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Sunday May 27th 2018

MASADA n. 833. 30-11-2008. L’Italia e’ una fatalita’

Dario FO: Berlusconi, l’inquinamento e il risparmio energetico – La caduta della classe media – Fantozzi chiede 15 milioni – L’onda non cede – Berlusconi e il narcotraffico – Piu’ deleghe alle Province, meno potere alle Regioni
 
Franco manda:
 
Berlusconi, l’inquinamento e il risparmio energetico 
Ovvero: come parlare a un sordo
DARIO FO
 
Il  nostro Presidente del Consiglio si e’ rifiutato, a nome del popolo italiano, di aderire al programma europeo che impone a tutti gli stati della coalizione di abbassare le emissioni di gas tossico del 20% entro il 2012. 
“No!” s’e’ ribellato Berlusconi, “non siamo in grado di aderire. L’attenerci a un simile decalogo di emissioni di CO2 e altri gas inquinanti vorrebbe dire per il nostro paese un disastro insostenibile sia sul piano produttivo che economico, giacche’ l’inquinamento atmosferico del nostro paese e’ determinato soprattutto dagli impianti industriali, le cui strutture di smaltimento delle scorie solide e gassose dovrebbero essere abbattute quasi al completo e sostituite con apparecchiature adeguate, il che imporrebbe alle nostre industrie oneri di spese non previsti e oltretutto deleteri per la nostra economia. Quindi, cari cittadini italiani, basta coi mugugni e, per il bene del nostro benessere nazionale, respirate smog a pieni polmoni, intasatevi di polveri sottili, residui metallici, scorie urticanti e procurate ai vostri bambini asma a volonta’”.

Ma ecco che un’inchiesta indipendente, quindi non condizionata dal governo in carica, scopre che i danni maggiori all’atmosfera del nostro paese sono causati da bruciatori obsoleti e fuorilegge, dall’utilizzo di forni a carbone e soprattutto dalle enormi dispersioni nell’ambiente di sostanze tossiche causate dalle raffinerie e altre industrie. E ancora da migliaia di caldaie per il riscaldamento privato e comunale di tipo antiquato. E qui possiamo ben immaginare la risposta del nostro Primo Ministro: “Ma che si pretende da noi? Che si adotti la legalita’ e si cancelli l’obsoleto? Obsoleto vuol dire ‘vecchio’, ma anche ‘antico’ e quindi dovremmo cancellare la nostra memoria originaria, la nostra storia?” E qui Berlusconi dimostra una profonda cultura, addirittura socialista, poiche’ sentenzia: “Un popolo senza memoria storica, come dice Gramsci, e’ un popolo senza futuro. E noi alla cultura ci teniamo, eccome! E anche al nostro futuro, a costo di continuare ad asfissiarci in un paese ridotto a una camera a gas!”.
Qualcuno fa osservare inoltre che in Italia, al contrario di cio’ che hanno realizzato negli altri paesi piu’ civilmente coscienti d’Europa, non si e’ ancora intrapreso un benche’ minimo programma di risparmio energetico e soprattutto si e’ fato poco per la produzione di energia alternativa attraverso i cosiddetti pannelli fotovoltaici, quasi niente per lo sfruttamento di propellenti naturali non inquinanti e per l’installazione di pale eoliche. Ci sono regioni del Nord Europa – vedi Germania e Olanda, per non parlare di Svezia, Danimarca, Finlandia e  Norvegia – dove si sono raggiunti vantaggi notevoli attraverso le fonti rinnovabili: l’Italia e’ dichiarata dagli esperti la nazione che avrebbe piu’ vantaggio nel produrre energia alternativa pulita in quanto, come dice la canzone, simm’ ‘o paese d’o sole, e attraverso il calore solare, a livello notevole come il nostro, riusciremmo a produrre con uno stesso impianto il triplo di cio’ che riescono a generare nei paesi del nord.
L’altro giorno piu’ di un telegiornale ha mandato in onda un servizio davvero esaltante dove si presentavano i tetti di un grande edificio del Vaticano completamente ricoperti da pannelli solari: il commentatore della citta’ sacra ci informava del vasto perimetro ricoperto da quella struttura che assorbe luce e calore per trasformarla in energia.
Quindi ci offriva alcune informazioni sulla produzione di energia fotovoltaica: cosi’ venivamo a scoprire che grazie a quell’impianto, lo stato del Vaticano ottiene il 20% del proprio fabbisogno d’elettricita’. Quell’apparecchiatura e’ stata regalata al Papa da un’impresa tedesca evidentemente molto religiosa che ha voluto omaggiare di un bene attivo e altamente progredito il centro della cristianita’. Pare che in seguito all’efficienza dimostrata dalla suddetta copertura dei tetti sacri, l’economo del Vaticano abbia gia’ in progetto di far ricoprire con pannelli solari anche il cupolone di San Pietro, l’intera piazza del Bernini e tutte le innumerevoli cupole delle cattedrali e basiliche di Roma di proprieta’ della Chiesa, ottenendo cosi’ un sovrappiu’ straordinario di energia da vendere al nostro governo o meglio all’Enel. Forse finalmente a ‘sto punto, spinti dall’esempio del rappresentante di Dio in terra, i nostri governanti si sveglieranno dal loro torpore e si decideranno ad indire anche nel nostro paese una campagna per l’installazione di impianti per la produzione di energia alternativa di ogni genere… ma questo e’ solo un sogno. 
Il programma dei nostri governi e’ da sempre di corto respiro e persegue una logica sparagnina, da droghieri d’altri tempi: basta prendere in considerazione il caso del petrolio, il cui prezzo ad un certo punto era salito a quasi 150 dollari al barile. Immediatamente i petrolieri e con loro le imprese di raffineria avevano in un attimo  aumentato il prezzo della benzina fino a 1,53 euro al litro.
Ma appresso, in seguito al tracollo dell’economia mondiale, che ha prodotto un abbassamento straordinario del consumo pro capite dei carburanti, ecco che il prezzo del greggio scende addirittura a 50 dollari al barile. A questo punto ci si aspetta che con la stessa velocita’ con cui si e’ aumentato il prezzo, ora lo si cali dello stesso valore, cioe’ un litro di benzina dovrebbe costare 1,10 euro al litro… e invece no, tranquillamente rimane a 1,16 euro al litro, cioe’ tre volte di piu’ del prezzo logico.
(Lo scorso 11 luglio, quando le quotazioni del petrolio a New York hanno raggiunto il record di 147,27 dollari al barile, fare un pieno di verde o gasolio costava tra i 1,539 e i 1,553 euro al litro. Oggi, con le nuove riduzioni, costa circa 1,16. E’ ai minimi da tre anni.
Nomisma Energia calcola un prezzo "ottimale" alla pompa. Che, attualmente, e’ di 1,10 euro al litro per la benzina e 1,11 euro al litro per il gasolio. Alla pompa, invece, paghiamo 1,16: 6 centesimi in piu’ di quanto dovremmo (5 centesimi per il gasolio).

