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Monday December 11th 2017

MASADA n. 687. 26-4-2008. Resistenza ora e sempre

Il controllo dell’informazione e’ il nuovo fascismo
..
L’Italia e’ divisa in 4:
chi la resistenza non sa nemmeno che sia,
chi la combatte in nome di un fascismo mai morto, che ora serpeggia piu’ virulento che mai,
chi crede di poterla mettere in un museo e venerarla come una cosa passata,
e chi sa perfettamente che la resistenza non e’ mai finita e che bisogna ricominciare a farla ogni giorno

Viviana

V2 day (audio e video) e’ disponibile sul sito di Radio Radicale (http://www.radioradicale.it/scheda/252436)

140.000 persone in Piazza san Carlo a Torino per la manifestazione indetta da Beppe Grillo a difesa della liberta’ di informazione.
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Beppe Grillo a Torino

“Oggi e’ il 25 aprile 2008. La festa della Liberazione. I nostri padri, i nostri nonni non hanno finito il lavoro. Non per colpa loro. Se noi avessimo il loro cuore e il loro coraggio non saremmo finiti cosi’.I partigiani hanno liberato l’Italia dal nazifascismo per ritrovarsi con l’occupazione americana. L’Italia non e’ nella Nato, e’ la Nato che e’ nell’Italia. Ad Aviano e a Ghedi Torre ci sono novanta testate nucleari. In Europa dopo il crollo del muro di Berlino le hanno ridotte, eliminate, cancellate. In Italia sono aumentate. Siamo un bersaglio in caso di guerra atomica. L’articolo 11 della Costituzione dice che: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta’ degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. E allora cosa ci fanno 113 basi logistiche degli Stati Uniti sul nostro territorio. 113 tra depositi di armi, basi navali, basi di telecomunicazioni, basi aeree, gruppi logistici per l’attivazione di bombe nucleari, basi di sommergibili, basi missilistiche, poligoni di tiro, forze aeree tattiche. Solo due regioni non sono occupate: la Val d’Aosta e l’Abruzzo perche’ i militari americani non capivano la lingua. Siamo un Paese a sovranita’ limitata. Ma non lo sa nessuno.

L’otto settembre un milione e mezzo di persone ha chiesto, ha gridato di ripulire la cloaca del Parlamento dai condannati. Ha preteso che la politica non fosse una professione, ma un servizio. Che ci fosse un massimo di due legislature. Ho portato 350.000 firme al Senato in un riscio’, nelle mani di Franco Marini. Forse sono in cantina, forse le hanno buttate nella raccolta differenziata. Nessuna risposta dal Potere. Fassino e la moglie Serafini sono stati eletti per la quinta e la sesta volta. Sono la coppia piu’ parlamentare del mondo. Faranno le nozze di diamante in Parlamento. A fine carriera ci saranno costati 12 milioni di euro. Mieli, Vespa, Scalari, Panebianco scrivono di modernita’ di semplificazione del quadro politico. Ma cosa cazzo dicono. I condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio sono diventati 70. Testa d’Asfalto ne ha 45 e Topo Gigio ne ha 13. Voi non li avete votati. Non potevate. Non eravate informati. Questa gente non la mettereste neppure a gestire un condominio. Avete fatto una croce, come delle bestie. Senza poter scegliere un candidato. Non siamo piu’ in una democrazia. Le elezioni erano incostituzionali. Morfeo Napolitano doveva PRIMA fare il referendum chiesto dai cittadini sulla nuova legge elettorale e POI sciogliere le Camere. Il presidente della Repubblica deve rispondere al popolo italiano non ai partiti. Ha avuto paura dei fucili di latta di Bossi e dei gazebo dello psiconano.
I condannati in via definitiva sono diminuiti da 24 a 16. Dodici sono del Popolo della liberta’ condizionata, il primo partito di recupero italiano. I condannati sono diminuiti solo perche’ sono spariti alcuni partiti. No Partiti, no condannati. I condannati in primo e secondo grado sono comunque aumentati. Li mettono in Parlamento per non farli finire in galera grazie all’immunita’ parlamentare come Cuffaro, il piu’ amato da Azzurra Caltagirone, condannato a 5 anni per favoreggiamento aggravato di alcuni mafiosi. Non basterebbe il pomeriggio per leggere tutti e settanta i nomi con i reati. Diro’ solo quelli dei meno furbi, che si sono fatti condannare. Devo pero’ fare prima un distinguo per il nostro prossimo Ministro degli Interni Roberto Maroni che e’ stato condannato a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Maroni e’ stato condannato per aver tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia. Sara’ il primo ministro degli Interni con la museruola.

Chi non sa non puo’ decidere, non puo’ scegliere. Vive nelle tenebre, nell’oscurita’. L’otto settembre l’informazione, che aveva del tutto ignorato il V day, e’ stata la prima ad attaccarlo. Il potere ha capito che il gioco gli veniva sottratto dalle mani. Il cittadino informato non e’ controllabile dal potere. E il potere vive grazie al controllo dei media. Le banche, la Confindustria, Mediaset e i Partiti usano le televisioni e i giornali per fare propaganda, assumono i direttori dei giornali come fossero addetti dell’ufficio stampa. I politici senza gli studi televisivi ritornerebbero al nulla dal quale provengono.
L’informazione malata e’ il virus e i cittadini liberi sono la cura. La Rete e’ la cura. La libera informazione e’ la cura. Ci sono quasi 500 piazze in cui si raccolgono le firme in Italia, piu’ di quattrocento citta’ in tutto l Paese da Aosta a Palermo, quaranta citta’ all’estero tra cui New York, Amsterdam, Londra sono collegate. Dobbiamo raccogliere le firme per tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo. 63 anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell’informazione, dai suoi padroni e dai suoi servi. E’ piu’ difficile di allora. Non ci sono piu’ fucile contro fucile, bomba a mano contro carro armato. La lotta e’ tra le coscienze addormentate e la liberta’ di pensare, tra chi non vuole piu’ volare e chi non puo’ rinunciare al cielo.

Il primo referendum.L’abolizione dell’ordine dei giornalisti creato da Mussolini nel 1925 per controllare la stampa.L’informazione deve essere libera. L’ordine dei giornalisti limita la liberta’ di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge. L’accesso alla professione di giornalista deve essere libero da vincoli burocratici e corporativi.
Luigi Einaudi : “L’albo obbligatorio e’ immorale, perche’ tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”.
Mario Berlinguer, il padre di Enrico: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perche’ considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla liberta’ di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni”.

Il secondo referendum. L’abolizione di un miliardo di euro all’anno di finanziamento pubblico all’editoria. Ferrara, Polito, Feltri, Padellaro non esisterebbero senza le vostre tasse. Loro non vendono i giornali: li stampano. Piu’ ne stampano piu’ prendono contributi. Stiamo disboscando l’Amazzonia per stampare milioni di copie di giornali invenduti. Abbiamo giornalisti che prendono ordini dai Partiti, che non danno alcuna importanza alla verita’, al lettore. Dalla fine della seconda guerra mondiale il numero di copie di quotidiani in Italia e’ rimasto lo stesso, ma ci sono dieci milioni di italiani in piu’. Le nostre tasse finanziano persino Il Corriere della Sera e Il Sole 24 ore quotati in Borsa. I presunti campioni del liberismo che fanno tutti i giorni le pulci alla Casta.

Il terzo referendum. La Corte europea di Giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive. La legge della fattucchiera Gasparri e’ contraria alle normative europee. L’Europa, dopo le sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale ha ordinato all’Italia che le frequenze televisive pubbliche di Rete 4 devono essere assegnate a Europa 7. Se non verra’ applicata la sentenza europea pagheremo 300.00 euro al giorno dal primo gennaio 2006. A fine 2008 fanno 330 milioni di euro. Piu’ del prestito ponte all’Alitalia. Fede ci costa 300.000 euro al giorno di tasse. L’ultimo Consiglio dei ministri di Prodi, D’Alema e Rutelli doveva applicare le direttive europee. Le ha applicate TUTTE, tranne quella su Rete 4. La Bonino, Madre Teresa di Confindustria, ha detto che la misura non e’ urgente. Chi paga? Lei? Non e’ urgente per chi? Per la disinformazione? Per Testa d’Asfalto?
Le concessioni per trasmettere i segnali radiotelevisivi sono nostre, sono dello Stato. Tre su quattro sono state date a un solo soggetto privato. Per questo l’Europa ci condanna. Dov’e’ il libero mercato? Lo psiconano e’ diventato ricco grazie alla pubblicita’ che puo’ raccogliere in modo esclusivo grazie alle concessioni statali.
Non si e’ mai visto uno Stato in cui chi controlla meta’ dell’informazione possa candidarsi a presidente del Consiglio. Negli Stati Uniti Obama che possiede la CNN, l’ABC e la FOX non potrebbe candidarsi. Non potrebbe neppure esistere. Per qualunque democrazia e’ inconcepibile. E nessuno di questi direttori di giornali e di televisioni che lo gridi alto e forte. Servi ben pagati.
La RAI non puo’ avere un consiglio di amministrazione e giornalisti nominati dai Partiti. La RAI deve rispondere ai cittadini, deve essere indipendente come la BBC in Inghilterra. Un solo canale senza pubblicita’ pagato con il canone. Altrimenti, questa RAI di propaganda se la paghino i partiti. I politici l’hanno prima occupata e poi infestata con la loro presenza. Non ne possiamo piu’ del loro vuoto, della loro incompetenza. Le frequenze radiotelevisive azionali vanno distribuite a diversi soggetti. Nessun privato cittadino deve possedere la maggioranza anche di una sola televisione nazionale.

Il controllo dell’informazione e’ il nuovo fascismo. Questo e’ un Paese che non sa nulla di se’ stesso. Nulla sulla morte di Borsellino, sull’Italicus, su Ustica, su Piazza Fontana, sulla stazione di Bologna, sulle bombe di Brescia, su Aldo Moro. Non sa nulla sulla sua vera realta’ economica e su un debito pubblico di 1630 miliardi di euro che ci sta trascinando a fondo, all’Argentina. Un Paese cieco sulle cause delle stragi sul lavoro, sul precariato, sulla cementificazione, sugli inceneritori, sul Sud consegnato alle mafie.
Oggi sul palco ci sara’ informazione vera. Persone vere che parleranno di realta’ nascoste dai media. Ci sono due piazze in festa a Torino. Piazza Castello e Piazza San Carlo. Tutti e due useremo i nostri amplificatori per una liberazione: una passata e una futura. Mi sembra di essere in un racconto di Giovannino Guareschi, ma non so piu’ chi sono, se Don Peppone o Don Camillo.
Informazione libera in libero Stato. Coraggio!
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Il messaggio vive

La resistenza non sono le guerre storiche
o i loro sopravvissuti
eroici certo
ma di un altro secolo
teniamo lode ai morti
teniamoli caldi nel cuore come compagni
ma viviamo col coraggio dei vivi
con la responsabiltà dei vivi
questa nostra vita, senza alibi o commemorazioni vacue,
Non veneriamo i morti perché sono morti
ma per quello che ci insegnarono
e che vogliono che noi si faccia
per la vita
di tutti noi
e per quelli che verranno
come loro fecero
come altri faranno.
Se il messaggio non vive nelle nostre opere
sarà perduto.
La resistenza non sono le bandiere
i labari
le processioni
i discorsi stantii
la solita corona
al solito caduto della patria
che ogni giorno cade ancora
nei cantieri
nelle fabbriche
sui fronti di guerre che non sono
nemmeno nostre
nella miseria dei disperati
dei dimenticati
degli aggrediti
degli emarginati
di tutti quelli per cui nessuno fa celebrazioni
che continuano a morire e a morire e a morire
per l’egoismo di pochi.
La resistenza non sono i caduti di Salò
che altro scelsero
e mai fecero parte della nostra battaglia
ma erano contro di noi
contro quelli che sono valori
universali
e che noi difendiamo anche per loro
contro la protervia del potere
comunque la si chiami
che vuole l’uomo diviso in classi
e difende la sua arroganza
i suoi abusi
le sue menzogne
i suoi profitti
e chiude la strada a chi vuole
esprimere
il suo essere uomo
fra uomini
e strozza in gola il suo canto di essere libero
tra liberi.
Ma noi canteremo e canteremo e canteremo
contro ogni fascismo, contro ogni comunismo
contro ogni dittatura manifesta o occulta:
“Questa mattina mi sono svegliato
O bella ciao
Son qui per te”.

viviana
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Io c’ero
Ivo

Oggi a Torino si e’ celebrata la doppia realta’ dedicata al 25 aprile, la prima quella istituzionale e’ stata sviluppata dalle autorita’ comunali nella mattinata e portata a termine nel concerto pomeridiano, la seconda quella assolutamente piu’ numerosa in piazza S. Carlo con il V2-day a tema referendario sulla abrogazione dei finanziamenti ai giornali,l’albo dei giornalisti e la legge Gasparri.
A beneficiare dei discutibili finanziamenti ai giornali sono i colossi dell’informazione, ma se i firmatari dei referendum permetteranno l’abrogazione della legge Gasparri, con la conseguente possibilita’ di inserire un limite alla pubblicita’ dei colossi televisivi,cio’ creera’ una ripartizione anche per la carta stampata, la quale dovra’ guadagnarsi sul campo il pane quotidiano delle risorse pubblicitarie e della vendita dei giornali mediante la qualita’ del servizio.

Piazza S. Carlo non vedeva tante presenze da decenni, una piazza stracolma di gente anche sotto i portici, si puo’ calcolare una presenza di circa 100mila persone, un successo incontestabile del Grillo parlante.
Dopo la musica di Caparezza e Piotta, saliva sul palco Beppe, descrivendo la giornata dedicata ai referendum e onorando la giornata del 25 aprile con la resistenza dei nostri eroi dell’epoca.
Ha attaccato le tv di stato e mediaset, in particolare con le prime che sono foraggiate dal nostro canone e i vari Riotta, Mimun e anche le posizioni di rai 3.
La folla ha risposto con i vari Vaffa ai condannati in parlamento, alle testate giornalistiche dal Sole24ore, Corsera, Repubblica fino ad arrivare a “Fare Vela” con il commento “se la paghi D’Alema”.
Interviene sul palco il comitato Dal Molin, con la beffa di un progetto studiato per esser in sintonia con l’architettura della citta’ vicentina, ironia della sorte, …. e della prossima elezione del primo cittadino, che sara’ un referendum tra due politici con due distinte vedute sulla costruzione della mega base militare, con un aeroporto che consentira’ attacchi nelle zone dove gli americani hanno interesse a bombardare.
Grillo rammenta quante sono le basi Nato-Americane in Italia, piu’ di cento, le uniche regioni che non ne hanno sono Val d’Aosta e Abruzzo.
Grillo presenta le ragioni dei No-tav e delle scelte europee di mega appalti senza alcuna necessita’ di effettivo traffico ferroviario, basterebbe modificare e rinnovare la linea esistente, i morti gia’ preventivati per le opere, un lavoratore a Km e della presenza dell’amianto nella lunga galleria da scavare, poi, ciliegina sulla torta, un preventivo tre volte piu’ caro dei lavori in territorio francese.
Ha accennato anche al progetto ponte sullo stretto, anche qui lavoro di dieci anni del progetto Renzo Piano, il quale ha appianato la perdita di circa 24 lavoratori….
I momenti piu’ toccanti umanamente sono stati il ricordo di Aldo Bianzino da parte di sua moglie, la storia del pover’uomo arrestato insieme a lei per aver coltivato poche piantine di Maryuana, la direzione del carcere che dopo un giorno di detenzione chiamano lei per chiederle soffrisse di qualche particolare problema di salute, ma suo marito godeva di ottima salute, poi, dopo le insistenti domande, le dicono in modo brutale che era morto per cause inspiegabili, e l’autopsia mostra che e’ stato ucciso da colpi violenti scientifici, con il fegato spappolato e altri organi digerenti distrutti. E lei, il figlio e l’anziana mamma di Aldo devono prendere atto che la magistratura archivia il caso. Ora vivono grazie al buon cuore della colletta organizzata dal blog di Grillo. L’applauso tributato alla signora e’ stato toccante, e’ durato alcuni minuti.
Altro caso di difficolta’ palese, venuto alle cronache sempre tramite il blog, e’ stata la condizione di mamma Ida di Caselle, cittadina dell’hiterland torinese, che vive con un minimo sussidio per la condizione di sua figlia Crystal, per un tumore insorto all’eta’ di 18 mesi al cervello, che le ha invalidato in modo considerevole l’apprendimento e la deambulazione, vive sotto tutela della legge 104, con pochi soldi dallo Stato ma soprattutto tramite il denaro arrivato volontariamente dal tam-tam del meet up di Grillo, il quale denuncia che nessun imprenditore vuole assumerla grazie alla difficile condizione familiare e della tutela legale della figlia.
L’ultima ad apparire nella lista degli ospiti del V2-day e’ stata Maria Fida Moro, figlia dello statista ucciso dalle Br e tradito da buona parte dell’ex Dc che lascio’ che lo uccidessero. Maria Fida Moro ha voluto ricordare suo padre, della gente che ancora ricorda la sua figura e della verita’ che la sua politica esprimeva, ha voluto prendere la V del Vday per affermare la solenne vergogna di molte persone vicine a quel tempo ad Aldo Moro.
Poi e’ arrivato il momento piu’ eclatante ed emozionante del V2-day: sul palco di Marco Travaglio, non esagero e’ stata un’ovazione, Travaglio ha raggiunto una popolarita’ devastante.
Travaglio ha sottilineato l’importanza del referendum per l’abrogazione della legge Gasparri, la quale tutela il suo negus, e senza la quale si libererebbero risorse per la libera informazione di qualita’.
Travaglio ha parlato delle condizioni limitate delle scelte elettorali di cui conosciamo gli esiti prima e in cui chiunque gareggi col nano ha un handicap notevole, ha ricordato il potere mediatico che lo assiste e il suo controllo sulla tv pubblica.
Ma perche’ hanno dato tapiri solo a personaggi del tutto insignificanti, ma escludendo scientificamente personaggi come Previti e Dell’Utri?
Per Travaglio l’albo dei giornalisti non e’ problema, basterebbe far lavorare nei giornali professionisti che sappiano far cronaca e non notizie compiacenti all’editore e con la conseguente catena di S.Antonio politica.
Beppe Grillo ha chiuso ricordando come furono le aspre critiche del primo V-day, l’8 settembre, poi gli insulti a Biagi e la legge della celebrazione del precariato selvaggio, e ha ripetuto che siamo in un momento particolarmente deteriore della nostra repubblica, in definitiva una resistenza alla pseudo democrazia presente nel nostro paese.
E’ stata una giornata molto interessante, di successo e la speranza. Noi speriamo che il potere mediatico esistente abbia gli anni contati, il futuro della libera informazione sara’ la rete.
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Io c’ero
Mauro

C’e’ qualcuno che vorrebbe mummificare il 25 aprile e si indigna per la scelta della data.
E dire che di cose su cui indignarsi ce ne sarebbero altre. Addirittura una “sfida” ai valori antifascisti, per Liberazione. Credo che questo renda l’idea di quanto il nostro paese sia irrimediabilmente perduto, paese in cui ogni percezione degli eventi viene falsata, ad arte, di volta in volta. Oggi non si riesce neppure a percepire il nemico piu’ insidioso.
Per alcuni esso sembra essere un’idea stantia, “oleografica” del fascismo, un fascismo che per alcuni e’ immutato, con le stesse sembianze che aveva negli anni settanta.
Ciarrapico, i ragazzi con le croci celtiche che si picchiano allo stadio, Grillo che dissacra il 25 aprile. Magari i nemici fossero questi…

L’ARIA PURA
50 mila persone in piazza, o forse piu’. Persone che sono rimaste per 6 ORE!!! in piedi, sotto la canicola a 25 gradi. Difficile sostenere che l’abbiano fatto solo per un vaffanculo liberatorio a Vespa e a qualche direttore di testata. 6 ore in piedi, ad ascoltare temi serissimi, la sovranita’ territoriale (di NO TAV e di DAL MOLIN ormai non parla piu’ nessuno, ma ieri c’erano, vivi e combattivi), l’inquinamento ambientale, la confutazione scientifica dell’incenerimento che non trova spazio da nessuna parte, lo strapotere delle banche, “piccole” storie drammatiche di soprusi ordinari, morti sul lavoro e poi ovviamente, l’informazione .
Nessuno oggi riesce a convogliare in maniera forse un po’ disorganica ma “ficcante” una tale mole di contro-informazione in chiave virtuosamente “nazional popolare” come questo gruppo di persone, piaccia o non piaccia, soprattutto alle frattaglie della sinistra.
Nessuno riesce a calamitare un numero cosi’ impressionante di persone in piazza per discutere temi politici. E non stiamo parlando di un corteo in movimento, ma di umanita’ fissa, per ore ed ore, in condizioni atmosferiche impegnative.
Credo sia stato un modo meraviglioso di ricordare con orgoglio, stima, rispetto e devozione i nostri combattenti e la nostra liberazione, e non credo ci sarebbe stata una data migliore per questa bella prova di cittadinanza politica.
Mi spiace per quelli che la leggono come un affronto la scelta del 25 aprile, credo che vivano in una dimensione “altra”, che non colgano le urgenze ed i problemi che oggi assillano il nostro paese. E, che appunto, si rintanino in un mondo perfetto, fatto di fascismo oleografico e di combattenti intonsi ed integerrimi accerchiati appunto dai fascisti e da lobotomizzati che non capiscono e non rispettano i simboli.
Per quelli ovviamente in buona fede…

I DUBBI
Ci sono, ovviamente, aspetti che mi lasciano perplesso.
Innanzitutto mi sforzo di identificare un identitarismo “virtuoso” della folla a Torino, ma faccio un po’ a fatica.
A parte un po’ di “portoghesi”, come li definisce Merlo di Repubblica, che vogliono ridere gratis, e che sono una esigua minoranza, e’ ovvio che quasi tutti i presenti hanno votato PD alle passate elezioni e qualcuno Sinistra Arcobaleno.
La natura “non berlusconiana” della folla e’ evidente, visto che il bersaglio primo non poteva che essere lo strapotere Mediaset.
Vedo un po’ la schizofrenia della folla che resta ore a sentire Grillo, fa la coda per firmare ma avalla, un po’ bovinamente il “presunto meno peggio”. Perche’ e’ evidente che la chiamata “ambigua” all’astensione di Grillo sia fallita completamente.
Non che auspichi la nascita di un movimento politico legato ai V-day, pero’ mi sarei aspettato un’astensione piu’ importante alle passate elezioni.
Credo poi che Grillo debba cominciare ad essere piu’ preciso. Credo sia l’ora di smetterla di definire queste elezioni non costituzionali per la questione delle preferenze.
Abbiamo votato decenni senza preferenze, in altri paesi ci sono elezioni senza preferenze.. Non che non sia importante, il problema e’ l’apparato clientelare e feudale della classe politica che, nell’incesto con la mancanza delle preferenze determina la nascita dell’aberrazione politica italiana.
Poi, c’e’ il neo dell’incostituzionalita’ della raccolta delle firme.
Questo lo vedrei veramente come un’offesa a tutti coloro che hanno fatto ore di coda per firmare, un chiarimento veloce su questo e’ necessaria per non perdere credibilita’ e un po’ e’ gia’ andata persa.

I QUESITI
1. Sull’abolizione dell’ordine dei giornalisti riesce ad avere un’opinione differente solo Norma Rangeri su “il manifesto” che peraltro apprezzo.
Mi sembra mera difesa corporativa, quando dice che darebbe spazio ad altra precarizzazione, un po’ malignamente potrei dire che l’esternalizzazione nel giornalismo forse e’ salutare.

2. Sul finanziamento dei giornali, credo che un po’ di cautela ci voglia.
Mi convince abbastanza cio’ che dice Travaglio a riguardo, per chi difende giustamente “il Manifesto”, potrei malignamente dire “vanno finanziati solo i giornali che dicono cio’ che ci piace?Se e’ cosi’ non se ne esce piu’…

3:Gasparri
poco da dire, anche qui a parte la piazza di Grillo, silenzio di tomba o sbaglio?
Aspettiamo che la nuova sinistra radicale esca dal conclave per cambiare il mondo…
Aspettiamo Godot?
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Ivo

Altra riflessione: una diffusa presenza di giovani, nel qualunquismo tendente a crocettare a destra da parte delle nuove generazioni, le presenze di ieri possono esser considerate positive. I referendum promossi dal movimento, l’accodarsi per ore nel firmare era un’impresa quasi folle, eppure sono 400mila le firme, se saranno anticostituzionali definire beffarda la situazione e’ un eufemismo.
Non per scimmiottare l’effetto domino citato dall’enorme figura di Travaglio, ma effettivamente sbloccando la legge Gasparri si aprirebbero notevoli possibilita’ di pluralismo e di risorse per spalmare in modo equo la libera informazione, sono dell’idea che seppur sia difficile pensare in questo momento all’affermazione della stampa solo su web e non solo, nei prossimi anni piu’ che finanziamenti pubblici, per lo piu’ distribuiti ai soliti colossi, si dovra’ puntare sulla qualita’ dell’informazione: Quando un qualsiasi giornalista potra’ pubblicare argomenti scomodi all’editore di riferimento, continuando a lavorare, penso che sara’ un gran giorno.
Una parte di presenze in piazza S. Carlo sono imputabili al mix di incazzatura simpatica del comico, ma per quanto siano in una certa misura discutibili, nel panorama politico odierno io vedo solo la presenza di coalizioni, di partiti, di personaggi che girano attorno ai problemi per affermare il nulla o poco piu’.
Conosco i limiti del blogger piu’ cliccato al mondo, le sue contraddizioni, le sue prese di posizione discutibili, ma credo che in questo momento storico ci tocchi pizzicare qua e la’ qualsiasi realta’ che dimostri una certa onesta’ intellettuale, ed e’ davvero molto difficile trovare e distinguere.
Sulla mancanza di astensioni di queste ultime elezioni, Grillo ha indicato la mancanza di dati certi sulle schede bianche e annullate, e un risultato che da’ una coalizione con maggioranza pseudo bulgara e l’altra consistente ma minoritaria assai, tendente alla tenda ad ossigeno, segnali preoccupanti. Il trend e’ difficile e ci spettano tempi ancora piu’ difficili. Sovvertire i neo conservatori e laburisti, si fa per dire, di questo paese sara’ molto dura. Quante pedalate dovremo fare ancora nelle piazze, da qui all’avvenire.
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Di Pietro
Oggi, 25 aprile 2008, mi sono presentato a Milano, in Largo Cairoli, per firmare i tre referendum promossi da Beppe Grillo per una libera informazione.
Grazie a voi che siete qui a firmare quest’ulteriore, ennesima, prova di democrazia, che qualcuno traccia come antipolitica. Di antipolitico c’e’ soltanto il comportamento di chi usa le istituzioni per farsi gli affari propri. L’antipolitica la fa chi si candida dopo essere stato condannato con sentenza penale passato in giudicato. L’antipolitica la fa chi va in Parlamento e al Governo per fare una legge che aggira ancora una volta la sentenza della Corte di Giustizia europea, che aggira ancora una volta il conflitto d’interessi, che aggira ancora una volta la funzionalita’ della giustizia. E’ antipolitico il comportamento di chi in questi giorni parla di mano pesante con la giustizia quando lo sfascio della giustizia e della sicurezza dipende proprio per non aver preso posizione nei confronti di coloro che violano la legge in questi anni. Se i tribunali e i processi non funzionano e’ perche’ in questi anni si son fatti leggi per non farli funzionare. E’ antipolitica anche quella che non ci permette di fare manifestazioni in questo modo.
Per questo noi, firmando questi referendum, vogliamo mandare un messaggio di vera politica, voluta e prevista dalla Costituzione.
Apprezziamo e ringraziamo gli organizzatori, tutti i Meetup di Beppe Grillo, e lo stesso Grillo lo ringraziamo perche’ lo accusano di tutto e di piu’ semplicemente perche’ tiene l’applicazione di un articolo della Costituzione, quello di raccogliere firme per abrogare una legge d’iniziativa parlamentare. Ringraziamo i militanti che vanno a raccogliere le firme, a quelli che le autenticano, a quelli che si faranno carico in via volontaria di presentare quest’ennesimo referendum.
Qualcuno dice che non verranno ignorati. Le leggi d’iniziativa popolare si’, perche’ la Costituzione prevede che possano essere raccolte le firme e depositate in Parlamento, dove vengono messe il giorno dopo in cantina. I referendum no, perche’ devono seguire regolarmente il loro corso, tanto e’ vero che e’ previsto il referendum sulla legge elettorale, che ancora c’e’ e si deve fare.
Ovviamente ci sara’ tutta un’attivita’ in questi mesi tesa a dimostrare che queste firme non si potevano raccogliere, che non si deve andare a votare, e tutte quelle persone e partiti che in questa campagna elettorale dicevano di andare a votare le ritroverete tra qualche mese dire su questo referendum di non andare a votare: quando gli fa comodo andate a votare, quando non gli fa comodo non andare a votare.
Noi dovremmo essere sudditi, parco buoi, di questa Casta che continua a fare i suoi piaceri. Riflettete su questi referendum, che al di la’ dell’istituto sono buoni sul piano del merito, perche’ alla fine cosa dicono? Dicono che i giornali finanziati dai partiti sono diventati un’occasione per fare soldi e non per informare. Secondo, che per comunicare e informare bisogna essere iscritti all’albo, come nel ventennio fascista. Ognuno dovrebbe poter esprimere le proprie capacita’ e qualita’, la differenza la dovrebbe fare il lettore, che la legge o non la legge, a seconda se dice la verita’ o meno.
Ecco perche’ noi riteniamo che questi referendum sono buoni nella sostanza, oltre che nell’istituto, come vero esempio di democrazia.
Oggi qualcuno ci ha accusato dicendo che e’ una giornata piu’ importante che occuparsi per un referendum per l’informazione. Lo sappiamo bene che e’ una giornata molto importante, per quello e’ stata scelta, innanzitutto per rendere omaggio a coloro che ci hanno dato la liberta’ di esistere, che non vogliamo dimenticare e mettiamo al primo posto, ma ci mancherebbe altro. Questa manifestazione non e’ un’alternativa, ma una prosecuzione, un impegno civile, che da prima rende omaggio a chi ci ha rimesso la vita e rinnova un impegno per quella liberta’ che non vogliamo piu’ bruciata e barattata.
Certo, una volta c’era la dittatura all’olio di ricino, oggi c’e’ quella delle veline, ma sempre dittatura e’, dolce, ma lo e’. Per questo, e concludo, dobbiamo tutti impegnarci nel Paese e nelle istituzioni. Io lo faro’ dentro e fuori dal Parlamento. Con questo megafono sono stato fuori anche come Ministro, e me ne hanno dette di tutti i colori, quando si e’ trattato di dire no all’indulto, e ci saro’ ancora dentro e fuori del Parlamento per far sentire la voce di un’Italia libera, di un’Italia indipendente, di un’Italia che non si piega.”
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Luciano
A Cagliari e’ andata alla grande! Abbiamo preso piu’ di 7000 firme.
Vi dico una cosa importante: non c’e’ stata alcuna contrapposizione tra la nostra piazza del V2-Day e quella del “classico” 25 Aprile antifascista.
Sono stato in entrambe le manifestazioni.
Ho persino fatto volantinaggio per il V2-day durante il contemporaneo concerto del comitato antifascista.
Nessuno commento negativo. Anzi!
Tanti, dopo aver ricevuto il volantino del meet-up, dicevano che avrebbero in seguito raggiunto la piazza del V2-Day per firmare e seguire la diretta che abbiamo trasmesso!!!!
Alla faccia di chi ci vuole divisi !!
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Luca
Non ero presente a Torino ma ho trascorso 10 ore magnifiche con i miei compagni del meetup di Napoli 10 ore in cui non siamo riusciti a smettere 5 min di raccogliere firme 4000 firme raccolte solo in piazza Vanvitelli a Napoli, per non parlare delle altre due piazze principali della citta’…stancante, distruttivo ma la gente ha sentito questo giorno, con orgoglio hanno partecipato tutti a testa alta consapevoli di quello che facevano e non solo per approvare un’iniziativa referendaria, ma per la voglia di dire basta a questa corporazione di politici,e di giornali quelle corporazioni che esistevano nei tempi piu gloriosi del fascismo…aiutiamo la gente a vedere con i propri occhi…nessuno ne grillo ne i giornali ne i politici ci devono dire cosa dobbiamo sapere, noi dobbiamo guardare e capire e lottare per combattere un potere che ormai ci sta devastando. Anche la popolazione argentina prima che vivesse il crack non sapeva di essere quel paese in rotta…questa e’ la rivoluzione quella delle piazze, quella che attende un’ora per mettere una firma e ti guarda dicendo sono fiero di voi vi sosterro’ in ogni modo, quella in cui c’e’ tanta di quella gente che i vigili che ti vengono a rompere i coglioni sul permesso, scompaiono dinanzi a 100 persone alle 9 del mattino in attesa..a 24 anni voglio guardare il mio futuro, da Italiano, del sud (quale sono)o del nord che sia ma da Italiano fiero ed orgoglioso di esserlo senza pensare che siamo quelli degli eroi mafiosi e dei delinquenti magistrati…VIVA L’ITALIA VIVA LO STATO ITALIANO VIVA IL POPOLO ITALIANO!
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Franco
Ieri mattina (25 aprile 200 8) ho guardato il programma “Omnibus” trasmesso su “La7″.
A parte Oliviero Beha e Peter Gomez, gli altri: Augusto Minzolini de “La Stampa”, il direttore di radio radicale Massimo Bordin e Filippo Facci di Mediaset ex giornalista di sinistra poi vendutosi a “Il Giornale” hanno sparato a zero contro Beppe Grillo e tutti i suoi sostenitori.
Facci e’ arrivato a dire che Beppe Grillo e’ un cretino e che tutti i grillini e/o quanti lo seguono, sono altrettanti cretini…
Leggo e riporto da Wikipedia:
Invitato nell’autunno 2007 a varie trasmissioni televisive improvvisate a margine del “Vaffanculo day” di Beppe Grillo, ha definito “la prevalenza dei frequentatori del blog di Grillo” come “il peggio di questo Paese”, ricambiando in diretta (a Omnibus, su La7) un letterale “vaffanculo”. Le proteste dei fans di Grillo hanno spinto migliaia di essi a intasare e bloccare il Blog Macchianera (dove Facci saltuariamente scrive) e a riversare nella rete e su Youtube svariatissime proteste, insulti e video contro di lui.
Ha anche detto che lui guarda tutti i giorni questo blog per cui magari gli potremmo anche rispondere..
Da parte mia, caro Facci, tu e tutti gli altri servi come te potete proprio andare AFFANCULO!
LA RIVOLUZIONE STA COMINCIANDO VERAMENTE; MANCANO SOLO I “FERRI” MA…(potremmo rubarli alla Lega..)
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Francesco
Carissimo Beppe Grillo. Oggi ho avuto modo di seguire il V2-day in streaming e purtroppo ho appena finito di vedere Matrix i tv. Dico “purtroppo” perche’ ho appena finito di assistere ad una bambinata da parte del conduttore Mentana.. il conduttore che esordisce la puntata dicendo che tutto cio’ che mandera’ in onda, sottolineando “ampia sintesi” quando non superava i 10 minuti, lo manda in onda dissociandosi dal contenuto. Fino a che si dissocia a me non interessa pero’ sul discorso ampia sintesi SI.. perche’ la gente che abitualmente guarda la tv, non era a Torino ne’ tantomeno su internet quindi immagina che tipo di idea si e’ fatta.. molto probabilmente vicina a quella del conduttore che come se non bastasse conclude con un no-comment che equivale a “pensatela come volete (tanto so che che la pensate come me visto che vi ho fatto vedere cio’ che volevo io..)”. Che bello assistere a come viene pilotata l’informazione! Invece di redimersi e dedicarti un canale magari (almeno solo per la giornata di oggi).. questi hanno voltato la frittata. Che sia chiaro, questa e’ una mia opinione personale. Penso che l’unica nota positiva sia il fatto che hanno parlato della manifestazione. Ma di cio’ che ne’ uscito fuori…. Giusto per fare qualche esempio: la lista dei parlamentari condannati (fulcro della politica italiana) manco menzionata, lo spezzone dedicato alla legge Gasparri.. da ridere! sembrava un fotomontaggio per le scene tagliate e non posso dilungarmi oltre.. per non parlare dell’inviato subacqueo.. ha fatto qualche intervista qua e la nella folla.. con quell’aria da “tu non sai quello che dici!!” ho anche fatto un video del servizio dell’inviato mediaset con il telefonino.. se vuoi te lo mando. Concludo dicendo che complessivamente l’impressione che ho avuto, consentimi il paragone calcistico.. e’ come la finale mondiale del ‘70, e’ come se si parlasse sempre del gol di Boninsegna.. tutti immaginerebbero la vittoria dell’Italia, in realta’ quel giorno l’Italia ne prese 4..
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Stefano
Amici volevo farvi una domanda……ma quanti siamo??? Al primo V-day non c’ero non lo sapevo… L’ho saputo il nove settembre ma comunque ho visto su youtube c’era un casino di gente non solo a Bologna ma in tutta Italia, file chilometriche per firmare…dopo di che nei giorni a seguire sono andato sul blog di BEPPONE nostro mi sono iscritto ho cominciato a firmare petizioni on-line mi sono ammastellato (e lo sono ancora) vedevo cose nuove magistrati trasferiti perche’ indagano troppo cose incomprensibili…
Io ti ringrazio Beppe perche’ hai contribuito al mio risveglio…siii lo ammetto io ero un incantesimato da Papa Berlusconi Terzo, ma adesso basta!!! BASTA ALLA CASTA!!!
Mi ricordo uno dei miei primi commenti su questo blog dove dicevo facendomi due conticini…c…o ma se io non lo sapevo, e come me tanti, e adesso io lo so’ e come me tanti, e se tutti quelli come me che adesso lo sanno passano parola?saremo ogni giorno sempre un pochino di piu’…
Bene sono strafelice perche’ credo che il 25-04-2008 e’ entrato di prepotenza nella storia…la continuazione del lavoro dei nostri nonni dalla Liberazione dal nazifascismo alla Liberazione dalla Disinformazione…
Ricordiamolo sempre Disinformare e’ il miglior modo di dare ordini…di dare ordini ad un paese di zittiti…oggi abbiamo dato l’ennesima prova che il popolo degli zittiti non esise…
E dormiranno sempre meno tranquilli…(e non xche’ useremo violenza)ma xche’ prenderanno cascenza che tra qualche anno le liste civiche degli amici di Beppe Grillo cresceranno, e’ il destino di chi fa uso di esperienze di democrazia partecipativa, e cresceranno sempre di piu’ fino al punto che cominceranno a sparire anche i partiti piu’ grandi per dare posto a noi
MA QUANTI ERAVAMO?
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Mazapegul
Grillo strumentalizza il 25 aprile? Non sono affatto d’accordo sull’articolo apparso oggi su l’Unita’ online: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=74937. Il 25 aprile 1945 e’ la data simbolo della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista e la fine della dittatura fascista. Da allora, in regime democratico, si sono sviluppate altre forme di dittature ed occupazioni, che possiamo definire piu’ morbide ma che minano lo stesso alla vita democratica del paese. Anche se il paese non e’ piu’ controllato militarmente, sono sotto controllo i maggiori mezzi di informazione. Per istinto di autoconservazione, il potere economico-politico che ne detiene il controllo e’ sempre piu’ impegnato ad occultare notizie scomode e ad enfatizzare quelle convenienti. Oppure e’ semplicemente impegnato a distrarre ed anestetizzare il pubblico. L’unico proprietario della Tv privata italiana assume e promuove solo giornalisti “amici”, quelli che saranno servili a lui senza neppure dovergli dare ordini. Ora che questo proprietario e’ anche Presidente del Consiglio, ha la possibilita’ di insediare i suoi uomini anche nel servizio pubblico ed allontanare i personaggi scomodi. E’ esattamente quello che e’ successo nel precedente governo Berlusconi (vedi i casi Biagi, Santoro, Luttazzi ed altri ancora), ed ora si preannuncia un dose ancora peggiore. In ogni caso i giornalisti sanno con chi hanno a che fare, per mantere il posto di lavoro e’ meglio compiacere al padrone.
Trovo perfettamente inerente l’associazione del 25 aprile alla liberazione dell’informazione. Siamo di fronte ad un tumore che si auto alimenta contagiando tutto cio’ che gli viene a contatto. La metastasi e’ avanzata ad un punto tale da far sembrare le cellule tumorali come quelle sane, e quelle sane come quelle da eliminare. Dire che la situazione e’ allarmante e’ un eufemismo.
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Pablo
La verita’ e’ che e’ stato grandioso ! Ho raccolto firme insieme ai miei compagni del MU660 di Rivoli dalle 09 alle 14 e con i compagni del MU723 Torino3 dalle 15 alle 00.00 !
Ebbene si’ a mezzanotte c’era ancora gente che voleva firmare e glielo leggevi negli occhi che avevano voglia di cambiare sto paese!
Grazie a tutti!!
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Sarah
La Liberta’ e’ un nostro diritto ed e’ un nostro diritto combattere per averla! Grazie Beppe per averci dato il coraggio e la forza di fare tutto questo!
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Riccardo
300.000 euro DEI NOSTRI SOLDI al giorno per vedere emilio fede! no dico, emilio fede! trecentomila euro! AL GIORNO! mi basta questo. VAFFANCULO 300.000 VOLTE AL GIORNO!
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Claudio
Ogni volta che l’Unita’ arriva in edicola, Gramsci si rivolta nella tomba.
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Robert Colucci
E’ possibile che nel blog di Grillo ci siano dei deficienti, essendo la madre degli idioti sempre incinta, da qualche parte dovranno pure andare.
Avrei voluto rispondere al sig. Francesco Merlo di Repubblica.
Avrei voluto dirgli che la sua analisi fa tenerezza, mi ricorda un bambino di 10 anni che scoperto a rubare la nutella, da la colpa al cuginetto.
Non un solo cenno sui contenuti.
Non una parola sui giornalisti che “vendevano” i bond argentini anche dalle pagine del suo giornale.
Non una parola su quelli che osannavano obbligazioni parmalat e cirio.
Non una parola sui colleghi che da un ventennio permettono ad un ometto piccolo piccolo di mentire spudoratamente su qualunque argomento.
Niente sui 70 pregiudicati NON eletti da nessuno che bivaccano in parlamento grazie a una stampa imbavagliata.
Zero assoluto sui derivati spacciati da Profumo e soci, su Ligresti e la sua cordata da ebay.
Conflitto di interessi? manco a parlarne.
Mangano eroe? in una paese civile la stampa li avrebbe demoliti.
I nostri eroi? 2 righe a pagina 7 e passare oltre.
Due parole sull’energia? Intervista a Chicco Testa.
Rubbia? dice che ha ragione Grillo, e’ un deficiente anche lui, chi gli ha dato il nobel non capisce nulla.
L’ordine dei giornalisti…quattro nomi che gli rendono merito: Maurizio Mosca, Emilio Fede, Filippo Facci, Bruno Vespa.
Serve altro?
Volevo rispondere a Francesco Merlo ma non l’ho fatto.
Sono vecchio, ho imparato che davvero non esiste peggior sordo di chi ha gli ideali col tariffario.
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Enrico
Anche a Berlino abbiamo raccolto quasi 400 firme simboliche, nonche’ l’appoggio di tutti i tedeschi che si sono fermati al nostro banchetto.
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Claudio Ricci
questa mattina sono andato in piazza.
Ho firmato per il referendum, poi sono ho sfilato nel corteo per la celebrazione del 25 aprile, dietro alle bandiere dell’ANPI. Ho ascoltato le parole e i discorsi dei partigiani. Ero felice, poi, mi è venuto da piangere pensando che in sessant’anni i valori di quella lotta sono stati buttati via, con la compiacenza di un informazione che ha fatto a brandelli i valori di un paese.
Nei quindici anni di Berlusconi l’italia è peggiorata molto di più che nel ventennio fascista e proprio grazie alla corazzata mediatica che è stata messa in campo. L’illegalità e una norma, l’impunità una certezza, la mafia è ormai uno stile di vita.
Rivoglio il mio paese libero.
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Simone
Qua a Dublino e’ stato V2DAY, ci siamo trovati in molti e molti turisti si fermavano.
Purtroppo non potevamo raccogliere firme valide (l’ambasciata ci ha lasciato completamente senza risposte e possibilita) ma abbiamo comunque raccolto simbolicamente le firme.
Hanno firmato italiano, spagnoli, irlandesi … anche i poliziotti irlandesi hanno firmato!
Grande Grillo, Dublino e’ con te! V2DAY!
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Pasquale
Grazie Grillini! Oggi firmare e’ stato come aver votato.
Votato per l’onesta contro la mafia.
Votato per la libertá contro l’oppressione.
Per la speranza contro la rassegnazione.
Donne e uomini di buona volontá, vedo di nuovo un futuro per i miei figli.
Grazie
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Yari
purtroppo non sono potuto andare a Torino, ma a firmare non potevo mancare, quindi verso le 18 ho preso l’auto e la famiglia e mi sono diretto a Livorno che dista circa 30 km. da casa.
tra traffico e parcheggiare sono arrivato la’ alle 19 e “orrore!” mi sono accorto che mi ero dimenticato i documenti a casa, il banchetto chiudeva alle 20.
Con una fila di imprecazioni che non sto’ qua’ ad elencare ho lasciato la’ mia moglie e i miei due figli e sono partito a razzo per il recupero dei documenti e dopo 60 km. mentre mia moglie chiedeva ai ragazzi del meet-up di Livorno di aspettarmi alle 20.10 ho messo le mi belle 3 firme, le piu’ sudate della mia vita.
Perdonatemi ma ne sono FIERO!!!!!
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Daniele
CESENA 25 APRILE 1600 Firme RACCOLTE!!!! Giornata PIACEVOLA E STUPENDA! I TG PARLANO DEL GIORNO DELLA LIBERAZIONE,
MA NON SI SONO ACCORTI DEL VDAY PER LA LIBERTA DI INFORMAZIONE?!?!
..
Copco
Io ho firmato. Ho forti dubbi che il finanziamento pubblico ai giornali serva a garantire la pluralita’ dell’informazione. Spendiamo un miliardo di euro per essere un paese completamente disinformato che porta al potere dei mafiosi. Con o senza finanziamento pubblico la disinformazione la fa e la faranno sempre i partiti e i potentati economici e mediatici. Quindi un miliardo di euro all’editoria oggi non serve certo ad informare meglio. Serve invece a due cose: 1) Mantenere una classe di papponi e parassiti che si contrabbandano per giornalisti che informano. 2) Sprecare carta che nessuno legge. Sprecare energia, Sprecare risorse. Inquinare. Incentivare la deforestazione. Impoverire le giungle. Abbattere la biodiversita’. Un miliardo di euro sarebbe certamente meglio speso per dare 85 euro in piu’ al mese ad un milione di poveri pensionati, precari etc.
Quelli dell’Unita’ hanno il prosciutto sugli occhi. Vogliono festeggiare la liberazione il 25 Aprile senza accorgersi di essere nuovamente sotto regime. Ogni anno, alla festa della Liberazione del 25 Aprile dovremmo associare una nuova battaglia di liberazione. Di nuove battaglie di liberazione da combattere ne abbiamo molte. Ieri (25 Aprile 200 8) abbiamo festeggiato la ricorrenza della liberazione dal nazi-fascismo e l’abbiamo fatto nel migliore dei modi. Lo abbiamo fatto combattendo contro la disinformazione e la schiavitu’ dall’informazione di regime.
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Spartaco
Il popolo e’ sovrano ogni 5 anni dalle 7 della domenica fino alle 15 del Lunedi’ per poi un minuto dopo essere suddito.Ieri Beppe Grillo ha esordito dicendo parole bellissime in ricordo di tutti quegli uomini che hanno dato la vita per cacciare il nazi-fascismo “e da questa piazza continuera’ la Resistenza per cacciare il berlusconismo inteso come pensiero unico e che ha inciso notevolmente sulla coscienza dei cittadini”. Poi ha dato la parola al rappresentante del comitato NO dal Molin,ha parlato dell’Italia come portarei galleggiante con le sue 137 basi militari USA dicendo che il sindaco di Brescia non sapeva che nei dintorni ci fossero ben 90 testate nucleari. Grillo e solo un comico e non un politico, mentre i nostri politici sono solo comici.”La verita’ ti fa male lo so…”diceva una canzone di Caterina Caselli. La nuova sinistra potrebbe ripartire non dal Grillismo inteso come moda, ma dai suoi contenuti e battaglie
..
Romano
Dall’inizio non ho capito il problema della sinistra con il Grillismo. E non lo capisco neanche oggi. Sarebbe cosi’ semplice andare con tutta questa gente e anche portarla in un altra direzione. Mi fa male nel cuore vedere la grande distanza della sinistra dalla gente. Dovrebbe far paura ai dirigenti, ma quelli proseguono sempre piu’ rigidi. Cambiare le strutture sara’ il compito del futuro. I dirigenti sono identici con le loro strutture. Non si possono aprire a strutture con piu’ partecipazione (il deficit di Grillo ovviamente sta anche li’, ma lui e’ un comico, non un politico). Il cuore della sinistra al potere non batte per la partecipazione. Ma essa e’ il cuore operativo della democrazia. La sinistra non lo puo’ accettare, crede a concetti metafisici che sembrano voler rendere obsoleta la partecipazione, per dare un’unica verita’ dall’alto. Lo puo’ fare, naturalmente, ma poi non si deve parlare nel nome della liberta’ di tutti gli uomini. Della mia liberta’ voglio occuparmi io stesso! E non vedo che la sinistra mi offra questa opportunitá. E piu’ che si va a sinistra piu’ vedo pensieri ritrosi sempre piu’ ristretti, in cui tutto e’ gia’ chiaro ma sta a km dalla mia realta’ senza che loro vogliano capirlo. Qualcosa non va bene nella politica e lo si vede piu’ chiaro nella sinistra che dovrebbe avere la capacita’ di imparare qualcosa. E Grillo lo vede.
..
Questa la mia mail fatta oggi alla redazione de l’Unità

direzione@unita.it

“Da un giornale di “sinistra” come vi autodefinite, la vostra ostinazione a definire qualunquista il popolo, le famiglie scese in piazza, e i bambini (che dovrebbero essere il futuro di un paese disastrato dai parassiti di ogni genere) suona esattamente come una sacrosanta conferma del problema dell’informazione e come un’ammissione di colpa.

Se avevate qualche lettore, tipo mio padre di 66 anni, ieri lo avete perso per sempre.
Fate veramente pena !!!”
Giulio Aloisi
..
Viviana
Le male critiche dell’Unita’ mi hanno fatto molto male e mi hanno confermato che questa gente sta ormai fuori dalla realta’ ed e’ irrecuperabile. Si e’ allontanata dal suo elettorato, nemmeno capisce perche’ troppi operai votano Lega, non vuole fare aperture alla gente, calpesta in ogni modo la sovranita’ popolare e la Costituzione, resta chiusa nella faziosita’, disdegna le richieste dei cittadini facendosi scivolare nel tempo dei peggiori governi d’Italia, anche sotto Prodi ha votato infamita’, sostenendo guerre e abusi della casta, e ora ha anche la brutta faccia di attaccare le piazze di Grillo che catalizza le richieste della gente su questione morale e liberta’ d’informazione, insomma questa sx ex ufficiale o ex alternativa sembra dimostrare in tutti i modi di non essere diversi dalla dx, chiusi in una autoreferenzialita’ spocchiosa, dimentica dei valori e diritti collettivi, e in cio’ da’ prova di grande stolidita’, scivolando fuori dalla storia. La violenta sconfitta elettorale non ha insegnato nulla, la sx persiste nei suoi errori, mantiene corrotti e incapaci, e non perde nemmeno la protervia. I partiti un tempo di sx sono oggi comitati di interessi. Oggi troppa gente protesta contro le malefatte degli ultimi governi, la protesta del popolo di sx ha prodotto astensionismo o voti alla Lega, ma la protesta della dx ancora tiene ed e’ vincente. Essere sordi non ha giovato eppure si insiste su questa linea e le cattive parole dell’Unita’ creano solo imbarazzo e dolore.
Ormai da troppo tempo i valori della repubblica vanno in un senso, gli interessi di bottega in un altro. Pero’ bisognerebbe dirglielo all’Unita’ e ai partitini ormai defunti che in questo modo la “bottega” resta sempre piu’ vuota (e le elezioni lo hanno dimostrato). Se per attaccare un comico non riescono nemmeno a capire in quale stupro d’informazione siamo, vuol dire che questa gente per il paese vero non rappresenta piu’ nulla e che e’ omologata al peggio. Che vergogna!
Io sono di sx ma ormai non mi identifico piu’ in nessun partito che si dice di sx. E mi rifiuto di comprare giornali immondizia. Se salvezza ci sara’ dovra’ essere in modi diversi dalla politica partitica, perche’ questa ha dimostrato solo il fallimento del partitismo di sx italiano. Non si ricomincera’ non nomi nuovi. Si potra’ ricominciare solo con persone nuove. E mai piu’ dall’alto. Il tempo dei boss di partito e’ finito. O la democrazia sara’ partecipata o ci avvieremo alla notte buia di un nuovo fascismo.
..
Ce n’est pas qu’un debut, continuiamo a combattere
Doriana Goracci

Sara’ un grande ponte della Misericordia: il fine settimana italiano, preceduto da un 25 aprile assuefatto alla guerra infinita, alla militarizzazione, al razzismo, all’intolleranza, al fascismo, spegnera’ gli ultimi fuochi dei ballottaggi, dei nuovi sceriffi delle metropoli coloniali. Con un balzo si arrivera’ al 1 maggio, gia’ si lavora al Grande Palco, dove si
butta in musica e bivacco la mancanza di lavoro e di dignita’ e quei morti per cui il Ministero del Lavoro con un decreto del 2 luglio 2007, ha deciso un fondo di sostegno per le famiglie stanziando la somma di 2,5 milioni di euro, una piccola mancia, concedendo “ un beneficio una tantum ai familiari superstiti del lavoratore deceduto a causa di infortunio sul lavoro” basata sul numero dei componenti della famiglia di: 1500 euro in caso di un solo superstite- 1900euro in caso di 2 superstiti- 2200 euro in caso di 3 superstiti- 2500 euro in casi di piu’ superstiti.
Chissa’ che conseguenze avrebbe a patire oggi, un certo “insurrezionale” Piero Calamandrei se dicesse ai giovani, come fece nel 1955 di ” andare in pellegrinaggio nel luogo dove e’ nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati”. Nei fatti, noi cittadini comuni, non possiamo liberamente incontrare il detenuto nel carcere, nel Cpt o nell’ospedale psichiatrico, senza un attestato che dichiari la nostra parentela o appartenenza ad un’associazione.
Che nel paese, dal nome italiano, regni la camorra, la mafia, la sacracorona unita, l’andrangheta, insomma gli affari internazionali della finanza globale benedetta dalle chiese, e’ un argomento diventato da bar, da tinello proletario, da scuola di borgata, da barzellette in treno e al lavoro.
Che al bar, nel tinello di casa, a scuola, in metropolitana o al lavoro avvengano violenze, e sessuali e tra minori e filmate per giunta, e’ argomento trattato negli stessi posti di cui sopra.
Che in un carcere da alcuni mesi ci stia un ragazzo anarchico di 20 anni reo confesso di aver scritto un libro “il Razionale e l’Assurdo” a nome Michele Fabiani e l’affare giudiziario si chiama si chiama «Brushwood», boscaglia, perche’ lui e altri quattro, loro fuori,si incontravano in una zona alberata vicino Spoleto, che e’ poi un parco cittadino, credo pochi lo sanno.
Che un’inchiesta per associazione sovversiva, chiamata Sud Ribelle, sia durata 6 anni e conclusa pare perche’ il fatto non sussiste, a carico di tredici imputati coinvolti nei movimenti del 2001 a Napoli e a Genova del 2001, basata solo solo su intercettazioni telefoniche di carattere esclusivamente politico, credo pochi sappiano che e’ costata almeno 500.000 euro allo Stato che siamo noi.
E quanto costano allo Stato, che siamo noi, i Cpt e tutti i luoghi di detenzione amministrativa, rispetto all’integrazione e all’accoglienza, alla cultura libera e laica ? Certo non siamo in Iran per fortuna dove una giornalista femminista, Nasrin Afzali, e’ stata condannata a 10 frustate e 6 mesi di carcere per aver disturbato la quiete pubblica.
Da noi invece, per fortuna e misericordia, tra tante iniziative, il 24 aprile nell’aula vecchia di Chimica dell’Universita’ di Roma si e’ ricordato Giovanni Pesce e sua moglie Nori Brambilla con il film documentario di Marco Pozzi “Senza tregua”, a due passi dalla Cappella dei Padri Gesuiti, la’ in quella Sapienza dove molti furono rammaricati di non avere visto il papa partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico.La stessa Sapienza “che ha adottato un nuovo sistema di identita’ visiva, interpretando in chiave contemporanea l´icona storica del cherubino, simbolo di pienezza del sapere”: 186mila euro e’ costato il rinnovamento della grafica del suo logo.
Continuiamo a combattere?
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