WarDrome Sci-fi MMORPG
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Friday November 17th 2017

E il delirio continua

Attaccato con i denti – Sugli attacchi di Maroni a Saviano che ha denunciato la ‘ndragheta in Lombardia – Bossi e la mafia – Italia super pig – Il micidiale Max – Perché il candidato del Pd perde sempre – Il direttore Masi sabota la RAI – La Tv serva e la sx complice – Dieci religioni e 70 partiti – La vergognosa sentenza di Brescia assolve tutti dopo 36 anni – Un premier in ostaggio – Evasione fiscale: Italia al top in Europa:156 MLD di evasione – Votato un riarmo da 1 MLD

“C’est la nuit qu’il est beau d’attendre la lumière; il faut forcer l’aurore à naìtre en y croyant”
E’ la notte in cui è bello aspettare l’alba; occorre forzare l’aurora a nascere credendo in essa.
Rostand
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Aldo Antonelli manda:
“La speranza è l’ultima a darsi per vinta, dato il tenace spirito di sopravvivenza dell’ uomo. Ma non vi può essere speranza in cielo se c’è l’inferno in terra; e sembra che oggi siamo capaci di trasformare il cielo stesso in inferno” (Carlos Fuentes)

La verità è che se B non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel lodo Mondadori. Ma questo non lo scriva”.
Fedele Confalonieri, Presidente di Mediaset, 2000.
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«Non mi dimetterò mai», quasi grida al telefono B dal ventunesimo piano dell’Hotel Hyatt, e dall’altro capo del filo lo ascoltano tramite interfono tutti i gerarchi del suo partito, riuniti a 8962 chilometri di distanza. Il tono di voce è concitato, «Fini vuole eliminarmi, mi vuole morto fisicamente per la storia di Montecarlo, è convinto che gliel’abbia montata io. Ma se questi faranno il governo tecnico noi gli scateneremo contro la guerra civile, avranno una reazione come nemmeno s’immaginano…».
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E’ tutto qui il “dovere” di governare per il bene del paese e per onorare la fiducia degli italiani che lo hanno eletto.
Risulta difficile avanzare un qualsiasi commento, le parole di “pura follia” del cavaliere disarcionato si commentano da sole.
La strada maestra la sta segnando la Lega, che si sta improvvisando come una nuova Repubblica di Salò, dove dovrebbero approdare gli sconfitti che non hanno capito l’evoluzione della storia.
Ci ritroviamo così, dopo oltre 60 anni, con un presidente del consiglio che minaccia una guerra civile pur di mantenere quel posto che gli garantisce l’immunità dai suoi numerosissimi e documentati reati penali.
Mi duole dirlo ma questa svolta l’avevo prevista, trattandosi dell’ultima carta che il cavaliere può giocare, nel nome di “… muore Sansone..
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Attaccato con i denti
Viviana Vivarelli

Il caimano sta aggrappato al potere coi denti e con gli artigli, con la lingua e con la bava, con le palle e con il viagra, come certi demoni che non riusciamo a schiodare dai nostri incubi, risvegliandoci a nuova luce. La sua sconfitta è miserevole e senza un filo di dignità e di rispetto democratico. Gli espedienti per non mollare quello che ritiene suo e senza cui perirebbe miseramente raggiungono estremi da delirio.
Dopo aver negato in modo aberrante la sua fine, negando tuttora la perdita di consenso, incapace di constatare che sta solo pagando il fio di errori che ha perseguito lui stesso per malvagità e delirio di onnipotenza (buon ultima quella campagna denigratoria dei suoi media contro il suo maggiore alleato, da cui poteva sortire solo la sua fine), incapace ormai di qualsiasi piano di governo (il crollo di Pompei o l’immondizia a Napoli restano l’epitome del suo potere), rantola nefandezze e sbraita oscenità, rovesciano il parlamento in un suk, mentre istituzioni troppo deboli gli concedono assurde licenze finali.
Ma perché la Finanziaria dovrebbe essere votata in fretta, quando si è preso altri 15 giorni per presentare fiducia e sfiducia ai due rami del Parlamento? Perché per questi 15 giorni la Finanziaria non dovrebbe essere discussa e migliorata, visto che B, oggi, non può certo permettersi di farsela votare alla fiducia? E perché, se andiamo alle elezioni il 28 febbraio, B dovrebbe trattenere nelle sue mani il potere fino al 27 marzo? Non è bastato che già un’altra volta sforasse per più di un mese oltre l’esito elettorale, totalmente restio a lasciare il potere e aggrappato ad esso come una mignatta?
Il 14 dicembre B aspetterà 3 esiti per lui vitali: sfiducia della Camera, fiducia del Senato (altra anomalia), sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento.
Che il 14 gli sia fatale!
Nella simbologia esoterica, il 14 è il numero dei santi ausiliatori, vendetta dei martiri innocenti, numero connesso e mezzo ciclo della Luna.
I santi ausiliatori (presenti nel mondo cristiano come in quello islamico) ,rappresentano la bontà legata alla ragione e all’aiuto per necessità, come le 14 parti in cui fu smembrato il santo corpo di Osiride. I santi ausiliatori sono invocati dal popolo cristiano come aiuto straordinario nei casi di grande necessità. Li invocheremo!
Possano tra loro esserci le anime di quei giudici che furono assassinati per volere della mafia e possa il loro sangue rendere il senso di giustizia a questo sciagurato popolo, affinché i sostenitori e i sostenuti dalla mafia non dominino più questo paese!
14 è un numero di grande completezza, attraverso cui si dispiega la verità totale. Nell’alfabeto arabo 14 sono le lettere lunari e 14 quelle solari. 14 infine sono le vertebre del corpo umano, sperando che questo disgraziato paese riacquisti una spina dorsale e possa rialzarsi dalla prostrazione morale e materiale in cui è caduto..Il capitolo 14 del Levitico parla della purificazione del lebbroso. Possa in questo giorni iniziare la purificazione dell’Italia dalla lebbra berlusconiana!

Una parola di pietas
Rosario Amico Roxas

Il Cavaliere non è un uomo libero, a dispetto della Casa delle Libertà.
Come tutti gli uomini avvolti e avvinghiati nella spirale del potere, non è libero, ma è un ostaggio di quanti lo circondano, è ostaggio del ruolo che ricopre, senza riconoscerne i doveri e i limiti, è ostaggio delle sue pulsioni libidinose che il delirio di onnipotenza derivante dal suo immenso potere ha aggravato rispetto al ruspante gallismo naif con il quale conquistò la seconda moglie (e poi tutte le altre)..
Sex addiction? May be.
Lo sostiene non troppo velatamente Veronica, invitandolo a curarsi,
Ma l’aspetto più grave è il suo essere ostaggio della cricca che lo circonda, che gli filtra la realtà (“Fini avrà un seguito di 3 o 4 persone… insignificante” così affermarono La Russa e Gasparri, rivendicando per se stessi la leadership dell’ex An), gli dice cosa fare, cosa dire e dove si trova, lo tiene letteralmente in piedi adulandolo, assecondandolo, plaudendo e ridendo alle melense barzellette , organizzando la claque che si presenta ad ogni uscita pubblica, sventolando sempre le medesime bandiere e recitando i medesimi slogan….
Le foto di tale folla plaudente, nelle varie città d’Italia ci mostrano sempre le medesime persone, con le fanciulle iscritte nella lista delle aspiranti comparse di Cinecittà, sempre in prima fila, per distrarre l’occhio consumato alle analisi.
Per costoro B non è più il leader; è diventato ed esibito come il “corpus domini” che viene dato in pasto alle folle affinché faccia girare la macchina del potere, affinché porti consenso, tenga in piedi l’intera baracca in cui inzuppa il pane l’immenso stuolo dei clientes e la plebe dei servi.
E chi non si adegua più…. quella è la porta, come Mentana, Fini e i finiani e poi ancora….
Chi vivrà vedrà.!!!!
La moglie fece l’errore di pregare coloro che gli sono vicini di invitarlo a curarsi.
Non lo hanno fatto e non lo faranno.
Hanno bisogno di lui così com’è. Hanno bisogno del simulacro liftato per l’adorazione degli adepti, reso immortale, da tenere in cima alla piramide del loro potere: non molleranno l’osso; lo spolperanno fino in fondo.
Chi lo ama davvero (se ce n’é qualcuno), ormai può solo abbandonarlo.
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Travolto dalla lussuria
Rosario Amico Roxas

