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Saturday April 21st 2018

MASADA n. 854. 10-1-2009. Papponi e manutengoli

 
“La liberta’ e’ un’aspirazione degli uomini veri che tanti uomini artificiali non hanno affatto.”
Viviana
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L’utopia non e’ qualcosa che non esiste, un non luogo, ma qualcosa che ancora non e’ stato realizzato.”
Edgar Morin
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Sfrontatezze
 
Mariapia scrive:
Il fascismo di Mussolini era violento, quello di Berlusconi e’ osceno, impudente, viscido e vomitevole cosi’ che che non si sa come opporsi. Ma poiche’ la maggior parte degli italiani sono rincitrulliti, imbellicosi, neghittosi l’unica soluzione e’ attendere poi si vedra’. 
Nessuno e’ eterno”.
 
Mariapia mi manda lo scritto di Sandra Bonsanti con la storia del cactus raro e di Berlusconi pubblicata sul Giornale: “Di recente mi e’ stata avanzata l’offerta di acquisto di una pianta rara per il mio parco botanico in Sardegna. Il prezzo era di 50.000 euro senza fattura e di 100 mila euro con la fattura. Se si arriva a questo punto di sfrontatezza quando c’e’ di mezzo il Presidente del Consiglio, significa che questa prassi e’ ritenuta addirittura normale”. 
“ A noi – dice la Bonsanti – vengono in mente altre ipotesi oltre a quella della sfrontatezza, attinenti alla sfera del costume praticato e predicato dal Premier in fatto di regole, legalita’, correttezza e via dicendo, in ormai tanti anni di scena pubblica. Comunque, ben venga l’indignazione se l’ episodio e’ servito a far capire al cavaliere quanto sia diffusa l’evasione nel nostro Paese. La pianta rara immaginiamo svettera’ a Villa Certosa, simbolo dell’Italia che spende in tempo di crisi, che investe, che ha fiducia nel futuro.
 
Nella stessa intervista Berlusconi riassume in poche righe il suo progetto per un’Italia, piu’ “moderna” in tutti i comparti, con due grandi partiti in gara per il bene dell’Italia, un presidente eletto dal popolo, una sola Camera legislativa con meno parlamentari e un premier con gli stessi poteri dei suoi colleghi europei”. Ma questo progetto e’ estraneo alla nostra Costituzione e contrasta le lezioni della storia italiana. “E’ solo un progetto che svela una unica preoccupazione: quella di creare una situazione in cui un presidente della Repubblica forte di una elezione popolare non si trovi davanti alcun confine, alcun potere di controllo. E’ senza mezzi termini un progetto “eversivo”. Un sistema che non esiste nelle moderne democrazie. Ne’ in Europa ne’ negli Stati Uniti. Basta pensare alle difficolta’ che  ha Obama a trovare “ministri” che superino il voto del congresso, ancora cosi’ sensibile ai conflitti di interesse di varia natura.”
“Alla CNN il politologo Fareed Zakaria sottolinea che Hamas ha vinto le elezioni e Bernard- Henry Levy risponde: “Non vuol dire nulla, la storia ce lo insegna, puoi essere eletto dal popolo e diventare la maledizione del popolo stesso”. Questo vale anche per Berlusconi.
La nostra storia ci dice che la via italiana alla democrazia non passa per il potere assoluto, o il potere senza controlli. Non possiamo sperare nella nascita di grandi leader, di una classe dirigente illuminata. Viviamo nella mediocrita’: della politica, della cultura, della societa’ civile, dell’informazione. Viviamo cercando di non guardare alla realta’, cercando rifugi alla delusione.
Uno con troppo potere potrebbe portarci dove vuole lui, in una strada senza ritorno.
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Edgar Morin
(mandato da Mariapia)
 
Edgar Morin considera questa crisi dell´economia e della finanza una straordinaria opportunita’. Vi intravede “una metamorfosi di cui la nostra civilta’ ha bisogno oggi piu’ che mai. La possibilita’, dopo 40 anni, di liberarci dal pensiero unico. Oggi la crisi puo’ finalmente aprire di nuovo le menti. Si torna alla complessita’”.
Morin ha 87 anni, e’ il piu’ grande sociologo francese ed e’ ottimista sull’immaginare il futuro. E´ ben consapevole delle difficolta’ e paventa «uno scenario catastrofico» ma ha fiducia che il nostro mondo sapra’ accettare la sfida, immagina che ci saranno modifiche di sistema, concertate a livello internazionale (ancora non si sono viste) e una nuova forma di rilancio dell´ecologia (questo e’ sicuro). “Il nuovo disordine mondiale”, dice, “sara’ rigeneratore. E´ dal caos che nasce la vita”.
Quando scrive l’articolo, Obama non e’ ancora presidente, ma Morin da’ per certa la sua elezione, proprio grazie alla crisi morale provocata dalla guerra in Iraq e dalla recessione. Cita Holderlin: “Laddove cresce il pericolo, cresce anche la salvezza”.
Abbiamo finalmente l´occasione di ripensare la nostra civilta’ prima che sia troppo tardi
Per troppo tempo abbiamo creduto che lo sviluppo tecnologico ed economico sarebbe stato la locomotiva della democrazia e del benessere. Oggi bisogna cambiare l´egemonia della quantita’ in favore della qualita’ e di beni immateriali come l´amore e la felicita’”.
“La crisi economica e’ l´epifenomeno, il sintomo collaterale delle sfide che la nostra civilta’ deve affrontare. Bisogna considerare i problemi come ‘un tutto’ e non solo singole emergenze. Ci hanno insegnato a pensare per compartimenti fissi, a seconda delle specializzazioni e cosi’ manca un metodo per collegare le diverse conoscenze. Non si possono, per esempio, separare le riforme economiche da quelle sociali”.
Il nostro futuro si e’ fermato negli anni 60 e 70, con la fine delle ideologie. Ma non e’ il momento di tornare a vecchie ortodossie collettive: bisogna anzi avere un pensiero complesso capace di trovare soluzioni tagliate sull´esperienza dei singoli”.
Morin prevede la nascita di piccole, nuove utopie. Come il micro-credito, il telelavoro, l´esodo da metropoli disumane verso la campagna, l´incremento dell´agricoltura biologica, la cura delle persone anziane. In una frase: “Il ritorno dell´etica”.
La cultura materialista avra’ un declino inesorabile. Ci vorranno ancora anni, forse decenni. Ma prima o poi sara’ sostituita dalla cultura dell´immateriale. E´ anche l´unico modo che ci rimane per consentire a tutti di vivere sulla stessa Terra. Stiamo combattendo la battaglia piu’ difficile: quella per la sopravvivenza dell´umanita’”.
Impossibile prevedere il nuovo guardando al passato. Un osservatore capitato sulla Terra quindicimila anni fa non avrebbe potuto immaginare la nostra civilta’ industriale. E´ gia’ successo che cio’ che era ritenuto improbabile sia diventato realta’. Succedera’ ancora”.
 
