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Wednesday November 22nd 2017

Meno male che Silvio Che!

Roma, 28.10.’22
Roma, 28.03.’09
Due terni secchi sulla ruota di Roma?
No! due date storiche, che videro l’inizio di una nuova era per l’Italia: un’era di pace, di prosperità e di sviluppo.

Cos’hanno in comune quelle due date? Il 28, un numero carico di sottintesi, perché soverchia il 27 – caro, allora come oggi, agli statalisti e statali della Sinistra italiana. Quella Sinistra cui allora Benito diede l’estrema unzione con l’olio di ricino, mentre oggi Silvio gliela da con l’olio Benedetto.
Certo, Silvio non potrà mai essere Benito, così come Benito non potrà mai essere Silvio, essendo nato prima dell’invenzione del rinfoltimento. Li unisce però la grande carica erotica, quella che portò già Benito a fottere senza riserve, Italia compresa. E Silvio, pur avviato sulla via agra della senescenza, cova in sé il sogno di ripetere gli exploit amatori del suo predecessore.
Ma lasciamo la Storia per venire alla cronaca, pur già essa fatta Storia. Oggi nasce un Partito-non Partito (PnP) moderno, laico, liberale e privo dei moralismi della vecchia Sinistra. Un PnP che ha bruciato le scorie del passato, capace di trarre nuove energie dall’immondizia dei vecchi Partiti: un autentico termovalorizzatore della Libertà.
Sono troppo commosso per dare un resoconto compiuto dell’evento; mi limiterò a semplici appunti da tacquino di umile cronista.
Il Congresso (primo e ultimo, perché d’ora innanzi si chiameranno Adunate della Libertà) inizia con l’esecuzione dell’Inno Nazionale (presto sostituito da ‘Fratelli massoni d’Italia’), seguito dall’Inno del Popolo della Libertà cantato da un Coro di 100 coristi, per rendere bene l’idea corale del nuovo PnP (un divertente equivoco ha visto protagonista la ministra Arfagna: quando ha inteso il Divo Silvio accennare alla oralità del PnP ha subito rizzato il grazioso capino e hanno dovuto trattenerla dal salire sul palco).
 
“Avanti o popolo, alla riscossa,
l’Italia intera oggi è commossa
L’Italia intera oggi è commossa:
natò è il popò dé-lla Libertà!
 
Nato è il popòo della Libertà
Nato è il popòo della Libertà
Nato è il popòo della Libertà
Ewwiwa Berlusconi eia à-là-là!
Viva Sìlvio!
Viva il Càv! Viva Bèrlùscòn!”
 
Non è sfuggito a nessuno come questo Congresso si sia svolto del tutto casualmente subito dopo l’inaugurazione dell’Alta Velocità sulla Milano-Roma (allo studio la possibilità di attivare anche il ritorno) e del termovalorizzatore di Acerra. Chiaramente studiato, invece, il ripristino dell’ora legale proprio nella notte fra il 28 e il 29 marzo: un forte segnale per il Paese del ritorno alla legalità con l’avvento del nuovo PnP.
Trattandosi di un PnP che nasce dal e per il popolo, per la gente, il Congresso, in un momento di grave crisi economica, si svolge in un ambiente e in un’atmosfera a dir poco minimalisti. Il Divo Silvio ha dato personalmente disposizioni perché tutto venisse allestito senza sfarzo e sprechi, bensì con la sobrietà e la modestia che da sempre lo contraddistinguono. Quando gli hanno comunicato che, nonostante ciò, si sono superati i 3 milioni di euro di spesa, è montato su tutte le furie e ha deliberato seduta stante che non si terranno più congressi, che sono un insulto alle difficoltà economiche del popolo. Il presidente e il segretario del PnP li sceglierà lui nella villa di Arcore; lo Statuto e il Programma li stenderà personalmente insieme al M° Apicella, ad Andrea Vantini (autore di “Menomale che Silvio c’è”) ed Emilio Fede.
Il Divo Silvio ha proclamato che tale modernizzazione è nella stessa ottica che l’ha portato a proporre di affidare il voto in Parlamento ai soli capigruppo, per risparmiare lungaggini e perdite di tempo. “La nostra – ha declamato ispirato il Divo Silvio nel discorso di chiusura (e siamo al 29, forse anche come anno) – è la moralità del fare. Non basta essere onesti: un pubblico amministratore, un funzionario devono fare, perché l’Italia ha bisogno di questo fare”. (Per ‘dire, baciare, lettera e testamento’ si vedrà in un secondo tempo). E quando si è in troppi, si fa una bella madonna, si discute e basta.
Quindi, il Governo recepirà le direttive del Premier e le porterà in Parlamento, dove, nel massimo rispetto delle procedure democratiche, i capigruppo della maggioranza le approveranno.
Dietro le quinte, già si mormora che la prossima mossa strategica e spiazzante del Divo Silvio sarà la fondazione di un nuovo PnP: l’ FTM, ovvero ‘Faso Tuto Mi’.
L’emotività ha toccato il culmine quando il Divo Silvio ha proclamato tutti gli astanti ‘missionari della Libertà’, dando il meglio di sé per evidenziare la ‘L’ maiuscola. Va da sé che ora tutti si aspettino indicazioni su quale sarà la posizione del missionario della Libertà.
Non ha parlato dell’uso del preservativo nella lotta all’AIDS, in quanto lui, notoriamente, copula con donne nere solo dentro. Inoltre, si sa che non dispera di risolvere alle radici il problema non appena l’Italia avrà riconquistato almeno l’Etiopia e l’Eritrea.
Al termine del suo discorso ha chiamato sul palco tutti i ministri; i governatori di Forza Italia, pardon, del PnP PdL; i tre coordinatori nazionali di non so più cosa; l’accidenti a quattro e il coro. Purtroppo, date le ristrettezze economiche, il palco non poteva contenere anche tutta la platea.
In perfetta sintonia con se stesso, ha chiamato davanti a tutti ma dietro a sé ( si può leggere anche invertendo i fattori) le sue ministre. Brunetta e La Russa hanno vanamente tentato di insinuarsi davanti a tutti.
Così si sono trovate alle spalle del Divo Silvio, da destra: la Carfagna alla cui sinistra stava la Gelmini alla cui sinistra stava la Prestigiacomo e, la più a sinistra di tutte,la Meloni.
È partito (o non partito …? Boh …) l’ ‘Inno alla troia’ (parole e musica di Apicella), subito seguito dall’Inno Nazionale.
A questo punto il vostro umile cronista si è commosso e, ficcatisi nelle orecchie gli auricolari dell’Ipod, si è sparato a tutto volume “Meno male che Silvio c’è”. Riprendendosi subito dalla commozione.
Fuori, infuriava un autentico vento da Siberia (per Roma, ovvio). Il messaggio augurale del nostro amico Putin …?
 

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