WarDrome Sci-fi MMORPG
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Monday April 23rd 2018

MASADA n. 856. 14-1-2009. Zombi

La pace impossibile – Uccidete i volontari! – Vittorio Arrigoni – Il gas di Gaza – La sindrome della vittima – Berlusconi non va a Washington – Cota, i 50 euro chiedili agli evasori – Colpevoli della crisi globale – E’ morto il cardinale nero dell’Argentina
 
Cio’ che e’ morto muore ma gli zombi continuano a dominare la Terra”.
Viviana
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John Lennon
“Chiediamo solo di dare una possibilita’ alla pace“.
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Ben Gurion, il padre di Israele, lascio’ scritto:
“Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla sua popolazione araba”. E ancora: “C’e’ bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli senza pieta’, donne e bambini inclusi. Durante l’operazione non c’e’ bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti”. Quest’uomo pronuncio’ tali agghiaccianti parole 20 anni prima della nascita dell’OLP, piu’ di 30 anni prima della nascita di Hamas, 50 anni prima dell’esplosione del primo razzo Qassam su Sderot in Israele.
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Luca Popper (bloggher)

Dai trattati di Camp David, Israele ha quintuplicato i propri territori. Si e’ pappato Un pezzo di Siria, un pezzo di Giordania, meta’ Libano e la Palestina e’ ridotta al 20%.
Hamas? Hamas nasce dopo tutto questo. Hamas e’ una creatura della politica espansionista di Israele.
"Sarei entrato in un’organizzazione terroristica!” risposta di Ehud Barak a Gideon Levy, giornalista del quotidiano Ha’aretzr, quando chiese a Barak che cosa avrebbe fatto se fosse nato palestinese….
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La pace e’ possibile, ma bisogna cambiare
Pierangelo Monti
Socio del MIR e di Good Samaritan di Ivrea
 
Quante volte i cannoni dovranno sparare – E quando la pace verra’?
Quanti bimbi innocenti dovranno morir e- E senza sapere il perche’?
Quanto giovane sangue versato sara’ – Finche’ un’alba nuova verra’
?  “   
 