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Il senso delle sproporzioni
Viviana Vivarelli
 
La marcia di Berlusconi verso la dittatura assoluta procede senza intoppi. Il popolo dorme in un sonno peggiore della morte. I media sono succubi e partecipano al grande complotto per aumentare il coma generale. I partiti sembrano tutti corrotti allo stesso modo. La Chiesa non ha mai brillato per etica politica tant’e’ che i suoi membri votano per Berlusconi, non si leva verbo contro il Piano della P2 e sono le voci di dissenso a essere tacitate come scandalo. L’opposizione ha dimenticato da tempo il suo compito di opposizione.
L’unico avversario rimasto e’ Di Pietro, un uomo solo e un uomo di destra, ma un uomo solo non puo’ fermare un’alluvione. Che lui sia tutto cio’ che ci resta lo prova il fatto che non passa giorno che i giornali di Berlusconi non tentino di attaccarlo violentemente in prima pagina come se le sue scivolate veniali fossero l’Apocalisse, attaccandosi a dettagli che, visti dal quadro di scelleratezze di Berlusconi, sarebbero ridicoli, se non fosse che la grancassa mediatica ingigantisce i bruscolini per silenziare i grandi delitti, primo fra tutti: il golpe contro la democrazia. Questo referendum contro il Lodo Alfano e’ l’unico isolato dissenso in un panorama di abbrutimento generale dove Veltroni ha rinnegato la piazza, insieme alla Costituzione e alla democrazia ed e’ ormai una voce flebile e ininfluente, quando non di consenso (vedi il suo no alle intercettazioni o al referendum sul Lodo medesimo o l’avversione a Di Pietro con appoggio a tutte le nefandezze della casta, compresa l’omerta’ sugli onorevoli inquisiti). Del resto il piano di Principato assoluto a cui Berlusconi tende ormai in modo totalmente scoperto ebbe a suo tempo il consenso di D’Alema nella bicamerale e riscuote oggi l’appoggio di Franceschini e Veltroni, insieme al resto della baracca. Oggi non solo e’ morta la sinistra, e’ morta anche l’idea stessa di una repubblica parlamentare, l’idea stessa di un paese democratico. E fa ridere la Lega, appiccicata assurdamento a un progetto di federalismo che dovrebbe distribuire la democrazia sul territorio, mentre avanza indisturbato proprio il suo opposto: un assolutismo assoluto centralista e totale che se la mangera’ in un boccone.
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Quali sono le manovre anticrisi?
Viviana
 
Mi pare gravissimo, addirittura perverso, che in una situazione di crisi come quella attuale il premier continui a cazzeggiare con le sue barzellette del piffero mentre la gente si incattivisce e rischia la miseria totale.
Che mentre il paese precipita nel crollo senza freno alcuno, non solo non ci siano misure anticrisi, non solo si legiferi esattamente per il contrario di quel che ci occorre non solo si continuano a buttare miliardi per la casta e a raddoppiare gli sprechi, ma l’idiozia totale di Berlusconi ci costringa a pagare un affare fatto cosi’ male come Alitalia che ci costera’ da solo quanto una finanziaria.
E che nel bailamme generale, l’unico chiodo fisso del premier sia di liberarsi del tutto dei suoi processi, bastonare i giudici e procedere a spron battuto verso un potere totalitario mentre nessuno urla al golpe e’ addirittura da pazzi.
E mi sembra totalmente fuori di cervello che, mentre queste cose accadono, ci sia ancora chi pensa a demonizzare Di Pietro o continua a incensare il neoliberismo, la destra, il berlusconismo, la guerra perfino!
Ma se l’affaraccio Alitalia lo avesse fatto Prodi! Se la sua stolidita’ fosse stata pari a quella folle e criminale di Berlusconi e ci avesse caricato sulle spalle un peso immondo come questi 5 miliardi regalati a Mediobanca, i 14 miliardi di indotto in meno che si perderanno in Lombardia, la chiusura prossima di Malpensa, l’affaraccio sconcio della CAI, 7000 persone in cassa integrazione a spese nostre con l’80% dello stipendio per 7 anni, la perdita comunque certa di tutta la baracca, lo sconcio internazionale…cosa avrebbero detto i berlusconiani se questa porcheria l’avesse fatta Prodi? Cosa avrebbero detto quelli che vanno sui blog  a sfottere e che si irritano pure se qualcuno insinua che, o sono pazzi, o sono a libro paga?
350.000 euro al giorno la multa per Rete4
 
L’Unione Europea e’ intervenuta con una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia chiedendo spiegazione sulle storture del sistema radio-tv causate dalla Gasparri. La stessa unione, a luglio 2007 dava 2 mesi di tempo all’Italia per correggere le presunte storture della Gasparri sulla parte relativa al digitale terrestre. Berlusconi ha chiesto una proroga per continuare nell’illegale riforma Gasparri. La richiesta di proroga e’ stata respinta, cio’ vuol dire che lo Stato Italiano dovra’ pagare, a partire da gennaio 2009 e retroattivamente al 2006, una multa di 300-400 mila Euro al giorno.
La stima iniziale di questa sanzione, calcolata con i dati indicati, e’ tra 328,5 e 438 milioni di Euro.
Come sara’ giustificato, e nella crisi che viviamo, questo ulteriore esborso di denaro che serve solo ad arricchire e potenziare le reti di Berlusconi?
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La Banca Rasini
 
Quando l’animatore turistico e nullatenente Silvio Berlusconi scende nelle costruzioni immobiliari, nessuno lo conosce e nessuno sa a tutt’oggi dove ha preso l’enorme somma di denaro necessaria a diventare palazzinaro. Ha 25 anni, il giorno prima e’ un venditore di scope elettriche a domicilio, il giorno dopo fondala Cantieri Riuniti Milanesi Srl insieme al costruttore Pietro Canali e parte comprando un terreno in via Alciati a Milano, per 190 milioni di lire, grazie alla fideiussione del banchiere Carlo Rasini, titolare e cofondatore della Banca Rasini, nella quale lavorava il padre di Silvio. Due anni dopo fonda la Edilnord Sas, in cui e’ socio d’opera accomandatario, mentre Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico sono soci accomandanti. In quest’azienda, Carlo Rezzonico fornisce i capitali attraverso la finanziaria Finanzierungsgesellschaft für Residenzen AG di Lugano. Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera vengono in parte depositati presso l’International Bank di Zurigo e pervengono alla Edilnord attraverso la Banca Rasini.
C’e’ una sola risposta razionale: Berlusconi e’ stato scelto come uomo di paglia per ricilare soldi sporchi della mafia. E infatti, la Banca Rasini, secondo un rapporto della Criminalpol, in quegli anni e’ implicata nel riciclaggio di denaro sporco proveniente dalla cosiddetta "mafia dei colletti bianchi", la quale e’ in rapporto col boss mafioso palermitano Vittorio Mangano. Nel 1975 Berlusconi lo assumera’ come custode e stalliere della sua villa, un’attivita’ abbastanza strana per un capomafia. Poco tempo dopo la sua assunzione, pero’ Mangano verra’ arrestato.
Il primo grosso affare Berlusconi lo realizza nel 1963. Ha 27 anni. Come amministratore della Edilnord costruisce un complesso residenziale per 4.000 abitanti a Brugherio. Da dove provenissero gli ingenti finanziamenti necessari non lo ha mai detto, sappiamo solo che arrivano dalla Svizzera attraverso la Finanzierungesellschft fur Residenzen AG di Lugano dell’avvocato Renzo Rezzonico.
Nel 1968 il vero grande affare: la costruzione di Milano 2, 712.000 metri quadri. Questa volta gli occulti finanziatori svizzeri tirano fuori ben 3 miliardi di allora. Da un’attenta indagine risulta che dietro agli occulti finanziatori compaiono la Privat Credit Bank, la FiMo, la Interchange Bank, la Banca Svizzera Italiana, esponenti della DC svizzera e Giuseppe Pella, esponente della destra democristiana italiana.
FiMO e’ la societa’ fiduciaria di Silvio Berlusconi a Chiasso. Coinvolta nelle inchieste giudiziarie aperte in diversi paesi europei per riciclaggio di ingenti somme di narcodollari provenienti dalla mafia colombiana.
La banca Rasini era la cassaforte della cupola quando ne era il capo Toto Riina, infatti i clienti principali erano i boss mafiosi Pippo Calo’, Bernardo Provenzano e lo stesso Toto’ Riina. La Banca Rasini risulta anche nella lista di banche ed istituti di credito che gestirono il passaggio dei finanziamenti di 113 miliardi di lire (equivalenti ad oltre 300 milioni di euro nel 2006) che ricevette la Fininvest, il gruppo finanziario e televisivo di Berlusconi, tra il 1978 ed il 1983…
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La pazienza e’ finita
Vi
 
