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Saturday April 21st 2018

MASADA n. 852. 4-1-2009. APARTHEID

 “Le guerre non avranno nulla di mostruoso finche’ ci sara’ anche una sola persona che non ci trovera’ nulla di mostruoso”.
Li mar
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Il primo che scopri’ che in ogni uomo c’e’ del buono fu un cannibale
Ivan della Mea
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Quanti bambini inutilmente morti.
Quanti adulti inutilmente vivi.
Loredana

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Se diventando adulti
Si diventasse mostri
Possano tanti stare
per sempre
Da bambini
 
Viviana
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APARTHEID: "Separazione" in lingua afrikaans
 
Politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnia bianca del Sudafrica nel dopoguerra e rimasta in vigore fino al 1994 e usata dagli israeliani contro i palestinesi per privarli dei loro diritti fondamentali.
La stessa apartheid e’ cio’ che vorrebbero i leghisti nostrani applicata ai migranti: nessun diritto ad avere abitazioni, lavoro, diritti, assistenza sanitaria, diritto di voto, rispetto, luoghi di culto.
L’apartheid e’ stata proclamato crimine internazionale da una convenzione delle Nazioni Unite, votata dall’Assemblea Generale nel 1973 e entrata in vigore nel 1976 (International Convention on the Suppression and Punishment of the Crime of Apa. rt. he. id) ed e’ stata recentemente inserita nella lista dei crimini contro l’umanita’ che la Corte penale internazionale puo’ perseguire.
Questo fa Israele nei confronti dei palestinesi.
Nulla di diverso da quanto Hitler perpetro’ contro gli ebrei.
Come nella pedofilia la vittima, diventata adulta, ripete su nuove vittime la violenza subita, diventando a sua volta violentatore e pedofilo, cosi’ Israele, vittima storica di persecuzione razziale ripete su altre vittime le atrocita’ subite, vestendo i panni del carnefice e ripetendo uno stesso nazismo. Ma non sara’ cosi’ che i danni della storia verranno sanati.
Apartheid significa la pretesa di una razza di essere superiore a un’altra che viene considerata inferiore per cui può e deve essere schiacciata a buon diritto.
L’unico posto dove questo atteggiamento deve finire e’ la pattumiera della storia.
E che lo Stato che si erge a difensore della democrazia e a sceriffo del mondo abbia avallato un simile atteggiamento, identico alla pretesa superiorita’ ariana, e’ veramente scandaloso. Che poi politici nostrani striscino ai piedi di chi si crede un popolo eletto compiendo queste sciaguratezze e’ ancora piu’ turpe. Davvero la storia non insegna niente. E le religioni o le ideologie o i nazionalismi sono solo luridi cenci che fanno da alibi al satanismo umano.
Ma in Israele l’aparheid e’ anche peggio che nel Sudafrica, nessun bianco avrebbe mai pensato a un piano di pulizia etnica (anche a causa dei numeri) ma gli israeliani sono arrivati anche a questo. Il loro odio e’ cosi’ profondo che 7 milioni di ebrei vogliono far sparire 4 milioni di palestinesi. Non solo negano loro uno stato, rubano loro terre, alberi, case, lavoro, non solo limitano l’acqua, la luce, le strade, negano loro gli autobus, le scuole, i diritti, ma vorrebbero estirpare loro anche la vita. Non so quale Dio potrebbe considerare questo un popolo eletto ma se ci fosse potrebbe essere solo un dio del Male.
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Scrive un docente universitario palestinese di Gaza
 
L’Arcivescovo Desmond Tutu ha detto che le condizioni della Palestina occupata da Israele sono peggiori di quelle dell’apartheid sudafricano.
Si veda il rapporto imparziale e penetrante dell’osservatore delle Nazioni Unite per i diritti umani John Dugard sulla situazione terribile dei diritti umani nei territori occupati o quello del ministro del Sudafrica Ronnie Kasrils dopo la sua ultima visita a Gaza e in Cisgiordania.
Questi tre uomini si sono distinti nella lotta contro il razzismo e contro l’apartheid.
Le parole di Dugard sulla Palestina sono assai significative: “Certamente ho un senso di deja vu…La cosa triste è che Israele non vuole assolutamente imparare dal precedente del Sudafrica. Apartheid: Israele ha scelto quello che il Sudafrica ha abbandonato. La situazione dei diritti umani nei territori occupati continua a peggiorare, le condizioni  sono “intollerabili, spaventose, e tragiche per i palestinesi comuni. Molti aspetti dell’occupazione israeliana superano quelli del regime dell’apartheid sudafricano. La distruzione su vasta scala, da parte d’Israele, delle case palestinesi, la distruzione delle terre agricole, le incursioni militari e gli omicidi mirati dei palestinesi oltrepassano ogni pratica analoga nel Sudafrica dell’apartheid”.
Il forum delle associazioni non governative del Convegno Mondiale contro il Razzismo di Durban 2001 ha affermato: “Dichiariamo che Israele è uno stato razzista, fondato sull’apartheid, in cui il marchio dell’apartheid in quanto crimine contro l’umanita’ e’ caratterizzato dalla separazione e dalla segregazione, dagli espropri, dalle restrizioni sui terreni, dalla snazionalizzazione, dalla “bantustanizzazione” e dagli atti inumani”.
Purtroppo quando il mondo decreto’ l’embargo al Sudafrica razzista solo Israele lo riforni’ di armi per centinaia di milioni di dollari. Il Sudafrica faceva affidamento su Israele per convincere i governi occidentali ad abolire l’embargo.
Lo studioso palestinese Edward Said auspicava: “ci vogliono pochi spiriti coraggiosi che comincino a sfidare uno status quo che peggiora e che diventa piu’ subdolo ogni giorno”.
 
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Dichiarazione dei Sudafricani sull’Apartheid Israeliano e sulla lotta
per una Palestina Democratica e Laica
 
