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Sunday May 27th 2018

MASADA n. 837 . 7-12.2008. LA QUESTIONE MORALE

Che si debba sentire proprio Berlusconi, proprio lui, il grande corrotto e corruttore, che, in campagna elettorale in Abruzzo, dice: "C’e’ una vera e propria questione morale oggi all’interno del Pd. Inutile nasconderlo" … questa e’ la vergogna maggiore.
Gli risponde secco Franceschini: "Berlusconi che parla di questione morale al Pd? E’ l’ultimo uomo al mondo che puo’ permettersi di farlo. Provi a ripetere la stessa frase davanti allo specchio e vedra’ che non ci riuscira’ neppure lui per la vergogna".
Si’, vero, a parte che Berlusconi la vergogna non sa nemmeno cosa sia,  ma fermarsi qui sarebbe troppo facile. E a Franceschini si dovrebbe rispondere: “Dove sta la tua moralita’ quando tu e Veltroni state brigando con Berlusconi per cambiare persino la forma parlamentare dello Stato e stravolgerlo in un presidenzialismo forte a diretta elezione popolare e senza contrappesi, che consegnerebbe il paese a un principato berlusconiano di fatto e di legge?
 
Ma ricordiamo Berlinguer:
“I partiti sono diventati macchine di potere e di clientela.”
«Non fanno piu’ politica, hanno degenerato e questa e’ l’origine dei malanni d’Italia».

Hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni a partire dal governo, gli enti locali, gli enti di previdenza, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le universita’, la Rai tv, alcuni grandi giornali”
“La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa e’ diventata la questione politica prima ed essenziale perche’ dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilita’ del paese e la tenuta del regime democratico. ..
“Una societa’ piu’ austera puo’ essere una societa’ piu’ giusta, meno diseguale, realmente piú libera, piú democratica, piu’ umana”
“Molti italiani si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro e’ sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne piu’. Vuole una conferma di quanto dico? Confronti il voto che gli italiani hanno dato in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il voto ai referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari, non mette in gioco e non mobilita candidati e interessi privati o di un gruppo o di parte. E’ un voto assolutamente libero da questo genere di condizionamenti. Ebbene, sia nel ’74 per il divorzio, sia, ancor di piu’, nell’81 per l’aborto, gli italiani hanno fornito l’immagine di un paese liberissimo e moderno, hanno dato un voto di progresso. Al nord come al sud, nelle citta’ come nelle campagne, nei quartieri borghesi come in quelli operai e proletari. Nelle elezioni politiche e amministrative il quadro cambia, anche a distanza di poche settimane.”
“Noi siamo diversi. Vediamo in cosa consiste questo nostro essere diversi.
che consiste il nostro essere diversi.. 1°, noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volonta’ politica della nazione; e cio’ possono farlo non occupando pezzi sempre piu’ larghi di Stato, sempre piu’ numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l’operato delle istituzioni. Ecco la prima ragione della nostra diversita’.
Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilita’ concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorita’ rispetto ad altri, che la professionalita’ e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata.
Noi comunisti abbiamo 60 anni di storia alle spalle e abbiamo dimostrato di perseguirle e di farle sul serio. In galera con gli operai ci siamo stati noi; sui monti con i partigiani ci siamo stati noi; nelle borgate con i disoccupati ci siamo stati noi; con le donne, con il proletariato emarginato, con i giovani ci siamo stati noi; alla direzione di certi comuni, di certe regioni, amministrate con onesta’, ci siamo stati noi.
Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparita’ sociali, di enormi sprechi di ricchezza. Non vogliamo seguire i modelli di socialismo che si sono finora realizzati, rifiutiamo una rigida e centralizzata pianificazione dell’economia, pensiamo che il mercato possa mantenere una funzione essenziale, che l’iniziativa individuale sia insostituibile, che l’impresa privata abbia un suo spazio e conservi un suo ruolo importante. Ma siamo convinti che tutte queste realta’, dentro le forme capitalistiche non funzionano piu’, e che quindi si possa e si debba discutere in qual modo superare il capitalismo inteso come meccanismo, come sistema, giacche’ esso, oggi, sta creando masse crescenti di disoccupati, di emarginati, di sfruttati. Sta qui, al fondo, la causa non solo dell’attuale crisi economica, ma di fenomeni di barbarie…
La socialdemocrazia non basta, si e’ sempre molto preoccupata degli operai, dei lavoratori sindacalmente organizzati e poco o nulla degli emarginati, dei sottoproletari, delle donne. Infatti, ora che si sono esauriti gli antichi margini di uno sviluppo capitalistico che consentivano una politica socialdemocratica, ora che i problemi che io prima ricordavo sono scoppiati in tutto l’occidente capitalistico, vi sono segni di crisi anche nella socialdemocrazia tedesca e nel laburismo inglese, proprio perche’ i partiti socialdemocratici si trovano di fronte a realta’ per essi finora ignote o da essi ignorate.
Ceti medi, borghesia produttiva sono strati importanti del paese e i loro interessi politici ed economici, quando sono legittimi, devono essere adeguatamente difesi e rappresentati. Anche noi lo facciamo. Se questi gruppi sociali trasferiscono una parte dei loro voti verso i partiti laici, non c’e’ che da esserne soddisfatti: ma a una condizione, che, con questi nuovi voti, i partiti laici dimostrino di saper fare una politica e di attuare un programma che davvero siano di effettivo e profondo mutamento rispetto al passato e rispetto al presente. Se invece si trattasse di un semplice trasferimento di clientele per consolidare, sotto nuove etichette, i vecchi e attuali rapporti tra partiti e Stato, partiti e governo, partiti e societa’, con i deleteri modi di governare e di amministrare che ne conseguono, allora non vedo di che cosa Vada in giro per la Sicilia, vedra’ che in gran parte c’e’ stato un trasferimento di clientele. Socialisti e socialdemocratici non hanno finora dato alcun segno di voler iniziare quella riforma del rapporto tra partiti e istituzioni -che poi non e’ altro che un corretto ripristino del dettato costituzionale- senza la quale non puo’ cominciare alcun rinnovamento e senza la quale la questione morale.
La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli e denunciarli e metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, con la guerra per bande, con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perche’ e’ il centro del problema italiano. Ecco perche’ gli altri partiti possono provare d’essere forze di serio rinnovamento solo se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare.
Il principale malanno delle societa’ occidentali e’ la disoccupazione. L’inflazione e’ il rovescio della medaglia. Bisogna impegnarsi a fondo contro l’una e contro l’altra. Guai a dissociare questa battaglia, guai a pensare, per es., che pur di domare l’inflazione si debba pagare il prezzo d’una recessione massiccia e d’una disoccupazione, come gia’ in larga misura sta avvenendo. Ci ritroveremmo tutti in mezzo ad una catastrofe sociale di proporzioni impensabili.
Noi sostenemmo che il consumismo individuale esasperato produce non solo dissipazione di ricchezza e storture produttive, ma anche insoddisfazione, smarrimento, infelicita’ e che, comunque, la situazione economica dei paesi industrializzati -di fronte all’aggravamento del divario, al loro interno, tra zone sviluppate e zone arretrate, e di fronte al risveglio e all’avanzata dei popoli dei paesi ex-coloniali e della loro indipendenza- non consentiva piu’ di assicurare uno sviluppo economico e sociale conservando la "civilta’ dei consumi", con tutti i guasti, anche morali, che sono intrinseci ad essa. Fummo i soli a sottolineare la necessita’ di combattere gli sprechi, accrescere il risparmio, contenere i consumi privati superflui, rallentare la dinamica perversa della spesa pubblica, formare nuove risorse e nuove fonti di lavoro. Dicemmo che anche i lavoratori avrebbero dovuto contribuire per la loro parte a questo sforzo di raddrizzamento dell’economia, ma che l’insieme dei sacrifici doveva essere fatto applicando un principio di rigorosa equita’ e che avrebbe dovuto avere come obiettivo quello di dare l’avvio ad un diverso tipo di sviluppo e a diversi modi di vita (piu’ parsimoniosi, ma anche piu’ umani). Questo fu il nostro modo di porre il problema dell’austerita’ e della contemporanea lotta all’inflazione e alla recessione, cioe’ alla disoccupazione. Precisammo e sviluppammo queste posizioni al nostro XV Congresso del marzo 1979: non fummo ascoltati.
Il costo del lavoro va anch’esso affrontato e, nel complesso, contenuto, operando soprattutto sul fronte dell’aumento della produttivita’. Voglio dirle pero’ con tutta franchezza che quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia con il chiederli -come al solito- ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, e’ assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilita’ politica e la capacita’ di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l’operazione non puo’ riuscire.

