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Tuesday January 23rd 2018

MASADA n. 847. 28-12-2008. Un annus terribilis

Ma davvero il massimo problema sono le intercettazioni? – Se tutto e’ cacca ripartiamo dai pannolini – Economie di guerra – Neologismi infami: l’antipolitica – Per Repubblica una ragazza in bikini fa piu’ notizia di 5.300 morti ammazzati – Addio al grande Harold Pinter – I nostri eroi: come gia’ Bassolino, la Iervolino non ci pensa affatto a dimettersi – Il Natale in Grecia – Il vero problema e’ il capitalismo – Il Partito Democratico non esiste piu’, facciamocene una ragione – B for president – I terroristi della Valsusa

Tremino i miti, i deboli, i senza potere
Chi non ha casa, lavoro, denaro
Tremino i potenti, i pregiudicati, i malvagi
Chi ha rubato, perpetrato e ucciso
Chi si crede al sicuro di leggi ignobili
Tremi il lupo insieme all’agnello
Tremi l’usuraio con la sua vittima
Tremi il violentatore con chi ha avuto violenza
L’ingannatore insieme all’ingannato
Il pervertito unito all’incosciente
Chi pensa troppo col senza-pensiero
Tremi chi ha sbagliato il suo voto
Come chi non ha votato
E chi è fuggito per non partecipare
Il combattente come il timoroso
Chi vede troppo e chi non vuol vedere
Tremi chi si crede al sicuro sopra un trono
Come chi trema in un androne
Un vento terribile sta per arrivare
Un annus terribilis
Dopo l’anno della crisi
sarà il tempo della disfatta
Verrà un vortice tremendo
E il vortice spazzerà via tutto
in una stessa pestilenza.
 
Viviana Vivarelli
 

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Intercettazioni, massimo problema prima della disfatta totale
Viviana Vivarelli
 
Ma davvero sono le intercettazioni la cosa che più deve temere l’Italia di oggi? Il nostro massimo bubbone? Quelle che perfino Di Pietro arriva a difendere? Davvero è la privacy il più urgente problema di questo paese?
Ma cosa teme Berlusconi come la morte?
Perché questo accanimento mortale contro le intercettazioni, dopo che si è aggiudicato la totale impunità? Dopo che si è regalato leggi mostruose che gli condonano o prescrivono o assolvono ogni sorta di reato?
Cosa ha fatto di tanto terribile che gli italiani non potrebbero perdonargli, dopo che tanti allocchi gli hanno perdonato di tutto: dall’attentato contro Falcone al narcotraffico colombiano, dall’evasione fiscale su cifre da capogiro alle porcate con mucchi di veline? Dall’aver fatto Ministri le sue troie preferite al tenersi come padrino un Dell’Utri condannato per mafia? Dal candidare al Parlamento i peggiori idioti d’Italia a non aver preso un solo provvedimento contro la crisi, proseguendo il suo saccheggio del paese. Cos’ha fatto di ancora più malvagio? Qualcosa di ancor più terribile, visto che ha detto che, se escono le sue intercettazioni, scappa dall’Italia
Cos’altro ha fatto questo sciagurato che, oltre a fare il male, se ne deve anche vantare per telefono coi suoi accoliti? E teme quel che ha detto proprio lui, il peggiore accusatore di se stesso?
E dunque avanti giudici, prima che l’infame legge contro le intercettazioni sia emanata, prima che la Magistratura sia completamente imbavagliata, prima che Sua Mostruosità abbia ucciso tutta l’Italia nelle sue riforme democraticide!
E se proprio qualcuno vuole buttare in testa al nano maledetto qualcosa, gli tiri un apparecchio telefonico! Milioni di vecchi e pesanti apparecchi telefonici! Quel simbolo che Berlusconi teme ormai come la morte, che è servito per propalare i suoi reati, perché il diavolo non è mai tanto trionfante come quando oltre a fare il male se ne può anche vantare impunemente. Solo allora il regno della morte ha la sua vittoria totale
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Macche’ privacy
BRUNO TINTI
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5394&ID_sezione=&sezione=

Ormai e’ un riflesso pavloviano: si apre un’indagine su qualche esponente politico e parte la campagna antintercettazioni.
Che vanno abolite o al massimo consentite solo per reati di terrorismo e mafia; concesse solo da un collegio di 3 (al momento ma non si sa mai, magari 5 o forse 7 sarebbe meglio) giudici che possano valutare con imparzialita’ la richiesta del PM, che non sia persecutoria; e che assolutamente non finiscano sui giornali, nemmeno quando siano diventate pubbliche e ne sia legittima la conoscenza.
La novita’ di questi giorni e’ che la linea dura, anzi durissima, e’ sostenuta solo dal Presidente del Consiglio, che in effetti di queste cose se ne intende; i suoi alleati (e anche l’opposizione) qualche distinguo sui reati per i quali le intercettazioni possono essere consentite lo propongono. Ancora una volta, nessuno si chiede quali sono i veri motivi per i quali ai politici viene la schiuma alla bocca quando si parla di intercettazioni. Nessuno ha sostenuto che le intercettazioni non servono per scoprire i reati. Ed e’ ovvio: si tratta dell’unico strumento di indagine possibile quando vi e’ una convergenza di interessi tra il cittadino (che corrompe) e il politico (che si fa corrompere), sicche’ confidare nel pentimento dell’uno o dell’altro e’ come credere a Babbo Natale. Durante l’estate hanno raccontato la storiella dell’eccessivo costo e dell’eccessivo numero delle intercettazioni. Ma si trattava di informazioni false: i 300 milioni (su 7 miliardi del bilancio della Giustizia) comprendevano le somme pagate ai periti e consulenti del PM, per le missioni della polizia giudiziaria, le trascrizioni degli interrogatori e via dicendo. E comunque, se le intercettazioni si pagano troppo, e’ colpa del legislatore che non prevede per i gestori telefonici il solo rimborso del costo sostenuto. Quanto al numero, e’ stato necessario informare il ministro della Giustizia che le persone intercettate sono poche centinaia e non migliaia. Alla fine si sono attestati sulla linea della riservatezza violata: non e’ giusto che, per scoprire qualche reato in piu’, venga violata la privacy dei cittadini italiani. E questa, al momento, e’ la tesi prevalente.
Anche questa tesi e’ falsa. La privacy dei cittadini italiani non corre alcun rischio. Prima di tutto per la maggior parte dei reati le intercettazioni non sono possibili oppure non sono utili; chi ruba al supermercato, chi picchia la moglie, chi lascia la macchina in sosta con il tagliando falsificato non viene intercettato. E poi l’interesse a rendere note le intercettazioni che riguardano il comune cittadino e’ pari a zero. Non si spreca spazio e carta per raccontare i fatti di una persona qualunque. La «privacy violata» e’ quella di un paio di migliaia di politici. E allora chiediamoci: sapere che qualche politico appoggia qualche banchiere, che qualche amministratore pubblico favorisce qualche imprenditore, che qualche dirigente pubblico deve la sua nomina all’amicizia di qualche ministro; non e’ necessario in uno Stato democratico? E, attenzione, saperlo oggi, quando il fatto risulta dalle stesse parole dei protagonisti, e non fra 10 anni, quando ci sara’ la sentenza di prescrizione della Corte di Cassazione e il colpevole (prescritto) potra’ consegnare ai giornali la sua proterva dichiarazione di innocenza «finalmente» accertata. Ma chiediamoci anche: se si trattasse di fatti che non costituiscono reato e che pero’ danno la misura della statura etica e politica di chi appartiene alla classe dirigente, non sarebbe bene conoscerli? Io facevo il Procuratore della Repubblica; se si fossero intercettate mie telefonate con qualche mafioso che mi invitava con regolarita’ nella sua riserva di caccia e che mi ospitava a casa sua, non avreste voluto saperlo? Non avreste voluto sapere che tipo era quel magistrato che aveva il potere di avviare un processo nei vostri confronti? E non e’, allo stesso modo, necessario che i cittadini sappiano che razza di gente li governa? E infine. Se anche la risposta a queste domande fosse: no, non e’ necessario, anzi non e’ giusto; davvero pensate che la tutela di questa presunta privacy valga la certezza dell’impunita’ per i reati commessi abitualmente da una classe politica per cui etica e legge sono solo fastidiose astrazioni?
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Priorita’: legge sulle giustizia e sulle intercettazioni
Beppe Grillo
Lo psiconano ha detto che "il 2009 per quanto mi riguarda sara’ terribile". Ha affermato che le priorita’ assolute del Governo per fare uscire il Paese dalla crisi saranno la "Riforma della giustizia e la legge sulle intercettazioni". I disoccupati possono dormire tranquilli. Se telefonano alla moglie avranno la sicurezza di non essere intercettati. E anche gli occupati, sempre meno, non devono avere preoccupazioni. Se un amministratore pubblico, pagato dal loro IRPEF, ruba non finira’ in galera. Di fronte a un’Italia impoverita, con una previsione di due milioni di disoccupati in piu’, le parole dello psiconano sono come l’orchestra che accompagnava gli ebrei alle camere a gas a Auschwitz. Questo Governo, dal suo insediamento la scorsa primavera, ha avuto un’unica priorita’: evitare a tutti i costi che i politici finiscano in galera, a partire dal presidente del Consiglio. Il lodo Alfano e’ stato una pietra tombale sulla democrazia. Quattro persone in Italia sono piu’ uguali delle altre. Dei processi Mills e Bassolino si occupano solo i giudici, l’informazione di regime e’ assente.
Lo psiconano ha ricordato che lui "si trova per la terza volta, ed e’ un record assoluto, a essere presidente del G8 e del G14". Un’affermazione che dovrebbe farci riflettere. Se uno come lui arriva a un record del genere come nostro rappresentante non ci sono televisioni controllate che tengano. Il problema siamo noi. La nostra ignavia. Quest’Italia non e’ mai nata, non ha un corpo e neppure un’anima. E’ uno zombie dominato da mafie, massoneria e criminalita’ politica. Ha avuto qualche sussulto con le lotte partigiane, con Falcone e Borsellino, con Ambrosoli e Livatino. Ma sono stati casi isolati. Le eccezioni che confermano la regola. Da sempre chi non si e’ rassegnato e si e’ opposto al regime e’ stato isolato o ucciso, spesso isolato per essere ucciso.
Una finta democrazia non e’ piu’ sufficiente a chi sta attuando in modo scientifico i piani della P2. Ora vuole una vera dittatura. Li abbiamo sottovalutati, credevamo che avessero un limite. Non lo hanno. Sono i nostri dipendenti e sono diventati i nostri padroni. Dei cialtroni, ma con un immenso istinto di sopravvivenza, il loro per il momento e’ piu’ forte del nostro. Ci tengono ancora in coma mediatico assistito grazie ai ai giornali (finanziati da noi) e all’occupazione delle televisioni.
Il risveglio sara’ duro e quando Testa d’Afalto dice "il 2009 PER QUANTO MI RIGUARDA sara’ terribile", forse pensa a se’ stesso. Il 16 dicembre 1944 Mussolini si reco’ al Teatro Lirico a Milano. L’Italia era distrutta dalla guerra a causa sua, ma i milanesi gli riservarono un’accoglienza trionfale. Pochi mesi dopo a Piazzale Loreto avevano cambiato idea.
Una sola riforma e’ necessaria in Italia: la Riforma della Politica. I nostri rappresentanti non possono essere al di sopra della legge. In Commissione al Senato sono ferme da mesi le firme di 350.000 italiani onesti per la legge popolare Parlamento Pulto. Non vengono prese in esame da Vizzini, il presidente della Commissione, del PDL. Il suo capo non lo permette. Il PDmenoelle dei D’Alema e di Cicciolino Veltroni neppure.
Ogni tanto ci penso e non capisco. Perche’ proprio a noi? Di quale delitto ci siamo macchiati come popolo per avere dei politici di questo livello? E per quanto ancora?
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
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Marco Cali scrive:
Alcuni stipendi…

