WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Saturday April 21st 2018

MASADA n. 865. 30-1-2009. L’arca di Noe’

Napolitano e le vittime della mafia – Il silenzio-insulto della stampa – Perbenismo ipocrita e morte della democrazia –

Un sogno non e’ un niente, e’ gia’ l’inizio di una realta’”
Viviana
..
Dobbiamo costruire una grandissima arca, disse Dio
Perche’?-Chiese Noe’
Perche’ il genere umano e’ cattivo e io mandero’ un diluvio che uccidera’ tutti.
Si salvera’ solo la famiglia Umana.
E insieme ripopoleranno la Terra
.
..
Ho cominciato a preparare l’arca
un posto di lusso per te
Sto facendo il mio piccolo pezzo
ma siamo tanti a fare ognuno il proprio piccolo pezzo
e’ un grande lavoro
il piu’ grande che possiamo fare in questa vita per il bene di tutti
Sara’ un’arca per UOMINI VERI
Gli uomini-lupo, gli uomini-sciacallo, gli uomini-verme, gli uomini-squalo, gli uomini-serpenti e tutti gli altri abomini non saranno ammessi
 

Cristina riporta
L’appartenenza
non e’ un insieme casuale di persone
non e’ il consenso a un’apparente aggregazione
l’appartenenza
e’ avere gli altri dentro di se’.
L’appartenenza
e’ un’esigenza che si avverte a poco a poco
si fa piu’ forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
e’ quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.
Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.

(Giorgio Gaber)
..
"Il silenzio e’ mafioso e per questo non voglio rimanere in silenzio"
Antonio Di Pietro
..
Cos’e’ la democrazia? Il senso della liberta’. Il senso del rispetto degli altri e di se stessi.”
Viviana
..
Borges
Eppure non e’ poco aver amato
Essere stato felice, aver toccato
Un giorno almeno, il vivente Giardino
..
Beppe Grillo

