l’uscio di casa ma sono irraggiungibili ci hanno reso straniero in vicino, il concittadino, il connazionale.
Col benessere la nostra solitudine ci sembrava persino piacevole, da poveri che siamo è un lusso che non possiamo più permetterci. Per la vita o per la morte dobbiamo tornare a salutarci, a parlarci, tornare insieme, per riappropriarci delle nostre istituzioni, qui, noi, adesso.
Quando il “Noi” includerà cinesi e brasiliani, allora saremo globalizzati, ma ci vorrà del tempo.
Passeremo il testimone alle generazioni future.
Qui noi adesso dobbiamo diventare Italiani, quegli Italiani che dovremmo essere da centocinquanta anni e non siamo mai stati: qui noi adesso dobbiamo fare gli Stati Uniti d’Europa, l’Europa dei Popoli, l’Europa di De Gasperi,Spinelli, di Jean Monnet, di Schumann, l’Europa sognata da Garibaldi e Mazzini.
Quella che c’è ora pare un club esclusivo di zitelle isteriche:Abbiamo bisogno di un nuovo Risorgimento, Italiano ed Europeo. Dobbiamo chiudere la parentesi dei nazionalismi tra i quali il fascismo ha brillato e tornare ai grandi progetti federali.
La disintegrazione civile e politica di cui soffriamo offre un vantaggio: non ti chiede di cambiare il mondo, hai davanti il campo ristretto della tua tribù. Ognuno di “noi” può tornare ad agire, anche individualmente.
All’interno della propria tribù, anche da solo: nessuno è piccolo: Io posso!
Al noi, un noi sempre più inclusivo, di arriva per questa strada!
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Manuela segnala:
“Un indovino mi disse”, Tiziano Terzani

Raramente l’umanità è stata, come in questi tempi, priva di figure importanti, di personaggi luce. Dov’è un grande filosofo, un grande pittore, un grande scrittore, un grande scultore? I pochi che vengono in mente sono soprattutto fenomeni di pubblicità e di marketing. La politica, più di ogni altro settore della società, specie quella occidentale, è in mano ai mediocri, grazie proprio alla democrazia, diventata ormai un’aberrazione dell’idea originaria quando si trattava di votare se andare o no in guerra contro Sparta e poi.. di andarci davvero, andarci di persona, magari a morire. Oggi, per i più, democrazia vuol dire andare ogni quattro o cinque anni a mettere una croce su un pezzo di carta ed eleggere qualcuno che, proprio perché deve piacere a tanti, ha necessariamente da essere medio, mediocre e banale come sono sempre tutte le maggioranze. Se mai ci fosse una persona eccezionale, qualcuno con le idee fuori dal comune, con un qualche progetto che non fosse quello di imbonire tutti promettendo felicità, quel qualcuno non verrebbe mai eletto. Il voto dei più non lo avrebbe mai. E l’arte, quella scorciatoia alla percezione di grandezza? Anche lei non aiuta più la gente a capire l’essenza delle cose. La musica sembra ormai fatta per arrivare alle orecchie, non all’anima; la pittura è spesso un’ offesa agli occhi, la letteratura, anche lei, è sempre più dominata dalle leggi del mercato
La televisione riduce la nostra capacità di concentrazione, ottunde le nostre passioni, ci impedisce di riflettere, imponendosi come il più importante, quasi il solo, veicolo di conoscenza. Eppure nessuna verità è più falsa di quella della televisione che, per sua necessità, trasforma ogni avvenimento, ogni emozione in uno spettacolo; con il risultato che nessuno riesce più a commuoversi o a indignarsi per qualcosa.
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La durissima dichiarazione della Marcegaglia

“Il Paese è in preda alla paralisi, l’azione del Governo non c’è, il Parlamento non legifera più, in un momento difficilissimo per l’economia.

Da 2 anni non c’è azione del Governo. Nel paese c’è un senso di smarrimento e di sfiducia molto forte. L’Italia è di fronte a una scadenza molto importante: ad aprile c’è il piano di crescita e competitività da approvare in Europa. Abbiamo bisogno di serietà e che si facciano le cose per il Paese. Bisogna ritrovare senso della dignità e del rispetto delle istituzioni. C’è un problema complessivo di smarrimento del senso delle istituzioni della politica nel suo insieme, bisogna riprendere la capacità di dare risposte e portare avanti le riforme di cui il paese ha bisogno altrimenti non ce la fa.