Ancora una volta ripenso a “Blowing in the wind” di Bob Dylan e mi pongo le stesse domande.
L’esercito israeliano in questi 16 giorni ha ucciso 900 esseri umani (di cui 270 minori, 2 giornalisti, 6 medici, 2 operatori dell’ONU), la milizia di Hamas ne ha uccisi 10 (tre civili). La Striscia di Gaza e’ una striscia di sangue. 
Il primo giorno dell’operazione “Piombo Fuso”, colui che l’ha dichiarata, il ministro della difesa israeliano Ehud Barak, ha parafrasato la frase della Bibbia: «C’e’ un tempo per la calma – c’e’ un tempo per la guerra» (Qoelet 3,8). Ma perche’ non ispira la sua azione politica al comandamento biblico “Non uccidere”?
Gli assassini non si fermano neppure davanti ai bambini. Infatti sanno che sotto le bombe possono morire anche i civili. Ma per loro il fine giustifica i mezzi. Giustificano la loro crudelta’ come autodifesa, anche quando danno delle stragi. E scordano sempre il perdono e la pieta’! 
Ancora una volta i politici israeliani e i capi di Hamas affidano la sorte dei loro popoli alla forza delle armi. Una forza impari che causa sofferenze impari.
Israele da anni, con un potente esercito, tiene sotto assedio Gaza e la Cisgiordania; le milizie palestinesi da anni rispondono con attentati e con razzi artigianali. Ed ecco il 27 dicembre Israele ha iniziato i bombardamenti di Gaza, con l’obiettivo dichiarato di impedire il lancio di razzi Qassam. Hamas per dimostrare di non cedere allo strapotere israeliano e continuando nella politica di non riconoscimento dello stato ebraico, insiste con un assurdo e criminale lancio di razzi su centri abitati israeliani. Cosi’ si ripete ogni giorno lo stillicidio di morti, feriti e edifici distrutti.
Un milione e mezzo di esseri umani vive nel terrore, nella miseria, nel dolore, nell’odio, nell’impossibilita’ di uscire dall’incubo.
E’ sconfortante constatare come sono diffuse l’insensibilita’, l’ottusita’, la chiusura mentale, ma anche l’ignoranza e la non considerazione della storia, anche recente.
A Gaza e in Libano 2 anni e mezzo fa accadeva  piu’ o meno la stessa tragedia.
L’esercito israeliano giustizio’ a Gaza i capi di Hamas con dei raid aerei, uccidendo decine di civili palestinesi, il 25 giugno 2006 miliziani di Hamas assalirono una base militare israeliana, uccidendo due soldati e catturando Gilad Shalit, soldato dell’IDF ancora nelle loro mani. Allora i  raid aerei si intensificarono e causarono grandi distruzioni, 184 morti (42 bambini) e 720 feriti. Tra gli israeliani ci fu un soldato ucciso e 25 feriti (di cui 11 da razzi artigianali lanciati da Gaza).
Il 12 luglio 2006, dopo che alcuni membri di Hezbollah, varcando il confine israeliano, avevano ucciso tre soldati e ne avevano catturati altri due, inizio’ la guerra israeliana al Libano degli Hezbollah, conclusasi con distruzioni immani, 60 israeliani e 900 libanesi morti. Allora il segretario generale aggiunto dell´Onu per i diritti umani, Jan Egeland, visitando Beirut accuso’ Israele di “violazione delle leggi umanitarie” del diritto internazionale: «Non potevo immaginare che la zona venisse spianata isolato dopo isolato. E’ terribile, vedo tanti bambini rimasti senza casa, feriti: questa e’ una guerra nella quale i  civili pagano un prezzo sproporzionato in Libano e nel nord di Israele».
Il giornalista del quotidiano israeliano Haaretz Gide’on Le’vy il  30 luglio 2006 scrisse: “La distruzione che noi seminiamo in Libano non e’ mostrata agli sguardi degli Israeliani.  La distruzione che noi seminiamo in questo momento anche a Gaza – circa 120 uccisi dalla cattura di Gilad Shalit – ci tocca ancor meno. Gli ospedali di Gaza sono pieni di bambini bruciati, ma chi se ne preoccupa? L’oscurita’ della guerra nel nord copre anche loro.”
La stessa strategia militare, la logica politica, la propaganda e la censura mediatica, la violenza, gli effetti mortali, sono oggi ripetuti. E se l’obiettivo dichiarato di Israele e’ quello di distruggere le basi di Hamas (non solo di lancio dei suoi razzi Qassam, infatti i bombardamenti hanno subito distrutto il Parlamento, il ministero dell’Istruzione e il ministero degli Interni), ebbene si tenga presente che, un anno dopo, Hamas ottenne la schiacciante maggioranza dei voti alle elezioni democratiche a Gaza (elezioni sollecitate dagli americani, di cui poi l’intero occidente condanno’ l’esito, isolando Gaza e il suo milione e mezzo di abitanti dal resto del mondo).
Quindi la guerra ha rafforzato Hamas e la guerra del Libano ha rafforzato la leadership di Nasrallah, leader del movimento sciita Hezbollah.
E dall’altra parte, ecco cosa hanno ottenuto le azioni terroristiche di Hamas e di Hezbollah in Israele: lo spostamento sempre piu’ a destra dell’elettorato ebraico, la continuazione della politica del governo Olmert, di occupazione dei territori, di costruzione del muro di divisione, l’assedio e ora la guerra a Gaza.
Come non essere delusi da tanta ottusita’ di chi governa!? E come non esserlo per l’orientamento politico di palestinesi e israeliani, che danno retta e consenso a chi vuole sconfiggere i nemici con la violenza, a chi usa piu’ la forza che la ragione, a chi non vuole il dialogo!?
Molti commentatori politici pensano che il principale motivo dell’operazione "Piombo fuso" sia la ricerca di voti da parte di Barak, Livni e Olmert (opposti al candidato di destra Natanyahu), per le elezioni che ci saranno tra neppure un mese: dunque e’ purtroppo vero che l’elettorato israeliano chiede piu’ durezza, piu’ intolleranza e meno conciliazione.
Dall’altra parte i Palestinesi di Gaza, esasperati da una interminabile disumana condizione di vita, si lasciano governare e votano chi non crede nel dialogo col nemico e lancia razzi contro i centri abitati israeliani, mettendo in conto di colpire innocenti e di ricevere la dura punizione israeliana.
Ma la colpa non e’ solo delle due parti in conflitto: una grande responsabilita’ e’ della comunita’ internazionale, che lascia incancrenire l’ingiustizia, non si attiva in un’opera di arbitraggio e di interposizione, non fa valere il diritto internazionale, non sanziona Israele che non ottempera alle risoluzioni dell’ONU e invece condanna all’isolamento Gaza perche’ governata da Hamas.
Se fosse per questo Israele, per questa Palestina, per queste Nazioni Unite, per questi USA e quest’Europa ci sarebbe da disperare. Ma grazie a Dio ovunque ci sono “coraggiosi costruttori di pace” (come li ha definiti il Papa nel messaggio dell’Epifania) che coi fatti ripetono che per arrivare alla pace in Medio Oriente bisogna cambiare, a tutti i livelli. Da sessant’anni il conflitto si aggroviglia nel circolo vizioso della violenza e dell’odio, della forza e della falsita’, della chiusura e dell’orgoglio nazionalistico. I pessimi risultati e gli inestimabili costi umani ed economici delle guerre non bastano ancora per convincere tutti a convertirsi alla nonviolenza, al dialogo, allo spirito di fratellanza?
Dall’Italia potremmo assistere a quanto accade, come spettatori di uno spettacolo ripetitivo; ma non abbiamo il diritto di sentirci estranei. A Gaza non si sta girando un film. E se tra qualche giorno gli scontri finiranno (perche’ i signori della guerra avranno raggiunto alcuni loro obbiettivi), la situazione sara’ peggio di prima.
Potenti della terra: guardate i bambini di Gaza, i vivi e i morti! Guardate i loro genitori, i vivi e i morti! Guardate le loro case, rovinate e distrutte!
Dov’e’ il senso di umanita’? Dov’e’ l’amore per il prossimo? Dove sono finiti i diritti umani che un mese fa avete esaltato nelle celebrazioni del sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani? Dov’e’ la lungimiranza politica? Non considerate cio’ che centinaia di milioni di arabi pensano nel vedere le drammatiche immagini dei loro fratelli palestinesi di Gaza?
Si fermi subito questa guerra! Si metta fine all’assedio di Gaza! Si dia inizio a nuove trattative di pace, per il riconoscimento dei diritti di tutti, per la convivenza di palestinesi e israeliani in due stati finalmente riconosciuti, liberi e non piu’ minacciati dalle armi!
Manifestiamo con coraggio e nonviolenza contro la guerra.
Diamo ancora una possibilita’ alla pace.
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Da bellaciao.com
Vittorio Arrigoni: Un bersaglio facile
Maurizio Matteuzzi
Vittorio Arrigoni e’ il pacifista italiano dell’International solidarity movement (Ism) che racconta in diretta da Gaza per il Manifesto il tragico giorno per giorno della «spedizione punitiva» (parole di Massimo D’Alema) che Israele sta infliggendo al milione e mezzo di palestinesi intrappolati nella striscia. Basta leggere i giornali, a cominciare dal Corriere della Sera – il numero uno – o guardare il Tg1 – la portaerei dell’informazione «pubblica» -, per capire che Vittorio Arrigoni, e quelli come lui (sfortunatamente troppo pochi), e’ un testimone scomodo di fronte ai silenzi e alla (clamorosa) disinformazione della stampa italiana e, in genere, internazionale.
Per questo la notizia che un sito web americano ha messo in rete il nome e la foto di Arrigoni proclamandolo «il bersaglio N.1» dell’esercito israeliano provoca rabbia ma non meraviglia. E’ possibile che il sito www.stoptheism.com non sia, come dicono, troppo attendibile, che il suo animatore – tale Lee Kaplan, sedicente «giornalista investigativo» – sia un ciarlatano. Ma con il clima di impunita’ goduto dalle nefandezze israeliane e di omerta’ garantito dalla politica e dalla stampa, bisogna stare molto attenti. Fu a Gaza nel marzo 2003, durante la seconda intifada, che una pacifista Usa dell’Ism, Rachel Carrie, fu (deliberatamente)schiacciata da un bulldozer militare israeliano mentre tentava di impedire la distruzione di una casa palestinese.
A quel che si sa Stop the Ism e’ un sito statunitense dell’estrema destra ebraica, furiosamente anti-palestinese e anti-comunista, che sembra sia legato a Radio Arutz7, l’emittente dei coloni ebrei, i piu’ fanatici in genere provenienti dagli Usa, insediati nelle terre palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme est. Per Kaplan e soci per fermare l’International solidarity movement qualsiai mezzo e’ buono purche’ sia «definitivo». Per loro l’Ism e’ «un consorzio di gruppi di anarchici e comunisti americani alleati dell’Olp», ovvero «un’idra dalle molte teste» il cui obiettivo e’ di «aiutare l’Olp a distruggere Israele» e di «finanziare anarchici e comunisti americani a espandere le basi per la rivoluzione mondiale». E gente come Vittorio Arrigoni e altri volontari che vengono dagli Stati uniti, dall’Irlanda, dalla Spagna, dall’Australia, dalla Polonia, sono dei «terroristi alleati di Hamas».
Sembrerebbe da ridere ma non c’e’ niente da ridere. Vittorio Arrigoni e’ un bersaglio «facile». E’ uno di quei matti che vanno a mani nude in posti infami come Gaza per difendere i civili palestinesi. Gli israeliani lo conoscono bene e lo hanno gia’ intercettato, arrestato ed espulso due volte prima che Arrigoni il 23 agosto tornasse a Gaza dal mare a bordo della barca Free Gaza che aveva rotto il blocco israeliano (la vera causa della fine della tregua, non certo i razzetti di Hamas come vi stanno raccontando).
Per cercare di evitare che anche Arrigoni divenga un «tragico errore» o un «danno collaterale» abbiamo chiesto alle autorita’ politiche e diplomatiche italiane di attivarsi urgentemente con quelle israeliane. Nell’inferno di Gaza Vittorio Arrigoni non e’ solo.
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Ammazza il volontario
Viviana Vivarelli
La disinformazione piu’ bieca e l’attacco a giornalisti e volontari erano la regola fissa nel sistema dei vertici USA in Iraq fino a porre come gravissimo reato militare l’informazione sulle efferatezze americane, e si ripetono a Gaza con vertici israeliani che esigono una informazione embedded, spesso spudorata per infamita’ e menzogna.
L’attivista umanitario Vittorio Arrigoni e’ una delle fonti piu’ attendibili delle stragi di civili che Israele sta praticando secondo genocidi nazisti, Arrigoni sara’ dunque il nemico da togliere di mezzo. E’ per questo che le sue foto sono state diffuse su internet da un sito di estrema destra americano per permettere all’Esercito Israeliano di riconoscerlo ed eliminarlo (vd l’allucinante  sito americano www.stoptheism.com.). Con lui sono all’indice tutti gli altri attivisti umanitari dell’I.S.M. (International Solidarity Movement) indicati come obiettivi militari (ricordate le famigerate carte da gioco dei collaboratori di Saddham?), una vera e propria istigazione all’eliminazione fisica dei volontari, descritti come attivisti di Hamas, con n° di telefono USA per denunciarli se si hanno notizie sulle loro posizioni. Si informa anche sul prossimo viaggio a Gaza della Spirit of Humanity con un invito alla Marina Militare Israeliana a fermarli con ogni mezzo.
L’I.S.M. viene definita un’organizzazione di copertura di comunisti, anarchici e agitatori sociali che lavora insieme con l’OLP e paesi fascisti islamici come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi.
Ricordate la ferocia con cui la dx italiana attacco’ sui media le 2 Simone? La campagna di insulti e odio? Le diffamazioni gratuite diffuse in ogni dove? La cattiveria di Ferrara? O il menefreghismo di Scelli sull’assassinio di Baldoni? O l’avversione assoluta di B contro i volontari e le associazioni umanitarie, definendo chi da’ la propria vita agli altri come fuori di testa?
Il Male non si mescola al Bene e puo’ solo odiarlo con tutte le sue forze, perche’ con la sua stessa presenza condanna la sua dissolutezza.
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Video del cooperante Vittorio Arrigoni che lavora alla striscia di Gaza
http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=20941&cat=esteri
 