 
La ribellione palestinese viene da lontano. Più di trent’anni di occupazione sono solo una dimensione della loro tragedia. Cacciati dalle loro case originarie, dai loro villaggi e dalla loro terra mediante continue atrocita’, condannati a vivere in campi miserabili, dispersi nella diaspora, soggetti a massacri come quello di Sabra e Chatila, dove furono uccisi piu’ di 2000 rifugiati, perseguitati senza fine. La sofferenza in West Bank e Gaza e’ la continuazione della colonizzazione di tutta la Palestina. Le milizie sioniste si appropriarono del 75% della terra e cacciarono 800.000 palestinesi attraverso una serie di massacri tra il 47, anno della spartizione della Palestina e il 48, anno della formazione di Israele.
Con la dichiarazione dello Stato di Israele, 385 delle 475 citta’, paesi e villaggi palestinesi furono rasi al suolo, scomparendo dalle carte geografiche.
Le 90 rimaste furono spogliate della terra, confiscate senza indennizzo. La terra e’ stata rubata e oggi il Fondo Nazionale ebraico, un membro dell’Organizzazione Sionista Mondiale, amministra il 93% della terra in Israele. Per vivere sulla terra, affittarla o esserne mezzadro, una persona deve discendere per almeno 4 generazioni da ebrei, in senso matrilineare. In Israele questa discendenza e’ necessaria per poter fruire di diritti elementari. Non possiamo equivocare sul carattere essenzialmente razzista di tale Stato. Israele e’ uno Stato di apartheid, fondato sul saccheggio e sull’esclusione.
I diritti provengono da identita’ etnica e religiosa. Noi sudafricani, che abbiamo vissuto l’apartheid, non possiamo rimanere in silenzio quando un altro popolo nella sua interezza e’ trattato come non-essere-umano; un popolo senza diritti o dignita’ umana sta affrontando quotidiane umiliazioni. Non possiamo accettare uno stato spietato che usa aerei militari, elicotteri da guerra e carri armati sui civili. Non possiamo accettare gli assassinii di Stato degli attivisti, la tortura dei prigionieri politici, il massacro di bambini e le punizioni collettive. Noi, sudafricani che abbiamo vissuto decenni sotto governanti con una mentalita’ coloniale, vediamo l’occupazione israeliana come una strana sopravvivenza del colonialismo nel 21° secolo.
Solo in Israele sentiamo pronunciare le parole ‘insediamenti’ e ‘coloni’. Solo in Israele soldati e civili armati prendono le cime delle colline, demoliscono case, sradicano alberi e distruggono coltivazioni, bombardano scuole, chiese e moschee, saccheggiano riserve idriche e bloccano l’accesso alla popolazione indigena, negandogli la liberta’ di movimento e il diritto a guadagnarsi da vivere. Queste violazioni dei diritti umani erano inaccettabili nel Sudafrica dell’apartheid e sono per noi un affronto nell’Israele dell’apartheid.
Noi sudafricani abbiamo affrontato l’apartheid e lo sfruttamento, le pallottole e la prigione, non con mazzi di fiori ma con la resistenza e siamo orgogliosi di questo, la nostra storia. Questa e’ la storia di tutti i popoli oppressi. Perche’ dovrebbe essere diverso per i palestinesi?
Nati in squallidi campi profughi, vivendo nella poverta’ e pensando che la comunita’ internazionale non si interessa a loro, sempre piu’ giovani palestinesi vedono il loro futuro desolato, senza speranze e provano una profonda frustrazione. Il grande poeta afro-americano Langston Hughes domanda: "Cosa avviene ad un sogno sempre procrastinato? Si secca forse come l’uva al sole…o esplode?" Gli attacchi suicidi rispondono a questa domanda retorica. Israele dell’apartheid ha creato una situazione in cui la gente sente di non avere niente da perdere. Questa pericolosa situazione potrebbe essere mutata se lo Stato israeliano e il paese che lo sostiene e lo finanzia incondizionatamente, gli USA, agissero in modo morale e giusto.
E’ di nuovo apartheid! Vediamo come lo Stato di Israele mantiene, con una palese repressione, un sistema di violenza strutturale e di discriminazione istituzionalizzata che disumanizza un gruppo a vantaggio dell’altro, un elaborato sistema di discriminazione razziale, che prende corpo in un sistema legale che va addirittura oltre a quello del Sudafrica. Queste leggi includono la Legge di Entrata, la Legge del Ritorno, la Legge di Cittadinanza che sanziona legalmente il potere discriminatorio rabbinico e la Legge sul Servizio Militare. Ai palestinesi sono negati diversi benefici di Welfare, l’accesso a molti lavori e l’affitto di case e terre controllate dai corpi statali.
Vediamo che, seppure i palestinesi che vivono dentro le frontiere del 1948 possano votare, subiscono queste leggi discriminatorie e sono trattati come cittadini di terza classe. Elettricita’, fognature, strade e fornitura d’acqua sono gratuite per gli israeliani mentre molte comunita’ palestinesi in Israele, senza considerare i territori occupati, hanno vissuto per decenni senza servizi adeguati. Il sistema di educazione israeliano e’ razzista nella pratica e nei contenuti. Non e’ trattata quasi nessuna parte della storia araba e non c’e’ nessun testo arabo nei programmi scolastici. I palestinesi affrontano poi notevoli barriere nell’accesso all’Universita’. In Sudafrica fattori simili a questi contribuirono alle Rivolte del 1976 e a quelle degli anni ’80. Le leggi che governano la proprieta’ delle terre, la Legge per l’Acquisizione delle Proprieta’ degli Assenti e la Legge per l’Acquisizione della Terra discriminano chiaramente i palestinesi. Sebbene i coloni costituiscano una netta minoranza in West Bank, essi possiedono il 60% della terra. Molti di questi coloni provengono dagli USA, dall’ex Unione Sovietica e dal Sudafrica. A Gaza, 6000 coloni vivono tra una popolazione di un milione di palestinesi ma possiedono il 42% della terra. La proprieta’ della terra in Palestina e’ perfino piu’ ingiusta di quella che c’era in Sudafrica.
Durante il livello piu’ alto dell’apartheid la popolazione nera ‘controllava’ nominalmente il 13% della terra, in Israele gli oppressi ne controllano solo il 2%. Il governo israeliano persegue anche una brutale discriminazione con la politica delle acque. A Gaza, nel 1985, per esempio, i coloni consumavano circa 2000 metri cubi di acqua a testa mentre ai palestinesi era permesso il consumo di soli 120. Nonostante la terminologia, riconosciamo la segregazione quando la vediamo. La politica di ‘chiusura’ è una politica di segregazione: I blocchi che permettono ai coloni libertà di movimento mentre la impediscono ai palestinesi, hanno causato la perdita del lavoro per 100.000 lavoratori. Alcune strade sono riservate ai coloni. Il governo israeliano emette carte d’identita’ e targhe automobilistiche con codici colorati che restringono la possibilita’ di spostamento ai non-ebrei. Ai palestinesi della West Bank e’ impossibile spostarsi fino a Gaza perche’ dovrebbero passare per il territorio ‘israeliano’. A nessuna attivita’ industriale significativa e’ stato permesso di svilupparsi in West Bank e Gaza di conseguenza i palestinesi possono esercitare solo i lavori peggio pagati e formano una forza lavoro super sfruttata per il capitale israeliano. I territori Occupati importano il 93% delle merci ma esportano solo il 7% di ciò che producono. Le esportazioni palestinesi nell’Europa occidentale sono bandite per impedire che competano con quelle israeliane. Il 90% dei lavoratori palestinesi devono spostarsi nelle citta’ ebraiche per trovare impiego. Israele e’, semplicemente, uno Stato di apartheid. Le leggi di apartheid come quella del sistema dei pass e il controllo degli spostamenti, bantustan, lavori riservati, educazione separata e leggi che producono un’ineguale distribuzione delle risorse, lo dimostrano. Come ha scritto un giornalista sudafricano dopo aver visitato Israele: "In entrambi i paesi (Sudafrica e Israele) "razze subordinate" sono state spogliate della loro terra e costrette in ghetti marginali, i loro movimenti sono stati impediti, l’accesso all’educazione e a lavori decenti limitato così da essere costretti a costituire una forza lavoro a basso costo. In entrambe le societa’, il divieto di matrimoni misti e la segregazione della vita quotidiana in base alla razza hanno fatto ben poco per scacciare la paura e l’ignoranza che nutrono il fanatismo razzista."