E’ la più penosa fine che poteva investire il cavaliere… il popolo gli ha perdonato tutto, o quasi; si è lasciato impoverire, defraudare, turlupinare; ha creduto alle promesse malgrado mai realizzate; ha chiuso entrambi gli occhi ai conflitti che hanno caratterizzato il berlusconismo; gli hanno fatto credere di essere onnipotente, invincibile, al di sopra delle leggi naturali, al di sopra delle leggi degli uomini.
Così ha ritenuto di poter esagerare, di fare innanzitutto i suoi comodi e attendere il tempo perso per dedicare attenzione al Paese.
E’ da due anni che sostengo che solo il cavaliere avrebbe disarcionato se stesso; che la realtà italiana doveva toccare il fondo per svegliare le coscienze, anche a costo di dover prendere atto del “tanto peggio…tanto meglio…!”
Non è stata l’economia a stendere KO il cavaliere, né la programmazione economica, né la malasanità, né i problemi della scuola, né la disoccupazione o la precarietà…. Paradossalmente è stato il materialismo edonistico che ha dimostrato tutto il suo egoismo, l’interesse privato, il suo piacere prima dei suoi doveri, perfettamente in linea con l’affermato liberismo che ha preteso imporre al paese.
E’ un caso più unico che raro quello di un premier travolto dalla sua lussuria, per la quale ha mortificato la sua stessa natura, innanzitutto, di uomo, quindi di statista, di imprenditore, e di padre di famiglia.
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Il Mandi
Ho notato una cosa:: Berlusconi si gioca tutto il 14 dicembre.
Entro il 10 l’ok al ddl Stabilità. Il 14 il premier a Montecitorio e a Palazzo Madama. Atteso per lo stesso giorno il pronunciamento della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento. 14 dicembre? mah!
-Nel 2003 viene catturato il “dittatore” Saddam Hussein
-nel 1989 vengono effettuate in Cile le prime elezioni democratiche dopo “16” anni
-nel 1955 l’Italia entra a far parte nelle nazioni unite
Chissà che non porti bene!
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Civiltà dell’immagine
Viviana

Il plagio prodotto dalla suggestione dell’immagine è innegabile e ha un effetto devastante sulla mente umana.
Siamo costretti ad essere una civiltà iconica dove la televisione si confonde col marketing, con l’imprinting culturale e il credo fideistico, e i concetti si fissano attraverso la visione, per cui, paradossalmente, non godiamo di più libertà di autoformazione di quanto potevano godere popoli primitivi modellati sul culto dell’imperatore o del sommo sacerdote e improntati al più trito fanatismo.
Siamo dominati e dominabili.
E quanto l’animale televisivo sia lontano anche dall’animale politico lo ha mostrato, senza deferenza alcuna, la presentazione di Bersani e Fini da Saviano.
Distratti dai luoghi deputati del potere e ridotti al rango di testimonial commerciali, sono ambedue scaduti ad una presenza di basso appeal commerciale, come quelle attrici dilettanti che vengono impiegate, perché di poco costo, nelle pubblicità secondarie, e che ‘non sanno recitare’ e quindi ‘non fanno vendere’. Giustamente un bloggher ha detto: “Se fossero stati testimonial di aziende, avrebbero dovuto essere licenziati entrambi”.
Confesso che li ho trovati tutti e due scadenti, banali, triti, come quei vecchi che parlano per proverbi, obsoleti, poco credibili.
Insomma se ci dobbiamo basare sulla civiltà del mercato saremo sempre governati da venditori, i quali sempre, faranno i loro interessi.
I valori sono un’altra cosa.
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“Ma anche con la televisione in 3D, Bersani sarà sempre un leader senza spessore?
(Dario Vergassola).
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httpv://www.youtube.com/watch?v=4aCTqEg5Ygc

Sugli attacchi di Maroni a Saviano che ha denunciato la ‘ndragheta in Lombardia
Viviana Vivarelli

Nando Dalla Chiesa domanda: davvero i politici pensavano che nessuno gli avrebbe chiesto il conto? Che avrebbero governato 20 anni la Lombardia senza spiegare l’ingresso dei clan calabresi? Se il csx ha dovuto rispondere della munnezza di Napoli, perché i padani non dovrebbero rispondere dell’avanzata della ‘ndrangheta a Nord? Ridicolo giustificarsi parlando del soggiorno obbligato! Tanto più che è stato tolto da 20 anni! Mentre negli ultimi 17 (età del loro regno) la Padania non si è difesa dai gruppi mafiosi e la Lega ha parlato di tutto alle piazze, meno che di questo, creando la stolida illusione che la mafia fosse rimasta tutta a Sud
Intanto che faceva del razzismo, come mai non impediva che la mafia occupasse tutto il Nord? Era ovvio che essa va dove può investire fondi neri. Dare una visione distorta della realtà significa non combatterne i pericoli
In 17 anni la Lega ha spacciato slogan e ora si scontra con una cruda realtà molto diversa dalla sua propaganda. Oggi ci sono migliaia (!) di processi a lumbard che hanno favorito gruppi criminali. E’ vero che i rei sono soprattutto del Pdl. Dunque la Lega dice: Noi siamo la Lega, non siamo il Pdl! Sì, ma il Pdl è il vostro maggiore alleato. E voi cosa avete fatto? Avete chiuso occhi e orecchie per non sentire e non vedere, e, peggio, avete favorito B per ogni legge illegittima che aiutava quei gruppi criminali! E lo avete fatto, svendendovi l’anima, perché solo B vi garantiva il potere. E oggi volete passare per innocenti?! E Maroni con una mano firma i resoconti della DIA che mostrano le mani della mafia sulla Padania, e con l’altra infanga Saviano che le ha denunciate? Schizofrenia! Meno male che la lotta alla mafia la fanno i PM e le forze di polizia per quanto ridotte all’osso!
Bene l’arresto di Iovine e altri! Ma che volete fare con chi ha favorito la mafia coi cantieri, le grandi opere extra legem, le cricche di stato, le amministrazioni? Volete continuare a non vedere e non sentire? A Sud come in Padania?
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Maroni gioca col fuoco e la credibilità della Lega rischia di perdere gli ultimi pezzi., cosa poco raccomandabile in un momento come questo dove ogni pezzo perso porta alla debacle. …e facciamolo pure un bel Porta a porta, Saviano conto Maroni!
A Saviano basterà riferire i deliri di Miglio, l’ideologo della Lega, quello a cui sindaci leghisti dedicano scuole, quello che non è mai stato rinnegato e che intendeva favorire la mafia e diceva in una clamoroso intervista al Giornale, nel 1999, di essere stato in contatto con Andreotti nel 92 per svolgere una trattativa segreta che negoziasse l’appoggio della Lega alla candidatura di Andreotti a presidente della Repubblica, in cambio di favori al progetto federalista e a un posto di senatore a vita per Miglio:
“Con Andreotti ci trovammo a trattare di nascosto a Villa Madama, sulle pendici di Monte Mario, davanti a un camino spento”, confessa Miglio. Trattativa abortita per l’opposizione dell’allora presidente Cossiga, che nonostante le insistenze di Andreotti nega al professore la nomina a senatore a vita.
Nella stessa intervista, Miglio dice della mafia: “Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ’ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos’è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto. Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate”
Ecco il progetto di Miglio: “Costituzionalizzare” la mafia, affidandole in gestione il Sud.
E ora Maroni si incazza contro Saviano ?!! Ipocrisia, falsità e Perversione! Si faccia piuttosto i conti in tasca, di quanti compromessi ha accettato la Lega pur di assicurare alla propria cricca direttiva benefici, impunità e abusi. E tutto ciò contro quegli interessi popolari che ha giurato di difendere.
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La vittoria e della Lega si basa solo sull’odio e sul razzismo
anche tra nord e sud, su una presunta superiorità di razza, al modo nazista, su delle balle deliranti e meschine di cui storicamente si sono sempre serviti personaggi dispotici per coartare i deboli culturali, su razzismo e sulla xenofobia.
La Lega vince con la propaganda di un Nord spacciato come superiore, sano, lavoratore, onesto, efficiente, non criminale.
Ma la verità comprende ben altri elementi su cui la Lega tace.
E quale sia la situazione reale un Ministro degli interni dovrebbe saperlo più di tutti., sopratutto uno che sa benissimo che la mafia ha sempre investito i suoi capitali al nord, e massimamente negli ultimi 20 anni, e ha sempre favorito gli imprenditori e i politici corrotti del nord, in primo luogo Berlusconi, poi quelli della sua cricca, come Cosentino o Schifani.
Ma se la Lega lascia cadere il suo razzismo grottesco e obsoleto, se lascia cadere la ridicola leggenda metropolitana di una Padania di pura invenzione, irreprensibile, di razza eletta e di onestà pura, da contrapporre a un Sud miserevole e meschino, il 90% di quelli che ancora la votano non avrebbe a che appigliare il loro odio razzista di esseri inferiori che vogliono drogarsi con delle balle mentali per credersi qualcosa come accadde ai tedeschi dopo il fallimento della prima guerra mondiale.
La vittoria della Lega poggia su queste basi da complesso di inferiorità, che hanno dato anche all’ultimo cafone analfabeta del Nord l’ebbrezza di essere un uomo superiore. Caduta questa ideologia delirante e illusoria, resta la banalità di governatori che non governano, di evasioni fiscali che non pagano, di patteggiamenti con criminali che non si dichiarano, di una svendita allucinante del territorio ormai in stato di degradazione, di una corruzione a largo e basso livello che la Lega non ha fatto che allargare.