Il signor Mauro Moretti amministratore delegato delle FERROVIE percepisce uno stipendio di circa 2.600.000 euro, che sono pari a 216.666 euro al mese che sono pari a 7.200 euro al giorno. La maestra d’asilo di mio figlio percepisce 10.200 euro all’anno, che sono pari a 850 euro al mese, che sono pari a 28 euro al giorno.
Considerando che l’ex sindacalista e ora amministratore delegato delle Ferrovie, il Signor Mauro Moretti percepisce 2.600.000 euro ti faccio presente che con il suo stipendio vengono retribuite 254 maestre d’asilo (2.600.000/10200= 254).
Si’, hai letto bene: MAURO MORETTI PERCEPISCE LO STIPENDIO DI 254 MAESTRE D’ASILO! Il Signor Luca Luciani di Telecom percepisce 844.000 euro. SI’, HAI LETTO BENE: Luca Luciani di Telecom percepisce 844.000 euro.
La maestra d’asilo di mio figlio percepisce uno stipendio di 10.200 euro all,anno, CHE SONO PARI A 850 euro al mese, CHE SONO PARI A 28 euro al giorno!
Considerando che il Signor Luca Luciani viene retribuito con uno stipendio di 844.000 euro all’anno, ti faccio presente che con tale somma vengono retribuite 82 maestre d’asilo (844.000/10.200 = 82).
http://sapienza-finanziaria.blogspot.com
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Paola Nugnes manda
http://www.ecobimbi.com/
BUONA NOTIZIA DI FINE ANNO!!:
 
COMUNI: VICO EQUENSE; ECO-PANNOLINI PER RISPARMIO FAMIGLIE

Il Comune di Vico Equense distribuisce pannolini ecologici con l’obiettivo di sostenere economicamente le famiglie bisognose e, allo stesso tempo, diffondere la cultura del rispetto per l’ambiente. L’iniziativa, sostenuta dall’assessorato alle Politiche sociali e quello all’ambiente, sara’ presentata lunedi’ prossimo alle ore 18 nell’aula consiliare del Comune. Gli assessorati, si legge in una nota, hanno acquistato dei kit per i bambini nati nel 2007 e 2008, che verranno consegnati a gennaio. Si tratta di pannolini riciclabili: e’ possibile infatti lavarli e riutilizzarli. "I pannolini – si legge in una nota del Comune – sono composti da tre parti: all’esterno la mutandina Eco-dry, impermeabile e traspirante, all’interno la parte in cotone, non sbiancato, ed, infine, il velo raccogli feci, biodegradabile al 100%, che lascia il cotone pulito". "Abbiamo deciso di dare una serie di kit in omaggio per aiutare le famiglie in difficolta’ – spiega l’assessore alle Politiche sociali Ferdinando Astarita – e far conoscere alla popolazione un prodotto che contemporaneamente permette di risparmiare e prevenire l’inquinamento ambientale". "E’ stato calcolato – aggiunge l’assessore all’Ambiente Giuseppe Cioffi – che nei primi tre anni di vita dei bambini, per ‘gestire’ i loro bisogni fisiologici con i normali pannolini usa e getta si producono fino a 1000 kg di rifiuti non riciclabili. Con i pannolini ecologici questo non avverrebbe ed, inoltre, le famiglie risparmierebbero annualmente una cifra pari a 1.500-2.000 euro".
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Economie di guerra
Beppe Grillo
Cosa hanno in comune Islanda, Grecia e Ecuador? Un’economia di guerra.
L’Islanda e’ fallita, la Grecia e’ in rivolta e Correa, presidente dell’Ecuador, ha dichiarato il "default" del Paese: i titoli di Stato in scadenza nel 2012 non saranno pagati.
La Grecia e’ stata oscurata dai media. Non si sa quello che vi succede. Si fa passare una rivoluzione come una manifestazione di ragazzi esagitati, di no global, di anarchici. La Grecia e’ vicina al fallimento economico e per questo bisogna: "Sopire, troncare.., troncare, sopire". Il contagio fa paura.
In Italia, la scorsa settimana sono andate deserte due aste di BTP e una terza ha venduto circa un terzo dei titoli. Lo sapevate? Nooooooooooo? Vi capisco, i telegiornali erano troppo occupati a spiegare che sulle Alpi nevica in dicembre e a descrivere la frenetica corsa agli acquisti.
Il mondo e’ in guerra. Una guerra economica. Non molto diversa da quelle combattute con le armi. L’informazione di guerra serve a rassicurare. Gli alpini stavano per sfondare a Stalingrado e il giorno dopo gia’ attuavano una veloce ritirata strategica verso l’Italia. Questo Stato si regge ormai solo sulle balle. La sua ultima frontiera. Preparate le scarpe da lancio per il 2009.

