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Saturday February 17th 2018

LA DEMOCRAZIA E’ UNA PIRAMIDE ROVESCIATA

(Edoardo Baraldi. Gentiluomini)

La democrazia partecipata: no global e leghisti – Esempio di cooperativa – Morte del futuro – Italia fuori dal G20 – Il Consiglio d’Europa ha bocciato la legge-bavaglio – L’imbroglio dei rimborsi elettorali – le frasi ingloriose di Bossi e Alfano

Il linguaggio politico è concepito in modo che le menzogne suonino sincere e l’omicidio rispettabile, e per dare una parvenza di solidità all’aria
George Orwell

..
A un popolo morto, ma, forse, non tutto morto
Massa
Cesar Vallejo

Finita la battaglia,
e morto il combattente, un uomo gli venne incontro
e disse: «Non morire; ti amo tanto!».
Ma il cadavere, ahi!, continuò a morire.
Gli si accostarono due ripetendo:
«Coraggio! Non lasciarci! Torna in vita!».
Ma il cadavere, ahi!, continuò a morire.
Ne accorsero venti, centomila, cinquecentomila,
gridando: «Tanto amore e non poter nulla contro la morte!».
Ma il cadavere, ahi!, continuò a morire.

Milioni di individui lo attorniarono,
con una stessa supplica: «Rimani, fratello!».
Ma il cadavere, ahi!, continuò a morire.
Allora, tutti gli uomini della terra
lo circondarono; li vide il cadavere triste, emozionato;
si alzò lentamente,
abbracciò il primo uomo; e si avviò…

Bossi e Berlusconi (sembra una canzoncina)
come due amanti / abbracciati al bar…

Che si amino tanto non c’è dubbio
compagni di porno
compagni di coca
compagni di truffa
compagni di razzia
compagni in distruzione
della Costituzione
insomma compagnoni
Li differenziano solo le canottiere
ma non si può fingere di fare un partito nuovo
solo perché si porta la canottiera

Berlusconi abbraccia Bossi
bacia la mano a Gheddafi
dorme nello stesso letto di Putin
scodinzola con gli emiri
ricicla coi corrotti
fa affari coi narco
papella con Cosa nostra
bacia in bocca Provenzano
adora Mangano
si tiene Dell’Utri per la mafia
e Cosentino per la camorra …

ma dovete proprio vedere materialmente il suo patto col diavolo per credere che non sia una persona seria?
VV.

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Il declino di Berlusconi è evidente. Ma sarà una cosa lunga e dolorosa
(Damilano)
..

LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA E’ UNA PIRAMIDE ROVESCIATA
NO GLOBAL E LEGA

Viviana Vivarelli

Ognuno può avere una vaga tendenza ideologica. Precisarla è un obbligo morale. Io nasco a un’attenzione più vivida alla politica dopo il macello di Genova, primo segno violento di un sistema virulento, che, nato dalla mafia e da una visione fascistica e dispotica del potere, non poteva che tendere ad un regime autoritario monocratico, associandosi alle peggiori forze del paese.
Nasco coi no global, col movimento dalle 800 associazioni di volontariato di Lilliput, con la campagna per le bandiere di pace per impedire il nuovo massacro dell’imperialismo americano in Medio Oriente. Nasco dall’avversione profonda alle guerre del petrolio, alle trame esiziali della CIA, alla falsa democrazia USA che in realtà è un plutocrazia, nemica delle democrazie altrui e aggravata dall’oscurità demenziale di Bush. Nasco dalla lotta contro la globalizzazione economica che sta distruggendo il mondo anche come pianeta, come clima, come risorse, e sta distruggendo l’uomo come essere libero, dignitoso e consapevole.

Mi pongo, insieme a milioni nel mondo, come Davide contro Golia, contro i grandi potentati della Borsa, della Banca, delle multinazionali, della BM, del FMI, del WTO e anche della parte più iniqua dell’UE e della BCE, strumenti di quel neoliberismo esiziale che sta distruggendo la Terra e immiserisce l’umanità economicamente e moralmente, piegandola ad una visione distorta di se stessa, del suo senso, del suo merito, delle sue possibilità, sotto la crescente spada dell’intimidazione, della paura e della fame. Una visione, quella neoliberista, quella di Marchionne per intenderci o di Berlusconi, che al centro non ha l’uomo e i suoi valori e diritti, il suo progresso economico o morale, ma il potere, la merce, il lucro, il capitale, nel cui nome si è pronti a fare ogni sorta di abominio, ad accettare gli incesti più blasfemi, in una visione distorta e demoniaca della supremazia di pochi su tutti, che schiaccia ogni altro nel regno degli schiavi o dei succubi, o lo spinge ad omologarsi al male per non perire, infettando come una marea nera e vischiosa che uccide l’uomo libero o lo cambia nel contrario di se stesso, infettandolo, mentre perverte gli stessi mezzi democratici, stravolge le parole, svuota i controlli, aumenta la crescente impunità dei potenti.

E’ orribile notare come a questo crescente abuso che il potere politico fa del mondo, dell’uomo e della sua centralità fondamentale, corrisponda la parallela crescita di arroganza di una Chiesa sempre più superba, impunita, venale e dissoluta. E che ciò sia conforme all’essere la Chiesa l’unica dittatura teologica rimasta al mondo non la giustifica né la assolve.