La Lega ha come ideologia una delle due cose: o il Mein Kampf nazista, o l’ideologia di Gianfranco Miglio. Il sindaco di Adro lo ha mostrato chiaramente, impestando una scuola pubblica con 700 simboli del Sole delle Alpi, che altro non è che una svastica e dedicando la scuola a Gianfranco Miglio, l’ideologo della mafia.
Miglio intendeva sostenere la mafia e costituzionalizzarla. Questo è tanto. E’ una verità incontestabile. Non so a quali ragioni potrebbe appellarsi Maroni per negarlo e non so come potrebbe dimostrare che non è a questi principi efferati che la Lega si ispira, visto che il suo unico ideologo è Miglio e che Miglio non è mai stato contestato o corretto dalla casta leghista.
Se la teoria è questa, nei fatti la Lega si è comportata anche peggio, aiutando Berlusconi in tutti i suoi generosi favori dalla mafia allo scudo fiscale, dalla distruzione del processo penale alle Grandi Opere extra legem, dal Ponte di Messina all’assente piano sui rifiuti, dagli incineritori alle discariche, dalle svendita dell’acqua alle centrali nucleari, dalla distruzione della sovranità popolare alle liste prefabbricate che consentono di candidare mafiosi o corrotti, dalla censura mediatica allo stop delle intercettazioni. E la Lega ha favorito la mafia ddirittura in modo diretto depenalizzando il reato di banda armata.
Nella teoria e nei fatti, la Lega si è dimostrata una valida alleata della mafia e di qualunque cricca corrotta di questo paese.
Tuttavia Maroni ha pieno diritto di ribattere a Saviano, adducendo le sue ragioni. Chiedo però: perché questo dovrebbe essere fatto in una trasmissione che non doveva mai essere fatta, che stata combattuta in ogni modo, cui si sono costretti gli attori a lavorare gratis, e che non è una tribuna politica, distorcendone gli scopi, sottraendole tempo, eliminandole spazi che sono ormai programmati per altri argomenti? Non sarebbe come perpetuare con metodi dispotici il piano di morte dell’informazione di Masi?
Se si vuole fare un dibattito tra Maroni e Saviano, che sia! Senza fare invasioni sulla trasmissione! Senza cercare di deturparla oltre! E lo si faccia altrove! In ambiente neutro. Su La Sette, per esempio!
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Maroni accusa Saviano di averlo fatto sentire uguale al camorrista Sandokan
Non è giusto, però perfino Maroni dovrebbe chiedersi come’è possibile che la Lega scelga come ideologo uno che voleva legalizzare proprio il camorrista Sandokan.
E se la lotta alla mafia deve essere questo….davvero cascano le braccia.
Se poi Maroni intende difendere il buon nome di un Nord esente da infiltrazioni mafiose, farebbe meglio a dimettersi per palese incapacità di realizzare la terribile realtà italiana e quindi a difendere gli onesti dai malvagi..
In entrambi i casi, questo ministro sta facendo una figura da incapace.
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Monica Murgia

Il problema del nord è che i suoi cittadini sono ancora convinti che i mafiosi vadano ancora in giro vestiti con il gessato, la coppola in testa, mitra in mano e bomba in tasca, a lasciare teste di cavallo sui letti altrui a monito. Per loro Riina e Provenzano sono davvero i numeri uno della mafia, quando chiunque altro ha capito che invece sono i vertici della manovalanza, mentre la “cupola” é ancora ben lungi dall’essere scoperta. Pensano di essere immuni perché sottovalutano il problema relegandolo nei loro pensieri al di sotto di Roma. Se un qualunque venditore di spazzole ex cantante di navi da crociera senza arte né parte improvvisamente diventa un imprenditore di successo a cui viene fatto credito alla cieca da parte di una banca accusata di riciclare i soldi della mafia, pensano davvero che sia tutto pulito, anche quando lo stesso imprenditore, durante il periodo di mani pulite ha ammesso di essere andato con i soldi nei denti a versare tangenti ai politici milanesi per poter lavorare. Non riescono a capire cosa ci sia di illegale nel non pagare le tasse o nel lavorare o far lavorare in nero. Non riescono a capire che, se la cocaina viene consumata dalle loro parti in quantità industriali, qualcuno deve riuscire a farla arrivare, qualcun altro la spaccerà, ma molti la consumeranno, e se non sono loro, saranno i loro amici o i loro vicini di casa, i loro datori di lavoro. Se parte dei i terreni destinati all’Expo sono saturi di veleni dovuti allo sversamento di rifiuti tossici mai bonificati, qualcuno nella migliore delle ipotesi non se n’è accorto, ma più facilmente ha girato la testa dall’altra parte mentre con la mano prendeva regalie. Se ci sono tanti immigrati illegali che lavorano, la maggior parte in Lombardia, qualcuno li ha portati, ma qualcun altro li sta sfruttando rendendosi complice, se non fautore, di questa illegalità. E pur governando da tempo, continuano ad addossare le colpe agli altri cercando di tenersi i meriti, come fanno i bambini.
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OSSO, MASTROSSO, CARCAGNOSSO, BERLUSCOSSO, UMBERTOSSO E MARONOSSO.
Paolo

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Cettina
Ma Maroni sa di aver negato l’uso delle intercettazioni nelle indagini a carico dell’ex sottosegretario Cosentino?
Come? Nessuno glielo ha detto?
Diteglielo! Sennò va a finire che fa la stessa figura barbina di Scajola.

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Un presidente di Provincia leghista vuole fucilare i ladri che hanno rubato nelle case alluvionate.