Io non ho piu’ pazienza con nessuno.
E sono critica ormai contro tutti.
E, come ho detto, non andro’ a votare.
Non posso manifestare peggio di cosi’ la delusione a cui la sinistra, anche quella estrema, mi ha portato, delusione di uomini e di tattiche, delusione storica, non di ideali. Ma ogni volta che vedo un precario o sento parlare di privatizzazione dell’acqua o di inquinamento o leggo che Moggi non paghera’ nemmeno la sua ridicola pena alla giustizia in virtu’ di un indulto voluto fortemente anche dalla sinistra, mi viene da vomitare, e quando sento che la cosidetta opposizione e’ favorevole al blocco delle intercettazioni, all’incaprettamento della giustizia, al Lodo Alfano, alle liste elettorali prefabbricate, al mantenimento di nepotismo e clientelismo, alla protezione della casta, al raddoppio del carrozzone statale, alla guerra, al presidenzialismo forte.. e che ogni volta nega processi agli onorevoli.. proprio vomito.
Sono giunta al disprezzo partitico piu’ totale.
Posso solo sperare che dal letame nascano fragole.
Ma per ora vedo solo letame e ogni giorno puzza di piu’.
Non sono nichilista, populista o barbara, come vorrebbe Scalfari, che identifica la reazione della piazza alla corruzione partitica come nichilismo.
Il nichilista crede non esistano valori.
S. Agostino chiamava nichilisti gli atei perche’ non credevano in Dio.
Io credo invece in valori storici in fieri, in un’etica in formazione perenne, in un progresso spirituale che non si irrigidisce in dogmi o persone, credo in una evoluzione personale o collettiva che puo’ avere i suoi alti e bassi, i suoi momenti di crisi e disfacimento, le sue notti nere, ma avra’ alla fine le sue albe e le sue rinascite, credo vi possa essere un faro a cui guardare. Credo nel potenziale positivo umano altrimenti non sarei qui a scrivere ogni giorno. Sono un’utopista e una idealista, qualcosa che Scalfari disconosce, e mi tengo cari i miei ideali e tutte quelle persone che nel passato me li rappresentano.
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Quale opposizione
Vi
 
Si dice che la democrazia di un paese si misuri sulla qualita’ e la vitalita’ dell’opposizione.
Se si guarda all’attuale qualita’ e vitalita’ dell’opposizione italiana, di un Pd veltroniano, ormai ridotto a una larva, irriconoscibile a se stesso, colluso con le perversioni del potere, incapace di ricordare le ragioni economiche e sociali che lo hanno portato nella storia, avverso alla piazza che dovrebbe votarlo e alla Costituzione che dovrebbe difendere, e in totale disfacimento interno, abbiamo la cartina di tornasole per indicare quanto oggi siamo lontani da una parvenza anche vaga di democrazia.
Lo chiedo per l’ennesima volta: quand’e’ che questa pagliacciata del Pd di Veltroni finisce?
Quand’e’ che questo accanimento terapeutico su un morente avra’ fine?
Non reggiamo allo strazio. Questa agonia ci deprime. Voler perpetuare per forza un partito ormai morto, il cui encefalogramma non puo’ essere piu’ piatto, significa impedire anche il trapianto di organi sani che potrebbero servire ancora altrove, significa portare a putrefazione tutto l’apparato e dare una mano sostanziale alla spregiudicata ascesa di Berlusconi al potere assoluto.
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.. e allunghiamo ancor piu’ i tempi processuali
Christian
 
Si pensava che con il Lodo Alfano si fosse raggiunto il massimo dell’ indecenza,una legge che calpesta la Costituzione e ripudia i suoi principi fondamentali. Ebbene no!
La spudoratezza dei criminali che tengono in ostaggio il nostro paese non ha limite, ormai sono impuniti, impunibili e percio’ distesi e sorridenti.
Sanno ormai di non avere praticamente nessuna seria opposizione che li possa frenare, rallentare, arginare o contenere. Le sinistre si sono rivelate sporche losche, ricattabili esattamente come gli attuali governanti, percio’ non c’ e’ piu’ conflitto, ci sono solo interessi! Sicche’, se pure la Corte costituzionale dovesse, come dettato dai sacri inviolabili principi costituzionali, bocciare il Lodo Alfano, o se, per disgrazia, le firme per il referendum fossero valide e questo si tenesse e quindi fossero gli italiani a bloccare questa porcata che salva per la diciassettesima volta il "mostro di Arcore" dalla giusta punizione per i suoi reati,  ci sarebbe subito un’ altra "leggina" scritta dal suo avvocato difensore, che siede allo stesso tempo in parlamento, a risparmiargli un’ altra sentenza.
Si tratta dell’articolo 190 del codice di procedura penale (diritto alla prova), che permettera’ di allungare ancor piu’ i tempi processuali, introducendo la possibilita’, da parte della difesa, di ascoltare un numero "infinito" di testi, procrastinando a dismisura i tempi per arrivare a sentenza. L’ intento e’ chiaro: se bocciano il Lodo Alfano, si fa una legge che impedisca di arrivare a sentenza nei tempi prescritti da legge, evocando la prescrizione, cioe’ non l’ innocenza dell’ imputato, ma la scadenza dei termini di processabilita’, con l’inevitabile archiviazione.
Insomma dormite sonni tranquilli, il "nano" e’ inafferrabile,non c’ e’ verso di catturarlo,e’ come Lupin!!! E i magistrati ridotti a fare la figura di Zenigata.
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Nota: L’ispettore Kōichi Zenigata e’ un personaggio del manga di Lupin III. E’ il suo acerrimo nemico.E’goffo, sfortunato, oltremodo onesto e rispettoso della legge. Ha come unico scopo nella vita l’arresto di Lupin e lo insegue da talmente tanto tempo, e in tutti gli angoli del mondo, che ormai non può fare a meno di lui. Ed è chiaro che se riuscisse ad acciuffarlo verrebbe meno la principale spinta vitale della sua esistenza. Tuttavia, questo è un pericolo che non corre: la sua è una caccia destinata ad essere eterna e infruttuosa. Lupin, infatti, dopo averlo puntualmente coinvolto in una delle sue avventure, riesce immancabilmente a sfuggirgli.
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Tutto il mondo e’ paese
Jean Sarkozy potrebbe diventare, a 22 anni, segretario aggiunto ovvero uno dei numeri due del partito Ump. Secondo il sito del quotidiano economico francese ‘Les Echos’, sarebbe questo il desiderio del padre presidente, Nicolas Sarkozy, che e’ pero’ intervenuto direttamente.
Sono i diritti di casta. Il feudalesimo non e’ mai morto.
Del resto ogni scarafone e’ bello a mamma soia.
Guarda il Renzino Bossi..
Una cosa non ho mai capito: tanto casino per il figlio di Di Pietro che chiede lavoro per amici suoi (in un paese dove il clientelismo e’ legge e dove il premier cerca posti in tv alle sue veline o le fa ministro) e poi nessuno dice una parola su Silvio Berlusconi stesso che impone che sua figlia, gia’ presidente di Fininvest, entri nel consiglio di amministrazione di Mediobanca.
Non sara’ certo per meriti riconosciuti ex mundo che queste cose avvengono. Ognuno favorisce gli scarafoni suoi. Questo e’ l’unico concetto di famiglia che resiste.
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Festival e cultura
 