Il movimento no global, che si dia o no questo nome, parte da una premessa fondamentale:
LA PIRAMIDE DEL POTERE DEVE ESSERE ROVESCIATA.
Il suo simbolo è esattamente il contrario della piramide massonica.
L’intento no global intende smascherarla la falsa mitologia neoliberista e il suo abuso deviato di quella democrazia, che, nata precaria e asfittica già nelle mani dei Padri Fondatori americani (che stettero bene attenti a non dare troppo potere alle masse), in luogo di trovare maggiori forme di garanzia dei cittadini e della loro autodeterminazione, è stata progressivamente svuotata di ogni significato, fino a convertirsi oggi in una veste solo formale che nasconde il suo opposto.
Oggi il concetto di democrazia deve essere ricreato.

Il movimento no global è in sintonia con quasi tutte le istanze marxiste, ma è la stessa storia a negare le conclusioni di Marx quando egli dà per scontato che quando il proletariato, che è l’ultima classe, prende il potere, la lotta di classe è finita. I fatti hanno mostrato anche troppo che il risultato non è stato la scomparsa degli abusi della classe egemone ma solo la ricostruzione di una nuova piramide di potere, nuove nomenclature, nuove violazioni dei diritti umani e nuove distruzioni della democrazia.
Occorre dunque ripartire dal basso con una visione concettuale che non ripeta vecchi errori e che rovesci veramente la visione centralistica e verticistica che è contraria ad ogni democrazia vera.

I no global partirono dai Nuovi Municipi, esperimenti locali di democrazia partecipata in cui almeno l’elettore cominciava a dire la sua sui problemi del territorio, gestendo anche un minimo di finanza, perché, se manca l’elemento decisionale ma soprattutto quello finanziario (si ricordino le pagliacciate dei consigli scolastici) la democrazia è solo una burla.

La democrazia è un potere effettivo solo se si basa:
sulla conoscenza dei fatti e delle persone (SAPERE),
sul potere di scegliere i tuoi rappresentanti e di licenziarli se si dimostrano indegni (ELEZIONE E CONTROLLO),
sul potere di decidere tu, attraverso di loro, cosa è meglio per te (DELIBERAZIONE INDIRETTA)
ma soprattutto sul potere di decidere come spendere i soldi (FINANZE).

Quando emerse la Lega, fu evidente da subito che non si potevano fare accostamenti con alcunché di democrazia partecipata.
Si cominciò subito con l’infame riforma elettorale di Calderoli che eliminò d’un botto il diritto alle preferenze elettorali, rimettendo tutto nelle mani di una dozzina di gerarchi, da cui discese un Parlamento scelto da loro e dipendente da loro (nel cdx addirittura scelto da uno), senza più alcun legame o mandato popolare, e in cui tutti, ma proprio tutti, difesero i loro cloni da processi o condanne, fino agli ultimi casi eclatanti di Brancher, Cosentino, Dell’Utri per non parlare dello stesso B, accusato addirittura di stragi senza che i suoi battano un ciglio o che l’opposizione si svegli dal coma.
Proprio il punto supremo di qualunque democrazia dal basso, la scelta elettorale e il controllo, è stato ammazzato dalla Lega, con l’aggiunta di un premio spropositato alla fazione vincente (che ora non supera il 30%). Che a quel punto le elezioni fossero carta straccia lo ha dichiarato quel 46% di cittadini che non sono andati a votare.
Dei presupposti di democrazia, nella Lega, mancava tutto.
Il sapere latitava per motivi culturali ed era sostituito dal plagio di piazza e dall’unione attraverso obiettivi di odio sociale.
Il controllo sui rappresentanti è sempre mancato fino alla dichiarazione odierna di Bossi su Dell’Utri, Brancher, Cosentino o altri soci di mafia e camorra, per cui: “B ha il peso del Governo, qualcosa gli si deve dare!”
In quanto alle delibere, sono 16 anni che la Lega non fa che votare leggi ad personam nel solo interesse di B, che la tiene attaccata all’esca del federalismo.
Quando poi passiamo al lato finanze, si vede che, non solo gli enti locali, che dovevano essere il pernio portante del federalismo, sono stati depauperati di tutte le loro finanze fino ai tagli attuali che hanno suscitato la reazione bipartisan delle Regioni, perché senza finanze c’è solo la paralisi, ma è continuato quell’accentramento di potere su Roma ladrona a cui la Lega partecipa ormai attivamente, unendosi alla corruzione, alle mazzette (Fiorani-Brancher-Banca di Lodi-mazzette per salvare Fazio), agli scambi allegri di favori comprensivi di escort e coca, al mantenimento di enti inutili (Province), alle mangiatoie di Stato che si dilatano senza che se ne vedano tagli o freni.

Insomma, se la democrazia dal basso doveva essere il rovesciamento della piramide del potere accentrata a Roma e ormai nel solo B, con la Lega abbiamo visto il formarsi di altre piramidine analoghe che riproducevano gli stessi vizi di accentramento del potere ladrone nelle mani di pochi, pronti subito ad aumentarsi emolumenti e poteri, per di più impuniti e improcessabili, mentre al resto del paese il potere veniva tolto completamente: di sapere, di decidere, di controllare e di gestire i mezzi per governare.
A questo aggiungiamo la legge-bavaglio contro indagini e informazione, lo scempio del territorio con l’adesione delle Regioni leghiste al nucleare, il federalismo demaniale che consegnerà 11.000 beni ‘pubblici’, persino sorgenti, isole e porti.. all’avidità mercantile di giunte, che possono essere barbare come mafiose o camorriste, derubando la Nazione di un suo bene fondamentale, bene su cui oltre tutto è fondato il patrimonio dello Stato e dunque anche il debito….(immaginare un uomo che mette un’ipoteca sulla casa e poi vende la casa).. a quel punto mi chiedo cosa resta nella Lega che parli, non dico di democrazia dal basso o di federalismo, ma anche solo di intelligenza.