Bossi e la mafia
CLAUDIO LOLLI

Nei primi anni 90 Miglio predicava la divisione dell’Italia in 3 “cantoni” (Nord, Centro, Sud).Un complesso meccanismo si mise in moto per quell’obiettivo. Lo racconta una vecchia indagine della Procura di Palermo (Sistemi criminali). Mentre si disfaceva il sistema dei partiti della Prima Repubblica, grazie a Mani Pulite, o Tangentopoli, una serie disparata di forze e di poteri si erano messi all’opera per rimpiazzare il vecchio regime.
Massoni, reduci della P2, uomini dei servizi, fascisti ed eversori, boss di Cosa Nostra e della ’ndrangheta avevano spinto per le leghe del Sud. Contrapposte ma complici della Lega nord. Della composita compagnia facevano parte Licio Gelli e tanti altri massoni delle logge meridionali, l’ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino e gli uomini di Cosa Nostra che riferivano a Leoluca Bagarella, i fascisti Stefano Delle Chiaie, Adriano Tilgher, Giancarlo Rognoni.
Il collaboratore di giustizia Leonardo Messina nel 1993 racconta ai pm di Palermo che con i suoi colleghi di Cosa Nostra gli era capitato di parlare di Bossi, che nell’autunno del 91 era stato a Catania. “Io lo consideravo un nemico della Sicilia”, diceva Messina. “Perché un’altra volta che viene qua non lo ammazziamo?”. Gli altri lo fermano: “Ma che sei pazzo? Bossi è giusto”.
E poi gli spiegano di aver saputo da Totò Riina che non tanto Bossi, quanto il senatore Miglio, era collegato a “una parte della DC e della P2 che faceva capo all’onorevole Andreotti e a Gelli. E che era in corso un lavoro, a cui erano impegnati “Gelli, Andreotti e non meglio precisate forze imprenditoriali del Nord interessate alla separazione dell’Italia in più Stati“, con “anche l’appoggio di potenze straniere”. “Dopo la Lega Nord sarebbe nata una Lega Sud, in maniera tale da non apparire espressione di Cosa Nostra, ma a suo servizio, e in questo modo noi saremmo divenuti Stato”. Scrivono i magistrati: “Uno dei protagonisti dell’operazione sarebbe stato Gianfranco Miglio”. Farneticazioni? I pm Antonio Ingroia e Roberto Scarpinato trovano qualche riscontro. Interrogano un ambiguo faccendiere, arrestato nel 1996 dalla Procura di Aosta per truffa internazionale: Gianmario Ferramonti, personaggio-chiave nella genesi del movimento leghista, amministratore della Pontidafin, la finanziaria del Carroccio, strettamente legato a Miglio; ma anche al centro di una fitta rete di relazioni con personaggi di spicco della massoneria italiana e internazionale e con insospettabili entrature istituzionali in ambienti dei servizi di sicurezza nazionali e stranieri.
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Carissimo
ti scrivo da Ginevra, città simbolo di un paese veramente Federalista. Comprendo le ragioni del tuo appello, ma non condivido la tua fede nell’uomo e nel politico Bossi.
Bossi ha costruito una classe dirigente a propria immagine e somiglianza, nominando ad uno ad uno una serie interminabile di personaggi mediocri, fedeli a lui e a nessun ideale, attaccati al potere e alla sedia. Salvo poi dire loro pubblicamente dopo la sua malattia: Io non lascio perché chi si fiderebbe mai di gente come lui.
Bossi ha tradito la fede della gente del nord in mille occasioni.
Bossi ha tradito chi ha investito soldi nella Credieuronord.
Bossi ha tradito chi ha dato il voto alla lega credendo che la sua pazzia ondivaga fosse “istinto animale” e che “ci avrebbe portato alla vittoria”.
Bossi ha tradito se stesso e la propria parola infinite volte.
Peggio di qualunque altra cosa, Bossi HA TRADITO E INFANGATO L’IDEALE FEDERALISTA, che è il più profondo e vero ideale di democrazia che possa esistere.
Lo ha ingannato con la sua volgare ignoranza, col suo razzismo becero, col suo cinismo, con il suo linguaggio e più ancora, e ripetutamente, con il suo comportamento da vero italiano.
A un uomo così io non rivolgo alcun appello. Rivolgo solo l’auspicio che, da traditore quale è, finisca i suoi anni in esilio. Vorrebbe dire che i veri federalisti hanno vinto.
Giacomo C

Italia super pig
Beppe Grillo

La Merkel ha dichiarato al G20 che i tedeschi non pagheranno per i debiti pubblici degli altri Paesi europei. A chi si rivolge? Alla Grecia, che in questi giorni ha visto schizzare verso l’alto gli interessi che deve pagare per vendere i suoi titoli di Stato, poi all’Irlanda, sempre più vicina al fallimento e che forse non mangerà il panettone a Natale (anche se la UE sta predisponendo un aiuto per 80 miliardi di euro). Infine la Cancelliera pensa al Portogallo e all’Italia.
L’Italia ha ormai superato i semplici PIGS. E’ un super PIG. Il Financial Times la include tra le tre economie più deboli di Europa insieme a Grecia e Portogallo (e quindi peggio dell’Irlanda!). La capacità di crescita del nostro Paese è nulla, 179esimi e penultimi nel mondo prima di Haiti nel decennio trascorso, impossibile fare peggio. Una Nazione pietrificata. L’Italia si è fermata al 1999 per l’innovazione e per lo sviluppo mentre è esploso il suo debito pubblico arrivato a 1.844,817 miliardi a settembre. Le entrate tributarie scendono con la stessa rapidità con cui aumentano la disoccupazione e la cassa integrazione. Le entrate di settembre sono state di 21.814 milioni di euro e ad agosto erano di 33.889 milioni: pari a meno 12.075 milioni, con una diminuzione del 35,6%! La disoccupazione è del 11% (più probabilmente 14-15%) mentre la media nell’area Ocse è dell’8,5%. La cassa integrazione ha superato il tetto del miliardo di ore, per la precisione 1.026.479.655, con un aumento del 44,2% rispetto al 2009. Sembra una Caporetto e lo è.
L’economia del Paese è al collasso e i giornali e la politica si occupano delle ospitate di Fini e Bersani da Fazio e del bunga bunga. Il destino dell’Italia non è più nelle sue mani, ma in quelle dei nostri creditori esteri che detengono 1400 miliardi del nostro debito attraverso i titoli di Stato, Francia e Germania in testa. Merkel e Sarkozy e il Fondo Monetario Internazionale hanno probabilmente già deciso per noi. Draghi presidente del consiglio di fiducia della finanza internazionale e una cura da cavallo, mai vista prima, per le nostra economia. Non hanno scelta per cercare di salvare i loro investimenti e forse la stessa UE. Gli elicotteri si stanno scaldando.
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A noi c’ha rovinato D0Alema. Il micidiale Max
Viviana Vivarelli

C’è chi nasce gattopardo o camaleonte, e chi sgorbio umano.
Ora, finché è uno è uno sgorbio mentale, possiamo contenerlo, ma gli sgorbi politici sono letali e incontenibili, come si vede per lo sgorbio D’Alema
Max ha fatto più strage lui di Attila, fino a trasformare la sx in un pappone immondo che non è la sx, non è la dx, non sta ‘oltre’ la sx e la dx’, ma sta ‘indietro’, parecchio “indietro”, verso un becero feudalesimo, mettiamo
B lancia FI nell’ottobre del 1993, fanno 17 anni, e almeno gli portassero sfiga!
Max evita con cura di applicare la legge che vieta candidature a proprietari di media e il compare Violante si accoda nel munifico dono delle televisioni
Il 22 dicembre 1994 Bossi fa il ribaltone e B sembra finito
Ma Max lo resuscita con la bicamerale “promuovendo a Padre Costituente uno che non dovrebbe avvicinarsi neanche al codice della strada” (Travaglio)
Prodi osa battere B e porta l’Italia in Europa, ma Max lo liquida con un governo personalistico molto poco elettorale, che “appoggia voltagabbana passati da dx dietro Cossiga, come Buttiglione e Mastella”, sostenendo un bipolarismo micidiale che ammazzerebbe un continente, e aiuta B ad abbattere la Costituzione, promettendogli trucemente anche l’annientamento della Magistratura e il presidenzialismo forte !
Così nel 2001, con l’aiuto fecondo di Max, il Lazzaro B resuscita
Nel dicembre del 2005 B ha governato tanto male e “gli italiani sono così disperati che passerebbero anche a un governo di csx”. Prodi è 10 punti sopra! “Basterebbe che l’Unione stesse buona e zitta a pagasse a Max un biglietto di sola andata per le isole Andamane, ed è fatta!”
Invece Max si dimena e 4 mesi dopo escono le sue telefonate a Consorte sulla scalata a Unipol. Morale: i + 10 punti si azzerano. Prodi vince scarso con 2 soli voti, è costretto a tenersi Mastella, a non cancellare nemmeno una legge vergogna e non regolerà mai il conflitto di interessi
B compra senatori, aiutato da Veltroni che seppellisce ogni traccia di sx, apre ad imprenditori obliqui e rifiuta di fare lotta politica, per un “Tutti insieme appassionatamente” ovviamente a casa Arcore, una specie di bunga bunga politico in cui il csx sta davanti e la prende regolarmente nel di dietro.
Grazie a questi fini ingegni gandhiani e kennediani, B risorge il 12 aprile 2008 e fa terna
Dopo un anno il percolato trabocca da B ed è di nuovo crisi: Veronica, D’Addario, Noemi, Tarantino, Spatuzza, le stragi, Dell’Utri, Mills, le frodi fiscali di MLD, Ciancimino..
E’ alla frutta? Ma no. Il braccio destro di Max in Puglia, Frisullo, infilato da Max nella giunta Vendola “si fa beccare come utilizzatore di escort scartate da Palazzo Grazioli”! Qualche parlamentare dalemiana intanto ha favorito con la sua assenza lo scudo fiscale e altre sozzerie
Max tenta pure di sabotare le regionali con eleganti candidati come l’odioso neoliberista Boccia, il pregiudicato De Luca, il malfamato Loiero e la Bresso amante della TAV che non si fa ma per perdere le elezioni va benissimo
Oggi B è in grave crisi, e D’Alema, bello bello, gli porge la manina, prima con una bicamerale bis, poi con un governo tecnico con dentro tutti, quindi con la convocazione al Copasir grazie a cui B può strillare di attacchi mafiosi e terroristi
Intanto lui e soci si guardano bene dal partecipare alle proteste di piazza, appoggiamo velatamente o meno vari abomini di B, censure o legittimi impedimenti, svendite di acqua pubblica, frodi delle lotterie, il federalismo leghista persino, e papi nero tipo Montezemolo, intanto attaccano Vendola, Travaglio, Saviano, Rodotà, il M5S, Santoro, De Magistris e Di Pietro e fanno a cadere il Pd sempre più in basso.
Oggi il Pd scopre il precariato !!?? Grande!? Peccato che lo avesse inventato Max! C’è stata una rimozione patologica?!
Dicembre 2010: siamo al rendiconto finale: il maggioritario si è rivelato un’arma insostenibile, che per di più può essere usata a scopi dittatoriali e va bene solo per corrotti corruttori dotati di capitali extralarge
Credete che il csx voglia tornare a un proporzionale corretto? Credete che voglia rendere il potere costituzionale a quelle istituzioni democratiche, ved Parlamento, Corte dei Conti o Magistratura o CSM, che B ha ridotto a larve? O che voglia appoggiare un ritorno a una democrazia dal basso che contrasti questo schifo? Nemmeno per sogno! Non lo vuole D’Alema!!
E il deliro continua.
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Elezioni secondarie
Marco Travaglio (sunto)