28 luglio 1981, 17 anni fa
Davvero possiamo dire che in questi 17 anni il cammino della sinistra e’ stato in questo senso?
Troppe cadute segnano un cammino interrotto: la bicamerale, lo scippo delle preferenze, il finanziamento ai partiti, la guerra nei Balcani e poi a fianco delle truppe aggressive di Bush, le enormi spese in armi, il precariato, il tradimento del lavoro, le scalate bancarie, le tentazioni del potere, gli urti con la magistratura, gli abusi di casta, l’indulto ai ladri di stato, il Lodo Alfano, il conflitto di interessi, le doppie cariche, il nepotismo e il clientelismo, il regalo delle tv a B, e adesso la societa’ con Confindustria, i patti col Vaticano.. E’ una lista senza fine e viene da piangere.
 
(video di Berlinguer: http://www.polisblog.it/post/935/enrico-berlinguer-e-la-questione-morale)
 
Se il Pd avesse affrontato la questione morale non avremmo visto tante aberrazioni e non basta lo spazio per dirle tutte. E se il Pd, che era il 3° partito europeo, non ha vinto e in 6 mesi ha perso altri 5 punti e rischia di scomparire su piano europeo come la sx estrema, non e’ certo perche’ Veltroni ha impresso una forte ripresa morale. Tutta l’etica veltroniana si e’ limitata alla citazione di qualche bel personaggio della storia del mondo (nemmeno della storia della sx) e sempre citazione senza imitazione.
Reputo altamente immorale aver scelto di rinnegare: la sx, la distruzione della Costituzione e dei diritti, l’eguaglianza di tutti di fronte alla legge, la sovranita’ popolare (liste prefabbricate?!), l’equilibrio dei poteri, la forma parlamentare, i diritti del cittadino e dell’uomo, lo statuto dei lavoratori, la libera informazione ed espressione, la difesa dei deboli, i bisogni dei giovani, l’ascolto dei cittadini, la funzione di servizio pubblico e non di potere privato, la pace, la giustizia, l’epurazione delle mele marce, il bene comune e non l’impunita’ di una casta…
Su tutti i fronti, se l’azione di D’Alema e’ sempre stata di combutta criminale con B, Veltroni e’ stato confuso, molle e troppo spesso dalla parte dei peggiori.
L’appoggio dato a persone come Bassolino o Del Turco lo ha messo in discussione, la sua inettitudine come guida del partito si rivela ogni giorno nelle diaspore interne, ormai e’ diventato il Villari della situazione, uno che e’ rinnegato dal suo stesso partito, troppe cose lo condannano: il suo inciucio con B sul presidenzialismo forte, la mollezza sul Lodo Alfano, non aver mai affrontato ne’ prima ne’ poi il conflitto di interessi, aver ceduto sulla riduzione delle liberta’, le censure alla Magistratura o alle voci critiche, aver svenduto i lavoratori e i giovani, le donne e i deboli, calpestato il diritto di informazione,  complottato per ridurre a servitu’ la giustizia, non aver mai preso le parti dei Pm che denunciavano rei di Stato..
 
Dove sta Veltroni di fronte alla storia della sinistra ? Ai suoi valori etici? Alle sue promesse di liberta’ e democrazia? Di controllo del potere e di uguaglianza di tutti davanti alla legge? Di giustizia in cammino? Di dignita’ della persona? Di rispetto del lavoro?
Dove si e’ messo Veltroni di fronte alla giustizia sociale calpestata ogni giorno? Ai diritti del lavoro distrutti ogni giorno? Ai diritti civili rinnegati ogni giorno?
Come si posiziona di fronte all’arroganza del capitale? Non piu’ contrapposto ma socio dei rappresentanti di quello stesso capitale?! Al punto da presentarceli come i nostri rappresentanti?!
E come si mette Veltroni di fronte alla storia di questo partito? Alle sue lotte, alle sue rivendicazioni? Tutto dimenticato? Anche il nome di ‘sinistra’? Anche la matrice popolare?
Dov’e’ Veltroni e dove sono i governatori del Pd di fronte alla privatizzazione dell’acqua?  La svendita dei beni comuni? Il regalo del paese a stati stranieri? Lo stupro del territorio contro gli interessi della popolazione? Il rinnegamento supremo della propria identita’ fino a cercare un patto con la Lega xenofoba, misogina, razzista e nazista!!
Dove sta Veltroni di fronte alla perdita progressiva delle liberta’ fondamentali di tutto un popolo?
L’introduzione degli OGM? La precarizzazione infinita? I rapporti con una Chiesa sempre piu’ proterva, integralista, negatrice dei diritti della persona? 
Cosa rappresenta Veltroni per il mondo delle donne, degli omosessuali, dei giovani, dei poveri, dei precari, dei senza potere, dei democratici, degli onesti?
Come si pone rispetto un contratto di Lisbona che reintroduce la pena di morte e riduce il Parlamento europeo a funzioni consultive mentre tenta di appiattire i salari e i diritti con la direttiva Bolkestein e prosegue con accanimento quella strategia liberista di cui constatiamo il fallimento colossale su piano globale?
 
