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Saturday April 21st 2018

MASADA n. 848. 30-12- Palestina-Israele.Un dolore infinito

 
Stanza 405 – 1967
 
Ritorneranno, perche’ sono sempre con noi.
Anche tu, come me, sei sulla lista di morte.
Che aspetti? Ho lasciato loro la porta aperta.
Il mio corpo e’ il terreno e questo e’ tempo
  d’arare e seminare.
Che aspetti?
Ho lasciato loro la porta aperta
Io sono un semenzaio di fiumi
Stanotte ci sara’ la piena con le violente piogge d’aprile
Che aspetti? I nuovi bollettini? I giornali a mezzanotte?
Aspetti la prima pagina e i tipografi?
O la prima pagina dei manifesti e dei giornali murali?
Un falegname sta battendo un chiodo per unire due tavole
Le seghe ronzano intorno al collo degli alberi.
I prezzi del legname sono alti, stanotte.
 

Portano a spalle i cedri, le stanze per l’autopsia
Aspettano i pesci da Shat al Arab,
ed io ho lasciato la porta aperta.
Come mi piace il ghiaccio nei bicchieri
E quanto odio il ghiaccio sui cadaveri!
Un falegname sta battendo un chiodo per unire due mani.
Tu, che quel giorno mi desti un paio di scarpe e una pistola,
non puo’ un proiettile unirci?
Non puo’ una nuvola avvolgerci nello stesso sudario?
Ascoltali… stanno salendo le scale!
Mi e’ rimasto un minuto, io ti daro’ questo minuto
Perche’ quel giorno mi desti un minuto.
Che aspetti? Il mio corpo e’ un vivaio di fiumi
Migliaia di fiumi zampillano dalle finestre del mio corpo
Il terrore ha formato un lago.
Stanno incollando migliaia di manifesti sui muri delle vie,
migliaia d’alberi stanno abbattendo
ed io ho incollato il mio volto sul cielo.
Ah… carne dei palestinesi, cibo per i giornali.
Stanno arrivando, ho lasciato loro la porta aperta.
Io sono il baco e la seta, il mio corpo s’annida nella cruna d’un ago
Migliaia d’aghi e di fili, stanno cucendo camicie per alberi.
Che aspetti? Migliaia di giornali stanno sparando alla mia testa,
io sono la prima notizia, un cadavere nel giornale,
e sono l’ultima notizia quando scrivo
un poema contro il ghiaccio e la morte.
Sono arrivati, ho lasciato la porta aperta per loro, e per te.
Io sono un ladro, patria mia,
sono uno che ama e spara con tutti I tuoi fucili.
Fossi stata con me, ora, avremmo combattuto insieme.
Li avremmo fatti saltare con una candela.
Quando ho scelto gli alberghi, ho scelto anche le trincee.
Mi hanno ucciso.
Fossi stata con me, avremmo combattuto insieme,
li avremmo fatti saltare con una candela.
 
Mueen Bsyso
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Il trionfo dell’odio
Enrico Peyretti scrive:
 
Questa tragedia Israele-Gaza e’ il trionfo della lunga politica dell’odio. Facciamo pressione tutti, popoli della terra, perche’ la ragione, la trattativa, il riconoscimento, la vita prevalgano sull’uso politico della morte.
In Israele prevale da tempo la parte che pensa veramente, rendendogli la vita impossibile, di espellere i palestinesi dalla terra biblica intera, "data da Dio" a quel popolo. In Hamas agisce (nella delusione popolare per il governo di Ramallah) quella corrente palestinese che vorrebbe gettare a mare Israele perche’ non perdona l’offesa della occupazione della terra come se fosse vuota, ultimo atto del colonialismo occidentale. Immagine confermata dall’allineamento occidentale su Israele, e dall’influenza profonda (in che modo?) di Israele sulle politiche occidentali (anche su Obama).
Un fondamentalismo biblico-ateo-etnico da una parte. Un fondamentalismo identitario anti-israeliano dall’altra. E’ un danno per la civilta’ islamica orientare (o dover orientare) la propria rinascita verso il nemico esterno, Israele, invece che, come fece Gandhi in India, in un "programma costruttivo" (suo principale obiettivo) della societa’ indiana, di lotta contro i suoi propri mali, prevalente sulla stessa indipendenza dalla GB, e vera dignita’, diritto, indipendenza e onore nazionale indiano.    
Dio ci aiuti e li aiuti. Popoli e governi, culture e religioni, nell’interdipendenza mondiale, costringano le politiche omicide a fermarsi.
E’ ben vero che la pace e’ impedita fin quando dura la torturante occupazione israeliana dei territori palestinesi.
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Pax Christi sull’ attacco israeliano a Gaza
 
FERMATEVI SUBITO, FERMIAMOCI TUTTI!
 "Quello in corso a Gaza e’ un massacro, non un bombardamento, e’ un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice". P. Manauel Musallam, parroco a Gaza, 27 dicembre 2008
Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente.

A voi, capi politici e militari israeliani,
chiediamo di considerare che insieme ai ‘miliziani’ di Hamas state colpendo, uccidendo e ferendo centinaia di civili palestinesi. Non potete non averlo calcolato. Non potete non sapere che a Gaza non esistono obiettivi da mirare chirurgicamente. Non potete non aver messo in conto che da troppo tempo e’ la popolazione di Gaza a vivere sotto embargo, senza corrente elettrica, senza cibo, senza medicine, senza possibilita’ di fuga. Le vostre crudeli operazioni di guerra compiono opera di morte su donne, bambini e uomini che non possono scappare ne’ curarsi e sopravvivere, essendo strapieni gli ospedali e vuoti i forni del pane. Ascoltate i vostri stessi concittadini che operano nelle organizzazioni israeliane per la pace: "Siamo responsabili della disperazione di un popolo sotto assedio. Hamas da settimane aveva dichiarato che sarebbe stato possibile ripristinare la tregua a condizione che Israele riaprisse le frontiere e permettesse agli aiuti umanitari di entrare. Il governo d’Israele ha scelto consapevolmente di ignorare le dichiarazioni di Hamas e ha cinicamente scelto, per fini elettorali, la strada della guerra".
FERMATEVI SUBITO!

A voi, capi di Hamas,
chiediamo di considerare che i vostri razzi artigianali lanciati verso le cittadine israeliane poste sul confine, sono strumenti ulteriori di distruzione e, per fortuna raramente, di morte, e creano inutilmente paura e tensione tra i civili. Sono una assurda e folle reazione all’oppressione subita, che si presta come alibi per un’aggressione illegale. Se foste piu’ potenti, capi di Hamas, vorreste forse raggiungere i livelli di distruzione dei vostri nemici? E non essendolo, a che scopo creare panico, odio e desiderio di vendetta nei civili israeliani che vivono a fianco alla vostra terra? Quali strategie di desolazione, disumane e inefficaci, state perseguendo?
FERMATEVI SUBITO!