"Caro Beppe,
sono uno studente universitario di Genova che sta facendo l’Erasmus in Islanda, dove ho conosciuto molte persone che vivono e lavorano qui e vedere con i miei occhi come la speculazione finanziaria ha distrutto un Paese che fino allo scorso anno l’ ONU definiva il primo al mondo per benessere. I miliardi di dollari che gli speculatori hanno riversato su questo Paese per anni ad un certo punto si sono interrotti e nel giro di poche settimane le principali banche del Paese sono fallite, la moneta e’ crollata e l’ inflazione e la disocupazione, prima quasi inesistenti, hanno raggiunto percentuali a due cifre. Parlando con le persone del posto ho scoperto con stupore che questo Paese scandinavo e’ aflitto dai nostri stessi problemi, una classe dirigente collusa con le banche che invece di tutelare i cittadini cerca di coprire le azioni di chi dilapida i loro risparmi e che non vuole saperne di abbandonare il potere, nemmeno ora che le i cittadini per la prima volta nella storia del Paese scendono in piazza ogni giorno per chiedere le dimissioni del governo che ha portato il Paese in queste condizioni. Ma la notizia che mi ha spinto a scrivere questa lettera e’ quella apparsa oggi su un piccolo giornale locale dove si parla di un giornalista che ha dovuto licenziarsi perche’ dopo aver seguito un inchiesta sulle persone che hanno causato la crisi finanziaria il suo editore ha deciso di pubblicare il suo articolo modificato altrimenti il giornale sarebbe stato fatto chiudere dalle persone che il giornalista denunciava. Nemmeno le notizie dei suicidi che stanno diventando sempre piu’ numerosi possono essere pubblicate
Questa esperienza mi ha fatto capire che nonostante viviamo in Paesi diversi con tradizioni e strutture politiche diverse i problemi che affliggono la nostra societa’ sono gli stessi in tutta Europa, il blog ha gia’ rilevanza internazionale, perche’ non dedicare spazio anche agli altri Paesi europei? Sono sicuro che le persone e le notizie non mancherebbero e questo contribuirebbe a farlo crescere ancora insieme a chi che non si arrende a questo sistema che ci chiede di non credere piu’ nella giustizia e di diventare come loro, arricchendoci sfruttando e ingannando le persone. Se ho deciso di non essere come loro e di costruire la mia vita combattendo le ingiustizie e aiutando chi difende la verita’ e’ anche grazie a tutto quello che ci hai dimostrato in questi anni, prima dalla televisione (ero piccolo, ma mi ricordo quando avevi deciso di andartene a parlare nei teatri pur di non sottometterti a loro) e ora con il blog e le manifestazioni, continua cosi!".
Federico A.
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Crisi e antipolitica
Viviana Vivarelli
 
Chissa’ se quello che sta accadendo in Grecia ha qualche probabilita’ di scoppiare anche in Italia.
Molte condizioni sono identiche: una crisi irreparabile senza manovre serie di sostegno, una dx corrotta e avida che ha messo il paese in fondo a tutte le classifiche dei diritti e delle liberta’, una sx inefficiente o collusa che partecipa alla stessa corruzione del potere, una classe imprenditoriale scarsa, incapace e parassitaria, manovre anti crisi che tali non sono affatto ma sono anti-popolo e anti-democrazia, giornali ipocriti che stanno bene attenti a non dire la verita’ sui fatti e a non urtare il governo e che etichettano ogni rivolta democratica come vandalismi dei soliti anarchici.
La Grecia e’ la cartina di tornasole del malessere europeo, la riprova del fallimento teorico e pratico del neoliberismo, quel sistema perverso che il Trattato di Lisbona si guarda bene dal correggere o moderare, il falso mito che prometteva al mondo crescita economica, benessere e progresso, e in cambio forzava l’uomo a un mercato inumano perche’ vendesse anche la propria anima.
Se qualche poliziotto malintenzionato avesse praticato gli incitamenti deliranti di Cossiga avremmo anche noi qualche ragazzo ucciso e la manifestazione della CGIL (quella a cui l’intollerabile Veltroni non si e’ associato) si sarebbe unita all’Onda in una rivolta popolare. Ma con gente cinica come Fini o Scajola, tutto e’ ancora possibile e se questi vogliono il sangue, come al G8, lo avranno.
Per quanto, Signore, tollererai che i malvagi abbiano consenso e sfidino ogni senso critico?
In Grecia come in Italia, non si sono fatti investimenti intelligenti in scuola, ricerca ed energia pulita, non si e’ sorretto chi e’ povero, si sono fatti invece tagli alla scuola, alla ricerca e alla sanita’ (la nostra e’ agli sgoccioli). In Grecia come in Italia dx e sx sono travolte dagli scandali e sono indifendibili. In Grecia come in Italia il precariato uccide il futuro e i ministri, invece di sorreggere il lavoro, lo appesantiscono con riforme inaccettabili.
Questa ribellione e’ anti-politica? Che senso ha questa parola su cui giornali turpi sono andati a nozze. Trovare il pane e la pasta piu’ cari e ribellarsi e’ antipolitica?  Non arrivare alla 3° settimana del mese e’ antipolitica? Rifiutare condizioni di lavoro che ci abbassano sulla scala dei diritti e’ antipolitica?
Siano maledetti coloro che si sono inventati l’alibi dell’antipolitica per rifiutare la realta’ di una forbice tra ricchi e poveri che agli sprechi sempre piu’ infami dei ricchi contrappone le ristrettezze sempre piu’ dure di tutti quelli che non ce la fanno a sopravvivere! Il prossimo anno i poveri in Italia saranno 14 milioni. L’Istat ci dice che i disoccupati sono aumentati di un milione e mezzo e che dopo la fine dell’anno altri 600.000 si aggiungeranno. Questi numeri sono antipolitica? Rifiutare il sostegno ai due partiti maggiori che in Italia ci hanno buttato in questa situazione e’ antipolitica?
Siano maledetti coloro che si inventano parole idiote per non guardare in faccia la realta’, per non fare il mestiere di critici e non vituperare i cattivi partiti. Siamo maledetti coloro che invece di fare informazione partecipano alla ronda selvaggia dei diffusori di menzogne!
Attenzione i fuochi greci sono le prime avvisaglie di una rivolta dei popoli che incendiera’ l’Europa! E quando quel momento arrivera’ e anche i sordo-ciechi italiani si ritroveranno a non saper piu’ come andare avanti, non si venga a sventolare i falsi alibi dell’antipolitica perche’ i giornali saranno i primi a cadere, come le teste dei nobili nel 1789.
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Per Repubblica una ragazza in bikini fa piu’ notizia di 5.300 morti ammazzati
Gennaro Carotenuto