Mentre con implacabile cinismo la Livni assicura il mondo che “le armi di Israele sono chirurgiche e non colpiscono civili”, Israele con disumana ferocia bombarda ospedali e scuole e centri dell’ONU e attacca le autoambulanze considerando i volontari alla stregua di obiettivi militari.
I volontari dell’I.S.M. scortano le ambulanze di Gaza e lavorano col personale medico
A Gaza viene calpestato ogni diritto sanitario e umano imposto dalle regole internazionali. I volontari dell’I.S.M. raccontano dei medici uccisi, delle autorizzazioni negate alle autoambulanze, degli attacchi ai volontari per impedir loro di raccogliere i feriti. La Livni continua a ripetere che a Gaza non esiste crisi umanitaria, perche’ gli ebrei non considerano uomini i palestinesi.
Vittorio Arrigoni dice:
“Israele continua a violare le convenzioni internazionali attaccando personale medico. Stanno massacrando la gente di Gaza. Con un crescente numero di vittime civili, Israele deve assicurare che l’assistenza medica sia disponibile. Invece, stanno colpendo intenzionalmente le squadre di medici protette dalle Convenzioni di Ginevra. La comunita’ internazionale deve pronunciarsi sul disprezzo di Israele per il diritto internazionale”
 
“Non c’e’ alcun posto dove la gente di Gaza possa scappare, i civili non possono uscire e mettersi in sicurezza a causa dell’assedio. Questi prolungati attacchi a Gaza sono terrificanti e l’invasione di terra della scorsa notte da parte delle forze di occupazione israeliane ha portato a un numero altissimo di vittime civili”.
Ewa Jasiewicz
 
Vittorio Arrigoni deve essere ucciso perche’ e’ un testimone
Malgrado tali efferatezze Colombo e Fassino sono andati dalla dx ebraica italiana a porgere la loro solidarieta’ e i media italiani sono uniti nel difendere Israele. Tutto cio’ e’ vergognoso!
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Armando di Napoli
Schizzi di pioggia impazziti
corrono sui vetri del treno
sembrano spermatozoi in gara
che cercano velocemente
di arrivare prima all’obiettivo
per non morire per strada
l’ebreo succhiandosi
quello che rimane del sangue
di Gesu’ Cristo
si pulisce la bocca
sputando fuori
pezzettini di carne umana ben cotta
le bombe impazienti
si sono sistemate
sulla griglia di partenza
mascherati da colombi castrati
impossibilitati di mettere incinta la pace
mostrano il narciso terrore
non vedendo l’ora
di volteggiare nei cieli persiani
Caifa e Anem proclamano
la solita condanna
indossando i panni dei giusti
la crocifissione e’ passata di moda
adesso i chiodi si piantano
nei cuori dell’orrore
Ponzio Pilato si lava le mani
con sangue e petrolio
e’ l’arrogante persecuzione
forgiando il temperamento
dell’occupazione continua
in terre intrise di ingiustizia…
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Da bellaciao.com
 
Il passare dei giorni a Gaza e’ scandito dal numero delle vittime. Questo 17mo giorno ne sono state contate quasi 1.000, mentre i feriti sono saliti a 4.000. L’esercito israeliano e’ ormai entrato nella dinamica della guerra a tutti i costi e uscire da questo dramma sembra un’impresa impossibile. Ennesimo monito e’ arrivata quest’oggi anche dal Consiglio dell’Onu dei diritti umani che con 33 voti a favore e 13 astenuti ha votato una risoluzione che condanna Israele a gravi violazioni dei diritti umani.
Oggi si sarebbe dovuto discutere al Cairo per un cessate al fuoco, ma il viaggio del ministro della Difesa Ehud Barack e’ stato rinviato. Alla base di questo posticipo ci sarebbe pareri discordanti tra Hamas e l’Egitto sulle probabili trattative per una tregua. Ma anche sul fronte israeliano ci sarebbero pareri differenti sulle prossime azioni da intraprendere. Il primo ministro Ehud Olmer sembra intenzionato a continuare l’offensiva a oltranza, il ministro Livni vorrebbe portare a termine al piu’ presto gli attacchi per evitare di compromettere i risultati raggiunti,e ha annunciato che sara’ solo Israele a decidere quando porre fine alle ostilita’, mentre Barack sarebbe contrario ad inviare altre truppe di terra. Hamas dal canto suo e’ pronto ad accettare solo se le Israele cessera’ i raid, ritirera’ le truppe e riaprira’ i valichi.
Ma la battaglia tra le due fazioni corre anche sulla rete. In risposta ai video lanciati su you tube dall’esercito israeliano, adesso anche Hamas sta inserendo sul sito www.palutube.com/ i filmati delle stragi ai danni della popolazione colpita dai razzi e dalle granate. Ma non e’ tutto. Un altro sito web Stop the Ism http://stoptheism.com/ dichiaratamente legato a gruppi americani dell’estrema destra statunitanse sta incitano i terroristi ad eliminare tutti i volontari stranieri che operano in aiuto della popolazione palestinese, e in particolare quelli dell’Ism, (International Solidarity Movement) che si trovano a Gaza. Nel sito la prima persona segnalata e’ Vittorio Arrigoni, il nostro connazionale che si trova da mesi nella striscia di Gaza e che corrisponde direttamente dalla striscia di Gaza portando a galla una verita’diversa da quella che propinano gli organi di stampa italiani.
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Intanto anche il ministro degli Esteri Franco Frattini che la momento si trova a Zagabria ha ribadito ai cronisti: "Non riconosciamo l’occupazione di Gaza da parte di Hamas come legittimazione a fare un secondo Stato palestinese".
Il presidente uscente degli Stati Uniti questo pomeriggio in conferenza stampa con i giornalisti, l’ultima del suo mandato ha affermato che il cessate il fuoco sara’ possibile solo quando Hamas smettera’ di sparare i razzi contro Israele. Nessuna parola invece e’ stata spesa per parlare delle vittime innocenti palestinesi. Oggi l’esercito israeliano ha colpito uno dei centri medici della Caritas a Gaza, e la popolazione continua a vivere nel panico totale, dove ogni posto non e’ piu’ sicuro. L’emergenza sanitaria e’ dilagante sotto ogni aspetto. Oggi la croce rossa ha richiesto degli psicologi per tutti quei bambini che sono ancora sotto shock a causa dei continui bombardamenti.
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Da bellaciao.com
Tutto questo ha un solo nome: apartheid (e genocidio)
Mustafa Barghouthi