Io so.
Io so che la criminalita’ organizzata e la massoneria comandano in Calabria e anche a Roma.
Io so che Luigi De Magistris e’ stato rimosso dai suoi incarichi a Catanzaro ed espropriato delle sue inchieste per impedire che scoppiasse una nuova Tangentopoli.
Io so che nove miliardi di euro di fondi europei, di cui i cittadini non hanno alcun controllo, finanziano ogni anni le mafie, i partiti e sono all’origine del voto di scambio nel Sud.
Io so che i padri di questa Repubblica, la seconda Repubblica, sono i mandanti morali dell’omicidio di Paolo Borsellino.
Io so che in Parlamento siedono mafiosi, amici di mafiosi, servitori di mafiosi, protettori di mafiosi e lo sanno molte Procure d’Italia, molti giornalisti e anche molti italiani, ma non abbastanza.
Io so che la Procura di Salerno deve essere lasciata libera di indagare la Procura di Catanzaro.
Io so che il tribunale per il Riesame ha dichiarato corretto il comportamento tenuto dalla procura di Salerno e dal suo Procuratore Apicella.
Io so che non esiste alcuna guerra tra Procure, ma una Procura indagata, quella di Catanzaro, e una che ha indagato nel rispetto della legge e dei regolamenti, quella di Salerno.
Io so tutto questo, ma non ho le prove. Solo una montagna, una colossale montagna di indizi.
Io so che Alfano ha il compito di proteggere Berlusconi dalla Giustizia e non la Giustizia da Berlusconi.
Io so che quattro cariche dello Stato sono al di sopra della legge, come neppure i re e i principi del Medio Evo, per non essere soggette alla legge, per non farsi processare, per non finire in galera.
Io so che le cariche dello Stato al di sopra della legge e, quindi, fuorilegge si chiamano, in ordine alfabetico: Berlusconi, Fini, Napolitano e Schifani.
Io so che un giornalista del Corriere della Sera, Vulpio, e’ stato rimosso dal suo incarico dal direttore Mieli per aver riportato nei suoi articoli i nomi eccellenti delle persone coinvolte dalle indagini in corso a Catanzaro da parte della Procura di Salerno, e tra questi Nicola Mancino, vice presidente del CSM.
Io so che Paolo Borsellino incontro’ a Roma Mancino, appena prima della sua morte, e usci’ sconvolto dal colloquio.
Io so che Apicella non deve essere rimosso da Alfano, il maggiordomo di Ghedini, l’avvocato di Berlusconi che lo difende mentre percepisce i soldi da deputato della Repubblica.
Io so, e lo sanno in tanti, che la Seconda Repubblica e’ nata per salvare dalla galera, e forse dalla morte, molti politici contigui alla criminalita’ organizzata.
Io so che la Seconda Repubblica e’ nata sulle stragi del ’93 e su accordi occulti.
Io so che Luigi De Magistris va difeso, che Clementina Forleo va difesa, che Luigi Apicella va difeso.
Io so che Napolitano sa, nel suo ruolo di presidente del CSM, ma preferisce voltarsi, ogni volta, dall’altra parte. Dalla parte dei partiti e della tenuta del Sistema.
Io so che ci sono 18 condannati in via definitiva in Parlamento, e un centinaio tra inquisiti e condannati in primo o secondo grado.
Io so che le ultime elezioni sono state illegali e che i parlamentari sono stati scelti dai capi dei partiti a tavolino e che non rispondono agli elettori, ma agli interessi di partito o delle persone che controllano il partito.
Io so che Luigi Apicella non puo’ essere lasciato solo, che non puo’ essere sospeso da nessun politico.
Io so che Luigi De Magistris deve continuare le sue inchieste "Why Not", "Poseidone" e "Toghe Lucane".
Io so che Clementina Forleo deve rientrare in possesso dell’inchiesta sull’Unipol ed essere libera di poter interrogare chiunque, anche Massimo D’Alema.
Io so che se la magistratura sara’ soggetta al potere politico, se perdera’ la sua indipendenza, quella che le rimane, per l’Italia non ci sara’ nessun futuro e, forse, non ci sara’ piu’ neppure l’Italia.
Io so che, per queste ragioni, il 28 gennaio 2009 saro’ a Roma alle ore 9, in piazza della Repubblica, insieme all’ Associazione dei familiari delle vittime di mafia.
Io so che, per queste ragioni, ogni cittadino italiano dovrebbe testimoniare a Roma con la sua presenza.
..
Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato da Piazza Farnese
Quello che i giornali non hanno voluto scrivere e i tg non hanno voluto far sentire
"Grazie a tutti.
Ringrazio soprattutto quei tanti ragazzi, quelle tante persone che ho incontrato oggi qui e che vengono da tutte le parti d’Italia. Sono quei ragazzi che incontro quando vado in giro per l’Italia a gridare la mia rabbia e a cercare di suscitare nella gente quella indignazione che ritengo che tutti dovrebbero avere nel vedere il baratro nel quale stanno facendo precipitare il nostro Paese.
Vedete, ieri Sonia Alfano mi ha telefonato e mi ha detto: “dobbiamo proiettare un video nel quale si vedranno delle immagini crude, delle immagini della strage di Paolo”.
Mi ha chiesto se poteva farlo, se sarei stato in qualche maniera colpito, sconvolto. Quelle immagini non mi sconvolgono affatto, vorrei che venissero proiettate ogni giorno in televisione, perche’ la gente si rendesse conto di quello che e’ stato fatto. Si rendesse conto di qual e’ il sangue sul quale si fonda questa disgraziata Seconda Repubblica, che capisse che e’ fondata sul sangue di quei morti. Vedere quelle immagini non mi sconvolge. Una cosa mi sconvolge: vedere le immagini di quelle stragi dopo aver visto quelle due persone che prima parlavano di Dell’Utri, delle bombe che metteva Mangano, e ridevano.
Ridevano, ghignavano rispetto a quelle cose: questo mi sconvolge.
Come Arancia Meccanica
Vorrei che quelle due persone venissero messe in una cella come mettevano quegli assassini di Arancia Meccanica, aprirgli gli occhi e costringerli a vedere, vedere, vedere, vedere in continuazione quelle stragi. Ecco quello che vorrei.
Io ho visto oggi quelle stragi e mi sono ricordato di una cosa che mi ha detto Gioacchino Genchi, che e’ arrivato sul luogo della strage due ore dopo il fatto. Io ci misi cinque ore a sapere che mio fratello era morto perche’ la televisione dava notizie contraddittorie: forse e’ stato ferito un giudice, forse sono stati feriti uomini della scorta. Fu mia mamma che, cinque ore dopo, mi telefono’ dall’ospedale e mi disse: “tuo fratello e’ morto”.
C’era qualcuno, pero’, che si chiamava Contrada che lo seppe ottanta secondi dopo che mio fratello era stato ucciso e io vorrei, io chiedo, io grido: voglio che queste cose vadano a finire nelle aule di giustizia!
Che ci siano processi per queste complicita’ che ci sono state all’interno dello Stato!
L’avete sentito di cosa parlavano Berlusconi e Dell’Utri: ecco perche’ vogliono impedire le intercettazioni, perche’ quelle cose non possiamo, non dobbiamo sentirle.
Non dobbiamo sentirle se no ci rendiamo conto di quella che e’ la classe politica che ci governa, ci rendiamo conto di chi oggi ha occupato le istituzioni.Il piu’ grande vilipendio alle istituzioni e’ che queste persone indegne di occupare quei posti occupino le istituzioni. Questo e’ il vilipendio alle Istituzioni e allo Stato.
E’ il fatto che una persona che e’ stata chiamata “Alfa”, in un processo che non e’ potuto andare avanti perche’ e’ stato bloccato, come tutti gli altri processi che riguardano i mandanti occulti e esterni, possa occupare un posto cosi’ alto all’interno delle nostre Istituzioni.
Genchi arrivo’ in quella piazza due ore dopo la strage, mi ha raccontato che aveva conosciuto Emanuela Loi un mese prima perche’ faceva da piantone alla Barbera.
Era una ragazza che non era stata addestrata per fare il piantone, per fare la scorta a un giudice in alto pericolo di vita come Paolo Borsellino. Eppure quel giorno era li’ a difendere con il suo corpo, e nient’altro che con quello, Paolo Borsellino. Questi sono gli eroi, non quelli di cui parlano Berlusconi e Dell’Utri, dicendo che Vittorio Mangano e’ un eroe.
Eroi in fila per andare a morire
Gli eroi sono questi ragazzi che il giorno dopo la morte di Falcone, ce n’erano cento tra poliziotti e Carabinieri, si misero in fila dietro la porta di Paolo per chiedergli di far parte della sua scorta.
Se erano messi in fila per andare a morire, perche’ Paolo sapeva che sarebbe morto. Quei ragazzi, mettendosi in fila dietro la porta di Paolo, sapevano che sarebbero morti anche loro.
Gioacchino Genchi mi racconto’ che due ore dopo la strage, arrivando in via D’Amelio vide i pezzi di Emanuela Loi che ancora si staccavano dall’intonaco del numero 19 di via D’Amelio.La riconobbe perche’ c’erano dei capelli biondi insieme a quei pezzi.
I pezzi di quella ragazza vennero messi in una bara, vennero riconosciuti perche’ era l’unica donna che faceva parte della scorta, vennero mandati a Cagliari.Sapete cosa venne fatto? Quello che chiamiamo Stato ha mandato ai genitori di Emanuela Loi la fattura del trasporto di una bara quasi vuota da Palermo a Cagliari. Questo e’ il nostro Stato. Questo e’ lo Stato che ha contribuito ad ammazzare Paolo Borsellino e io vi racconto queste cose non per farvi commuovere, non per farvi piangere. Non e’ il tempo di piangere.
E’ il tempo di reagire, di lottare, e’ il tempo di resistenza! Il tempo di opporsi a questo governo che sta togliendo il futuro ai nostri ragazzi, che ci sta consegnando un Paese senza futuro. E la colpa e’ nostra che abbiamo permesso che tutto questo succedesse.
Quando Cossiga dice – dopo la manifestazione degli universitari che hanno capito che in Italia si sta cercando di distruggere l’istruzione perche’ l’istruzione puo’ portare alla resistenza, anche durante il fascismo le scuole erano centri di resistenza e i ragazzi l’hanno capito – e Cossiga cosa ha detto? Ha detto che bisogna mettere infiltrati in mezzo a quei ragazzi perche’ rompano vetrine, perche’ vengano distrutte macchine perche’ le ambulanze sovrastino le altre sirene. Si augura addirittura che venga uccisa qualche donna, qualche bambino perche’ si possano manganellare quei ragazzi.
Dobbiamo essere noi a metterci davanti a loro, siamo noi che ci meritiamo quelle manganellate per avere permesso che il nostro Paese diventasse quello che e’ diventato. Un Paese che non e’ degno di stare nel mondo civile, siamo peggio della Colombia.
Genchi e’ arrivato in via D’Amelio due ore dopo la strage, ripeto, si e’ guardato intorno e ha visto un castello. Ha capito che non poteva essere che da quel posto fu azionato il telecomando che ha provocato la strage.
Genchi allora e’ andato in quel castello, ha cercato di identificare le persone che c’erano dentro, mediante le sue tecniche. Ha capito che da quel castello partirono delle telefonate che raggiungevano cellulari di mafiosi. Perche’ Genchi ha quelle capacita’, le sue conoscenze tecniche sono enormi, egli e’ in grado, dagli incroci dei tabulati telefonici e non dalle intercettazioni, di riuscire a inchiodare i responsabili di quella strage.
Ecco perche’ si sta cercando di uccidere Genchi, ecco perche’ cosi’ come hanno ucciso i magistrati si cerca di uccidere anche Genchi. Questo e’ il vero motivo: per togliere un’altra arma a quello che e’ la parte sana di Stato che e’ rimasta.
Cercano di uccidere Genchi, hanno ucciso dei magistrati. Io ieri ho sentito un magistrato – uno di questi uccisi senza bisogno di tritolo – che mi ha detto: “avrei preferito essere ucciso col tritolo piuttosto che cosi’, giorno per giorno, come stanno facendo”. I magistrati oggi, chi ancora cerca di combattere la criminalita’ organizzata, non viene piu’ ucciso con il tritolo, viene ucciso in maniera tale che la gente non se ne accorga neanche, non reagisca.
Quel fresco profumo di liberta’
Le stragi del 1992 portarono a quella reazione dell’opinione pubblica, a quello che mi ero illuso di riconoscere come quel fresco profumo di liberta’ di cui parlava Paolo. Quel profumo di liberta’ che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguita’ e fin della complicita’. Quel puzzo che oggi ci sta sommergendo. Il puzzo dal quale oggi non possiamo stare lontani perche’ sta permeando tutto il nostro Stato, tutta la nostra vita politica, tutte le nostre istituzioni.
Io, dopo la morte di Paolo, arrivai a dire che se Dio aveva voluto che Paolo morisse perche’ il nostro Paese potesse cambiare allora avrei ringraziato Dio di averlo fatto morire. Questo era il sogno di Paolo, Paolo sarebbe stato felice di sapere che era morto per questo.Oggi, guardate il baratro nel quale siamo precipitati: io ringrazio Dio che Paolo sia morto, che non venga ucciso come stanno uccidendo De Magistris, Apicella, Clementina Forleo. Io ringrazio Iddio che Paolo non venga ucciso in questa maniera. Che messaggi ci arrivano dalla magistratura? Il presidente dell’Anm dice: “abbiamo dimostrato che la magistratura possiede gli anticorpi per reagire”. E’ una vergogna che un magistrato possa dire queste parole! La magistratura ha dimostrato, semmai, di avere al suo interno quelle cellule cancerogene che la stanno distruggendo, e cosi’ come hanno vissuto e pervaso tutte le istituzioni, la classe politica. La magistratura, nei suoi organi superiori, ha dimostrato di essere corrotta al suo interno.
Ormai il cancro sta entrando in metastasi anche negli organi di governo della magistratura.
Mancino mente
Non e’ difficile, se pensiamo che a vice presidente del Csm, quello che dovrebbe essere l’organo di autogoverno della magistratura, c’e’ una persona indegna, indegna!, come Mancino! Una persona che mente! Mente spudoratamente dicendo di non avere incontrato Paolo Borsellino il primo luglio del 1992, quando sicuramente a Paolo Borsellino venne prospettata quella ignobile, scellerata trattativa tra lo Stato e la criminalita’ organizzata per cui Paolo Borsellino e’ stato ucciso. Perche’ Paolo non puo’ aver fatto che mettersi di traverso rispetto a questa trattativa, questo venire a patti con la criminalita’ che combatteva, con chi poco piu’ di un mese prima aveva ucciso quello che era veramente suo fratello, Giovanni Falcone. Paolo non puo’ che essere rimasto cosi’ sdegnato da opporsi a questa trattativa e a quel punto andava eliminato, e in fretta.
Tant’e’ vero che il telecomando della strage di via D’Amelio fu premuto. Queste cose non sono potute arrivare al dibattimento perche’ tutti i processi sono stati bloccati.
Genchi ha dimostrato che quel telecomando era nel castello Utveggio, dove c’era un centro del Sisde, i servizi segreti italiani, e’ da li’ che e’ arrivato il comando che ha provocato la strage.
Ecco perche’ Genchi deve essere ucciso anche lui. Hanno ucciso Paolo Borsellino, hanno ucciso Giovanni Falcone e adesso uccidono anche Genchi, De Magistris, tutti i giudici che cercano di arrivare alla verita’.
Cosi’ qualunque giudice che arriva a toccare i fili scoperti muore, non si puo’ arrivare a quel punto perche’ oggi gli equilibri che reggono questa seconda repubblica sono basati sui ricatti incrociati che si fondando sull’agenda rossa.
Un’agenda rossa sottratta dalla macchina ancora in fiamme di Paolo Borsellino, in cui queste trattative, queste rivelazioni che in quei giorni gli stavano facendo pentiti come Gaspare Mutolo, come Leonardo Messina erano sicuramente annotate. Quell’agenda doveva sparire, e’ questo uno dei motivi della strage. Quell’agenda doveva sparire, su quell’agenda io credo che si basano buona parte dei ricatti incrociati su cui si fonda questa seconda repubblica.
E allora Mancino non puo’ venirmi a dire che non ricorda di aver incontrato Paolo Borsellino! Non puo’ soprattutto adoperare quel linguaggio indegno che adopera. Dice: “Io non posso ricordare se fra gli altri giudici c’era anche Paolo Borsellino, che non conoscevo fisicamente”. Ma Mancino non hai visto chi era quel giudice vestito con la sua toga che trasportava la bara di Falcone? Non l’hai visto? Non ti interessavano quelle immagini? Eri ministro dell’interno e non ti interessava che cosa stava succedendo in Italia in quei giorni?
Non ti interessava, a fronte di quell’agenda che ho mostrato e nella quale c’e’ scritto: “ore 19.30 Mancino” scritto di pugno autografo da Paolo? Lui ha mostrato un calendarietto in cui non c’era scritto niente, l’ha mostrato semplicemente e c’erano tre frasi con gli incontri della settimana.
E’ questo quello che fanno i nostri ministri, oltre che cercare di accordarsi con la criminalita’ organizzata. E’ per questo che e’ stato ucciso mio fratello: perche’ mio fratello si e’ messo di traverso rispetto a questa trattativa, per questo doveva essere ucciso. Io chiedo, e non smettero’ di chiederlo finche’ avro’ vita, che sia fatta giustizia, che vengano cacciati dalle istituzioni quelle persone che sono complici di quello che e’ successo. Non che venga data l’impunita’ a chi dovrebbe essere sottoposto a processi e invece non puo’ essere neanche indagato, intercettato, non si puo’ fare nulla.
Dobbiamo subire, stanno adottando la tecnica della frana, per cui ci hanno infilato in un’acqua che a poco a poco si riscalda e la gente non si accorge il punto a cui arriviamo.
Attenzione! Attenti! Stiamo precipitando nel baratro e da questo baratro dobbiamo uscire perche’ lo dobbiamo ai nostri morti. Lo dobbiamo a Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino, a Emanuela Loi, a questi che veramente sono eroi. Dobbiamo riappropriarci del nostro Paese, questo Paese e’ nostro, lo Stato siamo noi! Non queste persone che indegnamente occupano le istituzioni.
Vi lascio con tre parole che un altro dei giudici che hanno tentato di uccidere ha detto, ed e’ quello che dobbiamo fare, l’unica cosa che ci resta da fare prima di cadere in un regime dal quale non ci potremo piu’ districare: resistenza! Resistenza! Resistenza!"
.. 
Io so
Anna de Angelis
 