Ma dove sta andando questa falsa sinistra? Sempre piu’ lontana da Berlinguer e da qualunque cosa una opposizione al fascismo dovrebbe essere.
….
Notizie del giorno
Paolo De Gregorio

-nel programma di Obama di investire nei prossimi anni 150 miliardi di dollari nel settore energetico, allo scopo dichiarato di non dipendere piu’ dal petrolio arabo ne’ da quello venezuelano, si parla solo di energie rinnovabili, non c’e’ un solo dollaro per le centrali nucleari.
Non so su quali basi economiche la destra nuclearista italiana tragga la convinzione che il nucleare e’ conveniente. Oltre alla scelta di Obama, si potrebbe chiedere perche’ il miliardario americano Buffet, dopo aver speso milioni di dollari per informarsi seriamente sui costi del nucleare, abbia deciso di lasciare perdere e investire in altri settori.
L’effetto che avra’ la ricerca della autosufficienza energetica negli Usa, sara’ una spinta enorme verso la fine delle guerre imperiali per impossessarsi del petrolio.
E’ una strada in fondo alla quale si vede la luce della ricerca di autosufficienza di ogni nazione, l’orgoglio di sapere far da soli, il sollievo di non dipendere piu’ da nessuno. Dipenderemo tutti dal sole, che e’ gratis, e da’ democraticamente a tutti l’energia, basta installare su ogni tetto e su ogni capannone, diffusamente su tutto il territorio, quei bellissimi pannelli che possono dare energia anche alle nuove macchine elettriche, con batterie al “litio”, per farci finalmente muovere in citta’ con l’aria pulita.
L’abbandono rapido dei combustibili fossili e’ quanto di piu’ lungimirante e intelligente possano fare gli uomini, e invito chiunque sia in grado di farlo di scegliere una vita indipendente, producendo energia con il fotovoltaico e vendendola agli enti elettrici, in campagna, dove e’ possibile abbinare a questa attivita’ anche qualche impianto di orto e frutteto per i propri consumi.
Con l’elettricita’ dal sole si puo’ avere un reddito, ci si scalda e d’estate ci si rinfresca, si cucina, si alimentano le batterie di una macchina elettrica, ci si collega ad Internet, ci si illumina, e non si obbedisce a nessun padrone.
E, ciliegina sulla torta, se si produce in questo modo tanta energia, tutti i nuclearisti rimarranno con le pive nel sacco.
C’e’ purtroppo da osservare che ogni cambiamento sociale e politico e’ indetto non dalla opinione dei cittadini, ma dalle scelte macroeconomiche indotte dalla crisi del capitalismo, dalla crisi ambientale, dalla prossima fine delle riserve di petrolio e uranio.
Se la terza rivoluzione industriale ci sara’ e offrira’ a tutti la possibilita’ di produrre e consumare energia, molti monopoli cadranno e tutte le societa’ saranno certamente piu’ democratiche.

-Emma Marcegaglia, capa della Confindustria, da’ ordini al governo: per la nuova normativa a salvaguardia dell’ambiente che la UE sta per varare, il governo italiano dovra’ porre il veto al provvedimento.
Impariamo una volta per tutte che il potere dell’economia e’ superiore a quello politico, detta legge (nel senso letterale) e gran parte dei riti della democrazia sono totalmente inutili ed ininfluenti nelle scelte che contano. Il cerchio si chiude e abbiamo certezza assoluta quando vediamo che tutta la informazione e’ in mano ai capitalisti privati, e il “sevizio pubblico RAI” e’ gestito dai partiti che obbediscono agli industriali.
La democrazia e le liberta’, sempre sbandierate da chi decide, semplicemente non esistono, o meglio ne dispongono solo quelli della CASTA industriale e quella dei politici.
Tutte le serissime e documentate valutazioni degli scienziati sulla insostenibilita’ del modello capitalistico di produrre, tutti i trattati sull’ambiente, tutte le fatiche di chi da anni combatte contro l’inquinamento, sono carta straccia davanti al DIKTAT confindustriale, gli stessi che hanno affidato i loro rifiuti tossici alla camorra, impestando suoli e acqua della Campania senza che nessuno gli  abbia presentato il conto.
..

Le ragioni del dubbio
Il nuovo libro di Gustavo Zagrebelsky per una morale a misura d´uomo
Umberto Galimberti   

S´intitola "Contro l´etica della verita’" E’ una critica molto netta alle credenze assolute di ogni religione
C´e’ anche una presa di distanza dallo scetticismo radicale tipico del nostro tempo
Solo l´inquietudine dell´intelletto di fronte alla fede rende possibile il dialogo coi laici

