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politica internazionale: le parole e i fatti

 

         politica internazionale: le parole e i fatti 

a cura di Paolo De Gregorio, 4 aprile 2008 

 

Tutti i rapporti internazionali tra Stati si fondano su premesse e affermazioni totalmente false, che se fossero copiate da un alunno di terza media in un compito in classe sarebbero segnate con il rosso.

Tutti i presidenti USA, democratici e repubblicani, dalla fine della seconda guerra mondiale sembrano ossessionati dalla “sicurezza nazionale” e questo è ben strano, perché nessun paese al mondo è in grado, né ha la volontà di invadere l’America.

Se le parole chiare e in buona fede non fossero inghiottite dai nebbiosi e ipocriti linguaggi diplomatici, che rendono qualunque deliberazione internazionale  ambigua e ingestibile, basterebbe il fatto che qualunque paese parli di “sicurezza nazionale” ciò necessariamente dovrebbe riguardare la intangibilità delle sue frontiere e SOLO i sistemi militari di difesa.

Un apparato di 800 basi militari nel mondo, portaerei, flotte di sottomarini nucleari, visto che solo gli USA lo posseggono, non è un apparato di difesa, ma una minaccia per la “sicurezza nazionale” di mezzo mondo, con decine di guerre all’attivo, embarghi, prepotenze di ogni genere, ingerenza nei fatti interni di paesi sovrani (vedi la questione di Taywan).

Qualunque persona raziocinante definirebbe imperiale questo sistema, al pari di quello degli antichi romani e degli inglesi, ma la cosa ridicola è che, al contrario del passato, questo sistema, costosissimo, non porta frutti per due chiari fatti:

-la più grande potenza del mondo è stata cacciata dai poveri contadini vietnamiti dopo quindici anni di inutile guerra, e così sarà per l’Iraq e l’Afghanistan

-l’apparato militare che doveva difendere l’egemonismo economico USA non è servito a fermare l’emergere di economie di peso mondiale come quella cinese, indiana, russa, giapponese, europea, sudamericana. Il mondo è ormai multipolare, il dollaro non vale più niente. Addirittura l’Europa unita ha superato il PIL degli USA e l’Euro è già richiesto come moneta per pagare il petrolio al posto del dollaro.

Gli imperialismi globali sono sempre falliti perché costano troppo e perché contro i popoli non si vince.

Ce ne sarebbe abbastanza per dedurre che è ora di fare fagotto e gli scudi spaziali, che i nostri cow-boy vogliono installare in Polonia e Repubblica Ceca, sono soldi buttati. Se si sentono così minacciati, nessuno gli impedisce di farseli a casa loro, anche perché il perfido Fidel Castro potrebbe decidere di invadere l’America…

Non chiamare le cose con il loro nome è segno di inciviltà, di assenza di democrazia, di disprezzo per le intelligenze. Gli invasori diventano liberatori, i resistenti terroristi, i torturatori difensori della libertà.

Con questa politica di prepotenza e di menzogne gli USA sono diventati, insieme al Regno Unito e Israele, i più odiati al mondo, hanno definitivamente screditato la parola democrazia e vedranno la loro crisi come un’alba di liberazione. Speriamo che siano anche gli elettori dei loro paesi a provocarla.

Paolo De Gregorio

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