Una nuova ondata di fango lambisce la credibilità delle istituzioni. Dobbiamo ritrovare il senso dello Stato oppure non andremo da nessuna parte.

A Genova avevamo detto che la nostra pazienza stava per finire; a Prato avevamo visto dei passi in avanti, con la nomina del ministro per lo Sviluppo economico e il varo della legge di stabilità. Adesso però ci risiamo. Lo scontro all’interno della maggioranza si è riaperto con una violenza molto forte. Il governo non riesce nemmeno a nominare il presidente della Consob.

Serve una cabina di regia tra le imprese e i governatori delle regioni del Sud per individuare gli investimenti necessari per far ripartire l’economia,utilizzando i fondi europei. Negli ultimi due anni nelle regioni del Sud il valore aggiunto del settore industriale è sceso del 20%, generando 100mila disoccupati in più. Negli ultimi 10 anni la produttività del Sud ha mostrato un andamento ancora più negativo di quella nazionale. Tra il 1997 e il 2007 l’Italia ha perso 30 punti rispetto alla Germania ma il Sud arriva al 36%. Serve un cambio di rotta, anche perché il sud rischia di perdere 6 MLD di € se entro la fine del 2011 non avrà speso la quota di fondi europei. Il Sud ha 43 MLD di € da spendere fino al 2013 Attualmente la percentuale di utilizzo è molto bassa: 7,6%. Occorrono ricerca, innovazione, infrastrutture, energia e ambiente.

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Il fatto è che dovremmo considerare Berlusconi un’opportunità e non un problema
(Viviana Vivarelli)

I suoi vizi e le sue mancanze sono arrivati a tali eccessi che la sua vicenda dovrebbe rappresentare un’ottima occasione per emendare quegli stessi vizi e quelle stesse mancanze dentro di noi.
Nel caso specifico, ho letto con vero gelo dell’anima post di bloggher che fanno tutt’altro, che danno addosso alla ragazzina in una misoginia incontrollata, addossandole la sua mancanza di responsabilità come una colpa.
Da una parte abbiamo un ultrasettantenne ricchissimo, corrotto e vizioso, un vero mostro del male, nel cui passato e presente si legge di turpi rapporti con la P2 e con la mafia e di presunti delitti orrendi come stragi di stato, evasioni miliardarie e corruzione della morale pubblica, che è padrone di un potere gigantesco non moderato né dall’opinione pubblica, né dalla morale, né dalla legge, né dalle istituzioni, che si permette di esibire vizi da satrapo col cinismo e la ferocia di chi si crede onnipotente ed eternamente impunito.
Dall’altra una ragazzina che è scappata di casa a 12 anni, che la famiglia rinnega, che lo Stato ignora e abbandona, dopo non averla mai aiutata e che, verosimilmente, a causa della sua prorompente bellezza, si immagina succube dei vizi degli adulti fin da tenera età, una ragazzina che nessuno ha allevato, protetto, educato, amato.. e che è finita nelle mani lerce di puttanieri, adusi a adescare e prostituire ragazze e ad offrile ai vizi sempre più vergognosi di satrapi in calore.
In una simile situazione, avere anche la faccia di difendere Berlusconi, accusando la minore, è di una tale ferocia e di un tale cinismo da lasciare esterefatti.
Ha ragione chi vede nell’identificazione maligna di tanti in questo individuo la diffusione di un male sociale che ha corroso le coscienze e ha reso tanti più simili a bestie che a uomini, più simili a B che a cittadini onesti e perbene.
Di tutto questo moltissimo e con grande amarezza mi dolgo.
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CHE DESTINO (Viviana)

Che destino può attendere un popolo che ha scambiato l’onestà col potere e il diritto al bene comune con l’esibizione e l’arroganza dei vizi di uno solo?

Che futuro può attendere una Nazione che ha rinnegato i valori delle sue donne e le doti precipue dell’elemento femminile in ognuno: la cura, la protezione dei deboli, la compassione, la partecipazione alla sofferenza, il disagio per il disagio dell’altro?

Cosa ci possiamo aspettare dalla vita se abbiamo tradito la nostra responsabilità al male comune e ci siamo chiusi nell’egoismo di chi pensa solo al proprio vantaggio e piacere e abbiamo messo a capo delle nostre istituzioni un individuo perverso che pensa, appunto, solo al proprio vantaggio e piacere?

Cosa verrà a tutto questo paese delle cattive scelte di tanti? Come potremo difendercene se ci ritiriamo indietro nell’inerzia, nella vigliaccheria, nell’egoismo, nel cinismo, nell’inazione, nella rampogna fiacca e stantia?