Il Pd che riesce a perdere anche le primarie del Pd e se la prende con le primarie per non prendersela con se stesso è già uno spettacolo ai confini della realtà… È l’ologramma di una politica senza politica e di un csx a rimorchio di B. 3 anni fa Silvio e Uòlter si baloccavano con l’ultimo risiko partitocratico: imprigionare a tavolino la realtà complessa della società italiana in uno schema bipartitico. Siccome B., per motivi suoi di potere, voleva costringere gli alleati sempre più riottosi a giurargli eterna fedeltà sul predellino, il csx pensò bene di
anticiparlo facendo la stessa cosa. Ne nacque questo abortino che, a parte accelerare la caduta di Prodi, cambiare 3 segretari in 6 mesi e perdere in 2 anni tutte le elezioni e 1/3 dei suoi voti, non ha combinato nulla. E ora che, grazie a Fini, B. è alla frutta, i vertici del Pd non sanno cosa mettersi. L’unica idea vagamente popolare che avevano partorito, le primarie, diventa la loro tomba.
Per un motivo evidente a chiunque abbia un cervello, dunque non a loro: non hanno la più pallida idea di che cosa siano le primarie e di chi siano i loro elettori. Le primarie servono a far scegliere agli elettori il candidato del partito o della coalizione più adatto per vincere le elezioni. Dunque non può esistere, alle primarie, “il candidato del Pd”. Si candida chi vuole e quello che prende più voti viene sostenuto da tutti. Invece questo trust di cervelli tenta ogni volta di imporre alle primarie il candidato del Pd, che regolarmente perde: o perché è peggio dell’altro, o perché gli elettori scelgono regolarmente l’altro che ha l’indubbio vantaggio di non esser sostenuto dal Pd. È accaduto in Puglia con Vendola contro Boccia, a Firenze con Renzi contro Pistelli, a Milano con Pisapia contro Boeri. Significa che gli elettori sono più “di sx” dei loro dirigenti? Manco per sogno. Gli elettori considerano dx, sx e centro categorie un po’ meno attuali di assiri, babilonesi e fenici. Semplicemente scelgono il candidato più conosciuto e riconoscibile, dunque incompatibile con le alte strategie uscite dagli alambicchi della nomenklatura. Tra Casini e Di Pietro, per dire, gli elettori non hanno dubbi: non perché Di Pietro sia più a sinistra di Casini, ma perché, diversamente da Casini, ha sempre combattuto B. Infatti, da 3 anni, il 1° punto all’ordine del giorno del politburo piddino è scaricare Di Pietro per imbarcare Casini. Se avesse deciso la base, il csx sarebbe sceso in piazza con i girotondi, con i pacifisti, i noglobal, i noTav, i no-DalMolin, i grillini, la Cgil, la Fiom e il Popolo viola. Infatti se n’è tenuto a debita distanza: la piazza no, guai, è pericolosa. Dopo la vittoria di Vendola su Boccia, D’Alema ridacchiò: “Il problema non è vincere le primarie, ma le secondarie, cioè le elezioni”. Vendola vinse pure le elezioni. Allora il geniale Fioroni propose “primarie finte” per far vincere il candidato di partito.
E. Letta spiegò che “le primarie soffocano le possibilità di successo del nostro candidato”. Ora, dopo la tranvata milanese, temendo che Vendola vinca anche le primarie nazionali, il Pd non si pone neppure il problema di trovare un candidato più credibile di lui (e di Bersani): vuole abolire le primarie. Secondo il noto perditore Boccia, “sono ormai diventate un regolamento di conti tra ex Pci”. Il sagace Follini, noto trascinatore di folle, tuona contro “il culto delle primarie che rischia di trasformare il Pd in campo di … per le scorrerie di tutti gli altri” (quelli che vincono). Sublime il professor Ceccanti: “Il Pd è diventato un partito di sx e allora è inutile fare le primarie perché quasi sempre vincerà un candidato minoritario”.
A questo punto torna utile una nostra vecchia proposta: abolire le elezioni. Anzi, meglio ancora: gli elettori.
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Il direttore Masi sabota la RAI
Viviana Vivarelli

Il direttore della RAI Masi affonda la RAI, ma nessuno lo licenzia, sperpera per vizietti privati 65.000 euro di denaro pubblico ma costringe Saviano e Benigni a lavorare gratis nel programma che batte il record degli ascolti RAI e dunque incassa di più in pubblicità, programma che Masi ha tentato di eliminare, mentre conserva l’impresentabile Minzolini che invece gli ascolti li fa calare a picco e si permette di ignorare la politica per non offendere il patron B.
Masi rinuncia al triennio della Champions League i cui ascolti sono altissimi e che mercoledì ha totalizzato 5.863.000 ascolti, Intanto la RAI, sotto la sua ignobile conduzione perde un MLD e prevede un deficit di 650.000 euro, ma lui è fiero del mancato accordo con Sky per portare avanti le vendette di B.
Contro l’inqualificabile Masi hanno votato 1878 giornalisti RAI, il 95% (1391) ha sfiduciato Masi. Non si contano ormai gli scioperi e le proteste, i cali di ascolto e gli sperperi, ma alla sfiducia crescente, al deficit di bilancio, alla gestione fallimentare e alla rivolta dei suoi, Masi dice: “Nessuno mi può intimorire”.
Quanto andrà avanti ancora questa situazione?
Intanto Masi si vendica di Saviano a vieta e Rai Extra di trasmetterne le repliche.
Brutto, meschino, incapace e piccolino. E i partito che fanno? Stanno a guardare? Quando il rosso sarà pauroso, noi dovremo ripianarlo. E’ giusto questo?
Respinto dal pubblico, respinto dai giornalisti, respinto dagli autori, accusato dal bilancio, contraddetto dagli ascolti.. quale altro danno vuole portare costui alla RAI?
Masi fa spallucce. Tanto, come dice Paolo Ojetti, lui risponde a un’altra azienda che sta a Palazzo Chigi.
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Inutili le ipocrisie e millantare un paese che non c’è. Mentre Maroni si offende per la denuncia di Saviano al Nord leghista che accoglie la mafia, la DIA lancia un allarme: “la ‘ndrangheta interagisce con troppe aziende lombarde!”
La relazione del 1° semestre 2010 denuncia il coinvolgimento di rappresentanti della PA, che hanno pilotato l’assegnazione di importanti appalti a cosche. E mette in guardia: le cosche puntano all’Expo 2015
Nel Nord e soprattutto in Lombardia c’è una costante e progressiva evoluzione della ‘ndrangheta che, radicata da tempo su quei territori, interagisce con gli ambienti imprenditoriali lombardi. Lo dice l’ultima relazione della Direzione investigativa antimafia consegnata al Parlamento.
Si legge: ”La consolidata presenza in alcune aree lombarde di sodali di storiche famiglie di ‘ndrangheta ha influenzato la vita economica, sociale e politica di quei luoghi e si sottolinea il coinvolgimento di alcuni personaggi, rappresentati da pubblici amministratori locali e tecnici del settore che, mantenendo fede ad impegni assunti con talune significative componenti, organicamente inserite nelle cosche, hanno agevolato l’assegnazione di appalti ed assestato oblique vicende amministrative.”
L’inchiesta dimostra che le cosche si muovono seguendo due filoni: quello del consenso e quello dell’assoggettamento. Con questa strategia favorita da una serie di fattori ambientali, si consolida la mafia imprenditrice calabrese che con propri e sfuggenti cartelli d’imprese si infiltra nel sistema degli appalti pubblici, nel combinato settore del movimento terra e, in alcuni segmenti dell’edilizia privata come le opere di urbanizzazione. Il risultato è un vero e proprio e proprio condizionamento ambientale da parte della ‘ndrangheta, a modificare sensibilmente le normali dinamiche degli appalti, proiettando nel sistema legale illeciti proventi e e ponendo le basi per ulteriori imprese criminali.
In Lombardia ormai la ‘ndrangheta si è ambientata talmente bene che non ha più bisogno di usare tecniche d’intimidazione. Al contrario si serve del ricorso al massimo ribasso” nelle gare d’appalto e dei tempi brevi promessi per gli appalti.
Ricordando l’arresto di amministratori pubblici e imprenditori che collaborano con la ‘ndrangheta, la Dia però mette anche sull’avviso il governo per il futuro: si rischia che l’associazione criminale s’infiltri con successo negli appalti per l’Expo 2015. Per evitarlo, si legge nella relazione, occorre un “razionale programma di prevenzione”.
Ci pare che il governo abbia sotterrato anche la famosa legge anticorruzione, mentre non è stato abbandonato l’intento di stoppare le intercettazioni.. quindi…
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Oltre 8 milioni di cittadine e di cittadini italiani, per fortuna non di baionette di mussoliniana memoria, hanno già dato il loro voto di sfiducia alla coppia B-Masi, lo hanno fatto senza aspettare le scelte di Fini, senza attendere nessun via libera da alcun partito, lo hanno fatto nel modo più semplice e paradossale usando l’arma più berlusconiana che ci sia: la televisione. Disertando Rai 1.
In cambio più di 9 milioni di persone hanno guardato quel programma di Saviano che Masi voleva impedire.
Questo vorrà dire qualcosa?
Noi speriamo di sì.
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Berlusconi, le TV e la sx complice
Cesare Beccaria

