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Sunday June 25th 2017

MASADA n. 869. 5-2-2009. Crimini da fantascienza: IL GRUPPO BILDERBERG

La dx e l’insicurezza di Stato – Italia, 2025 – Pd, alla ricerca dell’identita’ perduta – Veltroni e il GRUPPO BILDERBERG, il vero governo ombra mondiale – Obama come?- Il dolore e il Vaticano – Il dolore e i migranti

Il mondo e’ un corteo di ciechi

Che segue senza saper dove
qualcuno che non sappiamo chi
 
Viviana
.. 
Gianni Zampieri
 "Per fare la guerra basta il tuo silenzio,
  per costruire la pace e’ necessaria la tua voce
."
.. 
Nel lungo periodo..
"Nel lungo periodo saremo tutti morti"
Keynes
..
Questa e’ la terra desolata
La terra degli uomini vuoti..”
 
“Quali sono  le radici che s’afferrano, quali i rami che crescono
da queste macerie di pietra? Figlio dell’uomo,
tu non puoi dire, ne’ immaginare, perche’ conosci soltanto
un cumulo d’immagini infrante, la’ dove batte il sole
e l’albero morto non da’ riparo, nessun conforto lo stridere del grillo,
l’arida pietra nessun suono d’acqua
c’e’ solo ombra sotto questa roccia rossa”.
 
Eliot
 
 

Dinanzi a noi e’ l’oscurita’. Troppe sono le cose che non comprendiamo. Troppe quelle che ci lasciano con la bocca amara. Per poter sperare e dunque agire, bisognerebbe prima di tutto avere una buona informazione, e in secondo luogo poter intravedere uno spiraglio di soluzione, in cui l’agire dell’uomo onesto e in buona fede possa avere una qualche chance di successo. Troppo spesso abbiamo l’impressione di essere calati in un quadro piu’ grande di noi dove l’uomo comune e’ una pedina ininfluente, agita da grande forze che nemmeno conosciamo, mentre ci lasciano fare piccoli giochi che non cambiano l’ordine del mondo.
Malgrado questo, i giusti non si arrendono e continuano a lottare per le cose in cui credono.
Sulla possibilita’ di intervenire o meno su quanto accade in Italia o nel mondo, propongo oggi acriticamente alcuni punti di vista molto diversi tra loro e lascio la parola a tre lettori di Masada, senza interferire in alcun modo col mio punto di vista: Sauro, Mariapia Folli e Sergio Boschian.
In quanto a me, pur nella desolazione quotidiana, resto aderente al motto di Chesterton : “E’ impossibile, ma tentero’!”
..
Droga violenza, sicurezza
Sauro
La destra
Normalmente pensando alla Destra si pensa a sentimenti di giustizia, di fermezza nella gestione della Giustizia.
Normalmente destra fa venire in mente polizia severa, dura, quando non repressiva.
E’ strano come in questo martoriato paese le forze dell’ordine se la prendano con tifosi nelle aree di servizio (Gabriele Sandri ), cittadini che rientrano a casa (Federico
Aldovandi, Ferrara ) o sfoghino, come a Bolzaneto, e non sfoghino  i loro istinti piu’ biechi contro i veri mostri come gli stupratori, i pluriomicidi, i mafiosi macchiatisi di delitti, che invece proteggono come pulcini. Onestamente non ce la faccio, non capisco la proporzione.
In Italia abbiamo una destra che a parole sbandiera valori, non mi soffermo nemmeno ad enunciare quali, ma nei fatti e’ dominata dagli interessi di Berlusconi. Tutto il resto e’ filosofia, con buona pace dei fedelissimi e della solipsistica opposizione, che vive in un mondo a se’.
In pratica le due forze sembra vivano su due universi paralleli.
Per una va tutto male.
Per l’altra va tutto bene.
Cazzo! ma ci sara’ una via di mezzo, no? La realta’!

Droga
La PDL ha fatto sempre della lotta alla droga un suo punto fermo, ricordo il cipiglio di Fini quando parlava del problema. Nei fatti non passa giorno che sugli stessi telegiornali di regime non si senta la notizia di centinaia ripeto centinaia! di chilogrammi di cocaina o eroina sequestrati. Peccato che i sequestri siano la punta dell’iceberg!
Persino mia madre, signora, casalinga, 70 anni, quinta elementare, ha capito e me lo ripeta quasi ogni giorno "stiamo distruggendo la nostra gioventu’, peggio che se fossimo in guerra".
Ora io vorrei capire, lo vorrei davvero tanto: ma il Pdl a che gioco sta giocando??
I giovani li vuole vedere rincitrulliti e lascia che si brucino corpo e cervello, gli extracomunitari non li vuole, il paese chi lo mandera’ avanti tra venti o trenta anni? Noi vecchi bacucchi? E’ questo che vuole? Farci lavorare fino alla morte?

Violenza
Che in questo mondo in cui piu’ o meno consapevolmente "viviamo", abbiamo deciso di vivere, ci siamo incarnati e ognuno la veda come vuole, vi sia quotidianamente la lotta tra il Bene ed il male credo sia davanti agli occhi di tutti. Ce lo insegnano fin da piccini raccontandoci fiabe violentissime  proprio per farcelo capire. Poi, diventando grandi,  questo concetto cosi’ semplice, lineare, perde rilievo, diventa come sfumato, opaco,
sfuggente, quasi tra adulti non se ne parla piu’. Se lo si fa si viene presi quasi per mentecatti. Ma e’ ben strana la mente umana, coi bambini ci comportiamo in un certo modo, tra adulti in un altro. Mah…
Saro’ quindi un mentecatto, ma la lotta si combatte ogni giorno, in ogni luogo, ad ogni ora a differenza dello "stato moderno" in cui viviamo fino a pochissimi anni fa, ed in molti stati e’ ancora cosi’, di fronte ad atti di barbarie lo stato reagisce con altrettanta barbarie.
Tanto per capirci: tu ammazzi una persona, io "stato" ti tolgo la vita. Amen. Con o senza processo.
Mi assumo la responsabilita’ delle mie parole, ma un sistema, non  tanto uno stato, che pensa di redimere  tutte le persone con un carcere rieducativo, stile arancia meccanica, e’ un sistema destinato al fallimento in materia di sicurezza. In particolar modo uno stato come il nostro dove la certezza della pena, parola con cui si sciacquano la bocca i nostri politici, e’ qualcosa che fa ridere i malviventi, sicuri di non incorrervi quasi matematicamente. Questo lo capirebbero anche i fanciulli a cui verrebbe raccontata l’attuale sistema Italia in versione fiaba, cosa che purtroppo per chi ci vive non e’. Purtroppo abbiamo perso di misura cio’ che raccontiamo ai nostri stessi cuccioli: che ci sono i buoni e ci sono i cattivi. E che i cattivi rimangono cattivi, e come tali vanno puniti.
Poi da grandi, non si capisce come arriviamo a questa strana trasformazione, cominciamo a raccontarci un altro tipo di "fiabe", che il cattivo non e’ poi cosi’ cattivo come sembra, che il cattivo va rieducato, che il cattivo si pentira’, insomma alla fine il cattivo nel nostro suolo patrio alla fine torna in liberta’, e va a finire che fa il culo al buono! ecco come va a finire, in questo paese!

La sicurezza della PDL
Se non erro la PDL aveva sferrato, in seguito ad una mattanza di 6 extracomunitari in quel di Castelvolturno, con la rivolta dei neri in stile USA, una lotta decisa e sbandierata alla camorra. Negli ultimi tempi mi sembra di aver sentito il ministro degli interni Maroni dire che la lotta alla camorra era a buon punto. Si vede, e’ sotto gli occhi di tutti, lo dimostra l’omicidio efferato di Luigi Tommasino, consigliere comunale di Castellammare, in pieno centro, in pieno giorno. Con l’esercito schierato, non si capisce bene dove sia schierato, forse erano tutti a prendere una birretta, come gli immigrati di Lampedusa.
..
Alessandra vi manda
http://it.search.yahoo.com/search?ei=utf-8&fr=slv8-logi&p=Herbie%20Han*****%20-%20Gongyo%20%20youtube
 
Nichiren Buddhism Chanting Music by Alan Smallwood
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Che brutto anno!