E noi donne e uomini che apparteniamo alla ‘societa’ civile’,
FERMIAMOCI TUTTI!
Sostiamo almeno un minuto accanto a tutti i civili che soffrono. Alle centinaia di ammazzati palestinesi, che per noi non avranno mai nome e volto, come alla vittima israeliana. Alle centinaia di feriti palestinesi e ai fortunatamente pochi feriti israeliani. A chi ha perso la casa. A chi non puo’ curarsi.
E poi, tutti insieme, alziamo la voce: non e’ questa la strada che portera’ Israele a vivere in pace e sicurezza. Non e’ questa la strada che portera’ i palestinesi a vivere con dignita’ in uno Stato senza piu’ occupazione militare, libero e sovrano.
I media italiani in questi giorni hanno purtroppo mascherato una folle e premeditata aggressione -e soprattutto l’insopportabile contesto di un assedio da parte di Israele che per mesi ha ridotto alla fame un milione e mezzo di persone- scegliendo accuratamente alcuni termini ed evitandone altri.
La maggior parte dei quotidiani e telegiornali hanno affermato che "e’ stato Hamas a rompere la tregua". Invece il 19 dicembre e’ semplicemente scaduta una tregua della durata concordata di sei mesi. L’accordo comprendeva: Il cessate-il-fuoco, la sua estensione nel giro di qualche mese alla Cisgiordania e la fine del blocco di Gaza. Questi impegni non sono stati rispettati da Israele (25 palestinesi uccisi solo dalla firma dell’accordo) e quindi Hamas non l’ha rinnovato. Ancor piu’ precisamente, gia’ ai primi di novembre, Israele aveva rotto la tregua con una serie di attacchi a Gaza uccidendo altri 6 palestinesi.
Aiutiamoci allora a valutare criticamente le analisi spesso falsate dei media per dare maggior forza ad altre voci diventate grida: Solo poche ore fa, proprio a Gaza, il Patriarca di Gerusalemme celebrava la Messa di Natale riprendendo il suo Messaggio natalizio:"Siamo stanchi. La pace e’ un diritto per tutti. Siamo in apprensione per l’ingiusta chiusura imposta a Gaza e a centinaia di migliaia di innocenti. Siamo riconoscenti a tutti gli uomini di buona volonta’ che non risparmiano sforzi per spezzare questo blocco."
La strada intrapresa invece, lastricata di sangue e macerie, condurra’ la gente qualsiasi al macello. E i suoi capi alla sconfitta. In primo luogo alla sconfitta umana.
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Da bellaciao.org
Guerra ad Hamas: 225 morti a Gaza
Michele Giorgio

