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Saturday April 21st 2018

MASADA n. 703 . 23-5-2008. Radioestesia. Lezione 5

 
 
Testare farmaci, alimenti, oggetti… – Le intolleranze, il favismo, la celiachia, l’intolleranza al lattosio –
 
Con lo strumento radioestesico, biotensor, pendolino ecc, si possono testare i farmaci. Il tema e’ importante, perche’ lo stesso farmaco non fa bene a tutti, una medicina, che per uno e’ innocua, a un altro puo’ produrre uno shock anafilattico. Ci sono persone morte per l’ingestione di un’aspirina.
L’aspirina ha componenti che si traggono dalla corteccia del salice, usati dagli indiani d’America. Il principio attivo e’ l’acido acetilsalicilico. L’aspirina e’ forse il medicinale piu’ diffuso al mondo e gli statunitensi ne fanno un uso esagerato. Viene consigliata come anticoagulante a chi ha avuto un infarto o un ictus o soffre di angina o ha subito un intervento di bypass. E’ un prodotto analgesico, antipiretico e antinfiammatorio e un fluidificante del sangue.
Tuttavia si ipotizza che abbia ucciso Alberto Castagna, morto a 59 anni per un’emorragia interna.
Gia’ nelle storie di Erodoto si raccontava di un popolo sano che masticava le foglie del salice e Ippocrate parlava di una polvere estratta dalla corteccia del salice che era antipiretica. Nel 1828 un farmacista francese isolo’ il principio attivo e poi un giovane chimico della Bayer, Hoffmann, ne fece un composto tollerabile per il padre che soffriva di dolori reumatici e la Bayer lo brevetto’ nel 1899.
Ma esiste una rarissima intolleranza gastro-intestinale all’aspirina associata ad altri medicinali.
 

Si puo’ morire anche per una combinazione letale di farmaci, come e’ successo a una pensionata di Bologna curata da un farmaco anticolesterolo contenente la cerivastatina, che fu associato ad un medicinale a base di gemfibrozil; la sovrapposizione porto’ a una rabdomiolisi, rottura delle fibre muscolari con rilascio del sangue. All’ospedale S. Orsola un altro paziente mori’ per associazione di ‘simvastatina’ e ‘gemfibrozil’.
 
La radioestesia permette di fare diete, graduare le medicine, valutare rapidamente se quelle che prendiamo sono adatte a noi, capire la nocivita’ di un ambiente o l’energia irraggiata da determinate persone…
 
Conosco un sacerdote emiliano che aveva tali e tante allergie da non saper piu’ cosa mangiare, la radioestesia lo ha salvato; ora va al supermercato col suo biotensor, prende gli alimenti che risultano buoni, non e’ grasso ma e’ vivo ed e’ diventato un radioestesista convinto. Col suo biotensor e’ andato anche a pranzo dal vescovo di Bologna e lo ha usato anche in quell’occasione.
 
Sappiamo che 14 milioni di persone usano prodotti omeopatici ma non sappiamo probabilmente che, se il farmaco non e’ stato preparato secondo regole rigorose, perde ogni valore terapeutico, e questo purtroppo accade per un 30% dei prodotti.
 
La radioestesia e’ stata usata per ogni tipo di ricerche, anche per ritrovamenti in campo archeologico ed ha facilitato il ritrovamento di persone o oggetti perduti.
Sull’Appennino modenese, a Zocca con una semplice mappa e un pendolino, una sensitiva ha ritrovato un anziano che aveva avuto un malore in un bosco ed era morto lontano dal sentiero.
 
Per studiare bene la radioestesia, occorrerebbe avere nozioni di geologia, fisica, chimica, medicina, ma anche di alchimia e Fung Shui.
 
La radioestesia si serve di molti strumenti, alcuni sono costosi e complicati, non tutti sono riconosciuti scientificamente, come il Moratest e il Vegatest, i cui risultati sono comunque molto interessanti, altri sono normali misuratori della radioattivita’ o dei campi elettromagnetici.
Noi possiamo imparare ad usare lo strumento piu’ semplice e meno costoso, il biotensor.
 