Io so” si intitolava la manifestazione di ieri a Piazza Farnese, eppure gia’ sapere che c’era, e’ stata un’impresa.
Io, che ieri mattina ero in quella piazza, so che l’ha organizzata l’Associazione dei familiari delle vittime della mafia, ma questo, quanti hanno potuto saperlo?
Io so, che tutti i familiari che sono saliti sul palco hanno raccontato con emozione e con dolore cose che “loro” sanno, e che vorrebbero sapessero anche altri.
Io so che il Presidente della Repubblica non e’ stato offeso, ma e’ stato invocato, pregato, scongiurato, perche’ vigili sullo scempio che si sta facendo della giustizia.
Io so che di altri politici sono state dette cose terribili, gravissime, ma so che su questo, stranamente e’ calato il silenzio.
Io so che dal palco e’ stata chiesta giustizia per chi e’ morto per lo Stato, per il nostro Stato, ma anche su questo e’ calato il silenzio.
Io so che ieri sono state dette cose importanti, sono state fatte domande che meriterebbero una risposta, ma so che la risposta non arrivera’ perche’ il suono di quelle parole che chiedevano giustizia si e’ perso, confuso in mezzo a tanto, troppo, strumentale rumore.
E’ cosi’, che come dice Travaglio scompaiono i fatti.
..
Lettera a Napolitano
Da Imagomentis (bloggher)
Da siciliano ricordo che in piazza Farnese Salvatore Borsellino e Sonia Alfano, siciliani, hanno detto parole e denunciato fatti simili a quelli per cui, qui in Sicilia, la mafia ha ammazzato chi e’ stato lasciato solo.
Ci sarebbe piaciuta la sua compagnia, presidente Napolitano, anche solo con un comunicato stampa.
Sarebbe stato bello leggere nei giornali, nel web, sentire in tv: “La presidenza della repubblica si associa a quanto denunciato dai rappresentanti dell’associazione vittime della mafia”
Mi pare fosse Nenni che disse: cosa ho fatto di male al proletariato per meritare il plauso della borghesia?
Lei, presidente, ha conosciuto Nenni, Amendola, Togliatti, Berlinguer, Giorgio La Malfa, Pertini, Paietta, Natta, Lombardi… e tanti altri e Ingrao che e’ vivo e che non tace.
Una persona a me cara e’ morta a vent’anni.
Credeva nella giustizia, nella liberta’, nella pace, nella non violenza, nell’eguaglianza degli uomini di tutto il mondo, nel rispetto per tutti gli esseri senzienti.
Spesso nei miei sogni chiacchieriamo.
E mi dice di essere d’accordo oppure di non esserlo.
Il mio e’ stato un grande dolore privato.
Da cittadino, compagno come lo fu anche lui, al presidente chiedo:
Da democratico prova un grande dolore politico per l’agonia della democrazia?
E se lo sente, come credo lo senta, questo dolore forte, quando quei grandi uomini vengono nei suoi sogni, cosa le dicono?
Le porgono il loro plauso? Sono d’accordo?
..
A Napolitano dai familiari delle vittime della mafia
Anna segnala
da http://www.familiarivittimedimafia.com

