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Wednesday December 13th 2017

Roma /Milano

Ecco una lista delle evidenti e sostanziali differenze tra le due città:

1. il milanese ha un concetto molto personale e relativo delle distanze.

Se vi dice con aria preoccupata: "Accidenti, dobbiamo andare dall’altra parte di Milano!", vi porterà a destinazione in massimo venti minuti senza sbuffare. Se un romano vi dice: "Aho’, dovemo annà dall’artra parte de Roma!" e sono le undici della mattina ci vorrà un’ora e un quarto, se sono le sette della mattina ci vorranno due ore, se sono le sei del pomeriggio la tabella di marcia prevede una notte in un qualsiasi Motel Agip sul raccordo anulare.

2. a Milano, durante le pause pranzo, al tavolino a fianco sentirete parole come "marketing" "conference call" "planning" "account manager"

"forecasting". A Roma, durante le pause pranzo sentirete dire: "Totti"

"’Tacci de Veltroni" "Totti" " ‘Tacci de Lotito" "Totti" " ‘Tacci dell’arbitri" "Totti" o anche argomenti che esulano dal pallone quali:

"Tacci de ‘sti zingari nun se ne po’ più".

3. a Milano si chiama "brunch". A Roma è , semplicemente "S’annamo a magnà quarcosa?". A Milano si chiama "Aperitivo". A Roma è, semplicemente:

"S’annamo a beve quarcosa?". A Milano è "brieffare", a Roma "Se vedemo così te spiego", a Milano una cena è "easy", a Roma è "Viè vestito come cazzo te pare", a Milano è "sabato vado a cena con la mia ragazza di default", a Roma è "Sabato vado a cena con la mi regazza du cojoni", a Milano una festa ha il suo mood e la gente è stilosa, a Roma una festa ha i suoi imbucati e se a una ragazza dici "Come sei stilosa!" ti risponde "Stilosa sarà tu sorella".

4. a Milano, di norma, al ristorante gli orientali sono in giacca e cravatta a discutere d’affari con una bottiglia di vino da cento euro sul tavolo. A Roma, di norma, se c’è un orientale in un ristorante o sei al cinese o ti lascia un accendino a forma di ranocchio sul tavolo.

5. a Milano è sempre la settimana di qualcosa. Della moda, del mobile, del design, delle nuove tecnologie, della mutanda sgambata, del cucchiaio da polenta. A Roma niente che abbia a che fare col lavoro o col commercio dura più di tre giorni. Se qualcosa ne dura sette avrà a che fare col cibo o con la beneficenza o col calcio e in quel caso, per dare l’idea di fatica, sarà comunque denominata "maratona" (culinaria, di solidarietà, di festeggiamenti da scudetto).

6. a Milano la gente si incontra casualmente per strada o nei locali. Si saluta. Si riconosce. A Roma se vai in giro e incontri uno che conosci fai domanda alla commissione vaticana per avviare le procedure per il riconoscimento del miracolo.

7. per i milanesi un furgoncino fermo al semaforo è traffico. Per il romano un tir ribaltato ad un incrocio con sette volanti della polizia, due camion dei pompieri a spegnere il fuoco e quindici veicoli coinvolti in un tamponamento con sei feriti gravi è, notoriamente, strada sgombra.

8. a Milano il venerdì partono tutti. La città si svuota. A Roma, nel weekend, quelli che vivono nei quartieri popolari provano ad andare in gita al centro ma ci sono i varchi e non riescono a entrare nel cuore della capitale. I benestanti provano a andare all’Argentario o a Sabaudia ma restano in coda sulla Pontina o a Torrimpietra per cui non riescono a uscire dalla capitale. Morale della favola: il venerdì Roma è stracolma di romani incazzati neri.

 

Oggi è venerdì

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