 
Possiamo considerarlo, in modo semplificato, come un amplificatore delle microvibrazioni del sistema nervoso, un amplificatore che evidenza la nostra reazione nervosa alle energie esterne, ma questa definizione sarebbe inesatta. Non sempre ridurre tutto alla materia fa capire il senso delle cose. Sappiamo che non dipende tutto dal contatto e che isolare le antenne con cilindri di cartone o plastica dalle nostre dita produce gli stessi effetti.
 
Il biotensor non ha nulla di scientifico e possiamo considerarlo o come uno strumento meccanico o come un’antenna parapsicologica, quel che conta è la pratica e quel che se ne deduce. I risultati sono molto soggettivi e variano da persona a persona. Nelle mani di alcuni il biotensor si muove poco o addirittura sta fermo, con altri la sua reazione e’ vistosa. E’ indubbio che se uno ha gia’ una particolare capacita’ ricettiva, i risultati sono piu’ rapidi e vistosi.
La radioestesia non e’ una scienza, e’ una tecnica, una pratica che si affina con l’esercizio, ma resta tuttavia una pratica interessante che puo’ portare a risultati notevoli, molto indicativi.
Per es. testando gli alimenti posso scoprire di avere delle intolleranze a cibi o farmaci, dopo di che posso fare esami allergologici mirati entro la medicina tradizionale.
A volte le cause di un’allergia o di una intolleranza sono difficili da scoprire e richiedono anni di prove, con la radioestesia ci si muove piu’ velocemente e si possono trovare in tempi brevi cause del disagio da avvalorare poi con le diagnostiche tradizionali.
 
Il biotensor non e’ il solo strumento usato dalla radioestesia, ci sono anche strumentazioni complesse, misuratori d’onda, magnetometri, geiger… strumenti di rilevazione di vario tipo, rilevatori di dispersioni elettriche, generatori d’onda ecc. Alcuni di questi strumenti sono molto costosi e sono in dotazione dell’esercito o di alcune universita’ e non alla nostra portata.
Il biotensor invece e’ uno strumento facile, poco costoso, che si puo’ costruire anche in casa per provare qualche piccolo test.
Purtroppo e’ anche uno strumento soggettivo ed erroneo. Il pendolino e’ ancora piu’ personale e aleatorio e maggiormente influenzato dalla mente.
In genere le antenne a elle sono piu’ difficili da usare e vanno bene per testare i luoghi.
Il pendolino e’ uno strumento da tavolino, ma e’ molto variabile e puo’ essere influenzato dalla mente.
Il biotensor va bene sia in movimento o sui luoghi che a tavolino, sembra meno influenzato dalla mente e si puo’ usare anche per pareti o oggetti verticali.
 
L’uso normale del biotensor e’ una cosa diversa dalla psicometria, che consiste nel prendere in mano un oggetto e aprire la mente alle informazioni che l’oggetto puo’ inviare, come se esso raccontasse la propria storia o il momento in cui e’ stato preso dal soggetto. Probabilmente i sacerdoti celti di cui ci parla Cesare che toccavano col loro bastone un oggetto per trarne informazioni facevano della psicometria.
Noi possiamo praticarla anche senza tenere in mano l’oggetto o vederlo, si puo’ provare anche a occhi chiusi, senza vedere ne’ toccare l’oggetto, e a volte si hanno buoni risultati anche con chi non ha mai fatto l’esercizio prima. Se non si tocca l’oggetto, questo e’ coperto con un panno e anche chi dirige il test non sa cos’e’ e dunque non influenza telepaticamente, puo’ capitare lo stesso che la mente sia in grado di ricevere input storici che vengono dall’oggetto, in modo reale o emozionale, e queste informazioni sono interessanti e bizzarre, a volte incredibilmente mirate, piu’ spesso simboliche, per esempio se si testa una fede si possono avere informazioni sul momento delle nozze o il significato del matrimonio. Queste informazioni possono storiche, cioe’ attenere alla storia dell’oggetto, come se questo avesse una propria memoria che puo’ essere contattata dalla mente di chi e’ sensitivo, o possono essere simboliche. Diciamo subito che non esce mai il nome dell’oggetto, ma escono immagini o simboli connessi ad esso.
 