FONTI: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/11/carburanti-benzina-greggio-tabarelli.shtml?uuid=429ecdda-b7df-11dd-97b9-0fe2ac6dd738&DocRulesView=Libero ))

Siamo in crisi, quindi soprattutto bisognerebbe favorire i cittadini, a cominciare dai meno abbienti e da coloro che da pendolari usano tutti i giorni la propria macchina e invece (e’ incredibile!) il governo fa finta di nulla: se ne guarda bene di interviene drasticamente contro i petrolieri e i distributori perche’ restituiscano il maltolto. D’altra parte chi glielo fa fare ai nostri governanti di far abbassare il prezzo della benzina e del gasolio? Il Centro Studi Promotor basandosi sui dati pubblicati dal Ministero dello Sviluppo economico ha stimato che nei primi cinque mesi del 2008 gli italiani abbiano speso per il pieno di carburante 26,1 miliardi di euro. Di questi, 12,7 miliardi sono andati ai produttori e ai distributori, mentre le fetta piu’ grossa, 13,4 miliardi, sono finiti nelle casse erariali. Ecco perche’ qualcuno continua a ripetere spesso in questi tempi “Piove benzina, Governo ladro!”
Ma noi insistiamo a chiedere: i nostri politici, in particolare quelli che stanno al potere, come se la cavano? Prendono qualche iniziativa rispetto a questa tragica contingenza sia finanziaria che ambientale ed energetica? Hanno un progetto? Certo che ce l’hanno, cosi’ quando ho visto sullo schermo televisivo presentarsi il ministro Scajola, incaricato del programma energetico, che sorridendo annunciava “Abbiamo la soluzione”, mi sono detto: oh, ci siamo, finalmente ci verra’ a dire quello che aspettiamo da anni.
E invece no, sempre tranquillo e sorridente lo Scajola, nome onomatopeico, ha dichiarato: “Cari cittadini, si torna al nucleare”. Nucleare?! Ma come, non l’avevamo gia’ sperimentato 50  anni fa e avevamo pure organizzato un referendum per cacciarlo via dal nostro territorio? (1987) “Si’”, ribatte lo Scajola, “ma abbiamo commesso un errore. L’energia nucleare e’ pulita, rinnovabile; impariamo dai francesi che da anni ne producono in tale quantita’ da venderne anche a noi e farsela pagare cara, molto cara”. Ma… pam! In quello stesso istante, in Francia succedeva un disastro: dall’impianto nucleare piu’ importante della nazione, fuoriuscivano scorie tossiche che inquinavano tonnellate di acqua per il raffreddamento della centrale, cosi’ da rischiare di contaminare tutte le falde acquifere e il fiume piu’ importante della provincia.
Fermi tutti! Niente panico. Pac! Salta in aria un altro sistema di sicurezza, altro inquinamento e stavolta ci vanno di mezzo dieci operai. “Ma, calma!” dice il ministro, “degli operai sono stati colpiti dalle esalazioni, e’ vero, ma solo leggermente”. Cosa significa “leggermente”? Significa che i danni procurati alla salute di quei dipendenti sono insignificanti: gli son diventati i capelli un po’ azzurri, gli occhi fluorescenti e la pelle leggermente squamata. Qualcuno ha anche le branchie, ma gli stanno bene.
Ma io mi chiedo, questi politici sono ignoranti naturali o hanno studiato per diventarlo? Nessuno ha detto loro che, a parte il pericolo continuo di disastri tipo Chernobyl, per il nucleare esiste il problema delle scorie? E che noi, in Italia, per il solo fatto di aver messo in funzione un paio di centrali nucleari cinquant’anni fa, ancora oggi abbiamo tonnellate di scorie che non sappiamo dove sbattere, e il cui mantenimento in luogo protetto ci impone la presenza di uno stuolo di tecnici a continuo controllo delle scorie di uranio stipati in migliaia di barili altamente tossici?  Guardiani che impegnati in decine di bunker distribuiti in luoghi diversi della penisola, il cui  mantenimento ci costa miliardi ogni anno, e oltretutto senza una prevista scadenza di quei servizi e di un programma di smantellamento. Percio’ quei miliardi di euro all’anno verranno elargiti a tempo indeterminato, come a dire infinito.
Ma Scajola e’ al corrente di questo terribile squarcio economico? Noi crediamo di si’, lo sa, ma non ne parla nemmeno a se stesso. Quindi non sa nemmeno che negli Stati Uniti esiste un’area enorme dello Utah, trasformata grazie alle scorie, in una discarica tossica orrenda, che continua a contaminare animali e uomini a distanza ormai di 40 anni? E in Francia, nazione all’avanguardia del nucleare, dove le sistemano le proprie scorie? Non si sa, ce l’hanno ancora li’, belle impacchettate, ma nessuno sa dove sbatterle. Il  ministro ha dichiarato che da noi monteranno subito una mezza dozzina di impianti, ma questi cervelli incandescenti di Scajola e Berlusconi sanno cosa costa montare una centrale nucleare? In Finlandia ne stanno costruendo giusto una di ultima generazione. Avevano  previsto che sarebbe costata un miliardo di euro, ma a meta’ percorso si sono accorti che il miliardo previsto s’era raddoppiato, 2 miliardi. Poi e’ sorto un problema dovuto ad infiltrazioni d’acqua nel sottosuolo e altri impicci. Cosi’ per rimediare sono arrivati a 5 miliardi. Ora i responsabili della centrale, gente preparata e onesta, hanno avvertito che il valore dell’energia che riusciranno a produrre con quella loro centrale non riuscira’ a coprire neanche la meta’ dei costi di fabbricazione ed impianto. Non solo, ma che la perdita aumentera’ a dismisura quando, fra una ventina d’anni, come di norma, dovranno smontare tutto l’impianto e preoccuparsi di imballare ogni elemento dentro un enorme container in cemento armato, e poi andare a sistemarlo in uno spazio scavato nella roccia a un minimo di cento metri sotto il livello del suolo.
E il ministro, sempre lui, lo Scajola, assicura che quella nucleare e’ un’energia rinnovabile e viene smentito immediatamente da ogni scienziato onesto e informato che lo sbeffeggia: “Ma che dici, o grullo? Attento a te, Scajola, i reattori funzionano solo grazie all’uranio arricchito.
Ora devi sapere che negli ultimi 10 anni il prezzo di questo propellente e’ aumentato addirittura di  dieci volte, per la semplice ragione che le riserve stanno per finire (2007 il prezzo record di 106 dollari la libbra); quindi apprendi che l’uranio non e’ rinnovabile: se lo consumi, finisce e ti lascia solo le scorie…  e giacche’ il vostro governo, Berlusconi in testa, ha appreso che per soddisfare l’intero bisogno della nazione si dovrebbero realizzare, sul nostro territorio, almeno sessanta centrali dell’ultima generazione, dove andate a sbattere?
Vi e’ sfuggito il particolare che per raggiungere questo numero abbisognano almeno trent’anni, con una spesa da fantascienza? E poi c’e’ il guaio che proprio in ragione dell’enorme numero di centrali che ogni paese cosiddetto civile ha in programma di costruire, entro quindici anni, di uranio fruibile non ce ne sara’ piu’ e allora con cosa le fai andare le sessanta centrali, con le noccioline? O col popcorn?! E poi, cervellone mio, ci spieghi in quale zona o territorio hai in mente di costruirle queste centrali? Nessuno ti ha detto che l’Italia e’ un paese a forte incidenza tellurica? E che dal nord al sud piu’ profondo non c’e’ luogo dove sia pensabile montarci un impianto nucleare? L’unico sicuro sarebbe Roma, anzi il Vaticano e’ proprio il punto ideale… io insisto e firmo per una soluzione del genere.
A parte i lazzi ironici prima di chiudere vorrei esprimere un’ultima considerazione: il Presidente Berlusconi ha scoperto uno straordinario leit motiv per giustificare le cause dei disastri che da noi si susseguono. Ultimamente in seguito a quel rovinoso crollo del soffitto avvenuto nella scuola di Rivoli presso Torino che ha seppellito una ventina studenti di cui uno e’ ancora a rischio di paralisi e un ragazzo di diciassette anni e’ morto schiacciato, il Capo del Governo ha tranquillizzato la popolazione dichiarando: “Nessuna colpa, e’ stata una fatalita’”.
Non passa un giorno che subito viene clamorosamente smentito dal capo della Protezione Civile Bertolaso, che nega: No, non si tratta di disastro senza colpa: il crollo e’ avvenuto causa il cedimento del controsoffitto travolto da un tubo di ghisa appeso malamente e abbandonato dall’impresa che ha eseguito gli ultimi lavori di assestamento. Inoltre il Bertolaso aggiunge: “In Italia sono 22.000 gli istituti pubblici che si trovano a rischio sismico e in particolare sedicimila sono quelli ad alto rischio: servono 13 miliardi per garantire la completa agibilita’ delle scuole”.
Questo capo della Protezione Civile e’ da buttare: ma come si permette di contestare le dichiarazioni del suo superiore massimo e togliergli la possibilita’ di ripetere i prossimi disastri? E’ fatalita’! E pensare che stava gia’ componendo con l’ausilio del suo musicista preferito, Apicella, una canzonetta che cosi’ comincia:

Il mondo e’ tutto un disastro:
crollano i soffitti, crolla la Borsa,
ma nessuno ne ha colpa, e’ fatalita’!
In Iraq c’e’ petrolio a volonta’
Una guerra scoppia
Nessuno ne ha colpa,
La ragione non si sa, e’ fatalita’!
Nei mercati del mondo intero
crolla il dollaro,
pare un cimitero,
le banche vanno in fallimento,
ma, per favore, nessun lamento, e’ fatalita’!
No, nessuno ha speculato
Nessuno ha truffato con azioni fasulle
dette derivati 
si’, ci son stati milioni di rovinati,
ma perche’ son cosi’ avventati?
Nessuno ne ha colpa, e’ fatalita’!
Ora bisogna unirsi nella solidarieta’
e aiutare le banche che stanno fallendo.
Si’, proprio quelle che hanno tirato il bidone
E vi hanno fottuti.
A loro vanno i nostri aiuti
Anche voi volete un soccorso?
Essere aiutati?
Ci spiace, ma i soldi son finiti
Sono gia’ stati impegnati per sostenere la pace,
la pace tanto ambita,
purtroppo guerreggiata.”

Dario Fo – 27 novembre 2008

http://www.jacopofo.com/fatalita-ambiente-ecologia-inquinamento-prezzo-benzina
..

Berlusconi, Obama e la classe media
Viviana Vivarelli
Berlusconi continua a proclamarsi pro Obama ma fa il contrario. Obama ha tra le sue priorita’ il salvataggio della classe media, B e Tremonti la ignorano.
Un’analisi sociale dice che, se la classe media va al disastro, e’ il fallimento della nazione intera.
In Germania l’ascesa di Hitler fu favorita da un ceto medio che non aveva basi culturali o democratiche. Per il nostro, cresciuto a Grande Fratello, volgarita’ televisive, oscenita’ politiche, spot e telefonini, va anche peggio.
Negli USA si crede che la middle class sia il perno dell’idea stessa di democrazia. Un’idea buona di societa’ dovrebbe permettere a tutti un relativo benessere e delle sicurezze per il futuro, ma lo sfrenato liberismo di mercato ha distrutto questa speranza (lo dice Obama, non lo dira’ mai Berlusconi).  Grazie all’iper-liberismo molti della classe media si sono impoveriti e solo pochissimi si sono arricchiti. Il ceto medio era un tempo il 60% della societa’, impiegati e lavoratori autonomi, artigiani, piccoli imprenditori (in Italia gli imprenditori sono 6 milioni e i piccoli imprenditori sono il 94,6%), ora il numero e’ diminuito e sono aumentati i poveri. Dovrebbe essere una fascia sociale che ha speranze per il futuro, una certa sicurezza e un buon reddito, che gode di un buon welfare. Ma e’ stato tutto distrutto da politiche scellerate che in Europa continuano a comandare e in Italia sono al governo. Ora molti della classe media si sentono derubati e a rischio. E il precariato giovanile amaro e senza futuro, voluto perversamente da D’Alema come da B, ha prodotto la disperazione.
La classe media dovrebbe essere quella che spende mandando avanti il paese. Se essa si ferma, si ferma tutta l’economia. Ma B e Tremonti non propongono alcuna riforma strutturale, anzi aumentano lo sfruttamento, la ricchezza dei troppo ricchi e le leggi che difendono l’impunita’ dei rei o dei potenti. E questo egoismo cieco ci prospetta un futuro pessimo. Dove l’elemosina della social card suona come una beffa.
 ..
Soldi e Vaticano
Rosario
Mi domando se i finanziamenti che lo Stato da’ alle scuole private non CONTRASTINO FORTEMENTE con le norme Europee che vietano l’aiuto di Stato alle aziende, cio’ in quanto le scuole private sono … aziende, anche se invece di vendere bulloni o auto "vendono istruzione" (a dire il vero spesso vendono piu’ voti e carte formali che istruzione).
…. 
Ottima obiezione, Rosario. Oltre tutto sono aziende di uno stato estero, cioe’ una fuga di capitali che va ad alimentare le gia’ cospicue casse dello IOR. Lo stesso si potrebbe dire sulle sovvenzioni in forme varie, esenzioni fiscali, ICI, pagamento delle bollette del Vaticano, favori legislativi e penali (tipo il condono ai preti pedofili o usurai) ecc.
Noi siamo "l’unico" paese europeo che si permette simili regalie con una chiesa; altrove sono i fedeli che, giustamente, come dovrebbe essere, mantengono ognuno la propria chiesa versando  il 10% di quello che guadagnano. In Italia se passassimo alle sovvenzioni private nella Chiesa non resterebbe nessuno, nemmeno le vecchiette.
In cambio non abbiamo da parte del Papa ne’ riconoscenza, ne’ delicatezza, ne’ l’osservanza del precetto "Da’ a Cesare quel che e’ di Cesare e a Dio quel che e’ di Dio" bensi’ un atteggiamento insolente, protervo e di sforamento da parte del Vaticano nelle faccende italiane, atteggiamento dispotico assolutamente fuori luogo e del tutto inopportuno che pesa in modo micidiale sulle libere scelte della politica.
E questo quando il numero di cattolici osservanti in Italia e’ ormai bassissimo e l’etica cristiana non ha nemmeno sfiorato i luoghi del potere mentre la gente e’ sempre piu’ spronata a un edonismo diffuso che di etico non ha piu’ nulla e in cui la prima massima e’ l’abituarsi alle oscenita’ di chi comanda, ritenendo lecito qualsiasi comportamento depravato. E Berlusconi qui e’ il primo maestro di scelleratezze, seguito da tutta la sua corte di piduisti, mafiosi, cocainomani, puttane, puttanieri e ladri di stato. Cristianesimo? Ma dove?
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15 milioni di euro chiesti da Fantozzi?
Viviana
 