Signor Presidente, ad essere offesi siamo noi
Abbiamo letto e sentito centinaia di dichiarazioni sulla rimozione dello striscione "Napolitano dorme, gli italiani insorgono" e sulle presunte offese, in realta’ mai proferite, da parte di Antonio Di Pietro, aderente alla manifestazione, al Capo dello Stato. Le uniche notizie passate sulla stampa ed al centro dell’attenzione degli esponenti politici si sono concentrate su questi due episodi che, seppur meritevoli di attenzione, non hanno di certo rappresentato gli elementi piu’ rilevanti della manifestazione. … Nessuno, neppure il nostro Presidente della Repubblica, ha dato risposta od attenzione alla disperata richiesta di giustizia che da quel palco e’ stata urlata dai familiari delle vittime di mafia … L’unica risposta che abbiamo ottenuto dalle nostre Istituzioni e’ stata una levata di scudi per delle offese inesistenti e mai pronunciate nei confronti del Presidente della Repubblica….
vorremmo porgere una domanda diretta al nostro Presidente;
Signor Presidente, non si indigna per personaggi come Marcello Dell’Utri che, seppur abbiano tradito i principi di questa nazione, occupano gli scranni del Parlamento Italiano?
Ad essere offesi ed indignati siamo noi nel constatare il silenzio di tutti davanti alle denunce delle famiglie degli uomini e delle donne morti in difesa della Costituzione Italiana.
Ad essere offesi siamo noi nel leggere la nota del Quirinale risentito per delle garbate affermazioni e non per le decine di pregiudicati ed amici di boss che siedono in Parlamento.
Ad essere offesi e delusi siamo noi nel dover, ancora una volta, scendere in piazza per pretendere giustizia e rispetto dei principi fondanti di questo Stato, nonostante abbiamo gia’ pagato a questa nazione il prezzo piu’ alto che si possa pagare.
..
Su micromega c’e’ il sondaggio su Napolitano, se sia o no davvero il garante della Costituzione, risultati:
Decisamente si’ 12%
abbastanza 7%
non abbastanza 35%
Decisamente No 46%
..
Quante incapacita’
Mauro Maggiora
E’ da un anno che vado ripetendo a tutti che l’incapacita’ congenita e la totale inadeguatezza di questo gruppo di squilibrati li fara’ saltare in aria molto prima del 2013.
Troppi i fronti infuocati, troppo gravi le lacune di questo governo.
Assoluta incapacita’ di gestire i flussi migratori e l’ordine pubblico, in una fase di recessione devastante che rende i paesi poveri ancora piu’ atrocemente esposti.
L’esempio l’abbiamo avuto ieri sera ascoltando Cota, il fante leghista che mandano sempre in trincea senza l’elmetto, che sudava e da avvocato dimostrava l’assoluta disconoscenza della custodia cautelare, uno di quelli che saltera’ in aria con il cerino in mano, quando i suoi gerarchi saranno gia’ al riparo altrove.
Assoluta incapacita’ di gestire la finanza e la situazione debitoria del nostro paese, dimostrata dai ritardi e dai continui cambi di marcia schizofrenici.
Altro fronte infuocato, la giustizia: qui emerge prepotentemente il delirio patologico ossessivo di Berlusconi, i cui segni dell’aggravamento della malattia mentale sono sempre piu’ evidenti: noto una lieve crepa nelle stanza dove dimorano paggi, scudieri ecc; la claque sta cominciando a ridere meno delle sue barzellette, i suoi frizzi e lazzi e ridera’ sempre meno.
Infine il vero fronte bollente: quello sociale.
Ci sono zone nel nord, soprattutto Torino e cintura, ma anche altrove in Piemonte e in Lombardia dove il timer della bomba ad orologeria dei licenziamenti e della cassa integrazione sta per scattare: centinaia di migliaia di lavoratori, giu’, senza paracadute.
Il governo non ha una minima idea di cio’ che sta per succedere: ieri ho visto Fitto (un altro fante che saltera’ in aria col cerino) che diventava rosso sulle cifre paurose, chiedendo 10 giorni di tempo..
Prepariamoci al peggio/meglio..
..
In casa del saponaro chi non cade
e’ scivolato. In casa del corrotto chi
non si vende e’ gia’ comprato
.
Viviana
..
LA SESTA STELLA.

Documento stilato dal meetup 935 “Sovranita’ Popolare” (http://www.meetup.com…. ) “Una riforma possibile per affermare la Sovranita’ dei Cittadini sui governanti a partire dagli enti locali” : progetto mirato a conferire ai cittadini elementi essenziali di sovranita’ sugli eletti, in accordo con La Carta Europea delle autonomie locali promulgata dal parlamento di Strasburgo nel 1985, e malvolentieri ratificata, ma sostanzialmente disattesa da parlamento e governo italiani.

Il nostro documento e la nostra visione politica partono da alcune considerazioni:

il degrado inconcepibile del nostro sistema politico e’ in buona sostanza dovuto all’autoreferenzialita’ della nostra classe dirigente, la quale estorce ai Cittadini elettori una delega in bianco, di cui puo’ disporre a proprio piacimento E SENZA CONTROLLO ALCUNO per servire se stessa e i centri di potere economico, finanziario e criminale che la sostengono, servendosene.
La casta e’ costretta a crescere come un tumore nella nostra societa’, per conservare ed accrescere il proprio consenso clientelare, con un costo ed uno spreco di ricchezza incalcolabile e letale per il benessere della collettivita’.
La gente non ha altra alternativa che subire i quotidiani abusi di potere o affiliarsi ai potenti per trarne protezione e favori. Il senso di comunita’ e’ perduto tra i Cittadini, i quali cercano di perseguire individualmente i propri interessi tramite il voto di scambio, non avendo modo di incidere collettivamente sui propri problemi. Eppure il recupero delle comunita’ locali, e del senso di appartenenza ad esse, riporterebbe molti attuali sudditi della casta al rango di Cittadini, artefici e responsabili della gestione della cosa pubblica. Le comunita’ locali sono la dimensione del futuro, con la loro potenzialita’ di dare luogo ad uno sviluppo centrato sui bisogni dei Cittadini, basato sulle alte tecnologie e su Internet, e sostenibile per l’ambiente.
Noi crediamo che la rivoluzione possa partire dall’ambito locale, PURCHE’ IN TALE AMBITO AI CITTADINI VENGA CONFERITO UN EFFETTIVO POTERE LEGISLATIVO (per la precisione: deliberativo). Oltre a consentire ai Cittadini di esercitare, inizialmente in ambito locale, un controllo sugli abusi perpetrati dai governanti, questo consentirebbe loro di recuperare un senso di comunita’, confrontandosi e deliberando a maggioranza in merito ai problemi e alle esigenze del proprio comune o della propria provincia. Inoltre educherebbe i Cittadini alla pratica in prima persona della democrazia, facendo loro capire di avere vissuto per decenni in balia di un regime eversivo che li ha espropriati di qualunque diritto e sovranita’. Per questo noi crediamo che il conferimento della sovranita’ ai Cittadini in ambito locale costituirebbe anche un formidabile veicolo di consenso elettorale.
Giacomo Consalez
….
Simil-Borges
Sempre cassa e duello
Petto a petto faccia a faccia
Delinquendo e fuggendo
Visse come delirasse
Si dice che fu una donna
A cederlo al nemico
A tutti prima o dopo
Fa tradimento la vita