Col biotensor in genere non si ricevono informazioni storiche ma energetiche, lo strumento cioe’ dice qualcosa sul raffronto tra l’energia dell’oggetto e quella del soggetto che fa il test.
Se si testa col biotensor una fede, non si ha la storia della fede, ma ha la compatibilita’ tra l’energia di quella particolare fede e la nostra. I due campi possono essere non compatibili, per esempio, perche’ quell’anello ha incorporato le radiazioni di un malato terminale oppure e’ stato costruito fondendo oro vecchio che veniva da persona morta di cancro. In radioestesia si dice che le radiazioni del cancro sono entrate a far parte delle radiazioni dell’anello, il nostro corpo le capta e le respinge come negative.
 
Oppure e’ la forma dell’anello che e’ negativa per noi.
Un tempo era di moda regalare alle bambine piccoli anelli d’oro a forma di serpentina e si facevano bracciali a spirale e le farmacie hanno cominciato a vendere bracciali di rame a spirale per i reumatismi.
La radioestesia ci mostra che qualunque spirale metallica convoglia energia, ma in due sensi opposti, per cui il bracciale o l’anello a serpentina, messi in un verso sottraggono energia al corpo, nell’altro la incentivano. Dunque anche la forma non e’ indifferente alla conduzione dell’energia.
La forma degli oggetti ha una sua funzione precisa e lo si vede in una parabola, in un parafulmine, in un tetto costruito a pagoda o a trapezio ecc.
La bioarchitettura e’ molto attenta agli effetti energetici delle forme, che possono essere in sintonia con l’energia dell’uomo oppure opposte ad essa. Per esempio le case di Wright sono bellissime ma poco abitabili.
Il Fung Shui, o arte cinese del paesaggio, studia le forme come convogliatrici di onde in senso positivo o negativo.
Tornando al nostro anello, e’ da dire che ognuno avra’ una reazione diversa ad esso e puo’ addirittura avere reazioni diverse in tempi o luoghi diversi. I risultati sono sempre relativi al rapporto tra chi fa il test e un oggetto in quel preciso momento. Per esempio puo’ darsi che un determinato cibo, ora, qui, in questa citta’ mi faccia male, ma che lo stesso cibo se lo mangio in vacanza, al mare, non mi faccia piu’ male. Anche il valore terapeutico di una medicina cambia in latitudini diverse. A volte cambiare il luogo rende superfluo un farmaco.
Oppure: se testo questa mela qui il biotensor puo’ darmi incompatibilita’, se testo una mela simile, no, e magari la prima e’ trattata con anticrittogamici e la seconda e’ pulita, io non lo so ma l’antenna lo dichiara, in quanto le due mele hanno un irraggiamento diverso che l’antenna mi segnala.
La radioestesia ci dice che il nostro corpo e’ un segnalatore naturale che capta immediatamente se ci fa bene o no cio’ che contattiamo.
La nostra realta’ psicofisica ha un proprio campo energetico di informazioni che reagisce quando entra in rapporto col campo irradiato da un oggetto, ricevendo un’alterazione che puo’ manifestarsi a livello fisico, emotivo o mentale.
Le reazioni emotive o mentali sono senso di felicita’ o depressione, vivacita’ o astenia… Le reazioni del sistema nervoso producono micromovimenti muscolari, che normalmente passano inosservati, ma il biotensor li amplifica.
Possiamo considerare l’antenna anche solo un amplificatore, che evidenzia una reazione che il nostro organismo fisico puo’ avere in modo impercettibile. O considerarla un rilevatore a spettro molto piu’ ampio.
E’ chiaro che ci sono soggetti ipersensibili che avvertono le proprie percezioni anche quando sono minime o che reagiscono piu’ di altri. A me puo’ capitare che, quando una persona particolarmente nociva mi arriva abbastanza vicino, mi si rizzano i peli delle braccia o sento un brivido nella nuca, ho improvvisi capogiri o mal di testa o sensazioni di vomito, lo stesso puo’ avvenire con luoghi o ambienti, oggetti, cibi, materiali… A volte non occorre nemmeno sapere che c’e’ vicino la tal cosa o persona e avverto un calo di forze, perche’ sono entrata in un campo di energie che abbassa i miei sistemi di difesa.
Per esempio, a molti capita di avere un immediato calo di energia entrando in certi reparti ospedalieri o di stare male quando si incontrano persone depresse, malevole o malate, o avvertire un immediato fastidio per certi timbri di voce o suoni. Questo fenomeno e’ soggettivo al massimo. Ognuno ha le sue compatibilita’ e le sue avversioni e ognuno e’ diverso. Ci sono soggetti che non sopportano di essere vicini a una pesca, anche se non la vedono o la toccano.
 