Ha fatto bene! Di piu’ doveva chiedere e li avrebbe avuti. In questo paradiso per ricchi che e’ l’Italia dove un governo eletto da tanti serve gli interessi solo dei ricchi (anche dei mafiosi e dei ladri che sempre ricchi sono), Tremonti e Berlusconi si guardano bene dal seguire l’Europa, danno 2 miliardi ai morti di fame in cambio di varie disposizioni penalizzanti, ma regalano 20 miliardi alle banche in cambio di niente. Si taglia i poveri e alla classe media, si lasciano straricchi i ricchi. Bel Governo di tutti!
Gli stati europei hanno offerto aiuto alle banche ma in cambio hanno chiesto di tagliare i bonus dei dirigenti. Lo Stato interviene a sostegno delle societa’ in crisi acquistando quote di capitale e poi, come azionista, detta le sue regole dall’interno, imponendo ad es. tagli drastici ai super-stipendi dei manager. E soprattutto alle quote variabili, come bonus e stock-option. La Merkel impone che le retribuzioni dei dirigenti non superino i 500 mila € all’anno. Lo stesso la Gran Bretagna, che ha tagliato bonus e liquidazioni manageriali. Da noi un analogo tetto e’ stato bocciato (udite, udite) da dx e sx unite! E bravi soci!
Non si vogliono rovinare i posti che occuperanno una volta finita la politica. Il bello e’ che i manager italiani sono i peggiori d’Europa, e basta Alitalia e Ferrovie a dimostrarlo. Ma i peggiori qui sono pagati di piu’ e di commisurare lo stipendio al rendimento neanche parlarne! E non mollano. Eppure c’e’ una regola d’oro che dice che lo stipendio maggiore di un’azienda non dovrebbe superare di 10 volte quello minore. Figuriamoci!
Tra bonus e liquidazioni d’oro, c’e’ un abisso incolmabile tra il piu’ e il meno, ma allora l’eccesso di ricchezza diventa un furto e un insulto al resto della popolazione.
Bertinotti a suo tempo propose un tetto agli stipendi pubblici, di 235mila €, 15 volte lo stipendio piu’ basso di un dipendente statale.  Gli risero in faccia! Oggi potremmo chiedere 500.000 €. Rifiuterebbero sdegnati.

 Se 235.00 euro gli sembrano pochi!!
Ma quanto vogliono prendere questi manager?
 
Cimoli, Alitalia: 2 milioni 700 mila € di stipendio (quanto 210 dipendenti!), piu’ la liquidazione delle Ferrovie di 6,7 milioni
 
Calabro’, Pres. Telecomunicazioni: 440 mila € l’anno
 
Vittorio Crecco, dirett. previdenza sociale: 270 mila l’anno
 
Mario Draghi, Bankitalia: 450 mila
 
Mario Andrea Guaiana: agenzia Dogane, 350 mila
 
Elio Catania, ex FFSS: 2,5 milioni, liquidato con 7 milioni (lascia FFSS con un deficit di 1,3 miliardi mentre prima aveva un utile di 31 milioni, bravo!)
 
Massimo Sarni, Poste: 1 milione e 296.000 di stipendio. Ma come vanno bene le Poste italiane!
 
Vittorio Grilli, ex ragioniere dello Stato e ora direttore del Tesoro: 600 mila € piu’ 1 milione e 800 mila euro all’estero (fa pure il doppio lavoro, perche’ gli avanza tempo!)
 
Vincenzo Pozzi, ex ANAS: 438.000
 
Riccardo RuggierI, Telecom: 17 milioni!
 
Carlo Buora, Telecom: 12 milioni!
 
Matteo Arpe, Capitalia: addirittura 37,4 milioni ! E dopo la rottura con Geronzi si prende  31,2 milioni di «indennita’”
 
L’ex pres. Geronzi, divenuto dopo la fusione con UniCredit pres. del consiglio di sorveglianza di Mediobanca: 23,65 milioni lordi di liquidazione (di cui 20 come emolumento straordinario e premio alla carriera!) e 375mila euro da Mediobanca
 
L’ex pres. della societa’ telefonica Pasquale Pistorio: 1,25 milioni lordi in 7 mesi
 
Luca Cordero di Montezemolo, presid. Fiat e Ferrari: 7,097 milioni lordi
 
Abbiamo 50 manager con oltre 2 milioni di stipendio, almeno 150 con piu’ di un milione!
 