Viviana
..
Sindromi e duopoli
Giuliano Ferrari
 
Una nuova patologia sta uccidendo gli italiani: il perbenismo ipocrita.
Colpisce tutti, a prescindere dal genere e dal colore della pelle, giovani ed anziani.
Pare che nel cervello scatti una specie di sindrome di Stoccolma, un desiderio di sudditanza, un irrefrenabile moto di autocensura. A costoro basta nominare il Papa, il Presidente della Repubblica ed alcuni altri notabili che la sindrome appare in tutta evidenza: chiunque non si senta automaticamente rimbecillito come loro viene visto come un alieno, un diverso da ostracizzare a tutti i costi.
Pare che tale patologia si sia gia’ avuta in Italia ed in Germania tra il 1920 ed il 1945, in Russia ed in Cina non e’ mai scomparsa e piu’ recentemente nella Grecia dei colonnelli ed in vari paesi sudamericani come l’Argentina di Videla.
Pare probabile che gli unici anticorpi siano un minimo d’intelligenza ed un odio atavico verso l’olio di ricino ed il culto della personalita’.
Pd e Pdl sanno benissimo di essere solo delle organizzazioni di raccolta e distribuzione del potere.
Il tanto sbandierato duopolio politico, nelle loro intenzioni, dovrebbe servire a perpetuarsi indefinitamente scambiandosi favori ed appoggi a seconda di chi sia al governo e chi all’opposizione.
Eliminati tutti gli altri partiti, le liste bloccate e preparate nelle segreterie, la magistratura resa inoffensiva e l’informazione ridotta a stampa di regime, niente e nessuno metterebbe piu’ i bastoni fra le ruote.
L’obiettivo e’ stato oramai raggiunto e restano da eliminare solo alcune piccole sacche di resistenza: Di Pietro, Grillo, qualche giornalista.
E cio’ va fatto in fretta, prima che i cittadini si accorgano di cio’ che sta accadendo e comunque entro la data delle votazioni di primavera.
..
Obama e le pari opportunita’
Claudia
La parita’ salariale, come prima mossa della presidenza Obama. La prima legge che porta la firma del neo presidente degli Stati Uniti. Un testo che mira a facilitare azioni legali da parte delle persone discriminate sul lavoro. Ed e’ ispirato a una lavoratrice di nome Lilly.
Obama ha sottolineato, durante la cerimonia della firma alla Casa Bianca, che la legge rafforza il rispetto del principio che «tutte le persone sono create uguali» e meritano di «ricevere pari opportunita’».
Ecco, negli Stati Uniti le pari opportunita’ si attuano cosi’. Da noi, come sappiamo, in un altro modo.
.. ….
Serra: «I corrotti sono tornati in sella. Se poi Mangano e’ un eroe…»
di Claudia Fusani
C’era un ufficio in Italia che si occupava di corruzione. Non quella che e’ gia’ reato e affare della magistratura. Si occupava del fenomeno, delle cause e delle conseguenze, un monitoraggio continuo. «Lo aveva voluto Berlusconi nel 2005 – racconta il prefetto Achille Serra che ne e’ stato l’Alto Commissario prima di diventare senatore del Pd – ma proprio Berlusconi lo ha chiuso a giugno, e’ stato uno dei primi atti del governo. Ha dato le competenze al ministro Brunetta».
Forse perche’ le denunce diminuiscono?
«In Italia la corruzione ha radici profonde che toccano un po’ tutti i settori della vita civile. Mani Pulite e’ stata una parentesi che ha fatto saltare le regole del gioco, il vecchio sistema. Poi corrotti e corruttori si sono riorganizzati in fretta. Le denunce possono raccontare poco di questo fenomeno. L’Ocse, invece, l’Organizzazione mondiale per lo sviluppo economico, mette l’Italia al 41° posto della classifica dell’indice della percezione del malaffare (Corrupt percept index) che serve a misurare la corruzione nel settore pubblico e nella politica. Dividiamo la posizione con la Repubblica Ceka. Dopo di noi ci sono solo Malesia, Corea del Sud e Sudafrica. La Banca Mondiale fa peggio e ci spinge fino alla 70° posizione. La verita’ e’ che c’e’ un calo di tensione dovuto anche alla difficolta’ di sanzionare e punire i funzionari corrotti».
Segue
..
Rincuorati!
se la tua idea e’ giusta
il mondo la sentira’
anche se tu dovessi essere muto
Siamo fatti di energia
l’energia e’ sottile e si allarga
da ogni uomo come un faro
sii un faro di luce
e non di ombra
siilo in ogni atto
e pensiero e parola
il resto verra’ da se’
 
Viviana
..
Mariapia
Ignoto saggio toscano
"Il vino e’ VITA, farlo e’ un’arte, parlarne e’ cultura, berlo e’ gioia"
 
Nota bloggher moderna
La verita’ e’ VITA, conoscerla e’ un’arte, parlarne e’ cultura, viverci e’ gioia
..
28 gennaio 2009. Piazza Farnese. Roma
Viviana Vivarelli
 
Manifestazione a difesa della giustizia. Manifestazione a difesa delle vittime della mafia, vittime che non ci sarebbero state se lo Stato non fosse, da sempre, ammanicato con essa in un turpe scambio di favori, colluso con la criminalita’ organizzata al punto da difenderla e favorirne i capi peggiori,  far leggi a suo vantaggio, non eseguire i sequestri di beni, lasciar ammazzare i suoi giudici migliori, nominare deputati e senatori persone condannate per collusione mafiosa, distorcere il processo penale fino al ridicolo, aumentare indulti e depenalizzazioni e prescrizioni, affidare alla mafia appalti e amministrazioni, far condoni per favorirne gli illeciti, tagliare la forza pubblica, fare piani obiettivo per saltare ogni regola, fino al punto estremo di elogiare con Berlusconi come eroe un mafioso pluriassassino.
Una manifestazione contro i gravissimi abusi commessi sull’inchiesta di de Magistris, sulla procura di Salerno, sulla magistratura indipendente e sull’informazione libera per silenziare il grossissimo scandalo della corruzione politica in Calabria, per bloccare con ogni sorta di prevaricazione criminale la verita’ sulla corruzione politica ovunque sia, col Lodo Alfano, col veto alle intercettazioni, con le avocazioni delle inchieste e addirittura col licenziamento dei magistrato che le aprono o dei giornalisti che ne parlano. Uno scandalo che sta per sconvolgere l’Italia e che una cricca unanime e bypartisan di delinquenti intende soffocare.
Su tutto questo la stampa vergognosamente tace. Veltroni si fa sempre piu’ piccolo. Va a parlare di chissa’ che a Porta a Porta. A PiazzaFarnese e’ latitante, come lo fu sulle intercettazioni, sul Lodo Alfano, nella protesta al governo, con la CGIL. Sebra ci sia ma e’ assente. E’ sempre assente. I partiti di estrema sinistra tacciono. La societa’ civile non trova sponde, e nella sua maggioranza non ha nemmeno informazione, le uniche voci presenti ieri come oggi sono quelle di Pietro, Travaglio e Grillo, un parlamentare che non e’ nemmeno di sinistra, un giornalista  a rischio di perdere ogni giornale e un comico.
Un silenzio di tomba avvolge la penisola da parte di coloro che dovrebbero gridare nelle strade la gravita’ della situazione e che con questo silenzio se ne rendono complici.
Se qualcuno avesse un residuo dubbio che il golpe fascista non stia  proseguendo nella totale collusione di una stampa serva e prona, i giornali di oggi e i tg di ieri con la lor ipocrisia dovrebbero avergli tolto le ragnatele dal cervello.
I media italiani sono scesi al livello di  quelle meretrici di bordello, che fanno i servizietti che la maitresse comanda, come gli sciagurati giornalisti sul fronte iracheno costretti a diffondere le veline uniformi che i generali yankee ordinavano.
Non c’e’ piu’ in Italia una stampa indipendente e libera e nemmeno semi indipendente e semi libera ma solo veline del potere o complici silenziosi. Ormai, come ha gridato di Pietro "Ogni silenzio e’ mafioso!"
Ieri la parola d’ordine e’ stata: silenzio assoluto sulla manifestazione di Di Pietro e Grillo per la giustizia e attaccarli poi in modo unanime per vilipendio alle istituzioni, in primis per la pretestuale difesa di quel Napolitano che presidia, come un sordo-cieco, l’agonia della repubblica. E tutti, vilmente,  tutti, hanno ubbidito!
Una stampa ormai cosi’ spregevolmente embedded che non riesce a trovare un guizzo di dignita’ nemmeno davanti alle vittime della mafia, agli orrori di una magistratura in ginocchio, alla marcia trionfale di una dittatura di criminali che impone a un paese il suo dominio impunito.
Dire che questo ci fa venire il vomito e’ poco.
La vergogna ricadra’ su questi direttori di giornale, su questi giornalisti ormai indegni di tale nome, su questi presunti politici, su queste puttane della disinformazione e della propaganda di regime
Siamo alla rinascita del Minculpop, il ministero  fascista che controllava ogni pubblicazione, sequestrando quanto ritenuto pericoloso o contrario al regime e diffondendo ordini di stampa con precise disposizioni sul contenuto degli articoli e su cosa sbattere in prima pagina
Non c’e’ piu’ traccia di informazione ma collusione gravissima coi distruttori dello stato democratico.
Il peggio che inutile Napolitano ricorda il finale di Ran di Kurosawa, dove le lotte del potere distruggono tutto e un cieco vacillante precipita nel baratro.
 
