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spari a kabul

 

                      spari a Kabul 

a cura di Paolo De Gregorio, 28 aprile 2008

 

Il cameriere del capitalismo Franco Venturini, a cui viene affidato con fiducia l’editoriale del “Corriere della Sera” di oggi 28 aprile, parla come un capo bastone o capo partito, a tesi, in spregio alla professione giornalistica, e il titolo spara “l’Occidente non può perdere”. Si parla dell’Afghanistan e della mancata eliminazione di Karzai in piena Kabul.

Ma la cosa strabiliante è che, dopo aver ricordato che sia gli imperialisti inglesi che quelli sovietici, furono cacciati dalla resistenza armata e che gli occidentali non tengono in debito conto l’orgoglio nazionale di quelle popolazioni, il nostro aspirante ministro degli esteri, non porta un solo argomento per sostenere la sua tesi che è appunto: l’Occidente non può perdere!

Anzitutto gli occidentali hanno già perso in passato e la cosa più  probabile è che ciò succeda ancora, ma la sconfitta paventata da Venturini non sarebbe dell’Occidente, bensì degli USA, della Nato, che hanno coinvolto in questa loro iniziativa militare pochi e recalcitranti alleati, con ricatti e minacce. La posta in gioco non è l’Occidente,ma la fine dell’egemonia militare Usa e la fine della Nato.

E’ proprio l’impossibilità di passare “manu militari” in Iraq e Afghanistan che renderà dei ferrivecchi la Nato e l’esercito Usa, tenuto conto anche della storia di un piccolo popolo di contadini poveri, quello vietnamita, che resistette e scacciò la più grande potenza militare del mondo.

La ottusa testardaggine a non capire una volta per tutte che gli imperi sono finiti e che contro i popoli non si vince, è segno di stupidità criminale e andare avanti su questa strada porterà solo inutili morti, distruzioni, denaro e risorse buttate.

Quale sarebbe il grave pericolo per l’Occidente se l’Afghanistan fosse abbandonato?

Ci sarebbe una sua guerra civile come ci fu anche in America fra nordisti e sudisti, e poi si troverebbe un equilibrio all’interno della sua cultura e delle sue tradizioni.

Il “pericolo terrorista” nasce solo dalla politica occidentale in Medio Oriente. Se tutti gli occidentali se ne andranno, non interferiranno più nelle questioni di quei popoli e accetteranno il ruolo di clienti che comprano il petrolio, nessuno metterà più bombe a Londra o New York.

Per quelle popolazioni che hanno vissuto il colonialismo imperiale inglese e poi l’egemonismo militare americano, gli occidentali sono quei ladri e assassini che hanno visto all’opera per decenni e pochi sono i compromessi possibili.

Per l’Europa, se si staccasse dal “patto atlantico” e dalla Nato, si aprirebbe una fase molto feconda, poiché i nostri interessi sono in concorrenza con quelli Usa e la nostra economia si integrerebbe facilmente con quelle dei nostri vicini russi e mediorientali e l’Euro diventerebbe l’unica moneta di riferimento in questa area geopolitica.

Gli Usa sono pugili suonati che temono la PACE e il libero mercato, e continuano a picchiare alla cieca, ma il loro ridimensionamento è vicino.

Paolo De Gregorio

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