Come si vede, le cose in Italia non vanno male proprio per tutti! Ma questi non si toccano. Tremonti e Berlusconi proprio non li toccano!  Sono i pibe de or!
….
Gigliotti Mirco

LA DISTRUZIONE DELL’ABRUZZO E DELL’INTERA ITALIA DECRETATA A TAVOLINO IN PARLAMENTO.
ESPROPRIANO I CITTADINI DELLA LORO VOCE, STA PER ESSERE APPROVATA UNA LEGGE CHE SOTTRAE LA MATERIA AMBIENTALE ALLE REGIONI E AI COMUNI, COSi’ POTRANNO DECIDERE DELLA SALUTE DEGLI ITALIANI I SOLI PARLAMENTARI.
ECCO L’ARTICOLO:
http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=18070
..
L’ONDA DEGLI AMICI DI MARIA
Cisco m
L’onda e’ una piena oramai. Un Vajont, di speranza questa volta. Manco so piu’ perche’ si protesta. Spesso succede tra giovani: vedo quei visi di ragazzi che vogliono cambiare il mondo.
Informati e meticolosi: noto che rispetto a 15 anni fa (guerra del Golfo, tangentopoli, chi c’era? Io si) manco hanno un quotidiano sotto braccio: sono diversi, si sono emancipati da quelle icone semplicemente arruffate di personaggi barbuti con magliettina rossa del Che ed un’aria appena rivoluzionaria, buttata li’ su di un viso troppo da bravo ragazzo per fare paura. Questi sono informati, non li riconosci, non sono disegni stereotipati; non frequentano la Sierra e soprattutto non hanno ascoltato le storie pallose sul 68; si sono ritrovati catapultati direttamente da Beverly Hills (le repliche mica l’originale!) alla rivoluzione; sono tutti ex Amici di Maria! Si sono accorti che in un attimo hanno tagliato loro i soldi delle scuole di danza e che non canteranno mai piu’ nella vita. Sulle loro play list gli Intillimanni manco ci stanno, c’e’ Lorenzo e qualche rapper americano di cui conoscono i testi a memoria… E forse manco sono di sinistra: finalmente! Per fermare l’onda si propongono ricette antiche: infiltrati della polizia, maddai! Ne hanno beccato uno l’altro giorno, era della digos. Con eschimo e l’unita’ (!?!?) che usciva dal tascone: e’ stato subito smascherato! Cossiga ne prenda atto… Game over amico.
Saluti e buona domenica a tutti.
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Il buon governo 
Paolo De Gregorio

-il partito del buon governo, come generosamente si autodefinisce il PDL al potere, campione di tutte le liberta’, lascia da 10 giorni i cittadini di Messina senza trasporti pubblici, per lo sciopero degli autisti che non prendono lo stipendio da agosto (liberi di andare a piedi a tutto vantaggio della salute), senza intervenire con un urgentissimo commissariamento in una situazione che vede 11 autisti per ogni mezzo effettivamente in strada e una situazione finanziaria di bancarotta

-sempre muovendosi nel solco del buon governo, l’Italia ha ordinato agli Usa quattro Reaper armati (aerei senza pilota) per la modica cifra di 330 milioni di dollari. Un vero affare!
Non si comprende bene se l’Italia ha ordinato questi mezzi, o glieli hanno imposti gli americani, visto che l’uso di questi aerei e’ possibile solo all’interno della rete satellitare militare americana e che lo scenario in cui utilizzare questi killer senza pilota e’ l’Afghanistan.
Ma si sa, le “missioni di pace” richiedono sacrifici, viva il buon governo e la liberta’! Chissa’ se i cittadini di Messina condividono questa scelta?
Un blogger ha scritto: "Dopo l’Onda degli studenti, il maremoto dei disoccupati". Preparate i salvagenti.
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure.
.. 
Video di arcoiris su B e le sue implicazioni nel riciclaggio del traffico di cocaina
 
http://video.libero.it/app/play/?id=85b50b142fbb3e95f17df3ab59c3b1b9
 
L’inchiesta era stata cercata da Bossi per mettere sotto accusa Berlusconi. Poi i due si misero d’accordo, i dirigenti della Lega ebbero parecchie concessioni, Bossi ebbe anche una pornostar che gli produsse in un coito l’ictus che conosciamo e le accuse di narcotraffico a Berlusconi caddero.
Solo i poveri sciocchi leghisti non ne seppero niente e continuarono in piazza a credere alle favole che i loro capi gli propinavano.
E ora abbiamo anche l’altro ipocrita Fini che  finge di sventolare di nuovo la battaglia anti-droga! Ma dove?
Ma se l’Italia e’ al 1° posto nel mondo per consumo di cannabis e al top per il traffico di cocaina credete che cio’ sia perche’ il governo ha realmente fatto la guerra ai narcotrafficanti? O non piuttosto operazioni di facciata che in realta’ tutti i piu’ grossi narcotrafficanti li hanno protetti?
Nel rapporto Mato grosso (grossa operazione di polizia  internazionale su tonnellate di coca brasiliana) si parla di Berlusconi; l’infiltrato Cattaneo contatta uno dei massimi capi mafiosi del traffico che gli propone un grosso piano di riciclaggio del denaro sporco, la costruzione di una grande citta’ coi soldi sporchi e dice: "Noi di solito usiamo il canale della Finivest" (300 miliardi del tempo),
In Svizzera queste indagini furono bloccate.
Si era al tempo della caduta del Berlusconi 1, era comparso Bossi che contatta Cattaneo per capire cosa si sa su di lui.
Bossi incontra gli investigatori (1995) a Milano nella sede leghista tappezzata di organigrammi per dimostrare la criminosita’ di Berlusconi; a quel tempo attaccava Bossi lo attaccava con ogni sorta di insulti chiamandolo mafioso in piazza. Bossi voleva fare le pulci alla Fininvest. Perche’ tutto questo poi cade? Chiedetelo a lui.
Berlusconi e’ stato indagato anche per i capitali scomparsi della pizza connection (eroina), e si e’ sempre rifiutato di dire con quali capitali un nullatenente come lui costruì a Milano due citta’.

Video: I pentiti di mafia parlano di Berlusconi
 
http://video.libero.it/app/play?id=47c9b7772c0849aa24a0143d63be2850
 
La mafia non sara’ mai eliminata, finche’ i corrotto stanno al potere, perche’ costituisce un bacino di voti per ogni partito che sia pronto a compromettersi per avere quel potere.
La mafia fa anche sparire gli uomini che quello stesso potere ritiene ormai di intralcio.
I pentiti parlano di Berlusconi e dell’Utri come di uomini che si sono consegnati in tutto e per tutto alla mafia. In base a questo patto, a Berlusconi saranno garantiti voti sufficienti per vincere, in cambio Berlusconi fara’ leggi che favoriscono la mafia e garantira’ l’impunita’ dei suoi capi, liberandola da altri gruppi concorrenti. 
Quanti uomini devono ancora morire perche’ sparisca il regno delle ombre?
 