Comitato sudafricano di Solidarietà con la Palestina


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Citazione: "Il mondo occidentale ha conquistato il mondo non a causa della superiorita’ delle sue idee, o ideali o religioni, ma piuttosto per la sua superiorita’ nell’uso della violenza organizzata. Gli occidentali spesso lo dimenticano, i non-occidentali non lo dimenticano mai
Samuel P. Huntington
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Non so se qualcuno ha gia’ detto queste parole: non importa, si possono
ridire
Non so se qualcuno le ha gia’ scritte: non importa, si possono riscrivere
Sono parole che a volte vengono cosi: dallo smarrimento, dalla soglia
della perdizione, dal vortice dell’incomprensione, echi, forse, dai quattro
orizzonti che crocifiggono il mondo
No, nessuno salvera’ se’ solo
Contro la cultura e la pratica delle bombe umane e degli umani carri armati
deve tornare la parola dei profeti minori o maggiori che siano e dei
sanfrazesch con o senza storia
Occorre quella scansione, quella estraneazione che fa universo
La parola delle scritture di sempre dell’uomo, di tutti gli uomini, anche
degli uomini che non sanno scrivere, quella parola viene dal tabernacolo che
e’ in ogni essere umano
Osare l’ordet, osare la parola, con tutte le sofferenze che essa comporta.
Osarla oggi
"In verita’’, in verita’ vi dico"
nessun israeliano salvera’ se’ solo
nessun palestinese salvera’ se’ solo
nessun statunitense salvera’ se’ solo
nessun arabo salvera’ se’ solo
nessun europeo salvera’ se’ solo
nessun russo salvera’ se’ solo
nessun umano salvera’ se’ solo
nessun Dio salvera’ se’ solo
Ordet e’ la pace
Ordet e’ il silenzio
Io penso a prime pagine bianche
Io penso a telegiornali muti cosi’ che tutti possano
sentire la preghiera del mondo:
shalom salam peace paix paz pax pace.

IVAN DELLA MEA
 
Questa poesia mi emoziona ogni volta che la leggo.
Ivan della Mea e’ un famoso cantautore di sinistra. Ordet (la parola) per chi non lo sapesse e’ uno dei capolavori di Dreyer ispirato all’opera teatrale di un pastore protestante ucciso dai nazisti durante l’occupazione della Danimarca, parla di un patriarca che vive una profonda crisi con Dio e si dibatte nella lotta tra confessioni diverse. Assurde guerre di religione avvelenano da sempre il nostro pianeta. In queste guerre lo spirito divino viene massacrato. Ognuno pretende di avere la verita’, religioni diverse, ideologie, scienze.. ma in questa lotta all’ultimo sangue la Verita’ muore.
Dove sta oggi la parola di Dio?
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Perdurano gli inutili razzi di Hamas. Parte l’offensiva israeliana di terra
Viviana Vivarelli
8 giorni di operazione Piombo fuso con 500 raid aerei e centinaia di morti civili.
Ora si finisce il lavoro.
La difesa israeliana richiama alle armi decine di migliaia di riservisti e mette in stato di allerta il Nord per tema di possibili attacchi da Libano e Siria.
Prima colonna di fanteria, appoggiata da blindati e coperta da elicotteri d’assalto.
Prime vittime civili: un bambino palestinese morto e 11 persone ferite da una cannonata  .
Truppe e blindati entrano nella Striscia di Gaza anche da centro e Sud per sferrare un colpo durissimo ad Hamas e occupare le zone da cui partono i razzi.
Ingenti forze di fanteria, carri armati, unita’ del genio, artiglieria e intelligence, aviazione, marina e Shin Bet (servizi di sicurezza interna).
Israele nega di voler uccidere i civili:  se crepano, pazienza, vuol dire che non dovevano essere li’; se sono bambini, pazienza, sempre palestinesi sono, si puo’ sempre dire che facevano da scudo umano ai razzi.
Un portavoce del movimento integralista palestinese, Ismail Radwan, minaccia pure: "Gaza sara’ il vostro cimitero". Per ora il cimitero lo fanno loro.
Un centinaia di kamikaze e’ pronto a entrare in azione. Sono 60 anni che entrano in azione…
30 miliziani palestinesi sono stati colpiti.
Anche la marina militare israeliana e’ entrata in azione.
Hamas continua a tirare razzi che continuano a non fare vittime.
Le bombe israeliane si’.
L’Anp chiede la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu per fermare la strage. L’ONU, che e’ sordo, morto, decrepito e rincoglionito da tempo ha detto che ci pensera’.
Il Papa ha fatto la sua solita raccomandazione d’uso ma sotto sotto puo’ darsi che ci goda.
Obama, capo dello Stato sceriffo del mondo, che ha armato e protetto per 60 anni Israele qualunque empieta’ facesse, tace.
A marzo si riunira’ alla Maddalena l’inutile G8 o G12 o G20 o G qualunque numero sia.
L’argomento piu’ importante saranno le fioriere.
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Alberto

Per fortuna che agli Ebrei e’ stata promessa la Palestina come terra, pensate se il Buon Dio gli prometteva l’Italia
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Vite negate (sunto)
Vittoria Oliva
bellaciao.org
Non solo le stragi, non solo le guerre, non solo Gaza, non solo Afghanistan o Iraq o  Africa.. non solo se sei migrante, o trans, gay, drogato, rom… Si’, ci sono le stragi e le guerre, c’e’ l’ostracismo e la xenofobia, c’e’ anche una guerra interna che diventa sempre piu’ cruda e riflette nel quotidiano la guerra esterna: non e’ il mondo pascoliano del macrocosmo che corrisponde al microcosmo, il regredire al fanciullino ignaro del male.. e’  l’eco della crudelta’ senza limiti in cui tutto e tutti precipita: una vergogna senza confini
Vita, vita, vita, parola ripetuta dai potenti, sino a provocare la nausea! Parola ipocrisia: c’e’ una ragazza morta, tenuta in vita artificialmente e le viene negato il riposo. C’e’ una donna malata che potrebbe avere una speranza di vita, ma la burocrazia decreta di no.
La follia della guerra si riflette in ogni ambito. Si procede storditi nel turbine delle violenze quotidiane, ripetendo stereotipi: "bullismo", "branco", i "disperati" delle "carrette del mare", "clandestino", "teppista"… tante parole per nascondere la sola verita’ che si e’ perso il significato della parola VITA e quindi il rispetto della vita, e, come sonnambuli di un incubo, o spettatori di un film dell’orrore, GUARDIAMO senza VEDERE e SENTIAMO senza ASCOLTARE.
Vita che ha perso i sensi e quindi il senso.
Con lo stesso intontimento seguiamo i massacri a Gaza o la ragazza stuprata dal gruppo a una mega festa a Roma, il ragazzo bruciato per uno sgarro e le atrocita’ quotidiane che ci vomitano addosso. Perche’ tanta ferocia?
Diciamoci la verita’, quanti anni e’ che stiamo in guerra? In una guerra DURATURA?  Palestinesi e Israeliani festeggeranno il centenario della loro guerra con l’ultimo morto
Crescono generazioni che non sanno il valore della VITA, ne recepiscono solo un senso distorto per cui e’ normale accoppare esseri viventi. E si continua a parlare in modo ipocrita della violenza come in modo ipocrita si parla della vita .
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IL COMPITO
 
Cosi’ Dio creo’ Adamo,
lo creo’ molti
perche’ Dio e’ moltitudine
lo creo’ Anima
perche’ sapesse dello Spirito
lo creo’ assetato e affamato
in tutti i livelli dell’essere
perche’ cercando Lo chiamasse
e lo volle bisognoso d’amore
perche’ creasse l’amore
E gli disse: "Io sono ovunque
ma soprattutto nel tuo simile.
Io sono il tuo specchio oscuro,
nella fame, nella sete,
nella mancanza di liberta’,
perche’ questo e’ il tuo giardino,
vai e rendilo splendente".
Porta la tua intelligenza
Porta il tuo cuore
Ma soprattutto porta
la tua voglia di pace.