Che VIVA MARINALEDA
Paolo De Gregorio

In Spagna, a metà strada tra Cordoba e Siviglia, i 2700 abitanti di Marinaleda sono impegnati in una cooperativa agricola, dove tutti guadagnano lo stesso stipendio, 47 euro al giorno, su un terreno di 1200 ettari, già di proprietà del latifondista duca dell’Infantado, espropriato dopo anni di lotte, dove si coltivano fave, peperoncini e carciofi, che sono raccolti dagli uomini e inscatolati in fabbrica da 50 donne.
Per le case il sindaco Gordillo ha avviato un programma di autocostruzione: il Comune mette a disposizione il terreno, i materiali, una scavatrice, il progetto e due muratori e il cittadino fa il resto.
Con questo sistema sono state già costruite 300 villette a schiera e il Comune riceve 15 euro al mese per i prossimi 133 anni.
La polizia municipale è stata sciolta perché inutile e costosa.
Una cosa è certa, quando i lavoratori, quelli veri, prendono sulle proprie spalle il loro destino, si accorgono di non aver bisogno di padroni, di preti, di ideologie, e sono in grado di fare con le proprie mani le cose fondamentali per vivere: le case e il cibo.
Né padroni, né preti sono in grado di farlo, né quelle moltitudini di intellettuali che, fingendosi di sinistra, hanno inquinato tutta la comunicazione politica, complicando le cose semplici, scrivendo e parlando linguaggi astrusi e da iniziati, mettendosi a dare ordini alla classe operaia con l’evidente risultato di averla portata, di sconfitta in sconfitta, fino alla svolta di Pomigliano, che ci porta all’annullamento delle conquiste del movimento dei lavoratori, ricetta da estendere a tutto il Paese.
Se il lavoro salariato assomiglia sempre di più alla schiavitù (è più moderno secondo padroni e sindacati), il problema è quello di emanciparsi incominciando a rifiutare una vita da schiavo, e progettarne un’altra, possibile, con la propria famiglia o in cooperazione con altri, per una indipendenza economica ed alimentare che rifiuti i ricatti del padrone e del mercato.
Nessuno pensi ad una strada facile.Gli abitanti di Marinaleda ottennero l’esproprio delle terre dopo anni di lotte e di fame, ma qui in Italia ci sono molti terreni demaniali che possono essere concessi su richiesta dei cittadini, i beni sequestrati ai mafiosi possono essere dati in “comodato d’uso”, vi sono molti terreni abbandonati che costano poco, si tratta solo di impegnarsi a fondo per averli.
Oggi vi è una grande opportunità per tutti coloro che desiderano uscire dal lavoro dipendente, ed è quella di diventare “produttori di elettricità” con le rinnovabili, fondando MODERNE “fattorie solari”, che anche le banche finanziano facilmente, in quanto la considerano una attività sicura e con un futuro. Certo bisogna trasferirsi fuori città, ma, pensando a quale qualità di vita abbiamo oggi in certe periferie, potrebbe trattarsi di una liberazione e non di un sacrificio. E sarebbe bello pensare a collegarsi, via Internet, con altre persone che vogliono fare questa scelta, e presto si potrebbe parlare di “Villaggi solari” e non solo di fattorie.

Dimostrare, come hanno fatto a Marinaleda, che un altro modo di vivere è possibile è l’unica strada da prendere.
Le ideologie, le religioni, gli intellettuali, le filosofie, le analisi sociologiche, la politica, hanno dimostrato di essere al servizio del capitale e tutti concorrono a mantenere lo “status quo”.
Chi vuole veramente cambiare le cose, cominci a cambiare la propria vita e lo faccia in collaborazione e condivisione con altri.
Dal basso, perché dall’alto non verrà mai niente.