Alcune di queste intolleranze sono veramente pericolose.
In Sardegna, dove per secoli i matrimoni sono stata fatti tra parenti, e’ diffusa una sindrome da intolleranza alle leguminose e in particolare alle fave, detta favismo, una malattia genetica ereditaria dovuta alla mancanza dell’enzima G6PD. Nel mondo colpisce piu’ di 400 milioni di persone. Quando una persona con questa intolleranza entra in un ristorante o un ambiente dove ci sono delle fave, anche se non le vede, e’ colpita dal campo delle sue irradiazioni ed entra in coma. La medicina ufficiale non sa dare spiegazioni, per la radioestesia che lavora sui campi di irradiazione la cosa e’ piu’ accessibile. Le fave normalmente sono buone, fanno bene alla perdita di memoria e alle facolta’ cerebrali, ma contengono piccolissime dosi di sostanze tossiche in quantita’ assolutamente trascurabile e che normalmente sono digerite da un enzima, molti sardi non hanno quell’enzima per un difetto congenito ereditario secondo la linea maschile, per cui anche quelle piccolissime dosi tossiche di veleno fanno scattare una sindrome letale, una allergia da deficit enzimatico. La sostanza velenosa non viene assimilata e si concentra nell’organismo in quantita’ tali da provocare reazioni anche molto gravi, una anemia emolitica, con distruzione improvvisa dei globuli rossi. Quando la sindrome si manifesta, il malato si salva con una trasfusione di sangue fresco
Ma per alcuni ci possono essere collassi provocati anche da medicinali banali: antipiretici e analgesici, antimalarici, sulfamidici, salicilici, cloramfenicolo, alcuni chemioterapici, chinidina, menadione, blu di metilene ecc.
 
La celiachia e’ invece un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente nel frumento, orzo, avena, segale e farro, per cui anche microquantita’ di glutine sono dannose. L’incidenza di questa intolleranza in Italia e’ stimata in un soggetto ogni 100/150 persone. I celiaci sono circa 65 mila. Ogni anno vengono effettuate 5.000 nuove diagnosi ed ogni anno si evidenziano 2.800 nuovi celiaci, con un incremento annuo del 9%.
 
Il lattosio, invece, che e’ lo zucchero del latte, per essere digerito richiede un enzima chiamato lattasi, se questo manca puo’ esserci un’allergia alle proteine del latte vaccino con risposta violenta anche per dosi molto piccole. Purtroppo le proteine del latte possono essere contenute in prodotti che non le citano nell’etichetta, come prosciutto cotto, insaccati, dadi, caramelle ecc.
 
La cosa e’ anche piu’ complicata se abbiamo un’allergia che riguarda i minerali, per es. il nichel, qui siamo colpiti non solo nell’alimentazione ma nel contatto con strumenti di lavoro, otturazioni, protesi dentarie o ossee (come il perno dell’anca). Il fenomeno delle allergie e delle intolleranze non e’ da sottovalutare, se si pensa che affligge un quarto della popolazione italiana ed e’ in crescita costante.
 
Il problema delle allergie assilla i campioni olimpionici. L’istituto di neurobiologia e medicina molecolare del Cnr di Roma evidenzia che gli sportivi soffrono di asma e malattie allergiche e respiratorie molto piu’ delle persone normali, un 30% di loro e un 45% dei calciatori soffrono di allergie, perche’ l’allenamento intensivo abbassa il sistema immunitario. A Sidney il 50% degli atleti premiati erano allergici. Cio’ preoccupa molto per le prossime Olimpiadi di Pechino, perche’ la Cina ha livelli altissimi di inquinamento ambientale e il problema e’ complicato dal fatto che molti antiallergici e antiasmatici sono considerati doping.
 