Laura e’ Miss Sinaloa, o qualcosa del genere, che e’ all’incirca come dire Miss San Benedetto del Tronto. Ma Laura, una bella ragazza messicana (chi l’ha detto che i messicani sono brutti?), sarebbe anche implicata nel narcotraffico fino ad essere arrestata.
La notizia dell’arresto di Laura (non e’ ne’ Paris Hilton ne’ Carla Bruni e anche il gossip avrebbe le sue gerarchie) non ha alcuna rilevanza internazionale. Laura non e’ nessuno. Ma per il quotidiano italiano “la Repubblica” anche questa “miss nessuno”, rigorosamente decontestualizzata dal dramma messicano, basta che sia procace e stia in bikini, puo’ essere sbattuta come mostro in prima pagina, fottendosene della presunzione di innocenza, e con una fantasia inversamente proporzionale al buon gusto, visto che l’hanno gia’ ribattezzata “miss droga”.
Quello che pero’ causa piu’ disgusto e’ che quest’anno in Messico ci sono stati 5.300 morti ammazzati per la guerra dei narcos senza che “la Repubblica” battesse ciglio. Ci sono stati centinaia di decapitati, sono morti ammazzati centinaia di poliziotti (nove l’altro ieri solo nel Guerrero) e svariati giornalisti senza che il maggior quotidiano italiano di centro-sinistra si preoccupasse minimamente di informare i suoi lettori.
“La Repubblica” e’ stato il primo giornale italiano col “Sole24Ore” ad avere un progetto giornalistico per l’online. Ha avuto grande successo fin dalla meta’ degli anni ‘90. Ma il modello di business del giornalismo online e’ al ribasso, non produce utili e i quotidiani sono convinti che per produrne bisogna offrire giornalismo popolare, leggero, riduzionista, gossip, voyerismo, miss maglietta bagnata. C’e’ bisogno di aumentare i click con un giornalismo leggerissimo e del quale il cartaceo si vergognerebbe, per il quale la gerarchia delle notizie e’ stravolta riproducendo anche in Internet un precipizio qualitativo che e’ la morte stessa del giornalismo.
Se il giornalismo ha un futuro con Internet, se Internet e’ il futuro dell’informazione, non ne e’ questo il segno. Se solo il voyerismo per Laura, la bella (presunta) narcotrafficante, riesce ad aprire una finestra sul dramma messicano questo non e’ piu’ giornalismo, e’ intrattenimento, e’ “la vita in diretta”. Ma almeno avvertite i lettori che avete cambiato mestiere.
http://www.gennarocarotenuto.it
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Da bellaciao
Harold Pinter: gentlemen e sovversivo
Gianfranco Capitta
Addio al grande Harold Pinter
Il giorno dopo aver ricevuto a Firenze una laurea honoris causa, aveva detto: «Ho saputo quello che succedeva a New York dagli schermi televisivi dell’aeroporto, proprio mentre tornavo dall’Italia a Londra. E ho pensato subito che era prevedibile, in qualche modo inevitabile, dopo tanti anni di terrorismo di stato, che potesse esserci una reazione cosi’ violenta. Il popolo americano non immaginava neppure che ci potesse essere un odio cosi’ profondo nei suoi confronti, perche’ e’ tenuto nell’ignoranza piu’ assoluta delle azioni del suo stesso paese». Era l’undici settembre del 2001. Qualche giornale americano penso’ bene di scrivere, nei giorni successivi, che l’attacco alle Torri gemelle era cominciato dalle parole di Harold Pinter.
La morte dello scrittore, a 78 anni, alla vigilia di natale come Beckett, oltre al dolore da’ una grande sensazione di sgomento e di solitudine. Con lui scompare il piu’ grande scrittore contemporaneo di teatro, ma di questo ci consola il fatto che i suoi testi sono una eredita’ corposa, e quanto mai viva e destinata a vivere sulle scene. Quello che verra’ a mancare e’ invece un testimone cosi’ lucido dei nostri tempi, tanto rigoroso quanto spietato nel coglierne i falli e gli orrori, le debolezze, gli opportunismi, le colpe. Un intellettuale di successo e di fama mondiali, insignito di moltissimi premi e riconoscimenti fino al Nobel per la letteratura di tre anni fa, applaudito nei teatri di tutto il mondo, oggetto di infiniti studi e saggi presso tutte le accademie, ma che non ha mai rinunciato alle sue opinioni, alle sue denunce, al suo essere, oltre (e forse ancor prima) che uno scrittore, un «cittadino», non solo del Regno Unito, ma del mondo. Ha scritto decine di capolavori per il teatro, ha sceneggiato film di straordinario successo popolare e di eccellenza critica. Ma non si e’ mai sentito pacificato dal successo.
Ha mantenuto lo spirito ribelle dell’adolescente di origine ebraica minacciato dai fascisti ad Hackney, e che non volle fare il militare. E mentre centellinava la biopsia del conflitto interpersonale nei suoi testi teatrali, ha continuato incessantemente a decifrare i conflitti tra le classi, le economie, le nazioni. Ha denunciato i fascismi e le oppressioni scrivendo articoli, capeggiando sit in davanti alle ambasciate londinesi, partecipando a delegazioni di Amnesty (dopo quella in Kurdistan assieme ad Arthur Miller, causo’ un incidente diplomatico clamoroso all’ambasciata Usa ad Ankara).
Era un uomo di grande carattere Harold Pinter, dietro i modi cortesi e impeccabili di un gentleman. Amava il cricket, il tennis e lo squash che compaiono nei suoi lavori. Aveva un’intesa strettissima con la moglie Antonia Fraser, storica e militante di sinistra anche lei. Ma si doleva di sentirsi emarginato in patria, cosa quasi ovvia date le sue posizioni politiche: ma forse anche per questo per questo si batteva contro tutte le discriminazioni, contro tutte le violenze.
Nell’arco della sua scrittura, in quelle magistrali indagini sui rapporti tra le creature, aveva pubblicato il suo quasi ultimo testo teatrale proprio alla fine del novecento, Ceneri alle ceneri. E nel rapporto ora fragile ora violento tra un uomo e una donna, faceva emergere la colpa maggiore del secolo, l’orrore dell’olocausto. L’understatement segnava la sua scrittura, mentre con grande foga sosteneva le sue convinzioni civili. Ogni volta si informava con grande affetto delle sorti del manifesto. E si raccomandava. «Teniamoci in contatto!».
«Pinter rivela il baratro che si nasconde sotto le chiacchiere di tutti i giorni e si fa strada nelle stanze piu’ segrete dell’oppressione”, “«la durezza impietosa dell’infernale condizione che stanno vivendo tutti gli uomini, in Occidente come in altre parti del mondo, per colpa di un potere dissennato».
 
Spooner: “ No. Sei in terra di nessuno. Che non si muove, non cambia, non invecchia, ma che resta per sempre gelida e muta.”
Silenzio
Hirst: “A questo io brindo.”
 (da Terra di nessuno, Harold Pinter)
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“Impressionante a quanta gente la propria testa serva unicamente quale supporto per i capelli ed i cappelli”.
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NAPOLI: IERVOLINO, NON HO PENSATO NEMMENO UN ISTANTE DI DIMETTERMI
Mariapia
 
Speriamo che Padre Zanotelli, nel Rione Sanita’ dove vive, abbia gia’ pranzato, per quel poco che mangia.
"Non sono abituata a scappare. A Napoli siamo un popolo di naviganti, quando la nave affonda il comandante scende per ultimo o affonda con la nave, non scappa per paura". Lo dichiara il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino  in un’intervista rilasciata a ‘Famiglia Cristiana’.
Cara Viviana, per Natale siamo tutti piu’ buoni e cosi’ ho corretto il mio pensiero circa la signora Rosa Russo Iervolino. La signora e’ una vera gentildonna e mai e poi mai penserebbe a dimettersi da un incarico miliardario ma estremamente faticoso.
Noi non sappiamo quale onere comporta gestire competenze miliardarie derivanti dal suo mandato di amministratrice; la fatica riguardante il modo d’ investirli e ripararli dalla perdita di valore. Poi dovere rivolgersi ad esperti per questi emolumenti miliardari  poiche’ lei e’ impegnata in vicende sociali, riguardanti il suo incarico, che hanno dato lustro alla sua citta’, anzi hanno permesso una svolta verso condizioni che solo pochi possono garantire.
Appunto, una svolta, anzi una svolta con schianto che solo poche popolazioni possono permettersi.
Nella citta’ della sindachessa la popolazione vive in condizioni inimmaginabili che tutto in mondo conosce. Ma noi abbiamo o no compreso cosa significa "vivere alla ribalta", essere cittadini di una citta’ che tutti conoscono? Molti non hanno compreso l’onore che lei ha dato alla sua citta’, ai suoi amministrati. Essere noti, essere famosi, essere citati, essere visti in tutto il mondo: “Sono una povera provinciale e mi serviva il Natale per comprendere la fatica che questa signora ha sostenuto per raggiungere questo risultato. Quasi quasi e’ meglio la morte…. che un sacrificio tanto grave.”
E lei, quasi una santa, non ha pensato un attimo a dimettersi.
Quando si dice gli eroi…..
 …..
A ciascuno il suo Natale. Lettere sotto traccia
Doriana Goracci
 