Israele scatena l’inferno contro la Striscia: 60 jet militari sganciano oltre 100 bombe contro «installazioni di Hamas». E’ un massacro: 225 morti – tra loro civili – per quella che viene dipinta come un’«operazione difensiva contro il lancio di razzi Qassam».
Tel Aviv: continueremo.
Meshaal: ora la terza intifada, contro Stato ebraico e Abu Mazen
Israele l’ha chiamata chiama «Operazione Piombo Fuso», ma i palestinesi lo ricorderanno come il giorno piu’ cruento dall’inizio dell’occupazione militare di Gaza, 41 anni fa: almeno 225 morti e oltre 700 feriti. Ma e’ solo un bilancio provvisorio e, comunque, non e’ l’unico macabro record di queste ultime ore. Ieri a Gaza si e’ registrato il piu’ alto numero di vittime palestinesi in appena un paio d’ore, a causa delle bombe ad alto potenziale che una sessantina di aerei israeliani hanno sganciato in attacchi simultanei su decine di obiettivi. Prima a Gaza city e poi nel resto della Striscia di Gaza.
E’ stata una carneficina, rapida, improvvisa. Soprattutto di poliziotti e agenti delle forze di sicurezza del movimento islamico Hamas – obiettivo dichiarato dei raid – ma anche di un numero imprecisato di civili, tra cui donne e bambini. E non e’ certo finita.
Alti ufficiali israeliani hanno avvertito che l’attacco andra’ avanti per molti giorni e prevedra’ anche incursioni di reparti corazzati. L’operazione, ha annunciato il ministro della difesa Ehud Barak, ha lo scopo «di cambiare radicalmente la situazione…E’ giunta l’ora di combattere – ha aggiunto -, non voglio illudere nessuno. Non sara’ facile e nemmeno breve». In serata, a Tel Aviv, il premier Ehud Olmert, al suo fianco il ministro degli esteri Tzipi Livni e Barak, ha confermato che l’operazione e’ destinata a durare ancora a lungo. «Abbiamo spiegato al mondo – ha detto – che l’unica cosa che vogliamo e’ neutralizzare Hamas», e ha sottolineato che le forze armate «avranno tutto il tempo necessario per raggiungere gli obiettivi prefissati».
La Livni, l’«ideologa» del governo israeliano, ha ottenuto cio’ che chiedeva da settimane: un’offensiva per annientare Hamas e riportare a Gaza un governo palestinese «amico». Ieri sera ha detto che «nessuno e’ immune» e che anche i massimi leader del movimento islamico potranno diventare bersaglio dell’attacco in corso. Il piano di Olmert, Livni e Barak, non e’ fermare i lanci di razzi in modo da guadagnare consensi in vista delle elezioni del 10 febbraio, ma distruggere Hamas.
«Non cederemo mai a Israele, non importa quale forza sia usata contro di noi – ha replicato da Gaza il premier del governo di Hamas Ismail Haniyeh – Noi non lasceremo la nostra terra, non alzeremo bandiere bianche e non ci inginocchieremo se non di fronte a Dio». Un suo portavoce, Fawzi Barhum, ha minacciato la ripresa degli attentati suicidi.
Ieri, alle 10.30 ora italiana, gli abitanti di Gerusalemme hanno capito che l’aviazione stava per attaccare Gaza. Sopra la citta’ all’improvviso c’e’ stato un passaggio intenso di F-16 ed F-15 che sbucavano ed entravano nelle nuvole. Non accade mai durante lo shabat ebraico di veder volare tanti jet da combattimento. Dopo qualche minuto i telefoni hanno cominciato a squillare, da Gaza city le voci concitate di amici e colleghi riferivano di un massiccio bombardamento ovunque: al porto, nel centro della citta’, nei quartieri periferici, su tutti gli uffici, i depositi e le sedi di polizia e delle forze di sicurezza di Hamas ma anche di vari gruppi armati. Edifici polverizzati dalle bombe ma l’onda d’urto delle esplosioni ha sventrato dozzine di palazzi e case circostanti. Poi l’attacco si e’ spostato piu’ a sud, verso Khan Yunis e Rafah. I raid si sono susseguiti a intervalli regolari, fino a tarda sera.
Il numero piu’ pesante di morti si e’ avuto in una base di Gaza dove era in corso una cerimonia di consegna dei diplomi ai partecipanti di un corso per ufficiali di polizia. L’attacco in quel punto e a quell’ora non e’ stato certo casuale: qualcuno ha informato l’intelligence israeliana del programma della giornata. Le bombe hanno fatto una strage: tra le macerie si sono visti numerosi corpi di morti e feriti. Tra gli uccisi il capo della polizia Tawfik Jaber.
Per le strade di Gaza, tra gli scoppi delle bombe, l’urlo disperato delle sirene delle ambulanze, si sono viste scene di civili, anche bambini, presi dal panico in cerca di un rifugio. Poi quando le varie ondate di attacchi sono cessate, la gente ha cominciato a scavare nelle macerie e il bilancio di morti e feriti si e’ aggravato con il passare delle ore. «Siamo in emergenza totale, non riusciamo ad assistere adeguatamente i feriti, sono troppi per le nostre poche forze, ci mancano kit per il pronto soccorso e attrezzature per la terapia intensiva. Il sistema ospedaliero rischia il collasso», ha detto al manifesto con un telefono cellulare il dottor Muawiya Hassanin, responsabile per i servizi di emergenza gia’ fortemente indeboliti da mesi e mesi di embargo israeliano. Poi a sera, tra attacchi israeliani sporadici ed esplosioni, su Gaza e’ calata un’oscurita’ da paura, a causa della mancanza di energia elettrica, rotta solo dalle luci nelle abitazioni dotate di un generatore autonomo.
La stampa estera non ha potuto vedere da vicino quando accadeva a Gaza, perche’ da giorni il valico di Erez e’ chiuso per i giornalisti stranieri. Potrebbe riaprire oggi, ma la decisione di garantire il diritto di cronaca ai reporter di altri paesi e’ nelle mani di Israele. La stampa estera invece ha potuto raggiungere facilmente i centri abitati israeliani bersaglio dei razzi palestinesi. A Netivot un Qassam ha centrato un appartamento uccidendo un israeliano e ferendone altri quattro. Nel sud di Israele e’ stato dichiarato lo stato di emergenza e la popolazione ha avuto istruzione di restare in aree protette o nelle immediate vicinanze di rifugi.
Le centinaia di morti e feriti a Gaza hanno scatenato reazioni in Cisgiordania e a Gerusalemme Est dove la popolazione ha manifestato in sostegno dei fratelli della Striscia. A Ramallah il presidente dell’Anp Abu Mazen ha chiesto l’immediata fine dell’ aggressione israeliana. Da Damasco il leader di Hamas Khaled Meshaal ha fatto appello a una terza intifada: «militare, contro Israele» e «pacifica, all’interno», invitando i palestinesi a ribellarsi contro l’Autorita’ nazionale di Abu Mazen. Raduni e dimostrazioni un po’ ovunque nel mondo arabo, in particolare in Libano, Giordania, Iraq ed Egitto.
E proprio contro il Cairo tanti puntano l’indice, a causa della politica ambigua portata avanti dal regime di Mubarak che di fatto partecipa al blocco di Gaza. Il quotidiano al Quds al Arabi di Londra ha accusato il governo egiziano di aver «concordato» con Tzipi Livni – giovedi’ in visita al Cairo – «un’operazione israeliana limitata» a Gaza. Il capo dell’intelligence egiziana Omar Suleiman avrebbe informato varie capitali arabe della decisione di Israele di sferrare un attacco per costringere Hamas accettare una tregua senza condizioni.
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Lettera da Gaza
Siamo sotto le bombe a Gaza, e molte sono cadute a poche centinaia di metri da casa mia. E amici miei, ci sono rimasti sotto. Siamo a 160 morti sinora, una strage senza precedenti. Terroristi? Hanno spianato il porto, dinnanzi a casa mia e raso al suolo le centrali di polizia. Mi riferiscono che i media italiani tutti in toto danno per buono il comunicato militare israeliano di base terroristiche bombardate. Cazzate. Li ho conosciuto, questi ragazzi, li ho salutati tutti i giorni recandomi al porto per pescare coi pescatori palestinesi, o la sera per recarmi nei caffe’ del centro. Diversi li conoscevo per nome. Un nome, una storia, una famiglia. Sono giovani, diciotto ventanni, per lo piu’ che se ne fottono di Fatah e Hamas, che si sono arruolati nella polizia per poter aver assicurato un lavoro in una Gaza che sotto assedio ha l’80 percento di popolazione disoccupata. Aprite le orecchie, colletti bianchi della disinformazione occidentale. Queste divise ammazzate oggi (senza contare le decine di civile che si trovavano a passare per caso, molti bambini stavano tornando a casa da scuola) sono i nostri poliziotti di quartiere. Se ne stavano tutti i giorni dell’anno a presidiare la stessa piazza, la stessa strada, li ho presi in giro solo ieri notte per come erano imbaccuccati per ripararsi dal freddo, dinnanzi a casa mia. Non hanno mai sparato un colpo verso Israele, ne mai lo avrebbero fatto, non e’ nella loro mansione. Si occupano della sicurezza interna, e qui al porto siamo ben distanti dai confini israeliani. Ho una videocamera con me ma sono un pessimo cameraman, perche’ non riesco a riprendere i corpi maciullati e i volti in lacrime. Non ce la faccio. Non riesco perche’ sto piangendo anche io. Ambulanze e sirene in ogni dove, in cielo continuano a sfrecciaree i caccia israeliani con il loro carico di terrore e morte. Devo correre, all’ospedale AL Shifa necessitano di sangue.
Non sono umani, credo che non lo siano mai stai.
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Gaza – Infopal. Circa 200 morti e 300 feriti: questo e’ il bilancio attuale (ore 14, ora locale) degli attacchi aerei israeliani in corso contro la Striscia di Gaza.
L’aviazione da guerra israeliana sta bombardando diverse sedi delle forze di sicurezza palestinesi a Gaza. E’ un vero massacro! Sul terreno ci sono gia’ 200 morti e centinaia di feriti, ma il bilancio e’ destinato a salire tragicamente.
Le ambulanze stanno accorrendo sul luoghi dei bombardamenti (circa 30 attacchi contemporanei) per soccorrere i feriti e portare via i cadaveri.
Ci sono decine di cadaveri di membri della polizia sparsi per terra, a seguito del bombardamento delle postazioni 17, Tawam, la sede delle forze preventive, Ansar, la direzione civile, al-Safina, la sede dei passaporti. Sono state bombardate tutte le sedi amministrative e politiche della Striscia di Gaza. Ucciso anche il capo generale della polizia di Gaza, il colonello Tawfiq Jaber.
Fonti mediche hanno riferito che ci sono centinaia di feriti.
Gli aerei da guerra israeliani continuano a sorvolare lo spazio della Striscia di Gaza.
Stato criminale. E’ una vera guerra: gli attacchi aerei stanno colpendo il nord, il sud e il centro della Striscia. Israele ha scelto il momento opportuno per bombardare: l’ora di uscita dei bambini dalle scuole. E’ una tragedia immensa.
I nostri giornali e le nostre tv, le cui direzioni hanno perso completamente il senso della dignita’ professionale, ci stanno raccontando che ad essere bombardate sono le basi dei “terroristi”. Non e’ cosi’! Sono i civili, i bambini, la dirigenza delle forze dell’ordine, dell’amministrazione pubblica, a essere colpiti.
La propaganda mediatica italiana filo-sionista ha iniziato gia’ da qualche settimana a prepararci alla ineluttabilita’ di questa guerra a senso unico, vera carneficina di biblica memoria, dando la colpa a Hamas e ai razzetti Qassam, quando la verita’ e’ un’altra: Israele ha bisogno di queste stragi di innocenti in funzione elettorale. Hamas era disposta alla tregua a patto di far fermare gli attacchi israeliani mai sospesi, nonostante il cosiddetto “cessate il fuoco” siglato a giugno, e di far riaprire i valichi per far entrare i rifornimenti alimentari e il carburante, necessari alla sopravvivenza di 1,5 milioni di persone.
Questo i nostri sempre piu’ indecenti giornali e tg non ce lo hanno raccontato.
Siamo di fronte alla morte dell’informazione, al Grande Fratello che manipola le menti e le coscienze.