Dopo la meraviglia delle migliaia di spettatori ‘attivi’ al Festival della Filosofia di Modena (9 edizioni, 200 appuntamenti gratuiti in 40 luoghi di tre citta’, nel 2008 le presenze sono state 130.000) e al Festival della Letteratura di Mantova, (12 edizioni, 50.000 visitatori), grandissimo successo per il Festival dell’Economia a Trento (5 giorni, 3 edizioni, 50.000 presenze) e si tiene a Ferrara il Festival del Diritto (3 giorni, 32.000 presenze).
C’e’ tutta un’Italia migliore che la politica ignora e che la televisione non considera affatto.
C’e’ tutta un’Italia matura che si identifica con la cultura.
La cultura non e’ il possesso di una massa di nozioni e non si identifica col controllo dittatoriale della televisione o con l’asservimento dei principali media o con l’intento di diffondere disinformazione o propaganda di regime.
La cultura e’ il consenso che l’anima da’ alla verita’, alla conoscenza e alla bellezza.
E questo consenso nasce dall’amore.
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Banca Etica
Viviana
 
Da buona casalinga di Bologna, porto qualche differenza con la casalinga di Voghera e guardo la tv poco e in momenti precisi della giornata.
La guardo specie su una piccola e vecchia tv che ho in un cucina dove cucino, mangio, stiro, cucio e faccio lavori vari. E guardo Rai3.
Non guardo i ricci snob della Cancellieri o il salotto dell’ignobile La Rosa, la grande lecchina dei potenti,quella di cui restano celebri per infamia le riprese del cameramen che, su un servizio micidiale sull’infibulazione delle donne africane, si esibiva con ardite riprese del salotto intravisto tra le gigantesche fioriere, quella che zampetto’ con tutta l’equipe nella tana di Provenzano toccando e pestando con cura ogni cosa al fine di cancellare ogni possibile impronta. Quella di cui si dice che faccia da manutengola nei rapporti poco chiari tra onorevoli per interessi reciproci, e che sun una rete come Rai3 proprio no nci dovrebbe stare.
Guardo invece alcuni eccellenti programmi attorno all’ora dei pasti, dalle 12 in poi: l’onestissimo Augias, Shukran sui migranti, Agri3 e Cifre in chiaro, tutti degni di considerazione, programmi che Mediaset non potrebbe dare mai e che qualche politico italiano farebbe bene a guardarsi ogni giorno.
A Cifre in chiaro, oggi, parlavano di Banca Etica. E’ curioso come nel discredito generale sulle banche, quando la fiducia sulle banche o tra banca e banca e’ caduta al minimo, l’unica che ha moltiplicato il suo grado di fiducia sia Banca Etica. Addirittura a novembre e’ cresciuta del 73%, una banca attenta all’economia reale, che aiuta le piccole imprese col microcredito, le cooperative sociali, persino gli inquilini indietro con gli affitti, con mutui bassissimi e molta buona volonta’. Ora ha tutto: fondi pensione, conti correnti.. 30.000 soci in 300 Comuni, finanziamenti dati per 430 milioni, a riprova che puo’ esistere una banca diversa per una economia diversa.
Dove investe Banca Etica? Nelle iniziative dei giovani, nelle piccole cooperative, nelle microaziende, in chi produce merci o materiali a basso impatto ambientale, in chi investe nell’ecosostenibile, in chi deve aspettare dallo Stato pagamenti che arrivano a 18 mesi, in persone che le banche tradizionali non prenderebbero nemmeno in considerazione.
“Rilanciare la dimensione sociale del credito riconoscendo le buone prassi della Finanza etica; definire una normativa piu’ stringente per i fondi pensione e gli investitori istituzionali affinche’ investano in soggetti socialmente responsabili. E ancora: pieno riconoscimento del ruolo delle organizzazioni della societa’ civile; sostegno alla microfinanza come efficace strumento di inclusione finanziaria; rilancio di un welfare mutualistico che valorizzi al massimo il contributo della cooperazione sociale.”
Sono questi i punti salienti dell’appello lanciato oggi da 13 organizzazioni della societa’ civile italiana che hanno contribuito a dare vita a Banca popolare Etica, l’unico istituto di credito italiano che orienta tutta la sua attivita’ secondo i principi della finanza etica e gestisce il risparmio di famiglie, singoli, organizzazioni private e pubbliche, orientandolo verso iniziative socio economiche che perseguono finalità sociali e che operano nel pieno rispetto della dignità umana e dell’ambiente.
I soci fondatori di Banca Popolare Etica – convinti che la drammatica crisi finanziaria ed economica possa e debba diventare un’occasione di pulizia e di rilancio di bune prassi in campo economico e finanziario – chiedono oggi al Governo e alle istituzioni di poter mettere le proprie esperienze positive al servizio di un ripensamento globale delle regole che sappia ridare fiducia e stabilità al nostro paese e orientare lo sviluppo verso la sostenibilita’ economica e sociale.
 
http://www.bancaetica.com/NewsEventsDetail.ep3?ID=780715
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Non c’e’ che un delitto: rubare.
Tutto il resto non e’ che una variazione di questo tema.
Quando uccidi un uomo, rubi il suo diritto alla vita.
Quando menti, rubi il diritto di un uomo alla verita’”.
 
Da ‘ Il cacciatore di aquiloni’
UMBERTO D
Mariapia
 
Ho guardato insieme a una vecchia amica di sartoria un pezzetto di Umberto D.
Ho cercato le recensioni e scopro che l’Italia non cambia. Sempre la stessa storia
Il male sociale che ci assilla – e che ora si e’ aggravato – pare incurabile.
Miseria morale e civile, neghittosita’, imbellicosita’… mi fermo, e’ sufficiente. Malattie che nei trascorrere dei secoli non hanno trovato cura.
Poi si giunge a un termine, in ogni male….
La disperazione e’ il peggiore dei traguardi, ma a volte vorrei fuggire dalla situazione in cui si vive in questo paese, vuoi per vigliaccheria, per mancanza di forza, per nausea.
Poi lentamente ritorno nei mie panni di cittadina civile, ogni volta piu’ faticosamente, ogni volta di piu’.
Sempre in cordata, per non cedere, caro amore.
Mariapia
 