C’e’ chi difende il Natale,  mettendo in sicurezza un abete, servendosi della polizia: ad Atene.
Scriveva Ygal Bronner, professore di sanscrito, riservista e «refusenik», il 15 novembre 2002, dal carcere ai generali israeliani : «Se i ‘bisogni’ militari ci inducono ad assediare, dare la caccia, affamare un intero popolo, allora questi ‘bisogni’ sono terribilmente sbagliati. Quindi disobbediro’ alla Vostra chiamata»  e la inviava, introducendo la citazione dei versi di Bertolt Brecht: « Generale il tuo carro e’ un veicolo potente,/ abbatte foreste, schiaccia cento uomini./ Ma ha un sol difetto:/ ha bisogno dell’autista».
Quella che segue e’ la lettera firmata da centinaia di soldati greci.
Il mio pensiero a tutte e a tutti coloro, che stanno dentro, nelle patrie galere del mondo, a fare le Feste: rifiutando.

“Letter from army camps refuting the army’s repressive role (indy.gr, Wednesday)“

CI RIFIUTIAMO DI DIVENTARE UNA FORZA DI TERRORE E DI REPRESSIONE CONTRO LE MOBILITAZIONI; APPOGGIAMO LA LOTTA DEGLI STUDENTI DI SCUOLA/UNIVERSITA’ E DEI LAVORATORI.
Siamo dei soldati da ogni parte della Grecia [e’ necessario qui osservare che in Grecia e’ ancora in vigore la coscrizione e che riguarda tutti i greci maschi; la maggior parte o forse anche tutte le persone che firmano questo sono legati al popolo che al momento stanno servendo nel servizio militare obbligatorio – non reclute dell’esercito].
Soldati ai quali, a Hania, e’ stato ordinato di opporsi a studenti universitari, lavoratori e combattenti del movimento movimento antimilitarista portando le nostre armi e poco tempo fa, che portano il peso delle riforme e della “preparazione” dell’esercito greco, che vivono tutti i giorni attraverso l’oppressione ideologica del militarismo, del nazionalismo dello sfruttamento non retribuito e della sottomissione ai “[nostri] superiori”. Nei campi dell’esercito sentiamo di un altro “incidente isolato”: la morte, provocata dall’arma di un poliziotto, di un quindicenne di nome Alexis.
Sentiamo di lui negli slogan portati sopra le mura esterne del campo come un tuono lontano. Non sono stati chiamati incidenti anche la morte di tre nostri colleghi in agosto? Non e’ stata pure chiamata un incidente isolato la morte di ciascuno dei 42 soldati che sono morti negli ultimi tre anni e mezzo?
Sentiamo che Atene, Thessalonica ed un sempre crescente numero di citta’ in Grecia sono diventate campi di agitazione sociale, campi dove viene recitato fino in fondo il risentimento di migliaia di giovani, di lavoratori e di disoccupati. Vestiti con uniformi dell’esercito ed “abbigliamento da lavoro”, facendo la guardia al campo o correndo per commissioni, facendo i servitori dei “superiori”, ci troviamo ancora li’ in quegli stessi campi.
Abbiamo vissuto, come studenti universitari, come lavoratori e come disperatamente disoccupati, le loro “pentole d’argilla”, i “ritorni di fiamma accidentali”, i “proiettili deviati”, la disperazione della precarieta’, dello sfruttamento, dei licenziamenti e dei procedimenti giudiziari. Ascoltiamo i mormorii e le insinuazioni degli ufficiali dell’esercito, ascoltiamo le minacce del governo, rese pubbliche, sull’imposizione dello “stato d’allarme”.
Sappiamo molto bene cosa cio’ significhi. Viviamo attraverso l’intensificazione [del lavoro], aumentate mansioni [dell’esercito], condizioni estreme con un dito sul grilletto. Ieri ci e’ stato ordinato di stare attenti e di “tenere gli occhi aperti”.
Ci chiediamo: A CHI CI AVETE ORDINATO DI STARE ATTENTI? Oggi ci e’ stato ordinato di stare pronti ed in allarme. Ci chiediamo? VERSO CHI DOVREMMO STARE IN ALLARME?
Ci avete ordinato di stare pronti a far osservare lo stato di ALLARME:
– Distribuzione di armi cariche in certe unita’ dell’Attica [dove si trova Atene] accompagnata anche dall’ordine di usarle contro i civili se minacciate. (per esempio, una unita’ dell’esercito a Menidi, vicino agli attacchi contro la stazione di polizia di Zephiri)
– Distribuzione di baionette ai soldati ad Evros [lungo la frontiera turca]
– Infondere la paura nei dimostranti spostando i plotoni nell’area periferica dei campi dell’esercito
– Spostare per protezione i veicoli della polizia nei campi dell’esercito a Nayplio-Tripoli-Korinthos
– Il “confronto” da parte del maggiore I. Konstantaros nel campo di addestramento per reclute di Thiva riguardo l’identificazione di soldati con negozianti la cui proprieta’ e’ stata danneggiata
– Distribuzione di proiettili di plastica nel campo di addestramento per reclute di Corinto e l’ordine di sparare contro i nostri concittadini se si muovessero “minacciosamente” (nei riguardi di chi???)
– Disporre una unita’ speciale alla statua del “Milite ignoto” giusto di fronte ai dimostranti sabato 13 dicembre come pure mettere in posizione i soldati del campo di addestramento per reclute di Nayplio contro la manifestazione dei lavoratori
– Minacciare i cittadini con Unita’ Operazioni Speciali dalla Germania e dall’Italia – nel ruolo di un esercito di occupazione – rivelando cosi’ il vero volto anti-lavoratori/autoritario della U.E. La polizia che spara prendendo a bersaglio le rivolte sociali presenti e future.
E’ per questo che preparano un esercito che assuma i compiti di una forza di polizia e la societa’ ad accettare il ritorno all’esercito del totalitarismo riformato.
Ci stanno preparando ad opporci ai nostri amici, ai nostri conoscenti ed ai nostri fratelli e sorelle. Ci stanno preparando ad opporci ai nostri precedenti e futuri colleghi al lavoro ed a scuola. Questa sequenza di misure dimostra che la leadership dell’esercito, della polizia e l’approvazione di Hinofotis (ex membro dell’esercito professionale, attualmente vice ministro degli interni, responsabile per “agitazioni” interne), del QG dell’esercito, dell’intero governo, delle direttive della U.E., dei negozianti-come-cittadini-infuriati e dei gruppi di estrema destra mirano ad utilizzare le forze armate come un esercito di occupazione – non ci chiamate “corpo di pace” quando ci mandate all’estero a fare esattamente le stesse cose? – nelle citta’ dove siamo cresciuti, nei quartieri e nelle strade dove abbiamo camminato.
La leadership politica e militare dimentica che siamo parte della stessa gioventu’. Dimenticano che siamo carne della carne di una gioventu’ che sta di fronte al deserto del reale all’interno ed all’esterno dei campi dell’esercito. Di una gioventu’ che e’ furibonda, non sottomessa e, ancora piu’ importante, SENZA PAURA. SIAMO CIVILI IN UNIFORME.
Non accetteremo di diventare strumenti gratuiti della paura che alcuni cercano di instillare nella societa’ come uno spaventapasseri.
Non accetteremo di diventare una forza di repressione e di terrore.
Non ci opporremo al popolo con il quale dividiamo quegli stessi timori, bisogni e desideri/lo stesso futuro comune, gli stessi pericoli e le stesse speranze.
CI RIFIUTIAMO DI SCENDERE IN STRADA PER CONTO DI QUALSIASI STATO D’ALLARME CONTRO I NOSTRI FRATELLI E SORELLE.
Come gioventu’ in uniforme, esprimiamo la nostra solidarieta’ al popolo che lotta e urliamo che non diventeremo delle pedine dello stato di polizia e della repressione di stato.
Non ci opporremo mai al nostro popolo.
Non permetteremo nei corpi dell’esercito l’imposizione di una situazione che ricordi i “giorni del 1967″ [quando l’esercito greco ha effettuato il suo ultimo colpo di stato].
..
Pensierino di Natale 
Paolo De Gregorio