Investire nel futuro
Paolo De Gregorio

Molti di noi, abbrutiti dalle difficoltà e dalle scadenze quotidiane o impegnati a testa bassa, con il cervello confuso dalle superficialità che ci impone la comunicazione televisiva, delusi dalla politica e rassegnati ad adattarsi all’esistente, non sognano più un mondo diverso, gelati dall’individualismo diffuso che non fa intravedere nulla di condivisibile.
Il fallimento storico del comunismo e la scomparsa degli ideali ad esso collegati sono una parte della crisi, ma anche il cosiddetto “liberismo” capitalista, arrivato nella sua fase suprema della globalizzazione e delle multinazionali, ha generato crisi finanziarie, situazioni debitorie al limite della bancarotta, crisi ambientale, senza riuscire, non dico a risolvere, ma ad affrontare fame e sovrappopolazione, che aveva garantito di risolvere con la forza onnipotente del “mercato” globale.
L’economia ha preso il sopravvento sulla politica, e questa non riesce neppure ad imporre al sistema industriale globale una limitazione dei danni ambientali ed un contenimento della Co2, senza il quale gli scienziati ci dicono che arriveremo presto su una strada di non ritorno (vedi il fallimento del trattato di Kyoto e di Copenaghen).
Tutte le economie nazionali sono legate al sistema finanziario internazionale, Fondo Monetario in testa, e quelle più deboli ed esposte sul piano debitorio sono oggetto di una feroce speculazione (Argentina e ora la Grecia, etc.),con l’obiettivo di impossessarsi a prezzi stracciati di interi settori economici (industrie elettriche, compagnie telefoniche, acqua, ecc.) e di renderli così paesi satelliti e sotto ricatto.
L’obiettivo è quello di garantire ai paesi più forti finanziariamente ed economicamente la possibilità di uscire dalla crisi debitoria (USA in testa), scaricandola sul sistema internazionale e schiacciando i più deboli.
La frantumazione dell’Europa e la scomparsa dell’euro sono nei piani della grande speculazione finanziaria internazionale, guidata da anglofoni e sionisti.
L’ingresso di nuovi paesi produttori sulla scena internazionale con offerta di merci a prezzi bassi sta creando, anche in Italia, una strategia capitalista di aumentare la produttività e annullare i diritti, compreso quello di sciopero, con imbarbarimento dei rapporti di lavoro, che avvicina sempre più il lavoro salariato alla schiavitù, come dimostra bene la FIAT a Pomigliano.
E’ questo lo scenario che ci offre la dominazione capitalista: una vita sempre più incerta, precaria, ritmi di lavoro sempre più intensi, pochi diritti,più disoccupazione (per l’emergere di intere nazioni che si producono da sole le merci che prima noi gli vendevamo), disastro ambientale causato da un consumismo insostenibile.
E’ proprio questo il PUNTO FERMO che dobbiamo mettere, se vogliamo impegnarci per avere un futuro: questo sistema produttivo e distributivo è INSOSTENIBILE. Lo è per l’ambiente e per la qualità della vita degli uomini.
Il brutto è che nessuna forza politica, considerata progressista o di sinistra, fa il punto sulla situazione generale, e tanto meno elabora una strategia di uscita dalle logiche suicide di un capitalismo senza freni.
Ciò che fa apparire ridicola e sorpassata l’opposizione che oggi abbiamo in Italia, che il moderato De Benedetti considera una “balena arenata”, è che essa parla la stessa lingua del governo, parla di rilanciare l’economia, più produttività, i sindacati collaborano, nessuno mette in discussione la dittatura dell’economia, il nucleare si può fare, come la TAV e il Ponte sullo stretto. Oggi è evidente che sono generali senza esercito, la classe operaia non li considera più, anche perché in questa situazione non vi è alternativa al modo di produrre capitalista.
Intendiamoci però, il peso della classe operaia e la sua centralità nel ciclo produttivo è sempre lo stesso, anche in termini numerici. E’ venuto meno il suo peso politico e sociale da quando è scomparso dall’orizzonte una qualsiasi alternativa rivoluzionaria o riformista, e la “sinistra” si è accucciata nel comodo “Palazzo”, nella RAI, e si accontenta di sopravvivere (ancora per poco).
L’unico scenario antagonista che si può immaginare, di fronte alla evidente crisi finanziaria, sociale e ambientale provocata dal ciclo produttivo globalizzato, è quello di pretendere che in due settori economici vitali per la sopravvivenza, quello dell’energia e quello dell’agricoltura, si mettano regole protezioniste, in grado di far camminare un progetto di autosufficienza energetica ed alimentare su gambe italiane, dalla progettazione, alla manifattura, alla installazione, e parliamo di energie rinnovabili e di agricoltura totalmente biologica.
Noi viviamo in una situazione di incertezza e di insicurezza, basta che per 3 giorni non camminano più i camion e ci troviamo con i supermercati vuoti e le automobili ferme. Quindi possiamo immaginare in che guaio saremmo nel caso di una crisi del petrolio, con la dipendenza energetica ed alimentare che abbiamo dall’estero.
Chiunque sarà in grado di proporre agli italiani un credibile progetto che ci porti alla autosufficienza energetica ed alimentare, e che questo piano non preveda la concentrazione in poche mani, ma la segmentazione diffusa su tutto il territorio, facendo di milioni di italiani dei produttori di elettricità, pianificando una agricoltura legata ai bisogni del territorio, a km zero, pulita, con vendita diretta, ebbene chiunque lo farà, porterà un clima nuovo e lungimirante che ci spingerà finalmente a progettare il nostro futuro nazionale che ci dia delle certezze portando salute alle persone e all’ambiente.
Naturalmente non parlo di un piano quinquennale sovietico, ma di milioni di privati che diventano produttori di energia e di piccoli agricoltori non più in mano alle mafie dei mercati generali.
Il grande difetto, sia del capitalismo che del comunismo,è quello di aver bisogno di masse di schiavi salariati che non sono trattati come esseri umani, ma sono parte di una macchina produttiva, spesso nociva o letale, che non ti chiede di pensare ma di obbedire e tacere.
Questo si chiama il “grande modo di produrre” e va sostituito dal “piccolo modo di produrre”, che può essere costituito da singoli, da famiglie, da piccole cooperative, in grado di produrre ogni bene materiale necessario, escludendo la schiavitù salariata con le sue degenerazioni di violenza agli individui e all’ambiente.
Avere questo orizzonte strategico consente già ora a molte persone di incamminarsi su questa strada, collegarsi e aiutarsi tra loro, per gettare le basi di un umanesimo con radici materiali ed etiche, dove ci si riconosce nel principio di non essere sfruttati e di non sfruttare nessuno, di non nuocere alla salute dell’ambiente né a quella degli uomini.
Nelle energie rinnovabili e nella agricoltura biologica c’è questa etica, si butta al cesso la competitività e il potere dei padroni e dei soldi, ci sono le basi materiali della collaborazione tra le persone e del loro riconoscersi come nuova categoria sociale omogenea e solidale.
Vedo in giro una profonda insoddisfazione nelle classi subalterne, c’è grande incertezza per il futuro, c’è passività, rassegnazione, ci sono molti suicidi, molti si ammazzano con le droghe o con l’alcool.
Tutti i “leader” prima o poi diventano tiranni, nessuno può agire al nostro posto, bisogna cominciare a vivere e lavorare facendo la pace con gli uomini e l’ambiente, e dimostrare che un altro mondo è possibile anzi è necessario.