Scritto il 2008-12-27 in News
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Infopal. Ore 13 ora di Gaza. Abbiamo appena parlato al telefono con Vittorio Arrigoni, dell’International Solidarity Mov., rientrato a Gaza con l’ultimo viaggio di Dignity, l’imbarcazione del Free Gaza.
Vittorio, com’e’ la situazione al momento, a Gaza?
“Gli F16 israeliani stanno bombardando dalle 11,30 di questa mattina. E’ una vera carneficina: sono gia’ 200 le vittime. Hanno tirato giu’ due palazzine di civili, vicino a casa mia, nella zona del porto. Stanno ammazzando poliziotti e cittadini”.
Qui i nostri tg e i siti dei nostri quotidiani stanno raccontando che sono in corso bombardamenti contro “basi terroristiche”…
“Balle! Che vergogna! Stanno ammazzando poveri cristi, poliziotti, altro che terroristi! Non ho mai visto tanta violenza contro Gaza come ora….Hanno attaccato con caccia e con la Marina da guerra”.
Vi aspettavate questi attacchi?
“A dir il vero, no. Ieri, Israele aveva aperto i valichi lasciando entrare qualche rifornimento alimentare…L’ha fatto apposta, cosi’ oggi ha potuto prendere alla sprovvista la popolazione, i bambini che uscivano da scuola, i poliziotti che si stavano addestrando per funzioni di sicurezza interna…”.
Mentre Vittorio parla, si sente il suono delle bombe che cadono su Gaza…
“Sto andando all’ospedale ash-Shifa, per vedere se hanno bisogno di sangue…”.
http://snipurl.com/95wiu
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Piombo fuso e colate di martirio. Chi racconta Gaza?
Doriana Goracci
“Il nazionalismo continua ad affascinare gli sprovveduti poiche’ le altre prospettive, cosi’ come le numerose mitologie del proletariato e le varie utopie dei poeti e sognatori, sembrano loro precluse. La cultura degli avi e’ stata distrutta; dunque, a livello pragmatico, la cultura e’ fallita. I soli avi scampati sono coloro che si sono adeguati al sistema dell’invasore, e sono sopravvissuti alla periferia delle discariche…”, scriveva cosi’ negli anni ‘80 Fredy Perlman, di origini ebraiche, instancabile accusatore dell’imperialismo israeliano e del totalitarismo nei paesi dell’est, del sistema di ghettizzazione degli indios di ogni paese. E da noi, fermi nel calzare lo Stivale? Da sempre si dichiara a sinistra e destra che: «L’Italia ha da sempre svolto un’azione tesa a favorire il processo di pace in Medio Oriente, coniugando l’antica amicizia con il popolo palestinese con una rinnovata collaborazione con Israele».
E per amicizia e solidarieta’, vediamo quante ne vogliamo di immagini e video, ascoltiamo parole, indignate, caute, vibranti dagli inviati in Israele, sul confine e su Gaza. La preposizione e’ d’obbligo: non da Gaza. Dopo il silenzio diplomatico di Obama, presidente in transumanza, arrivera’ il solito refrain con cui gli Stati Uniti d’America bloccheranno le risoluzioni Onu con le quali si impone a Israele di proseguire nell’aggressione alla striscia di Gaza? Come piombo fuso cadono le parole di Ofer Shmerling, funzionario della difesa civile israeliana ad Al Jazeera: “A suon di musica festeggerei cio’ che la forza aerea israeliana sta facendo”.
“Quello che stanno facendo a Gaza, la ciliegia rosso sangue sulla torta dopo due anni di embargo e bombardamenti, lo sapete tutti”, dice Miguel Martinez dal suo blog . Non so da dove prenda l’ardire di questa affermazione popolare ma andando avanti, e’ uno che racconta l’operazione israeliana : “Sabato scorso era una delle festivita’ piu’ sacre del calendario ebraico – lo Shabbat di Hanukkah. Per poter compiere la strage di Gaza, Ehud Barak ha dovuto chiedere una dispensa speciale dai rabbini. Non so perche’ sia stata scelta una data cosi’ particolare, per un attacco preparato da ben sei mesi, come rivela Haaretz. Lo stesso nome dell’operazione, Piombo fuso, si riferisce ai dreidel o dadi con cui i bambini giocano a Hanukkah, e che il poeta sionista H.N. Bialik invitava a costruire usando il piombo fuso”.
E gli avvertimenti, le lezioni impartite dal ministro degli Esteri e candidata premier, Tzipi Livni, sulla polazione palestinese, alias Hamas, fanno centinaia di morti senza distinzione di sesso ed eta’, a pezzi, irriconoscibili organi per chi cerca l’identita’ del suo caro, in un ospedale che nemmeno il piu’ avveniristico nel mondo, potrebbe accogliere e curare la quantita’ di carne da macello, indigesta a qualunque palato, sembrerebbe, tranne che allo stomaco del potere guerrafondaio: colate di martiri, per chi non sventolera’ mai bandiera bianca.
Racconta Vittorio Arrigoni, da Gaza : “Mi riferiscono che i media occidentali hanno digerito e ripetono a memoria i comunicati diramati dai militari israeliani secondo i quali gli attacchi avrebbero colpito chirurgicamente solo le basi terroristiche di Hamas.In realta’ visitando l’ospedale di Al Shifa, il principale della citta’, abbiamo visto nel caos d’inferno di corpi stesi sul cortile, alcuni in attesa di cure, la maggior parte di degna sepoltura, decine di civili. Avete presente Gaza? Ogni casa e’ arroccata sull’altra, ogni edificio e’ posato sull’altro, Gaza e’ il posto al mondo a piu’ alta densita’ abitativa, per cui se bombardi a diecimila metri di altezza e’ inevitabile che compi una strage di civili. Ne sei coscente, e colpevole, non si tratta di errore, di danni collaterali. Bombardato la centrale di polizia di Al Abbas, nel centro,e’ rimasta seriamente coinvolta nelle esplosioni la scuola elementare li’ a fianco. Era la fine delle lezioni, i bambini erano gia’ in strada, decine di grembiulini azzurri svolazzanti si sono macchiati di sangue. Bombardando la scuola di polizia Dair Al Balah, si sono registrati morti e feriti nel mercato li vicino, il mercato centrale di Gaza. Abbiamo visto corpi di animali e di uomini mescolare il loro sangue in rivoli che scorrevano lungo l’asfalto. Una Guernica trasfigurata nella realta’. Ho visto molti cadaveri in divisa nei vari ospedali che ho visitato, molti di quei ragazzi li conoscevo. Li salutavo tutti i giorni quando li incontravo sulla strada recandomi al porto, o la sera per camminando verso i caffe’ del centro. Diversi li conoscevo per nome. Un nome, una storia, una famiglia mutilata. La maggior parte erano giovani, sui diciotto vent’anni, per lo piu’ non politicamente schierati ne con Fatah ne Hamas, ma che semplicemente si erano arruolati nella polizia finita l’universita’ per aver assicurato un posto lavoro in una Gaza che sotto il criminale assedio israeliano vede piu’ del 60% popolazione disoccupata. Mi disinteresso della propaganda, lascio parlare i miei occhi, le mie orecchie tese dallo stridulo delle sirene e dai boati del tritolo. Non ho visto terroristi fra le vittime di quest’oggi, ma solo civili, e poliziotti. Esattamente come i nostri poliziotti di quartiere, i poliziotti palestinesi massacrati dai bombardamenti israeliani se ne stavano tutti i giorni dell’anno a presidiare la stessa piazza, lo stesso incrocio, la stessa strada. Solo ieri notte li prendevo in giro per come erano imbacuccati per ripararsi dal freddo, dinnanzi a casa mia. Vorrei che almeno la verita’ donasse giustizia a queste morti. Non hanno mai sparato un colpo verso Israele, ne mai lo avrebbero fatto, non e’ nella loro mansione. Si occupavano di dirigere il traffico, e della sicurezza interna, tanto piu’ che al porto siamo ben distanti dai confini israeliani. Ho una videocamera con me ma ho scoperto oggi di essere un pessimo cameraman,non riesco a riprendere i corpi maciullati e i volti in lacrime. Non ce la faccio. Non riesco perche’ piango anche io. All’ospedale AL Shifa con gli altri internazionali dell’ISM ci siamo recati a donare il sangue. E li’ abbiamo ricevuto la telefonata, che Sara, una nostra cara amica e’ rimasta uccisa da un frammento di esplosivo mentre si trovava vicino alla sua abitazione nel campo profughi di Jabalia. Una persona dolce, un’anima solare, era uscita per comprare il pane per la sua famiglia. Lascia 13 figli. Poco fa mi invece mi ha chiamato da Cipro Tofiq. Tofiq e’ uno dei fortunati studenti palestinesi che grazie alle nostre barche del Free Gaza Movement e’ riuscito a lasciare l’immensa prigionia di Gaza e ricominciare altrove una vita nuova. Mi ha chiesto se ero andato a trovare suo zio e se l’avevo salutato da parte sua, come gli avevo promesso.Titubante mi sono scusato perche’ non avevo ancora trovato il tempo. Troppo tardi, e’ rimasto sotto alle macerie del porto insieme a tanti altri. Da Israele giunge la terribile minaccia che questo e’ solo il primo giorno di una campagna di bombardamenti che potrebbe protrarsi per due settimane. Faranno il deserto, e lo chiameranno pace. Il silenzio del “mondo civile” e’ molto piu’ assordante delle esplosioni che ricoprono la citta’ come un sudario di terrore e morte”.
Dove sono finiti i refusnik, i disertori, quelli che resistono e rifiutano la guerra, gli attivisti internazionali che riescono sempre a far emergere la voce della vita libera, che non ha patria e dio?
“We’re on the side with the angels”
Siamo dalla parte degli angeli, noi, scriveva Fredy Perlman- Contro il Leviatano, con tutta l’amarezza e disgusto che questa affermazione significava.
Quale memoria riprodotta quotidianamente rimarra’ e chi l’avra’ raccontata a coloro che nascono e rimangono? Non coopero, non sono e saro’ serva volontaria del Grande Leviatano, sono contro le sue leggi del profitto e della giustizia delle armi, raffinate dalla diplomazia e dalla disinformazione.
Doriana Goracci
Piombo fuso e colate di martirio. chi racconta Gaza?
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Mario
Dichiarazione d’indipendenza americana…
L’esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti d’un malgoverno finche’ siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora e’ loro diritto, e’ loro dovere rovesciare un siffatto governo e
provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l’avvenire.
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Avvisi ai naviganti: un’altra vita e’ possibile 
Paolo De Gregorio