E leggero’ domani, sui vostri giornali, che a Gaza e’ finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Muore di guerra o di pace, chi muore perche’ manca l’elettricita’ in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili – ma come si chiama, quando manca tutto il resto?
E leggero’ sui vostri giornali, domani, che tutto questo e’ solo un attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa. La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro razzi di latta, e cartapesta e disperazione. E mi sara’ precisato naturalmente, che no, questo non e’ un attacco contro i civili – e d’altra parte, ma come potrebbe mai esserlo, se tre uomini che chiacchierano di Palestina, qui all’angolo della strada, sono per le leggi israeliane un nucleo di resistenza, e dunque un gruppo illegale, una forza combattente? – se nei documenti ufficiali siamo marchiati come entita’ nemica, e senza piu’ il minimo argine etico, il cancro di Israele? Se l’obiettivo e’ sradicare Hamas – tutto questo rafforza Hamas. Arrivate a bordo dei caccia a esportare la retorica della democrazia, a bordo dei caccia tornate poi a strangolare l’esercizio della democrazia – ma quale altra opzione rimane? Non lasciate che vi esploda addosso improvvisa. Non e’ il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza di dialogo, la lucidita’ di ragionare il coraggio di disertare – non e’ un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l’altra Palestina, terza e diversa, mentre schiva missili stretta tra la complicita’ di Fatah e la miopia di Hamas. Stava per assassinarmi per autodifesa, ho dovuto assassinarlo per autodifesa – la racconteranno cosi’, un giorno i sopravvissuti.
E leggero’ sui vostri giornali, domani, che e’ impossibile qualsiasi processo di pace, gli israeliani, purtroppo, non hanno qualcuno con cui parlare. E effettivamente – e ma come potrebbero mai averlo, trincerati dietro otto metri di cemento di Muro? E soprattutto – perche’ mai dovrebbero averlo, se la Road Map e’ solo l’ennesima arma di distrazione di massa per l’opinione pubblica internazionale? Quattro pagine in cui a noi per esempio, si chiede di fermare gli attacchi terroristici, e in cambio, si dice, Israele non intraprendera’ alcuna azione che possa minare la fiducia tra le parti, come – testuale – gli attacchi contro i civili. Assassinare civili non mina la fiducia, mina il diritto, e’ un crimine di guerra non una questione di cortesia. E se Annapolis e’ un processo di pace, mentre l’unica mappa che procede sono qui intanto le terre confiscate, gli ulivi spianati le case demolite, gli insediamenti allargati – perche’ allora non e’ processo di pace la proposta saudita? La fine dell’occupazione, in cambio del riconoscimento da parte di tutti gli stati arabi. Possiamo avere se non altro un segno di reazione? Qualcuno, li’, per caso ascolta, dall’altro lato del Muro?
Ma sto qui a raccontarvi vento. Perche’ leggero’ solo un rigo domani, sui vostri giornali e solo domani, poi leggero’ solo, ancora, l’indifferenza. Ed e’ solo questo che sento, mentre gli F16 sorvolano la mia solitudine, verso centinaia di danni collaterali che io conosco nome a nome, vita a vita – solo una vertigine di infinito abbandono e smarrimento. Europei, americani e anche gli arabi – perche’ dove e’ finita la sovranita’ egiziana, al varco di Rafah, la morale egiziana, al sigillo di Rafah? – siamo semplicemente soli. Sfilate qui, delegazione dopo delegazione – e parlando, avrebbe detto Garcia Lorca, le parole restano nell’aria, come sugheri sull’acqua. Offrite aiuti umanitari, ma non siamo mendicanti, vogliamo dignita’ liberta’, frontiere aperte, non chiediamo favori, rivendichiamo diritti. E invece arrivate, indignati e partecipi, domandate cosa potete fare per noi. Una scuola?, una clinica forse? delle borse di studio? E tentiamo ogni volta di convincervi – no, non la generosa solidarieta’, insegnava Bobbio, solo la severa giustizia – sanzioni, sanzioni contro Israele. Ma rispondete – e neutrali ogni volta, e dunque partecipi dello squilibrio, partigiani dei vincitori – no, sarebbe antisemita.
Ma chi e’ piu’ antisemita, chi ha viziato Israele passo a passo per sessant’anni, fino a sfigurarlo nel paese piu’ pericoloso al mondo per gli ebrei, o chi lo avverte che un Muro marca un ghetto da entrambi i lati? Rileggere Hannah Arendt e’ forse antisemita, oggi che siamo noi palestinesi la sua schiuma della terra, e’ antisemita tornare a illuminare le sue pagine sul potere e la violenza, sull’ultima razza soggetta al colonialismo britannico, che sarebbero stati infine gli inglesi stessi? No, non e’ antisemitismo, ma l’esatto opposto, sostenere i tanti israeliani che tentano di scampare a una nakbah chiamata sionismo. Perche’ non e’ un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l’altro Israele, terzo e diverso, mentre schiva il pensiero unico stretto tra la complicita’ della sinistra e la miopia della destra.
So quello che leggero’, domani, sui vostri giornali. Ma nessuna autodifesa, nessuna esigenza di sicurezza. Tutto questo si chiama solo apartheid – e genocidio. Perche’ non importa che le politiche israeliane, tecnicamente, calzino oppure no al millimetro le definizioni delicatamente cesellate dal diritto internazionale, il suo aristocratico formalismo, la sua pretesa oggettivita’ non sono che l’ennesimo collateralismo, qui, che asseconda e moltiplica la forza dei vincitori. La benzina di questi aerei e’ la vostra neutralita’, e’ il vostro silenzio, il suono di queste esplosioni. Qualcuno si senti’ berlinese, davanti a un altro Muro. Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?
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Gaza e il gas
L´invasione militare della striscia di Gaza da parte delle Forze israeliane ha una relazione diretta con il controllo e con la proprieta’ di strategici giacimenti di gas al largo.
Questa e’ una guerra di conquista. Scoperti nel 2000, vi sono estesi giacimenti di gas al largo delle coste di Gaza. British Gas (BG Group) ed il suo partner, Consolidated Contractors International Company (CCC), con sede ad Atene e di proprieta’ delle famiglie libanesi Sabbagh e Koury, ottennero i diritti di esplorazione per il gas e per il petrolio grazie ad un accordo di durata venticinquennale firmato nel novembre 1999 con l´Autorita’ Palestinese.
I diritti sui giacimenti di gas al largo spettano rispettivamente a British Gas (per il 60 percento); alla Consolidated Contractors (CCC) (per il 30 percento); ed al Fondo d´Investimento dell´Autorita’ palestinese (Investment Fund of the Palestinian Authority) (per il 10 percento) (Haaretz, 21 Ottobre 2007).
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Israele non e’ una democrazia.
Mauro Maggiora
Il presupposto della costituzione democratica e’ la liberta’, tanto che si dice che solo con questa costituzione e’ possibile godere della liberta’, che si afferma essere il fine di ogni democrazia. Una delle caratteristiche della liberta’ e’ che le stesse persone in parte siano comandate e in parte comandino.
Aristotele

Un individuo viene privato della propria liberta’ e diventa un ameba, un suddito passivo spesso attraverso una semplice rielaborazione lessicale.
"Israele e’ una democrazia"
Ora, se e’ vero come e’ vero che il fine ultimo della democrazia sia la liberta’ ( ammesso e non concesso) e l’interazione tra chi e’ chiamato a delegare e chi e’ delegato sia condizione fondamentale, mi sembra evidente che definire Israele "democrazia" e’ forzatura.
"Hamas, formazione terrorista"
E’ opinione comune, i media lo ripetono in continuazione, difficile conciliare questa immagine sclerotizzata con un gruppo di persone elette dal popolo (come e’ stato), piacciano o non piacciano.
"Chi brucia una bandiera e’ un criminale"
Ecco, il sovvertimento lessicale.
Abbiamo una democrazia che massacra civili, ma democraticamente.
Un manipolo di terroristi sanguinari che, come dice Bush (E ANCHE OBAMA, CAZZO!!) per non essere massacrati devono smettere di lanciare razzetti, un po’ come se ad un bambino picchiato da un adulto si imponesse di smettere di graffiarlo, per non essere massacrato di botte..
Poi, abbiamo criminali che bruciano bandiere e antisemiti che boicottano prodotti Israeliani.
E ,come un lento stillicidio, nella roccia del nostro senso autocritico, scava la goccia dell’asservimento mentale, della schiavitu’ del pensiero..
E siamo disposti e pronti a credere a tutto.
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La sindrome della vittima
Viviana Vivarelli
 