Mariapia

Vivere l’Italia oggi mi fa male
Si’ e’ vero, ho il vomito. La vita italiana e la politica mi ammazzano.
Non funziona nulla in questo paese (detto tra te e me, nemmeno io funziono!), e allora significa forse che e’ il preludio di una disfatta e di una disfatta con spartizione del paese, ridotto a pezzetti -come tanti paesi dell’Est e del Medio Oriente – a piccole province che gli stati potenti compreranno per farne delle loro aziende.
Oppure significa che dal marciume puo’ nascere il fiore di loto, come  fu il Rinascimento dopo il Medioevo,  che trascino’ tutta l’Europa all’Evo moderno.
Non mi resta che una monetina da gettare in alto ogni mattina e vedere il risultato.
Ho consumato tutti gli aggettivi per questa casta politica, e sicuramente Luigi Einaudi, che odiava gli aggettivi quando si parlava di politica e di civilta’, mi avrebbe tirato le orecchie,i capelli e il naso.
Quindi resta solo un verbo per questo tempo italiano. Morire.
Cosi’ come un campo viene bruciato perche’ le ceneri diano vigore alla terra, cosi’ spero che accada all’ Italia.
Quando noi oggi presenti nel paese saremo morti, forse nascera’ un paese civile.
Naturalmente i pochi che resisteranno o moriranno con dignita’ daranno vita alla "Nuova Storia" e ne saranno gli ispiratori: da Spartaco ai Resistenti Italiani, da Gramsci  ai pochi italiani che resisteranno alla peste s-fascista.
 
Oggi, 2025, 
invece di  una guerra civile fatta con le armi di quella resistenza passiva, quelle che indicava Gandhi, in Italia abbiamo una vicenda politica instaurata da gente che io definirei come chi possiede il massimo dell’intelligenza dominante primitiva selettiva.
2025, pero’ che anno! Ah, la Madre Natura e’ sempre pronta a stupirci! Ma se questa e’ la Vita, c’e’ poco da fare. Pare che stia dicendo che i caimani e le jene ridens vestite da uomini sono meglio degli esseri umani, chi l’avrebbe mai pensato.. e invece si’!
Nessuno sul pianeta ha una nuova classe dominante intelligente come quella italiana, oggi, nel 2025.
I piu’ forti hanno compreso che versare il sangue degli avversari suscita la rivolta attiva, quindi, con mossa intelligentissima, sono passati all’inseguimento minaccioso giornaliero senza armi, fatto da visi dal sorriso ghignante e mille trucchi teatrali da comici d’avanspettacolo.
Sono partiti dalla studio del riflesso condizionato per addestrare gli uomini come un branco di animali da circo.
Tutta  gente dedita alla legge del piu’ forte, “mors tua vita mea”, proprio come nella foresta, e occupata ad effettuare una selezione favorevole al gruppo dei superdominanti.
Fare del paese un campo di concentramento all’aperto, senza barriere e chi ci vive non lo sa. Straordinario! E tu, prigioniero, puoi parlottare, lamentarti un poco, mangiucchiare e cosi’ ti credi libero.
Bravissimi! meglio che in "1984 " e "Brazil Brazil"
2025 che dolore!
Osservo che  la differenza tra questo sistema e il violento sistema del passato- che chiamiamo fascismo- sta nel fatto che il precedente – che generava guerre civili –  dava vigore alle genti, come tutte le guerre, ed e’  forse meglio il vigore che la prostrazione a cui conduce questo nuovo sistema di dominanza, intelligentissimo e disumano. 
(Le lotte sanguigne danno vigore, questo lo sappiamo, come il fuoco nei campi, ma queste lotte sostenute dal  genere umano non portano quasi  mai a giusti risultati; resta che le persone si sentono meglio nella lotta che nell’inerzia.)

Pavlov non e’ mai stato tanto amato e seguito per avere scoperto la docilita’ del cervello davanti alla ripetizione di una condizione che cancellera’ ogni precedente segnale cerebrale.
Stiamo diventando dei perfetti campeggiatori di campi di concentramento all’aperto.
Per questa ragione oggi ti scrivo il mio raccontino di fantascienza, e gia’ sai da tempo che sbrigliare la fantasia,  andare "oltre" mi piace.
Come vedi, la presente vita politica del paese mi porta a questo, non mi scoraggio pero’, poiche’ tanta bella fantascienza e’ la famosa "Utopia", e utopia  e’ il luogo umano che ancora non abbiamo costruito.
La mia fantascienza odierna non e’ piacevole, e’ noire, quella peggiore.
(Da bambina chiedevo alla mamma il  racconto di favole che mi  facessero paura ma avessero un finale di salvezza, mentre  non volevo mi raccontasse la storia di Butterfly perche’ finiva male. Quando la mamma  cantava "un bel di’ vedremo " Jole ed io piangevamo disperate, poi c’era anche "la vedova allegra" e allora si ballava)

Fantascienza- 2025
Il nuovo sistema di governo – piece teatrale.
Questa piece teatrale che vivremo e’ un’orgia triviale, una commedia trasmessa ventiquattro ore al giorno dalla TV, con imperatori romani fuori di testa e guitti drogati e osceni.
Gli spettatori di questo teatro da incubo sono avvolti da gas venefici emessi dagli  schermi televisivi, cosi’ una "parte" reagisce ai gas con la violenza istintiva che gia’ in precedenza era  patrimonio genetico e culturale acquisito dagli esseri di "quella  parte", e gli appartenenti vengono accolti come attori nella commedia ed  entrano attivamente nella stessa come protagonisti.
Questi salgono sul palco  nelle vesti di  combattenti e assassini narcotizzati, come si usava nelle antiche arene, ma da vigliacchi, contro gente senza difesa, gente misera, che non ha acquisito una condizione umana; poveri strapoveri, e loro stessi, poveracci, generatori di misfatti dovuti  alla loro triste primitivita’.
Questa commedia, dove il catastrofismo e l’ottimismo si alterneranno in scena, e’ un nuovo genere di teatro e ancora non si puo’ dire se trovera’ accoglienza o meno presso il pubblico.
Una piccola parte di spettatori (ricordando che questo e’  teatro di fantascienza),  non sale sul palcoscenico, ed e’ quella  che nei  millenni aveva gia’ superato lo stato selvatico ma non ancora conseguito potenza politica e sociale.
Questa piccola parte non si capacita di quanto accade, inoltre; sempre questa piccola parte, mezzo drogata e spaventata, usa antiche parole e mezzi che i nuovi potenti non conoscono e non trova pertanto nessun luogo  in cui potere esporre  proposte di rinascita civile, di ideali umani da realizzare, del grandioso tempo futuro che spetta a una creatura con un patrimonio psichico che nessun vivente sul pianeta possiede.
Si ritrovano in piccoli gruppetti, sempre piu’ depressi e inseguiti, sorvegliati discretamente o meno, minacciati con il sorriso da jena ridens.I migliori  si allontanano dal paese, sperando, come nel passato, che altrove si possano trovare i mezzi per una rinascita.
Queste vicende le abbiamo gia’ vissute, lette migliaia di volte. Il fascismo, il capitalismo liberista, il comunismo assolutista ci ammaestrano, commedie gia’ viste, libri gia’ letti,  ma c’e’ bisogno di nuovo, di eventi forti per spettatori dal palato viziato dall’eccesso.
Ma questi pochi  trovano la soluzione: entrano in massa al seguito dei piu’ forti e…. il seguito e’ ancora da elaborare.