Pochi si rendono conto che il capitalismo non e’ solo una ideologia e una cultura, ma e’ anche un sistema in funzione, che dura da secoli, e che e’ impossibile battere sul piano democratico e teorico, ma e’ necessario contrapporvi un diverso modo di lavorare e produrre beni materiali, in cui si verifichino per i lavoratori migliori condizioni di vita, dignita’, e uso delle proprie capacita’ intellettuali.
E’ ben noto il pensiero di un teorico del liberismo, Taylor, che diceva agli operai: “non vi chiedo di pensare, c’e’ gente pagata per questo”.
Parliamo di un sistema economico che ha condannato piu’ della meta’ della popolazione mondiale alla passivita’, all’obbedienza, alla assenza di qualunque prospettiva di miglioramento, con la sola speranza di non essere tra le vittime di incidenti mortali, malattie, infortuni, licenziamenti.
Anche nei regimi comunisti o meglio falsamente comunisti, e’ storia recente che il partito ha sostituito il padrone e il “modo di produrre” non e’ cambiato, la tanto sbandierata dittatura del proletariato e’ risultata una beffa, proprio come oggi in Cina, dove il “taylorismo” e’ applicato come in Occidente.
Con il progressivo e definitivo spegnersi della speranza comunista, abbiamo oggi una identificazione dell’operaio con gli interessi del padrone, e capitale e lavoro risultano avere gli stessi obiettivi, come dimostra il voto operaio dato ai partiti di destra e confindustriali.
La crisi strutturale del capitalismo finanziario e manufatturiero, che senza il denaro statale sarebbe gia’ crollato come sistema, a cui si aggiunge una crisi dell’intero ecosistema dovuta all’irresponsabile creazione del consumismo senza tener conto della sostenibilita’, sono due crisi epocali provocate dalle suddette entita’ capitaliste, a cui, in assenza di alternativa, si continuera’ a dare soldi e potere.
Mi rivolgo esclusivamente a coloro che desiderano cambiare queste logiche che condannano a morte persone e ambiente e, come me, non hanno un partito di riferimento che parli di un ciclo storico concluso e di una via nuova sia come modo di produrre, sia per la sostenibilita’ possibile.
I maggiori guai nella storia umana sono sempre derivati dalle grandi concentrazioni economiche, che prima o dopo si trasformano in concentrazioni di potere, come le multinazionali o i trust televisivi, che cominciano a dare ordini alla politica, come hanno fatto i petrolieri con Bush padre e figlio per le guerre irakene, o come il monopolio privato dei media che ha creato il potere del piccolo Cesare, alias Silvio B.
La logica monopolista, che si e’ fatta globalizzazione, e’ il peggior nemico degli uomini e del pianeta e oggi pretende soldi pubblici per non dichiarare bancarotta.
Io sostengo che il piccolo modo di produrre, individuale o in piccole cooperative, legato al territorio e ai consumi interni di ogni nazione, e’ il piu’ avanzato e moderno ed evita la creazione degli oligarchi.
Faccio un esempio concreto: in Italia gli oligarchi, per quanto riguarda l’energia, cercano di imporre quella nucleare, che puo’ essere in mano solo a grandissimi gruppi, e anche per le rinnovabili pensano a grandi centrali in mano industriale.
Se in Italia avessimo un movimento moderno e seriamente antagonista contro i monopoli, dovrebbe proporre il fotovoltaico diffuso, tutto in mano a piccoli e piccolissimi produttori, orizzontale su tutto il territorio, per creare milioni di nuove figure professionali che gestiscono e vendono energia elettrica.
In pochissimo tempo si otterrebbe un surplus tale di energia elettrica che lascerebbe i nuclearisti con le pive nel sacco.
La microgenerazione al posto della macrogenerazione, senza dipendere da nessuno se non dal sole (che e’ democratico), in moderne “FATTORIE SOLARI”, che coniugano futuro e antico, ripopolando terre abbandonate e piantando alberi da frutto vicino ai modernissimi captatori di energia, potendo vivere senza obbedire a un padrone, e potendo migliorare le proprie condizioni di vita senza sfruttare nessuno e senza essere sfruttato.
Questo e’ un “nuovo modo di produrre” che deve attirare milioni di persone e deve dimostrare che un’altra vita e’ possibile, concreta, senza inquinare, senza rischiare la propria vita e la propria salute, da soli, o con la propria famiglia o in associazione libera tra individui cooperanti.
Con l’elettricita’ si ha un reddito (proporzionato alla superficie di pannelli), ci si scalda, ci si rinfresca, si cucina, ci si illumina, ci si sposta con una macchina elettrica, ci si collega ad Internet con cui e’ possibile ogni informazione e anche far conoscere la propria esperienza, e si vive in modo sostenibile.
Chi vuole un altro modo di vivere ce l’ha a disposizione, ma nessuno ti aiutera’, dalla politica alle istituzioni, se cio’ non succedera’ e’ perche’ ancora non si e’ ben compreso dove ci sta portando il “sistema”.
Ricordiamoci che il sistema in cui viviamo e’ fragilissimo e sono bastati tre giorni di sciopero dei camionisti per farci trovare i supermercati vuoti e le macchine a secco di carburante, mentre la scelta dell’autosufficienza energetica e anche alimentare ci mette al riparo da queste future e quasi certe calamita’.
Dentro una scelta del genere c’e’ una ricerca di vera liberta’, di indipendenza,di etica verso l’ambiente, di etica sociale e di concreto antagonismo al nucleare.
..