Contro l´etica della verita’, l´ultimo libro di Gustavo Zagrebelsky (Laterza, pagg. 172, euro 15) pronuncia finalmente una parola chiara sia contro l´etica che discende da una verita’ assoluta come sono solite proclamarla le religioni compresa la religione cristiana, sia contro lo scetticismo radicale tipico dell´atmosfera nichilista che caratterizza il nostro tempo. La tesi e’ che il dubbio, da cui discende l´etica del dialogo tra posizioni differenti e spesso contrastanti, non e’ il contrario della verita’, ma un omaggio che le si fa a partire dal riconoscimento che la conoscenza umana non e’ mai una conoscenza perfetta. Come ci ricorda Jaspers nel suo grande libro Sulla verita’ (che nessun editore ha avuto ancora il coraggio di tradurre in italiano): «Noi non viviamo nell´immediatezza dell´essere, percio’ la verita’ non e’ un nostro possesso definitivo. Noi viviamo nell´essere temporale, percio’ la verita’ e’ la nostra via».
Lungo questa via incontriamo anche il dubbio radicale degli scettici che si astiene dall´affermare di ogni cosa che sia vera o sia falsa. Il dubbio che propone Zagrebelsky lungo il sentiero della verita’ non ha nulla a che fare con il dubbio scettico, perche’, a differenza di quest´ultimo, non si astiene dal giudizio, ma lo promuove attraverso il dialogo, con l´avvertenza che la verita’ a cui si giunge e’ suscettibile di essere di continuo riesaminata e riscoperta. Quindi relativismo, contro l´assolutismo delle religioni, e di questi tempi anche della religione cattolica. Dico ’di questi tempi’ perche’ il pensiero cristiano, nelle sue piu’ alte espressioni teologiche, ha sempre sostenuto una verita’ mai disgiunta dal dubbio. Agostino, ad esempio, nel De praedestinatione sanctorum scrive che «La fede consiste nella volonta’ di credere». Secoli dopo Tommaso d´Aquino torna a sottolineare il carattere volontaristico dell´assenso fideistico in cui l´intelletto e’ «terminatus ad unum ex estrinseco (ex voluntate)» e non «ut ad proprium terminum» (ossia dell´evidenza del contenuto). Sempre Tommaso, nel De fide, commentando san Paolo, osserva che la fede conduce «in captivitatem omnem intellectum» cioe’ rende l´intelletto prigioniero di un contenuto che non e’ evidente, e quindi gli e’ estraneo (alienus), sicche’ l´intelletto e’ inquieto di fronte alla fede.
Sembra che il magistero di Ratzinger e dei cattolici che lo seguono e lo fanno proprio non soffra piu’ di questa inquietudine. E allora come e’ possibile una convivenza o un dialogo tra i laici che cercano la verita’ con la cautela del dubbio e i cattolici che, accolta la verita’ enunciata dal magistero ecclesiastico, la assumono come assoluta e non tollerano di essere sfiorati dal minimo dubbio? Non e’ qui in gioco la democrazia come libero confronto di opinioni? E che ne e’ della tolleranza tanto rivendicata contro il fondamentalismo, quando uno dei dialoganti si arresta ogni volta che si imbatte in una verita’ di fede? Ma soprattutto che significa una «verita’ di fede»? Non e’ questa una contraddizione in termini? La fede, infatti, crede perche’ non sa. Tra fede e sapere non c´e’ quindi compatibilita’. Le due cose non possono convivere usurpando l´una le prerogative dell´altro.
La verita’, in quegli ambiti molto limitati in cui puo’ essere raggiunta, e’ intollerante, perche’ non tollera posizioni diverse da quanto e’ stato accertato, come in matematica, in fisica, in biologia e in generale in ambito scientifico, ma la fede, proprio perche’ si fonda sulla volonta’ di credere e non su prove da chiunque verificabili, non puo’ che essere tollerante. Dove per «tolleranza» non si intende non imprigionare o bruciare chi la pensa diversamente come accadeva una volta, ma ipotizzare che chi la pensa diversamente possa avere un gradiente di verita’ superiore al proprio. Solo a queste condizioni puo’ incominciare il dialogo e dar vita a quel tipo di convivenza che si chiama democrazia.
Su questo tema Zagrebelsky insiste con parole chiare. E da eminente giurista non puo’ evitare di constatare il conflitto tra l´universalita’ della legge e la storicita’ delle situazioni concrete, che non e’ qualcosa di sporadico o di accidentale, ma una costante che ricorre con una frequenza insospettata. Quando ad esempio nella cultura d´Occidente si proclamano i diritti dell´uomo e insieme il rispetto delle differenze culturali, siamo sicuri che il contenuto concreto di questi diritti non siano le consuetudini di noi occidentali, che potrebbero benissimo sgretolarsi a contatto con le differenze culturali di cui pure proclamiamo il rispetto? E allora solo una discussione tra le culture, al termine di una storia ancora a venire, potra’ dire quali universali pretesi diventeranno universali riconosciuti.
Un altro esempio di conflitto dei doveri puo’ essere desunto dall´etica kantiana a proposito della sollecitudine per la persona e del suo equivalente morale che e’ il rispetto. Che ne e’ di quest´etica in ordine alla donna nei primi mesi di gravidanza e in ordine al morente nelle sofferenze della sua agonia? Che ne e’ della rispettiva angoscia e delle regole morali e giuridiche indifferenti a queste situazioni di angoscia? Che etica deve qui entrare in azione: il rispetto della persona o il rispetto della regola? Kant ci ricorda che la morale e’ fatta per l´uomo e non l´uomo per la morale. Un´espressione questa che ricalca quella di Gesu’ la’ dove dice che il sabato e’ fatto per l´uomo, non l´uomo per il sabato.
Nei casi citati solo l´etica del dubbio invocata da Zagrebelsky si solleva all´altezza della questione, che non consiste nel decidere se abortire o meno, se praticare o meno l´eutanasia, ma nel decidere tra doveri che meritano entrambi rispetto e attenzione, perche’ ciascuno di essi e’ confortato da potenti e fondate motivazioni etiche. E siccome non vi e’ regola per decidere tra le regole, per questo e non per altro occorre un dialogo senza pregiudiziali in cui, tra regole che appaiono entrambe giuste, si cerca di reperire quella equa.
Questo superamento della legge in nome dell´equita’ e’ stato teorizzato e discusso da Aristotele in quei numerosi passi dell´Etica a Nicomaco dove si introduce il concetto di saggezza pratica o phrónesis, che e’ quella forma di saggezza legata all´applicazione della norma in situazione, la’ dove la situazione si rivela decisamente piu’ complessa della semplicita’ con cui la norma universale e’ formulata. Scrive infatti Aristotele: «Tra i discorsi che riguardano le azioni, quelli universali sono i piu’ vuoti, e quelli che riguardano i casi particolari sono i piu’ veritieri, e, dato che le azioni riguardano i casi particolari, e’ necessario adeguarsi ad essi». Qui l´etica del dubbio, che commisura la norma universale con le situazioni particolari, fa un servizio alla verita’ maggiore di chi, in nome della verita’ o dei principi, applica la norma prescindendo dalle situazioni concrete che spesso mal si attagliano all´universalita’ della legge, la cui applicazione sarebbe senz´altro corretta e non soggetta a obiezioni, ma fondamentalmente ingiusta.
«E´ necessario, scrive Zagrebelsky, che tutte le convinzioni e le fedi piu’ radicate, cessino di essere verita’ e si trasformino in opinioni quando diventano pubbliche nel rapporto degli uni con gli altri». Senza questa capacita’ di trasformazione non si da’ il dialogo, cosi’ spesso retoricamente invocato, e tanto meno democrazia. Del resto lo stesso Jacques Maritain, il filosofo cattolico a cui spesso faceva riferimento Paolo VI, distingueva la fede, campo della verita’ dogmatica, dalla politica che e’ il campo del possibile. E questo anche in omaggio alla risposta che Gesu’ rese a Pilato. «Il mio regno non e’ di questo mondo». Ma forse proprio qui si incaglia il cristianesimo che guarda alla «citta’ celeste», e percio’ assegna allo Stato che governa la «citta’ terrena», non la realizzazione del bene, ma la semplice limitazione delle condizioni che possono ostacolare il destino ultraterreno, dove l´individuo, e non la comunita’, trova la sua autorealizzazione. Ma la dove la realizzazione individuale viene distinta dalla realizzazione sociale, etica e politica si separano, al punto che Rousseau puo’ dire: «Il cristiano non puo’ essere un buon cittadino. Se lo e’, lo e’ di fatto, ma non di principio, perche’ la patria del cristiano non e’ di questo mondo».
Quando i cristiani e in generale tutti i detentori di una presunta verita’ assoluta riusciranno convincersi che la politica e l´etica civile che ne deriva non sono la semplice applicazione delle proprie radicate fedi o convinzioni, ma mediazione tra fedi, convinzioni, opinioni, norme e concrete situazioni? Per accedere a questa, che e’ poi la condizione della vita democratica, non c´e’ altra via se non quella che Zagrebelsky chiama «etica del dubbio», l´unica che fa onore alla verita’ che nessuno possiede, perche’, di epoca in epoca, la verita’ si trova sempre per via.
.-
Mariapia manda
 
Poeti estinti, filosofi, preti

Poeti estinti, filosofi, preti,
martiri, artisti, inventori, governi d’un tempo,
forgiatori di lingue su altre rive,
nazioni un tempo potenti e ora indebolite, contratte o desolate,
io non oso procedere finche’ non v’abbia rispettosamente dato credito
di quanto avete lasciato sparso quaggiu’,
io l’ho esaminato, riconosco che e’ ammirevole (essendovi passato in mezzo),
penso che mai nulla potra’ essere piu’ grande, nulla potra’ mai meritare piu’ di quanto esso meriti,
mentre lo contemplo con attenzione, a lungo, e poi lo congedo,
io sto al mio posto coi miei giorni qui.

Qui terre femminili e maschie,
qui eredi e ereditiere del mondo, qui la fiamma della materia,
qui la spiritualita’ mediatrice, apertamente riconosciuta,
sempre protesa, il risultato delle forme visibili,
colei che soddisfa ed ora avanza dopo la debita attesa,
si’, ecco avanzare la mia signora, l’anima.