Un uomo puo’ anche raggiungere il potere supremo e puo’ anche rafforzare in modo dittatoriale questo potere, garantendosi l’impunita’ per molti anni o per sempre.
Ma lo stesso uomo non puo’ poi pretendere che gli altri fingano che abbia una coscienza pulita e che in cuor loro non lo chiamino mafioso, che vuol dire assassino.
..
CLAUDIO PAGELLI
L’UOMO D’ARGILLA

tu scavi la mia argilla
con le tue spalle di sangue,
il tuo cuore di spugna
mi beve le vene profonde.
sei alta come un cristallo
che mi crolla in gola,
e tutta la violenza che stringo
fra le dita e’ una vampa
inattesa, il profilo di dio
il tuo corpo deluso
..
 
Le Province
Cesare Beccarla

Vorrei spiegare perche’ e’ sbagliato considerare le Province enti inutili.
Al di la’della legge e della Costituzione, la Provincia e’ oggi, o dovrebbe essere un ente intermedio tra Comuni e Regione, un ente di programmazione territoriale di area vasta per piccoli comuni, mentre la Regione e’ semplicemente un ente di legislazione e programmazione.
La Provincia ha molte deleghe regionali per gestire funzioni operative delegate dalla Regione. Il principio di sussidiarieta’ consiste, o meglio consisterebbe, nell’avvicinare la cosa pubblica ai cittadini.
L’inutilita’ delle Province nasce dalla mancanza di deleghe da parte regionale, in quanto le Regioni si sono tenute buona parte  delle funzioni che dovevano essere delegate, per solo motivi di potere. Anzi le deleghe concesse, poche in verita’, sono avvenute in assenza di personale e di finanziamenti.
Le Regioni, che sono enti di programmazione e di legislazione, dovrebbero avere al massimo 200 o 300 persone per svolgere il loro ruolo e invece le Marche per es. con 1.500.000 abitanti hanno 2.000 dipendenti.
La Provincia di Ancona ha circa 550 dipendenti, il comune di Ancona 1.300 e la Regione  2.000, di cui il 10 % dirigenti con un minimo netto mensile di 3.500 fino a 6.000 euro.
Abolire la Provincia significa dare ragione agli sprechi nazionali, quelli per cui le Regioni hanno costi assurdi o fanno sprechi come aprire una sede a Manhattan (Bassolino) o a Brasilia.
Potenziamo le Province per dimagrire al necessario per il loro ruolo istituzionale le Regioni!
Lo scandalo sono poi le Regioni a statuto speciale, esistenti da oltre 60 anni e che hanno tutte piu’ di 300 dipendenti. Sprechi miliardari, per cui una sola Regione ci costa molto piu’ di 105 province.
Feltri esprime la sua ignoranza, ricordando a Berlusconi di abolire le Province per risparmiare. Non sa che per risparmiare davvero dovrebbero applicare la legge che obbliga le Regioni a delegare alle Province le loro funzioni restando semplici enti di legislazione e programmazione. Il risparmio vero nasce dal fatto che la Regione Marche da 2.000 dipendenti ben pagati potrebbe passare a 300, delegando alle Province marchigiane le funzioni gestionali.
700 dipendenti in meno moltiplicato per 20 sarebbe un bel risparmio, caro Feltri.
Le Regioni a Statuto speciale, poi, sono speciali solo per gli sprechi e gli alti stipendi, imitando i parlamentari.
Tagliando 80.000 dipendenti regionali, dimezzare 20 consigli regionali, giunte regionali, ecc. si diventa ricchi.
Feltri farebbe bene a dire queste cose e a studiare le leggi vigenti col contributo della destra! I veri carrozzoni scandalosi sono in Italia le Regioni, in cui girano soldi a palate.
Feltri non sa che per risparmiare soldi veri e tanti dovrebbe invitare il suo datore di lavoro e padrone Berlusconi a far applicare le leggi di riforma varate da Bassanini nel 1990 e cioe’ obbligare le Regioni a delegare le loro funzioni agli enti locali Comuni e Province e restare a svolgere il loro vero ruolo costituzionale di enti di programmazione e di legislazione.
Feltri dovrebbe chiedere l’abolizione delle Regioni a statuto speciale perche’ prescritte dopo 60 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, quelle Regioni, di speciale hanno i privilegi scandalosi rispetto alle altre normali, basti dire che la Sicilia paga i suoi consiglieri come i parlamentari ed e’ tutto dire.
Se le Regioni diventassero dei veri enti di legislazione e programmazione, di 90.000 dipendenti  ed ammennicoli d’oro resterebbero in circa 6/10.000 dipendenti, gli altri sarebbero trasferiti obbligatoriamente agli enti locali, ma si risparmierebbe molto di piu’ della famigerata ed ogni tanto risollevata questione dell’abolizione delle Province.
Faccio un esempio semplificativo: la Regione Marche ha oggi circa 2.000 dipendenti, se svolgesse il ruolo di legge ne basterebbero 250. Risparmi milionari.
Fate i conti, considerate i dipendenti, i politici, le stanze, i viaggi, le consulenze, le ambasciate, i gemellaggi inutili, ecc. e vedrete affiorare un monte di soldi.
..
Mariapia
Il sotto
Io ho il grande dubbio se stare o meno in un partito poiche’ guardando la politica italiana viene voglia di fuggire dall’Italia. Non credo si possa parlare di centro sinistra o di centro destra e di altre parti, si puo parlare solo di un "sotto" C’e’ un insieme di persone che fanno affari insieme e non si puo’ dire che questa sia politica, cioe’ l’amministrazione della polis mentre risulta essere l’amministrazione corrotta dei beni comuni a proprio favore.
Non ho da aggiungere niente su quanto sappiamo e sentiamo benissimo: in particolare sentiamo che il tutto manda un fetore insopportabile.
Poi anche guardandomi attorno non trovo conforto osservando il comportamento della gente e non credo si possa parlare troppo bene di noi.
Pensiamo che dall’entrata dell’euro come moneta, tutti coloro che avevano o hanno un’attivita’ di lavoro autonomo, professionisti, artigiani, prestatori di servizi come i tassisti e altri, hanno raddoppiato i prezzi.
E quanto e’ accaduto in Italia non e’ accaduto altrove.
Dalle mille lire del caffe’ si passo all’euro. Il resto lo conosciamo fin troppo bene. Italiani, brava gente.
Io mi sento come  Giorgio Gaber quando annuncia che non si sente italiano o invece si’.
Questa sua contraddizione e’ simile alla mia, in piu’ mi trovo in un luogo psichico dove lo spaesamento e’ l’unica cosa che riconosco. Non so dove sono e ne’ chi sono.
Poiche’ questa condizione di disperazione sociale e’ umana, quindi gia’ milioni di esseri umani l’hanno  vissuta e superata, guardo a quelli e ci conto, ma la mia fermezza diventa sempre piu’ malferma.
.. 
Il dubbio
Sandra Bonsanti
 