Chiedersi come mai il popolo di Israele che e’ stato uno dei piu’ vessati della storia sia capace solo di ripetere sui palestinesi le atrocita’  subite e’ chiedersi perche’ il 30% dei bambini violentati diventa a sua volta violentatore
La violenza e’ un’energia che impregna le vittime come i carnefici e li lega in un cerchio mortale, come nella sindrome di Stoccolma. E’ come se la vittima non avesse altro modo per scaricare la violenza che ripeterla su altri, tentativo estremo di passare dal lato passivo del rapporto a quello attivo, nell’incapacita’ di uscire dal cerchio della violenza
Ma cosi’ la violenza si perpetua in modo infernale
Essere vittima genera un dolore intollerabile, lo sanno le donne stuprate o i bambini abusati, si genera un senso di colpa o mancanza che chiede gesti eclatanti per passare dall’impotenza di chi ha subito il male all’onnipotenza di chi lo genera.
Il popolo ebraico fu violentato dallo Stato nazista cosi’ come un bambino puo’ esserlo dal proprio padre, la figura a cui si affida e che lo dovrebbe proteggere. La sindrome che si genera corrompe la volonta’ e crea un senso di sofferenza cosi’ forte che nulla puo’ placarlo.
La strategia inconscia compensatoria e’ proiettarsi nel padre violentatore (qui lo Stato forte), che fa subire ad altri figli la violenza cosi’ da scaricarla in qualche modo. Ma non si puo’ liberarsi del male ricevuto scaricandolo su altri, l’unico effetto e’ perpetuarlo. In questo modo perverso le parti si scambiano e la vittima tenta, inutilmente, di uscire dalla sua sindrome di vittima generando nuova sofferenza
3 cose notiamo: che i popoli che sono stati vittime di soprusi sono tanti (ceceni, curdi, tutsi, nativi americani..) ma che non tutti hanno dovuto diventare carnefici per uscire dal loro labirinto di dolore; che nel caso di Israele la via del perdono e’ stata negata al popolo innanzitutto da una religione superba e razzista, e, infine che non tutte le vittime hanno goduto dei soldi e degli alibi americani.
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La volpe disse che l’uva era acerba perche’ non ci arrivava
 
Berlusconi non partecipa, come gli altri capi di Stato, all’incoronazione di Obama. Ah, buono a sapersi!
Berlusconi e’ stato l’unico capo di stato del mondo cosi’ idiota da incensare persino adesso Bush come "uno dei maggiori statisti del globo" , con tutti gli orrori della crisi economica globale, con la totale disfatta militare delle guerre aggressive repubblicane, con lo spaventoso crack americano, l’unico che ha detto questa imbecillita’ persino adesso che Bush stesso ha rinnegato come un errore tutto quello che ha fatto.
Dopo che Berlusconi ha accolto Obama con un lazzo razzista di pessimo gusto che ha fatto il giro del mondo,  e dopo che Obama ha saltato volutamente l’Italia nel suo giro in Europa, non e’ che la posizione internazionale di Berlusconi sembri molto apprezzata dal nuovo presidente USA o molto ben appoggiata, come e’ sempre stato con ogni Presidente, visto che il 1° atto che il premier eletto italiano fa e’ quello di andare a porgere i suoi ossequi a Washington e a riceverne consegne.
Cosi’ per coprire imbarazzo o fatti diplomatici piu’ seri che non sappiamo,  Berlusconi se ne e’ uscito con questa battuta eminentemente idiota. "Non vado perche’ sono un protagonista, non una comparsa". Col che si e’ autosqualificato del tutto.
Temeva forse che andando a Washington i giornalisti lo avrebbero tampinato per strappargli un’altra di quelle battute idiote che gli escono a getto continuo e ci mettono in imbarazzo internazionale? O forse qualcuno gli ha fatto capire che sarebbe ‘persona non gradita’?  Crediamo che con questa nuova uscita Berlusconi non potesse dire una frase piu’ contro se stesso. La volpe dice che l’uva  e’ acerba perche’ non ci arriva.  Il guitto che lo possiede al 99% e’ uscito ancora una volta con frasi da bagaglino. Cosi’ ha proprio battuto il record dell’imbecillita’ e ha fatto immediatamente pensare che probabilmente Berlusconi non va a Washington perche’ "non era stato invitato"!
E quando faranno un G8 con i maggiori paesi del mondo senza invitare l’Italia cosa diranno a Berlusconi: “Vogliamo i protagonisti, non le comparse!”?
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Pia manda:
L’uomo senza dimensioni
Giorgio Bocca
 