De Benedetti ha detto che il Pd è una balena arenata.
Tutt’al più un pesce scatola.

(Viviana)
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Indice mondiale della prosperità: Italia fuori dal G-20
Beppe A

Non finisce (purtroppo) sulle prime pagine dei giornali e non è (purtroppo) “market mover”, pur fornendo preziose informazioni sullo stato dei principali paesi del pianeta. Stiamo parlando del Global prosperity index, l’indicatore della prosperità mondiale. L’indice, che coniuga crescita economica, benessere sociale e qualità della vita in 104 paesi, è calcolato dal think tank britannico Legatum Institute ponderando nove fattori chiave che contribuiscono alla crescita economica e al benessere sociale.
Usa al 9° posto, ma primi per innovazione. Italia 21°. Nonostante la crisi, gli Stati Uniti restano al top tra i big dell’Occidente, figurando al 1° posto assoluto nella capacità di innovare. L’Italia, che fa anche parte del G-8, è al 21°dietro Hong Kong, Spagna e Slovenia, dunque fuori dal G-20 della prosperità.
Va meglio per la sanità, all’11° posto in classifica, ed educazione 17°, ma ancora peggio in altri: 23° in istituzioni democratiche, 25°per i fondamentali economici, 26° in imprendotorialità e innovazione, 31° in sicurezza, al 35° in governante (leggi e regole), al 37°in capitale sociale e addirittura al 40° in libertà personale.

www.prosperity.com/rankings.aspx

Silvanetta segnala:
Il Consiglio d’Europa boccia la legge bavaglio: “Favorisce mafia e corruzione”

Dopo la condanna di Dell’Utri, la maggioranza prova il tutto per tutto. Vuole discutere il ddl intercettazioni il 29 luglio, scavalcando la manovra economica. Ma arriva la terza bocciatura internazionale.
Dopo gli Usa (Dipartimento di Giustizia americano) e l’Ocse, oggi è il Greco (Gruppo di stati contro la corruzione) a dire “in Italia i politici, per ragioni personali, approvano leggi che favoriscono corruzione e mafie”.
“Questa legge potrà creare gravi difficoltà alla lotta alla criminalità organizzata”, dice Drago Kos, ex dirigente della polizia slovena, detto lo zar della guerra alle tangenti, dal 2002 Presidente di questo importante organo interno al Consiglio d’Europa, che ha il compito di sorvegliare le politiche nella lotta alla corruzione e identificare le lacune nelle norme, indicando i provvedimenti da prendere.

www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/30/%E2%80%9Cil-ddl-intercettazioni-favorisce-mafia-e-corruzione%E2%80%9D/34349/
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Rapine in banca, Italia maglia nera
Beppe A

Nel 2009 ci sono state nel nostro Paese 1.744 rapine, il 42,02% del totale di 4.150 in tutta Europa.
Grazie signor Maroni!
Dopo il megafono sulle rapine in villa… più nulla?

Silvanetta segnala:
Partiti ingordi, l’imbroglio legale dei rimborsi elettorali
Spendono 600, incassano 2 miliardi e duecento milioni di euro

Era il 1993, l’ultimo anno in cui i partiti politici italiani incassarono quel che allora si chiamava “finanziamento pubblico”, lo stesso anno in cui un referendum popolare “abolì” quel finanziamento.
Quell’anno i partiti politica incassarono circa 80 miliardi di lire, più o meno 45 milioni di euro.
All’opinione pubblica sembrarono troppi e comunque mal spesi.
Il referendum bocciò il principio stesso dei soldi pubblici a sostegno dell’attività politica.
Ma i partiti hanno continuato a essere ingordi. Oggi la loro ingordigia ha preso la forma del “raggiro legalizzato”.
Tolto il ‘finanziamento’ è arrivato il ‘rimborso’. Ora chiunque in qualunque situazione voglia un ‘rimborso’ cui ha diritto, in un mondo normale, deve documentare la spesa relativa. Il concetto di rimborso non può prescindere dalla prova della spesa che si rimborsa. Senza spesa e senza documentazione non ci dovrebbe essere rimborso. Elementare, ovvio. E invece no: fino al 2008, i partiti hanno presentato documentazione di spesa per 600 milioni ma hanno incassato 2 miliardi e 253 milioni!
Tremonti ha fatto alcune finte: prima ha detto che tagliava la metà di questo surplus, poi il 10%, poi zero. Come volevasi dimostrare. La casta non taglia se stessa. Meglio operai e pensionati.

www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/partiti-politici-rimborsi-finanziamento-imbroglio-legale-450175/