A partire dal momento in cui fu data a Berlusconi l’assicurazione che l’impero non sarebbe stato toccato, si è rinunciato a considerare anomali la sua ascesa, il conflitto d’interessi. E i responsabili sono tanti, a sinistra, cominciando da D’Alema quando assicurò, visitando Mediaset nel ’96: “Non ci sarà nessun Day After, avremo la serenità per trovare intese. Mediaset è un patrimonio di tutta l’Italia”. La verità l’ha detta Luciano Violante, il giorno che si discusse la legge Frattini sul conflitto d’interessi alla Camera, il 28-2-02: “L’on. Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – non adesso, nel ’94 quando ci fu il cambio di governo – che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l’on. Letta… Voi ci avete accusato nonostante non avessimo fatto la legge sul conflitto d’interessi e dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni… Durante i governi di centrosinistra il fatturato Mediaset è aumentato di 25 volte!”. Il programma dell’Ulivo promise di eliminare conflitto e duopolio tv, nel ’96. Non successe nulla. Nel luglio ’96, la legge Maccanico ignorò la sentenza della Consulta (Fininvest deve scendere da tre a due tv). Lo stesso dicasi per l’indipendenza Rai. È il centrosinistra che blocca, nell’ultimo governo Prodi, i piani che la sganciano dal potere partitico. A luglio Bersani ha presentato un disegno di legge che chiede alla politica di “fare un passo indietro”. Non è detto che nel Pd tutti lo sostengano. Una BBC italiana è invisa a tanti.
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Religioni in Italia. E partiti
Viviana Vivarelli

La prima è il Cattolicesimo, non quantificabile (l’Istat ha smesso di contare i cattolici), la Chiesa cattolica è in larga misura disertata e primeggia soprattutto come abuso politico. I dati segnano costanti cali dell’osservanza. I giovani cattolici praticanti sono scesi dal 18,1% al 15,4%. Chi definisce scarsa o nulla la sua fede sale invece dal 24 al 36%. I credenti militanti assommano a un misero 10%. Aggiungendo le pecore tiepide arriviamo al massimo a un 30% Gli stessi vescovi dichiarano che non siamo più un paese a maggioranza cattolica e che la Chiesa di Roma ha solo un valore significativo. Ciò non scalfisce tuttavia le condizioni di enorme privilegio che Governi di dx e di sx hanno dato al Vaticano.
I cristiani ortodossi sono quasi 1,3 milioni
I protestanti circa 700.000; la maggior parte pentecostali, poi ci sono 400.000 valdesi (vedi Ferrero)
Gli ebrei sono solo 36.000 ma hanno un potere culturale ed economico enorme
22.000 mormoni
Ben 243.400 testimoni di Geova
L’immigrazione ha portato 1,2 milioni musulmani, 103.000 buddisti, 108.000 induisti, 25.000 sikh e 45.000 animisti, 13.000 neopagani.
Le religioni più diffuse ammontano dunque a una decina.

Quanti sono i partiti?
I partiti in Italia, nonostante le balle diffuse dal bipolarismo dalemiano e berlusconiano, che trova ancora insistenti e letali sostenitori, supera le 70 sigle
Interessante la lettura che Fazio ne ha fatta e mirata a rilevare il carattere delirante e corpuscolare della nostra partitocrazia.
Dal mio punto di vista, una vita retta e sostenuta da reali e praticati valori etici personali e sociali, potrebbe sostituire benissimo tutte queste religioni (pur lasciando al singolo la libertà di abbracciare una singola fede, come fatto privato e intimissimo della sua anima da non mescolare alla politica)
Dal punto di vista della distribuzione politica, mi parrebbe meglio un sistema proporzionale a soglia alta e con coalizione dichiarata che cada per ribaltoni

Speculare sulla fame
Scrive Antonio

Vivo ad Hong Kong. Questa e’ una delle varie proposte di investimento che mi danno quasi giornalmente. E’ una delle più ciniche che io abbia mai ricevuto:
Buongiorno,
Vorrei condividere con voi delle notizie che sono uscite fuori dopo una riunione del nostro team. Queste sono le ragioni sul perché vi raccomandiamo di investire nell’Agricoltura. I fatti sono:
1) In tutto il mondo i costi stanno aumentando, dal latte, al pane alla carne;
2) La FAO ha annunciato che i prezzi del cibo sono aumentati del 24% l’anno scorso (il più alto del 1990)
3) Le scorte di grano, incluso riso e frumento, da 3 decenni si stanno abbassando;
4) La terra da coltivare per l’agricoltura scarseggia;
5) La domanda dei mercati emergenti, aumenta sempre più: solo la Cina ha una richiesta di +40%
6) Gli agenti atmosferici hanno un ruolo importante: Il latte, se ne produce di meno per via del cattivo tempo
7) Il prezzo del latte solo in Germania e’ aumentato del 22%
8) C’e’ il boom del Biocarburante, quindi il prezzo del mais aumenterà di molto. (il mais e’ usato molto in Messico e negli Usa per dar da mangiare ai bovini: quindi il risultato e’ un aumento di prezzo della tortilla in Messico e della carne negli Usa
9) Gli Usa stanno aumentando il consumo dell’etanolo. + 60%
10) In Colombia stanno cambiando la produzione in Canna da zucchero e Barbabietole per l’etanolo per gli USA e quindi ci saranno meno patate.
Che fare? (dico io…Con questo scenario la sola soluzione è un suicidio di massa, ma per le banche NO!) . Infatti il file continua dicendo:
Che significa tutto questo per noi?
Se sei d’accordo che i prezzi del cibo aumenteranno quale migliore opportunità per investire nel fondo XXXXXX Agricoltura?
Non ho parole!!!!
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E noi cerchiamo di svendere anche l’acqua…!?
E la sx è stata la prima a svendere l’acqua (vedi la Toscana!)!?
E 1320 aziende agricole si sono chiuse in Italia solo quest’anno, con conseguente diminuzione dell’offerta interna e aumento dell’import.. e tutto perché i dissennati ministri dell’agricoltura (leghisti) se ne fregano della filiera dei prezzi che maggiora i guadagni dei grossisti e diminuisce costantemente i margini di guadagno dei produttori!
E intanto aumenta la cementificazione, diminuisce la cura del territorio e aumentano i pericoli di alluvioni e frane!
Ogni cosa si lega.
Ma finché la casta si preoccuperà solo degli interessi della casta non andremo che peggio.
E intanto un idiota di governo ha dato il titolo di Cavaliere del lavoro a un italo-australiano che ha contraffatto il parmigiano danneggiando l’Italia!!!!! Se non è masochismo questo!?
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Da Liberazione
Piazza della Loggia, Paolo Ferrero: «Sentenza vergognosa che riscrive la storia»