Da
http://www.filmalcinema.com/recensione/umberto-d-%C2%AB-la-stanza/
 
Nel 1952, sale cinematografiche semideserte e autorevoli stroncature politiche decretarono l’insuccesso di "Umberto D", il film che Vittorio De Sica e Cesare Zavattini avevano voluto realizzare a ogni costo e che consideravano il loro capolavoro. Fu la fine del "neorealismo" e del grande cinema d’arte diretto da Vittorio De Sica.
La scommessa di alcuni grandi registi (Rossellini, Visconti, De Sica) di poter rappresentare la dura e triste realta’ italiana del dopoguerra nella sua verita’ e umanita’, senza infingimenti o abbellimenti, era definitivamente persa; al grande pubblico non piaceva questo tipo di film, in cui si trattava delle difficolta’ materiali e sentimentali della povera gente senza ricorrere al comico, al romanzesco e all’avventuroso, semplicemente con la verita’ e la nudita’ dell’immagine. A niente era valso il clamoroso successo internazionale di questo tipo di cinema. Da allora in poi i grandi produttori e lo Stato avrebbero dato i soldi prevalentemente a film di intrattenimento con attori famosi.
Eppure De Sica e Zavattini ci avevano creduto fermamente nel cinema come forma d’arte e mezzo per migliorare l’animo umano; dopo il ventennio fascista non ne potevano piu’ di retorica, cattivo gusto e scemenze. Il loro obiettivo era quello di raccontare "la verita’, la pura verita’, il coraggio di dire la verita’" e avevano intrapreso il lavoro nel cinema come una specie di missione etica. Con De Sica dietro la cinepresa e Zavattini a scrivere la sceneggiatura si formava un duo molto affiatato e solidale.
Nel 1950 De Sica volle fare un regalo al suo amico/collaboratore portando sullo schermo, con "Miracolo a Milano", un racconto di Zavattini; quest’ultimo si senti’ quindi in dovere di ricambiare l’amico. Prendendo spunto dalle vicende del padre di De Sica creo’ una storia incentrata sulla figura di un modesto pensionato statale, oppresso dalla poverta’ e dalla solitudine, mettendoci pero’ tutto il suo desiderio di nobilitare i deboli e gli emarginati della societa’.
Cosi’ come aveva fatto con i bambini ("Sciuscia’"), i disoccupati ("Ladri di biciclette) ed i barboni ("Miracolo a Milano"), Zavattini fa di un anziano pensionato un portatore di sentimenti e valori profondi e universali, un piccolo eroe del vivere quotidiano.
La storia e’ semplice ma molto toccante.
Umberto Domenico Ferrari (Umberto era anche il nome del padre di De Sica) e’ un anziano ex impiegato statale che deve arrangiarsi con 18.000 Lire di pensione, pagandone 10.000 per l’affitto di una semplice stanza. Oberato di debiti, riceve anche lo sfratto. Solo e senza famiglia e’ costretto a svendere inutilmente le poche cose che possiede. Alcuni timidi approcci con ex colleghi per chiedere denaro finiscono nell’indifferenza e nel fastidio malcelato. Pensa addirittura di chiedere l’elemosina, ma la sua dignita’ e l’orgoglio gli impediscono di fare pure questo.
Sembra quasi che per lui non ci sia scampo.
Umberto riceve un po’ di solidarieta’ solo da una semplice servetta di nome Maria, ma anche lei ha le sue gatte da pelare, essendo incinta di un militare. In un mondo freddo, egoista e indifferente l’unico essere che gli da’ affetto e’ un cagnolino di nome Flike. Sara’ proprio Flike a salvare la vita a Umberto e a dare un senso alla sua esistenza.
Il personaggio di Umberto ci viene presentato come un borghese ormai decaduto che tiene molto ancora alla sua dignita’ e eleganza esteriore.
Ha un carattere un po’ brusco ma tutto sommato debole e rinunciatario, sconfitto dalla poverta’ e dalla solitudine. La padrona di casa sembra uscita da un film fascista dei "telefoni bianchi", con la sua eleganza spocchiosa e i suoi futili passatempi. Il film ci rivela la vera faccia di questo ceto sociale, fatta di egoismo, durezza e avidita’.
Anche gli ex colleghi di Umberto, appartenenti al ceto impiegatizio, non fanno bella figura con il loro rifiuto ad "abbassarsi" per aiutare gli altri. Non ne esce bene nemmeno la carita’ dei religiosi.
Nell’episodio dell’ospedale si fa capire quanto opportunistica sia la loro opera. Lo Stato poi manda addirittura le camionette della Polizia a disperdere dei poveri vecchi che protestano. Le cose vanno male anche alla povera Maria che, nonostante la sua vivacita’ e il buon cuore, ha la sua dose di delusioni e il tremendo fardello di una gravidanza indesiderata da affrontare da sola.
Anche se deboli e perdenti, Umberto e Maria diventano "eroi" grazie alla macchina da presa che ci fa entrare nel loro animo e ci fa vivere i loro sentimenti e le loro sofferenze; questo effetto e’ raggiunto in maniera semplice e diretta, mostrando i nudi fatti, anche nel loro banale svolgersi quotidiano. Ad esempio l’occhio della cinepresa si sofferma sulla stanza di Umberto, sulla sua difficolta’ a prendere sonno; ce lo mostra quindi impietosa mentre cerca di elemosinare davanti al colonnato del Pantheon ed al suo rientro, quando trova la stanza sventrata e le sue cose ammassate. Con l’incedere del film si infittiscono i primi piani. S’inquadra all’improvviso la faccia angosciata di Umberto come quando cerca di ritrovare Flike al canile, oppure la sua faccia segnata e scoraggiata quando ormai ha perso ogni speranza. Fa tutto la macchina da presa, dalla bocca del personaggio non esce alcuna parola che esprima cio’ che sente dentro.
La scena piu’ famosa del film e’ pero’ il risveglio di Maria. Qui l’arte sottile sta nel mostrare come proprio con i piu’ banali gesti o ambienti della vita quotidiana (alzarsi, togliere le formiche dal muro, macinare il caffe’, chiudere la porta con il piede, asciugarsi le lacrime) si riesca a conoscere e a capire nella sua verita’ l’animo e la personalita’ di un essere umano. Questo metodo verra’ ripreso dalla "nouvelle vague", soprattutto da Truffault nel suo I 400 colpi (la cucina disadorna, le uova al tegamino).
Una gran parte dell’effetto "verita’" e’ dato dalla recitazione spontanea e disadorna che puo’ venire solo da attori non professionisti. De Sica fu inflessibile nel cercare e ricercare la faccia giusta in mezzo alla gente comune. Alla fine scovo’ un professore universitario, un famoso glottologo, Carlo Battisti. Questa fu la prima e l’ultima sua recitazione al cinema. Ovviamente era adattissimo alla parte di Umberto D come pure non sarebbe stato in grado di recitare altro. Maria e’ Maria Pia Casilio che all’epoca era una semplice ragazza di L’Aquila che non avrebbe mai pensato di fare l’attrice.
Strabiliante e’ l’interpretazione del cagnetto Flike; ci si domanda come abbia fatto De Sica a fargli eseguire a dovere tutte le scene in cui appare, nelle quali non ha certamente una parte secondaria.
Soprattutto nella scena finale, una delle scene piu’ belle e commoventi del cinema italiano, la sua recitazione (se cosi’ si puo’ chiamare) diventa determinante. Con il suo comportamento e’ come se volesse rimproverare al padrone di voler buttar via l’unico incommesurabile bene che possediamo, cioe’ la vita. E’ lui che insegna al suo padrone che la vita non ha bisogno di ragioni per essere vissuta. E’ bella perche’ e’ vita.
Questo piccolo raggio di luce finale non poteva pero’ far dimenticare il triste e buio quadro della societa’ italiana che veniva fuori da questo film. All’epoca la Democrazia Cristiana, appena giunta al potere, cercava di far passare in tutti i modi l’immagine di un’Italia ottimista e senza piu’ problemi di indigenza. Fu cosi’ che un giovane politico ambizioso e rampante, Giulio Andreotti, allora sottosegretario alla cultura, scese direttamente in campo e fece pubblicare su diversi giornali una dura presa di posizione contro il film. L’accusa era quella di pessimismo forzato e disfattismo: "se nel mondo si sara’ indotti – erroneamente – a ritenere che quella di Umberto D e’ l’Italia della meta’ del XX secolo, De Sica avra’ reso un pessimo servizio alla sua patria". Oltre a cio’ si fece in modo che ai vari festival non venisse conferito alcun premio al film e che venisse boicottato dai maggiori distributori.
A rivederlo oggi non si puo’ che dare ragione a De Sica: lo spirito sociale che anima l’Italia di "Umberto D" e’ tremendamente rassomigliante a quello dell’Italia del XXI secolo.
.. 
La compromissione della sinistra
Viviana Vivarelli
 