Viviana
Ultimamente le figuracce di Tremonti si ammucchiano.
Prima ha detto che non si poteva andare in pensione con 40 anni di contributi. Poi: dietrofront. Era un errore.
Poi ha detto che avrebbe tagliato la tredicesima a poliziotti, magistrati e insegnanti. Altro dietrofront. Era un altro errore.
Aspettiamo la prossima figuraccia, con la convinzione che una sana scrematura del Governo e del Parlamento con provvedimenti antidroga, anticorruzione e antidemenza sia sempre più necessaria.
Ormai questi sono in pieno delirio. Non so se di onnipotenza, inettitudine o stupidità ma sempre delirio è.
E’una gara dura: vedere chi vince tra l’incapacità a fare del governo del fare e l’incapacità a capire dei sudditi del non farsi capire.
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Sante Marafini
«Tutto il sesso (segreto) sotto l’ombra del Vaticano»
Luciana Cimino

17 papi pedofili, 10 incestuosi, 10 ruffiani, 9 stupratori. E poi ancora pontefici sposati, omosessuali, travestiti, concubinari, sadici, masochisti, voyer.
Nei giorni in cui la Corte Suprema Usa stabilisce che i preti possono essere processati per i reati di pedofilia e non si placano le polemiche per le perquisizione predisposte dalla magistratura belga nelle sedi episcopale del paese (definite da Benedetto XVI «deplorevoli») esce in Italia il nuovo libro di Eric Frattini, giornalista, professore universitario a Madrid, autore di saggi sui sistemi spionistici tradotti in tutto il mondo.
Frattini, originario di Lima, torna a occuparsi della chiesa cattolica con il documentatissimo “I papi e il sesso”.
Pagina dopo pagina, secolo dopo secolo, dai primi versi della Bibbia a Benedetto XVI, sfilano gli indicibili vizi passati all’ombra del Vaticano. Sottaciuti e nascosti, «non c’era internet – dice Frattini – ora la Chiesa non può far finta di niente e lo scandalo pedofilia gli è esploso in mano, il papa ha dovuto condannare pubblicamente la pedofilia ma è lo stesso che da cardinale definì i pederasti semplici peccatori e non delinquenti contribuendo ad alimentare così la congiura del silenzio. Lo trovo più efficace con la corruzione, Sepe lo ha allontanato subito». Ma non c’ solo la pedofilia. Nel libro si racconta di Giovanni XII, stupratore di pellegrine e bambine, di Innocenzo III, collezionista di giochi erotici, di Leone X, papa omosessuale…..

www.unita.it/news/culture/100582/tutto_il_sesso_segreto_sotto_lombra_del_vaticano

Non c’è più religione!!

RIDIAMARO : – )

JENA
PREDATORI
Gli scienziati hanno scoperto che dodici milioni di anni fa esisteva un enorme predatore marino con denti lunghi trentasei centimetri…
E poi si è estinto?
No, è entrato in politica.
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BEATI
Direbbe oggi Bertolt Brecht: «Beati quei mafiosi che non hanno bisogno di eroi».

luttazzi.it

Italia da record per le rapine in banca. Da entrambi i lati dello sportello. (Augusto Rasori)
..
Assolto Tartaglia per l’aggressione a Berlusconi: quel giorno in piazza Duomo non era in grado di intendere e di volere. Ma nemmeno Tartaglia era molto lucido. (Alessandro Bielli)
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L’Iran avrà l’atomica tra due anni. Sono gentili ad aspettare che noi sconfiggiamo il cancro. (nico donisi)
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spinoza.it
Molti quotidiani hanno titolato “Ridotta la condanna a Dell’Utri”. Che è un po’ come titolare “23 maggio 1992: danneggiata l’autostrada Palermo-Capaci”.
..
(Al Tg1 hanno parlato così bene di Dell’Utri che ho pensato fosse morto)
.
B: «Adesso che sono ridiventato single ho la fila di ragazze che mi stanno addosso per sposarmi”
Perché non hai visto la fila di quelle che ti stanno addosso per sputarti”
(Viviana)
..
Siamo soli nell’universo?
No, c’è anche qualche trans.
(Viviana)

Le frasi ingloriose di Bossi
(praticamente ha detto tutto e il contrario di tutto, specie su B, ma è la rozzezza che spaventa)

I lombardi sono trattati da schiavi, la Lombardia è una vacca da mungere.

I partiti sono lo strumento attraverso cui i meridionali gestiscono lo stato.

Milano è una città con forte immigrazione, che ha poca identità e perciò la gente parla poco, è poco coraggiosa…

(A B) Dovrai scappare dal Nord di notte con tua moglie e i tuoi figli e le valigie. Hanno capito che tu sei mafioso.

Quell’uomo (B) ha fatto tanti imbrogli nella sua vita. Oggi è solo il servo di quel fascista di Fini. Parlare di costituente era un modo per “toccare” la Lega. Noi siamo come Gesù Cristo, guariamo i malati e gli storpi. B sa che chi tocca la Lega guarisce e spera di dare di sé l’immagine del guaritore. B e Fini sono i figli del dio degenere della restaurazione, questo dio si chiama maggioritario e oggi puntano sul maggioritario e sul presidenzialismo per mettere una pietra tombale sul cambiamento.

Il tricolore lo metta nel cesso, signora. Ho ordinato un camion a rimorchio di carta igienica tricolore, personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore

(Sulle nozze celtiche di Calderoli) Finalmente una grande occasione storica per ricordare che non siamo latini, ma che fummo sconfitti dai latini.