Walt Whitman
 
http://www.newsky.it/poesia/autori/_whitman/poetiestintifilosofipreti.htm
..
E brava anche la Lega col suo federalismo!

Viviana
Intanto Calderoli intende diminuire i poteri di vigilanza della Corte dei Conti (unico snellimento legislativo che ha prodotto in 6 mesi! E poi si dice i fannulloni)
Poi sappiamo tutti quanti scandali legati a truffe e furti in ciniche, case di cura, ospedali e sanita’ pubblica e privata in genere, le cronache non parlano d’altro, e spesso in questi guai i politici regionali ci sono dentro fino al collo, basti pensare alla sanita’ del Lazio intrallazzata da Storace o agli scandali della sanita’ siciliana o al maffare politico con morto della sanita’ calabrese o a tutta la questione ambientale delle discariche del napoletano. Bene le nuove leggi leghiste propongono delle commissioni regionali di controllo sulla sanita’. Indovinate chi nominera’ i loro direttori? Ma i governatori di Regione, naturalmente!
..
Ex voto e contributi di sangue, viaggio in un’Italia mai diversa
Doriana Goracci
 
Oggi 6 dicembre 2008, saranno a migliaia, a ricordare i morti sul lavoro, bruciati, incidentati, avvelenati nelle macine del governo e delle istituzioni del Malaffare, che protegge la Mafia, che ti fa sentire impotente e frustrato di fronte all’impunita’ e tace le stragi, quotidiane. Sono passati 18 anni, quando il 6 dicembre morirono a scuola, 12 ragazzi di sedici anni, per un aereo militare che si ficco’ dentro un’aula, per disgrazia, a Casalecchio del Reno e 72 tra ragazzi e insegnanti rimasero gratificati da invalidita’ permanenti: il pilota fu assolto nel 1998.
 
E ancora a Torino, a piangere chi non c’è più, morto, magari bruciato e la protesta continua e ancora a Susa dove ci saranno i No Tav a fermare ruspe e progetti di devastazione dell’ambiente e della salute, che attraversano i nostri corpi, da nord a sud, senza nessuna esclusione.
Si’, la protesta continua, per la strada, quella che ci appartiene, a farci contare, quanti ancora sono vivi, dai Media, che provvederanno, dopo qualche bel servizietto, a invitare agli acquisti e all’ottimismo. E se alla ThyssenKrupp Acciai Speciali, come dice Crosetti- ” Il silenzio è innaturale per chi conserva nelle orecchie e nella pancia il boato di una produzione che non si fermava mai, 7 giorni su 7, 24 ore al giorno”- altrettanto “naturale e santo”, emerge il borbottio della pancia del Vaticano che rutta minacce tramite la Cei, le proteste delle federazioni degli istituti cattolici si mobiliteranno in tutto il Paese e ha subito ascolto e giustizia: pronto all ‘istante l’emendamento dell’ennesimo servo del potere per restituire, 120 dei 130 milioni tolti alle private.

Continua a passare la pubblicita’ sulla Rai, mentre scrivo, la Musica per andare in Paradiso: comprare un Cd imperituro o la strenna di un libro del Viaggio in un’ Italia diversa, del grande giornalista, Vespa, che racconta lui, gli Invisibili.

La memoria, la cultura, la legalita’, la giustizia sociale: dove hanno casa in Italia ?

Un fine 2008 indimenticabile, di stragi: tagli preannunciati, decine di migliaia di licenziamenti nelle scuole e nelle fabbriche, nei cantieri e nella pubblica amministrazione e non si chiudono i canali di informazione che invitano a consumare e al decoroso silenzio e parlano di terrorismo altrui, di strette di cinghie e cinghiate dei soliti noti, escrementi nei formaggi , rivendicazioni di vittoria della sx nelle isole dei saranno e sono stati famosi, catene di montaggio di morti sul lavoro, sgomberi ed occupazioni dei nostri cervelli, fabbriche di armi in riarmo, nucleare alla riscossa, carbone vero come fosse un dolce, violenze e misfatti indisturbati, precari che reclamano almeno la precarieta’ di un lavoro, disoccupazione alle stelle e siamo solo all’inizio della fine, malgrado gli sfregamenti di mani, scongiuri e campanelle natalizie.

Quanti ancora saranno i salvataggi di banche, di ruffiani, di lenoni, di fascisti, di bancarottieri, deputati, portaborse, trasformisti, mafiosi e di tutte le loro famiglie con in testa la grande Congrega di sempre, la Piovra del potere, che controlla e legifera, che non ha mandato giù, il suo primo bilancio non brillante, i fiumi di soldi spesi a rifondere le vittime dei suoi dipendenti pedofili e che appena grida, minacciando proteste, OTTIENE, pagando con gli ex voto ?

Mi vergogno io di essere italiana e mi sbattezzo, non voglio essere neanche un numero, una cifra nelle mani dei guardiani del mondo, tanto meno un ex voto, a seguito di un voto, una che chiede la Grazia a nessun potere: nessuno di questi Divini e Venerabili Potenti esaudira’ alcuna nostra richiesta.

A chi vuole credere e far credere alle promesse degli Amministratori del Terrorismo e della Repressione, a chi continua a mettere olio negli ingranaggi e a spegnere i roghi, a perpetrare la stirpe delle formiche virtuose e risparmiatrici, tutto il mio disprezzo, sconfinato.

Dalla parte di chi lotta e resiste e osa. Tamata.
..

..sempre per la questione morale, suppongo, dopo aver dichiarato che Mangano e’ un eroe..
 
Berlusconi beatifica Craxi 
Paolo De Gregorio

Era tempo che una voce indipendente si udisse per celebrare il grande “statista” Craxi, vittima della “falsa rivoluzione dei giudici”, ed ecco materializzarsi un filmetto (DVD) sulla vita e le opere dell’uomo politico, a cura e a spese della figlia di Craxi, Stefania, (vice ministro degli esteri per diritti dinastici), e con prefazione scritta con il cuore dal presidente del consiglio, che, compiaciuto della necessaria operazione di negazionismo della storia, auspica che il filmato sia proiettato nelle scuole.
Ci sarebbe poco da ridere. E’ perfino inquietante che abbiamo al potere un presidente che riabilita un pregiudicato latitante, facendosi beffe delle sentenze dei magistrati, personaggio che ha commesso, oltre i vari ladrocini, il vero golpe che vi e’ stato in Italia, consegnando a Berlusconi il potere mediatico che lo ha portato poi al potere politico.
Nemmeno un dittatore sudamericano si potrebbe permettere il lusso e l’arroganza di portare nelle scuole la beatificazione del suo compare, additandolo come un martire di un complotto dei giudici, mentre l’unico vero complotto che vi è stato in Italia è quello che dura da 50 anni, con la P2, di cui i due compari facevano parte.
Questa operazione di riabilitazione di Craxi è una delle “liberta’” che si possono concedere solo quelli che hanno il denaro e la visibilita’ mediatica, ed è la conferma che i poteri forti esistono e vivono grazie ad un sistema delle comunicazioni totalmente in mani private e partitiche (leggi Rai).
Gli oppositori, quelli come me, si devono accontentare, quando va bene, di raggiungere un paio di migliaia di letture, in internet, senza nessuna possibilità di espansione.
La “libertà” non è uguale per tutti! Chi ha i mezzi economici e la proprieta’ dell’editoria puo’ farsi sentire. Chi non li ha e’ ininfluente e invisibile, e quindi “liberta’ zero”.
Contestualmente a questa operazione di beatificazione di Craxi, si rifà vivo Licio Gelli, che se la prende con l’innocuo Veltroni e parla di un governo che deve controllare tutto e tutti. Ma esiste ancora la democrazia? Un simile personaggio non andrebbe arrestato?.