Viviana
Con quel che accade, dovremmo avere dei media forti che difendono la democrazia, i diritti civili, le classi meno agiate che dovrebbero stare a sx, l’ambiente e la salute, e questi temi potrebbero stare insieme come no.
Invece abbiamo dei media schierati sotto: Confindustria, poteri economicamente forti(in Sicilia addirittura la mafia), il Vaticano e B, cioe’ quanto di meno democratico ci sia mai stato in questo paese.
Come minimo dovremmo avere:
-un partito ecologico che fosse almeno 3° in Italia, mentre i Verdi sono scomparsi dopo esser stati sempre deboli e invisibili,
-una opposizione di sx forte e bellicosa che resista alla deriva demagogica e dispotica di B (P2/mafia/criminalita’ finanziaria) invece l’estrema sx si e’ suicidata e la cosiddetta opposizione parlamentare con D’Alema-Veltroni-Violante-Franceschini-Binetti non e’ piu’ nemmeno di sx e serve da stampella a un regime che puo’ farne a meno e insultarla a piacere,
-un partito che tuteli democrazia e Costituzione e qui troviamo solo pochi intellettuali inascoltati come Arcais, un comico come Grillo con audience ma senza partito, e un  ex PM, Di Pietro, che e’ perfino di dx, non si cura dell’ambiente e ha una ideologia economica confusa con puntate di garantismo inaccettabili (vd opposizione alle intercettazioni o alla commissione sul G8).
Se la Rai ci da’ insulse canzonette e la Tv e’ allineata su uno stile bordello-remaque,
i giornali di sx sono in via di estinzione: in grave crisi Liberazione, quasi in coma Il Manifesto dopo la pessima scelta di dare informazione online solo a pagamento, tagliandosi cosi’ fuori dal principale circuito mediatico, in grave recessione ideativa L’Unita’.
Il passaggio a Conchita de Gregorio segna l’affossamento di una testata che ha conosciuto momenti di fierezza e ora e’ ridotta a un opuscolo scialbo con poche pagine, pessima carta, piccolo formato, poche notizie, informazione esaustiva di niente, nessuna firma eccellente, impatto zero. Una cosa triste come una lapide.
..
Ci sono Granducati e Granducati..
Viviana
 
Povera Toscana, non piu’ di sx, non piu’ niente, in mano a gente fasulla che non riesce nemmeno a risolvere parcheggi e traffico, non ha mai risolto l’invaso dell’Arno, svende l’acqua pubblica, il verde, i parchi, non sa nemmeno  conservare e tutelare le sue bellezze poi fa le sceneggiate in catene e cosi’ cade sempre piu’ in basso.
Fiera della mia formazione toscana, non posso che ricordare il tempo che fu: il Granducato di Toscana, il miglior Stato dell’Italia preunitaria, non a caso retto intelligentemente da una dinastia straniera, gli Asburgo-Lorena. Dopo l’eccellente governo dei Medici, dal 1765 la Toscana passo’ ai Lorena che le dettero una solida politica agraria, moderne riforme del commercio, una valida amministrazione pubblica e della giustizia. Non si elogera’ mai abbastanza l’effetto di un buon governo e non occorre qui rilevare lo scompenso con altre parti meno fortunate d’Italia, la Campania sotto i Borboni, gli Spagnoli a nord, lo stato della Chiesa col piu’ retrogrado governo d’Europa, l’abbandono devastante del Sud o della Sicilia.
Nel 1786 il Granduca Leopoldo di Lorena abolisce 1° al mondo la pena di morte (che il Vaticano conserva ancora) e la tortura (che il Papa non condanna nemmeno ora), mentre le segrete papaline erano al tempo le peggiori carceri d’Europa e si erano appena spenti gli ultimi roghi delle streghe.
Altra zona fortunata fu il Granducato di Parma e Piacenza durato 3 secoli, dal 1545 (scuole, strade, riforma del sistema amministrativo e giudiziario, alleggerimento delle tasse, slancio all’agricoltura, 1° censimento). Amatissima fu la saggia Maria Luigia, non a caso austriaca. La buona amministrazione qui non e’ morta mai. Perfino oggi l’Emilia resta l’unica Regione con un lieve rilazo del PIL e senza recessione.
Nel Nord-Est gli austriaci furono odiati ma lasciarono una eccellente amministrazione e un senso dell’ordine e della legge che altrove furono sempre carenti e che solo ai giorni nostri hanno trovato la loro rovina.
..
Di Pietro

Ancora una volta il venditore di illusioni si e’ autoincensato.
Si e’ arrogato la soluzione della crisi tra Georgia e Russia, sostenendo spudoratamente di aver scongiurato una nuova guerra nucleare mondiale, ha detto che e’ stato solo grazie a lui che la BCE ha tagliato il costo del denaro, poi ha insultato gli altri leader
Ha sparato cazzate su inesistenti finanziamenti del governo che non stanno nemmeno sulla carta
Ha declamato su riforme presidenziali, elettorali, e parlamentari a suo uso e consumo
Poi ha mostrato il nervo scoperto che tanto gli sta a cuore: la riforma della giustizia, non solo annunciando che blocchera’ l’uso delle intercettazioni (evidentemente perche’ non vuole che si scoprano i reati!) e provvedera’ alla separazione delle carriere dei magistrati, ma soprattutto affermando che d’ora in poi le notizie di reato, le indagini e le istruttorie, dovranno essere svolte dalla polizia giudiziaria e non piu’ dai PM.La Polizia potra’ fare solo quelle indagini che il Governo permettera’ di fare.
B si vuol dare il potere di scegliere quali reati perseguire e anche come fare le indagini (visto mai che potessero scoprire qualcosa di compromettente!). E al danno aggiunge poi la beffa finale, a cose fatte e riforme pronte, “CHIEDE IL DIAOLOGO COL PD”!!!!
Nello stesso tempo, sempre a cose fatte, dice che il dialogo non si puo’ fare perche’ Veltroni gli da’ di tiranno (vedi che strano).
Berlusconi, lascia fare i processi! Togli il Lodo Alfano, lascia stare la separazione delle carriere, dimentica il bavaglio alle intercettazioni, ripristina il falso in bilancio, torna in un’aula di giustizia e fatti processare come un comune cittadino!
Se non ti lasci processare sui media o in un’aula di un tribunale, poi non puoi pretendere che il cittadino sia “cornuto e mazziato”.
Dopo tutto tu, tra le tue tv personali e quelle pubbliche dirette dai tuoi amici,e il tuo garante alla vigilanza Villari – hai tutte le garanzie di vederti celebrato ovunque
..
Viviana

Noi non arriviamo alla terza settimana ma in Parlamento la crisi non arriva e lo Stato, coi soldi nostri, sciala.
Lo Stato acquista un crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo.
Grazie Ministro Bondi, proprio di questo avevano bisogno disoccupati, pensionati al minimo e cassintegrati!
3 milioni e 2 !!!Che fanno almeno sei miliardi e mezzo delle vecchie lire.
Non poco in tempi come questi!
Ma cosa volete che siano per uno Stato che della miseria di un popolo se ne frega!
Non ci bastavano le auto blu a sfare e il mezzo miliardo di lire buttato per le agendine di Gabrielli del Senato (con gara europea! sigh)
Ora i cari parlamentari, se vorranno pregare (cosa di cui dubitiamo), potranno farlo davanti a un crocefisso di Michelangelo, non ci abbassiamo a meno, ma, visto che l’unica cosa che sanno fare e’ rubare e depenalizzarsi dai reati, sara’ meglio che lo girino verso il muro perche’ non avvampi dalla vergogna.
E intanto questo Stato cosi’ pio e amante dell’arte mette lo stop sui 98 miliardi fregati da gestori delle lotterie (Coop e AN), ne mette un altro sui 20 miliardi di fondi europei pregati in Campania, mentre i superstipendi dei supermenagaer non conoscono crisi…davvero un prodotto pio e artistico!
Almeno se lo fossero comprati lor signori, il Crocefisso, con le loro ruberie, invece di addebitarlo a noi che gia’ eravamo crocefissi abbastanza!
..
Beppe Grillo
Milioni di euro di stipendi senza risultati. Fai fallire un’azienda, o quasi. Come l’Alitalia, le Ferrovie dello Stato, la Telecom Italia e, in cambio, ottieni bonus a volonta’, stock options, compensi da mille e una notte. Chi pensate abbia pagato gli stipendi faraonici di Cimoli, Buora, Catania, Tronchetti, Romiti, Ruggiero? E’ facile rispondere. I piccoli azionisti, i 12.000 licenziati dell’Alitalia, i 9.000 esuberi (per ora) della Telecom, i contribuenti, i cassintegrati. Questi manager sono le nuove zecche dell’economia, si nutrono del sangue delle societa’. E non falliscono mai insieme all’azienda. Vengono riciclati dal sistema in altre aziende. E’ la Cupola dell’Economia. Se esegui gli ordini, non denunci, allora sarai premiato. Un circolo chiuso che non parla, non sente, non vede. E non fa mai nomi.
Il padre di famiglia disoccupato torna a casa, guarda i suoi figli senza un futuro e dopo ascolta in televisione chi ha fatto fallire la sua azienda. Adulato, vezzeggiato, che sprizza milioni di euro dagli occhi. Gli zoccoli dei bisonti sono pesanti. Meglio non trovarsi sulla loro strada in primavera.
..
Testo intervista agli autori de: "La paga dei padroni".