«La sentenza con cui il tribunale di Brescia ha oggi assolto tutti gli imputati per la strage fascista del 28 maggio 1974 e’ vergognosa”. Questo il commento del segretario nazionale del Prc/Federazione della sinistra, Paolo Ferrero. «Si tratta di una sentenza, come gia’ molte altre, che riscrive la storia del paese, mandando assolti gli ideatori e gli esecutori delle stragi fasciste attuate nell’ambito della strategia della tensione- sostiene il leader di Rifondazione- Del resto l’attuale palude berlusconiana, in cui i diritti dei lavoratori sono calpestati giornalmente, e’ figlia diretta dell’opera di fascisti e corpi deviati dello Stato che, a Brescia come in altre parti d’Italia, hanno combattuto con le stragi e gli attentati il movimento operaio negli anni 70».
Unione Vittime Stragi
”Ci stringiamo solidali ai familiari delle vittime e ai feriti della strage di Brescia in questo triste momento in cui la ricerca della verità e’ stata umiliata. Ancora una strage impunita al termine di un processo che ha assolto tutti. Nessun colpevole per la strage di piazza della Loggia, a Brescia, dove il 28 maggio 1974 morirono otto persone e oltre cento rimasero ferite. Tutto ciò è incivile e vergognoso”. E’ il commento di Paolo Bolognesi, presidente dell’Unione familiari vittime per stragi (da piazza Fontana a via dei Georgofili a Firenze), alla sentenza di Brescia. ”Ricordiamo che in Italia, dal dopoguerra ad oggi, vi sono state 14 stragi con un numero spaventoso di morti e feriti, ma in nessuna di esse si e’ arrivati a colpire mandanti e ispiratori politici”, prosegue Bolognesi. ”Solamente in due stragi si e’ arrivati a condannare gli esecutori materiali. Concordiamo con le parole del Presidente dell’associazione dei familiari di Piazza Loggia: ‘In questo processo le cose che mi hanno colpito sono state le reticenze, le falsità che hanno raccontato. Stiamo ancora combattendo con un Parlamento che dice: sull’applicazione della legge sul segreto di Stato, a quattro anni dalla sua approvazione non ci sono ancora i regolamenti applicativi. Non c’e’ volontà di affrontare quegli anni’. Amara considerazione –
conclude il presidente dell’Unione familiari – che purtroppo descrive l’attualità”.

Piazza, bella piazza
Piazza, bella piazza
ci passò una lepre pazza,
uno lo cucinò, uno se lo mangiò,
uno lo divorò, uno lo torturò,
uno lo scorticò, uno lo stritolò,
uno lo impiccò
e del mignolino ch’era il più piccino
più niente restò.
Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza…
Ci passarono dieci morti
i tacchi, e i legni degli ufficiali,
teste calve, politicanti
un metro e mezzo senza le ali,
ci passai con la barba lunga
per coprire le mie vergogne,
ci passai con i pugni in tasca
senza sassi per le carogne.
Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza…
Ci passò tutta una città
calda e tesa come un’anguilla,
si sentiva battere il cuore,
ci mancò solo una scintilla;
capivamo di essere tanti
capivamo di essere forti,
il problema era solamente
come farlo capire ai morti.
Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza…
E fu il giorno dello stupore
e fu il giorno dell’impotenza,
si sentiva battere il cuore,
di Leone avrei fatto senza,
si sentiva qualcuno urlare
“solo fischi per quei maiali,
siamo stanchi di ritrovarci
solamente a dei funerali”.
Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza…
Ci passarono le bandiere
un torrente di confusioni
in cui sentivo che rinasceva
l’energia dei miei giorni buoni,
ed eravamo davvero tanti,
eravamo davvero forti,
una sola contraddizione:
quella fila, quei dieci morti.

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Manuela Bellandi segnala:
Evasione fiscale: Italia al top in Europa

I dati comunicati da Contribuenti.it descrivono un’Italia popolata di furbi e, forse, incapace di sopportare il peso di una pressione fiscale eccessiva. Nel Belpaese, durante i primi 9 mesi del 2010, l’evasione fiscale è cresciuta del 9,2%, mantenendo saldamente il primato europeo. La somma delle evasioni individuali raggiunge l’esorbitante cifra di 156 miliardi annuali.
Alle spalle dell’Italia nella classifica degli evasori, su scala europea, si piazzano la Romania Romania (42,3% del reddito imponibile non dichiarato), da Bulgaria (39,8%), Estonia (38,3%), Slovacchia (35,4%).
L’identikit dell’evasore secondo Contribuenti.it
Tenendo in considerazione cinque aree di evasione fiscale (l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese), Contribuenti.it ha tracciato un ritratto dell’evasore italiano tipo.
A evadere di più, stando a quanto rilevato dall’associazione di contribuenti, sono gli industriali (32,8% degli evasori totali). Poco meno pronti a sfuggire dalle pretese del Fisco sarebbero, poi, i banari e gli assicurativi (28,3%). Più distaccati, in graduatoria, risultano essere i commercianti (11,7%), gli artigiani (10,9%), i professionisti (8.9%) e i lavoratori dipendenti (7,4%).
Guardando la cartina geografica dell’Italia, infine, si scopre che l’evasione è affare soprattutto del Nord Ovest (29,4% del totale nazionale), seguito a non troppa distanza dal Sud (24,5%). Il centro (23,3%) e il Nord Est (22,9%), invece, sembrano essere più ligi ai doveri fiscali.

articolo completo:
http://www.soldiblog.it/post/3359/evasione-fiscale-italia-al-top-in-europa
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Un riarmo da un miliardo di euro

Il governo B ha voluto fare un ultimo regalino a Finmeccanica. Con il silenzio-assenso delle opposizioni
Enrico Piovesana, Peacereporter

Nonostante le difficoltà finanziarie in cui versano le casse dello Stato, le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno approvato in fretta e furia, e con il silenzio-assenso dell’opposizione Pd, un programma di riarmo del valore di quasi un miliardo di euro, buona parte dei quali finiranno alle aziende belliche del gruppo industriale guidato Pier Francesco Guarguaglini.
Il programma pluriennale di acquisizione armamenti, legato al crescente impegno bellico dell’Italia sul fronte di guerra afgano e alle esigenze strategiche della Nato, prevede una spesa complessiva di di 933,8 milioni di euro nell’arco dei prossimi 4-9 anni.
200 milioni di euro sono destinati a fornire i nostri elicotteri da guerra A-129 Mangusta, operativi in Afghanistan, dei nuovi sistemi di puntamento Ots fabbricati dalla Salex Galileo di Finmeccanica, che consentiranno di colpire al meglio gli obiettivi ”nei nuovi scenari di impiego degli elicotteri, in situazioni caratterizzate da fluidità e indeterminatezza della posizione delle forze amiche e nemiche”. Nella stessa cifra è compresa una fornitura, sempre per gli elicotteri Mangusta, di nuovi missili anticarro Spike, di fabbricazione israeliana, che andranno a sostituire gli attuali missili Tow, meno potenti.
22,3 milioni di euro verranno spesi per l’acquisto di 271 mortai da 81 millimetri di nuova generazione, fabbricati all’estero, e del relativo munizionamento, prodotto invece negli stabilimenti di Colleferro (Roma) dell’azienda di armamenti italo-britannica Simmel Difesa. Pezzi d’artiglieria più precisi, destinati a ”elevare le capacità operative delle unità terrestri attualmente impiegate.
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George Steiner e José Saramago hanno scelto No come prima parola di un ideale lessico necessario

Una delle parole “più semplici e corte del vocabolario”, osserva il primo. La parola “più urgente ed essenziale”, la “più selvaggia del vocabolario, secondo Emily Dickinson”, dice il secondo.
È un’arte difficile e perduta, quella di dire no. “No alla brutalità della politica, no alla follia delle ingiustizie economiche che ci circondano, no all’invasione della burocrazia nella nostra vita quotidiana. No all’idea che si possano accettare come normali le guerre, la fame, la schiavitù infantile. C’è un bisogno enorme di tornare a pronunciare quella parola. E invece ne siamo incapaci.” Per acquiescenza, per scetticismo, per pura pigrizia.
Non è mera negazione: il no può avere valore propositivo, costruttivo, creativo….».