Viviana  Vivarelli
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Quel che non ci dicono di Gaza
Vi
Credete voi che questi tg immondi ci diano qualche informazione seria su quel che accade a Gaza? Sono 60 anni che ci dicono balle sul Medio Oriente.
Pensate al tipo di informazione allineata alle menzogne di Bush che ci hanno rifilato per 8 anni con in testa un Ferrara pagato dalla CIA per propagare ogni sorta di immondizia,  compreso il silenzio complice sulla distruzione di Falluja, silenzio spregevolmente bypartisan! E per fortuna che i parlamentari dei Ds furono i primi a visionare il terribile documentario di Ranucci, prima che Rainews24 si annullasse nelle mani inette di Mineo! Risultato: zero meno zero!
E D’Alema bruciava dalla voglia di omaggiare Bush a Roma! Lo hanno dovuto trattenere! Il viscido!
Pensate alla fretta con cui hanno radiato da Iraq e Afghanistan giornalisti seri e volontari, per far passare solo le veline d’ordinanza dei generali USA! Bugie dentro bugie!
Bush ha chiesto scusa di 8 anni di menzogne reiterate. I media italiani non hanno chiesto scusa di nulla.
Pensate alla vergogna di tutti i partiti italiani con in testa AN che per vantaggi di cassa hanno ripetuto a iosa la lezioncina americana e si sono schierati a favore degli abomini di Israele, silenziando anche le carceri delle torture, perfino AN! con Fini che si prostituiva prostrandosi davanti ai caduti ebrei con la Kippah in testa! Per ubbidienza strisciante alla lobbie ebraica,  al padrone Bush che questo ordinava e questo Fini faceva!
Pensate alla cosiddetta sx di governo che ha taciuto, inghiottito e omaggiato! E che oggi tace ignominiosamente raggiungendo il punto piu’ basso della sua credibilita’ storica!
Credete voi che al prossimo G8 di marzo si parlera’ della Palestina? Berlusconi ha gia’ pronto il suo argomento caldo. Non contento di tacitare le intercettazioni ai politici corrotti vuol portare al G8 il problema della censura su internet.  Peggio di Fioroni!
Censura e fioriere! Eh, ci aspetta un bel mondo!
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Doriana vi segnala il bel sito di Vittorio Arrigoni, un italiano attivista che resta a Gaza, con pochi altri, per raccontare e agire anche per noi.
http://guerrillaradio.iobloggo.com/
 
La sua citazione: “Liberta’ significa dire agli altri quello che gli altri non vogliono sentirsi dire”. (George Orwell)
 
Vik: ” Guerrilla e’ una guerriglia ideale, contro l’accanimento terapeutico all’informazione moribonda veicolata dai grossi media che ormai sono tutti istituzionalizzati, lobotomizzati  a grancassa di una mediocre politica che non si vuole estinguere. Guerriglia non per intendere un moto tumultuoso di violenza, non nell’accezione fisica e rapace ..ma nel senso di rigore, applicazione alla ribellione e decisione implacabile, determinazione irreversibile, assoluta. Da questo di punto di vista Gandhi e’ stato un implacabile guerrillero” .
 
L’informazione e’ importante. I signori del male vogliono continuare ad alimentarsi di guerra e di depredazione e hanno bisogno di uccidere l’informazione. Chiunque qui o altrove dica che l’informazione non serve e che chi fa solo informazione e’ inutile, sta dalla loro parte, sta dalla parte della menzogna come arma del potere.
Ognuno di noi deve partecipare a diffondere l’informazione. Oggi piu’ che mai far sapere diventa importante, proprio perche’ il Potere sta cercando di stritolare l’informazione, senza differenze tra dx e sx ,per produrre non conoscenza ma abulia o fanatismo.
..
Hanno fuso l’ordigno di guerra con le
mie dita troppo occupate a servirsi
di cibi cannibaleschi e tutto il mondo
e’ corso a vedere.
Pene infranto e rotta condotta sono
li’ a farvi da guida: l’esperienza e’
maestra degli svogliati, i poveri d’immaginazione
che rotolandosi nell’aldila’ hanno voluto
imprigionarvi. Voglia di fare temprata
da consuetudini che hanno invece tremebonde
pratiche: quelle di non sapere dove
le hanno lasciate.
Ed e’ il dovere a farti strada come fosse
una sbiadita lanterna e spaccata che
nulla illumina salvo che il tuo piede
che sbaglia.
Gli aeroplani hanno cominciato a sparare
sulla folla poi hanno tradito cosi’ come
e’ normale nella pioggia di ogni giorno
e anche la sera.
Ogni giorno tentano un tranello e ogni
giorno torna la purezza e ogni notte
mettono in dubbio quello che hanno fatto
di giorno.
Di giorno sognano; di notte vegliano;
il pomeriggio dormono; la mattina pregano.
Pregano che non se ne andra’ cosi’ presto
la vita che ha nascosto la morte per
tanto tempo finche’ un giorno ritrovarono
la notte stesa come un morto.

Amelia Rosselli 
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Renzo Coletti
Riporta Doriana:
“Renzo Coletti, conosciuto in rete e non vedente, scrive: “Come ho detto mille volte, non c’e’ tempo e i messaggi sono proporzionali al tempo che resta a nostra disposizione. Chi ci sta bene, chi non ci sta puo’ smettere. Nessuno e’ escluso dal dibattito, nessuno puo’ esimersi dalla responsabilita’ di aver avvallato un sistema corrotto e assassino. Chi ha votato per tutta la vita personaggi da galera e perfidi sino alla nausea, non puo’ oggi piagnucolare per una strigliatina ed un po’ di critica. Dove erano sino ad oggi? Cosa facevano? Perche’ a distanza di un secolo in cui si lottava per 8 ore per lavorare, 8 ore per riposare, 8 ore per evolversi, oggi con una tecnologia che consentirebbe di lavorare non piu’ di 4 ore e forse meno, invece lavora piu’ di 12 ore al giorno e senza nessuna garanzia? Io sono stato minacciato di morte, perseguitato, ridotto ad uno straccio, per non parlare delle persecuzioni in ambito lavorativo, politico, sindacale e associativo…Eppure abbiamo sopportato tutto, tollerato sino alla tortura fisica e psichica, dialogato senza nessun parametro di riferimento, continuiamo a voler dialogare con chi ci sta portando alla catastrofe e alla possibile fine dell’umanita’ stessa. Urlero’, sbraitero’, insultero’, bestemmiero’, se potro’ uccidero’ perche’ loro lo faranno contro di me e sono gia’ stato attaccato e quindi risuscitato. Se non capiremo questo avremo perso in partenza. Non mi interessano le masse pecorone, non mi interessano le dame di carita’, non mi piacciono gli intellettuali ipocriti e fasulli, non mi piace chi ostenta un pacifismo che celebra se’ stesso, non mi piacciono i debosciati e gli imbevuti di vittimismo ipocrita, non mi piace chiunque non capisca dove vive, cosa sta facendo, dove sta andando e perche’”.
 
