WarDrome Sci-fi MMORPG
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Sunday May 27th 2018

Mandatemi pure all’Inferno

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
‘ché la diritta via era smarrita.
 
Ma aveva il GPS la vettura
e mé ne venni fuori senza affanno.
Fu lì che cominciò la mia ventura
 
perché volle il buon Dio che un qualche danno
venisse al mio Tom Tom satellitare.
Oppure fu del diavolo un inganno?
 
La luce m’inondò crepuscolare,
la musica virò sul celestiale:
nell’aere parve a me di fluttuare.
 
Fu allor che la intravidi, virginale,
corròborante al pàr di caoda bagna,
svolazzo come d’angelo con l’ale:
 
o bella o dolce o cara, la Carfagna!
“Beatrice ti sarò – e mi die’ la mano –
in questo paradiso di cuccagna.
 
Ti guìdero in un regno sovrumano
di belli, ricchi, giovani e potenti,
di superman che adorano un Dio-Nano.
 
Tu lì vedrai svegliarsi già contenti
al canto di Apicella, il nostro aedo;
sorrìderan mostrando tutti i denti
 
pregando “Silvio nòstro, in te io credo!”.
Poi, tùtti in sintonia su Mediaset
con ì cervelli spenti a far da arredo.
 
Il video esonda ancora culi e tet
ma il sesso in chiave angelica rilassa.
La sera, senza grappa ne fernet,
 
per digerire introiti la melassa
d’un quàlche format délla De Filippi.
E l’ìntestino ride e se la spassa.
 
Gelmini, come Càlzelunghe Pippi,
rincorre col retino la riforma,
sballata quale un tempo solo gl’hippy.
 
Brunetta, pur se a volte par che dorma,
è proprio come un angelo custode:
dei fànnulloni pàscola la torma.
 
C’e Càlderoli ché, novello Erode,
non trucida gli infanti, ma le leggi
e più se le tagliuzza e più ne gode.
 
La Russa ha rotto indugi e pure ormeggi,
veleggia nel suo Risiko mediatico
sfruttando che un ministro ancor non beggi.
 
Tremonti è diventato simpatico,
lo vedi, gioca còl pallottoliere
e fa castelli con lo stallatico.
 
Ancora tanti altri puoi vedere
nel Pàradiso délla Libertà:
son tante belle facce di sedere
 
con nomi prestigiosi a volontà:
c’è Fede, c’é Ferrara, c’è Sacconi,
c’è Previti, Dell’Utri e Alì Babà;
 
la védi suona il sàx Bobo Maroni
e Bondi fa la calza con Belpietro
e Vespa senza troppe esitazioni
 
al Sire porge tiepido il didietro,
nel mentre gli dipana per zerbino
la lingua ch’egli ha lunga più d’un metro”.
 
La mia Beatrice strizza l’occhiolino;
poi dice con sussiego in pompa magna:
“Benché tu valga men d’un pedalino
 
io ché son la ministra, la Carfagna,
t’ invito in nome del mio Padre Eterno
a stare in questo Eden di cuccagna”.
 
Le dico con un peto postmoderno:
“Hai fatto l’uovo fuor dalla cavagna:
se questo è il Paradiso … vò all’Inferno!”

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