Oggi molti pensano che il capitalismo non sia piu’ il sistema che risolve i problemi, ma sia il PROBLEMA. Anche se e’ in crisi, per truffe, incapacita’, corruzione, danni all’ambiente, guerre, che non potra’ mai vincere, disinvoltamente chiede aiuto allo Stato per “salvare” milioni di posti di lavoro, ma al tempo stesso diventa eterno e non paga per i suoi errori.
Se si appoggia un sistema fallito, che ha prodotto danni ambientali enormi, che ha prodotto una assurda e inquinatissima globalizzazione, che non ha saputo affrontare la questione alimentare con un miliardo di affamati, che non ha messo mano ad un programma di contenimento delle nascite, che non e’ in grado di dare cibo e lavoro a tutti, bisognerebbe pur pensare di cambiare regime e non di puntellarlo con soldi pubblici.
Vi sono molte persone, di altissimo livello di preparazione scientifica, che da anni predicano che al primo posto bisogna mettere la SOSTENIBILITA’, e che ogni nazione per prima cosa deve rivoluzionare il suo rapporto con la globalizzazione, non basandosi piu’ sul mercato, ma cercando in ogni modo la autosufficienza alimentare ed energetica, e cercando il giusto equilibrio tra le proprie risorse e il numero di abitanti.
Oggi abbiamo conoscenze scientifiche per produrre cibo senza la chimica, per produrre energia senza la combustione fossile ne’ quella nucleare, per limitare le nascite, per avere aria acqua e cibo pulito e quindi limitare enormemente le spese sanitarie.
Qui starebbe la modernita’, la ragione, il buon senso, la logica, ma non si finanzia presto processo, si danno incentivi economici ai distruttori dell’ecosistema, ai truffatori, ai guerrafondai, ai capitalisti, e alle banche, che si sentono legittimati a continuare cosi’.
La crisi economica non preoccupa minimamente gli imprenditori, i ricchi, che avranno si’ meno profitti, ma approfitteranno della circostanza per liberarsi di quel personale piu’ sindacalizzato, piu’ attivo nella contrattazione, e questa e’ una dura lezione per chiunque vuole alzare la testa.
Oggi buona parte degli operai, nella totale assenza di una alternativa sociale e di un partito di riferimento, si sono appiattiti sulle posizioni dei propri datori di lavoro, votano Lega, difendono questo modello di sviluppo e sono oggettivamente i piu’ grandi alleati del capitale.
Oggi il confronto politico, in Italia, ma anche in Europa, e’ subalterno alla strategia capitalista e nemmeno la minoritaria sinistra estrema indica strade da percorrere per uscire da un modello di sviluppo che ha aumentato soltanto contraddizioni economiche e ambientali.
Faccio un esempio per dimostrare che l’antagonismo tra la sostenibilita’ e la logica capitalista e’ totale: il tema e’ quello della famiglia.
Qui in Italia la destra, ma anche la pseudo sinistra, parlano di “culle vuote” di denatalita’ pericolosa, di incentivi economici alle famiglie numerose. Oggi siamo 60 milioni e se dovessimo vivere solo con i prodotti del nostro territorio non ce la faremmo, siamo dipendenti da importazioni dall’estero e “l’impronta ecologica” sostenibile per il nostro territorio sarebbe di 30 milioni di persone, come a inizio 1900.
E se vediamo l’immigrazione come fenomeno voluto dalla globalizzazione e dal bisogno degli imprenditori di avere un esercito di riserva pronto a lavorare in qualunque condizione, essa e’ un fenomeno che ci allontana dalla sostenibilita’ e dal buon senso di molti italiani che avevano cominciato a fare meno figli.
Di fronte ad un territorio piccolo,in dissesto idrogeologico, sovraffollato,inquinato dagli sversamenti di rifiuti tossici del ciclo industriale, la risposta assurda delle forze dominanti e’ quella di aumentare produttivita’ e sviluppo, ossia aggravare la sofferenza del territorio e auspicare piu’ bocche da sfamare, mentre si chiede all’Europa di non rispettare i limiti fissati per il 2020 per il contenimento del gas-serra.
Destra, sinistra, Vaticano, sono tutti d’accordo nel continuare sulla vecchia e distruttiva strada dello “sviluppo” anche demografico, perche’ ben sanno che una economia guidata sul terreno di una vera sostenibilita’ farebbe finire per sempre il loro potere, introdurrebbe un nuovo modo di produrre e di consumare, piu’ sobrio ed essenziale in cui l’agricoltura diffusa, media e piccola, e la produzione energetica con il solare, anche essa non concentrata, ma diffusa, sarebbero gli assi portanti di una nuova economia che non ha piu’ bisogno di globalizzazione.
Io penso a quelle nuove mentalita’ che potrebbero nascere da persone che si sentono veramente indipendenti perche’ producono energia e cibo sufficienti, anche con piccoli appezzamenti di terra, con Internet si avvicinano, se vogliono, a ogni sapere ed informazione, e che sono legate al territorio con spostamenti minimi, senza padroni che ti licenziano o ti ordinano cosa fare, magari lasciando la pelle in incidenti o ammalandoti in ambienti industriali nocivi.
E arrivare a produrre e vivere solo in due maniere, quella individuale e familiare, e quella in cooperativa, escludendo ogni forma di sfruttamento e di condanna a non usare mai il cervello, come ti propone oggi il moderno lavoro dipendente da schiavo.
Non sono sogni, anzi la cosa e’ talmente concreta che e’ gia’ fattibile per chiunque decida di abbandonare l’assurda vita di citta’ di oggi e diventare indipendente vendendo elettricita’ con  impianti fotovoltaici.
Non vedo altra strada se non quella dal basso, perche’ il blocco sociale che si e’ realizzato intorno al capitalismo, che ha in mano anche tutto il potere mediatico, comprende padroni, sinistra, operai, Vaticano, e durera’ purtroppo fino alla crisi finale e al disastro.
La LIBERTA’ e’ tutta da conquistare, quella di cui parla Berlusconi e’ la sua e quella della classe dominante.
..
Il Partito Democratico non esiste piu’. Facciamocene una ragione