Abbandoniamo la Grande Abbuffata della Menzogna! Cerchiamo la conoscenza!
La verita’ vi fara’ liberi, lo ha detto anche Qualcuno un po’ piu’ importante di noi.
….
Da Riccardo Orioles
 
Avevo diciannove anni quando fui chiamato
era l’anno della grande piena
e della Prima Guerra Nazionale
(o della terza, forse)
e una delle vacche s’era enfiata di stomaco
e il nonno aveva preso due lepri in un giorno.
Quando sono partito c’era molto sole
e mio padre era orgoglioso di me
mia madre aveva polvere in un occhio.
Ci misero in fila ci lessero il proclama
il tenente ci disse che la patria
ma noi avevamo passato la notte sui vagoni
ed eravamo stanchi e non capimmo molto.
Due giorni dopo ci mandarono in linea
tre giorni dopo mi presi la pallottola.
(Mio figlio si chiama Pablo
ha diciannove anni ma e’ alto per la sua eta’
occhi e capelli neri
le orecchie a sventola
e’ sempre stato con noi in campagna
per questo e’ un poco timido in compagnia.
Se tu sei stato suo compagno in guerra
dimmi perche’ non torna).
..
Mahmoud Darwish

Il poeta palestinese  Mahmoud Darwish e’ uno dei piu’ grandi poeti contemporanei. Ha scritto la dichiarazione di indipendenza della Palestina.
"Non appartengo piu’ ad un popolo che chiede misericordia e che elemosina, bensi’ ad un popolo che combatte.
Mi sento due volte dilaniato: prima, per il mio popolo, poi per i cittadini ebrei, trascinati dai loro leaders verso la catastrofe.
La patria non e’ una valigia, non e’ una montagna, ma una causa che posso difendere ovunque mi trovi.
Io sono un cittadino palestinese ed il mio popolo ha subito oppressioni e torture morali e fisiche indescrivibili. L’esilio e lo sradicamento di un intero popolo, costretto al vagabondaggio, non e’ una questione prettamente palestinese, ma un pugnale conficcato nella coscienza di tutto il mondo.
Il mio popolo non conosceva altro che l’elemosina e si presentava soltanto attraverso le tessere di soccorso. Piangere per il ricordo della patria usurpata e’ un diritto; presentarsi davanti alle Corti Internazionali e’ un diritto; suonare le campane della coscienza mondiale e’ un diritto. Il diritto, tuttavia, non e’ tale se colui che lo deve esercitare e’ debole… Questa e’ la vita!
Adesso l’immagine del mio popolo e’ cambiata: non si presenta piu’ con la tessera di soccorso, bensi’ con la tessera della morte e dell’eroismo. Questa e’ la Resistenza e questa e’ la soluzione del problema palestinese. Da quale parte credete che io stia?
Sono un cittadino internazionale e faccio parte del movimento di rivoluzione mondiale; sono lieto di essere un membro della grande famiglia della Liberazione e del Socialismo, che invita a cambiare il mondo dalle radici.
Sono felice perche’ appartengo alla parte illuminata del nostro secolo
".
..
La terra e’ stufa di noi
di Mahmoud Darwish
Ci respinge la terra
e ci costringe nell’ultimo varco
ci spogliamo dalle membra per poter passare.
Ci spreme la terra.
Magari fossimo il suo grano
per morire e
Rinascere.
Magari fosse madre nostra
Perche’ abbia pieta’ di noi.
Magari fossimo dipinti sulle rocce,
che il nostro sogno portera’,
come specchi.
Abbiamo visto i volti
Di chi verra’ assassinato
Dall’ultimo di noi,
in difesa dell’anima!
Abbiamo pianto sulle feste
dei loro bambini.
Abbiamo visto i volti
di chi lancera’ i nostri bambini
dalle finestre di questo ultimo spazio.
Specchi che la nostra stella appendera’!
Dove andremo dopo le ultime frontiere?
Dove voleranno le rondini dopo l’ultimo cielo?
E dove dormiranno gli alberi dopo l’ultimo
respiro d’aria?
Scriveremo i nostri nomi
Con vapore scarlatto,
interromperemo il canto,
perche’ lo completi la nostra carne lacerata.
Qui moriremo,
qui nell’ultimo passaggio,
qui o forse qui,
piantera’ i suoi olivi il nostro sangue
.
..
15 dicembre 1988
Viviana
La Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite n. 43/176 prende atto della dichiarazione di indipendenza del Consiglio Nazionale della Palestina, riconoscendo i diritti legittimi del popolo palestinese, in primo luogo quello all’autodeterminazione, e la necessita’ del ritiro di Israele dal territorio occupato sin dal 1967.
.. Nel febbraio 2008 il Kossovo proclamo’ in modo unilaterale la propria indipendenza dalla Serbia anche se la Serbia non era d’accordo e la comunita’ internazionale si affretto’ ad appoggiarlo e a considerarlo un membro delle Nazioni Unite. Questo precedente e’ pesante e bizzarro. Perche’ non avviene lo stesso per la Palestina?
Quando la Palestina nel 1888 proclama la sua indipendenza e il suo diritto sacrosanto di essere una stato, la comunita’ internazionale nicchia. Ma veramente e’ questo il modo con cui si difendono i diritti nel mondo? O ancora una volta si difende solo il capitale? Si difende la prevaricazione e la depredazione.
Sono 60 anni che si nega il diritto di un popolo. Per quanto si puo’ farlo ancora? Non c’e’ nulla di piu’ grottesco dei falsi tentativi di pace che si sono susseguiti nel tempo (citiamo per la vergogna quello di Berlusconi che ando’ ad Israele senza nemmeno consultare il governo palestinese. Cosa voleva fare? Una pace unilaterale dettata solo dal piu’ forte?)
Il 90% degli abitanti della Palestina vogliono l’indipendenza e il riconoscimento del loro stato. Israele continua a invadere la striscia di Gaza, come attacco’ i monti del Libano, e nessun paese al mondo puo’ darle ragione. Come non ha ragione ad avere le armi atomiche che Bush le ha concesso.
Sono 40 anni che i palestinesi si battono per il riconoscimenti di diritti che il mondo continua ad ignorare. Chi dovrebbe essere difeso nella sua legittimita’ viene invece punito, assediato, umiliato e attaccato.
Cosa fanno gli USA? Cosa decide Obama? Cosa ha fatto finora l’assente Europa?
Cosa fa lo stolido e imbalsamato Frattini?
Cosa fece in precedenza lo stolido e inalsamato F?
Il Trattato di Lisbona ci obbliga a fare le guerre che una ignota burocrazia decidera’, contro ogni nostro volere e interesse, ma non una parola sui tentativi di pace
Faremo ancora le guerre che interessano agli USA? Non diventeremo mai adulti e responsabili?
Saremo sempre l’ultima ruota di un carro condotto da altri?
..
Nel febbraio del 2008 il Kossovo proclamo’ in modo unilaterale la propria indipendenza dalla Serbia anche se la Serbia non era d’accordo e la comunita’ internazionale si affretto’ ad appoggiarlo e a considerarlo un membro delle Nazioni Unite. Questo precedente e’ pesante e bizzarro. Perche’ non avviene lo stesso per la Palestina?
Quando la Palestina nel 1888 proclama la sua indipendenza e il suo diritto sacrosanto di essere una stato, la comunita’ internazionale nicchia. Ma veramente e’ questo il modo con cui si difendono i diritti nel mondo? O ancora una volta si difende solo il capitale? Sono 60 anni che si nega il diritto di un popolo. Per quanto si puo’ farlo ancora? Non c’e’ nulla di piu’ grottesco dei falsi tentativi di pace che si sono susseguiti tra i due paesi (citiamo per la vergogna quello di Berlusconi che ando’ ad Israele senza nemmeno consultare il governo palestinese. Cosa voleva fare? Una pace unilaterale dettata solo da uno?)
Il 90% degli abitanti della Palestina vogliono l’indipendenza e il riconoscimento del loro stato. Israele continua a invadere la striscia di Gaza, come attacco’ i monti del Libano, e nessun paese al mondo puo’ darle ragione. Come non ha ragione ad avere armi atomiche. Sono 40 anni che i palestinesi si battono per il riconoscimenti di diritti che il mondo continua ad ignorare. Chi dovrebbe essere difeso nella sua legittimita’ viene invece punito, assediato, umiliato e attaccato.
Cosa fanno gli USA? Cosa decide Obama? Cosa ha fatto finora l’assente Europa?
Il Trattato di Lisbona ci obbliga a fare le guerre che una ignota burocrazia decidera’, ma non una parola sui tentativi di pace. Faremo ancora le guerre che interessano agli USA? Non diventeremo mai adulti e responsabili?
..
ANCH’IO TI HO TRADITO, PADRE MIO
 
Anch’io ti ho tradito, Padre mio,
Padre nostro.
Con le mani giunte, non era preghiera,
le lunghe dita rose da disumano egoismo.
E gli occhi erano chiusi per davvero.
Muori fratello mio, tra le mie braccia e il mio cuore di pietra, non sei nemmeno un ricordo, che’ non ti ho mai visto, e breve e nitore della mia sporcizia, la mia pieta’.
In un rettangolo Arcobaleno illumina
la Messa
e che la PACE , quella buona, sia, per una volta, dentro me.
 