"La crisi economica durera’ almeno due anni dicono gli istituti piu’ autorevoli, eppure tra i grandi manager italiani, uno solo, Alessandro Profumo, il piu’ pagato del 2007, ha detto, quasi fosse una concessione, che nel 2008 non avra’ il bonus. Forse una rinuncia dice. Un bonus che e’ stato di sei milioni di euro nel 2007, ma oltre a questo, la sua paga base e’ di oltre tre milioni di euro, percio’ anche senza bonus, Alessandro Profumo, lo vedremo quando sara’ pubblicato il bilancio, avrebbe comunque uno stipendio molto ricco, pari quasi alla media dei primi cento manager italiani che nel 2007 hanno guadagnato quattro milioni lordi a testa ciascuno. E’ l’unico ad aver detto di non averne diritto per i pessimi risultati della banca nel 2007. Tutti gli altri sono rimasti in silenzio: da Corrado Passera ad di Intesa SanPaolo, che e’ un po’ il grande concorrente di Profumo dell’Unicredit, ai vertici delle altre grandi banche e delle grandi societa’ industriali, ad esempio la Pirelli, precipitata in borsa, il cui ad Negri e’ il piu’ pagato con circa sei milioni all’anno. Quindi i picoli azionisti, il pubblico e i clienti di queste grandi societa’ quotate in borsa che amministrano anche il risparmio privato, ma e’ il risparmio del parco buoi, ossia di coloro che non hanno voce, resta in attesa che anche i grandi capi si adeguino a quelli che sono risultati molto modesti.
Le loro retribuzioni, come abbiamo cercato di spiegare nel nostro libro "La paga dei padroni" edito da Chiarelettere, erano stellari ma non erano agganciate ai risultati, o meglio, non era indicato nei bilanci a quali risultati fossero correlate queste retribuzioni. Quello che noi abbiamo notato osservando la situazione degli ultimi anni e’ quella che lo stipendio del capo aumentava sempre, indipendentemente dai risultati, e infatti due studiosi americani, pochi anni fa, nel cuore del capitalismo mondial e, hanno scritto un libro che si chiama "Stipendio senza risultati". Quest’esempio vale anche da noi. La politica interviene certamente nelle societa’ pubbliche controllate dallo Stato. Abbiamo visto il caso dell’Alitalia che pur essendo fallita, sta passando ad una cordata di imprenditori privati lasciando il buco del debito sulle spalle dei contribuenti e sugli azionisti che per meta’ sono privati. Eppure nel 2004, quando il governo era Berlusconi e ministro dell’economia era Tremonti chiamo’ come se fosse il miglior amministratore del mondo, disse Berlusconi, Giancarlo Cimoli delle Ferrovie dello Stato, gli fu garantito uno stipendio che e’ stato il piu’ alto fra le compagnie aeree europee, 2,8 milioni lordi nel 2005, piu’ del doppio della Lufthansa, piu’ del triplo dell’Air France, ma l’Alitalia era ed e’ ancora la compagnia con le perdite piu’ alte del mondo, non soltanto dell’Europa. Il resto delle societa’ e del capitalismo italiano e’ amministrato da imprenditori privati con pochi capitali, ma che pretendono di avere i propri figli, o di essere se’ stessi a guidarle con lauto stipendio, in questo caso la politica direi che e’ assente. Non c’entra sono decisioni di un sistema chiuso di relazioni, in cui con pochi capitali imprenditori, capitalisti e banchieri si danno un lauto stipendio anche quando gli utili che dovrebbero essere il sistema classico e piu’ corretto di remunerazione del capitale, scarseggiano o sono troppo sottili.
Il problema per quanto interessa a noi, non e’ tanto misurare gli importi di queste retribuzioni, il nostro problema e’, per esempio: Cesare Romiti ha avuto una liquidazione di 100 milioni di euro quando ha lasciato la Fiat dopo 25 anni di servizio. Cioe’ una liquidazione di quattro milioni di euro per ogni anno di lavoro. La domanda e’: perche’ la Fiat ha dato tutti questi soldi di liquidazi one a Cesare Romiti? Ed ecco che andando a cercare la risposta a questa domanda, si trovano i difetti e le malattie del capitalismo italiano, cio’ che oggi i lavoratori e i piccoli azionisti pagano con gli effetti pesantissimi della crisi economica. Quello che noi ci chiediamo, e che dovremmo vedere nel 2009, non e’ solo se riduranno i loro stipendi adeguandoli alla crisi, ma e’ vedere se manager e imprenditori, che al loro fianco conducono le aziende italiane, modificheranno il loro comportamento e il loro stile di gestione. Ossia se si occuperanno veramente di contrastare gli effetti della crisi e di fare andare meglio le aziende, oppure se contnueranno a comportarsi nell’analisi del nostro libro emerge in modo lampante, cioe’ questo modo tipico di occuparsi principalmente degli interessi personali in termini di retribuzioni, ma anche di altre utilita’, anziche’ occuparsi di far andare bene le aziende. Gli importi di cui parliamo sono enormi per il singolo manager che li incassa, ma se spalmati su tutti i dipendenti di un’azienda sono cifre irrilevanti, quindi il problema non e’ che se i manager guadagnassero meno, le aziende andrebbero meglio, ma e’ esattamente l’opposto. Se le aziende fossero gestite meglio i manager guadagnerebbero meno. Lo stipendio dei manager non e’ la causa del cattivo andamento delle aziende, ma e’ uno degli effetti. E’ il sintomo di una cattiva gestione delle aziende. All’estero sta succedendo una cosa piu’ lineare, i manager che hanno gestito male le aziende e le banche vanno a casa. Lo leggiamo tutti i giorni sui giornali. In Italia non sta andando a casa nessuno, anzi sui giornali leggiamo le dichiarazioni di grandi manager e grandi banchieri che dicono che la crisi non accade a causa loro ma la crisi piove dal cielo.
Vediamo all’estero che in questi mesi, da quando si e’ abbattuta la crisi finanziaria mondiale, non solo molti capitani d’industri a perdono il posto e vanno a casa, ma alcuni hanno dovuto accettare un taglio di stipendio, dei cosiddetti bonus e dei famigerati premi di risultato, ma in alcuni Paesi, come ad esempio il governo della Germania, ha stabilito che i manager se ricevono aiuti pubblici per evitare che l’azienda fallisca, ma anche per evitare di perdere il posto, non potranno guadagnare piu’ di 500 mila euro lordi l’anno. Questo potrebbe anche essere un errore, noi non pensiamo siano giusti i tetti imposti per legge, ma certamente una maggiore moderazione e un maggiore legame ai risultati e’ opportuno. Negli Usa dove le tre grandi case automobilistiche di Detroit rischiano di non sopravvivere se non riceveranno miliardi di dollari di aiuti, i top manager hanno ormai ridotto la paga base a un dollaro, almeno cosi’ annunciano, e il resto del premio sara’ pagato se ci saranno i risultati. L’Italia in questo non e’ pervenuta, nel senso che nessuno ha ancora fatto annunci di questo tipo, tranne Profumo, che come abbiamo detto, e’ stato costretto dalle difficolta’ della banca e dal rischio di andare a casa."
Gianni Dragoni e Giorgio Meletti.
..
Sergio Boschian manda
Anche l’astrologia ci e’ contro
Giuliana Conforto
Che sta succedendo?
Clima impazzito, corruzione dilagante, diritti violati, distribuzione sempre piu’ iniqua, politica incapace, pesanti ingerenze del Vaticano, crisi finanziarie e… non solo.
Ci sono altri fatti, sorprendenti, riservati agli specialisti che non sanno spiegarli e che non trovano percio’ spazio nell’informazione pubblica: violente tempeste magnetiche e cambi ultraceleri, improvvisi della magnetosfera terrestre.
Il 16 dicembre 2008, la costellazione di satelliti THEMIS 1 ha osservato due buchi enormi nella magnetosfera. La scoperta sconvolge gli “esperti”, non solo perche’ avra’ effetti potenti sulle telecomunicazioni terrestri, ma anche perche’ li obbliga a rivedere cio’ che hanno creduto, senza… prove: l’idea che la magnetosfera sia uno scudo protettivo.
Questo credo “scientifico” concorda con quello delle religioni: il bisogno di protezione, di pastori che ci guidano nella scelta tra bene e male.
E se invece fosse urgente andare oltre il bene e il male? Questa scoperta conferma quanto ho scritto in Baby Sun. …
 