L’Italia si sta popolando di uomini senza dimensioni. Come certi politici dell’opposizione pronti a salire sul carro della maggioranza. Cosa intendiamo per dimensioni? Tutto cio’ che dà la misura di un uomo, lo definisce, lo qualifica, gli impone dei rispetti: la sua cultura, i suoi amici e maestri, i suoi principi morali e politici. Stanno scomparendo. I cittadini campano a quanto pare benissimo, indefinibili, imprendibili. L’es. piu’ chiaro, scolastico, e’ il senatore Villari. Viene eletto presidente della Commissione di vigilanza Rai dai nemici del suo partito, Pd. Avesse un minimo di dimensione politica si dimetterebbe immediatamente, ma non ce l’ha, tutto ciò che si sa di lui è l’aspetto pacioso, il pulloverino di cachemire, il tifo per il Napoli, e neppure la sua professione di medico delle malattie del fegato è per lui qualificante. Perciò resta dove è, sulla poltrona che gli hanno regalato per fare un danno al suo partito, cioè al partito che lo ha fatto senatore. Dice di non essere il solo a mancare di dimensioni impegnative. E in questo ha ragione: la politica italiana va riempiendosi di personaggi che ricordano i palloni aerostatici della guerra, non sai se per essere abbattuti dal nemico o per abbatterlo.
Che dimensioni hanno gli oppositori di B? Spesso e’ impossibile dirlo. Fanno parte dell’opposizione, ma si capisce lontano un miglio che gli andrebbe benissimo salire sul suo carro. Gli ex comunisti napoletani alla Bassolino, per dire: arriva a Napoli il Cavaliere per ripulirla dalla immondizia nelle strade del centro, mentre la regione intera si e’ riempita della immonda camorra sino a soffocarne il respiro civile, sino a farne una città civilmente morta, e Bassolino con i suoi aiutanti pencola, ha una gran voglia di fare il salto, di ritrovarsi nella tribuna d’onore del Napoli accanto a Villari. E il pencolare rientra nella più antica tradizione politica italiana, nel trasformismo che dura dai secoli bui delle dominazioni straniere: Francia o Spagna purché se magna. Forse ci sono ancora italiani a cui questa mancanza di dimensioni precise, di riferimenti, dà il voltastomaco: come vivere in un paese senza indicazioni stradali, senza divieti d’accesso, senza leggi, senza regole rispettabili e rispettate.
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Noi amiamo i cialtroni
Ugo Arcaini
Ci dovremmo abbandonare alle doti ed alle capacita’ soprannaturali del nostro piccolo “premier”?
Costui, resuscitato dal suo amico D’Alema e dal profondo sonno e vigliaccheria di noi italiani, possiede una storia cosi’ evidente che in nessun paese democratico del mondo potrebbe avere il ruolo che ha in “italia”. Noi abbiamo l’abitudine di far diventare importanti uomini come Andreotti, Cossiga, Gelli, imprenditori come Colaninno e Tronchetti di ascoltarli attentamente, dicendo che sono furbi ed ammirabili. Noi amiamo i cialtroni e consideriamo le persone oneste dei fessi. Ci piace parcheggiare il “suv” sul marciapiede o in terza fila, ci piace tutto sommato essere cafoni ed arroganti, ci piace esibire la ricchezza anche se fatta di “farfalle”. E’ probabile che le nostre origini di conquistati e di servi siano troppo profondamente presenti nel DNA, e cio’ ci impedisca di avere coraggio, non violenza…. coraggio, cosa ben diversa. Poi quando il nostro essere ci fa paura, una bella sniffata e via!! De Andre’ diceva “il mio impegno non ha cambiato nulla”, non credo sia vero, penso sia doveroso invece ricordare che per cambiare questi italiani ci vogliano o secoli o qualcosa di molto forte che li cambi nonostante l’indecente indolenza. Gli italiani diventano antifascisti in Piazzale Loreto mentre gettano nell’immondizia la camicia nera.
Non considererei cosi’ il nostro piccolo “premier” un fenomeno stante la nostra abitudine di adorare mediocri, riterrei pero’ indispensabile dirglielo con frequenza rinnovando piazza Navona e piazza San Carlo come fossero la fionda di Davide
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Cota e i 50 euro
Viviana
Io sarei anche per la lotta contro Roma ladrona o contro Italia ladrona o contro i ladroni tout court, ma quando con tali slogan si porta avanti un latrocinio maggiore, sarei in diritto di mandare a fanculo i leghisti e i loro compari Sotto lo slogan leghista cosa constatiamo?
Roma ladrona con la Lega al Governo e il caro B non ha fatto che ingrassare, la Lega aveva messo su addirittura una banca per rubare meglio e rubava a quelli del suo stesso partito, e ora l’inverosimile Cota mi parla di "tassare gli extracomunitari" (!), cioe’ non i piu’ ladri ma i piu’ poveri !
Nel 2008 274 miliardi di evasione, 6.414 evasori totali scoperti per redditi evasi pari a 8,8 miliardi: il 30% in piu’ rispetto allo scorso anno.
E siamo sicuri che ora che gli evasori hanno B e Tremonti a governare e la paura di Prodi-Visco e’ passata, ci sara’ un rallentamento generale dei pagamenti e riprendera’ il bell’andazzo di un tempo, con tanto di prelievo fiscale in picchiata accompagnata dal solito guizzo all’in su del debito pubblico che si e’ sempre accompagnato alle male finanze di Tremonti.
L’IVA evasa e accertata e’ stata pari a 4,3 miliardi (record storico) mentre per le violazioni sull’IRAP si arriva all’incredibile dato di 19,4 miliardi.
Triplicati i risultati sui controlli in merito alle multiformi tipologie di evasione attuate con operazioni internazionali, cosi’ come sono aumentate del 45% le imposte evase grazie a fatture d’acquisto su operazioni inesistenti rilasciate da fornitori compiacenti.
Quasi 2 miliardi, invece, sono stati evasi grazie a compensazioni con crediti d’imposta inesistenti o gonfiati.
Ma vediamo come e’ il sistema. In carcere i grandi evasori vanno dritti in carcere; da noi, un Valentino che ha evaso 113 MILIONI di euro, pattegia e paga 19 milioni. Se ne evado 113, la legge mi dice che, se sto zitto, alla fine ne pago poco piu’ di un decimo .
Se la Lega cercava soldi, era qui che doveva cercarne e non da disgraziati che scappano dal loro paese per miseria!
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Andrea Agostini manda:
da Eddyburg
Chi sono i colpevoli della crisi globale
Giorgio Ruffolo
I disastri di una finanza che distribuisce ricchezza senza produrla saranno pagati dai piu’ deboli.
Dice Giovanni Sartori: «Il 2009 sara’ il primo anno – temo – di una tempesta economica perfetta. Una tempesta destinata a durare finche’ non torneremo a capire come nasce il denaro, cosa fa ricchezza»… E temo proprio che abbia ragione.
Poi imputa alla sinistra la responsabilita’ di avere travisato la questione anteponendo il problema della distribuzione della ricchezza al problema della creazione della ricchezza. Ora, se si tratta di questa crisi, a me sembra che, per una volta, la "sinistra" sia innocente.
Dio solo sa se la sinistra ha compiuto errori fatali. Al punto da restare ammaccata e a indurre a invocare i suoi critici di non sparare sull’ambulanza. E’ vero. In tempi nei quali disponeva di un rapporto di forza politico favorevole, ha forzato talvolta le rivendicazioni salariali. Ma poiche’ si tratta della tempesta nella quale siamo immersi, mi sembra superfluo ricordare che essa e’ stata confezionata in America da un governo di destra, con l’osservanza di una politica che piu’ disegualitaria non avrebbe potuto essere.
La sinistra di tipo europeo, cui Sartori implicitamente si riferisce, in America neppure esiste e dunque deve essere assolta per non aver commesso il fatto.
Ma c’e’ di piu’. L’accusa che Sartori muove alla sinistra si adatta perfettamente alla destra "liberista". Qual e’, infatti, lo "specifico filmico" della crisi se non proprio quello di avere per anni distribuito ricchezze inesistenti? Su tre piani distinti ma convergenti.
Sul piano mondiale l’America ha vissuto e vive tuttora di risorse ben superiori a quelle che produce, finanziandole con il risparmio della sobrieta’ asiatica e realizzando cosi’ la parabola del ricco debitore. Sul piano dell’economia nazionale l’altissima pressione dei consumi, che ha finora mantenuto la domanda a livelli elevati, si basa su un colossale indebitamento delle famiglie americane che, con buona pace di Max Weber, hanno cessato da tempo di risparmiare. Che cos’e’ quell’indebitamento da cui e’ originata la crisi americana se non ricchezza distribuita senza essere prodotta?
Infine, sul piano dell´impresa, della grande impresa, della Corporation, che cosa sono gli sconfinati guadagni dei manager americani, i loro stipendi di favola, le loro opzioni azionarie, le loro liquidazioni faraoniche, se non rendite di posizione: differenze tra valori di mercato che essi stessi sono in grado di influenzare e valori reali? Anche questa e’ ricchezza distribuita senza essere stata prodotta.
Sartori si batte da tempo valorosamente contro l’irresponsabile e criminosa proliferazione della popolazione che condanna alla fame alla sofferenza alla morte milioni e milioni di bambini innocenti. Non possono sfuggirgli i disastri di una finanza basata sulla proliferazione di un indebitamento irresponsabile.
La finanza ha molti meriti. Fornisce liquidita’ al risparmio e agli investimenti. Contribuisce, se gestita con prudenza, a coprire i rischi degli investimenti, Di piu’. Entro certi limiti, anche le sue "scommesse" possono promuovere decisioni di investimento che le realizzano. Entro certi limiti, che sono stati irresponsabilmente travolti generando quest´ultima crisi.
Sono stato talvolta accusato di "finanzobia". Se fosse per me, si e’ detto, non ci sarebbe neppure l’assegno. No, ho risposto e ripeto. L’assegno ci sarebbe. Non ci sarebbe l’assegno a vuoto.
Resta l’ineccepibile affermazione di Sartori sulla necessita’ di capire come nasce il denaro, cosa fa ricchezza. Soprattutto, e credo che sara’ d’accordo con me, ricchezza reale, non immaginaria. E non a scapito degli incolpevoli. Si e’ detto che l’indebitamento sregolato va a carico dei nostri posteri. E Woody Allen ha commentato: che c’e’ di male? Dopo tutto che cosa hanno fatto i posteri per noi? Ma non e’ vero. Quando le bolle scoppiano, e inevitabilmente scoppiano nel nostro tempo, sono i contemporanei a pagare. Anzitutto, quelli che non si sono arricchiti di ricchezze non prodotte, quindi sottratte ad altri: i lavoratori disoccupati, i risparmiatori frodati, i contribuenti chiamati a risolvere problemi che altri hanno creato.
carta canta
.. 
Cambia il direttore di Liberazione. Non piu’ Sansonetti ma Dino Greco
Vi
Spero che cambino le scelte sia di Liberazione che del Manifesto riguardo ad Internet e riguardo al prezzo, al peso e alle scelte dei relativi quotidiani.
Prima di tutto e’ assurdo che un giornale che pesa un decimo degli altri e trascura gran parte dei settori informativi venga venduto a prezzo piu’ alto.
Poi non ha senso che chi dirige questo giornale abbia una posizione di favoritismo nei riguardi di una frazione minoritaria del suo partito.
Inoltre, tenendo conto che questi giornali si trovano in edicola in pochissime citta’ italiane, si dovrebbe aumentarne la presenza in internet per chi usa la rassegna stampa come strumento quotidiano di informazione, e questo puo’ far aumentare la rilevanza del giornale stesso, come strumento di diffusione di idee e come propaganda della testata.
Finora le scelte riguardo al web sono state deprimenti. Il Manifesto da’ notizie solo dietro abbonamento, ma questo poi apre all’ardua lettura della pagina intera e non all’indice apribile dei principali titoli, Liberazione ha sempre avuto una pagina on line scarsa e quasi sempre obsoleta. Nessuno dei due riesce a imporsi nella lettura on line e anche questo allontana dall’acquisto del giornale stesso.
Mi auguro che l’allontanamento di Sansonetti porti a scelte pia’ mirate e soprattutto che Liberazione non si impantani di nuovo nella nicchia della nicchia, con scelte faziose, altrimenti questo divisionismo esasperato finira’ col far sparire del tutto questa voce della sinistra e di questa sparizione sara’ colpevole lo stesso Vendola, col suo solipsismo megalomane. Non si puo’ far parte di un partito e sperare nella sua rimonta quando per primi si agisce nel senso di esasperare le frantumazioni e portare avanti una incapacita’ a un discorso comune e al rispetto di banali regole democratiche.
Queste ultra-divisioni, per chi vorrebbe strade di unione comune e avversari trovati nella destra e non in chi ti sta a fianco, generano una profonda desolazione in chi nella sinistra sperava e spera ancora. Detto con parole fuori dai denti: peggio di cosi’ da parte di tutti non si poteva fare. L’ultradivisionismo e’ una strada barbara che porta solo all’autodissoluzione
….
Classifiche
Massimo Ercolani
 