Primo: il possibile candidato e un suo chiaro  progetto politico. Secondo: la costruzione meticolosa e radicata nella societa’ del consenso per sostenerlo. Sembra banale la formula per un rinnovamento profondo della politica e delle strategie che consentirebbero al centro sinistra disastrato di cominciare a guardare alla prossima legislatura senza dover contare sulla autodistruzione della destra oggi al governo.
Ma e’ possibile, da noi, pensare e muoversi in questa direzione? E’ possibile immaginare un rinnovamento cosi’ profondo della politica da consentire di realizzare un cambiamento profondo, una sorta di autentica rivoluzione che conquistasse la fiducia di generazioni diverse, dai diciottenni  ai loro padri, dagli anziani a chi per la prima volta sarebbe portato ad associare un senso di positivita’ alla parola “politica”?
E quanto siamo lontani dal poter non dico preparare, ma almeno puntare a qualcosa del genere, qualcosa che tutti abbiamo immaginato guardando all’America di Obama, seguendo i suoi primi passi da presidente eletto anche se non ancora insediato?
Si guarda in questi giorni agli Usa con un senso di ammirazione e insieme di invidia: e’ palese a tutti che niente di simile e’ possibile da noi, che si tratta di paesi assolutamente diversi, che nessuna esperienza puo’ esser trasferita di peso da una situazione all’altra. Tutto questo e’ persino banale premetterlo. Ma e’ meglio farlo, a scanso di equivoci.
Non e’ inutile invece cercare di capire cosa ha funzionato laggiu’, per farne comunque tesoro, se e’ vero che il mondo e’ sempre piu’ piccolo, che la gente e’ sempre piu’ vicina nel tempo e nello spazio.
Puo’ servire ad esempio partire dal fatto che sia loro che noi siamo stati governati da personaggi come Bush e Berlusconi che nelle rispettive immense diversita’ la pensano pero’ allo stesso modo su alcuni capitoli fondamentali della realta’ contemporanea, impersonano tratti di “vecchiaia” abbastanza simili, e comunque sono ascrivibili a una destra conservatrice di esperienze e valori.
Primo, dunque, il candidato. Qui, veramente e’ impossibile se non inutile cercare da noi qualcuno che assomigli a Obama: il tratto fondamentale del nuovo presidente americano e’ questo suo esser cittadino del mondo, un individuo che ha le sue radici culturali e storiche in uno spazio immenso che va da Harvard a Giacarta alle Haway a Chicago e all’Africa profonda. Un altro cosi’, difficile davvero trovarlo. Ti fa pensare quanto siamo piccoli noi, eternamente impegnati a rafforzare radici, a cercare radici, che certo devono esserci ma che devono allargare l’orizzonte di ognuno, non restringerlo e renderlo meschino, grigio, escludente.
Uno cosi’ non c’e’ da noi, ma forse non c’e’ nemmeno in altri luoghi, in altri paesi. Basterebbe molto meno. Basterebbe trovare qualcuno che avesse la forza di imporre la propria credibilita’ ed autorevolezza, la propria provata competenza un proprio progetto di Italia a tanti milioni di italiani di sinistra, di centro e di destra che avessero voglia di lavorare per cambiare la storia di questo nostro Paese. E’ facile dire: se da noi ci fosse uno cosi’, i capi e i capetti attuali dei partiti che per tanto tempo si sono autotramandati il potere lo farebbero fuori in men che non si dica, erigerebbero un muro invalicabile anche ai piu’ coraggiosi supporter. Mi chiedo se questo sia assolutamente vero o se non ci sia in questa certezza anche una buona dose di pigrizia a cercare, a muoversi.
Secondo: il lavoro per costruire il consenso. Anche in questo caso il paragone con gli Usa e’ quasi impossibile. Obama ha avuto l’intuizione di cominciare quasi due anni fa, affidandosi a coloro che lui conosceva meglio: i cosi’detti “organizzatori di comunita’”, un lavoro da lui fatto nelle periferie di Chicago. Sono giovani quasi tutti appena laureati che ha mandato in giro per gli Stati e le citta’ e le campagne a lavorare “oltre” il partito, tra la gente, nelle riunioni scolastiche, in quelle sportive, nella associazioni di volontariato. La sua teoria della “politica dal basso” e non imposta “dall’alto” adesso viene studiata dai politologi di mezzo mondo che stanno analizzando le ragioni di un successo cosi’ strepitoso. E’ la politica dell’ascolto, che ha consentito ad Obama non solo di conoscere dal profondo i bisogni e i sogni degli americani, ma anche di preparare i progetti per realizzarli. E  che gli ha permesso di costruire quella rete di volontari e di finanziatori, piccoli e grandissimi, che hanno consentito l’organizzazione di una campagna elettorale vincente.
La nostra societa’ civile e’ certamente stanca e delusa. Incapace di sognare. Inadeguata a progettare. Bravissima a criticare e lamentarsi. Invecchiata. I giovani si mobilitano per la loro scuola o per dichiarare guerra alla mafia, che sono grandi obiettivi, ma non per la “politica” dei partiti.
Per la prima volta nella mia vita, mi sono chiesta mentre bussavo alla porta dei cittadini di Chester, Pennsylvania chiedendo loro di andare a votare, se avrei ancora la voglia e l’energia di farlo per una campagna elettorale italiana. Per la prima volta nella mia vita credo di essermi detta di no, perche’ c’e’ troppo, troppo da far muovere in Italia. Ma il dubbio di sbagliarmi non mi da’ pace.
.
Attenzione, caduta classi
Da bellaciao
 
Al Liceo Darwin muore uno studente. Edifici scolastici a rischio
Alessandro Ambrosin
 