Attendo contributi, cara amica, e che la mia diversita’ ti diverta.
La mia e’ una discreta diversita’, ma mi oppongo a molte critiche- in particolare tra conoscenti, dove qualcuno mi da’ della "matta"- chiedendo loro quante volte la mia diversita’ ha nuociuto alla loro vita e quante volte invece li ha  aiutati. Non voglio tornare agli anni giovanili, tempo in cui mi credevo pazza perche’, tranne che nella famiglia e nel luogo di lavoro – la mitica sartoria – non trovavo comprensione.
Il nocciolo della questione e’ che si vorrebbe accanto a se’ persone volonterose e attive, ed io lo sono, ma silenti, non pensanti tipo schiava amorosa, e quello io non lo sono certamente, niente bavaglio.
Baci.
Mp
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Ti mando questo articolo di Sandra Bonsanti

Identita’ vo cercando

Con parecchi mesi di ritardo Veltroni ha cominciato a Torino un viaggio nel partito che avrebbe dovuto iniziare subito dopo la sconfitta elettorale. La richiesta, che gli arriva oggi da vecchi e nuovi militanti sull’orlo di una crisi di nervi e’ dappertutto la stessa: dicci chi siamo, quale e’ la nostra “identita’”.
Il bello e’ che questa domanda di “identita’” l’ho sentita avanzare anche da illustri dirigenti del partito, piu’ o meno vicini al segretario. “Ci dici di tornare a distribuire i volantini, ma che cosa ci scriviamo sopra?” ha chiesto Laura, coordinatrice di un circolo torinese, al segretario, imbracciando, dicono le cronache, “il suo miglior sorriso”.
A prima vista sembra che gli ex Ds e gli ex Margherita nell’immane sforzo di fondersi (o di risepararsi?) non sappiano piu’ chi sono, da dove vengono e soprattutto cosa vogliono e dove vogliano andare. Nel dubbio che questo sia il nocciolo della questione, ho cominciato col prendere in mano i dizionari per controllare il senso vero di quella parola, “identita’”, cosi’ spesso pronunciata e di quel concetto cosi’ tanto evocato. Il Devoto-Oli ricorda prima di tutto che in filosofia il principio di identita’ e’ il primo dei principi fondamentali della logica (seguito da quello di “contraddizione” e del “terzo escluso”) che puo’ essere espresso nella formula “A e’ A”, la quale a sua volta e’ completata dall’altra formula “A non e’ non-A”. Un vecchio dizionario inglese che mi trovo per casa spiega che l’identita’ puo’ essere assoluta  (“A e’ A”) o relativa, e in questo caso il paragone e’ col verde di due foglie.
In sostanza l’identita’ di un partito, cio’ che viene chiesto in coro, dovrebbe consistere in quell’insieme di dati caratteristici che permettono di individuare, di riconoscere e di esser riconosciuti subito in quanto tali.
“A e’ A”. Ad esempio: il Pd e’ un partito laico, respinge dunque l’ingerenza dei vertici vaticani nella funzione legislativa.
Oppure.  “A e’ A”, il Pd e’ un partito che pratica il rinnovamento della sua base e dei suoi vertici, e’ contrario al passaggio automatico da una carica all’altra…
Ancora: Il Pd e’ un partito che crede indispensabili regole ferree che distinguano politica e affari.
E poi: il Pd crede che i problemi della giustizia non si risolvono sottoponendo i pubblici ministeri al potere politico. Il Pd e’ un ferreo sostenitore della separazione dei poteri. Il Pd sostiene la necessita’ di riforme della Costituzione, ma e’ fermamente contrario a qualunque forma di presidenzialismo all’italiana. Il Pd si adopra affinche’ sia restituita dignita’ al Parlamento esautorato dal Governo.
Ancora: il Pd pensa che i politici indagati siano innocenti fino al terzo grado, ma che dopo la prima condanna debbano comunque fare un passo indietro. Idem per presidenti di banche e per chiunque abbia a che fare con il pubblico interesse.
Il Pd si batte da subito per la riforma della legge elettorale, perche’ l’appuntamento elettorale non e’ mai certo e dunque bisogna esser pronti da subito. Il Pd, in assenza di una nuova legge, spalancherebbe le porte a Primarie vere, e tutti sappiamo bene cosa vogliono dire.
Infine…(ma a quanti altri A potrei pensare…): il Pd e’ un partito che guarda al potere esclusivamente per la soddisfazione di fare qualcosa di utile per il proprio Paese, non per se stessi, per la corrente, per gli amici, per gli amici degli amici): Il Pd riconosce infatti che ogni interesse privato e’ l’anticamera della corruzione, dello svuotamento del concetto di equa competitivita’. Il Pd fa del recupero di quella mezza Italia che vive e lavora sotto il ricatto della criminalita’ un impegno che non conosce cedimenti o debolezze.
Non so se si costruisca cosi’ l’identita’, non ne ho mai costruita una e non credo che si riesca a farla da un giorno all’altro. Non credo che quelle “A” si trovino proprio nell’orto di casa.  Ma sono sicura che sia giusto aggiungere che “A non e’ non-A”: insomma, che non si possano avere incertezze o tentennamenti su alcuni principi di fondo, che non sono mai negoziabili.
Per avere l’identita’ infatti bisogna saper dire dei “non possumus”, e ad essi restare assolutamente fedeli. Ed e’ ormai indispensabile cominciare a pronunciarli e soprattutto a praticarli nelle aule del Parlamento e nei corridoi dove si concludono gli accordi.
Il discorso sul perche’ agli italiani “di queste cose non importa nulla” lo sentiamo fare anche troppo spesso. La crisi economica devastante potrebbe giustificare il fatto che le preoccupazioni dei nostri concittadini siano assai piu’ immediate e personali. Ma non giustifica affatto la classe dirigente che non informa, non da’ l’esempio, traballa tra dialoghi impossibili e ignobili compromessi.
Mai eravamo giunti tanto in basso: con la forza politica che dovrebbe rappresentare l’opposizione che non sa chi sia, oppure forse pensa vantaggioso non dirlo. “Identita’ vo cercando…”. Oppure, no?

http://www.libertaegiustizia.it/primopiano/pp_leggi_articolo.php?id=2476&id_titoli_primo_piano=1
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Il GRUPPO BILDERBERG
Sergio Boschian
 
Ciao cara Viviana,
ho letto come sempre con interesse e attenzione i tuoi articoli sull’ ultimo MASADA. TI diro’ che non finisci mai di stupirmi per la tua grinta e passione politica; in riferimento pero’ allo "scemo" a Veltroni gridato dal palco di P.zza Farnese a ROMA da Grillo, devo dirti che non mi trovo d’ accordo perche’ Walter non lo e’ ma la sua azione politica suicida fa’ parte di un piano diabolico elaborato da "menti superiori", finalizzato a destabilizzare prima economicamente e poi socialmente il Pianeta intero par favorire l’ascesa dell’ ORDINE unico mondiale !!!
Affermo convinto questo, perche’ ho letto un libro davvero inquietante di David ICKE dal titolo "Il Segreto piu’ Nascosto" dove sono venuto a conoscenza dei vari gruppi di POTERE internazionali: i "burrattinai" del MONDO, in gran parte importanti banchieri, che sono affiliati a potenti e segrete Associazioni tra le quali il poco conosciuto gruppo BILDERBERG del quale sono stati "ospiti" diversi importanti ns. economisti e politici anche della sinistra, tra cui l’ "enfant prodige"  Veltroni !!!
E tu pensi che questi potentissimi personaggi invitino i "servi" di sempre del sistema economico globale, i politici/politicanti piu’ importanti del MONDO, per prendere il the’ con i pasticcini o invece lo fanno per mettergli di fronte a una scelta estrema quale: "sei con noi, o sei contro di noi ?" Perche’ allora dobbiamo meravigliarci del comportamento politico "colluso" di Veltroni o della "passionaria" radicale da sempre la Emma Bonino, loro tutti tengono "famiglia" e sopratutto tengono alla loro "vita" !!!
Leggi se non lo hai gia’ fatto, quanto segue e avrai molte risposte ai tanti perche’ un politicante si comporta in un modo a NOI incomprensibile e illogico !!!
          