MIRIAM
..
Luisa Morgantini
Vice Presidente del Parlamento Europeo
Non una parola, un pensiero, un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone. Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia. Dov’e’ finita la nostra umanita’. Dove sono i Veltroni, con i loro "I care", come si puo’ tacere o difendere la politica di aggressione israeliana?
La popolazione di Gaza e Cisgiordania, i palestinesi tutti, pagano il prezzo dell’incapacita’ della Comunita’ Internazionale di far rispettare a Israele la legalita’ e di cessare la sua politicale coloniale
Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed e’ una minaccia. Bsogna fermarli
Ma basta con l’impunita’ di Israele e dei ricatti dei loro gruppi dirigenti!
Dal 67 Israele occupa militarmente i territori palestinesi, una occupazione brutale e coloniale. Furto di terra, demolizione di case, check point dove i palestinesi sono trattati con disprezzo, picchiati, umiliati, colonie che crescono a dismisura portando via terra, acqua, distruggendo coltivazioni. Migliaia di prigionieri politici, a cui sono impedite anche le visite dei familiari
Ma voi politici, avete mai visto la disperazione di un contadino palestinese che si abbraccia al suo albero di olivo mentre un buldozer glielo porta via e i soldati che lo pestano con il fucile per farglielo lasciare, o una donna che partorisce dietro un masso e il marito taglia il cordone ombelicale con un sasso perche’ soldati israeliani non gli permettono di andare all’ ospedale, o chi e’ cacciata dalla sua casa da fanatici ebrei che pensano che quella casa sia loro per diritto divino? Avete mai visto i bambini che per andare a scuola devono camminare un’ora e mezza per evitare un insediamento coi coloni che li aggrediscono, o i bambini, oppure i pastori di Tuwani che trovano le loro pecore avvelenate, o la citta’ di Hebron ridotta a fantasma perche’ 400 coloni hanno cacciato migliaia di palestinesi, costringendo a chiudere piu’ di 870 negozi?
Avete visto il muro che taglia strade e quartieri toglie terre ai villaggi e divide palestinesi da palestinesi, e annette territorio fertile e acqua ad Israele, un muro considerato illegale dalla Corte Internazionale di giustizia? Avete visto al valico di Eretz i malati di cancro rimandati indietro per questioni di sicurezza, in 19 mesi 283 le persone morte per mancanze di cure? Avete sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle notte gelide di Gaza perche’ non c’e’ riscaldamento, non c’e’ luce, o i bambini nati prematuri nell’ospedale di Shifa con i loro corpicini che vogliono vivere e bastano 30 m senza elettricita’ perche’ muoiano?
Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi spezzati? Certo anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove andare e per fortuna non hanno mai visto palazzi sventrati o decine di cadaveri intorno a loro o aerei che li bombardano a tappeto. Basta un morto per dire no, ma anche le proporzioni contano: dal 2002 a oggi per lanci di razzi palestinesi sono state uccise 20 persone. Troppe, ma a Gaza hanno ucciso 3.000 persone con migliaia di case distrutte.
A Milano sono state bruciate bandiere israeliane e voi politici avete gridato la vostra condanna. Giusto. Io non brucio bandiere di nessun paese ma penso che Israele abbia il diritto di esistere come uno Stato normale, con le frontiere del 67.
Avrei voluto sentire la vostra indignazione, sentirvi urlare il dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta arroganza, per tanta disumanita’, tanta violazione del diritto internazionale e umanitario. Avrei voluto sentirvi dire ai governanti israeliani: Cessate il fuoco, cessate l’assedio a Gaza, fermate la costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l’ occupazione militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite, questo e’ il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minaccie contro Israele.
Dio mio in che mondo terribile viviamo!
..
Aharon Shabtai
 
E’’ uno dei maggiori poeti israeliani. Famoso per il suo libro “J’accuse” rivolto al governo del suo paese, con cui ha vinto il premio Pen American Center. Il titolo riecheggia la famosa perorazione di Emil Zola che denunciava l’antisemltismo del governo francese durante l’affare Dreyfus, Shabtai accusa il suo paese di crimini contro l’umanita’, rifiutando di abbandonare la sua fede nei valori morali della societa’ Israeliana e di tacere di fronte agli atti di barbarie e di brutalita’.
Shabtai rifiuto’ di partecipare al Salone del libro di Parigi perche’ era un’occasione di propaganda per Israele che si mostrava come uno Stato con una cultura, nascondendo i suoi crimini contro l’umanita’.
 
Se mi chiedete
Di dare la caccia a un ragazzo
A 150 metri di distanza
Con un fucile a cannocchiale,
Se mi chiedete di sedermi in un tank e
Dalle altezze della moralita’ ebraica,
Fare penetrare un obice
Nella finestra di una casa,
Mi togliero’ gli occhiali
E borbottero’ cortesemente:
’No, signori!
Rifiuto di spogliarmi
Per sguazzare con voi
In un bagno di sangue’.
Se mi chiedete
Di tendere le orecchie
Perche’ voi ci caghiate dentro,
Scusandomi, diro’:
’no, grazie!
Le vostre parole puzzano,
Preferisco sedermi
Sull’asse del mio cesso!’
Meglio dunque che la smettiate,
Perche’ se vi ostinate,
Se continuate a insistere
Che io mi unisca alla vostra muta,
Per grugnire insieme,
Perche’ insieme ci rotoliamo
E ci facciamo tutti crescere addosso
Setole di porco,
E insieme affondiamo
Le nostre narici di lupi
Nella carne cruda,
Perdero’ la pazienza
E rispondero’ con fermezza:
’Signor Primo Ministro,
Onorevole Generale,
Sua Eccellenza Deputato..
Sua Santita’ il Rabbino,
Baciatemi il culo!’
Ariel Hirschfeld
poeta ebraico
 
Non siete diversi dai vostri predecessori
E’ tutto trito e ritrito non c’e’ novita’
Verro’ con voi, fratelli
marciremo insieme fino a puzzare.
..
Una lettera di Nelson Mandela a Thomas Friedman sull’apartheid in Israele

Da: Nelson Mandela (primo Presidente del Sud Africa)
A: Thomas L. Friedman (articolista del New York Times)