Tutto quello che accade, il nuovo Duce, il nuovo Fascio, la distruzione della Costituzione, la realizzazione del piano della P2, e’ il frutto bastardo della sinistra che proprio questo, con D’Alema prima e Veltroni ora, proprio questo ha esattamente voluto:
una politica del paese che e’ figlia incestuosa nata negli intrallazzi forcaioli, negli sporchi complotti di corte, nelle condivisioni dei bottini, nei ricatti vicendevoli, nelle spartizioni immonde, nell’assuefazione progressiva alle iniquita’, nella svendita del paese a pochi magnati e potenti, nel perpetuarsi di nepotismo e clientelismo, mali mortali della degenerata Italia.
Non esiste una questione morale.
Esiste una questione criminale.
E i peggiori sono quelli che fingono che non esista nulla di questa rovina, quelli che "si sacrificano" per il paese, come la Iervolino o Bassolino o del Turco, e lo affondano ogni giorno nell’indecenza.
..
Come si combatte la crisi
 
Obama intende creare le fondamenta di un sistema economico nuovo, creare tre milioni di posti di lavoro in due anni con un piano di lavori pubblici, la ristrutturazione delle scuole pubbliche, la ricerca e le energie alternative, vuole investire 800 miliardi in modo massiccio nel settore scolastico, nelle energie rinnovabili, nei progetti per l’ammodernamento delle infrastrutture e degli edifici di Washington per rendere l’intero sistema piu’ efficiente, vuol fare un piano di conversione di tutti gli edifici pubblici alle energie verdi. Raddoppio della produzione di energia alternativa in tre anni, modernizzare piu’ del 75% degli edifici pubblici e migliorare l’efficienza energetica di 2 milioni di case
Promette mille dollari in meno di tasse per il 95% degli americani.
Ma Berlusconi e Tremonti cosa intendono riprendere di tutto questo?
.. 
Manuela manda
Nata in Gran Bretagna la prima bimba senza il gene del cancro al seno
E’ nata la prima bambina che nel Regno Unito e’ stata testata per essere certi che non avesse una alterazione genetica che provoca all’80% il cancro al seno. I medici dell’University College di Londra hanno detto che la piccola e sua madre stanno bene. L’embrione, nato da una procedura di fertilizzazione in vitro, era stato esaminato prima dell’impianto per verificare la presenza del gene alterato Brca1.
Le donne di tre generazioni nella famiglia del padre sono state colpite dal tumore al seno prima dei trent’anni. Paul Serhal, l’esperto di fertilita’ che ha assistito la coppia, che ha chiesto l’anonimato, spiega: "Questa bambina non dovra’ affrontare la paura di sviluppare questa forma genetica di cancro al seno o di cancro alle ovaie da adulta. I genitori non passeranno questo rischio per la salute alla figlia. L’eredita’ duratura di questa operazione e’ lo sradicamento della trasmissione di questa forma di cancro che ha devastato queste famiglie per generazioni". La diagnosi genetica pre-impianto (Pgd) prevede il prelievo di una cellula di un embrione nello stadio in cui e’ composto da 8 cellule, tre giorni dopo la sua formazione.
Nel 2006 l’Autorita’ britannica per la fertilita’ umana e l’embriologia (Hfea) ha dato il via libera ai test sui cosiddetti geni suscettibili, come il Brca1. Tutti portano una versione di questi geni – la proteina del Brca1, quando funziona correttamente, contribuisce a impedire la formazione di tumori – ma alcune variazioni aumentano enormemente la possibilita’ di sviluppare il cancro.
 
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=90374
..
Manuela manda
VISTI DAGLI ALTRI
Scuola di scandalo.

“I politici di centrosinistra italiani, a parte qualche mela marcia, sono sempre sembrati fondamentalmente onesti. Tuttavia, nell’ultimo mese, quest’immagine positiva e’ stata
cancellata da una lunga serie di mandati d’arresto o di comparizione. Il 5 gennaio il sindaco di centrosinistra di Napoli, Rosa Russo Iervolino, ha presentato una giunta
comunale rinnovata, con sei facce nuove in una squadra di sedici persone. Quattro ex assessori sono accusati di aver partecipato a un piano di saccheggio sistematico dei fondi
pubblici. Un altro si e’ suicidato. Lo scandalo di Napoli e’ il piu’ grave in cui e’ coinvolta la sinistra italiana. Ma non e’ l’unico.”

The Economist, Gran Bretagna
http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=12906536

..
Privati della vista, a meno che
Gli occhi non ricompaiano
Come la stella perpetua
Rosa di molte foglie
Del regno di tramonto della morte
La sola speranza
Degli uomini vuoti

 
(Thomas Eliot)
..
Da Cettina
LA RIFORMA PIU’ URGENTE? ELIMINARE LA PARTITOCRAZIA
MASSIMO FINI
Il Gazzettino
“Ogni tanto, nelle dolci ore del mattino, capita che, per rispetto della mia tarda eta’, invece di precipitarmi giu’ dal letto per mettermi subito al lavoro, io rubi al vortice degli impegni quotidiani un po’ d’ozio e mi dedichi a un gioco che richiede una concentrazione pari a quella necessaria a risolvere un dilemma scacchistico: la decifrazione della politica italiana. Di giorno in giorno cresce in me l’ammirazione per l’abilita’ dei politici che, fingendosi drammaticamente impegnati a lottare per la "res publica" tessono in realta’ tutta una trama di lotte per il potere che non ha nulla a che fare con il bene dello stato o del popolo, ma serve ad accrescere proporzionalmente la partecipazione dei singoli partiti alla spartizione del bene pubblico".
Chi e’? Il solito intellettuale italiano mai contento di nulla, dedito alla critica facile, astiosa, preconcetta? Un girotondino o un "grillino" campione dell’antipolitica? Un nemico giurato della democrazia rappresentativa? No, e’ Gregor von Rezzori ("Sulle mie tracce"), famoso scrittore tedesco di origine rumena, noto da noi per alcuni romanzi e saggi (fra cui "Memorie di un antisemita", "Sulla scogliera", "Va ermellino a Cernopon") che visse in Italia, fra Milano e la Toscana, l’ultima parte della sua vita avventurosa e scrisse queste annotazioni nella seconda meta’ degli anni Novanta.
… 
Cesare Beccaria ricorda:
 
Anche la luce sembra morire nell’ombra incerta di un divenire dove anche l’alba diventa sera
anche la neve morira’ domani
la terra stanca sotto la neve dorme in silenzio di un sogno greve
cadra’ altra neve a consolare i campi cadra’ la neve sui camposanti
 

Fabrizio de Andre’
(Ascoltalo con la sua musica:  http://web.tiscali.it/donneicrussi/DeAndr%E8.htm )

L’angolo retto
 
Padre,
che mai sei stato,
se non per l’attimo dell’anelito
batti ancora come tamburo
nel mio fondo.
Cerco quello che cerco
e che mai indico,
trovo quel che mi pare e che mai appare,
e in questo groviglio di sabbia e vetro,
tu
a nord dell’esistenza,
al centro perfetto della rosa,
come prisma accarezzato dal vento
mi indichi il raggio
e per l’unica onda
cavalchi nel tuo mare
fra i miei giganti e il tuo mistero.
 