http://www.scrivi.com/pubblicazioni.asp?id_pub=300668
 
Walter Veltroni e il Gruppo Bilderberg
di otorongo 
 
Tutti noi conosciamo Walter Veltroni,ex enfant-prodige della sinistra italiana.
Walter Veltroni e’ nato a Roma, dove risiede, nel 1955. E’ sposato e ha due figlie, Martina e Vittoria. Dopo aver fatto rapidamente tutta la trafila del giovane politico di successo della sinistra, nel 1987 e’ deputato per la prima volta.
Nel 1988 viene chiamato a far parte della Segreteria nazionale del Pci.
E’ stato tra i protagonisti della nascita del Partito Democratico della Sinistra.
Al Congresso di fondazione, nel 1991, e’ stato eletto membro del Coordinamento Politico e responsabile dell’area delle Politiche della Comunicazione. In questa veste si e’ occupato soprattutto di cultura e, in particolare, dei problemi dell’informazione, del cinema, delle telecomunicazioni.
Veltroni e’ giornalista professionista. Dal maggio 1992 fino all’aprile 1996 ha svolto l’incarico di direttore del quotidiano l’Unita’ contribuendo al rilancio e a un profondo rinnovamento della testata.
Walter Veltroni, insieme a Romano Prodi e agli altri leaders delle forze politiche del centrosinistra e’ stato protagonista della nascita e dello sviluppo del progetto dell’Ulivo, prima come candidato alla Vicepresidenza del Consiglio e successivamente – dopo la vittoria elettorale del 21 aprile ’96 – come Vicepresidente del Consiglio dei Ministri .
Nel primo governo guidato da Prodi ha ricoperto anche l’incarico di Ministro per i Beni Culturali.
Dal 6 novembre 1998 e’ Segretario politico dei Democratici di Sinistra
Il 13 giugno 1999 e’ eletto deputato al Parlamento Europeo. Nel 2001 venne scelto dal centrosinistra come candidato a sindaco di Roma in risposta alla Casa delle Liberta’ che aveva indicato Antonio Tajani di Forza Italia. Veltroni fu eletto sindaco con il 53 dei voti.
Il 29 maggio 2006 e’ stato riconfermato sindaco della capitale con il 61,45 dei voti, raggiungendo cosi’ il piu’ ampio risultato elettorale della storia delle elezioni comunali di Roma con l’elezione diretta del Sindaco che gli ha consentito di battere il candidato sindaco della Casa delle liberta’ Gianni Alemanno, ex ministro delle Politiche Agricole e Forestali, che si e’ fermato al 37,07.
Dal 23 maggio 2007 e’ uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del PD, che nascera’  il 14 Ottobre 2007.
Il 20 giugno 2007, Piero Fassino e Massimo D’Alema si sono dichiarati favorevoli a candidare Veltroni come segretario del PD.

Ora invece vi voglio parlare del Bilderberg.
E che e’ ? Diranno la maggior parte di voi: una vetta delle Alpi bavaresi? Un dolce viennese ? Un campo di concentramento ?
Il Gruppo Bilderberg e’ una conferenza internazionale annuale, non ufficiale, ad invito di circa 130 esponenti con ruoli di rilievo nel mondo economico, finanziario o politico.
Dato che le discussioni durante questa conferenza non sono mai registrate o riportate all’esterno, questi incontri sono sia oggetto di forte critica sia la fonte di molte teorie del complotto.
L’obiettivo iniziale del gruppo sarebbe stato, nel contesto della guerra fredda, di rafforzare la cooperazione tra gli Stati Uniti ed i loro partner Europei. Inoltre, a causa del carattere molto riservato delle conferenze, il gruppo e’ stato a lungo considerato, da alcuni, una societa’ segreta. Gli rimproverano possibilita’ di decisioni antidemocratiche che potrebbero essere prese da un gruppo cosi’ potente, in particolare, dalla caduta dell’Impero Sovietico, l’orchestrazione della mondializzazione economica.
E gia’ qui iniziano a rizzarsi le antenne del sospetto,oltre che della curiosita’.
Che c’entra Walter Veltroni con questo famigerato gruppo Bilderberg, lui che e’ il paladino di noi vecchi amanti della sinistra storica, di noi che vediamo in lui l’uomo del riscatto da anni d’inciuci politici e scandali finanziari ?
Ebbene, scorrendo l’elenco dei personaggi italiani invitati a partecipare a questi annuali raduni che si svolgono in diverse localita’ mondiali (l’ultimo a Kanata,nell’Ontario canadese), fra i vari Giulio Tremonti, Romano Prodi, Mario Draghi, Emma Bonino, Franco Bernabe’, Gianni Riotta e altri (vedi WIKIPEDIA per l’elenco completo http://it.wikipedia.org/wiki/Bilderberg), risulta esserci anche il nostro Walter.
Ora non voglio colpevolizzare Veltroni e gli altri perche’ partecipano ad un raduno internazionale con alte personalita’ del mondo della finanza e della politica internazionali, non costituisce di certo un reato, ma l’esperienza insegna che quando la politica va da chi ha i soldi, e al Bilderberg ci sono i piu’ grossi banchieri del mondo: Rothschild, Rockefeller, Timothy F. Geithner – presidente Federal Reserve Bank of New York, Martin Taylor – Goldman Sachs International, ecc.,la fiducia nell’uomo politico, e in questo caso a Walter Veltroni, almeno da parte mia, scompare totalmente.
Conclusione: uscira’ di scena Prodi, la Sinistra italiana si vorra’ rifare una verginita’ con Veltroni, ma non crediamo che lui sia diverso dagli altri….Purtroppo.
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Da Wikipedia
Tra i promotori del gruppo, ci sono:
Bernhard van Lippe-Biesterfeld
presidente del Bilderberg fino a quando nel 1976 diede le dimissioni per lo scandalo di una tangente da 1,1 milioni di dollari dalla Lockheed Corporation per la vendita di aerei caccia all’aviazione olandese. Appartenente ad una nota famiglia ducale tedesca, e’ stato principe consorte dei Paesi Bassi, presidente del Worldwide Fund for Nature (WWF) dalla fondazione nel 1961 fino al 1971, ex affiliato al NSDAP (tessera No. 2583009 del 1 maggio 1933) fino al suo matrimonio con la regina d’Olanda. Secondo le rivelazioni della rivista Newsweek del 5 aprile 1976, le attivita’ di spionaggio di von Lippe a favore delle unita’ speciali delle SS (o Schutzstaffel) nella industria chimica IG Farbenindustrie (la stessa che fabbrico’ lo Zyklon-B, usato nelle camere a gas) sono documentate dalle testimonianze del Processo di Norimberga. Alla fine della guerra, in Olanda, si dice abbia partecipato alla resistenza e alla liberazione di Amsterdam. Nel dopoguerra assunse importanti posizioni nell’industria petrolifera, in particolare con la Royal Dutch Petroleum (Shell Oil) e nella Socie’te’ Ge’ne’rale de Belgique.
Joseph Retinger
economista polacco di famiglia ebraica, cattolico, conosciuto come ‘Sua Eminenza Grigia’. Fu tra i fondatori e segretario generale fino al 1952 dell’United European Movement presieduto da Winston Churchill e finanziato dall’ACUE (American Committee for United Europe). La visione di Retinger era costruire un’Europa Unita per arrivare ad un Mondo unito in pace, guidato da Organizzazioni Sovranazionali che avrebbero garantito piu’ stabilita’ ai singoli governi nazionali. Nonostante la cortina di fumo che si e’ creata intorno a Bilderberg, sembra sia stato lui l’ideatore dei meeting segreti. Su suo suggerimento, von Lippe prese contatti con l’amministrazione Truman e, con maggiore successo, con quella Eisenhower, nelle persone del gen. Walter Bedell Smith (allora direttore della CIA) e C. D. Jackson. Il coinvolgimento nel progetto della famiglia Rockefeller, proprietaria della Standard Oil, concorrente della Royal Dutch Petroleum di von Lippe influenzo’ molto il carattere del gruppo Bilderberg. Da allora, le sue riunioni riflettono in gran parte gli interessi dell’industria petrolifera.
Alla prima riunione che ebbe luogo dal 29 al 31 maggio 1954 presso l’Hotel Bilderberg di Oosterbeek (in Olanda), presero parte circa un centinaio tra banchieri, politici, universitari, funzionari internazionali. Pare che figurassero tra queste personalita’: i Capi del governo belga e italiano Paul van Zeeland e Alcide De Gasperi, Panavotis Pipinelis di Grecia, Denis Healey e Hugh Gaitskell del Partito Laburista inglese, Robert Boothby del Partito Conservatore.
Secondo i giornalisti che presenziarono alle riunioni del gruppo, dopo il 1976 alla presidenza subentro’ David Rockefeller, membro fondatore della Commissione Trilaterale, membro della Commissione Bancaria Internazionale, presidente del Council on Foreign Relations, membro del Club di Roma e di numerose altre organizzazioni internazionali.
Altri membri di spicco dell’organizzazione sono:
Giovanni Agnelli; Donald Rumsfeld; Peter Sutherland, irlandese, ex commissario di Unione Europea e presidente di Goldman Sachs e di British-Petroleum; Paul Wolfowitz ex presidente della Banca Mondiale; Roger Boothe. L’attuale presidente del gruppo e’ Etienne Davignon.
Tra i personaggi presenti alla riunione del 1999: Umberto Agnelli, Henry Kissinger, Mario Monti.
Due terzi dei membri dell’assemblea sarebbero americani. Al vertice di Stresa del 2004 si contarono 33 delegati americani e 16 italiani (seconda rappresentanza piu’ numerosa). I partecipanti sono tenuti a non parlare ne’ di quanto detto nelle riunioni ne’ della loro presenza. Come per la Trilaterale, e’ nota la lista di una parte dei membri, riconosciuti da giornalisti che sono venuti a conoscenza ed hanno seguito i vari vertici del Bilderberg.
La riservatezza degli incontri del Bilderberg e’ rimasta relativamente intatta fino a che nel Parlamento europeo, nelle ultime settimane del 2004, non e’ salito alla ribalta il caso Diamandouros. Nell’occasione della rielezione del greco Nikiforos Diamandouros nella carica di mediatore europeo, il cosiddetto ombudsman, fu contestata l’appartenenza di Diamandouros al Gruppo Bilderberg: «Questa potentissima lobby mira a conquistare posizioni nelle istituzioni dell’Unione Europea a vantaggio dei suoi membri ed e’ strutturata con il meccanismo della segretezza quale obbligo assoluto dei membri. Chi vuol essere mediatore Europeo non puo’ vantare la partecipazione come membro di una lobby. Diamandouros ha persino partecipato ad una apposita conferenza Bilderberg come membro, mentre era Ombudsman greco» (intervento di Giuseppe Fortunato).
 