"Caro Thomas,
So che entrambi desideriamo la pace in Medioriente, ma prima che tu continui a parlare di condizioni necessarie da una prospettiva israeliana, devi sapere quello che io penso. Da dove cominciare? Che ne dici del 1964? Lascia che ti citi le mie parole durante il processo contro di me. Oggi esse sono vere quanto lo erano allora:
"Ho combattuto contro la dominazione dei bianchi ed ho combattuto contro la dominazione dei neri. Ho vissuto con l’ideale di una societa’ libera e democratica in cui tutte le sue componenti vivessero in armonia e con uguali opportunita’. E’ un ideale che spero di realizzare. Ma, se ce ne fosse bisogno, e’ un ideale per cui sono disposto a morire".
Oggi il mondo, quello bianco e quello nero, riconosce che l’apartheid non ha futuro. In Sud Africa esso e’ finito grazie all’azione delle nostre masse, determinate a costruire pace e sicurezza. Una tale determinazione non poteva non portare alla stabilizzazione della democrazia.
Probabilmente tu ritieni sia strano parlare di apartheid in relazione alla situazione in Palestina o, piu’ specificamente, ai rapporti tra palestinesi ed israeliani. Questo accade perche’ tu, erroneamente, ritieni che il problema palestinese sia iniziato nel 1967. Sembra che tu sia stupito del fatto che bisogna ancora risolvere i problemi del 1948, la
componente piu’ importante dei quali e’ il Diritto al Ritorno dei profughi palestinesi.
Il conflitto israelo-palestinese non e’ una questione di occupazione militare e Israele non e’ un paese che si sia stabilito "normalmente" e che, nel 1967, ha occupato un altro paese. I palestinesi non lottano per uno "stato", ma per la liberta’, l’indipendenza e l’uguaglianza, proprio come noi sudafricani.
Qualche anno fa, e specialmente durante il governo Laburista, Israele ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di restituire i territori occupati nel 1967; che gli insediamenti sarebbero rimasti, Gerusalemme sarebbe stata sotto l’esclusiva sovranita’ israeliana e che i palestinesi non avrebbero mai avuto uno stato indipendente, ma sarebbero stati per
sempre sotto il dominio economico israeliano, con controllo israeliano su confini, terra, aria, acqua e mare.
Israele non pensava ad uno "stato", ma alla "separazione". Il valore della separazione e’ misurato in termini di abilita’, da parte di Israele, di mantenere ebreo lo stato ebreo, senza avere una minoranza palestinese che potrebbe divenire maggioranza nel futuro. Se questo avvenisse, Israele sarebbe costretto a diventare o una democrazia secolare o uno stato bi-nazionale, o a trasformarsi in uno stato di apartheid non solo de facto, ma anche de jure.
Thomas, se vedi i sondaggi fatti in Israele negli ultimi trent’anni, scoprirai chiaramente che un terzo degli israeliani e’ preda di un volgare razzismo e si dichiara apertamente razzista. Questo razzismo e’ della natura di: "Odio gli arabi" e "Vorrei che gli arabi morissero". Se
controlli anche il sistema giudiziario in Israele, vi troverai molte discriminazioni contro i palestinesi. E se consideri i territori occupati nel 1967, scoprirai che vi si trovano gia’ due differenti sistemi giudiziari che rappresentano due differenti approcci alla vita umana: uno
per le vite palestinesi, l’altro per quelle ebree. Ed inoltre, vi sono due diversi approcci alla proprieta’ ed alla terra. La proprieta’ palestinese non e’ riconosciuta come proprieta’ privata perche’ puo’ essere confiscata. Per quanto riguarda l’occupazione israeliana della West Bank e di Gaza, vi e’ un fattore aggiuntivo. Le cosiddette "aree autonome palestinesi" sono bantustans. Sono entita’ ristrette entro la struttura di potere del sistema di apartheid israeliano.
Lo stato palestinese non puo’ essere il sottoprodotto dello stato ebraico solo perche’ Israele mantenga la sua purezza ebraica. La discriminazione razziale israeliana e’ la vita quotidiana della maggioranza dei palestinesi. Dal momento che Israele e’ uno stato ebraico, gli ebrei godono di diritti speciali di cui non godono i non-ebrei. I palestinesi
non hanno posto nello stato ebraico.
L’apartheid e’ un crimine contro l’umanita’. Israele ha privato milioni di palestinesi della loro proprieta’ e della loro liberta’. Ha perpetuato un sistema di gravi discriminazione razziale e disuguaglianza. Ha sistematicamente incarcerato e torturato migliaia di palestinesi, contro
tutte le regole della legge internazionale. In particolare, esso ha sferrato una guerra contro una popolazione civile, in particolare bambini.
La risposta data dal Sud Africa agli abusi dei diritti umani risultante dalla rimozione delle politiche di apartheid, fa luce su come la societa’ israeliana debba modificarsi prima di poter parlare di una pace giusta e durevole in Medio oriente.
Thomas, non sto abbandonando la diplomazia. Ma non saro’ piu’ indulgente con te come lo sono i tuoi sostenitori. Se vuoi la pace e la democrazia, ti sosterro’. Se vuoi l’apartheid formale, non ti sosterro’. Se vuoi supportare la discriminazione razziale e la pulizia etnica, noi ci opporremo a te.
Quando deciderai cosa fare, chiamami."

Nelson Mandela
http://www.krol.it/forum/una-lettera-di-nelson-mandela-t98076.html?s=23c945f5a5476cccdf590154ceea375d&
..

NELSON MANDELA, era inserito nell’elenco ufficiale USA dei terroristi stilato da Bush!!!!
Antonio
..
Questa preghiera era esposta nell’edificio della pubblica amministrazione israeliana della striscia di Gaza.
 
«Si’, e’ vero che odio gli arabi
e che voglio cancellarli dalla carta geografica.
E’ questo il mio lavoro
e passo la vita piacevolmente:
ogni pallottola che sparo vola via una testa.
Che gioia quando si fa centro!
Entra nella testa e la spacca.
Allora mi sento liberato
e provo grande gioia
A vedere come vola via la testa.
Nei territori ci sono tanti bei posti.
C’è il mare, ci sono le belle spiagge
e tanto palmizi…
Peccato che ci siano anche gli arabi…
»
..
Cifre
V.
Ci sono cifre che non ci daranno mai ma che sarebbe bene conoscere per valutare altri aspetti sostanziali di questa guerra cosi’ squilibrata.
Quanti soldi sono stati versati in 60 anni ai palestinesi dalla Comunita’ Internazionale, da singoli stati come la Russia, e perfino dal governo americano? Qualcuno si ricorda le immense ricchezze di Arafat?
Quanti di questi soldi sono stati usati per comprare armi e per comprarle dalle stesse multinazionali americane?
Quanti soldi sono stati versati allo stesso modo e con le stesse finalita’ belliche allo Stato di Israele?
Quanto e’ venuto a costare al mondo questo infinito conflitto?
Quante atrocita’ sono state abituali e consolidate per perpetrarlo?
Quante torture, morti, feriti, distruzioni, aberrazioni, stravolgimenti del diritto internazionale, negazioni di ogni verita’ e pace, finzioni dell’ONu, falsificazioni mediatiche, offese a ogni verita’?
Quanto squilibrio ha recato al Medio Oriente e quanta ulteriore spesa in armi e difesa ha comportato tutto questo per il mondo? Chi in ultima analisi ha fatto grassi incassi da questa situazione volutamente e artamente destabilizzata e destabilizzante e volutamente e artamente protratta per piu’ di mezzo secolo? Una vera fabbrica di ‘death in progress’!
Chi infine ha un profondo interesse a far si’ che tutto questo continui per altri 60 anni, cosi’ che Israele non si rafforzi troppo al punto da invadere, come ha gia’ tentato di fare, i paesi vicini, e non si monti troppo la testa per non contrapporsi alla potenza americana e resti aggiogata al suo carro, ma d’altro canto non sia totalmente schiantata da quei paesi arabi con cui gli USA hanno sempre giocato a doppi tavoli, fingendo ostilita’ quando c’era collusione (basti vedere i rapporti con la famiglia Obama)e iniziando guerre che non finivano mai perche’ erano del tutto false e menzognere?