MIRIAM ERCOLESSI
..
Il Pdl tenta di riscrivere la storia
Luigi Barani del nuovo Psi (cdx) presenta il disegno di legge di istituire l’Ordine del Tricolore, con assegni vitalizi, da dare sia ai partigiani, sia ai repubblichini di Salo’.
Chiedere un assegno a 64 anni dalla fine della guerra non serve certo a chi vi combatte’ e beneficerebbe veramente poche persone. Ma la persistenza dell’intento servirebbe a una rivalutazione storica del fascismo cosi’ da avvallare il fascismo n° 2, quello di Berlusconi, riabilitando tutti i suoi orrori, quelli che anche la Lega condivide: antidemocrazia, antisindacalismo, antiparlamentarismo, guerra aggressiva, dittatura, razzismo, xenofobia, omofobia, ginofobia..
Giuliano Vassalli, presidente della Corte Costituzionale definisce, insieme all’Anpi  questa proposta come “l’ennesimo tentativo della destra di sovvertire la Storia d’Italia e le radici stesse della Repubblica" , del resto e’ il tentativo gia’ iniziato dalla Moratti quando era Ministro dell’istruzione di cancellare la Storia, riscrivendola, cosi’ da ripulire la fedina penale dei fascisti da tutte le atrocita’ commesse.
Scrive un articolista di bellaciao.com:  “Strada facendo leggeremo che un certo povero" Cristo fu messo ad asciugare su due assi incrociati, dopo essersi fatto un bagno, e che vi mori’ per il freddo della notte, considerato che si erano dimenticati di lui e dei suoi accompagnatori, lasciati a stendere al sole della Palestina. Altrove, che un certo Hitler altri non era se non un organizzatore di soggiorni in colonie, a vantaggio di intere collettivita’ – con la formula "all inclusive" -; utenti che poi, si bruciacchiavano perche’ i fruitori della "villeggiatura" invernale, maldestri, erano soliti sostare
..
Passa la riforma dell’universita’
Viviana
Non c’e’ argomento su cui la Rai dia una informazione valida o stimoli pensiero critico.
Si prenda la riforma dell’universita’, appena votata alla Camera con 281 voti contro 196 e 28 astenuti. Ce ne sarebbero state di cose che una tv seria avrebbe dovuto sottolineare.
Che il Pdl ha 344 seggi e ne ha persi 63 per strada, il che non da’ poi un potere cosi’ monolitico, quando la differenza col Pd e’ di 98.
Che Tremonti ha ordinato un decreto senza il parere degli altri ministri ma a suo arbitrio e l’ha fatto firmare a una ragazzetta incapace e senza potere, messa li’ solo per assentire
Che Berlusconi l’ha imposto alla fiducia pur mancando le ragioni di necessita’ e urgenza, cosi’ da eliminare qualsiasi discussione o emendamento, schiacciando nel silenzio non solo l’opposizione ma anche la sua maggioranza come un vero dittatore
Che Napolitano si guardera’ bene dal notare quanto stride in questa rapida legge. E che essa passa un giorno prima dell’Epifania, quando le scuole sono deserte
Che proprio quando l’Occidente combatte la crisi investendo sulla scuola, Berlusconi vuole al contrario solo tagli ciechi e folli sulla scuola.
Che questa legge e’ una grande beffa per la ricerca.
Che Berlusconi insulta piazze di studenti e docenti mobilitate da mesi
Che ne’ il merito sara’ premiato, ne’ le baronie saranno frenate, ne’ i ricercatori saranno confermati.
Dal pappone Rai non si evince nulla di cio’, si parla di merito, ma dove? Si parla di risorse date alle universita’ ‘virtuose’, quando aumentera’ solo il ricatto e la precarizzazione
E sui 1800 docenti in bilico coi concorsi il silenzio e’ assoluto.
Una legge che e’ una presa per i fondelli e peggiora le strutture, ma di questo la Rai tace, complice e manutengola…
..
Inferno palestinese
Bachisio Goddi

E cosi’ ancora una volta Israele ha aperto le porte dell’inferno ai palestinesi. 40 civili che cercavano rifugio sono morti in una scuola dell’Onu, altri tre in un altra. Non male per una notte di lavoro a Gaza da parte di un esercito che crede nella "purezza delle armi". Ma perche’ questo dovrebbe sorprenderci?
Abbiamo dimenticato i 17.500 morti, quasi tutti civili, molti dei quali donne e bambini, dell’invasione israeliana del Libano nel 1982; i 1700 civili palestinesi morti nel massacro di Sabra e Chatila; la strage di Qana presso la base Onu dove trovarono la morte 106 civili libanesi, meta’ dei quali bambini; l’assassinio dei profughi di Marwahin a cui venne ordinato di lasciare le loro case per poi essere falciati da un elicottero israeliano; i 1000 morti, quasi tutti civili, provocati sempre nel 2006 nel corso dell’invasione, sempre in Libano?
Quello che veramente sorprende e’ che molti leader occidentali, tanti presidenti e primi ministri, e, io temo, molti editori e giornalisti, hanno accettato la solita vecchia bugia: gli israeliani hanno fatto molta attenzione per evitare vittime innocenti. «Israele ha fatto il possibile per evitare vittime civili», e’ quanto ha dichiarato poche ore prima del massacro di Gaza un ambasciatore israeliano. E ogni presidente e primo ministro che ha ripetuto questa falsita’ come scusa per non chiedere un cessate il fuoco, ha sulle sue mani il sangue del macello che si e’ compiuto la scorsa notte. Se George Bush avesse avuto il coraggio di chiedere un immediato cessate il fuoco 48 ore prima di quel fatto, quei vecchi, quelle donne e bambini sarebbero vivi.
Quanto accaduto non e’ solo vergognoso. Usare il termine crimini di guerra per descrivere quanto accaduto e’ troppo? Perche’ questo e’ il termine che avremmo usato per questa atrocita’ se fosse stata commessa da Hamas. Quindi temo che fosse un crimine di guerra
..  
Viviana

Non voglio i fantasmi
lugubri del passato
le tenaglie dell’Inquisizione
i cappucci del Ku Klux Klan
o i grembiulini dei Venerabili
i roghi dei libri e i linciaggi del pensiero
i crocifissi impugnati come clave
e i poveri Cristi mandati al macello.
Non voglio tornare nelle catacombe
per avere il diritto alla verita’
e diventare di nuovo martire
di indegni Colossei.
Cominciano ad essere troppe
le soperchierie del Potere.
Pretendono il peggio della storia
e lo rivestono dei loro orpelli.
Impongono le loro caverne nere
sui mondi colmi di luce.
Non voglio che i mostri risorgano
dal loro putridume
per abbigliarsi di bombe e dollari
sporcando le parole che piu’ amo
con le loro bocche maledette.
Violentano il mondo bambino
impongono dazi al mio cibo, al mio latte,
all’acqua che bevo, al cielo
che respiro.
Impongono mani sporche di morte
sul grano dorato, i frutti di sole,
le strade che cammino.
500 padroni con nuove ferraglie
imprigionano la Terra
la dolce Gaia che mi nutre e boccheggia
stremata da grinfie malvagie.
500 padroni di morte
coi vecchi labari, gli antichi terrori
sul mondo che voleva soltanto
camminare per strade nuove e felici.
Non voglio sentirmi cosi’ sola
io che sono mondo e gente e vita
che dovrei  essere tutti
quelli che essi non sono
che dovrei essere la vera

maggioranza della Terra.
 