Uno degli ultimi meeting e’ avvenuto dall’8 all’11 giugno 2006 a Kanata in Ontario (nei pressi di Ottawa) presso il Brookstreet Hotel, chiuso al pubblico per l’occasione. Un comunicato stampa ufficiale ha spiegato che i temi dell’incontro erano “le relazioni euro-americane, l’energia, la Russia, l’Iran, il Medio Oriente, l’Asia, il terrorismo e l’immigrazione”.
Tra i partecipanti David Rockefeller, Henry Kissinger, la regina Beatrice d’Olanda, Richard Perle, i dirigenti della Federal Reserve Bank, di Credit Suisse e della Rothschild Europe (il vicepresidente Franco Bernabe’), delle compagnie petrolifere Shell, BP e Eni (Paolo Scaroni), della Coca Cola, della Philips, della Unilever, di Time Warner, di AoL, della Tyssen-Krupp, di Fiat (il vicepresidente John Elkann) i direttori e corrispondenti del Times di Londra, del Wall Street Journal, del Financial Times, dell’International Herald Tribune, di Le Figaro’, del Globe and Mail, del Die Zeit, rappresentanti della NATO, dell’ONU, della Banca Mondiale e della UE, economisti e molti ministri dei governi occidentali.
Le misure di sicurezza sono state imponenti, e tutta la zona era presidiata. Alex Jones, impegnato a girare un documentario sul Gruppo Bilderberg, e’ stato identificato e arrestato dalla polizia appena sbarcato all’aeroporto di Ottawa, rilasciato solo dopo interrogatorio. James Tucker sostiene che al meeting ci sia stata una forte frattura fra la compagine americana favorevole alla guerra in Iran e la fazione europea che invece era contraria alla soluzione militare. Tra le altre cose si sarebbe stabilito il prezzo del greggio sui 70 dollari al barile.
Alla riunione del 2006 hanno partecipato, tra gli altri, gli italiani:
Franco Bernabe’, Amministratore delegato di Telecom Italia
John Elkann, Vice presidente Fiat S.p.A.
Mario Monti, Presidente Universita’ Commerciale Luigi Bocconi
Tommaso Padoa Schioppa, Ministro delle Finanze
Paolo Scaroni, CEO, Eni S.p.A.
Giulio Tremonti, Vice presidente della Camera dei Deputati
Tra il 31 maggio ed il 3 giugno 2007 si e’ tenuto un meeting a Istanbul (Turchia). A quest’ultimo incontro hanno partecipato i seguenti imembri italiani:
Franco Bernabe’, Amministratore delegato di Telecom Italia
John Elkann, Vice presidente Fiat S.p.A.
Mario Monti
Tommaso Padoa-Schioppa, Ministro delle Finanze
Giulio Tremonti
 
Alcuni nomi delle personalita’ italiane che hanno preso parte almeno una volta dal 1982 ad oggi a summit internazionali dei Bilderberg
 