Viviana Vivarelli
Non esiste piu’ come cesso’ di esistere la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, la lista Arcobaleno, Rifondazione Comunista..
E’ scomparso come sparirono i carretti che portavano il ghiaccio, l’Olivetti 33, la scabbia, le penne col pennino, la cartasciuga, i geloni nei piedi..
Certo resiste qualche nostalgico, ci sono nostalgici persino del nazismo, del fascismo, del comunismo, cosi’ ci sono nostalgici del socialismo o del comunismo e  ne sopravviveranno per un po’ anche del cosiddetto Pd, che era un organismo artificiale che di democratico non aveva niente ed era attaccato al filo pendulo di un uomo che non era nato per fare il capo di un partito ma al massimo l’amministratore di un teatro, di un festival, di un condominio, la cui massima aspirazione era fare bei discorsi ma che era poi del tutto assente sul piano delle scelte democratiche.
Vorremmo che con quel Pd ormai morto sparissero anche i dalemismi, i violantismi, i melandrismi, i franceschinismi, i rutellismi, i villarismi, i binettismi.
Ma anche quando un organismo e’ morto, e a volte non e’ mai nato, le persone per un po’ restano apparentemente animate e nel loro agitarsi a vuoto credono di manifestare una sopravvivenza generale che ormai e’ defunta.
Perche’ quello che certi partiti hanno dimenticato e’ che nacquero per ragioni storiche, sociali ed economiche ben precise e fu per quelle ragioni che tanti li seguirono per dei valori che disegnavano un progetto, degli scopi, delle aspirazioni universali.
E quando quei partiti hanno messo da parte quel patrimonio insostituibile di lotte, di principi e di ideali, e’ risultato vano cambiare nome, alleati e patti, quel che ne e’ conseguito e’ stato qualcosa di falso e artificiale che a poco a poco e’ stato rigettato da coloro che di quel progetto erano i massimi sostenitori
Non si puo’ cambiare corpo e azioni mantenendo un falso ruolo. Quelli che ti amavano finiscono col non amarti piu’.
….. 
Bevete piu’ latte
http://www.ipetitions.com/petition/consorziotutelalattecrudo/index.html
L’attacco denigratorio contro la vendita diretta del latte crudo ha ottenuto il risultato.
L’ordinanza del Sottosegretario Martini prevede l’obbligo di riportare sulle macchinette erogatrici in maniera ben visibile ed a caratteri in rosso l’indicazione che “il latte deve essere consumato previa bollitura”.
Questo dopo ben 4 anni, in cui centinaia di migliaia di cittadini, ogni giorno hanno acquistato il latte crudo presso i distributori self service, senza che vi sia stato un solo caso provato di infezione causato dal nostro latte (Voi tutti ne siete testimoni) come dimostrano le migliaia di analisi effettuate dal Servizio Sanitario Pubblico.
OBBEDISCO! ….. Ma non capisco!
Perche’ chi vende uova, pesce o carne cruda non deve apporre scritte: “Da consumarsi previa bollitura”?
Perche’ nei ristoranti si puo’ servire capaccio di pesce, o carne, insalate russe e dolci fatti con uova crude?
Perche’ l’industria non deve far bollire il latte? Ma puo’ scaldarlo a 72 gradi per 15 secondi?
Perche’ solo il nostro latte deve essere consumato previa bollitura”?
Chiediamolo direttamente al Sottosegretario Martini
tel. 06/ 59945778 – 5779 fax 06/ 59945331
Aiutateci a difendere un modo di vendita trasparente, controllabile, che permette ai consumatori di avere il miglior prodotto ad un prezzo onesto, riducendo gli sprechi e salvaguardando l’ambiente.
Per abrogare l’ordinanza iniqua e discriminatoria, firma la petizione
http://www.ipetitions.com/petition/consorziotutelalattecrudo/index.html
Consorzio Tutela Latte Crudo
Via J.F. Kennedy, 30 – 26013 Crema CR tel. 0373.897011 – fax 0373.81582
www.consorziotutelalattecrudo…. e-mail : info@aral.lom.it
..
Berlusconi for president
Di Pietro
 
Alla riforma presidenzialista lanciata dal premier Berlusconi ci opporremo doppiamente quando e se verra’ mai presentata in Parlamento.
In primo luogo perche’ e’ evidente la finalita’ di utilizzare questo tema come arma di distrazione di massa nei confronti di una crisi economica che morde e nei confronti della quale il governo sembra non sapere che pesci pigliare.
Sotto il profilo sistemico invece, al di la’ della genericita’ e confusione dell’accenno fatto dal presidente del Consiglio sabato, mescolando assieme premierato, semipresidenzialismo e presidenzialismo, Berlusconi sogna il presidenzialismo perche’ lo ritiene lo strumento migliore per istituzionalizzare il suo cesarismo e per disfarsi dall’impaccio rappresentato dal Parlamento.
Il Premier aveva parlato di riforma attuabile solo se condivisa al 100%, se e’ cosi’ puo’ anche evitare di presentarla visto il dissenso pervenuto da tutta l’opposizione, dalla Lega e dal suo ministro per le Riforme istituzionali.
Beh, io non starei tanto tranquillo. Berlusconi tende a un principato assoluto senza alcun contrappeso o critica o remora, qualcosa che e’ in contrasto furioso con la democrazia e che costituirebbe una recessione mostruosa di questo paese. Purtroppo dire che non si fara’ perche’ Bossi non vuole e’ una burletta, Bossi e’ un pupazzo che da 16 anni fa tutto quel che Berlusconi gli comanda senza fare alcuna critica e se siamo arrivati a questo punto di sfacciata protervia e’ colpa di Bossi che conta come il due di picche
In quanto all’opposizione del Pd e della ex Margherita, temiamo gravemente che una sua parte sia talmente  collusa con Berlusconi e il suo mostruoso progetto che il principato di Berluscono lo voterebbe persino volentieri
Tra la democrazia e questo orrore c’e’ velo sottilissimo, tanto sottile e incerto che possiamo solo lasciarci alla piu’ totale disperazione)
 
http://www.bellaciao.org/it/local/cache-vignettes/L240xH320/a_ramallah-eda37.jpg
.. 
Guido Pent
Una muta preghiera:
che possiamo vedere e portare
le nostre catene e le nostre ali
con sorridente dignita’.

(Cio’ che cambia nasce nel silenzio!)
..
Contribuisco alla pace quando
Giuliana
Contribuisco alla pace quando mi sforzo di esprimere il meglio di me stesso nelle relazioni con gli altri
quando metto la mia intelligenza e competenza al servizio del Bene
quando provo compassione verso coloro che soffrono
quando considero tutti gli uomini fratelli qualunque sia la loro razza o lingua o religione
quando mi rallegro della gioia degli altri e prego per il loro benessere
quando ascolto con tolleranza opinioni che divergono o sono opposte alle mie
quando per regolare ogni conflitto uso il dialogo e non la forza
quando rispetto la Natura e la preservo per le generazioni future
quando non cerco di imporre agli altri il mio concetto di Dio
quando faccio della pace il fondamento del mio ideale e della mia filosofia
.. 
L’Inquisizione colpisce ancora 
Paolo De Gregorio

Continua l’offensiva integralista e oscurantista dei lugubri eredi del Sant’Uffizio, dopo aver votato insieme ai boia, all’ONU, contro la depenalizzazione del reato di omosessualita’, cosa che prevede la pena di morte in molti paesi, guarda caso di ispirazione religiosa (anche islamica), con motivazioni cosi’ ridicole e cervellotiche che fanno capire che sono posizioni indifendibili, ideologiche, contro la natura umana che oltre agli eterosessuali produce anche omosessuali.
Oggi gli inquisitori attaccano Parigi per un documento a nome dell’Unione Europea proposto dalla Francia, sempre all’ONU, sempre in materia di omosessualita’, perche’ esso cancellerebbe le differenze tra uomo e donna, con le solite argomentazioni contorte e farneticanti.
Per fortuna c’e’ una reazione alle ingerenze dei religiosi: per prima c’e’ quella della soppressione in Francia della diretta della messa di Natale alla Tv pubblica francese, cosa che in uno stato laico e multirazziale dovrebbe essere obbligatorio per legge.
In Spagna, dopo l’attacco ai socialisti al potere con l’accusa di “statolatria”, un membro del partito, Alvaro Cuesta, risponde duramente parlando dell’articolo 16 della Costituzione secondo cui nessuna fede in Spagna ha carattere statale e che sono a rischio gli attuali accordi con il Vaticano.
Altro altola’, dopo un periodo che sembrava di ammorbidimento dei rapporti con il Vaticano, da parte della Cina, che senza diplomazia congela i rapporti dichiarando: “il Vaticano non interferisca negli affari interni della Cina, ne’ usi la religione per immischiarsi nelle vicende interne del nostro Paese”.
Gran parte del potere che ha il Vaticano non brilla di luce propria, ma solo perche’ gli viene riconosciuto per tradizione dai vari Stati, mettendo in unico calderone Stato Vaticano, politica, diplomazia, religione.
Le religioni non possono ne’ devono farsi Stato, la strada che hanno percorso finora con questa ambiguita’ ha portato le religioni a snaturarsi, a perdere identita’ e principi, a fiancheggiare il colonialismo, gli schiavisti, le monarchie, la destra fascista e dittatoriale, passando per il potere temporale e l’Inquisizione.
Il tanto decantato ruolo di guida spirituale, di difesa della vita e dei poveri, alla luce della storia della Chiesa e’ una barzelletta.
Il suo ruolo perverso oggi e’ quello di far stare buoni, passivi e rassegnati i poveri e gli ignoranti, quello di condannare e vietare tutto cio’ che rende piacevole la vita, quello di schierarsi contro i metodi contraccettivi preferendo far crepare di fame milioni di persone, dove non c’e’ cibo sufficiente per tutti, piuttosto che cedere su preservativi e pillole.
I preti sono di destra, sono nemici da battere, non interlocutori e la lotta va portata, come ha fatto Luxuria, anche sotto le mura del Vaticano.