Nella classifica annuale realizzata di Heritage Foundation e Wsj Il nostro paese figura al 76° posto, alle spalle di tutte le grandi potenze Liberta’ economica, l’Italia precipita,
ora siamo dietro anche alla Namibia.
Lo studio valuta una serie di parametri sulla facilita’ di avviare e gestire un’impresa.
In testa alla graduatoria Hong Kong, da noi pesano spesa pubblica e corruzione.
..
Senatore dell’IdV Stefano Pedica
Sit in organizzato davanti al Quirinale per la veglia funebre di Alitalia.

"Oggi e’ l’ultimo giorno di Alitalia. Noi la "festeggiamo" cosi, con una veglia funebre, ricordando una gloriosa compagnia, fatta morire per svenderla perche’ il signor Berlusconi ha preferito una cordata fatta da 16 soci, di cui 10 condannati, arrestati e indagati, e non un asta libera, quella che l’Italia dei Valori aveva chiesto da tempo.
Com’e’ avvenuta questa vendita di Alitalia? E’ avvenuta con questi 16 imprenditori che non capiscono niente di trasporto aereo, quelli che noi abbiamo definito gli “amici del Cainano”. Oggi danno il 25% all’AirFrance, togliendosi qualche piccolo debito. Ma i soci Cai quanto hanno dato fino ad oggi? 10 mila euro l’uno, non hanno fatto niente, e hanno detto solo che tra due anni faranno cassa e incasseranno 300 milioni l’uno. Ebbene, questo 25% comporta la distribuzione, sempre agli amici del Cainano, di quattro volte il valore di un’Alitalia che oggi non esiste piu’.
A che cosa sono serviti i 300 milioni? A comprare Airone, con i suoi aerei, nuovi, che verranno utilizzati dalla Cai. E’ un operazione a delinquere, illecita, che abbiamo sempre denunciato in questi mesi. Il Cainano ha colpito, ma l’Italia dei Valori lo ferira’ fino a fargli dire la verita’: “Si, ho truffato questo Paese e continuero’ a farlo”, questo e’ il pensiero di Berlusconi.
Che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo lottare, dobbiamo continuare per i dipendenti, per i lavoratori, per i precari, e per tutto l’indotto perche’, se va bene con Alitalia, questi useranno lo stesso sistema con la Videocolor d’Anagni, con la Telecom, e altre ancora. Noi dell’Italia dei Valori saremo sempre insieme e dalla parte dei cittadini."
.. 
Sauro manda:
Con gli occhi degli altri
 
La stampa francese ringrazia B per il matrimonio Alitalia-Air France.
"Con questa partecipazione del 25 %, la compagnia franco-olandese si assicura posizioni di rilievo sul 5° mercato aereo europeo , uno dei piu’ redditizi". Il quotidiano economico finanziario Les Echos, sottolinea i vantaggi dell’operazione Alitalia per Air France-Klm.
"Air France domina sui cieli europei" e’ il titolo a tutta pagina di Le Figaro, che celebra la nuova statura del Gruppo dopo l’acquisto di Alitalia: con 99 milioni di passeggeri l’anno, Air France sorpassa British Airways e Lufthansa.
Si descrive la cordata diretta da Colaninno spiegando che "il loro zelo, che e’ valso il soprannome di gnomi di B per analogia ai banchieri di Zurigo o quello di Coraggiosi Patrioti, puo’ spiegarsi con i preparativi dell’Esposizione universale che si terra’ a Milano nel 2015. Sara’ l’occasione per lanciare appalti pubblici e questi industriali, spesso molto vicini al Pdl, sperano ottenere in contraccambio dei contratti".
"Non male- scrive Les Echos – per un’operazione il cui prezzo, 300 milioni, resta ragionevole. Ci si puo’ persino chiedere se B non ha reso un servizio a Air France-KLM nell’aprile 2008, quando ha fatto fallire il progetto di acquisto di Alitalia per 1,5 millardi di euro in nome dell’ ‘italianita’’. Dopo tutto, la compagnia con la quale si e’ fidanzata Air France – Klm ha gia’ archiviato buona parte della sua ristrutturazione. Non e’ piu’ il vettore malato che perdeva 1 milione di euro al giorno, ma un gruppo depurato dai suoi debiti dopo la fusione con il suo rivale di un tempo Air One".
..
Armando di Napoli

Le coscienze sono vermi divoratrici
che strisciano aggirandosi indisturbati
in terreni fertili di carne seminata dall´ingiustizia
illuminati da bagliori di una criminalita´disordinata
umilmente impura la sacralita´
passeggia nei solchi provando a scavare
nei petti della verita´
delle prove schiaccianti
non lontano maschere di uomini testimoniano abilmente
recitando senza sbavi la parte di bugiardi a cottimo
esperti prostituti pronti con destrezza
a ritirarsi  nelle stanze lussuose dell´omerta´
a marchetta realizzata

mentre nel sole gelido dell´infame inverno
coperti da fango lavati da pioggia spruzzati di neve
giacciono sull´asfalto sporco esamini corpi stracciati
di operai esausti pronti per essere
congelati nei freezer del paradiso

..
Di Pietro, i BOT e la giustizia
Due titoli affiancati su Repubblica: “Bot, rendimenti ai minimi. Bankitalia debito record” e “Giustizia, il diktat di B”. Il comportamento del governo e’ identico a quello de Il Giornale manomorta del Presidente del Consiglio, che calunnia di Di Pietro mentre i carri armati israeliani entrano a Gaza. Persone che vivono da parassiti e non hanno la minima idea delle priorita’ per i cittadini. Cosi’ come un parassita, intento a sostentarsi, non si pone il pensiero della sopravvivenza del suo ospitante.
I rendimenti dei Bot ai minimi storici hanno un solo allarmante significato: nessuno ha intenzione di finanziare lo Stato, perche’ nello Stato, in questo Stato, chi ha lungimiranza economica e finanziaria ha scarsissima fiducia. I livelli del debito pubblico italiano, salito a 1670 miliardi di € e la credibilita’ di chi governa, sono la causa della sfiducia del mercato. L’unica notizia positiva sembra essere l’aumento delle entrate fiscali su cui mi dispiace rattristare Tremonti, ma il merito delle maggiori entrate tributarie va attribuito a Bersani e al precedente governo Prodi che si erano impegnati a combattere l’evasione fiscale, piu’ che giustificarla. Ricordo invece a Tremonti che nel 2009, per effetto della crisi economica, sono destinate a scendere, anche bruscamente.