..
 
..e ancora per dimostrare che la questione morale innanzitutto…
 
Ricevo da Francesco Locascio
Africom raddoppia. L’Italia ospiterà i comandi per le operazioni USA in Africa
Antonio Mazzeo
 
Napoli e Vicenza ospiteranno due componenti di Africom, il nuovo comando delle forze armate Usa per gli interventi nel continente africano. Il ministro degli esteri, Franco Frattini, ha confermato le indiscrezioni che erano trapelate un mese fa in Spagna sull’intenzione del Pentagono di trasferire il comando centrale della nuova struttura militare da Stoccarda a Rota (Cadice) e/o Napoli, per avvicinarlo allo scacchiere operativo africano. Ma l’Italia stavolta raddoppia: oltre che sulle infrastrutture che la Marina USA possiede a Capodichino, Gricignano e Gaeta, Africom potrà contare sulle basi dell’US Army di Camp Ederle e Dal Molin, Vicenza.
Ripetendo il copione che caratterizza ogni scelta di politica militare, sono tante le menzogne e le omissioni del governo italiano. Nel corso di una conferenza stampa, presente l’ambasciatore statunitense in Italia Ronald Spogli, il ministro Frattini ha dichiarato che le due componenti di Africom che saranno ospitate a Napoli e Vicenza, “operano nel quadro della Nato”. Ebbene, Africom è stato istituito lo scorso anno dell’amministrazione Bush senza consultare gli alleati atlantici. Il Pentagono ha deciso unilateralmente le finalità dell’intervento in Africa (lotta al terrorismo, addestramento e armamento dei paesi partner) e i tempi di attivazione del comando transitorio di Stoccarda (Germania), delle basi e delle unità destinate ad intervenire in Africa. Le operazioni (molte delle quali segrete) e le esercitazioni che si realizzano nel continente sono gestite esclusivamente da personale statunitense. Fare riferimento alla Nato per le operazioni USA in Africa è solo un modo per occultare la piena sudditanza di Roma a Washington.
Franco Frattini ha pure affermato che la scelta del governo italiano è stata presa dopo “aver informato anche i paesi africani che hanno espresso grande supporto a questa decisione”. Come dire che mentre Parlamento e popolo italiano sono tenuti all’oscuro dei piani che consolidano il paese nel principale trampolino di guerra degli Stati Uniti, la Farnesina dissemina in Africa funzionari e diplomatici per ottenere il consenso per comandi e reparti che solo Gibuti, Liberia e Marocco sono disponibili ad ospitare.
Il ministro degli esteri ha pure aggiunto che “non ci saranno truppe da combattimento americane assegnate su base permanente” a Napoli e Vicenza, ma solo “componenti civili”. Frattini, cioè, enfatizza le finalità di “assistenza umanitaria” del nuovo comando USA, occultando ciò che ha fortemente irritato il Congresso e buona parte delle organizzazioni non governative degli Stati Uniti. A Stoccarda solo una decina di persone assegnate ad Africom non sono dipendenti del Dipartimento della Difesa, mentre più di mille sono i militari di aeronautica, esercito, marina, guardia coste e corpo dei marines degli Stati Uniti d’America.    
Frattini, bontà sua, precisa che “i problemi dell’Africa non si risolvono con truppe da combattimento”, e che nel malaugurato caso in cui ci fosse bisogno di esse, “queste proverranno dalla Germania ma non dall’Italia”. Ma non vengono forse dalle basi tedesche di Bamberg e Scweinfurt i reparti della 173^ Brigata Aviotrasportata che raggiungeranno Vicenza quando saranno conclusi i lavori all’aeroporto Dal Molin?
Come denunciato dalla “Rete Nazionale Disarmiamoli!”, la Farnesina ha pure omesso di ricordare che l’Italia ospita già altre basi destinate alla nuova politica bellica di Washington, Camp Darby e Sigonella, quest’ultima sede della centrale d’intelligence per le attività “anti-terrorismo” in Africa settentrionale ed occidentale. “Joint Task Force JTF Aztec Silence” è il nome della forza speciale creata dal Dipartimento della Difesa per condurre dalla Sicilia missioni di sorveglianza terrestre, aerea e navale e finanche vere e proprie operazioni di bombardamento contro obiettivi civili e militari nella regione del Sahel.
All’ambasciatore statunitense Ronald Spogli va riconosciuta maggiore sincerità. “Gli obiettivi dei nuovi comandi Africom – ha dichiarato – vertono su sicurezza e incremento dell’assistenza umanitaria, attraverso quattro attività: prevenzione dei conflitti; promozione della crescita economica; controllo dei flussi migratori e prevenzione del terrorismo”.
Per Spogli, la creazione dei due comandi subordinati di Napoli e Vicenza “favorirà la cooperazione Italia-Usa, come già si sta facendo nell’ambito delle iniziative G8 per l’addestramento delle forze di peacekeeping e nelle azioni contro la pirateria a largo delle coste somale”. Una strizzatina d’occhio agli accordi multimilionari sottoscritti dai complessi militari-industriali dei due paesi e all’ex premier Romano Prodi, nominato dall’ONU quale responsabile degli interventi di “peacekeeping” in Africa.
..
RIDIAMARO : – )
 