Gianni Agnelli
Umberto Agnelli
Alfredo Ambrosetti
Franco Bernabe’ – ufficio italiano per le iniziative sulla ricostruzione nei Balcani
Emma Bonino – membro della Commissione europea
Giampiero Cantoni – presidente BNL
Lucio Caracciolo – direttore Limes
Luigi G. Cavalchini – Unione Europea
Adriana Ceretelli – giornalista, Bruxelles
Innocenzo Cipolletta – direttore generale Confindustria
Gian C. Cittadini Cesi – diplomatico USA
Rodolfo De Benedetti – CIR
Ferruccio De Bortoli – RCS Libri
Gianni De Michelis – ministro degli Affari Esteri
Mario Draghi – direttore Ministero del Tesoro
John Elkann – vicepresidente FIAT e IFIL
Paolo Fresco – presidente FIAT
Gabriele Galateri – Mediobanca
Francesco Giavazzi – docente economia Bocconi
Giorgio La Malfa – segretario nazionale PRI
Claudio Martelli – deputato – Ministero Grazia e Giustizia
Rainer S. Masera – direttore generale IMI
Cesare Merlini – vicepresidente Council for the United States and Italy
Mario Monti – Commissione Europea
Tommaso Padoa Schioppa – BCE (Banca Centrale Europea)
Corrado Passera – Banca Intesa
Romano Prodi – presidente della Commissione Europea
Alessandro Profumo – Credito Italiano
Gianni Riotta – editorialista La Stampa
Virginio Rognoni – Ministero della Difesa
Sergio Romano – editorialista La Stampa
Carlo Rossella – editorialista La Stampa
Renato Ruggiero – vicepresidente Schroder Salomon Smith Barney
Paolo Scaroni – Enel SpA
Stefano Silvestri – Istituto Affari Internazionali
Domenico Siniscalco – direttore generale Ministero Economia
Barbara Spinelli – corrispondente da Parigi – La Stampa
Ugo Stille – Corriere della Sera
Giulio Tremonti – ministro dell’Economia
Marco Tronchetti Provera – Pirelli SpA
Walter Veltroni – editore L’Unita’
Ignazio Visco – Banca d’Italia
Antonio Vittorino – Commissione Giustizia UE
Paolo Zannoni – FIAT
Altri principali esteri al summit 2004
Etienne Davignon – Suez-Tractebel
Martin Taylor – Goldman Sachs International
Josef Ackermann – Deutsche Bank AG
Elie Barnavie – Department of History, Tel Aviv
Frits Bolkestein – Commissione Europea
Max Boot – Wall Street Journal
Daniel Borel – Logitech International
Antony Burgmans – Unilever
Phillipe Camus – European Aeronautics Defence and Space
Kenneth Clarke – British American Tobacco
Timothy C. Collins – Yale School of Management, Trilateral Commission
George A. David – Coca-Cola Hellenic Botting Company
Henri De Castries – AXA Insurance
Gus De Vries – coordinatore antiterrorismo UE
Kemal Dervis – Banca Mondiale Gr
Anna Diamantopoulou – Comm. Europea Affari Sociali
John Edwards – senatore, candidato alla vice presidenza USA
Melinda F. Gates – Gates Foundation
Timothy F. Geithner – presidente Federal Reserve Bank of New York
Donald E. Graham – Washington Post Company
Lars Heikenstein – governatore Swedish Central Bank
Allen B. Hubbard – presidente E&A Industries
Walter Issacson – presidente Aspen Institute
John Kerr – direttore Shell
Henry A. Kissinger – Kissinger Associates Inc.
Yongtu Long – BOAO Forum for Asia
Pedro M. Santana Lopes – sindaco di Lisbona
Egil Myklebust – Scandinavian Sirline
Indra K. Nooyi – presidente Pepsi Cola Inc.
Jorma Ollila – presidente Nokia Corporation
David Rockefeller – JP Morgan International Council
Dennis P. Ross – Washington Institute for Near East Policy
Slawomir Sikora – presidente Citibank Handlowy
Jose Socrates – membro del Parlamento Europeo
Jean-Claude Trichet – presidente European Central Bank
Arold Underdal – rettore Universita’ di Oslo
Daniel L. Vasella – presidente Novartis AG
Ben J. M. Verwaayen – British Telecom
Jurgen Weber – Deutsche Lufthansa AG
Martin H. Wolf – commentatore economico Financial Times
James D. Wolfenson – presidente Banca Mondiale
..
Nel 2008 il 56° incontro del Gruppo Bilderberg si e’ svolto al Westfields Marriott a Chantilly, Virginia, a sette miglia dal Washington Dulles International Airport.
Hanno partecipato 120 personalità tra politici, finanzieri, economisti, banchieri, industriali, scienziati, funzionari di governo, esperti del mondo della comunicazione. Come e’ consuetudine i media hanno pressoche’ ignorato l’avvenimento. Un autentico black- out informativo che ci dovrebbe fare riflettere, considerata l’importanza che ha assunto nel corso degli anni l’appuntamento del Gruppo, considerato a tutti gli effetti un vero e proprio Governo ombra mondiale.
Basti pensare che dalle riunioni dei Bilderbergers sono uscite le indicazioni per il sostegno elettorale a politici come Bill Clinton nel 1991 e Tony Blair nel 1993. In un editoriale pubblicato nel 2004 la rivista Time segnalava che la scelta di John Kerry di offrire la carica di Vice- Presidente a Edwards fosse stata imposta dal Gruppo Bilderberg durante la sessione di quell’anno tenuta in Italia.
Secondo quanto pubblicato nel libro “Trilateralism: The Trilateral Commission and Elite Planning for World Management” ( 1980), Eisenhower non mancava di invitare gli uomini del proprio staff a partecipare alle riunioni del Gruppo, mentre sia i Presidenti Kennedy che Carter sceglievano i propri consiglieri e i propri funzionari su indicazione dei Bilderbergers.
In base ad un elenco pubblicato da un giornalista, dei partecipanti al Bilderberg 2008 fanno parte Henry Kissinger, Ben S. Bernanke, David Rockefeller, Vin Weber, Henry Kravis, Robert B. Zoellick, Donald Graham, Vernon Jordan, Charlie Rose, Franco Bernabe’, Mario Draghi, John Elakann, Mario Monti, Sua Maesa’ la Regina d’Olanda, Il Principe d’Orange d’Olanda, Jean Claude Trichet, Jose Barroso e tanti altri ancora.

Pare, e a sostenerlo sono alcuni giornalisti e studiosi fuori dal coro, che dietro l’impennata del greggio ci sia proprio la volonta’ di questo Gruppo di creare una situazione di “ disagio planetario” con lo scopo di colpire le classi medie e abbassare gli standards di vita degli Occidentali.
A supporto di tale tesi un rapporto della Goldman- Sachs secondo il quale il prezzo del petrolio dovrebbe raggiungere 200 $ al barile nei prossimi ventiquattro mesi.
La decisione di far correre il prezzo del greggio sarebbe stata presa durante la riunione del Gruppo Bilderberg svoltosi a Monaco di Baviera nell’anno 2005. In quella conferenza, Henry Kissinger, con il barile assestato a 40$, aveva indicato ai partecipanti la necessita’ per l’élite di raddoppiarne il prezzo nel corso di un anno.
Ed è stato proprio il greggio e la definizione di un progetto per una “ Nuova Rivoluzione Post- Industriale” a tenere banco nelle successive riunioni del Gruppo.
L’obiettivo, non dichiarato ma del tutto evidente, e’ di creare le condizioni per un crack economico planetario, una seconda grande depressione con la conseguente sparizione delle classi medie. Il continuo aumento artificioso del prezzo del petrolio avra’ come prima conseguenza l’impossibilita’ da parte della “ middle class” di mantenere i propri livelli di vita, facendo sprofondare l’Occidente in una sorta di Quarto Mondo, in cui le elites raccoglieranno i benefici finanziari ed economici.

..
Dunque, seguendo questa pista, la crisi mondiale sarebbe espressamente voluta e pilotata per le decisioni di un gruppo di persone che intendono dominare politicamente ed economicamente il mondo, distruggendo la classe media e affamando le classi piu’ povere, facendo fuori cinicamente interi paesi nella piu’ disastrosa crisi che la storia ricordi.
E questo gruppo sarebbe cosi’ forte che non c’e’ divisione partitica che tenga, se un rampante vuole far carriera o anche restare al potere dovra’ assoggettarsi alle decisioni di questo gruppo di magnati e finanzieri, mettendo a disposizione il bacino dei suoi elettori e asservendoli a cio’ che il Bilderberg comanda.
Questo spiegherebbe realisticamente non solo le apparenti discrasie di partiti come il Pd ma anche come mai, a distanza di mesi ormai dall’inizio di una crisi che sconvolgera’ tutti i parametri affogando il mondo nella sofferenza e nell’angoscia, nessun grande istituto internazionale (ne’ il WTO; ne’ Il Fondo Monetario Internazionale, ne’ la Banca Mondiale) abbia fatto qualcosa per eliminare almeno i piu’ scorretti strumenti finanziari o abbia fatto qualcosa per stabilire un minimo di regole per la ripresa della finanza e dell’economia, salvo distribuire patrimoni miliardari a quelli stessi che hanno provocato questa rovina.
Sempre, seguendo questo grande piano di controllo del mondo, resta da capire dove si ponga un personaggio come Obama.
..
Questa e’ l’opinione di uno che dei complotti internazionali non si cura e continua a pensare che l’uomo onesto possa fare qualcosa nella variazione del nostro futuro.
..
Obama come?
Franco Berardi
 