“Le turbolenze della magnetosfera non quadrano affatto con l’idea che… “ci protegge dai micidiali raggi ultravioletti del sole.”
"La storia della protezione insospettisce, John; sembra che la Natura sia ostile all’uomo… Eppure l’uomo e’ l’osservatore, nulla avrebbe un senso senza di lui…Per il Principio Antropico, e’ addirittura il fine, lo scopo della Natura…"
"… e invece passa per creatura fragile, incapace e impotente", approvava John. " Perche’ la magnetosfera e’ cosi’ inquieta? Non so se e’ sempre stata cosi’, ma so che ora e’ proprio in subbuglio… "
"E le fasce di Van Allen, sembrano dei veri e propri schermi a forma di mela…"
L’uomo crede di vedere una “realta’” e invece guarda una mela turbolenta?
Composta di torrenziali e supersonici fiumi di plasma, la “mela” puo’ distorcere, ingrandire o rimpicciolire le immagini del sole, della luna e delle altre stelle. E’ una potente e malefica magia… Altro che protezione! Un inganno planetario e… millenario. Il paradosso e’ per John che, a giudizio unanime, la magnetosfera e’ creata dal core cristallino della Terra verso cui egli prova, invece, tanta delicata tenerezza.
"E’ possibile che il bene sia la causa del male?"
"Eh, certo. Hai visto a che serve la divisione tra bene e male di Bush? A convincere
i governi civili a pagare i costi per le guerre contro gli incivili e usare i poveri di tutto il mondo come carne da macello…"
1 THEMIS (Time History of Events and Macroscale Interactions Substorms) e’ una costellazione di satelliti
per risolvere uno dei grandi misteri, i processi fisici che innescano le violente eruzioni delle aurore.
Un famoso quadro di Rene’ Magritte e un chiaro messaggio. L’uomo non vedela “realta’”, ma solo una mela, ovvero la magnetosfera che ci circonda.
E se il “micidiale” vento solare fosse, invece, tanto amichevole da svelarci che abbiamo solo osservato ologrammi proiettati sulle pareti di una caverna, la magnetosfera che ci circonda?
Platone lo aveva gia’ detto, ma le chiamava “ombre”; il termine ologrammi allora non c’era.
E se il Sole cristallino, che nasce in una grotta, fosse il Cristallo nel cuore della Terra che i
geofisici hanno scoperto nei primi decenni del secolo scorso? Il mito del Sole in una grotta
risale a Mitra, al Sol Invictus, ripetuto in ogni presepe, ogni anno. La magnetosfera, che ci
circonda, ci puo’ apparire come una grotta, ma puo’ anche essere un Utero.
I buchi giganti, appena scoperti, indicano che l’Utero sta svanendo?
Secondo me, si’, e non solo. Siamo giunti alla Nascita, annunciata da millenni, e di fronte
all’evidenza che la “conoscenza” ignora la Forza, la Vita, che trasmette gli infiniti moti dal
Cristallo, gli stessi moti che noi, umani, sentiamo come eros ed emozioni (vedi Baby Sun).
La “conoscenza” ha un suo frutto proibito: e’ la magnetosfera, a forma di mela, che e’ scambiata per realta’, spazi immani senza vita, vento solare e raggi cosmici con energie enormi, tanto “pericolose” dalle quali la “mela” ci “protegge”. E’ l’inganno del lato oscuro e non e’ fantascienza: il lato oscuro e’ il campo elettromagnetico, l’unico che le scienze osservano in modo sistematico. Conoscono anche l’altro lato, il debole, che pero’ e’ piu’ difficile da osservare; quindi lo trascurano e non solo, ma gli attribuiscono anche delle note false. E il debole serve a misurare il tempo – dirige il decadimento di isotopi quali il Carbonio 14. Con le note false del debole, hanno manipolato la storia e nascosto le nostre origini. L’arrivo di Plutone nel Capricorno, del dio degli Inferi nel segno che rappresenta l’ossatura, l’impalcatura sociale, esplode la verita’, a lungo celata: la Terra e’ gravida e sta per partorire. L’astrologia si spiega e si concilia con l’astronomia sana che sta emergendo. Astronomi seri riconoscono, infatti, che lo spazio e’ un insieme di specchi. Non solo. La “mela” e’ composta di veli che celano “isole invisibili”, varie popolazioni “aliene”.
Con la NASCITA, la rivelazione del Piccolo Sole cristallino, il Baby Sun, i veli si squarciano e gli “alieni” possono apparire da un momento all’altro. Alcuni li scambieranno per salvatori e altri per occupanti. In verita’ siamo tutti uno (vedi Universo Organico).
Non ci sono dei veri “alieni”; ci sono pero’ gli “alienati”, insensibili all’amore e alle emozioni
e li conosciamo bene: quelli che governano, predicano, o meglio, controllano il mondo…
Quindi che sta succedendo? Sta esplodendo la verita’. I potenti sono impotenti…
E le risorse sono infinite; provengono dal vero Sole, al centro della Terra, il Cristallo che muove il tutto e co-muove ogni essere sensibile. E’ invisibile, ma sensibile e il “segreto” per sentirlo e’ stato gia’ detto e ridetto: osservare se stessi, usare il proprio cervello emozionale. Il cervello emozionale umano in MRI ha funzioni importanti, spesso represse.
 .. 
Riccardo Orioles
 
NOI
Troppa paura facevi, alle anime grigie, tu che amavi.
Percio’ t’hanno insegnato ad odiare il tuo amore.
“Noi l’avevamo detto!” senteziano felici,
liberi finalmente di chi li giudicava.
Certo, non e’ difficile ammazzare i gabbiani.
Stringetegli il cielo attorno, appannategli il mare.
nel giorno-dopo-giorno buttateli nudi e soli:
la miseria assassina sa fare il suo lavoro.
Fra le pareti tristi della povera casa
come s’appanna l’elmo del tuo bel cavaliere!
Son scarafaggi e topi i nemici che hai,
altro che vecchi draghi! Qui non serve la spada.
E se anche questa e’ guerra, chi la sa piu’ vedere?
Qui non ci sono trombe, e si combatte soli.
Resta il povero riso, coraggiosamente forzato
alla mattina – bandiere d’amore lise e fiere –
resta la bottiglia e il dolore e la malinconia
e cadere ogni giorno e rialzarsi pian piano
ogni giorno piu’ piano e disperatamente agitare
le ali affaticate e stridere senza poesia.
“Noi l’avevamo detto, non poteva durare!”.
E ostinato ricredere, sul volto indurito, al tuo sorriso.
..
http://www.masadaweb.org
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