Torniamo al rabdomante che cerca l’acqua, un’ipotesi e’ che egli abbia un organismo estremamente intollerante al campo magnetico dell’acqua.
Cos’e’ un campo magnetico? Un luogo dello spazio dove agiscono delle forze.
 
 
Campo di forze generato da un magnete.
 
Anche un chakra e’ rappresentato come un campo di forze prodotto da un’energia rotante.
Il rabdomante reagisce male ai campi di energia dell’acqua. Puo’ darsi che nemmeno veda l’acqua o sappia che c’e’ sotto terra, ma il suo sistema nervoso e’ perturbato da essa e reagisce in modo negativo, con tremore, vertigini, nausea, perdita di attenzione, anche collasso o svenimento. Queste reazioni sono incontrollate, fisiologiche e la bacchetta a ipsilon del rabdomante le mostra soltanto.
 
o non sopporto l’acqua, e, quando sono al teatro Gorki sto male e mi sento svenire, anche altre persone nello stesso luogo hanno testimoniato lo stesso malessere. Ho anche delle visioni interne secondo cui il teatro sorgerebbe sopra delle acque sotterranee, vedo acque ferme e nere con morti che galleggiano. Dubito che ci siano questi morti. Probabilmente c’e’ in me un’overdose di frequenza di acqua, e, se la trovo anche sotto di me, la respingo, come avviene tra due facce a uguale polarita’ magnetica.
 
I rabdomanti possono reagire anche a minerali di un certo tipo. Le compagnie che cercano vene metallifere o idrocarburi usano proprio persone che hanno captazioni specifiche ai metalli per scavare nei punti giusti e la cosa sembra che funzioni. Se non funzionasse, non li pagherebbero cosi’ bene. La superstizione non c’entra, siamo in un campo molto pratico dove scavare in luoghi sbagliati porterebbe a forti perdite finanziarie.
 
I fenomeni elettrici e quelli magnetici sono collegati. Se della corrente elettrica passa in un filo, si producono attorno ad esso forze magnetiche, per questo si parla di campi elettromagnetici.
Le onde che sono prodotte dal nostro cervello sono elettromagnetiche.
L’elettricita’ e’ la corsa di un insieme di elettroni, cariche negative.
La luce e’ una radiazione elettromagnetica.
 
Tutti gli oggetti elettrici o elettronici che sono nelle nostre case sono fonti di radiazioni elettromagnetiche. Siamo costantemente immersi in campi che possono essere negativi per il nostro organismo e dobbiamo sapere che alcuni di essi possono essere fortemente patogeni.
Certo, non siamo tutti uguali, non abbiamo le stesse difese e le stesse reazioni. Ognuno di noi reagisce, a livello nervoso inconscio, in modo negativo o positivo a certi campi di onde, a cui possiamo essere compatibili o no, in base alla nostra stessa frequenza di base e questa puo’ cambiare.
La radioestesia ci mostra che per rivelare un’intolleranza non occorre ingerire una sostanza o toccarla, basta solo essere vicini al suo campo di irradiazione (come per le fave).
Ogni campo e’ un insieme di informazioni sottili che altera le informazioni energetiche che ci costituiscono. Ognuno di noi e’ un campo variabile di onde irradianti, che sono in continuo movimento e possono cambiare in tempi e luoghi diversi, per esempio noi potremmo di colpo diventare intolleranti a cibi che abbiamo sempre mangiato o a medicine che abbiamo sempre preso o a persone che abbiamo sempre frequentato o con cui conviviamo da gran tempo.
 
Tutti noi abbiamo istintive ritrosie di fronte a certi cibi, oggetti, colori, forme, suoni, gioielli, profumi, luoghi, persone, fino a manifestare vomito, tosse, sbadigli e un’infinita serie di reazioni da repulsione a volte sintomi gravi, soffocamento, eruzioni cutanee.. fino al coma. 
In generale ognuno di noi riceve attraverso il sistema nervoso certi microsegnali che sono troppo bassi per arrivare alla coscienza anche se ci perturbano lo stesso. Il biotensor li evidenzia.
 
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