Sauro manda.
Morale profonda.
Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:
– Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno.
Dio condusse il sant’uomo verso due porte.
Apri’ una delle due e gli permise di guardare all’interno.
Al centro della stanza, c’era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.
Il sant’ uomo senti’ l’acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e malato.
Avevano tutti l’aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma poiche’ il manico del cucchiaio era piu’ lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca.
Il sant’uomo tremo’ alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: – Hai appena visto l’Inferno.
Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l’apri’. La scena che l’uomo vide era identica alla precedente.
C’era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire l’acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, pero’, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant’uomo disse a Dio: – Non capisco !!!- E’ semplice, – rispose Dio – dipende solo da un’abilita’, essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri mentre gli altri non pensano che a loro stessi.
.
L’onore
Una ragazza di 16 anni torna a casa e, sconsolata, annuncia  ai suoi genitori:
"Papa’, mamma, sono incinta…"
Il padre, fuori dalla grazia di Dio, impugna una pistola e chiede chi e’ quel bastardo e giura sulla Madonna che lo va ad uccidere.
La ragazza: "..ma e’ un tipo perbene, fara’ fronte alle sue responsabilita’!"
A quel punto, si ferma un’auto di grossa cilindrata nel cortile della cascina e ne scende un uomo molto distinto.
Saluta la famiglia riunita, si siede di fronte ai genitori impietriti e, guardandoli negli occhi, dice:
"Ho avuto una storia con Vostra figlia, pero’ i miei impegni familiari mi impediscono di andare avanti con lei.
Detto cio’, sono un uomo d’onore, e voglio rimediare al torto che subite.
Non intendo lasciare ne’ lei ne’ il bimbo nel bisogno, ecco perche’ vi propongo, se vi va, l’accomodamento seguente:
– Se nasce un figlio gli intesto un conto corrente dove  depositero’ un milione di euro, e aggiungero’ 5 concessionarie Alfa in tutto il paese.
– Se le nasce una figlia, anche lei avra’ diritto ad un conto da un milione di euro, ma al posto delle concessionarie auto, le intestero’ 10 saloni di parrucchiere su Palermo e Catania.
– Se invece dovesse malauguratamente perdere il bimbo………."
Il padre lo interrompe mettendogli la mano sulla spalla e gli dice:
"Te la scopi di nuovo, che problema c’e’….?"
..
Ivan
Chi dice donna…Un uomo stanco di andare al lavoro ogni giorno mentre la moglie stava a casa, prego’ il Signore:
Dio, io vado tutti i giorni al lavoro per 8 ore mentre mia moglie sta a casa. Vorrei tanto sapere cosa si prova ad invertire i ruoli, percio’ ti prego: permetti che il suo corpo si scambi con il mio. Amen! Dio, nella sua infinita saggezza accetto’ la richiesta dell’uomo. La mattina seguente l’uomo si sveglio’ come donna. Si alzo’, preparo’ la colazione per la famiglia, sveglio’ I bambini, li vesti’ per la scuola, li fece mangiare e preparo’ il loro pranzo, li porto’ a scuola; torno’ a casa ed avvio’ la lavatrice, ando’ in tintoria, in banca e alle posta per dei pagamenti, al negozio di alimentari e infine riporto’ a casa la spesa. A casa accudi cane e gatto. Era gia’ l’una del pomeriggio, quindi si sbrigo’ a fare i letti e a pulire bagni e pavimenti. Poi corse a riprendere i figli e sulla strada di casa parlo’ con loro di quanto era successo a scuola. Preparo’ la loro merenda e gli organizzo’ il pomeriggio, comincio’ a stirare mentre cercava di guardare un programma che le piaceva alla televisione. Finito comincio’ a sbucciare le patate, lavare l’insalata, cuocere la carne e a preparare il sugo per la pasta. Dopo cena, lavo’ i piatti, puli’ la cucina, raccolse il bucato, fece il bagno ai bambini e li mise a letto. Alle 21, esausto e senza aver finito i suoi impegni giornalieri, ando’ a letto dove, tentando di non lamentarsi, fece l’amore. La mattina seguente l’uomo si sveglio’, salto’ giu’ dal letto e immediatamente rivolse una preghiera al Signore: Dio, non so proprio cosa pensassi. Era un grave errore l’invidia per mia moglie che puo’ stare a casa tutto il giorno! Ti prego dal profondo del mio cuore, fa tornare tutto come prima! Dio, nella sua infinita saggezza, rispose: figlio mio, penso che tu abbia imparato la lezione, e saro’ contento di riportare le cose come erano. Dovrai solo aspettare nove mesi, pero’: ieri sera sei rimasta incinta
..
Tubal e Sibilla
I migliori cervelli lasciano l’Italia
I peggiori restano. E governano

..
Satira papale papale
Da
http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Benedetto_XVI

"BenedettoDecimoQuintoPrimo" e’ noto con vari nomi. Dagli amici chiamato "Bella Vecchio", e’ detto anche il "pastore tedesco" oppure "il pastore tedesco REX-inger", "Imperatore Palpatine", "Ratzinger Z", "Ratzinga" , "Papa Mazinga" "Papa Nazinger" . Conosciuto inoltre con il nome di "PapaRazzi", dovuto al suo hobby di fotografia, e con quello di "w la metals". Tra i bambini che ha conosciuto e’ noto col soprannome di "Peneretto XVI". Non mancano "Benedetto Icsvui" o "Benedetto AcsoVuoi?!", "Ben detto, XVI!", "Maledetto XVI", "Benedetto Sedicente"
La chiesa attende comunque con ansia la venuta del prossimo Papa, suo figlio primogenito Benedetto XVII, ovvero Papa B17. I piu’ ritengono comunque che il divertimento vero verra’ solo con Papa Benedetto PentaDecaSecondo, Papa B52.
Si chiama cosi’ in onore del santo a cui si ispira, San Benedetto del Tronto.