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Una grande occasione per tacere
Rosario Amico Roxas

Marina B, degna figlia di cotanto padre, ha ritenuto di dare una rispostaccia a Bocchino, affermando “Noi non acquistiamo case con i soldi del partito…!” perdendo una irrepetibile occasione per tacere.
Potrebbe anche essere vero che il clan berluska non acquista case con i soldi del partito, ma solo perché si tratterebbe di affarucci modesti, intorno a 50 metri quadrati, preferendo la magione dei casati Stampa, con annesso immenso parco, biblioteca e pinacoteca, truffata, grazie alla complicità di cesare Previti, ad una ragazzina rimasta tragicamente orfana.
Dimentica la lady della Mondadori di essere assisa alla presidenza della Casa Editrice, grazie ad un’altra truffa paterna, per la quale è stato condannato a pagare 750 milioni di euro.
Poi abbiamo Milano 2, costruita con i soldi finanziati dalla mafia, grazie all’intervento di Ciancimino.
E che dire della villa in Sardegna, dove è stata chiesta e ottenuta (grazie ai buoni uffici del governatore della Sardegna) una licenza edilizia open ? Tale villa è anche corredata da porto turistico privato, vincolato da “segreto militare” per neutralizzare le indagini della magistratura (ovviamente comunista !) in quanto realizzato abusivamente in terreno demaniale, con l’aggravante dello storno dei costi ai contribuenti italiani, proprio perché segreto militare.
Ci sarebbe da analizzare gli affari Bani in Libia, dove in permuta è stata concessa un’autostrada e cinque miliardi di euro, ricevendone le autorizzazioni per impiantare le tv del cavaliere, e quant’altro che “ancora” non compare.
La villa ad Antigua è costata all’erario italiano l’azzeramento del debito di quel governo.
Ci sarebbe dea continuare a lungo, perché non esiste un solo affare del cavaliere che non abbia i crismi dell’interesse privato, del conflitto di interessi, della truffa, del raggiro, eppure (magari sollecitata dal geniale Ghedini) la B accusa gli altri, seguendo le orme paterne di rivoltare le frittate.
Ma queste frittate sono state rivoltate tante di quelle volte da risultare definitivamente bruciate da ambo le parti.
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Un bel video segnalato da Paola

httpv://www.youtube.com/watch?v=abDHkDiwmTc&fs=1&hl=it_IT
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RIDIAMARO : – )

B: “Nel mio paese ho qualche problema.”
2. B: “Nel mio paese sono il problema.” (Davide Rossi)
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Pompei, Bondi: “Il crollo è indipendente dalla mia incompetenza.” (Raffaele Esposito)
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Viviana

Ieri Hammamet..
Ma ci staranno tutti ad Augusta?
Forse era meglio un arcipelago
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-Un Berlusconiano torna da un viaggio all’estero e chiede subito a un amico:
-Dunque, dunque: cos’è successo? Come sta B?
-B è morto!
-Ma Cosa mi dici? Non mi puoi dare una notizia così. Io l’ho pure votato! Occorre un certo savoir faire. Un po’ di preparazione. Sennò uno resta traumatizzato..
-Okei. Ricomincio da capo. Mi chiedi come sta B?! Gli è morto il gatto!
-Ah, mi dispiace. Povera bestia! E come è stato?
-Dunque, il gatto era salito sul tetto di Villa Certosa. B gli è andato dietro per prenderlo, ma il gatto è cascato giù e B ha perso l’equilibrio ed è cascato anche lui dal tetto.
-Ma cosa dici mai? Ed è morto?
-No, è rimbalzato su un tendone e ha fatto un balzo di sei metri
-Ah. E dopo è morto!
-No, è cascato su Ferrara ed è tornato su come da una palla
-E’ morto allora’
-No, è cascato dentro il vulcano che lo ha eruttato nel laghetto
-E’ affogato??
-No, c’era una ventina di escort cha facevano il bagno nude. Le ha prese in pieno ed è rimbalzato sui cactus
-E’ morto infilzato?!
-No, dal dolore è schizzato di nuovo su…
-… ma voi non avete fatto nulla?
-Sì. Alla fine abbiamo dovuto abbatterlo.
..
Eber 10
B è l’unico ad avere il mandato
Ora bisogna trovare il mandante.
..
FEI
Ma quando finisce questa tragicommedia?
Pensa che ora vogliono fare il bis
..
Dicevano di Clint Eastwood che aveva sol due espressioni. Col capello. E senza
Di B possiamo dire che ha solo due espressioni: Con l’abuso di potere. O senza
Ma se gli levi l’abuso di potere diventa un cialtrone qualunque.
..
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One Comment for “E il delirio continua”

  • gianni tirelli says:

    BERLUSCONISMO: MERITO MORALITA’ LIBERTA’ E LIBERISMO

    A volte mi domando con quale spudoratezza e coraggio questa maggioranza politica, parli di promuovere il merito, quando, la stessa (unico caso nella storia repubblicana), è un caravanserraglio di servi, di raccomandati, di corrotti e corruttori, di traditori, ruffiani, lacché e affini. Una corte dei miracoli, unica nel suo genere, per incompetenza, approssimazione, volgarità, codardia e tracotanza.
    Emblematico, poi, é il cosiddetto “mercato delle vacche”. Una vergogna che si sta consumando, in questi giorni di crisi politica dove, lo scandaloso mercimonio dei parlamentari, ha tradito ogni illuminante concetto di merito e di fedeltà. Senza dimenticare, inoltre, una delle affermazioni più sconcertanti del presidente Berlusconi quando, alcuni mesi, in maniera indecente, osò dichiarare; “Un’altra cosa ha fatto questo governo! Abbiamo introdotto la moralità.” Se non conoscessimo il dicitore di una tale castroneria, ci sarebbe da piangere! Questo uso sistematico della menzogna, adottata come pratica relazionale e supremo comandamento da tutta la cricca dei cortigiani, è la perversa strategia populista, che mira e si prefigge di fare leva sui lati peggiori degli individui, le loro debolezze e bisogni.
    “Forza Italia, la casa delle libertà, i circoli della libertà, il popolo delle libertà”, i paladini della libertà, un quotidiano dal nome “libero” e, non ultimo, i team della libertà, fanno parte di un ritornello monotematico, riconducibile più alla visione idealista e patriottica di un eroe della resistenza, che ad un imprenditore senza scrupoli al potere. Che ci azzeccano questi con la libertà, commenterebbe Tonino? Loro, che della libertà hanno fatto licenza e, dell’uguaglianza, omologazione e propaganda. Una libertà servita su di un piatto d’argento, risultato della lotta e del sacrificio di quei tanti italiani che, alla codardia, hanno anteposto l’onore e la dignità e tutti quei valori etici e morali, fondamentali, di una società libera e civile. Una maggioranza, di cui, l’unico dato politico certo, è relativo all’emolumento percepito alla fine del mese. Dei farabutti, papponi, puttanieri, cattolici e pluri-divorziati che si ergono, a dispetto di ogni coerenza e senso del pudore, a paladini della famiglia e difensori della vita. Assertori di un liberismo ad personam fatto di consorterie, corporazioni, cricche, logge e monopoli.
    La disinvoltura, poi, con la quale, questa brutta gente, tende alla mistificazione della verità e alla contraffazione della realtà, ha dell’incredibile, e appartiene a quella sfera di comportamenti, ascrivibili all’ambito della psicopatia di natura paranoide; drammatici effetti di una frustrazione lancinante e di vari complessi di inferiorità – mai risolti e coltivati nel tempo. Questi individui, versano in uno stato di eterno infantilismo regressivo e, alla stregua di bambini, negano ogni loro addebito e oggettiva responsabilità addossando, ad altri, le proprie mancanze e deficienze. Il berlusconismo, sarà in seguito ricordato, come il momento più buio, incomprensibile e inspiegabile, della storia politica italiana. Una congrega caratterizzata da trame, da complotti, clientele, impunità, baccanali, corruzione, e da soggetti inclini al tradimento, alla menzogna e al servilismo.

    Gianni Tirelli


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