Le armi costano, I palestinesi sono dei morti di fame. Ma chi la paga questa guerra infinita?
Sapete che tutto il mondo contribuisce a questo acquisto di armi?
Sapete che la Comunita’ Europea finanzia la Palestina?
Anche il governo USA finanzia la Palestina.
L’Ue in genere finanzia la Palestina quando la politica USA tende un po’ piu’ da quella parte (per es. con Clinton), senno’ no
Solo da poco l’UE ha dato 371 milioni di dollari, la Lega Araba piu’ di 316, gli USA 194
Poi ci sono i soldi raccolti dalle associazioni umanitarie : nel 1000 27 milioni, 100 nel 2001 e 97 nel 2002..
Persino Israele da’ soldi alla Palestina anche se sono tasse indebitamente ricosse
Una grossa fetta di questi contributi se li mangia il Support Group, istituzione internazionale incaricata di aggiustare i danni fatti dagli israeliani.
Quasi un miliardo di dollari da dividere tra 4 milioni di palestinesi virtualmente senza reddito e che pagano le tasse agli israeliani. Circa 2500 dollari pro-capite che in realta’ se ne vanno parte nel fiume di Ong spesso in guerra tra loro, parte per ricostruire le infrastrutture distrutte dagli israeliani e parte per il finanziamento del governo palestinese.
Un giro vizioso veramente infernale
Un rappresentante del FMI accusa il leader dell’Anp, di aver stornato su un suo conto segreto 900 milioni di dollari negli ultimi 5 anni, ma il tesoro di Arafat non era da poco
Berlusconi in invento’ un piano Marshall per la Palestina con 5 miliardi di dollari da distribuire tra israeliani a palestinesi, non saranno dati mai perche’ dovrebbero servire alla ricostruzione a guerra finita.

Si parla sempre di ideali, di popoli, ma sta di fatto che c’e’ un giro immenso di soldi e anche i capi dell’OLP hanno tutto interesse a tenere in vita una guerra, non a contrattare una pace…
Gia’ la morte di Arafat apri’ un capitolo imbarazzante, non solo per il modo con cui era stato ammazzato, ma per il tesoro su cui aveva messo le mani, alla faccia degli ideali de decantava.
Ancora non sappiamo se qdi alcune centinaia di migliaia di dollari o di un miliardo ma certo non erano i risparmi di una vita.
Ad es. secondo l’accordo di Oslo del 93 tutte le somme raccolte dall’autorita’ israeliana sotto forma di dazi doganali e destinate alle casse palestinesi, finivano su un conto corrente di Arafat e del suo consigliere finanziario, Mohammed Rachid. Lo stesso Fayyad racconto’ di essere stato testimone della consegna di un assegno firmato da Saddam Hussein e intestato ad Arafat, per un valore di 50 milioni di dollari, apparentemente destinati alla causa palestinese ma di fatto ritirati dal rais. A quanto ammontarono questi versamenti? E chi se li prese?
Un gruppo di ispettori nominati da Fayyad scopri’ che Arafat trasferiva ogni mese 100.000 dollari su un conto corrente in Francia ad uso della moglie Suha, che viveva a Parigi tra lussi imbarazzanti, insieme alla figlia. Alle casse esangui dell’Autorita’ palestinese farebbe molto comodo recuperare oggi le centinaia di milioni di dollari che Suha Arafat si gode lontano dalla miseria del suo popolo. Ma e’ evidente che il problema e’ piu’ complesso di una banale questione contabile. Recuperare quel tesoro, significa infatti scoperchiare un pentolone che nasconde almeno trent’anni di storia rivoluzionaria palestinese, molti dei cui protagonisti siedono tuttora ai vertici dell’Olp.
..
Rifacciamo il conto dei corpi,
se solo potessimo rimpicciolire i corpi,
il formato dei teschi,
potremmo far bianca di teschi un’intera pianura
al chiar di luna!
 
se solo potessimo rimpicciolire i corpi,
forse potremmo avere
davanti a noi su una scrivania la caccia di
un intero anno!
 
se solo potessimo rimpicciolire i corpi,
potremmo foggiare
un corpo in un anello, da tenere sempre per
ricordo.
 
Robert Bly
..
I politici insorgono per una bandiera bruciata, ma 60 anni di massacri non li toccano
 
Piu’ i simboli si svuotano, piu’ sale il feticismo delle forme.
Crocifissi che servono da mazze sugli extracomunitari.
Presidenti di Stato con mille badanti al seguito, difesi da attentati di lesa maesta’ mentre la democrazia va in pezzi.
La copertina della Costituzione esaltata da quelli stessi che ne corrodono i contenuti.
Cenci colorati che contano piu’ di bambini ammazzati.
Un papa vestito di orpelli che richiama il mondo a quella solidarieta’ a cui personalmente non contribuisce.
Un mondo vuoto di valori difende le sue apparenze e le idolatra come il diavolo fa coi suoi lustrini.
Il mondo dell’effimero finge valori dove ha aperto baratri.
Dove l’immagine e’ tutto, l’uomo sara’ condotto dall’immagine come un traino psichedelico, l’uomo-Occhio prende il posto dell’uomo-Cuore e conduce all’uomo-Bestia.
I-mago, mag e’ magia, potenza dell’illusione, suggestione che fa scambiare l’irreale per vero. Al mondo reale si contrappone la sua imago.
Nel mondo virtuale l’uomo schiavo delle immagini le preferisce alla verita’ come chi, preda della droga, preferisce le sue visioni alla realta’.
 
Viviana
..  
Acqua  
Anthony
Israele controlla tutte le sorgenti d’acqua palestinesi!
Tutte le condotte idriche palestinesi sono rivolte verso Israele!
Ai palestinesi vengono assegnate quote della "loro" acqua che non sono sufficienti nemmeno per i bisogni primari:
Viene lasciata loro acqua sporca e inquinata con conseguenti malattie che non possono curare causa embarghi!
Con l’acqua palestinese gli israeliani coltivano i "LORO" campi lasciando morire di fame i palestinesi che non ne hanno per coltivare i propri!
Con l’acqua palestinese gli israeliani hanno un’agricoltura fiorente con introiti di miliardi di dollari!
I palestinesi rivogliono la "LORO" acqua!!!
..
Riccardo Orioles
 
Voi non potete capire
cos’era la vita in quel momento.
I cannoni dei carri puntati sulle case
i camion dei soldati per i viali
gli alberi del corso netti
nel nero dell’incendio.
Quando una sera ho sentito i passi pesanti
salire per le scale
e la porta percossa da colpi inesorabili
voi non potete capire cosa ho provato allora.
E sono salito sulla loro macchina nera
e li ho portati da quelli che conoscevo.
Dopo, poi che tutto fu finito,
non potevo dimenticare gli occhi
che ho svegliato di notte con voce d’amico.
Ma non e’ stata colpa mia,
vi dico! Non e’ stata colpa mia.
..
NELLA SOLITUDINE IMMENSA DEGLI ESSERI UMANI
Nella solitudine immensa degli esseri umani
A volte improvvisamente una memoria li chiama
Gesti parole accordi – cose per cui non hanno
Dei nomi ma d’istinto nei simili le sanno
..
http://www.masadaweb.org
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