Come potremo chiamarci civili se rinneghiamo i deboli, i poveri, i diversi, i bisognosi, i migranti, le donne?

Come potremo guardarci in faccia ogni mattina se vendiamo e compriamo con ferocia anche i bambini?
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PAGHE PRETESTUALI
Francois Marie Arouet

Porta a Porta costa il doppio di Annozero ma Bruno Vespa guadagna cinque volte più di Santoro.
Il conduttore di Rai Uno nega cifre e compensi del Fatto e ci scrive. Ma i documenti lo smentiscono (fonte Il Fatto quotidiano del 30.10.2010).
La battaglia in tv si gioca a colpi di share e ricavi pubblicitari ma a viale Mazzini i compensi non rispondono ad alcun criterio concreto. Mentre la “terza Camera”, dati alla mano, perde ascolti (-4,71%) e Annozero invece li incrementa (+10,58%), Vespa percepisce 2,1 milioni di euro contro i 662mila euro di Santoro. E le trasmissioni costano l’una il doppio dell’altra. Il conduttore della rete ammiraglia smentisce i dati pubblicati dal nostro giornale. E fornisce altre cifre. “Dal mese scorso il mio lordo annuo è salito a 1,5 milioni per 116 trasmissioni (non per 100) dopo che per dieci anni ero rimasto bloccato a 1.187.000”. Ribatte anche sui costi: “I 70mila euro per puntata sono una inedita invenzione del Fatto, nel 2010 è di 47.700 euro, in linea con gli ultimi anni”. Ricevuta la lettera siamo andati a controllare meglio e in effetti abbiamo sbagliato: gli abbiamo applicato uno sconto. Il costo a puntata è di 77mila euro, 84mila per uno speciale. Il contratto? Anche qui l’errore è per difetto. Tra bonus e gettoni di presenza spunta un vero e proprio tesoretto.
Dopo Sant’Oro ecco Vesp’Oro ^_^
Au revoir.
..
Il famoso tetto che poi non ci fu (Viviana Vivarelli)

Ci dovrebbe essere un tetto ai superstipendi di qualunque soggetto privato e, a maggior ragione, di soggetti che riscuotono soldi pubblici, e un criterio di proporzionalità che tenga conto di quanto una persona produce in quantità o qualità, e della sua effettiva produttività.
La produttività di mercato di un Masi e di un Minzolini, che con le loro scelte fanno perdere soldi alla Rai, aumentando a dismisura il suo già cospicuo deficit, è in negativo: caduta di audience e di comunicati commerciali. Ergo: essi dovrebbero essere licenziati perché di danno all’azienda. Questo se si prende come parametro la resa su mercato. Se invece una tv pubblica deve avere altri scopi di qualità che non quelli commerciali, come per esempio il pluralismo, la verità dell’informazione, la cultura, lo spirito critico, il confronto e simili, a maggior ragione dovrebbero essere licenziati perché non conseguono nemmeno questi risultati di merito nell’offerta pubblica. Comunque li si guardi sono di danno sia all’azienda che al paese. E a maggior ragione dovrebbe essere licenziato quell’inutile catafalco di Galimberti come quel garante di stampo berlusconiano, Martusciello, scelto imposto a Berlusconi, per fare solo gli interessi di Mediaset contro quelli della RAI.
Nel marzo dell’anno scorso, in vista delle regalie pubbliche alle banche, ci fu un pallido tentativo di porre un tetto ai superstipendi e la Lega propose, con scarsa convinzione, del resto, di mettere un tetto almeno a 350.000 euro annui per quei dirigenti di banche o istituti di credito che beneficiavano di aiuti anti-crisi, sembrando paradossale, qui come in USA, che i dirigenti delle banche aiutate dallo Stato continuassero a gratificarsi a dismisura con stipendi principeschi. La proposta della Lega non venne nemmeno presentata. Tremonti la rifiutò all’istante, gli altri partiti non aprirono bocca sul tema e la cosa morì lì. Sembra oggi abbastanza strumentale che gli stipendi di Saviano o Santoro servano per una propaganda di bassissimo profilo e a senso unico.
Oggi che il Parlamento accetta di stare chiuso per 20 giorni, non avendo da discutere alcuna legge che comporti spese, perché per le spese non c’è un euro, perché non si discutono, invece, di tutti quei provvedimenti, come questo, che non costerebbero un euro allo Stato ma comporterebbero risparmi, abolizione di sprechi, semplificazioni legislative, più agili iter burocratici, economie sulla Casta, e ripartizioni più eque dei soldi correnti?
..
Basta la parola (Rosario Amico Roxas )