I partiti, ormai annientati, consentono.
..
Scandalo su Di Pietro
Viviana
Si e’ fatto scandalo sul fatto che Di Pietro abbia attaccato Napolitano e abbia detto la famosa frase: “Il silenzio e’ mafioso”.
Fare scandalo sulle parole quando la democrazia e’ in ginocchio e’ come cercare un bruscolino nell’occhio dell’altro quando una trave ti acceca entrambi gli occhi.

Sinonimi di "mafioso": colluso, complice, favoreggiatore, connivente, corresponsabile, correo, partecipe
Siamo in presenza di un dichiarato e innegabile golpe contro la democrazia e la Repubblica italiana.

A buon diritto non e’ mafioso solo chi e’ affiliato alla criminalita’ organizzata ma, per dilatazione del termine, puo’ essere ragionevolmente chiamato "mafioso" chi fa passare  senza alcuna obiezione ogni sorta di legge a favore del crimine, leggi di impunita’ personali, leggi che eliminano di fatto la separazione dei poteri, o che diminuiscono o annullano l’indipendenza della Magistratura violando la sostanza stessa della democrazia, o che creano forme di indulto su reati di collusione mafiosa come il voto di scambio (che B ferocemente volle) o annullano processi in corso e pene future su reati comunque gravissimi, o eliminano di fatto la liberta’ di informazione o impediscono alla Magistratura di pervenire alla scoperta di crimini.
Se pure riconosciamo al Presidente della Repubblica una limitazione di poteri, riteniamo tuttavia che con l’attuale Presidente nemmeno queste funzioni di controllo costituzionale e di Presidenza della Magistratura siano state espletate.
Il Presidente della Repubblica
ha prestato giuramento di fedelta’ alla Repubblica e di osservanza della Costituzione
Puo’ inviare messaggi alle Camere
Puo’ richiamarle al rispetto dei valori costituzionali
Puo’ rinviare un decreto legge che limiti o annulli i valori democratici
Presiede il Consiglio Superiore della Magistratura e ha voce in capitolo su eventuali dissidi o problemi nel suo interno
Ha il dovere di tutelare ogni Magistrato che si comporti a norma di legge
Puo’ rifiutarsi di firmare leggi che ledano i valori della Repubblica o mettano a rischio i diritti dei cittadini
Puo’ richiedere, ove occorra, l’assenso dei due terzi del Parlamento qualora una legge riguardi materia costituzionale e non permettere che essa passi solo a maggioranza ordinaria.
 
Su tutto questo Napolitano non c’era.
..
L’attuale Capo del Quirinale non puo’ certo  vantarsi di apparire ai cittadini italiani come un degno difensore della Costituzione e della democrazia.
Non lo tragga in inganno il coro unanime della Casta per tutelare la sua immagine e fingere che qualunque critica nei suoi confronti sia un delitto di lesa maesta’, una dissacrazione inammissibile da punire con l’ignominia, per cui si da’ l’ostracismo a ogni critica e si accetta solo l’ovazione.
La Casta difende se stessa fino al limite del grottesco e la stampa gli fa stolida eco servile.
Possiamo affermare che in una democrazia nessuna carica istituzionale puo’ essere tale da imporre un bavaglio alla coscienza critica del cittadino e che tale  bavaglio esiste solo nelle dittature, e non c’e’ Papa o Presidente che debba e possa credersi un Dio in Terra. Nessuno creda di poter trasformare l’impunita’ che certe cariche si sono date perversamente con una censura a qualunque operato istituzionale.
Salta all’occhio che, fermi restando gli stessi poteri costituzionali, la linea seguita da Pertini o da Scalfaro e’ stata diversa.
Pertini non ha mai dimenticato i valori democratici e civili nati con la Resistenza. Scalfaro, pur con tutte le obiezioni che si possono sollevare, non ha mai fatto venir meno rampogne e opposizioni a chi voleva attaccare la Costituzione.
Questi esempi fanno impallidire quel che avviene oggi. L’operato fin qui manifestato dell’attuale Capo dello Stato di fronte al piu’ grande attacco sovversivo mai visto in Italia si riassume in una sola parola: acquiescenza.
E noi abbiamo tutto il diritto di dirlo, esattamente come abbiamo tutto il diritto di essere trattati con la giustizia di una sana democrazia.
..
Venerabili e venerazione
Viviana
Spero vivamente che dai sistemi tribali primitivi ai moderni stati democratici occidentali qualche progresso ci sia pur stato.
Nei sistemi primitivi (le tribu’ dei bingo bongo, per dirla con Calderoli) il capo del villaggio e lo stregone erano venerati come sacri e nessun atto di critica nei loro confronti era ammissibile, pena la morte.
Essendo considerati, il capo come lo stregone, dirette emanazioni del dio, erano figure sovrumane e il suddito non poteva permettersi nemmeno di calpestarne l’ombra, pena la morte.
In civilta’ anche piu’ raffinate come l’impero cinese era vietato persino alzare gli occhi da terra per guardare l’Imperatore o stare a un livello  di suolo o di posizione superiore e tali atti erano considerati sacrilegio.
Spero vivamente, e ripeto: spero vivamente, che queste epoche buie e servili siano passate.
Essere in democrazia vuol dire esser fuori da sistemi feudali o tribali in cui ci sono uomini che devono essere incensati come sacri e su cui e’ vietato dare valutazioni negative.
Ci sono state epoche che solo apparentemente non erano piu’ tribali o feudali dove il culto della personalita’ ripristinava un analogo obbligo di sottomissione con divieto assoluto di critica al capo assoluto, si chiamasse questo Stalin o Hitler o Fidel o Pol Pot o Kim II Sung o Amin
Ma chi oggi in Italia vorrebbe farci credere che nei riguardi del Capo dello Stato  o del Presidente del Consiglio o del Papa o di altra figura preminente noi abbiamo l’obbligo  di venerare sacralita’ simili, ripristinando come vincolanti analoghi mezzi di imposizione del potere si sta sbagliando di grosso.
No. Io credo che Previti su quella terrazza, se c’era, non ridacchiasse affatto
Io credo che di questi "perdenti" la casta abbia una paura tremenda
Senno’ non farebbero tutta ‘sta manfrina per mettere tutto sotto silenzio.
Senno’ non attaccherebbero in modo cosi’ massiccio Grillo e Di Pietro.
Senno’ non sarebbero costretti a restaurare la venerazione "sacra" per il Presidente della Repubblica come fosse un dio di cui si fanno scudo per non parlare dei propri reati.
E non ridurrebbero il Parlamento a uno stuoino per cani.
E non sarebbero costretti a mettere al Governo le loro puttane e a capo delle banche le loro figlie e a capo dell’Expo i loro somari.
Non terrebbero i media sotto controllo stretto.
E non ricatterebbero gli ospedali.
O i sindacati.
Non farebbero fuoco e fiamme per bloccare le intercettazioni e incaprettare la Magistratura
Non manderebbero i loro troll a impestare i blog
Se noi fossimo davvero quei 4 gatti che non fanno paura, non ci sarebbe tutto questo spiegamento di forze,
questi attacchi,
queste avocazioni di inchiesta,
questi magistrati licenziati,
questi giornalisti che perdono il lavoro,
queste deviazioni di merda dei media,
questa gigantesca disinformazione.
Io credo che nessuno stia ridacchiando tra quelli che contano.
Solo i cialtroncelli dei blog stanno ridacchiando perche’ non hanno cervello ma loro contano meno di niente
I malvagi con cervello sanno che rischiano grosso
Hanno gia’ il grosso dei loro patrimoni all’estero
Hanno pronte le vie di fuga.
Sanno che il loro castello di carte, di imbrogli, di ricatti incrociati, di sudiciume, di patti ignobili, e’ a continuo rischio di essere scoperto e di franare miseramente.
Sanno che persino i piu’ ignari dei cittadini lontani dalla conoscenza dei fatti potrebbero da un momento all’altro essere sconvolti dalla mole colossale delle menzogne, dei delitti, delle impunita’ che sta gravando spaventosamente su questo paese.
Solo loro che hanno paura. Non noi.
 