..
Guido Pent scrive:
Una lettera dalla Valsusa: Terrorismo: in Italia come in India
 
Primi giorni di novembre 2008 – Un’amica francese mi racconta di aver visto in TV un servizio sul terrorismo. Era rimasta colpita dal fatto che – per quanto riguardava l’Italia – avessero citato come esempio i NO TAV valsusini, sui quali aveva avuto i primi ragguagli dal sottoscritto solo un paio di mesi prima.
 
Meta’ novembre 2008 –  Sono abbastanza soddisfatto di sentirmi “no tav”. Non tanto per essere parte di uno schieramento vincente – sin dall’inizio della “battaglia” era chiaro che c’erano piu’ possibilita’ di perdere che di vincere – quanto perche’ piu’ passa il tempo e’ piu’ mi rendo conto dell’enorme privilegio avuto ad essere in Valle di Susa in un momento in cui proprio da questi luoghi  era possibile accorgersi di fenomeni meno visibili da altri nel nostro stesso paese. Solo ieri facevo osservare alle mie due figlie adolescenti il cambiamento di “abitudini” tra la mia famiglia di origine e la loro. La loro richiesta di un tempo “libero” doverosamente impegnato in modo gratificante, senza pause, alternativo al rifiuto sostenuto dal “non mi importa”, era molto meno proponibile un tempo, ai miei genitori. Vi era l’uso inconsapevole di interessarsi agli altri e di rispettarne tempi ed interessi mantenendo spazi di “attivita’ comuni”. Cosi’ a volte si privilegiavano i “piccoli” e a volte erano  loro a doversi adattare alle attivita’ degli adulti. In questo c’erano accordo e disaccordo, conflitto e intimita’ ritrovata.
Forse questa realta’ era tipica di infiniti territori del passato…ma oggi?
I tempi per parlare sono ridotti in favore di occupazioni passive ed acritiche per i piu’ (spettacolo e spettacolarizzazione dell’ordinario e dell’eccezionale); quando si parla si usano gli stessi toni e la stessa emotivita’ per grandi fratelli, isole, delitti efferati e cronache rosa.
I giovani a volte rispecchiano lo stesso piattume di emozioni degli adulti, la stessa fatuita’ legata a cio’ che si puo’ parlare, conflitti sul modello “ Forum” e relazioni adulte da “Amici di MdF”.
…e che c’entra con il TAV tutto cio’?
L’attenzione alla questione “NO/SI/FORSE TAV” puo’ essere un buon antidoto alla “Sindrome da Pecora Stupida” (metafora per definire la tendenza a seguire una supposta maggioranza in modo acritico ed irrazionale da parte di adulti intellettualmente sviluppati!)
L’attenzione alla correttezza dell’informazione, all’utilizzo delle risorse, alla qualita’ della vita, alla trasformazione dei valori nelle societa’ umane e’ un impegno a volte gravoso e non facile da mantenere. Per fortuna i nostri cuccioli sono giudici implacabili, e fanno prima degli adulti a staccarsi dai modelli adottati se scoprono che c’e’ di meglio… e se ci sono anche adulti che decidono di curarsi!
 
Fine novembre 2008 –  Terrore e terrorismo! Crolla il soffitto di una scuola a Rivoli….in India centinaia di morti. La domanda: – Quale futuro ci attende? – emerge dai blog degli studenti e dalle prime pagine dei giornali. Dove le risposte?
Non dalle voci dei “politici” e dai qualificati mass media!
Forse da un vescovo indiano e da una trasmissione radiofonica divulgativa.
Il giovane vescovo indiano ha spiegato, a Roma, all’annuale Convegno dei delegati cattolici per l’ecumenismo, come sotto alla violenza pubblicizzata come terrorismo islamico e intolleranza indu’ ci sia l’aspirazione al potere delle caste brahaminiche (ricordiamo che l’India rappresenta l’ultima chance per il business, assieme alla Cina). Le popolazioni  convivono in pace e tolleranza ma governo e media propongono una realta’ diversa. Intanto muoiono cristiani ed ebrei, islamici e indu’…, ma il mercato prosegue la sua espansione…
I nostri mass media conoscono la lezione e ben si rendono complici. Sara’ l’India l’unico paese in cui viene passata come verita’ e “voce della maggioranza” la menzogna sponsorizzata da governi e poteri mediatici?
Alla radio uno psicologo spiega come il sentirsi in imbarazzo non sia tanto delle persone psicologicamente deboli e che l’incapacita’ di “provare imbarazzo” deriva da una mancanza di valori di riferimento e dall’essere narcisista (“Narcisismo”: L’incapacita’ di amare il prossimo (…) che comporta una mancata uscita dalla fase infantile, senza alcun senso della realta’ ne stima di se’ e con la conseguente paura di confrontarsi con gli altri in modo serio e maturo – Wikipedia).
Forse e’ questa la spiegazione di molto di quanto sentito, visto, letto sulla tragedia del Darwin?
 
Inizio dicembre 2008 – Susa. Il 6 c’e’ una manifestazione NO TAV. Ci andro’ e propongo a chiunque di andarci. Non per fare dimostrazioni di forza (e’ evidente che il potere dei soldi, del mercato e del consenso sociale non si mostra in piazza), non per trovare conferme e gratificazioni (molto meglio raggiungibili stando al caldo in casa propria ed ascoltando una qualsiasi TV a diffusione nazionale) ma per cercare con senso critico le ragioni ed i valori per cui vale la pena lottare, magari anche al freddo,  litigando con amici, compagni e sindaci ed osservando i reciproci errori – consci del fatto che sono proprio gli errori riconosciuti a farci crescere nella vita. Saro’ in strada anche perche’ mi sento poco terrorista ma molto ribelle. E penso che in altri tempi ,quando i ribelli hanno cambiato la storia del nostro paese, venivano detti “terroristi” quando non lo erano, facevano scelte scomode ed impopolari, nessun giornale si esprimeva in loro favore, la maggior parte di essi non ha portato a casa piu’ ricchezza di quanto ne abbiano fruito poi i “neutrali” o gli stessi “avversari”, alcuni per questo ci hanno anche lasciato la pelle; in molti hanno commesso errori.
Guardo il mondo, guardo i miei figli, penso alla storia passata e sento le mie difficolta’ ad immaginare il futuro. Ho paura, forse mi sbagliero’, ma credo valga la pena essere vivi. E ribelli.
 
Guido Pent
Sant’Antonino di Susa-Valle di Susa (TO)-Piemonte
.. 
RIDIAMARO : – )
 
"Se la vita non ti sorride, prova a farle il solletico".
(Chiara, bambina)
..
Per augurarvi un Buon Anno Nuovo
viene sempre buono il vecchio video di Gesu’ che balla sulla musica di Gloria Gaynor
http://it.search.yahoo.com/search?ei=utf-8&fr=slv8-logi&p=youtube%20ges%c3%b9
.
Cesare Beccarla
Attenzione, attenzione, Berlusconi ha stravinto in Abruzzo, ha stravinto nella vigilanza Rai, sta per stravincere alle europee e subito dopo alle regionali in Campania, Basilicata, ecc.
La stoccata finale e’ vicina : immunita’ a vita per Lui, procure ai suoi ordini, le TV sotto suo controllo per legge, il disenso sara’ penalizzato come una violenza. Il regime fascista moderno sta per cadere sull’Italia.

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