..
Oroscopi e religioni
Paolo De Gregorio

Sento in questi giorni che alcuni, fra i pochi sani di mente rimasti, propongono di non divulgare, almeno in TV e alla radio, quelle idiozie quotidiane che sono gli oroscopi. Principio sanissimo, ma si scontra frontalmente della cupola mafiosa dominante che preferisce continuare a dominare su persone ignoranti e psicolabili che pensano che il loro destino e’ gia’ scritto dalle stelle e che dunque non vale la pena cercare di darsi da fare per cambiare le nostre condizioni di vita.
Mi piacerebbe molto che l’impegno a far cessare la propaganda alla irrazionalita’ degli oroscopi fosse esteso alla perversita’ delle religioni, in questo caso quella ebrea e quella musulmana, che in questi giorni stanno dando prova di inaudita ferocia, in una guerra ormai endemica e secolare, che pero’ e’ resa possibile da un fattore fideistico e dogmatico, che conforta i combattenti nella convinzione che le gioie della vita iniziano solo dopo la morte.
Promettere agli uomini, cosa inventata di sana pianta dai vari “profeti”, che la morte e’ una prospettiva luminosa, soprattutto se la vita e’ sacrificata per la fede, significa armare la mano di milioni di integralisti, anche cristiani, come l’evangelico Bush che ha aggredito l’Iraq definendo i marine “legionari di Dio”.
Una cosa mi sembra dimostrata dalla storia passata e da quelle recente, che in nome della religione si uccide, si alimentano odi irriducibili, e tutte le guerre e le tensioni in atto nel mondo hanno un carattere di scontro tra religioni, come lo e’ anche la pericolosissima tensione tra India e Pakistan, induisti contro musulmani, anche essi con alle spalle una serie di guerre, divenute endemiche grazie proprio alle diverse identita’ religiose.
Nessuno attacca le religioni anche se, stando ai fatti, sono peggio della peste, soprattutto i bambini non dovrebbero mai essere condizionati dalle scelte religiose dei genitori, e solo dopo i 18 anni, con consapevolezza, decidere a quale religione aderire, con la speranza che molti scelgano la laicita’.
In questi giorni ho anche osservato che i nostri cari bamboccioni, i pacifisti italiani, impegnati nelle gozzoviglie natalizie, hanno dimenticato di mobilitarsi contro il feroce e studiato massacro dei palestinesi, tradendo cosi’ la loro appartenenza religiosa, visto che in maggioranza sono cattolici, e i massacri di musulmani in fondo sono massacri di concorrenti.
Noto anche il silenzio di Gino Strada, che alza la voce solo quando proclama balle colossali, come quella che la PACE si ottiene dando piu’ soldi e ospedali a Emergency, mentre e’ tutt’al piu’ una Croce Rossa di sinistra che rende piu’ umana la guerra.
Purtroppo in Medio Oriente le cose si risolveranno solo con una maggior capacita’ di difesa di tutto il mondo arabo, palestinesi compresi, che hanno bisogno di missili antiaerei moderni, di armi leggere anticarro e antielicottero.
La dura legge della storia ci insegna che la guerra in Vietnam durava da 20 anni, ma quando la Unione Sovietica fece arrivare i missili che cominciarono a buttare giu’ da 10.000 metri di altezza i B52 con a bordo gli “eroi”, come Mac Cain, il conflitto fini’.
Non vedo un grande futuro per i sionisti. Oggi appaiono invincibili, ma sono pochi (5milioni), la loro e’ una religione residuale e senza nessun possibile sviluppo, finche’ il petrolio sara’ importante saranno aiutati dagli Usa, ma quando finira’ le cose cambieranno. Sono circondati da un miliardo di musulmani che in un modo o nell’altro arriveranno ad avere armi moderne e le useranno.
Sarebbe saggio ridare le case e la terra a quei tre milioni di palestinesi cacciati, esuli, e chiedere di vivere insieme, ma come cittadini della Palestina.
..
RIDIAMARO : – )
 
Mauro medeot
 
TG-MANDI DELLE 10.40
INTERNI:
Gas, Berlusconi: ”Ho sentito Putin, crisi verso la soluzione”
Gli Italiani, intanto, si stanno grattando le palle, cosi’ almeno una parte del corpo sta’ al caldo
(ansa)2009-01-09 08:12
De Magistris: Alfano, via 7 toghe
Dalla danza dei sette veli alla danza delle sette toghe
 
ESTERO:
M.O., FRATTINI: HAMAS NON E’ UN INTERLOCUTORE
OK, discuteremo della faccenda con Walt Disney
 
KENIA. FRATTINI, SUORE RAPITE SONO IN SOMALIA E STANNO BENE
Per liberarle manderemo Guardie Svizzere con alabarde
 
SPETTACOLO:
(ansa) 2009-01-08 15:17
Esce in 600 copie il nuovo Muccino
Alla faccia della clonazione, non ne bastava uno?
 
MUSICA:
RIETI, RIAPRE IL TEATRO FLAVIO VESPASIANO
si prega di non pisciare fuori!
 
VARIE:
Il ministro Brunetta ha ordinato di togliere da tutte le sedi degli enti pubblici la scritta "Toilette" sulle porte dei bagni e di sostituirla con:
"Lo sforzo del popolo nel momento del bisogno".
Le stime degli esperti internazionali avvertono che in Italia, avvicinandosi le elezioni politiche, il rischio di essere colti dall’influenza dei polli e’ altissimo.
 
Dal nostro inviato:
Emilio Pinocchi
Direttore irresponsabile:
Umilio Fido
..
Walter
Questa trasmissione andra’ in onda in onda in forma ridotta, per venire incontro alle vostre ridotte capacita’ mentali.
..
“L’uomo e’ veramente imperfetto, ma bisogna capire e scusare, considerando l’epoca in cui vive”
(Alphonse Allais)
Ma in che epoca viviamo? Quella pre-uomo.
..
RAI
Da nonciclopedia
 
– RAI: “Paga il canone.”
– Utente: “Veramente non ho il televisore…”
– RAI: “Paga il canone!”
– Utente: “No davvero, guardi, io la televisione proprio…”
– RAI: “CODICE ROSSO! UCCIDERE SOVVERSIVO!”

“Italia Unoooooooooooo!”
– Italiano medio su RAI
La RAI (Repellenti Ascetici Invasati) e’ una associazione a delinquere di stampo mafioso che gestisce il peggior sistema radiotelevisivo del pianeta terra. Delle Tv pubbliche europee e’ quella con il minor numero di share per un semplice motivo: tutti i format Rai fanno cagare.
La Rai ha 3 reti, per poterle visualizzare occorre pagare obbligatoriamente un canone annuale; tuttavia quasi nessuno paga la tassa, continuando a vedere a scrocco solo alcuni programmi di vitale importanza come “Il lotto alle otto” & “L’isola dei Famosi”.
 
La Rai nasce per volere di Pubblio Muzio Scevola, il quale volle creare una rete televisiva dove poter tenere i suoi pallosissimi discorsi. Il palinsesto contava un solo programma che si chiamava "Tribuno in Politica" e documentava scene hard della famosa troia Libera.
Durante la seconda guerra mondiale, Benito Mussolini cerco’ di tramutare il nome della rete in Duce, ma per un errore di battitura di un tecnico apparent
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