Il progetto mondialista americano è chiaro: vogliono importare in €pa 20 milioni di extracomunitari, vogliono distruggere l’idea stessa di €pa garantendo i propri interessi attraverso l’economia mondialista dei banchieri ebrei e attraverso la società multirazziale. Ma noi non lo consentiremo

Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo

La Lega non è razzista e non è xenofoba. Noi siamo democratici. Io sono tranquillo, queste accuse le respingo al mittente. Razzista e xenofoba è la sinistra. Noi siamo in regola, non siamo Le Pen. Noi siamo il contrario di Le Pen e chi ci accosta è un farabutto. Altro che razzisti e xenofobi

Se non passa il federalismo il nord torna alla secessione ma quella dura, senza mezze misure, senza alcuna mediazione con lo Stato italiano

Sulle tangenti auguriamo al giudice Di Pietro di andare avanti a tutta manetta; senza la Lega ora Di Pietro sarebbe in un pilastro di cemento armato

Bisogna che si mettano in testa tutti, anche il B-Berluskàz, che con i bergamaschi ho fatto un patto di sangue: gli ho giurato che avrei fatto di tutto, che sarei arrivato fino in fondo, per avere il cambiamento. E non c’è villa, non c’è regalo, non c’è ammiccamento che mi possa cambiare strada… B deve sapere che c’è gente che ne ha piene le tasche e che è pronta a far il culo anche a lui

Abbiamo il dovere morale di liberare il nostro popolo da questa Italia schiavista. Il potere colonialista imbecille non capisce che il popolo aspetta solo il momento per attaccare, e quel momento verrà.

Il nostro popolo è pronto ad attaccare. Si dice che il Paese stia andando a fondo, ma io conosco un solo Paese, che è la Padania. Dell’Italia non me ne frega niente.

Si va al voto, oppure facciamo la rivoluzione. Facciamo la lotta di liberazione. Ci mancano un po’ di armi ma le troviamo.

Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili.

Noi i fascisti li teniamo sotto tiro con il Winchester

Ho fermato trecentomila bergamaschi pronti a imbracciare il fucile.

Se B mi telefona gli faccio sentire il rumore del mio revolver.

Avremo tutti il mitragliatore in mano e sarà un piacere portarmene un po’ all’altro mondo.

Questa è l’ultima occasione: o si fanno le riforme o scoppia un casino. Se la sinistra vuole scendere in piazza abbiamo trecentomila martiri pronti a battersi. E non scherziamo… mica siam quattro gatti, verrebbero giù anche dalle montagne con i fucili, che son sempre caldi. Se la sinistra vuole scontri, io ho 300mila uomini. I fucili sono sempre caldi»,

B: Ha voluto sposare la Lega e ora deve eseguire gli ordini.

Il popolo della Padania condivide con quello del Tibet l’aspirazione ad essere ciascuno padrone a casa propria.

Io sono un uomo che tratta. Se però non ci fosse un accordo ricordo che c’è un milione di persone disposte a combattere per il federalismo, persone che non hanno paura di niente. La libertà se non viene data dal Parlamento si conquista.

Andrò con Calderoli in Vaticano per avere un chiarimento con la Chiesa per ricordare che le nostre radici sono cristiane. La matrice della Lega è cristiana e cattolica e siamo gli unici che veramente hanno radici cristiane.

Non vorrei mai tra cinque anni e un mese trovarmi un presidente [di regione] abbronzato. Gli immigrati hanno dei diritti, però solo a casa loro.

È chiaro che le banche più grosse del Nord avranno uomini nostri a ogni livello. La gente ci dice prendetevi le banche e noi lo faremo.

La Lega non si interessa al potere come tale. Non pensa solo a conservarlo, ma se ne serve per mettere in pratica certe idee. Noi non cerchiamo gli applausi del pubblico. Mai la superficialità ha prevalso sui progetti di lungo impegno, capaci di trasformare la società. Questo è il nostro stile, ruvido magari, ma onesto. Questa è la nostra fede.

Si tratterà di una battaglia durissima. Ma noi della Lega non siamo soldati di ventura. Non siamo mercenari. Siamo degli idealisti pronti a qualunque scontro, a batterci all’arma bianca, ad uscire all’assalto in ogni momento attorno alle nostre bandiere. Il nuovo periodo storico deve arrivare presto e deve essere illuminato dalla grande luce del federalismo!

Un principio fondamentale che sta alla base di tutte le Costituzioni, è quello della resistenza che i cittadini e i popoli hanno diritto di fare nei confronti di uno Stato quando commette ingiustizie, e nei confronti della Padania di ingiustizie, a mio parere, ne sono state fatte un’infinità.

B era il portaborse di Craxi. È una costola del vecchio regime. È il più efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la Lega faceva cadere il regime, lui stava per il Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui è il tubo vuoto qualunquista. Ma non l’avete visto oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre? B è bollito. È un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all’Ulivo, segue anche lui l’esercito di Franceschiello dietro il caporale D’Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi è B?
La trattativa Lega-Forza Italia se l’è inventata lui, poveraccio. Il partito di B neo-Caf non potrà mai fare accordi con la Lega. Lui è la bistecca e la Lega il pestacarne. (citato in Marco Travaglio, Peter Gomez, B)
B è l’uomo della mafia. È un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra.

B mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. È un Kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi è il capocomico del teatrino della politica. Un Perón della mutua. È molto peggio di Pinochet. Ha qualcosa di nazistoide, di mafioso. Il piduista è una volpe infida pronta a fare razzia nel mio pollaio.

La “Padania” chiede a B se è mafioso? Ma è andata fin troppo leggera. Doveva andare più a fondo, con quelle carogne legate a Craxi. Io con B sarò il guardiano del baro. Siamo in una situazione pericolosa per la democrazia: se quello va a Palazzo Chigi, vince un partito che non esiste, vince un uomo solo, il Tecnocrate, l’Autocrate. Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa. Tratta lo Stato come una società per azioni.

La folla: Bos-si- Bos-Si….

Piazza del Popolo 2010, Bossi, abbracciando B sul palco:
«Siamo qui con un alleato forte, con un amico cui mi sento legato non solo da amicizia ma anche da fraterno affetto»,
«La nostra alleanza terrà e Umberto è uomo di grande equilibrio e lealtà. Non c’è stato un solo caso in questi due anni di governo in cui non siamo stati d’accordo»,
«È un uomo del popolo, uno di noi che ha gli stessi principi e valori, lontano dai salotti chic». «Ci fu un ministro in €pa che chiese la famiglia «trasversale e B non firmò. Da quel momento io e Silvio diventammo amici»,
«Io e Silvio siamo grandi amici, non credete ai giornalisti che scrivono delle stupidaggini…».

La folla: Bos-si..Bos.si

Al Capone

Una volta c’era Al Capone. Oggi abbiamo Angelina Jolie detta Al-fano o Al-fango.
Ah, non ci sono più gli Al di una volta. E anche Al-Berlusconi al G8 ha detto che è un povero vecchio. E quando mai Al Capone lo avrebbero preso al G8?
(Viviana)

Nonciclopedia
Attualmente Al-fango sta lavorando su una serie di disegni di legge:
-Fornire agli immigrati dei simpatici braccialetti, simili a quelli da loro spacciati sulle bancarelle, che però somministrano saltuariamente una frizzante scossa elettrica
-Fornire agli zombie il diritto alla non-vita. Sebbene l’opinione comune ritenga che uno zombie sia privo di attività cerebrale, ma sia invece interessato ai cervelli altrui, essi possono, con un po’ di fiducia, lavorare, procreare e persino diventare ministri.
-Assegnare a tavolino i prossimi 10 scudetti al Milan
-Creare svariati milioni di posti di lavoro (in politica o nei ministeri, curriculum richiesto: un reato finanziario a scelta, ma anche non finanziario. Chi è mafioso vince anche una paperella)
Il caso Alfano è studiato con interesse da eminenti psichiatri. Sembra infatti che il nostro, come altri del Pdl, sia affetto una particolare forma di daltonismo. I sintomi di questa patologia sono:
-Incapacità di distinguere un mafioso da un cittadino comune, confondendo le categorie
-Assidua e costante frequentazione di comizi antimafia (secondo la richiesta di Cosa Nostra: “Qualcuno di noi ci deve essere”)
-Frequentare a titolo personale individui poco raccomandabili
-Appassionarsi su chi entra ed esce da San Vittore e soprattutto su chi non ci deve entrare anche se si è dato da fare per entrarci.
Purtuttavia, molti studiosi filogovernativi contestano l’esistenza stessa della malattia. La mafia, infatti, non esiste. Dopo i mondiali, nemmeno l’Italia, forse.

Lasciando perdere gli scherzi, Alfano ha realmente detto:

”L’innocenza del prefetto Gianni De Gennaro, fino a condanna definitiva è sancita dalla Costituzione” (come la verginità della D’Addario)

“Ho stima e fiducia in De Gennaro che ha servito lo Stato con dedizione” (praticamente gli ha dedicato un morto e centinaia di feriti)

(A New York) “Non sono qui per celebrare il nostro governo ma oggi tutti i più grossi esponenti della criminalità organizzata sono dietro le sbarre con condanne gravissime” (gli altri sono al Parlamento o direttamente al Governo)

“Noi vogliamo colpire il patrimonio in nero. Il mafioso mette in conto il rischio di finire in galera, ma non mette in conto quello di perdere il proprio denaro..” (Aspetta solo lo scudo fiscale)

«Forza Italia non ha mai avuto collegamenti con la mafia» (infatti Ciancimino e i 20 pentiti sono risultati tutto comunisti)

“Nella guerra alla mafia il modello Italia è diventato esempio per i paesi del G8” (sì, su come non fare)

“B non si sottrarrà alla giustizia. Lui è uno che vorrebbe andare in tribunale sempre. Quando avrà finito di governare si farà processare dai tribunali italiani”. (nel 3000?)

“L’obiettivo è quello di non sottrarre nessuno alla giustizia e giusto processo”.

“La sentenza Mills non vuol dire nulla. Il programma del governo sarà portato avanti e dovrà essere realizzato, dalle intercettazioni, alla ragionevole durata dei processi, al legittimo impedimento”

“Con troppe intercettazioni avremmo uno stato di polizia” (Molto meglio uno stato di mafia)

Il Ministro di disgrazia e ingiustizia Angelino Alfano ha detto che il Premier è troppo impegnato per farsi processare. Giusto! Come far attendere Noemi Letizia e Patrizia D’Addario o la nuova ‘segretaria’ bionda fornita dalla Polverini? Non sarebbe giusto nei confronti dell’Italia. (C.Siracusano)
..
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