E’ ovvio che la elezione di Barak Hossein Obama alla presidenza degli US costituisce un evento di impressionante novita’, il problema e’ che tipo di effetti produrra’ questo evento nella storia a venire.
Giovanni Dursi nel suo messaggio prevede che si tratti di un evento anestetico e non posso escluderlo. Non so quale sia il programma di Obama, ma quello che penso e’ che non lo sappia neppure Obama stesso. La sua vittoria e’ un segno privo per il momento di una connotazione precisa per la semplice ragione che gli eventi che stiamo vivendo non
rientrano in nessuna delle categorie che la storia moderna ci consegna.
Questa mattina a Mexico city, dove per caso mi trovo sfilano trecentomila persone gridando: "Questa crisi la paghino coloro che l’hanno provocata."
Gli studenti italiani gridano: "Noi questa crisi non la pagheremo."
Il problema e’ che nessuno sa come potremo imporre cio’ che sta crescendo nella coscienza di centinaia di milioni di persone nel mondo. Come riusciremo a far pagare la crisi a coloro che la hanno provocata?
Come riusciremo a far crescere l’autonomia della societa´dal destino (catastrofico) del capitalismo moderno declinante?
Capite, cio’ di cui stiamo parlando e’ -ne’ piu’ ne’ meno che la rivoluzione mondiale.
Proprio cosi’, il sogno che quelli come me coltivavano da ragazzini e’ l’unica via d’uscita possibile da questa situazione.
E che c’entra Obama con tutto questo? Forse niente, forse moltissimo, ma a mio parere dipende da noi. Centinaia di milioni di persone nel mondo vogliono por fine alle politiche liberiste del capitalismo globalista.
Obama sara’ con loro o contro di loro? Non possiamo saperlo perche’ secondo me non lo sa neppure lui. L’espressione postpartisan pragmatism con la quale si e’ presentato al mondo significa proprio questo, che non si possono compiere scelte sulla base della
partisanship novecentesca, cioe’ sulla base delle ideologie del passato. L’alternativa su cui si dividono destra e sinistra, ovvero l’alternativa tra chi dice lo stato intervenga a salvare la finanza poi lasci nuovamente il campo al mercato – e chi invece dice che lo stato deve nazionalizzare le banche o le grandi aziende, non coglie assolutamente il punto.
L’alternativa a mio avviso sta interamente nella capacita’ sociale di produrre una nuova cultura del bisogno e del consumo, nella capacita’ culturale di deprivatizzare la vita quotidiana, i servizi sociali e i consumi.
A me pare che la retorica di Obama non tocchi finora questo punto, anche se per il momento alcune cose condivisibili le ha gia’ dette (per esempio a proposito delle scelte energetiche di cui l’industria deve farsi carico se vuole accedere ai finanziamenti statali).
A mio parere a proposito di quel che occorre fare, Obama ne sa quanto ogni altro mortale, cioe’ quasi niente. Quel che fara’ sara’ quel che la societa’ lo spingera’ a fare. Non la
societa’ americana ma quella dell’intero pianeta.
Io credo che noi abbiamo il compito di abbandonare rapidamente il modello novecentesco della transizione come superamento e abolizione del capitalismo. Il capitalismo non si abolisce perche’ nella societa’ come in ogni altro dominio dell’universo nulla si crea e nulla si distrugge. Tutto si ricombina.
La direzione della ricombinazione dipendera’ molto dalla cultura che noi sapremo produrre.  Per tutto questo io non sono ne’ obamista ne’ antiobamista. Ma se debbo scegliere sono obamista.
Sono pronto ad essere deluso fra sei mesi o fra sei anni, ma non voglio perdere questa che e’ forse l’ultima occasione di sottrarre il pianeta alla devastazione.
Inoltre mi permetto una considerazione politica di piccolo cabotaggio. In Italia non esiste nessuna traduzione dell’obamismo. Non e’ certo il viso pallido Veltroni a interpretare quel simbolo e quella novita’ radicale. Noi dobbiamo assumere quel simbolo senza tanti distinguo non per cio’ che esso e’ ma per cio’ che potrebbe divenire. Faremmo bene
ad assumerlo perche’ dipende da noi (e da milioni di lavoratori e di militanti in tutto il mondo) quale connotazione prendera’ l’epoca obamista che si apre, ed e’ un regalo imprevisto che ci ha fatto l’onnipotente caso.
..
Soglia del 4% alle europee, addio piccoli partiti!
Viviana
 
Franceschini il giulivo ha annunciato pimpante: "Abbiamo vinto la nostra battaglia. Il 4% alle europee e’ legge!"
Abbiamo vinto??? Chi ha vinto, piccolo idiota? Berlusconi ha vinto.
E voi del Pd avete consumato l’ultimo tradimento a 4 mesi dalle elezioni cambiando a favore di B il sistema elettorale "senza che l’UE lo chiedesse", senza che ce ne fosse bisogno alcuna, togliendo l’ultima possibilita’ di rimonta ai piccoli partito che voi avete gia’ buttati fuori dal Parlamento.
E ora Veltroni e Franceschini, poveri illusi, penseranno di ereditare gli elettori rimasti orfani di partito, cosi’ come il Leone e l’Orso si dividono la spoglia dell’asino, dopo aver fatto fuori gli altri partecipanti alla tavolata.
Non si accorgono, povero sciocchi, che il Leone fara’ fuori l’Orso e si mangera’ anche quello.
… mentre Vendola stara’ a guardare.
..
Imperativo categorico: soffrire
Paolo De Gregorio

Nel perverso ruolo della religione cattolica la finalizzazione della sofferenza ha un peso molto grande ed e’ uno dei pilastri ideologici su cui si regge il tutto, poiche’ sarebbe impossibile, soprattutto per i poveri e gli schiavi salariati, accettare la propria condizione di continua sofferenza e marginalita’, senza il conforto della speranza.
Il capitalismo e’ organicamente legato alla religione, la finanzia in tutti i modi possibili, perche’ e’ la sola organizzazione in grado di fabbricare pecoroni a cui si racconta che le varie sofferenze, a cui si e’ sottoposti, sono la salvifica chiave per il paradiso dell’aldila’.
Figuriamoci se la Chiesa puo’ transigere sull’eutanasia, la dolce morte scelta insindacabilmente dall’individuo che ritiene intollerabile soffrire senza scopo, e cosi’ facendo esprime il massimo di scelta e di liberta’ individuale, ponendo la religione in territorio ininfluente.
Il “pastore tedesco” ha parlato di eutanasia “non degna dell’uomo”, continuando con arroganza ad invadere la sfera della laicita’, mentre dovrebbe parlare solo di eutanasia non praticabile per i cattolici. Punto.
La sterminata sequela di peccati e di divieti che propone la religione, dalla inibizione della propria sessualita’, fino al peccato di gola o di lussuria o di omosessualita’, fin dalla giovane eta’ delle persone, altro non sono se non un progressivo adattamento alla sofferenza che riesce a farti accettare tutto, anche il perdono per chi ha procurato la morte di un padre o di un figlio.
Se i condizionamenti della religione non fossero cosi’ profondi, la naturale vendetta di chi ha avuto un parente ucciso da condizioni di lavoro senza sicurezza, verso i responsabili (occhio per occhio), ho l’impressione che sarebbe l’unico deterrente per far finire la mattanza originata da incidenti sul lavoro, altro che perdono!
Chi partirebbe per una guerra mettendo a rischio la propria salute e la propria vita, se non fosse spinto da una cultura di tipo religioso, predisposto alla sofferenza e alla morte, mentre la ragione e la evidenza ci dicono che magari vai ad invadere una nazione per rubargli il petrolio, e la decisione l’hanno presa dei luridi politici corrotti?
Dai primi anni di vita fino alla morte la religione ti propone di soffrire con la grottesca motivazione che cio’ ti eleva e cio’ sarebbe degno dell’uomo, mentre l’unica cosa che rende la vita accettabile e’ poterla vivere bene, senza essere sfruttato ne’ massacrato sul lavoro, con grandi sicurezze sociali, con una buona assistenza medica per tutti, senza alcun divieto riconducibile alla sessualita’, con la convinzione che quando finisce la vita, finisce proprio tutto.
La stragrande maggioranza dei ricchi e dei benestanti, che soffrono poco e godono tanto, si comportano da gaudenti perche’ il denaro glielo permette e vivono la vita proprio come gli atei, puntando solo sul piacere, salvo pentirsi sul letto di morte, viscido rituale di una religione che non e’ mai riuscita ad imporre l’etica ai propri seguaci.
La cattiveria con cui si vuole negare l’eutanasia a Eluana Englaro smaschera la paura che hanno i preti, e molti partiti politici, della autodeterminazione e della liberta’ individuale, che sono comportamenti che possono portare molto lontano, e far crollare quel cumulo di invenzioni e paure che ci distillano nel sangue fin da bambini e che tiene in piedi questo marcio sistema.