Un uomo non puo’ essere venerato perche’ ricopre un’alta carica dello Stato.
Un uomo deve essere responsabilizzato, "soprattutto" se ricopre un’alta carica dello Stato.
Non e’ il suo trono che vale, ma la sua dignita’ e il suo valore nel difendere i principi fondamentali della Nazione.
Non ci sono divinita’ da idolatrare.
Chi e’ piu’ in alto ha solo doveri maggiori in un compito che e’ principalmente di "servizio" verso tutti.
Al di fuori di questo, siamo fuori dalla democrazia.
 
Wikipedia
I culti della personalita’ caratterizzano gli stati totalitari
Mirano a far apparire il capo e lo stato come sinonimi, cosi’ che diventi impossibile comprendere l’esistenza dell’uno senza l’altro. Aiutano a giustificare le regole dure della dittatura e a propagandare nei cittadini la visione che il capo e’, qualunque cosa dica o faccia, giusto e buono. In tal modo si reprime l’opposizione interna a una elite dominante.
Sia Mao Zedong che Josif Stalin usarono il loro culto della personalita’ per schiantare i loro oppositori politici.
Altri notevoli culti della personalita’ del passato includono quello di Mussolini nell’Italia Fascista, di Hitler nella Germania Nazista, di  Atatürk in Turchia, di Ho Chi Minh in Vietnam, di Ceausescu in Romania e di Saddam in Iraq.  Nell’Antico Egitto il monarca era elevato al livello di un Dio-Re.
Alcune delle attuali nazioni che mostrano un culto della personalita’ sono il Turkmenistan di Saparmyrat Nyýazow e la Corea del Nord di Kim Jong Il. Mettiamoci anche la reputazione di Fidel Castro a Cuba e quella di Mugabe in Zimbabwe.
 
Oggi i media e il regime tentano di sostituire al culto delle personalita’ il culto delle cariche, facendoci credere che se una carica e’ abbastanza alta, criticarla e’ una bestemmia, una eresia, il delitto piu’ esecrabile.
Per questo, secondo i media, sarebbe abominevole criticare Napolitano. O Berlusconi.
Ma chi l’ha detto? Ma quando mai?
Siamo passati dal culto degli Dei a quello dei Venerabili?
Abbiamo il ‘proskyne’o’ delle poltrone?
Curioso come adorazione faccia rima con prostituzione.
..
Tutti addosso a Di Pietro. Se non era quella frase di Di Pietro, era un’altra.
Hai presente il lupo e l’agnello? "Tu mi hai intorbidato l’acqua" – disse il lupo. "Come potevo?"- chiese l’agnello- "Se tu stai a monte e io a valle?" "Se non sarai stato tu, sara’ stato tuo padre". E se lo mangio’.
Ma quello che e’ piu’ orribile e’ che a questa magnata selvaggia e cannibalica partecipino tutti i media uniti.
..
Se sono costretti ad allontanarsi cosi’ tanto dalla verita’, se sono costretti a ricorrere a tanti silenzi e a tante bugie, sono loro gli sconfitti, gli uomini perduti
..
DITTATURA
State attenti che la vedo brutta..
Quando non si puo’ manifestare nelle piazze, quando hai messo il bavaglio ai principali mezzi di informazione, quando hai un sindacato e una opposizione completamente screditati, quando la chiesa alza la voce sul Parlamento e sul Governo (caso Englaro per esempio), quando i magistrati che indagano sulle persone sbagliate fanno una brutta fine, quando le banche hanno enormi perdite da risanare e l’economia e’ in crisi…
Lo riuscite a vedere dove stiamo andando?
Noo?!?
Fate vobis…
..
"Cittadini, non potete pretendere una rivoluzione senza rivoluzione!" – M. Robespierre.
..
Non siamo piu’ nel medioevo,
l’informazione e’ sottile
pervade il globo
Il villaggio mondiale non puo’ piu’ essere governato con le leggi del capobranco
L’informazione e’ imprendibile
Non conosce recinti e censure
Se 40 scrivono su un blog, l’informazione arriva a 400.000 e 4.000 arrivano in piazza
Se uno solo arriva alla verita’, questa si diffonde come il vento e ogni secondo qualcuno comincia a pensare pensiero nuovo,
pensiero migliore
La verita’ penetra nelle fessure
Non ci sono sbarramenti a rinchiuderla
Piu’ il potere tenta di fermarla, piu’ la sua forza aumenta e piu’ la gente capisce quanto sia malvagio il potere
e lo odia
E piu’ la gente odia il potere, piu’ esso si sgretola dal suo interno
Ma chi puo’ fermare l’aria?
Chi puo’ impedire il vento?
Chi puo’ chiudere per sempre fuori la luce?
Si puo’ farlo per un po’
Si puo’ farlo anche per molto tempo
Non si potra’ mai farlo con tutti
Non si potra’ mai farlo per sempre
..
 
Geronimo
LA MORTE DELL’INFORMAZIONE!!!!

Le testimonianze piu’ sentite e forti sono venute da chi ha organizzato la manifestazione, ovvero dei familiari delle vittime della mafia, che hanno prima proiettato un video realizzato da loro e poi si sono alternati sul palco pronunciando parole vere e struggenti.
Paolo Borsellino, Sonia Alfano, la figlia di Antonio Longo, la madre di Attilio Manca e altri si sono alternati sul palco raccontando la loro tragica esperienza, parlando della mafia per come la conoscono e come sono stati costretti a viverla.
Alcuni interventi sono stati molto brevi, rotti dall’emozione, come quello della madre di Manca, altri piu’ lunghi e articolati, mentre altri ancora rabbiosi e decisi, come quello di Salvatore Borsellino, scagliatosi senza remore contro uno stato occupato dalla criminalita’ organizzata.
Ecco la stampa intera che cosa vuole non si sappia!!!
Agli italioti e’ stato riferito che Grillo e’ un buffone incallito e che Di Pietro e’ un calunniatore i millantatore contro i BOIARDI DI STATO!!!
Tutto il resto e’ aria fritta!!!!
..
Arrivano in una cassa i poveri resti di quella che era una ragazza prima che l’esplosione dilaniasse tutto.
"Lo Stato manda la fattura da pagare alla famiglia per il trasporto della figlia morta nella strage di via d’Amelio mentre faceva da scorta a Borsellino"….
..
E’ assurdo!
Inaccettabile!
Si dice ai palestinesi: se il dominio perverso di Israele non vi piace, lasciate la terra che e’ vostra e spargetevi per il mondo!
Ora si dice agli italiani: se il vostro paese non vi piace, andatevene!
Ci sono fin troppi italiani costretti ad andarsene per le cose ignobili che accadono in questo paese!
Vorreste un paese a misura di quelli che comandano? E che caccia via tutti i dissenzienti, tutti i critici, tutti coloro che vorrebbero migliorarlo?
La misura per correggere un danno sarebbe procurarsene uno peggiore: perdere anche quello che ci spetta di diritto, la nostra patria, la nostra cittadinanza, la nostra sacrosanta liberta’ di restare nella terra dove si e’ nati, il diritto di abitare il proprio paese!
Si dice: non ti piace! Fatti esule!
E’ inconcepibile!
Invece di spingere i cittadini a liberare la propria patria, a difendere la propria liberta’, a salvaguardare la propria democrazia, a salvare la propria economia, a rivendicare i propri diritti.. si suggerisce loro
LA DIASPORA!!!
Andatevene e non rompete le palle!
Vi rendete almeno conto della marca fascista di simile incitazione?
..
Tutti noi dobbiamo stringere la cinghia.
Migliaia di persone resteranno senza lavoro.
Migliaia di lavoratori lo conserveranno a rischio vedendosi ridurre le ore di lavoro.
Aumentera’ la miseria del paese.
Peggioreranno i servizi sociali.
Tutti i servizi pubblici subiranno tagli pesanti
con un peggioramento della vita di tutti.
Malgrado questo, due sole categorie di persone non ridurranno affatto i loro introiti:
la Casta e la Chiesa,
fregandosene delle sofferenze degli altri, pur di non perdere un euro dei loro amati introiti.
Avidita’ lucrativa e avarizia di cuore.
Tutto contro il paese.
..
Il giorno dei vivi
Gennaro Carotenuto
http://groups.google.it/group/articoligennarocarotenuto?hl=it

