6
il tuo singhiozzo -un battito gracile d’ali-
azzanna il cuore già approdato al
non volevo credimi non volevo!
sentire l’ago la puntura il sapore della
medicina nelle vene e non essere soccorsa
dai tuoi fianchi eretti a spingermi a
credere sanata la ferita sempre ferita dal
mio patire!
e dio non rispondeva
non aveva tempo per i singhiozzi
avvinghiati ad un obbligo di riflessione
il mio capo eretto così il
mio stato d’impenitente :
ma vienimi accanto !
fammi sentire il fresco del tuo viso
il peso della tua coscia
della tua fisicità presente
nelle mie mani nel mio seno
nel mio incompreso senso di possederti ora.
ma non venirmi addosso con tenerezza
d’ombra non carezzarmi con mano lieve:
ho bisogno di tracimare il senso
di rompere falde essere morena alla fine
di una piena che non ha limiti.
dove sei ora ?
dove sei con il tuo occhio azzurro che
rinviene le mie ferite rinviene
la frattura delle mie ossa riviene
qui a garantirmi pace oasi presenza
ma io impietosa t’urlo di chiudere la porta
di non lasciare impronte. in fronte
s’alzano fiammanti cuori in volo
s’alzano cuori in volo in fiamme
s’alzano fiamme di voli di cuori di amori
di posseduta lingua sul costato a bere
del pus della ferita.
non opprimermi non sopprimermi
non soffrirmi nell’incavo
del tuo segreto cuore.
porto l’ascia l’accetta la pistola l’arma
per fuggire per essere fuggita per
essere fuggita senza di te per sparare
per essere sparata per sperare di
essere sparata per sperare di
essere sparata nell’anima nel cuore
ma soprattutto alla fonte di parole
che ti vivono ti sopravvivono
fanno di te il mio amante il mio amore
per poi disonorare il tuo nome
disonorare il tuo sogno di ventura.
se t’accasci muoio se muoio muori
anche tu nel vento. non abbiamo speranza
di sopravvivere all’impietosa voragine
del tempo -