..
Liberta’ condizionata alla Mambro
Viviana
 
Nel 1980 a Bologna un gruppo di fascisti mise una bomba nella stazione provocando la piu’ grossa strage mai avvenuta in Italia: 23 kg di esplosivo: una miscela di 5 kg di tritolo e T4, potenziata da 18 kg di gelatinato (nitroglicerina ad uso civile).
Cossiga tento’ di creare false piste dicendo che la strage non era di marca fascista e poi si invento’ la pista palestinese. Perche’ poi i palestinesi avrebbero voluto attaccare Bologna per creare lo stato di Palestina lo sa solo lui, mentre i motivi per cui i fascisti o la P2 volevano dare una lezione a Bologna si capiscono benissimo.
I servizi segreti dal canto loro manovrarono per creare altre false piste.
Tra i depistatori ci furono anche Musumeci e Licio Gelli e cio’ comprova che anche la P2 era nell’affare. La bomba doveva colpire la rossa Bologna creando caos e disperazione.
Nel 1995 la Cassazione condanno’ all’ergastolo come esecutori dell’attentato, i neofascisti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, e si ebbero conbdanne peraltro mai eseguite su Licio Gelli,l’ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte.
I mandanti della strage non furono mai scoperti
Francesca Mambro e’ stata riconosciuta responsabile complessivamente dell’uccisione di 95 persone e il ferimento di 200 ed e’ stata condannata complessivamente a 6 ergastoli e a 84 anni e 8 mesi.
Cio’ non ha impedito che si facesse dieci anni in regime di semiliberta’ e che venisse invitata come testimonal al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione e che con Fioravanti fosse invitata al congresso dei giovani azzurri che dell’Utri organizzo’ per Berlusconi, come fulgido esempio da affiancare a Mangano.
Oggi i giudici devono decidere se darle la liberta’ condizionata.
E i sei ergastoli?
E i 95 morti?
Ora dobbiamo assistere a un liberi-tutti?
E dobbiamo affiancare anche questi signori nel pantheon speciale degli eroi italiani di Berlusconi?
..
La cattiveria di Maroni
Pietro Ancona
 
L’Onorevole Maroni, Ministro degli Interni, ha detto: "Per contrastare l’immigrazione clandestina e tutto il male che porta – ha aggiunto – non bisogna essere buonisti ma cattivi, bisogna essere determinati ad affermare il rigore della legge".
A proposito della cattiveria Einstein disse: "Indubbiamente cattivo e’ colui che, abusando del proprio ruolo di potere e prestigio, commette ingiustizie e violenza a danno dei suoi simili; infinitamente piu’ cattivo e’ colui che, pur sapendo dell’ingiustizia subita da un suo simile, tacendo, acconsente a che l’ingiustizia venga commessa”. Cosi’ descriveva Einstein una delle forme di “cattiveria umana” piu’ conosciuta e radicata nel tempo: l’abuso della posizione di potere di un soggetto nei confronti di un altro."
Il Ministro contrappone la cattiveria al "buonismo" (orribile neologismo entrato nel linguaggio della politica italiana, inventato dai leghisti non lo avevo mai incontrato prima degli ultimi dieci anni) che sarebbe alla fine dannoso agli interessi degli italiani dal momento che un eccesso di bonta’, di comprensione e di tolleranza verso gli immigrati alla fine si tradurrebbe in un danno sia nel campo dell’ordine pubblico e della sicurezza sia nel campo propriamente dei rapporti sociali dal momento che il "buonismo" si accompagna sempre al "lassismo" e questo significa che si da’ troppo spazio, troppa agibilita’ a persone che magari poi alla fine di tolgono la casa, l’asilo nido per il bambino, il lavoro.
Quindi il Ministro dice che dobbiamo essere cattivi. Bisogna essere determinati nell’affermare il rigore della legge. Se le misure di sicurezza che il Parlamento approva decidono che per gli stranieri clandestini (non sono clandestini ma spesso soltanto sanspapiers) che degli ambulatori sono obbligati a denunziare alla Polizia le persone che sono state curate ma che erano sprovviste di documenti, i medici si debbono attenere rigorosamente a queste disposizioni anche se e’ contro la loro etica professionale, umana e lo stesso giuramento di Ippocrate. Ci sono state delle manifestazioni contro questa minaccia agitata dai senatori leghisti che gia’, a detta dei medici e degli infermieri, ha prodotto l’effetto della diminuzione del trenta per cento delle persone che si presentano per essere visitate e curate. In sostanza, si corre il rischia di lasciare tante persone in preda alle loro malattie e questo non e’ un bene neppure per l’ambiente umano in cui vivono dal momento che potrebbero trasmettere malattie che potrebbero avere spiacevoli conseguenze. Pensate agli ammalati di TBC ed ai tanti focolai di infezione che si potrebbero creare. E’ stato recentemente scoperto che centinaia di lavoratori rumeni della navalmeccanica genovese erano affetti da tbc malattia tipica dei popoli poveri che non hanno cibo per nutrirsi a sufficienza per cui diventano preda del terribile bacillo. Tra parentesi, i rumeni erano in nero e venivano pagati meno di tre euro all’ora…
La cattiveria di cui parla Maroni e’ naturalmente non sol un modo duro e disumano di usare la legge ma anche un modo di evaderla, di non tenerne conto.
Quando si vuole creare a Lampedusa un centro di immediata espulsione degli immigrati clandestini si fuoriesce dalla legge che non e’ solo quella che produce il nostro Parlamento controllato dalla destra ma e’ l’insieme delle normative nazionali, europee ed internazionali. Persone che si presentano perche’ scappano da guerre, da carestie, da gravi conflitti etnici hanno titolo ad essere dichiarati "rifugiati". " "Il rifugiato e’ una persona in pericolo, costretta a fuggire dal proprio Paese per un fondato timore di persecuzione a causa della sua razza, religione, nazionalita’, per il gruppo sociale al quale appartiene, per le sue opinioni politiche, secondo la definizione contenuta nella Convenzione di Ginevra del 1951.(145 Stati aderenti alla Convenzione di Ginevra del 1951 o al Protocollo del 1967 o ad entrambe).
Il rifugiato non sceglie di spostarsi alla ricerca di migliori opportunita’ di vita, ma e’ costretto ad abbandonare la sua casa e a trovare protezione fuori dal proprio Paese."
Non mi era mai capitato di sentire un Ministro della repubblica esprimersi piuttosto che in termini giuridici con malanimo dando indicazioni che possono portare a conseguenze spiacevoli. Quando il Ministro che controlla la polizia dice che bisogna essere cattivi puo’ anche succedere che nelle caserme e nei commissariati la gente venga picchiata a sangue come e’ accaduto con i rom di Verona e con gli stupratori rumeni o con la nigeriana e il ragazzo africano di Parma. Significa che il trattamento che viene riservato nei centri di identificazione ed espulsione puo’ essere durissimo. Significa dare una indicazione politica di incitamento alla discriminazione, al razzismo di diventare persecutori e seviziatori di persone che hanno la sfortuna di essere sprovvisti di documenti.
Intanto e’ possibile che, dietro tutte le polemiche, gli allarmismi, i proclami, qualcuno faccia buoni affari e che ci sia il classico magna magna italico: Mi domando chi gestisce i servizi di ristorazione dei centri in cui sono reclusi gli immigrati, quando spende lo Stato per il vitto di ogni "ospite" e che cosa viene effettivamente dato.Esistono controlli al riguardo o la cattiveria giunge fino al punto di lasciare quasi al digiuno e dare cibo di scarsa scarsissima qualita’ per il quale pero’ si riscuotono dai capitolati d’appalto fior di quattrini? Sono proprio curioso di sapere come stanno le cose dal momento che, per motivi facilmente comprensibili, la popolazione che affolla i lagers e’ priva di parola. C’e’ un grande silenzio che nasconde tutto e ci impedisce di sapere la verita’.
 
..
Il Parlamento ha respinto sia l’obbligo dei dottori di denunciare l’extracomunitario che ricorre ai pronto soccorso che il tentativo di portare la permanenza dei CPT da due mesi a 18.
..
E dopo tanto fango, rianimia
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