Stanotte mi hanno chiamato le parole di Giacomo Ulivi citato da un saggio di Claudio Pavone che mi ha accompagnato fino a tarda ora.  Giacomo e’ uno studente in legge di 19 anni, partigiano, arrestato, torturato, fuggito, riarrestato, ritorturato, infine fucilato dai fascisti a Modena:
"Quanti di noi sperano nella fine di questi casi tremendi per iniziare una laboriosa e quieta vita dedicata alla famiglia e al lavoro? Benissimo.. Ma nel desiderio invincibile di quiete e’ il tentativo di allontanarsi il piu’ possibile da ogni manifestazione politica. E’ il tremendo, il piu’ terribile risultato di un’opera di diseducazione ventennale che e’ riuscita ad inchiodare in molti di noi dei pregiudizi. Fondamentale quello della "sporcizia" della politica. Tutti i giorni ci hanno detto che la politica e’ lavoro di "specialisti" […]. No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne piu’ sapere. Pensate che tutto e’ successo perche’ non ne avete piu’ voluto sapere!"

Proprio stanotte le parole di Giacomo, ragazzo partigiano, mi son sembrate tirare le fila tra molte preoccupazioni per l’Italia di questi giorni e di questi anni. Quella citazione per l’opera di diseducazione ventennale che stiamo di nuovo vivendo, quell’accusa (ma anche l’incoraggiamento) a noi tutti di non averne voluto piu’ sapere, me le hanno fatte sembrare adatte per il giorno della Memoria.
Il disastro della sinistra con le mani e la mente legate dai professionisti della politica. Il paese e non solo il parlamento ridotto ad un bivacco dei manipoli del padrone della scatola magica. L’attacco oramai sistematico ai diritti civili che viene dall’Oltretevere ratzingeriano, che e’ giunto con il Cardinal Poletto alla tracotanza perfino di superare il Concordato e sostenere che le loro leggi vengono prima di quelle dello Stato.
Un assedio che oggi prende la faccia impudica del lefebvriano Richard Williamson, antisemita, negazionista ma soprattutto anticonciliare. Se vi e’ una battaglia che i cattolici democratici dovrebbero combattere e’ quella per difendere il Concilio Vaticano II dalla valanga reazionaria. Se vi e’ una battaglia che tutti i democratici di questo paese dobbiamo combattere e’ quella di Giacomo, studente, partigiano, fucilato dai fascisti: Tutto questo sta di nuovo succedendo perche’ non ne vogliamo piu’ sapere.
..
RIDIAMARO : – )

 
Dario Fo: «L’opposizione e’ in coma irreversibile Dovrebbe annetterci Obama, ma lo rovineremmo»
..
Il Lodo copre
ma l’onta resta
 
Berlusconi si e’ coperto per bene dei reati presenti e futuri
non fara’ pedofilia
ma tutto il resto si’
lo ha gia’ fatto
O lo pensa
 
..per fortuna che c’e’ Veltroni….
Hai presente il Candido di Voltaire? Gliene succede di cotte e di crude, ma lui sempre li’ che ride come un beota, convinto di vivere nel migliore dei mondi possibili!
Ma che droga gli avra’ rifilato Berlusconi?
Se li gioca tutti cosi’. Chi con le pornodive e gli ictus. Chi con la coca. Chi coi ricatti. Chi coi pagamenti. Chi perche’ e’ cretino di suo.
..
Grillo ha finito il suo convulso intervento in Piazza Farnese con un riferimento a Veltroni.
Non c’erano piu’ parole e tutto gli si e’ strozzati in gola come una realta’ indicibile. Nella piazza strapiena dove sventolavano i tricolori e’ esploso un epiteto solo: “SCEMO!”
..
Beppino Garibaldi
GLI ITALIANI SONO ALLERGICI ALLE PERSONE PER BENE !!
….
John Culkin
Non sappiamo chi abbia scoperto l’acqua, ma siamo sicuri che non e’ stato un pesce”.
..
Lo stregone
Perche’ continuate a chiamarli "imprenditori"?
Son capace anche io a fare l’imprenditore coi soldi degli altri..
Chiamiamoli col vero nome "PRENDITORI"
..
A cosa serve la Costituzione?
Ha per Berlusconi la stessa funzione che il tricolore ha per Bossi.
E’ come il crocifisso per un satanista. Serve a tirargli le freccette.
E’ a questo genere di persone che qualcuno ha regalato l’Italia.
..
Don Silvio va a morire
Questa e’ moneta corrente
Morire e’ un’abitudine
Che coglie anche un reggente
Silvio e’ un brutto ceffo
Che si reputa eterno
Ma questo e’ uno sberleffo
Che non ferma l’inverno
Don Silvio non sta bene
La morte gli e’ sul collo
E il cerone non scalda
Il gelo che sta attorno
Cricche di leghisti
Tengono il corpo morto
Giovani di vecchio pelo
Col portafogli ben sporto
Com’e’ triste il potere
Che avanza ciecamente
La vita si ritira
La morte fa demente
Tutto si puo’ comprare
Ma la Morte non e’ compagna
Che come la Cassazione
Si vende come una cagna
Viviana
….
Altan
Queste crisi durera’ anni
Finalmente un po’ di stabilita’

Pannella
Dalla difesa dei diritti civili
al digiuno per Villari
Lo scivolone e’ fatale
E se non e’ fatale
e’ senile
La prognosi e’ radicalmente
riservata
 
Viviana
..
Italia

Nello sgretolarsi
di ogni diritto e valore
si salveranno solo
pedofili e assassini
ladri e stupratori
piu’ qualche malato e terminale
e 3.000 embrioni
..
Post-Villari
Idem Bassolino-Mele-Mastella-Cuffaro-Iervolino—
Articolo 1° della neo-costituzione
L’Italia e’ un feudo marinaro fondato sulle cozze
http://www.masadaweb.org
Related Tags:

Leave a Comment

Della stessa categoria

DELIRI IN SOGNO

Sogni sfuggiti al vinoa sua volta evaso agli annie..in delirio…………. Preti nei campipolitici [Read More]

MERDACCE

Mazzini,Garibaldilungimiranti in dazio alla storiaa ogni brillar d’oro una scoriae avevano [Read More]

DESTRA,SINISTRA,CENTRO

Additi misticidestra,sinistra,centroa vie celestialima con mignotteelette Regine maitressesu foto di lingerienon si va [Read More]

Chiedo Un Dono

  Se tocchi, sentirai la rabbia espandersi come un tuono in piena tempesta Se guardi, vedrai volare via il sogno [Read More]

Il Demonio Licenziato

  Un emozione da non ricordare è una paura da dimenticare Ma se tu vuoi ancor più a fondo scavare [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 11 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano