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Wednesday December 13th 2017

MASADA n. 688. 28-4-2008. Dove siete partigia di tutte le valli

Partigia, di Primo Levi 
  
Dove siete, partigia di tutte le valli,
Tarzan, Riccio, Sparviero, Saetta, Ulisse?
Molti dormono in tombe decorose,
Quelli che restano hanno i capelli bianchi
E raccontano ai figli dei figli
Come, al tempo remoto delle certezze,
Hanno rotto l’assedio dei tedeschi
La’ dove adesso sale la seggiovia.
Alcuni comprano e vendono terreni,
Altri rosicchiano la pensione dell’Inps
O si raggrinzano negli enti locali.
In piedi, vecchi: per noi non c’e’ congedo.
Ritroviamoci. Ritorniamo in montagna,
Lenti, ansanti, con le ginocchia legate,
Con molti inverni nel filo della schiena.
Il pendio del sentiero ci sara’ duro,
Ci sara’ duro il giaciglio, duro il pane.
Ci guarderemo senza riconoscerci,
Diffidenti l’uno dell’altro, queruli, ombrosi.
Come allora, staremo di sentinella
Perche’ nell’alba non ci sorprenda il nemico.
Quale nemico? Ognuno e’ nemico di ognuno,
Spaccato ognuno dalla sua propria frontiera,
La mano destra nemica della sinistra.
In piedi, vecchi, nemici di voi stessi:
La nostra guerra non e’ mai finita.
  
(Mandato da nonno Luigi)

 
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La tv e’ piu’ terroristica che mai in questi giorni….come mai?????
Nei telegiornali si aggira un sentimento: la paura. La paura rende la gente piu’ soggetta ad essere in balia di qualsiasi cosa. La paura stordisce, abbaglia, la paura scoraggia l’iniziativa.
Ma voi non lasciate che si insinui. Sostituitela con il coraggio, con l’ottimismo, con la voglia di fare, con l’entusiasmo…
Perche’ non ho mai sentito di un pessimista che abbia cambiato il mondo.
Eva Maya
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Beppe Grillo
Il V2-day e’ stato un successo perche’ quasi 500 piazze in Italia e all’estero hanno partecipato, perche’ sono state raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perche’ 120.000 persone hanno ascoltato per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day e’ stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell’informazione. Per il silenzio dell’informazione. Per la comicita’ dell’informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all’orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone che sostenevano un referendum popolare.
L’informazione di regime e’ stata il miglior sponsor del V2-day. Imperdibili alcune mie inquadrature dal basso in modo da non far vedere la gente. E’ la stessa tecnica usata dal regime comunista polacco per la visita di Giovanni Paolo II nella sua prima visita in Polonia. C’erano milioni di persone, ma sembrava che parlasse al vuoto.
Ragazzi, se non ci foste voi mi sentirei un po’ a disagio, un po’ solo. Comincerei a pensare che il pazzo sono io. Che e’ giusto che un politico possieda tre televisioni nazionali. Che l’Italia sia considerata semilibera per l’informazione da istituti internazionali. Che in Parlamento ci siano70 tra condannati, prescritti e rinviati a giudizio. Si, il pazzo sono io e lo siete anche voi che siete scesi in piazza in questo bellissimo, solare, 25 aprile.
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Da aprileonline
Grillo e la democrazia
Tommaso Merlo
 
I sostenitori di Grillo sono cittadini che si informano fuori dai canali tradizionali (in rete, in biblioteca, all’estero) e verificando dati e fonti, maturano opinioni in maniera del tutto indipendente. Fregandosene se tale opinione sia coerente o meno con un partito, con un boss o con una tribu’.
Se il fenomeno Grillo fosse una cosetta triste come sentenziano i vari sarcofaghi dai giornali nostrani, difficilmente i media piu’ prestigiosi al mondo se ne sarebbero occupati. Lo fanno invece perche’ e’ assolutamente straordinario che un comico riesca a raccogliere intorno a se centinaia di migliaia di persone. E che lo faccia sostenendo democraticamente battaglie assolutamente legittime che ogni cittadino di una democrazia sana condividerebbe.
Le caste politiche e giornalistiche italiote, invece, sputano impaurite sul fenomeno Grillo. Cosa spiegabile facendo un semplice paragone ad esempio tra Emilio Fede e un giovane grillino. Ebbene, Fede non e’ un uomo libero, lui interpreta la realta’ in base a quello che conviene alla suo capo e alla sua parte politica. Di fronte a qualsiasi fatto, Fede non cerca la verita’ ma lascia che sia la sua fazione a decidere cosa deve essere pensato o meno, cosa sia giusto e cosa no.
Stessi meccanismi che paradossalmente succedevano ai tempi dell’Unione Sovietica e che l’amico di Berlusconi Putin sembra intenzionato a preservare. Ebbene, Fede come Scalfari e tutti gli altri sarcofaghi del giornalismo italiota, seguono la stessa falsa riga ideologica. Filtrano cioe’ la realta’ in base alle pseudo ideologie di appartenenza, in base agli interessi del proprio gruppo di potere, in base ad una concezione faziosa e quindi miope della realta’.
I sostenitori di Grillo, invece, cosi come tanti giovani liberi, sono cittadini che si informano fuori dai canali tradizionali (in rete, in biblioteca, all’estero) e verificando dati e fonti, maturano opinioni in maniera del tutto indipendente. Fregandosene se tale opinione sia coerente o meno con un partito, con un boss o con una tribu’. Il grillista usa la propria intelligenza per analizzare liberamente i problemi e sviluppa un’opinione autonoma e disinteressata su di essi.
Va da se’ che i cittadini grillisti non devono concordare compatti su tutto anche se vi sono denominatori comuni. Tra questi c’e’ la voglia di superare le ipocrisie e la cappa di falsita’ in cui e’ stata sommersa l’Italia dalle tecnocrazie. Di scovare cioe’ cosa c’e’ dietro il disastro italiota e combatterlo alla radice. Senza compromessi, senza vecchie ricette e attraverso battaglie concrete e informate sul territorio. Temi e modalita’ propri di una democrazia moderna e viva.
Certo, Grillo non e’, e non vuole essere, una risposta politica compiuta per voltare finalmente pagina storica in Italia. Ma e’ un segnale importantissimo che sta nascendo un nuovo modo di fare ed intendere la politica. Che c’e’ una voglia disperata di un cambiamento profondo e fuori da schemi sporchi e fallimentari. Che c’e’ una grande fetta di italiani pronti ad assumersi le proprie responsabilita’ in nome di una concezione moderna di liberta’ e di democrazia.
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E’ il primo articolo sensato sul VDAY che ho letto!!! Complimenti!
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Concordo su tutta la linea. Grillo e’ il "Termometro" che rivela una situazione di malessere, non si puo’ pensare che sia anche il medico, ma rompere il termometro non e’ la soluzione.
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Da elettore di S.A. e da interessato spettatore al "movimento di Grillo" concordo con quanto scritto sopra. Importante e’ non lasciare cadere questi messaggi nel vuoto – la sinistra deve rispondere nelle sedi istituzionali, deve prendere in mano questi grandi temi (informazione, energia pulita, sviluppo sostenibile, ecc.) e lavorare a delle soluzioni intelligenti, metterle in pratica, essere radicale ma lasciarsi alle spalle le rigidita’.
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Ottima analisi, finalmente qualcuno a sinistra che si rende conto che Grillo ha ragione e che la democrazia italiana ha in lui un’ultima ancora di salvataggio
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Proclamare"la realta’" e’ rivoluzionario, perche’ scandalizza le coscienze. Sta’ alle Dirigenze di Sinistra organizzarle e farne massa politica, se cio’ non viene fatto, e’ falsa coscienza, e’ meritano l’oblio.
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Tutto quello che tende a rimettere nelle mani del Cittadino il diritto di essere Cittadinanza politica (e non solo clienti/utenti truffati e paganti) e’ una cosa buona e giusta. Per gli stessi motivi i Partitocrati l’osteggiano. Puo’ succedere perfino che perfino i vedovi del partito-esclusivista della Politica comincino a rendersene conto?
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Questo articolo e’ il risultato di un giornalismo indipendente. Non come quello della carta stampata che e’ costretto a celare queste verita’.
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Che giornalaccio che e’ diventato l’Unita’! Me ne puo’ fregar di meno di Grillo e dei grillini, ma che si liquidi tutto con supponenza e arroganza come antipolitica, mi fa venire i brividi. Accusare i giovanotti presenti allo spettacolo di Grillo di essere antiresistenziali mi provoca il vomito…e ve lo dice uno che dall’esperienza resistenziale trae tutto il suo essere di Sinistra, (di uno che ha avuto internato in un lager nazista suo padre). L’Unita’ accusa i grillini addirittura di nuovo fascismo. L’Unita’ se ne dovrebbe vergognare per la storia che dovrebbe rappresentare, e per quello che oggi rappresenta: l’omologazione e la super protezione fra i poteri forti e la politica parlamentare che per la prima volta dalla Resistenza in poi, vede la Sinistra senza rappresentanza. “Il giullare ha diritto di critica e di satira, ma che non vada otre…altrimenti il re e la nobilta’ gli tagliano la testa.” La risposta a Grillo sta nella coerenza e nella rinascita dei valori propri della Sinistra.
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Grazie, Tommaso Merlo, finalmente qualcuno che non si dimostra una velina della casta! Mai disprezzare il popolo! Potra’ anche sbagliare, ma oltraggiarlo per non volerlo ascoltare e’ la peggior cosa che un partito ragionevole possa fare. Che si esprima con un don Milani o con un Masaniello, con un comico o uno statista, attaccarlo senza nemmeno capire cosa c’e’ di giusto nelle sue richieste dimostra solo che non si e’ degni di rappresentare alcunche’ di democratico.
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Per non dimenticare
Mario dal Belgio
 
63º Anniversario della Liberazione, contro i nazifascismi di ieri – che si presentavano in divisa, quindi piu’ riconoscibili – e quelli di oggi – che invece girano in giacca e cravatta, o a volte anche con barba e pancia, e quindi molto piu’ sottili e subdoli, ma non meno pericolosi.
A Bruxelles c’era il compagno Ennio Odino, partigiano, presidente dell’ANPI in Belgio e molte altre cose ancora, presentando il libro sulla sua vita che finalmente ha scritto, dopo sessant’anni dedicati a testimoniare in prima persona, con forza come con modestia, i valori della pace, della giustizia sociale e della liberta’, non certo come una "mummia" come qualcuno dice e magari vorrebbe, ma come un qualcosa di vivo e vissuto tra passato, presente e futuro. Il libro si chiama "La mia corsa a tappe (Nº 63873 a
Mauthausen)", edito a cura della Associazione Memoria della Benedicta ed edito da "Le Mani" di Genova, e mi permetto di consigliare a tutti la sua attenta lettura.
Su Ennio Odino la pagina attualizzata su Wikipedia e’ qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Ennio_Odino
Aggiungo anche un manifesto del Partito Comunista Belga di subito dopo la guerra. La scritta in francese dice: NON DIMENTICATE – 2000 comunisti fucilati
impiccati uccisi nelle galere naziste 5500 comunisti arrestati deportati VOTATE TUTTI PER IL PARTITO DEI FUCILATI
E questo non e’ "storia", non e’ "passato", ma vale ancora oggi, perche’ molti, troppi, dimenticano, e fa loro comodo dimenticare…
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Carmelo
 
Vorrei ringraziarvi per le vostre testimonianze di prima mano sul V-Day 2. Mi avete reso partecipe di una grande manifestazione popolare che riguarda le "limitazioni" della liberta’ di stampa causata dai soliti noti imprenditori e politici. Un problema davvero grave nella gia’ fragilissima democrazia italiana. Non mi meraviglia che i mezzi di informazioni "ufficiali" abbiano quasi ignorato i contenuti e la sostanza della manifestazione. La verita’ fa molto male, come ben sappiamo…
Leggendo il discorso di Grillo, ho capito benissimo che la sua manifestazione non voleva essere un’alternativa alla festa della Liberazione dai fascisti, ma una specie di complemento per far capire a tantissime persone che il fascismo di oggi puo’ prendere nuove forme per manipolare le menti delle persone, uno dei quali e’ limitare i grandi sistemi di informazione e il flusso stesso delle informazioni.
Qui in Svizzera, non esiste un albo dei giornalisti e non esiste un sistema formativo statale per giornalisti (ad esempio scuole statali o programmi formativi riconosciuti dallo stato svizzero). Ci sono alcuni editori che finanziano delle scuole per formare coloro i quali vogliono fare del giornalismo per loro (giovani e meno giovani) o per altri mass-media, ma lo stato svizzero non vuole dettare un metodo di insegnamento standardizzato. In questo senso si cerca di lasciare liberi i giornalisti di pensare, elaborare e scrivere come meglio ritengono, senza che la loro formazione sottosta a decisioni politico-istituzionali, che sarebbero di per se’ una manipolazione della liberta’ di stampa. Insomma, in Svizzera ognuno puo’ lavorare come giornalista, e ognuno puo’ darsi il titolo di "giornalista".
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Il Vescovo eletto
Articolo di Raniero La Valle per la rubrica RESISTENZA E PACE su Rocca n. 10 (rocca@cittadella.org )
 
Non che sia una consolazione, ma mentre da noi festeggiano i leghisti, in Paraguay festeggiano i lughisti; mentre in Italia per la prima volta dal 1946 la sinistra esce dal Parlamento, in Paraguay per la prima volta dal 1947 vi entra, e mentre da noi sprofonda nell’anonimato e non si fa piu’ vedere alle urne la tradizione del cattolicesimo democratico, in Paraguay a vincere le elezioni e a diventare Presidente della Repubblica e’ un vescovo, mons. Lugo, che piu’ visibilmente e arditamente cattolico non potrebbe essere, e la cui cultura democratica non potrebbe essere piu’ genuina perche’ e’ la cultura della liberazione.
Non che tutto cio’ sia un risarcimento per noi, o che si possa fare un qualsiasi paragone tra l’Italia e il Paraguay, ma la singolare contemporaneita’ tra i due eventi suggerisce che anche in Italia tutto non finisce qui, che nessun potere e’ per sempre, che la storia e’ sempre ricca di sorprese e che spesso le decisioni di ieri si trasformano in un rompicapo per oggi.
Un rompicapo e’ per esempio, come notano tutti i giornali, quello che ha ora da risolvere la curia romana. Il fatto e’ che quando il vescovo Lugo, sulla spinta delle speranze popolari, decise di presentarsi come candidato alla presidenza, conosceva le incompatibilita’ stabilite dal diritto canonico, e percio’ chiese la riduzione allo stato laicale; ma Roma gliela rifiuto’, dicendo che un vescovo e’ per sempre. Tuttavia qui il problema non era che mons. Lugo volesse mettersi fuori della successione apostolica, ma che voleva passare dall’esercizio di funzioni ecclesiastiche all’esercizio di funzioni civili, come era avvenuto in altri celebri casi, bastando per l’Italia ricordare il nome di don Sturzo, mai uscito dall’ordine sacro. Il vescovo di San Pedro, certo disobbedendo (ma obbedendo, come la Chiesa raccomanda, alla sua coscienza), decise di “correre” lo stesso, ragione per cui fu sospeso a divinis. Il rompicapo consiste adesso nel fatto che, sulla parola stessa dell’autorita’ romana, Fernando Lugo e’ tuttora vescovo, nella pienezza del suo carisma, ed e’ quindi un vescovo che ora guida il Paraguay, con il progetto e l’impegno di riscattare i poveri e gli esclusi, i campesinos senza terra e gli indigeni diseredati: una sua sconfessione, da parte della Santa Sede, metterebbe in conflitto il Vangelo con la promozione umana, e il sacerdozio con l’opzione dei poveri, e inoltre lascerebbe solo e vulnerabile Lugo, dinanzi a quanti sicuramente lo vorranno uccidere, come fecero con l’arcivescovo Romero; a rendere poi piu’ difficile la decisione romana c’e’ anche il fatto che il Vaticano, se non sempre e’ in buoni rapporti coi vescovi, sempre cerca di avere buoni rapporti con i capi di Stato e di governo.
Ma oltre a cio’, l’elezione di Lugo pone due questioni di carattere generale. La prima e’ che, come titolava Le Monde diplomatique nel dicembre scorso, Washington sta perdendo l’America Latina; mentre prima aveva dittatori e generali Presidenti suoi amici dappertutto, adesso si trova di fronte, al vertice di questi Stati, donne, operai, indigeni e perfino un vescovo, e quasi dappertutto governi di sinistra. Vero e’ che oggi gli Stati Uniti cercano di legare a se’ questi Paesi con forme di potere piu’ consensuale, imposte con gli strumenti della globalizzazione liberista: come ha scritto un ricercatore, William J. Robinson, su una rivista newyorchese, “gli strateghi americani sono diventati buoni gramsciani”, avendo compreso che il vero potere e’ nella societa’ civile, ed e’ attraverso il controllo sociale e politico su di essa che cercano di aggiudicarsi l’America Latina. Ma se, nonostante cio’, la perdono, e’ solo perche’ si perde cio’ che si possiede o si vuole possedere. Quel continente, al contrario, non vuole essere oggetto di possesso da parte di nessuno; gli Stati Uniti rinunzino al dominio, sia con le armi che col capitale, e non perderanno piu’ niente, e avranno buoni rapporti con tutti.
La seconda questione e’ quella della laicita’. Se il popolo elegge un vescovo, e il vescovo guida il popolo non facendo ricorso alle risorse del sacro, ma a quelle della condizione laica e comune, allora la laicita’ non puo’ essere piu’ quella che distingue il clero dai fedeli, quasi due opposti “generi di cristiani”, ma deve essere una qualita’ comune a laici, preti e vescovi. Si tratta allora di trovare lo specifico cristiano della laicita’, che non puo’ non riguardare tutti, prima di ogni distinzione di stato, di ordini e di ruoli. Questa laicita’ consiste nel prendersi cura del mondo, come realta’ presente e non solo come passaggio alla realta’ futura; nell’occuparsi dei corpi, santi e amati da Dio, gia’ qui, prima della resurrezione della carne; e nel prendere su di se’, ciascuno per la sua parte, la responsabilita’ per la vita, il diritto e la felicita’ dell’intera famiglia umana sulla terra. Gli altri, a cui la laicita’ ci accomuna, lo facciano pure con le loro motivazioni, alcune del resto assai pregevoli, che noi stessi condividiamo; noi lo facciamo perche’ anche Dio ha fatto e fa cosa’.
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Mauro
 
Dal 94 al 2008 la sinistra ha governato 7 anni, il 50%,non male.
Eppure nessuna legge sul conflitto di interessi, nessun intervento sulla legislazione berlusconiana, aumento degli introiti pubblicitari per Mediaset, politica sociale azzerata, spese sociali miserrime rispetto ad altri paesi europei , salari tra i piu’ bassi d’Europa..
Ora dovremo anche pagare Europa 7 per la sentenza della corte europea, per cui la Bonino ha fatto spallucce..
E mi fermo..
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Migranti
Mauro
 
L’umanita’, da sempre, e’ caratterizzata da flussi migratori.
Noi tutti siamo frutto di questi flussi.
Alzare le barricate serve a poco e servira’ sempre meno.
Puo’ essere umanamente comprensibile ma nessuna lega al governo potra’ fare granche’.
E gli elettori leghisti se ne renderanno conto, ora piu’ che mai..
Tutto questo c’entra assai poco con l’ordine pubblico, che e’ altra cosa e che richiede prima di tutto una politica giudiziaria, che oggi in Italia non c’e’…
Non mi piace molto, pero’ , la classica espressione: "sono utili, fanno i lavori che gli italiani non fanno".. Credo si debba  ancora metabolizzare la globalizzazione umana  e pensare  che presto esistera’ un unico mercato del lavoro, su cui "fronteggiarsi", indigeni e non..
In fondo assai piu’ democratica di quella delle merci…
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Il mercato delle vacche
Doriana Goracci
 
Non ci si trova a fare per professione la donna che abortisce, non rende assolutamente, ne’ al corpo ne’ alla spirito,  ma a volte puo’ capitare di essere la "malcapitata" o solidale con la  "sciagurata" di turno . La professione dell’obiettore e’ invece fortemente in rialzo sul mercato, i dati parlano chiaro e dicono che i ginecologi obiettori sono in Italia quasi il 70%, mentre nel 2003 erano il 58,7%. Sopratutto al Sud vanno matti per questa obiezione: ne sono la prova i dati affluiti poche ore fa’ e battuti dall’Ansa. Sono cifre da capogiro: in Campania sono saliti dal 44,1% all’ 83%, la Sicilia si e’ distinta passando dal 44,1% al 84,2%. In totale sul territorio nazionale i medici obiettori sono quasi il 70%, rispetto al 58,7% del 2003.
Ma veniamo alla "domanda". Le donne che hanno fatto ricorso alla legge 194, sono calate del 3% rispetto al 2006.
Il presidente della Federazione nazionale  degli Ordini dei medici, Amedeo Bianco, rivendica con orgoglio questa scelta, in linea con il cognome, di obiettare e dichiara con soddisfazione:"Un valore da rispettare e di cui prendere atto", l’obiezione s’intende.
Insomma la domanda scende sopratutto tra le donne istruite, occupate o coniugate, mentre e’ in salita,guarda un po’,  come  il dato sulle nascite, se si prende atto che chi ricorre sempre piu’ alla legge 194 sono le straniere, che trovano sempre piu’ difficolta’, come le pratiche di regolarizzazione, ad effetture un’ aborto. Pura sperimentazione, attuata solo in sei regioni italiane- Piemonte, Trento, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Puglia- rimane l’aborto farmacologico con la pillola RU486.
Stando a questi dati le donne sembrano rimaste tutte gravide come l’ Immacolata concezione.
Gli uomini sembrano levarsi da torno il problema, lavandosi le mani e invitandoci a pedalare, come l’infelice detto popolare, dal momento che volenti o nolenti siamo andate…in bicicletta. Un problema di donne insomma, tranne in periodo elettorale, ovviamente  esclusi  i potenti del mondo, temporali e spirituali che continuano  a muovere il Mercato delle Vacche, sacre alle bisogna.
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Agosti
Elogio dell’autonomia
 
L’aspetto piu’ misterioso che l’attuale cultura dei sentimenti rivela, e’ espresso dal fatto che quasi tutte le persone sposate e conviventi, superati i cinquant’anni, alludono in modo piu’ o meno diretto al disastro della loro unione. Prestando attenzione ai modi del parlare e del gesticolare le “coppie” rivelano una profonda disistima reciproca, fino a giungere alla degradazione del disprezzo dell’uno per l’altro.
La donna di una delle coppie meno infelici tra quelle che frequento mi ha detto chiaramente riferendosi al suo compagno “Mio marito, ti posso dire dopo circa quarant’anni di matrimonio, corrisponde forse al due per cento di quello che mi aspettavo da lui, quando ho deciso di offrirgli la mia vita.”
Il due per cento, ovvero 98 per cento di delusione e di sconforto, portati avanti in ossequio a norme di vita a mio parere ferocemente estranee alle naturali necessita’ sia degli uomini che delle donne.
E si tratta di una coppia ideale…
Il territorio col quale si rende quasi indispensabile la concezione di sottomissione della donna, con la scusa di farne una moglie, con la scusa di farne una madre, parte dal rendere inconcepibile, per la grande maggioranza delle donne, poter credere in se stesse al punto da saper creare una condizione di vita autonoma e indipendente, senza dover ricorrere alla “protezione” di un uomo, che, con la scusa di essere il marito e con la scusa di essere il padre gestisce il potere di sopravvivenza del nucleo familiare, creando in tutti gli altri membri il disagio di una inflessibile dipendenza.
Entrando in ogni “famiglia” si respira una tensione inevitabile dovuta appunto ai meccanismi della convivenza. Meccanismi utili e indispensabili
se temporanei, fino al concludersi dell’adolescenza, ma pericolosi e crudeli se troppo protratti nel tempo.
Ecco perche’ in Kirghisia, il paese della mia vita, dove nessuno lavora piu’ di tre ore al giorno, si e’ risolto questo penoso problema regalando una abitazione a tutti i cittadini al compiersi del loro diciottesimo anno.
Ecco cosi’ che mi sento di consigliare, per potersi veramente amare, di condividere la vita ma non l’abitazione.
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Se la rivoluzione d’ottobre
Fosse stata di maggio
Se tu vivessi ancora
Se io non fossi impotente di fronte al tuo assassinio
Se la mia penna fosse un’arma vincente
Se la mia paura esplodesse nelle piazze
Coraggio nato dalla rabbia strozzata in gola
Se l’averti conosciuta diventasse la nostra forza
Se i fiori che abbiamo regalato
Alla tua coraggiosa vita nella nostra morte
Almeno diventassero ghirlande
Della lotta di noi tutte donne
Se?
Non sarebbero le parole a cercare di affermare la vita
Ma la vita stessa, senza aggiungere altro
 
A Giorgiana Masi uccisa il 12 maggio 1977 dalla violenza del regime
Lapide sul luogo dell’uccisione a Ponte Garibaldi.
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Spari a Kabul 
Paolo De Gregorio

Il cameriere del capitalismo Franco Venturini, a cui viene affidato con fiducia l’editoriale del “Corriere della Sera” di oggi 28 aprile, parla come un capo bastone o capo partito, a tesi, in spregio alla professione giornalistica, e il titolo spara “l’Occidente non puo’ perdere”. Si parla dell’Afghanistan e della mancata eliminazione di Karzai in piena Kabul.
Ma la cosa strabiliante e’ che, dopo aver ricordato che sia gli imperialisti inglesi che quelli sovietici, furono cacciati dalla resistenza armata e che gli occidentali non tengono in debito conto l’orgoglio nazionale di quelle popolazioni, il nostro aspirante ministro degli esteri, non porta un solo argomento per sostenere la sua tesi che è appunto: l’Occidente non puo’ perdere!
Anzitutto gli occidentali hanno gia’ perso in passato e la cosa piu’  probabile è che cio’ succeda ancora, ma la sconfitta paventata da Venturini non sarebbe dell’Occidente, bensi’ degli USA, della Nato, che hanno coinvolto in questa loro iniziativa militare pochi e recalcitranti alleati, con ricatti e minacce. La posta in gioco non e’ l’Occidente, ma la fine dell’egemonia militare Usa e la fine della Nato.
E’ proprio l’impossibilità di passare “manu militari” in Iraq e Afghanistan che rendera’ dei ferrivecchi la Nato e l’esercito Usa, tenuto conto anche della storia di un piccolo popolo di contadini poveri, quello vietnamita, che resistette e scaccio’ la piu’ grande potenza militare del mondo.
La ottusa testardaggine a non capire una volta per tutte che gli imperi sono finiti e che contro i popoli non si vince, e’ segno di stupidita’ criminale e andare avanti su questa strada portera’ solo inutili morti, distruzioni, denaro e risorse buttate.
Quale sarebbe il grave pericolo per l’Occidente se l’Afghanistan fosse abbandonato?
Ci sarebbe una sua guerra civile come ci fu anche in America fra nordisti e sudisti, e poi si troverebbe un equilibrio all’interno della sua cultura e delle sue tradizioni.
Il “pericolo terrorista” nasce solo dalla politica occidentale in Medio Oriente. Se tutti gli occidentali se ne andranno, non interferiranno piu’ nelle questioni di quei popoli e accetteranno il ruolo di clienti che comprano il petrolio, nessuno mettera’ piu’ bombe a Londra o New York.
Per quelle popolazioni che hanno vissuto il colonialismo imperiale inglese e poi l’egemonismo militare americano, gli occidentali sono quei ladri e assassini che hanno visto all’opera per decenni e pochi sono i compromessi possibili.
Per l’Europa, se si staccasse dal “patto atlantico” e dalla Nato, si aprirebbe una fase molto feconda, poiche’ i nostri interessi sono in concorrenza con quelli Usa e la nostra economia si integrerebbe facilmente con quelle dei nostri vicini russi e mediorientali e l’Euro diventerebbe l’unica moneta di riferimento in questa area geopolitica.
Gli Usa sono pugili suonati che temono la PACE e il libero mercato, e continuano a picchiare alla cieca, ma il loro ridimensionamento e’ vicino.

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Appunti tratti dalla comune conversazione coi miei amici
 
Enza dopo l’abbandono della casa che era stata la sua casa di sposa, invece di dire: “Hai sentito che scosse di terremoto!” disse: “Hai sentito, che scosse di matrimonio!”
 
La signora che doveva chiedere: “Dove parte il treno per Milano-Lecco?”
E disse: “Dove parte il treno per Milecco-Lano?”
ENZO
.. 
Se sono triste piango, il pianto ti riporta alle origini, l’emozione va agita.
Anche una buona lettura mi da’ soccorso. Specie alcuni pensatori che mi corrispondono.
LAURA BIONDA
.. 
Io cerco di dormire, faccio vuoto di pensiero.
L’energia che useremo per la paura si trasforma in autoterapia.
Siddartha in riva al fiume, nel momento del maggior pericolo, si addormenta e si ritempra.
GRAZIELLA
 …
Se ho un problema e voglio risolverlo, do fondo a tutta l’energia che ho e che mi blocca, diventando anche cattiva cosi’ libero tutto il negativo, dopo pochi minuti di bufera, sto meglio.
PATTI
..
Io danzo la mia emozione, nella danza la mente e’ impegnata nelle emozioni che la musica ti da’. La danza vale per la gioia, il dolore vuole un pianto incontrollato.
Nella mia infanzia ho sofferto molto la solitudine, se danzo nascono presenze, non sono piu’ sola.
ROBERTA
..
Non potrebbe essere che tutto cio’ che abbiamo avuto fin qui fosse il meglio?
Dovremmo assecondare la vita. La fede nella vita mostra che, nonostante la nostra azione, la vita va dove deve andare. La vita ha deciso per me.
LAURA BIONDA
..
Mia madre diceva: “Tu non ti poni bene.”
Se il mio cuore e’ buono, perche’ a volte mi pongo in modo che l’altro mi fraintende?”                               
ORNELLA
..
L’espressione di noi stessi e’ una grande ricchezza.
Diventa una frustrazione se ci aspettiamo che l’altro la comprenda.
GIGI
..
Nella nostra civilta’ non abbiamo trovato il linguaggio del sentimento.
Pero’ abbiamo trovato il linguaggio della prevaricazione.
GIGI
..
A volte tutto e’ questione di intensita’. Troppo intenso! C’e’ chi sopporta 100 kg e chi solo due.
PIA
..
Il linguaggio dell’amore non l’abbiamo, perche’ non l’abbiamo mai iniziato.
ENZA
..
Avere le braccia piene!
ENZA
..
Il giudizio e’ un bisogno.
Se la critica e’ distruttiva, il bisogno e’ alto.
Ma  non tutto puo’ essere razionalizzato.
PIA
..
Se ancora non sai e’ perche’ non hai cercato abbastanza.
Abbiamo in noi una guida interiore che e’ superiore alle nostre guide esteriori.
PIA
..
Quando non ti ascolti
quando non ascolti te stesso
non ascolti gli altri.
ORNELLA
..               
Per non essere soli si deve far festa agli altri.
Al S. Anna che e’ un pensionato, una volta al mese, festeggiano tutti i compleanni del mese, tutti insieme, con grande entusiasmo.
ELISA
..
Vivere la vita
libera dalla paura
E concedermi
le opportunita’ che si possono
affacciare
Viviamo la vita
ma non la assaporiamo
fino in fondo
E anche il dolore
non lo sentiamo
fino in fondo
Non possiamo
l’Io e’ fantastico
Ma anche nella fantasia
mi pongo dei blocchi
Voglio vivere la vita
non nel passato
o
nel futuro
ma nel presente
attimo per attimo
e celebrare
la vita

ROBERTA
..
La paura e’ limitante perche’ impedisce di avere l’esperienza.
Occorre librarsi sopra la paura.
ROBERTA
..
Io so, Signore
che questo quadro
quando sara’ terminato
sara’ bellissimo,
ma ora
gronda sangue
.

PIA
..
Noi facciamo certi sfoghi solo con le persone che amiamo di piu’. Mio padre diceva: “Se lei queste cose non le puo’ fare con me che sono suo padre, con chi le puo’ fare?” Diamo agli intimi la facolta’ di accettarci al nostro peggio e a tutti gli altri la facolta’ di vederci al nostro meglio.
LICIA
..
Lasciate che il vostro bambino sfoghi la sua rabbia!
ORNELLA
..
Noi siamo tecnologizzati non civilizzati
PIA
..
Comunichiamo ma non ci intendiamo, occorre arrivare a un metalinguaggio.
Mi sto allenando al massimo, ma ho solo tre mesi e sto crescendo.
PIA
..
Scappo non solo da lui ma anche dalla mia reazione.
ROBERTA
..
Molte forme di comunicazione sono per noi un non sapere.
Accettiamo in pace che stiamo costruendo mondi.
PIA
..
L’aura e’ l’energia che sta nel vuoto. Il corpo e’ l’energia che sta nel pieno.
VIVIANA
 …
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