Basta poco per sovvertire il senso di una frase, in apparenza molto simili; una piccola differenza stravolge il senso stesso di una storia e di una cultura.
Nei tempi andati era la Sibilla cumana che rispondeva alle ansie dei soldati che partivano in guerra con un vaticinio destinato ad avverarsi in ogni caso: bis redibis non morieris (o peribis) in bello; bastava intuire una virgola dopo il non per stravolgere, a proprio tornaconto il vaticinio, che poteva così essere letto:
Andrai e tornerai, non morirai in guerra
Andrai e non ritornerai, morirai in guerra
Anche oggi accade qualcosa di simile e sovrapponibile, quando vengono utilizzate le medesime parole, ma disposte in maniera non conveniente:
Voltaire: Non condivido le tue idee, ma combatterò fino alla morte perché tu possa manifestarle.
Berlusconi: Non condivido le tue idee e ti combatterò fino alla morte perché tu non possa manifestarle.
Dentro questo stravolgimento c’è tutta la considerazione che viene chiarita sul concetto stesso di democrazia, di autoritarismo e di accentramento del potere; è stata la medesima considerazione che ispirò il fascismo prima e il nazismo dopo e continua ad ispirare tutte le dittature che ancora angustiano il pianeta.
..
“IO AMO LE DONNE” (VV)

Abbiamo uno spregevole premier che dichiara di amare le donne quando ogni suo comportamento, ogni sua parola, è un insulto all’onore e al rispetto che si deve alle donne, in quanto persone, quando costui non ha saputo amare la prima moglie né la seconda né ha saputo essere attaccato o fedele a una qualsiasi amante, e non riesce nemmeno a presentarsi come un padre rispettabile di cui le proprie figlie possa essere fiere.
Ma in coda a questo orrendo personaggio, abbiamo innumeri italiani che parimenti odiano le donne, che non perdono occasione per insultarle e denigrarle, che, se le donne sono giovani e belle, le trattano tutte come troie, e, se non sono più giovani, le esecrano e le combattono come anticaglie da buttare o esseri inutili.
Abbiamo innumeri italiani che alle donne sanno dire solo : Vai a scopare!” o “Vai a rigovernare!”
Non so che madri, figlie o sorelle abbiano costoro. Mi auguro solo che non abbiano moglie, compagne o amanti, perché le donne, tutte, dovrebbero ripudiare simili individui marci dentro.

Anche a me piacciono la vita e le donne (Bruno Pirozzi)

Mi piace la vita perché è varia come la varietà delle specie sul nostro pianeta.
Sapevate che il numero di specie sottostimate sulla terra è di circa 10 miliardi?
Mi piace la vita perché è semplice e ti dovresti accontentare di quello che hai senza strafare e fottere il prossimo.
Mi piace la vita perché è un miracolo comunque vadano le cose.
Le donne mi piacciono per la stessa ragione perché appartengono alla vita e ragionano in modo diverso dall’uomo,in alcuni casi è un bene in altri è un male, ma entrambi si completano.
Questa è la vita e queste sono le donne.
Cosa ben diversa è dire: mi piace la vita perché sono straricco, posso permettermi quel che voglio e posso fottermi tutte le donne del mondo.
Questa non è vita è solo egoismo e solitudine.
..
Sulle critiche a Grillo (Viviana Vivarelli)

Mi pare che le critiche che insistentemente vengono fatte a Grillo appartengano a vecchie linee di pensiero coatte e ripetitive.
Gli chiedono perché non si presenti come capopartito e non istituzionalizzi l’M5S come un partito gerarchico ecc-
Ciò manifesta una forte inerzia da dipendenza, una rigidità mentale unita all’impossibilità di capire il nuovo, e uno spirito di succubanza gregaria obsoleto difficile da estirpare, spirito passivo ben radicate anche in coloro che si presentano come ‘stellatì ma si lamentano poi del fatto che l’M5S ha rifiutato i contributi statali o non fa alleanze con partiti o non manda Grillo in Parlamento.
Ma perché uno che parla di democrazia dal basso dovrebbe essere per forza un piccolo duce che fonda una nuova dittatura?
E perché uno che promuove un movimento nuovo di democrazia dal basso, in cui a contare sono i cittadini, e non i capipartito, dovrebbe per forza omologarsi alle forme gerarchiche e piramidali dei partiti già esistenti, ripetendo il loro vecchiume?
Perché tanta difficoltà a capire chi prova a restituire all’uomo la responsabilità del suo futuro? E tanto astio verso questo rinnovamento incentrato in ognuno di noi? Un astio che comprende anche chi a sx ha bisogno di appoggiarsi a regole, slogan, forme, stilizzazioni.. fissi, come se senza non vivesse, e accusa Grillo di avere proprio di questi difetti!
Anche a Noam Chomsky si chiede perché non fondi un partito. Mi pare che di partiti ce ne siano anche troppi, e proprio grazie a tutto questi partiti vediamo una crisi progressiva di democrazia, la caduta della sovranità popolare, il regresso della civiltà sociale.
Quel che manca invece è proprio la responsabilità e l’innovazione del singolo, la sua partecipazione al bene comune, il mettere insieme le idee migliori, in una nuova alba della democrazia, nell’assunzione di un compito che può e deve coinvolgere tutte le persone di buone volontà che mirino non al proprio egoistico vantaggio ma a un bene comune.
..
Premio Borsellino a Saviano

Antonio Ingroia ha consegnato a Saviano il premio nazionale Paolo Borsellino per la legalità. «Ho imparato da Borsellino la resistenza: andare avanti nonostante gli attacchi e le diffamazioni».
Antonio Ingroia è procuratore distrettuale antimafia a Palermo e in passato è stato nel pool guidato da Falcone e Borsellino.
..
Furio Colombo

L’Italia sta peggio degli altri paesi europei, perché viene dal peggio (il non governo privo di idee e pieno di ego di Berlusconi e cloni della sua stessa immagine) e corre nel vuoto. Tutti i non Berlusconi si cercano e sbattono contro ciò che li separa: le cose non dette, le decisioni non prese, gli impegni non mantenuti o clamorosamente abbandonati come quelli a garanzia della legalità o del lavoro (vogliamo metterci anche i tanti richiami al merito?) .
Per difendermi da chi direbbe che qui c’è troppo pessimismo dirò questo:
L’uscita dal peggio avviene spesso all’improvviso, inaspettata, senza previsioni sociologiche e senza annunci. Altrimenti quel poco di civiltà che abbiamo non sarebbe giunta fin a noi.
..
L’AVVENIRE

Duro richiamo del quotidiano dei vescovi Avvenire nei confronti del Presidente del Consiglio, sul caso di Ruby, la minorenne marocchina che ha parlato di incontri avuti nella villa del Premier ad Arcore. “Noi siamo convinti – si legge in un editoriale siglato dal direttore Mario Tarquinio – che l’Italia e gli italiani si aspettino da chi siede al vertice delle Istituzioni dello Stato la dimostrazione di sentirsi gravato oltre che di un indubbio e legittimo potere, di doveri stringenti. Sobrietà personale e decoroso rispetto di ciò che si rappresenta sono quelli minimi. E riguardano tanto il linguaggio quanto lo stile di vita”.
..
El Pais: “Il decennio perso dell’Italia”
Dal 2000 al 2010 è crescita zero, peggio di noi solo Haiti.
Il dato che viene fuori dal dossier di El Pais è chiaro: l’Italia è il fanalino di coda delle economie mondiali negli ultimi dieci anni. Su 180 paesi siamo al 179 posto, prima di Haiti, l’unica nazione in classifica ad essere “decresciuta” nel XXI° secolo.
Un decennio difficile per tutti le economie già sviluppate, ma il titolo dell’analisi del quotidiano spagnolo è eloquente: “Il decennio perso di Italia e Portogallo”. Da notare che proprio il Portogallo fa comunque molto meglio dell’Italia, con un dato di crescita decennale di 6,47% contro il nostro 2,43%.
Quella italiana è ancora la settima economia mondiale in termini di PIL, ma per quanto tempo ancora se non cresce? “Crescita zero, disoccupazione, conti pubblici in pessimo stato, e conseguente perdita di competitività”, questo il ciclo descritto dal quotidiano, che fotografa la nostra situazione. “Gli economisti – prosegue El Pais – avvertono: se non si adotteranno le giuste misure per uscire dalla crisi, questo quadro economico bloccato potrebbe diventare la norma”…
..
RIDIAMARO : – )

UN UOMO MALATO E SENZA CONTROLLO
IL SAMARITANO DELLA GNOCCA A TUTTE L’ORE

Lucio Galluzzi

Poveretto, ha le malattie.
Non riesce proprio a contenerselo, è talmente compulso che lo deve dire in ogni luogo frequenti.
Di certo, e aspettiamocelo!, riuscirà a fare un intervento sul suo pezzo di pipindrano anche all’ONU.
Perché tutto il globo terrestre deve saperlo. Non è più questione di Stato italiano: ormai il pisello Berlussoniniano ha sconfinato oltre pure Francia, Russia e Bielorussia, Libia e Brasile.
E’ un’uccellata mondiale.
Il corpo cavernoso premierale travalica le Ande corre sulla Transiberiana, lo si può vedere in cielo più esteso di uno Zeppelin, un ultra Boeing, un Apollo oltre il 13 che si staglia pronto pure a penetrare astri, cosmi ed infiniti sconosciuti
Un pene Universale, insomma.
Un obelisco sempre ritto che gli fa un baffo e anche due a Priapo.
Ormai il Presidente del Consiglio è un perseguitatello totale, fa pena. Anzi fa pene.
Lo vedi e ti viene subito in mente l’immagine di una minchia devastata, presa a sberle da una vita infernale. Perché il Berly vive male. Peggio.
Dorme 2 o 3 ore per notte, pensa sempre al pene del Paese, il suo. Tra una troia e l’altra manca a riunioni ed impegni.
Mentre stava a soffrire i dolori della dura politica nazionale con la D’Addario, non si è presentato a due incontri istituzionali, uno riguardava l’elezione di Obama. E come poteva?
Caspita, la giornata lavorativa sua è fatta di oltre le 36 ore, deve fare tutto lui, moltiplicare peni e pesce, controllare che in casa sua entrino solo “persone per bene” come Mangano, Dell’Utri, Lele Mora, Tarantini… difendersi dai giudici comunisti che non gli permettono si sconfiggere il cancro e curare Mediaset al meglio.
Ora poi ci si è messo pure il Napisan, che perché avrà un eccezionale periodo d’insonnia senile, gli rifiuta lo scudo impunitivo retroattivo.
E il Berly va in panico.
Non sa neppure lui quello che deve dire: un giorno vuole fa ritirare il lodo Alfano costituzionale, due ore dopo pensa sia indispensabile contro la Magistratura rossa, non perché lui lo desideri: è solo volontà dei collaboratori fidati che lo proteggono, lui non lo vuole. Fosse per lui medesimo anche adesso andrebbe ad affrontare i processi che lo riguardano insieme al figlio, al fratello e a dieci altri che, guarda caso, l’altro giorno all’udienza per le irregolarità fiscali Mediaset non sono andati. Manco uno.
Che pretendiamo di più un vecchietto 74enne, che sta in piedi con l’Attak Flex e si occupa di miracoli?
E dai suoi beati?
Di certo è vero che alla sua età dorma le ore che dice, praticamente nulla, si produca in tutto il lavoro che racconta, conduca “una vita terribile” con sforzi “sovrumani che nessun altro oltre lui può”… È talmente vero che ci crediamo tutti, così come siamo certi che i fratelli Grimm e la Fata Turchina si siano sposati e vivano ancora adesso felici e contenti.
Sì, E’ proprio così.
Questo nonno che si illude di essere un premier insostituibile è talmente inossidabile che sparisce dalla circolazione pubblica istituzionale all’improvviso per quattro/cinque giorni consecutivi. E’ una sua caratteristica.
Un’abitudine.
All’improvviso lo colgono malesseri speciali: un torcicollo, una slogatura alla caviglia, la gamba fessa, un improvviso calo pressorio, lombalgia acuta… perché quando gli fa comodo, cioè sempre, è un povero malato con i malanni della sua età che deve starsene nascosto per giorni nel lettone di Putin, o da Putin stesso, quando non da Lukashenko o Lula da Silva.
Invece non è vero, chi l’ha detto? Lui c’è sempre, lo ha detto anche ieri, e lo ripete da tempo, siamo cretini e malpensanti noi, e pure in mala fede. Esso da Bruxelles ci ha tenuto a dire che è attivissimo, presentissimo, immortale e soprattutto gaudente.
E’ davvero malato, non sa gestirsi neppure la personalità multipla. Devono poi intervenire le Badesse Bondi, i Ciqui Cappuccetti Azzurri Cicchitti, i Capezzoloni… a smentire la smentita dello smentitore che si era smentito a sua volta.
Sia chiaro che la vita privata personale è assolutamente inviolabile, si tratti di un normale cittadino, del premier o di chiunque altro.
E’ altrettanto intoccabile la vita sessuale della persona, le sue scelte, gli usi, i modi, le inclinazioni
Noi la Costituzione la conosciamo e la rispettiamo, sempre.
Noi sì.
La corrispondenza e le comunicazioni telefoniche individuali sono garantite dalla nostra Carta
Ma noi non possiamo farci nulla se il premier telefona a cani e porci che sono loro gli intercettati e non lui.
Non è colpa dei giornalisti del Fatto Quotidiano, come dicono i “Direttori” d’Arcore, se Be si espone o viene esposto a situazioni “scabrose” che lo possono rendere ricattabile.
Il giornalismo non si chiama Alfonso Signorini o Claudio Brachino
Il vero giornalismo è altro. Non è gossip.
Non è diffamazione per il calzino azzurro.
Il problema serio di questo Capo del Governo che riguarda noi tutti è l’irruzione della sua privatezza nel pubblico
Già era successo con Veronica Lario. E’ stata lei che stufa del “ciarpame senza pudore” portatole in casa e nella sua vita di moglie dal legittimo marito, ha dovuto prendere atto, con dolore di donna cosciente, del bisogno di separarsi da quell’uomo, e così ha fatto.
Per sessuomania, libertinaggio e gusto per le ragazzine e le escort il premier si è giocato la famiglia e tutto lo ha esibito dall’insetto Vespa.
Lui lo ha fatto. Non la “stampa bolscevica”.
Ora si è scesi ancora più in basso, si pensava non fosse possibile, e invece..
Dobbiamo venire a sapere da Umilio Fede Retriever [indagato per favoreggiamento della prostituzione insieme alla ex igienista dentale di Berlussonini, poi politica eletta alla Regione Lombardia per il PDL] che il “bunga bunga” è una pratica sodomita della quale si parla in una barzelletta vecchia come Ramsete usata cambiando i personaggi secondo le epoche.
Nel caso Rudy/Lele Mora i personaggi sono Ciqui Cappuccetto Azzurro Cicchitto e Badessa Bondi che rapiti da una tribù vengono sodomizzati prima uno poi l’altro in cambio della improbabile salvezza della vita… che gran ridere vero?
“Bunga Bunga” non è poi un mistero nel suo significato. Sia il Cambridge Daily che L’Urban Oxford lo scrivono chiaramente: “[anale] Orgia, bareback, gang bang”.
Per questo squallore di gente altrettanto miserabile eticamente hanno scomodato pure i Vangeli, “Berlussonini è un Samaritano”, lui voleva solo aiutare questa ragazza marocchina, sparando la palla che è parente di Mubarak, salvandola dalla galera, telefonando da Palazzo Chigi, che forse non è vero che ha telefonato, forse è vero, sono stati i suoi collaboratori, non lo hanno fatto, la Questura però: “dopo la telefonata dall’Ufficio di Presidenza, non è stato adottato alcun trattamento di favore nei confronti della ragazza, ma il caso è stato, come da prassi, affidato al Tribunale per i minori”; si mettessero d’accordo sull’uso del telefono di Stato però!
Se il premier è così buono, cosa che non si mette in dubbio, figuriamoci!, farebbe meglio però a frequentare di più le Caritas e intervenire pubblicamente, alla luce del sole, senza chiudersi in torri d’avorio irraggiungibili
Non dovrebbe farsi portare i “casi umani” a domicilio da Lele Mora e neppure permettere che “minori in difficoltà” possano “essere adottati dall’entourage” dell’innamorato di Fabrizio Corona… strana questa Samaria che abbisogna di Umilio Fede Retriever e Lady Bonazza Minetti…
Il premier faccia quello che vuole, viva la vita che crede, con le persone che ritiene più opportune, ma lo faccia a porte chiuse, perché per le sue schifezze, e non solo sue, tutti noi italiani stiamo continuando a fare figure a dir poco penose a livello internazionale
Il Capo del Governo non rappresenta solo chi lo ha votato. E’ il premier di tutti gli italiani, nessuno escluso
Non ho alcuna voglia di essere etichettato come puttaniere, bugiardo, corruttore, ricattabile, vecchio porco… e quant’altro di sente in giro per il mondo civile, per colpa di un malato “senza controllo”.
E visto che a grandi lettere coraggiose, Berlussonini, informa, da una platea internazionale, che non intende cambiare stile di vita e promiscuità scopereccia e manco ha intrapreso nel tempo un percorso terapeutico psicanalitico serio che lo aiuti, rimane solo che sia altrettanto coraggioso e “virile sempre teso” rassegnando le dimissioni
Senza aspettare che gliele chiedano.
Un 74enne che ama le ragazzine deve fare altro
La figa non è la Nazione.
L’Etica e la Moralità politica non sposano Lele Mora, soprattutto non giocano a carte con Fede
..
JENA
A questo punto
A questo punto l’unica via d’uscita per Berlusconi è quella tracciata tempo fa da Alberto Sordi: «A me m’ha rovinato la malattia…»
..
MrB
L’Italia è una monarchia prostituzionale”
..
Cettina segnala:

Il 28 ottobre l’Agi ci informa in una nota che dall’8 al 10 novembre si terrà a Milano la Conferenza nazionale della famiglia e che i lavori verranno aperti dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Ci auguriamo che il premier confermi la sua presenza a questo appuntamento importante e che, da buon Papi di famiglia porti con se figli e nipoti.
Quelli di primo e di secondo letto.
Quelli eventuali di “lettone”.
Quelli naturali e quelli “in affidamento”.

corradino@articolo21.infò
..
Vignetta
Mò sappiamo di che minchia parlava con Gheddafi
..
http://masadaweb.org

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One Comment for “IL BUCO NERO”

  • gianni tirelli says:

    IL MANICOMIO DELLA POLITICA ITALIANA
    E’ facile accusare qualcuno di giustizialismo ma, molto più complesso e, in alcuni casi, impossibile, dedurne poi le motivazioni ed esplicitarne pubblicamente i perché. Se nel panorama politico italiano, esiste una persona coerente, pragmatica, coraggiosa e profetica, questa, è Antonio Di Pietro. Non esiste una sola sua dichiarazione e affermazione su Silvio Berlusconi che, nel tempo, si sia dovuto rimangiare o smentire. Dirò di più. Oggi, alla luce dei fatti e, da ciò che si può ricavare dalle chiare intenzioni e dalle nuove, prese di posizione dei suoi detrattori, gli stessi si sono allineati alla sua tesi “giustizialista”, ma sottacendo, spudoratamente e in modo infantile, il nuovo e inedito cambio di registro. Chi sbaglia in buona fede è portato a chiedere scusa, ma chi esercita pregiudizialmente la tecnica della delegittimazione, è una persona inaffidabile.
    Fra questi, spicca (per meriti di ipocrisia e ignavia) la figura di Pierferdinando Casini, che ha sempre negato il suo appoggio al centro sinistra adducendone a giustificazione e come principale motivazione, la presenza, al suo interno, di Di Pierto, il giustizialista. L’irresponsabile neutralità di Casini, poi, contribuisce a condizionare, irrimediabilmente, la formazione di nuove, possibili e auspicabili coalizioni, necessarie per liberare dall’immobilismo e dagli egoismi del potere, un bipolarismo prigioniero delle volontà, dei capricci e degli interessi particolari di un piccolo despota.
    Come ha sempre sostenuto Antonio Di Pietro e palesemente, evidente a tutte le persone disincantate e in buona fede, il Premier Berlusconi, non rassegnerà mai le sue dimissioni. E questo, non per una sorta (come dice) di responsabilità e di dovere istituzionale, ma per il terrore di farsi giudicare come un normale cittadino e assumersene le logiche conseguenze. Gli atteggiamenti di un uomo che, per fatti personali, codardia e irresponsabilità, trascina nel baratro il proprio paese, non è degno di rivestire alcuna carica politica ne, tantomeno, di essere cittadino italiano. I suoi cortigiani che, fuori da ogni logica e buon senso, persistono diabolicamente, a sostenerlo, si sono resi complici, a tutti gli effetti (sia sul piano etico, morale e giuridico), della deriva economica, sociale e di valori della società italiana.
    Tutto questo, conferma la tesi di Veronica Lario, quando, senza mezzi termini, lo definiva un malato psichico e, inascoltata, allertava i suoi “fedeli amici” dal pericolo di un tale potere nelle mani di un pazzo e da i suoi effetti collaterali, indesiderati e gravi.
    Un antico ed eloquente detto recita: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. La signora Lario avrebbe dovuto ricordarsene!

    Gianni Tirelli


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