Le origini e la gioventu’
Il padre era un commissario di polizia, l’Ispettore Derrick e proveniva da una modesta famiglia di ricchissimi aristocratici della Baviera, la madre era di Shutzenpirrenslawenstaffen, sul lago di Como in Baviera, era figlia di articoli per la casa. Aaa.
Al compimento dei 14 anni, come tutti i suoi coetanei, si arruolo’ volontariamente nella Gioventu’ hitleriana. Due anni dopo, partecipo’ al programma Luftwaffenhinderburgautobahn (termosifoni uniti per le finestre medioevali della Luftwaffe) a Monaco come addetto alla lucidatura di boccali da birra per l’Oktoberfest.
Nel 1939, partito per l’invasione della Polonia, durante l’assedio si ritrovo’ ad inseguire un giovane prete polacco in un vicolo di Varsavia, stava per abbatterlo con un colpo di fucile, quando Chuck Norris (assumendo le sembianze di Dio, per non impressionarlo troppo) gli apparve innanzi e gli disse: "Non sparare a quel ragazzo, un giorno diventera’ Papa!", Ratzinger titubante rispose: "Si’, ma io…" e Chuck: "Non preoccuparti, tu dopo!".
Nell’aprile del 1944 diserto’, inseguendo un folletto nella foresta nera evitando per un soffio che Hitler gli rubasse un boccale di birra pieno. Perdutosi nella foresta, si ritrovo’, dopo lungo errare, in un castello in Transilvania, dove assunse la discutibile abitudine di nutrirsi, vista la penuria di cibo, del sangue dei suoi contadini. Trasferitosi a Londra, con l’intento di conquistare il mondo, fece finta di morire, ingannando cosi’ Van Helsing, che voleva inchiappettarlo.
Riapparve pochi anni piu’ tardi, dopo aver lasciato calmare le acque, con il sempre vivo intento di dominare il mondo. Visto il suo precedente insuccesso, pero’, si dedico’ ad una via differente, corrompendo i senatori del Vaticano e facendosi nominare Cancelliere supremo e Signore dei Sith, sotto il nome di Darth Benedict (per gli amici "Benedetto") XVI. Amante segreto di Darth Vader e responsabile della sua asma, per ripagarlo degli sforzi tra le lenzuola ha contribuito a truccare la lotteria per la distribuzione dei pozzi di petrolio ex URSS, finiti appunto al suo pupillo.
Vita e opere attuali
Nel gennaio 2007, ha emanato la rivoluzionaria enciclica "Ne Loqui, te non audio" (Non parlare, non ti sento) nella quale, si pronuncia apertamente contro omosessuali dichiarati, lesbiche, onanisti, ambientalisti, hacker, seguaci di Kifflom, alfisti, malati terminali, portapizze, medici in prima linea e infermieri, preti non pedofili, becchini, calzolai, mancini, rockettari,metallari, suonatori di cornamusa, camionisti, coltivatori diretti e grossisti, Lenny Kravitz, Bo e Luke Duke, Magnum P.I, Fox Mulder, Xena, Hercules, i Teletubbies e Dana Scully. Nell’occasione ha ribadito la sua ferma condanna nei confronti di Galileo e San Francesco, fino a quando qualcuno non gli ha fatto notare che qualcun altro se n’era gia’ occupato. A quel punto ha cercato di scomunicare tutta la curia, al grido di "pervertiti!!", ma e’ stato immediatamente sedato e sostituito da un clone.
Ha recentemente beatificato mastro Geppetto, il cane Laika, Bozzo il clown, Rita Dalla Chiesa e Germano Mosconi. Quest’ultima beatificazione e’ sospetta perche’ e’ avvenuta dopo che Mosconi lo aveva anatemizzato e sostituito con se stesso per arruffianarselo.
E’ noto soprattutto come Papa Pipistrello capo della C.H.I.E.S.A., che combatte contro il progressismo e l’omosessualita’ senza timore ed omerta’.
Voci di corridoio lo vogliono anche Capoccia della Nasa, il super-mega-strafico istituto per la ricerca Svervegia. Sarebbe lui a tirare i fili di quelle misere marionette che non sono altro le piu’ geniali menti che l’umanita’ abbia mai creato, come per esempio, Carlo Rubbia.
Opere teatrali
Ha lavorato a teatro, recitando la parte del Cappellaio Pazzo nella commedia di Sofocle intitolata "Gaetano, un nome da scoiattolo".
Sta scrivendo un Musical sulla sua vita "Emperor Palpatine Superstar"
Innovazioni tecniche
Nel 1986, dopo una sofferta procedura di rettoscopia, ha ideato e realizzato l’implementazione del protocollo USB.
Nel 1990 ideo’ un preciso strumento ad alto rilievo tecnologico che gli permise di comunicare con l’aldila’. Non trovo’ finanziamenti tra il clero e l’idea fu accantonata poiche’ a rispondere era sempre Satana che ai tempi prestava servizio come tirocinante nello studio Oltre Cielo di Chuck Norris. Tuttavia si pensa che, non appena autoelettosi papa, Benedetto XVI abbia rispolverato l’apparecchiatura, che da quel momento gli permette di comunicare direttamente con Dio ed imporre il suo volere sul popolo italiano. Si pensa che l’apparecchio sia stato calciorotato da Chuck Norris per evitare di essere continuamente disturbato; tecnicamente, il calcio rotante ha impostato l’inoltro di chiamata verso il numero di cellulare di Dio.
Cazzate celebri
Questo grande papa e’ ricordato, tra le altre cose per queste sue azioni.
Ha ottenuto la tessera numero 1 del Movimento Mosconi.
E’ riuscito con un solo discorso ad aizzare l’intera comunita’ islamica mondiale contro i cattolici (altresi’ detti credulenti), citando un califfo che definiva i seguaci di Allah sanguinari guerrafondai pazzoidi.
Non contento di essersi fatte nemiche le altre religioni, ha ricordato alle religioni cristiane non cattoliche che quella cattolica e’ la vera, sola ed unica religione degna di essere ricoperta d’oro e ricchezza dai suoi umili e sfruttati sudditi. Accortosi del guaio, ha poi ricordato che Cristiano Malgioglio non e’ degno di esistere, in modo da distogliere l’attenzione dalla castroneria appena annunciata davanti al mondo intero, conscio del fatto che la mente dei suoi adulatori e’ piu’ plasmabile del pongo.
Con colossale spregio di tutti coloro che, con uno slancio di bonta’ d’animo, hanno deciso di devolvere l’8 per mille alla chiesa cattolica, il suddetto papa Stramaledetto XVI ha regalato 500 euro ad ogni dipendente del vaticano. Con buona pace per la fame nel mondo.
Dopo essersi fumato dei libri sacri, aver sniffato l’incenso ed essersi iniettato del vin santo, papa Nazinger ha proposto il ripristino della messa nella scraussissima lingua Latina. Dopo essersi accorto che nessuno lo cagava e’ tornato a Castel Sant’Angelo a farsi le pippe.
Grazie ai soldi ricavati dalla sua famosa autobiografia, "L’uomo che veniva dalla Germania ed era bello, simpatico e con un grande senso della moda", che aveva detto avrebbero aiutato i bambini bisognosi, ha acquistato un totale di 7694563002875396304536100931 fra cappelli, sciarpe e berretti, tutte di marca rigorosamente Prada. Dopo che molti infedeli (comunisti, e’ sicuro), hanno osato dire che non aveva mantenuto le sue promesse di far felici i bambini bisognosi, lui, dall’alto della sua Sommezza, ha detto che molti bambini erano rimasti molto…"eccitati" dai suoi cappelli.
Invece il ricavato degli altri suoi due libri, "Dio e’ amico mio", da cui e’ stato tratto anche un musical, e "L’uomo che sconvolse il mondo con l’amore e il perdono: Fabrizio Corona", da cui e’ stata tratta anche la suoneria "Corona Non Perdona", e’ stato devoluto alla fondazione per la pace "Martiri del Terzo Reich", per la gioia di molti, simpatici e gioviali neonazisti.
Una mattina si e’ alzato col suo sorrisino sghembo e ha chiuso il limbo, mandando una mail ai bambini li dentro e invitandoli al suo Te’ pomeridiano insieme ad Hansel e Gretel.
Notizia dell’ultimo minuto: il papa ha fatto uso di droghe pesanti, durante il suo viaggio in Turchia. Pare, infatti che mentre un suo sosia sparava una marea di cazzate in Turchia, il vero papa era ad Amsterdam e comprava con la sua Mastercard etti ed etti di eroina, mescalina e cocaina, nonche’ dei cappelli colorati e delle riviste porno. Tutto e’ stato scoperto risalendo ai traffici della Mastercard. E’ stato anche reso noto il codice della suddetta carta: 889-13-889 ("Chiamami sono bollente ahhha aahha ahahha")
Numerose ipotesi sono state abbozzate per il rifiuto papale di presentarsi all’ Universita’ La Sapienza per la celebrazione dei dieci anni del primo corteo del Gay Pride. In realta’ dai tempi del Gran Burattinaio, e’ uso da parte di chi ospita il Santo Padre regalare a quest’ultimo un set di marionette, con le quali il Pontefice puo’ trastullarsi durante il corso della visita; al momento non erano disponibili. Il numero di pezzi puo’ andare da 1 a 100,000. Inoltre le esibizioni sono sempre seguite e commentate da giornalisti di tutte le reti italiane.
 
(Errori: il testo precedente contiene delle falsita’. Non è vero che  il papa vesta Prada. Si veste in modo totalmente originale essendo lo stilista di se stesso e fa confezionare le proprie creazioni da artigiani unici e specializzati che sono fatti sparire dopo ogni confezione cosi’ come Ramses faceva sparire i costruttori delle sue piramidi.)
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