In questa situazione drammatica B pontifica su una riforma della Giustizia alla “sua maniera”, vale a dire anche senza la convergenza dell’opposizione. Dettaglio che non era necessario specificare visto il ruolo di rappresentanza a cui e’ stato relegato Parlamento in questi 11 mesi.
I cittadini non vogliono il bavaglio alle intercettazioni di Sacca’, ne’ un Lodo per il processo Mills, vogliono sapere se potranno dormire tranquilli per i Bot a 3 anni su cui hanno investito tutti i loro risparmi o per la pensione dei loro genitori.
Ma B, pagato dai cittadini per affrontare i problemi del Paese, affronta solo i suoi, ovviamente giudiziari, che altri problemi puo’ avere uno come lui?
..
Da bellaciao.org
Di Pietro e Alitalia

La conclusione della faccenda Alitalia e’ una sola: cornuti e mazziati, gli italiani, i lavoratori di Alitalia, i lavoratori degli aeroporti di Milano e di Roma, e tutte le persone che ci rimettono un sacco di soldi e di servizi. Ma non ci rimettono tutti: 15 amici di B ci guadagnano tantissimo.
Alitalia e’ fallita, eppure tutti i tg vi dicono che e’ stata salvata. No, e’ fallita: i debiti di Alitalia, 3-4 miliardi di €, sono stati messi a carico del contribuente italiano; i beni e i crediti di Alitalia sono stati ceduti a quattro soldi ai soliti furbetti del quartierino, ben conosciuti all’ufficio anche per problemi giudiziari, persone che in un Paese normale non dovrebbero neanche piu’ fare attivita’ imprenditoriale, e invece vengono nominati Cavalieri nel merito.
Ora abbiamo oltre 10 mila persone, che lavoravano in Alitalia, che stanno a terra, e non e’ colpa loro se Alitalia e’ fallita. E’ fallita perche’ c’erano degli amministratori che hanno sbagliato la politica di governo Alitalia  e c’erano i politici che hanno sbagliato a farsi la politica degli affari loro. Ve lo ricordate? Alcuni ministri in carica, che si son fatti fare una linea apposta per loro, magari Roma-Albenga, soltanto perche’ abitavano da quelle parti. E’ chiaro che poi si va in debito. Alcuni amministratori vengono buttati fuori, perche’ incapaci e incompetenti, con ben 8 milioni di € di buona uscita.
Ora cosa si puo’ fare? Bisogna innanzitutto modificare la legge che dice che per tutto quello che accade non si e’ responsabili ne’ penalmente, ne’ civilmente ne’ amministrativamente.
Poi, piaccia o non piaccia, bisogna mettere in condizione Cai di mettere in gara l’individuazione del partner per vedere chi offre piu’ e meglio, non per i suoi interessi, ma per quelli degli italiani.
Infine bisogna che colui che ha una concessione la paghi davvero. Questo e’ un altro problema italiano: si prendono una concessione italiana a quattro soldi, come quelle delle slot e dei servizi a terra, e poi si specula molto sopra.
Credo che in questo momento dobbiamo stare vicini ai lavoratori, che devono avere garantiti i loro posto di lavoro, cosi come ce l’avevano prima, e che non debba passare sulle loro teste quelle che sono le speculazioni di un gruppo di cosiddetti “finanziatori”.
Credo che dobbiamo mettere al primo posto il diritto di ogni italiano al trasporto, anche al trasporto aereo, e in questo senso dobbiamo sapere bene e da subito se Cai terra’ in piedi soltanto quelle rotte e quelle linee dove ci stra-guadagna o anche gli altri servizi che comunque servono per far funzionare i servizi di trasporto. Un trasporto che deve garantire tutti i cittadini, e non soltanto una certa fascia, una certa area, e chi puo’ permettersi di pagare certi importi.
Noi dell’Italia dei Valori siamo stati e continueremo a stare vicino ai lavoratori di Alitalia, ai lavoratori a terra sia di Fiumicino e di Malpensa, perche’ in questa guerra tra poveri preferiamo stare dalla parte dei poveri piuttosto che vederli in guerra tra di loro.
.. 
E’ morto il cardinale Pio Laghi, l’eminenza nera dell’Argentina
 
Il cardinale Pio Laghi era chiamato per la sua efferatezza Pio Lager, fu nunzio apostolico del Santo Padre anche presso Saddham. Ma per le Madri di Plaza de Mayo egli non e’ un’autorità di rango come ne hanno parlato i giornali italiani bensi’ un complice delle stragi e dei delitti della dittatura argentina negli anni 1974-1980. In base a circostanziate accuse esse rivolsero alla procura di Roma una denunzia ma la loro richiesta di processare un infame e’ caduta nel vuoto per quanto le accuse fossero pesantissime, con partecipazione diretta se non ideazione di barbarie indicibili: omicidio volontario, sequestri seguiti da scomparsa e da morte di più di 3000 persone, torture e stupri su oltre 30 mila cittadini.
Questi i delitti di cui sono accusati i generali argentini durante la loro violenta dittatura dal 1974 al 1980, ad essi avrebbe partecipato, per complicità diretta o indiretta, ma sicuramente morale, anche l’allora Nunzio apostolico in Argentina, mons. Pio Laghi.
Le Madres de Plaza de Mayo, sono fortemente convinte di questo e si sono costituite in associazione con lo scopo di scoprire, denunciare e consegnare alla giustizia del loro Paese tutti i responsabili di quegli atroci delitti.
Essendo il cardinal Pio Laghi di nazionalita’ italiana, una denuncia contro di lui, promossa da cittadini di uno Stato estero, poteva essere inoltrata alla Procura della Repubblica solo attraverso il Ministero italiano di Grazia e Giustizia e solo se questo ne avesse ravvisata la legittimita’.
A queste due difficoltà si aggiunge il fatto che il cardinale Pio Laghi godeva di una particolare immunita’ in Italia per il suo rango cardinalizio e era difficilmente perseguibile perche’, come cittadino Vaticano, godeva del beneficio della extraterritorialita’.
Secondo le Madri, Pio Laghi, nel corso della sua permanenza in Argentina con la carica di Nunzio apostolico, «collaborò attivamente con i membri sanguinari della dittatura militare e porto’ avanti personalmente una campagna volta ad occultare tanto verso l’interno quanto verso l’esterno del Paese l’orrore, la morte e la distruzione.
Lavoro’ attivamente inoltre per smentire le innumerevoli denunce dei familiari delle vittime del terrorismo di Stato e i rapporti di organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani».
Fu anche colpevole «di aver messo a tacere le denunce internazionali sulla sparizione di più di trenta sacerdoti e sulla morte di vescovi cattolici e provvide, con i membri dell’episcopato argentino, alla nomina di cappellani militari, della polizia e delle carceri che garantissero il silenzio sulle esecuzioni, le torture e gli stupri cui assistevano. Questi cappellani avevano l’obbligo non solo di confortare spiritualmente gli autori dei genocidi e i torturatori, ma anche, tramit
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