IL DISASTRO DELLA SCUOLA DI RIVOLI
Da quello che viene riportato dai giornali, credo proprio che sara’ molto difficile trovare un responsabile, un colpevole, dell’accaduto; a meno di trovare un capro espiatorio che paghi per tutti. Provo a dire brevemente perche’.
1) Il controsoffitto crollato era in tavelloni. Questo tipo di controsoffitto, specie negli interventi su uffici e scuole, e’ in disuso da moltissimo tempo. Almeno da 30-40 anni, se non di piu’. Da allora, i controsoffitti si fanno normalmente con componenti industriali in pannelli su struttura metallica, e ispezionabili (per uffici, scuole); oppure in cartongesso (nelle case d’abitazione o laddove non esiste l’esigenza di ispezionare impianti sovrastanti il controsofitto).Se ne deduce che il manufatto crollato faceva parte di un intervento molto vecchio. Il progettista, se c’era, forse e’ gia’ defunto o vecchissimo. Se c’era. Cosi’ come e’ probabile che non si sia piu’ in grado di risalire all’ impresa che realizzo’ i lavori.
2) la causa e’ stato il cedimento dei "pendini" in fil di ferro, probabilmente vecchissimi, che sostenevano un tubo di scarico in ghisa non piu’ in uso, celato sopra il controsoffitto. In sostanza, per prevenire l’incidente, o le persone avrebbero dovuto avere la vista "a raggi x", oppure avrebbero dovuto esserci sondaggi e successivi disegni che rilevassero lo stato di fatto effettivo dei manufatti.
3) molto probabilmente il controsoffitto non aveva abbastanza barre d’acciaio all’interno, non era costruito a regola d’arte. Il che ci riporta all’interrogativo: e’ un difetto di esecuzione o anche progettuale? E a seguire: esisteva un progetto? Esistono disegni che documentino quell’intervento?
4) la risposta, secondo quanto dicono i giornali, e’ "no". Anzi, pare che non esistano del tutto i disegni della scuola. Questo mi pare piu’ strano: perche’, quanto meno per l’ottenimento del cosiddetto NOP (Nulla Osta Provvisiorio dei Vigili del Fuoco) almeno i disegni delle piante e di qualche sezione dell’edificio dovrebbero esserci. Ma ci riporta alla successiva questione:
5) Guido Bertolaso, intervistato ieri da piu’ parti, ha affermato: «Prendiamo la 626, la madre di tutte le leggi della sicurezza. Nei decreti cosiddetti “mille proroghe” si scopre che ogni anno – di sicuro fino al 2006 – qualcuno faceva sempre la proroga perche’ non venisse applicata negli edifici scolastici».
La legge 626, del 1994, non e’ in realta’ la "madre" di tutte le leggi della sicurezza (importanti leggi vigenti sulla sicurezza risalgono agli anni ’50), ma non importa. Il fatto vero e’ che l’applicazione della 626 negli edifici scolastici comporterebbe rilievi accurati degli edifici e dei manufatti in esso contenuti, anche riguardo al loro stato di manutenzione. E poi, la realizzazione di interventi organici – e non sporadici – di manutenzione straordinaria e messa a norma. Certo, costosi.
Cio’ porta al seguente responso preliminare: la responsabilita’ e’ stata dei governi e del parlamento. Quindi, "non ci sono responsabili", a meno di qualche capro espiatorio che magari aveva la funzione di "responsabile della sicurezza della scuola". Magari un professore di essa.Troppo comodo … ed ancor piu’ comodo, quasi osceno, parlare di "fatalita’".
Guido Aragona
http://contragora.blogspot.com/2008/11/il-disastro-della-scuola-di-rivoli.html
La sicurezza delle scuole e’ una priorita’ e riguarda governo ed enti locali. Il mio impegno sara’ evitare che accadano tragedie come quella di Rivoli" (Maria Stella Gelmini, Pdl, ministro dell’Istruzione, Ansa, 24 novembre 2008)
"All’interno del Decreto Gelmini, all’articolo 7 bis, e’ scritto che al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici previsto dalla legge 289/2002 (successiva al crollo della scuola di San Giuliano, ndr) e successive modifiche, e’ destinato un importo non inferiore al 5% delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso e’ ricompreso. ’Prima dell’approvazione del decreto Gelmini, il Piano prevedeva un importo non inferiore al 10%’, spiega Adriana Bizzarri, responsabile Scuola di Cittadinanzattiva. ’Dunque, anche qui, un taglio netto del cinquanta per cento alle risorse destinate alle scuole a rischio sismico. Come non bastasse, e’ stata eliminata la clausola che tale finanziamento fosse garantito fino al completo esaurimento del piano straordinario: quindi l’intervento e’ garantito solo per questo anno" (comunicato di Cittadinanzattiva, 30 ottobre 2008).
..
Bloggher
Nell’ultimo anno Finivest ha perso meta’ del fatturato pubblicitario, in piu’ ha perso il 60% del suo valore di mercato!!
..
RIDIAMARO : – )
 
Roby
ma si puo’ essere piu’ coglioni?
tolgono i fondi per le agevolazioni a chi vuole passare alle fonti energetiche alternative, quali i pannelli solari
ma quando questo popolo si accorgera’ che ha votato un imbecille?
..
Roby
 
il mio presepe:
giuseppe, silvio
la madonna, mara
il bue, capezzone
l’asino, gasparri
i pastori, sono talmente tanti quanto le pecore, da non ricordarmi i nomi (dei pastori), le pecore si’, bondina, caldarola, finetta, carluccia, gelmina, ah si’, gelsomina, etc
il bambinello?
ma vi pare che venga in una simile capanna?
..
Figurati che Berlusconi fa  i miracoli
 
sembra che un bambino si sia svegliato dal coma cantando l’inno di Forza Italia. Questa l’ha raccontata Feltri e Ferrara ha avuto un’estasi.
 
Poi c’e’ la storiellina (tu credi a chi ti pare, a Feltri, a Ferrara o alle barzellette, fa lo stesso)
 
Berlusconi, da bravo premier impegnato socialmente, va con tutta la famiglia in visita in un centro per disabili. Una vecchietta si avvicina al figlio di Berlusconi sorridendo amorevolmente:
– E tu, bel bambino, come ti chiami?
Berlusconi tappa repentinamente la bocca al figlio e risponde alla signora disabile:
– Ehm… Piersilvio signora! Non legge i giornali?
Piu’ tardi il bambino prende in disparte il padre e gli chiede:
– Perche’ papa’, continui a mentire sul mio nome?
– Zitto Gesu’! Se qui scoprono chi siamo, sai quanti miracoli ci tocca fare?!?
..
Da Giovanni
Un verso d’autore, integrale: «Quel medio alzato all’inno di Mameli se lo metta nel culo Senatore, gia’ fatto largo per averci infilato il Tricolore. Mi congratulo per la capienza!».
A. Camilleri
..
http://www.masadaweb.org
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